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Juve Stabia, svelati “Forza Vespe” e “Piattaforma Stabia 3.0”

Nella splendida cornice dell’Hotel dei Congressi si è tenuta la presentazione di “Forza Vespe”, magazine dedicato ai tifosi stabiesi ideato dal nuovo ufficio marketing delle Vespe. Svelato non solo il nuovo magazine ma anche l’applicazione “Stabia 3.0”. All’evento hanno partecipato in rappresentanza della Juve Stabia il Patron Franco Manniello, il Vice Presidente Giovanni Palma, il Club Manager Gianni Improta, Massimo Porrone  e Mario gallo, entrambi Project Manager, Nicola Carchia, Account Manager e Mister Fabio Caserta.

Il neo Vice Presidente, l’Avv. Palma ha precisato come l’intenzione sia pareggiare, ed anche migliorare, sul piano tributario e del marketing, i già ottimi risultati che in campo sta raggiungendo la Juve Stabia e come, ad oggi, il piano marketing della Juve Stabia sia unico in Italia.

Il tecnico Fabio Caserta si è detto felice di poter contare su una società attenta ad ogni aspetto di crescita, non solo calcistica. L’allenatore gialloblu ha poi ringraziato il Patron Manniello per tutto quello fatto quando era solo al comando della Juve Stabia, ed i nuovi Soci affiancatisi al Patron in estate.

È stato poi il turno del Club Manager, Gianni Improta, il quale ha confermato il suo legame con la piazza stabiese e la sua fiducia nella collaborazione tra Manniello, Ciccone e Palma, definendo Palma “un vulcano di idee” per le ambizioni della Juve Stabia, e sbilanciandosi sulla voglia del nuovo sodalizio gialloblu di non limitarsi alla conquista della Serie B.

I nuovi componenti dell’ufficio marketing hanno svelato Forza Vespe, il magazine che precederà le gare in casa della Juve Stabia. Il fanzine sarà composto da 16 pagine (solo la prima uscita, da domani, avrà 8 pagine) e conterrà tante curiosità sul mondo Juve Stabia. Ad affiancare il magazine ci sarà una app dedicata alle Vespe.

Nella piattaforma virtuale avranno accesso tifosi, giornalisti, calciatori e membri della Società, ognuno con proprie credenziali, che potranno prendere visione di informazioni diverse a seconda della qualifica. Stabia 3.0 conterrà anche informazioni turistiche, curiosità e parametri atletici e medici per lo staff delle Vespe, oltre a video inerenti la Juve Stabia e l’avversario di turno. Tramite l’applicazione sarà inoltre possibile acquistare biglietti e gadget.

Propedeutici a questi progetti, la crescita del brand Juve Stabia, tramite condizioni favorevoli per nuovi partner commerciali ed il miglioramento del sito internet e dei canali social gialloblu.

Orrore in una scuola di Qualiano: abusi sessuali su un bambino, arrestato il bidello

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Orrore in una scuola di Qualiano: abusi sessuali su un bambino, arrestato il bidello

Choc nell’Agro Giuglianese: un collaboratore scolastico avrebbe abusato sessualmente di un bambino, un piccolo alunno della scuola elementare di Qualiano, nella provincia di Napoli, nella quale lavora. L’orco, un uomo di 63 anni, è stato arrestato oggi dai carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania, che hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa nei confronti del 63enne dal gip del Tribunale di Napoli. L’accusa, come riferiscono i colleghi di Fanpage.it, è quella di violenza sessuale su un minore.
L’arresto giunge al termine di una complessa attività investigativa di magistrati e militari dell’Arma, che ha preso il via dopo la denuncia presentata ai carabinieri di Qualiano dalla madre del bambino, a cui il piccolo ha raccontato quanto gli è successo e gli abusi subiti dal 63enne. Stando a quanto si apprende, a scuola, quando il bambino si recava in bagno, in più di una occasione, il collaboratore scolastico ne approfittava per seguirlo e per palpeggiarlo. Genitori degli alunni del plesso in apprensione: non sarebbe ancora chiaro se l’uomo avesse questo tipo di atteggiamento solo con la piccola vittima o anche con altri bambini.

Castellammare, soppressa definitivamente la fermata di Ponte Persica: accordo Regione-EAV

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Castellammare, soppressa definitivamente la fermata di Ponte Persica: accordo Regione-EAV

Nonostante le proteste dei cittadini residenti nella zona a ridosso tra Castellammare e Pompei, che vivranno in prima persona il disagio, la fermata della Circumvesuviana di Ponte Persica verrà soppressa definitivamente.  Il Movimento Cinque Stelle è pronto a dare battaglia. “Si è discusso non poco della situazione di Ponte Persica-Ponte Izzo e del disagio che la cittadinanza sta vivendo in seguito alla soppressione della fermata della Circumvesuviana di Ponte Persica causata dai lavori per il raddoppio dei binari nella tratta Torre Annunziata – Castellammare”
Questo quanto si legge nella nota congiunta a firma della senatrice Virgina La Mura e del consigliere regionale Tommaso Malerba.
Grazie alla documentazione consegnata agli attivisti dal consigliere Malerba ed alla sua interrogazione a risposta scritta effettuata proprio nella mattinata di venerdì scorso, si è potuto apprendere che la Regione Campania, in accordo con Eav, sopprimerà definitivamente la fermata della Circumvesuviana di Ponte Persica“.
“Dato il disappunto – si legge nella nota – dei cittadini della zona presenti alla riunione, nel pomeriggio di domenica gli attivisti del M5S di Pompei e la portavoce al Senato, Virginia La Mura, hanno effettuato un sopralluogo ed incontrato la comunità locale delle zone di Ponte Izzo, Ponte Persica e Vìa Corsa. E stata un Occasione di confronto molto costruttiva, durante la quale sono stati evidenziati i disagi dei cittadini e le relative motivazioni, l’importanza strategica della fermata della Circumvesuviana”.

 

Scontro in Parlamento tra i gialloverdi su anticorruzione e piattaforma Russò

Scontro in Parlamento con emendamenti incrociati: 5 stelle ad opporsi alle norme salva Carroccio nel disegno di legge anticorruzione; i leghisti a contrastare le norme Russò.

