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Piano straordinario del governo contro lo spaccio di Droga nelle scuole

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Piano straordinario contro la droga nelle scuole: l’ha messo a punto il Viminale per le principali città italiane.

Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona, Messina, Padova e Trieste. Avranno a disposizione un fondo complessivo da 2,5 milioni per incrementare i controlli, assumere agenti della polizia locale a tempo determinato, coprire i costi degli straordinari o installare impianti di videosorveglianza.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini spiega: «Io continuo, orgoglioso, il mio lavoro. Sperando di poterlo fare senza essere indagato, ho finanziato per la prima volta l’iniziativa SCUOLE SICURE, che prevederà controlli straordinari anti-droga in numerose città per bloccare gli spacciatori di morte (spesso immigrati irregolari) davanti alle scuole italiane, alla riapertura di settembre».

CRONACA

Givova Scafati, positivo anche il secondo scrimmage contro la Virtus Roma

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La Givova Scafati nella seconda amichevole vince contro la Virtus Roma

Seconda amichevole stagionale e seconda vittoria per la Givova Scafati, che, a differenza della prima uscita, stavolta ha incontrato e battuto, in trasferta, presso il Centro Sportivo Tellene di Tor De Cenci, la Virtus Roma, una delle compagini favorite alla vittoria del campionato di serie A2.

Con il consueto azzeramento del punteggio al termine di ciascun quarto di gioco, il risultato finale di 55-77 (10-15; 18-23; 19-19; 8-20) ha dato ragione ai campani, che hanno mostrato innegabili progressi, sia dal punto di vista fisico, che tattico. L’apprendimento dei dettami di gioco di coach Calvani è sempre più evidente, anche se, a prescindere dal risultato finale che di questi tempi lascia il tempo che trova, si è appalesato un lungo percorso di preparazione ancora da compiere. Ma con lo spirito di sacrificio e la volontà mostrata in queste prime settimane di allenamento, la sensazione è che questa squadra potrà compiere in breve tempo passi da gigante.

Va sottolineato infine che, tra le fila capitoline, sono stati assenti gli atleti Baldasso e Moore, per affaticamento muscolare, e Sims, che si unirà al gruppo nei prossimi giorni.

IL TABELLINO

GIVOVA SCAFATI: Tommasini 13, Rossato 7, Thomas 11, Italiano 10, Goodwin 11, Ammannato, Romeo 5, Contento 4, Zaccaro, Sgobba 13. ALLENATORE: Calvani Marco. ASS. ALLENATORE: Luise Sergio.

Scontri tra fazioni militari in Libia: Italiani evacuati, ma l’Ambasciata resta aperta

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Scontri tra fazioni militari in Libia: Italiani evacuati, ma l’Ambasciata resta aperta

Caos in Libia dove è in atto un violento scontro tra fazioni militari. Nella giornata di ieri il Consiglio presidenziale libico è stato costretto a dichiarare lo stato d’emergenza a Tripoli e nelle periferie della capitale, dove la rappresaglia ha  provocato 47 morti e 129 feriti in otto giorni. La misura è diretta a “fermare lo spargimento di sangue, ridurre le perdite materiali e di vite umane, tutelare la sicurezza dei civili, le strutture pubbliche e private“, dopo che il capo della “Settima Brigata” di Tarhuna ha annunciato che lancerà l’assalto dal Sud per avanzare verso il centro della capitale e conquistare il quartiere di Abu Salim.
Fonti della Difesa assicurano che i militari italiani nel Paese stanno bene e in sicurezza e che nessun problema è riscontrato all’ospedale da campo a Misurata, mentre la ministra Elisabetta Trenta segue costantemente l’evolversi dei fatti anche in seguito al colpo di mortaio che ha raggiunto un palazzo vicino all’ambasciata.
In un tweet, l’ambasciata italiana a Tripoli ha smentito il sito “Al Mutawasset”, che aveva dato la notizia, da fonti anonime, della chiusura della rappresentanza diplomatica. “L’ambasciata d’Italia in Libia rimane aperta. Continuiamo a stare al fianco dell’amato popolo libico in questa difficile congiuntura“, si legge nel messaggio. Ieri pomeriggio una nave dell’Eni avrebbe evacuato tecnici impiegati nei terminali e pozzi legati al complesso di Mellitah e alcuni militari dipendenti dell’ambasciata: una misura puramente precauzionale, secondo fonti diplomatiche.

