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Torre del Greco, stabilimento balneare si trasforma in discoteca senza autorizzazioni: disposto il sequestro

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Di sera lo stabilimento balneare di Torre del Greco si trasforma in discoteca senza autorizzazioni: Carabinieri interrompono il party e sequestrano la struttura

Organizzano una serata tra musiche e balli da discoteca nello stabilimento balneare di Torre del Greco, ma arrivano i carabinieri e “rovinano” la festa a tutti.
I carabinieri della Stazione “Torre del Greco” hanno denunciato per mutamento di destinazione d’uso e per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento l’amministratore 37enne di uno stabilimento balneare di località “passeggiata a mare”.
Secondo quanto riferito da GiustiziaNews24, i fatti si sono verificati nella serata di ieri quando i militari – probabilmente avvertiti da alcuni residenti della zona – hanno fatto un controllo mirato all’interno della struttura e hanno scoperto che era iniziata una serata da ballo a ingresso gratuito. Il tutto senza le previste autorizzazioni. Gli “ospiti indesiderati” hanno rispedito tutti a casa ed hanno posto i sigilli all’intera struttura. Inoltre, l’ area antistante di circa 773 metri quadrati è stata sottoposta a sequestro. Non si sa se lo stabilimento potrà riaprire in tempi brevi.
Si prospetta un’estate di sequestri per i furbetti che puntano al facile guadagno senza le dovute autorizzazioni, sfruttando il desiderio estivo di staccare dalla quotidianità di giovani e turisti che si riversano nelle strutture balneari della Campania.

Scafati Arancione, stoccata sulla gestione dei rifiuti: “Troppe chiacchiere, si perde tempo sui social”

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Gestione dei rifiuti a Scafati, l’affondo del gruppo Scafati Arancione: “Troppe chiacchiere, si perde tempo sui social”

La commissione straordinaria faccia affiancare i manager dell’Acse da un esperto in temi ambientali. Si inviti in città Michele Buonomo di Legambiente e si utilizzino più correttamente i social dell’azienda partecipata. In questi giorni parlano troppe persone senza competenza”.
Sarebbe opportuno che il prefetto Giorgio Manari, responsabile della commissione straordinaria del Comune di Scafati, permetta al responsabile social dell’Acse di fare un corso di formazione sull’utilizzo di Facebook e, allo stesso tempo, faccia affiancare il manager Daniele Meriani ad un esperto in temi ambientali”. Non usa mezzi termini Scafati Arancione, per criticare la gestione dei rifiuti in città. “Sappiamo che si sta facendo il massimo, ma sicuramente non è il meglio per gli scafatesi. Si sta perdendo tempo tra social e incontri con persone che, senza alcuna competenza, possono essere d’aiuto alla società partecipata dell’Ente. Ma perché non si contatta il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, lo si invita a Scafati e si discute con lui su come migliorare la raccolta differenziata e i rapporti con i cittadini? Ma davvero ci vuole tanto a pensare qualcosa di così semplice, che potrebbe dare effetti immediati?”.
Infine, la stoccata: “Siamo consapevoli che la strada per il ripristino della legalità sia lunga, ma sicuramente non porta all’affidamento di appalti alla Helios, azienda che agli scafatesi non porta sicuramente benefici ma solo problemi infiniti. Certamente, dal punto di vista tecnico non possiamo essere forieri di consigli, ma basterebbe il buonsenso per evitare autogol clamorosi. L’Acse deve pensare a gestire i rifiuti trovando soluzioni per rendere meno salata la bolletta dei contribuenti, la polizia municipale a multare chi sversa l’immondizia senza autorizzazioni e i cittadini a rispettare le regole. Si potrebbe optare per le foto trappola in uso in Comuni del circondario e che hanno costi irrisori (poco più di trecento euro). Se ognuno rispettasse questi ruoli penso che le cose migliorerebbero. Quando qualcuno lo capirà allora Scafati sarà un posto migliore. Servono esperti, non tuttologi e leoni da tastiera. Auspichiamo che ci sia un atteggiamento responsabile da parte di tutti”.

Milano, per i 500 anni dalla morte di da Vinci nove mesi di eventi

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MILANO – Per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, il capoluogo lombardo si preparare a nove mesi di mostre e iniziative, da maggio 2019 a gennaio 2020.

 

Celebrare il genio di Leonardo Da Vinci – milanese d’adozione – significa raccontare il suo periodo più fecondo e creativo nella Milano degli Sforza.

