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FUORIUSCITI: riflessioni tra Don Luigi Sturzo e Gaetano Salvemini

Fuoriusciti: Don Luigi Sturzo e Gaetano Salvemini, entrambi in esilio a New York a causa della persecuzione fascista, discutono fra di loro spaziando da temi contingenti a questioni più universali come la dialettica tra fede e coscienza.

FUORIUSCITI: riflessioni tra Don Luigi Sturzo e Gaetano Salvemini

Lo spettacolo si basa sugli scambi epistolari avvenuti fra Don Luigi Sturzo e Gaetano Salvemini, ed è nato grazie al lavoro di rielaborazione e riproposizione in stile drammaturgica di Giovanni Grasso (Consigliere della Presidenza della Repubblica, già autore ed attore) ed al rapporto con il Centro Teatrale di Torino.

Diretto da Piero Maccarinelli, lo spettacolo debutterà martedì 14 gennaio, rimanendo in scena fino a domenica 19, presso il Teatro Mina Mezzadri di Brescia, ore 20.30 (domenica 19 alle ore 15.30).

Il rapporto epistolare fra i due grandi personaggi politici, nasconde un dibattito che va oltre le personalità dei singoli interlocutori, ma che apre necessariamente a riflessioni storico politiche, di carattere generale.

Da una parte la tradizione liberale-socialista rappresentata da Gaetano Salvemini, si confronta con quella cattolico democratica incarnata da Don Sturzo. Due personaggi protagonisti di un’epoca passata che parlano dell’oggi, ma con un linguaggio di politica alto e di qualità, fondato su una grande base etica comune.

Fra i due interlocutori, infatti, c’è una grande passione comune caratterizzata delle medesime basi etiche e dall’antifascismo, ma che tuttavia tende a differenziarsi per le particolari visioni politiche. Un esempio può essere la visione che entrambi hanno rispetto ai Patti Lateranensi. Una questione che per Gaetano Salvemini rappresentava un grande aiuto al fascismo, vede dall’altro lato Don Sturzo d’accordo solo in parte nel giudizio sul concordato fra Stato e Chiesa.

Posizioni distinte dovute alla diversa tradizione culturale di appartenenza, diversità evidenziata da Salvemini nel compiere la distinzione fra il cattolicesimo clericale e quello democratico, al quale apparterrebbe fra gli altri lo stesso Don Sturzo.

Sono due personaggi scomodi, anche per gli stessi loro compagni, che credono molto in quello che fanno.

Don Sturzo ad esempio non si permetterebbe mai di tenere una linea in contrasto con la tradizione cattolica di appartenenza, ma comunque fu costretto all’esilio. Dall’altra parte, Salvemini non ha una sua Chiesa, non essendo lui Comunista, ma di matrice liberale.

Don Sturzo dimostrava avere una grandissima sensibil ità ed attenzione per ciò che accade nella società civile, ed è in quest’ottica che modulò il proprio modo di agire. Avvalendosi dei teatri parrocchiali, che normalmente erano utilizzati non per trasmettere temi scomodi e divisivi, introdusse testi drammaturgici che si riferiscono alla società civile.

Come il dramma in cinque atti “la Mafia”, che trattava della lotta di potere fra esponenti di clan mafiosi,che è senza dubbio indicativo di come egli avesse una grande capacità di osservazione ed analisi dei fenomeni sociali.

Si tratta di testi di elevata qualità, con un linguaggio politico alto che affronta temi complessi, che per essere interpretati hanno bisogno di attori che siano in grado di incarnare con umiltà e coraggio le parole dei protagonisti dense di etica, come se fossero proprie; non limitandosi al mero sfoggio di citazioni.

Viene escluso dalla discussione, salvo fugaci cenni, il comunismo, che rappresentava all’epoca una seconda “Chiesa” contrapposta a quella Cristiana.

Ad interpretare le due figure chiave dell’antifascismo italiano sono due attori di grandissima esperienza e talento: Luigi Diberti e Antonello Fassari, rispettivamente nei ruoli di Salvemini e di Don Sturzo. Con loro sul palcoscenico anche Guia Jelo, nei panni della padrona di casa Sturzo, emigrata italo-americana.

FUORIUSCITI: riflessioni tra Don Luigi Sturzo e Gaetano Salvemini / Tan Koroglu / Redazione Lombardia

A febbraio la seconda Tac all’ospedale di Castellammare

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Il consigliere regionale Longobardi comunica alcune decisione della giunta regionale da lui proposte a proposito dell’ospedale di Castellammare

A febbraio la seconda Tac all’ospedale di Castellammare

Castellammare di Stabia – Il Consiglio Regionale oggi ha discusso il Question time presentato dal consigliere regionale Alfonso Longobardi, a proposito del pronto soccorso dell’ospedale di Castellammare i cui accesi sfiorano le 60mila presenze.

La novità importante riguarda, sempre conseguente ad una interrogazione di Longobardi, è l’aver dato un’accelerazione per attivare a febbraio la seconda Tac, sempre nel nosocomio stabiese.
A questo proposito, ci fa sapere il consigliere regionale, che sono stati effettuati i collaudi, si attendono le ultime verifiche e poi il tutto potrà avviarsi.

“Con l’attivazione di questa nuova apparecchiatura – è la dichiarazione del consigliere – si potranno evitare disservizi e interruzioni diagnostiche che sono decisive per salvare la vita ai pazienti che accedono al pronto soccorso. Molto altro, invece, c’è da fare per potenziare il nosocomio stabiese e in particolare serve più personale, sia medico che paramedico”.

E proprio a proposito di personale e alla cronica carenza, sempre su sollecitazione di Longobardi, la Giunta regionale ha approvato all’unanimità l’utilizzo immediato, delle graduatorie degli idonei dei concorsi pubblici.

L’ospedale di Castellammare ha un bacino di utenze che sfiora le 300mila persone e dunque un’ampia fascia che comprende persone che vivono nella zona dei Monti Lattari, dell’area costiera stabiese, della penisola sorrentina e della zona vesuviana.

“La struttura ospedaliera – è stato ancora affermato – va dunque posto al vertice delle priorità della programmazione sanitaria così da invertire la rotta negativa fin qui intrapresa ed evitare criticità e problemi nell’erogazione delle cure e nell’assicurare i Livelli essenziali di assistenza”.

Buone notizie dunque, anche se molto, a nostro avviso, va ancora fatto non sono relativamente all’aspetto tecnico strutturale, ma confidiamo che si comincia anche ad intervenire su altri importanti direzioni, condividendo l’affermazione conclusiva del consigliere Longobardi “Non possiamo più tollerare disservizi o gravi disagi: la salute non ha colori politici e vanno salvaguardati i diritti primari dei cittadini”.
Giovanni Mura

Vico Equense, trovati tre muli sgozzati: scatta l’idagine

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fatti inquietanti nella zona montuosa di Vico Equense

Vico Equense, le forze dell’ordine stanno investigando su alcuni avvenimenti accaduti nelle frazioni collinari di Faito e Ticciano. Tre muli sono stati sgozzati, di sui due morti sul colpo ed uno attualmente si trova in gravi condizioni.

