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Sentenze pilotate al Consiglio di Stato e al Cga della Sicilia

Uno dei degli ordini di custodia cautelare del gip di Roma riguarda l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano.

Sono in corso, su disposizione del gip di Roma Daniela Caramico D’Auria, misure di arresti domiciliari e perquisizioni per i reati di corruzione in atti giudiziari commessi in seno al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia.

L’indagine è quella relativa a presunte sentenze pilotate presso palazzo Spada. Uno degli ordini di custodia cautelare riguarda l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano (CGA) Raffaele Maria De Lipsis, accusato di corruzione. Avrebbe intascato una tangente per pilotare una delle tante sentenze che avevano come controparte clienti dell’avvocato Piero Amara, il grande regista del giro di verdetti aggiustati nell’ambito della giustizia amministrativa, arrestato un anno fa con le accuse di associazione a delinquere per la commissione di reati quali il falso e la corruzione in atti giudiziari. Insieme a lui era stato arrestato anche il suo socio, Giuseppe Calafiore.

ll nome di De Lipsis era stato uno dei primi a finire nel mirino dei pm di Roma e Messina che da oltre un anno indagano sul giro di sentenze aggiustate nei processi che riguardano la giustizia amministrativa.  Le sue sentenze, a cominciare da quelle sul contenzioso della Open land a Siracusa, sono state passate al setaccio dagli investigatori della Guardia di Finanza. Secondo gli inquirenti, insieme ad un altro ex presidente del Cga, Riccardo Virgilio, già finito agli arresti a febbraio dell’anno scorso, De Lipsis sarebbe stato tra i giudici sui quali Amara e il suo socio di studio Calafiore ricorrevano in favore dei loro clienti.

Con De Lipsis salgono a tre i giudici del Cga siciliano ad essere finiti agli arresti in un’inchiesta che, dopo le dichiarazioni di Amara e Calafiore, continua ad allargarsi a macchia d’olio e promette nuovi sviluppi. A luglio, la Procura di Messina guidata da Maurizio de Lucia aveva ottenuto l’arresto di Giuseppe Mineo, anche lui accusato di corruzione in atti giudiziari.

L’opinione.

Il neoGoverno e per esso il neoMinistro della Giustizia, rivedano urgentemente tutte le norme degli ultimi cinquant’anni in modo chiaro, serio, severo e non troppo interpretabile dalla Giurisprudenza. Ma si rivedano per tutti, nessuno indenne, anche per gli scranni più alti delle Istituzioni. È urgente, poiché il grave danno psicologico-educativo nei confronti delle generazioni di almeno gli ultimi tre decenni, ma pure di più, è sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, tanto che siamo arrivati al punto che la corruzione è un cult. Da queste pagine si è sempre detto che non si nasce così, bensì sono le leggi, la formazione, i messaggi e i deviati e diffusi esempi, specialmente oggi, pubblico-politici-mediatici-culturali, che ci veicolano e anche istigano a divenire tali.

Adduso Sebastiano

Sanremo seconda serata: i classici contro il calo di ascolti

Seconda serata per il Festival di Sanremo. All’Ariston svettano Silvestri, Turci e Negrita. Convincono gli ospiti con Mannoia e Baudo sempre presenti. Sufficienza piena per Virginia Raffaele. Prevedibili Il Volo e deludenti gli emergenti.

Vediamo come sono andati gli ascolti e le pagelle della seconda serata.

Dopo una prima serata nervosa, e con una conduzione poco azzeccata, quella di ieri riesce a decollare e se il debutto ha perso in termini di ascolto rispetto al record del 2018, la serata di ieri è stata una scommessa difficile ma sostanzialmente vinta con un ascolto pari a 9.100.000 ed uno share del 47.3% (in linea quindi con il 2018 quando ci furono 9.687.000 spettatori con il 47.7% di share) ed il tutto grazie ad un Baglioni più sereno che canta “Noi No” (e che separato da Bisio funziona meglio), ad ospiti applauditi come Mannoia, Mengoni, Cocciante, e Pippo Baudo accolto da un’ovazione, che – tutti insieme – riescono a far decollare un Festival partito male, col freno a mano tirato, e che ora sembra viaggiare più sciolto tanto che si concede anche un po’ di satira politica.

Nei dettagli, la prima parte della seconda serata (dalle 21.26 alle 23.50) ha ottenuto ieri 10 milioni 959 mila spettatori con il 46.4%; la seconda (dalle 23.55 all’1.04) 5 milioni 260 mila con il 52%. Nel 2018 la prima parte della seconda serata aveva raccolto 11 milioni 458 mila spettatori con il 46.6%, la seconda 5 milioni 867 mila con il 52.8%. Scontato il tradizionale calo di ascolti rispetto al debutto (seguito da 10 milioni 86 mila telespettatori con il 49.5%). Nel 2018 la seconda serata fece segnare un calo più netto (dal 52.1% al 47.7%).

Le Pagelle ai cantanti in gara secondo Gabriele Fazio per AGI

Achille Lauro (6): il trapper riconvertito per l’occasione sanremese al rock, che un gruppo di strafatti di una piazzetta di provincia ha paragonato al Vasco Rossi di Vita Spericolata, viene chiamato a rompere il ghiaccio ma sbaglia mira e colpisce un po’ più in basso. Canta meglio che nella prima serata, impresa decisamente semplice. La canzone resta quella che è, e anche lui resta quello che è. Facile farsi il figo con Einar, Shade e Il Volo.

Einar (2): Solo una cosa è più brutta della canzone di Einar ed è la camicia indossata da Einar mentre canta la sua canzone. Una camicia talmente brutta che quasi quasi ci vien voglia di ascoltare la canzone. Fortunatamente il dilemma ci fa vacillare il tempo che sia canzone che camicia escano di scena e vengano riportati nel manicomio criminale dove evidentemente sono state partorite. Su Spinoza scrivono: “Comunque studiare musica per ritrovarsi nell’orchestra che accompagna Einar è come prendere tre lauree e ritrovarsi ministro Di Maio”. Geni.

Il Volo (-12): Bisio presentandoli cita il testo “Non siamo un soffio di vento” e tutti annuiscono perché sanno benissimo cosa sono: assomigliano ad un soffio di vento, ma vagamente più intimo e sgarbato, specie in pubblico, in diretta, sul palco di Sanremo. Non si fa, dai. Certe cose devono restare un segreto tra te e le lenzuola del tuo letto. Sono talmente detestabili, dalla voce al look e all’atteggiamento che ci fanno venire voglia di tifare per quei compagnetti alle medie che non li hanno bullizzati abbastanza. La canzone si intitola “Musica che resta” ed è una minaccia che ci taglia la schiena dal terrore.

