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Under 15, Juve Stabia-Potenza 1-1: il tabellino e le parole di Franzese [VIDEO ViViCentro]

Il tabellino del match

Si è giocato al Menti il match del campionato Under 15 Nazionale tra Juve Stabia e Potenza. Primo tempo tutto di marca stabiese che non riesce a sbloccare il match ma spreca diverse occasioni con Somma e Di Serio. Nella ripresa gli ospiti sbloccano il match con Cristiano, ma 4 minuti dopo è Carannante a pareggiare e fissare il punteggio sull’1-1 finale. Espulsi nel finale Sica e Damiano. Al termine del match abbiamo ascoltato mister Franzese.

Così in campo:

JUVE STABIA – Arrichiello, Capo, Noviello, Leone (Esposito G.P.), Marino, Samtarpia (Fusco), Vitale (Carannante), Ruggiero (Minasi), Somma (Russo), Di Serio, Casillo (Damiano). A disp. Del Sorbo, Prisco, Esposito G.. All. Franzese

POTENZA – Sica, Giallorenzo, Ciliberto, Vigorito, Ferramosca, Gruosso, Sabato (Castiello), Bilancieri, Canada (Scavone), Bellizio, Cristiano (Ruocco). A disp. Coviello, Carlucci. All. Sabia

GOL – 9′ st Cristiano (P), 13′ st Carannante (J)

AMMONIZIONI – Bellizio (P), Russo (J), Noviello (J), Sica (P), Bilancieri (P)

ESPULSIONI – Sica (P), Damiano (J)

Ciro Novellino, ufficio stampa settore giovanile Juve Stabia

Un amico mi domanda: perché secondo te l’economia siciliana è così depressa ?

Un amico, dopo il passaggio dei carri di carnevale, improvvisamente mi domanda come mai l’economia siciliana è di tutta evidenza sempre più depressa.

Mi aggiunge che tutto questo generalizzato mascherarsi, saltare, cantare, ballare e gridare, giova solo a non pensarci e specialmente a non fare vedere che non ci sono più soldi che girano, che c’è una disoccupazione impressionante, che il mercato in generale, immobiliare e commerciale, è in caduta libera, che ormai un’attività imprenditoriale apre e due chiudono, che stiamo rimanendo una regione di vecchi poiché i giovani che non hanno padrini nella politica o non ne vogliono avere, oppure non si allineano a qualche sistema o logge, confraternite, cosche o non appartengono a famiglie oppure parentele influenti o benestanti, di fatto non hanno in genere alcun sbocco e quindi emigrano.

Dopo esserci allontanati dal suono battente degli amplificatori, gli ho risposto che, a mio parere, i soldi sono rimasti solo al sistema pubblico-politico e alla criminalità organizzata.

Il primo, il trasversale sistema pubblico-politico, i soldi, mediante le proprie norme statuite per se medesimo, li estorce fiscalmente al cittadino in regola, quello produttivo, lavoratore, privato e operoso, non di certo agli evasori che, guarda caso, sono spesso addirittura sconosciuti al fisco, pertanto il contribuente in regola si impoverisce sempre più, investendo sempre meno.

I secondi, i delinquenti e i mafiosi, si sono arricchiti e tutt’ora sempre più, con i proventi specialmente della droga a tappeto, del pizzo, della diffusa prostituzione e delle truffe e appalti nei finanziamenti pubblici, ma siccome stanno, finalmente, subendo i contraccolpi pesanti dei sequestri patrimoniali da parte dell’Autorità giudiziaria, a loro volta non riciclano più nell’economia reale siciliana come facevano prima, che detto in gergo significa, non lavano più i soldi dei traffici illegali nella società, come in passato.

Mi chiede ancora il mio amico: la via d’uscita ? Gli rispondo che comunque “il pesce puzza sempre dalla testa” che così produce “vermi” (corrotti) infettando tutto il rimanente corpo, ovverosia la società.

E in Italia e soprattutto in Sicilia, lo Stato, Regioni, Enti, partecipate, Istituzioni, Comuni, corporazioni, categorie, associazioni, cosiddetta società civile, ecc. sono in buona parte e risaputamente traviati (anche per motivi storici che sarebbero accaduti durante la seconda guerra mondiale, almeno secondo certe fonti, ma di questo ne parleremo un’altra volta), sicché negli anni hanno inquinato molta società isolana, oltre che esserne dirompenti cattivi esempi per ogni nuova generazione. E la restante maggioranza (o forse minoranza) pubblico-politica seppure sana, è palesemente omertosa per opportunismo o timore, quindi implicitamente complice e connivente.

La possibile soluzione, come scrivo da anni, potrebbe essere la revisione da parte del Governo centrale di tutte le leggi penali, civili e amministrative degli ultimi cinquant’anni che, ritengo, siano state e tutt’oggi, almeno fino adesso, chiaramente corrotte all’origine da fior fiori di assoldati giuristi e propugnate da Governi e rispettive Maggioranze parlamentari interiormente ipocrite. Quindi riproporre le norme in modo chiaro, serio, comprensibile, trasparente, efficace e severissimo, per tutti, nessuno escluso, dallo scranno più alto all’ultimo sgabello. A mio avviso è l’unica soluzione nel breve e medio periodo.

Contemporaneamente istituire in modo inderogabile una decennale revisione attitudinale e psicologica in tutto il sistema, medio e alto, pubblico-politico-giuridico-burocratico, nessuno indenne, tranne per chi è eletto dai cittadini che se ne assumono democraticamente l’onore e l’onere, dunque solo per chiunque è assunto, ha incarichi, nomine ed è concessionario.

Infine rifondare la scuola dell’obbligo in senso moderno e aggiungendo, non affiancando, l’insegnamento generale del diritto, psicologia, medicina, tecnologia, economia e diffondendo la scienza moderna, ma il tutto con professori laureati nello specifico e non invece presi da altre materie o surrogati, così da formare nuove generazioni al passo con il tempo attuale e che di certo, almeno spero, influenzeranno noi adulti che siamo rimasti mentalmente ai tempi di quando il sole girava intorno alla Terra.

