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Alvini: “Non c’è stato miglioramento”

Alvini in Sala Stampa dopo la sconfitta casalinga con la Reggina dice di non aver sbagliato ma non c’è stato miglioramento

“E’ mancata la finalizzazione di certe azioni in zona gol. E’ questa la situazione che oggi non è stata positiva. La Reggina è squadra più forte, si conosce di più. Carretta si è fatto male seriamente. Creiamo qualcosa di importante ma prendo atto che non finalizziamo e lavoreremo”.

Sgarbi“Grazie ai compagni come Angella ci stiamo affiatando bene. Non abbiamo subito tanto. Peccato per quei due episodi”

Parla anche l’allenatore della Reggina Alfredo Aglietti: 

Aglietti

“La classifica non la guardo, adesso serve solo seminare. Siamo andati in vantaggio subito ma sapevamo della grande intensità che ci mette il Perugia. Il secondo tempo abbiamo gestito bene contro una squadra in salute. Era difficile contro questo Perugia dai ritmi frenetici. Le situazioni preparate le abbiamo sfruttate bene. Colpito il Perugia, che concede poco e niente, nei momenti giusti. Meno occasioni del solito ma siamo stati bravi anche ad addormentare la gara verso il finale. Quanto a noi dobbiamo a nostra volta mantenere questo ritmo”.

 

Carmine D’Argenio, Autore a VIVICENTRO

Messina: varata la nuova nave della Guardia Costiera

Ha avuto luogo oggi, 28 ottobre, a Messina, la consegna della nuova nave della Guardia Costiera, “Roberto ARINGHIERI”, seconda di una nuova classe di unità navali denominata “Angeli del Mare”. Le nuove navi, progettate per la ricerca e il salvataggio in mare, sono dedicate al personale del Corpo che ha perso la vita durante il servizio e a cui è stata conferita la medaglia d’oro per l’altissima professionalità ed il senso del dovere. Alla consegna dell’unità, sarebbe dovuta seguire una cerimonia ufficiale di presentazione, con la partecipazione del Comandante Generale e dei familiari del militare a cui la nave è dedicata, ma l’evento è stato rinviato a causa delle drammatiche condizioni meteorologiche che stanno interessando la Sicilia orientale.

La consegna odierna di nave Aringhieri consentirà di avviare il previsto periodo di familiarizzazione da parte dell’equipaggio, per rendere la nave, affidata al comando del Tenente di Vascello Arturo Incerti, quanto prima operativa.

Il Tenente di Vascello Roberto ARINGHIERI, perse la vita esattamente 26 anni fa, il 28 ottobre del 1995, mentre operava quale componente di un team ispettivo incaricato di verificare il carico trasportato da un mercantile straniero. Circostanze drammatiche, queste, in virtù delle quali gli è stata successivamente conferita la medaglia d’oro al merito di Marina.

Egli, infatti, recita la motivazione della medaglia, “…aveva chiesto ed ottenuto di essere imbarcato su Unità navale assegnata a missione multinazionale di pace durante il conflitto iugoslavo. Nel corso di una impegnativa operazione di polizia marittima, si offriva volontario prodigandosi con generoso slancio, nonostante le avverse condizioni ambientali, per aprire la strada al successivo impiego della squadra. In tale circostanza rimaneva vittima di mortale incidente”.

La Nave “Roberto ARINGHIERI”, così come la gemella “Natale DE GRAZIA”, prima della classe, risponde alle caratteristiche di una nuova tipologia di navi pensate e progettate per assolvere al compito più importante che la storia e la legge affidano alla Guardia Costiera: la ricerca e il soccorso in mare, una missione, che la nuova unità potrà svolgere anche in condizioni meteomarine estreme.

Eccellenza della cantieristica italiana e vanto delle capacità marinaresche del nostro Paese, si distingue per essere una delle navi del comparto SAR (Search and Rescue) più grandi al mondo, nonché la più lunga imbarcazione “autoraddrizzante” ed “inaffondabile” mai costruita in Italia. La “Aringhieri”, con i suoi 10 uomini di equipaggio, rappresenta il meglio della tecnologia navale di oggi, con propulsione e strumenti di comunicazione all’avanguardia. Una nave di oltre 33 metri con un sistema avanzato di comando e controllo che assicura maggiore autonomia, maggiori capacità ricettive e una migliore logistica per l’equipaggio e per il ricovero di naufraghi. Ha una velocità massima di oltre 31 nodi e, alla velocità di 28 nodi, garantisce un’autonomia di oltre 1.000 miglia nautiche. (scheda tecnica di approfondimento dell’unità in allegato)

La nave è stata costruita negli stabilimenti di Messina, dai Cantieri Navali Intermarine spa (Gruppo Immsi) di Sarzana ed è stata realizzata con fondi europei nell’ambito dei Fondi Sicurezza Interna 2014-2020 – Azione specifica 70.2.AS2

“TEMPESTATE MARIS SPE VOLAT” : “(La Nave, ndr.) nella tempesta del mare vola con speranza” è il motto ufficiale dell’unità, che esprime, grazie all’autorevolezza della lingua latina, il senso di appartenenza al Corpo di ARINGHIERI, ed il lascito alle nuove generazioni ed a quanti, come lui, fanno parte del grande equipaggio della Guardia Costiera, che ogni giorno opera a servizio della collettività.

Adduso Sebastiano

(VIDEO IN ELABORAZIONE)

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Arrestato giovane per spaccio di cocaina

Con una operazione da manuale, in relazione alle linee guida del “controllo del territorio e della prevenzione e repressione dei reati”, la Polizia di Stato di Palermo ha tratto in arresto uno spacciatore e sequestrato numerose dosi di cocaina, impedendone di fatto l’immissione nelle fiorenti piazze di spaccio cittadine.

Il prologo dell’arresto e del sequestro di stupefacente è stato un normale controllo su strada da parte delle Nibbio, gli equipaggi a bordo di ciclomotore dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

I poliziotti, a tarda sera e ad un incrocio semaforico, hanno notato a bordo di un ciclomotore due giovani, uno dei quali senza casco. La circospezione usata dai giovani nel guardarsi attorno durante la sosta semaforica e la veloce ripartenza al “verde”, hanno fatto ritenere agli agenti che i centauri potessero nascondere responsabilità ben più gravi rispetto all’assenza del casco.

Le moto della Polizia di Stato hanno così, in breve, raggiunto i due giovani e gli agenti hanno avviato un controllo di polizia.

I due, entrambi diciannovenni della Zisa, hanno motivato il nervosismo, asserendo di esser preoccupati per altre inadempienze al Codice della Strada.

Il reale motivo di tanta preoccupazione sarebbe emerso nel corso del controllo ed in particolare quando il conducente è stato invitato a consegnare il contenuto del marsupio portato a tracolla.

Dopo un iniziale tentennamento, il giovane ha consegnato 23 dosi di cocaina e due telefoni cellulari: praticamente tutto il necessario per ricevere richieste di droga e soddisfarle nel più breve tempo possibile. Per sua stessa ammissione, i cellulari servivano a ricevere richieste ed a partecipare a chat ove, con frasi più o meno criptiche, sembrava che vi fossero riferimenti allo stupefacente.