Arisa (6,5): Rosalba è una persona deliziosa come, e forse più, delle sue canzoni. E poi è brava; in un’altra epoca avrebbe avuto alle spalle autori che le avrebbero scritto capolavori assoluti. Nel 2019 fa quello che può, nobilitando canzoni carucce, sperando che le ricapiti sotto mano un pezzo tipo “La notte”, canzone strepitosa. “Mi sento bene” non è una canzone strepitosa, ma è strepitosa la sua interpretazione. Andrebbe clonata e distribuita nelle case del mondo intero.

Nek (5,5): Nek è bello come vent’anni fa, quando grazie al Festival e una tale Laura che non voleva dargliela lo abbiamo conosciuto. Bello anche se prima di entrare si è seduto su una panchina con la vernice ancora fresca, bello anche se ricorda Beppe Fiorello che interpreta Al Capone in una fiction Rai (cosa che prima o poi, matematicamente, accadrà), bello anche se si muove come un Take That ubriaco. Nella scaletta la sua esibizione precede l’ingresso sul palco di Pippo Baudo e finita la puntata tutti a giocare a Supermario! La magia è avvenuta: siamo tornati tutti indietro nel tempo negli anni ‘90. Forte.

Daniele Silvestri (8,5): “Argentovivo” non è un semplice pezzo ma un intero lungometraggio, una storia raccontata in pochi minuti e che non risparmia nemmeno di entrare nei particolari. La fotografia di un disagio sociale commovente. Un brano di altissimo livello, meravigliosamente complesso. Rancore non rappa soltanto ma regala un’interpretazione reale, tangibile, arrabbiata. I bookmakers li danno favoriti alle spalle di Ultimo, se davvero finisse così avremmo l’ennesima prova del decadentismo che ci sta affogando senza pietà.

Ex-Otago (6,5): rispetto alla prima esibizione hanno preso confidenza col palco e va molto meglio, il brano perlomeno esce fuori. Non è un brano da festival, non questo di festival sicuramente. In un club, senza orchestra, farebbe la sua porca figura.

Ghemon (6,5): Se solo non guardasse in camera con quegli occhioni blu da psicopatico forse ci lascerebbe la possibilità di ascoltare la canzone, che è una gran bella canzone, scritta benissimo. Non domina il palco, sembra spaesato, sembra che canti giusto perché piazzato lì, non è il suo posto, fa quasi tenerezza.

Loredana Berté (6): stesso vestito, stesse scarpe, stessi capelli…sorge il sospetto che abbia passato la notte spenta dentro l’armadio di un sottoscala dell’Ariston. Quel marsupietto passerà alla storia come la valigia di Pulp Fiction, anche se stavolta qualche ideuzza su quello che può contenere ce l’abbiamo. Loredana ci piace, ci sta simpatica, continua a rappresentare nonostante le tante peripezie e controversie, un tempo che non tornerà più, personaggi che mantengono uno stile unico, mitico, leggendario, quei personaggi che non strizzano la storia ma la scrivono. Però ad un certo punto anche basta, non tiriamo troppo la corda.

Paola Turci (7): una classe innata quella di Paola Turci, destinata, vedrete, a guidare quel purtroppo sempre più piccolo esercito di signore della canzone italiana. La sua bellezza ferma gli orologi e il pezzo è altrettanto affascinante, di quelli che non vincono mai, ma in fondo chissenefrega, che la sua presenza serva da monito, che faccia scuola e doposcuola a qualsiasi donna si atteggi a cantante solo perché capace di qualche futile ghirigori.

Negrita (8): I Negrita andrebbero preservati perché restano gli ultimi a mantenere in vita una tradizione di cantautorato rock vecchia maniera che in epoca di social e talent, un tempo in cui la musica nel mondo della musica conta sempre meno, loro ci credono maledettamente. Non cantano perché vogliono una manciata di like o, per l’amor di dio, zeri in più nel conto in banca, ma perché inseguono un’epica irraggiungibile, e la inseguono con ferocia, sapendo quanto sia irraggiungibile, ma loro se ne fregano e continuano a suonare. E bene.

Federica Carta e Shade (2): Il Museo di Johnny Cash di Nashville ha ufficialmente denunciato Federica Carta per il furto di una camicia appartenuta allo storico bluesman, infuocate le dichiarazioni della direttrice del museo Join Angela Dodson: “Non è tanto il furto, è proprio la canzone che è tremenda!”. Shade se la balla sul palco come un Mauro Repetto che, purtroppo, ha anche facoltà di cantare, come un ragazzino che ha appena deciso di marinare la scuola. Brano destinato ad un pubblico di bambini, quelli che dovrebbero star lontani da tablet e computer per evitare danni, tipo regalare like a questa canzone.

Gli ospiti

Fiorella Mannoia (7,5): Una gran signora della nostra musica che canta un gran pezzo, un’interprete di altissimo livello. Ma il pubblico italico, unanime, si chiede: ma non facevano prima a metterla in gara? Cioè….una volta che sta lì. Nella seconda parte dell’intervento duetta con Baglioni su “Quello che le donne non dicono”, splendida canzone che proprio a Sanremo, nel 1987, si classificò solo ottava per poi diventare un grande classico della musica italiana; cosa che ci ricorda, come se l’esibizione de’ Il Volo non fosse sufficiente, che il festival alle volte sa essere proprio crudele.

Pippo Baudo (10): il suo intervento dura pochissimo, il tempo studiato da un team di psicologici per non permettere al pubblico di chiedersi perché mai non conduce ancora lui. Non abbastanza però affinché dal primo all’ultimo dei telespettatori preghi che al prossimo blocco rientri lui e non Baglioni. Sul finale, dopo la pubblicità, si riapre il collegamento con l’Ariston con Pippo Baudo e molti pensano “ringiovanito Baglioni, eh…”. Nonostante le preghiere alla fine Baglioni entra e i due cominciano a raccontarsi aneddoti sconclusionati come due vecchietti davanti a un cantiere. Poi, come si risolve praticamente tutto in questa edizione del Festival, Baglioni canta.

Michelle Hunziker (4): insieme all’amico Bisio mettono in scena uno sketch difficile da comprendere e commentare. Non si spiega questo inseguimento, a tutti i costi, dei vecchi fasti del varietà italiano. Bisio sembra fissato, e ci sta, perché lui è cresciuto con quella roba lì ed era roba prestigiosissima, ma ora qualcosa non funziona, ora qualcosa non torna. Non è un’operazione vintage, non è un omaggio, è solo una faticosa rincorsa. E poi…ma perché farlo fare alla Hunziker? Il voto è basso, ma non è colpa sua, sia messo agli atti.

