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Pechino Express, prima corsa in Nepal: coppie si giocano la semifinale

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(Adnkronos) – Ottava tappa di Pechino Express 2025 oggi, giovedì 24 aprile. È la prima corsa in Nepal, terzo e ultimo Paese nella rotta di quest’anno.Le cinque coppie rimaste in gara correranno – sotto la guida dal conduttore Costantino della Gherardesca con l’aiuto dell’inviato speciale Fru – per 430 chilometri in una tappa che mette in palio la semifinale. Le coppie al via sono: i Medagliati Jury Chechi e Antonio Rossi, i Complici Dolcenera e Gigi Campanile, gli Estetici Giulio Berruti e Nicolò Maltese, le Sorelle Samanta e Debora Togni e le Atlantiche Ivana Mrázová e Giaele De Donà.

Partiranno dalla valle di Katmandu, la capitale del Paese, per proseguire poi fino alla tappa intermedia di Bandipur, sede del Libro Rosso; traguardo finale sarà la città di Pokhara, la seconda per grandezza dopo la capitale. Nella puntata – in onda alle 21.15 in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go – le coppie affronteranno condizioni ambientali e climatiche assai diverse da quelle trovate fin qui tra Filippine e Thailandia, e si imbatteranno in un Paese caratterizzato da natura selvaggia e da un mosaico di etnie, culture e religioni diverse. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Imola, trovato cadavere nel fiume Santerno: scattano le indagini

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(Adnkronos) – Il cadavere di un uomo di circa 40 anni è stato ritrovato lungo la riva del fiume Santerno a Imola, in corrispondenza del ponte della ferrovia, nel tardo pomeriggio di ieri, quando erano da poco passate le 19.30.Ancora sconosciuta l’identità della salma, rinvenuta da un passante.

A darne notizia sono stati i Vigili del fuoco che, una volta avvisati, sono intervenuti sul posto con tre squadre e il nucleo sommozzatori.In pochi minuti sono giunti in loco anche i carabinieri e il medico legale, che in queste ore stanno svolgendo tutti gli accertamenti per capire a chi appartenga il corpo, coordinati dal pm Marco Imperato.  Lunghe le operazioni di recupero del cadavere da parte dei vigili del fuoco.

Rimangono ancora sconosciute le cause che abbiano portato al decesso dell’individuo rinvenuto all’altezza di via Antonio Graziadei: al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista, mentre rimane da capire da quanto tempo il corpo si trovasse lungo la sponda del fiume. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, missili russi su Kiev: 9 morti e decine di feriti

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(Adnkronos) – Nessuna tregua in Ucraina.Almeno nove persone sono state uccise e altre 60 sono rimaste ferite, tra cui bambini, in un attacco notturno con missili e droni russi sulla capitale Kiev.

Lo riferisce il sindaco Vitali Klitschko, aggiungendo che la caduta dei detriti di un drone ha innescato vari incendi e si teme che diverse persone possano essere rimaste intrappolate sotto le macerie di un edificio residenziale distrutto. Esplosioni sono state segnalate anche nella città nord-orientale di Kharkiv, anch'essa sotto attacco.Almeno due persone sono rimaste ferite.  Gli attacchi avvengono dopo il flop dei colloqui di pace a Londra, rinviati, e a poche ore di distanza dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha accusato Volodymyr Zelensky di aver danneggiato i negoziati di pace, dopo che il presidente ucraino ha escluso il riconoscimento del controllo russo sulla Crimea. "Sono le dichiarazioni incendiarie come quella di Zelensky a rendere così difficile risolvere questa guerra", il 'verdetto' del presidente americano arrivato ieri via Truth.

Per il tycoon, il presidente ucraino ormai "può avere la pace o può combattere per altri tre anni prima di perdere l'intero Paese". "Siamo molto vicini a un accordo.Ma l'uomo che non ha carte da giocare ora deve finalmente darsi una mossa", l'attacco di Trump. Poco più tardi, il presidente americano ha spiegato ai giornalisti di avere "un accordo con la Russia" e di stare cercando di arrivare allo stesso risultato con Zelensky.

Il leader Usa non ha quindi escluso un incontro con il presidente russo Putin, forse già per metà maggio dopo il ritorno dal viaggio in Arabia Saudita. Intanto da Mosca arriva la 'promessa': le forze russe libereranno a breve l'intero territorio della regione di confine russa di Kursk dalle truppe ucraine.A dirlo alla Tass il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Sergey Shoigu, precisando che "la regione di Kursk sarà presto ripulita dai militanti nell'ambito di un'operazione antiterrorismo". Secondo Shoigu, la situazione nella zona di operazioni militari speciali è ora il fattore chiave che influenza sia gli affari internazionali che la situazione interna alla Russia. "Ad oggi, le forze armate russe hanno liberato oltre il 99% del territorio della Repubblica Popolare di Lugansk e quasi due terzi della regione di Kherson, della Repubblica Popolare di Donetsk e della regione di Zaporozhzhia.

Le forze russe stanno avanzando lungo l'intera linea di combattimento, liberando nuovi insediamenti.La situazione cambia a nostro favore ogni giorno", ha sottolineato.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna-Empoli: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) –
Empoli a Bologna per l'impresa.Oggi, giovedì 24 aprile, i toscani scendono in campo al Dall'Ara per ribaltare ogni pronostico contro la squadra di Italiano, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia.

I rossoblù hanno ipotecato il passaggio in finale grazie al successo per 3-0 della gara d'andata al Castellani.Decisive, tre settimane fa, le reti di Orsolini e Dallinga (doppietta).  Ecco le probabili formazioni della partita di stasera alle 21:  
Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Beukema, Lucumí, Lykogiannis; Pobega, Freuler; Orsolini, Fabbian, Dominguez; Dallinga.

All.Italiano 
Empoli (3-4-2-1): Vasquez; Goglichidze, Marianucci, De Sciglio; Ebuehi, Henderson, Grassi, Pezzella; Anjorin, Cacace; Esposito.

All.D'Aversa 
Bologna-Empoli sarà visibile in diretta, in chiaro e gratis su Mediaset.

Il canale di riferimento sarà Italia 1.La semifinale di ritorno di Coppa Italia sarà visibile anche in streaming su Mediaset Infinity.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dai tiratori scelti ai bazooka anti drone, il piano per i funerali di Papa Francesco

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(Adnkronos) – No fly zone, ma anche bazooka anti drone.Per i funerali di Papa Francesco sono attese a Roma oltre 200mila persone e 170 delegazioni straniere.

Per questo, ha spiegato il prefetto di Roma Lamberto Giannini, è stato ulteriormente rafforzato "il piano di sicurezza importante" che era già stato messo a punto per il giubileo.Ecco cosa è previsto, nel dettaglio. Il piano sicurezza prevede tiratori scelti sui palazzi che circondano l'area di piazza San Pietro ma anche bazooka anti-drone, una sorta di dissuasori che, in caso di avvistamento di droni non autorizzati, riescono a inibire le onde radio guidandoli fino a farli atterrare.  È stata già attivata la 'no-fly zone'. "Abbiamo disposto il divieto di sorvolo e quindi c'è la massima attenzione a questo tipo di minaccia", ha detto il prefetto di Roma Lamberto Giannini. Le oltre 200mila persone attese andranno principalmente "a distribuirsi in via della Conciliazione, piazza Pia, Castel Sant'Angelo", ha detto all'Adnkronos il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano a cui il Cdm ha conferito l'incarico di commissario per l'organizzazione e la gestione delle esequie di Papa Francesco e della cerimonia per l'inizio del ministero del nuovo Pontefice. "Nel corso del comitato operativo abbiamo valutato la disponibilità di ambulanze e quindi potenziato i posti medici", ha spiegato.