Il giovane conducente ha assunto su di sé l’esclusiva responsabilità della detenzione ai fini di spaccio dello stupefacente ed ha raccontato agli agenti di averlo acquistato poco prima in una zona cittadina periferica con l’intenzione di trasportarlo e spacciarlo nel suo quartiere.

La droga ed il mezzo sono stati sequestrati, il conducente tratto in arresto. Indagini sono in corso per risalire alla provenienza ed alla destinazione dello stupefacente.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Perugia – Reggina 0 – 2 live primo tempo

Perugia – Reggina 0 – 1 (4′ pt Galabinov, 44′ pt Bellomo)

Perugia: Chichizola, Angella, Sgarbi, Zanandrea, Ferrarini, Segre, Ghion, Lisi, Kouan, De Luca, Matos. A disposizione : Fulignati. Rosi, Gyabuaa, Carretta, Burrai, Murano, Murgia, Dell’Orco, Vanbaleghem, Curado, Falzerano, Santoro. Allenatore: Massimiliano Alvini

Reggina: Turati, Cionek, Stavropoulos, Loiacono, Di Chiara, Laribi, Bianchi, Crisetig, Bellomo, Galabinov, Rivas. A disposizione: Micai, Amione, Menez, Ricci, Regini, Denis, Montalto, Lakicevic, Hetemaj, Cortinovis, Tumminello, Liotti. Allenatore: Alfredo Aglietti

Il Perugia cambia probabilmente anche meno di quanto previsto e fatto trapelare da Alvini in Conferenza pre gara. Zanandrea in luogo di Dell’Orco. Sgarbi dentro come nelle ultime apparizioni. Con il rientro di Lisi Ferrarini prende il posto di Falzerano.

Il Perugia parte forte da destra. Al primo minuto e mezzo sono già un paio i tentativi, ultimo con lo sganciato Sgarbi. Al 4′ è però la Reggina a passar con spizzata di testa di Galabinov. Trovata la perfezione nella discesa della palla all’angolo. Esecuzione di slancio perfida al veleno per il Grifo.

Al 15′ Matos invece di schiacciare, alza di testa.

Il gol mette in difficoltà la squadra di casa, perchè gli ospiti sono tosti e ben messi al pari dei Grifoni, e ciò gli consente come al 21′ di uscir lucidi fin nuovamente dalle parti di Chichizola, che su tiro debole copre il suo palo.

Sul tramonto del primo tempo al 44′ Bellomo ancora da sinistra in rete con palla a mezz’altezza che grazie al leggero esterno supera di quel tanto che basta i due difensori biancorossi piazzati

 

Carmine D’Argenio, Autore a VIVICENTRO

Manovra, via libera dal Consiglio dei ministri: interventi per 30 Mrd

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Manovra. Il governo ha approvato la legge di Bilancio per il 2022 per circa 30 miliardi: Uno al Reddito di cittadinanza. 185 gli articoli contenuti nella bozza. VIDEO

Dopo 4 ore di serrate discussioni che hanno fatto continuare a slittarne la conclusione, e la susseguente conferenza stampa, è giunto il via libera dal Consiglio dei ministri alla legge di Bilancio per il 2022.

Tra i punti salienti, e più caldo, per i pensionamenti si è concordata una Quota 102 solo nel 2022 e fondo da 600 milioni in tre anni per anticipare a 62 anni il pensionamento nelle Pmi in crisi. Il tutto affiancato da una decontribuzione per lavoratrici madri, e dall’Inpgi che passa all’Inps. Poi c’è la detrazione al 20% sull’affitto dei giovani.

Tra le misure, oltre l’intervento sulle pensioni e il reddito, il rinvio della sugar e plastic tax, i congedi per i papà, il rinnovo dei bonus edilizi, i fondi per la sanità e anche per il Giubileo 2025.

La legge di bilancio dovrebbe prevedere misure per circa 30 miliardi. Il Documento programmatico di bilancio (Dpb) prevede risorse in deficit per 23,4 miliardi.

Sul tavolo dell’esecutivo non è finita invece la legge sulla concorrenza, che era data sul traguardo per oggi e invece slitta alla prossima settimana.

Manovra consiglio dei ministri: il testo della Bozza (pdf)

A seguire, vi riportiamo alcuni video della conferenza post Consiglio dei Ministri.

Ausiliari del traffico con pendenze; indagini e provvedimenti

Operazione pulizia da parte del Comune di Castellammare

 

La scoperta

 

Il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino, ha annunciato la revoca del contratto di alcuni ausiliari del traffico per aver dichiarato il falso; gli accusati hanno certificato di non avere nessun tipo di pendenza (cosa non vera), così il Sindaco ha preteso approfondimenti prima di prendere una decisione definitiva.

Negli scorsi giorni, una delle persone accusate ha ricevuto una misura cautelare in ambito di un’operazione diretta dalla dda per il contrasto alla criminalità organizzata.

 

Un segnale di legalità

 

Le indagini, fortemente volute dal sindaco Cimmino, sono indice della trasparenza e delle buone intenzioni del Comune nel voler fare le cose nel modo giusto; molto spesso capita che nel mondo la meritocrazia non venga applicata per fare spazio ad altri metodi di selezione, quindi vedere giustizia nei confronti di gente non meritevole è segno che nessuno di noi deve abbandonare la speranza.

 

Ausiliari del traffico con pendenze; indagini e provvedimenti/Antonio Cascone/redazionecampania

NAPOLI-BOLOGNA 3-0 (10^ giornata di campionato, RILEGGI LIVE)

NAPOLI-BOLOGNA TERMINA SUL RISULTATO DI 3-0

Un Napoli straripante vince e convince, Bologna letteralmente asfaltato.

87’min. Victor James Osimhen con un colpo di testa da calcio d’angolo per pochissimo non trova la rete del 4-0. Palla che sfiora il palo.

86’min. Fuori Mario Rui e dentro Ghoulam.

83’min. Dopo un’azione corale degli azzurri, Diego Demme crossa in mezzo per Victor Osimhen che impatta la palla al volo di testa. Tentativo che termina docile nelle mani del portiere avversario.

81’min. Fuori Barrow e Hickey per Van Hooijdonk e Dijks.

74’min. Napoli: fuori Elmas e Anguissa per Mertens e Demme. Bologna: fuori Vignato e Dominguez per Sansone e Binks.

72’min. Ancora Napoli, ancora Anguissa. Il centrocampista camerunense prova la conclusione dalla media distanza e scheggia la traversa. Azzurri vicini al 4-0.

64’min. Fuori Insigne e Lozano per Zielinski e Politano.

62’min. GOOOOOOOOL, LORENZOOOOO INSIGNEEEEE! Il capitano va dal dischetto e batte nuovamente il portiere del Bologna. Napoli-Bologna 3-0.

60’min. Ancora una volta Victor Osimhen protagonista, infatti il nigeriano si procura il secondo calcio di rigore di giornata.

58’min. Victor Osimhen, dopo aver ricevuto palla da un compagno al limite dell’area, si gira repentinamente e tenta la conclusione ad incrociare sul secondo palo. La palla però rotola di poco aldilà del palo.

52’min. Prima occasione del match per il Bologna. Musa Barrow è bravo ad aggirare Di Lorenzo, a rientrare verso l’interno dell’area di rigore ma è meno bravo nella conclusione a giro che finisce sul fondo.

46’min. Le squadre rientrano in campo. Si riparte dal punteggio di 2-0.

