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” Aiutiamoli a casa loro” utile a dirsi ma non ha senso ne risolve.

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Parlando di migranti si fa presto a dire “ aiutiamoli a casa loro . In realtà i dati dicono che a lasciare il proprio paese non sono i più poveri ma chi – avendo un reddito medio – riesce a indebitarsi. Gli aiuti allo sviluppo – per quanto utili – ridurrebbero i debiti di queste persone, non il numero degli emigrati.

Gli aiuti allo sviluppo non frenano le migrazioni. Una politica che voglia gestire i flussi e fermare davvero il traffico di vite umane dovrebbe garantire quote certe per entrare a lavorare in Europa e corridoi umanitari per i richiedenti asilo.

Perché si emigra?

Il tema dell’immigrazione occupa ormai in modo preponderante il dibattito politico e la società appare drammaticamente spaccata fra i “buonisti” favorevoli agli immigrati e coloro che vogliono respingerli. Il nodo della questione ruota sempre intorno all’accoglienza, mentre troppo poco si discute sulle ragioni dei flussi migratori. Capirne i motivi, tuttavia, è fondamentale per una gestione sostenibile del fenomeno.

Sebbene le cause e le conseguenze delle migrazioni abbiano a che fare con fenomeni globali complessi e conflitti locali prolungati, negli ultimi anni la politica ha rinunciato a un’analisi approfondita e ha concentrato gli sforzi sulla possibilità di fermare l’immigrazione. Sono stati stipulati accordi con i paesi di provenienza per combattere il traffico di migranti e poiché ciò ha ridotto, ma non fermato il flusso, si è passati a impedire fisicamente l’approdo sul territorio nazionale (negli Stati Uniti invece hanno pensato di costruire muri o violare i diritti umani dei bambini). Nello stesso tempo, per non sembrare disumani, si procede a stanziare fondi (o a proclamare di farlo) a favore dei paesi di origine dei migranti sotto forma di “aiuto allo sviluppo”.

L’idea di fondo è che i migranti vengono da paesi economicamente poveri o poco sviluppati (per esempio l’Africa) e favorirne lo sviluppo dovrebbe tradursi in un minore flusso di immigrati qui da noi. Ma è davvero così?

Gli economisti hanno studiato a lungo i meccanismi degli aiuti allo sviluppo e le conclusioni sono che rispondono più a logiche politiche che economiche, e non è neppure chiaro se abbiano effetti positivi tangibili nelle economie dei paesi riceventi (anche in termini di riduzione dei conflitti o di aumento del livello di democrazia).

Assumendo tuttavia che gli aiuti favoriscano lo sviluppo economico del paese ricevente, è vero che la crescita sia un deterrente per l’emigrazione? La risposta è no.

Gli effetti dello sviluppo

In diversi suoi lavori, Michael Clemens, uno dei massimi esperti della relazione fra migrazioni e sviluppo, ha mostrato che gli incentivi a emigrare non diminuiscono con lo sviluppo economico, ma al contrario aumentano. Non solo perché l’incremento del reddito consente di sostenere il costo di un investimento così grande come l’emigrazione internazionale, ma perché cambiano anche altri fattori, come il livello di istruzione, l’accesso alle informazioni e persino le scelte di matrimonio e di fertilità – tutte cose che aumentano gli incentivi a emigrare.

Coerentemente con questa analisi, possiamo dire che la ragione profonda per cui riceviamo sempre più migranti dal sud del mondo è che quei paesi stanno crescendo economicamente.
Confrontando gli stati del mondo con diversi livelli di Pil pro capite, il grafico 1 mostra che all’aumentare del reddito pro capite l’emigrazione prima sale e poi, a livelli di reddito alti, diminuisce, disegnando una relazione a “cunetta”. Ciò è sempre vero, per diversi decenni.

Figura 1– Relazione fra Pil pro capite e stock di migranti (dati dalla Banca Mondiale)
Aiutarli a casa loro non serve

In altri termini, l’emigrazione internazionale si concentra nei paesi a medio reddito (quelli economicamente più dinamici). mentre è più bassa in quelli molto poveri oppure molto ricchi. Il livello di Pil pro capite “soglia” oltre il quale l’emigrazione diminuisce è attorno ai 6 mila dollari internazionali (oggi di Sudan, Nigeria o Repubblica Congo). Quasi tutti i paesi del Nord Africa sono oltre questa soglia, ma quasi tutti quelli dell’Africa sub-sahariana (escludendo l’area del Sudafrica) si trovano sotto.

I principali paesi da cui provengono gli immigrati irregolari che sbarcano in Italia hanno un Pil pro capite che va dai 1500 dollari di Eritrea o Gambia ai circa 6 mila della Nigeria. Tuttavia, in questi paesi una media aggregata nasconde un alto grado di eterogeneità a causa della grande disuguaglianza. Usando dati individuali raccolti attraverso un’indagine globale sulle “intenzioni” migratorie di un campione rappresentativo di persone in tanti paesi in via di sviluppo per più anni (il World Gallup Poll), la figura 2 mostra la stessa relazione a U rovesciata fra livello di reddito individuale e intenzioni migratorie. Il grafico mostra che in qualsiasi paese e per qualsiasi livello di Pil, sono generalmente le persone più ricche – e non le più povere – che vogliono emigrare. In particolare, nei paesi a basso-medio reddito (ovvero quelli con un Pil pro capite inferiore a 6 mila dollari), un aumento del reddito personale fa crescere le intenzioni migratorie, che diminuiscono solo per livelli di reddito relativamente molto alti (oltre 50 mila dollari internazionali, ma la grande maggioranza della popolazione in questi paesi ha un reddito inferiore). In altre parole, diventare marginalmente più ricchi in paesi poveri aumenta (e non riduce) l’emigrazione.

