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Juve Stabia, questione di mani: da Thiam a Confente, il filo d’acciaio che blinda la porta

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C’è un filo invisibile, sottile ma resistente come l’acciaio, che lega le ultime stagioni della Juve Stabia. È una linea di continuità tracciata non con i piedi, ma con le mani. È la certezza, ormai dogmatica alle falde del Faito, di avere tra i pali non un semplice portiere, ma un baluardo invalicabile. Se la storica promozione e il successivo consolidamento in cadetteria hanno avuto il volto statuario e i guantoni di Demba Thiam fino all’inizio dell’estate, l’eredità raccolta quest’anno da Alessandro Confente conferma una verità assoluta: a Castellammare la porta è in mani sicurissime.

Due profili diversi, un unico destino: essere protagonisti assoluti.

L’Ombra del Gigante e la Luce del Nuovo Custode

L’addio di Demba Thiam, volato a Monza per meritati palcoscenici da Serie A, avrebbe potuto rappresentare un trauma. Il portiere senegalese non era solo un atleta formidabile; era stato l’eroe della cavalcata trionfale, l’uomo capace di infondere, con la sua sola presenza fisica, una sicurezza granitica a tutto il reparto difensivo. Sostituire un idolo è l’impresa più ardua nel calcio.

Tuttavia, l’arrivo di Alessandro Confente ha rapidamente fugato ogni dubbio, trasformando lo scetticismo in applausi. Il portiere ex Vicenza non ha cercato di imitare il predecessore, ma ha imposto il suo stile. Si è calato nel mondo “Vespe” con una naturalezza disarmante, sfoderando parate decisive e, soprattutto, una leadership silenziosa ma efficace. Se la Juve Stabia continua ad essere una squadra ostica, “rognosa” e difficile da battere, gran parte del merito va cercata proprio in quella casacca numero uno che Confente indossa oggi con la personalità del veterano. Dove prima arrivava l’esplosività di Thiam, oggi arriva il posizionamento chirurgico di Confente.

Il Cuore oltre l’Ostacolo: Signorini e Boer

Ma il racconto dei portieri gialloblù non sarebbe completo se ci si fermasse ai soli titolari. C’è una pagina romantica, scritta con inchiostro indelebile che porta i nomi di Alessandro Signorini e Pietro Boer.

Portieri che aspettano il proprio momento lavorando nell’ombra per dimostrare che il gruppo viene prima del singolo, e che l’affidabilità è una dote che si coltiva giorno dopo giorno per farsi trovare pronto all’occorrenza.

La Visione e la Mano del Maestro

Da Thiam a Confente, passando per Signorini e Boer, la Juve Stabia dimostra di avere una visione strategica cristallina: per costruire grandi successi, bisogna partire dalle fondamenta. E a Castellammare, le fondamenta hanno i guanti bianchi.

Un 2025 che si chiude con questi nomi e storie diverse, ma tutte accomunate dall’occhio attento e sapiente del maestro Amedeo Petrazzuolo. È lui l’architetto di questo reparto, capace di valorizzare il talento grezzo, di rigenerare certezze e di mantenere altissimo lo standard di rendimento. Se la porta della Juve Stabia è diventata un luogo sacro dove gli attaccanti avversari faticano a trovare gloria, il merito è di chi quella porta l’ha blindata con scelte coraggiose e lavoro quotidiano.

Il futuro dirà dove arriveranno queste Vespe, ma una cosa è certa: qualunque sia la tempesta, a Castellammare c’è sempre qualcuno pronto a parare il colpo.

Gli auguri di buon anno di Carlo Ametrano

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In occasione dell’ultimo giorno dell’anno e dell’arrivo del 2026, riportiamo l’intervista fatta al giornalista e scrittore stabiese Carlo Ametrano. Ecco le sue dichiarazioni.

Carlo, vogliamo rivivere il tuo 2025: che anno è stato?

“Un anno fantastico, davvero eccezionale. Il 2025 mi ha portato tanta fortuna, serenità e tranquillità, oltre a molte soddisfazioni”.

La prima tappa è stata il Senna Day, svolto il 30 aprile. 

“Il battesimo si è aperto con il Senna Day. Un evento straordinario: tanti giornalisti, piloti e anche la tv brasiliana. Ogni anno facciamo qualcosa di straordinario”.

Poi c’è stato il GP di Imola.

“Sì. Una bellissima esperienza. Abbiamo visto il debutto di Hamilton in Ferrari in Italia. Ringrazio Davide Sforzi, Gualtiero Pischedda e Leon. Abbiamo presentato lo striscione ‘Ayrton Senna Fan Club Toscana’. Anche lì è stata una bella favola da ricordare e custodire con gioia”.

Poi c’è stato l’Orgoglio Motoristico Romano.

“Sì, abbiamo una grande amicizia con il presidente Stefano Pandolfi, che è una persona veramente straordinaria. Anche quest’anno l’edizione è stata fatta molto bene e mi sono divertito. Se sei nella grande Roma non puoi non assistere a un evento così bello. Per me è come se fosse un terzo Gran Premio d’Italia”.

Infine il Minardi Day.

“Che quest’anno si è svolto a settembre. Ringrazio Pietro Benvenuti e Gian Carlo Minardi che ogni anno mi accolgono nel loro paradiso. Sono molto felice di questo”.

Che stagione è stata per la F1?

“La Ferrari ha fatto flop, ma forse si sapeva già. In effetti, Norris ha meritato la vittoria perché la McLaren è stata la macchina più forte”.

Non dimentichiamo che sei stato ospite a Odeon Tv per tutto l’anno, giusto?

“Assolutamente. Ringrazio la squadra di Odeon, Serena Salmi, Federico Gherardi, Martina Renna e Federica Afflitto. Sono una squadra importante. Sono felice di essere opinionista di questa tv storica. Non vedo l’ora di ricominciare”.

Ci salutiamo con i tuoi auguri di buon anno.

“Ogni anno usiamo la parola ‘speranza’. Mi auguro che questo mondo possa avere una scossa. Ci sono ancora guerre e fame nel mondo. Gli animali che vengono sempre trattati male. L’essere umano è stato una grande delusione. Auguri a tutti di buon 2026, così come faccio gli auguri a tutta la redazione di ViViCentro che ogni anno mi dà conferma con il pagellone della Formula 1”.

Dalla Juve Stabia all’Europa: L’Équipe incorona Omar Correia tra i top francesi del weekend

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Mentre i campionati di Francia, Germania e Spagna osservavano un turno di riposo, il talento transalpino non è andato in vacanza. Sui campi di Inghilterra, Belgio e, soprattutto, Italia, i calciatori francesi si sono presi la scena. Tra i giganti della Premier League e della Serie A, spunta però un nome a sorpresa che arriva direttamente dalla Serie B italiana: Omar Correia.

