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Costa Concordia, oggi udienza su semilibertà per l’ex comandante Schettino

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(Adnkronos) – L'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino parteciperà oggi in videocollegamento dal carcere di Rebibbia all’udienza a porte chiuse davanti al tribunale di Sorveglianza di Roma che dovrà decidere sulla richiesta di accesso al regime di semilibertà.Ad avanzare l’istanza ai giudici, l’avvocato Paola Astarita, difensore di Schettino, condannato nel 2017 in via definitiva a 16 anni di carcere per il naufragio della nave da crociera avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012 davanti all'isola del Giglio in cui morirono 32 persone e centinaia rimasero ferite.

Dopo aver scontato metà della pena, l’ex comandante ha maturato il termine che gli consente di accedere alle misure alternative al carcere avendo già scontato la metà della pena. Condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio colposo e abbandono dell'imbarcazione, il responsabile del più grande naufragio italiano dell'era moderna ha quindi fatto richiesta di accesso al regime di semilibertà.Il tribunale di Sorveglianza di Roma dovrà decidere sulla richiesta di poter trascorrere parte del giorno fuori dal carcere "per partecipare ad attività lavorative, istruttive o comunque utili al reinserimento sociale".

La decisione non sarà immediata.  Ad avanzare l'istanza ai giudici è stato l'avvocato Paola Astarita, difensore di Schettino. "Io mi auguro che vinca non il mio assistito ma il diritto", ha commentato il legale.  Schettino aveva chiesto la revisione del processo davanti alla Corte di giustizia europea, senza ottenerla.Per questo era rimasto nel carcere di Rebibbia ma già dal 2022 godeva del permesso di uscire per lavorare.

L'ex comandante beneficia attualmente di 45 giorni all'anno di permessi ottenuti grazie alla buona condotta mantenuta nel carcere romano.Tre anni fa aveva ottenuto anche la possibilità di lavorare in carcere e gli era stato affidato il compito di contribuire alla digitalizzazione dei documenti giudiziari della strage di Ustica e della strage di via Fani a Roma con il sequestro e l'omicidio dello statista democristiano Aldo Moro. Schettino, inizialmente detenuto nel carcere di Grosseto, il 17 gennaio 2012 venne inviato agli arresti domiciliari nella sua casa di Meta di Sorrento.

In quei giorni venne diffusa la famigerata telefonata con il capitano della Capitaneria di Livorno, Gregorio De Falco: l'ordine al comandante con quel "vada a bordo, c…." fece il giro del mondo.L'11 febbraio 2015 Schettino venne condannato in primo grado a 16 anni di reclusione dal Tribunale di Grosseto.

Il 31 maggio 2016 la condanna a 16 anni venne confermata anche in secondo grado dalla Corte d'appello di Firenze.Il giudizio penale è stato confermato in via definitiva dalla Corte di Cassazione il 12 maggio 2017.

Schettino si costituì nel carcere di Rebibbia immediatamente dopo la sentenza. La richiesta di semilibertà dell'ex comandante ha da sola già indignato i parenti delle vittime e i sopravvissuti (c'erano oltre 4 mila persone a bordo della nave tra passeggeri ed equipaggio). Vanessa Brolli, 27 anni, che era in vacanza sulla 'Costa Concordia' con i fratelli, i genitori e altri parenti per festeggiare i 50 anni di matrimonio dei nonni, ha dichiarato: "Dispiace sapere che potrebbe tornare a casa.Schettino deve pagare per le sue colpe.

A prescindere dalla decisione dei giudici, siamo certi che Schettino vivrà il resto dei suoi giorni con addosso il peso di questa tragedia.Questa è la più grande pena per lui.

Anche se dovesse uscire dal carcere, dovrà convivere con questa colpa per tutta la vita".  Il padre di una delle vittime, Giovanni Girolamo – il figlio Giuseppe, 30 anni, che era un musicista dell'orchestra della nave, ha detto in un'intervista alla 'Stampa': "Il mio giudizio è totalmente negativo.I giudici non dovrebbero concedere la semilibertà a Schettino.

Per me è un uomo che dovrebbe stare in galera per 32 ergastoli, quante sono le vittime". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Trump sospende gli aiuti militari a Kiev: “Ripresa dipende da Zelensky”

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(Adnkronos) – Donald Trump ha sospeso temporaneamente la consegna da parte degli Stati Uniti di tutti gli aiuti militari all'Ucraina.Lo riporta il New York Times, che cita ufficiali e funzionari Usa.

La decisione, dopo lo scontro di venerdì scorso con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e una serie di incontri del Presidente degli Stati Uniti con i responsabili della Sicurezza nazionale, è stata confermata da un funzionario della Casa Bianca anche alla Cnn.  "Il Presidente è stato chiaro, è concentrato sulla pace – ha detto la fonte – E' necessario che i nostri partner si impegnino a raggiungere questo obiettivo.Stiamo sospendendo e rivedendo i nostri aiuti per garantire che questo contribuisca a una soluzione".

Secondo le fonti della rete americana, la pausa riguarderà tutti gli equipaggiamenti militari non ancora arrivati in territorio ucraino.  Fox News, citando un funzionario di alto grado, ha confermato che si tratta di una pausa, che riguarda anche le armi in transito o già in Polonia, e non di una sospensione definitiva.Il New York Times come la Cnn riportano che il sostegno a Kiev riprenderà quando Trump riterrà di aver accertato l'impegno in buona fede dell'Ucraina nei negoziati di pace con la Russia, che il 24 febbraio di tre anni ha innescato il conflitto con l'invasione su vasta scala dell'Ucraina.

Il quotidiano precisa che la decisione riguarda armi e munizioni per un valore di oltre un miliardo di dollari. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, leader Ue con Zelensky: “Rapido aumento delle spese militari”

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(Adnkronos) – L'Unione Europea inizia a prendere posizione in vista dei negoziati che potrebbero aprirsi per porre fine alla guerra in Ucraina.Nella bozza delle conclusioni del summit previsto a Bruxelles giovedì prossimo, datata 27 febbraio, l'ultima disponibile e soggetta a cambiamenti nei successivi Coreper, si sottolinea che la guerra scatenata dalla Russia ha "vaste implicazioni per la sicurezza europea e internazionale" e che pertanto, alla luce del "nuovo slancio" verso i negoziati che dovrebbero portare a una pace "complessiva, giusta e duratura", si dovrebbero rispettare alcuni principi.  Anzitutto, "non ci possono essere negoziati sull'Ucraina senza l'Ucraina" e "non ci possono essere negoziati che riguardino la sicurezza europea senza che l'Europa sia coinvolta.

La sicurezza dell'Ucraina e quella dell'Europa sono interconnesse".Il summit verrà aperto da uno "scambio di vedute" con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che, dopo essere stato praticamente cacciato dalla Casa Bianca venerdì scorso dopo uno scontro in diretta tv con il presidente Donald Trump e il vicepresidente Jd Vance, è già stato ricevuto a Londra dai leader europei con tutti gli onori.  Inoltre, puntualizzano i leader Ue, "un cessate il fuoco può avere luogo solo nell'ambito di un accordo di pace complessivo" e "qualsiasi accordo simile dovrebbe essere accompagnato da garanzie di sicurezza per l'Ucraina robuste e credibili".

I leader sottolineano la necessità di arrivare alla "pace" attraverso "la forza".E dunque, l'Ucraina deve essere "nella posizione più forte possibile", posizione in cui oggi evidentemente non è.  Dunque, l'Ue "rimane impegnata (…) a fornire sostegni aumentati politici, finanziari, economici, umanitari, militari e diplomatici" a Kiev e al popolo ucraino.