Figura 2– Relazione fra reddito pro capite e intenzioni migratorie (dati da Gallup Poll)
aiutarli a casa loro non serve

MARIAPIA MENDOLADSC_0025 è professore associato di Economia Politica all’Università di Milano-Bicocca, Research Fellow presso l’Institute for Labor Studies (IZA) e coordinatrice del Poverty and Development Program del Centro Studi L.d’Agliano. Ha conseguito un PhD in Economics presso l’Università di Milano, un MA in Development Economics presso la University of Sussex e una laurea in Discipline Economiche e Sociali all’Università Bocconi. Collabora con numerose istituzioni nazionali ed internazionali. I suoi interessi di ricerca di rivolgono all’economia dello sviluppo e all’analisi dei flussi migratori internazionali.

Castellammare, la Lega contro flash mob pro migranti: “E’ una provocazione”

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La risposta della Lega alla manifestazione pro migranti che si terrà a Castellammare di Stabia

Domani a Castellammare di Stabia si terrà un flash mob organizzato da Liberi e Uguali, contro le politiche salviniane e contro il razzismo. Alla proposta lanciata da LeU, tramite un post pubblicato sui social la Lega risponde: “La Lega non può rimanere impassibile alle provocazioni che stanno arrivando dai membri di altri partiti che hanno promosso delle manifestazioni in città, le stesse persone che vogliono far passare all’opinione pubblica il messaggio che dire “prima gli italiani” sia uno slogan razzista”.

Continua il comunicato sostenendo che: “La lega non ci sta! La lega è stanca delle manipolazioni dei partiti che per anni hanno permesso, con Boldrini e company, l’entrata di milioni di clandestini senza regolare permesso di soggiorno. Anche Castellammare rischia di diventare vittima di un’idea sbagliata: Matteo Salvini sta cercando di mettere “ordine”, di far rispettare le nostre regole e quelle stesse regole devono essere comprese anche da chi è straniero, non è razzismo ma buonsenso. Siamo contro ogni forma di violenza verso le diversità, ma non accettiamo la manipolazione delle nostre idee per racimolare consensi e diffondere un gratuito ed ipocrito buonismo che dovrebbe accattivare l’opinione pubblica.
Discutiamo sui programmi – conclude il comunicato – non attaccando gli altri. Detto ciò, in maniera ancora più orgogliosa gridiamo: prima gli italiani, le nostre origini e le nostre tradizioni”

 

Di Maio: “Record di poveri in Italia, occorre reddito di cittadinanza”

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Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio torna a parlare del reddito di cittadinanza

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio torna a parlare del reddito di cittadinanza, pubblicando sulla pagina ufficiale di Facebook un post in cui dichiare che è un diritto del cittadino. A confermare la posizione sostenuta dal ministro ci sono le parole del Procuratore Generale della Corte dei Conti: “Il reddito di cittadinanza è un diritto importante a sostegno delle fasce maggiormente colpite dalla recente prolungata crisi occupazionale. Un diritto che il Def ha voluto scevro da inutile e deleterio assistenzialismo, ancorato invece al mondo del lavoro; dunque un arricchimento con un nuovo diritto della cittadinanza, un significativo contributo a renderne partecipi anche le fasce di popolazione maggiormente in difficoltà”.

“È un riconoscimento importante per la proposta che il MoVimento 5 Stelle porta avanti fin dalla sua nascita e che ora sta per diventare legge dello Stato” – continua Di Maio, che parlando dei dati diffusi dall’Istat sottolinea: “Si tratta di una misura urgente, di primaria importanza anche alla luce dei dati diffusi oggi dall’Istat che parlano del record di povertà dal 2005: ci sono oltre 5 milioni di poveri assoluti in Italia. Per “poveri assoluti”, l’Istat intende coloro che non possono affrontare la spesa mensile sufficiente ad acquistare beni e servizi considerati essenziali per uno standard di vita minimamente accettabile”.

Napoli, si scaglia contro l’auto di scorta del magistrato: arrestato immigrato

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Immigrato si scaglia contro l’auto di scorta del magistrato

Napoli – Un marocchino di 27 anni si scaglia contro la vettura di scorta di un magistrato, danneggiandola, e aggredisce l’ufficiale di scorta.

L’aggressione è avvenuta nella serata di domenica a Napoli, nei pressi del Corso Garibaldi, dove il 27enne originario del Marocco, si è scagliato contro l’autovettura.

Il giovane ha raccontato ai giudici di essere stato prima vittima di un’aggressione da parte di un gruppo di extracomunitari e di avere chiesto aiuto alla vettura, avendola identificata come appartenente alle forze dell’ordine per via del lampeggiante. Tuttavia la vettura di scorta del magistrato non poteva fermarsi e prestare soccorso. Il marocchino sentendosi ignorato, ha prima raggiunto la vettura rimasta ferma nel traffico, e l’ha vandalizzata, saltando sul cofano. Infine ha aggredito gli agenti, scesi dall’auto per bloccarlo. Il 27enne è arrestato e poi condannato a quattro mesi di reclusione.