Ieri, in Parlamento, c’è stata anche una battaglia, a suon di cavilli, fra alleati. L’ultimo fronte di scontro nella maggioranza si apre nel clima teso delle commissioni affari costituzionali e Giustizia con gli emendamenti al disegno di legge anticorruzione dove la Lega prova ad infilare una modifica sul peculato scatenando l’insurrezione dei 5 Stelle che dicono: è una norma per salvare i deputati del Carroccio.

La scintilla in quattro righe che provano a restringere la possibilità di punire chi distragga denaro pubblico quando il suo uso è normato da un regolamento interno, proprio cioè il reato delle spese pazze contestato, tra l’altro, ad alcuni leghisti a cominciare dal viceministro Rixi. Il PD denuncia il tentativo ed il movimento blocca tutto.

La seduta viene sospesa fino a che il carroccio si dice pronto alla marcia indietro ma l’atmosfera pesante rimane per l’intera seduta delle commissioni che, a sera inoltrata, danno il via libera all’arresto in flagranza per i corrotti ma anche per i casi di peculato, il traffico di influenze oltre che all’introduzione dell’agente provocatore e alla sospensione della prescrizione dopo il primo verdetto e, se questo sembrava il passaggio più difficile per la maggioranza, è diventato invece solo il primo di una serie dal momento che non è certo solo lo scontro sul peculato tra Movimento 5 Stelle e Lega su disegno di legge anticorruzione a fare alzare la tensione.

Subito dopo, infatti, ecco che è il Carroccio a partire all’assalto delle norme ribattezzate dai detrattori come salva Casaleggio. Si tratta dell’articolo 9 del ddl che equipara le fondazioni e le associazioni come Russò ai Partiti Politici, ma non estende loro gli obblighi di trasparenza e rendicontazione previsti per le formazioni politiche dall’articolo 7.

Una ferita che il deputato leghista Igor Righetti punta a stanare con un emendamento ad hoc che peraltro ampia il dovere di pubblicità di donatori e lo importi anche ai finanziamenti ricevuti per la realizzazione e la gestione di piattaforme informatiche, o siti Internet,  proprio come la mission di Russò che riceve, ogni mese, un contributo di 300 € dai parlamentari 5 Stelle destinato al mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei pentastellati.

La mossa della Lega è un invito a nozze per le opposizioni e viene letta come un rialzo del prezzo con l’alleato per ottenere, tra l’altro, il voto delle commissioni affari costituzionali e giustizia della camera nell’incontro che è previsto per domani in un clima arroventato anche dalle tensioni crescenti tra Di Maio e Salvini.

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Nocera, paura sulla tratta Napoli-Salerno: esplosione sulla linea ferroviaria, cinque feriti

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Nocera, paura sulla tratta Napoli-Salerno: esplosione sulla linea ferroviaria, cinque feriti. Uno è grave

Attimi di panico nella galleria Santa Lucia della linea ferroviaria Napoli-Salerno, nel tratto che va da Nocera Inferiore e Salerno, dove verso le 2 e mezza di questa notte, è divampato un rogo nel quale sono rimaste ferite 5 persone.
Lo rende noto l’ufficio stampa delle Ferrovie dello Stato. L’incendio sarebbe stato innescato dall’esplosione di una bombola mentre erano in corso lavori di manutenzione. Sono intervenuti i vigili del fuoco. Le fiamme hanno coinvolto un mezzo della ditta Salcef che lavora per conto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ferendo i cinque operai che sono stati soccorsi dal 118.
Il più grave, un operaio 40enne, è attualmente in prognosi riservata dopo aver riportato ustioni su varie parti del corpo. L’uomo è stato trasportato nel reparto grandi ustionati del Cardarelli di Napoli.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato di Nocera Inferiore, quelli della sottosezione della Polfer di Salerno, del posto Polfer di Nocera, i carabinieri di Nocera Superiore, i vigili del fuoco e il 118. È anche intervenuto il pm di turno della Procura di Nocera Inferiore che ha disposto indagini per accertare la dinamica dell’accaduto, se si sia trattato di un incidente e eventuali responsabilità.
La circolazione dei treni tra Salerno e Bivio Santa Lucia è sospesa. I collegamenti regionali Salerno-Caserta sono garantiti da autobus che vengono impiegati anche tra Salerno e Nocera Inferiore, a integrazione del servizio metropolitano Salerno-Napoli Campi Flegrei. I treni Intercity percorrono l’itinerario alternativo via Cava de’ Tirreni mentre i convogli ad Alta Velocità avranno origine o fine corsa a Napoli Centrale.

Urla e strepiti in Senato per il Decreto Genova. Urla e scontri anche a Napoli

Tre mesi dopo il crollo del ponte Morandi il decreto Genova è legge ma l’approvazione in Senato è arrivata a fra urla e strepiti. Nel testo anche il condono per Ischia. Un pugno alzato da Toninelli infiamma ancora più l’atmosfera ed è bagarre in aula.

Il decreto Genova diventa legge tra le proteste dell’opposizione nell’aula di Palazzo Madama. A scatenare il dissenso, il pugno alzato del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli durante la votazione. Un gesto di esultanza si giustifica lui:

“300 milioni di euro per Genova e per i Genovesi per comprare Finalmente una nuova abitazione”, dice

Ma la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati non la pensa così e afferma:

“avrei immaginato che oggi fosse davvero una giornata diversa perchè pesano su tutti i 43 morti, su tutte le coscienze nostre”

C’è poi la Fronda 5 Stelle.

10 senatori non prendono parte al voto: 167 si, 49 no, 53 astenuti e gli assenti Gregorio De Falco, Elena Fattori e Paola Nugnes che contestano il condono delle case ad Ischia. Forza Italia si astiene, Fratelli d’Italia a favore, PD contro con Matteo Renzi che attacca e dice:

“avete fatto risuonare la parola onestà e state portando un CONDONO dentro il decreto di Genova”

Ma gli scontri non finiscono qui in una giornata molto elettrica. Lega e 5stelle si sono scontrati ieri su vari fronti, anche sui rifiuti in Campania.