Marco Mengoni (7): il figlio di Bocelli, Matteo, arriva a Sanremo solo oggi, così lo buttano sul palco spacciandolo per Marco Mengoni. Chiede un Johnnie Walker, ma al bar dell’Ariston è finito, così rimediano solo un Tom Walker, un bravissimo cantante incastrato nel corpo di uno scaricatore di porto scozzese alticcio. L’effetto è ottimo. Piccola curiosità: se ascoltate il brano al contrario potrete scorgere nitidamente la voce di Mengoni che dice “sono il più figo uscito da X-Factor”. Dopo la pubblicità parte il duetto di rito con Baglioni, subito dopo aver accennato “L’essenziale” Mengoni dice “Sanremo mi ha cambiato un po’ la vita” e Baglioni risponde “Eh non sai a me…”.

Pio e Amedeo (9): l’intervento del duo comico vale l’attesa. I ragazzi pugliesi menano a destra e a manca senza sbagliarne una. Lo sketch è ben costruito, intelligente e anche raffinato, nonostante i personaggi che mettono in scena sono due tipici cafoncelli italiani. Fanno ridere di gusto mettendo in mezzo Baglioni, scazzottandolo come un pungiball, non lasciandogli il tempo di imporre la sua presenza, il suo aritmico senso dell’umorismo.

Baglioni sta lì, fa spallucce e si fa pure toccare e stiracchiare le guance, creando attimi di panico per paura che tutta l’impalcatura venisse giù. Pio e Amedeo sono scorretti, infiammati, naturali, simpatici, non falliscono dove in molti, più presi dalla voglia di far passare un certo tipo di messaggio radical chic, di significato alla loro presenza lì, hanno fallito, compresi osannati cavalli di razza della comicità italiana. Bravissimi.

Riccardo Cocciante (5): Cocciante mancava da Sanremo da una vita e ci bastano pochi secondi per capire perché. Proporlo oltre la mezzanotte è un’azione legalmente perseguibile dal codice penale. Ad accompagnarlo Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci e Graziano Galatone che non sono nient’altro che un avvertimento, un orrendo flash forward che ci mostra ciò che succederà se continuerete a dar retta a Il Volo. A seguire, ma và, entra Baglioni per il duetto; la scelta ricade ovviamente su Margherita, tutto ok, sarebbe anche un bel momento, se non si fosse fatta ‘na certa e soprattutto Cocciante non rompesse la magia dimenticandosi parte del testo, della serie “una cosa dovevi fare”.

Laura Chiatti e Michele Riondino (s.v.): e poi, ad un certo punto, forse avendo finito i defibrillatori, fanno entrare quei due figaccioni di Michele Riondino e Laura Chiatti che cantano a Un’avventura di Battisti. Il pubblico non può fare a meno di chiedersi il senso di un’ospitata fissata all’una di notte e che mai avranno fatto questi due fino a quest’ora. Comunque, come sono entrati se ne vanno.

I conduttori

Claudio Baglioni (4): Sanremo non è altro che un fastidioso intermezzo tra un pezzo e l’altro di Baglioni. Noi lo diciamo per lui eh, perché gli vogliamo bene, Sanremo a Baglioni non fa affatto bene, è un modo particolarmente pericoloso di dar sazio al suo ego. Finita questa edizione, se davvero riusciranno a portarlo via dall’Ariston (perché che sia il suo ultimo festival non ci crede nessuno), finirà insieme a Pippo Baudo in una comunità di recupero per ex conduttori del Festival. Conclude il momento dedicato a Pino Daniele dicendo “Presto tutti noi torneremo a nuotare nelle acque del cielo. A presto!”. Mmm….ok. Magari non così tanto presto.

Claudio Bisio (5): durante un monologo annuncia di non essere laureato, dopo Sanremo evidentemente punta a un Ministero. Il suo proposito di rendere il tutto più leggero, improvvisato e naturale va a farsi benedire. Si diverte, è evidente, solo nello spettacolino con la Hunziker, e ne siamo lieti, così almeno qualcuno si è divertito. Noi molto meno e, per il resto della puntata, anche lui.

Virginia Raffaele (6,5): in conferenza stampa Bisio, pubblicamente, forse perché ha capito quanto scarseggiano le idee nella stanza degli autori, la invita a improvvisare di più. Ma niente, anche stasera viene incastrata in un copione vecchio come il cucco, forse scritto dagli stessi che scrivevano i testi delle vallette di trent’anni fa. Un vero peccato. Infatti quando si prende uno spazio tutto suo ci offre finalmente, per la primissima volta (e speriamo non unica) un ottimo momento televisivo, intelligente, divertente, raffinato. Esattamente come è lei. Sfugge la logica, comunque, che spinge gli autori a farle fare qualsiasi cosa tranne ciò che sa fare meglio.

Terminato l’incubo di Alcamo in provincia di Trapani, che danneggiava vetture e aggrediva i cittadini

Terminato l’incubo che da settembre 2018 aveva danneggiato molte autovetture e denunciato innumerevoli volte dai Carabinieri.

Dal mese di settembre 2018 aveva danneggiato un numero elevatissimo di autovetture, per cui era stato denunciato innumerevoli volte dai Carabinieri di Alcamo; in uno di questi episodi, era anche stato immortalato in un video -girato da un residente di via Pia Opera Pastore e poi diventato virale tra gli alcamesi e non solo sul social network “Facebook” – mentre distruggeva con le mani il tergicristallo posteriore di una Fiat Punto nera regolarmente parcheggiata di fronte al centro SPRAR.

Ad ottobre aveva sputato in faccia al Vicesindaco di Alcamo, Vittorio Ferro e a sua moglie, mentre si trovavano a transitare in piazza Renda a bordo della loro autovettura.

Aveva anche aggredito fisicamente, in più circostanze, le operatrici del centro SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e, ultimamente, si era “specializzato” nel lancio ingiustificato di pietre, del peso di quasi 200 grammi, dal primo piano del suddetto SPRAR sulla pubblica via, col rischio tangibile che potesse provocare ben più di un semplice danneggiamento, come avvenuto l’11 dicembre u.s.

I suoi comportamenti illegali e certamente pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica avevano costretto i Carabinieri della Compagnia di Alcamo ad attuare specifici servizi di osservazione in abiti borghesi nei pressi del centro SPRAR di via Pia Opera Pastore al fine di prevenire e scongiurare, sul nascere, i reati commessi dal solito noto.