Istat: oltre 5 milioni di italiani in povertà assoluta. Al Sud 1 su 10 in povertà

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Oltre 5 milioni di italiani vivono in povertà assoluta, un record assoluto. Circa 300mila in più nel 2017 rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dall’indagine sulla povertà in Italia elaborato dall’Istat.

L’anno scorso si stimano in povertà assoluta 1 milione e 778 mila famiglie residenti (il 6,9% del totale) rispetto a 1 milione e 619mila famiglie del 2016 (il 6,3% del totale).

Questo corrisponde a 5 milioni e 58 mila persone in povertà assoluta (l’8,4% del totale) rispetto a 4 milioni e 742mila persone del 2016 (il 7,9% del totale).

In sostanza dall’anno scorso ci sono circa 300.000 persone residenti in Italia in più finite in povertà assoluta rispetto al 2016.

Si tratta di un trend iniziato con la crisi ma l’elemento preoccutante è la ripresa della crescita della povertà dopo la pausa del 2014” commentano dal’Istituto di statistica.

Resta elevata anche se in leggera flessione (dal 12,5% al 12,1%) la povertà assoluta tra i minori mentre dal punto di vista geografico l’incidenza aumenta prevalentemente nel Mezzogiorno sia per le famiglie (da 8,5% del 2016 al 10,3%) che per gli individui (dal 9,8% all’11,4%).

Al Sud 1 su 10 in povertà
Secondo i dati, l’aumento della povertà assoluta colpisce soprattutto il Mezzogiorno, dove vive in questa condizione oltre uno su dieci. L’incidenza stimata dall’Istat, nel Sud Italia, sale da 8,5% nel 2016 a 10,3% nel 2017, per le famiglie, e da 9,8% a 11,4% per gli individui. Il peggioramento riguarda soprattutto chi vive nelle città principali, i comuni centro di area metropolitana, (da 5,8% a 10,1%) e nei comuni di minori dimensioni, fino a 50 mila abitanti (da 7,8% a 9,8%).

INCIDENZA POVERTÀ ASSOLUTA (FAMIGLIE) PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA
Anni 2014-2017, valori percentuali. Fonte: Istat

In Italia 1,2 milioni di minori poveri
Secondo i dati 2017, sono 1 milione e 208mila i minori italiani in povertà assoluta: l’Istat stima un’incidenza al 12,1% (era 12,5% nel 2016). Il rischio di povertà cresce all’aumentare dei figli minori presenti in famiglia: l’incidenza si attesta al 10,5% tra le famiglie con almeno un figlio e raggiunge il 20,9% tra quelle con tre o più figli.

Incidenza di povertà assoluta per titolo di studio, condizione e posizione professionale della persona 
Anni 2016-2017, valori percentuali

2016 2017

TITOLO DI STUDIO
Licenza 8,2 10,7
Licenza 8,9 9,6
Diploma 4 3,6
CONDIZIONE E POSIZIONE PROFESSIONALE **
OCCUPATO 6,4 6,1
DIPENDENTE 6,9 6,6
Dirigente, quadro e impiegato 1,5 1,7
Operaio e assimilato 12,6 11,8
INDIPENDENTE 5,1 4,5
Imprenditore e libero professionista * *
Altro indipendente 6,7 6
NON OCCUPATO 6,1 7,7
In cerca di occupazione 23,2 26,7
Ritirato dal lavoro 3,7 4,2
In altra condizione (diversa da ritirato dal lavoro) 9,1 11,9
* Valore non significativo a motivo della scarsa numerosità campionaria; (** ) La definizione di “occupato” e di “persona in cerca di occupazione” risponde alla classificazione ILO. Fonte: Istat

Quasi 1 su 6 in povertà relativa, soglia a 1.085 euro 
Oltre alla povertà assoluta, l’Istat stima un aumento anche della povertà relativa, nel 2017, che raggiunge quasi una persona su sei. L’incidenza della povertà relativa è infatti al 15,6%, per gli individui, nel 2017 (9 milioni e 368 mila persone, era 14% nel 2016). Come la povertà assoluta, la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (19,8%) o 5 componenti e più (30,2%), soprattutto tra quelle giovani: raggiunge il 16,3% se la persona di riferimento è under35, mentre scende al 10% nel caso di un ultra 64enne.
«L’incidenza di povertà relativa – osserva l’Istat – si mantiene elevata per le famiglie di operai e assimilati (19,5%) e per quelle con persona di riferimento in cerca di occupazione (37%), queste ultime in peggioramento rispetto al 31% del 2016». Si confermano poi, dice l’istituto di statistica, «le difficoltà per le famiglie di soli stranieri», dove l’incidenza della povertà relativa raggiunge il 34,5%, con forti differenziazioni sul territorio (29,3% al Centro, 59,6% nel Mezzogiorno).

Redazione/askanews/ilsole24ore

 

Erano destinate al mercato inglese, sequestrate sigarette: i dettagli

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 La Guardia di Finanza del Gruppo di Aversa sequestra sigarette di contrabbando destinate al mercato inglese

La Guardia di Finanza del Gruppo di Aversa ha sequestrato oltre 3.000 stecche di sigarette di marca “Regina” per un totale di circa 600 chilogrammi destinate all’estero.