Il prestigioso quotidiano L’Équipe ha celebrato il centrocampista della Juve Stabia, inserendolo nella formazione ideale dei migliori giocatori francesi del weekend. Un riconoscimento straordinario per un ragazzo che, al suo primo anno nel “calcio che conta”, sta dimostrando di avere le carte in regola per palcoscenici importanti.

Una prestazione super al “Menti”

A convincere la critica d’oltralpe è stata la prova maiuscola offerta da Correia contro il Sudtirol. Un match in cui il centrocampista ha abbinato quantità e qualità, diventando determinante nell’azione che ha deciso l’incontro.

L’immagine della sua partita è tutta nell’azione del gol: un pressing feroce e tempista sul difensore avversario per recuperare palla, seguito dalla lucidità di servire l’assist perfetto per la rete di Maistro. Un mix di aggressività e visione di gioco che ha permesso alle Vespe di portare a casa punti pesanti.

In compagnia dei “Grandi”

Leggere la formazione stilata da L’Équipe fa un certo effetto. Il nome di Correia figura accanto a stelle del calcio internazionale come:

  • Pierre Kalulu (Juventus)

  • Adrien Rabiot (Milan)

  • Boubacar Kamara (Aston Villa)

  • Rayan Cherki (Manchester City)

  • Armand Laurienté (Sassuolo)

Essere accostato a questi campioni non è solo una soddisfazione personale, ma una vetrina internazionale per tutta la Juve Stabia.

L’intuizione di Lovisa e la cura Abate

Questo exploit non è casuale, ma figlio della programmazione. Omar Correia rappresenta l’ennesima intuizione vincente del DS Matteo Lovisa, capace di puntare forte su di lui in estate, strappandolo alla concorrenza per portarlo alla corte di Mister Ignazio Abate.

Sotto la guida dell’ex terzino del Milan, Correia si è trasformato in un “motorino instancabile”, garantendo equilibrio, fisicità e strappi improvvisi che stanno facendo la fortuna del centrocampo stabiese.

Margini di crescita enormi: il 2026 nel mirino

Ciò che rende questo riconoscimento ancora più prezioso è il contesto fisico in cui sta operando il giocatore. Correia è arrivato a Castellammare a mercato quasi concluso, senza aver svolto la preparazione estiva con la squadra e proveniente da una situazione difficile alla Triestina.

Di fatto, stiamo ammirando un giocatore che sta ancora rincorrendo la sua forma migliore. La sosta invernale arriva quindi nel momento ideale: l’obiettivo è lavorare sodo per colmare il gap atletico e presentarsi alla ripresa con ancora più benzina nelle gambe.

Con il 2026 alle porte, l’anno nuovo si preannuncia cruciale. Se queste sono le premesse, per Omar Correia la menzione de L’Équipe potrebbe essere solo il primo di una lunga serie di riconoscimenti, consacrandolo come una delle rivelazioni più liete del campionato cadetto.

Juve Stabia, un 2025 da incorniciare: il bilancio tra chi ha salutato e chi oggi guida il sogno

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Il 2025 non è stato solo un anno solare per Castellammare di Stabia. È stato un viaggio, un’epopea sportiva che ha visto la Juve Stabia cambiare pelle senza mai perdere la sua anima più profonda. Dodici mesi leggendari, iniziati con la fame di chi vuole conquistare il mondo e conclusi con la consapevolezza di chi quel mondo, ora, lo abita da protagonista.

Per celebrare questo anno irripetibile, non basta una classifica. Abbiamo diviso il nostro tributo in due podi distinti: da una parte i Giganti, coloro che hanno salutato dopo aver scritto pagine indelebili; dall’altra i Pilastri, le certezze che oggi sostengono il sogno gialloblù.

Il Podio delle Emozioni: I Saluti Storici

È il podio della nostalgia e della gratitudine. Qui siedono coloro che hanno lasciato il “Romeo Menti”, ma il cui eco risuona ancora tra gli spalti.

1. Andrea Adorante: Il Bomber dei Sogni

Nessuno come lui. Il gradino più alto spetta di diritto ad Andrea Adorante, l’uomo che ha trascinato le Vespe a suon di gol pesanti come macigni. Il suo addio, con direzione Venezia, è stato il giusto (e inevitabile) premio per un attaccante che ha dato tutto, consumando l’erba e le corde vocali dei tifosi. Ha lasciato un vuoto tecnico, certo, ma colmato dal ricordo vivido delle sue esultanze impazzite sotto la Curva Sud. Un bomber d’altri tempi, il cui nome resterà inciso a fuoco nella storia del club.

2. Guido Pagliuca: L’Architetto del “Morso”

Se la Juve Stabia ha spaventato l’Italia calcistica, il merito è della sua identità feroce. Guido Pagliuca è stato l’architetto di quel “morso” che è diventato un marchio di fabbrica. Il suo passaggio all’Empoli non ha avuto la fortuna che il tecnico meritava, ma a Castellammare il suo nome evocherà per sempre solo trionfi e grinta. Un condottiero capace di rendere possibile l’impossibile, trasformando un gruppo di ragazzi in una macchina da guerra.

3. Mussolini e Fortini: Il Coraggio della Gioventù

In un calcio italiano che spesso ignora la linea verde, loro sono l’eccezione che conferma la regola. Mussolini e Fortini rappresentano il coraggio della società e la fame dei giovani. Arrivati come promesse, hanno salutato la piazza dopo essersi trasformati in certezze assolute, pronti per palcoscenici d’élite. La loro evoluzione è la testimonianza migliore del lavoro svolto dallo staff tecnico.

Il Podio del Presente: Le Certezze di Oggi

Se il passato è glorioso, il presente è solido come la roccia. Questo è il podio di chi è rimasto o è arrivato per portare la Juve Stabia in una nuova dimensione.

1. Matteo Lovisa: Il Top Player in Giacca e Cravatta

Il protagonista assoluto rimane lui. Il DS Matteo Lovisa è l’uomo che non sbaglia un colpo, il vero fuoriclasse della società. “Sempre sul pezzo”, ha compiuto il miracolo sportivo di ricostruire la squadra senza smantellarne l’anima, portando Ignazio Abate in panchina e scovando talenti purissimi da lanciare in campo. È lui il garante di un progetto che non guarda solo al domani, ma al dopodomani.

2. Candellone e Bellich: Le Bandiere Indomabili

Sono il cuore pulsante dello spogliatoio, il filo rosso che unisce le stagioni. Leonardo Candellone, con il suo sacrificio infinito, e Marco Bellich, con la sua leadership difensiva, sono i custodi sacri dei valori gialloblù. Rappresentano la continuità necessaria tra il vecchio e il nuovo corso: due bandiere che sventolano fiere sopra il “Menti”, ricordando a tutti cosa significa indossare questa maglia.

