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Pagana: “Il risultato è bugiardo, la squadra ha tenuto il campo a testa alta”

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4ª Giornata di Campionato Serie C Girone C – Stagione 2018/2019

Stadio Provinciale di Trapani 29 settembre ore 20:30

Trapani-Siracusa: 2-1

Battuta di arresto per il Siracusa contro il Trapani nella quarta giornata di campionato di Serie C Girone C. Il Trapani batte gli aretuse per 2-1. Partita dai toni un po’ smorzati dove forse il paeggio sarebbe stato il risultato migliore. Ecco le dichiarazioni di Mister Pagana in sala stampa:

“Rammarico? Il risultato è bugiardo, la squadra ha tenuto il campo a testa alta e ha concesso pochissimo. Il Trapani ha speso tantissimo in pochi giorni e ne avevo approfittato con alcuni cambi ma non è bastato. Abbiamo rischiato di fargli male e dobbiamo essere più bravi a commettere meno errori. 

Su Catania? E’ un ragazzo che ha tanto valore, sono contento di quello che sta facendo”

a cura di Dionisia Pizzo.

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Napoli, raid vicino chiesa di San Giovanni a Carbonara

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La sparatoria sarebbe avvenuta nelle prime ore del mattino. Sul posto sono giunte le forze dell’ordine e la Scientifica del Comando Provinciale per i rilievi

Napoli – Grave raid intimidatorio è avvenuto questa notte contro l’abitazione di un pregiudicato in via Carbonara, a pochi passi dalla chiesa di San Giovanni a Carbonara.  Contro l’abitazione dell’uomo 39enne sono stati fatti esplodere diversi colpi di pistola, nove bossoli sono stati rinvenuti sul selciato, mentre quattro ogive in camera da letto.

Fortunatamente l’uomo insieme alla moglie al momento del raid era fuori casa, ma nell’abitazione c’erano i figli fortunatamente non raggiunti dai proiettili.

La sparatoria sarebbe avvenuta nelle prime ore del mattino. Sul posto sono giunte le forze dell’ordine e la Scientifica del Comando Provinciale per i rilievi. durante il sopralluogo sono stati trovati nove bossoli calibro 9 a terra, davanti all’abitazione, mentre quattro ogive erano arrivate all’interno della camera da letto.

Si indaga per trovare i responsabili del raid.

 

Sconfitta degli aretusei contro il Trapani, ma gli azzurri infliggono il primo goal ai granata

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4ª Giornata di Campionato Serie C Girone C – Stagione 2018/2019

Stadio Provinciale di Trapani 29 settembre ore 20:30

Trapani-Siracusa: 2-1

Termina anche la quarta partita di campionato, il Siracusa perde contro il Trapani e non riesce a fermare la scia di vittorie della squadra granata. Una sconfitta dal sapore meno amaro se si tiene conto del fatto che il Siracusa è stata la prima squadra ad infliggere il primo goal della stagione al gruppo della Sicilia occidentale.

Dal punto di vista tecnico il match non ha regalato grandi emozioni durante il primo tempo. I due goal dei granata arrivano grazie ad un calcio di punizione e ad un grande errore della difesa azzurra. Infatti questa, si è aperta all’improvviso come acque del Mar Rosso davanti a Mosè interpretato in questo caso da Ramos, che da solo davanti al portiere segna il secondo goal del vantaggio.

Dicevamo sconfitta non tanto amara grazie non solo al primo goal inflitto al Trapani, ma anche al goal segnato da Catania dopo pochi minuti la sua entrata in scena. Con il cambio di alcuni giocatori e l’entrata in scena di Catania e di Diop la partita ha subito un cambiamento e un brio si è notato in attacco. Purtroppo la fortuna è cieca e il Siracusa non è stato baciato dalla dea bendata. Malgrado i tanti tentativi, ricordiamo: Vazquez, Diop, Catania, Orlando, la palla è sgusciata sempre fuori dalla porta.

Il Siracusa paga l’inesperienza di alcuni giocatori, ma tutti come branco d’assalto non si sono arresi fino al triplice fischio finale.

Confucio raccontava che nel momento più freddo dell’anno il pino e il cipresso sono gli ultimi a perdere le foglie e così  rivelano la loro tenacia. A questi giovani ragazzi va riconosciuto che,  nonostante il vento della sconfitta soffiasse sulle azzurre maglie non hanno smesso di correre e lottare finché il giudice di gara non ha suonato il gong finale.

a cura di Dionisia Pizzo.