Ma continua il mio amico a chiedermi, con un po’ di sorridente ironia, se penso che si possa mai fare una cosa del genere in Italia e specialmente in Sicilia. Gli rispondo che ci spero, per noi tutti, principalmente per i nostri ragazzi e per questa Nazione e Regione. Anche se, devo ammettere che in tal senso non vedo ancora alcun mutamento concreto all’orizzonte, salvo la legge “spazzacorrotti”, tanto che temo, come ormai da anni, stiamo continuando ad andare verso una soglia socio-civile di non ritorno, di cui però nessuno, suppongo, possa tuttavia realisticamente sapere cosa ci aspetti dopo.

Adduso Sebastiano

Lite in famiglia: napoletano accoltellato a Viareggio

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L’uomo è stato accoltellato dal cognato

Viareggio, questa notte una lite in famiglia si è trasformata, quasi, in tragedia. Due cognati, entrambi italiani in visita dai suoceri per assistere al Carnevale, hanno avuto una discussione, che è andata poi degenerando fino ad arrivare all’accoltellamento di uno dei due. Ad essere stato ferito sarebbe un 39enne originario di Napoli e residente a Viareggio, colpito all’addome.

L’uomo è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Versilia e operato per uno choc emorragico con lacerazione epatica ma non sarebbe in pericolo di vita. Per l’altro cognato solo lesioni lievi e di poco conto. Sul posto sono giunti anche gli agenti della squadra anticrimine. le indagini sono ancora in corso. ( Il Mattino)

Pompei, ennesimo raid: svaligiata la gioielleria dei vip

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In meno di 20 giorni tre furti a via Roma

Pompei, derubata la gioielleria dei vip. Via Roma presa di miri dalla banda della “spaccata”, il furto con scasso presso la gioielleria ha causato 150 mila euro di merce derubata. I primi esercizi commerciali ad essere stati derubati sono stati un bar e una tabaccheria, dove in quest’ultimo furto, i proprietari furono sequestrati.

Questa volta ad essere stata derubata la storica gioielleria «Sannino», tappa fissa per i vip che visitano il Parco Archeologico. A raccontare l’accaduto il proprietario: «Uno, due, tre, quattro, o forse cinque, sei o sette. Non ricordo neanche quanti furti ho subito. Ormai ho perso il conto dei furti e dei danni che ho subito. Pompei è terra di nessuno».

Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, dove secondo una prima ricostruzione, la banda sarebbe composta da almeno 3 elementi ed avrebbe agito in 5 minuti: la serranda sarebbe stata forzata con un piede di porco e poi sarebbe stato  sfondato il vetro blindato interno. (Il Mattino)

Femminicidio a Melito: uccisa dal marito davanti ai figli

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Il marito assassino risulterebbe affiliato al clan Di Lauro

Femminicio a Melito, a perdere la vita è una donna di 33 anni, incensurata. Dopo una segnalazione fatta ai carabinieri per i colpi di pistola, i carabinieri sono intervenuti in via Papa Giovanni XXIII, in un complesso di edilizia popolare non lontano dal centro storico, dove una volta arrivati sul posto hanno accertato che al quinto piano della palazzina, al civico 49, era deceduta la donna.

Colpevole il marito, S. Tamburino, 41 anni, affiliato al clan Di Lauro: l’uomo dopo aver chiamato il suo avvocato ha dichiarato alle autorità la sua volontà di costituirsi per l’omicidio e s’è presentato con lui negli uffici della Squadra mobile della questura di Napoli.  La coppia aveva due figli: una ragazzina di 14 anni e un maschio di 7 anni.

Castellammare, Sica ricorda la tragedia di Balvano dove persero la vita 27 stabiesi

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3 MARZO 1944: LA TRAGEDIA (dimenticata) del treno di BALVANO, dove MORIRONO quasi 600 PERSONE di cui 27 di CASTELLAMMARE DI STABIA

Nella galleria delle Armi, situata tra le stazioni di Balvano e di Bella-Muro Lucano, morirono asfissiate dai gas venefici prodotti dal treno più di 600 poveri disperati viaggiatori clandestini (anche se “stranamente” molti di loro avevano idoneo titolo di viaggio), provenienti soprattutto dai grossi centri del napoletano, che avevano preso il treno merci 8017, di responsabilità Alleata, solo per fame, per tentare di raggiungere terre dove poter raccimolare cibo per se stessi e per le proprie famiglie.

Le cause della tragedia furono molteplici: Mancando un efficiente drenaggio dei fumi, all’apertura della bocca di lupo del forno i gas ritornavano in cabina, intossicando il personale e rendendo difficile la regolazione del forno, una situazione che poteva causare improvvisi cali di pressione alla caldaia. . A questi si affiancava la mancata vigilanza delle autorità competenti che avevano permesso il sovraccarico del treno e la presenza a bordo di viaggiatori clandestini.

Inoltre, per una serie di cause contingenti, il treno era stato composto con due locomotive in testa, invece che con una in testa e una in coda come nelle composizioni tipiche. Anche solo aver posto le locomotive separate, avrebbe potuto contribuire ad evitare la tragedia.

Soprattutto però la responsabilità della tragedia venne imputata alla scarsa qualità del carbone fornito dal Comando Militare Alleato. Questo carbone, di qualità nettamente inferiore a quello tedesco usato in precedenza, conteneva molto zolfo e ceneri, che rendevano poco affidabile il tiraggio dei fumi ostruendo le tubature della caldaia.

A questi morti non fu data degna sepoltura ma , dietro ordine degli Alleati, furono scaricati in una fossa comune.

