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Marzo di fuoco per la Juve Stabia: tra sfide casalinghe e trasferte insidiose

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Il mese di marzo si preannuncia come un vero e proprio crocevia per la Juve Stabia. I tifosi gialloblu si preparano a vivere un periodo ricco di emozioni, con la squadra attesa da un calendario fitto di impegni che metterà a dura prova le ambizioni di chiudere quanto prima il discorso salvezza. Le Vespe dovranno infatti affrontare sia importanti sfide tra le mura amiche del Romeo Menti, sia trasferte insidiose che testeranno la solidità e la determinazione del gruppo guidato da mister Pagliuca.

Partite casalinghe: occasioni da sfruttare al meglio

In questo mese cruciale, la Juve Stabia avrà l’opportunità di scendere in campo per ben due volte davanti al proprio pubblico. Il primo appuntamento è fissato per domani, 1 marzo, contro il Cittadella. Questa sfida rappresenta un’occasione imperdibile per consolidare la posizione in classifica e dimostrare la crescita costante della squadra. Conquistare i tre punti contro il Cittadella significherebbe dare continuità ai risultati positivi  in casa e rafforzare la fiducia in vista degli impegni successivi.

Il secondo match casalingo vedrà la Juve Stabia opposta al Modena, il 15 marzo. Questa partita assume un sapore particolare di rivincita, considerando la sconfitta subita nel match di andata. Davanti al calore del pubblico amico, le Vespe saranno chiamate a sfoderare una prestazione di carattere per conquistare i tre punti e cancellare l’amaro ricordo della gara di andata. La sfida con il Modena rappresenta quindi un banco di prova importante per misurare lo stato di crescita della squadra e la sua capacità di superare gli ostacoli.

Trasferte impegnative: banchi di prova per la solidità gialloblu

Se le partite casalinghe rappresentano delle opportunità da sfruttare al massimo, le trasferte di marzo si preannunciano come veri e propri banchi di prova per la Juve Stabia. L’8 marzo, le Vespe saranno impegnate sul difficile campo del Mantova. Questa trasferta lombarda nasconde molte insidie, considerando che il Mantova è una squadra che pratica un buon calcio e che tra le mura amiche può mettere in difficoltà chiunque. La Juve Stabia dovrà quindi affrontare questa partita con grande concentrazione e determinazione per evitare passi falsi.

Il mese di marzo si concluderà poi con un’altra trasferta impegnativa, quella del 30 marzo sul campo del Cesena. Affrontare il Cesena al Manuzzi è sempre una sfida complicata, contro una squadra ben organizzata e sostenuta da un pubblico caloroso. Anche in questo caso, la Juve Stabia dovrà dimostrare solidità e maturità per ottenere un risultato positivo e portare a casa punti preziosi.

Un mese cruciale per le ambizioni di vertice

Il mese di marzo si configura quindi come un periodo cruciale per le ambizioni della Juve Stabia. Le quattro partite in programma rappresentano un test importante per valutare le reali potenzialità della squadra e per capire se potrà realmente ambire a posizioni di vertice in classifica. Il rendimento in queste quattro sfide fornirà indicazioni importanti sulle prospettive future delle Vespe e sulla loro capacità di competere ai massimi livelli.

Il sostegno dei tifosi: arma in più per le Vespe

In questo periodo intenso e ricco di impegni, sarà fondamentale il sostegno dei tifosi gialloblu. La passione e il calore del pubblico stabiese potranno rappresentare un’arma in più per la squadra, spingendola a dare il massimo e a superare le difficoltà che inevitabilmente si presenteranno lungo il cammino. Il dodicesimo uomo in campo sarà chiamato a fare la sua parte, sostenendo la squadra in ogni partita e in ogni momento.

La Juve Stabia si appresta quindi ad affrontare questo mese di marzo con l’obiettivo di conquistare il maggior numero di punti possibile per consolidare la propria posizione e prepararsi al meglio alla fase finale del campionato.

Il mese di marzo gialloblu in pillole:

  • Juve Stabia – Cittadella 1 marzo
  • Mantova – Juve Stabia 8 marzo
  • Juve Stabia – Modena 15 marzo
  • Cesena – Juve Stabia 30 marzo

Dazi Usa, Cina contro Trump: “Impatto grave sul dialogo, serve rispetto”

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(Adnkronos) – La Cina minaccia "contromisure" in risposta all'annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sull'aumento dei dazi sulle merci cinesi, un ulteriore 10% da martedì prossimo e avverte che ci saranno "gravi ripercussioni sul dialogo" tra Cina e Stati Uniti.  
"Pressioni, coercizione e minacce non sono il modo giusto per interagire con la Cina – ha detto il portavoce della diplomazia cinese, Lin Jian, in dichiarazioni riportate dal Global Times – Il prerequisito fondamentale è il rispetto reciproco".La Repubblica Popolare accusa l'Amministrazione Trump di "usare" l'emergenza del fentanyl, la droga killer, come "pretesto per imporre dazi ed esercitare pressioni, muovendosi in modo arbitrario". "Questo approccio – ha detto Lin – non risolverà i loro problemi, anzi si ritorcerà contro e avrà ripercussioni gravi sul dialogo e la cooperazione tra le due parti sul contrasto alla droga".

Pechino ha già minacciato "tutte le contromisure necessarie a tutela" dei suoi "interessi e diritti legittimi", sollecitando gli Stati Uniti a "correggere" quelli che considera "errori". Poco prima anche un portavoce del ministero del Commercio di Pechino ha sollecitato l'Amministrazione Trump a rivedere le sue decisione sottolineando che "i dazi unilaterali violano le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e danneggiano il sistema del commercio multilaterale". Alle accuse del Presidente statunitense sul fentanyl, il ministero replica ripetendo come nella Repubblica Popolare siano in vigore quelle che Pechino considera tra le più severe politiche antidroga al mondo e ribadisce l'accusa a Washington di usare l'emergenza della droga killer come "scusa", di "gettare le colpe" sulla Cina di fronte a un "problema interno". "Chiediamo agli Stati Uniti di non ripetere sempre lo stesso errore e di tornare sulla strada giusta per risolvere le divergenze tramite il dialogo", ha detto il portavoce.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, a Modena il primo Clinical trial center italiano per terapia genica

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(Adnkronos) –
Un nuovo modello di sviluppo di terapia genica per il trattamento delle malattie rare si fa strada in Italia.Entro fine anno a Modena nell’Ospedale Universitario sarà operativo il primo Clinical trial center (Ctc) italiano di fase 1 con un laboratorio Glp (Good Laboratory Practice) integrato, grazie al supporto del Centro nazionale di ricerca 'Sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna' finanziato dal programma NextGeneration Eu (Pnrr Missione 4, Istruzione e Ricerca).