Fulcro di questa rassegna il Castello Sforzesco, pronto a riaprire per l’occasione

la Sala delle Asse e svelando al pubblico il “Monocromo” leonardesco dopo l’ultima fase di restauri.

Sempre tra le mura del Castello saranno allestite altre due mostre: il percorso multimediale “Milano di Leonardo”, che ricostruirà virtualmente la Milano al tempo vinciano, e “Leonardo e la Sala delle Asse tra natura, arte e scienza”, con una selezione di disegni originali dell’artista. 

Altre due esposizioni in programma a Palazzo Reale: “La Cena di Leonardo per Francesco I: un capolavoro in seta e argento” e un’altra in collaborazione con il Museo di Storia Naturale, che trasferirà parte della sua collezione a Palazzo Reale. 

Al Leonardo scienziato invece sono dedicate un ciclo di quattro mostre alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana con l’esposizione del Codice Atlantico, oltre a disegni e progetti manoscritti di Da Vinci

 Con la “Leonardo Da Vinci Parade” il Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia in collaborazione con la Pinacoteca di Brera si prepara a esporre un’inedita selezione di modelli storici e affreschi di pittori lombardi del XVI secolo, che valorizzerà la collezione del museo dedicato proprio a Da Vinci. 

 

In attesa dei nove mesi vinciani, il Polo museale regionale della Lombardia presenta la mostra “Leonardo da Vinci: prime idee dell’Ultima Cena”, dal 13 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019, e proprio davanti all’opera del refettorio di Santa Maria delle Grazie i tanti disegni preparatori autografi di Leonardo. 

Il Papa a Bari con tutti i patriarchi per una giornata di preghiera per la pace

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Papa Francesco a Bari con i patriarchi cattolici e ortodossi per una giornata di preghiera per la pace: in Medio Oriente guerra ‘nel silenzio di tanti e con la complicità di molti’. “Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medio Oriente oggi piange, oggi soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze”.

Bari (AsiaNews) – Pace per il Medio Oriente, dove imperversano “guerra, violenza e distruzione, occupazioni e forme di fondamentalismo, migrazioni forzate e abbandono, il tutto nel silenzio di tanti e con la complicità di molti”. E’ l’invocazione che si leva da Bari dove, invitati da papa Francesco, sono unite in preghiera le Chiese e le comunità cristiane presenti nella regione.

Là dove “ci sono le radici delle nostre stesse anime”, “l’indifferenza uccide, e noi vogliamo essere voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medio Oriente oggi piange, oggi soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze”.

Accanto a tutti i patriarchi cattolici – Copto di Alessandria, siro di Antiochia, Antiochia dei Maroniti, Antiochia dei greco-melkiti, Nanilonia dei Caldei, Cilicia degli armeni, e latino di Gerusalemme – ci sono gli ortodossi che vedono la contemporanea e non usuale presenza del Patriarcato ecumenico e di quello di Mosca. Accanto a Bartolomeo, c’è infatti il metropolita Hilarion di Volokolamsk, “ministro degli esteri” del Patriarcato di Mosca. E ci sono anche Theodoros II, patriarca greco-ortodosso di Alessandria e di tutta l’Africa, l’arcivescovo Nektarios, in rappresentanza di Theophilos III, patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, , Ignatius Aphrem II patriarca siro-ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente, Hovakim, vescovo della Chiesa armena di Gran Bretagna e Islanda in rappresentanza di Karekin II patriarca supremo e catholicos di tutti gli armeni, Aram I, catholicos di Cilicia degli armeni, Mar Gewargis III, catholicos patriarca della Chiesa assira d’Oriente.

Per i luterani c’è Sani Ibrahim Azar vescovo della Chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra Santa. Ed è presente anche una donna, Souraya Bechealany, segretario generale ad interm del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente.

Un incontro dal tema “Su di te sia pace! Cristiani insieme per il Medio Oriente” cominciato con l’abbraccio di pace tra i leader religiosi presenti che, insieme, hanno reso omaggio a san Nicola, nella basilica che ne conserva le reliquie, e acceso la lampada “uniflamma”, segno di unità tra i cristiani.

Il Papa e i Patriarchi, quindi, sono saliti insieme su pullman e si sono recati alla “Rotonda” sul lungomare di Bari dove si è svolto l’incontro di preghiera con la partecipazione di decine di migliaia di persone.

“Siamo – ha detto Francesco – giunti pellegrini a Bari, finestra spalancata sul vicino Oriente, portando nel cuore le nostre Chiese, i popoli e le molte persone che vivono situazioni di grande sofferenza. A loro diciamo: ‘vi siamo vicini’”.