3. Lorenzo Carissoni: L’Esplosione Totale

Si prende il terzo posto grazie a una prima parte di stagione in Serie B semplicemente mostruosa. Lorenzo Carissoni è la sorpresa che non è più una sorpresa: esterno totale, difensore arcigno e uomo d’attacco all’occorrenza. È il calciatore che, sotto la gestione Abate, ha compiuto il salto di qualità più impressionante, diventando imprescindibile nello scacchiere tattico.

Una Stella Fissa nel Firmamento

Un 2025 iniziato con i gol di Adorante e chiuso con le parate decisive di Confente e le magie tecniche di Maistro. E’ l’anno della continuità di risultati grazie al grande lavoro di Ignazio Abate che da neofita della serie B sta dimostrando di avere le qualità per affermarsi anche come allenatore. È l’anno della metamorfosi societaria compiuta: grazie alla visione internazionale della Brera Holdings e al lavoro instancabile di Lovisa, la Juve Stabia ha smesso di essere una meteora di passaggio.

Oggi, le Vespe sono una stella fissa nel firmamento della Serie B. Il podio sarà anche affollato, ma nel cuore dei tifosi stabiesi c’è spazio per tutti coloro che hanno onorato, sudato e amato questi colori.

Avanti il prossimo, il futuro è già qui.

Juve Stabia – Sudtirol (1-0): Le foto dei protagonisti e del pubblico presente al Menti

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Guarda le foto di Juve Stabia – Sudtirol realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così la vittoria delle Vespe con gli altoatesini allenati da Fabrizio Castori allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

TABELLINO

Juve Stabia (3-5-1-1): Confente, Ruggero, Giorgini, Bellich; Carissoni, Leone, Correia, Pierobon (75′ Baldi), Cacciamanin(75′ Duca); Maistro (67′ Burnete); Candellone.
A disp.: Boer, Signorini, Stabile, Mannini, Ciammaglichella, Zuccon, Piscopo, De Pieri.
All.: Abate.
Sudtirol (3-5-2): Adamonis; El Kaouakibi, Kofler, Veseli; Molina, Tronchin (66′ Mallamo), Martini (8′ Casiraghi), Zedalka (58′ Davi S.), Pietrangeli (58′ Tait); Merkaj (66′ Pecorino), Odogwu.
A disp.: Poluzzi, Bordon, Mancini, Masiello, Italeng, Davi F., Brik.
All.: Castori.

Direttore di gara: Sig. Livio Marinelli della sezione AIA di Tivoli

Primo Assistente: sig. Marcello Rossi della sezione AIA di Biella

Secondo Assistente: sig. Marco Emmanuele della sezione AIA di Pisa

IV° ufficiale: sig. Filippo Colaninno della sezione AIA di Nola

VAR: sig. Francesco Meraviglia della sezione AIA di Pistoia

AVAR: sig. Emanuele Prenna della sezione AIA di Molfetta

Marcatori: 19′ Maistro (JS)

Angoli: 2 – 6

Ammoniti: 49′ Tronchin (S) 68′ Burnete (JS) 79′ Kofler (S) 87′ Davi S.

Espulsi: –

Recupero: 1 min pt – 5 min st

Note: Terreno in erba artificiale.

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

Juve Stabia, magia al “Menti”: Le Vespe chiudono un 2025 da leggenda battendo il Südtirol

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Le luci del “Romeo Menti” non hanno illuminato solo il prato verde, ma una notte che profuma intensamente di storia. La vittoria casalinga contro il Südtirol è molto più di un semplice risultato da tre punti sul tabellino: è la ciliegina sulla torta di un 2025 che i tifosi stabiesi racconteranno ai nipoti. Chiudere l’anno davanti al proprio pubblico con una prestazione così convincente è il manifesto programmatico di una società che non ha intenzione di smettere di stupire.

Il Fortino di Via Cosenza

Se il 2025 verrà ricordato come l’anno magico delle Vespe, il merito va ricercato in gran parte tra le mura amiche di via Cosenza. Qui si è costruita una mentalità, qui si sono infranti i sogni degli avversari.

Dalla cavalcata entusiasmante che ha portato ai playoff promozione per la Serie A sotto la guida vulcanica di Guido Pagliuca, fino alla solidità tattica dell’attuale gestione di Ignazio Abate, il filo conduttore è rimasto uno solo e indissolubile: al Menti non si passa. Lo stadio è tornato ad essere quel fattore determinante, quel dodicesimo uomo capace di spingere la palla in rete nei momenti decisivi.

L’eredità del “Morso” e l’equilibrio di Abate

La transizione tecnica, che avrebbe potuto destabilizzare l’ambiente, si è rivelata invece fluida, quasi naturale. La musica non è cambiata, ha solo variato il ritmo. La grinta ferocia e il celebre “morso” che Pagliuca aveva impresso a fuoco nel DNA della squadra non sono andati perduti; al contrario, sono stati recepiti e affinati da Ignazio Abate.

Il tecnico attuale ha saputo dare alla Juve Stabia un equilibrio da grande squadra, una maturità tattica che permette di gestire i ritmi senza mai perdere quell’umiltà operaia che resta la vera forza del gruppo. Le Vespe oggi sanno graffiare, ma sanno anche ragionare.

La notte della festa

Contro il Südtirol non è stata una passeggiata di salute. Gli altoatesini si sono confermati avversario ostico e organizzato, ma la Juve Stabia ha dimostrato una crescita mentale impressionante, sapendo leggere ogni momento del match. Spinta da una Curva che ha cantato incessantemente dal primo al novantesimo minuto, la squadra ha saputo soffrire quando necessario, compattandosi, per poi colpire con la precisione fredda di un chirurgo.

Il triplice fischio finale ha dato il via alla festa: un abbraccio collettivo, quasi fisico, tra squadra e città che chiude un cerchio perfetto iniziato dodici mesi fa.

Verso il 2026

Il 2026 bussa già alle porte, carico di aspettative, ma per una notte a Castellammare il tempo sembra essersi fermato alla gioia di questo successo. Le Vespe volano alto, altissimo. E guardando la classifica sotto l’albero di Natale, la consapevolezza è una sola: il futuro non è mai stato così giallo e così blu.

Juve Stabia – Sudtirol 1-0: Maistro cala il sipario sul 2025. Le Vespe volano, Castori mastica amaro

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Il sipario sul 2025 calcistico si chiude al “Romeo Menti” con un verdetto inappellabile che fotografa perfettamente lo stato di salute delle due contendenti. Da una parte la Juve Stabia di Ignazio Abate, una macchina che – pur cambiando marcia e modalità – continua a macinare punti e confermarsi in ottima salute; dall’altra il Sudtirol di Castori, costretto ancora una volta a registrare difficoltà e a guardarsi alle spalle con preoccupazione.