E proprio tali servizi avevano consentito, lo scorso 4 ottobre, di fermare nuovamente il delinquente mentre, dopo aver preso a calci una Renault Modus parcheggiata di fronte allo SPRAR, aveva aggredito fisicamente, strappandogli anche la t-shirt, il proprietario del veicolo che gli aveva solamente chiesto spiegazioni.

Adesso è finalmente terminato l’incubo degli alcamesi e in particolare di tutti i residenti di via Pia Opera Pastore: infatti, ieri 4 febbraio 2019, il G.I.P. del Tribunale di Trapani – su richiesta della Procura della Repubblica, che ha raccolto tutte le denunce, le segnalazioni e le operazioni di polizia effettuate dai Carabinieri della Compagnia di Alcamo negli ultimi mesi – ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di H.L., senegalese classe 96, clandestino sul territorio nazionale e con ben quattro provvedimenti di espulsione notificatigli in pochi mesi senza alcun esito.

L’uomo è stato dunque arrestato dai Carabinieri di Alcamo che hanno fotosegnalato il criminale e lo hanno immediatamente condotto presso la casa circondariale di Trapani, ove dovrà permanere fino a data da definire, per la tranquillità di residenti e operatori del centro SPRAR.

L’opinione.

Questa vicenda simile a moltissime altre, avvalora come ormai una persona qualsiasi e tanto più se non ha nulla di proprio (il colore della pelle non c’entra nulla) può forzosamente andare in giro a danneggiare i beni altrui, minacciare e aggredire la gente, senza che nonostante “innumerevoli denunce” possano essere presi solleciti provvedimenti nei suoi riguardi e a volte se non quando sono accaduti fatti tragici e spesso anche irreversibili. È questa la nota conseguenza di ipocrite depenalizzazioni dei precedenti trasversali Governi e rispettive Maggioranze parlamentari (anche per favorire risaputamente e in modo dissimulato annose caste, corporazioni e categorie che così possono operare nella propria corruzione interiore ma legalizzata). Il neoGoverno e per esso il neoMinistro della Giustizia, rivedano urgentemente tutte le norme degli ultimi cinquant’anni in modo chiaro, serio, severo e non troppo interpretabile dalla Giurisprudenza. Ma si rivedano per tutti, nessuno indenne, anche per gli scranni più alti delle Istituzioni. È urgente, poiché il grave danno psicologico-educativo nei confronti delle generazioni di almeno gli ultimi tre decenni, ma pure di più, è sotto gli occhi di chi può e vuole vedere, tanto che siamo arrivati al punto che la corruzione è un cult, come pure andarsene in giro sparando per errore e rendendo paralitico un giovane. Da queste pagine si è sempre detto che non si nasce così, bensì sono le leggi, la formazione, i messaggi e i deviati e diffusi esempi, specialmente oggi, pubblico-politici-mediatici-concettuali, che ci veicolano e anche istigano a divenire tali.

Adduso Sebastiano

Torre Annunziata, assistenza libraria anno scolastico 2018/2019: ecco come accedere al contributo

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Avviso Pubblico per richiedere l’assistenza libraria relativa all’anno scolastico 2018/2019.

Torre Annunziata, possono accedere al contributo tutti gli studenti che frequentano le scuole secondarie cittadine (medie e superiori), appartenenti a nuclei familiari con Isee relativo all’anno 2019 che rientrano nelle seguenti fasce: da 0 a 10.633 euro e da 10.633,01 a 13.300 euro.

Le risorse disponibili saranno destinate in maniera prioritaria alla copertura del fabbisogno dei richiedenti con Isee rientrante nella prima fascia. Qualora ci siano risorse residue, le stesse saranno destinate ai richiedenti della seconda fascia.

L’apposito modello di domanda sarà reperibile presso tutte le scuole secondarie del territorio, l’Ufficio Pubblica Istruzione del comune di Torre Annunziata sito in piazza Nicotera, 1 e scaricabile, dal portale istituzionale www.comune.torreannunziata.na.it. Alla richiesta dovrà essere allegata l’attestazione Isee 2019.

Il contributo verrà erogato attraverso l’emissione di voucher, il cui valore sarà determinato mediante l’applicazione delle fasce da approvare con delibera di giunta municipale.

L’istanza dovrà essere consegnata entro il 16 aprile presso l’Ufficio Pubblica Istruzione, completa dell’attestazione di frequenza redatta dalla scuola.

Per ulteriori informazioni è possibile telefonare ai numeri 081.53.58.307/303/311/304 o inviare una mail all’indirizzo torreformazione@libero.it.

Castellammare, parte un’iniziativa per restituire il verde a Monte Faito

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Ecco di cosa si tratta

Castellammare di Stabia, si è dato al via ad una straordinaria iniziativa per restituire polmoni naturali a Monte Faito. L’idea è quella di piantare un albero per ogni nuovo nato in famiglia: l’iniziativa vede la collaborazione tra il Parco Regionale dei Monti Lattari e l’associazione Pro Natura.

Per poter prendere parta all’iniziativa basterà donare un contributo di 60 euro e si riceverà un attestato di donazione con la posizione dell’albero piantato, un ciondolo ed una fetta di tronco che si potrà rendere unica con una dedica personale e si potrà poi appendere al nuovo albero.

Coloro che vorranno partecipare dovranno rivolgersi al negozio “Qualazampa” di Castellammare di Stabia. Le piantumazioni inizieranno a breve, la prima è prevista già per il prossimo mese di marzo. Poi si ricomincerà a novembre perché in primavera ed in estate è sconsigliata la piantumazione. Si spera così di poter ridare al Faito tutti gli alberi pesi a causa degli incendi degli scorsi anni. (Positanonews)

Sportitalia – Hamsik al Dalian si può ancora fare: le ultime

Hamsik al Dalian può ancora chiudersi

Alfredo Pedullà, giornalista ed esperto di mercato, ha fatto il punto sul trasferimento di Hamsik al Dalian. Questo è quanto riportato:

”Vi abbiamo sempre raccontato che per meno di 20 milioni più 5 di bonus il Napoli non avrebbe mai liberato Marek Hamsik per il Dalian Yifang. 48 ore fa erano state ottenute le garanzie sulle modalità di pagamento, ma evidentemente qualcosa non è andato per il verso giusto nella giornata di oggi. Noi pensiamo e crediamo che questa trattativa possa ugualmente andare in porto, dopo aver ottenuto tutte le garanzie possibili e immaginabili. Il capitano azzurro avrebbe dovuto completare l’iter burocratico entro venerdì, in modo da presentarsi dai suoi nuovi compagni all’interno di una pausa che prevede la ripresa dell’attività agonistica a marzo. Nel frattempo Hamsik ha svuotato gli armadietti, ha salutato gli amici, ha regalato maglie autografate ai più intimi, ha fornito ulteriori manifestazioni d’affetto e ha assistito a una festa a sorpresa appositamente organizzata per lui nella giornata di ieri. Intendiamo dire che se la sua volontà è quella di andare in Cina considerando chiuso il suo ciclo a Napoli è giusto pensare che il club azzurro ottenga tutte le garanzie necessarie. Ma è altrettanto automatico arrivare alla determinazione che una scelta fatta, davvero in tutti i sensi, non possa comprendere un’improvvisa retromarcia”

Pompei, furto in un noto bar: il titolare pubblica il video del misfatto

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Il video diventa virale in poco tempo

Pompei, un noto bar della città, frequentatissimo, è stato derubato. Il proprietario del “Delirium” non si è perso d’animo e dopo aver fatto denuncia, ha deciso di pubblicare il video dell’accaduto sulla propria pagina facebook. Di seguito riportiamo le parole del titolare dell’attività commerciale:

 «Abbiamo riflettuto un po’ prima di pubblicare questo video, ma poi abbiamo pensato che fosse necessario dare un volto a queste m… che popolano la nostra città. Ci auguriamo che condividendo riusciremo a dargli anche un nome e un cognome e infine ci auguriamo che sia la giustizia a dargli il posto che meritano. Che sia straniero, italiano, bianco o nero chi ruba deve pagare perché nulla giustifica la privazione dell’altrui libertà. Noi la mattina ci alziamo e andiamo a lavorare. Fatelo anche voi, m…».

Tanto tuonò che alla fine piovve e venne il gelo sui conti italiani

L’Italia rallenta ed anche Bruxelles è pronta a tagliare le stime come ha fatto il Fondo Monetario Internazionale che tuona contro le politiche dell’Italia ed evoca il rischio contagio dai conti italiani; rischio che potrebbe essere globale.

Il Fondo Monetario conferma, per l’Italia, una crescita del PIL allo 0,6% per il 2019 e boccia il Reddito di Cittadinanza e Quota 100, ossia le due misure simbolo della manovra gialloverde. Secondo il Fondo Monetario le due misure sono rischiose. Il reddito di cittadinanza è: “troppo alto rispetto ad analoghe pratiche a livello internazionale” – ed aggiunge – “i benefici sono relativamente più generosi al sud dove il costo della vita è più basso e quindi disincentivano il lavoro” mentre i costi di Quota 100 peseranno sulle generazioni future

Occhi puntati dunque sull’Italia e la sua crescita, o meglio la non crescita.

Con il taglio dell’istituzione di Washington, e con quello che la Commissione Europea si accinge a fare oggi, tagliando drasticamente le stime di crescita, il nostro paese non trova certo pace.

Oggi, infatti, saranno pubblicate le previsioni economiche di questo inverno e secondo indiscrezioni la crescita del prodotto interno lordo italiano dovrebbe essere tagliata allo 0,2% dall’1,2% stimato solo tre mesi fa, e questa è la previsione peggiore fatta finora. Lontana anche dal 1% di incremento del PIL fissato dal governo nella Manovra.

Fonti comunitarie, commentando le anticipazioni, tengono a precisare che la stima rivista al ribasso tiene già in considerazione gli effetti della manovra varata da Roma a dicembre: “avremo una discussione sull’Italia nelle prossime settimane” dice il presidente della commissione Junker mettendo le mani avanti preoccupato di non riaccendere, in piena campagna elettorale, il confronto con l’Italia ma, tenendo conto che l’attuale commissione rimarrà in carica fino all’autunno, sembrerebbe più propenso a spostarlo a dopo il voto di maggio.
Non è però da escludere che, di fronte ad un peggioramento dell’economia e ad un suo impatto estremamente negativo sui conti, Bruxelles non chieda una manovra correttiva sul 2019 in corso d’opera.

Tanto per far peso netto, anche per l’ufficio parlamentare di bilancio che, a sua volta, stima una crescita dello 0,4% puntualizzando – inoltre – che ci sono pesanti rischi di ulteriore ribasso, lo scenario che si apre all’orizzone è di fuoco, altro che Boom Economico e Meraviglioso 2019 quindi.

Ma il governo non ci sta e, con Di Maio ribatte:

“il Fondo Monetario ha affamato i popoli. Non può criticare l’Italia”

soccorso, in questo, dal ministro dell’economia Tria che è pronto ad affermare:

“il Fondo sottovaluta la necessità di sostenere la crescita, non c’è motivo per creare allarmismi”

Non così la pensa il presidente degli industriali Vincenzo Boccia che a Torino, dove si è aperto un tavolo dedicato al futuro dell’automotive, pone l’accento sul fatto che l’economia rallenta non soltanto in Italia e questo – afferma – rende urgenti misure a sostegno dell’Industria e ribadisce che servono soluzioni per far ripartire il paese facendo delle proposte in merito ai cantieri.

Cci sono 26 miliardi di risorse stanziate che non intaccano il deficit pubblico del paese. I dati previsionali di gennaio ci dicono che il rallentamento è ancora in atto e che quindi bisognerebbe reagire quanto prima aprendo anche un confronto serrato con il governo. Confronto che potrebbe però trasformarsi in una vertenza se non ci saranno risposte.

Grandina quindi sul PIL ed è una corsa continua ad abbassare le stime.

Bene che vada avrà ragione la banca d’Italia che aveva stimato una crescita dello 0 6% ma, come ha fatto capire Ignazio Visco dal podio del Forex, bisogna stare preoccupati un pò per cause interne e un pò internazionali per cui servono cure shock per favorire la crescita. Cure che purtroppo non sono alle viste e la gigantesca operazione su Quota 100 e Reddito di Cittadinanza non avrà impatti significativi sul PIL: serve altro, servono investimenti veri.

I cantieri sono congelati – rimarca Visco – e un intero settore sta morendo, e non è un settore qualunque perché le costruzioni sono il vero volano dell’occupazione e hanno il moltiplicatore più grande quanto è impatto sulla crescita economica.

Ciò che deve preoccupare ora – aggiunge – è che non c’è da escludere una correzione dei conti già in corso d’anno, correzione che potrebbe arrivare fino a 7-8 miliardi, e che sul prossimo biennio gravano già 52 miliardi di clausole di salvaguardia da disinnescare grazie alla nuova moda contabile che l’Italia ha adottato da qualche anno ma che in pratica è una forma differenziata di potenziale indebitamento.