“Qui contempliamo l’orizzonte e il mare e ci sentiamo spinti a vivere questa giornata con la mente e il cuore rivolti al Medio Oriente, crocevia di civiltà e culla delle grandi religioni monoteistiche. Lì è venuto a visitarci il Signore, «sole che sorge dall’alto» (Lc 1,78). Da lì si è propagata nel mondo intero la luce della fede. Lì sono sgorgate le fresche sorgenti della spiritualità e del monachesimo. Lì si conservano riti antichi unici e ricchezze inestimabili dell’arte sacra e della teologia, lì dimora l’eredità di grandi Padri nella fede. Questa tradizione è un tesoro da custodire con tutte le nostre forze, perché in Medio Oriente ci sono le radici delle nostre stesse anime”.

“Ma su questa splendida regione si è addensata, specialmente negli ultimi anni, una fitta coltre di tenebre: guerra, violenza e distruzione, occupazioni e forme di fondamentalismo, migrazioni forzate e abbandono, il tutto nel silenzio di tanti e con la complicità di molti. Il Medio Oriente è divenuto terra di gente che lascia la propria terra. E c’è il rischio che la presenza di nostri fratelli e sorelle nella fede sia cancellata, deturpando il volto stesso della regione, perché un Medio Oriente senza cristiani non sarebbe Medio Oriente”.

“Questa giornata inizia con la preghiera, perché la luce divina diradi le tenebre del mondo. Abbiamo già acceso, davanti a San Nicola, la ‘lampada uniflamma’, simbolo della Chiesa una. Insieme desideriamo accendere oggi una fiamma di speranza. Le lampade che poseremo siano segno di una luce che ancora brilla nella notte. I cristiani, infatti, sono luce del mondo (cfr Mt 5,14) non solo quando tutto intorno è radioso, ma anche quando, nei momenti bui della storia, non si rassegnano all’oscurità che tutto avvolge e alimentano lo stoppino della speranza con l’olio della preghiera e dell’amore. Perché, quando si tendono le mani al cielo in preghiera e quando si tende la mano al fratello senza cercare il proprio interesse, arde e risplende il fuoco dello Spirito, Spirito di unità, Spirito di pace”.

“Preghiamo uniti, per invocare dal Signore del cielo quella pace che i potenti in terra non sono ancora riusciti a trovare. Dal corso del Nilo alla Valle del Giordano e oltre, passando per l’Oronte fino al Tigri e all’Eufrate, risuoni il grido del Salmo: «Su te sia pace!» (122,8). Per i fratelli che soffrono e per gli amici di ogni popolo e credo, ripetiamo: Su te sia pace! Col salmista imploriamolo in modo particolare per Gerusalemme, città santa amata da Dio e ferita dagli uomini, sulla quale ancora il Signore piange: Su te sia pace! Sia pace: è il grido dei tanti Abele di oggi che sale al trono di Dio. Per loro non possiamo più permetterci, in Medio Oriente come ovunque nel mondo, di dire: «Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). L’indifferenza uccide, e noi vogliamo essere voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medio Oriente oggi piange, oggi soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze. Per i piccoli, i semplici, i feriti, per loro dalla cui parte sta Dio, noi imploriamo: sia pace! Il «Dio di ogni consolazione» (2 Cor 1,3), che risana i cuori affranti e fascia le ferite (cfr Sal 147,3), ascolti oggi la nostra preghiera”.

Preghiere e canti in arabo e greco hanno fatto seguito alle parole di Francesco. Così il patriarca Bartolomeo in greco ha chiesto: “Signore Gesù Cristo… ispira cose buone nei cuori di coloro che vogliono la guerra e pacifica anche i nostri cuori, libera noi e tutti gli uomini dai desideri malvagi e avidi e semina nei nostri e nei loro cuori uno spirito di giustizia, di riconciliazione e di amore verso tutti i nostri fratelli”.

A Papa e patriarchi, quindi, sono state consegnate simboliche lampade accese (nella foto). Tutti insieme, quindi, sono tornati alla basilica di san Nicola per un incontro a porte chiuse per parlare della situazione dei cristiani: erano il 20% della popolazione del Medio Oriente prima della Prima guerra mondiale, ora sono il 4%.

