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Bankitalia, palestra a Palazzo Koch per il governatore: botta e risposta Panetta-sindacato

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(Adnkronos) – Che il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, avesse a cuore la propria forma fisica era cosa nota.Non più tardi di un paio di giorni fa, durante un intervento alla Luiss su nuove tecnologie e intelligenza artificiale, aveva raccontato come utilizzasse uno smartwatch per monitorare l'attività in palestra.

Insomma, niente di particolare, se non fosse che questa palestra è stata adibita in un seminterrato all'interno di Palazzo Koch, sede dell'istituto, e che la cosa, già di per sé curiosa, abbia scatenato il sindacato autonomo Falbi, portando a un botta e risposta sulla rete intranet di Bankitalia alquanto acceso con lo stesso governatore. Per capire cosa sia successo, occorre andare per ordine.Ieri, 13 marzo, la Federazione Autonoma dei Lavoratori Banca d'Italia, il sindacato Falbi, ha diffuso internamente un comunicato dai tratti sarcastici (intitolato infatti 'Un governatore palestrato') ma fortemente critici, che l'Adnkronos ha potuto visionare, nel quale si faceva notare come, a fronte "dei risparmi voluti" dal governatore ci sia una "incoerenza" in quanto Panetta si è fatto "costruire una palestra per uso personale all'interno della Banca".

Non viene lasciato spazio nemmeno all'immaginazione, perché Falbi descrive perfettamente come sia questo spazio: "Ambiente confortevole con attrezzistica di primo piano, bagno ampio e stanza per il disimpegno", quasi un annuncio immobiliare.Da lì la domanda del sindacato, che riporta tutto a una dialettica più classica: "Mentre lavoratrici e lavoratori sono costretti a viaggiare" in seguito alle chiusure delle filiali di Bankitalia, il governatore "non intende scomodarsi nemmeno per andare in una palestra esterna alla banca.

Sorge spontaneo una domanda: chi ha pagato la palestra?I locali a chi sono stati sottratti?".

Insomma, una discussione sindacale curiosa ma in piena regola. A sorpresa è arrivata anche la risposta con "immediati chiarimenti" a domande su situazioni riguardanti Panetta.Nella replica, anche questa visionata dall'Adnkronos, la segreteria del numero uno di Palazzo Koch parla "dell'esigenza che il governatore ha, come tutti, di svolgere attività fisica" e che questa debba "tenere conto di particolari necessità di sicurezza" come ad esempio l'utilizzo della scorta "che ne limita i movimenti all'esterno" di via Nazionale.

Quanto alle spese, la replica al sindacato è chiara: cyclette, tapis-roulant e panca "sono state acquistate dal governatore, senza alcun costo per l'istituto".Mentre l'area è un semplice "locale di servizio nel piano seminterrato" che era "in precedenza inutilizzato".

Si tratta di "precisazioni superflue", scrivono per il governatore, "necessarie per evitare che l'uso nella dialettica sindacale di toni inappropriati e di affermazioni maliziose si rifletta negativamente sull'immagine dell'istituto". Insomma, una risposta rapida, puntuale e chiarificatrice.Ma non finisce qui.

Falbi, infatti, non ci sta, gli asciugamani della palestra non si lavano in casa e arriva una replica, questa volta più dettagliata.Non viene spiegato, lamenta il sindacato, "per quale motivo la palestra è accessibile, anche e solo" al Segretario del Direttorio, il funzionario Gian Luca Trequattrini "che non ha la motivazione della guardia del corpo".

E viene definita "molto grave" l'affermazione di Panetta sulla "denuncia che mette in discussione l'immagine della banca", perché "l'immagine della banca dipende dall'impegno quotidiano di oltre 7.000 dipendenti, spesso mortificati e oggetto di chiusure incomprensibili". Ma non solo: Falbi, secondo quanto appreso dall'Adnkronos, fa notare che all'interno della palestra ci sono altre attrezzature, non solo quelle citate nella risposta della segreteria, quali "bilanciere e pesi".E soprattutto, il sindacato pone l'accento su una questione delicata: "Ci si è dimenticati di fare chiarezza sull'imputazione dei costi per il rifacimento dei locali", soprattutto "bagno e disimpegno".

Cioè: il governatore può aver anche comprato gli attrezzi, ma avrebbe potuto sborsare di tasca sua i soldi per una ristrutturazione di un locale di altrui proprietà?O la ristrutturazione andava fatta a prescindere?

Anche perché, fa notare Falbi nel comunicato, "le altre palestre aperte a tutti sono state bloccate o sono quasi inagibili" e "nelle filiali i locali Casc (Centro per l'Aggregazione Sociale e Culturale tra il Personale della Banca d’Italia, ndr) non possono essere utilizzati per attività sportiva". (di Mattia Repetto)  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Striscia la Notizia, rumors su alternativa: spunta ipotesi game show

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(Adnkronos) – La notizia è di quelle epocali: Mediaset, a quanto apprende l'Adnkronos, potrebbe decidere, in un futuro molto prossimo, di far riposare 'Striscia la notizia' almeno per una parte della stagione.Il tg satirico che caratterizza l'access prime time di Canale 5 da 36 anni (ma nacque un anno prima, nel 1988 su Italia 1) è un po' in sofferenza rispetto ai fasti di qualche anno fa, quando dava filo da torcere, spesso battendola, alla concorrenza di Rai1. Gli annali della tv italiana sono punteggiati dagli scoop di 'Striscia', a volte accompagnati da reazioni scomposte fino alla rissa con i 'Tapirofori', e il vocabolario italiano si è arricchito di diversi neologismi nati nel programma ideato da Antonio Ricci, da Veline a Tapiro e 'attapirato', entrati nel linguaggio comune.  Ma dal 2020 gli ascolti, sotto i colpi della più generale crisi della tv generalista e della grande affermazione delle piattaforme on demand, si sono alquanto ridotti e nella attuale stagione (complice anche il notevole successo di Stefano De Martino con 'Affari Tuoi' su Rai1) il programma di Ricci si attesta intorno al 14% di share.

Una quota che, secondo analisti bene informati, ha reso necessaria in casa Mediaset una riflessione sui costi del programma in rapporto agli introiti pubblicitari.Così, secondo quanto apprende l'Adnkronos, sarebbe allo studio l'ipotesi di testare dei game show per l'access prime time di Canale 5.

E diverse società di produzione, da Endemol a Blu Yasmine, da Banijay a Fremantle, starebbero approntando dei numeri zero.  Ma questa voce ha dato anche il via, visto il periodo primaverile da sempre deputato al 'fanta-palinsesto' per la prossima stagione, ad un collegamento con un possibile approdo a Mediaset di Amadeus, attualmente legato a Warner Bros Discovery ma finora senza troppe soddisfazioni.Amadeus è dato infatti quasi per certo come giudice della fase serale del programma 'Amici' di Maria De Filippi (e qualche settimana fa con la moglie è stato ospite anche di 'C'è Posta per Te'). Di qui, i professionisti dell'indiscrezione si lanciano ora in un'ipotesi ancora più ardita e cioè che proprio Amadeus possa essere in futuro, nel caso trovasse un accordo per un exit strategy con Warner Bros Discovery a cui è legato con un contratto per altri tre anni, il conduttore che potrebbe rilanciare con un game show l'access prime time di Canale 5, magari in alternanza con Gerry Scotti.