Già da oggi "a supporto della sanità regionale ci saranno 250 sanitari in più dalle associazioni di volontariato, che si aggiungono ai 2500 volontari della Protezione civile che saranno in campo nella zona.Tutto personale che sarà in ausilio e supporto ai fedeli che si metteranno in fila''. Ciciliano ha spiegato che bisognerà cercare di evitare un'eccessiva concentrazione di fedeli. "Stiamo valutando l'utilizzo di It Alert- ha detto – per diffondere quanto più possibile informazioni relative all'evento con l'invio di messaggi brevi in più lingue, perché è un sistema che ha un limite di caratteri, e che manderà appunto un breve alert con un rimando al sito della protezione civile, dove poi potranno essere lette le informazioni più dettagliate.

Messaggi che arriveranno a chi si trova all'interno dell'area estesa intorno a San Pietro''. ''Inoltre abbiamo convertito l'area di accoglienza prevista a Centocelle da 4000 a 7000 posti, quindi più del doppio – sottolinea Ciciliano – Si tratta di una zona che ospiterà i giovani che parteciperanno al Giubileo degli adolescenti, i 3000 posti in più ospiteranno i volontari di protezione civile che arriveranno da fuori regione per prestare servizio in questi giorni''. Potenziato anche il servizio di vigilanza da parte della Polizia Locale di Roma Capitale.Il comando Generale di via della Consolazione, appresa la notizia ufficiale della scomparsa di Papa Francesco, ha attuato le prime misure, predisposte appositamente per eventi di portata eccezionale, che hanno permesso un immediato rafforzamento delle attività di pattugliamento nell’area intorno alla Basilica di San Pietro, progressivamente estesi alle località circostanti. In queste ore, nella zona interessata, sono centinaia i caschi bianchi impegnati nei servizi di viabilità e di sicurezza urbana, oltreché di supporto per le esigenze legate all’afflusso di tanti fedeli, anche in concorso con le altre forze di polizia, a cui si aggiungono ulteriori unità, in abiti civili, per il contrasto a fenomeni illegali e di abusivismo.

Il numero degli agenti in campo il 25 e il 26 aprile, secondo le previsioni attuali elaborate dal Comando del Corpo, è destinato a salire a più di duemila unità. Già attivata poi la task force sotto il coordinamento dei servizi di ordine e sicurezza pubblica da parte della Questura capitolina, insieme ai militari dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco.Oltre al potenziamento del piano di impiego dei contingenti della forza pubblica, pattuglie della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, in aggiunta rispetto alle risorse già impiegate in ossequio al piano di sicurezza varato ed in atto per il Giubileo, hanno moltiplicato gli occhi rivolti ai flussi di fedeli in transito in un’ottica di prevenzione rispetto ai reati predatori, così come rispetto ad ogni ulteriore fattore di rischio fisiologicamente indotto dai luoghi caratterizzati da una elevata concentrazione di pubblico.

Tra le forze schierate, anche la Polizia Fluviale per il pattugliamento del Tevere e delle banchine.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, il lungo addio a San Pietro: migliaia in fila per Bergoglio

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(Adnkronos) – Una marea umana per l'omaggio dei fedeli a Papa Francesco.Solo fino al tardo pomeriggio di ieri quasi 20mila pellegrini hanno sfilato, secondo il Vaticano, accanto al feretro con il corpo del Pontefice morto il 21 aprile scorso a 88 anni.

E anche oggi la camera ardente con l’ostensione della salma di Bergoglio, allestita nella Basilica di San Pietro, resterà aperta almeno fino a mezzanotte mentre domani chiuderà alle 19.Un'ora più tardi la chiusura della bara in vista dei funerali, che saranno celebrati nella mattinata di sabato. Ieri i fedeli fino a notte inoltrata sono rimasti in coda per salutare il Papa argentino.

Un via vai incessante che non si è mai fermato anche se non tutti sono riusciti a entrare. "Ritenteremo domani", ha detto qualcuno dopo ore di fila.Solo tra le 11 alle 19.30 ad aver reso omaggio a Papa Francesco sono state 19.430 persone, ha fatto sapere ieri il portavoce del Vaticano, Matteo Bruni. C’è chi ha attraversato l’Atlantico per esserci, come un prete americano giunto dal Maryland; chi ha fatto ore di viaggio in macchina e chi era già a Roma per visitare i parenti come la signora Giuseppa Mangione di Agrigento che di Bergoglio conserverà "sempre la bontà, il modo di porsi, la capacità di comunicare, che riusciva a trasmettere un messaggio francescano"; e c’è chi ha voluto portare i figli per fargli vivere un’esperienza storica, come Mariagrazia De Flandre, arrivata da Concorezzo in provincia di Monza.

Lei è tra quelli che non soni riusciti a omaggiare la salma, ma non si scoraggia: "Riproverò". Domani alle 20, il cardinal Kevin Joseph Farrell, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, presiederà il rito della chiusura della bara del Romano Pontefice Francesco, secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis.Nella bara del Papa sarà messa una borsa con le monete coniate in occasione del suo pontificato e un tubo metallico, il rogito, dove sono raccontati gli eventi più importanti del suo pontificato.

Il volto del Papa sarà coperto con un velo. Sabato a partire dalle 10 si svolgeranno i funerali del Santo Padre. "Ci aspettiamo l'arrivo di 200-250mila persone", ha detto il capo della Protezione Civile Ciciliano in un'intervista all'Adnkronos. "Per i funerali del Papa ci saranno dei maxi schermi lungo via della Conciliazione, a piazza Pia e piazza Risorgimento.Poi man mano che andremo avanti se dovessimo percepire un numero ancora più grande di persone ne saranno posizionati altri", ha detto dal canto suo il prefetto di Roma Lamberto Giannini.  Al funerale parteciperanno leader provenienti da tutto il mondo.

Oltre alla premier Giorgia Meloni, ovviamente presente, la maggior parte delle figure istituzionali dovrebbero arrivare sabato e ripartire in giornata.Un'eccezione sarà rappresentata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che arriverà venerdì con la moglie Melania.

A rappresentare la Russia sarà invece la ministra della Cultura Olga Borisovna Lyubimova, come deciso dal presidente Vladimir Putin e annunciato dal portavoce del Cremlino. Parteciperà invece il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha reso noto una fonte della presidenza, così come ci sarà il presidente francese Emmanuel Macron.La delegazione spagnola sarà guidata da Re Felipe e dalla Regina Letizia.

