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Juve Stabia, Abate non si fida del Bari: “Al San Nicola sarà una battaglia, serviranno solidità e coraggio”

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È un Ignazio Abate determinato ma consapevole delle insidie quello che si presenta in sala stampa alla vigilia della delicata trasferta al “San Nicola” contro il Bari. Archiviato il pareggio contro il Pescara, la Juve Stabia cerca conferme lontano dal Menti, in una sfida che metterà di fronte due squadre con ambizioni e qualità.

“Bari avversario di qualità, serve personalità”

Il tecnico gialloblù non si fida della classifica o del momento dei pugliesi ed esige massima attenzione: “Il Bari lo conosciamo, è una squadra che ha grandissima qualità. Avremo una trasferta difficile in un grande stadio: dovremo dare il meglio di noi”, esordisce Abate.

Il mister ha poi analizzato l’evoluzione tattica degli avversari: “Nelle ultime due settimane hanno cambiato modo di incidere. Sia con l’Avellino che con la Carrarese ho visto una squadra che cerca di mordere molto più alta. Noi dovremo avere l’umiltà di saper interpretare i momenti: ci saranno fasi in cui avremo il pallino del gioco e altre in cui dovremo difendere senza vergogna, compatti, col sangue agli occhi. L’obiettivo è chiaro: “Bisogna avere quella spavalderia di andare a giocare fuori casa per ottenere i tre punti”.

Il punto tattico: riempire l’area e i movimenti di Zeroli

Uno dei temi caldi riguarda la fase offensiva e la capacità del centrocampo di supportare l’attacco, tema già emerso nella gara contro il Pescara. Abate si sofferma sul ruolo di Kevin Zeroli e sulla necessità di supportare Candellone: “Dobbiamo aumentare il numero di gol degli attaccanti così come dei centrocampisti. Zeroli è un giocatore che ha nell’inserimento la sua arma migliore: ha motore, tempi, colpo di testa e il gol nel sangue. Può fare sia la mezzala che il trequartista e questo ci dà alternative importanti”.

Tuttavia, il tecnico chiede un passo avanti nella gestione della sfera: “Contro il Pescara, nel primo tempo, la scelta di andare in transizione era troppo frettolosa e l’area non era coperta nel modo giusto. Dobbiamo essere più solidi, ma questo passa esclusivamente dalla gestione della palla: bisogna divertirsi gestendola con attenzione, altrimenti c’è da correre quando non ce l’hai”.

Mercato e infermeria: ecco Dalle Mura

La conferenza è stata l’occasione per parlare dei nuovi innesti, in particolare di Christian Dalle Mura, arrivato a titolo definitivo per sostituire il partente Stabile. Una mossa che segna anche una strategia societaria volta alla patrimonializzazione: “È un segnale, ma il mercato di gennaio è fatto di opportunità”, spiega Abate. “Abbiamo un direttore che conosce tante dinamiche e ha fatto un acquisto intelligente. Dalle Mura ha tante presenze in B, è bravo tecnicamente e ha struttura. È un ragazzo che è praticamente pronto per giocare”.

Sulle condizioni della squadra, arrivano buone notizie dall’infermeria: “La squadra si è allenata molto bene, abbiamo aumentato i carichi fisici. Varnier ha fatto quasi tutta la settimana col gruppo ed è un gran segnale. Gabrielloni è rientrato gradualmente ma deve ancora alzare il livello fisico”.

Nessun voto, testa bassa e lavorare

In chiusura, Abate dribbla le domande sui bilanci di metà stagione: “Non do nessun voto. Gli obiettivi non si centrano a gennaio. Dobbiamo continuare con la rabbia e il veleno di volersi migliorare. Dal momento in cui ti senti ‘arrivato’ è l’inizio della fine. Ci aspettano due mesi complicati, dobbiamo mettere fieno in cascina”

L’AZZURRO PENSIERO. Il Napoli sbatte sul muro del Parma: al Maradona è solo 0-0

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Non basta il cuore, non basta la pressione costante. Al Maradona, il Napoli non va oltre lo 0-0 contro un Parma solido e ben organizzato. Nonostante una partita giocata a ritmi altissimi e una ricerca spasmodica del gol, gli azzurri mancano l’appuntamento con la vittoria, fermati dalla stanchezza e dalla poca lucidità negli ultimi metri.

Il racconto della sfida

La partita è stata una vera e propria battaglia di nervi e intensità. Il Napoli ha tenuto il pallino del gioco per lunghi tratti, schiacciando i ducali nella propria metà campo, ma la manovra è apparsa meno fluida del solito. Il Parma, dal canto suo, ha saputo soffrire, chiudendo ogni varco e ripartendo quando possibile, portando a casa un punto prezioso in uno degli stadi più difficili del campionato.

L’analisi di Stellini: “Mancata brillantezza”

Al termine del match, è Cristian Stellini, vice dello squalificato Antonio Conte, a metterci la faccia e spiegare le difficoltà incontrate dai partenopei:

“Purtroppo, nonostante la grande pressione, non siamo riusciti a concretizzare in zona offensiva. Ci dispiace perché avremmo voluto vincere questa sfida, ma non siamo riusciti ad essere freschi e brillanti, soprattutto nell’uno contro uno.”

Stellini ha poi toccato il tema dell’emergenza numerica che sta colpendo la rosa: “Siamo consapevoli che, per motivi non dipendenti da noi, stiamo giocando sempre con gli stessi uomini e alla fine, sotto il profilo della stanchezza, qualcosa abbiamo pagato.”

Rrahmani guarda avanti: “Obiettivo Champions intatto”

Anche il difensore Amir Rrahmani ha espresso il rammarico dello spogliatoio, sottolineando come la prestazione avrebbe meritato un esito diverso:

  • Il rammarico: “Dispiace perché avremmo voluto conquistare i tre punti stasera. È mancato il gol che avremmo meritato considerando la prestazione.”

  • Il fattore stanchezza: “Giocare ogni tre giorni avendo gli uomini contati è qualcosa che ci penalizza. Però dobbiamo fare i conti con questa realtà e cercare di migliorare.”

  • Il futuro: “Dobbiamo pensare a noi stessi, senza guardare la classifica. La stagione è lunga e sappiamo di poter ambire ai nostri obiettivi anche in ambito Champions.”

Cosa resta della serata

Il Napoli esce dal campo con la consapevolezza di aver dato tutto, ma anche con il fiato corto. La pausa o il recupero degli infortunati diventano ora fondamentali per riprendere la corsa. Il pareggio muove la classifica, ma lascia l’amaro in bocca a una tifoseria che sperava nel colpo da tre punti per blindare le zone nobili della graduatoria.

Bari – Juve Stabia: Fischietto affidato a Davide Di Marco che ha riportato la sezione di Ciampino in C.A.N.

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In vista della 20ª giornata del campionato di Serie BKT 2025-2026, i riflettori dello stadio San Nicola si accenderanno su una delle sfide più attese del turno: Bari – Juve Stabia. Il calcio d’inizio è fissato per le ore 19:30.

Per questo delicato confronto, il responsabile delle designazioni arbitrali, Gianluca Rocchi, ha puntato su una figura in forte ascesa: Davide Di Marco della sezione AIA di Ciampino. Una scelta non casuale, ma che premia un percorso di crescita costante che ha permesso alla sezione laziale di tornare nel panorama del calcio di vertice nazionale dopo un’attesa durata oltre un decennio.

Un Percorso Costruito sul Merito

La carriera di Davide Di Marco è l’esempio di come la dedizione e la professionalità paghino. Il suo ingresso nel professionismo risale alla stagione 2015/2016, con le prime direzioni in Serie D. Dopo un quadriennio di “gavetta” formativa, arriva il salto in CAN C nel campionato 2019/2020.