Al momento, nessuna di questa ipotesi trova conferma né a Mediaset né al Nove né tantomeno da parte di Amadeus che è al lavoro per il debutto della versione italiana di 'Raid the Cage' sul Nove.Per ora, insomma, bocche cucite e Tapiri in azione. (di Antonella Nesi)  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bruce Willis, da uno studio italiano possibile terapia per rallentare la malattia che l’ha colpito

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(Adnkronos) –
Dagli endocannabinoidi una possibile terapia per rallentare la progressione della demenza frontotemporale, patologia che ha colpito la star di Hollywood Bruce Willis (69 anni).Un nuovo studio condotto presso la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma ha dimostrato un miglioramento delle condizioni cliniche – potrebbe rallentare la progressione dei sintomi – nei pazienti trattati con la molecola co-ultraPeaLut rispetto al placebo.  I risultati, pubblicati sulla rivista 'Brain Communications', arrivano dal lavoro del gruppo di ricerca diretto da Giacomo Koch, vice-direttore scientifico della Fondazione Santa Lucia Irccs e ordinario di Fisiologia all'Università di Ferrara.

La ricerca, che ha visto come primo autore Martina Assogna, ha dimostrato l'efficacia della palmitoiltanolamide (Pea) ultramicronizzata insieme all'antiossidante flavonoide luteolina (Lut) nel ridurre i sintomi cognitivi e la progressione della malattia in un periodo di 6 mesi.  La demenza frontotemporale, ricordano gli esperti, è "una patologia neurodegenerativa che interessa primariamente i lobi frontali e/o temporali del cervello e rappresenta la terza causa di demenza più frequente nella popolazione generale, oltre ad essere la prima causa di demenza neurodegenerativa nella popolazione non anziana con oltre il 70% dei casi che si manifesta tra i 45 e i 65 anni di età.E' una malattia eterogenea caratterizzata dalla presenza di disturbi del comportamento e dalla compromissione di importanti funzioni cognitive dovute alla degenerazione delle aree frontali e temporali per cui i pazienti sviluppano deficit della capacità di ragionamento, della risoluzione dei problemi e nelle interazioni sociali.

Inoltre, in alcune forme si osserva un progressivo disturbo principalmente a carico del linguaggio sia sul versante della espressione che della comprensione".L'attore di 'Die Hard' si è ritirato proprio dopo la diagnosi non riuscendo più a comunicare.   Come si manifesta la demenza frontotemporale? "A seconda dei sintomi cognitivi e comportamentali predominanti, sono state riconosciute tre principali sindromi cliniche: una che influenza il comportamento e l'interazione sociale dell'individuo (variante comportamentale della Ftd) e due forme di Ftd che interessano invece la sfera del linguaggio, con due tipi di afasia progressiva primaria riscontrabili: la variante agrammatica dell'afasia, che impedisce la corretta produzione del linguaggio, e la variante semantica di afasia, che impedisce la comprensione del linguaggio.

Inoltre – spiegano i ricercatori – in tutto lo spettro della Ftd, i sintomi cognitivi e comportamentali possono essere associati a segni extrapiramidali (depressione, rigidità, tremore e altri sintomi) o sovrapporsi alla malattia del motoneurone (ad esempio la sclerosi laterale amiotrofica).I sintomi sono progressivi e non ci sono al momento farmaci in grado di rallentare la progressione della malattia.

Attualmente, non esiste un trattamento farmacologico efficace specifico per rallentare la progressione della malattia e le strategie terapeutiche si basano principalmente sull'uso di agenti sintomatici per controllare i sintomi comportamentali".   "Recenti scoperte – prosegue l'Irccs Santa Lucia – hanno supportato l'idea che la neuroinfiammazione sia un elemento chiave nel processo che porta a sviluppare la demenza frontotemporale, alimentando l'ipotesi che nuovi farmaci mirati a modulare la neuroinfiammazione cerebrale possano potenzialmente rallentare la progressione della malattia.Negli ultimi anni una nuova molecola chiamata co-ultraPeaLut è emersa come potenziale molecola terapeutica nei disturbi neurodegenerativi correlati allo sviluppo della demenza frontotemporale, come la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), per le sue documentate proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive".  In uno studio pilota pubblicato dal gruppo di Koch nel 2020 sono stati indagati gli effetti di 1 mese di somministrazione di co-ultraPeaLut alla dose orale di 700 mg 2 volte al giorno in un campione di 17 pazienti con demenza frontotemporale.

Dall'analisi dei risultati è emerso che la co-ultraPeaLut aveva un effetto migliorativo su alcune funzioni cognitive principalmente attraverso la modulazione dell'attività dell'acido γ-amminobutirrico (Gaba), un importante neurotrasmettitore che inibisce la risposta dei neuroni moderando, tra i vari effetti, l'attività oscillatoria corticale ad alta frequenza della corteccia prefrontale".  Sulla base di queste evidenze è stato svolto uno studio clinico randomizzato, controllato contro placebo, in doppio cieco, su 50 pazienti affetti da demenza frontotemporale per valutare la sicurezza e l'efficacia della somministrazione di co-ultraPeaLut nei pazienti.Questo trial clinico randomizzato ha studiato gli effetti su pazienti trattati con co-ultraPeaLut al dosaggio orale di 700 mg + 70 mg 2 volte al giorno per 24 settimane.

Sia durante che al termine del trattamento è stato indagato l'impatto clinico della molecola sulla gravità della malattia e gli eventuali effetti sui deficit cognitivi, sui sintomi comportamentali, sulle autonomie della vita quotidiana e sui disturbi del linguaggio.  "I risultati – riferisce Koch – hanno dimostrato che il trattamento con co-ultraPeaLut ha ridotto la progressione della gravità globale della malattia nei pazienti con demenza frontotemporale.Inoltre, confrontando il co-ultraPeaLut con il gruppo placebo, abbiamo osservato un calo minore nei punteggi delle autonomie della vita quotidiana, suggerendo che il suo utilizzo può avere un ruolo aggiuntivo nel rallentare la compromissione funzionale.

Abbiamo anche osservato un vantaggio del trattamento con co-ultraPeaLut nella funzione linguistica".Secondo Silvana Morson, presidente della Aimft, Associazione italiana malattia frontotemporale, "questo studio fornisce un importante segnale per le famiglie dei malati con demenza frontotemporale, aprendo nuovi possibili scenari terapeutici in una patologia complessa che al momento non dispone di trattamenti specifici".

Conclude Koch: "Questi risultati sono promettenti soprattutto per una patologia orfana di trattamenti efficaci.Sono necessari ulteriori studi multicentrici di fase 2/3 per confermare la validità clinica di questo approccio terapeutico e per definire meglio i suoi meccanismi d'azione". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esperti: “Per Les in 10 anni con Jak inibitori cambiato paradigma terapeutico”

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(Adnkronos) – Il lupus eritematoso sistemico (Les) è una malattia autoimmune che può colpire vari organi e apparati del nostro organismo.Da qui la difficoltà nella diagnosi e nel trattamento. "Negli ultimi 10 anni, per la malattia, è cambiato il paradigma terapeutico" ed è possibile "raggiungere la remissione, spegnere una delle sue complicanze, quale la nefrite lupica, e ridurre al minimo", fino "anche a sospendere, il cortisone".