Per la Gran Bretagna saranno presenti il premier britannico Keir Starmer e il principe William in rappresentanza della Royal Family.Anche il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier e il cancelliere tedesco uscente Olaf Scholz saranno a Roma così come la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. Tra gli altri capi di stato previsti, secondo una fonte del suo ufficio, figurano Javier Milei, presidente dell'Argentina, patria di Francesco, e il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. La celebrazione funebre si terrà a San Pietro ma Jorge Mario Bergoglio riposerà nella Basilica romana di Santa Maria Maggiore.

Nella navata sinistra della Basilica sono già iniziati i lavori di preparazione per la sepoltura, davanti alla nicchia che si trova a sinistra della cappella Paolina, dove è esposta la 'Salus populi romani', Madonna più volte invocata dal Pontefice e da lui tanto amata.Sul sagrato della Basilica mariana dalle 21 di ieri sono iniziati i tre giorni di rosari per il Papa.

Domani il rosario si terrà all'interno della Basilica, ha fatto sapere il portavoce di Vaticano Bruni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina frena sul piano di Trump, l’ira del tycoon: “Zelensky incendiario”

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(Adnkronos) – Il messaggio per Donald Trump è chiaro: l'Ucraina è "pronta" a negoziare con la Russia, "ma non ad arrendersi".Nel giorno del flop di Londra, con i colloqui di pace rinviati per la frenata di Kiev sulla discussione del piano di pace Usa e il nuovo 'no' di Volodymyr Zelensky al riconoscimento della Crimea come territorio russo, l'ira del tycoon si abbatte ancora una volta, durissima, sul leader ucraino.  Nel mirino finiscono in particolare le dichiarazioni del numero uno di Kiev, che per Trump "mettono a rischio i negoziati con la Russia".

In un post su Truth il presidente americano ha poi chiarito che in questi negoziati la Crimea, "che è andata persa anni fa sotto gli auspici del presidente Barack Hussein Obama, non è neanche un punto di discussione" e che "nessuno chiede a Zelensky di riconoscere la Crimea come territorio russo".  Ma, chiede tuttavia il tycoon, "se voleva la Crimea perché non hanno combattuto per 11 anni invece di cederla senza sparare un colpo?".Secondo Trump, del resto, l'area ospitava "da molti anni prima della cessione di Obama" importanti basi di sottomarini russi. "Sono le dichiarazioni incendiarie come quella di Zelensky a rendere così difficile risolvere questa guerra", il 'verdetto' del presidente americano. Quindi l'avvertimento che suona un po' come un ultimatum: "La situazione per l'Ucraina – scrive Trump – è terribile, lui può avere la pace o può combattere per altri tre anni prima di perdere l'intero Paese".

Poi l'accusa: Zelensky e le sue dichiarazioni "non fanno altro che prolungare i campi della morte".  "Io non faccio gli interessi della Russia, ma voglio salvare in media 5mila soldati russi e ucraini che muoiono senza alcuna ragione", ha poi continuato il presidente americano lanciando la stoccata finale: "Siamo molto vicini a un accordo.Ma l'uomo che non ha carte da giocare ora deve finalmente darsi una mossa". "Il presidente è frustrato, la sua pazienza si sta esaurendo", ha avvertito senza mezzi termini la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, che ha descritto così lo stato d'animo del tycoon nelle ultime ore. "Il presidente vuole fare quello che è giusto per il mondo, vuole vedere la pace, vuole uno stop alle uccisioni – ha detto Leavitt -, ma serve che entrambe le parti siano disposte a farlo.

Purtroppo, il presidente Zelensky sembra andare nella direzione sbagliata". Se i rapporti con Kiev scricchiolano, quelli con la Russia – almeno in apparenza – sembrano invece andare a gonfie vele.Trump potrebbe infatti incontrare Vladimir Putin dopo il suo viaggio in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati previsto per metà maggio, ha detto lo stesso presidente americano parlando ai giornalisti nello Studio Ovale.

Rispondendo alla domanda se incontrerà il leader del Cremlino in Arabia Saudita, Trump ha detto: "È possibile, ma molto probabilmente no.Penso che lo incontrerò subito dopo".  L'inviato di Trump, Steve Witkoff, sarà intanto venerdì a Mosca per un nuovo incontro con il presidente russo Vladimir Putin, rivela Barak Ravid di Axios, che cita una fonte dell'amministrazione americana.

L'ultimo incontro tra Witkoff e Putin risale all'11 aprile scorso. Ma il tycoon "pensa" già di "avere un accordo con la Russia.Noi dobbiamo arrivare a un accordo con Zelensky, ma questo al momento è più difficile", ha poi rimarcato. L'inviato di Trump, Steve Witkoff, sarà comunque venerdì a Mosca per un nuovo incontro con il presidente russo Vladimir Putin, rivela Barak Ravid di Axios, che cita una fonte dell'amministrazione americana.

L'ultimo incontro tra Witkoff e Putin risale all'11 aprile scorso. "Le emozioni sono state forti oggi.Ma è positivo che 5 Paesi si siano incontrati per avvicinare la pace: Ucraina, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania", scrive intanto su X il presidente Zelensky dopo il nuovo attacco dagli Usa.

E per questo il leader ucraino allega al suo post una dichiarazione del 2018 dell'allora segretario di Stato Mike Pompeo, durante il primo mandato Trump, nella quale gli Stati Uniti ribadivano il no all'annessione della Crimea da parte di Mosca. "Le parti hanno espresso le proprie opinioni e accolto rispettosamente le posizioni reciproche – ricorda poi il presidente ucraino, in un riferimento ai colloqui a Londra -. È importante che ciascuna parte non sia stata solo un partecipante, ma abbia contribuito in modo significativo.La parte americana ha condiviso la sua visione.

L'Ucraina e altri europei hanno presentato i loro contributi.E speriamo che sia proprio questo lavoro congiunto a portare a una pace duratura.

Siamo grati ai partner".  Del resto, conclude il leader di Kiev, "l'Ucraina agirà sempre in conformità con la sua Costituzione e siamo assolutamente certi che i nostri partner, in particolare gli Stati Uniti, agiranno in linea con le sue forti decisioni". Sul flop di Londra interviene intanto il Cremlino, secondo cui "l'Europa vuole la guerra, non i negoziati".A dirsene certo è il portavoce Dmitry Peskov in un'intervista a Le Point. "Non ci sono posizioni comuni al momento, perché l'Europa vuole la guerra, non i negoziati…

L'Europa non è sovrana, ha fatto quello che l'amministrazione Biden le ha chiesto di fare, come se ogni presidente, ogni primo ministro fosse il suo consigliere.Finora, è stata Washington a svolgere il ruolo principale", l'attacco di Peskov. Secondo il Cremlino, la spaccatura fra gli alleati dell'Ucraina è il motivo per cui non si è tenuta la riunione dei ministri degli Esteri. "Non sono stati in grado di allineare le loro posizioni su alcuni temi.

E' per questo che la riunione è saltata", ha affermato quindi Peskov, ricordando che l'incontro avrebbe dovuto fornire agli Stati Uniti "l'opportunità di proseguire i loro sforzi di mediazione". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il gladiatore di York e il leone, nello scheletro la prova delle lotte uomo-animali

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(Adnkronos) – Driffield Terrace, cimitero romano di York nel Regno Unito, 2mila chilometri dal Colosseo.Fra i resti dei corpi di giovani uomini uno in particolare colpisce l'attenzione di un gruppo di scienziati: è lo scheletro di un uomo di età compresa tra i 26 e i 35 anni, sepolto in una tomba con altri due e ricoperto di ossa di cavallo.