Un'Ucraina, secondo i leader, "in grado di difendersi è parte integrante di qualsiasi futura garanzia di sicurezza".  Pertanto, si legge ancora nella bozza, occorre "aumentare con urgenza" la consegna di "sistemi di difesa aerea, munizioni e missili, come pure del necessario addestramento e dell'attrezzatura" per l'esercito ucraino.Qui si fa riferimento ad una prossima iniziativa dell'Alta Rappresentante Kaja Kallas per aumentare gli aiuti militari a Kiev e si sottolinea l'importanza di sostenere l'apparato militare-industriale dell'Ucraina.

I leader invitano Kallas a "valutare le condizioni per un ulteriore contributo dell'Ue alle garanzie di sicurezza" per Kiev, anche utilizzando gli strumenti della politica comune di sicurezza e difesa, "in consultazione con i partner che la pensano allo stesso modo e nel contesto di un futuro accordo di pace".Il Consiglio Europeo "ritornerà su queste materie nel prossimo incontro".  
Le conclusioni devono essere adottate all'unanimità: si vedrà cosa faranno Ungheria e Slovacchia, entrambe contrarie a continuare ad aiutare incondizionatamente Kiev nella guerra contro l'invasore russo.

In tema di difesa europea, dopo aver richiamato la dichiarazione di Versailles del marzo 2022 e il fatto che l'Ue deve diventare più "sovrana" e maggiormente "responsabile" della propria difesa, si afferma che l'Unione dovrebbe "accelerare" la mobilitazione degli strumenti necessari a finanziare gli investimenti che andranno fatti.  Si sottolinea la necessità che gli Stati Ue aumentino "in modo sostanziale" la spesa per la difesa e, per questo, si invita la Commissione a raccomandare un modo per utilizzare le "flessibilità" del patto di stabilità (riformato poco più di un anno fa dopo lunghissimi negoziati, ndr) per "agevolare" una spesa per la difesa "significativa" a livello nazionale.Il che pare dare ragione a chi, come il ministro per la Difesa Guido Crosetto, ha puntato spesso il dito sulle regole Ue per spiegare le insufficienti spese militari di alcuni Stati membri.

Si chiede alla Commissione, inoltre, di proporre "ulteriori fonti di finanziamento per la difesa a livello Ue, anche attraverso una flessibilità aggiuntiva nell'uso dei fondi strutturali e a presentare rapidamente proposte in merito". Si fa poi riferimento alle opzioni di finanziamento che verranno delineate da Ursula von der Leyen
oggi, nella lettera sul piano per "riarmare l'Europa".Si chiede al consiglio dei governatori della Banca Europea per gli Investimenti (Bei) di adattare "con urgenza" le prassi di finanziamento per l'Europa della difesa, in particolare "rivalutando la lista delle attività escluse".

Adottando gli standard Esg (Environmental, Social, Governance, ndr), la difesa viene esclusa dai finanziamenti ma, come ha notato una fonte diplomatica europea, investire negli armamenti non è la stessa cosa di investire "nella pornografia o nel tabacco". 
Si identificano poi aree "prioritarie" per agire a livello Ue in termini di capacità militari.In conformità con il lavoro già svolto dall'Agenzia Europea per la Difesa e in "piena coerenza" con la Nato, ci si concentra su "aerei e sistemi di difesa missilistica; sistemi di artiglieria; missili e munizioni; droni e sistemi anti-droni; abilitatori strategici (come i tanker, gli aerei cisterna, di cui l'Europa manca drammaticamente, ndr) e protezione delle infrastrutture critiche, anche inrelazione allo spazio; mobilità militare; cibernetica; intelligenza artificiale e guerra elettronica".

Insomma, tutti, o quasi, gli armamenti necessari a condurre una guerra moderna.Si sottolinea, a beneficio dei Paesi del fianco est, che proteggere il confine orientale vuol dire difendere l'intera Ue.

Si rimarca, per l'ennesima volta, l'importanza di usare "più sistematicamente l'aggregazione della domanda, l'armonizzazione dei requisiti e gli acquisti congiunti" nel campo della difesa. Si chiede alla Commissione, al Consiglio e al Parlamento di semplificare le procedure di appalto, per eliminare le "strozzature" che tuttora "ostacolano una rapida crescita dell'industria della difesa".Si raccomanda all'esecutivo Ue di dare priorità ad un provvedimento Omnibus per la difesa.

Un'Ue più forte è "complementare" alla Nato e "contribuirà positivamente alla sicurezza transatlantica e globale"; si invitano gli Stati Ue membri dell'Alleanza a "coordinarsi" in vista del summit dell'Aja del giugno 2025, che si preannuncia complicato.Il Consiglio Europeo attende il Libro Bianco sul futuro della difesa europea, "inclusi elementi per aumentare in modo significativo i finanziamenti" relativi.

Esorta anche la Commissione a tenere conto di queste priorità nell'ambito del prossimo Mff, il quadro pluriennale di bilancio dell'Ue (2028-2034).Il Consiglio Europeo, anche in questo caso, tornerà su questi temi sia nel Consiglio di marzo che in quello di giugno, a conferma dello shock determinato dall'inversione a U impressa alla politica estera americana sull'Ucraina dall'amministrazione Trump.

Nella bozza non si fa cenno all'eventuale nomina di un inviato Ue per l'Ucraina, che pure è sul tavolo e che l'Ue dovrebbe nominare.In caso contrario, sarebbe difficile chiedere di essere ammessi al tavolo dei negoziati, non essendo neppure in grado di concordare un nome.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nicola Calipari, chi era lo 007 che morì durante la liberazione di Giuliana Sgrena

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(Adnkronos) – Nicola Calipari moriva da eroe il 4 marzo di 20 anni a Baghdad, colpito da 'fuoco amico' americano al termine di una rischiosissima operazione per la liberazione di Giuliana Sgrena, la giornalista del 'Manifesto' rapita in Iraq.Il funzionario di polizia in servizio al Sismi era specializzato in 'missioni impossibili'.

Era stato sempre lui a condurre la trattativa che portò al rilascio di Simona Torretta e Simona Pari, a loro volta rapite in Iraq e liberate grazie alla mediazione dei nostri 007. E' la sera del 4 marzo del 2005: l'autovettura, una Toyota Corolla, sulla quale viaggiano Nicola Calipari, un altro agente dell'intelligence e Giuliana Sgrena si dirige verso l'aeroporto di Baghdad.La trattativa con i sequestratori è andata a buon fine, la giornalista italiana è stata liberata e ora si tratta solo di predisporre il volo di rientro in Italia.

All'improvviso, la tragedia: una pattuglia militare della guardia nazionale statunitense è in servizio di vigilanza sulla 'route Irish', la strada che collega il centro di Baghdad con l'aeroporto.Il posto di blocco è stato approntato in previsione del passaggio di un convoglio con a bordo l'ambasciatore americano.

Arriva la macchina con a bordo Calipari e finisce sotto il fuoco dei soldati Usa: lo 007 italiano muore sotto i colpi dei militari, Giuliana Sgrena rimane ferita. La carriera in polizia di Nicola Calipari era iniziata nel 1979 alla questura di Genova, e poi era proseguita alla Squadra mobile di Cosenza.Prima del trasferimento al Sismi Nicola Calipari aveva lavorato alla Questura di Roma, in un primo momento alla sezione narcotici e poi come vice capo della Squadra Mobile.

Successivamente Calipari era stato impegnato nella Criminalpol, allo Sco (Servizio centrale operativo) della Polizia di Stato e all'ufficio immigrazione del ministero dell'Interno.Nell'agosto del 2002 il passaggio al Sismi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Calipari, 20 anni fa la morte. Giuliana Sgrena: “Un uomo che non potrò mai dimenticare”

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(Adnkronos) – "Per me il 4 marzo non è il giorno della mia liberazione.E' l'anniversario della morte di Nicola Calipari.