La struttura faciliterà il passaggio dagli studi preclinici agli studi sull’uomo e convaliderà la sicurezza e la fattibilità delle terapie per malattie genetiche rare di pelle, sangue, occhi, malattie da accumulo, renali, neuromuscolari e neurometaboliche.L’unicità nel panorama italiano del Ctc – si legge in una nota – è l’avere al proprio interno un laboratorio Glp, essenziale per raccogliere dati di farmacocinetica e biomarcatori per lo sviluppo delle fasi successive dei trial clinici ed il miglioramento delle strategie terapeutiche.

Inoltre, l’essere attiguo al laboratorio di riferimento dello Spoke 1 (Spoke 1 Flag-ship), che ospita una piattaforma avanzata di sequenziamento del Dna di ultima generazione, risulta indispensabile per le analisi molecolari e genomiche del Ctc. 
Capofila del progetto è lo Spoke 1 del Centro nazionale di terapia genica e farmaci Rna guidato dall'Università di Modena e Reggio Emilia insieme all’Istituto Telethon di genetica e medicina, all’università degli Studi di Bari Aldo Moro, l’università di Bologna, di Cagliari, degli Studi di Milano, degli Studi di Napoli Federico II, di Padova, degli Studi di Siena, ed al Gruppo Chiesi Farmaceutici, che si sta occupando di sviluppare terapie geniche e terapie a base di Rna all'avanguardia per alcune malattie genetiche paradigmatiche, oggi non curabili. 
A coordinare lo Spoke 1 sarà Antonello Pietrangelo, professore ordinario di Medicina interna, direttore del dipartimento di Medicina interna e del ‘Centro di Medicina Genomica e malattie rare’ dell’Azienda ospedaliero-universitaria policlinico di Modena. "I gruppi di studio impegnati nella ricerca – spiega Pietrangelo – stanno conducendo le proprie sperimentazioni attraverso l’utilizzo di una nuova generazione di vettori virali per trasportare geni correttivi nelle cellule, insieme a terapie basate su cellule staminali per rigenerare tessuti danneggiati e di Rna terapeutico ed editing genetico, per correggere mutazioni direttamente nel Dna.Tutto attraverso anche l’utilizzo di ‘nanomedicine’, essenziali per raggiungere con precisione i target terapeutici, di organoidi e modelli tridimensionali di tessuti umani per testare queste terapie innovative senza l’uso di animali".  Una volta che il Clinical trial center "sarà operativo – precisa il professore – potremo monitorare la sicurezza di queste terapie e garantire la conformità agli standard normativi, fondamentali per i primi studi sull'uomo, e raccogliere dati farmacocinetici, farmacodinamici e biomarcatori vitali per informare le fasi successive della sperimentazione e migliorare così le strategie terapeutiche". Aggiunge Rosario Rizzuto, presidente del Centro nazionale di ricerca 'Sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia Rna', professore ordinario di Patologia generale, direttore del dipartimento di Scienze biomediche dell'Università di Padova: "Questo nuovo modello di sviluppo di terapia genica che integra gli studi preclinici di fase 1 con quelli di efficacia e di tossicologia in un'unica struttura, apre a nuove prospettive di cura più accessibili e più veloci, per le malattie rare e altre patologie.

Il Clinical trial center di Modena – continua Rizzuto – incarna a pieno gli obiettivi e le sfide del Centro nazionale di terapia genica e farmaci Rna.Una grande rete pubblico-privata che mette a sistema tutte le competenze accademiche, tecnologiche e regolatorie per facilitare lo sviluppo della terapia e dei farmaci dall'inizio alla fine.

Un sistema virtuoso che aiuta a ridurre i costi di sviluppo e produzione di un farmaco, condividere e non disperdere i dati già raccolti, e detenerne il know-how", conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Cittadella: Pagliuca ritorna in panchina dopo 3 giornate. Vespe a caccia di punti salvezza

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Per la Juve Stabia, la sfida contro il Cittadella non è una partita come le altre. In un campionato tirato e avvincente come quello della Serie B, ogni punto conquistato può fare la differenza tra la permanenza nella categoria e il rischio di retrocessione. In questo contesto, l’incontro con il Cittadella assume i contorni di un vero e proprio spartiacque per le ambizioni salvezza degli ospiti e per chiudere quasi definitivamente il discorso permanenza in B per i padroni di casa.

Ma a rendere questa partita ancora più speciale per i tifosi gialloblù è il ritorno in panchina di mister Guido Pagliuca. Dopo aver scontato la squalifica, il tecnico livornese riprende il suo posto, pronto a guidare la squadra in questo momento cruciale della stagione. Un rientro che infonde nuova energia e ottimismo nell’ambiente stabiese, consapevole dell’importanza di Pagliuca per le sorti della squadra.

Guido Pagliuca non è semplicemente un allenatore per la Juve Stabia, ma una vera e propria figura di riferimento. La sua impronta sulla squadra è evidente, sia dal punto di vista tattico che da quello motivazionale. La sua preparazione e capacità di lettura delle partite sono qualità riconosciute, così come la sua abilità nell’adattare la strategia in base alle diverse situazioni di gioco. Inoltre, la sua esperienza nel mondo del calcio lo rende un punto di riferimento imprescindibile per i giocatori, che ripongono in lui totale fiducia e rispetto. La sua presenza in panchina, specialmente in gare ad alta tensione come quella contro il Cittadella, è un fattore determinante per mantenere alta la concentrazione e la determinazione della squadra. Accanto a Pagliuca, lo staff tecnico composto da Tarantino e Petrazzuolo rappresenta un valore aggiunto, garantendo un supporto costante e qualificato al lavoro del mister.

L’importanza della gara contro il Cittadella si inserisce in un mese di Marzo che si preannuncia decisivo per il cammino della Juve Stabia. Il calendario, infatti, propone un vero e proprio tour de force per le vespe, con quattro sfide che peseranno enormemente sulla classifica e sulle ambizioni salvezza. Oltre al Cittadella, il “Menti” sarà teatro anche della sfida interna contro il Modena. In trasferta, invece, attendono le insidiose trasferte contro Mantova e Cesena. Quattro partite dal sapore di verdetto, nelle quali la Juve Stabia dovrà dimostrare carattere, determinazione e la capacità di capitalizzare al massimo il fattore campo e le occasioni che si presenteranno.

Il ritorno di Guido Pagliuca sulla panchina è dunque una ventata di ottimismo per la Juve Stabia, che si appresta ad affrontare un mese di Marzo cruciale con rinnovata fiducia. L’esperienza e la grinta del mister saranno armi preziose per le vespe, chiamate a dare il massimo per conquistare punti fondamentali in chiave salvezza e regalare soddisfazioni ai propri tifosi. La gara contro il Cittadella rappresenta il primo banco di prova di questo importante mese, e l’intera piazza stabiese spera in un risultato positivo per iniziare nel migliore dei modi questo delicato e decisivo tratto di stagione.