Torna a Napoli dopo circa un mese il ministro Salvini, presiede il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, parla di migranti e Terra dei Fuochi. Ed è su questa, sull’emergenza ambiente, l’allarme che lancia attaccando Comune e Regione sul ciclo dei rifiuti scatenando così le reazioni del Vice Premier Di Maio e del Ministro dell’ambiente Costa.

Queste le parole pronunciate da Salvini:

“non c’è un governo, c’è uno spreco servono nuovi impianti, occorre il coraggio di dire che serve un termovalorizzatore per ogni provincia”

Sui social Di Maio puntualizza:

“il termovalorizzatore non c’entra una ceppa” la Camorra, avverte, ha investito sul business degli inceneritori.

Dal canto suo, il ministro per l’ambiente Costa evidenzia che il titolare del Viminale è stato provocatorio ed è in questa atmosfera che intanto, lunedì, i due vicepremier sono attesi a Caserta per la firma di un protocollo d’Intesa, proprio sulla Terra dei Fuochi, con il Presidente del Consiglio Conte.

Per completare il quadro annotiamo che, mentre Salvini parlava in prefettura a Napoli, ci sono stati scontri in piazza tra forze dell’ordine e manifestanti con una quindicenne ferita alla testa.

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Politica

Lo Monaco: “Noi siamo il Catania. A Castellammare per vincere e risollevarci da un momento buio.”

Castellammare di Stabia– Durante la settimana che porta alla sfida di domani tra Juve Stabia e Catania, ha parlato l’Amministratore Delegato degli etnei, Pietro Lo Monaco. Queste le parole del dirigente nativo di Torre Annunziata, riportate da “La Sicilia”:

Sfida alle vespe? Quello di Castellammare di Stabia è il banco di prova ideale. Siamo il Catania e abbiamo forze e uomini per combattere alla pari. Mettiamoci alle spalle il Catanzaro e andiamo avanti. Andremo a giocare contro un club imbattuto fino ad oggi e che se dovesse vincere i due recuperi sarebbe primo in classifica. La Juve Stabia vola sull’entusiasmo di questo inizio grazie ai risultati che ha conquistato sul campo. Massimo rispetto per loro ma siamo il Catania, chiamati a fornire una prestazione degna del nostro nome.

Sottil? Siamo con Sottil e crediamo nel suo lavoro, la squadra è forte. Stiamo soffrendo l’inizio fuori luogo di questo campionato. Non è e non sarà un alibi, però abbiamo patito i mesi senza giocare, ci è stato spezzato il ritmo delle partite di Coppa che avevamo disputato e vinto. C’è stato un calo ma ci riprendiamo, non c’è miglior sfida di quella di Castellammare. Ribadisco che abbiamo costruito una squadra molto competitiva e dobbiamo dimostrarlo come avevamo fatto per esempio a Rende. Diamoci una mossa”

Comunicazione e immagine: la nuova frontiera degli studi professionali

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In un mondo dove tutti siamo un po’ editori, le tematiche della comunicazione interessano oramai da vicino anche gli studi professionali.

In una realtà di servizi professionali la comunicazione non coincide con l’advertising classica. Non esiste un prodotto con caratteristiche oggettive da poter osannare. Si comunica costantemente il proprio stile attraverso parole, atteggiamenti, scelte strategiche e, perché no, anche attraverso l’arredamento e le soluzioni tecnologiche degli uffici in cui si lavora. La comunicazione diventa “relazione”.

Oggi più che mai è chiaro che bisogna approcciarsi con molta attenzione e mai sottovalutare il valore della comunicazione. Le tradizionali attività di PR, o la presenza stampa con articoli a firma o citazioni, purché importanti e nodali, non bastano più da soli ad affermare il valore della professionalità e dell’esperienza. E non bisognerebbe mai sottovalutare le opportunità che arrivano dai social.

George Bernard Shaw sosteneva: “Con il tono giusto si può dire tutto, con quello sbagliato nulla, l’unica difficoltà è trovare quello giusto”.

Un piano di comunicazione ragionato, valido e coerente può contribuire in modo determinante al successo di un’iniziativa.

Lo scenario attuale, sia nel privato sia in ambito lavorativo, ci impone di non trascurare mai la promozione di noi stessi. Anche nel mondo degli affari è sempre la comunicazione a cui ci si affida per creare da zero o rendere più solida l’immagine di un’organizzazione con tutti gli interlocutori interni ed esterni. “Reputation” direbbero i più esperti. Per qualsiasi realtà lavorativa moderna, l’immagine è in continua metamorfosi e quindi ricca di potenzialità ma anche profondamente fragile. Per gli studi professionali questa fragilità è ancor più amplificata dalla sostanziale difformità degli interlocutori e delle loro diverse esigenze.

Non esiste un approccio univoco e vincente. C’è chi nelle relazioni si mostra crudo e brusco, e chi più cortese ed empatico, ma entrambi possono essere apprezzati da interlocutori differenti.

Ed è a questo punto che entra in campo il concetto di “immagine riflessa”. E’ quasi sempre migliore di quella dell’immagine reale, in funzione di una inevitabile differenza di valutazione che le parti identificano. L’immagine da rilasciare deve essere di stretta competenza dei vertici dell’organizzazione e dovrebbe essere condivisa da tutti i collaboratori, professionisti e persone dello staff.

Il professionista della comunicazione deve essere in grado di sincronizzare le scelte strategiche con le scelte di comunicazione affinché non vi siano “diverse immagini”, che possono risultare addirittura conflittuali o multi-direzionali. L’ufficio comunicazione può, attraverso un lavoro di ascolto e messa in atto di una strategia, evitare di generare confusione negli interlocutori per salvaguardare l’integrità comunicativa dell’organizzazione stessa.