La dura legge dell’ex (e del calendario)

Corsi e ricorsi storici. Sembra quasi uno scherzo del destino o una sceneggiatura già scritta, ma proprio come lo scorso anno e nello stesso identico periodo, a decidere la contesa è un acuto di Fabio Maistro. Se il campionato scorso offrì una gara scoppiettante e ricca di colpi di scena, quella andata in scena ieri non ha certo esaltato l’occhio dei puristi per estetica e fluidità.

Tuttavia, la vittoria di misura racconta una verità forse ancora più importante per il tecnico ed ex calciatore del Milan: questa Juve Stabia sa essere cinica, solida e tremendamente concreta.

Cuore, nervi e il brivido finale

Al Menti si è vista una squadra matura. Le Vespe hanno saputo indirizzare la gara, trovando il vantaggio grazie alla giocata del singolo, per poi gestire il risultato attraverso una classica prestazione di nervi e cuore.

L’unica pecca? Non aver trovato il colpo del KO definitivo. Come spesso accade nel mondo del pallone, quando lasci la porta socchiusa, l’avversario prova a sfondarla: il finale ha visto la Juve Stabia soffrire l’intensità e la disperazione del Sudtirol. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma quelle classiche fiammate finali che tengono il fiato sospeso fino al triplice fischio. Poi, l’esplosione di gioia: tutti sotto la Curva Sud a prendersi il meritato abbraccio del popolo gialloblù.

“Umiltà”: il mantra per il 2026

Questo successo regala un finale d’anno dolcissimo e ricco di soddisfazioni, ma soprattutto fa compiere al gruppo un passo forse decisivo verso l’obiettivo reale. Sì, avete letto bene: l’obiettivo resta la salvezza.

Nonostante la classifica sorrida e il periodo sia felice, dal quartier generale delle Vespe il messaggio non cambia. Ignazio Abate continuerà a ripeterlo come un mantra anche nel nuovo anno. Non è scaramanzia (o forse sì?), ma è puro realismo e sentimento di umiltà.

È proprio su questa umiltà e sulla cultura del lavoro che si fonda il miracolo sportivo di un gruppo che continua a regalare gioie immense. Una squadra che sa soffrire, che sa vincere anche quando non brilla, e che continua a far sognare una città intera. Il 2025 va in archivio con il sorriso: Castellammare può godersi le feste guardando tutti (o quasi) dall’alto, ma con i piedi ben piantati per terra.

L’AZZURRO PENSIERO. Il Napoli chiude col botto un 2025 da incorniciare: 2-0 a Cremona

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Il Napoli saluta il 2025 con un successo autoritario allo stadio “Zini”. Gli azzurri di Antonio Conte superano la Cremonese per 2-0 nell’ultimo impegno dell’anno solare, consolidando la propria posizione e mettendo il punto esclamativo su dodici mesi che resteranno impressi nella storia del club.

La partita: Show di Hojlund

Il protagonista assoluto del pomeriggio grigiorosso è Rasmus Hojlund. L’attaccante danese ha impiegato appena quindici minuti per sbloccare il match: sugli sviluppi di un’azione insistita, il bomber si è avventato su una palla vagante in area piccola firmando il vantaggio con un rapido tap-in di destro.

La Cremonese ha provato a reagire, ma la solidità difensiva dei campioni d’Italia ha concesso pochissimo. Poco prima del duplice fischio, Hojlund ha raddoppiato i conti: una splendida girata di destro in piena area che non ha lasciato scampo al portiere avversario, sigillando di fatto il risultato già nel primo tempo.


Le voci dei protagonisti

Antonio Conte: “Un anno fantastico, orgoglioso di questo gruppo”

A fine gara, il tecnico leccese ha tracciato un bilancio del 2025, anno che ha visto il Napoli conquistare lo Scudetto e la Supercoppa Italiana.

“È stato un anno fantastico per noi e per i tifosi. Lo scudetto e la Supercoppa sono un traguardo bellissimo, vincerli a Napoli è speciale,” ha dichiarato Conte. “Ho ancora in testa i festeggiamenti, con questi tifosi ogni successo resta dentro. Sono orgoglioso di guidare un gruppo di calciatori forti e coraggiosi, anche dal punto di vista dei valori umani.”

L’allenatore guarda già al futuro: “Vogliamo onorare il tricolore ma anche crescere come società. Aspettiamo il rientro degli infortunati per esprimere tutto il nostro potenziale nel 2026.”

Hojlund e Di Lorenzo: Cuore e Storia

Raggiante l’uomo del match, Rasmus Hojlund, che ha voluto dividere i meriti con la squadra:

“Segnare una doppietta è bellissimo, ma conta aver vinto. Se rendo così è merito dei miei compagni, gioco con dei campioni e questo mi rende felice.”

Il capitano Giovanni Di Lorenzo ha invece sottolineato l’importanza del percorso mentale fatto dalla squadra:

“Volevamo chiudere questo 2025 meraviglioso con un successo esterno. Siamo stati bravi a rialzarci dopo la sconfitta di Udine; la Supercoppa ci ha dato una carica emotiva incredibile per proseguire su questa strada.”


Il bilancio azzurro

Il Napoli chiude l’anno solare con la consapevolezza di aver aperto un ciclo. Con una bacheca arricchita da due trofei e una squadra che sembra aver trovato in Hojlund il terminale offensivo perfetto, il 2026 si preannuncia come l’anno della conferma definitiva ai vertici del calcio italiano.

Conte: “Festeggiamo un anno fantastico. Stiamo affrontando problematiche serie”

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Il Napoli chiude il 2025 con una vittoria in campionato, battendo per 2-0 la Cremonese. Per Antonio Conte e gli azzurri termina un anno fantastico: “Festeggiamo un anno bellissimo, in cui abbiamo fatto qualcosa di bello e inaspettato con la vittoria dello scudetto e coronata con la vittoria della Supercoppa – ha detto l’allenatore del Napoli a Danz -. Tra virgolette posso dire che dispiace lasciare quest’anno solare molto bello e ricco di emozioni. Napoli quando vince festeggia in maniera diversa rispetto alle altre parti. In campionato siamo lì, stiamo cercando di stare vicino alle posizioni di alta classifica. Lo stiamo facendo bene, nonostante le problematiche serie che stiamo affrontando. Le stiamo però affrontando da uomini coraggiosi: i ragazzi vogliono onorare lo scudetto e rendere orgogliosi i tifosi”.

