Castellammare, gli aggiornamenti sulle condizioni della prima stabiese contagiata da Coronavirus: è affetta da polmonite interstiziale ma reagisce bene alla terapia
Dal Comune di Castellammare di Stabia giungono alcuni aggiornamenti sulle condizioni di salute della prima stabiese contagiata da Coronavirus: l’Asl Na 3 Sud ha confermato che la prima paziente contagiata da coronavirus (Covid-19) è in condizioni di salute stazionarie. La donna, ricoverata attualmente presso l’ospedale Cotugno di Napoli, è affetta da polmonite interstiziale ma reagisce bene alla terapia con gli antivirali e nelle scorse ore ha avuto modo di parlare telefonicamente con i suoi familiari.
Per quanto concerne gli altri casi sospetti che riguardano il territorio stabiese, si attendono ancora i risultati dei tamponi. In particolare, per il caso di viale Delle Puglie, i tecnici della struttura, prima che scattasse l’allarme, avevano riscontrato un addensamento parenchimale da verosimile polmonite a seguito di una rx al torace.
Nel frattempo, i lavori per l’allestimento del pre-triage nel parcheggio interno dell’ospedale San Leonardo sono quasi ultimati.
Un check-point sarà poi allestito a breve, in collaborazione con i Ross e di concerto con la capitaneria di porto, presso il porto commerciale di Castellammare di Stabia in via Bonito. I controlli degli agenti del comando di polizia municipale, intanto, si stanno concentrando su verifiche delle autocertificazioni in strada e sui supermercati.
Nel frattempo, i lavori per l’allestimento del pre-triage nel parcheggio interno dell’ospedale San Leonardo sono quasi ultimati. Un check-point sarà poi allestito a breve, in collaborazione con i Ross e di concerto con la capitaneria di porto, presso il porto commerciale di Castellammare di Stabia in via Bonito. I controlli degli agenti del comando di polizia municipale, intanto, si stanno concentrando su verifiche delle autocertificazioni in strada e sui supermercati. Nel frattempo, i lavori per l’allestimento del pre-triage nel parcheggio interno dell’ospedale San Leonardo sono quasi ultimati. Un check-point sarà poi allestito a breve, in collaborazione con i Ross e di concerto con la capitaneria di porto, presso il porto commerciale di Castellammare di Stabia in via Bonito. I controlli degli agenti del comando di polizia municipale, intanto, si stanno concentrando su verifiche delle autocertificazioni in strada e sui supermercati.”
Campania, negli ospedali manca il sangue per le trasfusioni. L’appello del Governatore De Luca: “Non c’è alcun rischio, i centri trasfusionali sono completamente in sicurezza”
“L’emergenzacoronavirus ha determinato un crollo delle donazioni di sangue anche in Campania. Faccio un appello a tutti i donatori perché riprendano la loro preziosa azione. Non c’è alcun rischio: i centri trasfusionali sono completamente in sicurezza. Attrezzeremo anche delle strutture mobili per far sentire tutti più sicuri.” Questo l’appello del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha invitato tutti a fare la propria parte in questo momento delicato. A rispondere sono stati già in tanti, ma ancora non basta. Per ulteriori informazioni su come donare in completa sicurezza basta collegarsi al sito dell’ospedale di riferimento.
AGGIORNAMENTO SITUAZIONE CONTAGI CAMPANIA:
Totale positivi in Campania: 147, di cui 2 guariti Napoli città: 48 (Asl Napoli 1)
Provincia di Napoli: 37 (di cui 11 Asl Napoli 2 e 26 Asl Napoli 3)
Provincia di Avellino: 6
Provincia di Benevento: 2
Provincia di Caserta: 25
Provincia di Salerno: 16
L’Unità di Crisi della Protezione civile della Regione Campania comunica che nel pomeriggio di ieri sono stati esaminati 80 tamponi presso il centro di riferimento dell’ospedale Cotugno. 10 di questi sono risultati positivi. Come per tutti gli altri, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.
L’Unità di Crisi della Protezione civile della Regione Campania comunica che nel pomeriggio di ieri sono stati esaminati 80 tamponi presso il centro di riferimento dell’ospedale Cotugno. 10 di questi sono risultati positivi. Come per tutti gli altri, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.L’Unità di Crisi della Protezione civile della Regione Campania comunica che nel pomeriggio di ieri sono stati esaminati 80 tamponi presso il centro di riferimento dell’ospedale Cotugno. 10 di questi sono risultati positivi. Come per tutti gli altri, si attende l
Campania donazioni a conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.
Guardia di Finanza NSPV: sequestrati beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 3,3 milioni di euro nei confronti di 17 soggetti (VIDEO)
Guardia di Finanza NSPV: Operazione “DISTRAZIONE FATALE”
Il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di finanza sta dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, per un valore complessivo di oltre 3,3, milioni di euro nei confronti di diciassette soggetti.
Sono state sottoposte a sequestro quote societarie, disponibilità finanziarie nonché immobili e terreni – siti nelle province di Roma, Lucca, L’Aquila e Latina – che erano stati acquisiti con le risorse distratte dal patrimonio di due società fallite.
La citata misura cautelare reale deriva dallo sviluppo di attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma per reati in materia di bancarotta fraudolenta aggravata, ai danni di due società dichiarate fallite dal Tribunale di Roma, rispettivamente nel novembre 2016 e nel marzo 2017.
Una di queste aveva visto decuplicare i propri ricavi d’esercizio a partire dalla primavera del 2009 in virtù dell’ospitalità offerta alle popolazioni colpite dal terremoto utilizzando, a tal fine, alcuni immobili ubicati in Collettara di Scoppito (AQ).
Le articolate indagini esperite hanno consentito altresì di portare alla luce frodi fiscali e molteplici episodi di distrazione di beni delle società fallite a scopi personali, posti in essere dall’amministratore di fatto con la fattiva collaborazione, tra gli altri, di diversi prestanome e del suo commercialista.