Finanza, apertura in calo per le principali Borse Europee: Milano apre piatta

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Apertura in calo per le principali Borse Europee: Milano apre piatta

La Borsa di Milano dopo il giudizio dell’agenzia di rating Fitch sul debito sovrano italiano, apre le contrattazioni con il Ftse che Mib segna -0,01% a 20.269 punti.

Per quanto riguarda le Borse europee aprono in calo preoccupate dei nuovi dazi e dopo lo stallo dei colloqui tra Usa e Canada sul trattato commerciale nafta. Tra gli investitori restano i timori per il futuro di Argentina e Turchia. A Buenos Aires il presidente argentino Mauricio Macri ha messo a punto un pacchetto di misure anti-crisi che saranno annunciate nel corso della giornata.  Piatto l’indice d’area Stoxx 600 (-0,09%). In calo Parigi (-0,11%), Francoforte (-0,21%) e Madrid (-0,12%). In controtendenza Londra (+0,19%).

Per quanto riguarda i tassi di cambio l’Euro è debole sui mercati valutari europei con la moneta unica che viene scambiata a 1,1605 dollari.

Napoli, traffico internazionale di stupefacenti: fermata una 21enne a Capodichino

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Napoli, traffico internazionale di stupefacenti: fermata una 21enne a Capodichino

I finanzieri della tenenza di Capodichino (Napoli), congiuntamente ai funzionari dell’ufficio delle dogane hanno individuato ed arrestato all’interno dello scalo partenopeo, una cittadina brasiliana 21enne utilizzata come corriere della droga. La giovane trasportava 4 ovuli pieni di cocaina purissima del peso complessivo di grammi 300 grammi. L’accusa è di traffico internazionale di stupefacenti.

In seguito ad una attenta analisi di rischio effettuata sui nominativi delle liste passeggeri provenienti non solo da località sensibili, ma anche da aeroscali nazionali collocati in modo nevralgico per raggiungere mete internazionali, hanno individuato la giovane donna, tra i numerosi passeggeri in transito presso lo scalo aeroportuale campano.
Quest’ultima, dopo le formalità del ritiro bagagli, si apprestava frettolosamente all’uscita ma veniva prontamente fermata dai militari per gli adempimenti di rito. Non fornendo convinte spiegazioni circa le motivazioni del transito e manifestando anomalo nervosismo nella circostanza, la ragazza veniva sottoposta a specifici accertamenti tecnico-sanitari presso il locale pronto soccorso, dove si riscontrava la presenza di corpi estranei. Ultimate le operazioni di recupero degli ovuli, la successiva analisi chimica eseguita sul contenuto permetteva di accertare che la sostanza trasportata era cocaina purissima, pari a circa 1.300 dosi.

La narcotrafficante veniva dunque arrestata con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti. La lotta ai traffici illegali in genere ed il contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, oltre a prevenire e reprimere altre forme più gravi di illegalità, mira alla salvaguardia della vita umana.

 

La Sampdoria umilia il Napoli: gli azzurri spenti al Ferraris

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La Sampdoria umilia il Napoli: la squadra di Ancelotti è spenta, priva di furore agonistico

L’edizione di oggi del quotidiano dedica ampio spazio all’analisi della sconfitta del Napoli al Ferraris e la intitola così: “tre schiaffi dalla Samp”. Il quotidiano parla di un’umiliazione per la squadra di Carlo Ancelotti e nell’articolo si legge:

Finisce con un’umiliazione. Il Napoli travolto dalla Samp, una sconfitta pesantissima nel punteggio, frutto di una prestazione imbarazzante degli azzurri. La squadra di Ancelotti è spenta, priva di furore agonistico, inesistente in attacco e svagata in difesa. Insomma, un vero e proprio disastro al Ferraris sotto tutti i punti di vista. Tutti sotto tono, a cominciare da Insigne, sostituito in avvio di ripresa con Verdi, per proseguire con tutti gli altri (si salvano solo Allan e Ounas). Ancora una partenza negativa, come con la Lazio e contro il Milan, un primo tempo da dimenticare chiuso sotto di due reti per la doppietta di Defrel. E stavolta non basta l’accenno di reazione della ripresa, la rimonta non riesce e arriva la prima cocente delusione del Napoli che prima della sosta perde la vetta e vede scappare avanti di tre punti la Juve”.