È proprio nella terza serie che Di Marco si afferma come uno dei fischietti più affidabili, guadagnandosi la vetrina internazionale con designazioni in competizioni giovanili come la U20 Elite League. Tuttavia, è la stagione 2022/2023 a segnare la svolta definitiva: Arbitra i quarti di finale play-off tra Foggia e Crotone e dirige la delicatissima finale di ritorno tra Lecco e Foggia, la gara decisiva per la promozione in B.

Queste prestazioni gli sono valse la promozione alla categoria superiore nell’estate del 2023, insieme ad altri quattro colleghi, e il prestigioso Premio “Luigi Agnolin”. Consegnato dall’allora presidente dell’AIA Carlo Pacifici, il riconoscimento ha certificato Di Marco come l’arbitro con il miglior piazzamento nella graduatoria di merito della CAN C di quella stagione.

L’Orgoglio di Ciampino e il Riconoscimento Istituzionale

L’ascesa di Di Marco non è solo un successo personale, ma un vanto per l’intera comunità di Ciampino. La locale sezione AIA celebrò il traguardo con entusiasmo:

“Dopo oltre un decennio, la Sezione di Ciampino potrà nuovamente fregiarsi della presenza di un proprio arbitro nell’organico della Can. Nell’anno del cinquantesimo anniversario della Sezione, questo risultato assume un significato ancora più speciale.”

Anche le istituzioni cittadine hanno voluto omaggiare il direttore di gara. Il Sindaco Emanuela Colella accolse Di Marco in Municipio, consegnandogli una riproduzione dell’Apollo Pizio, simbolo della città, e sottolineando l’importanza del traguardo:

“Un riconoscimento di notevole importanza, che eleva il nome di Ciampino contribuendo a dare prestigio alla nostra Città nel segno dello sport. A Davide Di Marco vanno i nostri più sentiti auguri per il conseguimento di questo rilevante traguardo e per l’inizio di una carriera sportiva di altissimo livello.”

Con queste premesse, Davide Di Marco si appresta a dirigere Bari – Juve Stabia, portando sul prato del San Nicola non solo il fischietto, ma l’orgoglio di una sezione e di una città intera.

La scheda completa del direttore di gara

Davide Di Marco è nato a Roma il 26/08/1991 ed è iscritto alla sezione AIA di Ciampino (RM). E’ al suo 3° anno in C.A.N.

Ha finora diretto 208 partite: con 62 rigori assegnati e 28 espulsioni decretate

Quest’anno ha diretto 10 partite (2 in serie A, 6 in serie B, 2 in Coppa Italia) con questo bilancio: 5 vittorie interne, 3 pareggi, 2 vittorie esterne con 2 rigori decretati e 1 espulsione.

Ha 6 precedenti con il Bari: 1 vittoria, 1 pareggio, 4 sconfitte

Conta 3 precedenti con la Juve Stabia: 2 vittorie, 1 pareggi, 0 sconfitte

24/25   Serie B Cremonese 1:1  Juve Stabia (Adorante, Bonazzoli)

22/23   Serie C Juve Stabia 2:0 Monopoli      (Caldore, Silipo)

20/21   Serie C Bisceglie     0:1 Juve Stabia  (Borrelli)

Assistenti

Primo Assistente: sig. Davide Imperiale della sezione AIA di Genova

Secondo Assistente: sig. Stefano Galimberti della sezione AIA di Seregno

IV° ufficiale

sig. Fabrizio Ramondino della sezione AIA di Palermo

VAR

sig. Alberto Santoro della sezione AIA di Messina

AVAR

sig. Matteo Gariglio della sezione AIA di Pinerolo

 

Juve Stabia, l’intrigo dell’ex De Pieri: Dal gialloblù al biancorosso con la voglia di affermarsi in serie B

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Il calcio, si sa, possiede una fantasia che spesso scavalca quella di qualsiasi sceneggiatore. Sabato prossimo, le luci del San Nicola illumineranno una sfida che sa di romanzo: Bari-Juve Stabia. Al centro del palcoscenico ci potrebbe essere un nome che, fino a pochi giorni fa, risuonava tra le mura del “Menti”: Giacomo De Pieri.

Il fantasista veneto, classe 2006, ha cambiato vita e maglia nell’arco di una settimana, lasciando Castellammare per sposare la causa pugliese proprio nel cuore del mercato invernale.

Un talento in cerca di luce

Arrivato in estate alla Juve Stabia con l’etichetta di “colpo da novanta” per la prospettiva, De Pieri ha vissuto mesi intensi ma avari di soddisfazioni personali. Sotto la gestione di Ignazio Abate, il gioiellino di scuola Inter ha trovato davanti a sé un attacco solido e gerarchie difficili da scalfire.

Nonostante il poco minutaggio, era bastato un lampo a mostrare la sua classe cristallina: quella perla incastonata nella sfida contro il Padova che aveva fatto sognare i tifosi delle Vespe. Eppure, quel gol è rimasto un diamante isolato in un’esperienza vissuta troppo spesso all’ombra della panchina.

Il blitz del Bari

La svolta è stata fulminea. Risoluzione anticipata del prestito con i gialloblù, passaggio formale all’Inter e immediato trasferimento — sempre a titolo temporaneo — all’ombra della Basilica di San Nicola. Il DS biancorosso ha puntato forte sulla sua voglia di rivalsa per regalare imprevedibilità e freschezza a un reparto offensivo che, dopo un periodo buio, ha un disperato bisogno di linfa nuova.

Sabato 17: l’appuntamento col passato

Il calendario ha scelto la data più suggestiva per l’esordio di De Pieri: sabato 17 gennaio. Il ragazzo si ritroverà davanti, in un colpo solo, i compagni con cui ha diviso lo spogliatoio fino a sette giorni fa e l’allenatore che non lo ha ritenuto pronto per una maglia da titolare.

Per De Pieri non sarà una partita come le altre, ma l’occasione immediata per dimostrare che quella fretta nel lasciarlo partire potrebbe rivelarsi il più grande rimpianto stagionale della Juve Stabia.

Incrocio di destini

La gara non sarà solo una caccia ai tre punti. Mentre la Juve Stabia di Abate cerca mattoni pesanti per la costruzione della salvezza, il Bari si aggrappa alla “fame” dei suoi nuovi innesti per scacciare i fantasmi della crisi e rilanciare le proprie ambizioni. Al San Nicola va in scena il destino: resta da vedere se a sorridere sarà la solidità delle Vespe o il talento dell’ex che vuole riprendersi la scena.

Juve Stabia, calciomercato: Gregorio Morachioli saluterà le Vespe per ripartire calcisticamente dal Carpi

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Le strade della Juve Stabia e di Gregorio Morachioli si separano. In questa finestra di mercato, il club gialloblù si priverà delle prestazioni dell’attaccante spezzino, mettendo fine a un capitolo professionale che, purtroppo, non ha mai avuto modo di decollare come sperato.

Dietro l’operazione c’è la regia attenta del Direttore Sportivo Matteo Lovisa, che ha lavorato per trovare la soluzione ideale che garantisse al calciatore la possibilità di “riprendere” il suo percorso, interrotto da un lungo calvario fisico. La nuova destinazione è il Carpi, società pronta a scommettere sulla voglia di riscatto del venticinquenne.

Un talento frenato dalla sfortuna

Sulla carta, Morachioli è stato uno dei componenti della rosa della Juve Stabia trionfale della passata stagione, ma il suo apporto al “Menti” è stato virtuale più che reale. Il suo rapporto con la piazza di Castellammare non è mai sbocciato, non per mancanza di volontà, ma a causa di un cronico problema inguinale che lo ha tenuto ai box per lunghissimi periodi.

Il suo arrivo risale al gong del mercato estivo della scorsa annata, al centro di una complessa trattativa a tre che vide Mignanelli passare alla Spal, Tripaldelli al Bari e Morachioli approdare alle falde del Faito. Nonostante le aspettative, il bottino in gialloblù si è fermato ad appena tre apparizioni nella passata stagione.