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Milano, al Duomo manifestazione contro il razzismo e all’intolleranza

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 Migliaia di persone, con magliette, sciarpe e indumenti di colore rosso, sono arrivate in piazza Duomo a Milano per dire “basta al razzismo e all’intolleranza”

Milano – In migliaia oggi si sono recati al Duomo per una manifestazione promossa da Anpi, Aned e Sentinelli. Migliaia di persone, con magliette, sciarpe e indumenti di colore rosso, sono arrivate in piazza Duomo a Milano per dire “basta al razzismo e all’intolleranza”.

Si ribadiscono  i valori dell’accoglienza e dell’antifascismo, nel corso della manifestazione dal titolo ‘Intolleranza zero.

Il presidente di Anpi Milano, Roberto Cenati ha così dichiarato:

“In questo riaffacciarsi di pulsioni razziste e xenofobe il ministro Salvini, che ha fatto proprio lo slogan di Casa Pound, ‘Prima gli italiani’, si vanta di avere ridotto le domande per il diritto d’asilo previsto nella nostra Costituzione. Mentre nel decreto sicurezza il governo, a trazione salviniana, pone ulteriori restrizioni sulla protezione umanitaria”. Da ministro dell’Interno “dovrebbe preoccuparsi – ha concluso – di combattere chi minaccia veramente la nostra sicurezza, come le mafie”.

 

(Ansa- immagini di archivio)

Salerno, scoppia una rissa fra ragazzi in un autobus in corsa

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La rissa sarebbe nata fra qualche gruppo di ragazzini a bordo del bus per futili motivi. Sembrerebbe che a scatenare il tutto sia stato qualche spintone di troppo mentre il bus era in corsa

Salerno – Poco dopo le 22:00 di sabato sera a bordo della linea 10 del pullman che da Salerno giunge a Mercato San Severino è scoppiata una violente rissa.

La rissa sarebbe nata fra qualche gruppo di ragazzini a bordo del bus per futili motivi. Sembrerebbe che a scatenare il tutto sia stato qualche spintone di troppo mentre il bus era in corsa.

In poco tempo dalle parole si è passati ai fatti e grazie all’intervento di altri ragazzi all’interno del pullman l’atto di violenza è stato sedato.

(salernonotizie.it)

Sicilia, Don Camillo vince contro il sindaco Peppone

In Sicilia, in provincia di Messina, a Forza D’agrò, da anni un sindaco occupa uno spazio della locale parrocchia, ma il prete si è rivolto alla Giustizia che gli ha dato ragione.

Sembra una storia da romanzo, come quella dello scrittore e giornalista italiano Giovannino Guareschi che immaginò un parroco di un piccolo paese, Don Peppone di estrazione democratica cristiana, che si scontrava, sostanzialmente per vedute politico-ideologici, contro il sindaco comunista Giuseppe Bottazzi detto Peppone. Tanti ricorderanno la seguitissima serie televisiva, ancora in bianco e nero, che ne fu tratta. I due principali personaggi erano rispettivamente rappresentati all’epoca dagli attori Fernadel e Gino Cervi.

Nella nostra vicenda tuttavia l’estrazione non c’entra. Diversamente sarebbe stato un caso politicamente appassionante come ormai non se vedono più. Mentre di tutta evidenza è presente la diffusa altezzosità politica di essere il sindaco e nel caso in ispecie anche avvocato, quindi quasi avente forzosi poteri locali pressoché dominanti sugli altri semplici concittadine e nel caso in ispecie contro un parroco, che però, è stato tenace e ha resistito rivolgendosi fiducioso alla Giustizia.

La vicenda:

Forza D’Agrò è un bel paesino antico della Riviera Jonica messinese, tra Taormina e Messina, posto a circa trecento metri su un promontorio prospiciente il Mare. Il prete è Luciano Zampetti, un giovane ma che evidentemente forte della sua Fede sa anche il fatto suo. Il sindaco è l’avvocato Fabio Di Cara il quale aveva ritenuto di potere occupare con dei veicoli lo spazio adiacente l’abside della cattedrale Maria Santissima Annunziata e Assunta di Forza d’Agrò che invece secondo Padre Luciano apparteneva alla Parrocchia. Addirittura quando veniva rimosso un veicolo subito veniva sostituito con un altro del locale Comune.