TERMINA IL PRIMO TEMPO
NAPOLI-BOLOGNA 2-0
Prima frazione di gioco che termina sul risultato di 2-0 per i padroni di casa. Fin qui gara dominata in lungo e in largo dal Napoli, Bologna non pervenuto.

SEGNALATO 1′ MINUTO DI RECUPERO

41’min. GOOOOOOL, LORENZOOOOO INSIGNEEEEE! Il capitano azzurro torna finalmente al gol su calcio di rigore dopo gli ultimi errori dagli 11 metri.

39’min. Sull’episodio il VAR richiama il direttore di gara al monitor a bordo campo per rivedere il contatto. Arbitro che, dopo un’attenta analisi, assegna il rigore per i padroni di casa ed ammonisce l’autore del fallo per proteste.

38’min. Il capitano azzurro Lorenzo Insigne cerca di servire Victor Osimhen in area di rigore, ma il tentativo di cross viene ostacolato dal contrasto aereo del nigeriano con Medel che alza un po’ troppo il braccio.

34’min. Altra opportunità per il Napoli di portarsi sul 2-0 con Mario Rui. Frank Anguissa, dopo aver ricevuto una palla che non gli spettava, serve Mario Rui che da posizione non ottimale tenta una conclusione affrettata, di conseguenza la palla vola alta fuori dal campo.

25’min. Il Napoli prova ad allungare le distanze con il tentativo di Frank Anguissa dai 20mt. che, però, si spegne di non molto aldilà del palo.

18’min. GOOOOOOOOOL, FABIAAAAAAN RUIIIIZ! L’andaluso porta in vantaggio il Napoli con una perla dal limite dell’area di rigore su assist di Elmas. Fabian Ruiz porta, così, a 3 le marcature stagionali fin qui, ennesimo gol a giro.

14’min. Contropiede non concretizzato dal Napoli. Dopo aver recuperato palla in mezzo al campo, gli azzurri vanno in profondità su Victor Osimhen che pesca con i giri giusti Lorenzo Insigne, il quale tenta un pallonetto che però non impensierisce più di tanto la retroguardia rossoblu.

1’min. Le squadre sono in campo. L’arbitro fischia l’inizio di Napoli-Bologna. Buon match a tutti.

Signore e signori, lettori di Vivicentro.it, benvenuti alla live testuale della sfida Napoli-Bologna, valevole per la 10^ giornata di Serie A Tim 2021/22. Tutto pronto allo stadio “Maradona” di Napoli per il calcio di inizio fissato alle ore 20:45. Segui la partita insieme a noi.

https://twitter.com/sscnapoli/status/1453777561088057355

https://twitter.com/BfcOfficialPage/status/1453779300398903297

Diana Carosella assessore; nomina da poco resa ufficiale

Dopo la carica di assessore per la scuola, si aprono le porte di una nuova ed altrettanti importante carica per Diana Carosella

 

Nuova nomina

 

La professoressa Diana Carosella è stata nominata nuovo assessore alla cultura, turismo e marketing territoriale del comune di Castellammare di Stabia; dopo aver rivestito la carica di assessore per la scuola e aver portato avanti la candidatura della città stabiese come Capitale italiana della cultura 2022 adesso le aspettano nuovi compiti e nuove responsabilità.

 

L’entusiasmo del Sindaco

 

Gaetano Cimmino si è detto entusiasta della nomina della professoressa, ritenendola un valido aiuto per lo sviluppo culturale del territorio, da sempre considerato l’arma più potente contro la camorra e contro ogni forma di criminalità.

Il tempo ci dirà se e quanto il lavoro della Carosella risulterà decisivo al miglioramento delle condizioni della città, anche se i presupposti, come al solito, ci sono.

 

Diana Carosella assessore; nomina da poco resa ufficiale/Antonio Cascone/redazionecampania

 

Truffe nel settore agricolo: controlli dei Carabinieri in tutta l’Isola

Nel corso del corrente anno, i Carabinieri di Sicilia hanno effettuato un’imponente attività di verifica per contrastare le truffe all’INPS perpetrate attraverso i falsi braccianti agricoli e le indebite percezioni del reddito di cittadinanza, mettendo in campo i Carabinieri delle Stazioni e quelli dei Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro.

Il bilancio dell’ultimo anno, in relazione alle indagini sviluppate in Sicilia dai Comandi Provinciali dell’Arma, è stato di 880 persone deferite all’Autorità Giudiziaria, di cui 52 in stato d’arresto, bilancio che testimonia l’incessante impegno dell’Arma nel settore, che ha consentito all’I.N.P.S. di recuperare somme già erogate e soprattutto di bloccare ulteriori centinaia di migliaia di euro.

Già nel novembre scorso i Carabinieri di Trapani avevano scoperto una maxi truffa ai danni dell’I.N.P.S., in cui gli indagati, utilizzando imprese e società del comparto edile esistenti solo sulla “carta” ed aventi sedi “fantasma”, avevano fittiziamente assunto 241 persone, allo scopo di percepire indebitamente le indennità previdenziali e assistenziali.

I finti lavoratori, a loro volta, si impegnavano poi a versare ai titolari delle ditte fittizie la metà del valore di tali indebite indennità (ad esempio quella della disoccupazione, pur non avendo mai lavorato neanche un giorno). L’operazione aveva quindi consentito, su ordine dell’Autorità Giudiziaria, di effettuare un sequestro di beni per un valore di circa 670 mila euro a carico dei titolari delle ditte fantasma.

Altra significativa operazione è stata effettuata nel marzo scorso dai Carabinieri di Lercara Friddi PA), con cui sono state deferite all’Autorità Giudiziaria 30 persone, di età compresa tra i 20 e gli 80 anni, i quali, per eludere i controlli dell’ente previdenziale, avevano reso dichiarazioni mendaci od incomplete nella dichiarazione sostitutiva unica, percependo, quindi, indebitamente il reddito di cittadinanza ovvero percependolo in misura superiore al dovuto, per un danno erariale di circa 235.000 mila euro.

Ulteriore inchiesta è stata effettuata dai Carabinieri di Catania, nel maggio scorso, con cui sono finite in manette 40 persone, accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, falsi e truffe ai danni dell’I.N.P.S.. Nel corso delle indagini, in particolare, è stato documentato un singolare canale di finanziamento delle casse dei clan mafiosi: l’indebita percezione dell’indennità di disoccupazione agricola. Attraverso una rete di ditte compiacenti, consulenti del lavoro disponibili e soggetti che si prestavano a fungere da falsi “braccianti agricoli”, l’organizzazione mafiosa predisponeva tutta la documentazione necessaria ed inoltrava le domande per ottenere indebitamente tale indennità, il cui totale illegalmente percepito ammonta ad oltre 80.000 euro.

Una significativa operazione nel settore è stata svolta nel maggio scorso anche dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, con cui sono finite in manette 12 persone, per aver, tra gli altri reati, percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, per un danno erariale di oltre 100.000 euro.

Altra rilevante inchiesta è stata effettuata dai Carabinieri di Caltanissetta, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia nissena, che ha consentito di disarticolare un’associazione di tipo mafioso dedita ad esercitare il controllo delle attività agricole in quella provincia, mediante l’imposizione ai singoli imprenditori delle tipologie di colture da realizzare, costringendoli anche a mettere a disposizione i propri fondi per il pascolo abusivo di bestiame appartenente ai componenti del sodalizio. L’indagine, ha inoltre comprovato l’indebita erogazione di contributi europei nel settore agricolo in favore di alcuni esponenti dei clan mafiosi nonché vicende estorsive in danno di vari imprenditori del comune di Mazzarino, costretti a corrispondere somme di danaro e a fornire gratuitamente beni e servizi ai membri del clan.