Rettore Università Link: “Continua evoluzione ed espansione scientifico-accademica”

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(Adnkronos) – “L'Università degli studi Link di Roma continua nella sua opera di evoluzione ed espansione scientifico-accademica.Abbiamo inaugurato la sede di Città di Castello, che insieme a quella di Roma e a quella di Napoli costituiscono le nostre sedi principali.

Siamo molto contenti dell'attivazione dei corsi di Medicina, come Chirurgia e Odontoiatria piuttosto che di altre aree sanitarie come la fisioterapia o l'osteopatia, proprio perché nel Paese c'è bisogno di aumentare lo staff dei sanitari.Motivo per cui diamo possibilità agli studenti di frequentare a Roma e nelle nostre altre sedi i corsi di area medica, sicuri di fornire un concreto servizio al Paese”.

A dirlo Carlo Alberto Giusti, rettore dell'Università degli studi Link di Roma, all’inaugurazione dell’anno accademico 2024-2025 dell’ateneo, durante la quale Bruno Vespa ha letto una lectio magistralis dal titolo 'Il delirio dei dittatori e la storia che torna'.  Scegliere Bruno Vespa, spiega rettore Giusti, è stato “poco casuale". "È la prima volta che un giornalista apre con una sua lectio magistralis un anno accademico e lo abbiamo fatto perché nella nostra università, come in tante università italiane, si sente molto forte la missione dell'università stessa: ampliare sempre più il dialogo tra le popolazioni", sottolinea.  "L'università, quindi, resta il luogo dedicato al dialogo e invitare Bruno Vespa, il giornalista italiano per eccellenza, colui che con le sue cronache da sessant'anni racconta l'Italia, ha dato modo di fornire alla nostra comunità scientifica ed accademica un punto di vista molto importante.Siamo molto contenti e alla fine della prolusione anche tutti più ricchi, grazie ad informazioni reali e concrete che sicuramente continueremo a dibattere all'interno del nostro ateneo”, conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Proseguono attacchi hacker, nel mirino anche il sito del Quirinale

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(Adnkronos) – Proseguono gli attacchi hacker Ddos del gruppo 'NoName057' rivolta a obiettivi, ad esempio, nei settori della pubblica amministrazione locale, della magistratura e delle poste.Tra i target del gruppo attivista russofono, a quanto si apprende, i siti del Quirinale, del Csm e il portale romano del partito Fratelli d'Italia. I siti sono tutti fruibili e al momento risultano non raggiungibili soltanto il sito del Csm e quelli di alcuni comuni.

Come sempre l'Agenzia per la cybersicurezza è entrata in azione per allertare i target e fornire supporto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, 57enne investito e ucciso: caccia al pirata della strada

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(Adnkronos) – Ancora una tragedia sulle strade di Roma.Ieri sera, in via Monte Cervialto, in zona Nuovo Salario, un uomo di 57 anni è morto investito da un veicolo poi fuggito.

Sul posto sono intervenute le pattuglie del II gruppo Parioli della polizia locale di Roma Capitale.Sono in corso le indagini per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto e per risalire al mezzo.  Solo pochi giorni fa, una ragazza di 19 anni è morta dopo essere stata investita da un'auto in via Laurentina.

A travolgerla, una Mercedes guidata da un uomo di 72 anni.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Notte tranquilla per Papa Francesco, Vaticano: “Ora sta riposando”

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(Adnkronos) – “Come nei giorni scorsi, la notte è trascorsa tranquilla e il Papa ora sta riposando”.Lo fa sapere il Vaticano nell’ultimo aggiornamento sulle condizioni di salute di Papa Francesco ricoverato al Gemelli. Nel bollettino medico della serata di ieri si spiegava che le “condizioni cliniche del Santo Padre si confermano in miglioramento “.

Ieri ha “alternato ossigenoterapia ad alti flussi con ventimask”.  “In considerazione della complessità del quadro clinico, sono necessari ulteriori giorni di stabilità clinica per sciogliere la prognosi”, spiegava il bollettino nel riferire che il Papa aveva dedicato “la mattina alla fisioterapia respiratoria alternandola al riposo, mentre il pomeriggio dopo una ulteriore seduta di fisioterapia" si era “raccolto in preghiera nella Cappellina dell'appartamento privato sito al 10° piano, ricevendo l’Eucarestia; quindi si è dedicato alle attività lavorative”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele e il massacro del 7 ottobre, il “fallimento totale” delle Idf: l’indagine interna

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(Adnkronos) – L'attacco sferrato da Hamas il 7 ottobre del 2023 contro il sud di Israele è stato "un completo fallimento" della sicurezza israeliana.Questo quanto si legge nell'indagine interna condotta dall'esercito israeliano, secondo cui "le Idf hanno fallito nella loro missione di proteggere le persone" e che si è trattato di "uno dei più grandi fallimenti" nella storia dell'esercito.

Un'indagine frutto di decine di migliaia di ore di lavoro da parte del Comando meridionale delle Idf, che ha scoperto che circa 5.600 terroristi hanno fatto irruzione in Israele in tre ondate. Dall'indagine è emerso che le Idf credevano, prima dell'assalto del 7 ottobre, che Hamas non rappresentasse una minaccia significativa per Israele, che non fosse interessato a una guerra su larga scala, che la sua rete di tunnel fosse stata notevolmente danneggiata e che qualsiasi minaccia transfrontaliera sarebbe stata sventata dalla recinzione di confine ad alta tecnologia. 
Nessuno nell'apparato di sicurezza israeliano era a conoscenza o aveva previsto gli attacchi sferrati da Hamas e le forze di stanza al confine erano al livello minimo richiesto per affrontare le minacce quotidiane.L'attenzione principale all'epoca era rivolta alla minaccia rappresentata dall'Iran e da Hezbollah che, emerge dall'inchiesta, erano a conoscenza dei piani di Hamas, ma non conoscevano il momento esatto in cui avrebbero attaccato. 
Gaza era quindi vista come una minaccia secondaria e, sebbene Hamas fosse ritenuto un organo di governo illegittimo di Gaza, non vi era stato alcun tentativo di sviluppare un'alternativa. Il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano, il generale Herzi Halevi, si è assunto intanto la ''piena responsabilità'' del ''fallimento totale'' della sicurezza israeliana dopo che sono emersi i risultati dell'inchiesta. ''Mi assumo la responsabilità.

Ero il comandante dell'esercito il 7 ottobre e mi assumo la piena responsabilità di fronte a voi'', ha affermato in una dichiarazione video.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Zelensky a Washington. Trump: “Davvero ho detto che è un dittatore?”