Padre Luciano Zampetti a quel punto si è rivolto al Tribunale di Messina e assistito dall’avvocato Giovanni Cambria si è visto dare ragione dal Giudice Tortorella. Il Tribunale prese atto della relazione del consulente tecnico d’ufficio il geometra Vincenzo Garufi, che dopo una approfondita indagine ha riconosciuto la titolarità dell’immobile alla Parrocchia, precisando di non aver riscontrato atti e/o documenti che giustifichino la titolarità del Comune.

Ci si sarebbe aspettato a quel punto che il Comune si ravvedesse del suo comportamento ponendo fine a quella situazione e ripristinando nuovamente un rapporto civile e cordiale con la locale parrocchia.

Una mera illusione. Il comune nonostante l’ordinanza del Giudice ha continuato a mantenere imperterrito il mezzo sull’area in questione e ha presentato reclamo.

Ma anche stavolta il Tribunale ha dato nuovamente ragione a Padre Luciano Zampetti.

Infatti la Prima Sezione Civile del Tribunale di Messina (Catanese presidente, Bisignano e Armaleo giudici) ha infatti rigettato il reclamo presentato dal Comune, contro la Parrocchia, con cui l’Ente aveva provato a far ribaltare l’ordinanza del 25 ottobre 2017 che aveva già riconosciuto la titolarità di quello spazio alla chiesa, accogliendo il ricorso presentato il 6 settembre da don Zampetti, con cui veniva chiesta la reintegrazione dell’area di circa 15 metri quadri situata in piazza Largo Piano, dove i sacerdoti hanno sempre parcheggiato le loro auto, così come ha fatto l’attuale parroco sin dal suo arrivo a Forza d’Agrò nel 2011. Il Tribunale ha anche condannato il Comune al pagamento delle spese, fissate in 2mila 768 euro oltre Iva e cassa e spese generali, che si aggiungono alle 2mila 486 euro dell’ordinanza che aveva imposto all’Amministrazione comunale del sindaco Fabio Di Cara di riconsegnare lo spazio rimuovendo l’auto del Comune che veniva lì parcheggiata. Spazio di fatto mai riconsegnato e occupato prima con l’auto di servizio del Comune, una Lancia Lybra (adesso parcheggiata in via De Gasperi) e da pochi mesi dallo scuolabus comunale ormai in disuso, visto che ne è stato acquistato uno nuovo: il vecchio Fiat Ducato, però, che risulta senza revisione da settembre e senza copertura assicurativa, anziché essere dismesso è stato lasciato in piazza Largo Piano dietro la cattedrale.

Alla fine il Comune ha dovuto quindi cedere. Infatti da qualche giorno i mezzi del Comune non vengono più parcheggiati in quell’angolo di piazza Largo Piano e don Luciano Zampetti, rientrando da Roma, lo ha trovato libero e così ha potuto sostare con il proprio veicolo, delimitando lo stallo con una catena, come avveniva fino al dicembre 2015.

L’opinione:

C’è di tutta evidenza in generale qualcosa che negli ultimi anni è culturalmente mutato nella politica degli Enti locali. In modo sparso si ravvisa una forma di crescente arroganza nei nostri amministratori. Inoltre i Comuni non sembrano essere più, come di fatto non lo sono, neanche forzosamente sottoposti ad un superiore controllo amministrativo e particolareggiato dei loro atti.

L’innesco è certamente da ricercarsi nel decentramento amministrativo con la riforma del titolo V della Costituzione del 2001, voluta all’epoca da governo di centrosinistra e poi lo stesso anno confermata dal subentrato governo di centrodestra. Per entrambi e notoriamente, si rivelò nel tempo, a livello regionale e comunale, un “eldorado” di clientelismo, voto di scambio, sprechi, sperperi, straremunerazioni, stratasse e debiti.

Furono quindi rimossi ma non aboliti, il comitato regionale di controllo, CORECO, che era un organo della Repubblica italiana, precisamente delle Regioni, al quale erano attribuite funzioni di controllo sugli atti delle province, dei comuni e degli altri enti locali e la Commissioni provinciale di controllo sugli atti delle province regionali e dei comuni comprese le relative circoscrizioni.