Il quadro delineato”, afferma il Generale di Brigata Rosario Castello, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, “evidenzia una preoccupante diffusione di tali fenomeni ed è per questo motivo che le Stazioni dell’Arma, in sinergia con i Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro e con la collaborazione dell’I.N.P.S. e delle organizzazioni delle imprese agricole, hanno intensificato la risposta verso queste inaccettabili sottrazioni di risorse dalle “casse” dello Stato, contrastando anche ogni sorta di indebito arricchimento connesso a tali reati”.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

Punto sbarco pescatori; nuova iniziativa nel porto di Castellammare

In cantiere la costruzione di un punto che permetta ai pescatori di portare sulla terraferma i frutti del loro lavoro

 

Nuova iniziativa

 

La giunta comunale di Castellammare ha avviato i lavori per un nuovo punto di sbarco per i pescatori; verrà così messa a disposizione una nuova zona che permetterà ai pescatori di portare sulla terraferma i prodotti del loro operato.

Il progetto sarà possibile grazie ai 220mila euro stanziati dalla Regione Campania, la quale nel 2019 aveva premiato l’iniziativa di potenziamento del porto e del centro storico della città.

L’iniziativa avverrà in collaborazione con la Capitaneria di Porto, con cui è stata concordata la creazione di un ufficio per la conservazione di documentazioni importanti e di una struttura con servizi igienici ed elettrici per la tutela dell’intera zona.

 

Un punto per i cittadini

 

Sfruttare i punti di forza di una città per aumentarne il prestigio sta alla base di qualsiasi gestione; l’idea è forse banale ma mai sbagliata, quindi è naturale che ognuno di noi ne cerchi e ne tragga giustamente benefici.

I benefici che noi stabiesi possiamo trarre non sono solo di natura economica, perché noi del posto sappiamo quanto la nostra città natale valga ed è giusto che tutti lo sappiano e diffondano nel mondo la cultura di Castellammare come una delle città più belle e ricche di storia dell’intero paese.

 

Punto sbarco pescatori; nuova iniziativa nel porto di Castellammare/Antonio Cascone/redazionecampania

Turris-JuveStabia, trasferta vietata ai tifosi stabiesi

Turris-Juve Stabia, arriva puntuale e assolutamente prevista la decisione della prefettura di Napoli di vietare la trasferta a Torre del Greco per i residenti nel Comune di Castellammare di Stabia. 

A tal riguardo ricordiamo che analogo provvedimento è stato preso del prefetto di Napoli anche per la gara Puteolana-Savoia del campionato di Eccellenza e per la partitissima di Serie A Salernitana-Napoli di domenica prossima alle 18 allo stadio “Arechi” per i tifosi napoletani.

Di seguito la nota ufficiale pubblicata sul portale della prefettura di Napoli relativa a Turris-Juve Stabia.

“Si rende noto che in relazione agli incontri di calcio ” Turris – Juve stabia ” e ” Puteolana-Savoia ” – validi, il primo, per il Campionato Nazionale di Serie C e, il secondo, per il Campionato Regionale di Eccellenza – in programma, rispettivamente, per sabato 30 e domenica 31 ottobre pp.vv., sono state adottate, ai sensi dell’art. 2 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, due ordinanze prefettizie che fanno divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nel Comune di Castellammare di Stabia e di Torre Annunziata.

Le predette ordinanze recepiscono la determinazione del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive operante presso il Ministero dell’Interno che aveva evidenziato profili di rischio per la situazione dell’ordine pubblico connessi alle forti rivalità esistenti tra le contrapposte tifoserie.
Napoli, 28 ottobre 2021″. 

 

 

Scafati, ecco il bando per l’efficientamento del depuratore

Prosegue l’impegno di Gori per il potenziamento del servizio di depurazione, tra cui ci sono opere per l’efficientamento dell’impianto di Scafati, e opere in corso per il completamento delle reti fognarie in altri numerosi comuni gestiti.

È stato pubblicato, infatti, il bando di gara per i lavori di adeguamento del depuratore di Scafati, finanziati dalla Regione Campania per un importo complessivo di 400.000,00 euro. Le opere, di cui Gori è soggetto attuatore, attraverso la sostituzione di alcune apparecchiature oramai obsolete, consentiranno di potenziare le capacità idrauliche del ciclo depurativo.

Il progetto, infatti, prevede importanti interventi di adeguamento dell’impianto, finalizzati alla gestione di un maggior carico di reflui provenienti dal completamento del sistema dei collettori comprensoriali e dalle aziende conserviere. “Il nostro obiettivo è quello di migliorare sempre più il servizio attraverso il completamento delle reti fognarie e l’efficientamento degli impianti, sui quali stiamo intervenendo anche in considerazione della maggiore quantità di acque reflue che porteremo a depurazione una volta ultimati alcuni interventi strategici chiarisce l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello – “Le numerose azioni che stiamo portando avanti, dando massima rilevanza alle esigenze della comunità e interloquendo costantemente con le amministrazioni comunali, hanno come obiettivo prioritario la salvaguardia dell’ambiente e il miglioramento della qualità di vita dei cittadini”.

Anche questi interventi fanno parte del Protocollo d’Intesa siglato ad agosto 2020 con Regione Campania ed Ente Idrico Campano per il risanamento del bacino idrografico del fiume Sarno: un impegno congiunto, volto al superamento dell’emergenza ambientale in cui versa il corso d’acqua, e scandito dalle numerose opere che Gori sta realizzando e che, entro il 2025, consentiranno di eliminare 78 scarichi in ambiente, allacciando alla rete fognaria più di 70.000 abitanti e portando a depurazione i reflui di oltre 350.000 abitanti.

Senza Soddi Nun Si Canta Missa…… (Lo Piano – Red)

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E’ proprio vero cha Senza Soddi Nun Si Canta Missa, e mancu i motti si pottunu a fossa; Questo antico detto siciliano vale anche in politica, dove non si muove un sasso senza che venga prima lubrificato con i giusti unguenti.

Traduzione del testo iniziale :

Senza soldi non viene celebrata alcuna messa, ne i morti vengono sepolti.

Andiamo al tema :

Un masso del peso di circa 200 kg è caduto, a causa delle abbondanti piogge, su una delle 2 carreggiate dell’Autostrada Messina – Catania, all’altezza di Scaletta Zanclea. Eravamo nel lontano 25 Ottobre 2021 Costellazione Scaletta Zanclea, Provincia di Messina.

Prima domanda,

Quanto tempo ci vuole a togliere quel masso, rivestire con reti metalliche la montagnetta sovrastante da cui potrebbero precipitare altri massi? Ci vogliono permessi speciali? oppure come spesso accade si perde tempo perchè non si conosce la “paternità” di chi deve mettere le mani in tasca.

E’ un problema che riguarda l’Autostrada?, il Comune?, la Regione?, lo Stato?, le Nazioni Unite?