Uno scheletro che mostra i segni dei morsi di un leone.Su un osso dell'anca, per esempio, spicca con chiarezza un solco che si ritiene sia stato lasciato dal dente della belva.

Per i ricercatori è la "prima prova archeologica di un combattimento tra gladiatori e animali, tra un essere umano e un leone" nell'Impero Romano.Una scoperta definita "estremamente emozionante" da Malin Holst, Dipartimento di Archeologia dell'Università di York e direttrice generale di York Osteoarchaeology, specializzata in scavi e analisi di resti umani. "Ora – dice – possiamo iniziare a costruire un'immagine migliore di come fossero in vita questi gladiatori".  La scoperta, continua, "conferma anche la presenza di grandi felini e potenzialmente altri animali esotici nelle arene di città come York", che allora era la città romana di Eboracum.

Lo scheletro, probabilmente sepolto tra il 200 e il 300 d.C., è stato recuperato ed esaminato in uno dei cimiteri di gladiatori meglio conservati al mondo, dove nel 2010 i ricercatori hanno annunciato l'esame archeologico di 82 scheletri di giovani uomini ben sviluppati, particolarmente robusti per via dell'addestramento a cui venivano sottoposti e segnati da un'alta frequenza di ferite guarite, associate alla violenza del 'mestiere'.Gli esperti al tempo notarono, osservando lo smalto dei denti, la grande varietà di province romane di tutto il mondo da cui provenivano, nonché prove di insoliti riti funebri nel luogo di sepoltura e di morti compatibili con i combattimenti dei gladiatori. Le testimonianze dei combattimenti tra gladiatori nell'Impero Romano sono ben documentate, con prove sia di conflitti tra umani che di combattimenti tra umani e animali come leoni e orsi.

Tuttavia, i resti reali dei gladiatori sono relativamente scarsi nella documentazione archeologica.E in Britannia, in particolare, occupata dai Romani dal I al V secolo, non vi sono finora prove confermate di combattimenti tra umani e animali.

Sebbene le immagini di gladiatori morsi dai leoni siano apparse in antichi mosaici e ceramiche, lo studio pubblicato su 'Plos One' presenta "prove scheletriche convincenti", supportate da esperimenti forensi, di una vittima umana attaccata da un grande animale carnivoro.Il lavoro è una collaborazione tra l'Università di York, la Maynooth University, la Cranfield University, la Durham University, il King's College di Londra, la York Archaeology e la York Osteoarchaeology. "I segni dei morsi sono stati probabilmente provocati da un leone, il che conferma che gli scheletri sepolti nel cimitero erano di gladiatori, piuttosto che di soldati o schiavi, come inizialmente si pensava – ragiona Holst – e rappresentano la prima conferma osteologica dell'interazione umana con grandi carnivori in un contesto di combattimento o di intrattenimento nel mondo romano". Si tratta dell'ultima parte di un lavoro iniziato nel 2004, quando vennero rinvenuti i primi scheletri nel cimitero romano risalente a 1.800 anni fa, che si trova lungo la strada romana che conduceva da York a Tadcaster. Cosa racconta lo scheletro del gladiatore di York?

Che il giovane in vita sembra aver sofferto di problemi alla colonna vertebrale, probabilmente causati da sovraccarico alla schiena, di infiammazione al polmone e alla coscia, nonché malnutrizione infantile da cui si era poi ripreso.Il suo scheletro parla anche della fine del combattente.

Vita e morte di un gladiatore.La ferita da morso di leone – confermata dal confronto con campioni di morsi di un leone in uno zoo – non era guarita ed è quindi probabile che sia stata la causa della sua morte.

Si ritiene che l'individuo sia stato decapitato dopo la morte, un rituale che sembra essere stato praticato da alcuni in epoca romana, sebbene le ragioni di tale pratica rimangano poco chiare. Gli scienziati – Tim Thompson della Maynooth University, Irlanda, e colleghi – hanno tracciato l'identikit dell'uomo e di cosa faceva per vivere: l'analisi dello scheletro fa pensare che fosse un 'Bestario'.Si tratta di un ruolo gladiatorio, così venivano chiamati i volontari o schiavi che scendevano nell'arena per misurare il loro coraggio battendosi con le fiere. "Spesso – riflette Holst – abbiamo un'immagine mentale di questi combattimenti che si svolgevano nella grandiosa cornice del Colosseo a Roma, ma queste ultime scoperte dimostrano che tali eventi sportivi avevano una portata molto più ampia, ben oltre il centro dei territori romani più importanti.

Probabilmente esisteva un anfiteatro nella York romana, ma non è ancora stato scoperto". Sembra che York abbia ospitato spettacoli di gladiatori fino al IV secolo d.C., forse perché nella città ricoprivano incarichi molti generali e politici di alto rango, tra cui Costantino, che si autoproclamò imperatore nel 306 d.C.La presenza di illustri condottieri romani implicava una sfarzosa vita sociale, e per gli scienziati non sorprende trovare prove di spettacoli di gladiatori, così come un esteso sito di sepoltura a loro dedicato, ma era ritenuto interessante confermare la presenza di animali grandi come un leone in questi siti, e non solo cinghiali e cervi, ad esempio.

I proprietari dei gladiatori non avrebbero voluto che morissero: erano degli 'sportivi' costosi, non molto diversi dai calciatori di oggi, spiegano gli esperti, e come tali volevano che vincessero, che potessero combattere di nuovo e, se non sopravvivevano, spesso ricevevano dei 'doni' da offrire nell'aldilà, come è evidente in alcune delle tombe di Driffield Terrace. Questa ricerca, afferma David Jennings, Ceo di York Archaeology, "si aggiunge alle ricerche precedenti e in corso sul genoma relative alle origini di alcuni degli uomini sepolti in questo particolare cimitero romano.Forse non sapremo mai cosa portò quest'uomo nell'arena dove crediamo abbia combattuto per l'intrattenimento altrui, ma è notevole che la prima prova osteoarcheologica di questo tipo di combattimento gladiatorio sia stata trovata così lontano dal Colosseo di Roma, che sarebbe stato lo stadio di Wembley del mondo classico". Questo scheletro specifico presenta una serie di depressioni sul bacino, che in precedenza erano state suggerite come possibile prova di morsi di carnivori.

Creando una scansione tridimensionale di questi segni, i ricercatori del nuovo studio hanno potuto confrontarli con i morsi di una varietà di animali diversi e così hanno stabilito che erano probabilmente i morsi di un leone.Poiché si trovavano sul bacino, l'idea è che i morsi in questione stati causati dal fatto che il leone si fosse nutrito del corpo al momento della morte. "Le implicazioni del nostro studio multidisciplinare sono enormi – commenta Thompson, che è professore di antropologia all'università di Maynooth – Qui abbiamo prove concrete dello spettacolo dell'Impero Romano e dei pericolosi combattimenti gladiatori in scena.