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(Adnkronos) – "Grande rispetto" per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.A dichiararlo il presidente Usa Donald Trump, alla vigilia dei loro colloqui alla Casa Bianca.

Alla domanda della Bbc se si sarebbe scusato per averlo recentemente definito "dittatore", ha risposto che non riusciva a credere di averlo detto.Ha anche definito Zelensky "molto coraggioso".  Trump ha parlato con l'emittente britannica dopo i colloqui con il primo ministro britannico Sir Keir Starmer sulla fine della guerra tra Ucraina e Russia, prevedendo un "incontro molto positivo" con Zelensky oggi e affermando che gli sforzi per raggiungere la pace "stanno procedendo molto rapidamente".

Alla domanda se pensasse ancora che Zelensky fosse un "dittatore", ha risposto: "L'ho detto io?Non ci posso credere".  Oggi è il giorno della firma sull'accordo tra Ucraina e Usa sulle terre rare.

In attesa del colloquio, Trump ha sottolineato che l'intesa che "firmeremo insieme" con Zelensky sulle terre rare sarà una "rete di sicurezza" per l'Ucraina. "Il presidente Zelensky verrà da me venerdì mattina e firmeremo un accordo molto importante per entrambe le parti, perché ci farà entrare nel Paese e lavorare lì", aveva spiegato prima del colloquio con il primo ministro britannico Starmer, definendo l'accordo una "rete di sicurezza, potremmo chiamarla così".  L'accordo, secondo le bozze circolate e via via perfezionate, prevede l'apertura di un fondo a cui Kiev contribuirà al 50% degli introiti dello sfruttamento delle risorse minerarie di proprietà dello stato, grazie alla "futura monetizzazione" di litio, grafite, cobalto, titanio, terre rare come lo scandio, ma anche gas e petrolio, e delle logistiche associate. Il fondo potrà essere usato anche per successivi progetti di investimento in Ucraina e gli Stati Uniti si impegnano a sostenere lo sviluppo economico del Paese in futuro.L'intesa non riguarda il flusso già attivo di proventi di attività di estrazione, quindi non le attività già in essere di Naftogaz e Ukrnafta.

Non viene citata la quota degli Stati Uniti nel fondo.Ci si riferisce solo ad accordi di "proprietà congiunta" che dovranno essere dettagliati in accordi successivi.

Non viene più citata la cifra di 500 miliardi di dollari di 'debito' che Trump aveva chiesto a Kiev in un primo momento come tetto massimo del contributo ucraino al fondo.Così come "il mantenimento, da parte degli Stati Uniti, del 100 per cento degli interessi finanziari" nel fondo.  Ma cosa sono le terre rare?

Si tratta di preziosi elementi che vengono ricavati dai depositi minerari e che hanno un ruolo fondamentale per settori strategici: dal nucleare all'industria militare, dalla medicina all'aerospazio. L'Ucraina è potenzialmente uno dei primi 10 paesi per risorse minerarie ma dopo 3 anni di guerra è difficile arrivare a una mappatura delle ricchezze.L'US Geological Service, la fonte più autorevole in materia, ha sancito che l'Ucraina non ha riserve di terre rare.

La vice Premier Yulia Svyrydenko sostiene invece nel dire che le riserve di terre rare valgono 350 miliardi di dollari.Ma che si trovano però nei territori occupati.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Di Blasio (Adsp): “Venezia centrale per l’economia”

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(Adnkronos) – “Oggi siamo a Roma perché la comunità portuale ha fortemente voluto dimostrare come il porto di Venezia sia un porto centrale per l'economia e per la portualità italiana.In particolare, oggi raccontiamo i progetti che ora sono sull'agenda di governo a Roma, sia per quanto riguarda il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica sia per quanto riguarda il ministero delle Infrastrutture”.

Con queste dichiarazioni, Fulvio Lino Di Blasio, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico settentrionale Porti di Venezia e Chioggia, è intervenuto in occasione dell’evento ‘Sblocchiamo il futuro’ organizzato da L’Adsp veneta e la Venezia Port Community, il cui obiettivo è stato approfondire e condividere i progetti e gli investimenti che mirano a rafforzare le prospettive di sviluppo sostenibile per gli scali lagunari, ragionando anche sulle modalità più efficaci, sostenibili e tempestive per superare gli ostacoli all’orizzonte, essendo la portualità una grande risorsa per il Veneto, per il Nord Est e per l’Italia. “In particolare, come commissario di governo alle crociere sto mandando al ministero dell'Ambiente, per avviare, poi, l'analisi della Commissione Via-Vas, quattro progetti: due riguardano l'accessibilità nautica.Il porto di Venezia è all'interno della laguna e la navigazione è garantita attraverso canali che devono essere mantenuti e messi in sicurezza.

Il primo canale è Malamocco-Marghera, che collega il mare aperto al porto di Marghera.Il secondo canale è il Vittorio Emanuele, che collega la parte di Marghera alla Stazione Marittima e che abiliterebbe il ritorno delle navi da crociera piccole e di lusso alla stazione marittima, fortemente inibita dopo l'agosto del 2021 al passaggio delle navi da crociera sopra le 25mila tonnellate – spiega Di Blasio, che continua illustrando il terzo progetto – Una nuova isola per il contenimento dei sedimenti, perché l'attività di dragaggio che effettuiamo all'interno del sistema portuale è fondamentale non solo per la città, ma anche per il porto, perché tutti i rii urbani devono essere dragati e i sedimenti poi allocati in base alla loro tipologia.

Si tratta, quindi, di una nuova isola di sedimenti con una capacità di oltre 6 milioni di metri cubi”.  Il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico settentrionale Porti di Venezia e Chioggia prosegue, poi, spiegando il quarto ed ultimo progetto: “La nuova stazione marittima, per quanto riguarda le crociere, sita a Marghera – sottolinea – Sono quattro progetti commissariali che stiamo inviando al ministero dell'Ambiente affinché possa partire la valutazione di impatto ambientale nazionale”.  “La scelta di fare la valutazione d'impatto ambientale nazionale è del commissario – conclude – Abbiamo scelto, con la grande consapevolezza di trovarci in un ambiente naturale molto delicato, la via della collaborazione con il ministero all'Ambiente.Inoltre, oggi presentiamo anche lo stato dell’arte di un altro progetto, di cui sono ulteriormente commissario straordinario, Montesyndial, una piattaforma intermodale che rappresenta un unicum nell'arco italiano del Nord est: 1600 metri di banchina e 90 ettari per una piattaforma di contenitori logistica e intermodale, cioè con il collegamento ferroviario.