Si era parlato che il problema sarebbe durato a lungo, basti pensare che i lavori sulle Autostrade siciliane sono sempre “in corsa” contro il tempo”, ammorbidenti che perdurano da decine di anni.

Basterebbe un po’ di buona volontà, affidarsi a Ditte serie per risolvere il “dramma” in cui stanno vivendo migliaia di automobilisti costretti a percorrere la Provinciale per raggiungere Messina, stessa cosa dicasi per coloro che devono andare a Catania.

In politica è risaputo cu “mancia fa muddichi”, le tavole andrebbero pulite quotidianamente, onde evitare il proliferare di virus e batteri che in questo periodo sarebbe meglio farli stare fuori da ogni ambiente.

Le bustarelle lasciano il tempo che trovano, sono troppo leggere per i rischi che si possono correre, non stanno più al passo coi tempi, i Bit Coin potrebbero essere la soluzione giusta, in linea con i tempi e con (l’invisibilità).

In alternativa esiste in natura un pesce chiamato sasso, in questo caso non ci sarebbero scuse, se gli interessati ai lavori non sapessero che pesci pigliare.

Senza Soddi Nun Si Canta Missa…… (Lo Piano – Red) / Redazione Sicilia

A tu per tu con la stilista Pina Grasso

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Le parole della stilista Pina Grasso in esclusiva a ViViRadioWeb

 

A tu per tu con la stilista Pina Grasso

 

Pina Grasso, stilista e protagonista della Fashion Week, è intervenuta in esclusiva ai microfoni di Marco  Palomba e Carlo  Ametrano nel corso della rubrica di ViViRadioWeb “A tu per tu“. Ecco le sue dichiarazioni:

 

Come nasce la tua passione che poi si è trasformata in lavoro?

“E’ una passione che nasce già da quando avevo dieci anni, da piccola. Da lì ho iniziato a frequentare tutte le varie scuola da stilista e la passione è diventata anche professione”.

 

L’evento che ti ha colpito di più qual è stato?

“Ho avuto modo di partecipare a tanti eventi nel corso della mia carriera. L’ultimo è stata la Fashion Week con tantissime sfilate molto belle. E’ stata davvero una bellissima esperienza”.

 

Fashion Week in programma a fine febbraio a Milano, che ci racconti?

“Ci saranno delle novità. Parteciperò a questa sfilata e questo è senza dubbio motivo di orgoglio”.

 

Cosa ti ha colpito in particolare, da stilista,  questo settore?

“Mi ha colpito un po’ tutto. E’ un ambiente molto particolare . E’ diverso viverlo quando lavori che invece da appassionata, vedi e scopri delle cose davvero molto interessanti che ti fanno sempre nascere più passione per questo lavoro”.   

 

Se vuoi ascoltare l’intervista a Pina Grasso clicca sul link che segue: https://chirb.it/PeaHJF

Valentino Rossi: il Dottore saluta i pazienti

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Giornata strana quella del fine settimana appena trascorso con una dichiarazione da parte di Valentino Rossi che ha lasciato tristezza nel mondo dei motori. Sul selciato e sulla pista di Misano (ribattezzato Misano World Circuit Marco Simoncelli in onore di “Sic” scomparso per un incidente in pista nel 2011) è andato in onda un saluto decisamente particolare.

Valentino Rossi, altresì meglio noto come “The Doctor”, ha salutato per sempre i tifosi ed il mondo della MotoGP a bordo della sua Yamaha sfoggiando, ancora una volta, il mitico numero 46 che ha sempre lasciato tale in onore del padre, anch’egli pilota, che lo aveva “iniziato” al mondo delle corse sulle due ruote.

Due ruote che hanno preso diversi nomi come Aprilia, Honda, Yamaha, breve parentesi con la Ducati e poi fine carriera con la cara Yamaha e che hanno visto il Doc scontrarsi con numerosi rivali quali, ad esempio, Marc Márquez (clicca su questo articolo), Max Biaggi, Loris Capirossi, Casey Stoner, Sete Gibernau, Jorge Lorenzo (nonostante fossero in squadra assieme) e tanti altri ancora.

Due ruote di autentico fuoco che hanno tenuto incollati allo schermo migliaia di tifosi e di appassionati sparsi in giro per tutto il mondo “condite” dalla simpatia e dalla naturalezza di Valentino Rossi il quale, nonostante sia stato incoronato per ben nove volte campione del mondo, continua sempre a dare quell’immagine di ragazzo semplice che, altrettanto semplicemente, è innamorato dei motori.

Un amore che, in questo fine settimana, ha voluto celebrare con un casco commemorativo fra la commozione e l’emozione dei fan e non solo! Durante la conferenza stampa alla fine dell’evento, Rossi ha infatti dichiarato che “Misano è il ‘mio GP’, vivo a dieci km da qui e quindi è la gara di casa, per me. Qui ho vinto tre volte e spero la gente porti nella memoria i trionfi, le gare e i duelli che abbiamo vissuto a Misano. Il ‘Grazie Vale!’ dei piloti VR46? Davvero emozionante, confesso che non ne sapevo nulla, hanno fatto tutto loro”.

Presente in questo momento anche l’amico Cesare Cremonini, il famoso cantautore bolognese già autore di numerosi successi, il fratello Luca Marini, ma soprattutto la compagna Francesca Sofia Novello in attesa del primo figlio della coppia.

Ai microfoni di Ansa, Valentino Rossi ha poi aggiunto che “sono circondato d’affetto e fanno piacere tutti questi eventi speciali per me. Avrei bisogno di una controfigura per potermi dedicare esclusivamente alla pista. Ma sono molto contento”.

Durante l’evento non c’erano però solo amici, colleghi, appassionati di motori ed amori, ma persino delle personalità istituzionali come il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha consegnato al pilota un importante riconoscimento che lo “conferma” ambasciatore del Made in Italy a livello mondiale.

Valentino Rossi è un ambasciatore del Made in Italy nel mondo. Ovunque io vada, nella lista di chi mi dice di amare l’Italia c’è sempre Valentino Rossi. Con questo riconoscimento diciamo grazie a un personaggio non solo protagonista del motorsport, che ha rappresentato l’Italia in tutto il mondo facendo sognare milioni di tifosi, ma che ha anche fatto viaggiare il Made in Italy ad altissima velocità sulle due ruote. È un premio a una carriera fenomenale”.

A tu per tu con  Pietro Benvenuti

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Le parole in esclusiva del direttore dell’autodromo di Imola Pietro Benvenuti a seguito della conferma del GP fino al 2025

 

A tu per tu con  Pietro Benvenuti

 

Pietro Benvenuti, direttore generale dell’autodromo di Imola, è intervenuto in esclusiva nel corso della rubrica di  ViViRadioWeb “A tu per tu” ai microfoni di Marco Palomba e Carlo Ametrano. Ecco le sue dichiarazioni:

 

Pietro, Imola confermata fino al 2025. Vuoi parlarcene un po’?

“Sì, parliamo di un’ottima notizia. C’è stato un lavoro eccezionale svolto da tutti per ottenere questo incredibile risultato. L’Italia avrà infatti ben due Gran Premi di casa e questo può essere solo motivo di grande orgoglio”.

 

Ora il prossimo obietto è l’apertura al pubblico giusto?

“Assolutamente. Noi stiamo lavorando proprio per questo. Stiamo cercando di far si che le gente possa tornare a godersi lo spettacolo della Formula Uno dal vivo”.