Questa l’orizzonte che questa mattina l’Italia ha di fronte a se, e somiglia tanto ad un : se tutto va bene siamo rovinati!, ed in tutto questo i gialloverdi che fanno? Niente! Continuano a sparare contro chiunque non la pensi come loro, continuano a spargere ottimismo e a dire che tutto va bene ma intanto continuano a litigare anche tra loro per quasi tutto, a partire dal TAV che, per Di Maio è e resta solo un buco in una montagna (e nei conti) mentre per Salvini è una spinta all’economia, di sicuro alla sua campagna elettorale, e quindi non ci pensa proprio (per ora) a rinunciarci.

Certo poi se …… ma questo è altro!

Intanto, come recita il nostro Inno: stringamoci a coorte e tiriamo avanti sperando in bene come da sempre recitiamo con il nostro mantra dell’: Io speriamo che me la cavo

SSC Napoli, avv.Grassani: ”Hamsik? Il Dalian ha modificato termini, condizioni e garanzie”

Le parole di Grassani

Mattia Grassani, avvocato legale del Napoli, ha raccontato al quotidiano ‘Tuttosport’ le ragioni del clamoroso stop alla trattativa col Dalian. Queste le sue dichiarazioni:

”I termini, le condizioni e le garanzie non sono state rispettate, anzi modificate”.

Pompei, 21 uccellini intrappolati nelle reti tornano liberi

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Pompei, 21 uccellini intrappolati nelle reti tornano liberi

I poliziotti del Commissariato Pompei sono intervenuti in uno stabile di via Traversa Capone da cui si udiva un forte cinguettio proveniente da un ballatoio. Gli agenti, non appena raggiunto lo stesso, hanno notato subito tre reti metalliche adibite alla cattura degli uccellini ma soprattutto diversi volatili che erano già ingabbiati.

In particolare i poliziotti hanno rinvenuto un lucherino, due fanelli e nove cardellini, di cui quattro con la cosiddetta “camicia” per richiamare e catturare altri uccelli.
Tutti di specie protette di cui è vietata la detenzione.

Altri sette cardellini e due verzellini invece erano ingabbiati in uno scantinato del condominio all’aperto.

Gli uccelli sono stati visitati da un veterinario dell’ASL che ne ha accertato le buone condizioni di salute e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati poi gli stessi poliziotti del locale Commissariato a liberarli sul Vesuvio.

Repubblica – De Laurentiis ha ordinato di non nominare il Dalian: ”La trattativa con i ‘cinesi’ è saltata”

Repubblica, De Laurentiis ha deciso di non nominare il Dalian nel comunicato

Stando a quanto riporta l’edizione odierna de La Repubblica, il presidente De Laurentiis avrebbe ordinato ai suoi collaboratori di non nominare nel comunicato ufficiale il Dalian Yifang. Infatti, nel comunicato ufficiale troviamo scritto: ”Il Calcio Napoli ha deciso di soprassedere alla cessione di Marek Hamsik ai ”cinesi” poiché le modalità di pagamento della cifra pattuita non collimano con gli accordi precedentemente raggiunti”. 

Al posto del bonifico, dopo l’accordo e la cifra pattuita, i cinesi hanno cambiato modalità di pagamento all’ultimo: prestito oneroso, con diritto di riscatto. Un dietrofront che ha mandato su tutte le furie Aurelio De Laurentiis ed ha causato la rottura tra le parti.

San Giuseppe, grave incidente all’incrocio della morte: feriti in due

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Auto completamente distrutte

San Giuseppe Vesuviano, spaventoso incidente è avvenuto all’incrocio della morte, ovvero tra via Martiri di Nassiriya e via Muscettoli. La vicenda, avvenuta nel tardo pomeriggio, ha visto coinvolte due vetture di media cilindrata, che a seguito dell’impatto si sono distrutte. I due conducenti per fortuna so risultati solo feriti, grazie alle cinture di sicurezza allacciate e gli airbag  che hanno evitato il peggio.

Soccorsi immediatamente dai sanitari del 118, i due hanno riportato ferite lievi, ma tantissimo spavento e auto distrutte. Sul posto la polizia municipale di San Giuseppe Vesuviano per gli accertamenti e per dirottare il traffico, momentaneamente bloccato, sull’importante arteria che porta alla superstrada 268, e che, segnalato più volte, oramai è diventato l’incrocio della morte, dal momento che non è la prima volta che accadono episodi del genere.

Hamsik incredulo, il Napoli lo rassicura: ”C’è ancora tempo”

Corriere del Mezzogiorno, Hamsik spera ancora nel trasferimento

”C’è ancora tempo”. Queste le parole del club partenopeo a Marek Hamsik, che, dopo aver sognato uno stipendio da 9 milioni di euro per i prossimi 3 anni, tutto ad un tratto ha visto sfumare tutto, almeno per ora. Come riferisce il Corriere del Mezzogiorno, infatti, c’è ancora una possibilità che la trattativa possa sbloccarsi. Dopo un primo momento di sbandamento e delusione, lo slovacco è ancora fiducioso. Anche perché De Laurentiis è propenso ad accontentarlo, senza però farsi ingannare dal club cinese. Tuttavia, il comunicato ufficiale – spiega il quotidiano – sarebbe un atto di strategia per far uscire il Dalian Yifang allo scoperto.

Pozzuoli, sgominata la banda dei “cavalli di ritorno”

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Eseguiti 14 arresti sul territorio

Pozzuoli, sgominata la  banda dei cavalli di ritorno che ha visto eseguita una vasta operazione ad opera dei carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, diretta dal capitano De Stefano e della Tenenza di Quarto agli ordini del tenente Leonardo Rosano, conclusasi con 14 persone arrestate, ritenute responsabili a vario titolo di furto aggravato, ricettazione e riciclaggio di autovetture di lusso, utilitarie e autoarticolati.

Tra i reati commessi è emerso anche quello dell’estorsione, poichè in tre avevano preteso denaro per restituire altrettante vetture con il metodo del “cavallo di ritorno”. Il provvedimento eseguito su ordine del gip del Tribunale di Napoli, è arrivato dopo una serie di indagini svolte  tra settembre 2017 e settembre 2018, anche utilizzando intercettazioni telefoniche e ambientali e con il ricorso a pedinamenti, facilitati da sistemi GPS di rilevamento della posizione e indagini via web.