Quota parte delle risorse distratte in modo illecito dal patrimonio aziendale sono state utilizzate per acquistare per evidenti utilità personali anche un appartamento e terreni a Forte dei Marmi (LU) nonché una villa a Terracina (LT).
Anche in questa vicenda la ricostruzione dei flussi finanziari è stata determinante, anche perché agevolata dal supporto informativo contenuto in alcune segnalazioni di operazioni sospette pervenute al Nucleo valutario per fini di prevenzione antiriciclaggio. Lo sviluppo investigativo di tali preziose informazioni ha costituito, come spesso capita in questo tipo di indagini, un vero faro su cui poter orientare le investigazioni ed aggredire i patrimoni di provenienza illecita.
Il provvedimento ablativo eseguito costituisce la conclusione di un complesso iter investigativo che dimostra – ancora una volta – la costante azione della Guardia di finanza nella ricerca e repressione dei più gravi crimini di matrice economicofinanziaria e nell’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.
Controlli di polizia al Vomero: arrestato, in via Giuseppe Bonito, un 31enne per droga e, in via Tino da Camaino, rinvenuto uno scooter rubato.
Controlli di polizia al Vomero: arrestato un 31enne per droga
Ieri sera gli agenti del commissariato Vomero, durante il servizio di controllo del territorio, finalizzato anche a garantire il rispetto delle misure urgenti per la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno sorpreso in via Tino da Camaino due giovani a bordo di uno scooter ai quali hanno intimato l’alt.
Il conducente, alla vista della pattuglia, ha lanciato un coltello a terra ed ha accelerato la marcia fino a quando, dopo un inseguimento, il motociclo è stato bloccato in via San Mandato ma i due ragazzi si sono dati alla fuga.
I poliziotti hanno recuperato il coltello ed accertato che lo scooter era stato rubato nel novembre scorso.
La scorsa notte, inoltre, gli agenti hanno notato un uomo in via Giuseppe Bonito e lo hanno fermato trovandolo in possesso di 9 involucri di cocaina per un peso complessivo di circa 4 grammi e la somma di 120 euro.
Valentino Bozzon, 31enne napoletano con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e denunciato ai sensi dell’art.650 c.p. per inottemperanza alle prescrizioni del D.P.C.M. 9 marzo 2020 recante misure urgenti per il contenimento della diffusione del COVID-19.
Controlli di polizia al Vomero: arrestato un 31enne per droga / Redazione Campania
Le parole dei due piloti Ferrari in vista della gara di domenica all’Albert Park di Melburne
Manca sempre meno: domenica, alle 06:10, riparte la Formula Uno. Il primo Gran Premio dell’anno si disputa, come sempre, a Melburne in Australia. Grande attesa per vedere la nuova Ferrari: dopo i test di Barcellona, in cui il team di Maranello non ha fatto benissimo, ora tutti si attendono che la SF1000 spinga al massimo e faccia vedere tutta la sua potenza, per cercare, in questa stagione, di vincere il mondiale che manca dal 2007. Ci proveranno i due piloti Ferrari: Sebastian Vettel e Charles Leclerc che hanno rilasciato alcune dichiarazioni in vista della gara inaugurale.
Vettel:”L’Australia? Sole, atmosfera vibrante e dossi. Sole, perché quando andiamo a gareggiare il meteo è quasi sempre bello; atmosfera vibrante perché questa è una città piena di vita ed è sempre piacevole iniziare da qui la stagione; dossi perché come ogni anno sappiamo che la pista di Albert Park sarà molto sconnessa. Proprio questo elemento contribuisce a rendere altamente tecnico questo tracciato ed è probabilmente anche la ragione per la quale a noi piloti piace tanto. Primo GP? La prima gara è sempre particolare, credo che avremo modo di cominciare a capire meglio rispetto ai test quali sono i veri valori in campo”.
Leclerc:”La gara in Australia? Bella, insidiosa e divertente. Il bello è riferito alla città, che è splendida e piena di giovani che la rendono ancora più vitale. La pista invece è indubbiamente eccitante, perché è un tracciato cittadino, e io da sempre amo gareggiare tra i muretti, con parti che però sono molto veloci. Tuttavia è anche insidiosa, perché, specialmente all’inizio del weekend, è sporca e l’asfalto non ha lo stesso grip di quello che si può trovare su una pista permanente . Per le sue caratteristiche Albert Park è un circuito che non perdona: ogni errore rischia di essere pagato caro, quindi quando si è in macchina è necessario rimanere costantemente concentrati”
Napoli, choc all’interno dell’Ospedale Cotugno di Napoli. Paziente stanco di aspettare il tampone sputa contro una dottoressa e un infermiere: tutti in quarantena e reparto evacuato
Choc all’interno dell’Ospedale Cotugno di Napoli dove, ieri sera, un medico e un infermiere sono stati aggrediti da una persona che era in attesa di fare il tampone per la rilevazione del Coronavirus. L’uomo, che presentava sintomi febbrili, stanco di attendere ha prima saltato la fila, poi è iniziato ad andare in escandescenza attirando l’attenzione di una dottoressa e un infermiere.
Dopodichè si è tolto la mascherina e ha sputato addosso ai due sanitari che stavano cercando di riportarlo alla calma. In via precauzionale i due sanitari sono stati costretti a restare in quarantena, mentre il locale è stato evacuato e sottoposto a sanificazione.