La scoperta degli animali è stata fatta dallo stesso boscaiolo proprietario degli animali. L’uomo, originario di Lettere, da tempo aveva preso in affitto un terreno della parte alta di Vico Equense dove aveva allestito una stalla per il ricovero dei tre muli. L’uomo si è accorto che la stalla era aperta e gli animali non vi erano all’interno; successivamente l’uomo ha fatto la macabra scoperta.

L’uomo ha ben pensato di denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine: infatti i carabinieri della compagnia di Sorrento, guidati dal capitano Ivan Iannucci, stanno investigando sulla vicenda. I muli sono stati sgozzati senza pietà, così come si può notare dagli evidenti segni di armi da taglio alla gola. I carabinieri stanno lavorando per trovare il colpevole o i colpevoli e cosa abbia spinto ad un atto simile.

L’uomo ha ben pensato di denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine: infatti i carabinieri della compagnia di Sorrento, guidati dal capitano Ivan Iannucci, stanno investigando sulla vicenda 

Castellammare, parrucche per le donne con alopecia da chemioterapia: ecco quando presentare domanda

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Castellammare, parrucche per le donne con alopecia da chemioterapia: ecco quando presentare domanda

Castellammare di Stabia, parrucche per le donne con alopecia da chemioterapia, si riaprono i termini per presentare la domanda. La notizia è stata pubblicata direttamente sulla pagina social del Sindaco Gaetano Cimmino.

Ecco quanto si legge nel post:

“A partire da oggi e per ulteriori 60 giorni, sarà possibile presentare la domanda di adesione all’avviso pubblico scaricabile dal sito istituzionale dell’ente. Ogni utente potrà chiedere di accedere ad un contributo da 300 euro per acquistare parrucche: un’attenzione particolare nei confronti delle donne affette da malattie oncologiche, perché possano affrontare nel migliore dei modi un momento particolarmente difficile della loro vita e godere anche di un supporto psicologico in fase di chemioterapia.”

Castellammare di Stabia,  per le donne con alopecia da chemioterapia, si riaprono i termini per presentare la domanda. La notizia è stata pubblicata direttamente sulla pagina social del Sindaco gatano Cimmino.Castellammare di Stabia,  per le donne con alopecia da chemioterapia, si riaprono i termini per presentare la domanda. La notizia è stata pubblicata direttamente sulla pagina social del Sindaco gatano Cimmino. v v v v v v v v v v v v v v v v v v 

 

Gattuso: “Chiedo ai miei calciatori di non accontentarsi mai, perché oggi non si può lasciare nulla al caso”

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Gattuso: “Chiedo ai miei calciatori di non accontentarsi mai, perché oggi non si può lasciare nulla al caso”

Gennaro Gattuso parla in conferenza stampa direttamente da Castel Volturno prima di Lazio-Napoli. Di seguito riportiamo le sue parole:

“Bisogna continuare, commettere meno errori di quelli fatti con Inter e Parma e dando continuità al gioco. Bisogna migliorare anche nel palleggio tenendo bene il campo. La squadra, dalla gara con il Parma a quella con l’Inter, è migliorata molto dal momento che comincia a giocare come piace a me. Sembrano due squadre diverse quelle viste contro il Parma e l’Inter. La Lazio nei primi mesi faceva fatica ed ora si è ripresa, dobbiamo continuare a credere in quel che facciamo e ci servono due o tre risultati di fila per fare dei passi in avanti”.

Sente suo lo spogliatoio? “Dal primo giorno ho visto grande disponibilità, vedo le cose che mi piacciono. Stanno iniziando a venire nel modo migliore le cose, bisogna continuare a lavorare con voglia ed entusiasmo. Inizio a vedere quello che gli stiamo chiedendo”.

Lazio? “Non è solo Immobile, hanno calciatori di qualità. Sarà una gara simile a quella di lunedì, dobbiamo fare attenzione a non concedere loro la profondità. Dobbiamo limitare i loro pregi e lavorare sui loro piccoli difetti”

Squadra unita? “Mica sono qui a raccontare barzelette? Vi dico le cose come stanno. Vedo grande entusiasmo ed ora serve fare un filotto di partite per muovere la classifica. Questa squadra non può pensare di avere questa classifica, ci sono calciatori importanti e bisogna metterli nella condizione ideale facendoli stare tranquilli”.

Sui giocatori: 

Fabian Ruiz? “E’ un giocatore importante, di grande futuro e molto forte. L’ho detto il primo giorno: mi piace lavorare con le coppie, oggi si gioca a tre e siamo quattro centrocampisti più Gaetano che si sta adattando. Parlando di coppie, ne servono altri due. Se deve giocare a centrocampo Fabian preferisce fare la mezzala ma ora stiamo facendo di necessità virtù. Con l’Inter ha fatto a tratti buone cose, serve tempo. Sappiamo cosa gli manca e cosa può fare in modo eccellente. Vogliamo avere doppi ruoli in ogni zona di campo. Quando arrivano i calciatori della Primavera si alza l’intensità ma si abbassa la qualità. Con le coppie aumenta la competitività. Io la vedo così”

Lozano? “E’ molto forte, ha bisogno di scattare continuamente e deve riempirsi. Non riesce a dare continuità alla sua corsa. Deve migliorare su questo, con una gamba migliore può darci una grande mano”.

Di Lorenzo ancora centrale? “Vediamo, al di là della scivolata ha fatto bene con l’Inter. Sono molto soddisfatto di come ha giocato contro Lukaku”.

Callejon? “L’esterno di destra è il suo ruolo, il Napoli di Sarri era una macchina perfetta. Sembrava giocasse alla PlayStation, si sono esaltati questi calciatori con quell’idea di gioco. Può fare ancora meglio, al 70′ non riesce più ad esprimere la sua qualità e bisogna migliorare in questo”.

Sul Presidente:

Contatti con il presidente? “Ci sentiamo tutti i giorni, c’è grande stima e si parla di tutto. Ghoulam? Ha fatto i primi dieci giorni in cui ha spinto tanto e si è allenato bene, poi si è fermato e due giorni fa ha ripreso a correre.m Con il direttore ed il presidente parliamo tutti i giorni, oggi i giocatori devono essere funzionali a come vogliamo giocare. C’è un confronto quotidiano, si parla sempre ed in questo momento siamo al lavoro. Stiamo ore e ore a cercare quel che vogliamo, possiamo fare buone cose”.

Conclusione:

Motivi per scegliere il Napoli? “Amare quello che si fa, bisogna baciare per terra per la fortuna che abbiamo avuto. Chiedo ai miei calciatori di non accontentarsi mai, bisogna far fatica perché oggi non si può lasciare nulla al caso. Accetto qualche errore nella sera prima magari, ma poi al campo bisogna lavorare per rispetto di chi è lì”.