Carlo Alberto Dalla Chiesa. Si combatte anche per i propri ragazzi

Carlo Alberto Dalla Chiesa: Ci sono cose che non si fanno per coraggio. Si fanno per potere continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli.

Chi uccise in quel 3 settembre 1982 il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e su moglie Emanuela Setti Carraro ?

Ma chi ca… se ne fotteva di ammazzare dalla Chiesa… E perché glielo dovevamo fare questo favore”. A pronunciare queste terribili frasi è il medico e capomandamento di Brancaccio Giuseppe Guttadauro, boss mafioso che spiega a uno dei suoi soldati come e perché i capi di Cosa nostra diedero l’ordine di uccidere il generale Carlo Alberto dalla Chiesa la sera del 3 settembre 1982. Ad intercettare le parole del boss, nel 2001, sono i magistrati di Palermo coordinati dal pm Nino Di Matteo. Già da quella intercettazione si può considerare un dato di fatto come non fu solo la mafia ad uccidere dalla Chiesa, poichè Cosa nostra fu solo il braccio esecutivo. Ben altri furono, infatti, i mandanti esterni spiegati già nella sentenza del maxiprocesso quando, in riferimento alla strage di via Carini – in cui oltre al generale furono uccisi la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo – parlò di “convergenza di interessi tra Cosa nostra e settori politici ed economici”. Una contesto descritto anche nella sentenza definitiva del delitto dalla Chiesa, che condannò i killer (Raffaele GanciGiuseppe LuccheseVincenzo GalatoloNino Madonia, insieme ai collaboratori di giustizia Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci) e i mandanti interni a Cosa nostra (Totò RiinaBernardo ProvenzanoMichele GrecoPippo CalòBernardo Brusca e Nenè Geraci). Già la sentenza della Corte d’assise di Palermo sottolineò “la coesistenza di specifici interessi – anche all’interno delle istituzioni – all’eliminazione del pericolo costituito dalla determinazione e dalla capacità del Generale”. Tuttavia, restano ancora molti buchi neri sull’eccidio del 3 settembre ‘82. Come non ricordare, a questo proposito, la sparizione delle carte contenute nella cassaforte di dalla Chiesa quando, la notte tra il 3 e il 4 settembre, qualcuno – forse uomini di Stato? – si introdusse a villa Pajno, nell’abitazione del generale? O l’analoga, misteriosa sparizione delle carte contenute nella borsa che dalla Chiesa aveva con sè la sera dell’attentato? Una borsa che poi fu ritrovata soltanto nel 2013 nei sotterranei del Tribunale di Palermo. E che, manco a dirlo, era vuota.

L’ordine di eliminare dalla Chiesa arrivò a Palermo da Roma …”. A dichiararlo, è stato Roberto Scarpinato, procuratore generale di Palermo, , in occasione dell’audizione avvenuta l’8 marzo 2017 dinanzi alla Commissione parlamentare antimafia in relazione ai legami mafia-Nell’ambito di quell’audizione, poi secretata, Scarpinato aveva detto di essere stato informato “di progetti di attentati, nel tempo, nei confronti di magistrati di Palermo orditi da Matteo Messina Denaroper interessi che, da vari elementi, sembrano non essere circoscritti alla mafia ma riconducibili a entità di carattere superiore”, descrivendo poi i legami tra Cosa nostra e logge massoniche, in particolare riguardanti i boss Stefano Bontade e Bernardo Provenzano, fino a Messina Denaro, sottolineando che già Bontade faceva parte di una loggia segreta “che era un’articolazione in Sicilia della P2 …”. Dietro l’assassinio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso il 3 settembre 1982 a Palermo insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro, si staglierebbe la figura di un deputato, deceduto nell’85 e vicinissimo a Giulio Andreotti … c’era chi temeva l’operato di dalla Chiesa, da lui stesso annunciato alla presenza di Andreotti quando, poco prima di partire per la Sicilia, gli disse: “Non avrò alcun riguardo per la parte inquinata della sua corrente”, tanto che il generale scrisse poi nel suo diario che il “Divo” Giulio “sbiancò” … …].