La stima di Lovisa e il gesto del calciatore

Eppure, le qualità tecniche di Morachioli non sono mai state in discussione. Esterno offensivo brevilineo, veloce e letale nell’uno contro uno, è quel tipo di giocatore capace di spaccare le partite, specialmente a gara in corso. Caratteristiche che il DS Lovisa conosce bene: il direttore lo seguiva già dai tempi delle giovanili della Juventus e ne aveva apprezzato l’esplosione a Bari, quando Morachioli sfiorò la Serie A arrendendosi solo in finale play-off contro il Cagliari.

La fiducia tra le parti era tale che, l’estate scorsa, il calciatore aveva compiuto un gesto non comune: ridursi l’ingaggio al minimo federale pur di restare e ripagare la stima della società. Morachioli aveva iniziato la preparazione estiva allenandosi con il gruppo, determinato a dimostrare il suo valore. Tuttavia, i problemi fisici hanno purtroppo condizionato anche questa prima parte di stagione, impedendogli di fatto di strappare anche una sola convocazione.

Nuova vita a Carpi

Ora si apre il capitolo Carpi. La società emiliana è lieta di accogliere il giocatore, offrendogli l’ambiente ideale per ritrovare continuità e risolvere definitivamente i guai fisici. Un’operazione condotta con “buona pace di tutti”: la Juve Stabia libera uno slot, e Morachioli ottiene l’opportunità di rilanciarsi nel calcio che conta.

L’augurio, da parte di tutto l’ambiente stabiese, è che Gregorio possa finalmente lasciarsi alle spalle l’infermeria e tornare a far parlare il campo con le sue giocate.

Juve Stabia rotta su Bari: Lovisa cala il jolly Dalle Mura aspettando Gabrielloni e con un Burnete in più

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La Juve Stabia si prepara ad affrontare una delle trasferte più affascinanti della stagione. Il prossimo appuntamento vede le Vespe di scena allo stadio “San Nicola” di Bari, un palcoscenico che evoca la storia del calcio e quella “finalina” di Italia ’90, pronto ad accogliere i gialloblù per una sfida che promette scintille.

Dalle Mura: il nuovo rinforzo per la difesa

La novità più lieta della settimana porta il nome di Christian Dalle Mura. Il difensore è l’ultimo colpo in entrata messo a segno dal Direttore Sportivo Lovisa, che continua a lavorare incessantemente per puntellare la rosa. Con il suo arrivo, il reparto arretrato acquisisce freschezza e qualità, e la trasferta in terra pugliese potrebbe rappresentare la prima occasione per vederlo all’opera o quantomeno respirare l’aria del gruppo squadra.

Il mercato nel segno dei recuperi di Gabrielloni e

Mancano ormai un paio di settimane al gong finale del calciomercato invernale e la società è determinata a chiudere il cerchio in maniera definitiva. Se la difesa è stata sistemata, è l’attacco a tenere banco nei discorsi della dirigenza e dei tifosi. Tanti sono i nomi e le suggestioni accostate alla Juve Stabia ma c’è un nome a tenere banco: Gabrielloni. Si spera che possa essere lui uno degli acquisti di questa seconda parte di stagione dopo i problemi fisici che hanno limitato il calciatore nella prima parte.

L’operazione per riportare in forma l’ex Como è la vera priorità di gennaio. La speranza, neanche troppo velata, è quella di riuscire a vederlo già tra i convocati per Bari, magari pronto a subentrare a gara in corso per disputare qualche minuto e dare subito un segnale. Nonostante le difficoltà tipiche di un mercato dove, a livello professionistico, “si parla tanto ma si conclude poco”, la dirigenza sta facendo il massimo per puntellare la rosa.

L’attacco respira: torna Burnete

In attesa di sviluppi sul fronte acquisti, una certezza per Bari c’è: il ritorno di Burnete. L’attaccante rumeno ha scontato la squalifica ed è pronto a riprendersi il suo posto. Una notizia fondamentale per lo scacchiere tattico, soprattutto alla luce dell’ultima gara contro il Pescara, dove Candellone è stato costretto agli straordinari, reggendo da solo il peso dell’attacco.

Il rientro di Burnete offre un’alternativa in attacco. Il giocatore, in prestito dal Lecce, torna in Puglia (riferimento geografico alla trasferta) con la voglia di lasciare il segno: chissà che l’atmosfera da grande sfida del “San Nicola” non possa offrirgli gli stimoli giusti e l’energia necessaria per trovare il suo primo acuto stagionale.

Duca ai saluti

Sul fronte delle uscite, si avvicina l’addio di Duca. Il centrocampista è ormai prossimo a salutare il gruppo direzione Lecco con la formula del prestito. Sebbene abbia collezionato pochi gettoni di presenza, va riconosciuto che nelle sue pochissime apparizioni non è mai dispiaciuto, mostrando grande impegno e altissima professionalità.

Obiettivo: una notte magica

Al di là delle trattative, ora la parola passa al campo. In un periodo in cui le voci di corridoio rischiano di distrarre, la Juve Stabia deve rimanere concentrata sull’obiettivo. Fare bella figura in uno stadio prestigioso come quello di Bari non è solo un dovere, ma un’opportunità: le Vespe vogliono regalarsi e regalare ai propri tifosi un’altra notte magica.

Juve Stabia, la favola di Luz Dos Santos: “Sogno un percorso alla Messias. Il mister mi sta insegnando tanto”

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C’è l’emozione di chi sa di aver compiuto l’anno scorso un’impresa e oggi la fame di chi non vuole smettere di stupire. Nella conferenza stampa andata in scena oggi, mercoledì 14 gennaio, la S.S. Juve Stabia 1907 ha svelato le sue nuove armi. Accanto al direttore sportivo Matteo Lovisa, si sono presentati alla piazza Kevin Zeroli e Matheus Priveato Luz Dos Santos.

Se l’arrivo di Zeroli porta qualità e prospettiva, è la parabola di Luz Dos Santos a catturare l’immaginazione dei tifosi gialloblù. Una storia di ascesa verticale, sudore e quel pizzico di magia che solo il calcio sa regalare.

Un doppio salto da vertigini

Non capita tutti i giorni di scalare due categorie nel giro di una manciata di mesi. Per Luz Dos Santos, l’impatto con la realtà di Castellammare è stato un sogno ad occhi aperti che ha richiesto qualche istante per essere metabolizzato.

“Ci ho messo un po’ a realizzare il doppio salto in soli 6 mesi” ha confessato il calciatore davanti ai microfoni. “Ho iniziato a giocare a calcio sin da piccolo, ma questo è stato un grande cambiamento. Sono un ragazzo dedito al lavoro e spero di fare bene qui”.

Il modello Messias e la “fame” di arrivare

L’umiltà traspare dalle parole del neo-acquisto, che non nasconde le sue fonti di ispirazione. Nel calcio moderno, fatto spesso di percorsi prestabiliti, Luz Dos Santos guarda agli outsider, a chi la gloria se l’è conquistata partendo dal basso.

“Sono un amante di storie come quella di Messias”, ammette, citando l’ex Crotone e Milan che dai campi di periferia è arrivato a giocare la Champions League. “Mi metto a totale disposizione del mister, dello staff e dei miei compagni. Darò tutto per portare il club a vincere”.

L’effetto Menti e la fiducia del Mister

Dalle realtà con poco seguito al calore infernale del Romeo Menti: il salto non è stato solo tecnico, ma ambientale. E la risposta del brasiliano è stata immediata.

“Venendo da una realtà con pochi tifosi al seguito, il pubblico l’ho potuto apprezzare sin da subito”, racconta Luz Dos Santos. “Una volta entrato in campo ho pensato solo a dare tutto. Appena il mister mi ha chiamato per l’esordio, mi si è acceso quel fuoco dentro per aiutare i miei compagni”.