Barano- Kikko Arcamone: “Ci tenevo a segnare per la squadra “

ECCELLENZA- Il centrocampista del Barano ci racconta del momento che sta attraversando insieme alla compagine allenata da mister Gianni Di Meglio 

L’addio di Ferrari ? “E’ brutto perché dopo tanti anni fa strano. Pietro sia fuori che dentro al campo è una persona fantastica. Non averlo più nello spogliatoio e come se hai perso un punto di riferimento”

Simone Vicidomini- E’ un Barano dai due volti. Altro giro e altra sconfitta per la squadra bianconera che sale a 7 sconfitte in campionato. La compagine bianconera sabato scorso è stata sconfitta tra le mura casalinghe del “Don Luigi Di Iorio” per 1-0 dal Casoria. C’è da dire che forse per la prima volta in questa stagione,gli aquilotti hanno giocato la miglior partita,mettendo in campo tanto cuore e grinta. Il risultato però,alla fine ha visto premiare la formazione di mister Amoresetti. I viola praticamente con un solo tiro verso la porta hanno conquistato 3 punti importantissimi,lasciando così con l’amaro in bocca i bianconeri. Un Barano che ha avuto tante occasioni per pareggiare la partita e addirittura vincerla,ma è apparso molto sprecone sotto porta. Il gol che ha sancito la vittoria dei viola è arrivato al quarto d’ora di gioco con un colpo di testa di Siciliano. Il gol subito ha dato una scossa agli aquilotti dove proprio Kikko Arcamone ha avuto due nitide occasioni per pareggiare la gara: prima una conclusione di sinistro da ottima posizione e poi il calcio di rigore assegnato per il fallo commesso da Petrarca su Pistola. Il centrocampista però dagli undici metri si è fatto ipnotizzare da Maiellaro che ha respinto il penalty. ( 3 rigore consecutivo concesso in casa ) Il forcing finale serve a poco,che vede il Casoria espugnare il campo alla chianole per 1-0. La posizione di classifica del Barano resta precaria con solo 7 punti raccolti in 10 giornate e un attacco sempre più in difficoltà appena 6 i gol messi a segno e 17 quelli subiti-anche la difesa sembra essere diventata un punto debole per questa squadra. Per commentare la sconfitta di sabato,abbiamo intervistato proprio il capitano Kikko Arcamone,che ormai dopo l’addio di Ferrari ed Andres è diventato il faro e trascinatore del centrocampo.

Arcamone, cosa vi è mancato durante la gara sabato in cui non siete riusciti a conquistare un risultato positivo nonostante abbiamo visto il miglior Barano della stagione? “ Sicuramente ci è mancato il gol-dichiara Arcamone- abbiamo creato diverse palle gol tra cui il calcio di rigore assegnato nel primo tempo, che magari pareggiando subito la partita avrebbe reso le cose un più facili. Non riuscendo a pareggiare la partita subito,iniziano a subentrare dei fattori,come il tempo e la fretta che ti porta a sbagliare anche il passaggio più facile”.

Che aria tira all’interno dello spogliatoio dopo una sconfitta che in fin de conti brucia tanto?

“ L’aria nello spogliatoio in questa settimana penso e spero sia più tranquilla,perché siamo consapevoli di aver disputato una buona gara ma di aver raccolto zero. Dobbiamo lavorare solo con serenità. Ci aspettano poi due partite consecutive in casa e lì dovremmo fare punti assolutamente”.

State palesando grosse difficoltà ad andare in gol. Segnate veramente poco,soprattutto per una squadra che lotta per la salvezza. Dove sta il problema e perché fate pochi gol ?

“ Questo problema lo abbiamo avuto anche sul finale della scorsa stagione. Sappiamo che è difficile fare gol,ma non mi sento di dare la colpa a nessuno,anche perché i nostri attaccanti vengono serviti poco e non vengono messi nella giusta condizione di trovare la via del gol. Sabato abbiamo fatto il possibile,e con un pizzico di fortuna in più,potevano tranquillamente fare 2-3 gol “.

Il  Barano oltre a non riuscire a dare un trend di risultati positivi,ha perso anche Andres e Ferrari che hanno lasciato la compagine baranese. In questo momento si sente il faro portante del centrocampo visto che gioca in una posizione nevralgica ? “ E’ bello sicuramente sentirsi importante per una squadra,però c’è anche tanta responsabilità. E’ vero abbiamo perso due giocatori importanti,ma anche nel’eventualità di un cambio ci servivano numericamente. In quel ruolo comunque abbiamo Conte che ha tanti anni maturati alle spalle con questo campionato e poi Scritturale che è un giovane promettente,che sta avendo una crescita importante “.

Che idea si è fatto sull’addio dell’ex capitano Pietro Ferrari ? “ E’ brutto perché dopo tanti anni fa strano. Pietro sia fuori che dentro al campo è una persona fantastica. Non averlo più nello spogliatoio e come se hai perso un punto di riferimento. Quest’anno gli over erano pochi,lui,Monti, Chiariello ed io. In mezzo al campo riesci anche a sopperire,ma l’assenza all’interno dello spogliatoio si sente abbastanza. Se ricordi lo scorso anno aveva già detto che volevo dire addio alla squadra. Ferrari uomo spogliatoio ? “Sicuramente,perché avevi sempre un punto di riferimento su cui poter contare. E’ difficile da rimpiazzare un capitano come lui”.

Nella prossima partita andrete in trasferta, in casa del Frattamaggiore,capolista del girone A del campionato di Eccellenza, un impegno molto proibitivo sulla carta.  Cosa dovrete mettere in campo sotto l’aspetto tecnico-tattico per cercare di portare a casa un risultato positivo? Dove ci sarà da migliorare ?

“ Sicuramente dovremmo migliorare sotto porta. Le poche occasioni che ci verranno concesse le dobbiamo concretizzare al meglio. Sotto l’aspetto tecnico-tattico ci vorrà una prestazione di cuore e tanta grinta e cercare di essere più cinici possibili. Andremo a Fratta a giocarcela a viso aperto. Queste partite però non ci fanno paura,perché contro questa corazzate abbiamo dimostrato sempre tanto disputando ottime gare “.

 

Sicilia, il Tribunale fallimentare di Messina ha rigettato il concordato di Messinambiente

Nella precedente udienza di settembre, i creditori si erano opposti all’accoglimento del concordato da parte del tribunale di Messina, tra i quali l’Agenzia delle Entrate che aveva un credito di circa trenta milioni, tanto da proporre istanza di fallimento dopo che nel 2014 aveva inoltrato un pignoramento, la cui opposizione di Messinambiente venne rigettata, per cui divenne esecutivo.