 

 

E’ vero infine che è stato anche promosso il DTM?

“Sì, è vero. E’ un ottimo risultato per noi. Parliamo dunque di una gara Campionato Tedesco Turismo. La data prevista è quella del weekend 17-19 giugno”.

 

Se vuoi ascoltare l’intervista a Pietro Benvenuti clicca sul link che segue: https://chirb.it/Kh2Is4

 

Catania annega mentre aspetta invano il Canale di gronda da 40 anni

Ad ogni pioggia – che sia piovasco, acquazzone o nubifragio  – tutte le strade etnee si trasformano in torrenti che confluiscono in un grande fiume che transita dalla centrale via Etnea, che con la sua naturale pendenza lo accompagna a sfociare nell’agognato mare.

Tutte le acque piovane si dirigono verso il mare. E quelle delle pendici meridionali del vulcano non fanno eccezione: dalla cima del cratere scorrono allegramente verso il mare. E prima di sfociare sono costrette ad attraversare la bella città.

In effetti, prima della devastante eruzione del 1669 lungo questa direzione scorreva in superficie un ragguardevole corso d’acqua, il fiume Amenano, conosciuto sin dall’antichità classica.  Il corso del fiume venne definitivamente sepolto dalle lave durante l’eruzione del 1669.

L’attuale dissesto idrogeologico è frutto della cementificazione allegra e dissennata (strade ed abitazioni) lungo la naturale linea di impluvio del vecchio corso del fiume Anemano, cui abbiamo assistito nell’ultimo dopoguerra.

Non è un caso se le aree cittadine in cui scorreva l’Amenano (Pescheria, piazza Alcalà, Piazza S. Francesco, villa Pacini, ecc.) oggi sono state invase dal ruscellamento delle acque che si sono riappropriate del loro originario percorso” spiega Fabio  Tortorici, Consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi all’indomani del nubifragio che ha flagellato Catania.

Il ripetersi periodico di episodi come questo dovrebbe insegnare qualcosa. Questa catastrofe, infatti, mette in luce, da un lato, la fragilità di un contesto territoriale vulcanico attivo, complesso, dove il reticolo idrografico superficiale è stato più volte obliterato e modificato dalle colate laviche, e dall’altro come il sistema di difesa del suolo debba seguire nuove politiche ambientali volte alla rinaturalizzazione del territorio, – fa osservare Filippo Cappotto, Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

Il “Canale di Gronda”, era stato pensato appunto per irreggimentare e smaltire le acque piovane verso il mare, costruendo un tunnel lungo nove chilometri nella zona nord della città, che convogliasse i vari collettori che scendono dai paesi etnei della corona pedemontana.  Cercando di ovviare ai danni fatti dalla “spiccata antropizzazione e cementificazione dell’area pedemontana sud orientale etnea, che ha ridotto l’infiltrazione delle acque meteoriche nel sottosuolo”.

L’opera iniziata a Catania intorno al 1985, ad oggi non è stata ancora completata, nonostante i vari rifinanziamenti.  Il Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico 2014-2020 aveva destinato a Catania ben 48 milioni di euro.

Il progetto si è incagliato ed i soldi non spesi perché “non si poteva più mandare a bando il progetto approntato perché era “definitivo” mentre la nuova legge – nel frattempo entrata in vigore – prevedeva che il progetto avrebbe dovuto  essere “esecutivo”. Servivano, quindi altri finanziamenti per adeguare il progetto, da definitivo ad esecutivo” ebbe a dichiarare un assessore ai Lavori pubblici del Comune.

Domanda che ci facciamo e che rivolgiamo alla Civica Amministrazione etnea: – Ma con tutto il reggimento di ingegneri, architetti, e geometri, che si annidano comodamente nei vari Uffici Tecnici del Comune, non sarebbe stato possibile metterli tutti all’opera per approntare il nuovo progetto per come la Legge prescrive, trasformandolo da definitivo in esecutivo?

Si sarebbe potuto fare anche appello ai vari Ordini Professionali, facendo leva sul senso civico dei vari professionisti, che avrebbero potuto fornire gratuitamente la loro opera a favore della Città ed acquistandone benemerenza ed innegabile ritorno di immagine. Renzo Piano ed il Ponte di Genova docet!

No! si è preferito, come al solito, bussare a quattrini e rimandare.

Intanto la città vive ore di rabbia e di dolore per i danni subiti e lo spavento patito.  Ma respira anche ore di angoscia per le previsioni meteo imminenti che non promettono nulla di buono.

Nessuno paga per i ritardi nelle opere pubbliche.  Tutti invocano lo stato di calamità e bussano a cassa per l’emergenza, presidente Musumeci in testa. Ma poi di concreto e di duraturo non se ne conclude un bel niente. Fino al prossimo disastro. Che tutti sanno che arriverà. Ma tutti fanno finta di nulla. Poi ci penseremo. Insciallàh!

Ma fino a quando si potrà continuare con questo andazzo?

// Carmelo TOSCANO/ Redazione Lombardia

Servizi ad alto impatto dei Carabinieri a Torre Annunziata

 

Torre Annunziata: Carabinieri per la legalità tra fioriere abusive, abusivismi edilizi ed una barca “parcheggiata” in strada.

Torre Annunziata (NA): Nell’ambito dei servizi ad alto impatto disposti da Comando Provinciale di Napoli, i Carabinieri della locale Compagnia in sinergia con quelli del Reggimento Campania e degli agenti della Polizia Municipale hanno effettuato diverse perquisizioni e posti di controllo rafforzati.

Altro risultato anche questa volta nella lotta ai simboli della prepotenza, indicatore di inciviltà e poco senso civico.

Sono state inoltre rimosse  20 fioriere a via Roma e a via Carducci che erano state messe abusivamente per “l’indebita occupazione dei posti auto lungo la pubblica via”.
Singolare anche l’episodio che ha visto la rimozione anche di un’imbarcazione da diporto di circa 4 metri che era “parcheggiata” senza alcun titolo in via Cavour – sanzionato il titolare (altro esempio di “cittadinanza confusa” se si scambia il suolo asfaltato con le acque marine).

Carabinieri denunciano 39enne

Durante le operazioni, i Carabinieri hanno denunciato un 39enne del posto già noto alle forze dell’ordine. L’uomo – sorvegliato speciale di pubblica sicurezza – dovrà rispondere dell’inosservanza delle prescrizioni imposte dalla misura cui è sottoposto e di abusivismo edilizio.
I militari hanno accertato che il 39enne aveva realizzato in uno spazio condominiale un ampliamento del proprio appartamento di 12 metri quadrati. L’opera abusiva inibiva di fatto l’accesso all’appartamento accanto che era stato sequestrato ad un esponente locale del clan Gionta ed acquisito al patrimonio dell’Ente comunale.

I Carabinieri hanno identificato 76 persone, controllato 62 veicoli contestando 24 sanzioni al codice della strada – 9 i mezzi sequestrati.

 

Si evince dunque l’essenziale necessità di mantenere costante la presenza delle forze dell’ordine sul territorio, perché tra la società civile è diffuso “ancora” un sentimento incivile di menefreghismo.

Uno Stato è forte solo quando le autorità e la comunità insieme cooperano per mantenere l’armonia civile.