Un Ente intermedio esiste, l’UREGA, L’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici, che ha una Sezione centrale con sede in Palermo e delle Sezioni provinciali nei capoluoghi delle province regionali ed è in sostanza una struttura decentrata del Dipartimento regionale tecnico dell’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità. Ma il suo fine è di occuparsi di gare per appalti di lavori con importo a base d’asta superiore a € 1.250.000,00. Quindi non di controllo di piccoli appalti (quelli a “pioggia”) e soprattutto degli innumerevoli atti negli Enti locali.

La Sicilia, ad esempio, che è a Statuto autonomo, potrebbe sollecitamente ripristinare il Co.Re.Co e la Commissione provinciale di controllo, magari con una formula moderna che vede in questi Organi e a rotazione alcuni Magistrati e militi della Guardia di Finanza di regioni o provincie diverse da quella di controllo. Se infatti non si ripristinano questi Organi a cui il semplice cittadino possa rivolgersi con procedure semplificate e non costose, diciamocelo chiaramente senza retoriche da passerelle, la politica, quella arrogante, continuerà a dominare e i cittadini che non possono permettersi giudizi, spese legali, di subire angherie varie o ritorsioni di ogni tipo e quindi si vedranno costretti a sottomettersi.

Nella vicenda in causa, un parroco ha avuto la soggettiva forza di resistere alla politica altezzosa, anche sicuramente grazie alla sua Fede e di certo in quanto sostenuto dalla sua parrocchia. Un singolo cittadino invece che già non ha possibilità finanziarie per affrontare le iniziali spese legali e giudiziarie, di solito si trova quasi obbligato ad arretrare se non persino soccombere innanzi all’arroganza politica e istituzionale o quanto meno scendere a patti se non anche prostrarsi e quindi assoggettarsi. Ma così la politica, anche solo forzosamente prepotente, continuerà ad imperare e parallelamente la società e soprattutto i nostri giovani ma pure gli adulti, ad adeguarsi, oppure chi può va via, come d’altronde sta accadendo negli ultimi anni.

L’immagine è tratta da wikipedia.

Adduso Sebastiano

Napoli, possedeva armi e stupefacenti in casa: coppia arrestata

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Operazione condotta dai carabinieri della stazione di Licola

I Carabinieri della Stazione di Licola insieme a colleghi del Nucleo Cinofili di Sarno e della Compagnia di Pozzuoli hanno eseguito perquisizioni, personali e locali, durante le quali sono stati tratti in arresto in flagranza di reato Luigi Marciano, 45 anni, già noto, e la moglie 44enne incensurata.

Nella loro casa in via del mare i militari li hanno trovati in possesso di un revolver calibro 38 con matricola abrasa e canna tagliata, 170 grammi di marijuana in 50 confezioni e 300 grammi di hashish in stecchette. Più una sorta di rendiconto con sigle e cifre verosimilmente relativo ad attività di spaccio. Dopo le formalità di rito Marciano è stato tradotto a Poggioreale e la moglie sottoposta ai domiciliari.

Napoli, pusher ivoriano picchia i carabinieri a piazza Garibaldi: arrestato

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L’uomo era già noto alle forze dell’ordine

I Carabinieri della Compagnia Stella hanno tratto in arresto in flagranza di reato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio e per resistenza a pubblico ufficiale Kone Vasse, un 26enne della Costa d’Avorio già noto. L’uomo è stato sorpreso in piazza Garibaldi a Napoli mentre insieme ad altro soggetto in via di identificazione stava cedendo droga ad acquirenti che via via gli si avvicinavano. Rincorso e bloccato dopo un breve inseguimento, Kone Vasse ha opposto resistenza agli operanti cagionando a due Carabinieri contusioni guaribili in 7 giorni diagnosticate da medici del San Giovanni Bosco.

Recuperati e sottoposti a sequestro circa 20 grammi di hashish in stecchette pronte per lo smercio al dettaglio tenute all’interno di un pacchetto di sigarette che il 26enne aveva lanciato ai lati della strada per disfarsene durante l’inseguimento. La sua perquisizione personale ha invece subito dopo portato al rinvenimento di 180 euro in banconote di vario taglio sottoposte a sequestro perché ritenute provento dell’attività illecita. L’arrestato è ora in attesa di rito direttissimo.

Trapani-Siracusa: 2-1, la fotogallery del match

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4ª Giornata di Campionato Serie C Girone C – Stagione 2018/2019

Stadio Provinciale di Trapani 29 settembre ore 20:30

Trapani-Siracusa: 2-1

Quarta giornata di campionato di Serie C Girone C. Il Siracusa affronta nel primo derby della stagione il Trapania allo Stadio Provinciale. Dopo un primo tempo dai toni smorzati il Trapani con Tulli e Ramos dopo si porta in vantaggio. Grazie però al goal di Catania la sconfitta ha un sapore meno amaro.