Questa tragedia non ha avuto ufficialmente responsabili ed è rimasta totalmente impunita, le forze Alleate hanno fatto in modo da insabbiare e liquidare tutto come una tragica fatalità, nonostante approfondite indagini che però hanno “partorito un topolino” .

L’unica giustizia che queste vittime possono avere è quella della memoria.
E’ d’obbligo ricordare queste vittime E SOPRATTUTTO le 27 VITTIME DI CASTELLAMMARE DI STABIA, persone semplici vittime della fame.

Nei prossimi mesi mi adopererò con iniziative affinchè la memori di questi nostri concittadini non vada persa.

Tottenham Hotspurs VS Arsenal 1-1|Spettacolo al Wembley Stadium

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Finisce in pareggio l’attesissimo derby del nord di Londra tra Tottenham e Arsenal

di Francesco Caia

Si è disputato ieri il 185esimo Derby del nord di Londra tra il Tottenham e l’Arsenal. Gara  avvincente e molto combattuta, terminata con un pareggio. Cronaca e riflessioni di Francesco Caia.

Londra- L’emblema calcistico. La rivalità più aspra e secolare. Si va oltre i motivi legati alla classifica. In questo tipo di partite si scende in campo per una sola ragione: for THE PRIDE. Non è solamente un Derby. È il  North London Derby, il più magico e antico di Londra, e si gioca nel tempio assoluto del calcio. Lo stadio è Wembley. È Tottenham-Arsenal. Pochettino contro Emery. Gli Spurs sono reduci da due sconfitte tra cui quella pesante contro il Chelsea. E adesso, sfumati i sogni di vincere il titolo più prestigioso nazionale, devono guardarsi alle spalle, proprio dai Gunners a -4. Questi ultimi  vengono da tre vittorie consecutive ed hanno ottenuto la quarta posizione. Dovranno sventare eventuali e probabili attacchi dello United e dei Blues di Sarri, ma occorre guardare anche avanti. All’andata vinse l’Arsenal imponendosi per 4-2 e anche questa volta sembra essere la favorita.

Primo tempo

Nel 185esimo Derby del nord di Londra della storia, Pochettino parte col 3-4-3. La sorpresa Wanyama a centrocampo che non gioca da novembre e il recupero di Vertonghen in difesa. Emery tiene fuori  Torreira e Aubameyang e opta per Iwobi – Ramsey – Mkitarian alle spalle di Lacazette. In avvio, la punta francese su un rimpallo sbaglia il tiro al volo  di sinistro strozzandolo troppo. Calcio molto duro fisicamente, pieno di contrasti, con l’arbitro Taylor che fischia di rado e non vede il fallo da ammonizione di Xhaka su Kane. Al 15’ Sanchez commette un errore clamoroso che manda Ramsey in campo aperto: una volta dribblato Lloris, non gli rimane che insaccare il pallone in rete per l’ 1-0 Arsenal!

In quello che sarà il suo ultimo Nord London Derby, il gallese lascia un ricordo difficile da cancellare e segna il terzo goal stagionale. La squadra di Pochettino non riesce a combinare delle buone trame, gioca con molti lanci lunghi e palle inattive. Proprio su una di queste, Kane segna di testa il pareggio ma in posizione di offside.

Match accesissimo in campo e sugli spalti, il tutto nella idilliaca cornice di Wembley. La squadra di Emery marca benissimo in modo compatto e abbastanza disciplinato, in particolare su Eriksen che senza ombra di dubbio è il fulcro del gioco Spurs. Il team di casa comincia ad attaccare più insistentemente e convincentemente, prima con il talento danese e poi con Vertonghen sfruttando qualche sbaglio in fase d’impostazione da parte dell’Arsenal. In seguito ad un intervento straordinario di Sokratis che chiude un pericoloso cross, Iwobi in contropiede tenta il tiro, ma il portiere francese gli dice di no. Leno imita il collega opponendosi con due straordinarie parate prima su Eriksen e dopo su Sissoko. Il tiro di Son è l’ultima nota di questo bellissimo primo tempo con l’Arsenal momentaneamente in vantaggio. La reazione del Tottenham c’è, ma trova un muro davanti.

Secondo tempo

Nella ripresa Guendozi resta negli spogliatoi e Torreira prende il posto del compagno. Lacazette si divora il doppio vantaggio sull’assist delizioso di Monreal aprendo troppo il piattone. La punta francese  è stata un po’ troppo sprecona ed esce. Aubameyang è in. Con l’entrata di Lamela, gli Spurs sono molto offensivi. Emery predica calma ai propri giocatori per portare a casa tre punti preziosi. Il Tottenham non riesce a costruire e si affida per l’ennesima volta al lancio lungo per scavalcare il centrocampo. L’Arsenal è in controllo e al 71’ esce l’autore del goal tra gli applausi del pubblico per lasciar spazio a Mesut Ozil. Un minuto dopo, Harry Kane non  viene visto in fuorigioco e subisce la spinta di Mustafi in area: calcio di rigore! Al 74’, sul dischetto si presenta proprio l’inglese, che ha segnato cinque goal su cinque quest’anno dagli undici metri. Palla da una parte, portiere dall’altra. È il gol dell’ 1-1.

Finale molto ruvido. Le aspettative di un finale mozzafiato sono state appagate. Giornata nera per Sanchez che causa il rigore al 90’. Aubameyang calcia malissimo e si fa ipnotizzare da Lloris che tiene a galla il Tottenham. L’ultima emozione di questo suggestivo NORTH LONDON DERBY è l’espulsione di Torreira che entra pericolosamente a gamba tesa su Rose. L’Arsenal esce amareggiata mentre il Tottenham può ritenersi soddisfatto.

Da Wembley è tutto.