La Chiesa cattolica vorrebbe che nei Paesi del Medio Oriente si affermasse il principio che in Occidente sembra scontato – anche se oggi qualcuno lo mette in discussione – che tutti i cittadini sono uguali, indipendentemente da razza e religione. Da qui nascono i diritti uguali per ogni persona, compreso quello alla libertà religiosa. Un principio la Chiesa cattolica giudica fondamentale per la coesistenza pacifica. (FP)

Italia unita con le magliette rosse: boom di adesioni all’iniziativa lanciata da Don Luigi Ciotti

Italia unita con le magliette rosse, boom di adesioni all’iniziativa lanciata da Don Luigi Ciotti: “Fermare l’emorragia di umanità”

Boom di magliette rosse per l’iniziativa lanciata dal presidente di Libera don Luigi Ciotti, da Legambiente, Arci e Anpi, per fermare l’emorragia di umanità. Numerosi eventi sono stati organizzati in tutta Italia, nelle città che hanno aderito al messaggio.
Un paese colorato di magliette rosse, da quota 2000 del rifugio Gran Paradiso all’isola di Lampedusa passando per i campi di formazione sui beni confiscati di Libera alla Goletta Verde di Legambiente in navigazione verso la Campania. In tantissimi – fa sapere Libera – hanno aderito e risposto all’iniziativa che invitava tutti a indossare oggi una maglietta rossa per ricordare i tanti bambini migranti morti in mare e, in generale, di chi ha perso la vita nelle traversate“. Tra loro anche Roberto Saviano in t-shirt rossa, come quella del piccolo migrante Aylan morto sulle coste della Turchia, per “fermare l’emorragia di umanità“.
In un tweet questa mattina scrive: “Aderisco all’appello di Libera e indosso una #magliettarossa contro l’emorragia di umanità. I migranti indossano magliette rosse sperando di essere visibili in caso di naufragio. Sperano nel colore acceso per non essere abbandonati. Oggi mettiamoci nei loro panni. #apriteiporti.”
Puerile invece il commento del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che su Facebook ha ironizzato: “Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi…“.

Prima missione in Libia per il ministro Moavero Milanesi: summit sui trafficanti di migranti con il presidente Serraj

Prima visita ufficiale in Libia per il neo Ministro degli Esteri Moavero Milanesi: summit sui trafficanti di migranti con il presidente Serraj

Il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, è appena atterrato a Tripoli per la sua prima visita in Libia. Moavero incontrerà il presidente Fajez Serraj, il vice Ahmed Maitig (che fino a ieri mattina era a Roma) oltre al suo omologo libico Siala. La Farnesina ha preparato la missione di Moavero con lo scopo di “riordinare complessivamente i vari pezzi del puzzle libico: i temi della lotta ai trafficanti di migranti e gli impegni contro il terrorismo possono avere successo solo se ripartono gli sforzi per stabilizzare il quadro politico, facendo ripartire il lavoro di mediazione delle Nazioni Unite “.
Il nuovo governo italiano si è impegnato a fornire nuovi mezzi navali alla Marina e alla Guardia costiera libiche e Moavero Milanesi discuterà anche i dettagli politici di questo accordo che è stato avviato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
Intanto, però, la Guardia Costiera libica accusa l’Italia di aver fatto propaganda riguardo proprio alle 12 motovedette che il Governo Italiano avrebbe promesso alla Libia: secondo l’ammiraglio Ayoub Qassem, infatti, l’Italia avrebbe donato dodici gommoni e non imbarcazioni utili al contrasto dei fenomeni criminosi sulle coste libiche.

Napoli, bomba carta davanti ad una tabaccheria: la città ripiomba nell’incubo racket

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Esplosione nel quartiere Vasto di Napoli: bomba carta esplode davanti ad una ricevitoria, ipotesi racket

Un’altra esplosione, l’ennesima in questi ultimi mesi, nel centro di Napoli. Questa volta dinanzi ad una tabaccheria del quartiere Vasto. Una potente ‘bomba carta’ è stata fatta esplodere la scorsa notte davanti a un negozio – ricevitoria, tabacchi e bar – del quartiere già focolaio di numerosi episodi violenti. La deflagrazione ha provocato danni alla saracinesca e all’ingresso del negozio. Per fortuna in quel momento nessuno dei dipendenti era all’interno del locale, chiuso da qualche ora. Nessun ferito neanche tra i passanti. L’esplosione arriva a poche ore dall’ incontro di ieri con il presidente della Camera Roberto Fico, a qualche metro dalla ricevitoria, il quale ha sottolineato le difficoltà che affliggono i commercianti. Sull’accaduto sono in corso indagini dei carabinieri, ma l’ipotesi più accreditata porta al tentativo di racket di organizzazioni criminali che già in altre zone della città stanno alzando il tiro, diventando sempre più violente negli atti intimidatori.