Adesso la sezione fallimentare del Tribunale di Messina ha emesso il seguente dispositivo che chiuderebbe questa prima fase: «Visti gli art. 179 e 162 legge fall., dichiara l’improcedibilità del concordato preventivo proposto da Messinambiente spa in  liquidazione, aperto con decreto del 6 ottobre 2017. Dispone con separato provvedimento in ordine all’istanza di fallimento formulata dal Pubblico ministero».

La richiesta di concordato di agosto 2017 era stata ammessa dal Tribunale. A fine settembre dello stesso anno, con una delibera del Consiglio Comunale di Messina, ma con parecchi assenti, sedici consiglieri avevano votato favorevolmente al piano di rientro dai debiti di Messinambiente, impegnando una spesa di 30 milioni cui la metà all’Agenzia delle Entrate e la rimanete parte da suddividere tra i vari creditori. Senza quella delibera Messinambiente sarebbe già stata dichiarata fallita da diverso tempo poiché questa era stata la richiesta

I debiti di Messinambiente sono anche il Tfr dei dipendenti, per contributi previdenziali con l’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica che dal 2011 con il governo Monti fu trasferito all’INPS) e per altri debiti soprattutto coi fornitori.

In totale i debiti ammonterebbero a circa 100 milioni. Il solo comune di Messina, in quanto utente della Messinambiente, avrebbe con quest’ultima un debito di circa 35 milioni di euro. In atto il Comune di Messina è anche il socio di maggioranza, se non di fatto unico. Si legge infatti nel sito di Messinambiente “La Messinambiente S.p.A. è una società per azioni statutariamente a capitale misto pubblico-privato, operativa dal 18 ottobre 1998, con Capitale Sociale interamente versato. Nel 2006 il socio privato che possedeva il 49% delle azioni le ha cedute al Comune di Messina che le ha momentaneamente rilevate nelle more di individuare un nuovo partner”.

Da circa un anno la raccolta rifiuti nella Città di Messina è stata affidata a Messina Servizi Bene Comune, altra S.p.a. partecipata del Comune di Messina di cui è socio unico e nella quale sono confluiti i lavoratori di Messinambiente e Ato3 oltre che i servizi di queste ultime, quali: spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani; servizi connessi alla gestione dei centri di valorizzazione e pressatura dei rifiuti secchi provenienti dalla raccolta differenziata, di trattamento della frazione umida previsto a Mili; gestione post – operativa delle discariche dismesse; manutenzione delle aree a verde del Comune di Messina.

Tutta la vicenda dal punto di vista degli sviluppi giurisprudenziali si presenta anche imprevedibile. Il cosiddetto Giudice contabile, ovverosia la Corte dei Conti, infatti, ha funzione giurisdizionale nelle materie di contabilità pubblica, rientrando nella sua competenza i giudizi di responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici funzionari, ha potestà giudiziale piena, non sottoposta ad alcun limite circa l’accertamento di atti, fatti e comportamenti; esercita un controllo esclusivo e può estendere il processo anche ad altri soggetti non chiamati a parteciparvi. E il generale orientamento giurisprudenziale della Cassazione anche a Sezioni Unite (Cass. civ., SS. UU., 12 dicembre 2013, n. 27733, che richiama, sul punto, Cass. n. 26806 del 2013) è che il danno erariale, dai più ritenuto di natura non patrimoniale, rappresentato dal danno all’immagine dell’ente partecipante, ben può essere lesa dal comportamento illegittimo dell’amministratore o del componente dell’organo di controllo della partecipata.  In questi casi, sottolinea la Cassazione, si è ”in presenza di un cosiddetto danno erariale, ossia di un danno provocato dall’agente al patrimonio dell’ente pubblico, come ad esempio accade nel caso del danno all’immagine della pubblica amministrazione”.

Intanto, sulla pagina del neoSindaco di Messina De Luca si legge: ”PURTROPPO SUL CONCORDATO PREVENTIVO DI MESSINA AMBIENTE AVEVO RAGIONE IO: si trattava di un criminale sistema di scatole cinesi costato svariati milioni di euro nel vano tentativo di tenere in piedi un sistema clientelare e parassitario spesso attinto da profili di illiceità; BOCCIATO IL CONCORDATO PREVENTIVO DI MESSINA AMBIENTE ! A GIORNI SARÀ FORMALIZZATO IL FALLIMENTO DI MESSINA AMBIENTE ! Ma nel settore di raccolto dei rifiuti i colpi di teatro non sono finiti qui ! Dopo che sarà completata l’azione straordinaria di pulizia della città completeremo l’azione di bonifica del sistema rifiuti rendendo pubblici tutti i retroscena che hanno messo in ginocchio la città. Sono il Sindaco e mi prendo la responsabilità di tutto ! Nella mia qualità di Sindaco presenterò specifiche denunzie per interruzione di pubblico servizio rendendo pubblici i nomi e cognomi ! Per ora pensiamo e far tornare alla normalità il sistema !”.

L’opinione.

Più in generale, sarebbe l’ora che amministratori, dirigenti e funzionari, paghino di tasca propria, in maniera certa e rigorosissima. Poiché non si può continuare in questa ipocrita Italia, Sicilia, Messina e Provincia, che ognuno nel sistema pubblico-politico operi con comportamenti arroganti, sprezzanti, ineducati, dissennati, misantropi, clientelari, nepotisti, ingordi, feudali e persino al limite della cultura delinquenziale o mafiosa, causando così un depauperamento dei beni pubblici, un accrescimento di sparso debito, un restringimento dei servizi e assistenza, un innalzamento dell’estorsione fiscale e quindi a cascata un impoverimento generale della società, un aumento della disoccupazione, uno sdegno diffuso tra i cittadini, un avvilimento civile esteso.

Se il neoGoverno nazionale 5stelle-lega non prende questa Italia “dalle corna”, rivedendo tutte le leggi per chiunque, nessuno o cosa indenne, in modo chiaro, serio, certo, severissimo e con sanzioni gravose per chi non ottempera soprattutto nei termini e nei modi, non se ne uscirà mai dal decennale marcio-pubblico-politico-generale (tanto notorio quanto dissimulato) e che dagli scranni più alti all’ultimo sgabello dello Stato, Regioni e Comuni, ha risaputamente ammalorato negli anni la Penisola, riducendo molti cittadini in una condizione socio-economica regredita, difficile, se non anche drammatica.