A denunciare l’episodio è stata anche l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate:
Aggressione n.20 del 2020 (tarda serata di ieri) Quando oltre ad essere un’ aggressore sei anche un’ untore! Paziente in attesa del tampone sputa addosso a medico e infermiereA quanto ci viene riferito pare che un paziente in attesa di tampone abbia perso la pazienza ed abbia aggredito verbalmente e fisicamente un medico ed un infermiere del Cotugno arrivando addirittura a sputarli in faccia, Medico ed infermiere sono stati messi in quarantena, altri 2 sanitari in meno ad assistere la cittadinanza, questa volta per la barbarie di uno sconsiderato! Oltre alla aggressione ci sarebbe l’articolo 452 del codice penale, ovvero delitti colposi contro la salute pubblica”
La Juve Stabia sospende gli allenamenti a causa dell’emergenza coronavirus. La sospensione del campionato e la cautela portano il club a fermarsi per alcuni giorni
La diffusione del coronavirus condizione inevitabilmente anche il mondo dello sport. La priorità comune è fermare il contagio; da qui la scelta di sospendere i campionati fino al 3 aprile. Anche la Juve Stabia si adeguata alla nuova situazione, scegliendo di fermare gli allenamenti dei propri tesserati per alcuni giorni, in attesa di nuovi sviluppi.
Rendiamo noto che in riferimento alle disposizioni Governative e Federali, volte a contenere la diffusione del COVID-19, sono sospese tutte le attività della prima squadra e del settore giovanile. Nel particolare: -per la prima squadra e la primavera, la sospensione è valida fino al 15.03.2020 salvo proroghe; -per l’ Under 18, Under 17, Under 16, Under 15 e campionati regionali e provinciali, la sospensione è valida fino al 03.04.2020, salvo diverse disposizioni.
S.S. Juve Stabia
Qualora l’emergenza Covid-19 non dovesse consentire la conclusione dei campionati, il presidente Gravina ha sottoposto all’attenzione delle Leghe interessate alcune ipotesi su cui discutere nella riunione, già fissata, del Consiglio Federale del 23 marzo pv. Senza alcun ordine di priorità, un’ipotesi potrebbe essere la non assegnazione del titolo di Campione d’Italia e conseguente comunicazione alla UEFA delle società qualificate alle coppe europee; un’altra sarebbe far riferimento alla classifica maturata fino al momento dell’interruzione; terza ed ultima ipotesi, far disputare solo i play off per il titolo di Campione d’Italia ed i play out per la retrocessione in Serie B.
GUARDIA DI FINANZA BOLOGNA: OPERAZIONE “GO EAST”. ESEGUITA UN’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE PER IL REATO DI AUTORICICLAGGIO E DISPOSTO IL SEQUESTRO DI BENI PER 3,6 MILIONI DI EURO.
Guardia di Finanza Bologna: OPERAZIONE “GO EAST”, un arresto
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito, su disposizione del GIP del locale Tribunale Dott. Domenico Truppa, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di M.C., classe 1979, imprenditore residente in provincia di Bologna, in quanto ritenuto responsabile del reato di autoriciclaggio, in concorso con altri 5 persone denunciate a piede libero.
È stato altresì disposto il sequestro preventivo per equivalente di beni fino all’ammontare di € 3.594.423 pari al valore delle somme illecitamente trasferite e costituenti, quindi, il profitto derivante dalla commissione del reato.
Le indagini eseguite dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bologna, nella persona della dott.ssa Rossella Poggioli, hanno consentito, anche grazie all’esecuzione di Ordini Europei d’Indagine, di accertare come il destinatario dell’ordine di carcerazione, dopo aver conseguito importanti profitti dalla commissione di numerosi reati tributari, avesse posto in essere una serie di operazioni di trasferimento all’estero dei proventi illeciti, al fine di ostacolarne concretamente l’identificazione.
In particolare l’imprenditore, mediante un reticolo complesso di società cartiere nazionali – tutte aventi fittiziamente sede in indirizzi di comodo a Roma – era riuscito, con la compiacenza degli altri indagati, a “trasferire” ingenti fondi provenienti dalle attività illecite, giustificando tali movimentazioni con vorticosi giri di fatture per operazioni inesistenti.
Successivamente, al fine di ulteriormente camuffare ogni palese collegamento con i fatti illeciti, l’indagato spostava nuovamente le somme, mediante false triangolazioni commerciali, in favore di altre società non operative localizzate Slovenia, Croazia e Ucraina per poi procedere a massivi prelevamenti di denaro contante che venivano reimmessi nei circuiti legali, completamente “ripuliti”.
A riprova della gravità del quadro indiziario così delineato, il GIP evidenzia come l’indagine condotta consenta di evidenziare “la pervicace e callida azione criminale di M.C. che, nonostante sia stato sottoposto a procedimento penale in merito a delitti fiscali che costituiscono reati presupposto dell’autoriciclaggio, ha, di fatto, continuato in modo imperterrito a compiere le medesime azioni finalizzate al trasferimento del denaro di provenienza delittuosa per ulteriori scopi illeciti”.
Contestualmente alle misure cautelari sono state eseguite numerose perquisizioni locali in provincia di Bologna, Modena e Roma. L’operazione odierna s’inquadra nel più ampio dispositivo di polizia economico-finanziaria predisposto dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e a contrasto delle forme di riciclaggio che alterano le regole della concorrenza.
Carabinieri Sardegna. Chiuso ad Ottana, in provincia di Nuoro, un locale a seguito dei controlli per il CORONAVIRUS. Sequestro arma in località Ruinas.
Carabinieri Sardegna: controlli territorio a Ottana, Ilbono e Lanusei
I Carabinieri della Stazione di Ilbono (NU) e della Stazione di Lanusei (NU), nel corso dei costanti servizi volti alla prevenzione dei reati in genere, hanno rinvenuto in località Ruinas, all’interno di un sacco di juta, in buono stato di conservazione ed efficiente, un fucile cal. 12 con matricola abrasa.
I militari hanno sequestrato l’arma che verrà inviata al Reparto Carabinieri Investigazioni scientifiche di Cagliari per verificare il più recente utilizzo e la presenza di impronte o tracce biologiche.
E’ di notevole importanza l’attività svolta dai Carabinieri che anche in questo caso, come nei precedenti, hanno rinvenuto armi che sarebbero state sicuramente utilizzate per la commissione di gravi reati.