Abbiamo bandito i cantieri aperti per 190 milioni, con conclusione a giugno 2026, e ci servono altre risorse.La comunità portuale, pertanto, racconta come un porto vivo, su cui abbiamo crescenti richieste di insediamento da parte di operatori anche internazionali, abbia bisogno di queste risorse”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Destro (Confindustria): “Infrastrutture importantissime per competitività territori”

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(Adnkronos) – “Penso che il momento sia importante e critico, visti gli scenari internazionali.Le infrastrutture dei porti sono importantissime per la competitività delle aziende e dei territori stessi”.

Così Leopoldo Destro, delegato per le tematiche di Trasporto, Logistica, Industria del turismo e Cultura di Confindustria, in occasione dell’evento ‘Sblocchiamo il futuro’ organizzato dall’Autorità di Sistema portuale (Adsp) veneta e la Venezia Port Community a Roma.Essendo la portualità una grande risorsa per il Veneto, per il Nord Est e per l’Italia, l’obiettivo primario dell’incontro è stato approfondire e condividere i progetti e gli investimenti che mirano a rafforzare le prospettive di sviluppo sostenibile per gli scali lagunari, ragionando anche sulle modalità più efficaci, sostenibili e tempestive per superare gli ostacoli all’orizzonte. “Venezia è inserita in due dei nove corridoi Ten-T a livello europeo e ha quindi una centralità importante, strategica sia per le merci in entrata sia per le merci in uscita, con inoltre un retroporto senz'altro importante, collegato anche alla rete ferroviaria.

Un aspetto, quest’ultimo, che vogliamo sottolineare – conclude Destro – perché l’intermodalità deve diventare sempre più importante.Importante anche il tema dei passeggeri e quindi del turismo, perché il porto Venezia ha valenza strategica anche per la parte turistica”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gene Hackman, per la polizia è una morte “sospetta”: lui e la moglie Betsy deceduti da tempo

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(Adnkronos) – La morte di Gene Hackman e della moglie Betsy Arakawa sono ritenute "sospette" dalla polizia.Anche se al momento non si sospetta un omicidio, gli investigatori hanno avviato ricerche e indagini approfondite per determinarne la causa, secondo quanto riportato da Variety.  I corpi di Hackman e Arakawa si trovavano in aree separate della loro casa di Santa Fe, dove sono stati trovati.

Lei è stata trovata distesa sul pavimento del bagno, con accanto un flacone di pillole aperto e alcune sparse per terra.L'attore due volte premio Oscar si trovava in un'altra stanza, adiacente alla cucina, con i suoi occhiali da sole al fianco.

Entrambi sembravano essere caduti a terra.Inoltre, anche il loro cane è stato trovato morto nell'armadio del bagno, mentre altri due cani sani sono stati trovati nella proprietà, sempre secondo Variety. Secondo il detective, di cui TMZ non fornisce il nome, serve un'indagine approfondita perché "la persona che ha fatto la segnalazione" alla polizia "ha trovato la porta d'ingresso della residenza non protetta e aperta". L'ufficio dello sceriffo della contea di Santa Fe, intervenuto sul posto, non ha notato segni di effrazione nell'abitazione.

I vigili del fuoco e il personale dell'azienda del gas hanno verificato la presenza di una possibile fuga di gas o di avvelenamento da monossido di carbonio, ma non sono stati rilevati segni di tali pericoli. “Non ci sono segni evidenti di una fuga di gas”, ha dichiarato il detective Roy Arndt in un mandato di perquisizione, anche se le circostanze sono state ritenute abbastanza sospette da giustificare ulteriori indagini, secondo Variety. I corpi mostravano chiari segni di decomposizione.Il corpo di Arakawa presentava gonfiore al viso e mummificazione di mani e piedi.

Il corpo di Hackman presentava segni simili.Vicino al corpo di Arakawa è stato trovato uno scaldino, che potrebbe essere caduto se la donna fosse crollata all'improvviso, ha osservato il detective, come riporta Variety.

Gli investigatori hanno richiesto una perquisizione dell'abitazione alla ricerca di telefoni, prove video, Dna, impronte digitali ed eventuali armi. Sebbene non vi fossero segni visibili di traumi, gli investigatori stanno anche esaminando gli oggetti contundenti o taglienti che potrebbero essere stati utilizzati.Le autopsie hanno confermato che nessuno dei due corpi presentava lesioni traumatiche, come ferite da arma da fuoco o da taglio.

Gli esami tossicologici e del monossido di carbonio sono in corso. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pedopornografia, maxi operazione in tutta Italia: 34 arresti e oltre 100 perquisizioni

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(Adnkronos) –
Maxi operazione nazionale, coordinata dalla procura distrettuale di Catania e condotta dalla polizia, contro lo sfruttamento sessuale dei minori online.Si tratta di una tra le più vaste azioni compiute a oggi in Italia.  Oltre 500 operatori della polizia postale hanno eseguito oltre 100 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati e arrestato 34 persone.

L'operazione è stata denominata 'Hello'. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Masterchef 2025, Anna è la vincitrice: cosa è successo nella finale

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(Adnkronos) – E' stata una finale equilibratissima quella di Mastercef Italia 14, andata in onda ieri giovedì 27 febbraio 2025, ma uno dei tre menù dei finalisti ha messo d’accordo i giudici: quello di Anna, vincitrice di questa edizione del cooking show in onda su Sky.Il suo nome è stato urlato da Giorgio Locatelli, giudice della gara culinaria insieme a Bruno Barbieri e Antonino Cannavacciuolo. Insieme ad Anna, 32enne nata a Milano con origini cinesi e ora a Venezia, sul podio anche Jack, content creator di 26 anni di Cesano Boscone (Milano), e Simone, imprenditore edile di 35 anni di La Morra (Cuneo).

Quarto posto per Mary, manager risorse umane di 30 anni di Milazzo (Messina) e residente oggi a Villongo (Bergamo).Alla vincitrice 100.000 euro in gettoni d’oro, un corso di alta formazione presso ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana e il suo primo libro di ricette: “Pentole e zodiaco”, in uscita l’11 marzo (Baldini+Castoldi).  La proclamazione di Anna è avvenuta al termine dell’ultimo episodio di questa edizione, quello in cui i tre protagonisti della finalissima di sono sfidati presentando un proprio menù completo in quattro portate, valutato direttamente dai tre giudici.

Prima di iniziare il proprio percorso a MasterChef Italia, la neo-vincitrice raccontava quella col senno di poi sembra una premonizione: "Mi sono vista più volte con i coriandoli che cadono su di me nello studio".Anna cucina da sempre: ha imparato dalla madre tutto quello che c’è da sapere sulla cucina orientale, quella europea invece l’ha studiata. Parlando di sé, diceva: "Anna prima mi piaceva di più anche per un discorso di facilità di integrazione, adesso ho fatto inserire anche il nome cinese perché la mia cultura mi ha arricchita".