Di seguito il match raccontato grazie agli scatti di Federico Ragona.

a cura di Dionisia Pizzo.

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Mattarella e Salvini si stringono la mano alla festa della Polizia

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La festa si è tenuta ad Ostia

“Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato ad Ostia dove si tiene la celebrazione per i 50 anni della fondazione dell’associazione nazionale Polizia di Stato, applaudito dalla gente seduta sugli spalti. All’evento partecipa anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il Capo dello Stato e il ministro degli Interni hanno passato in rassegna i reparti e prima ancora, all’arrivo del presidente, si sono stretti la mano.

Applausi e selfie anche per Salvini al suo arrivo. “Matteo, Matteo”, il coro delle persone dietro le transenne al suo arrivo. Tra le frasi di incitamento “Salvaci” e “Non arretrare di un millimetro”. Mentre si stava intrattenendo con alcuni cittadini, il capo della polizia Franco Gabrielli si è avvicinato a Salvini dicendo: “Ci aspetta il presidente”.

“Rispettiamo e rispetteremo tutto quello che prevedono tutte le carte. Ho detto che può star tranquillo, che puntiamo alla crescita, a far star meglio i nostri figli”, ha detto Salvini a margine della Festa.

“Una correzione alla manovra? Noi ascoltiamo tutti ma il Parlamento è sovrano. C’è un governo che rappresenta la maggioranza degli italiani e noi siamo convinti delle nostre scelte quindi andremo fino in fondo”, ha detto Salvini al termine della festa della polizia ad Ostia. (ANSA)

Sbarcano a Malta i 58 migranti dell’Aquarius: i dettagli

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Verranno trasferiti in 4 paesi europei

Dopo essere stati trasferiti a bordo di una nave militare maltese in acque internazionali, sono sbarcati a Malta i 58 migranti della nave Aquarius. Lo rende noto il governo maltese. L’Aquarius, gestita dalle ong Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, aveva preso a bordo la maggior parte di queste persone il 23 settembre. Tutti, rendono noto da La Valletta, saranno trasferiti «nei prossimi giorni» in altri quattro Paesi europei, Francia, Germania, Spagna e Portogallo, in base all’accordo stretto il 25 settembre.

«Il governo di Malta ha partecipato a questo sforzo per motivi puramente umanitari e senza pregiudizio per la sua posizione sulle attività Sar, che rimane invariata», si legge in una nota diramata da La Valletta. L’Aquarius, sottolinea Malta, «ha perso il diritto di battere la bandiera che usava e si prevede che proceda verso un porto in Francia per rettificare la sua posizione». (Il Mattino)

Mar Egeo, si rovescia un barcone: sono 5 i morti per ora

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L’incidente è avvenuto durante un ciclone

Almeno 5 migranti sono morti quando l’imbarcazione sulla quale si trovavano si è capovolta al largo della costa settentrionale dell’Egeo. Lo riferisce l’agenzia di stampa turca Anadolu. L’incidente è avvenuto mentre una rara tempesta mediterranea sta provocando piogge torrenziali in alcune zone della Grecia e della Turchia. Il barcone si è capovolto al largo della città di Enez, nella provincia di Edirne. Non è ancora chiaro quanti migranti fossero sulla barca e le squadre di soccorso stanno setacciando la zona alla ricerca di eventuali sopravvissuti o cadaveri.

Il Pd scende in piazza per la ripartenza

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La manifestazione è avvenuta in piazza del Popolo a Roma

Così Matteo Renzi replica a Luigi Di Maio, il quale aveva accusato Pd e Forza Italia di fare terrorismo con i media: “Di Maio deve giustificare il flop della manovra di bilancio e parla di terrorismo mediatico. Andiamo con ordine Gigino: quella dei media si chiama informazione. Il terrorismo è quello dei brigatisti e degli estremisti. La tua invece si chiama solo cialtronaggine #PiazzadelPopolo”, scrive l’ex premier su twitter. Calenda: “Mi sembra una buona ripartenza non solo per il Partito democratico: in piazza ho visto tante persone che non sono del Pd ma che vogliono opporsi a questo governo populista”.