Nel dettaglio due pattuglie delle Fiamme Gialle del Gruppo di Aversa hanno effettuato l’accesso presso un polo logistico dell’agro-aversano, ponendo al controllo esterno di alcuni pallets stoccati nel piazzale di una società di spedizioni imballati con un film di cellophane, in attesa di essere spediti verso l’Inghilterra.

I Baschi Verdi insospettiti hanno effettuato il controllo dei documenti di trasporto esibiti che, oltre a recare gli estremi di una persona fisica di Manchester, indicava quale oggetto della transazione dei “giubbini di prima scelta”. Da qui, la necessità di effettuare ulteriori gli accertamenti sui colli che, in alcuni punti risultavano di forma irregolare e spigolosi al tatto. Dallesuccessive operazioni di verifica sono state scoperte in cinque pallets, contenenti indumenti usati che costituivano la sola parte esterna del carico, oltre 3.000 stecche di sigarette di marca “Regina” per un totale di circa 600 chilogrammi.

Un carico illecito che nel Regno Unito avrebbe consentito all’organizzazione criminale di ricavare cospicui guadagni, ben maggiori rispetto alla vendita locale, considerati i prezzi decisamente più alti praticati nel mercato legale delle sigarette in quel Paese.

Napoli, Volotea investa su Capodichino: istituite nuove rotte

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La compagnia aerea low cost Volotea investe nuovamente sull’aeroporto di Napoli

La compagnia aerea low cost Volotea investe nuovamente sull’aeroporto di Napoli, due nuove tratte verso la Grecia.

Partiranno da Capodichino due nuove rotte per le isole greche, nel dettaglio a partire dal 27 giugno sarà operativo la tratta aerea per Cefalonia (fino a 2 frequenze settimanali, ogni mercoledì e venerdì, nei periodi di più intenso traffico per un totale di 4.750 posti in vendita). Partirà dal 5 luglio il volo inaugurale per Rodi (con 1 frequenza settimanale, ogni giovedì, per un totale di più di 3.000 posti in vendita).

Volotea ha ripristinato da oggi la tratta estiva da Napoli per Zante, e dal prossimo 3 luglio sarà reintrodotta la rotta per Preveza Lefkada

Perché è un errore abolire lo split payment

Il governo vuole abolire lo split payment, il meccanismo anti-evasione per cui la pubblica amministrazione che acquista da un privato versa essa stessa l’Iva al fisco scorporata dalla fattura. Un sistema che – pur consentendo compensazioni per i contribuenti onesti – ha fatto recuperare 3,5 miliardi di euro di introiti.

Le pubbliche amministrazioni versano direttamente al fisco l’Iva per l’acquisto di beni e servizi da privati. È lo split payment e ha garantito un buon recupero dell’evasione, senza troppi costi per i contribuenti onesti. Ora il governo vuole eliminarlo.

A cosa serve la scissione dei pagamenti

Stando ai ripetuti annunci, tra i primi provvedimenti del governo oltre all’abolizione del redditometro e dello spesometro ci sarà anche quella dello split payment.

È davvero difficile capire che cosa tenga insieme le tre abolizioni al di là dell’idea che si tratterebbe di misure che “creano dei problemi ai contribuenti onesti”. Il problema, beninteso, esiste: in un paese caratterizzato da evasione di massa, come il nostro, tutte le misure normative – e quindi applicate a tutti i contribuenti – finalizzate a ridurre l’evasione hanno un costo perché finiscono per danneggiare in una certa misura anche i contribuenti onesti. La razionalità imporrebbe di introdurle e mantenerle se e solo se i) i costi subiti dai contribuenti onesti possono essere ridotti in misura tale da essere nulli o almeno sopportabili e ii) se questi costi sono largamente inferiori ai benefici collettivi – cioè al recupero di gettito – ottenuto a spese dei contribuenti disonesti.

Ebbene, nel caso dello split payment sembrano verificarsi entrambe le condizioni, o comunque si può conseguirle attraverso ulteriori affinamenti dello strumento. L’abolizione della misura è quindi del tutto illogica.

Introdotto con la legge di stabilità per il 2015, lo split payment è il meccanismo che prevede che l’Iva originata dalla vendita di un bene o di un servizio da un operatore privato a una pubblica amministrazione anziché venire inclusa nella fattura di vendita emessa dal primo soggetto, pagata dalla Pa e poi versata dal fornitore – secondo il normale funzionamento dell’imposta – venga direttamente versata dalla Pa al fisco e scorporata dalla fattura. La scissione dei pagamenti è stata introdotta per la necessità di recuperare l’Iva che i fornitori trattenevano illegalmente. I contribuenti onesti subiscono, d’altra parte, la riduzione dell’Iva a debito (quella che avrebbero ricevuto dalla Pa e che devono versare al fisco) e quindi si trovano ad avere maggiori crediti Iva netti, con conseguenti possibili problemi di liquidità.

La tutela dei contribuenti onesti

Il nostro sistema ha tuttavia due meccanismi che consentono di ridurre tali costi. Il primo è la possibilità, unica in Europa, di compensare i crediti Iva anche in modo “orizzontale” ovvero non solo con l’Iva a debito, ma anche con altre imposte o contributi dovuti.