Su Hojlund, autore della doppietta: “Hojlund è un calciatore giovanissimo e che può migliorare tanto. Sta diventando un calciatore dominante. Inizia a capire come mettersi, quando attaccare la profondità, quando venire incontro. Nel mio calcio gli attaccanti hanno un ruolo molto importante, sono un punto di riferimento per la mia squadra”. Sulle difficoltà del momento: “Stiamo costruendo la squadra con grande lavoro e dedizione, affrontando sempre le difficoltà. Oggi non c’erano Meret, Anguissa, De Bruyne, Gilmour e Lukaku. Ci auguriamo che possano tornare. Bisognerà avere tanta pazienza e vedere come torneranno”.

Infine, sul perché per ora il Napoli non può essere dominante: “Per tanti motivi – ha detto Conte -. Questo è un percorso appena iniziato. A livello di struttura non siamo pronti. Oggi ribadisco: per me Juventus, Milan e Inter per struttura, seconde squadre e monte ingaggi sono diverse rispetto a tutte le altre. Parliamo di realtà diverse. Noi non possiamo fare il passo più lungo della gamba, ma dico sempre che la squadra che riesce a vincere superando queste tre fa qualcosa di straordinario”.

Doppio Hojlund, il Napoli batte 2-0 la Cremonese

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Il Napoli non si ferma e, considerando i due successi in Supercoppa, vince la terza vittoria consecutiva battendo nella 17^ giornata di Serie A la Cremonese per 2-0 allo Zini. Vittoria che permette alla squadra di Conte di prendersi il secondo posto in classifica, a solo un punto di distanza dal Milan (sempre però in attesa della sfida delle 20.45 tra Atalanta-Inter).

Primo tempo

Guardando la partita, in effetti succede tutto nel primo tempo. La partita è sporca, la Cremonese si dimostra come già fatto vedere in questi mesi una squadra molto ostica da affrontare. Gli azzurri però sono più pronti e sicuri e la sbloccano al 13esimo. Cross di Politano da destra, palla che arriva a Spinazzola che calcia subito al limite dell’area. Tiro deviato dalla difesa della Cremonese, con il pallone che termina ad Hojlund che, dalla destra dell’area, tutto solo mette dentro il vantaggio del Napoli. La squadra di Conte soffre poco, la Cremonese chiede un calcio di rigore per un contatto (quasi inesistente) su Zerbin e Mariani lascia giocare. Prima della fine del primo tempo, arriva il raddoppio: cross di Politano da destra, McTominay tocca il pallone in area che arriva ancora verso Hojlund. E l’attaccante azzurro non sbaglia, 2-0.

Secondo tempo

Nella ripresa, invece, succede abbastanza poco. Conte cambia subito con l’ingresso di Gutierrez al posto di Spinazzola, poi Lang per Elmas. Ma il Napoli gestisce senza grandi problemi, soffre poco (nonostante qualche piccola disattenzione) e riesce a chiudere con un netto 2-0 la partita.

IL MORSO DELLA VESPA. Maistro da sballo, Correia da applausi: la Juve Stabia fa impazzire Castellammare!

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La Juve Stabia non sbaglia davanti ai propri tifosi. In un match intenso e fisico, le “Vespe” superano di misura il SudTirol per 1-0, blindando le mura amiche e consolidando un posto d’oro nella griglia play-off. Per gli uomini di Castori, invece, prosegue il periodo nero: il digiuno di vittorie tocca quota tre mesi, complice una reazione troppo timida dopo il gol subito.

Maistro colpisce, Correia domina

Il match si accende subito. Dopo soli sei minuti, Candellone spaventa gli ospiti con una conclusione alta da posizione favorevole. Il SudTirol deve invece fare i conti con la sfortuna: Martini si arrende quasi subito per un infortunio, lasciando spazio a Casiraghi, che entra immediatamente nel cuore della manovra.

L’episodio che decide l’incontro arriva al 19′. Il protagonista è Omar Correia: il francese recupera un pallone sanguinoso al limite dell’area avversaria e serve Maistro. Il numero 10 gialloblù non se lo fa ripetere due volte e scarica un destro potente; Adamonis tocca, ma non riesce a strozzare la gioia del gol. È l’1-0, nonché la seconda firma stagionale per il trequartista stabiese.

Battaglia fisica e sterilità offensiva

La partita diventa un duello rusticano. Sotto gli occhi dei cinquemila del Menti, si accendono sfide d’altri tempi: Pietrangeli non molla un centimetro a Candellone, mentre Ruggero deve usare le maniere forti per contenere la fisicità di Odogwu.

Il SudTirol fatica a pungere. L’unica vera chance del primo tempo capita sui piedi di Casiraghi al 42′, ma il suo mancino dal limite è svirgolato e finisce sul fondo senza impensierire Confente.

Ripresa: il SudTirol ci prova, la Juve Stabia resiste

Nella ripresa i ritmi si alzano. Al 6′, gli altoatesini vanno vicinissimi al pari: corner di Casiraghi e colpo di testa di Odogwu, che sibila sopra la traversa. La Juve Stabia risponde due minuti dopo con Cacciamani, che però sciupa un ottimo invito del solito Correia, sempre più padrone del centrocampo.

Castori prova a scuotere i suoi inserendo Tait e Simone Davi, che danno effettivamente più brio alla manovra. La pressione ospite si fa costante nel finale, ma la mira è imprecisa: ci provano Odogwu (parata sicura di Confente), Tait con un missile dalla distanza e Casiraghi su punizione, senza fortuna.

Nel finale (41′), è ancora la Juve Stabia ad avere la palla del raddoppio: Correia corona una splendida azione personale con un tiro che però pecca di cattiveria, permettendo ad Adamonis di parare agevolmente.

Verdetto finale

Al triplice fischio esplode la gioia del Menti. La Juve Stabia vince e convince per solidità, trascinata da un Correia in versione extra-lusso. Per il SudTirol è una serata amara: la crisi di risultati si fa pesante e la reazione allo svantaggio è apparsa troppo blanda per impensierire una difesa organizzata come quella campana.

Juve Stabia – Sudtirol (1-0): Le pagelle dei gialloblù

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La Juve Stabia batte nella 18ª giornata di Serie BKT il Sudtirol per 1-0 allo stadio Romeo Menti. Vittoria che permette alla squadra di Abate di chiudere in maniera positiva il 2025, con 26 punti in classifica.

Confente 6,5 – Si districa bene nelle poche occasioni in cui è stato impegnato, sempre sicuro.

Ruggero 6,5 – Oggi si è rivisto il difensore che conosciamo. Solido e attento, ha dato poco spazio agli avversari.

Giorgini 6,5 – Non si fa mai prendere da panico anche nelle azioni più pericolose, sempre attento.