Il suo nome in origine è Anna Yi Lan, i suoi genitori sono emigrati dalla Cina per avere un’altra figlia perché lì c’era la legge del figlio unico: quando lei è piccolissima si trasferiscono in Veneto, ma dopo le superiori torna a Milano per iniziare un percorso nella comunicazione della moda.Qui inizia a lavorare come come sales manager in boutique di lusso ma si rende conto di non essere del tutto appagata perché, raccontava, "il mondo della moda non parlava la mia stessa lingua dell’amore": così, durante il lockdown, legge libri di autori cinesi che la ricollegano con le sue radici, quindi prende coraggio e si licenzia.

A oggi lavora saltuariamente come modella ma ha in testa l’immagine di "una grande tavolata costituita da persone provenienti da culture diverse che mangiano lo stesso cibo in armonia: io vorrei essere l’artefice di questo banchetto!.  Alla vigilia del suo ingresso in Masterclass diceva che in caso di vittoria avrebbe voluto continuare a studiare cucina e aprire un suo ristorante nel rispetto degli sprechi, ponendosi come obiettivo la stella verde Michelin. Il suo menù della finalissima si chiama 'L’Eden di YilAnna', e vede come antipasto 'Albero della vita e il suo elisir' (chips di riso verdi con capasanta marinata, mela verde e daikon, aioli alla menta, zenzero e finger lime, servito con un elisir di kombucha e agrumi), il primo 'Il sorriso di mia madre' (raviolo ripieno di garusoli, fungo ostrica e guanciale, tobiko e dashi di zafferano), il secondo 'Il potere del tempo' (pancia di maiale stufata e laccata con spezie orientali, insalata croccante di cetrioli, susine gialle e peperoncino, ricci di mare) e il dessert 'Uguale babà no?' (babà al rum e osmanto, mousse di mozzarella e cocco, olio al tagetes).  Lo ha descritto così: "Un menù che è inevitabilmente legato al mio progetto di vita: un’oasi in cui ritrovare il benessere attraverso il cibo.Piatto dopo piatto se ne scoprono le fondamenta, ovvero gli elementi che hanno plasmato l’Anna che c’è oggi.

Ho trovato nella cucina il mio modo di comunicare ciò che realmente sono – ha proseguito la nuova MasterChef italiana – perché per tutti sono sempre stata troppo cinese per essere italiana e troppo italiana per essere cinese.Oggi voglio esprimere l’unione e l’integrazione dei miei sapori, figli di un incontro necessario tra culture diverse e che insieme ambiscono a ricreare un equilibrio perfetto, una sorta di paradiso terrestre: L’Eden di YilAnna".  Intanto sono già aperti i casting per la prossima edizione.

Per iscriversi basta andare sul sito masterchef.sky.it oppure scrivere su WhatsApp al numero +39 348 1501820. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Motomondiale, Gp Thailandia: orario e dove vederlo in tv

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(Adnkronos) – Il momento è arrivato.Dopo mesi di attesa, torna la MotoGp.

Nel weekend di domenica 2 marzo, riparte il Motomondiale con il primo Gp in Thailandia, sul circuito di Buriram.Solito programma: oggi, venerdì 28 febbraio, ci saranno le prove libere.

Sabato mattina sarà invece la volta delle qualifiche con Q1 e Q2, mentre nel pomeriggio toccherà alla sprint race.Domenica, spazio alla gara e alla battaglia in pista.  Orari non convenzionali per il Gp di Thailandia, causa fuso.

Ecco la programmazione del weekend, con prove e gara visibili su Sky, NOW e Tv8: 
Venerdì 28 febbraio
  4:45 – 5:30 FP1 MotoGp (diretta su Sky Sport, Now e SkyGo)  
9 – 10 Pre-Qualifiche MotoGp (diretta su Sky Sport, Now e SkyGo)    
Sabato 1 marzo  
04:10 – 04:40 FP3 MotoGp (diretta su Sky Sport, Now e SkyGo)  
04:50 – 05:30 Qualifiche MotoGp (diretta su Sky Sport, Now e SkyGo e in chiaro su Tv8)  
9 Sprint Race MotoGp (diretta su Sky Sport, Now e SkyGo e in chiaro su Tv8)    
Domenica 2 marzo  
04:40 – 04:50 Warm Up MotoGp (diretta su Sky Sport, Now e SkyGo)  
9 Gara MotoGp (diretta su Sky Sport, Now e SkyGo e in differita in chiaro su Tv8, alle 14:05) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riforma Giustizia, Meloni ‘apre’: maggioranza pronta al dialogo con le toghe

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(Adnkronos) – Sì al dialogo con le toghe, quella allo studio non è una riforma contro di loro.Nel giorno della protesta di giudici e Pm contro la separazione delle carriere voluta dall'esecutivo, Giorgia Meloni presiede il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi per fare il punto sulla giustizia.

E detta la linea, confermando la volontà di avviare un'interlocuzione positiva con la magistratura dopo le tensioni delle ultime settimane.  Un concetto già espresso dalla presidente del Consiglio a seguito della elezione di Cesare Parodi alla guida dell'Associazione nazionale magistrati.Così, nella sede del governo, Meloni riunisce attorno al tavolo i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario Alfredo Mantovano per tirare le somme, in vista dei colloqui con l'Unione delle Camere Penali e con la stessa Anm del prossimo 5 marzo.  La linea che emerge dal vertice conferma la disponibilità della maggioranza "a un confronto costruttivo, con particolare attenzione al dialogo con l'Anm": la riforma della giustizia, rimarcano fonti di governo, "non è concepita contro i magistrati, ma nell'interesse dei cittadini".

Principi che la premier Meloni ribadirà nel prossimo incontro con Parodi.All'insegna del nuovo clima improntato al dialogo, usa toni concilianti anche il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani: "L'unica cosa certa è che noi non vogliamo, assolutamente, travalicare i confini del potere esecutivo, da parte nostra non ci sarà nessun tentativo mai di mettere sotto l'ala del governo i magistrati", dice il ministro degli Esteri, lasciando il Senato dopo il Question Time.  "Non c'è nessuna scelta che andrà in questa direzione – assicura Tajani – non l'abbiamo mai pensato, non lo facciamo e non lo faremo, su questo bisogna essere chiarissimi, noi siamo per il rispetto della ripartizione dei poteri, siamo perché ognuno rimanga nel proprio alveo e siccome lo chiediamo agli altri, lo facciamo anche noi, perché altrimenti sarebbe ridicolo chiedere agli altri di rispettare la ripartizione dei poteri e di rimanere nel proprio alveo".