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Pozzuoli, agguato notturno davanti la discoteca: due feriti, si indaga

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Ferito un camorrista del luogo e un incensurato

Pozzuoli, agguato notturno davanti ad una discoteca in via Campana. Ferito un uomo di 36 anni, P. Dello Iacolo, ritenuto vicino al clan Longobardi-Beneduce. A sparare due uomini in sella a una moto di grossa cilindrata, che hanno esploso quattro colpi di pistola, ferendo l’uomo ad una gamba.  Ferito di striscio anche un giovane che si stava recando in discoteca.

Dello Iacolo è arrivato all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli da solo, dove è stato dimesso all’alba. Lasciata la sua dichiarazione ai carabinieri, ha raccontato di aver visto una persona avvicinarsi e sparargli senza alcun motivo. I precedenti dell’uomo sono legali all’arrestato del 2016 durante l’operazione “Iron Men”, dove fu condannato in primo grado a 10 anni di carcere. (Il Mattino)

Piano di Sorrento, sciolse il fratello nell’acido: pena confermata

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L’uomo aveva sciolto il fratello nella soda caustica per occultare il cadavere

Piano di Sorrento., il tribunale di Torre Annunziata ha confermato la pena di 18 anni per S. Amuro, ritenuto responsabile dei reati di omicidio volontario e soppressione di cadavere per l’assassinio del fratello Franco nel 2015. Dopo l’arresto il 53enne di Piano di Sorrento confessò di averlo ucciso con un colpo di vanga e di averne poi sciolto il cadavere nella soda caustica. l’avvocato difensore aveva chiesto per il 53enne l’assoluzione per vizio totale di mente o, in subordine, la riduzione della pena .

Ma il giudice Maria Concetta Criscuolo h riconosciuto ad Amuro le attenuanti generiche e dopo aver applicato la riduzione di un terzo della pena che la legge prevede per chi sceglie il rito abbreviato, gli ha inflitto una pena di 18 anni. In appello la pena è stata confermata: attualmente l’uomo è detenuto dal dicembre 2015 e con molta probabilità ricorrerà in Cassazione. (Positanonews)

“Tempesta Emotiva” (Lo Piano Saint Red)

Le sentenze possono essere accettate, confutate, impugnate, altre volte discusse in accesi dibattiti televisivi; quella di ieri, in cui si e’ parlato di “tempesta emotiva” da parte di un imputato di omicidio, lo sara’ sicuramente.
I Fatti : 
La Corte d’Appello di Bologna, ha ridotto da 30 anni a 16 anni di reclusione, la condanna nei confronti di Michele Castaldo, che nel 2016 a Riccione, aveva strangolato la sua ex compagna Olga Matei. La colpa della donna e’ stata quella di voler chiudere quel rapporto, che per lei era diventato opprimente.
 
I Giudici hanno adottato questo sconto di pena, perché si saranno convinti che l’imputato avesse avuto al momento di compiere il delitto, il cervello offuscato da una “tempesta emotiva”, non meglio definita, in cui forse avranno iniziato a “frullare” i suoi neuroni. 
 
Per la transitiva, si sarebbe trattato di un vero e proprio scompenso cerebrale, come se l’omicida avesse avuto un blackout temporale, che lo avesse messo nelle condizioni di non poter intendere ne’ volere.
 
Essere condannati a 16 anni per omicidio volontario, vuol dire che fra meno di 10 anni, il Castaldo tornera’ libero: vuoi per buona condotta, che per gli sconti di pena previsti dalla Legge. 
 
Su ogni anno di reclusione, vengono tolti 3 mesi, poi ci sono i periodi di prova fuori dal carcere, e tante altre misure non restrittive, perché il fine ultimo di ogni condanna e’ la riabilitazione del condannato.
 
Di parere diametralmente opposto sono giustamente i parenti della vittima, che avrebbero voluto la riconferma della condanna di 1° grado, o nella migliore delle ipotesi, l’ergastolo.
 
Cosa accadra’ adesso? sara’ la Cassazione ad emettere la sentenza definitiva, il terzo grado in questi casi e’ d’obbligo, vista la gravita’ del delitto.
 
Questa pagina giudiziaria, potrebbe aprire una vera e propria crepa in altri processi in “corso d’opera”. Chiunque potrebbe asserire di essere stato colpito da questa “tempesta tropicale”, ogni scusa potrebbe essere buona per alleggerire il peso di una pesante condanna.
Dati Sconfortanti :
In Italia annualmente si registrano piu’ di 100 delitti per motivi passionali, le vittime al 99% dei casi sono donne. 
 
Se non si riuscira’ ad arginare questo fenomeno con le ripetute denunce da parte di chi e’ colpito da stalking, da vessazioni, immaginiamo se un potenziale omicida possa avere una simile scappatoia, dopo aver portato a compimento la propria mattanza.
 
Alcune Leggi andrebbero cambiate, non in favore dei rei, come spesso accade, ma a favore delle vittime, che molto spesso non ottengono equa giustizia.
COLLEGATA da archivio:
Stanislao Barretta
OPINIONI

E’ giustizia ? Se quella “legale” è vergognosa, come talvolta è, allora SI’! Anche quella privata diventa tale

Quando la “Giustizia” diventa incredibile e si rende addirittura ridicola mostrando di avere, come prassi, quella di assolvere pedofili…

LAZIO-ROMA 3-0| La Lazio conquista il derby, serata da dimenticare per la Roma

La Roma subisce tre gol nel big match serale e consegna ai biancocelesti il derby capitolino

di Maria D’Auria

Roma- Nell’anticipo tra Lazio e Roma, ieri sera all’Olimpico, i biancocelesti si sono aggiudicati il derby capitolino affondando i giallorossi per 3 a 0. Una serata da dimenticare per la squadra di Di Francesco che durante la gara non è mai apparsa determinata e reattiva.

Squadra priva di idee con un centrocampo improduttivo e una difesa facilmente valicabile, aggravata dall’assenza di Manolas. Completa il quadro un attacco impreciso e inconcludente. Questa è la Roma che, quasi intimorita, si è presentata al cospetto degli uomini di Inzaghi.