Un uomo che non potrò mai dimenticare perché mi ha portato via dai miei rapitori prima e mi ha salvato dall'attacco americano poi.Mentre ero sotto choc, e non riuscivo a realizzare di essere finalmente al sicuro, lui tentava in ogni modo di trasmettermi la sensazione di libertà.

Mi diceva 'Sei libera, sei libera'.Di lì a poco il rumore dei mitra".

A parlare all'Adnkronos è Giuliana Sgrena, inviata del Manifesto che fu rapita il 4 febbraio 2005 da un gruppo jihadista iracheno a Baghdad.Un mese più tardi la libertà costata la vita a Calipari, l'agente del Sismi incaricato di portarla in salvo. "Lo avevo conosciuto appena una ventina di minuti prima e da subito mi aveva fatto sentire che era una persona di cui mi potevo fidare.

Si è buttato sopra di me per evitarmi la raffica dei colpi, è morto mentre era appoggiato sopra al mio corpo.E' una cosa che non potrò mai dimenticare.

Oltre alla mia riconoscenza per tutto quello che ha fatto, c'è anche la sensazione terribile che io mi porto dentro.E' molto dura, ogni anno in questo giorno.

Ora poi, con l'uscita del film su di lui, da un mese sono bersagliata di notizie, e questo mi ha fatto rivivere giorno per giorno la mia prigionia". (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Trump e il nuovo attacco frontale a Zelensky: “Via chi non vuole accordo”

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(Adnkronos) – Un nuovo attacco frontale a Zelensky, poi una timida apertura sulle terre rare, ma anche l'avvertimento sulla pazienza limitata degli Usa alle resistenze su un accordo di pace immediato tra Ucraina e Russia.Donald Trump dopo l'imboscata dello Studio Ovale non si placa, ma anzi continua a usare toni pesantissimi all'indirizzo del presidente ucraino 'reo', secondo il presidente americano, di essere sostanzialmente un ingrato.  E così il tycoon ha lanciato ancora ieri l'ennesimo monito al leader ucraino: "Se c'è qualcuno che non vuole l'accordo non penso che gli verrà dato ascolto ancora a lungo".

Perché del resto, spiega, "bisogna essere in due per ballare il tango".Colpito dalla nuova raffica, Volodymyr Zelensky tenta intanto di ricucire, "sperando" ancora nel sostegno degli Usa che sembrano però sempre più distanti. La prima raffica contro Zelensky arriva nel tardo pomeriggio di ieri.

L'America, tuona il tycoon, "non sopporterà ancora a lungo" la posizione sul cessate il fuoco del presidente ucraino, che a Londra, ospite di re Carlo, ha "fatto la peggiore dichiarazione che potesse fare", affermando che la fine della guerra con la Russia sia ancora "molto molto lontana".Troppo per Trump, che su Truth ha parlato del discorso del leader di Kiev come della dimostrazione che "non vuole che ci sia la pace" E questo anche se "l'Europa, nell'incontro avuto con Zelensky, ha dichiarato senza mezzi termini che non si può lavorare senza gli Stati Uniti". Quindi in serata il secondo round. "Credo semplicemente che dovrebbe essere più riconoscente, perché questo Paese li ha sostenuti contro ogni avversità", le parole nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca, sottolineando però al tempo stesso che l'accordo sulle risorse minerarie ucraine potrebbe ancora essere concluso: alla domanda se l'intesa fosse ormai lettera morta, Trump ha infatti risposto: "No, non credo". "Abbiamo dato molto più dell'Europa – la rivendicazione del presidente Usa – che avrebbe dovuto dare più di noi.

Noi siamo stati la barriera al confine, l'Europa è stata più sveglia di Biden, che ha dato soldi sul palmo della mano.Noi abbiamo dato 350 miliardi, l'Europa ha dato forse 100 miliardi sotto forma di prestiti garantiti.

Quando me ne sono reso conto, ho pensato che per noi fosse il momento di essere più svegli".  "Al di là di questo – ha poi aggiunto -, io voglio che cessino le morti di tutti questi giovani.Non sono giovani americani, ma io voglio che tutto questo finisca: Russia e Ucraina stanno perdendo migliaia di soldati ogni settimana, per non parlare dei civili.

L'Ucraina è in difficoltà, sta reclutando persone sempre più anziane, è molto triste". In una strategia di pressione su Zelensky, Trump pensa di cancellare gli aiuti militari all'Ucraina? "Non voglio che questa situazione si trascini per anni.Il presidente Zelensky pensa che la guerra andrà avanti ancora per molto.

Meglio se non ha ragione su questo aspetto, è tutto quello che ho da dire…", la risposta.I cronisti sono però tornati all'attacco: gli aiuti militari a Kiev sono a rischio? "Vediamo cosa succede, stanno capitando molte cose.

Potrei dare una risposta, andare nello Studio Ovale e scoprire che la risposta è obsoleta".  
Quindi, il nuovo siluro a Zelensky: "Bisogna essere in due per ballare il tango.Bisogna fare un accordo con la Russia e con l'Ucraina, serve il consenso dall'Europa e serve il nostro consenso.

L'intesa può essere raggiunta in fretta: se c'è qualcuno che non vuole l'accordo, non credo che sarà in giro ancora a lungo.Non penso che gli verrà dato ascolto ancora a lungo".  E a chi giudica la politica dell'amministrazione Usa soft nei confronti di Putin, ecco pronta la replica: "Io alla Russia non ho dato altro che problemi, ho inviato sanzioni e javelin" per colpire i tank russi. "All'Ucraina, invece, Obama dava lenzuola…". Il presidente americano ha poi accolto favorevolmente la volontà di collaborazione manifestata dall'Europa. "I leader europei sono persone valide, quattro primi ministri e cinque presidenti mi hanno chiamato negli ultimi due giorni.

Vogliono tutti che la situazione si risolva", ha detto. Nonostante gli attacchi e i rapporti tesissimi, Zelensky però ci riprova tentando di rassicurare il tycoon. "La pace è necessaria al più presto possibile", le parole in un post su X nel quale il presidente ucraino sembrava rispondere dopo l'ennesima stoccata di Trump, ribadendo la speranza di avere "il sostegno degli Stati Uniti". "Continuiamo a lavorare con i partner.Abbiamo già avuto colloqui e altri passi arriveranno presto", il messaggio di Zelensky, secondo cui "è molto importante che cerchiamo di rendere la nostra diplomazia davvero concreta per porre fine a questa guerra il prima possibile". "Abbiamo bisogno di vera pace e gli ucraini la desiderano più di tutti perché la guerra rovina le nostre città e i nostri paesi.

Perdiamo la nostra gente.Dobbiamo fermare la guerra e garantire la sicurezza – ha insistito il presidente ucraino -.

Stiamo lavorando insieme all'America e ai nostri partner europei e speriamo molto nel sostegno degli Stati Uniti nel cammino verso la pace.La pace è necessaria il prima possibile", ha ribadito ancora una volta il numero uno di Kiev. Ma le parole di Zelensky non sono l'unico tentativo di riconciliazione.