Questo fornisce nuove prove a supporto della nostra comprensione del passato", una comprensione "per anni basata in gran parte su testi storici e rappresentazioni artistiche".E' una scoperta che permette di "rimodellare la nostra percezione della cultura dell'intrattenimento romano nella regione".  "Come testimonianze tangibili degli spettacoli negli anfiteatri romani della Gran Bretagna, i segni dei morsi ci aiutano a comprendere questi spazi come luoghi di brutali dimostrazioni di potere", ragiona il coautore John Pearce, del King's College di Londra. "Sono ormai passati 20 anni da quando abbiamo portato alla luce 80 sepolture a Driffield Terrace" e "uno degli aspetti più straordinari dell'archeologia – conclude Jennings – è che continuiamo a fare scoperte anche anni dopo la conclusione di uno scavo, poiché i metodi di ricerca e la tecnologia ci permettono di esplorare il passato in modo più dettagliato".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Milan 0-3: Jovic e Reijnders regalano la finale di Coppa Italia al Diavolo

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(Adnkronos) – L’uomo meno atteso spinge il Milan in finale.Sette anni dopo l’ultima volta, Luka Jovic sceglie la serata perfetta per trasformarsi in eroe e regala al Diavolo il successo nel derby che vale l'ultimo atto della Coppa Italia.

Conceicao lo schiera a sorpresa, il serbo graffia insieme a Reijnders il 3-0 di San Siro con le due reti più pesanti del suo biennio rossonero.Dopo l’1-1 dell’andata, significano finale.

Sfuma per l’Inter il sogno di vincere tutto in una stagione giocata fin qui a ritmi clamorosi, il Milan tiene viva la possibilità di alzare un altro trofeo per riscattare un’annata in chiaroscuro.L’occasione arriverà il 14 maggio, all’Olimpico di Roma, contro la vincente dell’altra semifinale tra Empoli e Bologna (3-0 rossoblù all’andata). L’ultimo derby della stagione si apre con il saluto commosso di San Siro a Papa Francesco.

I tifosi di Milan e Inter si uniscono nel minuto di silenzio e poi in un lungo applauso per il pontefice scomparso lunedì.La stracittadina inizia così, immersa nell’atmosfera di un mercoledì di fine aprile dal sapore un po' triste e malinconico.

I rossoneri giocano per salvare una stagione, con l’obiettivo non banale – e ribadito a più riprese da Conceicao – di chiudere con due trofei.Il Diavolo non ci riesce dall’annata 2007-08.

Gli uomini di Inzaghi scendono in campo per mantenere vivo il sogno del Triplete, pochi giorni prima della delicata sfida di campionato con la Roma e soprattutto della semifinale Champions d’andata con il Barcellona.  Inzaghi si mette nelle mani del solito 3-5-2: in mezzo al campo c’è Asllani, con Calhanoglu che parte in panchina, e davanti è Taremi la spalla di Lautaro Martinez.Conceicao risponde con un 3-4-3 già visto e soprattutto con Jovic, schierato a sorpresa al centro dell’attacco, con Pulisic e Leao a suggerire.

Panchina per Abraham.  L’Inter parte meglio e il primo vero squillo della partita arriva con Darmian, che intorno al 10’ raccoglie un pallone in mezzo al campo e parte verso la porta di Maignan per scaricare un destro affilato in diagonale.Palla (di poco) alla destra di Maignan.

L’onda nerazzurra è impetuosa e al 22’ tocca a Dimarco: Barella allarga sulla sinistra per l’esterno nerazzurro, che calcia nonostante il pressing e colpisce la parte alta della traversa.La partita si gioca a ritmi alti, da una parte e dall’altra.

Il Milan non sta a guardare e passa alla prima vera occasione: al 36’, Fofana apre a destra per Jimenez, lo spagnolo apparecchia un cross perfetto per la testa di Jovic ed è 0-1.L’uomo meno atteso sblocca la stracittadina e stordisce l’Inter, che accusa il colpo per qualche minuto prima di proiettarsi di nuovo dalle parti di Maignan.

Diavolo avanti all'intervallo.  La ripresa parte senza cambi, ma l’Inter non ha nemmeno il tempo di buttarsi in avanti alla ricerca del pari.Al 49’ il Milan raddoppia e l’uomo del destino è sempre Jovic.

Calcio d’angolo dalla destra, batti e ribatti in area di rigore e palla che resta sospesa nel cuore dell’area piccola.Il serbo ne approfitta e fa esplodere di nuovo la parte rossonera di San Siro.

Conceicao esulta e applaude i suoi per l’approccio, Inzaghi corre ai ripari e chiama quattro cambi in contemporanea.Al 53’ dentro Zalewski, Arnautovic, Frattesi e Calhanoglu, fuori Dimarco, Taremi, Barella e Asllani.

Inter rivoluzionata per tentare la rimonta.Il primo cambio di Conceicao è invece in difesa: out Gabbia, spazio a Thiaw.  L’Inter resta timida, il Milan vive di spazi e accelerazioni e con Leao dà sempre l’impressione di poter pungere.

Gli uomini di Inzaghi faticano a costruire una reazione organizzata e per tornare dalle parti di Maignan serve un calcio d’angolo di Calhanoglu al 69’: De Vrij salta più in alto di tutti, la risposta di Maignan è prodigiosa e permette ai suoi di conservare il doppio vantaggio.Il quarto d’ora finale è per Conceicao tutta gestione.

Il tecnico portoghese cerca freschezza con i muscoli di Abraham e Loftus-Cheek e richiama in panchina Jovic (tra gli applausi della curva rossonera) e Pulisic. È quanto basta per amministrare il finale e chiudere la gara: all'86', Leao imbuca per Reijnders e l'olandese batte Martinez di sinistro.Finisce 0-3.

I rossoneri volano in finale e chiudono da imbattuti la serie dei derby stagionali (3 vittorie, tra cui il trionfo in Supercoppa, e 2 pareggi).Serata amara per l'Inter, che ora dovrà ripartire con la testa ai prossimi obiettivi.

Tra Champions e Serie A, si gioca sul filo. (di Michele Antonelli)  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco e il benefattore misterioso per la sepoltura: spunta ipotesi Berlusconi

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(Adnkronos) – Chi è il misterioso benefattore che pagherà la sepoltura nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore di Papa Francesco?Nel testamento diffuso dalla sala stampa vaticana, infatti, c'è un riferimento alle spese per la preparazione della tomba del Pontefice.

Ma Rolandas Makrickas, l'arciprete coadiutore della basilica papale di Santa Maria Maggiore, che ha ricevuto tutte le istruzioni per disporre della somma, si è chiuso nel silenzio.Secondo 'Affaritaliani.it' la rosa degli 'indiziati' si sarebbe ridotta a due persone.
 
Si parla con insistenza di un lascito testamentario voluto da Silvio Berlusconi e affidato al secondogenito Piersilvio.

In alternativa, la donazione (si parla di una cifra pari a un milione di euro) sarebbe arrivata dalla Corona di Spagna, voluta da Re Felipe VI e dalla Regina Letizia per ricordare la devozione del Paese alla Chiesa e alla Madonna. Ma l'ipotesi Berlusconi, scrive Affaritaliani.it viene accreditata dai più visto lo sforzo di copertura delle reti Mediaset durante la malattia del Papa e dal momento della sua morte.Piersilvio Berlusconi ha mandato una mail a tutti i dipendenti elogiando professionalità e impegno ma anche tempestività, garbo e rigore, ''all'altezza del ruolo che siamo chiamati a svolgere''.  
Il segreto sul benefattore, comunque, rimane ufficialmente custodito nel conto corrente bancario della Popolare di Sondrio, intestato al Capitolo di Santa Maria Maggiore con 'causale' Donazione Basilica Papale di Santa Maria Maggiore.