In base a ciò che è stato ricostruito, gli indagati rubavano di notte veicoli di diverse tipologie per poi prevalentemente immetterli in circuiti di ricettazione e riciclaggio nazionali e internazionali. Molte auto sono state recuperate anche in Spagna.

 

Retroscena, De Laurentiis ha telefonato Hamsik prima del comunicato: la reazione di Marek

Il Mattino, ieri la telefonata di De Laurentiis a Marek Hamsik

Sembrava fosse imminente l’annuncio di Marek Hamsik che lo avrebbe legato al Dalian per i prossimi 3 anni. E invece, ieri c’è stato un clamoroso ‘stop’, dato dal fatto che la società cinese non ha presentato la cifra pattuita. Come riferisce ‘Il Mattino’, prima del comunicato ufficiale, De Laurentiis ha chiamato il calciatore spiegandogli il motivo dell’annuncio-choc. Ovviamente il capitano azzurro non l’ha preso benissimo, perché già aveva organizzato tutto ed era pronto ad una nuova avventura che gli avrebbe garantito uno stipendio di 9 milioni di euro. Questo è quanto riportato:

”La notizia, ovviamente, ha colto di sorpresa anche l’interessato che, intanto, stava ultimando i preparativi per trasferirsi a Madrid, dove avrebbe dovuto svolgere le visite mediche tra oggi pomeriggio e domani. Il capitano s’è contrariato, e non poco. Ormai, aveva organizzato tutto per avviare la nuova avventura che gli avrebbe garantito uno stipendio di 9 milioni di euro all’anno per le prossime tre stagioni”.

Il Mattino – Hamsik-Cina, ADL infuriato blocca tutto: la situazione

Il Mattino, De Laurentiis blocca la trattativa con il Dalian per Hamsik

La trattativa con il Dalian è momentaneamente saltata. Come si evince dal comunicato ufficiale di ieri da parte della SSC Napoli, De Laurentiis ha bloccato tutto. Il patron del Napoli si è irritato e non poco per il comportamento del club cinese, che era pronto ad accogliere il capitano azzurro.

De Laurentiis ha bloccato tutto perché gli accordi iniziali erano i seguenti: cessione a titolo definitivo con pagamento immediato di 20 milioni di euro. Ieri, però, c’è stata una modifica dell’offerta del Dalian, con prestito oneroso a 5 milioni con diritto di riscatto a 15. Staremo a vedere, dunque, come si evolverà la trattativa, visto che il mercato cinese chiuderà il 28 febbraio.

“ Avevo un bel pallone rosso …” (Francesco Cecoro)

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“ Avevo un bel pallone rosso …”  ha debuttato con successo mercoledì 06 febbraio al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri e replicherà fino a Lunedì 11 Febbraio l’ottava produzione del CTB. Testo di Angela Demattè con la regia di Carmelo Rifici.

Il testo ripercorre , attraverso il dialogo tra Claudio e Margherita, un padre e una figlia , un importante e drammatico periodo storico Italiano: la nascita delle Brigate Rosse , focalizzandosi sulla relazione tra genitori e figli.

Un tavolo con due sedie , uno scrittoio , una poltroncina compongono la semplice scena che viene mantenuta per tutta la durata della rappresentazione. Bravo Andrea Castelli nei panni del padre, con un’interpretazione magistrale ha saputo incarnare un genitore comprensivo ma duro e freddo negli affetti.

Altrettanto straordinaria Francesca Porrini ovvero Margherita , figlia ribelle , contestatrice insoddisfatta della società in cui vive. I due spesso parlano in dialetto trentino, un dialetto facile da comprendere allo spettatore.

È uno spettacolo da vedere !

AVEVO UN BEL PALLONE ROSSO

NORD – TERZA PAGINA • SPETTACOLI

Al Teatro Mina Mezzadri Santa Chiara: AVEVO UN BEL PALLONE ROSSO

“ Avevo un bel pallone rosso ” di Angela Demattè, con la regia di Carmelo Rifici, coglie il conflitto generazionale tra padri e figli nella storia di Mara…

Amministrative in Sicilia. Niente election day Spreco da un milione

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Amministrative il 28 aprile in Sicilia con turno di ballottaggio il 12 maggio, dunque niente election day con le Europee di maggio . Il M5S contesta questa scelta : spreco da un milione di euro

Amministrative il prossimo 28 aprile in Sicilia, con eventuale turno di ballottaggio il 12 maggio. Dunque niente election day con le Europee di maggio. Le elezioni di secondo grado per Liberi consorzi e Città metropolitane saranno il 30 giugno. Lo ha deliberato ieri la giunta di governo riunita a Catania.
Per i sei liberi consorzi i sindaci dovranno eleggere presidente e consiglio, mentre nelle tre Città metropolitane si leggeranno solo i consigli poiché il presidente coincide con il sindaco del comune capoluogo.
Ci vorranno quindi ancora quattro mesi per tornare alla democrazia nelle ex Province, che sono commissariate da più di cinque anni. Nel frattempo sono precipitati in una grave crisi finanziaria, con Siracusa al dissesto e Messina “chiusa” dal sindaco metropolitano Cateno De Luca proprio per le gravi difficoltà finanziarie in cui versa l’ente.
Quanto alle amministrative, i comuni in cui si voterà sono 34. Tra questi Caltanissetta, Mazara del Vallo, Aci Castello, Bagheria, Monreale e Pachino.

amministrative 2019
amministrative 2019

Decisamente contestato il provvedimento da parte dell’europarlamentare del M5S Ignazio Corrao che scrive dalla sua pagina:Mentre la Sicilia arranca, la Regione Siciliana decide di buttare centinaia di migliaia di euro non accorpando le elezioni amministrative con le elezioni europee. Uno scherzetto che ci costerà quasi un milione di euro. Musumeci si vergogni”. A dichiararlo è il deputato europeo del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che stigmatizza pesantemente la scelta del presidente della Regione Siciliana Musumeci di dividere in due turni le imminenti elezioni, amministrative ed europee. “Quando deliberato dalla Regione Siciliana – spiega Corrao – è uno scempio ed è illogico per qualsiasi persona dotata di senno. Se invece la logica è quella di abbassare il quorum per monitorare il voto delle amministrative e influenzare le successive elezioni europee allora la logica c’è eccome, ma è una logica assolutamente clientelare, da stigmatizzare e che ha in ogni caso un costo bello pesante per i cittadini. La stima di un milione di euro è in ogni caso a ribasso dato che l’election day è sempre la soluzione migliore da un punto di vista logistico ed economico per le tasche dei cittadini e Musumeci non ci venga a raccontare la favoletta dei comuni che devono andare ad elezioni perché sono commissariati. Tra i comuni siciliani al voto infatti ci sono i comuni di Caltanissetta o Bagheria che sono tutt’altro che commissariati. Se si considera poi che gli eventuali ballottaggi, come deliberato da Musumeci, saranno il 12 maggio, i cittadini siciliani dovrebbero andare alle urne per ben 3 volte in un mese, tra primo turno di amministrative il 28 aprile, i ballottaggi fissati da Musumeci per il 12 maggio e le elezioni europee in programma il 26 dello stesso mese. Una follia che peraltro penalizza i siciliani che vivono fuori regione e che devono scegliere una sola data per poter rientrare a votare. Una vergogna tutta siciliana di cui Musumeci – conclude Corrao – deve prendersi totale responsabilità