Protagonisti di questa rivoluzione sono, "in particolare, i Jak inibitori, famiglia di nuovi farmaci già disponibili in Italia da dicembre 2017 per l'artrite reumatoide".Così Fabrizio Conti, professore di Reumatologia Università Sapienza e direttore della Uoc di Reumatologia del Policlinico Umberto I di Roma, riassume all'Adnkronos Salute l'evoluzione nella gestione di questa patologia cronica che è caratterizzata da manifestazioni eritematose cutanee e mucose con sensibilità alla luce del sole, ma che può coinvolgere altri organi come rene, articolazioni e sistema nervoso centrale. "Il Les si presenta in modo variabile da persona a persona", sottolinea Rosa Pelissero, presidente Gruppo Les Odv, ma colpisce "soprattutto donne giovani in età fertile".

Il rapporto di incidenza tra femmine e maschi è di 9 a 1. "Dopo la diagnosi ci si trova da un giorno all'altro malati di una malattia cronica.Si deve imparare a convivere con una nuova normalità.

La ricerca è importante: 40-50 anni fa l'obiettivo era la sopravvivenza.C'era solo il cortisone ad alti dosaggi", come cura. "L'avvento di nuovi farmaci – chiarisce – apre alla possibilità di sospenderlo e quindi anche di ridurre gli effetti collaterali e i danni" del farmaco. "La gravidanza", allora, era "assolutamente" inimmaginabile. "Oggi invece, grazie ai progressi fatti, le donne affette da lupus sanno di poter affrontare un gravidanza.

La nostra aspettativa è sempre di avere nuovi farmaci, il più efficaci possibili, con meno effetti collaterali e che possano essere somministrati su larga scala".  Il decorso della patologia, spesso, "è di tipo relapsing-remitting in cui, a fasi di attività di malattia, si alternano fasi di quiescenza – spiega Gian Domenico Sebastiani, direttore Uoc di Reumatologia dell'Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma – I Jak inibitori, piccole molecole sintetizzate chimicamente, assunte per via orale, inibiscono l'attività di diverse citochine, che sono molecole pro infiammatorie.I Jak inibitori differiscono dai farmaci usati fino ad oggi perché – precisa – vanno a colpire meccanismi mirati della patologia", ma anche perché, essendo orali, hanno più "facilità di somministrazione", cosa importante per "l'aderenza" al trattamento.

Inoltre, "per la rapidità di azione", se devono essere sospesi "smettono velocemente di agire".  Questa "nuova classe di immunomodulatori per via orale bloccano uno specifico enzima", janus chinasi, "che attiva diversi recettori cellulari – rimarca Gianluca Moroncini, professore di Medicina interna, direttore Dipartimento Scienze cliniche e molecolari, Università Politecnica delle Marche e direttore Clinica medica, Aou delle Marche – Pur riconoscendo un bersaglio molecolare specifico, in realtà, sono antinfiammatori modulatori ad ampio spettro.Il mio centro è impegnato in un trial clinico multicentrico per verificare se abbiano, nel Lupus eritematoso sistemico, un'efficacia pari a quella che hanno già dimostrato in altre malattie per le quali sono autorizzate, come l'artrite reumatoide o l'artrite psoriasica.

Attendiamo con ansia l'esito delle sperimentazioni". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry in barca con in braccio Lillibet senza salvagente: è polemica sui social

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(Adnkronos) – Ha suscitato un vero e proprio dibattito, con commenti polemici e repliche a difesa, lo scatto diffuso da Meghan Markle che ritrae il marito Harry seduto a bordo di un'imbarcazione teneramente abbracciato alla figlia, la principessa Lillibet.In apparente violazione delle norme in vigore in California per i bambini di età inferiore ai 13 anni che si trovano a bordo di barche in movimento, la bambina non indossa infatti un giubbotto di salvataggio, è stato sottolineato in diversi commenti sul servizio diffuso in occasione della Giornata internazionale della donna.

Nell'immagine si vede Harry – che indossa short e berretto da baseball – con in braccio la bimba di tre anni, con leggins e maglietta ma senza giubbotto. Il dibattito online ha toccato in particolare il tema delle responsabilità genitoriali e quello delle norme in vigore nello stato americano sul giubbotto di salvataggio, che – si precisa – deve essere conforme alle prescrizioni della Guardia Costiera, in buone condizioni e adatto all'attività da svolgere, indipendentemente dalle dimensioni del natante, fatte salve alcune eccezioni legate a particolari imbracature, alla permanenza in cabina o situazioni eccezionali.  La mancata osservanza di queste norme può potenzialmente comportare conseguenze legali per gli operatori delle imbarcazioni, sottolinea il sito GbNews, che non manca però di far notare che i Sussex sono noti per essere genitori molto attenti con Lilibet e il fratello maggiore Archie e non esclude che il natante potrebbe essere stato ormeggiato al momento della fotografia.  Malgrado ciò, sottolinea il sito, che ha cercato di mettersi in contatto con i Sussex per un commento, le reazioni degli utenti sono state anche molto allarmate: "Un bambino su una barca senza giubbotto di salvataggio mi fa rabbrividire.Abbiamo avuto diversi casi di annegamento nel nostro stato proprio per questo motivo", ha scritto un lettore. "Che cosa irresponsabile.

Persino i proprietari di animali domestici mettono i giubbotti di salvataggio ai loro cuccioli quando vanno in barca", ha aggiunto un altro.Ma molti hanno difeso la coppia, suggerendo che le circostanze potrebbero essere diverse da come appaiono.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, guai per Verstappen: zero grip in Australia. E lui scuote la testa – Video

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(Adnkronos) – Giornata da dimenticare per Max Verstappen.Dopo le prime due sessioni di prove libere della stagione, la Red Bull si dimostra indietro rispetto ad altri team della griglia, confermando così i problemi emersi nel finale della scorsa stagione.

Una situazione difficile da digerire per l'olandese, campione del mondo in carica, che non ha nascosto il suo malcontento durante i primi giri in Australia, che lo hanno visto chiudere con il quinto tempo.Sedicesimo posto invece per il compagno di squadra Liam Lawson. A Melbourne la macchina di Vertappen ha mostrato poco grip, sbandando all'uscita dalle curve, con l'olandese che ha dovuto fare gli straordinari per mantenerla all'interno del tracciato.

Nonostante non si sia lasciato andare a parole, visto anche il nuovo e durissimo regolamento Fia contro parolacce e imprecazioni, Max ha scosso più volte la testa, chiaro segno di tensione e insoddisfazione all'interno del box Red Bull.  
"Oggi il grip non era eccezionale e stavamo faticando con tutte e quattro le gomme, in particolare nel primo e nell'ultimo settore.Sembra che non siamo lassù al momento, ma lavoreremo per trovare più ritmo.