E alla domanda se la riforma sia destinata a subire dei cambiamenti, il titolare della Farnesina risponde: "Abbiamo deciso di confrontarci con i magistrati e con gli avvocati, ascoltare, vedremo che cosa chiedono, è difficile poter decidere prima di ascoltare le richieste, noi siamo pronti al dialogo, al confronto, vedremo quali saranno le idee, le richieste, le proposte". Fonti parlamentari del centrodestra ribadiscono la necessità della riforma della giustizia, a partire dalla norma per la separazione delle carriere.Ma non è il momento di "alzare muri", spiegano: c'è una linea di apertura condivisa in maggioranza, che troverà il primo snodo proprio nel previsto incontro con l'Anm.

La cornice della riforma, sottolineano le stesse fonti, rimarrebbe pressoché immutata ("anche perché rimettere mano all'impalcatura sarebbe molto complicato") ma su determinati temi si potrebbe venire incontro ad alcune richieste dei magistrati quando sarà il momento di approvare le leggi ordinarie: l'apertura del governo potrebbe concretizzarsi in un dialogo su alcuni punti come quote rosa e sorteggio temperato per il Csm, sistema che secondo via Arenula permetterebbe di sottrarre ai capi delle correnti la scelta dei togati del Consiglio superiore della magistratura.  Ma nonostante il nuovo clima conciliante, nel centrodestra non viene nascosto il fastidio per lo sciopero delle toghe: "La sollevazione di arroccamento corporativo organizzata dall'Anm contro il disegno di riforma costituzionale della separazione delle carriere appare viziata nel merito, inaccettabile nel metodo, ed eversiva nei fini", attacca il senatore di Fratelli d'Italia Sergio Rastrelli, segretario della Commissione Giustizia di Palazzo Madama.  Duro anche il capogruppo azzurro al Senato Maurizio Gasparri: "Non saranno il flash mob, il ricorso a comici come Cetto La Qualunque nel corso delle manifestazioni dei magistrati e non saranno le intimidazioni togate che ci indurranno a rinunciare alla riforma della giustizia".Il Parlamento, assicura il forzista, "andrà avanti.

In nome della Costituzione, della democrazia, della separazione dei poteri.Scioperi dal sapore eversivo, non bloccheranno il cammino della democrazia".

Per il deputato di Fi Enrico Costa, invece, "Pm e giudici che manifestano a braccetto sono il miglior spot per la separazione delle carriere". (di Antonio Atte) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zelensky da Trump, oggi accordo su terre rare: “E’ rete di sicurezza per Kiev”

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(Adnkronos) – E' il giorno della firma sull'accordo tra Ucraina e Usa sulle terre rare, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che vola oggi a Washington per incontrare alla Casa Bianca il leader americano Donald Trump.  Un incontro confermato da Kiev solo nella giornata di ieri nonostante l'annuncio del tycoon di mercoledì scorso, incontro che avviene nel bel mezzo del disgelo nei rapporti americani con la Russia di Putin e tra le stoccate dei giorni scorsi all'indirizzo di Zelensky lanciate da Trump che ora, però, sembra ritrattare. In attesa che avvenga il colloquio, Trump ha intanto sottolineato ieri che l'intesa che "firmeremo insieme" con Zelensky sulle terre rare sarà una "rete di sicurezza" per l'Ucraina.  "Il presidente Zelensky verrà da me venerdì mattina e firmeremo un accordo molto importante per entrambe le parti, perché ci farà entrare nel Paese e lavorare lì", aveva spiegato prima del colloquio con il primo ministro britannico Starmer, definendo l'accordo una "rete di sicurezza, potremmo chiamarla così".  E ancora: "Zelensky sarà qui" alla Casa Bianca e "firmeremo un accordo storico che renderà gli Stati Uniti il maggior partner" dell'Ucraina nello "sfruttamento delle terre rare", le parole del presidente sull'incontro. Trump ha parlato di "rete di sicurezza" ('backstop' in inglese), che è la parola che alcuni europei hanno usato per descrivere la garanzia di sicurezza che vogliono dagli Stati Uniti per sostenere un contingente di truppe a guida europea, con base in Ucraina, che potrebbe proteggere il Paese in caso di un accordo di pace. L'accordo, secondo le bozze circolate e via via perfezionate, prevede l'apertura di un fondo a cui Kiev contribuirà al 50% degli introiti dello sfruttamento delle risorse minerarie di proprietà dello stato, grazie alla "futura monetizzazione" di litio, grafite, cobalto, titanio, terre rare come lo scandio, ma anche gas e petrolio, e delle logistiche associate. Il fondo potrà essere usato anche per successivi progetti di investimento in Ucraina e gli Stati Uniti si impegnano a sostenere lo sviluppo economico del Paese in futuro.L'intesa non riguarda il flusso già attivo di proventi di attività di estrazione, quindi non le attività già in essere di Naftogaz e Ukrnafta.

Non viene citata la quota degli Stati Uniti nel fondo.Ci si riferisce solo ad accordi di "proprietà congiunta" che dovranno essere dettagliati in accordi successivi.

Non viene più citata la cifra di 500 miliardi di dollari di 'debito' che Trump aveva chiesto a Kiev in un primo momento come tetto massimo del contributo ucraino al fondo.Così come "il mantenimento, da parte degli Stati Uniti, del 100 per cento degli interessi finanziari" nel fondo. Ma cosa sono le terre rare?

Si tratta di preziosi elementi che vengono ricavati dai depositi minerari e che hanno un ruolo fondamentale per settori strategici: dal nucleare all'industria militare, dalla medicina all'aerospazio. L'Ucraina è potenzialmente uno dei primi 10 paesi per risorse minerarie ma dopo 3 anni di guerra è difficile arrivare a una mappatura delle ricchezze.L'US Geological Service, la fonte più autorevole in materia, ha sancito che l'Ucraina non ha riserve di terre rare.

La vice Premier Yulia Svyrydenko sostiene invece nel dire che le riserve di terre rare valgono 350 miliardi di dollari.Ma che si trovano però nei territori occupati. In attesa del colloquio, Trump ha intanto rivendicato di avere ''un buon rapporto con il presidente russo Putin e credo di avere lo stesso rapporto con Zelensky''.

Parlando alla stampa prima del bilaterale con il premier britannico, Trump ha detto di andare ''d'accordo con entrambi'', ma ''il rapporto tra Putin e Zelensky non è dei migliori''.In vista dell'incontro, il tycoon ha poi operato una sorta di marcia indietro sulle stoccate lanciate negli ultimi giorni contro il presidente ucraino, che aveva definito "dittatore" in un post su Truth.  "L'ho detto?