PROVINCIA DI NUORO – CORONAVIRUS: I CARABINIERI CHIUDONO UN LOCALE E DENUNCIANO SEI PERSONE.
Ad Ottana poi, in provicia di Nuoro, nel corso della serata di ieri, durante un servizio di controllo del territorio disposto dalla Compagnia Carabinieri di Ottana e finalizzato anche alla verifica del rispetto delle misure urgenti di contrasto e prevenzione della diffusione da virus COVID-19, i militari hanno scoperto in un paese della giurisdizione un circolo ricreativo che, in violazione delle norme emanate per l’emergenza sanitaria, alle 20,00 era ancora aperto con all’interno diversi avventori.
Sono stati così denunciati per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità (art. 650 c.p.) per aver violato le norme attuative del Decreto Legge n.6 del 23.02.2020 “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da covid-19” il rappresentante legale e il segretario del circolo oltre agli avventori che si trovavano all’interno.
E’ stata inoltre disposta la sospensione dell’attività del circolo.
Il Comando della Guardia di Finanza di Messina ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 indagati.
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina a conclusione dell’Operazione “Apotheke” hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare personale e reale nei confronti di 7 indagati, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica peloritana, nell’ambito di un procedimento penale nei confronti di un’organizzazione dedita alla truffa nei confronti dell’Asp di Messina.
Arrestati un noto farmacista ed un medico di base per truffa nei confronti dell’ASP peloritana. Altri 5 medici di base interdetti dall’esercizio della professione per un anno.
In particolare, al termine delle relative indagini, che hanno riguardato complessivamente dodici indagati, le cui condotte sono state rimesse alla valutazione del Giudice, quest’ultimo ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti di un farmacista, R.S. cl. ’76 di Messina, e di un medico di base, L.C. cl ’55 di Messina, convenzionati con l’ASP di Messina. Inoltre, con il medesimo provvedimento è stata disposta la sospensione della professione medica, per la durata di anni uno, per altri 5 medici di base: C.F. cl. ’54; DD.S. cl. ’52; C.B. cl. ’51; M.N. cl. ’66, nonché il sequestro preventivo di beni mobili o immobili o somme di denaro, per un importo di circa 50.000 euro nei confronti di 7 degli indagati, coinvolti nella truffa.
Numerosi gli illeciti penali contestati a vario titolo agli odierni indagati, che vanno dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata, al falso ideologico, all’esercizio abusivo della professione medica, alla somministrazione di morfina senza la prevista prescrizione medica.
L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina e condotta dai militari del Gruppo di Messina, è nata a seguito di una denuncia, presentata proprio dall’ASP di Messina, per segnalare presunte irregolarità nell’emissione di prescrizioni mediche (cosiddette ricette “rosse”), nei confronti di diversi soggetti fruitori di esenzioni ticket per motivi reddituali, concernenti l’acquisto di costosi farmaci a sua volta portate a rimborso.
In tale contesto, è stato rilevato che le prescrizioni mediche, ritenute “anomale”, venivano utilizzate principalmente per acquisti effettuati quasi esclusivamente presso un’unica Farmacia territoriale dell’ASP di Messina, con sede nella zona sud della città dello Stretto.
Nell’ambito delle operazioni, condotte anche con l’ausilio di attività tecniche, è stata acquisita copiosa documentazione sanitaria e sono state sottoposte a sequestro numerose prescrizioni mediche, presso vari uffici dell’ASP di Messina.
Le relative risultanze hanno evidenziato l’esistenza di una collaudata associazione a delinquere, composta dal titolare della farmacia, da due dipendenti della stessa, dalla madre del farmacista e da un medico di base dell’ASP di Messina, finalizzata alla commissione di truffe per il conseguimento di indebite erogazioni pubbliche, allo stato quantificate in circa €.140.000,00.
Tale associazione aveva quale base logistica la sede della farmacia messinese che, in breve tempo, ha visto aumentare in maniera esponenziale i propri complessivi flussi di vendita (prescrizioni mediche “rosse” più quelle “bianche”) che, nell’anno 2015, ammontavano ad € 827.071,05, per passare poi, negli anni successivi, ad euro 1.360.369,35 nel 2016 e ad a euro 1.501.317,85 nel 2017. Tali volumi d’affari, tra l’altro, sarebbero in controtendenza con i minor flussi di vendita di tutte le altre farmacie territoriali presenti sul territorio messinese, tanto da porla tra le prime farmacie territoriali dell’ASP di Messina per fatturato da vendita di farmaci.
Il sistema di frode scoperto dalle Fiamme Gialle si presenta semplice ma funzionale, tanto da far passare in secondo piano l’interesse per l’ordinaria attività di farmacia, ovvero la vendita reale di farmaci ai consumatori, che si pone, per questo esercizio, quasi come una mera attività di facciata. Il titolare, infatti, con l’aiuto dei sodali, tra cui la madre ed alcuni collaboratori della farmacia, avrebbe gestito ed alimentato il collaudato meccanismo illecito.
Una vera e propria catena di produzione di false prescrizioni mediche, mediante il continuo approvvigionamento di ricette “rosse”, sulle quali apporre le fustelle, provenienti da farmaci scaduti o venduti a clienti fidelizzati e privi di esenzione ticket, ai quali veniva, di sovente, applicata una particolare scontistica.
Successivamente, si passava alla meticolosa preparazione di una contabilità amministrativa apparentemente regolare, finalizzata alla riscossione dei rimborsi chiesti mensilmente e successivamente liquidati dall’Azienda Sanitaria Provinciale.