 

 

Su Fincantieri intervengono Nappi 5 stelle e Di Martino ItaliaViva

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Al centro del dibattito politico ritorna il problema Fincantieri e lo sviluppo della città. Posizioni non comuni, necessità di un collettivo confronto

Su Fincantieri intervengono Nappi 5 stelle e Di Martino ItaliaViva

Castellammare di Stabia – Dopo la decisione di Fincantieri di anticipare il trasferimento della Trieste, nave Ammiraglia della Marina Militare, per completare i lavori a Muggiano, cantiere della Liguria, ci sono state, da più parti reazioni e commenti.

Poi, dalla sua partenza, avvenuta il 4 di gennaio, il silenzio più assoluto, ma soprattutto nessuna azione è stata messa in campo su come Castellammare, da parte di tutte le sue articolazioni interessate, intende attivarsi.

Operai dell’indotto che seguiranno la nave e dunque saranno trasferiti per un lungo periodo; un cantiere il cui futuro è tutto da capire al di la di promesse che non trovano effettivo riscontro rispetto ad una strategia attuale comunque non ben definita, o quanto meno non chiaramente espressa, da parte dell’azienda.

Qualche dichiarazione comincia a riportare il problema in primo piano; il primo cittadino che riferisce di una telefonata con l’amministratore Delegato di Fincantieri che assicura lavoro per l’opificio stabiese per i prossimi dieci anni.

Il consigliere comunale Scala che insiste su un cambio di rotta dell’amministrazione comunale e dunque la necessità di un confronto serio fra i vari soggetti interessati alla questione per appunto stabilire un comune percorso per ridare il ruolo che merita a un cantiere che ha segnato pagine di storia a Castellammare e dunque speranza di stabilità lavorativa ai lavoratori, oltre che economia indotta per la città.

Francesco Nappi, capo gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, non condivide il come si sta reagendo rispetto al problema Fincantieri, con “tristezza, malinconia per i tempi andati che sembra assistere – afferma – a un elogio funebre, con tanto di buoni propositi per il futuro”.

Il consigliere pentastellare dichiara che, oltre a sapere che la Trieste avrebbe completato i lavori in altro sito, non vanno trovate soluzioni per risollevare la Fincantieri, in quanto la stessa “fattura e genera utili come non mai”.

Invita il sindaco a lasciar fare alla Fincantieri la sua strategia industriale,“Il la voro c’è e per tanti anni, – afferma ancora Nappi – non sta a noi stabilire le linee strategiche dell’azienda, né ai lavoratori, né tanto meno al sindaco, che non è stato capace neanche di stabilire le sue linee strategiche per la città e si vede”.

Il consigliere comunale dichiara altresì di non condividere le finte malinconie con i discorsi strappalacrime, il sindaco che faccia il sindaco e si preoccupi del degrado in cui versa la città.
L’unica rassicurazione che Nappi vorrebbe è che l’azienda “confermi la funzione strategica del cantiere di Castellammare, in modo da rassicurare quanti lavorano in cantiere e le loro famiglie”.

Per il resto, questo è il suo parere, occorre guardare avanti, senza piagnucolare sul passato e senza ipocrisie, anche fuori le mura della Fincantieri, migliorando la città e creando occasioni di sviluppo.

A nostro avviso sembrerebbe una voce fuori dal coro, ma avere rassicurazione di conferma di un ruolo strategico del cantiere stabiese e rassicurare i lavoratori e le loro famiglie, ci sembra un obiettivo comune e forse per giungere a questa conclusione, al di la di altre sia pure legittime problematiche, indispensabile è mettere insieme i soggetti interessati, capire le vere intenzioni di Fincantieri, e stabilire dove vuole andare e cosa vuol essere nel prossimo futuro Castellammare.

Nappi chiude la sua nota affermando che “Ogni azienda, dalla più piccola alla più grande ha a cuore i propri dipendenti, sono coloro che generano fatturato e profitto.
Il M5S ha fatto la propria parte, il denaro per gli investimenti c’è, speriamo che la Regione faccia la sua”.

Il consigliere comunale di Italia Viva Andrea Di Martino, interviene sulla questione ritenendo “ridicolo” il fare telefonate all’A.D. Bono, perché esiste un piano industriale, che di seguito sinteticamente ricordiamo, e che attualmente occorre semplicemente vigilare affinché “il lavoro previsto non ci venga sottratto, ed iniziare a lavorare e lottare affinché tra cinque anni si possa tornare ad avere un cantiere sede di costruzione di nuove navi e non di un’officina di supporto”.

Di Martino ricorda, appunto, a chi si accorge del problema a corrente alternata, che il piano industriale approvato lo scorso anno prevede per lo stabilimento di Castellammare, una funzione di supporto dei cantieri della fascia tirrenica.

Una decisione questa, continua il consigliere, dopo che il paino prevedeva la chiusura, scongiurata grazie alle lotte dei lavoratori.
Per i prossimi 5 anni il destino della struttura cantieristica stabiese è segnata e tutti i lavori andranno nella direzione stabilità.

Per cui è inutile, aggiunge il rappresentante di Italia Viva, “continuare a chiedere lumi e rassicurazioni all’amministratore delegato Bono. Egli è stato più volte categorico sul tema. Questo è il futuro del cantiere Stabiese”.

Per completare il ricordare fasi del recente passato relativamente alla questione in discussione, Di Martino menziona un aspetto del programma elettorale con cui si è presentato alle elezioni che prevedeva “una vertenza della città verso regione e Fincantieri per tentare di sovvertire questo divenire. Lo scorso anno in vista dell’approvazione del nuovo piano industriale chiesi insieme al consigliere Nastelli la convocazione del consiglio aperto su Fincantieri che fu disertato da gran parte dei protagonisti. Il successivo consiglio regionale non diede particolari rassicurazioni”.

Sempre più, a nostro avviso, necessita una collettiva riflessione e discussione sul problema, per fare chiarezza, per comprendere fino in fondo il tutto, per trovare e adottare opportune linee guide per un possibile sviluppo della città.
Giovanni Mura

Torre Annunziata, alloggi ERP: come regolarizzare la posizione

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A breve la pubblicazione dell’avviso da parte del Comune

Torre Annunziata, lo scorso 28 ottobre la Giunta Regionale della Campania ha approvato il regolamento afferente la “Nuova disciplina per l’assegnazione, la gestione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di ERP”. L’articolo 33 del Regolamento, riguardante le “Occupazioni improprie”, prevede che “al fine di creare le condizioni ottimali per regolamentare con nuovi criteri le assegnazioni degli alloggi di ERP ed avere certezza dello stato di determinazione degli stessi, è prevista per tutti i nuclei familiari che occupino senza titolo legittimo alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, la possibilità di regolarizzare la propria posizione entro sei mesi dall’entrata in vigore del Regolamento”.