La Lazio, grintosa fin dal primo minuto, passa in vantaggio al 12’con Caicedo. Dzeko dalla distanza prova a pareggiare i conti ma trova la risposta di Strakosha.

Al 13° minuto il derby si ferma in memoria di Davide Astori, capitano della Fiorentina tragicamente scomparso il 4 marzo di un anno fa. Un momento molto  toccante  quando sui maxischermi dell’Olimpico appare l’immagine del giocatore, che ha anche militato in giallorosso, e tutto il pubblico, con arbitro e guardalinee, gli rende omaggio con lunghi applausi.

La gara riprende e la Lazio domina la prima frazione di gioco. Di contro, una Roma sempre più spenta, incapace di reagire allo svantaggio.

Nella ripresa Zaniolo lascia il campo al 61′ per un colpo al fianco sinistro, al suo posto entra Diego Perotti.

La Roma si accende solo per 10 minuti e prova ad insistere nell’area avversaria. Florenzi al 68’ fa partire un gran destro dalla distanza ma Strakosha arriva nel punto più alto sotto la traversa e riesce a mettere fuori la palla. Poi entrano Pastore, al 66’ al posto di De Rossi, e Schick, al rientro dall’infortunio, in sostituzione di uno spento El Shaarawy. Al 69’ la Roma fallisce l’occasione del pareggio con Pastore che, servito da Dzeko, sfiora in girata il palo alla sinistra del portiere.

Dopo questi brevi tentativi di reazione della Roma, la Lazio si riappropria del campo dominando in lungo e in largo. Al 73′ arriva il raddoppio biancoceleste grazie al rigore procurato da Correa dopo il fallo di Fazio in area di rigore. Dal dischetto Ciro Immobile, subentrato a Caicedo al 64′, non sbaglia ed è gol.

È la resa definitiva per i giallorossi che non riescono a costruire azioni né a reagire all’avanzata degli avversari. L’ingresso di Cataldi finalizza l’affondo della squadra ospite: all’89’, sponda di Milinkovic-Savic per Cataldi che fa partire un sinistro angolato dal limite dell’area. Olsen riesce a toccare la palla ma devia in rete.

Lazio- Roma 3 a 0.

Finale incandescente all’Olimpico, con i gialli mostrati dal direttore di gara prima a Dzeko e poi a Kolarov, per quest’ultimo arriva anche la seconda ammonizione e il conseguente rosso.

La Roma termina in 10 una gara da dimenticare. Lo sguardo incredulo di Di Francesco sul finale di gara, racconta molto più di una sconfitta. Nella prossima gara di campionato, contro l’Empoli, mancheranno Fazio, Dzeko e Kolarov. La Lazio, con questa vittoria, si porta a 41 punti in classifica, a -3 dalla Roma. I giallorossi, invece, sono fermi a tre lunghezze di distanza dall’Inter, quarta, e a 4 dal Milan al 3° posto. Con questa sconfitta, hanno fallito la possibilità  di agganciare i nerazzurri di Spalletti.

Questo derby rappresentava un’occasione fondamentale nella corsa all’approdo alla prossima Champions League, occasione  palesemente sprecata da una squadra ancora una volta allo sbaraglio.

Il prossimo appuntamento è mercoledì, per la partita di ritorno contro il Porto in Champions.  Siamo curiosi di vedere come intende riprendere il cammino questa squadra.

FORMAZIONI

Lazio (3-5-2): Strakosha; Bastos, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Caicedo, Correa. A disp. Proto, Guerrieri, Luiz Felipe, Patric, Durmisi, Romulo, Jordao, Cataldi, Badelj, Parolo, Immobile, Neto. All. Inzaghi.

Indisponibili: Wallace, Lukaku, Berisha, Luiz Felipe

Diffidati: Immobile, Luis Alberto, Leiva, Badelj

Roma (4-3-3): Olsen; Florenzi, Juan Jesus, Fazio, Kolarov; Cristante, De Rossi, Pellegrini; Zaniolo, Dzeko, El Shaarawy. A disp. Mirante, Fuzato, Santon, Marcano, Karsdorp, Coric, Nzonzi, Pastore, Perotti, Kluivert, Schick. All. Di Francesco.

Indisponibili: Under, Manolas

Diffidati: Fazio, Zaniolo, Florenzi, Manolas, Dzeko

Arbitro: Mazzoleni (sez. Bergamo)

Assistenti: Vuoto e Paganessi. IV uomo: Chiffi. VAR: Calvarese

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Laura Castelli M5S, Viceministro all’economia, fondi in arrivo per Città Metropolitane e Province

A dirlo in una nota è Laura Castelli, viceministro dell’economia. Con questa proposta intendiamo far fronte, alla situazione di crisi di province e citta’ metropolitane siciliane.

Province e Città metropolitane siciliane potranno tirare un sospiro di sollievo. Il ministero dell’economia ha finalizzato una proposta di accordo con la Regione Siciliana in base alla quale lo Stato intende mettere a disposizione 300 milioni;

la Regione, dal canto suo, si impegna ad aumentare di un importo equivalente, nel triennio, le risorse da destinare alle province e alle città metropolitane per aiutarle a uscire da situazioni di dissesto e si impegna a perfezionare il riordino delle medesime province, che ancora non e’ avvenuto”.

A dirlo in una nota è Laura Castelli, viceministro dell’economia. “Con questa proposta intendiamo far fronte, con una soluzione molto precisa, alla situazione di crisi di province e citta’ metropolitane siciliane. Per questo auspichiamo che l’accordo possa essere raggiunto nei tempi più rapidi”, conclude l’esponente del m5s.