Lo stesso Iban che viene usato per le donazioni delle persone ''qualunque''. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Palermo, scoppia incendio in casa e crolla solaio: donna muore schiacciata

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(Adnkronos) – Tragedia a Palermo dove nel pomeriggio è morta una donna nell'incendio della sua abitazione nella zona di viale Regione Siciliana, a Palermo.Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato vigili del fuoco e sanitari del 118.

Le fiamme hanno provocato il cedimento del solaio e la donna è rimasta schiacciata.Sul luogo del rogo sono presenti anche gli agenti di polizia. Ci sono anche due ferite nell'incendio dell'appartamento: si tratta della sorella della vittima e della badante.

Le due sono state portate in ospedale per intossicazione da fumo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Guinea Bissau, arrestata un’attivista italiana: è in carcere da 5 giorni

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(Adnkronos) – Un'attivista italiana e imprenditrice del settore alberghiero, Valentina Cirelli, è stata arrestata la settimana scorsa nella Guinea Bissau, insieme ad altre 15 persone, nella località balneare di Varela.E' quanto apprende l'Adnkronos, secondo cui Cirelli, presidente dell'associazione ambientalista Tchon Tchomano e proprietaria dell'hotel Kassumayaku, viene avvicinata il 18 aprile scorso da otto soldati della Guardia nazionale, dopo un incendio alle strutture di un progetto di sfruttamento delle sabbie pesanti di Nihinquin.  Valentina Cirelli non riesce ad avere contatti con i suoi legali, apprende ancora l'Adnkronos da fonti locali, che ricostruiscono l'arresto della donna. Dopo il blitz nel suo albergo, i militari informano la donna che il comandante vuole parlarle al posto militare di Varela: Cirelli inizialmente rifiuta, spiegando che sta lavorando, ma poi viene costretta ad accompagnarli, senza il cellulare e gli occhiali, che le verranno poi portati dal compagno.

Al posto militare di Varela, l'attivista e imprenditrice, di padre italiano e madre guineana, viene informata che verrà trasferita a Ingoré, per essere formalmente trattenuta e ascoltata dalla Procura.La notte tra il 18 e il 19, Cirelli la trascorre detenuta a Ingoré, insieme a una donna originaria di Nhinquin.

Il giorno successivo entrambe vengono trasferite in una cella nella seconda stazione di polizia di Bissau.Alle 19.58, Valentina invia l'ultimo messaggio prima che la batteria del suo telefono si scarichi. Il giorno dopo, la domenica di Pasqua, l'avvocato e un amico fanno visita alla donna per 10 minuti, portandole vestiti, cibo e prodotti per l'igiene personale, e la polizia le permette di chiamare brevemente suo padre, prima di confiscarle nuovamente il cellulare.

Il console onorario italiano riesce a farle visita per circa un'ora.Quindi il giorno successivo, Cirelli viene condotta al ministero dell'Interno, senza aver prima potuto incontrare gli avvocati, e poi rimandata nella stessa cella della stazione di polizia di Bissau.

Ancora ieri la polizia non ha permesso agli avvocati di contattarla a causa di "ordini superiori", mentre oggi hanno tentato di consegnare una richiesta di Habeas Corpus, allo scopo di inoltrarla al giudice per le indagini penali, ma gli agenti si sono rifiutati di riceverla. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torino-Udinese 2-0, decidono Adams e Dembelé

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(Adnkronos) – Il Torino batte 2-0 l'Udinese in un match valido per la 33/a giornata di Serie A, disputato allo stadio Olimpico-Grande Torino.A decidere la partita i gol di Adams al 39' e Dembelé all'85'.

In classifica i granata sono al 10° posto con 43 punti, 3 in più dei friulani undicesimi.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parma-Juventus 1-0: Pellegrino affonda i bianconeri

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(Adnkronos) – La Juventus di Tudor cade a Parma in un insolito mercoledì di Serie A.Al Tardini, il graffio di Pellegrino regala l’1-0 e tre punti d’oro alla squadra di Chivu, che sale a quota 31 e mette a distanza di sicurezza la zona retrocessione (+6 dal Venezia terzultimo).

La prima sconfitta dell'era Tudor vale una frenata pesante in ottica Champions per i bianconeri: la Juve ora è quinta a 59 punti, agganciata dalla Lazio e a -1 dal Bologna quarto.  Dopo il minuto di silenzio in memoria di Papa Francesco, al Tardini parte meglio la Juve.Ci prova subito Locatelli dal limite dell'area, ma la botta del centrocampista sfiora il palo alla destra di Suzuki.

Il Parma pian piano abbozza una reazione, ma dopo una manciata di minuti Chivu è costretto a togliere Vogliacco (dopo un contrasto con Nico Gonzalez, al suo posto dentro Hainaut) e Bernabé (problema muscolare, dentro Estevez).I padroni di casa guadagnano comunque metri e si fa vedere dalle parti di Di Gregorio soprattutto con Bonny, pericoloso in un paio di occasioni intorno alla mezz'ora.

A un soffio dall'intervallo, passano i giallobù: in pieno recupero, Valeri crossa e Pellegrino salta più in alto di tutti, firmando il vantaggio per i padroni di casa.Qualche colpa per Kelly, non proprio perfetto in marcatura, e proteste bianconere per un presunto tocco di mano.

L'arbitro Chiffi dice che è tutto regolare, Parma avanti all'intervallo.  La ripresa inizia all’insegna dei cambi.Chivu è costretto al terzo (Estevez non ce la fa a continuare e lascia spazio a Hernani), Tudor toglie Vlahovic e manda in campo Conceicao.

La Juve guadagna metri con il passare dei minuti e Tudor trova spunti pericolosi con l’aiuto di Yildiz, mandato in campo al 57’ al posto di McKennie. È la mossa che cambia inerzia alla partita e dà il via all’assedio alla porta di Suzuki.La Juve alza i ritmi e ci prova: si fa vedere soprattutto con il turco e con un paio di conclusioni da fuori di Thuram e Conceicao, ma manca sempre la freschezza giusta nell’ultima giocata.

Gli uomini di Chivu resistono fino al novantesimo, proteggono il vantaggio e strappano una vittoria che pesa come un macigno in ottica salvezza.Per Tudor, elogiato da Giuntoli nel pre-partita, ora la corsa Champions è un po’ più dura.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Genoa-Lazio 0-2: Castellanos e Dia rilanciano i biancocelesti

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(Adnkronos) –
Colpo Champions della Lazio.I biancocelesti si rialzano dopo la delusione europea e battono il Genoa 2-0 nella 33esima giornata di Serie A.

Decisivi i gol, uno per tempo, della coppia d'attacco Castellanos-Dia.Con questa vittoria la squadra di Baroni sale a 59 punti, aggancia la Juve e si porta a un solo punto dal quarto posto del Bologna, mentre quella di Vieira rimane a quota 39.  Parte subito forte la Lazio, che chiude il Genoa nella propria metà campo.