Risponde l’assessore regionale alle Autonomie locali Bernardette Grasso: “La data del 28 aprile, individuata dal Governo per le prossime elezioni amministrative nell’Isola, è stata una scelta obbligata dalla decisione del Parlamento siciliano. Nella legge regionale, che consentirà finalmente alle ex Province di tornare al voto, dopo anni di continui commissariamenti, infatti, è stato previsto che il rinnovo dei sindaci e dei Consigli comunali fosse antecedente a questa consultazione. Visto che a fine maggio si voterà anche per il Parlamento europeo, quindi, non c’erano altre possibilità. L’ipotesi di un ‘election day’ tra amministrative ed europee non era praticabile perché avrebbe fatto slittare le elezioni di Città metropolitane e Liberi consorzi dei Comuni a dopo il 30 giugno, costringendoci all’ennesima norma di proroga dei commissari straordinari e quindi con ulteriori costi per gli Enti locali”.

Con un post su facebook anche la deputata regionale Valentina Zafarana contesta il provvedimento scrivedo:
“Noi lo chiamiamo capriccio, probabilmente dietro c’è una strategia, sempre la solita, per stancare l’elettore e abbassare l’affluenza alle urne. Vecchia storia, vecchia politica.Peccato che ogni volta che lo fanno bruciano soldi pubblici, sacrificati sull’altare dei propri interessi.Questa volta tocca ad un milione di euro. Quanti servizi si pagherebbero? Quanti disabili si accompagnerebbero a scuola? Quante strade provinciali si aggiusterebbero? Su quante scuole si potrebbe intervenire?
Non importa. A loro non importa.Ma a noi sì, ed è importante che tutti voi sappiate come vengono gestiti i vostri soldi.E magari ricordarselo, il 28 aprile.

Incalza Giancarlo Cancellieri dichiarando che : “L’assessore Grasso mente, la verità è una sola: per il loro tornaconto politico sprecano un milione di euro dei siciliani.
Il governo regionale ha presentato una finanziaria lacrime e sangue per i siciliani, con tagli alle categorie deboli, dai disabili al terzo settore, tagli alla cultura e agli stipendi di forestali, Esa e Consorzi di bonifica, ma brucia un milione di euro per scorporare le due elezioni che sarebbe stato più logico si svolgessero nell’unica data del 26 maggio.
Ecco che il loro tornaconto politico costa ai cittadini un milione di euro!

amministrative 2019
amministrative 2019

Santa Sarta

 

Salerno, l’Uspp denuncia: “Trovata droga durante i controlli nel carcere, impiegate unità cinofile”

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Salerno, l’Uspp denuncia: “Trovata droga durante i controlli nel carcere, impiegate unità cinofile”

Nonostante i numerosi controlli seguiti dai sequestri della polizia penitenziaria, nel carcere di Salerno continua ad entrare di tutto. Dai telefonini destinati ai detenuti fino alle sostanze stupefacenti.
All’alba di ieri – denuncia Ciro Auricchio, segretario regionale dell’Uspp – gli automezzi speciali dell’Antidroga Campania, del Distaccamento di Benevento e Avellino, hanno raggiunto il Reparto salernitano in supporto dei Baschi Azzurri. A finire nella rete dei controlli sono stati sia i detenuti che i loro familiari. Più persone hanno tentato di introdurre ovuli di hashish ai detenuti, tutti familiari recatisi in visata colloquio ma l’intento criminoso è stato bloccato dai cani poliziotto antidrogs Axel, Zolly, Buk e Igor”.

Negli ultimi mesi – conclude Auricchio – si sono registrati continui fenomeni di introduzione di droga e telefoni cellulari all’interno delle carceri di Stato, attività delittuose che hanno visto finire in manette, solo in Campania, decine di persone nonostante la grave carenza di organico il personale di Salerno riesce a garantire l’ordine e la sicurezza
Stesse criticità anche negli altri carceri della Campania: appena un mese fa, la stessa unità cinofila intervenuta nel carcere di Salerno è stata impiegata per scovare tracce di droga nel carcere di Secondigliano. In quell’occasione i cani antidroga permisero il sequestro di un enorme quantitativo di sostanze stupefacenti che i detenuti conservavano per un “festino” aspettando il Capodanno.

Nocera, aggredisce i carabinieri che la stavano soccorrendo: vagava in strada senza meta

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Nocera, aggredisce i carabinieri che la stavano soccorrendo: vagava in strada senza meta

Una ragazza romena di 30 anni è stata intercettata mentre vagava in strada a Nocera Inferiore da una pattuglia dei carabinieri. Una volta scesi dalla volante per assicurarsi delle sue condizioni e per identificarla, la donna avrebbe aggredito i militari rifiutandosi violentemente di consegnare i documenti per poi tentare la fuga. Secondo il racconto degli agenti intervenuti, lo avrebbe fatto perchè sentiva “le voci. Per lei eravamo il male“.
La donna avrebbe infatti cominciato ad inveire contro i militari, lanciando loro contro dei vasi raccolti da terra, per poi provare a colpirli con un bastone, racconta ilMattino.

Ad uno dei militari che stava cercando di calmarla era riuscita anche a sottrarre il telefono dalle mani.
Dopo averla bloccata la donna avrebbe raccontato che stava cercando di tornare a Salerno, nella sua residenza.
Durante l’udienza di convalida dell’arresto, i carabinieri hanno testimoniato sulla dinamica dei fatti, spiegando che la donna li aveva identificati con “il male”, contrapposto alle “luci bianche” delle auto che transitavano quella sera, che invece simboleggiavano il “bene”. La donna avrebbe spiegato di non aver capito che quelli che la inseguivano fossero dei carabinieri. Tuttavia ha negato di soffrire di problemi psichici. Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato l’arresto, per poi liberare la donna, incensurata, assistita dal legale d’ufficio Angelo Longobardi.