Scafati, inviato della Procura in visita per verificare il suo stato di salute, lui gli ruba soldi e portafoglio

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio a Scafati: il medico della procura lo visita per verificarne lo stato di salute, pregiudicato gli ruba il portafogli

Un ladro incallito non ha resistito alla ghiotta preda che si è presentata alla porta: un pregiudicato di 37 anni, agli arresti domiciliari, avrebbe sottratto il borsello al medico incaricato dalla procura di Nocera Inefriore di verificare il suo stato di salute. Per questo motivo, S.Squillante, volto noto alle forze dell’ordine per essere stato già condannato per una serie di rapine, è stato nuovamente arrestato. L’uomo stava scontando i domiciliari in un appartamento a Scafati. Quando il medico lo ha visitato, l’uomo avrebbe provato a sottrargli dei soldi. L’inviato della Procura se n’è accorto e prima di andare via, ha avvisato le forze dell’ordine. Per una serie di rapine commesse a Scafati, Squillante era stato condannato ad otto anni di reclusione. Fu processato per cinque colpi, tre ai danni della stessa farmacia della zona e due invece consumate a danno di due rivendite di tabacchi, avvenute da dicembre 2014 a febbraio 2015, nel corso delle quali furono portati via oltre cinquemila euro in contanti. Il 37enne dovrà comparire dinanzi al giudice di turno che deciderà se confermare per lui la misura cautelare degli arresti domiciliari o se ricorrere alla detenzione in carcere.

Incendio a largo di Marina di Stabia: Vigili del Fuoco e Capitaneria in azione (VIDEO)

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Incendio a largo di Marina di Stabia: a fuoco un’imbarcazione, sul posto Vigili del Fuoco e Capitaneria di Porto di Castellammare

Castellammare di Stabia (NA) – Una densa nube di fumo si è levata nel cielo, pochi minuti fa, a diversi metri a largo di Marina di Stabia: secondo quanto raccolto dalla redazione di ViVicentro.it, ad andare a fuoco sarebbe stata un’imbarcazione di media grandezza che stava lasciando il porto stabiese. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco ed il gommone di soccorso della Capitaneria di Porto che stanno tentando di spegnere l’incendio e di prestare aiuto alle persone a bordo.
Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, il fumo denso e il cattivo odore di plastica bruciata si sarebbe avvertito fino a Via Napoli, rendendo l’aria irrespirabile.

Al momento non è stato ancora possibile appurare la natura dell’incendio.

SUD – CRONACA

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Castellammare, avviso di interruzione di energia elettrica: le zone interessate

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Avviso di Interruzione di Energia Elettrica in alcune zone di Castellammare di Stabia: previsti disagi

Lunedì di disagi a Castellammare di Stabia: a causa di lavori sugli impianti, l’ E-Distribuzione comunica che è stata resa necessaria l’interruzione di energia elettrica per il giorno 09 luglio 2018, dalle ore 9:30 alle 16:30
Le zone interessate sono:
 – Via Carmine 12, 26; da 1 a 7; da 13 a 17; 21 ; da 25 a 27; p14
 – Corso Vittorio Emanuele da 136 a 152, da 158 a 162
 – Piazza Matteotti 39

 

Napoli, a San Gregorio Armeno spunta la statuetta di Cristiano Ronaldo: l’arte presepiale del Maestro Di Virgilio

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Il Maestro Di Virgilio ispirato dal Calciomercato realizza la statuetta di Cristiano Ronaldo con la maglia della Juventus: esposta nella sua bottega a San Gregorio Armeno, a Napoli 

Le voci caldissime del calciomercato vedono in dirittura d’arrivo il passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Uno scenario impensabile fino a qualche settimana fa, ma che sembra confermato dalle parti interessate. Tra i mille dubbi dei tifosi juventini e delle squadre avversarie c’è chi ha anticipato tutti e lo ha “ingaggiato” nel suo presepe. Il maestro dell’arte presepiale Genny Di Virgilio, sempre molto attento ad anticipare i colleghi su gli ultimi trend, ha pensato bene, infatti, di inserire CR7 nel presepeesposto nella bottega della caratteristica San Gregorio Armeno (Napoli).
Nota dolente? il CR7 di Di Virgilio indossa già la maglia della Juventus, acerrima rivale del Napoli.
Cristiano Ronaldo viene rappresentato con capelli ordinati, sorriso abbozzato e nella classica posa.
Intanto tra finti sbarchi a Torino e notizie false il suo procuratore, Jorge Mendes avrebbe lanciato l’assist alla Vecchia Signora ribadendo le disponibilità del campione portoghese a trasferirsi in Italia.
Tra le pretendenti resterebbe il Psg che però è bloccato dal Fair Play Finanziario e potrebbe arrivare a Ronaldo solo se cedesse uno tra Neymar Mbappé, addii non presi assolutamente in considerazione.