La cosiddetta “Corrente Andreottiana”. L’ho sperimentata sulla mia pelle, sul mio lavoro e purtroppo anche sulla mia famiglia. Ma evidentemente non tutta la Magistratura è come quella del dott. Scarpinato. Ancora sulla rete c’è un mio vecchio post del 2008 “Ricordi della corrente andreottiana”.

Nessuno infatti si illuda o abbassi la guardia. Seppure certi pupari del passato sono quasi tutti deceduti, il subdolo sistema pubblico-politico-assoggettante italiano ma costituzionale, ha continuato negli anni a riprodursi, rinnovarsi, trasformarsi e riciclarsi, con pletore di trasversali (centro, centrodestra e centrosinistra) vecchi e nuovi, ora solo più patinati, blasonati, professionali, intellettuali, teatranti, sociali, retorici, sindacali, istituzionali, giuridici, burocratici, ecc. (pure fatti, alcolizzati, anabolizzati e viagrati), facendosi (lautamente) mantenere con stratasse e debito pubblico, estorcendo fiscalmente e lecitamente i sacrifici (il sangue) ai concittadini produttivi, lavoratori, privati e operosi.

E risaputamente non siamo mai usciti da tale sistema, sia nella prima, seconda e terza, cosiddetta, repubblica. E questo decennale, (interiormente) corrotto sistema, pure legalizzato e oltremodo clientelare, continua ancora oggi “imburrando” anche forzosamente parecchie (molte) persone, dipendenti pubblici, imprenditori, ecc. nonché corporazioni, ordini professionali, categorie, fondazioni, associazioni, ecc. (ipocriti, opportunisti, profittatori, codazzi prostituti, venduti, mercenari e kapò) che così in cambio garantiscono all’annoso sistema il perpetrarsi del consenso sociale ed elettorale e quindi il potere.

L’uccisione del Generale dalla Chiesa, di sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, mi rimasero impresse quella sera del 3 settembre 1982 con la sigla dell’allora  notturno SpecialeTg1 (all’epoca rappresentata con una vecchia macchina da scrivere i cui tasti pigiavano autonomamente) nel quale si descrisse il nefasto accaduto e la storia personale, d’impegno civile e di lavoro del Generale contro il crimine organizzato. Come pure rammento che il giorno dopo nei vari Tg si mostrò quel cartello appeso da uno sconosciuto sul luogo della strage: Qui è morta la speranza dei siciliani onesti.

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L’immagine è tratta da grnet.it

Adduso Sebastiano

Vico Equense, diocesi in lutto: è morto don Raffaele Trombetta

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Vico Equense, diocesi in lutto: è morto don Raffaele Trombetta

Lutto in città per la scomparsa di Don Raffaele Trombetta. Il cappellano della chiesa di Santa Maria del Castello, frazione collinare di Vico Equense è venuto a mancare all’età di 84 anni nella giornata di ieri, domenica 2 settembre 2018. Numerosi i messaggi di cordoglio di fedeli e conoscenti.

Don Raffaele Trombetta, sacerdote dell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia è nato a Vico Equense il 19 giugno del 1934. Fu ordinato sacerdote il 14 luglio 1957.
I funerali, fanno sapere dalla curia diocesana, si terranno, oggi, lunedì 3 settembre, alle ore 16:30, presso la chiesa di San Renato Vescovo in Moiano di Vico Equense dove don Raffaele Trombetta è stato parroco per molti anni. Le esequie saranno presiedute dall’arcivescovo, monsignor Francesco Alfano.