Bellich 6,5 – Fornisce la solita prestazione fatta di grinta e sostanza, si fa anche vedere in fase avanzata.

Carissoni 6,5 – Oggi ha dovuto fare più un lavoro difensivo che di spinta, ha retto con sufficienza la fisicità degli avversari.

Leone 6 – Non sempre riesce a dettare i tempi con le sue geometrie perché costretto a contrastare la fisicità del centrocampo avversario, utile anche nei raddoppi.

Correia 7 – Nei primi minuti giocati quasi anonimo, solo contenimento. Poi serve un assist a Maistro che trova di nuovo la rete del vantaggio. Nel secondo con i suoi recuperi e strappi ha messo spesso in difficoltà gli avversari.

Pierobon 6,5 – Oggi impegnato in un lavoro oscuro di schermatura svolto con la sua consueta dinamicità. (Dal 74′ Duca 6 – voto di incoraggiamento pochi i minuti giocati per dimostrare le sue capacità).

Cacciamani 6 – Oggi non si sono visti i suoi affondi ha svolto più un compito di contenimento sul quinto di destra. (Dal 74′ Baldi 6 – anche per lui un voto di incoraggiamento pochi i suoi interventi).

Maistro 6,5 – Quando porta palla gli avversari vanno sempre in apprensione, si è visto anche in qualche raddoppio, ma la cosa più importante è che quando tira in porta non sbaglia, vedi il gol. (Dal 67′ Burnete 5 – anche oggi non è riuscito a dare nessun contributo, si è fatto notare solo per l’ammonizione).

Candellone 6,5 – Mette in tavola una vera battaglia con Pietrangeli. Fondamentale nell’equilibrio tattico della squadra. Se si vede poco negli ultimi metri e un uomo a tutto campo, fa salire la squadra nei momenti difficili. La fascia di capitano gli calza a pennello.

Abate 6 – Insiste con il 3-5-1-1 che non va bene per tutte le partite, oggi contro una squadra fisica non andava bene, però dalla panchina ha guidato la squadra trasmettendo serenità e fiducia, speriamo che dal mercato arrivi qualcosa per aiutare il lavoro svolto fino adesso.

Maistro trascina le Vespe: “Il mister mi è stato addosso, ora sono un calciatore diverso”

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Fabio Maistro, autore del gol vittoria nella sfida tra Juve Stabia-Sudtirol 1-0, ha parlato in conferenza stampa.

In che cosa senti che l’intesa con la squadra è cresciuta di più?
“C’è tanto lavoro del mister. Ogni partita la prepara al meglio e i risultati in campo di vedono”.

Credete di poter fare qualcosa di più della salvezza?
“Quando vinci queste partite qua c’è entusiasmo. Cerchiamo di lavorare al meglio per la prossima partita”.

Sul rinnovo.
“Non sono preoccupato, sto facendo bene. Poi sta al direttore vedere se rinnovarmi o meno. Speriamo bene”.

Cosa è cambiato rispetto allo scorso campionato?
“Lo scorso anno mi sono rotto la costola e il mister aveva trovato la sua linea. Per questo ho trovato meno spazio. Sono contento di ora, ho un bel rapporto con Abate. Spero di continuare così”.

Quanto pesa questa vittoria?
“Questa è stata una vittoria fondamentale, sappiamo che possiamo fare del male a tutti. Questa era una delle partite più difficili da giocare. Io conosco Castori. Siamo stati tosti. Ora pensiamo al girone di ritorno, che è sempre un altro campionato”.
Sul giocare dietro le due punte.
“L’ho fatto ad Ascoli. Con Candellone mi trovo bene, ma è ovvio che avere ancora un altro attaccante là davanti ti permette di avere più opzioni”.

Sul suo minutaggio.
“Il mister mi è stato addosso dal ritiro. Non avevo nelle corde l’attacco in profondità e il recuperare il pallone”.

Sul rapporto con Abate.
“Avere così tanta fiducia è importantissimo. Quando inizi gli allenamenti sei sempre supportato. Ho un bel rapporto con il mister e questo cambia tanto a livello di prestazione rispetto allo scorso anno. Sei più in condizione di sbagliare. È un mesetto che mi sta addosso in maniera giusta chiedendomi di incidere. Sono contento di aver dato risposta”.

Il 2026 può essere il tuo anno della consacrazione?
“Speriamo che sia un’annata migliore di questa, in cui ho trovato continuità. Quando questo succede sei sempre in fiducia. Speriamo che sia l’annata della consacrazione. Qua sto bene”.

Abate elogia la Juve Stabia: “Abbiamo fatto di necessità virtù, ora vacanze serene”

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L’allenatore della Juve Stabia Ignazio Abate ha parlato in conferenza stampa al termine della vittoria contro il Sudtirol per 1-0.

Queste le sue dichiarazioni:

“È doveroso fare i complimenti alla squadra. Ci troviamo a più dieci sulla quintultima nonostante tutte le difficoltà fisiche della squadra.

Correia ha giocato con una distorsione alla caviglia, Confente ha avuto la febbre alta ma tanti altri non stavano bene.

Abbiamo fatto bene contro un Sudtirol che fuori casa aveva sempre fatto bene. Dopo il vantaggio avremmo meritato anche il raddoppio. Nel finale siamo calati un po’ perché l’importanza del risultato sì è fatta sentire insieme agli acciacchi vari ma abbiamo difeso con ordine.

Andiamo in vacanza con serenità ma senza abbassare la guardia, dopo una vittoria che vale doppio.
Non abbiamo fatto nessuna impresa. Siamo gente di calcio che deve trarre il massimo da tutti. Abbiamo fatto di necessità virtù. Io mi tengo la generosità della squadra e aspetto così.

Sono felice per la squadra, per l’ambiente, per il direttore Lovisa che mi ha voluto, per gli amministratori giudiziari, persone di spessore anche dal punto di vista umano, che sono entrati in punta di piedi senza scombussolare il nostro ambiente e che oggi sono un valore aggiunto.

Maistro? È un calciatore che a livello qualitativo e di motore non ha nulla a che fare con la Serie B ma se è ancora in questa categoria qualche limite lo ha. Sta a lui continuare su questa squadra, sacrificandosi e spingendo forte per lui e per noi.

Il sostegno dello stadio è stato decisivo. Non è un caso che la squadra abbia questo ruolino di marcia. Qui si respira un clima particolare e mi auguro che con l’anno nuovo ci siano più tifosi allo stadio.

Non cado nel tranello dei playoff perché so bene il mercato che faranno le squadre che abbiamo dietro. Noi dobbiamo restare umili per non rimanere bloccati nelle sabbie mobili. Dobbiamo arrivare in fretta a 46 punti e poi eventualmente potremo pensare ad altro.
È giusto che l’ambiente sogni ma non mi lascio trasportare da questi pensieri.