Un esordio quasi inaspettato, reso possibile dalla fiducia cieca dello staff tecnico: “Il mister è una persona fantastica, mi sta insegnando tanto. Non mi aspettavo di giocare subito, ma la sua fiducia mi ha motivato tantissimo. Ho sentito la differenza negli allenamenti, l’intensità è diversa, ma ho avuto una fase di adattamento rapida anche se mi devo ancora abituare a tutto”.

La Juve Stabia ha trovato un nuovo guerriero: umile, affamato e con il “fuoco dentro”. Castellammare è pronta ad accoglierlo.

Juve Stabia, presentazione ufficiale Kevin Zeroli: “Mi ispiro a Bellingham. Darò tutto per questa maglia”

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È un mercoledì di volti nuovi e rinnovate ambizioni in casa S.S. Juve Stabia 1907. Nel primo pomeriggio di oggi, 14 gennaio, la sala stampa del “Romeo Menti” ha tenuto a battesimo due dei rinforzi della sessione invernale: Kevin Zeroli e Matheus Priveato Luz Dos Santos.

Sotto lo sguardo vigile del Direttore Sportivo Matteo Lovisa, i due calciatori hanno incontrato i media. Zeroli è stato il primo a prendere la parola e ha raccontato i dettagli di una trattativa lampo e le sue prime sensazioni con la casacca gialloblù.

“Qui per il progetto e per il mister”

L’ex capitano della Primavera del Milan non ha nascosto l’entusiasmo per la nuova avventura, sottolineando come la presenza dell’allenatore sia stata l’ago della bilancia. “A convincermi è stato senza dubbio il progetto tecnico,” ha esordito Zeroli, “oltre alla chiamata del mister che ha avuto un peso specifico notevole nella mia scelta, anche perché ci conoscevamo già. Questo ha reso tutto più semplice.”

L’impatto con la realtà stabiese è stato immediato e positivo, complice anche un esordio che ha subito rotto il ghiaccio: “Mi sono trovato benissimo fin dal primo minuto in campo. L’inserimento nel gruppo è stato naturale, mi hanno accolto tutti alla grande e credo che per un calciatore sentirsi a casa sia la base per fare bene.”

Il fattore “Menti” e lo sponsor Thiam

Castellammare non è una piazza nuova per il centrocampista, che aveva già assaggiato il calore del pubblico stabiese da avversario. “Quando venni qui con il Monza rimasi colpito dall’impatto del tifo, notai subito un ambiente caldissimo,” ricorda Zeroli. “Ora che sono qui, voglio dare il massimo per ripagare questo calore.”

A spingere il giocatore verso le falde del Faito c’è stato anche un “consigliere” d’eccezione: Demba Thiam. “Thiam mi ha parlato benissimo di questa società, confermandomi che anche lui si è trovato splendidamente. Ho capito subito che questo è l’ambiente giusto per crescere e, soprattutto, per incidere.”

Ispirazione

Dal punto di vista tattico, Zeroli ha le idee chiare sul suo ruolo e sui modelli da seguire. L’asticella è fissata molto in alto: “Il mio punto di riferimento? Mi piace moltissimo Bellingham. È quel tipo di giocatore capace di inserirsi con i tempi giusti e fare gol: cerco di prendere spunto da lui.”

Caratteristiche che il mister intende sfruttare appieno, come dimostrato nelle ultime uscite: “Sabato mi è stato chiesto di giocare il più vicino possibile a Candellone,” ha concluso il neo-acquisto, “l’obiettivo è sfruttare le mie caratteristiche offensive per supportare l’attacco.”

Con l’arrivo di Zeroli e Dos Santos, la Juve Stabia aggiunge freschezza e qualità alla rosa, pronta ad affrontare la seconda parte di stagione con rinnovata energia.

Nabucco di Giuseppe Verdi in scena al Teatro di San Carlo di Napoli

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La Stagione d’Opera 2025/2026 del Teatro di San Carlo di Napoli mette in scena Nabucco, dramma lirico di Temistocle Solera su musica di Giuseppe Verdi, in cartellone da domenica 18 gennaio (ore 17:00) fino a sabato 31 gennaio con cinque repliche.

Sul podio Riccardo Frizza, alla guida di Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. Firma la regia Andreas Homoki, al suo debutto al Lirico di Napoli, per una produzione dell’Opernhaus Zürich. Le scene sono di Wolfgang Gussmann che, con Susana Mendoza, cura anche i costumi. Le luci sono di Franck Evin.

È un duplice debutto per i ruoli principali, con Ludovic Tézier che, per la prima volta, è Nabucco, mentre Marina Rebeka Abigaille. Piero Pretti dà voce e volto a Ismaele, mentre Michele Pertusi è Zaccaria. Cassandre Berthon interpreta Fenena, Caterina Marchesini è Anna. Completano il cast Lorenzo Mazzucchelli nel ruolo del Gran Sacerdote e Francesco Domenico Doto, ex allievo dell’Accademia del Teatro di San Carlo, come Abdallo.

La rappresentazione del Nabucco è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa al San Carl con il sovrintendente e direttore artistico Fulvio Adamo Macciardi, il direttore d’orchestra Riccardo Frizza, il regista Andreas Homoki e i protagonisti del cast vocale.

Nella lettura di Homoki, l’azione scenica si colloca nel periodo in cui Verdi compose l’opera, ponendo l’accento sulle relazioni familiari come nucleo del dramma. In un tempo di grande crisi e radicale trasformazione, si svolge “la storia convulsa della famiglia formata da Nabucco e dalle sue due figlie – ha affermato il regista – Al sistema politeista dei babilonesi si contrappone ora, come ideale utopico, un sistema nuovo e moderno, incarnato dalla visione monoteista del mondo degli ebrei. Nel processo di avvicendamento tra l’antico e il nuovo, anche la famiglia finisce per spezzarsi. La polarità tra il nuovo ordine e quello antico si manifesta nello scontro tra la nuova borghesia e un’aristocrazia che, ai tempi di Verdi, era percepita come un’odiosa alleata del dominio straniero”.

Nabucco approda per la prima volta a Napoli nel 1848, un anno storicamente significativo, a cui la città e il suo Teatro partecipano con una singolare iniziativa: l’ultima delle recite viene preceduta da uno spettacolo il cui ricavato viene destinato alla “Santa causa Italiana”, in sostegno della guerra di liberazione. Tra le interpreti di Abigaille nelle riprese del XX secolo spicca, su tutte, una giovane Maria Callas, che arriva al San Carlo nel 1949 per l’Inaugurazione della Stagione Lirica. “Il teatro è già tutto esaurito. Che Iddio mi aiuti”, scrive in una lettera al marito Giovanni Battista Meneghini: “Pregalo, perché qui c’è molta aspettativa”.

Fonte AdnKronos

Juve Stabia, il manifesto del DS Lovisa: Voglio gente col fuoco dentro che vogliono lottare per questa maglia

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Non è stata una semplice conferenza di presentazione, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti. Alle 14:10 di oggi, nella sala stampa del Menti, il Direttore Sportivo Matteo Lovisa ha colto l’occasione dell’arrivo dei nuovi innesti per ridefinire i confini del progetto Juve Stabia.

Se i riflettori erano inizialmente puntati sui volti nuovi, Kevin Zeroli e Matheus Priveato Luz Dos Santos, è stata la voce ferma del direttore a dettare l’agenda dei prossimi mesi: identità, sacrificio e nessuna tolleranza per chi non sposa la causa al 100%.

Sangue nuovo e “Fame”

I due nuovi arrivati non sono stati scelti a caso. Lovisa è stato chiaro: la tecnica non basta.

“Presentiamo due ragazzi che abbiamo voluto fortemente. Oltre all’aspetto tecnico, hanno voglia di combattere: questo è un valore fondamentale per il nostro club.”