L’immagine è tratta dal sito della partecipata Messina Servizi Bene Comune ora sostituta di Messinambiente.

Adduso Sebastiano

Rifiuti, governo diviso sull’emergenza in Campania: Di Maio attacca Salvini

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“Servono 5 inceneritori, uno per provincia”

“Servono 5 inceneritori uno per ogni provincia della Campania: sta per profilarsi una grande emergenza rifiuti e sanitaria. Se trovano la localizzazione bene, altrimenti ci pensiamo noi”. La miccia della bomba rifiuti accesa a Napoli dal vicepremier Matteo Salvini, ha il sapore della forte provocazione per l’altra metà del contratto di Governo che contro gli inceneritori ci ha costruito anni di campagna elettorale: i grillini da gialli sono diventati verdi di rabbia.

A iniziare dall’altro vicepremier Luigi Di Maio: “Quando si viene in Campania – dice – e si parla di terra dei fuochi si dovrebbero tener presenti la storia e le difficoltà di questo popolo. È un disastro legato ai rifiuti industriali provenienti da tutta Italia. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di Governo”. Anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa si rizela, e lunedì sarà a Caserta per parlare della Terra dei fuochi e di come risolvere il problema dello smaltimento dei migliaia di tonnellate di schifezze imballate o sotterrate. Le parole di Salvini hanno innescato una furiosa polemica interna al Governo e tra alleati, la seconda a stretto giro dopo quella sul condono a Ischia. Sotto accusa ci finisce anche la Regione guidata da Vincenzo De Luca il cui Piano rifiuti non prevede termovalorizzatori.

Corriere dello Sport – Il Napoli continua a sognare Cavani, ma ADL ha messo gli occhi su tre alternative

C’è anche il nuovo Ibra

Il campionato è fermo per la sosta per le Nazionali e, intanto, i club pensano già al mercato di gennaio e a come riempire le lacune presenti in rosa. Il Napoli pensa (e sogna) sempre a Cavani, ma la pista che porta all’attaccante del PSG è soltanto una suggestione. Nel frattempo, il club di Aurelio De Laurentiis non resta a guardare, anzi segue già tre alternative.

Secondo quanto si legge sulle pagine dell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il Napoli segue Piatek del Genoa, Dolberg dell’Ajax e Mariano Diaz del Real Madrid. Per l’attaccante del Genoa De Laurentiis ha già formulato un’offerta di 25 milioni ritenuta troppo bassa da Preziosi. Ma le parti si rivedranno, il Napoli però c’è. Mentre per Kasper Dolberg l’interesse è datato. Giuntoli lo scoprì quasi per sbaglio, quando andò a visionare Klaassen all’Ajax, poi Dolberg segnò in quella partita. Definito il nuovo Ibra. E infine l’occasione Mariano Diaz che ha ereditato la numero 7 al Real Madrid, ma solo quella. Perchè in oltre duecento minuti giocati non è riuscito a segnare nemmeno un gol.
Fino ad ora hanno dato grossi segni di affidabilità, soprattutto per rendimento. Ma è anche vero che tra sette mesi il discorso potrebbe essere diverso. Ecco perchè il Napoli deve tutelarsi cominciando a guardarsi intorno. In pole c’è sempre il sogno Cavani, poi via via tutti gli altri.

Napoli, al San Giovanni Bosco arrivano i Nas: partite le indagini

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Rotto il muro dell’omertà

Hanno confermato l’esistenza di allarmi e segnalazioni che risalgono ad alcuni giorni prima che scoppiasse lo scandalo. Si rompe il muro di omertà tra le corsie dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, teatro del più recente scandalo della sanità campana con centinaia di formiche che assediano una paziente intubata. Confermano alcuni infermieri, confermano alcuni parenti di pazienti.

Materiale vivo destinato al fascicolo sul San Giovanni Bosco, proprio nello stesso giorno in cui i carabinieri del Nas tornano nell’ospedale di via Briganti. Inchiesta che procede per step, ieri mattina alle sette nuovo blitz a sorpresa. Questa volta nel mirino è la buvette attigua al nosocomio (che non cura il servizio della mensa, ndr), con verifiche mirate. I carabinieri battono le indagini su licenze, autorizzazioni, permessi, si punta a verificare la correttezza di tutti i servizi appaltati in uno degli ospedali più affollati del sud Italia.

SKY Sport – Il Napoli mette gli occhi su Todibo del Tolosa, ma occhio a Juve e Inter

Il difensore arriverebbe a parametro zero

Jean-Clair Todibo è il nuovo obiettivo del Napoli. A parlarne è il sito ufficiale dell’emittente televisiva SKY Sport durante l’analisi del mercato degli svincolati. Il difensore in forza al Tolosa non ha ancora un contratto da professionista e per questo motivo verrebbe acquistato senza pagare il cartellino del calciatore. Sul classe 1999, però, non c’è solo il Napoli.

Ecco quanto si legge:
“Primo posto in campionato con sei punti di vantaggio sul Napoli e un punteggio da record, la Juventus comanda anche il girone di Champions League agevolmente nonostante l’ultima sconfitta contro il Manchester United. I bianconeri si godono il presente ma guardano anche al futuro, con un occhio sempre attento ai giovani calciatori del panorama europeo. Tra i più promettenti c’è Jean-Clair Todibo, difensore centrale classe 1999 di proprietà del Tolosa. Ragazzo molto promettente che, nonostante i suoi 19 anni, non ha ancora un contratto da professionista. Non bisognerà quindi pagare il costo del cartellino alla società per prenderlo, ma soltanto un parametro Fifa di formazione. Il Tolosa lo ha impiegato 10 volte in Ligue 1 (anche un gol per il difensore), ma ora sembra intenzionato a non volerlo più impiegare. La Juventus ha avviato i contatti e ci sta pensando, potendo contare anche sugli ottimi rapporti con l’entourage.
Non solo Juventus, però. Anche altre squadre italiane hanno chiesto informazioni su Todibo: tra queste Inter, Milan e Napoli. Ma il giovane calciatore del Tolosa è seguito anche nel resto d’Europa, soprattutto in Germania con Bayern Monaco e Lipsia interessate a lui. Nei prossimi 20 giorni il difensore classe 1999 valuterà le varie opzioni e sceglierà, a seconda del progetto tecnico e dell’offerta economica, la sua destinazione. In Italia hanno proposto un progetto tecnico importante anche Sampdoria e Sassuolo, ma la Juventus è avanti e proverà a concretizzare questo vantaggio”.