Il Napoli stecca l’esame al Ferraris: fallimentare il turnover

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Il Napoli fallisce l’esame al Ferraris

L’edizione di oggi del quotidiano sportivo Tuttosport analizza la sconfitta degli azzurri al Ferraris contro la Sampdoria. La squadra di Ancelotti fallisce clamorosamente l’esame e favorisce la prima fuga scudetto della Juventus. La doppietta realizzata da Defrel e poi l’eurogol di tacco firmato da Fabio Quagliarella, lui che prima di essere un ex è sempre stato tifoso del Napoli.

Era da 8 anni, dal lontano 2010, che il Napoli non veniva sconfitto dalla Sampdoria. Fallimentare il primo turnover di Ancelotti, con Verdi e Diawara che come il resto della squadra non erano in giornata. L’errore tra Zielinski ed Hysaj consente alla Samp di partire in contropiede da un calcio d’angolo del Napoli, trovando così il primo gol a firma Defrel.

Per il raddoppio bastano appena 20 minuti, con gli azzurri ancora una volta messo mali in fase difensiva. Alla ripresa subito fuori Insigne e Verdi e dentro Mertens e Ounas (uno dei migliori). A chiudere i giochi però ci pensa Quagliarella con un gol fantastico, 3-0 netto e prima sconfitta per il Napoli di Ancelotti.

Desenzano: arrestato 37enne per detenzione di stupefacente ai fini di spaccio

Arrestato giovane italiano per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio-Commissariato di Desenzano.

E’ continua l’attività del Commissariato di P.S. di Desenzano del Garda al fine di  contrastare i reati predatori (rapine, furti, ecc.), lo spaccio di sostanze stupefacenti  e l’immigrazione clandestina,  che negli ultimi giorni  ha posto in essere una decisa attività di controllo che ha interessato le zone maggiormente frequentate, le arterie di grande comunicazione da e per  questo centro, con verifiche ai locali pubblici e ai loro avventori.

Le operazione di prevenzione, che hanno visto l’impiego di numerose unità operative, si sono concluse con i seguenti risultati:

  • PERSONE IDENTIFICATE:  nr. 215
  • AUTOMEZZI  CONTROLLATI:  nr.  82
  • POSTI DI CONTROLLO SULLE STRADE PRINCIPALI:  nr. 16
  • ESERCIZI PUBBLICI CONTROLLATI: nr.4
  • SOGGETTI AGLI ARRESTI DOMICILIARI CONTROLLATI: nr.  24

Durante l’ attività, è stato tratto in arresto un giovane italiano di anni 37, dimorante a Desenzano d/G, perchè resosi responsabile del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L’uomo, in un controllo effettuato da una volante in una via del centro cittadino, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di circa 20 cm, occultato nella tasca dei pantaloni.

La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire nella biancheria intima sostanza stupefacente del tipo Cocaina per complessivi  20 grammi, suddivisi in una quindicina di involucri pronti per essere spacciati al dettaglio.

La perquisizione è stata estesa anche all’abitazione ove sono stati rinvenuti altri 30 grammi di sostanza del tipo Marijuana. oltre a denaro e materiale per il confezionamento delle dosi.

Il 37enne, già gravato da precedenti penali per reati in materia di stupefacenti e reati contro il patrimonio, è stato tratto in arresto nella flagranza del reato di cui all’art. 73 DPR 309/90 e condotto innanzi al Giudice del Tribunale Ordinario del Tribunale di Brescia che ne ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Nella rete dei controlli sono finiti anche un giovane italiano di anni 24 anni trovato in possesso di Marijuana e un cittadino di origine marocchina, irregolare sul territorio nazionale; il primo è stato segnalato alla Prefettura di Brescia ai sensi dell’art.75 DPR 309/90; lo straniero, invece, è stato indagato alla Procura della Repubblica per l’art.10 bis D.lgs 286/98.