Le vittorie ti annebbiano quindi le sconfitte che sono arrivate sono state importanti perché hanno lasciato qualcosa su cui lavorare. Non so se quest’estate avrei creduto ad una Juve Stabia a questo punto se me lo avessero detto ma non penso a quanto abbiamo fatto e già siamo pronti a lavorare dopo la sosta per la gara col Pescara che sarà altrettanto importante”.

Castori dopo lo stop con la Juve Stabia: “Volume di gioco enorme, ma siamo stati poco concreti”

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L’allenatore del Sudtirol Fabrizio Castori ha parlato in conferenza stampa al termine della sconfitta contro la Juve Stabia per 1-0.

Ci avete provato fino alla fine, che cosa è mancato?
“È mancato il gol. Abbiamo giocato una partita giusta. Abbiamo preso un gol che potevamo evitare. La Juve Stabia non è mai stata pericolosa e noi non siamo riusciti a buttarla dentro pur giocando costantemente in attacco nel secondo tempo”.

Sul gol preso.
“Ci sono stati degli errori. Ma la squadra ha fatto una buona partita, ha giocato sempre in proiezione offensiva e abbiamo cercato di essere offensivi. Abbiamo fatto un errore e l’abbiamo pagato. Non abbiamo concretizzato il volume di gioco che abbiamo fatto, soprattutto nel secondo tempo. Abbiamo fatto 14 tiri in porta ma non abbiamo segnato”.

Sulle novità tattiche.
“Abbiamo cercato di rinfrescare, giocare sempre con gli stessi si fa fatica”.

Su Molina schierato come mezz’ala.
“L’ha fatta bene. Abbiamo cercato di dare più forza al centrocampo. Casiraghi e Mallamo sono calciatori molto tecnici, serviva un giocatore più di forza in mezzo al campo”.

È mancato qualcosa nelle ultime scelte in zona offensiva?
“Quando non riesci a chiudere l’azione offensiva con la conclusione è ovvio che o è stato bravo l’avversario o hai sbagliato te. Ci abbiamo messo volontà e intensità, c’è poco da rimproverare ai ragazzi se pensiamo alla prestazione”.

Sul mercato di gennaio.
“Del mercato dovete parlarne con il direttore, è lui che dovrà indicare le linee guida. Ma è chiaro che faremo qualcosa”.

 

Juve Stabia – Sudtirol: 1-0 (19′ Maistro)

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Amici sportivi e appassionati della Serie BKT, buon pomeriggio e benvenuti al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

Tra gli ultimi scampoli di festa e la voglia di calcio giocato, siamo pronti a raccontarvi Juve Stabia – Südtirol, match valido per la 18ª giornata del campionato 2025-2026. È l’ultimo atto di questo anno solare e l’atmosfera è quella delle grandi occasioni: alle ore 15:00 le due squadre scenderanno in campo per chiudere il 2025 regalandosi, e regalando ai tifosi, una prestazione da ricordare.

Il Momento È una sfida che nasce sotto il segno dell’equilibrio e della voglia di riscatto. Entrambe le formazioni arrivano da due pareggi esterni ottenuti con i denti: le Vespe hanno strappato un punto prezioso a Cesena, mentre gli altoatesini hanno impattato contro la Virtus Entella. Oggi, però, il pareggio potrebbe non bastare a saziare la fame delle due formazioni.

Il “Menti” è un vero e proprio fortino. I gialloblù sono ancora imbattuti in casa in questa stagione e contano sulla spinta del pubblico amico per mantenere inviolato il proprio tempio.

Gli ospiti sono un osso durissimo, ma vivono un paradosso. In trasferta sono quasi inaffondabili (hanno perso una sola volta lontano da Bolzano), ma manca l’acuto decisivo: non hanno mai vinto fuori casa in questo campionato.

Riusciranno le Vespe a chiudere l’anno senza macchia tra le mura amiche, o sarà oggi il giorno in cui il Südtirol sfaterà il tabù trasferta?

Mettetevi comodi: sta per iniziare l’ultima battaglia del 2025.

TABELLINO PROVVISORIO

Juve Stabia (3-5-1-1): Confente, Ruggero, Giorgini, Bellich; Carissoni, Leone, Correia, Pierobon (75′ Baldi), Cacciamanin(75′ Duca); Maistro (67′ Burnete); Candellone.
A disp.: Boer, Signorini, Stabile, Mannini, Ciammaglichella, Zuccon, Piscopo, De Pieri.
All.: Abate.
Sudtirol (3-5-2): Adamonis; El Kaouakibi, Kofler, Veseli; Molina, Tronchin (66′ Mallamo), Martini (8′ Casiraghi), Zedalka (58′ Davi S.), Pietrangeli (58′ Tait); Merkaj (66′ Pecorino), Odogwu.
A disp.: Poluzzi, Bordon, Mancini, Masiello, Italeng, Davi F., Brik.
All.: Castori.

Direttore di gara: Sig. Livio Marinelli della sezione AIA di Tivoli

Primo Assistente: sig. Marcello Rossi della sezione AIA di Biella

Secondo Assistente: sig. Marco Emmanuele della sezione AIA di Pisa

IV° ufficiale: sig. Filippo Colaninno della sezione AIA di Nola

VAR: sig. Francesco Meraviglia della sezione AIA di Pistoia

AVAR: sig. Emanuele Prenna della sezione AIA di Molfetta

Marcatori: 19′ Maistro (JS)

Angoli: 2 – 6

Ammoniti: 49′ Tronchin (S) 68′ Burnete (JS) 79′ Kofler (S) 87′ Davi S.

Espulsi: –

Recupero: 1 min pt – 5 min st

Note: Terreno in erba artificiale.

PRIMO TEMPO

4′ La Juve Stabia ci prova con Candellone che al centro dell’area si gira bene ma poi non inquadra la porta

6′ Ancora Juve Stabia: Cacciamani serve Pierobon al limite dell’area, il centrocampista stabiese calcia ma troppo centrale per impensierire Adamonis

8′ Il Sudtirol sostituisce Martini con Casiraghi

19′ JUVE STABIA IN VANTAGGIO: Correia recupera un gran palla al limite dell’area con la palla che arriva nella disponibilità di Maistro che al centro dell’area fa partire un missile che piega le mani ad Adamonis e finisce in rete

37′ Juve Stabia pericolosa: Maistro rincorre con tutte le sue forze un pallone destinato sul fondo e riesce a mettere in mezzo per Pierobon che viene anticipato di un soffio da Kofler

Il Direttore di gara concede 1 minuto di recupero.

SECONDO TEMPO

49′ ammonito Tronchin per una trattenuta evidente a Correia.