Un messaggio diretto allo spogliatoio e alla piazza: la maglia delle Vespe pesa e va onorata con l’agonismo, soprattutto in vista dell’obiettivo primario, quei 46 punti che significano salvezza e che la dirigenza vuole raggiungere il prima possibile.

Caso Stabile e la gestione dei “Malpancisti”

Il passaggio più caldo della conferenza ha riguardato il mercato in uscita. Lovisa non ha usato mezzi termini per spiegare l’addio di Stabile, lanciando un monito preciso. Nonostante le 13 presenze su 18 gare, il giocatore ha chiesto la cessione lamentando scarsa fiducia. La replica del DS è lapidaria e traccia una linea rossa invalicabile:

“Gente che ha malumori non ne vogliamo. Fin quando sarò io qui, la Juve Stabia verrà prima di tutto.”

Una gestione condivisa anche per le uscite di Reale, De Pieri e Zuccon. La porta è aperta, ma solo per chi non crede nel progetto. Per chi resta, l’imperativo è lottare.

Mercato: “Basta nomi da ultimo contratto”

Smentendo diverse voci di corridoio (“nomi che non corrispondono alla realtà”), Lovisa ha delineato l’identikit dei prossimi rinforzi. La Juve Stabia non cerca figurine in cerca di pensione, ma atleti affamati. Christian Dalle Mura, ultimo calciatore acquistato dalle Vespe, è stato citato come esempio di giocatore funzionale. Sulla continuazione della campagna di rafforzamento il D.S. conferma che in attacco si farà qualcosa anche se il direttore difende il reparto attuale (stessi gol della scorsa stagione) spronando però Burnete e Gabrielloni a trovare quella continuità finora mancata.

Società solida e appello ai tifosi

Rispetto al passato, il club respira un’aria diversa. Lovisa ha sottolineato come non ci siano obblighi di vendita e meno vincoli rispetto alle sessioni precedenti, ringraziando gli amministratori Scarpa e Ferrara per il lavoro svolto.

In vista della trasferta di Bari, definita una gara “spartiacque” in un ambiente complicato, e per tutto il girone di ritorno, l’appello alla città è accorato e maturo:

“Le persone non devono venire allo stadio per farmi un piacere o per farlo al mister, ma per far capire che Castellammare vuole veramente questa categoria.”

Il Futuro

Febbraio sarà il mese dei rinnovi, ma oggi conta solo il campo. Con una dirigenza che lavora “20 ore al giorno”, la Juve Stabia serra i ranghi. L’entusiasmo e la continuità saranno le armi per un girone di ritorno che non ammette distrazioni.

Juve Stabia: L’inaspettata partenza di Stabile subito avversario nella trasferta di sabato a Bari

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Se nel calcio esistono addii che sanno di liberazione e altri che sanno di rimpianto, l’asse di mercato Castellammare-Bari ne ha appena fornito l’esempio perfetto. Il 2026 della Juve Stabia si apre con un paradosso dal retrogusto dolceamaro: aver ceduto ai prossimi avversari due omonimi, Giacomo De Pieri e Giacomo Stabile, ma con stati d’animo diametralmente opposti.

Due addii, due pesi specifici

Se il trasferimento di Giacomo De Pieri è stato accolto dalla piazza come una necessità tecnica — un talento mai realmente esploso e poco incisivo alla causa gialloblù — quello di Giacomo Stabile ha il sapore crudele delle logiche di mercato, subito proprio a ridosso della delicata trasferta in terra pugliese.

Il difensore classe 2005 non era solo una promessa: nel girone d’andata si era imposto come uno dei giovani più brillanti del campionato. Pulizia negli interventi, letture tattiche precise e una personalità da veterano insolita per la sua età avevano convinto anche i tifosi più scettici. Stabile non era un semplice “under” da schierare, ma una colonna su cui Mister Ignazio Abate stava costruendo la solidità difensiva delle Vespe, entrato ormai in pianta stabile nelle rotazioni del mister.

La perplessità della piazza e l’incrocio pericoloso

Sui social e nei vicoli di Castellammare, la notizia non è stata digerita facilmente. Vedere un ingranaggio della difesa così ben oliato tornare alla base (Inter) per essere immediatamente girato a una diretta concorrente come il Bari — alla corte di Vivarini — ha lasciato un vuoto tecnico e un senso di perplessità.

Il destino, con la sua ironia, ha voluto che questo “scippo” tecnico avvenisse proprio alla vigilia dello scontro diretto. Sabato, al San Nicola, la Juve Stabia si troverà di fronte il suo recente passato: De Pieri, su cui resta la curiosità di capire se sboccerà lontano dal Menti (anche se non ha esordito nell’ultima gara) e Stabile che invece ha già esordito con i galletti e che, con molta probabilità, scenderà in campo da ex anche sabato.

Per il difensore sarà la prova del fuoco in un ambiente, quello barese, che naviga in acque agitate e cerca disperatamente certezze. Affronterà la squadra che lo ha lanciato tra i grandi e che lo avrebbe confermato volentieri fino a giugno.

La risposta di Lovisa: ecco Christian Dalle Mura

Tuttavia, il calcio non aspetta e la dirigenza stabiese non è rimasta a guardare. Se il tifoso vive di passione, la società risponde con la programmazione. L’amarezza per l’addio di Stabile è stata immediatamente mitigata dal colpo messo a segno dal DS Lovisa: l’arrivo di Christian Dalle Mura.

A differenza delle logiche dei prestiti che hanno portato via Stabile, qui si parla di patrimonio tecnico. Dalle Mura, 23 anni, arriva a titolo definitivo (di proprietà delle Vespe) portando in dote un bagaglio di esperienza in Serie B che rassicura l’ambiente.

Se sabato al San Nicola vedremo un ex con la maglia del Bari, vedremo anche una Juve Stabia che ha saputo voltare pagina in tempi record. La partenza di Stabile è già archiviata dalla certezza che il nuovo assetto difensivo, con l’inserimento in rosa di un esperto Dalle Mura, non farà rimpiangere il giovane talento perduto. Il mercato toglie, il mercato dà: ora la parola passa al campo.

Juve Stabia calciomercato: E’ fatta per il difensore Christian Dalle Mura

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Il mercato della Juve Stabia si accende con un colpo di prospettiva e sostanza che rinforza il reparto arretrato a disposizione di mister Abate. Il Direttore Sportivo Matteo Lovisa ha impresso un’accelerazione decisiva nel pomeriggio odierno, chiudendo un’operazione che covava sotto traccia già da qualche giorno e assicurandosi le prestazioni sportive di Christian Dalle Mura. Il difensore centrale classe 2002 arriva alle Vespe a titolo definitivo, segnando un passaggio importante nella strategia del club che punta con decisione sulla patrimonializzazione della rosa e sulla valorizzazione di profili giovani ma già esperti.

Dalle Mura torna così a disputare il campionato di Serie B dopo una parentesi con il Cosenza in Serie C, dove sotto la guida di Buscè ha trovato meno spazio del previsto. Con la maglia dei Lupi ha collezionato 9 presenze e fornito un assist nella sfida contro il Benevento, faticando però a inserirsi stabilmente nelle rotazioni titolari. Ben diverso era stato il suo impatto l’anno precedente, sempre in rossoblù ma nella serie cadetta, quando aveva messo insieme 23 partite dimostrando di poter reggere il peso della categoria. La scelta di sposare il progetto gialloblù nasce proprio dalla volontà condivisa di garantire al ragazzo continuità e un ambiente ideale per la crescita definitiva.