ATTUALITÀ – NORD – CRONACA

Napoli, liquami in mare: preoccupazioni per la balneabilità

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Napoli, liquami in mare: preoccupazioni per la balneabilità

Preoccupazioni per la salute dei cittadini e la balneabilità a Napoli dove ieri, nel tratto di mare che si trova nei pressi di piazza Vittoria, è comparsa una grande chiazza di colore nero. La foto ha fatto il giro dei social e sono stati in molti a chiedere le verifiche di Arpac e Comune.
Tra questi, il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli che dal suo profilo facebook ha dichiarato di essersi occupato della richiesta di intervento:
Una vasta chiazza nera, probabilmente di liquami fognari, si è riversata in mare inquinando lo specchio d’acqua antistante la ‘Colonna spezzata’ a piazza Vittoria. L’impressione è che in qualche punto della costa si sia dato libero sfogo a qualche scarico fognario. Abbiamo chiesto l’intervento immediato dell’Arpac per verificare se in seguito a questo episodio ci siano problemi per la balneazione e quello dei tecnici del Comune di Napoli per individuare le cause dello sversamento e se ci siano collegamenti con le piogge intense di sabato, impedendo che la fuoriuscita accada nuovamente”.

Intanto ieri è stata approvata la pulizia straordinaria dei fondali marini del tratto di costa che va da Castel dell’Ovo a via Nazario Sauro

Flop Verdi: “Prova a fare il Callejon senza esserlo”

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Le pagelle dei maggiori quotidiani sulla brutta prestazione di Simone Verdi

 Simone Verdi era la novità più attesa tra i nuovi arrivati in casa Napoli, ma ha steccato il suo esordio stagionale. Le pagelle dei maggiori quotidiani lo bocciano senza scusanti.

Il Mattino 5. Voilà, il 4-3-2-1 è servito con lui che prova disperatamente a fare il Callejon senza esserlo. Generoso in qualche ritorno in difesa. Murru ha vita complicata solo all’inizio poi però gli prende facilmente le misure. Unico a provare a sfondare con accelerazione, imbucate e cross. Ma gli manca sempre lucidità e qualità.

Gazzetta – 5. Si batte sulla corsa e cerca di sfruttare la sua chanche, ma il semaforo è rosso. Non arriva mai alla conclusione ed è costretto a inseguire Murru.

Corriere dello Sport – 4,5. Ancelotti gli dà una chanche dall’inizio e lui la fallisce. Un paio di cambi di gioco e zero “affondi” pericolosi.

La Stampa – 5,5

Repubblica –  5.

Salvini: “Mercati? Noi manterremo impegni con italiani”

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L’intervento del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ai microfoni di Radio 24

Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, è intervento ai microfoni di Radio 24, queste le sue parole:

Dubbi dei mercati? Saremo compresi dai fatti. Mi stupisce che non si apprezzi il fatto che manteniamo gli impegni espressi in campagna elettorale“. “In passato il Pd ha fatto quello che diceva l’Europa – continua Salvini – e gli italiani non stanno meglio e c’è più debito. Io voglio fare spesa utile, spero che rientri nei canoni europei“.

Non posso pretendere – dichiara il ministro – che l’anno prossimo tutti paghino il 15% di tasse. Ma nella manovra ci sarà un primo passo e tanti italiani, tanti artigiani e tanti professionisti pagheranno meno tasse“.

Bagnoli, altri ostacoli per la nomina di Floro Flores: “Rischio di atti nulli”

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Bagnoli, altri ostacoli per la nomina di Floro Flores: “Rischio di atti nulli”

Dopo l’investitura di molti esponenti politici partenopei e non (seguita da altrettante polemiche), arriva un nuovo ostacolo per la nomina di Floro Flores. In linea teorica si può affidare un incarico come quello di commissario a un privato, ma i paletti che la legge mette sono tanti. Giusto sottolineare che un conto è l’essere in conflitto, un altro è abusare effettivamente della propria posizione. Sono due aspetti distinti e in Italia se ne parla in maniera concreta dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi.
La normativa è in continua evoluzione, l’ultimo testo approvato inquadra così il problema: «Sussiste conflitto di interessi nei casi in cui chi ricopre una carica di governo sia titolare di un interesse economico privato tale da condizionare l’esercizio delle funzioni pubbliche ad esso attribuite o da alterare le regole di mercato relative alla libera concorrenza». Potrebbe essere il caso del possibile nuovo commissario per Bagnoli Francesco Floro Flores, un imprenditore che gestisce lo Zoo e l’Arena Flegrea. Ragion per cui, riferisce ilMattino, ogni atto del commissario potrebbe poi essere nullo. Giova ribadire che avere un conflitto di interesse non significa non poter fare il commissario, piuttosto se viene rivelato il conflitto bisogna attenersi alla normativa che è rigida. Basta pensare che la funzione di commissario è ritenuta al pari di quella delle cariche di «presidente del Consiglio dei ministri, ministro, viceministro, sottosegretario di Stato». Si diceva dei paletti, nell’attuale normativa è esplicitato che «il titolare di cariche di governo, nello svolgimento del proprio incarico, non può: ricoprire cariche o uffici o svolgere altre funzioni comunque denominate ovvero esercitare compiti di gestione in società aventi fini di lucro o in attività di rilievo imprenditoriale».