Non ci sono grossi problemi di bilanciamento, quindi penso che questo renda le cose un po' più difficili da risolvere.Ma questo non è qualcosa che non ci aspettavamo quando siamo arrivati qui.

Positivamente, penso che siamo rimasti sorpresi dal ritmo mostrato dalla macchina", ha detto a caldo Verstappen.  "Storicamente, non siamo mai stati così bravi qui a Melbourne dopo il nuovo aggiornamento dell'asfalto, quindi vedremo come andremo durante il fine settimana.Tuttavia, continueremo a lavorare per trovare un po' più di ritmo in vista delle qualifiche", ha concluso l'olandese. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo Conti compie gli anni, la dedica della moglie Francesca: “Ti amo per tutto ciò che sei”

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(Adnkronos) –
Carlo Conti ha spento 64 candeline.Il conduttore televisivo ieri, giovedì 13 marzo, ha festeggiato il compleanno e per l'occasione la moglie Francesca Vaccaro ha condiviso sui social una dedica speciale a corredo di una carrellata di foto inedite del conduttore nella sua quotidianità, lontano dai riflettori.  "Buon compleanno amore!

Ti amo per tutto ciò che sei, tutto ciò che sei stato, tutto ciò che devi ancora essere.Per l’occasione ho pensato di fare una carrellata della tua frenetica vita mondana, ti amo", ha scritto la moglie Francesca a corredo degli scatti che ritraggono il conduttore del Festival di Sanremo 2025 durante alcune attività mondane come risolvere le parole crociate, andare a pesca, dormire sul divano accanto al figlio Matteo (nato nel 2014).

E ancora: mentre osserva le galline.  L'ultimo scatto, ma non per importanza…il selfie di Carlo Conti con Topo Gigio, direttamente dal backstage della kermesse canora.   Immediata la replica del conduttore, che ha commentato con un dolce: "Amoreee".

Non sono mancati poi gli auguri dei colleghi di Carlo Conti, come Mara Venier, Caterina Balivo, Roberta Capua e Antonella Clerici che ha aggiunto tante emoji sorridenti.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Willy, i fratelli Bianchi: “Non siamo mostri”. Oggi la sentenza d’Appello bis

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(Adnkronos) – “Siamo addolorati per la morte di Willy e per il dolore della sua famiglia ma non siamo dei mostri”. È quanto hanno sostenuto Marco e Gabriele Bianchi nel corso delle dichiarazioni spontanee davanti ai giudici della Corte di Appello di Roma nel processo d’Appello bis sull’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne ucciso durante un pestaggio a Colleferro la sera del 6 settembre 2020.La procura generale nelle scorse udienze ha chiesto per entrambi la condanna all’ergastolo, senza il riconoscimento delle attenuanti generiche.

In giornata è attesa la sentenza.  “Volevo replicare quanto detto in questi anni – ha sostenuto Gabriele Bianchi presente in aula per l’ultima udienza del processo – sono stufo: da quattro anni e più vengo definito come una persona che non sono.Non vivevo di delitti, avevo una frutteria, mi svegliavo alle tre del mattino per lavorare.

Io e mio fratello abbiamo commesso degli errori e siamo pronti a pagare.In carcere sono la persona che sono sempre stata, mi sto laureando, svolgo il mio lavoro con serietà e impegno e non ho mai litigato con nessuno.

Ripeto quello che ho dichiarato nel processo per quattro anni: voglio pagare per le colpe che ho, ma non ho mai colpito Willy, non l’ho toccato.Non posso confessare una cosa che non ho fatto, sono pronto a morire in carcere ma non dirò mai che l’ho colpito.

Sono addolorato per la morte di Willy – ha detto Gabriele rivolgendosi alla madre della vittima – ho chiesto un incontro con i familiari per poterli guardare negli occhi.E se potessi cambierei le sorti di quella sera.

Prego tutte le notti che mi venga data la speranza di poter abbracciare mio figlio fuori dal carcere”.  Videocollegato dal carcere ha preso la parola anche Marco Bianchi dicendosi dispiaciuto per quello che è accaduto “per il dolore che ho dato alla famiglia di Willy.Sono responsabile per il calcio al fianco ma non quando era a terra, mi dispiace per mio fratello che è stato coinvolto in questa situazione ma non ha mai colpito Willy.

Pagherò per la mia responsabilità, ma non siamo mostri.Non meritiamo tutto questo odio mediatico, spero in una pena giusta”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emergenza maltempo a Firenze, annullato l’evento FdI ‘Spazio Cultura’

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(Adnkronos) – A causa dell'emergenza maltempo in Toscana, l'evento "Spazio Cultura, valorizzare il Passato immaginare il futuro" organizzato a Firenze dai gruppi parlamentari di Fratelli d'Italia della Camera dei deputati e del Senato, è stato annullato.Lo rende noto l'ufficio stampa di Fdi della Camera e del Senato. L'iniziativa, una due giorni di lavori dedicati alla cultura a tutto tondo -beni archeologici, pittura, audiovisivi, ma anche danza, musica e teatro- era stata presentata in Sala Nassiriya, in Senato, dai due capigruppo del partito di maggioranza, Lucio Malan per il Senato, e Galeazzo Bignami, per la Camera.

Con loro il responsabile dell'attuazione del programma di Fdi, Francesco Filini e il responsabile cultura del partito, Federico Mollicone.  Oltre a Mollicone, erano attesi gli interventi di Giovanni Donzelli deputato Fdi, responsabile dipartimento Organizzazione e Arianna Meloni, responsabile segreteria politica e adesioni di Fratelli d'Italia, moderati in sala da Davide Desario, direttore Adnkronos. Avevano assicurato la loro presenza i ministri Luca Ciriani (rapporti con il Parlamento), Alessandro Giuli, titolare dei beni culturali e Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, al tavolo con i principali dirigenti di partito.Tra gli artisti annunciati invece c'erano i nomi di Mogol, presidente onorario della Siae, del direttore d'orchestra Beatrice Venezi e del cantautore Marco Masini, per la musica, declinata in tutte le sue accezioni. Nell'evento dedicato al Cinema ('Il cinema e l'immaginario nazionale: raccontare l'italia attraverso il grande schermo') dovevano essere presenti, tra gli altri, Giampaolo Letta, vicepresidente e amministratore delegato di Medusa Film, Federica Lucisano, produttrice cinematografica, il regista Federico Moccia e l'attore Giorgio Pasotti.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Blitz di Robin Hood a Termini, manomesse le panchine anti-clochard

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(Adnkronos) –
Blitz di Robin Hood a Roma Termini.Manomesse le panchine 'anti-clochard', nella notte tra giovedì 13 e venerdì 14 marzo.

L'azione è stata rivendicata da attivisti anonimi a firma 'Robin Hood' che hanno rimosso i divisori delle panchine e portato i bracciali metallici, insieme al comunicato stampato e al simbolo degli attivisti, il cappello di Robin Hood, davanti al ministero dei Trasporti, alle Ferrovie dello Stato e al Campidoglio.  “Volete abituarci a una città che esclude, investendo sulla normalizzazione dell’odio.Noi però scegliamo di ribellarci – si legge nel comunicato affisso per le strade di Roma – E di continuare a sabotare ogni tentativo di svendere o imbruttire socialmente lo spazio comune.