Così come è emerso dalle indagini, le prescrizioni sulle ricette rosse hanno riguardato, prevalentemente, farmaci costosi, finanche al prezzo di euro 587,02 a prescrizione, trattandosi di farmaci normalmente prescritti in caso di trapianto di organi, dolore severo, trattamento post chemioterapico, carcinoma del polmone ed altre patologie importanti. Di fatto, tali farmaci, mediante false prescrizioni mediche, sulle quali sono risultati apposti timbri e firme riconducibili ai sei medici di medicina generale convenzionati con l’ASP di Messina – in data odierna uno posto agli arresti domiciliari e 5 sospesi – venivano prescritti prevalentemente ad assistiti “deceduti” e/o “inesistenti”.
I fatti di reato contestati, perpetrati a danno dell’ASP di Messina, hanno prodotto un grave danno economico nei confronti della citata Azienda Sanitaria; infatti, dall’anno 2016 in poi, l’A.S.P. di Messina ha corrisposto alla Farmacia compensi superiori al 1.000.000,00 di euro netti all’anno ed esattamente: per l’anno 2016, €. 1.124.544,77; per l’anno 2017, €. 1.266.405,61 e per l’anno 2018, €. 1.285.801,89.
Sul punto, atteso che tra tali rimborsi sono inclusi anche quelli viziati dalla presenza di illecite prescrizioni mediche “rosse”, sono in corso anche attività per meglio quantificare il danno erariale complessivamente cagionato.
L’odierna operazione testimonia, ancora una volta, l’impegno profuso dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Messina nel “contrasto agli illeciti in materia di Spesa Pubblica”, con particolare riguardo al settore della spesa sanitaria, notoriamente con un peso rilevante nei bilanci Regionali e Nazionali.
CorSport – Novità per la trasferta del Napoli a Barcellona
Ecco quanto si legge sull’edizione odierna del Corriere dello Sport, riguardo la situazione voli Spagna-Italia per le nostre squadre impegnate in Europa:
“La Uefa ha speso tutta la giornata in frenetici contatti con le autorità iberiche. L’obiettivo era quello di trovare una finestra temporale per far decollare il volo del Getafe per Milano e per far atterrare quello della Roma a Siviglia”. Il quotidiano sottolinea poi: “Non è esclusa comunque una trasferta lampo, con partenza domani mattina e rientro nella notte. Per gli azzurri il problema del volo per la Spagna è risolto”. Le coppe europee sarebbero dunque salve.
Allenamenti degli azzurri. La routine della squadra del Napoli continua, e la vede impegnata negli allenamenti a Castel Volturno. Vista la sospensione del campionato di Serie A, il prossimo match che gli azzurri si trovano a dover affrontare è contro il Barcellona in Champions League. Ecco quanto riportato dall’edizione odierna de Il Mattino:
“Per dopodomani Gattuso ha fissato una giornata di riposo: poi in campo quattro giorni di fila fino alla seduta rifinitura del match di Champions League in programma martedì a Castelvolturno e la partenza in pomeriggio per Barcellona”.
Tuttosport – Barcellona – Napoli: lasciapassare per un numero limitato di azzurri
Sulle pagine di Tuttosport , viene affrontato l’argomento Barcellona-Napoli:
“Dalla mezzanotte di oggi e fino al 25 marzo, il governo spagnolo bloccherà tutti i voli dall’Italia, esclusi quelli di emergenza, umanitari e medici. E le squadre di calcio non rientrano in questa esenzione. Come fare, quindi, per volare martedì a Barcellona e giocare il giorno dopo al Camp Nou il ritorno degli ottavi di Champions col Barcellona? Al momento la soluzione non c’è, al massimo il Napoli potrebbe ricevere un lasciapassare speciale, ma solo per un numero limitato di componenti del club da inserire nella lista di imbarco sul charter. E non è detto che la richiesta possa essere accettata, anche perché in 8 giorni in Spagna tutto può ancora succedere, anche che la gara venga rinviata. Quindi dovrà essere l’Uefa a comunicare al club come muoversi, ben sapendo che la comitiva azzurra dovrà essere sottoposta ad accurati controlli sanitari all’arrivo in Catalogna”.
CorSport – Koulibaly probabile convocato contro il Barcellona
L’edizione odierna del Corriere dello Sport, scrive di Kalidou Koulibaly e di come sarà sicuramente tra i convocati di Gattuso per il match contro il Barcellona. Il periodo negativo sul piano fisico del centrale senegalese sembra essere finalmente alle spalle.
Non c’è ancora nulla di certo, in quanto Kalidou potrebbe al massimo andare in panchina. Staremo a vedere.
L’Aitras una delle principali associazioni di autotrasporto merci con 2mila aderenti in Sicilia annuncia il fermo della consegna.
“L’autotrasporto non ci sta – dice Salvatore Bella, leader dell’associazione Aitras – i provvedimenti adottati dal governo sono scoordinati e confusionari, è infatti perfettamente inutile consentire alle merci di viaggiare se bar, ristoranti e aree di sosta devono chiudere alle 18 e non consentono agli autisti di rifocillarsi e consumare un pasto alla fine della giornata di lavoro, nonché espletare i propri bisogni fisiologici e lavarsi bene le mani per mantenere alto il livello di igiene; le aree di sosta diventerebbero orinatoi a cielo aperto aprendo la strada ad altri problemi sanitari. E che dire delle mascherine di cui dovrebbero dotarsi obbligatoriamente per entrare nei centri di carico e scarico delle merci ma che non si trovano del modello prescritto? Pertanto le aziende di autotrasporto aderenti ad Aitras da domani si fermeranno e non consegneranno più le merci, almeno finché il governo non metterà la categoria nelle condizioni di lavorare”.
Pertanto le aziende di autotrasporto merci aderenti ad Aitras/Trasportounito da oggi potrebbero fermarsi e non consegneranno più le merci. È una protesta che, se attuata davvero, potrebbe bloccare i rifornimenti per supermercati e i mercati.