«Con la delibera di giunta adottata oggi, prendiamo atto delle nuove disposizioni della Regione Campania – afferma l’assessore al Patrimonio, Emanuela Cirillo -. I nuclei familiari che hanno occupato illegittimamente alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica prima del 28 ottobre 2016, avranno finalmente la possibilità di regolarizzare la propria posizione. Nei prossimi giorni verrà redatto un Avviso Pubblico e i cittadini che vorranno fare richiesta potranno consultarlo sul portale istituzionale www.comune.torreannunziata.na.it e scaricare la modulistica per presentare la propria istanza di regolarizzazione». Torre annunziata v v v v v v v v c c c c c c c c 

Sorrento, scoppia incendio in un deposito di abbigliamento

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Il suddetto deposito è molto conosciuto in Penisola Sorrentina

Sorrento, paura sul Nuovo Corso Italia. Ha preso fuoco il deposito di abbigliamento di Celentano. La notizia è arrivato tramite web, attraverso la pubblicazione di un post di Reporter Sorrrento.

Ecco quanto si legge:

“Oggi c’è stato un incendio che ha colpito una attività storica della nostra città. A detta dei cittadini presenti i Vigili del Fuoco data la vastità dell’incendio hanno avuto,una volta terminata l’acqua delle loro autobotti, grosse difficoltà ad approvvigionarsi di altra acqua. Prima dei lavori di restyling del Corso Italia mi sembra che erano installati degli idranti nei pressi della Cattedrale che fine hanno fatto ? Perchè la protezione Civile a Sorrento non esiste più ? Perchè non prevedere tutta una serie di bocchette antincendio nel Centro Storico ? Questi sono argomenti che riguardano l’incolumità di tutti i cittadini. Noi c’impegneremo, una volta fatti i dovuti riscontri ad interessare la Magistratura per accertare eventuali omissioni”.

Aldilà della notizia, come si legge nel post, il problema va ben oltre: in queste circostanze le forze dell’ordine e i vigili del fuoco dovrebbero lavorare con i migliori mezzi, e non in base ai mezzi possibili. Qi si scherza con l’incolumità delle persone.

“Giocattoli in MoVimento” donati all’ospedale San Vincenzo di Taormina

Messina – Tanti i giochi messi a disposizione dei giovani pazienti dei reparti di pediatria dell’ospedale San Vincenzo di Taormina. E’ qui che infatti è proseguita l’iniziativa “Giocattoli in MoVimento” ideata dal Movimento 5 Stelle e portata avanti tramite la piattaforma Rousseau dagli attivisti locali.

“Giocattoli in MoVimento”. I giochi donati ai reparto di Pediatria dell’ospedale San Vincenzo di Taormina

‘Insieme alla deputata nazionale Angela Raffa, una delegazione di attivisti guidata ha visitato in mattinata i piccoli degenti portando loro i giocattoli raccolti durante la manifestazione e regalando un sorriso’, fanno sapere i pentastellati. “Subito dopo – racconta Giuseppe Leotta, uno degli attivisti presenti -, ci siamo intrattenuti per una chiacchierata con i sanitari incentrata sulle peculiarità e sulle esigenze del reparto”. 

L’intera provincia e la città di Messina si confermano quanto mai sensibili ai temi della condivisione e della solidarietà rispondendo come meglio non si potesse.

I moltissimi giocattoli che sono stati raccolti sono stati consegnati all’ospedale, dove andranno a riempire gli scaffali della sala ricreativa dei reparti di Pediatria. 

“Ringraziamo i messinesi perché ancora una volta hanno mostrato grande sensibilità nei confronti di questi temi – dice Angela Raffa – sono stati raccolti giochi di tutti i tipi, per i più piccoli ma anche per i ragazzi, compresi tanti libri. Sono stati anche i bambini stessi, magari invogliati dai genitori, a portarci i loro giochi, comprendendo così il valore dell’iniziativa. Una manifestazione di solidarietà che vuole combattere gli sprechi e sensibilizzare al riuso anche di questi oggetti, che per alcuni magari non rappresentano più l’attrazione originaria ma che per altri diventano invece oggetto di grande felicità. Siamo quindi molto soddisfatti per la riuscita di questi appuntamenti, visto d’altronde il valore educativo per tutti i nostri piccoli, e che contiamo di riproporre in ulteriori occasioni. Abbiamo scelto, infine, di donarli all’ospedale perché ci è sembrato il luogo più adatto dove questi giocattoli potranno continuare ad essere usati. Difatti saranno a disposizione veramente di tantissimi bambini, che ne potranno usufruire proprio in quelle giornate molto particolari, di malattia e degenza, tipiche di ogni ricovero ospedaliero, allontanando temporaneamente preoccupazioni e piccole sofferenze”

Mariella Musso

 

 

La fabbrica degli “ignoranti” politici e cittadini sforna ignoranti

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Ignoranti. Nessuno deve sentire come indirizzato a sé il contenuto dell’articolo, non è questo lo scopo per cui lo abbiamo scritto. Lo scopo è fare chiarezza

La fabbrica degli “ignoranti” politici e cittadini sforna ignoranti

Doverosa Premessa.

Nessuno deve sentire come indirizzato a sé il contenuto dell’articolo, non è a questo scopo che lo abbiamo scritto. Dare dell’ignorante come se fosse un’offesa per qualcuno non è nelle nostre intenzioni, nessuno è in condizioni di classificarsi migliore di un altro per cui ci rifacciamo all’Etimologia del termine che, nella lingua italiana, sta ad indicare una persona poco preparata, più o meno consapevolmente sfornito di alcune capacità o nozioni richieste. Sta ad indicare, in breve, colui che ignora, una persona culturalmente poco preparata, quando  viene usata, spesso viene interpretata come un insulto.

Traslata in politica, la definizione Fabbrica degli Ignoranti assume un altro significato che è, per questo, più grave: quello di essere in grado di essere dei sempliciotti, di fare cose stupide e insensate.

In Inglese, per definire questa categoria di persone, si usa una parola difficilmente riscontrabile nei nostri dizionari, quella di  “dupe”, che sta a significare babbeo, gonzo, sempliciotto, stupido. Più benevolmente: unfit (inadatto).

Continuiamo a vivere un momento abbastanza difficile dal punto di vista politico, economico, culturale, etico e morale. I temi trattati quasi giornalmente dai “direttori d’orchestra” dei vari partiti politici sono molto lontani dalle esigenze del Popolo.

Dal punto di vista culturale molti parlamentari potrebbero frequentare, sempre che  ne avessero il tempo, le scuole dell’obbligo.

Il politico dovrebbe avere un discreto grado di cultura, almeno una infarinatura generale, ma oggi basta la quinta elementare, o anche no: l’importante è che  abbia al seguito un serbatoio di voti, visto che i vuoti linguistici possono essere “de-lacunati” in un secondo tempo come burattini manovrati da ventriloqui.

La cultura non è un’optional dovrebbe far parte di un bagaglio che nessuno può acquisire senza avere studiato, sarebbe meglio che tanti parlamentari non ne dessero sfoggio: ascoltare un loro discorso dall’inizio alla fine, molto spesso comporta non aver capito nulla, non ha né testa né coda, solo un’accozzaglia di parole senza senso né significato.