Ischia, molestie alla fermata del bus: due minorenni avvicinate da un 30enne

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Choc a Barano d’Ischia: due minorenni raccontano di essere state molestate da un bengalese di 30 anni sulla fermata del bus

I Carabinieri di Barano d’Ischia hanno arrestato questa mattina un trentenne con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico, adescamento di minori e violenza sessuale. Si tratta di K.S., un cittadino bengalese incensurato e regolarmente residente a Barano d’Ischia: l’uomo si trova ora agli arresti domiciliari, non avendo precedenti specifici, ed in attesa di ulteriori indagini sulla vicenda.
Le due giovani vittime sarebbero due ragazzine di diciassette (classe 2001) e quindici anni (classe 2003). I fatti risalirebbero a pochi giorni fa: le due minorenni avrebbero raccontato ai carabinieri di essere state avvicinate alla fermata dell’autobus vicino casa con un pretesto, e che lo stesso avrebbe poi tentato di palpeggiarle al seno e di baciarle alla bocca.
Non essendoci riuscito, raccontano le ragazzine, l’uomo si sarebbe abbassato i pantaloni ed avrebbe addirittura iniziato a masturbarsi davanti a loro. Le due minorenni sarebbero poi scappate in preda al panico, mentre l’uomo sarebbe fuggito. I militari dell’arma, raccolta la denuncia delle due ragazzine, hanno iniziato così le indagini, riuscendo a dare un nome ed un volto all’uomo, che è stato prontamente segnalato alla magistratura. Dopo le prime valutazioni dei fatti, il magistrato ha quindi disposto per il bengalese la misura cautelare dei domiciliari fino al termine degli accertamenti.

 

Napoli, storica sentenza della Cassazione: parcheggiatori abusivi sono estorsori, possibile l’arresto

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Automobilisti di Napoli succubi dei parcheggiatori abusivi, la sentenza della Cassazione li accomuna agli estorsori. Borrelli: “Ora una legge per procedere all’arresto”

Più che un “servizio” ai cittadini una vera e propria estorsione, quella che i parcheggiatori abusivi commetterebbero ai danni dei tanti automobilisti che si vedono chiedere qualche moneta per trovare un posto auto a Napoli e provincia (ma non solo) da parte di persone disposte a “guardare” la vettura in questione. A decretarlo è la Cassazione, con una sentenza accolta con giubilo da parte di chi lotta alacremente contro questo fenomeno, come ad esempio il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.
La sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato la correttezza dell’accusa di estorsione nei confronti dei parcheggiatori abusivi che chiedono denaro a un automobilista per posteggiare in un’area pubblica dietro minacce di danni al veicolo, pone un punto fermo importante nella lotta contro questa piaga vergognosa“. Queste le parole di Borrelli, che di lotta ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia, tanto da creare una pagina Facebook il cui nome è piuttosto emblematico “Io odio i parcheggiatori abusivi“.
Lo stesso, cogliendo la palla al balzo, ora chiede un ulteriore passo in avanti anche da parte della politica, chiamata a fare leggi che permettano di stringere la morsa attorno a chi delinque: “Questa sentenza è importante, ma è necessaria una riforma della legge in vigore, così come l’abbiamo proposta noi con una petizione affinché l’arresto sia previsto sempre per i parcheggiatori abusivi, almeno per quelli recidivi – ha aggiunto Borrelli per il quale – comunque, il fatto che  finalmente,si riconosca che quando si chiedono soldi con un atteggiamento minaccioso siamo di fronte a una vera e propria estorsione è già un bel risultato”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Gianni Simioli, noto speaker de La Radiazzadi Radio Marte, addirittura minacciato di morte per essersi schierato a favore di Francesco Emilio Borrelli.

Torre del Greco, il Killer di Cardone confessa: “Mi accorsi tardi dell’errore”

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Confessione sulla morte di Cardone

Il 26 settembre del 1998 per un errore, Vincenzo Cardone di soli 23 anni fu ucciso per uno scambio di persona dagli uomini del clan Falanga di Torre del Greco.