Per questo abbiamo rimosso questi divisori e li abbiamo portati davanti ai palazzi delle autorità competenti.Sindaco Gualtieri, non servono divisori, ma più case popolari e meno palazzi sfitti, che siano pubblici o privati.

Ministro Salvini, invece che prendersela con i chiodi, finanzi il sistema degli Help Center di Ferrovie dello Stato". "E se il governo ha spiato giornalisti, attivisti e preti, manca soltanto la figura folkloristica: Robin Hood si candida per Paragon”, conclude il comunicato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Golotta (AbbVie): “In sviluppo Jak inibitore per Lupus eritematoso sistemico”

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(Adnkronos) – Con un'esperienza "ultraventennale in reumatologia" con l'obiettivo di "migliorare gli standard di cura e migliorare i risultati clinici per i pazienti che soffrono di queste malattie", oggi "AbbVie è impegnata a sviluppare un possibile strumento ulteriore per rispondere alle esigenze dei pazienti che soffrono di lupus eritematoso sistemico.Il Les è una malattia autoimmune estremamente complessa, caratterizzata dalla produzione di autoanticorpi che possono colpire in maniera variegata ed eterogenea diversi organi e sistemi: il sistema polmonare, il muscolo-scheletrico, la cute e il sistema nervoso centrale.

Chiaramente i sintomi variano a seconda del tipo di organo distretto coinvolto, ma ha un decorso cronico estremamente elevato e un'evoluzione estremamente imprevedibile".Lo ha detto Caterina Golotta, direttore medico AbbVie Italia, all'Adnkronos Salute, sottolineando che, "per rispondere ai bisogni insoddisfatti", la farmaceutica sta lavorando su un "inibitore di Jak, upadacitinib.

Frutto dello sforzo in ricerca e sviluppo interno, è al momento in corso di sperimentazione clinica in questo contesto". Si tratta di "un inibitore selettivo e reversibile della janus chinasi – spiega Golotta – ed è attualmente approvato e rimborsato in una serie di patologie immunologiche: l'artrite reumatoide, la spondilite anchilosante, l'artrite psoriasica, la colite ulcerosa e la dermatite atopica.Rimaniamo fiduciosi in attesa dei risultati della molecola nel programma di sviluppo del lupus eritematoso sistemico.

Tra l'altro, l'upadacitinib è attualmente in studio anche in altre 2 patologie dell'ambito immunologico: la vitiligine e l'alopecia areata".  AbbVie, evidenzia il direttore medico, "è un'azienda fortemente votata alla ricerca e sviluppo.In Italia siamo presenti con 78 studi clinici che coinvolgono circa 400 centri sperimentali.

A livello globale, l'impegno in ricerca nel 2024 è stato pari a circa 13 miliardi di dollari, che rappresenta un incremento del 66,66% rispetto all'impegno del 2023". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Modena, Pagliuca e Gerbo: Ci vorranno passione e sostegno del pubblico per l’obiettivo salvezza

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La S.S. Juve Stabia 1907 si prepara ad affrontare il Modena in un match cruciale per la stagione. Nella conferenza stampa pre-partita, tenutasi oggi presso lo stadio “Romeo Menti”, mister Pagliuca e Alberto Gerbo hanno sottolineato l’importanza della sfida e l’esigenza di un sostegno massiccio da parte dei tifosi.

Le parole di mister Pagliuca

“È una partita importante, serve grande passione come la stiamo mettendo da due anni”, ha esordito mister Pagliuca, evidenziando l’impegno costante della squadra. “I ragazzi si sono allenati bene, ma il focus deve essere sulla prestazione. Affrontiamo una squadra forte, costruita bene in tutti i reparti”.

Il tecnico ha poi ricordato i risultati ottenuti con un budget limitato: “Stiamo facendo cose importantissime con uno dei budget più bassi della categoria. È importante difendere i 120 punti fatti in questi due anni e per questo c’è bisogno dell’aiuto di tutta Castellammare”.

Pagliuca ha lanciato un appello alla città: “La partita di domani è una partita che ci potrebbe avvicinare all’obiettivo stagionale, deve essere un orgoglio per tutti e c’è bisogno che tutta la città di Castellammare domani aiuti la squadra, non solo a vedere la partita ma a spingere i ragazzi per tutti i 90 minuti. Domani dobbiamo dare l’ultima spinta prima della sosta”.

Riguardo all’avversario, ha dichiarato: “Mi aspetto un Modena ben organizzato con forti individualità”. Infine, ha espresso apprezzamento per la classe arbitrale: “Penso che tutti coloro che sono all’interno dell’ambito sportivo hanno l’ambizione di migliorarsi, come facciamo noi sacrifici anche gli arbitri li fanno ed è per questo che sabato mi son sentito di congratularmi. Penso siano tutte persone di livello altissimo”.

L’appello di Alberto Gerbo

“Sono qui perché è arrivato il momento di spingere ancora di più questi ragazzi”, ha dichiarato Gerbo, sottolineando il momento cruciale della stagione. “Domani è una partita importantissima, domani devono essere i nostri tifosi ad aiutarci per arrivare all’obiettivo. Dal riscaldamento vogliamo sentire il calore dei nostri tifosi, abbiamo fatto un percorso bellissimo ma per raggiungere l’obiettivo c’è bisogno di tutti”.

La Juve Stabia si prepara quindi ad affrontare il Modena con la determinazione di conquistare punti preziosi, forte del sostegno dei propri tifosi.

 

Groenlandia replica a Trump: “Nessuna annessione”

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(Adnkronos) –  La Groenlandia "non è aperta all'annessione" con gli Stati Uniti.In un incontro con i giornalisti, all'indomani delle nuove dichiarazioni del presidente americano secondo cui "l'annessione si farà", il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha replicato secco: "Né in base al Trattato della Nato, della Carta dell'Onu o del diritto internazionale, la Groenlandia è aperta all'annessione".

L'isola è un territorio autonomo sotto la sovranità della Danimarca.  Ieri, in un incontro nello Studio Ovale della Casa Bianca con il segretario generale della Nato Mark Rutte, Trump ha pubblicamente espresso la sua fiducia nell'annessione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti, indicando lo stesso Rutte come potenziale figura chiave nel facilitare tale acquisizione. "Penso che" l'annessione "avverrà.Sarà importante non solo per la nostra sicurezza, ma anche per la sicurezza internazionale", dice riferendosi al futuro del territorio autonomo danese. "Penso che accadrà.

Non ci ho pensato molto prima, ma sono seduto qui con un uomo che potrebbe essere molto determinante.Mark, ne abbiamo bisogno per la sicurezza internazionale", dice Trump cercando, senza successo, la complicità del numero 1 della Nato. Le elezioni di domenica scorsa in Groenlandia hanno certificato il successo del centrodestra, con l'exploit degli indipendentisti: "Sono state delle buone elezioni per noi.