Purtroppo di sempliciotti in politica ve ne sono tanti anzi, sono ormai la maggioranza per cui, se sono questi quelli che avrebbero dovuto rinverdire le vecchie volpi, abbiamo veramente sbagliato tutto e questo é uno dei tanti motivi per cui continuiamo ad essere uno dei fanalini di coda in Europa.

Un tempo, un Politico, per essere e divenire tale, doveva fare una lunga, lughissima, gavetta che, in pratica, era una lunga e concreta scuola poltica non già di solo mero indottrinamento, ma di vera e profonda cultura anche dell’arte del governare e dirimere i problemi.

Un tempo, un Politico, impiegava decenni come, stando sulla scia dell’attualità, ricorda la storia di Craxi che, prima di arrivare alla guida del partito e poi al governo dovette percorrere una lunga strada di ben trent’anni dopo di che, nel bene o nel male che giudicar si voglia, fu ben in grado di porsi al timone anche della nave Italia con una sua “dignità” e “schiena diritta” che portò anche ll’azione, tanto per ricordarne una, di Sigonella.

Questa, indubitabilmente, è la triste situazione attuale e questo, ripetiamo, detto senza voler farne una valutazione di merito o demetiro ad personam, per il presente ed il passato. E, del resto, la crescente rivalutazione dei politici del passato per il oro essere, a prescindere da valutazioni di parte, conferma questa nostra amara considerazione.

Una primavera ricca di mostre: ecco le imperdibili

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La primavera porta con sé un’ondata di novità in tema mostre. La prossima stagione primaverile infatti sarà davvero ricca e variegata.

Vediamone alcune, in ordine di data di apertura.
Ad aprire le danze sarà, Novecento Privato. Da de Chirico a Vedova, dal 17 gennaio al 29 febbraio, a Milano, alla Galleria Bottegantica.
In questa mostra vengono proposti  alcuni dei veri Giganti del ‘900 italiano nelle sale di quella che un tempo fu la Galleria del Naviglio che, nel secondo dopoguerra, li aveva accolti quali giovani protagonisti dell’arte del loro tempo.

Alla Villa Reale di Monza, Giappone. Terra di geisha e samurai propone un viaggio iniziatico in un paese la cui cultura e le cui arti affascinano da sempre, per varietà e raffinatezza. Dal 30 gennaio al 2 giugno, ad accogliere, idealmente, il visitatore saranno geisha e samurai, simboli di quel fantastico mondo.

Ferrara celebra Previati con la mostra Gaetano Previati e il rinnovamento artistico tra Ferrara e Milano. Al Castello Estense, dall’8 febbraio al 7 giugno, riunite ben 70 opere dell’artista: olii, pastelli e disegni delle collezioni civiche ferraresi (circa 40) insieme ad opere concesse in prestito da collezioni pubbliche e private, oltre a importanti documenti inediti.

Dall’8 al 16 febbraio a ModenaFiere ritorna anche Modenantiquaria con una XXXIV Edizione da record. Selezionatissime le Gallerie partecipanti che esporranno opere di immenso valore, opere d’arte di nomi grandi e inimitabili: da Tintoretto a Cagnacci e Guercino, da Giovanni Boldini ad Andy Wharol e Fontana.

A Forlì ai Musei di San Domenico, Ulisse. L’arte e il mito, dal 15 febbraio al 21 giugno, capace di unire grande archeologia, grande arte, letteratura, storia e mito universale. A comporre un racconto che attraversa i millenni, continuando a mantenere la sua attualità.

A nostra immagine. Scultura in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio riunisce un nucleo di preziose sculture in terracotta rinascimentali del territorio della Diocesi di Padova. Sono l’orgogliosa testimonianza delle migliaia che un tempo popolavano chiese, sacelli, capitelli, conventi e abbazie di queste terre. Opere meravigliose, presentate a conclusione di una intensa campagna di restauri, create dalla bottega di Donatello e dalle altre presenti a Padova al tempo.

Per aprire la sua ricca programmazione 2020, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia ha la straordinaria opportunità di esporre i capolavori della Collezione Bertero, raccolta unica in Italia per originalità dell’impostazione e la qualità delle fotografie presenti. In mostra 200 tra le 2 mila immagini patrimonio della Collezione, a documentare il mito internazionale della fotografia.

A Cremona, in Pinacoteca Ala Ponzone, dal primo marzo si potrà ammirare Orazio Gentileschi. La fuga in Egitto e altre storie. Qui, due tele di Orazio Gentileschi praticamente eguali, dedicate al racconto del “Riposo durante la fuga in Egitto”. Due versioni che Cremona, per la prima volta, riesce a porre a confronto. E, intorno ad esse, una altissima selezione di altri dipinti e sculture di diversi grandi Maestri, impegnati a “raccontare” la popolare “Fuga” da Erode.
E’ un classico mondiale l’appuntamento con TEFAF Maastricht (7 – 15 marzo), la mostra mercato dell’arte e dell’antiquariato in assoluto più importante al mondo. In mostra capolavori che ci si immagina di poter ammirare solo nei grandi musei, dall’archeologia al contemporaneo, con attenzione anche alle culture e proposte provenienti da altri continenti.

Affascinante già dal titolo, la mostra che la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo dedica al suo fondatore, Luigi Magnani, citato come L’ultimo romantico, oltre che come Signore della Villa dei Capolavori (dal 14 marzo al 12 luglio). Storie di frequentazioni e relazioni che hanno via via creato quella che è oggi una delle più importanti Collezioni private europee e fatto della Villa dei Capolavori il riferimento per grandissimi intellettuali, musicisti, artisti non solo italiani.
Rovigo, accanto alla grande mostra dantesca, punta su una esposizione originale e veramente fondamentale su Marc Chagall. Con il sottotitolo anche la mia Russia mi amerà, in Palazzo Roverella, dal 4 aprile al 4 luglio s potranno ammirare oltre 100 opere dell’artista: circa 70 i dipinti su tela e su carta oltre alle due straordinarie serie di incisioni e acqueforti pubblicate nei primi anni di lontananza dalla Russia, per documentare l’impatto della cultura popolare russa in Chagall.

Giambattista Piranesi. Visioni di un architetto senza tempo, è la mostra proposta da Palazzo Sturm, a Bassano de Grappa, dal 4 aprile al 27 luglio. Giambattista Piranesi è più che un gradissimo incisore. È un mito. Marguerite Yourcenar gli dedicò una biografia dove definì le Carceri – l’opera forse più famosa di Piranesi – come «una delle opere più segrete che ci abbia lasciato in eredità un uomo del XVIII secolo». Un’eredità che contagiò Escher e i Surrealisti non meno che Peter Greenaway. Visioni e virtuosismo che contageranno sicuramente anche il pubblico.