Antonio Scognamiglio già condannato per quell’omicidio a 30 anni di carcere nel 2017, a distanza di un anno davanti ieri mattina dinanzi alla quarta sezione della Corte d’Appello d’Assise di Napoli ha ribadito che fu un errore:

“Fu ucciso per un tragico errore. Mi sono accorto che stavamo colpendo la persona sbagliata, ma non subito”.

Il ragazzo, non implicato con il clan, fu scambiato per Rosario Ramondo, alias ‘o capucchiò.

Scognamiglio ha così continuato:

“Quando ho detto NO era ormai troppo tardi, il ragazzo era già stato raggiunto dai proiettili”

Dopo le dichiarazioni rese in aula da Scognamiglio, la Corte ha rinviato l’udienza a fine settembre per la requisitoria del procuratore generale.

 

Dionisia Pizzo

 

Fonte: giustizianews24

Risolto il giallo della donna di 71 anni trovata legata e morta di freddo, arrestato il figlio

Svolta nel giallo di Igina Fabbri

Finalmente si è arrivati ad una svolta sul giallo della morte di Igina Fabbri. La notizia della morte della donna scosse tutta l’Italia, infatti la 71enne era stata trovata legata e morta di freddo in una casa ad Arquata Scrivia (Alessandria).

Dal 6 febbraio le indagini non si sono mai arrestate, fino ad arrivare all’arresto del figlio di 46 anni accusandolo di sequestro di persona e omicidio.

L’uomo infatti aveva dichiarato che aveva lasciato la madre nell’abitazione e di averla trovata il giorno dopo in quella situazione, fu proprio lui ad allertare i soccorsi.

La casa in cui era rimasta la donna era abbandonata, senza riscaldamento mentre attorno l’abitazione il terreno era stracolmo di neve.

L’uomo raccontò alle forze dell’ordine di  avere trovato la madre con i polsi legati, semicosciente, distesa su una brandina accanto all’ingresso.
L’autopsia certificò che la donna era deceduta per arresto cardiaco dovuto a ipotermia. Secondo le prime informazioni, il figlio è un consumatore di stupefacenti.

 

Dionisia Pizzo

 

Notizia Ansa

Modica: inglese va in encandescenze. Arrestato

MODICA: La Polizia del Commissariato ha arrestato un cittadino inglese per violenza, resistenza, lesioni e minaccia a Pubblico Ufficiale. L’uomo aveva danneggiato una casa vacanze di Modica presso la quale era ospite con la consorte.

Negli scorsi giorni la Polizia di Stato, nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, ha tratto in arresto un cittadino naturalizzato britannico, resosi responsabile di un serie di reati commessi nei confronti degli operatori di Polizia in servizio di volante.

L’uomo, sin dalla sera precedente al suo arresto, aveva avuto diverse discussioni con la proprietà della struttura presso la quale era alloggiato unitamente alla consorte.

In particolare aveva distrutto parte dell’impianto di illuminazione della casa vacanze, avevo frantumato alcune suppellettili ed alcune piante facenti parte dell’arredo.

Il proprietario della struttura, spaventato e preoccupato per l’inconsulta reazione dell’uomo di fronte ad alcune futili problematiche, ha subito chiamato la Polizia di Stato che prontamente è intervenuta sul sito.

Alla richiesta di fornire un documento di identità l’ospite, completamente fuori di sé, intimava agli agenti di andare via, profferendo frasi in lingua straniera, alternando inglese ed arabo. A l’ulteriore richiesta di identificazione l’uomo voltava le spalle e si dirigeva verso la struttura recettiva quindi si fermava sull’uscio dell’alloggio continuando ad inveire contro gli agenti, poi si dirigeva minacciosamente verso il proprietario della casa vacanze, ivi presente. Dopo aver evitato ogni contatto fisico grazie all’intervento degli Agenti l’uomo inveiva ulteriormente contro i poliziotti intervenuti con alcuni insulti in italiano oltre che mostrando più volte il segno con la mano destra di “tagliare la gola”. A questo punto, vista l’impossibilità di comunicare con il soggetto, ed al fine di garantire l’incolumità di tutti i presenti, veniva richiesto ausilio ad altro personale del Commissariato. All’ennesimo rifiuto di declinare le generalità, per tutta risposta e sempre mantenendo un atteggiamento minaccioso, con mossa fulminea il cittadino straniero staccava la tendina antizanzare e con il bastone in ferro tentava di colpire gli agenti operanti, brandendola più volte a mo’ di ariete. Di nuovo gli operanti tentavano di bloccarlo e nel tentativo di divincolarsi, il soggetto, oltre ad opporre resistenza fisica, colpiva con un pugno il primo Agente intervenuto e successivamente si scagliava contro il secondo con un pugno con la mano sinistra che raggiungeva l’operatore alla spalla destra. Con non poche difficoltà, infine, anche in ragione dello stato di alterazione e visto il comportamento non collaborativo violento e minaccioso, si faceva uso del dispositivo “oleoresin capsicum” (spray urticante).