Il secondo è la possibilità, in alternativa alla compensazione, di richiedere il rimborso anticipato rispetto ai tempi ordinari. L’attivarsi dei due meccanismi di tutela dei contribuenti onesti – per i contribuenti disonesti il problema non si pone perché, non dichiarando l’Iva a debito in precedenza, la loro posizione creditoria netta non cambia – è testimoniata dal fatto che, come riportato nello studio europeo sui diversi meccanismi di split payment, nel caso italiano vi è stato un forte incremento di rimborsi e di compensazioni nel biennio 2015-2016, per circa 1,8 e per circa 1,2 miliardi, rispettivamente, attribuibile proprio allo split payment. Ciò nonostante, l’incremento di gettito Iva, stimato attraverso l’analisi di un controfattuale, sempre nel biennio 2015-2016, si è comunque attestato a circa 3,5 miliardi. Ciò testimonia il fatto che l’Iva che prima dello split payment non veniva versata dai contribuenti disonesti supera ampiamente la maggiore Iva chiesta in restituzione, a seguito dello split payment, dai contribuenti onesti. Inoltre questa stima, ormai ufficiale, segnala l’esigenza di trovare opportune coperture per l’abolizione dello split payment a saldi invariati di finanza pubblica.

Ovviamente, per arrivare a questi risultati sia il settore privato sia quello pubblico hanno dovuto sostenere ingenti “costi di adattamento” dei software e delle procedure amministrative. Tuttavia, è da ritenere che siano già stati assorbiti e quindi non possano giustificare, ora, l’abolizione dello split payment.

Sebbene sia evidente che i benefici collettivi dello split payment siano stati superiori ai costi variabili, è ovviamente del tutto legittimo pensare che sia necessario ridurre ulteriormente questi ultimi perché rimborsi accelerati e compensazioni non riescono ad alleviare i problemi di liquidità di tutte le imprese. Ma la risposta razionale è nel miglioramento ulteriore delle procedure di rimborso ed eventualmente nell’allentamento dei vincoli alle compensazioni orizzontali per i soggetti – facilmente tracciabili peraltro – che subiscono l’applicazione dello split payment.
Alla risposta razionale si potrebbe obiettare che, comunque, non è realistico pensare che i costi a carico dei contribuenti onesti siano del tutto azzerati, come dovrebbe accadere nel mondo ideale dove si attua l’ormai mitologico “incrocio delle banche dati”.

In teoria, passare da misure normative generalizzate a misure amministrative mirate è la strada giusta. Ma a ben guardare si tratta di un’affermazione semplicistica e contraddittoria. Semplicistica perché per ottenere un salto di qualità nell’utilizzo dei big data per il contrasto dell’evasione è necessario mettere in campo un insieme articolato di riformee non basta schiacciare un tasto su un computer. Contraddittoria perché, come ricordato anche da Bruno Tinti su Italia Oggi, la principale banca dati – ancora molto poco utilizzata – è proprio quello spesometro che oggi si vuole abolire.

Alessandro Santoro/lavoce.info

ALESSANDRO SANTOROfoto-as-80x80 ha conseguito il MSc. in Economics presso l’Università di York nel 1997 e il dottorato in economia politica presso l’Università Cattolica nel 2001. E’ attualmente professore associato confermato di scienza delle finanze presso il DEMS dell’Università di Milano-Bicocca, dove insegna anche politica economica ed è pro-rettore al Bilancio e delegato del rettore al diritto allo studio. Svolge attività didattica anche presso il PAM dell’Università Bocconi ed è affiliato del centro di ricerca Dondena. E’ stato esperto tributario presso il Secit (Ministero delle finanze) dal 1999 al 2004,  consigliere del vice-ministro all’economia e alle finanze dal 2006 al 2008 e consigliere economico del presidente del consiglio dei ministri dal settembre 2014 al dicembre 2016. Ha partecipato a diversi gruppi di lavoro e commissioni ministeriali, tra cui la commissione per la redazione della relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva e la commissione per la revisione degli studi di settore (cd. commissione Rey). E’ attualmente membro del comitato di gestione dell’Agenzia delle Entrate.  Le sue principali pubblicazioni riguardano l’impatto delle misure di contrasto dell’evasione fiscale, gli studi di settore, i diversi modelli di tassazione familiare  e la misura della disuguaglianza.

Nocera Inferiore, fermato pusher: i dettagli

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Scoperto dalla Guardia di Finanza di Nocera Inferiore in possesso di droga, denunciato pusher

La Guardia di Finanza di Nocera Inferiore impegnata dell’attività di lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti ha scoperto in flagranza un pusher di nazionalità italiana.

Le Fiamme Gialle hanno scoperto in flagranza un soggetto di nazionalità italiana, trovato in possesso di 102 grammi di sostanza stupefacente, nello specifico di marijuana, pronta per essere messa in circolo nelle piazze di spaccio dell’agro-nocerino.

Il fermato è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per spaccio di sostanze stupefacenti.