A entrare in campo è anche il Parlamento ucraino, che ha espresso oggi la sua "profonda gratitudine" al presidente Trump e lo ha elogiato per i suoi sforzi volti a porre fine alla guerra con la Russia.  "A nome del popolo ucraino, la Verkhovna Rada (parlamento) dell'Ucraina esprime la sua profonda gratitudine al presidente Donald Trump, al Congresso degli Stati Uniti e al popolo americano per il loro fermo e costante sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina, nonché per i pacchetti di assistenza alla sicurezza forniti all'Ucraina, che hanno contribuito a stabilizzare la situazione in prima linea", si legge in una dichiarazione riportata da Cnn. La dichiarazione del Parlamento ucraino parla della "necessità di sviluppare ulteriormente la partnership strategica con gli Stati Uniti, in particolare nell'esplorazione di minerali critici".  In precedenza, Zelensky si era intanto già detto pronto a firmare con Donald Trump l'accordo tra Ucraina e Stati Uniti che consente a Washington di accedere alle terre rare di Kiev.Ma subito era arrivata la frenata degli Usa, che spiegavano come l'intesa, ora come ora, non sarebbe sul tavolo: "Impossibile avere un accordo economico senza un accordo di pace”, le parole del segretario al Tesoro Usa Scott Bessent. La posizione del presidente ucraino non è però cambiata dopo la lite di venerdì scorso nello Studio Ovale con il presidente americano. "Noi eravamo pronti a firmare e, onestamente, credo che anche gli Stati Uniti fossero pronti", aveva ribadito Zelensky rispondendo a Londra alle domande dei giornalisti britannici dopo il vertice andato in scena nella giornata di domenica con i suoi alleati.

Ora la palla passa ancora una volta a 'The Donald'. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Gattopardo, anteprima a Roma con ministro Giuli e Giuliano Sangiorgi tra ospiti

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(Adnkronos) – Grande festa al Teatro dell’Opera di Roma per l’anteprima della serie Netflix ‘Il Gattopardo’ (disponibile dal 5 marzo), tratta dal celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.Si tratta del secondo adattamento, dopo il film di Luchino Visconti del 1963.

Per l’occasione, il colosso dello streaming ha trasportato gli ospiti – presenti tra i tanti, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il frontman dei negramaro Giuliano Sangiorgi – nelle atmosfere della storia con scenografie accurate all'esterno dell'Opera, costumi – bellissimi – esposti tra i corridoi del teatro, e la sfilata di circa 100 garibaldini con tamburi e tricolori al grido di 'Viva l'Italia'. Calcare il red carpet è stato come un viaggio nel Risorgimento.Ma a sfilare è stato anche l'amore.

Benedetta Porcaroli, che nella serie interpreta Concetta, insieme a Riccardo Scamarcio; Deva Cassel, interprete di Angelica, e Saul Nanni, interprete di Tancredi Falconeri (i due si sono conosciuti e innamorati sul set de 'Il Gattopardo'); Kim Rossi Stuart, interprete del Principe di Salina, con Ilaria Spada; e la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi con Giulio Berruti, ospiti dell'anteprima.Presenti anche la regista Cristina Comencini, di recente su Netflix con 'Il treno dei bambini', gli scenografi premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo e il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve-Verona 2-0, gol di Thuram e Koopmeiners: bianconeri quarti

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(Adnkronos) – La Juventus batte il Verona 2-0 nel posticipo della 27esima giornata della Serie A oggi 3 marzo e si riprende il quarto posto in classifica.I bianconeri, alla quinta vittoria consecutiva in campionato, si impongono con i gol di Thuram e Koopmeiners, sfondando il muro veneto nel finale del match.

Il successo consente alla formazione allenata da Motta di salire a 52 punti e di scavalcare la Lazio, quinta a 50.La Juve ora è a -3 dal terzo posto dell'Atalanta e a -6 dalla vetta della classifica, comandata dall'Inter con 58 punti. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Meloni: “Trump vuole accordo inattaccabile”

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(Adnkronos) – Sul fronte della guerra tra Ucraina e Russia, e dopo lo strappo tra Trump e Zelensky, "il momento non è facile, non è facile per nessuno, non è certamente facile per me, quando bene o male ti trovi a prendere delle decisioni che inevitabilmente incideranno sul futuro della tua nazione, dell'Europa, del quadro geopolitico nel suo complesso".Così la premier Giorgia Meloni ospite di XXI secolo su Rai1, in onda in seconda serata. "Certo – continua Meloni – non è che sono decisioni che si prendono con leggerezza e questa è anche la ragione per la quale sono convinta che questo sia un momento nel quale prima di fare una scelta bisogna ponderarla, nel quale bisogna mantenere la calma, nel quale bisogna cercare di ragionare nel modo più lucido possibile guardando sempre all'obiettivo e alla priorità" "Per me la priorità – spiega – è sempre difendere l'interesse nazionale italiano e credo che sia nell'interesse nazionale italiano evitare qualsiasi possibile frattura all'interno dell'Occidente perché una divisione, una frattura, divisioni in generale ci renderebbero solamente tutti quanti più deboli". "Questa è la ragione per la quale insomma in un momento nel quale ovviamente c'era molta emotività ho chiesto un incontro per parlarsi in modo franco di come si vuole affrontare questa questione specifica, la questione della guerra in Ucraina, ma in generale diciamo le grandi sfide che Europa, Stati Uniti e l'Occidente hanno di fronte", spiega ancora la premier. "Credo che alla fine, al di là di quello che può sembrare, l'obiettivo è un obiettivo condiviso, alla fine tutti condividono lo stesso obiettivo, lo stesso obiettivo" che è quello di "portare pace in Ucraina, portare in Ucraina una pace giusta, portare una pace stabile, duratura, io direi definitiva", continua quindi la presidente del Consiglio. "Quindi – sottolinea – la questione centrale è come si fa a costruire una pace che preveda tali garanzie di sicurezza per l'Ucraina" per "fare in modo che non possa tornare la guerra e questo serve a tutti, serve all'Ucraina, serve ai paesi europei, particolarmente a quelli che si sentono minacciati giustamente dalla Russia e serve a Donald Trump che è un leader forte e che chiaramente non può permettersi di siglare un accordo che qualcuno domani potrebbe violare".  "Non ho difeso Zelensky?

Un po' dispiace che si preferisca sempre la polemica un po' fine a se stessa, voglio dire quando scoppiò la guerra in Ucraina e io ero a capo dell'unico partito all'opposizione del governo Draghi, il governo Draghi potè contare sul nostro contributo, sul nostro aiuto", le parole di Meloni. "Ci sono dei momenti nei quali non c'è bisogno di fare polemica per forza, io ho detto quello che penso, questo è il tempo in cui le persone serie lavorano per ricomporre, non lavorano per dividere ulteriormente.A chi giova la tifoseria?", si domanda il premier.  "Il lavoro che cerco di fare io è un lavoro di ricomposizione, poi è possibile che altri non siano d'accordo, ma questo è l'obiettivo dichiarato ed è l'obiettivo che perseguo, che tutti vedono, riuscendo a parlare fortunatamente con tutti, che forse è una cosa che può aiutare in questa situazione". Sulla proposta di invio di soldati europei avanzata dalla Francia e dalla Gran Bretagna, "l'Italia ha espresso le sue perplessità, secondo me è una cosa molto complessa nella realizzazione, non sono convinta dell'efficacia, è la ragione per la quale, come si sa, abbiamo detto che non manderemo i soldati italiani in Ucraina", continua la premier. "Sicuramente è un momento nel quale tutti coloro che fanno delle proposte stanno facendo una cosa utile nel tentativo di cercare una soluzione", assicura.  "La linea mia è che sto con l'Italia, in Europa, per l'Occidente, e le letture infantili le lascio ad altri perché in questo momento non ce le possiamo permettere", continua Meloni.  "Se quando le opposizioni dicono che l'Italia deve stare senza se e senza ma dalla parte dell'Europa, come se gli Stati Uniti non fossero i nostri alleati ma va bene, vorrei sapere – domanda – se questo significa anche che dovremmo mandare i soldati italiani in Ucraina, come fa la Francia, come insomma ragiona di fare la Francia, perché ripeto gli slogan sono bellissimi, dopodiché però agli slogan seguono delle scelte e io sarei contenta di avere un'idea più chiara di cosa vogliono fare, anche perché ho rispetto ovviamente della posizione delle opposizioni".  "Tra l'altro queste sono materie sulle quali più si cerca di essere d'accordo sul da farsi e meglio è, quindi un elemento di chiarezza forse da questo punto di vista ci può aiutare", conclude. Sui dazi, spiega poi Meloni, "il nostro interesse è completamente opposto a quello che sta dichiarando Donald Trump, poi vedremo che cosa accadrà nei fatti, anche se io sono convinta che in realtà quello che può produrre l'avvio di dazi con una risposta europea, cioè una guerra commerciale, non convenga in realtà a nessuno, non conviene neanche agli Stati Uniti, però su questo ci possono essere punti di vista differenti".  "All'Italia, che è una nazione esportatrice ovviamente i Dazi non convengono, quindi farò tutto quello che posso per impedire che questo accada", assicura. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kenya, due turisti italiani morti in un incidente stradale