“Mi sembra una buona ripartenza non solo per il Pd: in piazza ho visto tante persone che non sono del Pd ma che vogliono opporsi a questo governo populista”, ha detto Carlo Calenda. “Sono 25 anni che non vado ad una manifestazione” ha rivelato l’ex ministro. “E’ importante – ha aggiunto – essere qui e far sentire la nostra voce contro il governo. Il primo compito di un governo è mantenere in ordine il Paese e non solo i conti, e il governo non lo sta facendo. I populismo quando sono basati sulle menzogne poi si sciolgono presto, per questo è importante far sentire la nostra voce”. (ANSA)

Giugliano, violenza su una donna: figlio da arrestare il padre

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L’uomo aveva picchiato la moglie con una mazza da baseball

Picchia la moglie con una mazza da baseball, il figlio chiama la polizia e lo fa arrestare. Sono stati gli agenti del Commissariato di polizia di Giugliano a trarre in arresto G.R. di 40 anni. I poliziotti sono stati allertati dal foglio dopo che aveva allertato il 113. Verso le 16:30 i poliziotti hanno raggiunto via Bosco a Casacelle, sollecitati dalla richiesta di un minore che,  si era rivolto  alla polizia perché il padre, nel corso di una violenta lite  con la mamma, si era armato di una mazza da baseball e la stava picchiando con estrema ferocia.

Il suo tentativo di farlo desistere, aveva sortito il risultato di irritarlo ancora di più, facendogli guadagnare un forte colpo sulla coscia e un tentativo di accoltellamento, con l’arma che il padre aveva preso dalla tasca dei pantaloni. Solo il provvidenziale intervento della madre, aveva evitato tale evento, consentendogli di fuggire e di contattare le forze dell’ordine per aiutare il resto della famiglia. Quando il minore, accompagnato dai poliziotti è tornato a casa, è stato aggredito nuovamente dal padre che lo accusava per avergli portato la polizia in casa, lo minacciava e tentava di colpirlo con la mazza da baseball. Solo il tempestivo intervento degli agenti  ha evitato che lo colpisse riuscendo anche  a disarmarlo.
La situazione era aggravata dal fatto che nell’abitazione vi fossero tre minori, uno dei quali in tenerissima età che al momento dello scoppio di ira del padre era tra le braccia della madre e solo l’intervento di una vicina ha evitato il peggio.
L’unica figlia maggiorenne che abita poco distante dai genitori, trovata in casa terrorizzata ed in stato di forte tensione,  ha chiesto con veemenza ai poliziotti di allontanare il padre dal resto della famiglia, per evitare ulteriori violenze. L’uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e ristretto a Poggioreale.

Fuga di gas nella zona del Capo di Sorrento: i dettagli

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 La zona in questione si trova a confine tra Sorrento e Massa Lubrense

Sorrento, allarme per una fuga di gas nella zona a confine tra i Comuni di Sorrento e Massa Lubrense, conosciuta come Capo di Sorrento. Secondo quanto riportato dal giornale “Il Mattino”, l’odore di gas era stato avvertito già ieri sera, ma solo stamattina era diventato talmente forte che far credere che qualcosa non andasse.

E infatti stamattina alcuni residenti hanno chiamato la sala operativa dei vigili del fuoco ed anche il comando della polizia municipale, segnalando il forte odore di gpl. Sono arrivati subito sul posto, i vigili del fuoco di Castellammare di Stabia, poichè, quelli del distaccamento di Piano di Sorrento sono impegnati insieme ad altre squadre nel domare l’incendio sviluppatosi nella zona di Monte Comune, a Vico Equense.

Secondo quanto riscontrato dalle autorità, non si tratterebbe di una perdita dalle condotte del metano, ma semplicemente di una fuoriuscita di gas proveniente da un locale per cerimonie al momento chiuso. I vigili sono stati costretti a forzare l’ingresso della struttura, poichè la questione si era fatta abbastanza urgente e poichè i proprietari non erano rintracciabili.

E’ stato ispezionato il serbatoio del gpl sistemato nel giardino che circonda la sala per cerimonie rilevando che la perdita era partita da una valvola del contenitore che è stata chiusa. Tutto è andato per il meglio e l’allarme è rientrato.