Napoli, arrestate due ladre seriali: ecco cosa avevano rubato

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Arrestata coppia di ladre seriali a Napoli

Napoli – Nella giornata di ieri gli agenti del Commissariato di Polizia San Ferdinando hanno effettuato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, nei confronti di due donne, R.P., serba di 34 anni e S. M., spagnola di 33 anni. Le fermate sono ritenute responsabili di un furto perpetrato lo scorso 11 marzo in un’abitazione di via Pergolesi.
Le due donne, grazie alle immagini di videosorveglianza, sono state riprese mentre entravano nello stabile di via Pergolesi e quando uscivano con delle grosse borse. Dopo aver forzato il portone e la porta d’ingresso sono entrate nell’appartamento, rubando dalla camera da letto diversi orologi di lusso di marca Rolex, Cartier, Pomellato, Damiani, ed altre note marche, numerosi anelli, e bracciali preziosi e la somma di 12.000 euro in contanti.
La spagnola riconosciuta dagli agenti di Polizia come un’autrice della rapita, era già ristretta nel carcere di Pozzuoli perché fermata da una volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli lo scorso 25 aprile a Piazza Garibaldi, in un’auto con un’ingente quantitativo di oggetti ed arnesi atti allo scasso.
Per la 33enne scattò l’arresto in quanto già destinataria di un ordine di carcerazione, mentre per i due complici una denuncia per ricettazione e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso, in quanto la merce trovata in loro possesso riconosciuta dalla proprietaria di un’abitazione svaligiata in via Mergellina.
I poliziotti hanno focalizzato la loro attività investigativa sull’esame dei video presenti nei condomini presi di mira e indagando per identificare le bande operanti in zona, in relazione alle quali appare probabile per gli investigatori il coinvolgimento delle due donne arrestate ieri.

Napoli, rubato computer al Tribunale: la vicenda

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Rubato un’unità centrale di piccole dimensioni al Tribunale di Napoli, conteneva dati sensibili

Questa mattina presso il Tribunale di Napoli è stato rubato un computer. Si tratta di un’unità centrale di piccole dimensioni, presente nell’ ufficio amministrativo che si trova al nono piano della torre C della struttura giudiziaria, al cui interno si presume ci sono memorizzati dati sensibili.

Le indagini, affidate agli della Polizia di Stato, si stanno focalizzando sull’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza. Non è il primo episodio di furto che avviene all’interno della struttura del Tribunale di Napoli.

Torre Annunziata, approvato lo Studio di Fattibilità per il restauro di Villa Parnaso: i dettagli

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Villa del Parnaso, chiesti finanziamenti per completare la riqualificazione del sito di Torre Annunziata

La giunta comunale di Torre Annunziata guidata dal sindaco Vincenzo Ascione, su proposta dell’assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Ammendola, e del consigliere comunale delegato, Giuseppe Raiola, approva lo studio di Fattibilità tecnico/economico per il restauro ed il completamento di Villa del Parnaso.

«L’intervento di riqualificazione dell’ex Convento della Ancelle del Cristo Re – spiega l’assessore Ammendola – è in linea con la politica di valorizzazione urbana voluta dall’Amministrazione Comunale, e l’apertura del sito ha permesso di collegare il cuore della città al mare. A seguito di diversi incontri e tavoli tecnici con rappresentanti della Città Metropolitana di Napoli, è emersa la loro disponibilità a cedere al comune di Torre Annunziata la restante area di Villa del Parnaso, attualmente in stato di rudere». 

L’ufficio Tecnico Comunale ha redatto un’apposita progettazione preliminare tecnica ed economica dei lavori, il cui importo complessivo è pari a poco più di 860 mila euro. I volumi da restaurare permetteranno la realizzazione di un collegamento – tramite ascensore – delle due quote e quindi totalmente fruibile da parte di portatori di handicap motori. Verranno, inoltre, recuperati alcuni locali per l’erogazione di servizi alla cittadinanza.

 

Radio Kiss Kiss, parla l’agente di Kovacic: “Napoli? No comment”

L’agente del croato ha parlato ai microfoni della radio

E’ finito al centro del mercato dopo aver dichiarato di voler lasciare il suo club, il Real Madrid, per giocare con continuità. Così, su Mateo Kovacic, ex centrocampista dell’Inter, si è scatenata una vera e propria corte serrata da parte di tantissimi club europei tra cui anche Juventus, Roma e Napoli.

A parlare, ai microfoni di Radio Kiss Kiss, di un eventuale trasferimento del calciatore croato all’ombra del Vesuvio è stato il suo agente Nikki Vusan“Kovacic al Napoli? Non voglio commentare”.

Napoli, l’allenatore del Salisburgo saluta Lainer: “Difficile accettare il suo addio, ma è il calcio”

Imminente il trasferimento del difensore austriaco

Sembra ormai arrivato il momento per Stefan Lainer, difensore austriaco, di indossare la maglia del Napoli. Dopo tanto corteggiamento sembra arrivata l’ora della chiusura della trattativa e dell’arrivo del terzino del Salisburgo alla corte di Carlo Ancelotti.

Ad annunciare il trasferimento, anche se non proprio esplicitamente, è l’allenatore della squadra austriaca Marco Rose“Lainer verso la cessione? E’ un fattore difficile da accettare per noi, ma fa parte del gioco del calcio. Noi del Red Bull Salisburgo rientriamo in queste dinamiche e lo accettiamo”.