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(Adnkronos) – Incidente stradale oggi, lunedì 3 marzo, con due vittime italiane in Kenya.La tragedia vicino alla località di Diani come rende noto la Farnesina che sta seguendo il caso con l'Ambasciata d'Italia a Nairobi e il Consolato onorario a Mombasa.

Le due vittime erano su un piccolo bus su cui viaggiavano anche altri quattro connazionali.Le autorità locali stanno accertando la dinamica.

Un connazionale è deceduto sul colpo, una seconda passeggera italiana è deceduta dopo il ricovero in ospedale. 
Gli italiani erano organizzati da un tour operator italiano che ha incaricato i suoi rappresentanti in Kenya di prestare assistenza ai quattro feriti ricoverati in due ospedali differenti, prosegue la Farnesina.Il console a Mombasa, l'agente consolare a Diani e il personale dell'ambasciata a Nairobi visiteranno gli ospedali in cui sono ricoverati i feriti.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Campi Flegrei, scuola chiusa per livelli di anidride carbonica oltre la soglia

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(Adnkronos) – La presenza di livelli di anidride carbonica oltre la soglia ha portato alla chiusura di una scuola a Pozzuoli. "La situazione è monitorata, sotto uno stretto controllo" ha detto il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, parlando con i giornalisti dopo il Centro coordinamento soccorsi, che si è tenuto in Prefettura, a proposito delle rilevazioni di anidride carbonica in alcune aree. "L'istituto scolastico Virgilio è stato chiuso e credo che resterà ancora così perché anche l'esito di questa sera ha dato un esito negativo". "I tecnici stanno accertando il motivo per il quale c'è questa situazione, ma altrove non c'è nulla.Mancano una decina di scuole, ma entro domani sarà tutto completamente monitorato", ha aggiunto il prefetto. “Entro stasera o domani mattina noi coinvolgeremo anche l'ispettorato del lavoro, perché lì c'è anche una questione che riguarda i datori di lavoro” spiega il prefetto che, poi, aggiunge: “Per i privati invece, oltre a munirsi di un rilevatore, la situazione riguarda esclusivamente i piani -1 e qualche locale a piano terra, come capitato nella palestra dell’istituto Virgilio”. Durante la riunione in Prefettura si è anche parlato dell'ipotesi di dotarsi di maschere antigas per i controlli ma il prefetto Michele Di Bari esclude possano servire: "A noi i tecnici dicono di 'no'.

A proposito dell'ipotesi di piazzare dei rilevatori di Co2 nelle metro, il prefetto ha detto che “si sta anche valutando questo aspetto.Non sarà lasciato come sempre nulla di intentato rispetto alla tutela della salute pubblica, questo è chiaro". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tommy Cash: “Le polemiche su Espresso Macchiato? Amo le persone che reagiscono”

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(Adnkronos) – "Amo quando le persone reagiscono.Ancora meglio quando reagisce un intero Paese.

Quando un governo reagisce, significa che c'è sentimento.E il sentimento è sempre meglio di nessun sentimento".

Così il cantante estone Tommy Cash risponde, in un'intervista all'Adnkronos, alle polemiche italiane sul fatto che il suo brano 'Espresso Macchiato', pieno di stereotipi sul nostro Paese, rappresenterà l'Estonia all'Eurovision Song Contest.  "Amo l'Italia: i vestiti italiani, le auto italiane, le città italiane, l'arte italiana, l'architettura italiana, la gente italiana, il cibo italiano e, naturalmente, il caffè italiano", dice Cash, rapper non nuovo alle provocazioni. "Non c'è niente di meglio che trovarsi in una piccola città italiana, entrare in un piccolo bar, ordinare un espresso macchiato, accendersi una sigaretta e prendersi un momento per sé". Come affronti le polemiche e coloro che chiedono la tua squalifica dall'Eurovision? "C'è così tanto da fare per la preparazione dell'Eurovision e tutto il resto.Sono un uomo molto impegnato, non ho tempo per fermarmi e pensare al dramma". Alcuni interpretano il testo e il video come satira, altri come offensivi.

Qual è il vero significato della canzone?Cosa speri che il pubblico ne tragga? "Non mi piace quando un artista deve spiegare la propria arte.

L'arte è fatta per essere compresa individualmente.Voglio che ogni persona ascolti la canzone, veda l'esibizione e ci trovi il proprio significato.

Ci sono 99 significati: scegline uno". 
Cosa ti aspetti da questa esperienza?Come pensi che il pubblico europeo reagirà alla tua esibizione?
 "In questo momento, siamo la terza traccia più virale su Spotify a livello mondiale e sono passate solo due settimane.

La gente la ascolta in tutta Europa, in tutto il mondo.Vedo i bellissimi video che le persone stanno realizzando, le cover che le persone cantano, le clip di persone vestite come Tommy.

Mi piace". 
Hai intenzione di modificare o adattare l'esibizione per l'Eurovision, soprattutto alla luce delle reazioni ricevute finora?
 "Questo è sempre stato il piano per far evolvere la performance, proprio come una falena si evolve in una farfalla.Ma l'amore che le persone hanno già per Tommy così com'è ora rende tutto ancora più difficile.

Detto questo, restiamo fedeli alla nostra visione originale.Elimineremo l'eccesso, manterremo ciò che funziona e modificheremo la performance per il palco dell'Eurovision". 
Cosa pensi degli stereotipi culturali nella musica?

Pensi che "Espresso Macchiato" li rafforzi o li decostruisca?
 "Gli stereotipi sono pensati per essere decostruiti, ripensati, cambiati, giocati visivamente e concettualmente.Musicalmente, ci sono solo stili e linguaggi con cui sperimenti.

Non abbiamo fatto riferimento a nessuna traccia italiana quando abbiamo creato Espresso Macchiato, è venuto tutto dal cuore". 
Qual è il tuo rapporto con l'Italia?
 "Ho navigato nei canali di una Venezia deserta di notte.Ho nuotato nelle spiagge di Capri.

Ho visto la bellezza di Firenze con i miei occhi.Ho cavalcato tra i vigneti e le foreste d'Italia.

Ho sorseggiato un caffè sul mio balcone a Positano, con vista sulla città, mentre il sole mi bruciava la pelle". Come ti piace il caffè? "Mi piace il caffè forte". (di Loredana Errico) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Vaticano: “Due episodi di insufficienza respiratoria acuta”

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(Adnkronos) – "Due episodi di insufficienza respiratoria acuta" per Papa Francesco.Questo l'aggiornamento del Vaticano nel bollettino di oggi sulle condizioni del Pontefice, ricoverato al Gemelli per una polmonite bilaterale dal 14 febbraio scorso.  "Nella giornata odierna, il Santo Padre ha presentato due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da importante accumulo di muco endobronchiale e conseguente broncospasmo.