 

 

 

Servizi ad alto impatto dei Carabinieri a Torre Annunziata – Redazione Campania – Stéphanie E. Perna

DL 2005 ZAN: come, perché e chi, ieri, l’ha affossato al Senato VIDEO

DL 2005 ZAN: contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso come, perché e chi, ieri, l’ha affossato al Senato.

L’Aula del Senato ha votato a favore della cosiddetta «tagliola», chiesta da Lega e FdI. Salta, così, l’esame degli articoli e degli emendamenti del ddl Zan, bloccando — di fatto — l’iter.

A favore, 154 senatori, 131 i contrari e due astenuti. Il risultato della votazione, avvenuta a scrutinio segreto, è stata accolta dagli applausi ed esultanze da parte del centrodestra.

A seguire tutto l’iter che si è avuto al Senato e che ha portato l‘Assemblea ad approvare, con votazione a scrutinio segreto, la proposta di non passare all’esame degli articoli del ddl 2005, misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità, già approvato dalla Camera dei deputati (c.d. dl Zan).

LA DISCUSSIONE.

La discussione generale, sospesa lo scorso 20 luglio, si è conclusa oggi con gli interventi dei sen. Cucca, Donatella Conzatti (IV-PSI), Anna Rossomando, Mirabelli, Marcucci (PD), Fulvia Caligiuri, Barboni, Licia Ronzulli (FIBP), Ostellari, Maria Saponara, Romeo (L-SP), Quagliarello (Misto), Emma Pavanelli (M5S).

Il sen. Cucca (IV-PSI) ha ricordato che una soluzione condivisa è alla portata del Parlamento; ha quindi esortato il PD a fermarsi per riprendere il confronto: l’arroccamento ideologico affossa il provvedimento.

La sen. Rossomando (PD) ha replicato che l’esame deve proseguire.

Il sen. Ostellari (L-SP) ha ricordato che le audizioni svolte in Commissione hanno fatto emergere nodi giuridici ora ampiamente riconosciuti: la maggioranza dell’Assemblea vuole una legge condivisa contro le discriminazioni sessuali, soltanto il PD si oppone a questa soluzione.

Il sen. Quagliarello (Misto) ha rilevato che il ddl non introduce nuovi diritti bensì sanzioni penali che, investendo il campo delle opinioni, aprono il varco all’arbitrio; parità e identità di genere non possono stare insieme: il diritto all’autopercezione sessuale rischia di vanificare decenni di lotte femministe, la fluidità di genere non va confusa con la libertà di scelta e non ha nulla a che fare con la lotta contro le violenze.

Il sen. Balboni (FdI) ha osservato che la controversia non riguarda il contrasto alla violenza: il Gruppo ha presentato un emendamento che introduce aggravanti se il reato è commesso per motivi sessuali; il punto controverso riguarda l’introduzione di un reato di opinione: l’istigazione alla discriminazione, unitamente all’identità di genere basata sulla percezione soggettiva, rende perseguibili opinioni non allineate al pensiero unico.

Il sen. Mirabelli (PD) ha negato che l’intento della legge sia quello di perseguire opinioni; ha rivendicato al suo Gruppo il merito di aver portato in Aula il testo, ricordando che le audizioni in Commissione hanno avuto un intento ostruzionistico.

La sen. Caligiuri (FIBP) ha osservato che il testo della Camera non è intangibile: un’eventuale modifica approvata dal Senato non vanificherebbe l’obiettivo condiviso di rafforzare le misure contro le discriminazioni.

La sen. Ronzulli (FIBP), dopo aver rilevato i profili illiberali del testo, ha affermato che l’affossamento di una legge contro le discriminazioni sessuali va imputato all’atteggiamento oltranzista e arrogante del PD.

Il sen. Romeo (L-SP) ha osservato che i Gruppi di maggioranza avrebbero dovuto concordare il testo, evitando forzature: per evitare il voto sul non passaggio agli articoli ha proposto il rinvio ad altra seduta.

La sen. Pavanelli (M5S) ha ribadito che l’odio per motivi sessuali è un’emergenza.

Il sen. Calderoli (L-SP), illustrando la proposta di non passaggio agli articoli, ha rilevato che il confronto è stato trasformato in una rissa ideologica: nel mese di giugno era prossimo un accordo sul testo, le forzature successive hanno mirato ad impedire l’approvazione di emendamenti.

Il sen. La Russa (FdI), illustrando la proposta di non passaggio agli articoli, ha ribadito che l’attuale testo non mira a tutelare persone discriminate, bensì a limitare la libertà di espressione del pensiero.

Il Presidente del Senato ha ritenuto ammissibile la richiesta di votazione a scrutinio segreto.

Il sen. Zanda (PD), richiamando l’articolo 113 del Regolamento, ha manifestato dissenso rispetto alla decisione presidenziale: la proposta di non passaggio agli articoli è un voto procedurale, lo scrutinio segreto dovrebbe riguardare invece norme sostanziali. Ha poi rilevato che, ove la proposta di non passaggio agli articoli fosse respinta, l’esame proseguirebbe e il testo potrebbe subire modifiche.

Anche la sen. De Petris (Misto-LeU) non ha condiviso l’ammissione del voto segreto e ha accusato di malafede coloro che manifestano disponibilità al confronto ma chiedono il non passaggio agli articoli e lo scrutinio segreto.

Il sen. Gasparri (FIBP) ha invece condiviso la decisione di ammettere lo scrutinio segreto su una questione che incide sui principi costituzionali richiamati dall’articolo 113 del Regolamento.

I sen. Calderoli (L-SP) e Ciriani (FdI) hanno argomentato che il non passaggio agli articoli, a differenza della sospensiva e della pregiudiziale, è un passaggio non procedurale ma di merito.

Secondo il sen. Perilli (M5S) la richiesta di voto segreto maschera la volontà di sabotare la legge sottraendosi alle proprie responsabilità. Il Presidente del Senato ha motivato la sua decisione richiamando Regolamento, precedenti, pronunce della Giunta e citando in particolare i criteri della prevalenza e dell’incidenza su principi costituzionali.

Nelle dichiarazioni di voto:

la sen. Unterberger (Aut), pur annunciando contrarietà al non passaggio agli articoli, ha riconosciuto che il centrodestra ha fatto molti passi avanti verso un’intesa e che il concetto di identità di genere non dovrebbe entrare in una fattispecie penale.

Il sen. Malan (FdI) ha dichiarato voto favorevole alla proposta che respinge il tentativo di introdurre surrettiziamente questioni ideologiche, relative all’identità di genere, in un provvedimento contro le discriminazioni.

Le sen. Malpezzi (PD), De Petris (Misto-LeU) e Maiorino (M5S), annunciando voto contrario, hanno accusato il centrodestra di sottovalutare il problema delle discriminazioni sessuali, di aver fatto ricorso all’ostruzionismo, di aver tentato di vanificare il lavoro fatto alla Camera: la proposta di non passaggio agli articoli è una tagliola che impedisce di dialogare.

La sen. Bernini (FIBP), annunciando voto favorevole, ha ricordato che esistono opinioni diverse e che fin dall’inizio il Gruppo ha espresso contrarietà alla norma penale in bianco, ma il centrosinistra ha interrotto la mediazione: il non passaggio agli articoli non equivale all’affossamento, se c’è volontà di riprendere il dialogo in Commissione.