Le domande più frequenti riguardano le procedure per chi viaggia nella cosiddetta ‘Zona Arancione’. È vero che i veicoli industriali possono entrare e uscire liberamente, ma i conducenti non sanno se devono comunque compilare l’autocertificazione prevista dal Decreto dell’8 marzo o, se sono fermati per controlli, basta la documentazione del trasporto. Inoltre, non è chiaro se quando escono e entrano in sede o a casa devono dichiarare alle Autorità locali che sono stati nella Zona Arancione.
Già la sera dell’8 marzo è sorta una difficoltà operativa per chi deve fermarsi nella ‘Zona Arancione’ per il riposo, poiché gli autisti hanno trovato bar e ristoranti chiusi dopo le 18.00, come impone il Decreto (compresi quelli delle autostrade).
Un altro tema in primo piano è quello dei sistemi di protezione individuale, soprattutto guanti e mascherine. Al momento non esistono disposizioni ufficiali e ogni azienda decide da sé, tenendo contro che la normale normativa del lavoro impone ai datori di lavoro di proteggere i dipendenti anche dal rischio biologico. L’8 marzo anche Assolombarda ha diramato indicazioni che invitano gli autisti a restare in cabina o, se non è possibile, mantenere almeno un metro di distanza con il personale di terra e alle imprese di usare la documentazione in formato digitale.
Molti autisti segnalano, ancora prima dell’istituzione della Zona Arancione, che in diverse aziende o piazzali dove caricano e scarico viene loro impedito l’accesso ai servizi igienici, anche dopo parecchie ore di viaggio. In alcuni casi è stato impedito anche l’accesso alla mensa di aziende che prima accoglievano anche i conducenti di passaggio.
“In un momento di profonda crisi come quello che stiamo vivendo – commenta il presidente della Regione Nello Musumeci – la Regione Siciliana riesce a garantire ben 40 milioni di euro per un servizio essenziale come i trasporti dei siciliani, soldi che vanno a riversarsi nell’economia dell’Isola e nelle tasche di imprese e lavoratori alla prese, oggi più che mai, con mille difficoltà”.
Nella fattispecie si tratta del saldo del primo trimestre dei finanziamenti a sostegno del trasporto pubblico locale di persone in Sicilia. Lo spiega l’assessore alle Infrastrutture e trasporti Marco Falcone dopo il via libera ai pagamenti arrivato nella riunione di Giunta.
“Abbiamo scongiurato i paventanti tagli alla spesa per il Trasporto pubblico locale – dice l’assessore della Regione Siciliana Marco Falcone – fornendo alle imprese pubbliche e private la cifra di 40 milioni, fondi erogati sulla base delle previsioni del 2019. Nessuna riduzione della spesa, resta così intatto il sostegno finanziario del Governo Musumeci ai servizi che garantiscono la mobilità dei cittadini in tutte le province dell’Isola”.
Le conseguenze del Coronavirus sulla mente umana. Studiosi e psicologi incoraggiano l’Italia in un momento di condizione sociale drammatica.
Le parole di Raffaele Morelli “abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci. Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto. Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo“.
Coronavirus, le conseguenze sulla mente umana: fobie e psicosi
La maggior parte degli esseri umani ha paura anche del buio. Ciò nonostante, in un’eventuale occasione, riusciamo a razionalizzare. Quando una tempesta provoca un blackout, accendiamo una candela e tutto è subito risolto. Ma nella società occidentale contemporanea, la paura del contagio è una paura remota, che non siamo abituati ad affrontare. Per questo è più probabile avere una reazione di panico.
Avere paura è normale. È la nostra psiche che fa di tutto per proteggerci. Osserviamo che cosa stanno facendo molti di noi: scappano dal contagio e cercano rifugio in posti che gli sembrano più salubri (il mare, la montagna); scappano dal contagio e cercano rifugio in regioni poco colpite dal virus; scappano dal contagio e cercano rifugio dalla mamma. Tante persone che nelle ultime ore hanno lasciato le zone rosse, stanno tornando alla terra natia, dai genitori che magari sono anziani, ma che forniscono ancora un’idea di protezione.
I primi effetti causati dalla paura:
Nessuna autorità sanitaria ha consigliato di affollare i supermercati per rifornirsi ossessivamente di scorte alimentari, eppure questa “psicosi” si è diffusa portando a molteplici effetti negativi, come concentrare parecchie persone in spazi chiusi, con la possibilità di favorire la diffusione del virus, oppure far mancare certi alimenti a chi non era corso subito al supermercato.
Altro esempio è la corsa ad accaparrarsi le mascherine, scelta non logica ma emotiva: il risultato finale, nel pieno rispetto del principio della profezia che si autoavvera, è che le mascherine sono finite nelle mani soprattutto dei sani (per i quali sono meno indicate), venendo a mancare per i malati (per i quali sono più utili per limitare il contagio).
Anche gli episodi di odio verso gli “untori”, oltre a essere vergognosi dal punto di vista etico e morale, hanno provocato esattamente l’effetto opposto: il povero “untore” ferito, finito necessariamente al Pronto Soccorso, avrebbe così solo aumentato la possibilità di infettare gli altri.
Alla paura di contrarre il Coronavirus si associa anche la paura di rimanere in trappola. Chi è in quarantena è confinato. Certo, in ambienti familiari e razionalmente sicuri, ma il nostro inconscio potrebbe non vederla così e sentirsi bloccato in un posto talvolta anche pericoloso. L’angoscia claustrofobica che stanno provando alcune persone nelle zone rosse è assolutamente comprensibile e reale. È una sensazione potente, che tendi a sottostimare finché non la provi. Ne chiarisce benissimo il concetto il Professor Umberto Galimberti, filosofo e psicologo: «Mettiamo a posto le parole, non è una fobia, è un’angoscia, che è una cosa ben precisa: la gente di solito parla di paura, ma la paura ha sempre un oggetto determinato. E quindi è un ottimo meccanismo di difesa per riuscire a salvarsi da quel pericolo: quando attraversiamo la strada guardiamo a destra e sinistra perché abbiamo paura di essere presi sotto dalle automobili; quando vediamo un incendio scappiamo perché ne abbiamo paura.