Sono pertanto state eseguite due broncoscopie con necessità di aspirazione di abbondanti secrezioni", fa sapere il Vaticano. "Nel pomeriggio è stata ripresa la ventilazione meccanica non invasiva.Il Santo Padre è sempre rimasto vigile, orientato e collaborante.

La prognosi rimane riservata", fa sapere il bollettino. Stamani la situazione per il Papa era rimasta abbastanza tranquilla, poi nel pomeriggio si è fatta invece più difficile.Le crisi, nel bollettino, vengono descritte al passato, si deduce che siamo nella situazione successiva.

Fonti vaticane spiegano che l'accumulo di muco è conseguenza della polmonite, non di una nuova infezione che sta crescendo.  I medici, registrano le fonti, si sono sempre mantenuti cauti e hanno sempre lasciato aperto alla possibilità di crisi, come quelle avvenute oggi. Dopo aver "riposato bene tutta la notte", riferivano fonti vaticane in mattinata, il Pontefice aveva fatto colazione con un caffè continuando le terapie della giornata.I medici parlavano di un quadro generale stabile, quindi inserendo in questo contesto presumibilmente anche la polmonite che "starebbe seguendo una evoluzione naturale". Quanto agli Esercizi spirituali della Curia che si sarebbero dovuti svolgere in Aula Paolo VI con il Papa a partire da domenica prossima dalle 17, non ci sono ancora informazioni.

Si sa invece che i riti delle Ceneri di mercoledì prossimo all'Aventino saranno presieduti dal cardinale Angelo De Donatis, così come ha disposto il Papa. "Continua a essere critica la situazione" di Papa Francesco e "non si vede la fine della problematica di base e quindi del coinvolgimento dei polmoni", spiega all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, dopo l'ultimo bollettino.  "Si tratta di elementi collegati a questa persistenza dei problemi respiratori", alla polmonite che sembra non risolversi, commenta Pregliasco.  "Nel pomeriggio è stata ripresa la ventilazione meccanica non invasiva", riporta ancora il bollettino in cui si precisa che "il Santo Padre è sempre rimasto vigile, orientato e collaborante".Per il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell'università Statale di Milano, "è chiaro che se le cose non migliorano una delle possibilità potrebbe essere la necessità di intubazione".

Ma siamo nel campo delle ipotesi future, puntualizza l'esperto.Al momento, conclude Pregliasco, "dobbiamo solo aspettare e verificare l'efficacia della terapia antibiotica". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torino, fuori programma in Sala Rossa: consigliere Viale con parrucca e naso da clown

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(Adnkronos) – Fuori programma oggi a Torino in Sala Rossa, per iniziativa del consigliere comunale di Radicali +Europa Silvio Viale, che durante la trattazione delle interpellanze si è presentato in aula con una parrucca riccia rosso fuoco con tanto di maxi pettine e un naso da clown.Il gesto per richiamare quanto successo giovedì scorso quando, durante il sopralluogo nello stabile di corso Regina Margherita, un tempo sede del centro sociale Askatasuna, i consiglieri comunali sono stati apostrofati come pagliacci e per entrare hanno dovuto camminare su un tappeto fatto di cartonati di politici nazionali e locali a cui era stato dipinto il naso con vernice rossa.  “Il regolamento del Consiglio comunale – ha spiegato Viale – prevede che i consiglieri debbano indossare giacca e cravatta ma non impedisce che possano portare oggetti personali.

Giovedì ci hanno apostrofati come pagliacci come se fosse un insulto, ma così non è, è un lavoro come un altro, i clown per esempio vanno anche negli ospedali per portare un po’ di gioia ai piccoli pazienti”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cybersicurezza, l’esperto: “Passo indietro Usa svela debolezza Ue”

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(Adnkronos) – Il re è nudo: il passo indietro di Washington nel cyberspazio svela la debolezza europea nella difesa digitale.Ne è convinto l'esperto di Cybersecurity, Pierguido Iezzi, che, in una intervista all'Adnkronos, invita l'Unione europea "a difendersi per non rimanere ostaggio della guerra per procura orchestrata dal Cremlino", a pena "della nostra libertà". Che conseguenze ha sul piano digitale il drammatico scontro Trump-Zelensky alla Casa Bianca? "Il re è nudo: questa la drammatica conseguenza, anche sul piano digitale, degli esiti del turbolento confronto nello Studio Ovale della Casa Bianca di venerdì scorso tra Donald Trump, James D.

Vance e Volodimir Zelensky.La decisione della presidenza Usa, presa al termine del colloquio, di ordinare al Cyber Command statunitense di cessare con effetto immediato ogni azione offensiva verso la Federazione Russa sta già determinando effetti concreti, con la moltiplicazione esponenziale degli attacchi informatici verso i paesi europei che, all’indomani dell’incontro, hanno preso con decisione la difesa di Kiev.

Questo sta già̀ avvenendo in queste ore, con un crescendo di attacchi ai siti di molti enti locali italiani – Regioni e Comuni – e di amministrazioni centrali, di realtà del settore finanziario e dei trasporti". I cyberattacchi che ruolo hanno nella guerra in corso? "Se da un lato il passo indietro di Washington nel cyberspazio può esser letto come un gesto voluto per allentare la tensione con Mosca, dall’altro lato ciò consente al Cremlino di aumentare la pressione sugli Stati che continuano convintamente a sostenere Kiev tramite strumenti di guerra ibrida, quali le cyber offensive con attacchi DdoS mirati a colpire infrastrutture critiche e generare caos mediatico, ad esso non direttamente riconducibili.I gruppi come 'Noname057', infatti, possono immediatamente essere disconosciuti da Mosca qualora ve ne fosse la necessità, come già avvenuto ai primordi del conflitto con l’Ucraina, trasformando il cyberspazio in un’arena di 'guerra per procura'.

Ma gli strumenti a disposizione dei guerriglieri informatici al soldo di Mosca sono molteplici e possono far scivolare in fretta lo stato di tensione in un conflitto aperto.Ai relativamente innocui Ddos, che si limitano a rendere non operativo un sito web per qualche ora, si affiancano infatti: gli attacchi ransomware, condotti da gruppi di criminal hacker prossimi al Cremlino e capaci di colpire settori economici strategici per indebolire il tessuto produttivo europeo; i temibili wiper, in grado di distruggere i database dei sistemi colpiti; la ‘disinformazja’ digitale, in grado di manipolare l’opinione pubblica e minare la stabilità dei governi; le operazioni di spionaggio avanzato condotte dalle Apt, per anni latenti nei sistemi informatici governativi per sottrarre informazioni classificate e compromettere dall’interno la sicurezza europea; il reclutamento di quinte colonne digitali attraverso le piattaforme simili a Ddosia utilizzata da Noname057(016), in cui imbrigliare hacktivisti, mercenari, avventurieri e narcisisti digitali da utilizzare nel conflitto informatico". Quale deve essere la strategia europea sul fronte della difesa cyber? "Se il precipitare degli eventi obbliga i partner europei a considerare concretamente un esercito unico europeo, da costituire il più in fretta possibile per essere un deterrente efficace alle mire espansionistiche del Cremlino, la quinta dimensione del cyberspazio non può essere trascurata: ai fanti, avieri, carristi e marinai europei devono affiancarsi fin da subito, se non addirittura prima, dei cyber soldier capaci di arginare l’azione pervasiva dei russi nel digitale.