La persona che ha fatto meglio è una brava persona per quanto ci riguarda, quindi ne parleremo ed è molto importante", dice. Gli Usa "ordineranno 48 rompighiaccio" e questo aiuterebbe a rafforzare la posizione degli Stati Uniti "dato che tutta quell'area sta diventando molto importante.Quindi dovremo fare un accordo su questo e la Danimarca non è in grado di farlo", dice riferendosi alla protezione che può essere garantita al territorio.

La Danimarca, dice Trump, è tagliata fuori: "Non ha nulla a che fare con questo.Una barca è attraccata lì 200 anni fa o qualcosa del genere e dicono di avere i diritti?

Non so se è vero…Abbiamo un paio di basi lì e abbiamo dei soldati, forse ne manderemo molti altri…". . —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brignone, la favola continua: trionfo nel SuperG, Coppa del Mondo a un passo

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(Adnkronos) –
Federica Brignone a un passo dalla Coppa del Mondo.La sciatrice azzurra ha trionfato nel SuperG di La Thuile, in Valle d'Aosta, in una gara accorciata dalle nevicate e dalle temperature miti dei giorni scorsi.

Brignone ha chiuso in 57"95, precedendo Sofia Goggia, seconda a un solo centesimo di ritardo e la francese Romane Miradoli, distante cinque centesimi.Per Federica è il decimo successo in stagione, e grazie a questo successo si prende il primo posto anche nella classifica dei SuperG. "Sto vivendo una giornata fantastica.

Ci tenevo a venir giù in luce verde a casa mia", ha detto a caldo Brignone, che ora ha 382 punti di vantaggio sulla svizzera Lara Gut-Behrami.Un distacco che, a quattro gare dal termine della Coppa del Mondo, da disputare a San Valley, negli Stati Uniti, mette virtualmente il trofeo nelle mani dell'azzurra. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iran e la ‘primavera nucleare’, Cina e Russia con Teheran contro Trump

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(Adnkronos) – Diplomazia, ripresa dei negoziati contro "sanzioni, pressioni o minaccia dell'uso della forza".Stop alle "sanzioni unilaterali illegali".

Cina, Iran e Russia parlano così, con un'unica voce, nel giorno dei colloqui di Pechino dedicati al dossier nucleare iraniano.Poco dopo le parole di Donald Trump, convinto che di fronte all'Iran ci siano solo due opzioni, un nuovo accordo, verso il quale spinge il presidente degli Stati Uniti, o la 'via' militare. "Le parti interessate dovrebbero impegnarsi ad affrontare le cause alla radice della situazione attuale e abbandonare sanzioni, pressioni o minacce di uso della forza", si legge nel comunicato congiunto diffuso dai media del gigante asiatico, con i tre Paesi che "ribadiscono l'importanza" del Trattato di non proliferazione nucleare. Dopo i colloqui a Pechino, che hanno visto seduti intorno allo stesso tavolo il vice ministro degli Esteri cinese Ma Zhaoxu e gli omologhi di Russia e Iran, Sergei Ryabkov e Kazem Gharibabadi, i tre Paesi chiedono di "evitare azioni che possano portare a un'escalation in modo da creare un clima favorevole e condizioni per il lavoro della diplomazia".

E così, rilevano gli osservatori, la Repubblica Popolare lavora con l'obiettivo più ampio di posizionarsi come leader globale, in alternativa agli Stati Uniti, una 'meta' che i dirigenti cinesi considerano più vicina alla luce dell'"America First". Tutto mentre l'Iran, che ha sempre rivendicato la natura "pacifica" del suo programma nucleare, ha accelerato sull'arricchimento dell'uranio.Da qui l'intensa attività diplomatica, anche europea.

La Cina – osserva Tong Zhao del think tank Carnegie Endowment for International Peace di Washington, citato dalla Cnn – "è sempre più motivata ad approfondire il proprio coinvolgimento (nel dossier nucleare iraniano) per salvaguardare i propri interessi, allargare l'influenza nella regione (con l'occhio alle risorse) e rafforzare l'immagine di potenza globale responsabile", anche dopo essersi resa protagonista lo scorso anno del disgelo tra Iran e Arabia Saudita. E, con Russia e Iran, "potrebbe anche puntare a sottolineare l'importanza degli approcci non occidentali per risolvere le sfide globali".Due Paesi con cui la Repubblica Popolare ha appena concluso esercitazioni navali congiunte che dal 2019 vedono Pechino, Mosca e Teheran insieme ogni anno nel Golfo dell'Oman.

Senza contare la cooperazione tra Iran e Russia, con i droni iraniani che hanno sostenuto le forze di Vladimir Putin nel confitto in Ucraina, innescato dall'invasione russa avviata il 24 febbraio di tre anni fa. In questo contesto si inserisce la lettera di Trump alla Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, al quale nella Repubblica Islamica spetta sempre l'ultima parola su tutto.Il presidente degli Stati Uniti ha detto di "sperare" che Teheran voglia "negoziare, perché sarebbe molto meglio" per l'Iran, altrimenti "dobbiamo fare qualcosa, perché non possiamo permettere loro un'altra arma nucleare". E Khamenei è tornato a criticare il "bullismo".

Per l'Iran, i colloqui in Cina "sono un'opportunità simbolica", perché "può continuare a dimostrare l'allineamento con Russia e Cina" e "portare avanti il messaggio di ricerca di 'engagement'", commenta Sanam Vakil, responsabile del programma Medio Oriente e Nord Africa di Chatham House, citato dalla rete americana. Nel 2018, al suo primo mandato alla Casa Bianca, Trump decise per il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo internazionale sul nucleare iraniano (Jcpoa), sottoscritto tre anni prima all'epoca dell'Amministrazione Obama, e per il ripristino di sanzioni contro la Repubblica Islamica.E' da allora che Teheran ha iniziato a fare passi indietro rispetto agli impegni assunti con quell'intesa che imponeva restrizioni alle attività iraniane in cambio della revoca di sanzioni. Il Jcpoa sottoscritto da Iran, Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia, Ue e Usa è stato sempre sostenuto da Pechino, che criticò il ritiro degli Stati Uniti, contestando le sanzioni americane contro la Repubblica Islamica.

E la "massima pressione".Oggi non è chiaro quale forma potrebbe avere un eventuale nuovo accordo con l'Iran.

Tra le incertezze c'è lo spettro dello "snapback", il meccanismo previsto dal Jcpoa – in scadenza formale a ottobre – che consente il ripristino delle sanzioni Onu e che potrebbe essere attivato entro quella data. "Siamo chiari che adotteremo tutte le misure diplomatiche per impedire all'Iran di ottenere l'atomica, questo comprende il ricorso allo snapback, se necessario", ha detto mercoledì il vice ambasciatore britannico all'Onu, James Kariuki, come riporta la Bbc. Intanto, da Pechino, Cina, Iran e Russia – in tipico stile diplomatico cinese – affermano che ogni "dialogo" deve basarsi sul "principio del rispetto reciproco".In un Iran da sempre diviso sul nucleare e 'indebolito' dai raid israeliani dello scorso anno, "hanno visto l'approccio imprevedibile, molto prepotente nei confronti di Zelensky (lo scontro del 28 febbraio nello Studio Ovale tra il presidente ucraino e il presidente e il vice presidente degli Stati Uniti) e le sue proposte stravaganti su Gaza", conclude Vakil citato anche dalla rete britannica.