Qui invece si tratta di angoscia, che è un concetto differente perché non ha un oggetto determinato, non si sa da dove viene il pericolo e quindi si è sempre in uno stato di fibrillazione perenne. Qualcosa che assomiglia al terrorismo, in cui non si sa da dove verrà l’agguato. La condizione di angoscia è una cosa tipica dei bambini… per questo vanno incontro al pericolo e devono essere sempre accuditi. Hanno angosce, basta metterli a letto con la luce spenta quando non sono ancora addormentati che perdono i punti di riferimento: questo è lo stato di angoscia.
L’angoscia è molto complessa da curare. Come dice Heidegger, “non c’è nulla a cui agganciarsi” e allora si assumono atteggiamenti scomposti, pratiche e pensieri sbagliati. L’angoscia si può contenere solo se si comincia ad accettare dentro di noi che la vita è precaria, la vita è incerta e questa incertezza e precarietà a cui non siamo abituati… perché siamo assistiti sempre dalla tecnica.
Dimentichiamo altre condizioni molto più tremende di questa, come quella dei bambini che vivono in territori di guerra, come in Siria. Non ci sfiora minimamente questo pensiero perché siamo avvolti dalle nostre angosce, dalla possibilità di ammalarci. Beh, ma nella vita c’è anche la malattia, la morte, tutta la precarietà. E più la globalizzazione si espande più saremo esposti a queste dimensioni, perciò consegnamoci all’incertezza della vita.
Poi, una volta che siamo costretti in casa, che non possiamo uscire, che anche i bambini sono in casa, usiamo questo tempo per curare la nostra interiorità, da cui solitamente scappiamo come se fosse il nostro peggior nemico. Cominciamo a pensare a cosa stiamo facendo, proprio adesso in cui si interrompe l’abitudine lavorativa, il tran-tran quotidiano, incominciamo a pensare all’interiorità, leggiamo qualche libro, parliamo con i nostri bambini che non sono a scuola, con cui non parliamo quasi mai se non per chiedergli come sono andati a scuola, facciamo queste pratiche di umanesimo vissuto visto che siamo costretti nelle nostre abitazioni ed è interrotto il ritmo abituale della vita».
Come gestire anche lo stato di isolamento e solitudine causati dalla situazione attuale?
Il Prof. Gianluca Castelnuovo, psicologo e psicoterapeuta presso il Servizio di Psicologia Clinica di Auxologico e Professore Ordinario di Psicologia Clinica all’Università Cattolica in un intervista riportata sul sito www.auxologico.it dove potete approfondire l’argomento, esplica:
I periodi di quarantena costringono a interrompere le rassicuranti abitudini quotidiane creando a volte uno stato temporaneo di disorientamento.
Si può cogliere però l’occasione di investire su nuove attività o su quelle attività che, nonostante fossero desiderate, non permettevano di essere coltivate a sufficienza proprio dalle abitudini.
Da alcuni pazienti sono venuto a sapere di progetti ripresi, libri finalmente letti fino alla fine, persone contattate in attesa da tempo: quasi che la quarantena forzata sia stata un beneficio per riprendere o completare cose importanti lasciate in sospeso.
Chiaramente le tanto demonizzate nuove tecnologie, in particolare i social media, sono molto utili in questo momento e hanno permesso di evitare il senso di isolamento e solitudine. Anche molte famiglie hanno potuto vivere momenti insieme quasi unici e irripetibili.
Diminuiamo lo stress diminuendo il rischio. Mettiamo consapevolmente in atto comportamenti di prevenzione. L’OMS ha fornito una serie di suggerimenti ragionevoli, seguiamoli senza strafare. Nella vita di noi tutti ci sono attività indispensabili e attività semplicemente gradevoli. Le attività indispensabili non sono in questione, ma molte delle attività gradevoli vanno ripensate.
In molte regioni sono stati attivati sportelli psicologici gratuiti online. Se l’ansia diventa troppa, non vergognatevi a consultarli. È un’ansia che proviamo tutti.
Come comportarsi con i bambini?
Riportiamo qui di seguito, infine, il pensiero di Alberto Villani, responsabile del reparto di pediatria generale e malattie infettive dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, secondo cui, oltre che inutile, vista la portata delle misure adottate, sminuire il problema rischia di essere anche controproducente. Perciò, con un linguaggio chiaro e scevro da qualsiasi sensazionalismo, è il caso di raccontare tutta la verità ai bambini, che tra qualche anno si ritroveranno a studiare la più importante epidemia dell’ultimo secolo sui banchi di scuola. I bambini, dai 3 anni in su, percepiscono cosa sta accadendo e riconoscono il cambiamento nelle abitudini quotidiane. Occorre essere sinceri: spiegando cos’è un virus, come si trasmette, quali malattie può causare e quali strumenti abbiamo per difenderci. L’occasione è utile anche per far capire ai bambini quanto sia importante, in questo momento, lavare spesso e accuratamente le mani. Una volta rimarcato il concetto, bisogna però lasciarli liberi di compiere questo atto da soli. È un modo che gli adulti hanno per responsabilizzarli».
Concludendo, ci invita ad una sana riflessione lo psicologo Raffaele Morelli:
“Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte.
Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare.
In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l’economia collassa, ma l’inquinamento scende in maniera considerevole. L’aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira…
In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.
In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop. Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro. Sappiamo ancora cosa farcene?
In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.
In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel “non-spazio” del virtuale, del social network, dandoci l’illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.
Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?
In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunita, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro.
Allora, se smettiamo di fare la caccia alle streghe, di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci. Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto. Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo”.