Infine il soggetto veniva messo in condizione di non nuocere ulteriormente.

A completamento dell’attività condotta dalla Polizia di Modica l’uomo veniva tratta in arresto. Il giorno seguente l’arresto è stato convalidato e si è proceduto per direttissima nei suoi confronti.

Pompei, apre la campagna di scavi anche al Santuario di Esculapio

Nuova campagna di scavi a Pompei

Pompei quest’anno, dopo le indagini nella Regio V e le rilevanze archeologiche, è sotto l’attenzione di professionisti del settore e appassionati di archeologia.

Il Direttore degli scavi di Pompei, Massimo Osanna, ha annunciato una nuova ricognizione di scavi nella Regio VIII.

La parte soggetta a nuova indagine, infatti è stata poco indagata e buona parte non ancora scavata.

Gli scavi interesseranno anche l’area circostante il santuario di Esculapio e avverranno con la collaborazione dell’Università di Napoli Federico II, impegnata anche negli scavi dell’area circostante al l’Heraion di Paestum (articolo qui).

Il Tempio di Esculapio è situato lungo la via Stabia , è datato  tra il III e il II secolo a.C., possiede uno stile arcaico, ha l’ara presso il principio della gradinata, da cui si saliva alla cella dove furono trovate le statue in terra cotta di Esculapio e d’Igia.

 

 

Mattarella accoglierà in colloquio Salvini

Incontro tra  Sergio Mattarella e  Matteo Salvini

Una nota ufficiale emanata dell’ufficio stampa del Quirinale informa che, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella riceverà in colloquio il  ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

L’incontro fra le due parti politiche è stato programmato per lunedì, 9 luglio 2018, alle ore 12:00.

Secondo quanto riportato dalla nota, nel colloquio fra i due politici sono escluse valutazioni o considerazioni su decisioni della magistratura.

 

 

Dionisia Pizzo

Napoli, sequestrati alimenti senza nessuna tracciabilità, dura sanzione al titolare

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Sequestrati 28 confezioni di alimenti

Durante le consuete verifiche alla filiera agroalimentare sui prodotti da provenienti da paesi extra UE, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Napoli, non hanno trovato documento di tracciabilità in un esercizio di Napoli situato su Piazza Capuana.

Al titolare della struttura sono stati sequestrati  28 confezioni di alimenti privi della documentazione di tracciabilità e la mancata predisposizione di sistemi e procedure per individuare il fornitore o le imprese alle quali sarebbero stati forniti i prodotti.

Inoltre al proprietario dell’esercizio è stata commissionata una grave sanzioni amministrative per 4.500 euro.

Pochi giorni fa analoga situazione si registrò in un Caseificio di Giugliano ( articolo qui) trovato privo dei documenti di provenienza del latte e di altri alimenti primari.

 

Dionisia Pizzo

 

Fonte: Ilmattino

Cassazione: ” Bossi dica dove sono i conti”

Bossi afferma che i 40 milioni di euro sono ancora presenti nei conti della Lega

Il Pm afferma che è onore dell’imputato, Umberto Bossi indicare dove indirizzare le ricerche da cui attingere per i fondi da ritornare allo stato dopo la condanna di truffa allo stesso.

L’ex leader della Lega ha affermato che i 40 milioni sottratti allo Stato ci sono ancora, ma non ha indicato su quale conto.

Nel ricorso in Cassazione, Bossi ha cercato di ottenere il dissequestro dei suoi beni, convalidato dal Tribunale del riesame di Genova lo scorso dicembre, sostenendo:  “somme di denaro eventualmente disponibili in futuro farebbe venire meno l’esigenza del sequestro disposto sui suoi averi”.

La Lega afferma:

” di tutti i 49mln., tale evenienza dovesse effettivamente concretizzarsi Bossi potrà far valere il sopravvenuto carattere indebito. e’ legittimo, ed anzi doveroso aggredire anche, per equivalente, i beni personali dell’imputato sul presupposto della sua intervenuta condanna, pur allo stato non esecutiva”. 

 

Dionisia Pizzo

 

Ansa