E "non vogliono essere messi in quella posizione". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Egpa, Emmi (UniTs): “Arrivo anti-IL5 cambiamento epocale”

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(Adnkronos) – "E' stato un cambiamento epocale.Prima dell'avvento di questi farmaci anti-interleuchina 5, in questi pazienti non era sostanzialmente possibile pensare nel buon controllo della malattia a una riduzione, o addirittura, come riusciamo a fare oggi, a una interruzione della terapia steroidea.

Oggi questi sono obiettivi tutti raggiungibili: i pazienti con Egpa, in una buona percentuale dei casi, hanno la malattia controllata anche con la riduzione del cortisone e, in una percentuale un po' più piccola, sono in grado anche di avere la malattia controllata senza steroidi, una cosa inimmaginabile qualche anno fa".Così Giacomo Emmi, professore ordinario di Medicina interna, Dipartimento di Medicina, chirurgia e scienze della salute dell'Università di Trieste, commenta all'Adnkronos Salute, a 2 anni dal lancio di mepolizumab, l'impatto del trattamento nella gestione dell'Egpa, granulomatosi eosinofilica con poliangite, una rara e complessa patologia che coinvolge i vasi sanguigni di piccole e medie dimensioni.  Poter controllare la malattia riducendo e "addirittura eliminando, in alcuni casi, il corticosteroide" ha "un impatto importante sulla qualità di vita di queste persone – aggiunge Emmi – Il cortisone è un grande farmaco, ma a lungo termine – come nel caso di questi pazienti che, in assenza di alternative, dovevano assumerlo per tutta la vita – ha molti effetti collaterali come osteoporosi, fragilità cutanea, ma anche insonnia e un aumentato rischio di infezioni e problemi cardiovascolari".

Mepolizumab "migliora la qualità della vita perché, molto meglio tollerato, controlla la malattia e riduce drasticamente le conseguenze a lungo termine del cortisone.L'efficacia del nuovo trattamento si può ipotizzare" essere collegata al "blocco dell'interleuchina 5 che orchestra la" complessa "risposta immunitaria che sostiene la patologia". In una patologia "sistemica cronica e così complessa, ovviamente, l'approccio multidisciplinare è fondamentale – sottolinea Emmi – Questa malattia coinvolge tanti organi e apparati: alte e basse vie aeree, cuore, reni e sistema nervoso.

In questi pazienti il medico di riferimento è il reumatologo o l'immunologo clinico che si avvalgono della collaborazione di pneumologi, cardiologi, neurologi e nefrologi". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Torracca (Apacs): “Primo farmaco per Egpa una rivoluzione nella cura”

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(Adnkronos) – "L'Egpa è una malattia rara, per tanti versi ultra rara, che ha avuto un'accelerazione nelle prospettive di cura e di diagnosi, negli ultimi anni, a seguito dello sviluppo di alcuni farmaci.L'approvazione del primo farmaco indicato per la patologia, 2 anni fa, ha cambiato molto le prospettive dei pazienti rispetto a quello che poteva essere prima, quando sono stata diagnosticata io, 10 anni fa, quando sostanzialmente l'unica terapia era quella con corticosteroidi per bocca, per anni e ad alte dosi.

Oggi il paziente sta sicuramente molto meglio di quanto non stesse 10 anni fa".Lo ha detto Francesca R.

Torracca, presidente Apacs (Associazione pazienti sindrome di Churg Strauss o Egpa), all'Adnkronos Salute, a 24 mesi dall'arrivo di mepolizumab nella cura della granulomatosi eosinofila con poliangioite, nota anche come sindrome di Churg Strauss, che coinvolge i vasi sanguigni di piccole e medie dimensioni. "L'avvento dei nuovi farmaci, quindi la possibilità di non prendere più il cortisone a vita, come era un tempo – osserva Torracca – fa sì che la qualità di vita, proprio in termini di salute percepita, di possibilità di svolgere attività quotidiane e di effetti collaterali, sia totalmente cambiata.Anche il rapporto con i medici è cambiato.

Come associazione abbiamo visto, da parte dei medici, specie nelle nuove generazioni, la volontà di creare con il paziente un'alleanza che favorisce una relazione di fiducia che facilita tutto il processo di cura e anche l’aderenza terapeutica, quindi il successo" del trattamento. "La cosa più difficile, ancora adesso, è la diagnosi – sottolinea Torracca – La malattia, infatti, esordisce con dei sintomi che sono comuni a molte altre patologie respiratorie come asma e poliposi nasale, che sono spesso delle comorbidità.Un'effettiva diagnosi, soprattutto in passato, arrivava in seguito alla manifestazione vasculitica vera e propria, e quindi con un danno d'organo, a volte permanente, che portava il paziente ad essere ricoverato in urgenza.

La terapia con i nuovi farmaci permette un percorso meno traumatico di un tempo", ma purtroppo ancora "molte diagnosi arrivano tardi – rimarca – mentre a fare la differenza sul controllo dei sintomi e qualità di vita è il trattamento che si riceve" nel "lasso di tempo che intercorre tra la comparsa dei primi sintomi e la manifestazione vasculitica".  Anche il momento della diagnosi è complesso. "Da un lato c'è una sensazione di sollievo nel dare un nome e cognome alla condizione che per mesi, per anni, ti ha fatto stare male – riflette la presidente Apacs – Dall'altro c'è l'impatto di fronte alla notizia che sia una malattia cronica che è rara e che fino a qualche anno fa, digitando su 'dottor Google', dava 5 anni di vita, cosa che non era vera neanche anni fa, per fortuna.Adesso, grazie al lavoro dei medici, dell'associazione", della ricerca "delle case farmaceutiche, c'è molta più informazione.

Questo però non cambia l'approccio individuale" con l'Egpa "e per questo la nostra associazione offre annualmente dei percorsi di coaching di gruppo, per affrontare un po' quello che è il problema psicologico legato alla patologia". Oggi, come associazione "stiamo lavorando anche per il riconoscimento dell'invalidità civile, perché la patologia – spiega Torracca – non ha un codice proprio di invalidità: la malattia è attualmente valutata, in percentuale, a quella più affine, che è l'asma e che non tiene conto della maggiore complessità dell'Egpa.La patologia ha comunque un suo codice di esenzione e negli ultimi anni si sono sviluppati, in diverse regioni, dei Pdta, il percorso di diagnosi, di terapia e di cura dei pazienti con Egpa.

E' stato fatto un enorme passo avanti – sottolinea – anche grazie alla nostra associazione che, essendo l'unica, da quanto sappiamo, non solo in Italia, ma anche in Europa ad occuparsi esclusivamente di Egpa, ha fatto un grande lavoro istituzionale con la comunità scientifica, con i medici, creando una rete che ha poi fornito un supporto sul territorio coprendo praticamente tutte le regioni italiane, a sostegno dei pazienti". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Femminicidi, report: 113 donne uccise nel 2024, 61 per mano del partner

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(Adnkronos) – Nel 2024 le donne uccise sono state 113, 99 delle quali in ambito familiare o affettivo.Di queste 61 hanno trovato la morte per mano del partner e dell'ex partner.