Palinuro, trovato il primo nido stagionale di tartarughe

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La scoperta su segnalazione di un cittadino

Festa sulle coste cilentane per la localizzazione del primo nido stagionale di tartaruga marina Caretta caretta sulla spiaggia di Palinuro, nella località Gabella nei pressi del “Lido Oasi”. Ad individuarlo è stato un cittadino che ha prontamente segnalato le tracce di un esemplare della preziosa specie. La celere segnalazione ed il conseguente ritrovamento del nido sono il frutto della campagna di monitoraggio e di sensibilizzazione degli utenti delle spiagge, per l’anno 2018, sulle coste campane.

In sinergia con la Capitaneria di Porto di Palinuro e con il supporto dei volontari Enpa, gli esperti della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli,sotto il coordinamento della dott.ssa Sandra Hochscheid, responsabile del Centro Ricerche Tartarughe Marine SZN, sono intervenuti sul posto per sondare l’area, individuare e proteggere il nido di Caretta caretta. L’immediata e mirata azione di salvaguardia, che consiste nella delimitazione dell’area e nella collocazione di una specifica rete sotto la sabbia, consentirà alleuova di essere difese da possibili predatori e da presenze antropiche che potrebbero compromettere l’integrità del nido. Inoltre, nelle immediate vicinanze dello stesso, è stato collocato un data logger che permetterà di monitorare la temperatura della sabbia e quindi di calcolare l’esatto periodo di incubazione delle uova e prevederne la relativa schiusa. Secondo una prima ipotesi, considerando i 55 giorni di gestazione mediamente necessari, il lieto evento dovrebbe avvenire intorno alla metà di agosto.

“Siamo molto soddisfatti dell’opera di sensibilizzazione promossa dal nostro Ente di concerto con le associazioni che si adoperano per una corretta informazione e conoscenza in difesa dell’ecosistema marino – ha dichiarato Sandra Hochscheid-. Soprattutto in questa fase e stagione è fondamentale l’attività di segnalazione da parte di tutti, in particolare dei cittadini, per riconoscere, individuare e proteggere i nidi deposti nelle zone balneari”Proseguono, intanto, le altre attività di controllo e di monitoraggio della Stazione Zoologica Anton Dohrn, insieme ai volontari e alle autorità locali che, con grande operosità, lavorano in sinergia per la difesa e tutela dell’ecosistema marino e costiero in tutte le sue preziose forme.

Juve Stabia, da Ceparano a Maiorino: quante richieste per le Vespette!

Juve Stabia, da Ceparano a Maiorino: quante richieste per le Vespette!

In attesa di sapere cosa accadrà, a breve, della Juve Stabia con la relativa iscrizione al campionato e il passaggio di quote della società ad altro presidente, con Manniello pronto a cedere, il settore giovanile continua il proprio lavoro per la prossima stagione. La Berretti, categoria 2000, del passato campionato, visto l’ottimo lavoro portato avanti da mister Nunzio Di Somma, fa gola a tanti club, per quanto riguarda i giovani calciatori.

Infatti, secondo quanto raccolto da ViViCentro.it, tante solo le richieste per Pezzella, Cucca, Ceparano, Maiorino, Matarazzo e Stallone, alcuni di essi anche legati ad un possibile discorso prima squadra che si andrà ad allestire. Gli Under, giocherebbero infatti con questo appellativo, hanno richieste da basso Lazio, Abruzzo, ma anche in Campania con Sorrento, Pomigliano, Giugliano e Frattese interessate. Gli ottimi rapporti instaurati dai dirigenti del settore giovanile stabiese e le relative conoscenze, fanno si che le Vespette possano avere anche possibilità di crescere in un campionato superiore rispetto a quello della Berretti e del settore giovanile stesso.

a cura di Samuele Esposito

Torre del Greco, dimentica il freno a mano: auto finisce in mare

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Si attende una gru proveniente da Salerno per recuperare l’auto

Maldestro incidente al Porto di Torre del Greco: una Smart finisce in acqua. I mezzi di soccorso e forze dell’ordine al lavoro al molo di ponente della città corallina, nella zona dell’attracco dei pescherecci dal lato del Circolo Nautico: una Smart bianca lasciata in sosta al porto è finita in mare. È accaduto intorno alle 13.

L’auto (presa a noleggio, ultimissimo modello) era stata parcheggiata dalla proprietaria, una giovane di Torre del Greco che in compagnia di tre amiche stava facendo una passeggiata in riva al mare. Per fortuna le 4 amiche non era all’interno della macchina al momento della caduta in acqua. Per cause ancora da accertare (probabilmente il freno a mano non azionato) la vettura è caduta in acqua. Le ragazze ora si trovano nei locali della Capitaneria di Porto e stanno raccontando la loro versione dei fatti. Si attende una gru da Salerno per recuperare l’auto, ormai sprofondata sotto almeno un metro d’acqua. Sul posto ci sono i sommozzatori dei vigili del fuoco di Napoli, al comando del caporeparto Francesco Morvillo, oltre agli uomini della Capitaneria di Porto e del soccorso stradale.

Pian Piano Arriviamo: arriva l’estate per le auto storiche

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Grande festa durante durante la serata di venerdì 22 giugno per il tradizionale raduno di auto storiche organizzato dagli amici del Pian Piano Arriviamo per dare il benvenuto all’estate.