Castellammare, Borrelli sul pitbull impiccato: “Una brutalità inaccettabile, c’è la piaga dei combattimenti clandestini”

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“Chiedo alle forze dell’ordine di indagare a fondo”

Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, ha parlato attraverso il suo profilo Facebook dell’episodio accaduto sui boschi di QuisisanaCastellammare di Stabia dove una femmina di pitbull è stata prima accoltellata e poi impiccata ad un albero.

Ecco le sue dichiarazioni:
“Una femmina di #pitbull è stata accoltellata e poi impiccata sui #boschi di #Quisisana nel comune di #CastellammarediStabia. Un episodio di una brutalità inaccettabile che nasconde sullo sfondo la piaga dei combattimenti clandestini tra cani. Fenomeno sul quale troppo poco si fa dal punto di vista investigativo. Chiedo che le forze dell’ordine indaghino a fondo su questo episodio per risalire prima di tutto ai responsabili di questo assassinio e poi agli squallidi protagonisti delle organizzazioni dei combattimenti. Voglio ringraziare i volontari e le associazioni animaliste che operano in un territorio difficile come quello di Castellammare prendendosi cura dei cani abbandonati e dei loro cuccioli sottraendoli a un crudele destino. Nella totale assenza di strutture di ricovero, poiché il canile più vicino si trova a Brusciano, queste persone sono lasciate sole a combattere questa battaglia contro delinquenti e criminali. Le istituzioni locali dovrebbero sostenere di più la loro attività a tutela dei nostri amici a quattro zampe e dovrebbero incentivare le campagne di sterilizzazione per arginare il fenomeno del randagismo e il traffico criminale di animali per i combattimenti”.

Vico Equense, ancora fiamme in Costiera: i dettagli

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Ennesimo incendio scoppiato durante la notte

Vico Equense, bruciano ancora le montagne in Costiera Sorrentina. Questa volta la zona interessata è quella di Arola: l’incendio è divampato durante la notte e solo stamattina, all’alba, sono giunti i primi soccorsi.

Secondo quanto riportato dal giornale “Il Mattino”, sarebbero due in questo momento sono i mezzi aerei in azione, ovvero un Canadair e un elicottero Erickson stanno agendo su tutta la zona interessata. A monitorare il tutto, sul posto sono giunti i vigili del fuoco, i volontari dell’Avf, la protezione civile di Vico Equense, il dos Regione campania, l’ente Parco Monti Lattari. Purtroppo, nonostante il lavoro incessante, sembrerebbe che le fiamme abbiano quasi raggiungo il centro abitato.

Ecco le parole del Sindaco Andrea Buonocore: «Sto andando sul posto per verificare il grado di pericolosità. Ma i mezzi dall’alto stanno lavorando in maniera incessante. Mi auguro che la situazione torni a breve sotto controllo».

Si esprime anche il presidente del Parco Monti Lattari Tristano Dello Ioio: «Purtroppo è nuovamente allarme. E’ necessario intervenire tempestivamente».

Torre Annunziata, droga dal Sud America: i finanzieri del Gico indagano

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Il carico partiva dal Sud America fino ad arrivare a Torre Annunziata

Torre Annunziata, “C’era un carico di cocaina pagato 178mila euro che preoccupava i Tamariscoe un loro emissario era già andato due volte in Ecuador a controllare che fine avesse fatto”, ciò emerge da una testimonianza di un finanzieri del Gico di Napoli che hanno investigato per mesi sul traffico di droga proveniente dal Sud America e diretto nel vesuviano, tutto attraverso l’aiuto di alcune persone vicine al boss Bernardo Tamarisco, presso il porto di Salerno.

Secondo quanto riportato dal giornale “Torresette”, il capo dei narcotrafficanti del rione Poverelli avrebbe gestito per anni un fiorente import di stupefacenti, da smistare alle varie piazze di spaccio della zona. Questo, grazie ai suoi legami con i narcos napoletani Salvatore Iavarone, con base in Ecuador, e Claudio Scuotto, per anni latitante in Spagna.

Già sono in atto diversi processi per almeno 15 dei più vicini al gruppo Tamarisco: la prima udienza dibattimentale è avvenuta ieri. Le indagini sono state effettuate con non poche difficoltà, dal momento che intercettare il boss è stato molto difficile poichè abile a camuffare la sua voce quando ospitava qualcuno: appena entravano ospiti in casa, la tv veniva accesa a volume altissimo e i dialoghi erano spesso in torrese stretto, con linguaggio criptico. Inoltre una chat particolare per comunicare tra loro, le telefonate avvenivano attraverso una cabina pubblica situata a Pompei, altrimenti venivano usati solo cellulari Blackberry, poichè permettevano di usare una chat “pin to pin”, simile a WhatsApp ma con accesso che avviene solo dopo l’inserimento di un pin e l’accettazione dall’altro capo del telefono.