Brutto avvio di Ospina al Napoli: c’è un dato che parla chiaro

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Brutto avvio di stagione per David Ospina al Napoli

L’edizione di oggi del quotidiano La Repubblica dedica ampio spazio all’analisi della prima sconfitta stagionale del Napoli targato Ancelotti, in particolare si sofferma sulla prestazione di David Ospina.

L’avventura del portiere colombiano nel campionato italiano non è iniziata certamente nel migliore dei modi e i numeri parlano chiaro. Ospina ha subito tre reti su altrettante conclusioni indirizzate verso lo specchio della sua porta. E la statistica dell’estremo difensore è addirittura peggiorata qualche minuto dopo, quando Defrel è riuscito a firmare pure il raddoppio grazie al nuovo black out degli azzurri.

Proposta una laurea honoris causa a Gigi D’Alessio: ha esportato la musica napoletana nel mondo

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Proposta una laurea honoris causa a Gigi D’Alessio: ha esportato la musica napoletana nel mondo

Il Conservatorio di Musica di Benevento starebbe valutando la possibilità di conferire una laurea honoris causa a Gigi D’Alessio per aver portato la canzone napoletana nel mondo. Una decisione che farà particolarmente discutere, soprattutto sul web dove il cantante neomelodico e le sue particolari canzoni sono state più volte oggetto di memes, vignette ironiche e parodie.
Ma a criticare tale possibilità sono stati specialmente alcuni “esperti” di musica, che hanno evidenziato come la canzone napoletana sia stata diffusa realmente nel mondo da Enrico Caruso, Beniamino Gigli, Tito Schipa, Mario Del Monaco che non hanno avuto speciali riconoscimenti.
Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha provato a spegnere le polemiche con un post pubblicato sui suoi account social: “Si è chiusa una straordinaria edizione di Città Spettacolo. Arrivederci alla 40esima edizione. P.S. qualche idiota ha ironizzato sul fatto che io concedessi lauree. Non conoscono la prassi gli idioti. Decide il consiglio accademico su proposta del Rettore e su accettazione del Ministero. Provate ad essere seri una volta tanto. Vi rode il successo di Città Spettacolo. A me piace che piaccia a migliaia di persone. Cancellerò dal mio profilo tutti i cretini che tentano inutili speculazioni politiche“.

 

Insigne distrutto dai quotidiani: “E’ un’anima che vaga senza meta”

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Lorenzo Insigne il calciatore del Napoli più massacrato nelle pagelle dei maggiori quotidiani sportivi

Dopo la prima sconfitta stagionale del Napoli targato Carlo Ancelotti, i maggiori quotidiani sportivi dedicano ampio spazio all’analisi della debacle azzurra al Ferraris. In particolare è Lorenzo Insigne il calciatore del Napoli più massacrato nelle pagelle. Il numero ventiquattro azzurro risulta essere di gran lunga il peggiore in campo e si guadagna un 4,5. Questi i giudizi:

Gazzetta – 4,5. Irriconoscibile. L’incisività di Lorenzinho sulla partita è nulla. Eppure al 1′ avrebbe già una discreta occasione, ma è precipitoso nella conclusione.

Il Mattino4,5 Lento, stanco, compassato. Fa bene a provare il bel gesto al 33’ ma quella di Lorenzo è un’anima che
vaga senza meta. Non si capisce bene né chi né cosa altro sia. Bereszynski lo divora con anticipi e nei contrasti. Non mette mai il piede e a volta dà l’impressione di voler essere altrove. Male.