Biancocelesti con il baricentro alto e pressing asfissiante sui portatori di palla rossoblù, costretti spesso a lanciare lungo per provare a saltare la linea di pressione.La prima occasione della partita però è dei padroni di casa: al 12' Pinamonti si inserisce nella difesa ospite e incrocia il destro, trovando l'attenta risposta di Mandas.

La partita cambia ancora al 22': Castellanos infila un bel pallone per Zaccagni, che lanciato in porta viene steso da Otoa, giovane difensore all'esordio in Serie A.L'arbitro Ayroldi non ha dubbi ed estrae il rosso per il danese, lasciando così il Genoa in 10 uomini.

La Lazio prende campo, forte dell'uomo in più: Leali para prima sul diagonale di Guendouzi, poi sul tiro da fuori di Lazzari. È il preludio al vantaggio biancoceleste: al 33' Pellegrini serve Castellanos in area, l'argentino si coordina e in mezza rovesciata fulmina il portiere rossoblù sotto la traversa, firmando il suo 14esimo gol stagionale.Guendouzi sfiora il raddoppio dal limite al 41', ma senza centrare la porta. Il Genoa prova a reagire a inizio ripresa, la Lazio tiene le linee strette e aspetta bassa gli avversari, che fanno girare il pallone ma senza riuscire a creare vere occasioni.

I biancocelesti vanno a un passo dal raddoppio al 58': Pellegrini sfonda sulla sinistra e mette un bel cross basso dentro su cui si avventa Rovella, ma il centrocampista non riesce a mettere dentro in spaccata.Il 2-0 però è solo rinviato: al 65' è proprio Rovella a imbucare per Dia, che con il sinistro in diagonale buca Leali.

Al 72' altro episodio del match: un duro intervento di Belahyane, appena entrato in campo, costa il rosso al centrocampista della Lazio, che rimane in dieci e ristabilisce quindi la parità numerica.L'espulsione dà coraggio al Genoa, che torna a spingere ma senza riuscire a creare pericoli dalle parti di Mandas.

Termina quindi 0-2 al Ferraris. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nel week end il calcio torna protagonista: La Juve Stabia riparte da Bolzano dopo una pausa forzata

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Sono stati giorni in cui lo sport, e il calcio in particolare, hanno inevitabilmente lasciato spazio a notizie di ben altra rilevanza e drammaticità. Il tragico incidente della Funivia del Monte Faito ha scosso profondamente la comunità locale e l’intero Paese e come se non bastasse questa tragedia, lunedì arriva una doccia gelata per la comunità cristiana mondiale: Papa Francesco ritorna alla casa del Padre.

Notizie queste che hanno occupato giustamente le prime pagine e i notiziari. In momenti come questi, la dimensione ludica e passionale del calcio passa in secondo piano, di fronte al dolore e alla necessità di comprensione e cordoglio per eventi luttuosi che toccano nel profondo.

Oggi, però, si cerca di tornare, per quanto possibile, a una parvenza di normalità, e per gli appassionati di calcio questo significa rivolgere nuovamente lo sguardo al campo. La Serie B chiama, e la Juve Stabia si prepara per una trasferta impegnativa in Alto Adige, dove affronterà il Sudtirol allo Stadio Druso di Bolzano domenica 27 aprile 2025 alle ore 15:00.

Si tratta di una sfida che, pur non avendo una lunga tradizione, evoca ricordi importanti per i tifosi gialloblù in campionato, legati a solo due precedenti (uno in Supercoppa di Serie C2 del 2010 e un altro legato al precedente stagionale al Romeo Menti).

Il Sudtirol, ormai da diverse stagioni una realtà consolidata nel panorama cadetto, si presenta come la classica “favola” che ha saputo ritagliarsi un ruolo rispettabile. Quest’anno, tuttavia, le cose non stanno andando come nelle annate precedenti, con la squadra altoatesina ancora invischiata nella lotta per non retrocedere.

Questo rende l’avversario di giornata estremamente motivato e affamato di punti salvezza, un fattore che la squadra di mister Pagliuca dovrà tenere in seria considerazione. Il Sudtirol, guidato dall’esperto Fabrizio Castori – subentrato a stagione in corso – è una compagine solida e ben organizzata, capace di mettere in difficoltà chiunque, specialmente tra le mura amiche.

La Juve Stabia, dal canto suo, arriva a Bolzano forte di un cammino esterno che, pur con qualche alto e basso, ha dimostrato la capacità delle Vespe di raccogliere punti importanti anche lontano da Castellammare.

Il bel punto conquistato a Cremona, i tre ottenuti a Cesena e il pareggio di Mantova sono lì a dimostrarlo. La squadra ha nelle proprie corde la possibilità concreta di tornare a casa con un risultato positivo, che sarebbe fondamentale per continuare a inseguire i propri obiettivi stagionali in una classifica di Serie B sempre molto corta e combattuta.

La gara d’andata tra Juve Stabia e Sudtirol fu un crocevia importante. Le Vespe cercavano conferme e punti pesanti, mentre gli altoatesini attraversavano un periodo difficile. La vittoria della Juve Stabia per 2-1 al Menti ebbe come conseguenza l’esonero di mister Zaffaroni dalla panchina del Sudtirol, un destino toccato ad altri tecnici (come Breda, Sottil e Alvini) dopo aver incrociato il cammino della formazione stabiese guidata da Pagliuca.

Ora, con il rush finale del campionato ormai avviato, ogni punto pesa il doppio. La sfida di Bolzano non fa eccezione e potrebbe dire molto sia in chiave play-off per la Juve Stabia sia nella lotta per non retrocedere che vede impegnato il SudTirol. Sarà una gara tutta da seguire, con le Vespe che, dopo giorni in cui la mente era altrove, avranno sicuramente quella voglia matta di tornare a stupire e a far parlare di sé per le gesta sul campo.

Papa Francesco, marea umana da tutto il mondo a San Pietro per l’addio a Bergoglio – Video

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(Adnkronos) – Migliaia di persone da questa mattina in piazza San Pietro per dire addio a Papa Francesco.Non tutti riescono a entrare, alcuni devono rinunciare ma solo temporaneamente: ritenteremo domani, dicono infatti.

C’è chi ha attraversato l’Atlantico per essere qui, come un prete americano giunto dal Maryland; chi ha fatto ore di viaggio in macchina e chi era già a Roma per visitare i parenti, come la signora Giuseppa Mangione, di Agrigento che di Bergoglio conserverà "sempre la bontà, il modo di porsi, la capacità di comunicare, che riusciva a trasmettere un messaggio francescano"; e c’è chi ha voluto portare i figli per fargli vivere un’esperienza storica, come Mariagrazia De Flandre, arrivata da Concorezzo, in provincia di Monza.Lei è tra quelli che non soni riusciti a omaggiare la salma, ma non si scoraggia: "Riproverò comunque domani". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sara Campanella, la lettera dei genitori dell’assassino: “Chiediamo scusa col cuore a pezzi”

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(Adnkronos) – Da parte della famiglia di Stefano Argentino, un "atto moralmente dovuto e sentito".Da parte dell'avvocato Giuseppe Cultrera, la volontà di spiegare, "con la vocazione alla toga", la scelta di assumere la difesa del 27enne reo confesso dell'omicidio di Sara Campanella, la studentessa universitaria accoltellata a Messina il 31 marzo.