50′ Il Sudtirol parte veloce in contropiede con Casiraghi che mette in mezzo con Bellich che di testa anticipa di un soffio Merkaj.

51′ Ancora Sudtirol: Sugli sviluppi di un calcio d’angolo Odogwu impatta di testa e con una deviazione di Ruggero per poco la palla non si insacca all’incrocio

53′ Juve Stabia pericolosa con Correia che in velocità si libera del diretto avversario e crossa al centro dove arriva Cacciamani che da ottima posizione spara alto.

58′ Il Sudtirol sostituisce Pietrangeli con Tait e Zedalka con Davi S.

61′ Juve Stabia pericolosa con Cacciamani che entra in area e calcia a giro sul secondo palo ma la conclusione esce a lato

66′ Il Sudtirol sostituisce Tronchin con Mallamo e Merkaj con Pecorino

67′ La Juve Stabia sostituisce Maistro con Burnete

68′ Ammonito Burnete per palla trattenuta e ostruzione sulla battuta di una punizione

75′ La Juve Stabia sostituisce Cacciamani con Duca e Pierobon con Baldi

78′ Il Sudtirol si fa vedere con Odogwu che dal fondo calcia a rete trovando Confente pronto alla parata a terra

79′ Ammonito Kofler per una entrata su Correia

85′ Brivido sulla schiena dei tifosi di casa con Tait che da fuori calcia a volo con la palla che esce di un soffio

86′ Risponde la Juve Stabia con Correia che fa tutto da solo e calcia a rete ma il tiro è troppo centrale per essere pericoloso

87′ Ammonito Davi S.

Il direttore di gara concede 5 minuti di recupero.

La partita finisce con la vittoria della Juve Stabia che con cuore e sofferenza resiste nel secondo tempo alla pressione del Sudtirol alla ricerca disperata del pari. Una vittoria sporca, sofferta ma non per questo non meritata per quello visto in campo. Si chiude in bellezza il 2025 per le Vespe che ora si godranno il riposo prima di tornare al Menti dove arriverà il Pescara per chiudere il girone d’andata.

Carceri,durante visita a Secondigliano Nordio riceve una toga fatta da detenuti

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A quanto si apprende il ministro della Giustizia Carlo Nordio, nel corso della sua visita al carcere di Secondigliano (Napoli), ha ricevuto una toga fatta dai detenuti del penitenziario. La visita è proseguita anche nei reparti di liuteria, falegnameria, odontotecnica.

Fonte AdnKronos

Napoli, al Vulcano Buono di Nola per Natale pista su ghiaccio e fabbrica segreta giocattoli

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Al Vulcano Buono di Nola (Napoli), il 15 novembre, si è accesa la magia del Natale con la terza edizione di Christmas Dreams. Fino al 6 gennaio la struttura progettata da Renzo Piano sarà un grande villaggio natalizio: un luogo dove emozioni, tradizione e divertimento si incontrano. L’Arena centrale sarà il cuore pulsante delle festività con la grande pista di pattinaggio sul ghiaccio, aperta fino al 15 febbraio, le giostre e le casette dei giochi tipici. A dominare la scena, un maestoso albero di Natale di 15 metri e la slitta con le renne, tra le attrazioni più amate e ‘instagrammabili’ del periodo. All’interno della galleria commerciale, l’atmosfera sarà resa unica dai mercatini artigianali, dove i visitatori potranno scoprire idee regalo e prodotti della tradizione.

Grande attesa anche per la ‘Babbo Natale Experience’, un percorso immersivo di oltre 2000 metri quadrati e dieci stanze, che riproduce quella che è stata definita la fabbrica segreta dei giocattoli, pensato per far vivere ai più piccoli la magia del Natale in prima persona. Non mancheranno altre simpatiche attrazioni come gli spettacoli del teatro dei burattini di Mario Ferraioli, appuntamento amatissimo dalle famiglie, e i laboratori creativi natalizi per tutta la famiglia. In piazza Capri, infine, il Natale sarà animato da una rassegna di spettacoli gratuiti con artisti di strada, musica e intrattenimento per grandi e piccini.

“Ogni anno il periodo natalizio rappresenta per noi un momento speciale – comunica l’amministratore delegato Francesco Furino – in cui il Vulcano Buono si riempie di luci, emozioni e condivisione. Anche quest’anno abbiamo voluto creare un’atmosfera capace di far sognare grandi e piccoli, offrendo esperienze autentiche e coinvolgenti che uniscono divertimento, tradizione e spirito di comunità. Il grande affetto del nostro pubblico ci conferma che stiamo percorrendo la strada giusta: nel solo mese di dicembre scorso, il Vulcano Buono ha accolto oltre un milione di visitatori e quest’anno puntiamo ad afflussi ancora maggiori. Il nostro impegno è quello di rendere questo luogo sempre più vivo, sicuro e accogliente, un punto d’incontro dove le persone possano ritrovare il piacere dello stare insieme, scoprire nuove emozioni e vivere la magia del Natale in tutta la sua intensità”.

Fonte AdnKronos

Donna accoltellata a Qualiano, arrestato l’ex compagno

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Un arresto nell’ambito delle indagini sul caso della donna di 35 anni ferita a coltellate ieri sera nel parco Cerqua a Qualiano (Napoli). Nella notte i carabinieri della sezione radiomobile hanno arrestato per evasione e tentato omicidio un 29enne che era ai domiciliari.

Grazie alla testimonianza della vittima e all’analisi delle immagini di videosorveglianza, i militari sono risaliti all’uomo. Secondo una ricostruzione dei carabinieri, si tratterebbe dell’ex compagno, già denunciato in passato dalla vittima per maltrattamenti e poi sottoposto ai domiciliari con braccialetto. Il 29enne è stato arrestato ed è ora in carcere. La donna ferita è stata portata in ospedale e non sarebbe in pericolo di vita.

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Fonte AdnKronos

fermato un ragazzo di 15 anni

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Svolta nelle indagini per la morte del 19enne ucciso a Napoli da un colpo di pistola alla fronte. La polizia di Stato ha eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un ragazzo napoletano di 15 anni per i reati di omicidio aggravato e porto e detenzione illegali di arma da fuoco. Le indagini condotte dalla Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Napoli, coordinate inizialmente dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e poi dalla Procura per i Minorenni, hanno consentito di raccogliere elementi di prova, delineando un grave quadro indiziario nei confronti dell’indagato in relazione all’omicidio del 19enne, avvenuto nelle prime ore di ieri 22 novembre in una strada del quartiere Arenaccia. Il 19enne era stato colpito alla fronte da un colpo di pistola mentre era in auto con gli amici ed era morto in ospedale.

Fonte AdnKronos