La proposta del Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto di creare una Forza Armata Cyber diventa quindi una necessità urgente, perché solo così si potrà garantire una risposta rapida e coordinata contro attacchi cibernetici statali e non statali.Ciò potrà aumentare la deterrenza europea, dimostrando la capacità di risposta contro operazioni ostili senza ricorrere a un’escalation militare convenzionale.

Per essere davvero efficace, questa iniziativa deve essere accompagnata da una revisione delle normative europee sulla condivisione delle informazioni di sicurezza.Gli attuali articoli dell’Ue che considerano la sicurezza nazionale come competenza esclusiva dei singoli stati impediscono una reale integrazione delle difese cibernetiche.

Per costruire una difesa cyber efficace, l’Europa deve superare questi limiti e promuovere una vera intelligence condivisa a livello comunitario". Di fronte a quello che sembra un disimpegno Usa che strada deve percorrere l'Europa? "Ancora una volta, come ormai abitudine dai tempi del covid, gli eventi costringono l’Europa a divenire sempre di più un soggetto federale, in cui le istanze centrifughe dei singoli Stati devono essere superate per affrontare emergenze fino a qualche anno fa inimmaginabili.Se nel 2020 ciò è avvenuto per effetto della pandemia, oggi avviene per l’imprevisto e imprevedibile disimpiego dell’alleato e – per molti versi egemone – Usa dallo scenario atlantico.

Ogni crisi è sempre un’opportunità: se ieri si trattava di non morire per un male oscuro, oggi la necessità è difendersi per non rimanere ostaggio della guerra per procura orchestrata dal Cremlino.Ne va della nostra libertà". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spagna, incidente tra pullman a Barcellona: coinvolti studenti italiani, due feriti

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(Adnkronos) – Alcuni studenti italiani del liceo classico 'La Farina' di Messina sono rimasti coinvolti in un incidente stradale avvenuto oggi, 3 marzo, tra due pullman in Spagna, sulla Diagonal di Barcellona.E' quanto riferiscono fonti della Farnesina.  Il consolato a Barcellona sta seguendo la situazione e il console sta fornendo assistenza.

Nell'incidente sono rimaste ferite in totale 34 persone, di cui quattro in modo critico, ha fatto sapere il Sistema di emergenza medica della Catalogna (Sem). Secondo quanto apprende l'Adnkronos i due studenti di Messina feriti, un ragazzo e una ragazza, avrebbero riportato una lussazione al menisco e la frattura del setto nasale.  "L'autobus sul quale viaggiavano gli studenti – dice all'Adnkronos Giuseppe Pierro, direttore dell'ufficio scolastico regionale per la Sicilia – si è scontrato con un altro ed è andato a finire contro un albero.Due i ragazzi feriti, entrambi hanno riportato lievi escoriazioni, che faremo rientrare anticipatamente domani, mentre gli altri proseguiranno la loro gita".  "Su richiesta del ministro Giuseppe Valditara – prosegue – informato costantemente, ci siamo subito attivati, abbiamo fatto scattare verifiche immediate e contattato la scuola". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia a Mantova senza Adorante: L’attacco dovrà essere reinventato. Pagliuca studierà la soluzione

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La Juve Stabia è uscita sconfitta dal Menti contro il Cittadella.Una partita che ha lasciato tanto amaro in bocca in casa gialloblù.

Per la trasferta di Mantova come oramai è noto mancherà il bomber Andrea Adorante assente per squalifica dopo il giallo rimediato sabato.Una perdita pesante per Mister Pagliuca.

Se l’attaccante sarà disponibile subito dopo contro il Modena, le vespe per la trasferta di Mantova ritroveranno Leonardo Candellone (che ha scontato il turno di squalifica dopo l’espulsione di Pisa) che ha qualcosa da farsi perdonare visto anche le ultime prestazioni non proprio felici e fortunate.La domanda è questa, che Juve Stabia vedremo senza Adorante?

Dubickas ha giocato tutto il secondo tempo contro il Cittadella ed in teoria dovrebbe essere lui il designato in attacco ma l’ex Pordenone, Catania e Feralpi Salò visto contro il Cittadella ha offerto una prestazione opaca.Importante sarà capire anche se ci sarà il recupero di Maistro uno degli elementi chiave delle vespe grazie alla sua qualità in mezzo al campo.

Piscopo al momento è l’attaccante che sembra stare meglio in condizione mostrando una buona vivacità e movimento ed inoltre il suo rendimento sta crescendo anche in termini di gol ed assist (come dimostrato in questa seconda parte del campionato).Insomma con il recupero di Maistro si potrebbe provare la mossa Piscopo Candellone in attacco (la coppia della prima parte della stagione scorsa).

Le soluzioni non mancano a Pagliuca anche perché sembra finalmente recuperato anche Morachioli un calciatore che avrebbe meritato più spazio nel pomeriggio contro il Cittadella.In questo racconto manca anche Sgarbi che sembra al momento un corpo estraneo alla manovra.

Purtroppo i nuovi arrivi nel calciomercato di Gennaio hanno giocato poco e il poco che si è visto è un qualcosa che ha lasciato un po’ perplessi ma ovviamente il campionato è lungo e magari già dalla prossima partita si potrà cambiare radicalmente giudizio perché nel calcio basta una partita per cambiare il film di un intero campionato.Adesso la palla passa a Mister Guido Pagliuca che dovrà studiare questa mossa offensiva per magari tornare nuovamente a martellare verso la porta avversaria.

Pisa è stata giustificata ampiamente.La gara del Menti è stata insufficiente anche da questo punto di vista con una squadra apparsa troppo sterile da un punto di vista offensivo.

Energia, rinnovabili soluzione per caro bollette. Ora cruciale la partita sull’idroelettrico

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(Adnkronos) – Archiviato il decreto bollette, il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il PNRR, Tommaso Foti, ha già introdotto il prossimo punto che potrebbe essere messo sotto la lente dal Governo di Giorgia Meloni: le concessioni idroelettriche.Tutto parte da un concetto emerso in maniera chiara nel corso del dibattito che ha portato a elaborare le misure del decreto bollette: il Paese ha grande necessità di rinnovabili. Le misure varate venerdì 28 febbraio dal Governo prevedono interventi per circa 3 miliardi di euro indirizzati ad aiutare famiglie e piccole e medie imprese.

Un intervento necessario, ma che non cambia la situazione strutturale dell’Italia, che paga un mix energetico insufficiente.Per questo si deve guardare alle concessioni idroelettriche, in parte scadute e in parte in scadenza, che l’Italia dovrebbe assegnare attraverso gara diventando di fatto il primo Paese ad aprire un mercato così strategico al possibile intervento di fondi esteri.

Foti ha sottolineato che il Governo sta lavorando a un’opzione diversa: concedere il prolungamento della concessione in cambio di piani di investimenti da parte dei concessionari.Un percorso che potrebbe sbloccare investimenti fino a 15 miliardi, che avrebbero ricadute positive per i territori e per le bollette degli italiani. 
Bollette che restano un problema.

E per questo si è reso necessario l’ultimo decreto, che è stato accompagnato da un serrato confronto tra parti politiche, al quale ha partecipato anche una parte delle aziende di Confindustria.Il punto della situazione lo ha fatto Giovanni Pons su Repubblica evidenziando come nonostante l’Italia produca circa il 40% della propria energia da fonti rinnovabili, non sia in grado di garantire prezzi più bassi in momenti di tensioni internazionali, a causa della sua eccessiva dipendenza dal gas. La soluzione tanto invocata in queste settimane, il cosiddetto 'disaccoppiamento dei prezzi' (cioè la modifica del meccanismo che lega i prezzi delle diverse fonti) è impraticabile, in quanto il meccanismo è uguale in tutta Europa.