Corriere dello Sport – 4,5. Non pervenuto. Dopo pochi secondi potrebbe segnare e non ci riesce

 

Scafati città sottosopra, luci accese di giorno e spente di notte: la protesta dei cittadini

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Scafati città sottosopra, luci accese di giorno e spente di notte: la protesta dei cittadini

Scafati quasi interamente al buio a causa della taratura sbagliata dei timer che gestiscono l’accensione dei lampioni cittadini. Un disagio causato molto probabilmente dalla mancanza di manutenzione. Ed è così che i residenti, appena cala il tramonto, sono costretti a fare i conti con la mancata accensione dei lampioni della pubblica illuminazione e i relativi pericoli. La natura del disservizio sarebbe da ricercare nella mancata sincronizzazione dei vecchi timer che dovrebbero regolare l’accensione all’orario giusto. In alcune zone, riferisce Agro24, potrebbe avere inciso anche la mancata installazione dei più moderni sistemi di accensione regolati dai fotocellule crepuscolari.
Non sono pochi i disagi e pericoli per i cittadini scafatesi, soprattutto per gli automobilisti costretti a guidare completamente al buio lungo le strade cittadine e quelle extra urbane senza poter fare affidamento sull’illuminazione del tratto stradale.
Come se non bastasse chi transita in orario notturno per le strade scafatesi è costretto anche ad evitare ostacoli come i cumuli di rifiuti e pericolose buche stradali. Una città che sembra assomigliare sempre di più ad un videogioco arcade. Intanto sul web è scoppiata la protesta, con molti cittadini che hanno segnalato il problema pubblicando le foto dei lampioni che funzionano al contrario: accesi di giorno, spenti di notte.

De Laurentiis lavora al rinnovo di tre giocatori: i dettagli

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Il Napoli è al lavoro per il prolungamento dei contratti di tre giocatori

In casa Napoli si continua a parlare di rinnovi. Dopo aver blindato ufficialmente Kalidou Koulibaly, il presidente partenopeo Aurelio De Laurentiis starebbe per chiudere altri tre prolungamenti di contratto per continuare a garantire solidità al progetto Napoli. Quello imminente è quello del centrocampista Piotr Zielinski che ha già fatto tutto quello che doveva fare con il suo manager e Chiavelli. Si attende solo l’annuncio ufficiale. Ma non è tutto, secondo l’edizione del quotidiano sportivo Corriere dello Sport,  De Laurentiis al centro sportivo di Castel Volturno ha incontrato anche gli agenti di Arek Milik ed Elseid Hysaj strappando una promessa per quanto riguarda un accordo contrattuale fino al 2023.

Il Napoli non sa cosa fare: cinque scelte fanno discutere

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L’analisi della sconfitta del Napoli al Ferraris contro la Sampdoria

L’edizione di oggi del quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport dedica ampio spazio all’analisi della prima sconfitta stagionale del Napoli al Ferraris contro la Sampdoria. Ecco quanto scrive la Rosea:

“In tutto questo, il Napoli non reagisce, è imbambolato, non sa cosa fare. Ancelotti s’è reso conto che Hamsik davanti alla difesa è un azzardo, qualche colpa ce l’ha nell’aver reagito anche lui in ritardo con un semplice cambio di sistema (dal 4-3-3 al 4-2-3-1), ma di cosa vuoi accusarlo se la coppia Albiol-Koulibaly a dir poco traballa, se Diawara è il fantasma del play dirompente del Bologna, se Zielinski si nasconde, se Insigne s’incarta su se stesso e se Verdi è inconcludente? Però Carletto, non avendo fenomeni, deve sforzarsi di trovare un gioco e forse non può permettersi di rinunciare a Mertens che, comunque, ha iniziativa anche se non può risolvere tutto da solo cominciando sempre dalla panchina. Reduce da 33 trasferte con una sola sconfitta, il Napoli si ritrova improvvisamente confuso e senza più quell’identità precisa. Ancelotti ne ha viste di peggio, mai sosta fu più desiderata”.