Si sono contate più di 270 automobili, di qualsiasi anno e modello, venerdì 22 giugno in serata nel parcheggio del Rho Center, per il raduno dedicato alle auto maggiorenni organizzato dai ragazzi del team Pian Piano Arriviamo al suono di: “La macchina più bella è la tua”.

Team PPA
Team PPA

I 4 amici Luigi Barbetta, Davide Baroni, Silvio Liberto e Francesco Randazzo, specializzati da oramai 5 anni nella realizzazione di raduni completamente gratuiti e dedicati a tutte le automobili che abbiano compiuto almeno 18 anni di età dalla prima immatricolazione, si sono inventati una formula tanto semplice quanto efficace.

E hanno pensato proprio a tutto. Grazie ad una pagina facebook invitano, in occasione di ogni cambio di stagione, amici e appassionati di ferri vecchi a recarsi in un luogo prestabilito ad un’ora prestabilita. Oltre alla possibilità di parcheggiare agevolmente l’auto con servizio “ilare-parcheggiatore”, i partecipanti possono ristorarsi grazie ad un furgoncino d’epoca, FIAT 238 allestito a bar, del sempre presente amico Settimo Albanese di Gaggiano.

PPA - gruppo
PPA – gruppo

Dopo un paio di ore di raduno statico in cui i partecipanti hanno potuto scambiare opinioni e rinforzare la propria amicizia, al momento delle premiazioni, il trofeo ‘La macchina più bella è la tua’, realizzato interamente a mano da Davide, è stato consegnato a Ermanno Iaretti di Milano, possessore di una bellissima Fiat Ritmo azzurra, che è con lui da sempre. Ermanno possiede anche un’altra Ritmo identica appartenuta a Francesco d’Ambrosio, giovane novarese prematuramente scoparso. Il premio è stato conferito in considerazione del fatto che la Fiat Ritmo compie proprio quest’anno i suoi primi 40 anni. La serata è stata occasione anche per festeggiare i 30 anni di presentazione della FIAT Tipo.

Ermanno Iaretti e la sua Ritmo premiata
Ermanno Iaretti e la sua Ritmo premiata

Maggiori informazioni sulla pagina Facebook Pian Piano Arriviamo o sul sito internet www.pianpianoarriviamo.altervista.org.

Napoli, uccise la fidanzata contromano sulla tangenziale: pena dimezzata al deejay

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Fu un’azione cosciente e non un omicidio volontario

Un’azione cosciente all’insegna del senso di sfida. Non fu un omicidio volontario. Non fu un gesto voluto e organizzato in modo doloso, ma un episodio figlio di negligenza, imperizia. È quanto emerge dalla sentenza di appello a carico di Nello Mormile, il dj responsabile della corsa controsenso sulla tangenziale di Napoli all’altezza di Agnano. In primo grado, Mormile aveva avuto venti anni di reclusione, oggi passa una linea diversa, con la condanna dimezzata a dieci anni e due mesi.

Difeso dai penalisti Stefano Montone e Gaetano Porto, Mormile ha sempre dichiarato di non ricordare cosa fosse accaduto in quella notte di estate di tre anni fa. Con quella manovra, furono ucciso Livia Barbato, fidanzata di Mormile, e Aniello Miranda che viaggiava nella sua auto nella direzione giusta.

Napoli, lo chef maliano ferito dagli spari: “Salvini venga nel mio ristorante”

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“Qui possiamo incontrarci e parlarci”

Konate Bouyagui, il giovane chef maliano ferito da due sconosciuti nel centro di Napoli con un fucile ad aria compressa, ha alle spalle una storia di integrazione riuscita e vorrebbe raccontarla al ministro dell’Interno.

Nel corso della riunione della direzione nazionale di Legacoop, il ragazzo ha parlato del suo arrivo in Italia, della sua esperienza lavorativa ma anche dello spavento provato quella notte in cui fu aggredito con alcuni spari, fortunatamente non fatali. La riunione è stata anche l’occasione per invitare pubblicamente il vicepremier Matteo Salvini alla sua tavola: “Se vuoi conoscere una persona devi sederti con lui a parlare. Se Salvini viene gli preparo un antipasto somalo, “Sambusi” ripieno di verdure o carne macinata, e poi un bel piatto di riso con verdure perché secondo me deve fare un po’ di dieta… Il mio ristorante, è un luogo dove possiamo incontrarci, senza parlare non si può fare niente”.

Konate ha 21 anni e la passione per la cucina. Arrivato in Italia nel 2014 come minore straniero non accompagnato, è prima passato per uno Spraar, poi, dopo aver imparato la lingua e fatto formazione, ha avviato con altri quattro giovani migranti – provenienti anche da Egitto, Armenia e Turchia – una start up cooperativa di catering multietnico supportata da un fondo di Legacoop.
Senza alcun problema Konate mostra la ferita sull’addome ma poi afferma sollevato: “Grazie a Dio sto bene… Queste cose non devono continuare. Io ho paura dall’inizio di questa “campagna”, da quando guardo la tv e si parla solo di immigrazione come se in Italia fosse l’unico problema. Sono troppo spaventato. A Napoli mi sono trovato bene fino a quando è successo questo fatto, ho tantissimi amici anche italiani. Come e dove vedo il mio futuro? A questa domanda non ho ancora trovato risposta, prima mi devo riprendere da questa ferita”.