Sono queste le motivazioni che hanno spinto l'avvocato Cultrera a far recapitare ("in data 15 aprile", sottolinea il legale) alla famiglia di Sara, tramite il loro avvocato, due lettere che i genitori della ragazza hanno però scelto di non leggere nemmeno.Tramite l'avvocato Concetta La Torre, i genitori della 22enne hanno spiegato di ritenere quelle scuse "un atto dovuto". "Se fossero state sincere – è il loro ragionamento – sarebbero arrivate prima". 
Per i genitori di Stefano invece il tempo trascorso è stato solo un segno di rispetto. "Quelli trascorsi – scrivono – sono giorni in cui il vostro immenso dolore meritava solo silenzioso rispetto, almeno da parte nostra.

Non riusciamo ancora a darci una spiegazione, e probabilmente non riusciremo mai a darcela, ma non possiamo esimerci a porgere, con il cuore a pezzi, le nostre scuse per l'inspiegabile e ingiustificabile gesto compiuto da nostro figlio.Non ci sono parole".

E ancora: "Comprendiamo, da genitori a genitori, ogni vostra scelta e ci limitiamo a chiedere scusa, per quanto possa servire a consolare un cuore di genitore, per il gesto compiuto da nostro figlio". "La scelta di scrivere una lettera alla famiglia di Sara – spiega all'Adnkronos l'avvocato Cultrera – è venuta direttamente dai genitori di Stefano.Scuse sentite che, chiaramente non alterano lo stato processuale, ma che sentivano come un obbligo morale".

Anche Cultrera ha voluto inviare una lettera alla famiglia Campanella in cui spiega come nel difendere Argentino si ricorderà sempre "di confrontarsi con un uomo che ha spento, al di là di ogni irragionevole motivo, il sorriso alla vostra Sara".Durante il processo, sottolinea nella missiva, "verrà fatta giustizia per Sara.

Per una Sara che rappresenta tante donne, più o meno giovani, vittime di soprusi, a volte fatali, spesso e per lo più, per mano di chi professa la più elevata forma di amore". (di Manuela Azzarello) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giuntoli: “Tudor? La speranza è continuare insieme”

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(Adnkronos) – "Visti gli ultimi risultati sembra che la quota Champions si sia alzata, ma dobbiamo pensare solo a noi e a questa partita molto delicata e solo da vincere per raggiungere il nostro obiettivo".Sono le parole del dt della Juventus Cristiano Giuntoli a Dazn, poco prima della partita di campionato tra i bianconeri e il Parma.  "Porta aperta per proseguire con Tudor?

Siamo stati chiari fin da subito.La speranza – ha precisato Giuntoli – è continuare insieme, ma prenderemo la decisione insieme dopo il Mondiale per Club.

Saremmo tutti contenti di continuare insieme". Il dt bianconero ha poi parlato della situazione dei prestiti proprio in vista della rassegna americana: "Trattenere i prestiti per il Mondiale per Club?Stiamo parlando con i club di appartenenza, contiamo molto sui rapporti e sulle volontà dei singoli giocatori, ma è una decisione che verrà presa a fine campionato.

Ora parliamo e speriamo che tutto vada per il verso giusto".   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Agli scimpanzé piace bere alcol e lo fanno anche in compagnia

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(Adnkronos) – Sono seduti in circolo, come tre vecchi amici, al centro un 'African breadfruit' in condivisione.Lo scatto rubato non ritrae umani, ma scimpanzé.

E quello che stanno condividendo non è un cocktail, ma qualcosa che si avvicina molto.Il 'gossip' – in realtà una notizia molto scientifica – è che anche i primati antropomorfi 'bevono', o meglio consumano alcol, in compagnia.

Gli scimpanzé protagonisti della foto – sorpresi per la prima volta in questa modalità – stanno dividendo della frutta 'alcolica', nello specifico un maxi frutto del pane africano fermentato.Lo 'scoop' è di un team di ricerca guidato dall'Università di Exeter, che ha installato delle telecamere nel Parco nazionale Cantanhez in Guinea-Bissau. Le riprese di scimpanzé che condividono il frutto del pane africano fermentato, che è stato confermato contenere etanolo (alcol), sollevano affascinanti interrogativi sul fatto che cerchino deliberatamente l'alcol e sul perché lo facciano, spiegano gli autori del lavoro pubblicato su 'Current Biology'.  Si ritiene che l'uomo abbia iniziato a consumare alcol fin dai tempi più remoti della sua storia evolutiva, con effetti benefici sui legami sociali.

Il nuovo studio suggerisce che i nostri parenti più prossimi potrebbero fare qualcosa di simile. "Sappiamo che negli esseri umani bere alcol provoca il rilascio di dopamina ed endorfine, con conseguenti sensazioni di felicità e rilassamento", ragiona Anna Bowland, del Centro per l'ecologia e la conservazione al Penryn Campus di Exeter, in Cornovaglia. "Sappiamo anche – prosegue – che condividere l'alcol, incluso attraverso tradizioni come i banchetti e i festini, aiuta a formare e rafforzare i legami sociali.Quindi, ora che sappiamo che gli scimpanzé selvatici mangiano e condividono frutti contenenti etanolo, la domanda è: potrebbero ottenere benefici simili?".   I ricercatori hanno utilizzato telecamere attivate dal movimento, che hanno filmato gli scimpanzé mentre condividevano la frutta fermentata in 10 occasioni separate.

Questa frutta è stata analizzata per il contenuto alcolico.Il livello più alto riscontrato era di 0,61% Abv (Alcohol By Volume, unità di misura utilizzata nelle bevande alcoliche), una percentuale relativamente bassa.

Ma i ricercatori affermano che potrebbe essere solo la 'punta dell'iceberg', poiché il 60-85% della dieta degli scimpanzé è composta da frutta, quindi bassi livelli di alcol in vari alimenti potrebbero tradursi in un consumo significativo.I ricercatori sottolineano che è improbabile che gli scimpanzé si 'ubriachino', poiché questo chiaramente non migliorerebbe le loro chance di sopravvivenza. L'impatto dell'alcol sul metabolismo degli scimpanzé è sconosciuto, puntualizzano gli esperti.

Tuttavia, recenti scoperte di un adattamento molecolare che ha notevolmente aumentato il metabolismo dell'etanolo nell'antenato comune delle scimmie africane suggeriscono che il consumo di frutta fermentata potrebbe avere origini antiche in specie come l'uomo e gli scimpanzé. "Gli scimpanzé non condividono il cibo in continuazione, quindi questo comportamento con la frutta fermentata potrebbe essere importante", evidenzia Kimberley Hockings, Università di Exeter. "Dobbiamo scoprire di più per capire se cercano deliberatamente frutti etanolici e come li metabolizzano, ma questo comportamento potrebbe essere una delle prime fasi evolutive del 'festino'.Se così fosse – conclude – ciò suggerirebbe che la tradizione umana di banchettare in compagnia potrebbe avere origini molto profonde nella nostra storia evolutiva". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)