Non credo di averlo detto.Prossima domanda", la risposta ai giornalisti che gli chiedevano conto di quanto affermato sul leader ucraino, con cui ha detto di avere "ottimi rapporti".  "Ho molto rispetto per lui.

Gli abbiamo dato molto denaro, attrezzature, ma gli ucraini hanno combattuto in maniera molto coraggiosa'', le parole concilianti del presidente americano in conferenza stampa. E proprio la conferenza stampa tra il leader Usa e quello britannico è stata l'ennesima occasione per Trump di lanciare un monito e un avvertimento a Ucraina e Russia. "L'accordo di pace" tra Kiev e Mosca che metterà fine alla guerra, ha detto, "farà in modo che non accada un'altra guerra sul territorio europeo".Ma per il tycoon è necessario raggiungerlo al più presto altrimenti – ha spiegato – potrebbe non realizzarsi "affatto". "Penso che abbiamo fatto molti progressi e penso che si stia procedendo piuttosto rapidamente.

Sarà abbastanza presto o non sarà affatto", le parole di Trump. "Ho cercato", ha detto ancora il leader Usa, "di fare pressione su Putin e su Zelensky per arrivare alla pace" e "ho anche parlato con il Segretario generale della Nato" perché "per arrivare alla pace non si può parlare solo con una parte".E l'accordo per la fine della guerra, ha assicurato il magnate, "forse sarà molto presto". D'altra parte l'obiettivo "numero uno", ha spiegato, è quello di porre fine ai combattimenti perché "migliaia di soldati" sono già morti. "E' necessario avere un accordo per il cessate il fuoco in Ucraina prima di parlare di 'forze che mantengano la pace'", ha poi rimarcato il tycoon. E se per il mondo interno Putin è l'incognita che pesa sulla trattativa, per Trump, invece, "manterrà la sua parola" e onorerà l'accordo che emergerà dai negoziati per la pace in Ucraina.

Il leader del Cremlino, ne è convinto, "non invaderebbe di nuovo l'Ucraina" oggi, mentre "se non fossi stato eletto io, nessuno avrebbe parlato con Putin".  Oggi quindi l'incontro con Zelensky, la firma dell'accordo sulle terre rare e – forse – qualche spiraglio in più per una pace che almeno all'apparenza non è mai sembrata così vicina. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna-Milan 2-1, rimonta rossoblu: Castro e Ndoye rispondono a Leao

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(Adnkronos) – Il Bologna batte 2-1 il Milan nel recupero della nona giornata di Serie A, disputato allo stadio 'Dall'Ara' della città emiliana.Al vantaggio degli ospiti con Leao al 43', replicano Castro al 48' e Ndoye all'82'.  I rossoblu salgono così al sesto posto in classifica con 44 punti, 5 in meno della Juventus quarta, mentre i rossoneri restano fermi a quota 41 in ottava posizione a -8 dalla zona Champions League Si aggrava quindi la crisi del Milan che incassa la seconda sconfitta di fila, dopo quella di 5 giorni fa con il Torino.

Un gol di Leao sul finire di primo tempo illude i rossoneri, che vengono rimontati nella ripresa dai gol di Castro e Ndoye. Subito pericoloso il Milan pochi secondi dopo il fischio d'inizio con un'azione tutta in verticale: Musah serve Gimenez che calcia da buona posizione, palla oltre la traversa.Risponde il Bologna con Dominguez che mette in mezzo un pallone teso, intervento rischioso di Thiaw che devia e quasi fa autogol, palla che sfila in angolo.

Al 17' il Milan recupera un buon pallone, Gimenez serve Musah che da posizione defilata calcia ma trova Skorupski pronto a deviare in angolo.Al 25' azione in verticale del Bologna con palla in profondità per Ndoye, gran recupero di Pavlovic che toglie il tempo della conclusione all'attaccante rossoblù.  Alla mezz'ora proteste degli ospiti per un presunto fallo in area su Fofana dopo un suggerimento di Gimenez, l'arbitro lascia proseguire.

Al 33' Dominguez da sinistra rientra e calcia sul primo palo, Maignan para in tuffo.Al 38' occasione per i padroni di casa con Dominguez che semina il panico all'interno dell'area e poi è bravo Maignan a chiudergli lo specchio della porta.

Al 43' nel momento migliore del Bologna passa il Milan con Leao.lancio lungo di Maignan, Gimenez spizza di testa e allunga per il portoghese, che supera in velocità De Silvestri e poi Skorupski in uscita.  Al 2' della ripresa ammonizione per Hernandez per un fallo su Ndoye.

Passa un minuto e i rossoblù trovano il pari: da un calcio di punizione laterale, carambola in area con la palla che arriva, dopo un tocco di Fabbian, a Castro, che da due passi batte Maignan.Al 9' giallo per Casale per un duro intervento su Joao Felix.

Subito dopo ammonito anche Thiaw per una trattenuta su Dominguez.Al 16' entra Pulisic al posto di Joao Felix.

Al 17' i rossoneri provano a distendersi sulla sinistra con Theo Hernandez, il francese prova la conclusione, ribattuta dalla difesa rossoblù.  Al 19' Musah entra in area, disorienta un avversario e calcia, Skorupski devia in angolo.Al 22' ci prova Miranda con una conclusione dalla distanza: palla oltre la traversa.

Al 27' doppio cambio per Italiano: entrano Pobega e Odgaard, escono Ferguson e Fabbian.Al 31' secondo cambio per Conceicao con Jovic al posto di Gimenez.

Dopo pochi minuto proprio il serbo è pericoloso con un colpo di testa su cross di Musah: Skorupski non si fa trovare impreparato e blocca la conclusione.Al 35' altro doppio cambio per il Bologna con Dallinga e Cambiaghi al posto di Castro e Dominguez.

Passa un minuto e i felsinei vanno a un passo dal vantaggio: dagli sviluppi di un angolo, colpo di testa di Casale e palla contro il palo.  Al 37' arriva il gol partita di Ndoye.Conceicao finisce i cambi con Abraham al posto di Jimenez, mentre Italiano inserisce l'ex Calabria al posto di De Silvestri.

I rossoneri provano a buttarsi in attacco nel finale ma i padroni di casa si difendono con ordine, chiudono tutti gli spazi e si portano a casa tre punti fondamentali nella corsa a un posto on Europa.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, uomo armato in stazione Centrale: ricerche in corso

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(Adnkronos) – Un uomo, probabilmente armato di fucile, è stato avvistato mentre si aggirava nell’area della fermata Centrale della metropolitana a Milano.Lo hanno notato alcuni passanti che hanno dato l’allarme agli agenti presenti in zona.

L’uomo è stato avvistato ma non ancora bloccato e identificato.Un altro avvistamento, poco dopo il primo, era stato fatto in zona Scalo Romano. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)