Rinviato a giudizio dal GUP un poliziotto per rivelazione al boss di indagini a suo carico

Rinviati a Giudizio dal Gip del Tribunale di Messina altri tre poliziotti e un medico per presunto assenteismo attraverso certificati medici sospetti.

L’indagine era iniziata durante l’operazione “Fortino” a carico degli Arena e i loro presunti complici, tutti dediti soprattutto allo spaccio di droga nel rione di Valle degli Angeli a Messina. Un rione-fortino e da qui il nome dell’operazione, in cui la Polizia era riuscita a fare irruzione, arrestando 17 persone con accuse a vario titolo, dal  traffico allo spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzioni di armi e munizioni, associazione per il furto di motorini ed altro.

Nel 2016 la Squadra Mobile di Messina aveva scoperto una partita di droga e arrestato uno dei pusher che interrogato aveva dato delle informazioni che hanno anche consentito alla Polizia di posizione cimici e telecamere all’interno del rione-fortino Valle degli Angeli, filmando come lavoravano gli Arena, da chi si rifornivano e quali pusher utilizzassero per l’acquisto e la rivendita della droga, che nascondevano in casa o in auto parcheggiate nei dintorni. Il blitz della Squadra Mobile scattò poi il 22 gennaio 2019 procedendo all’arresto degli indagati e al sequestro di carichi di droga hashish e marijuana, provenienti in gran parte dalla Calabria.

Gli accusati si erano avvalsi del processo con il rito abbreviato. In tale giudizio il Pm Federica Rende aveva chiesto pene da 3 fino 20 anni. il 7 gennaio u.s. il Giudice per l’udienza preliminare Simona Finocchiaro del Tribunale di Messina ha emesso il verdetto condannando a 20 anni di reclusione Francesco Arena e Michele Arena, 11 anni Antonio Bonanno, 8 anni e 5 mesi Filippo Cannavò, 7 anni e 8 mesi Ugo Carbone, 8 anni e 8 mesi Paolo Mercurio, 11 anni e 8 mesi Angelo Mirabello, 8 anni e 2 mesi Francesco Paolo Musolino, 7 anni Mario Orlando, 7 anni e mezzo Pietro Raffa.

Intanto durante le varie indagini di quegli anni venne intercettato l’agente Giuseppe Bartuccio che dialogava con il boss Francesco Arena, al quale avrebbe rivelato accertamenti in corso a suo carico e alcuni particolari dell’omicidio di Giuseppe De Francesco, il giovane ucciso a Camaro il 9 aprile 2016. Secondo la Procura i favori erano elargiti in cambio di denaro. Ad un altro degli agenti indagati viene contestato di aver “chiuso un occhio” su alcune violazioni dello spacciatore.

Durante la medesima inchiesta si indagavano altri tre poliziotti e un medico per alcuni casi di sospetto assenteismo, anche attraverso dei certificati medici che non convincono gli inquirenti.

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Messina, Maria Militello, ha deciso il 9 gennaio c.a. il rinvio a giudizio degli agenti Giuseppe Bertuccio, Domenico e Giovanni De Michele, Marco Rappazzo e del medico Francesco Asciutto. Il processo per loro comincerà il prossimo 15 aprile davanti ai Giudici del Tribunale.

Adduso Sebastiano

rivelazione al boss di indagini a suo carico

Promozione- Procida, quante assenze in vista del Rione Terra

Promozione- Brutte notizie in casa biancorossa, l’infermiera si riempie in vista della trasferta al Chiovato di Bacoli contro il Rione Terra

Nonostante la vittoria ottenuta contro il Quartograd in extremis, non è un momento particolarmente felice per il Procida. Infatti, in questi giorni lo sfaff tecnico con in testa Giovanni Iovine è alle prese con gli infortuni di alcuni calciatori importati. Il primo a rischiare di non scendere in campo contro il Rione Terra (domenica alle 11:00) è capitan Micallo,che soffre di un problema ad un muscolo adduttore ed in pratica non si è allenato in settimana. Problema ai muscoli di una coscia anche per l’altro centrale difensivo titolare, Giorgio Russo che lamenta dolore già da quando dovette lasciare il campo anzitempo nella gara di metà dicembre contro lo Sporting Ercolano. Inoltre,c’è Vittorio De Luise che ha subito la frattura del dito di una mano e si crede, sarà costretto a scendere in campo nonostante tutto domenica, visti i problemi che assillano gli altri biancorossi. Insomma coperta abbastanza corta per mister Iovine, che affronterà un’avversario dello stello livello e con lo stesso obiettivo, quello dei play-off.

A cura di Simone Vicidomini

CdS – Il papà di Demme: “Vedere mio figlio giocare per il Napoli era un mio sogno, si sta realizzando!”

CdS – Il papà di Demme: “Vedere mio figlio giocare per il Napoli era un mio sogno, ora questo sogno si sta per realizzare!”;  Il presidente esecutivo del Lipsia: “Diego mi ha pregato di lasciarlo andare”

Nonostante manchi ancora l’ufficialità (per questioni burocratiche ndr), il trasferimento al Napoli di Diego Demme sembra praticamente cosa già fatta. Il calciatore questa mattina incontrerà la squadra e il suo idolo Gattuso nel corso dell’allenamento di rifinitura. Intanto il padre, come sottolinea l’edizione odierna del Corriere dello Sport, si è detto molto contento per questo sogno che si sta per realizzare:
«Uno dei miei sogni era vedere mio figlio giocare per il Napoli. Ora questo sogno si sta realizzando»
Da speranza a realtà, e probabilmente è un segno del destino. Del resto il signor Vincenzo Demme, padre del neo centrocampista azzurro, è calabrese come Gennaro Gattuso ed è un grande tifoso del Napoli, tanto da aver chiamato il figlio Diego in onore di Maradona. L’avventura azzurra del mediano è cominciata ieri mattina, quando alle 10 ha sostenuto le visite mediche a Villa Stuart: con lui l’agente, il padre e il vice-presidente del Napoli Edoardo De Laurentiis che ha voluto accogliere di persona il primo acquisto del mercato invernale”

Nel frattempo il presidente esecutivo del Lipsia, Oliver Mintzlaff, ha reso noto un retroscena legato alla partenza di Demme: “Diego è venuto da me e mi ha pregato di lasciarlo libero di fare un altro passo importante nella sua carriera”

Juve Stabia, lutto per il mondo gialloblu: Antonio Filippi non c’è più

Questa mattina una notizia tragica ha sconvolto la Juve Stabia e tutti i suoi appassionati. E’ scomparso il caro Antonio Filippi, fratello del DG gialloblu Clemente, volto amico, persona buona e sempre vicinissima ai colori stabiesi.