Le caratteristiche

Nato a Pietrasanta, in provincia di Lucca, il nuovo acquisto stabiese vanta una struttura fisica imponente grazie ai suoi 185 centimetri d’altezza. Mancino naturale, Dalle Mura è un centrale moderno dotato di ottima tecnica individuale e visione di gioco, caratteristiche che gli permettono di avviare l’azione direttamente dalla retroguardia con personalità. Curiosamente, la sua formazione atletica è iniziata sul parquet di un campo da pallacanestro, sport praticato per tre anni prima che la madre lo spingesse verso il calcio. Notato da Alberto Bernardeschi, osservatore della Fiorentina e padre dell’ex juventino Federico, ha compiuto tutta la trafila nel settore giovanile viola, arretrando progressivamente la sua posizione da centrocampista a difensore.

La Carriera

Il suo curriculum parla chiaro: esordio in Serie A nel 2020 contro la Spal e ben 67 presenze complessive in Serie B maturate con maglie gloriose come quelle di Reggina, Cremonese, Pordenone, Spal e Ternana. Proprio al Pordenone aveva già lavorato con Matteo Lovisa, disputando una stagione da protagonista con 17 presenze su 19 gare disponibili. A questo bagaglio nei club si aggiunge una prestigiosa trafila nelle nazionali giovanili azzurre, dall’Under 15 fino all’Under 21, con un totale di 44 presenze e 2 reti che testimoniano la stima costante dei tecnici federali nei suoi confronti.

Patrimonializzazione della rosa

L’innesto di Dalle Mura rappresenta una risposta immediata e di qualità alla partenza improvvisa di Giacomo Stabile verso Bari. Ancora una volta, il D.S. Matteo Lovisa ha dimostrato reattività, inserendo un tassello che incrementa il valore complessivo di una rosa che già sfiora i 22 milioni di euro. Nonostante un budget che si colloca tra i più contenuti della categoria, la Juve Stabia prosegue nella costruzione di un gruppo capace di generare plusvalore tecnico ed economico. Con la difesa ora puntellata, l’attenzione della piazza e della società si sposta verso l’attacco, in attesa di quel colpo nel ruolo di prima punta che possa alimentare ulteriormente i sogni dei tifosi gialloblù.

Juve Stabia, calciomercato: Edoardo Duca ai saluti, accordo raggiunto con il Lecco

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Si muove ancora il mercato in uscita della Juve Stabia. Nella giornata odierna, la società gialloblù ha definito l’accordo con il Lecco per il trasferimento di Edoardo Duca. L’operazione è stata conclusa sulla base di un prestito oneroso, permettendo al giocatore di cercare maggiore continuità lontano dalla Campania.

Pochi spazi in gialloblù

Arrivato la scorsa estate da svincolato dopo una lunga esperienza al Modena, l’avventura di Duca alla Juve Stabia non è decollata come sperato. Nonostante la sua duttilità tattica – il 28enne milanese nasce come jolly di centrocampo ma è spendibile anche in posizioni più esterne e avanzate (come successo nelle tre volte sceso in campo con le Vespe) – il suo impiego è stato estremamente limitato.

Sotto la guida tecnica di Abate, Duca ha collezionato appena 40 minuti complessivi, distribuiti in tre distinte apparizioni. Un minutaggio troppo esiguo per un giocatore nel pieno della maturità calcistica, che ha quindi spinto verso la soluzione del trasferimento per rilanciarsi.

La carriera: dalla gavetta alla Serie B

Il curriculum di Edoardo Duca racconta di una solida gavetta e di una crescita costante. Emerso nel 2016 con la maglia della Grumellese (Serie D), è passato poi alla Vogherese e successivamente al Pavia nella stagione 2018/2019.

La svolta arriva nel mercato invernale di quella stessa stagione con il trasferimento al Modena. In Emilia, Duca vive un percorso da protagonista: Ottiene subito la promozione tra i professionisti tramite ripescaggio; veste la maglia dei “canarini” in 106 occasioni tra Serie D, Serie C e Serie B.

Tra il girone di ritorno 2019/20 e l’intera annata 2020/21 gioca in prestito alla Pergolettese, dove mette a referto 32 presenze, 6 gol e 1 assist.

Tornato al Modena per il campionato 2021/2022, contribuisce alla cavalcata che porta gli emiliani alla promozione in Serie B.

Nuova sfida a Lecco

Ora, dopo la breve parentesi stabiese, per Duca si aprono le porte del Lecco. Il trasferimento in prestito rappresenta l’opportunità ideale per ritrovare il campo con regolarità e mettere la sua esperienza e versatilità al servizio della causa bluceleste.

Napoli, allarme meningite: ma l’ospedale smentisce

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Non ci sono focolai di meningite a Napoli. Lo ha reso noto l’Azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte l’ospedale Cotugno specializzato nella cura delle malattie infettive, a proposito dell’allarme lanciato attraverso alcuni app di una presunta diffusione di casi di meningite da Neisseria meningitidis (meningococco).

“I casi attualmente ricoverati presso l’Ospedale Cotugno presentano diverse matrici patogene e non sono riconducibili a un unico ceppo infettivo. Tale incidenza rientra nei flussogrammi stagionali attesi, in particolare alla luce del brusco cambio di temperature – comunica l’Azienda ospedaliera – si conferma un legame di conoscenza tra tre soggetti affetti da Neisseria meningitidis; uno dei quali giunto ieri in rianimazione, i restanti due da degenza in reparto in condizioni cliniche stazionarie”.

“L’assenza di correlazione cronologica tra le insorgenze non suggerisce l’ipotesi di una catena di contagio diretta. I pazienti sono ad ogni modo in fase di valutazione clinica e il Servizio di Igiene e Sanità pubblica dell’Asl sta completando i protocolli di screening e sorveglianza previsti”, si chiude la nota.

Fonte AdnKronos

Caserta, 13enne ucciso a coltellate: assolto l’unico imputato

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Dopo 13 anni, si chiude il processo. L’episodio era avvenuto il 7 aprile 2013, ad Aversa (Caserta), durante una lite tra giovanissimi

Ucciso in una lite a 13 anni: assolto l’unico imputato. La madre di Emanuele Di Caterino urla ‘vergogna’ contro i giudici. Si è chiuso poco fa il nuovo processo di appello nei confronti di un 29enne, all’epoca dei fatti ancora minorenne, accusato di aver accoltellato a morte il ragazzino di 13 anni.

L’episodio era avvenuto il 7 aprile 2013, ad Aversa (Caserta), durante una lite tra giovanissimi. Oggi, a distanza di quasi 13 anni e dopo diversi processi, i giudici della Corte di Appello di Napoli sono chiamati a mettere la parola fine a un procedimento giudiziario complesso. Come richiesto dal sostituto procuratore generale, però, i giudici hanno deciso di assolvere il 29enne, riconoscendogli dopo anni che si trattò di legittima difesa. Alla lettura del dispositivo, la madre del 13enne ha urlato “vergogna” contro i giudici.

Fonte AdnKronos

A. Musella: “Lovisa è competente nello scouting. La squadra è cresciuta sotto la guida di mister Abate”

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Alessandro Musella, figlio dell’indimenticabile capitano della Juve Stabia Nino Musella e oggi procuratore sportivo, è intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese per condividere un’analisi che intreccia l’emozione dei ricordi con una visione tecnica sul presente delle Vespe. Il suo intervento ha offerto uno spaccato profondo sul legame viscerale che unisce la sua famiglia alla città di Castellammare di Stabia, definita da lui stesso come il luogo in cui si sente veramente a casa.

Il Ricordo di Nino: Talento e Romanticismo
Musella ha ripercorso la carriera del padre, sottolineando come oggi sia difficile trovare calciatori con la sua qualità tecnica e fantasia, specialmente nelle categorie inferiori. Ha ricordato con precisione il “DNA” di Nino per i calci di punizione, citando la storica rete contro la Salernitana e la capacità di indirizzare il pallone esattamente dove voleva.
Riflettendo sul calcio degli anni ’80 e ’90, Alessandro ha evidenziato la figura di presidenti come Roberto Fiore (suo padrino di cresima), uomini d’onore per i quali una stretta di mano valeva più di un contratto scritto, contrapponendoli alla figura moderna del procuratore, oggi necessaria a causa della velocità e della complessità degli interessi economici nel calcio attuale. Ha inoltre espresso il rammarico per la finale del 1994 contro la Salernitana, convinto che a organici completi e senza le pesanti squalifiche in difesa, la Juve Stabia avrebbe potuto avere la meglio.