 

 

 

 

Il Papa all’Angelus: “Esaminiamo noi stessi senza dare scandali prima di giudicare gli altri”

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“Bisogna superare le categorie”

Gesù è “libero”, “non è limitato da alcun confine o da alcun recinto” e “vuole educare” anche noi “a questa libertà interiore”. Lo ha detto il Papa all’Angelus invitando a superare le chiusure nella Chiesa.

“Occorre superare le categorie di ‘amico/nemico’, ‘noi/loro’, ‘chi è dentro/chi è fuori’, ‘mio/tuo’ e andare oltre, ad aprire il cuore per poter riconoscere la sua presenza e l’azione di Dio anche in ambiti insoliti e imprevedibili e in persone che non fanno parte della nostra cerchia”. “Invece di giudicare gli altri, dobbiamo esaminare noi stessi – ha esortato il Papa -, e ‘tagliare’ senza compromessi tutto ciò che può scandalizzare le persone più deboli nella fede”. Poi ha citato un prete che viene beatificato oggi a Marsiglia, “Jean-Baptiste Fouque, sacerdote diocesano, che rimase vice-parroco per tutta la vita. Bell’esempio per gli arrampicatori!”, ha commentato Papa Francesco.

Pompei, la CISL annuncia: “Non c’è accordo sull’orario di lavoro dei vigili urbani”

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Il Comune aveva annunciato l’accordo

Non c’è l’accordo sull’orario di lavoro dei vigili urbani della città di Pompei. Il tavolo sindacale presso la Prefettura di Napoli non ha registrato alcun punto di convergenza mentre la sospensione dello sciopero del 7 ottobre (giorno in cui si prevede a Pompei l’arrivo di decine di migliaia di pellegrini per la supplica alla Madonna del Rosario) è stata molto caldeggiata dalla Prefettura.

Il verbale sulla procedura di raffreddamento con il tavolo sindacale del 28 settembre a Napoli, diffuso dal sindacato di Funzione Pubblica della Cisl, parla chiaro: “L’atteggiamento assunto finora dall’Amministrazione è palesemente antisindacale e lesivo dei diritti dei lavoratori”. Si stigmatizza inoltre la decisione unilaterale assunta dall’Amministrazione di articolare l’orario di lavoro della Polizia Municipale senza il preventivo confronto con le parti sindacali, come sancito dalla legge, mentre i vigili urbani sono costretti a lavorare su turni antimeridiani, pomeridiani, notturni e festivi senza percepire il giusto compenso contrattuale. E’ evidente la distanza tra le parti. Inoltre non è stato possibile rivedere l’articolazione dell’orario di lavoro perché era assente il Comandante Gaetano Petrocelli. Alla fine, secondo le dichiarazioni dei sindacalisti aziendali e della Cisl Funzione Pubblica, sarebbe stata diramata dall’Amministrazione una comunicazione ai pompeiani non rispondente ai fatti reali, con l’obiettivo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalla sostanza della vertenza sindacale che non ha trovato sbocco se non nell’apertura autonoma della Cisl di transigere sullo sciopero del 7 ottobre per un senso di attaccamento alla città di Pompei, che prescinde dall’atteggiamento di scarsa disponibilità manifestata dall’amministrazione comunaledi Pietro Amitrano.

Nel frattempo tutta la questione del fondo salariale accessorio affonda sotto uno strato di ‘nebbia inquinata’ . “Nonostante i tentativi di mediazione, l’Amministrazione è restata sulla propria posizione, ed ha ribadito l’impossibilità di riconoscere il salario accessorio ai lavoratori della Polizia Municipale argomentando che per definire la questione della costituzione del fondo occorre “pazientare” ancora diversi mesi”. Tanto fa sapere la Cisl. Parlare, sul fronte opposto, di incontro costruttivo, è risibile ed offende l’intelligenza dei pompeiani dal momento che negli ultimi mesi è progressivamente aumentata la distanza tra dirigenza del comune e vertice politico di Pompei da una parte, è base dell’organico dei dipendenti (tra i quali i vigili urbani) che restano delusi ed in uno stato di profondo dissenso.