Napoli, si lancia sotto un treno della metropolitana: sospesa la linea 2

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L’episodio è avvenuto alla stazione di Mergellina

Bloccata la linea 2 del servizio ferroviario metropolitano di Napoli dove un uomo si è gettato sui binari nella stazione di Mergellina. L’ episodio è accaduto intorno alle 16 di ieri e non si conoscono ancora le generalità della vittima, il cui corpo è stato letteralmente tranciato da un vagone del mezzo Trenitalia sul binario 1.

Il personale della stazione ha attivato subito le procedure di sicurezza, evacuando l’intera area e sospendendo le corse  Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco e gli operatori del 118 sebbene le operazioni per la rimozione dei resti dell’uomo risultino complesse e di difficile esecuzione.
La dinamica di quanto accaduto è al vaglio delle forze dell’ordine e l’unico dato appurato al momento è il decesso dell’uomo, avvenuto sul colpo. Il treno che stava entrando in stazione per dirigersi ai Campi Flegrei era numerato con matricola 21276.

Gazzetta: “Fabian Ruiz migliore acquisto del Napoli, è diventato napoletano e ama la pizza”

“Ha scelto di abitare a Posillipo”

Fabian Ruiz, centrocampista del Napoli, è arrivato questa estate alla corte di Carlo Ancelotti per 30 milioni di euro dal Betis Siviglia. Era una scommessa, anche se con tutti quei soldi spesi doveva essere una certezza: gli sono bastate solo 12 giornate per dimostrare il suo valore e ritagliarsi un importante spazio in squadra.

La Gazzetta dello Sport racconta di un Fabian Ruiz integrato perfettamente anche con la città, parla di un ragazzo sempre disponibile con i tifosi e pronto a scattare selfie. Fabian Ruiz vive a Posillipo, su consiglio della società, ma adora la pizza di Concettina ai Tre Santi, nel quartiere Sanità e non perde occasione anche per gustare le specialità di pesce sul lungomare di Napoli o di Pozzuoli. La Rosea lo definisce un napoletano ormai a tutti gli effetti.

Il Governo non arretra nei confronti di Bruxelles

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Il governo non arretra e continua a difendere la manovra nonostante le critiche di Bruxelles su deficit, debito e rischio di una procedura di infrazione all’orizzonte.

La manovra è incredibilmente solida e punta sulla crescita, ribadisce il ministro dell’economia Giovanni Tria. Luigi Di Maio attacca Austria e Olanda schierati a favore di una procedura di infrazione contro l’Italia perché la legge di bilancio non rispetterebbe il patto di stabilità e crescita. Si chiedono la manovra lacrime e sangue, afferma Di Maio mentre Matteo Salvini aggiunge: austriaci e olandesi ci lascino lavorare. Il governo ha fatto importanti correzioni alla manovra a saldi invariati, spiega il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che la prossima settimana sentirà il Presidente della Commissione Europea Junker per concordare un faccia a faccia.

“mi siederò non per chiedere come valutare, come modulare la procedura di infrazione, ma per invitarlo a considerare di non avviarla”

Alla camera intanto si lavora alla manovra.

Ora gli emendamenti alla manovra sono in totale 3.500 di cui 450 della maggioranza. Lega e 5stelle propongono di tassare le bevande zuccherate, come la coca-cola, per coprire l’esclusione dell’Irap per le partite IVA fino a 100.000 €. Tra le novità spiccano anche ritorno del bonus bebè e uno scudo anti-spread per le banche non quotate.

COLLEGATA:

La triade gialloverde, Salvini, Conte, Di Maio

Vertice sul decreto fiscale: salta il condono, carcere per evasori rinviato

Vertice sul decreto fiscale: salta il condono, carcere per evasori rinviato

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Vertice a tarda sera sul decreto fiscale salta il condono, si potrà regolarizzare solo quanto dichiarato, rinviato il carcere per gli evasori.

Un vertice di maggioranza nella tarda serata per fare il punto sul decreto fiscale. Arriva lo stop al condono, restano le altre misure sulla pace fiscale, scompare la Dichiarazione Integrativa speciale: sarà possibile regolarizzare solo il dichiarato e quanto non si è riusciti a pagare a causa di assenza di liquidità o di difficoltà economiche.

Lo stop al condono è la maggiore novità del decreto fiscale è emerso dopo il vertice di ieri sera a Palazzo Chigi al termine del quale nella maggioranza non c’è pieno accordo.

Sulle modifiche no dunque alla norma che consentiva di sanare fino a 100.000 € nel limite del 30% di quanto già dichiarato al fisco. Si potranno invece correggere gli errori formali nelle dichiarazioni dei redditi pagando 200 € per ogni anno e spalmare in 5 anni il dovuto. Sarà inoltre possibile uscire da ogni grado di giudizio del processo tributario con uno sconto del 50% in caso di vittoria in primo grado, dell’80% in appello.

Altre novità.

La Guardia di Finanza potrà accedere direttamente alla banca dati dell’anagrafe dei rapporti finanziari senza chiedere autorizzazione alla magistratura.
Stop alla tassa sugli ombrelloni.
Si a una tassa del 1,5% sui Money Transfer.
Rinviata invece la questione del carcere per gli evasori.
Inoltre è pioggia di emendamenti alla manovra con bonus bebè e sconti fiscali sui pannolini.

Il Governo intanto non arretra nei confronti di Bruxelles e continua a difendere la manovra nonostante le critiche di Bruxelles su deficit, debito e rischio di una procedura di infrazione all’orizzonte.