Anche l’Agenzia per la Cooperazione fra i Regolatori dell’Energia (Acer) ha sollevato perplessità sull’efficacia di soluzioni simili, e paesi come la Spagna e il Portogallo le hanno abbandonate perché ottenevano effetti opposti a quelli sperati. Nella sua analisi, Repubblica ha tirato in qualche modo le orecchie anche alle aziende che consumano grandi quantità di energia, i cosiddetti 'energivori', che hanno impattato sul dibattito pubblico chiedendo in maniera insistente interventi urgenti nonostante, fa notare Pons, da anni ricevano ingenti aiuti per le loro società.Sussidi peraltro pagati con le bollette degli italiani.

Tra i nomi citati nell’articolo compare quello di Antonio Gozzi, numero uno di Duferco, società che opera nell’acciaio ma che soprattutto registra la maggior parte degli utili del gruppo proprio tramite il trading di energia.Repubblica quindi mette in evidenza il paradosso per cui una società che fa profitti attraverso l’energia poi si lamenta di non avere abbastanza aiuti dal Governo. Anche Elettricità Futura, che in Confindustria rappresenta le società elettriche, ha partecipato al dibattito, ponendo l’accento sulle rinnovabili, la cui produzione andrebbe aumentata per ridurre la dipendenza dal gas e impattare positivamente sul costo delle bollette.

Elettricità Futura ha anche spiegato come l’efficientamento degli impianti esistenti e contratti a medio termine per acquistare energia prodotta da rinnovabili possano essere una soluzione per le imprese per ridurre l’impatto sui loro bilanci delle spese per energia. Che però le priorità del Paese siano altre lo ha spiegato in maniera chiara la CGIA di Mestre, secondo cui famiglie e piccole e medie imprese sono le categorie che subiscono maggiormente l’effetto dei rincari.Le PMI pagano l’energia 2,5 volte di più rispetto alle grandi aziende mentre 2,4 milioni di famiglie si trovano in quella che viene definita povertà energetica. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni comunali, 9 capoluoghi al voto: partiti studiano ‘griglia’ candidati

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(Adnkronos) – La data non è stata ancora ufficializzata ma l'ipotesi è quella dell'11 maggio per le amministrative di primavera.Una tornata che interessa complessivamente oltre 400 comuni.

Di questi nove sono capoluogo: Aosta, Bolzano, Genova, Matera, Nuoro, Pordenone, Ravenna, Taranto e Trento.Le regioni autonome hanno già fissato le loro date: a settembre per Aosta e il 4 maggio per le province di Trento e Bolzano.  
GENOVA – A Genova la sfida di maggiore impatto nazionale.

Una sfida apertissima e che ha il sapore di una possibile 'rivincita' per il centrosinistra dopo le regionali ad ottobre scorso quando Marco Bucci ha battuto, per qualche migliaio di voti, Andrea Orlando confermando la guida della regione Liguria al centrodestra.Gli sfidanti sono il vicesindaco e assessore al Bilancio a Genova, Pietro Picciocchi, per il centrodestra e Silvia Salis per il centrosinistra.

Piciocchi, classe ’77, avvocato, sei figli e due in affido, è stato l'uomo dietro la macchina di due giunte di Bucci: la sua candidatura è sostenuta da Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Udc e Nuovo Psi oltre a due liste civiche.Il centrosinistra al gran completo ha raggiunto l'accordo su Salis, dopo alcune settimane di tensioni interne, soprattutto al Pd.

Alla fine i dem hanno optato, anche grazie al lavoro di composizione messo in campo da Orlando, per una candidata civica.Salis, ex-atleta, è vicepresidente vicaria del Coni ed è sposata con il regista cinematografico Fausto Brizzi.  
TRENTO E BOLZANO – A Trento il centrosinistra ricandida il sindaco uscente, Franco Ianeselli.

Mentre per il centrodestra c'è il nome di Ilaria Goio, messo sul tavolo da Fratelli d'Italia, che deve essere condiviso dagli alleati.Claudio Corrarati, attuale presidente regionale di Cna, è invece il nome a cui pensa la coalizione come primo cittadino di Bolzano (sostenuto da Fdi, Civica per Bolzano, Forza Italia e Lega).

In pole per Matera ci sarebbe Piergiorgio Quarto, segretario regionale di Fratelli d'Italia, già presidente della Coldiretti Basilicata ed ex consigliere regionale.Sul versante centrosinistra a Bolzano il candidato sindaco è Juri Andriollo, 49 anni, assessore comunale Pd dell'attuale giunta guidata dal sindaco Renzo Caramaschi.

Andriollo è sostenuto da Pd, Verdi, Socialisti e Sinistra Italiana mentre M5S resta fuori dalla coalizione.  
PORDENONE – A Pordenone si va al voto dopo le dimissioni del sindaco Alessandro Ciriani, eletto a giugno in Europa.Il centrodestra è unito su Alessandro Basso, esponente di Fdi mentre Nicola Conficoni del Pd, consigliere regionale in carica ed ex assessore all’ambiente a Pordenone, è il candidato del centrosinistra.

In corsa anche i civici Marco Salvador e Anna Ciriani.  
RAVENNA – Finita l'era Michele De Pascale, eletto presidente della Regione Emilia Romagna, a Ravenna sarà Alessandro Barattoni, 41 anni, segretario provinciale del Pd, a raccogliere il testimone sostenuto da una coalizione ampia di centrosinistra.Il centrodestra invece è ancora alla ricerca di una intesa: se Fdi e Fi puntano su Nicola Grandi, la Lega insiste ancora su Alvaro Ancisi, forte anche di una sua lista civica.  
NUORO – A Nuoro il centrosinistra ha trovato la quadra nei giorni scorsi su Emiliano Fenu: il deputato e già senatore del Movimento 5 Stelle sarà il candidato sindaco di un'ampia coalizione.

Nel centrodestra invece la partita è a due al momento: i papabili sarebbero Gianni Pittorra, presidente della Nuorese Calcio, e Giuseppe Luigi Cucca, considerato una figura di garanzia per una alleanza civica più ampia.  
TARANTO – Tempi strettissimi a Taranto per il rinnovo dell'amministrazione comunale dopo che il consiglio comunale ha sfiduciato nei giorni scorsi il sindaco Rinaldo Melucci.Nel centrodestra il dossier è stato appena aperto e si stanno facendo le prime valutazioni anche per capire come muoversi e verificare le condizioni politiche per correre unito.

Partita aperta anche nel centrosinistra sebbene nelle ultime ore starebbe crescendo il pressing sul senatore e vicepresidente del MoVimento 5 Stelle, Mario Turco.  
AOSTA – Il centrodestra avrebbe raggiunto un'intesa di massima sul profilo del candidato per sfidare Gianni Nuti, sindaco uscente al primo mandato.Sul voto, previsto per settembre, con il rinnovo anche il consiglio regionale, le forze di maggioranza tengono però nascosti i nomi della rosa condivisa, anche perché non mancherebbe qualche tensione, soprattutto tra Fdi e Fi. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, trovati resti umani in pozzo a Castel Sant’Angelo: è giallo

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(Adnkronos) – E' giallo su alcuni frammenti di ossa umane trovati la settimana scorsa in un pozzo nel museo nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma.A quanto apprende l'Adnkronos, l'area è stata sequestrata dai carabinieri e i resti saranno sottoposti a esami di carattere antropologico.

Ad avvisare gli investigatori subito dopo il ritrovamento da parte di alcuni operai, che stavano svolgendo delle ispezioni ai pozzi a causa di infiltrazioni di acqua in un cunicolo, usato molto probabilmente come prigione, è stata la direttrice del museo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)