“Dal governo Conte una grossa boccata d’ossigeno per le ex Province, l’ennesima dimostrazione che l’esecutivo nazionale è sempre molto vicino alla Sicilia”. Lo afferma il deputato del M5s all’Ars, Giancarlo Cancelleri, a commento della proposta di accordo varata dal ministero dell’Economia .

“Questa concreta propostadice Cancelleri è l’ennesima plastica dimostrazione di una grandissima attenzione del governo centrale verso la nostra isola che non ha precedenti nei passati governi. Ai 540 milioni di euro dei fondi di investimento per le Province ora se ne aggiungono altri 300 per la spesa corrente: ci auguriamo che Musumeci non ci dorma sopra e firmi immediatamente l’accordo”. 

Santa Sarta

In 200mila in Piazza Milano contro il razzismo, io non cambio idea dice Salvini

Inizia un’altra giornata che vede le parti politiche impegnate ciascuna per le sue necessità di chiarezza del momento e che quindi vede la maggioranza sempre alle prese con il nodo TAV e grandi opere, e il Partito Democratico con le primarie che dovrebbero indicare il nuovo leader.

In 200mila in Piazza Milano contro il razzismo, io non cambio idea dice Salvini

Ieri pomeriggio a Milano è scesa in piazza una larga parte del centro-sinistra, e del mondo della società civile, per dire no al razzismo.

Alla manifestazione ha partecipato anche il Sindaco Sala che dichiara:

“il punto è veramente che tutti noi credo, indipendentemente da che parte politica si sta, siamo convinti che veramente il paese sia ad uno sparti acque, e lo spartiacque più precisamente è tra apertura e chiusura, tra un qualche sogno autarchico che si manifesta per chi non è dell’idea di trasmettere solamente canzoni italiane alla radio, e una visione internazionale”

“People prima le persone” è la manifestazione nazionale antirazzista e contro le discriminazioni che ieri ha riunito in piazza migliaia di persone, oltre 250000 per gli organizzatori.

Ad aprire il corteo i bambini e le mamme delle associazioni ragazzi di Sant’Egidio, gli scout, e un’infinità di sigle del no profit, ma anche i sindacati e quasi tutte le comunità presenti.

La comunità cinese sfila con il dragone blu, quella del Salvador con le danzatrici senegalesi coi tamburi.

È un corteo pieno di musica e colori. Un corteo di persone di ogni età e da ogni parte d’Italia. 700 i comuni aderenti, c’è anche il gonfalone di Riace e molti gli artisti. Tra questi anche Roberto Vecchioni che dice:

“pensare che gli uomini sono tutti uguali e che l’anima del mondo è una sola è quello che penso da quando sono nato”

In tutto questo, ecco il solito Salvini pronto a farsi quasi un vanto anche di questa manifestazione (tanti nemici, tanto onore) per cui afferma:

“Il messaggio al governo lo hanno dato gli italiani con il voto rinnovando la fiducia a me e al governo, di mese in mese, di elezioni in elezione”
“Io non cambio idea e vado avanti per il bene degli italiani: in Italia si arriva solo col permesso, lotta dura a scafisti, trafficanti, mafiosi e sfruttatori”.

Lazio – Roma (3-0) | La fotogallery di ViViCentro

Lazio – Roma le foto dei calciatori in campo

Guarda le foto di Lazio – Roma realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma che ci raccontano così la vittoria dei Bianco-celesti allenate da Inzaghi con i ragazzi di Di Francesco allo stadio Olimpico di Roma.

Questo il tabellino della gara:

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto (70′ Parolo), Lulic; Correa (78′ Cataldi),Caicedo (63′ Immobile).

A disp.: Proto, Guerrieri, Luiz Felipe, Patric, Durmisi, Romulo, Jordao, Badelj, Neto.

All.: Simone Inzaghi.

ROMA (4-3-3): Olsen; Florenzi, Juan Jesus, Fazio, Kolarov; Cristante, De Rossi (65′ Pastore), Pellegrini; Zaniolo (61′ Perotti), Dzeko, El Shaarawy (82′ Schick).

A disp.: Mirante, Fuzato, Santon, Marcano, Karsdorp, Coric, Nzonzi, Kluivert.

All.: Eusebio Di Francesco.

Arbitro: Paolo Silvio Mazzoleni (sez. di Bergamo)

Ass.: Vuoto e Paganessi

IV uomo: Chiffi

Marcatori: 12′ Caicedo (L), 73′ Immobile (L), 89′ Cataldi (L)

Ammoniti: 5′ Juan Jesus (R), 55′ Lulic (L), 77′ Milinkovic (L), 93’ Dzeko (R).

Espulso Kolarov per doppia ammonizione al 94′.

Recupero: 1′ pt, 5′ st.

La sintesi del match

Roma- Nell’anticipo tra Lazio e Roma, ieri sera all’Olimpico, i biancocelesti si sono aggiudicati il derby capitolino affondando i giallorossi per 3 a 0. Una serata da dimenticare per la squadra di Di Francesco che durante la gara non è mai apparsa determinata e reattiva.

Squadra priva di idee con un centrocampo improduttivo e una difesa facilmente valicabile, aggravata dall’assenza di Manolas. Completa il quadro un attacco impreciso e inconcludente. Questa è la Roma che, quasi intimorita, si è presentata al cospetto degli uomini di Inzaghi.

La Lazio, grintosa fin dal primo minuto, passa in vantaggio al 12’con Caicedo.

Al 73′ arriva il raddoppio biancoceleste grazie al rigore procurato da Correa dopo il fallo di Fazio in area di rigore. Dal dischetto Ciro Immobile, subentrato a Caicedo al 64′, non sbaglia ed è gol.

L’ingresso di Cataldi finalizza l’affondo della squadra ospite: all’89’, sponda di Milinkovic-Savic per Cataldi che fa partire un sinistro angolato dal limite dell’area. Olsen riesce a toccare la palla ma devia in rete.