Questo il comunicato con cui il Club ha annunciato la triste notizia:

Il dolore di queste ore è immenso. Antonio Filippi, fratello del nostro DG Clemente, ci ha lasciato. Non ci lasceranno mai però il suo sorriso, la determinazione e la generosità, la sua passione per i colori gialloblù che ci ha permesso di vederlo gioire, soffrire e tifare per l’amata Juve Stabia.
Dal presidente ai collaboratori, dai calciatori della prima squadra a quelli delle giovanili, tutta la S.S. Juve Stabia oggi piange la scomparsa di un Amico che resterà per sempre nella nostra Storia.
Unendoci al cordoglio della famiglia e in particolare del nostro Direttore Generale, insieme a tutti i tifosi ci stringiamo in un sentito abbraccio con i familiari di Antonio, per condividere insieme questo immenso dolore.

I funerali del caro Antonio Filippi si terranno domani alle ore 10 nella Parrocchia di S. Antonio di Padova in via Salvatore Allende, 4.

S.S. Juve Stabia

In primis a Clemente Filippi, ed ovviamente a tutta la Juve Stabia, va la vicinanza della Redazione di ViViCentro.

Il Mattino – Lobotka-Napoli, chiusura nelle prossime ore: il Celta ha trovato il sostituto

Il Mattino – Lobotka-Napoli, chiusura nelle prossime ore. Dovrebbe arrivare per una cifra vicina ai 21 milioni. Il Celta lo lascerà andare, gli spagnoli hanno già trovato il sostituto

Non solo Diego Demme: il Napoli è vicinissimo all’accordo con il Celta per Stanislav Lobotka. Un doppio colpo a centrocampo che potrebbe essere portato a termine già nelle prossime ore. Ne è convinta l’edizione odierna de Il Mattino, su cui si legge:

“Dal punto di vista dell’accordo economico il Napoli è andato incontro alle richieste avanzate dagli spagnoli, perché dopo un’offerta iniziale di 15 milioni è salito fino ai 21 più bonus che sembrano davvero poter convincere il Celta ad accettare. A ballare adesso sono solo spiccioli, motivo per il quale c’è grande ottimismo per la chiusura dell’operazione nelle prossime ore. Questo perché anche l’altra questione è stata risolta. Gli spagnoli, infatti, hanno individuato nell’argentino Rodriguez dell’America il sostituito ideale di Lobotka. La somma dei due elementi fa sì che l’operazione con il Napoli possa dirsi davvero alle battute conclusione. A Lobotka è stato proposto un contratto quinquennale da circa 2 milioni di euro a stagione, ma soprattutto la possibilità di accasarsi con una squadra a lui particolarmente cara visti i trascorsi in azzurro tutt’altro che banali di Marek Hamsik, suo connazionale e idolo.

Beni per oltre 3,5 milioni di euro sequestrati nello Stretto di Messina

La Guardia di Finanza ha sequestrato preventivamente tre traghetti alla Caronte & Tourist Spa più altri beni e denaro per presunta truffa alla Regione.

I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, in collaborazione con i colleghi del nucleo di Messina, hanno eseguito stamane un decreto di sequestro per oltre 3,5 milioni di euro, siglato dal Gip Salvatore Mastroeni, su richiesta della procura di Messina retta da Maurizio De Lucia. Il provvedimento è stato disposto nei confronti della società di navigazione “Caronte & Tourist Isole Minori spa” e dell’imprenditore 56enne Sergio La Cava quale amministratore della N.G.I. spa incorporata nel 2017 dalla “Caronte & Tourist Isole Minori spa”. Il sequestro preventivo comprende tre navi-traghetto (“Pace”, “Caronte” e “Ulisse”), che sono attualmente impiegate nei collegamenti La Maddalena/Palau, Trapani/Isole Egadi e Palermo/Ustica, nonché somme di denaro, beni e quote societarie fino alla concorrenza di oltre 3,5 milioni di euro.

Risultano anche indagati Luigi Genghi, 55 anni, consigliere e amministratore della N.G.I. spa, Edoardo Bonanno, 47 anni, ad di “Caronte & Tourist Isole Minori spa”, e il noto imprenditore messinese 55enne Vincenzo Franza, nella qualità di presidente della “Caronte & Tourist Isole Minori spa”. Pesante la contestazione mossa dal Procuratore Maurizio de Lucia e dai Sostituti Antonio Carchietti e Roberto Conte: truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione Siciliana. Nel procedimento è coinvolta come persona giuridica anche la società di navigazione “Caronte & Tourist Isole Minori spa”, che è stata segnalata per la responsabilità amministrativa ai sensi del d.lgs. n. 231/2001.

Si sarebbe anche appurato che i traghetti utilizzati avrebbero pesanti carenze per il trasporto delle persone “a mobilità ridotta”, disabili, anziani e mamme incinta. Le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, coordinate dalla Procura di Messina, hanno portato al sequestro delle tre navi che si sono alternate sulla rotta (i traghetti “Pace”, “Caronte” e “Ulisse”) nelle quali rampe di accesso, bagni e porte non sarebbero a norma.

L’indagine riguarda la gara con cui la Navigazione Generale Italiana (Ngi Spa), società poi fusa per incorporazione nella Caronte & Tourist Isole Minori Spa nel 2017, si era aggiudicata nel 2015 il lotto II (Trapani-Isole Egadi) del bando disposto dall’assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità per il servizio di collegamento marittimo per cinque anni tra la Sicilia e le isole minori. Il valore del lotto era di circa 15,9 milioni, con aggiudicazione, attraverso un significativo ribasso, a 5,3 milioni. Per partecipare e aggiudicarsi la gara ciascuno dei concorrenti aveva individuato una nave-traghetto (la Ngi aveva designato la «Pace») da dedicare esclusivamente alla tratta oggetto del singolo lotto, dotata di caratteristiche strutturali che avrebbero consentito la navigazione in piena sicurezza anche alle persone a “mobilità ridotta”. Una formula in cui rientra chiunque abbia una particolare difficoltà nell’uso dei trasporti pubblici, compresi gli anziani, i disabili, le persone con disturbi sensoriali e quanti usano sedie a rotelle, le gestanti e chi accompagna bambini piccoli. La nave «Pace», per l’accusa, presenta invece gravi carenze tecniche e strutturali che la rendono inidonea a trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta. Le difformità (rispetto a quanto previsto sia dalla normativa che dal bando), nascoste attraverso false attestazioni di conformità, accertate anche da organi tecnici nel corso delle attività ispettive, non sono mai state sanate e, conseguentemente, non avrebbero consentito la partecipazione né, soprattutto, l’aggiudicazione della gara alla Ngi Spa (ora Caronte & Tourist Isole Minori Spa). Le indagini avrebbero inoltre consentito di riscontrare l’avvenuto ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per la tratta Trapani/Isole Egadi, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante, ma, soprattutto, avvenute con ulteriori traghetti («Caronte» e «Ulisse») anche questi privi dei requisiti previsti per il trasporto delle persona a ridotta mobilità. Ulteriori ispezioni delle navi con l’intervento di ingegneri navali, nominati consulenti tecnici dalla Procura, hanno confermato l’ipotesi investigativa, sgombrando ogni dubbio, dicono investigatori e inquirenti, circa l’inidoneità di tutti e tre i traghetti e sul conseguente concreto rischio (in caso di naufragio, incendio ecc.) per l’incolumità delle persone a mobilità ridotta. La società di navigazione Caronteamp; Tourist avrebbe inoltre percepito indebitamente contribuzioni pubbliche nel periodo 2016-2019 per oltre 3,5 milioni.  La normativa nazionale e il diritto dell’Unione Europea in tema di aiuti di Stato, per rendere economicamente conveniente il servizio di collegamento di linea, prevede contributi a beneficio degli aggiudicatari del servizio, in base a una stima del costo di gestione della tratta, al netto dei ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti. I mezzi navali sequestrati sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal Gip, mentre la società armatrice è stata designata custode.