Il sen. Faraone (IV-PSI), dichiarando voto contrario alla proposta, ha rilevato un paradosso: l’approvazione del non passaggio agli articoli preclude ai senatori la discussione degli emendamenti; il PD ha dichiarato per mesi che il provvedimento era inemendabile, domenica scorsa il segretario del partito ha manifestato un’apertura, ma non c’è stato modo di verificarla.

In dissenso dal Gruppo, il sen. Quagliarello (Misto) ha annunciato voto favorevole.

DL 2005 ZAN: come, perché e chi, ieri, l’ha affossato al Senato VIDEO / Cristina Adriana Botis / Redazione

Dalmata: standard, caratteristiche, comportamento, mantenimento

l dalmata è un cane di grande energia, fisicamente bello da ammirare e incredibilmente stimolante nell’interazione, appartenente al gruppo dei segugi per cui ha bisogno di un addestramento specifico e ben svolto da un proprietario esperto, soprattutto per non assecondare comportamenti sbagliati, specialmente con persone sconosciute.

In generale è una razza affettuosa che interagisce bene con tutti i componenti della famiglia e ha una predilezione particolare per i bambini il che lo rende anche adatto ad essere un cane da compagnia.

Di taglia medio-grande dal caratteristico mantello bianco con macchie nere o marroni di 2-3 cm di diametro sul corpo e più piccole sulla testa e sugli arti.

Anche se una volta acquisito un buon Dalmata questo gode di un’ottima salute generale, sarà bene sapere che, questa razza di cani, può presentare diverse tare genetiche per cui sarà opportuno rivolgersi solo ad allevatori di comprovata esperienza.

Uno dei maggiori problemi di salute del dalmata è la propensione alla sordità congenita. L’8% dei cani di questa razza sono sordi da entrambe le orecchie e il 22% sono sordi da un orecchio.La tiroidite autoimmune è piuttosto frequente in questa razza canina e affligge il 10.4% dei dalmati. La displasia dell’anca è invece relativamente poco diffusa, colpendo solo il 4,6% di questi cani.

I cani di razza dalmata sono anche predisposti geneticamente alla formazione di calcoli renali, per via di un difetto nel metabolismo dell’acido urico.

Ma vediamo ora di conoscerlo nei particolari.

Lo standard Standard ENCI/FCI di razza evidenzia:

Gruppo 6: Segugi e cani per pista di sangue, Sez. 3A
Altezza da 54 a 62 cm
Longevità da 12 a 16 anni

Aspetto e attributi

Il Dalmata ha una testa mesocefala, di forma prismatica con orecchie pendenti. Il corpo è a forma di rettangolo, forte, muscoloso e con le caratteristiche macchie evidenti. Il movimento deve essere elegante.

Il dimorfismo sessuale deve essere visibile.

Ha una lunghezza del tronco: altezza al garrese = 10 : 9. L’altezza del gomito: 50% dell’altezza al garrese. L’altezza del garretto: 20-25% dell’altezza al garrese. La lunghezza della testa: circa 40% dell’altezza al garrese. Lunghezza del cranio: lunghezza del muso = 1:1.

Caratteristiche fisiche ammesse dallo standard:

Colori: bianco, nero, fegato
Pelo: denso, duro, corto
Mantello: bicolore, punteggiato

Le 5 caratteristiche migliori:

Carattere e temperamento
Tolleranza alle temperature calde
Affettuosità verso la famiglia
Amichevole con i bambini
Rapporto con gli sconosciuti

 

Le 5 caratteristiche più problematiche:

Adattabilità alla vita in appartamento
Facilità di pulizia
Bisogno di esercizio
Socialità con altri cani
Cura e perdita del pelo

PREZZI E MANTENIMENTO

Il prezzo di un cucciolo Dalmata si attesta in una fascia media così come i costi di mantenimento

Il prezzo di un dalmata varia dai 500 € agli 800 € fino a toccare punte di 1.200 € e, se il suo tratto caratteristico è il mantello bianco a macchine nere, pochi sanno che esistono esemplari di questa elegante specie con macchie color marrone.

Per quanto già detto, conviene contattare e visitare alcuni allevamenti tra quelli riconosciuti da ENCI per informarsi. Diffidate da prezzi troppo bassi o da annunci poco chiari.

ASSOLUTAMENTE da evitare, come già detto sin dall’inizio di questa serie dedicata agli animali da compagnia e/o da difesa, acquisti via internet.

È una razza che possiede un mantello delicato, dal bianco candido che va trattato con cura.

Non è un cane insaziabile, ma quella sua tendenza a favorire l’attività fisica può incidere sulle necessità alimentari.

Per il resto rimane perfettamente nella media, perché il Dalmata ha un’ottima salute seppur, come già segnalato, bisogna rivolgersi per l’acquisto solo ad allevatori esperti che testano i loro riproduttori, soprattutto per quel che riguarda l’udito che è una manchevolezza importante della razza.

Detto questo, i Dalmata sono in media cani poco costosi, ed inoltre hanno bassi costi di mantenimento. Sono frugali nell’alimentazione seppur saranno alimentati con una alimentazione di ottima qualità. In genere hanno buona salute e non richiedono pulizie professionali.

Alimentazione del Dalmata

I dalmata sono cani molto attivi e nel corso della giornata spendono molte energie, la loro alimentazione quotidiana deve tenere conto di questo fattore e fornirgli tutti i nutrienti necessari per svolgere le normali attività giornaliere.

Come per tutti i cani, anche per i dalmata una dieta equilibrata e ricca di alimenti diversi è alla base del corretto sviluppo psicofisico. Una dieta equilibrata deve prevedere le giuste percentuali di proteine, vitamine, Sali minerali, grassi e zuccheri. Percentuali che variano con il variare di fattori come l’età e le abitudini dell’esemplare.

In generale i dalmata preferiscono i pasti umidi, quindi, mangiano più volentieri le pappe preparate in casa rispetto alle crocchette o ai mangimi industriali, ma, è possibile ovviare a questo inconveniente bagnando i cibi secchi con un po’ di acqua o di latte caldo, in modo da renderlo più vicino alle loro preferenze.

Se si opta per un’alimentazione di tipo industriale, il consiglio è quello di scegliere mangimi specifici per la razza e l’età del vostro amico a quattro zampe ed evitare di acquistare cibi scadenti che possono causare problemi di salute all’animale.

Il costo annuale per un cane come il Dalmata, che pesa tra i i 25 Kg (femmina) 35 Kg (maschio), dobbiamo preventivare una spesa di circa 600/800 euro l’anno.

Poi ci sono le normali spese per mantenerlo in salute: visite mediche, vaccinazioni ecc. Totale: 210 euro

Ed ancora. Accessori del quotidiano: guinzaglio, pettorina, ciotole, cuccia, giocattoli vari. Per un kit base, di buona qualità, la spesa si aggira intorno ai 150 euro. Tutti oggetti che periodicamente vanno rinnovati.

Infine, da non dimenticare, le spese di toilettatura.

Facendo un po’ di somme, abbiamo che I costi totali di mantenimento, nel primo anno  sono tra i 1700 e i 2500, mentre per gli anni successivi si attestano tra i 1200 ed i 1500.

Escluso, ovviamente, malaugurate spese impreviste che possono essere anche di alcune migliaia di euro.

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Dalmata: standard, caratteristiche, comportamento, mantenimento / Cristina Adriana Botis / Redazione