La Juve Stabia Moderna: Il Modello Lovisa-Abate
Passando all’attualità, Musella ha espresso un plauso convinto al Direttore Sportivo Matteo Lovisa. Secondo il procuratore, il successo della Juve Stabia non è frutto del caso ma di una grande competenza nello scouting, capace di scovare talenti dove altri non hanno il coraggio di guardare. Ha citato come esempio emblematico Dos Santos, passato in breve tempo dal calcio a 8 e dall’Eccellenza alla Serie B, a dimostrazione di una società capace di far lievitare il valore del proprio organico (passato da circa 2 a 21 milioni di euro).
Su Ignazio Abate, Musella ha dichiarato:
• È stata una scelta coraggiosa affidare una squadra giovane a un tecnico altrettanto giovane.
• Abate sta dimostrando di essere un allenatore “vivo”, capace di far esprimere un bel calcio alla squadra e di tenerla sempre in partita.
• Nonostante la giovane età, Musella intravede per lui una carriera da allenatore potenzialmente superiore a quella, già importante, avuta come calciatore.

Il Mercato e la Serie B
In merito al mercato invernale, Musella lo ha definito un “turbinio” in cui ogni movimento a catena può condizionarne altri. Ha sottolineato che per una realtà come la Juve Stabia, l’inserimento di nuovi elementi a gennaio deve essere ponderato per non rompere gli equilibri di uno spogliatoio sano, suggerendo che i colpi migliori siano quelli preparati con anticipo. Sulla Serie B attuale, ha osservato che si tratta di un campionato estremamente equilibrato e avvincente, dove la costanza nei risultati è l’unica vera dimensione della forza di una squadra.

Le parole di Alessandro Musella ricordano che il calcio è un albero che può dare frutti solidi nel presente solo se le sue radici sono profondamente intrecciate nel rispetto e nella memoria della propria storia.

La notte in cui le Vespe conquistarono il San Nicola: Cronaca di un esordio leggendario

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Quella “dolce notte d’estate 2024” allo stadio San Nicola rimarrà scolpita per sempre nella memoria e nel cuore dei tifosi della Juve Stabia. Non è stata solo una vittoria; è stata la dichiarazione d’intenti di una neopromossa che non aveva alcuna intenzione di fare la comparsa, ma che era arrivata per recitare un ruolo da protagonista.

Il crollo del tabù

La squadra di Guido Pagliuca, tornata in cadetteria con l’entusiasmo trascinante di chi ha dominato la Serie C, si era presentata a Bari con lo sguardo di chi non aveva nulla da perdere e tutto da dimostrare. Doveva essere una serata difficile, contro una corazzata biancorossa ferita e vogliosa di riscatto, in uno dei templi sacri del calcio italiano.

Invece, le Vespe hanno riscritto la storia. Per la prima volta in assoluto, la Juve Stabia era riuscita a vincere la gara d’esordio in Serie B. Farlo al San Nicola, ammutolendo migliaia di tifosi avversari, conferì a quell’impresa un sapore non solo dolce, ma leggendario.

Il manifesto tattico di Pagliuca

Mentre l’atmosfera sugli spalti ribolliva di passione, in campo andava in scena una lezione di calcio moderno. Il tecnico toscano disegnò una squadra corta, aggressiva e dannatamente coraggiosa. Nessun timore reverenziale, nessuna barricata.

Quel netto 1-3 finale è stato il manifesto tattico del “Pagliuca-ball”: Undici uomini che correvano l’uno per l’altro con un pressing alto per soffocare le idee avversarie sul nascere e trasformare l’azione da difensiva a offensiva con precisione chirurgica.

I protagonisti della svolta

Non furono solo gol, ma vere e proprie scintille. Le reti di Bellich e Folino hanno rappresentato l’essenza di quella squadra: difensori capaci di offendere, ingranaggi perfetti di una macchina oliata. E mentre l’attacco pungeva, la retroguardia ergeva un muro invalicabile, guidata da un Demba Thiam monumentale, che ha iniziato a blindare la porta stabiese con la sicurezza e il carisma dei grandi veterani.

L’antipasto di una stagione fantastica

Chi quella sera pensò a un colpo di fortuna estivo, o a un caso isolato, dovette presto ricredersi. Quella notte pugliese è stata l’antipasto perfetto di un’annata straordinaria. La festa incredibile sotto il settore ospiti al triplice fischio non era la celebrazione di una singola vittoria, ma l’inizio di un viaggio.

Quella Juve Stabia, nata tra lo scetticismo generale, ha dimostrato di poter lottare stabilmente nelle zone nobili della classifica, trascinata dall’energia di un gruppo granitico che non ha mai smesso di credere nell’impossibile. Le Vespe erano tornate non solo per restare, ma per stupire l’Italia intera.

Bari – Juve Stabia: Il 2026 in trasferta inizia in Puglia. Caccia al colpo esterno tra ambizione e realismo

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I calici sono stati posati, l’eco dei brindisi di capodanno allo Stadio Romeo Menti si è affievolito ed è tornato il tempo di riallacciare gli scarpini per volare lontano da Castellammare di Stabia. Per la Juve Stabia, le trasferte del 2026 non potevano presentare un biglietto da visita più affascinante e complesso: la prima trasferta dell’anno porta le Vespe sul prestigioso palcoscenico del San Nicola di Bari.

Non è solo una partita, è un esame di maturità. Una trasferta che profuma di calcio vero, ma che rappresenta soprattutto il primo vero banco di prova per misurare la temperatura delle ambizioni gialloblù in questo nuovo ciclo solare.

L’eredità del 2025: un anno indimenticabile

L’anno appena concluso resterà scolpito nella pietra miliare della storia stabiese. Il 2025 è stato l’anno della consacrazione, dei sogni realizzati e di una stabilità ritrovata ai vertici del calcio che conta. Tuttavia, l’analisi tecnica lascia in eredità un dato incontrovertibile: se tra le mura amiche del “Menti” la Juve Stabia si è trasformata spesso in una macchina perfetta, lontano da Castellammare il motore ha talvolta faticato a girare al massimo dei giri.

Il mal di trasferta e i lampi di luce

Il rendimento esterno è il vero tema su cui si gioca il salto di qualità. Guardando allo specchietto retrovisore, il 2025 ha regalato poche, seppur pesantissime, gioie piene lontano da casa: La vittoria di Cesena e il blitz di La Spezia.

Successi arrivati sotto due guide tecniche diverse, prima con Guido Pagliuca e poi con Ignazio Abate, a testimonianza che il DNA combattivo c’è, ma va attivato con più costanza. Iniziare il 2026 a Bari è l’occasione perfetta per dare un segnale di rottura con il passato recente.

Tuttavia, dipingere il rendimento esterno come totalmente negativo sarebbe ingeneroso e analiticamente scorretto. Se è vero che le vittorie sono state rare, è altrettanto vero che le Vespe hanno dimostrato carattere, raccogliendo punti pesanti su campi minati: Cremona, Mantova, Spezia (la scorsa stagione), Chiavari, Brescia, Padova, Catanzaro e Cesena (in questa stagione) sono tappe dove la squadra ha saputo soffrire e strappare risultati utili.