Gianni Improta a Juve Stabia Live: Ai vertici della classifica giocandoci le nostre carte. Mercato? Priorità al gruppo

Ospite della settima puntata di Juve Stabia Live, talk show targato ViVicentro e News Mania in onda sulla pagina Stabiesi al 100%, è stato Gianni Improta, neo Club Manager, e in passato Presidente Onorario delle Vespe.

Questo un estratto delle parole dello storico dirigente gialloblù:

Il derby di Cava è stata una bellissima pagina di sport che ha fatto capire che, con un po’ di elasticità mentale e fiducia, il calcio può unire e rafforzare valori importanti. Non nascondo che il merito di tutto ciò è ovviamente di Catello Mari, ragazzo splendido e calciatore di spessore, che provai a portare a Catanzaro quando facevo parte della società calabrese.

Sapevamo i trovare di fronte una squadra forte e che gioca in modo propositivo come la Cavese. Del resto una compagine che vuole fare una stagione importante deve saper soffrire, quindi la Juve Stabia ha tenuto botta per poi colpire nel momento giusto. Forse siamo stati meno belli del solito ma efficaci puntando sulla nostra solidità. La gara con la Cavese mi ha ricordato quella tra Catanzaro e Juve Stabia, solo con meno reti.

La Società vuole raggiungere e mantenere nel tempo una struttura forte, in campo e fuori. Ora ci troviamo nelle primissime posizioni di classifica e ci giochiamo le nostre carte, consapevoli però che ci sono compagini più attrezzate di noi. Credo che sia fondamentale stare vicini, in tutte le componenti, alla Juve Stabia. L’unità è fondamentale per lavorare serenamente. C’è la possibilità che le promozioni dalla Serie C alla B diventino sette; sarebbe un fattore rilevante ma per ora non dobbiamo pensarci e restare solo concentrati sul fare bene.

Il gruppo è così compatto e completo che risulta difficile anche cercare elementi che possano migliorare l’aspetto tecnico senza compromettere l’armonia della squadra. Sono valutazioni delicate: spesso a rompere un “giocattolo” ci vuole poco e noi il nostro giocattolo non vogliamo che si rompa. Ciro Polito ha svolto un lavoro incredibile: guardiamo alle occasioni di mercato ma ci teniamo stretti i nostri ragazzi.

Il cammino della Juve Stabia la dice lunga sui valori dei ragazzi. Siamo una squadra che sa cosa deve fare: ovviamente sarebbe piacevole giocare sempre un calcio elegante ma l’importante è sempre fare risultato. Macinare punti ed andare avanti, se poi lo si può fare anche offrendo un bel calcio meglio ancora. A Castellammare ho sempre percepito affetto, ricambiato ovviamente; sono tornato per prendermi soddisfazioni. Non è detto che queste soddisfazioni debbano arrivare già in questa stagione perchè la priorità è avere una società solida che abbia una vita lunga e fiorente. Tante sono le iniziative in questo senso: vogliamo sviluppare una sinergia forte col territorio, rafforzare il brand Juve Stabia e migliorare la comunicazione. Domani sarà presentato il magazine “Forza Vespe”, distribuito allo stadio a partire della gara col Catania: vogliamo quindi raggiungere risultati importanti in ogni ambito. Ai tifosi dico di stare sereni ma anche di sostenerci in tutte le nostre iniziative.

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Milano, alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese la mostra REALITY ’80

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MILANO – Dal 20 dicembre al 23 gennaio inaugura alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese REALITY ’80, una mostra sui generis che si presenta come un caleidoscopio visivo dell’epoca.

La mostra – curata da Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio con la consulenza scientifica di Valentino Catricalà e Mario Piazza – si propone come l’avvicendamento in libera sovrapposizione cronologica e tematica di cultura, società, spettacolo, arti, design e grafica della ‘Milano da bere’.

Umberto Eco in piena Tangentopoli definì gli anni Ottanta come il ‘decennio degli effetti speciali’, e infatti il tipo di narrazione del progetto espositivo è quello di un intreccio continuo di storie e figure riferibili al decennio 1980-1990 all’interno di una ripartizione tematica e allestitiva costruita per frammenti monumentali e reperti tratti da eventi salienti, come ad esempio il circuito dinamico del Pac-Man nel formato Arcade tower da sala e la parata eteroclita di sorprese, gadget, regalissimi, inclusi nelle merendine della generazione dei paninari.

All’interno di questa ricostruzione per frammenti, lo spettatore spazia fra il modellino in scala per il congresso del PSI all’Ansaldo (1989) di Filippo Panseca, affiancato dalle Sculture Biodegradabili del decennio precedente che ne hanno preparato il terreno concettuale, procedendo attraverso una selezione di opere provenienti dalla quella fucina artistica che fu la Brown Boveri di Milano (con lavori di Stefano Arienti, Corrado Levi, Claudio Déstito, Pierluigi Pusole) e dalla speculare esperienza romana dell’ex Pastificio Cerere accostati dai dipinti in grande formato di Nathalie Du Pasquier, Salvo, Tino Stefanoni, sino a perdersi nel dedalo delle mappe segniche di Alessandro Mendini e Maurizio Giacon, come negli intarsi dopofuturisti di Ugo Nespolo e nei soggetti pittorici sovrappopolati di Marco Cingolani.

Alfabeti visivi, Re-design, Design Banale, Cosmesi, Robot Sentimentale sono poi i titoli che introducono alla esuberante e vastissima produzione del progetto multidisciplinare del gruppo Alchimia verso un design neo-moderno.
Volti, pose, tic, inflessioni comportamentali occhieggiano infine in una galleria di 50 scatti di Maria Mulas a documentare i party scintillanti degli anni del dopo-terrorismo, che anticipano la messe di documenti, memorabilia, reperti video, giornali, libri, vignette satiriche, cataloghi d’arte e display commerciali a completamento dell’allestimento, in un crescendo cromatico bubble-gum che culmina con le divise da ‘sfitinzia’ e ‘gallodidio’ dei Paninari.

La mostra è accompagnata da un catalogo-album (22×30 cm, 164 pp., 220 ill.) edito dalla Fondazione Creval, che sarà presentato al pubblico in finissage, con testi dei curatori e saggi di Mario Piazza e Valentino Catricalà, arricchito da un’antologia di interviste ai protagonisti del decennio.