Dopo la sospensione del campionato fino ad aprile anche le competizioni europee sono a rischio in seguito ai provvedimenti contro la diffusione del Coronavirus. Siviglia Roma bloccata dai voli
La Serie A si ferma fino ad aprile. A rischio anche le competizioni europee, Siviglia-Roma bloccata dai voli
Roma- Il premier Conte, ieri sera, ha fugato ogni dubbio e quietato gli animi (si fa per dire) di sportivi e tifosi: le partite non si giocano. “Il campionato di calcio di Serie A e gli eventi sportivi in generale sono sospesi. Tutti i tifosi di calcio devono prenderne atto”. Con queste parole, tradotte in Decreto Ministeriale, si mette un punto fermo alle perplessità sulla sospensione delle gare, se giocarle o meno e se giocarle a porte chiuse.
La Serie A si ferma, almeno fino al 3 aprile, di fronte all’emergenza Coronavirus che non si arresta. Una situazione senza precedenti che coinvolge le squadre italiane impegnate anche nelle massime competizioni europee.
Stasera si giocherà Valencia-Atalanta (Champions League), in Spagna, a porte chiuse. Giovedì è in programma Inter-Getafe e Siviglia-Roma, ma è di poche ore fa la notizia che le due gare di Europa League potrebbero saltare. Il motivo? Il blocco dei voli da e per l’Italia, imposto dal Governo spagnolo. Non serviranno più le porte chiuse, le squadre italiane non entrano in Spagna, ad eccezione dell’Atalanta che era arrivata prima dell’emissione del decreto.
“Non posso dire se si giocherà la partita, ancora manca la decisione definitiva. Ogni giorno che passa, tutto si complica – affermaAngel Torres, presidente del Getafe –Siamo in contatto con la Uefa e vogliamo decidere sul da farsi“, ha aggiunto.
Sull’onda delle restrizioni da Covid19, si giocheranno a porte chiuse anche il Psg-Borussia Dortmund di Champions League, mentre per Basilea-Eintracht di giovedì 19 marzo, la polizia svizzera ha deciso di non far disputare l’incontro al St. Jakob Park, probabilmente si sceglierà una nuova sede.
Incertezza quindi anche per Siviglia-Roma, inizialmente la decisione dell’autorità spagnola in merito all’andata degli ottavi di finale di Europa League, era di farla giocare a porte chiuse. Il match, in programma giovedì sera alle 18.55 al Sanchez Pizjuan,rischia quindi di saltare. Una doccia fredda per tutti i tifosi giallorossi che prima erano pronti a partire per la città dell’Andalusia, poi a vederla da casa, adesso… chissà.
L’alternativa al vaglio del club capitolino potrebbe essere quella di far disputare Roma-Siviglia in campo neutro, in un’altra Nazione che sia disposta di accogliere i calciatori italiani sfidando il rischio Coronavirus. Chiaramente le decisioni non possono considerarsi definitive perché subiscono variazioni in base all’evolversi della situazione Coronavirus che cambia ogni giorno, di ora in ora.
Intanto la società giallorossa per la partita di ritorno, Roma-Siviglia (prevista per il 19 marzo), ha già iniziato a rimborsare i tifosi.
SSC Napoli, ecco come avere il rimborso biglietti Barcellona – Napoli
La SSC Napoli comunica le informazioni relative ai rimborsi dei biglietti per la gara di Champions League con il Barcellona; si legge:
“FC Barcelona” informa che la gara di Champions League Barcellona vs Napoli in programma al Camp Nou il prossimo 18 Marzo, si disputerà a porte chiuse, per motivi sanitari. La SSC Napoli informa i propri tifosi, che hanno acquistato il tagliando di suddetta gara per il settore ospiti, attraverso la procedura online, che la TicketOne provvederà, nei prossimi giorni, allo storno dell’importo addebitato sulla carta di credito.
Napoli, beccato in tangenziale con 30 kg di hushish: arrestato
In Napoli (Na), nell’ambito di un servizio finalizzato a contrastare la recrudescenza dei fenomeni dello spaccio di sostanze stupefacenti, i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Marcianise hanno tratto in arresto LV.D, cl. 76 di Pollena Trocchia (Na).
I militari dell’Arma, a conclusione di un accurato servizio di osservazione e pedinamento, lo hanno bloccato a bordo di un’autovettura Renault Twingo mentre oltrepassava il casello della tangenziale di Napoli in direzione Bagnoli/Pozzuoli.
Sottoposto a perquisizione personale e veicolare il 44enne è stato trovato in possesso di 300 panetti di sostanza stupefacente del tipo “hashish”. I panetti di droga marcati “555”, in blocchi da un chilogrammo, erano occultati all’interno di un vano ricavato nel cruscotto azionabile con un telecomando.
Il peso complessivo dello stupefacente sequestrato è risultato essere pari a 30 kg. L’arrestato è stato tradotto presso il carcere di Napoli Poggioreale (Na).
Terzigno, tentano estorsione e incendiano un negozio: arrestati coniugi
Arresto a Terzigno. I carabinieri della stazione di Boscoreale hanno arrestato due coniugi – un 36enne già noto alle forze dell’ordine e un’incensurata 34enne, entrambi del posto – per tentata estorsione ai danni di un commerciante di Terzigno. L’imprenditore ha chiesto l’intervento dei militari allorquando uno dei due arrestati – utilizzando una tanica di benzina – ha cosparso alcuni scaffali di liquido infiammabile dandogli poi fuoco. La 34enne, anch’ella presente, intimidiva la vittima con insulti e minacce di morte.
Secondo quanto accertato dai carabinieri, i due arrestati avevano imposto all’imprenditore – senza alcun motivo apparente – il pagamento di una somma di oltre 10mila euro. Se non avesse ceduto alle richieste estorsive, l’intero negozio sarebbe stato incendiato. Arrestati in flagranza durante l’atto intimidatorio, i due sono stati sottoposti ai domiciliari e sono ora in attesa di giudizio.