E' quanto emerge dal report di analisi '8 Marzo–Giornata internazionale della donna', elaborato dal Servizio Analisi Criminale, che esamina, attraverso l’elaborazione degli elementi acquisiti dalla Banca dati delle Forze di polizia, la tematica della violenza di genere e della relativa azione di contrasto.  Per quanto riguarda gli omicidi con vittime donne, nel 2024 si registra per la prima volta negli ultimi anni una flessione.Dopo un costante incremento dal 2021 al 2023, infatti, il numero degli omicidi con vittime donne nel 2024 è risultato il più basso degli ultimi anni (-6% rispetto al 2023 in cui erano state uccise 120 donne).

E per quanto riguarda le vittime degli omicidi in generale, emerge che quelle di genere femminile costituiscono il 35% del totale sia nel 2023 che nel 2024.Nel biennio, l’incidenza delle vittime maggiorenni supera il 95%; nel 2024 quella delle vittime italiane si attesta all’80% del totale (86% nel 2023). 
In ambito familiare o affettivo a fronte di un andamento sostanzialmente costante degli omicidi commessi, quelli con vittime donne mostrano un progressivo decremento a partire dal 2021, facendo registrare il dato più basso nel 2023 e un leggero incremento nel 2024 (+3%).

In questo ambito le vittime di genere femminile costituiscono il 65% del totale sia nel 2023 che nel 2024.Nell’ultimo anno il 95% delle vittime donne erano maggiorenni, l’82% erano italiane. Focalizzando l’attenzione sulle persone uccise dal partner o dall'ex partner dai dati emerge che il numero degli eventi e quello delle relative vittime di genere femminile mostrano un trend sostanzialmente sovrapponibile fino al 2023.

Il 2024 fa, invece, registrare un andamento divergente: infatti, mentre il numero totale degli omicidi commessi da partner o ex partner risulta in aumento, quello delle relative vittime donne è in diminuzione: rispetto alle 64 del 2023, sono risultate essere 61, con un decremento di circa il 5%.Nel 2024 si continua a registrare la forte predominanza delle vittime di genere femminile, con un’incidenza pari all’86% (91% nel 2023).

Di queste, il 98% risulta maggiorenne e il 74% di nazionalità italiana.  Considerando i soli eventi commessi in ambito familiare o affettivo, dal report emerge che, mentre le donne, nella maggior parte dei casi, sono vittime di partner o ex partner (67% nel 2023 e 62% nel 2024), gli uomini trovano la morte prevalentemente per mano di altri parenti o conoscenti (48% nel 2023 e 44% nel 2024).Nel 2023, il 40% degli omicidi con vittime uomini è avvenuto per mano di genitori o figli (37% nel 2024) mentre per le vittime donne l’incidenza si attesta al 23% nel 2023 e al 28% nel 2024.  Per quanto riguarda il modus operandi, negli omicidi volontari di donne avvenuti nel 2024 in ambito familiare o affettivo, si rivela preminente l’uso di armi improprie o armi bianche, che ricorre in 32 casi, seguito da quello delle armi da fuoco (30 casi).

Le modalità di asfissia o soffocamento e strangolamento sono state invece utilizzate in 23 omicidi, le aggressioni in 12 casi e l’avvelenamento in soli due casi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Yvonne Sciò: “Il no a Brad Pitt? Era troppo bello. Naomi Campbell? Mi ha picchiata, c’era sangue ovunque”

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(Adnkronos) – Da ‘Non è la Rai’ al rifiuto a Brad Pitt, Yvonne Sciò si è raccontata in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, ripercorrendo la sua carriera, sin dagli esordi: “A cinque anni posavo per Vogue Bambino, facevo campagne, sfilate.Sono cresciuta così”.  Yvonne Sciò è stata uno dei volti di 'Non è la Rai', anche se per un breve periodo, e infatti oggi si pente di aver firmato per un contratto breve: "Sono pentita di aver rifiutato un contratto lungo.

Avrei guadagnato tanto, ma a quell’età credi negli ideali, i soldi non ti interessano e io avevo paura di chiudermi in una gabbia.Forse è per questo bisogno di libertà che non ho avuto una carriera lineare, ma nella vita non puoi far finta di essere qualcun altro".  Dopo il programma, Yvonne si è trasferita a Los Angeles: "L’idea che lì nessuno mi conoscesse mi spronava ancora di più ad arrivare.

Non mi importava essere popolare, volevo essere brava.Troppe volte mi è stato detto che, se ero bella, non potevo essere brava".

E su quegli anni trascorsi in America, l'attrica ricorda: "Ho fatto film e serie che qui non ha visto nessuno, magari piccoli ruoli, ma ne vado fiera.La mia mentore è Fran Drescher, che ha scritto, diretto e interpretato la serie 'La Tata', venduta in tutti i Paesi". È noto che Yvonne rifiutò più volte Brad Pitt, e al Corriere della Sera ha spiegato: "Perché era Brad Pitt: troppo bello, mi metteva soggezione.

La prima volta, a una festa a Los Angeles, lui, dall’altro lato della sala, viene diritto verso di me.Mi guarda e dice: 'You look so beautiful'.

Io muta, con la mascella aperta.Ogni volta che l’ho visto, mi ha chiesto il numero.

Voleva prendere lezioni di italiano e gli consigliai di chiedere al nostro Istituto di Cultura". Nel 2005 denunciò Naomi Campbell per averla aggredita, ma il motivo non l'hai mai capito: “Forse, quella sera era di cattivo umore. È alta due metri, muscolosa, io sono piccolina, me la sono ritrovata addosso, c’era sangue dappertutto.Eravamo amiche da anni, l’avevo raggiunta a Roma dove stava girando uno spot, ma lì disse che volevo rubarglielo: una follia”.

E ha concluso: “Le ho fatto causa soltanto perché volevo che si scusasse, ma non si è scusata”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, Norris primo in Australia? Lo ‘spoiler’ sul tabellone di Melbourne – Video

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(Adnkronos) –
Lando Norris campione del mondo?Alla vigilia dell'inizio della nuova stagione di Formula 1, il pilota McLaren è sicuramente uno dei favoriti per la vittoria finale.

Prima però ad attendere l'inglese c'è il Gran Premio d'Australia, il primo della stagione, in programma domenica 16 marzo.Una gara a cui Norris arriva con alte aspettative e uguali ambizioni, come confermato anche dagli stessi organizzatori della gara.  A Melbourne sono infatti in corso le prove generali, con gli addetti ai lavori che stanno curando tutto nei minimi dettagli.

Tra le prove effettuate ci sono anche quelle sui maxi schermi.Un video, che sta spopolando sul web, mostra il tabellone annunciare il primo posto proprio di Norris.

Lando, secondo lo scorso anno in classifica Piloti e decisivo per la vittoria del mondiale Costruttori, spera che sia di buon auspicio, la Ferrari, la più veloce nelle seconde prove libere australiane, un po' meno. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)