Questo derby rappresentava un’occasione fondamentale nella corsa all’approdo alla prossima Champions League, occasione  palesemente sprecata da una squadra ancora una volta allo sbaraglio.

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Promozione- Il Procida continua la sua marcia, tris alla Torrese

PROMOZIONE-TORRESE-PROCIDA 1-3: I biancorossi espugnano il Liguori e confermano il quarto posto in classifica. Prima del match aggrediti Crisano e Cesarano

Simone Vicidomini- Il Procida continua la sua marcia verso i play-off. La squadra biancorossa ha superato per 3-1 la Torrese al Liguori tenendo a distanza l’Ischia. Prima dell’inizio del match, il Dg Crisano e il Presidente Cesarano,sono stati aggrediti da persone riconducibili alla società della Torrese. Secondo quanto abbiamo appreso,Crisano sarebbe stato ritrovato dai dirigenti del Procida a terra con un bernoccolo in testa. Il Dg ha così lasciato lo stadio per farsi medicare. Il Presidente Cesarano nonostante fosse stato colpito e abbia riportato dei dolori al ginocchio è rimasto allo stadio a seguire la partita. Per questo increscioso episodio la gara è iniziata con 20 minuti di ritardo. Per quanto riguarda le percosse ricevute ai danni dei dirigenti procidani,potrebbe essere una sorta di risposta di quanto accaduto nella partita di andata,dove la società corallina non venne trattata bene dal club procidano.

LE FORMAZIONI- Il Procida con Russo non al meglio che siede in panchina, è stato messo in campo da mister Ferraro con un 4-3-3 che ha visto Lamarra fra i pali,la difesa formata da Lubrano Lavadere,Saurino,Micallo e Annunziata,il centrocampo composto da Mammalella,Napolitano,Muro più Pianese in avanti Scippa e Tony Costagliola.

La Torrese dell’ex Ischia Ciro Manzo è scesa in campo con un 4-3-3 che ha avuto Saggese fra i pali, linea difensiva con Monile,Gaglione,Saggese e Salvatore,in mediana Fontana,Pepe e Di Dato. L’attacco composto da Scala,La Pietra e Battipaglia.

LA PARTITA- Dopo poco la Torrese sblocca il match. I corallini trovano il vantaggio con Scala al 16′. La reazione dei procidani non tarda ad arrivare ed infatti al 39′ Pianese ristabilisce la parità sul risultato di 1-1,e sale a quota 14 gol in campionato. La prima frazione di gioco si chiude sul risultato di 1-1. Nella ripresa al 62′ Napolitano per il Procida ha portato in vantaggio i suoi. A chiudere definitivamente il match ci ha pensato Mammalella in pieno recupero al 95′ a fissare il punteggio finale sul 3-1.

15 milioni di euro sono stati sequestrati a imprenditore di Caltagirone (Ct)

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Beni per un valore di 15 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia su ordine del Tribunale di Caltanissetta.

Gli accertamenti effettuati dal reparto investigazioni preventive della Dia, che ha posto sotto il regime di sorveglianza speciale Rosario Marchese di Caltagirone (prov. Catania) ritenuto “contiguo” al clan mafioso dei Rinzivillo di Gela, hanno portato al sequestro di beni per un valore pari a 15 milioni di euro su ordine della sezione misure di prevenzione del tribunale di Caltanissetta.

Da gestore di un bar, con la moglie, sarebbe diventato in pochi anni un ricco imprenditore. Nella fattispecie sono state sequestrate 11 società e 2 ditte individuali operanti nel settore della consulenza amministrativa, finanziaria e aziendale, della sponsorizzazione di eventi e del marketing sportivo, del noleggio di autovetture e mezzi di trasporto marittimi e aerei, del commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, di studi medici specialistici, della fabbricazione di apparecchiature per illuminazione e della gestione di bar.

Le sedi di queste società sono dislocate in tutta Italia, tra Gela, Milano, Torino, Padova, Roma, Verona e Napoli. Sequestrato anche uno dei capolavori del pittore fiammingo Jacob Jordaens, del valore di 6 mln euro.

Adduso Sebastiano

Givova Ladies, coach Ottaviano: “Contento per la vittoria, ora bisogna dare continuità”

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La Givova Ladies ritrova la strada del successo: al PalaFusco di Angri battuta la Todis Salerno, le parole di coach Ottaviano

Nello scenario casalingo del PalaFusco, in una gara molto equilibrata la Givova Ladies batte per la terza volta in altrettante sfide stagionali, la rinnovata Todis Salerno, in una gara importante per testare i miglioramenti del team allenato da coach Nicola Ottaviano.

A fine gara queste le parole dell’head coach: “Stasera non posso far altro che complimentarmi con il gruppo. Siamo andati sotto col punteggio a causa di un primo quarto con troppe distrazioni, specialmente in difesa. Ma poi, dopo la difficoltà iniziale, le mie ragazze si sono unite, facendo un ottimo lavoro sia in attacco sia in difesa, con un ultimo quarto dove noi avevamo una marcia in più anche a livello fisico grazie al lavoro costante sia di Tiziano Megaro sia di Angelo Domenico D’Auria. Ho sempre parlato di mentalità, quella che ho visto stasera. Spero solo che riescano a dare continuità ora a questa maturazione”.

Il San Paolo torna a riempirsi, previsto record stagionale per Napoli-Juventus

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Si prevede il record stagionale al San Paolo per assistere al big match Napoli-Juventus

Torna il San Paolo delle grandi occasioni per il big match Napoli-Juventus. Come riportato dall’edizione di oggi del quotidiano sportivo Corriere dello Sport all’impianto sportivo di Fuorigrotta ci saranno poco più di cinquantamila:

“Cinquantamila, pressappoco, forse. Dato ipotizzabile, ma non era del tutto scontato che s’arrivasse a tale quota. Napoli-Juve è sempre più una cosa a sé: nonostante i 13 punti di distanza in classifica; malgrado l’ovvia considerazione che le “teste” delle due contendenti siano prevalentemente rivolte agli incombenti impegni europei; sebbene l’ultima tendenza indicasse un San Paolo regolarmente spoglio. Ma nulla di tutto ciò ha potuto far cambiare idea alla gente, a quei 42mila (sino a ieri sera, mini-abbonamenti compresi) che stasera col last minute potrebbero lambire la soglia dei 50mila”.  