Ci si era occupati in precedenza di indagini a carico della Caronte & Tourist Spa “18 Dicembre 2019 Arrestato sindaco e manager di società di traghettamento” dopo l’Operazione dei Carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina, per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, nei confronti di 11 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di corruzione, turbativa d’asta, falso in atto pubblico, truffa aggravata e peculato e, per una persona solamente, anche concorso esterno in associazione mafiosa. In quell’occasione tra gli arrestati c’erano anche il sindaco di Villa San Giovanni, Giovanni Siclari, Antonino Repaci e Calogero Fimiani, rispettivamente presidente del Cda e amministratore delegato della società di navigazione “Caronte & Tourist Spa”.  La Caronte&Tourist è una società che da decenni gestisce quasi in monopolio l’attraversamento dello Stretto di Messina e i collegamenti con le isole minori. Gli investigatori avrebbero accertato come i manager indagati hanno promesso di elargire utilità ad amministratori comunali che in cambio hanno asservito la loro pubblica funzione agli interessi privati della società di navigazione. La società, con la compiacenza del sindaco, avrebbe ottenuto illecitamente l’affidamento di un’area edificabile.

Adduso Sebastiano

Gazzetta – Fabian Ruiz si è perso e non è più incedibile: la cifra per convincere il Napoli a cederlo

Gazzetta – Fabian Ruiz si è perso e non è più incedibile: la cifra per convincere il Napoli a cederlo. Si attende un’offerta intorno ai 70 milioni

L’arrivo praticamente certo di Diego Demme, lo stato avanzato della trattativa per Lobotka e i contatti insistenti col Verona per Amrabat, lasciano presagire che qualcuno tra i centrocampisti del Napoli è pronto a dire addio alla squadra. Secondo l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, tra i possibili partenti ci sarebbe anche Fabian Ruiz. Il presidente De Laurentiis non ha mai nascosto che, in caso di offerte imbarazzanti, sarebbe pronto a salutare il calciatore. Intenzione che si è inevitabilmente rafforzata a causa del periodo non molto positivo vissuto dallo spagnolo in questa prima parte di campionato. La sensazione è che potrebbe partire per una cifra vicina ai 70 milioni.

La Gazzetta dello Sport su Fabian Ruiz:

“Lo spagnolo Fabian Ruiz attraversa un lungo periodo di rendimento negativo, dopo un’ottima prima stagione in azzurro si è perso al momento della conferma. Non sappiamo se sul rendimento possano aver influito anche le voci di mercato che dall’estate si inseguono sul futuro, voluto fortemente da Real Madrid e Barcellona. L’impressione è che se in estate arriverà un’offerta importante, intorno ai 70 milioni, il Napoli possa cederlo”

CdS – Calciomercato Napoli, ecco perchè manca ancora l’ufficialità per Diego Demme

CdS – Calciomercato Napoli, ecco perchè manca ancora l’ufficialità per Diego Demme: problemi burocratici, solo un ritardo per un trasferimento che è già stato fatto

L’edizione odierna del Corriere dello Sport ha fatto il punto della situazione sul’arrivo di Diego Demme al Napoli. Il calciatore questa mattina incontrerà la squadra e osserverà da vicino la guida tecnica di Gattuso nel corso dell’allenamento di rifinitura. Nonostante sia già immerso nel mondo azzurro, l’ufficialità per il suo trasferimento potrebbe slittare a causa di alcuni problemi burocratici. Intanto in Germania sono scoppiate diverse polemiche su questa operazione di mercato. I tifosi del Lipsia trovano inconcepibile vendere uno dei propri beniamini proprio nel momento in cui la squadra è in lotta per la vittoria finale della Bundes. Anche le cifre molto vantaggiose con cui la società tedesca ha deciso di privarsi di un titolare fisso non convincono.

Il Corriere dello Sport sul ritardo nell’ufficialità del trasferimento di Demme al Napoli

“La sua giornata «pazza» è andata a infrangersi su quegli ostacoli che nel calcio vengono definiti «problemi burocratici» e che ritardano l’annuncio di un trasferimento ch’è fatto e che va solo ufficializzato. Terminate le visite Demme è stato portato immediatamente alla Filmauro per firmare con Aurelio De Laurentiis il contratto di cinque anni a due milioni di euro netti a stagione. Infine l’arrivo a Napoli e la sistemazione in albergo dove ha disfatto le due grosse valigie che si è portato da Lipsia. Questa mattina incontrerà Gattuso e i suoi nuovi compagni di squadra: sosterrà l’allenamento di rifinitura con il gruppo, poi tiferà da Napoli, seduto dinnanzi alla tv, i suoi compagni impegnati all’Olimpico contro la Lazio”

Repubblica – Koulibaly salta anche la Lazio: Gattuso sta provando le due alternative

Repubblica – Koulibaly salta anche la Lazio. Gattuso sta provando le due alternative: in pole c’è la conferma di Di Lorenzo centrale difensivo, Luperto è la seconda scelta

L’assenza in contemporanea di Maksimovic e Koulibaly sta creando non pochi problemi a Gattuso. Il difensore senegalese, uscito per infortunio contro il Parma, sembrerebbe non poter recuperare per la partita contro la Lazio. L’allenatore azzurro a quel punto, così come è accaduto contro l’Inter, potrebbe schierare Di Lorenzo in coppia con Manolas. Più improbabile l’impiego di Luperto dal primo minuto, nonostante Gattuso stia ancora lavorando con entrambi per capire chi è in grado di offrirgli più garanzie. A parlarne è l’edizione odierna de la Repubblica:

Il recupero si è allontanato proprio in vista del traguardo. Kalidou Koulibaly non ha smaltito del tutto l’infortunio muscolare rimediato nel match con il Parma e le sue chance di indossare la maglia da titolare domani contro la Lazio sono minime. 
Ci proverà anche oggi nel corso della rifinitura, ma Gattuso sta già lavorando alle alternative. L’allenatore azzurro potrebbe confermare la stessa difesa schierata contro l’Inter. 
Di Lorenzo, dunque, di nuovo da centrale nonostante l’errore che ha spianato la strada al vantaggio nerazzurro firmato da Lukaku. Le prove tattiche al centro tecnico di Castel Volturno vanno proprio in questa direzione. 
L’alternativa resta Sebastiano Luperto, unico centrale di ruolo a disposizione assieme a Manolas.