Bari: l’asticella si alza

Ora c’è il Bari. Un avversario tosto, costruito per vincere, spinto da un pubblico che non ha bisogno di presentazioni. Uscire dal “San Nicola” con il bottino pieno sarebbe quel colpo da novanta che infiamma la piazza e riscrive le gerarchie mentali del campionato. Ma, con il realismo che contraddistingue la serie cadetta, tornare a casa con un punto da uno stadio così ostico resterebbe “materia interessante” per la classifica e per il morale.

“Difficile, non impossibile”

Mentre il pullman della squadra si prepara a imboccare l’autostrada in direzione Puglia, a Castellammare il clima è elettrico. C’è un misto di prudenza e adrenalina che pervade i vicoli della città e le bacheche dei social network. I tifosi sanno che la sfida è ardua, ma la fiducia nei propri beniamini è intatta.

Il mantra che accompagna le Vespe in questo viaggio è uno solo: difficile, sì, ma certamente non impossibile. Il 2026 comincia ora: palla al centro e che vinca il migliore.

L’AZZURRO PENSIERO. Napoli “grande carattere”. McTominay riprende due volte l’Inter

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Una notte di altissima intensità, una battaglia tattica e fisica che conferma le ambizioni delle due regine del campionato. A San Siro, Inter e Napoli si spartiscono la posta in palio al termine di un 2-2 vibrante, deciso dalla doppietta di un monumentale Scott McTominay e dalla resilienza dei campioni d’Italia in carica.

Il film della partita: botta e risposta

Il match si accende subito su ritmi forsennati. È l’Inter a rompere l’equilibrio grazie a una fiammata di Federico Dimarco: l’esterno nerazzurro trova il diagonale vincente che trafigge la difesa azzurra e fa esplodere lo stadio. Il Napoli, però, non barcolla. La squadra di Conte (oggi rappresentata in panchina da Stellini dopo l’espulsione del tecnico leccese nel finale) reagisce con ordine e prima della mezz’ora trova il pari: Scott McTominay brucia tutti sul tempo con un inserimento perfetto e un anticipo sotto misura che vale l’1-1.

Nella ripresa la sfida si fa ancora più spigolosa. Al minuto 73, l’episodio che sembra girare il match: contatto in area azzurra e calcio di rigore per l’Inter. Sul dischetto va lo specialista Hakan Calhanoglu, che con la solita precisione chirurgica infila l’angolo basso portando i nerazzurri sul 2-1. Ma questo Napoli ha la pelle dura. A dieci minuti dal fischio finale, Noa Lang pennella un cross invitante verso l’area: McTominay si coordina magistralmente e, con un esterno destro al volo, firma la sua doppietta personale e il definitivo 2-2.


Le voci dal campo

Il commento di Stellini (Vice allenatore Napoli)

In assenza di Conte, è il suo vice a presentarsi ai microfoni, visibilmente soddisfatto della tenuta mentale del gruppo:

“È un risultato importante, conquistato con carattere, anche perché venivamo da una settimana non semplice. Riuscire a rimontare una squadra di qualità come l’Inter e reagire sempre al vantaggio è un grande merito che evidenzia la nostra solidità.”

Stellini ha poi sottolineato l’orgoglio di difendere il titolo:

“Abbiamo dimostrato di valere il tricolore che portiamo sul petto. Dopo il 2-1 dell’Inter abbiamo espresso una brillantezza fisica che ci ha permesso di chiudere in avanti. Dobbiamo proseguire con questa mentalità.”

Il capitano Giovanni Di Lorenzo

“È stata una bella battaglia sportiva e il pareggio è il risultato più giusto. Nonostante fossimo sotto due volte, abbiamo reagito da squadra vera. Il mister ci ha fatto i complimenti: avevamo preparato la gara con attenzione e oggi ne usciamo con ancora più fiducia e consapevolezza.”

L’entusiasmo di Rasmus Hojlund

L’attaccante danese, pur non avendo trovato la via del gol, è apparso sempre nel vivo del gioco:

“Sono soddisfatto della prestazione. Mi spiace per quell’occasione a inizio ripresa, ma mi sento molto migliorato da quando sono a Napoli. Conte mi sta aiutando tantissimo e mi sto immergendo in una dimensione bellissima; sono carico per dare il massimo in questa stagione.”


Analisi finale

Il Napoli esce da San Siro con una certezza: la condizione atletica è al top. La capacità di finire il match in crescendo, schiacciando l’Inter nella propria metà campo negli ultimi minuti, è il segnale più incoraggiante per la corsa scudetto. Per l’Inter resta il rammarico di non aver saputo gestire il vantaggio, ma la consapevolezza di aver dato vita a uno degli scontri diretti più spettacolari della stagione.

Juve Stabia, l’amaro in bocca per la beffa dell’ex: ora testa al Bari per non ripetere “l’errore Genova”

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La Juve Stabia esce dall’ultimo turno di campionato con una sensazione agrodolce, un mix di orgoglio per la prestazione e di rabbia per quel traguardo svanito proprio sul più bello. La sfida contro il Pescara è stata una giostra di emozioni, una partita bella, viva e ricca di colpi di scena, che però ha lasciato in eredità un pareggio che sta stretto per le modalità, ma che alla fine risulta giusto per quanto visto in campo.

La legge dell’ex e le difese allegre

A cancellare un gustoso “+3” dalla classifica gialloblù ci ha pensato il destino, sotto le sembianze di Lorenzo Sgarbi. Il gol dell’ex, arrivato a pochi minuti dal termine, è stata una doccia fredda che ha beffato la squadra di Ignazio Abate, rea forse di non aver chiuso prima una gara dove i gol potevano essere decisamente molti di più. Va detto con onestà: se lo spettacolo ne ha giovato, è stato anche “merito” di due difese tutt’altro che ermetiche, che hanno concesso ampi spazi agli attacchi avversari.

Obiettivo Bari: lezione imparata?

Ora però non c’è tempo per i rimpianti. Bisogna archiviare la pratica Pescara e focalizzarsi immediatamente sulla sfida di sabato. Il calendario mette le Vespe di fronte al Bari di Vivarini, una squadra che — classifica e prestazioni alla mano — non sta vivendo un periodo di forma esaltante.

È proprio qui che la Juve Stabia deve dimostrare di essere cresciuta. Il punto di svolta mentale deve essere chiaro: non commettere l’errore fatto a Genova. Contro la Sampdoria, le Vespe affrontarono una squadra in difficoltà (che ancora oggi, nonostante un mercato di gennaio importante, non ha risolto i suoi problemi, come dimostra la recente sconfitta al “Partenio”), ma l’approccio non fu quello giusto. Se Genova è stato l’errore da non ripetere, la trasferta di La Spezia deve essere invece il faro da seguire: rispetto per l’avversario, ma consapevolezza dei propri mezzi.

Uscire dal “San Nicola” indenni: non è un’utopia

Se il Bari è quello visto nelle ultime uscite, pensare di fare punti al “San Nicola” non è affatto un’utopia. Certo, facile a dirsi e più difficile a farsi in un torneo dove nulla è scritto, ma la squadra di Abate ha il dovere di provarci e di giocarsi le sue carte a viso aperto. Tuttavia, i problemi in casa gialloblù non mancano e vanno analizzati con lucidità.

Rosa Corta: Tra infortuni e partenze, la coperta è corta, specialmente nei reparti nevralgici di attacco e difesa.

Mal di trasferta: Fare risultato lontano dal Menti è diventata una salita ripida, anche se la prestazione di Cesena lascia intravedere segnali di speranza.

Conclusione: Pensare positivo

Sicuramente i “Galletti” proveranno a scacciare le nuvole nere sfruttando il fattore casa e il blasone, ma la Juve Stabia non deve partire battuta. Nonostante le difficoltà numeriche, bisogna approcciare la gara con la convinzione che il difficile non significa impossibile. Anzi, deve essere visto come qualcosa di fattibile, provando a rievocare lo spirito di quella meravigliosa notte di fine estate in cui le Vespe dimostrarono a tutti di poter volare alto.