La Givova Ladies torna al successo: battuta la Todis Salerno

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La Givova Ladies ritrova la strada del successo: al PalaFusco di Angri battuta la Todis Salerno

Torna il successo in casa Givova Ladies con le ragazze in NeroArancio che battono per la terza volta in altrettante sfide stagionali, la rinnovata Todis Salerno, in una gara importante per testare i miglioramenti del team allenato da coach Nicola Ottaviano.

Nello scenario casalingo del PalaFusco, in una gara molto equilibrata, l’inizio del primo periodo ha premiato l’ottima partenza della Todis con uno 0-7 iniziale firmato dal trio Cragnolini, Giulivo e Dalila Di Donato al 3’, ma ci pensano subito Sapienza e Iozzino a rispondere con i primi canestri in NeroArancio per il 5-9 del 4’03’’.

Manolova e Cragnolini allungano nuovamente sul 7-16 del minuto 6’ e il primo quarto scorre via con tanti errori in casa Givova e la Todis che lo chiude sul 9-20 finale.

Parte il secondo quarto e inizia a carburare il team di casa che dopo il primo canestro firmato ancora da Salerno con Torruella per il 9-22 del 11’21’’, arriva un maxi break “Ladies” di 11-0 con Stoyanova, Iozzino e Sapienza a segnare i punti a referto e con la difesa che non concede quasi nulla alle avversarie nei primi 5’ della seconda frazione di partita per il 20-22 del minuto 15. Le Givova Ladies sorpassano al 17’39’’ con un altro canestro di Marilù Sapienza Salerno (26-25) mentre all’intervallo il punteggio è di 28-29 in un secondo quarto di chiara marca NeroArancio (19-9).

Lo scatto dopo l’intervallo è nuovamente favorevole a Salerno che dopo 2 liberi firmati ancora da Sapienza (30-29) mette un parziale di 0-5 a firma Torruella, Di Donato, Manolova (30-34 al 23’21’’), la Givova Ladies risponde con una tripla di Iozzino e un canestro di Stoyanova, Giulivo trova canestri con continuità per la Todis e targa insieme a Manolova un nuovo parziale di 0-7 per il 41-47 del 28’45’’ con Sapienza che chiude il quarto con il canestro del 43-47 al 30’.

Si decide tutto negli ultimi 10’ e Gatti (45-47) segna il primo canestro del periodo conclusivo, Di Donato e Giulivo rispondono (45-51), Sapienza segna 9 punti consecutivi con Iozzino che segna il tiro da 2 del 11-0 che porta il parziale sul 56-51 al 2’46’’ dalla fine, la difesa “Ladies” non concede nulla, solo 4 punti in 8 minuti e 8 punti negli ultimi 10’, Di Donato segna due liberi per il 56-53 a 1’45’’ dalla fine, ma poi arrivano due canestri di Martina Gatti per il 5-0 che chiude la contesa (61-53) prima degli ultimi liberi di Di Donato, Sicignano e Manna che completano il referto per il 63-55 finale.

Il tabellino del match

Givova Ladies-Todis Salerno: 63-55 (9-20/28-29/43-47)

Givova Ladies: Sicignano 1, Iozzino 18, Manna 1, Panteva, Codispoti 2, Gatti 7, Tinello n.e., Sapienza Salerno 21, Stoyanova 9, Pastena 4. All. Ottaviano.

Todis Salerno: Torruella 8, Ceneri n.e., Fumo n.e., Di Donato Dalila 16, Ledda, Cragnolini 4, Martella n.e., Giulivo 17, Paradisi Dalila n.e., Di Donato Dionea, Manolova 10, Scolpini n.e.  All. Giovanni Giannattasio.

Arbitri: Michele Borriello e Francesco Guerrasio di San Giorgio a Cremano.

Verso Napoli-Juventus, i tre motivi che rendono importate questo match

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Si giocherà questa sera al San Paolo una delle sfide più attese: lo scontro al vertice tra Napoli e Juventus

Questa sera al San Paolo si giocherà un dei match più attesi: Napoli-Juventus. Una sfida che avrà come protagonisti anche i due tecnici Ancelotti ed Allegri, i quali stanno vivendo due momenti diversi. A tal riguardo l’edizione di oggi del quotidiano sportivo Gazzetta dello Sport scrive:

“Prestigio, orgoglio, polizza scudetto. A Fuorigrotta stasera si gioca per tutto questo, ma soprattutto lo sguardo sarà rivolto all’orizzonte europeo. Perché Napoli e Juventus hanno assoluto bisogno di accrescere la propria autostima per continuare il rispettivo cammino in Europa League e Champions. C’è stima fra i tecnici. Si dice che Allegri sia il successore di Ancelotti, come filosofia. Lo stesso Carletto lo conferma: entrambi preferiscono guardare più alle caratteristiche dei giocatori, che ai moduli. Sano pragmatismo che stasera conferisce un fascino tattico e di intensità alla sfida. E c’è anche un aspetto che potrebbe incidere non tanto in campo stasera, ma per il futuro. Quello di Ancelotti sembra blindato sine die a Napoli, per un rapporto con De Laurentiis che sembra da libro Cuore. Allegri logicamente dribbla la domanda sul suo futuro. Al di là dello scudetto e come si concluderà questa stagione c’è più che una sensazione: il ciclo di Carlo è all’inizio, quello di Max sta chiudendosi”