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Gori, Nola: Presentato il macro-progetto dedicato ai comuni dell’area nolana

Distrettualizzazione e completamento degli schemi fognari a Nola e nei comuni dell’Area Nolana: è questo il nuovo obiettivo su cui sono al lavoro Gori, Ente Idrico Campano e Regione Campania, nell’ambito di una progettualità partecipata e condivisa che punta a rendere sempre più efficace ed efficiente il servizio idrico integrato in tutto il distretto Sarnese-Vesuviano.

È in tale ottica che questa mattina è stato inaugurato il cantiere per la realizzazione di circa 1 km di nuova rete fognaria nel borgo di Castel Cicala, la storica contrada che diede i natali a Giordano Bruno, situata presso il comune di Nola: un intervento funzionale al rilancio paesaggistico di una località di grande pregio e valore culturale. L’obiettivo, infatti, è quello di collettare i reflui dell’area all’impianto di depurazione di Boscofangone e dismettere le vasche private a tenuta che spesso generano gli scarichi in ambiente.

I presenti all’evento

Hanno partecipato il Sindaco, Carlo Buonauro, il Presidente di Gori, Sabino De Blasi, l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello, il Commissario Straordinario Consorzio Generale di Bonifica del bacino inferiore del Volturno, Francesco Todisco, il Coordinatore del Distretto Sarnese-Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, Raffaele Coppola, il Presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo, il componente della VII Commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile della Regione Campania, Mario Casillo, il Vicepresidente della VII Commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile della Regione Campania, Massimiliano Manfredi, e il Vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola.

Gori Nola - 30102023 - Inaugurazione del cantiere in via San Francesco e presentazione del macro-progetto per l'Area Nolana foto 3

A seguire, la presentazione del macro-progetto dedicato ai comuni dell’Area Nolana finanziato con 10 mln di euro provenienti da fondi PNRR, regionali e in parte coperti anche dalla tariffa. Il progetto, inoltre, prevede un secondo lotto funzionale, che coinvolgerà tutti i 21 comuni del comprensorio depurativo dell’Area Nolana afferenti all’Ato3, per un importo complessivo di 20 milioni di euro, che approccerà ad una nuova vision integrata del ciclo delle acque. Il piano di interventi, oltre a prevedere il completamento degli schemi fognari comunali, non tralascia, su questi territori, il risanamento della rete idrica attraverso un ulteriore programma di riduzione delle perdite, che si affianca a quanto già messo in campo con il progetto Azioni per l’Acqua che sta interessando tutti i comuni serviti da Gori.

Le parole del Sindaco di Nola, Carlo Buonauro, sul progetto Gori:

È una giornata importante perché da un lato finalmente si lavora per ridare dignità a un borgo storicamente noto per essere il luogo dove è nato Giordano Bruno, dall’altro doteremo di rete fognaria una zona del territorio che ne era sprovvista, grazie ad una strategia che vede in prima linea tutte le istituzioni coinvolte

Dichiarazione del Presidente Gori, Sabino De Blasi, sull’evento di Nola:

Partiamo oggi con un importante cantiere compreso nel piano di interventi per la distrettualizzazione e il completamento degli schemi fognari nei comuni dell’Area Nolana, che si affianca a quanto già messo in campo da Gori grazie alla costruttiva sinergia con Regione Campania ed Ente Idrico Campano, e al costante dialogo con le Amministrazioni Comunali

Il commento del Coordinatore del Distretto Sarnese-Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, Raffaele Coppola:

“Testimoniamo il nostro impegno per l’Area Nolana con fatti ed azioni concrete. Il macro-progetto presentato oggi, anche attraverso una visione organica ed integrata delle strategie messe in campo, è funzionale al rilancio di un territorio che può assumere un ruolo centrale e significativo”

Le considerazione del Presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo:

La nostra attività prosegue su tutti fronti. Puntiamo a rendere il servizio idrico integrato sempre più all’altezza dei tempi e della responsabilità che abbiamo come amministratori di questa terra. Lo stiamo facendo in tutti i territori e sono felice che oggi a Nola avviamo un’attività di programmazione e di gestione importante” 

Gori Nola - 30102023 - Inaugurazione del cantiere in via San Francesco e presentazione del macro-progetto per l'Area Nolana foto 4

Le conclusioni del Vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola:

Il disinquinamento dei corpi idrici superficiali e la messa in sicurezza del territorio sono alcuni dei grandi temi ambientali di cui ci stiamo occupando anche nell’Area Nolana. Abbiamo fatto passi da gigante negli ultimi anni, motivo per cui ringrazio Gori, Ente Idrico Campano, Consorzio di Bonifica del bacino inferiore del Volturno e le Amministrazioni Comunali. Stiamo raggiungendo risultati concreti e anche gli interventi avviati oggi lo testimoniano” 

Scuola, i dati choc: si suicidano 10 insegnanti all’anno

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(Adnkronos) – Una media di 10 suicidi all’anno tra gli insegnanti della scuola italiana.Sono i dati choc che emergono da una ricerca pubblicata su Lab Parlamento, quotidiano online di analisi e scenari politici da cui emerge che nel periodo 2014-2023 ben 100 docenti si sono tolti la vita.  La ripartizione geografica degli episodi vede in prima posizione il Sud e Isole (58), seguita dal Nord (23) e dal Centro (19).

La suddivisione in base al genere fa registrare 42 uomini e 58 donne, nonostante le donne costituiscano l’83% del totale corpo docente.I docenti in servizio (84) sono più numerosi di quelli che si sono tolti la vita ormai in pensione (16).

L’età media dei casi osservati è di 51 anni, ma questa scende sensibilmente (48 anni) se viene calcolata tra i soli docenti ancora in attività.Per quanto concerne il livello d’insegnamento, i casi di suicidio si dividono così: 12 Infanzia; 29 Primaria; 25 Superiore I grado; 34 Superiore II grado. Tra le motivazioni che porterebbero al suicidio, scrive Vittorio Lodolo D’Oria, esperto di burnout nella scuola, va sicuramente considerata “l’usura psicofisica tra gli insegnanti, da attribuirsi alla peculiarità della professione”.

Una tendenza confermata, spiega ancora l’autore della ricerca, anche dal rischio suicidario degli insegnanti studiati in Francia (2005) e Regno Unito (2009 e 2012): sono i due soli Paesi che hanno valutato il fenomeno “rilevando i livelli più alti rispetto a tutte le altre categorie professionali e alla popolazione generale”. “Episodi suicidari – rileva Lodolo D’Oria – si verificano in tutti i livelli d’insegnamento anche se con diversa distribuzione.Nella primaria, Secondaria di I e II grado si notano differenze anche se non statisticamente significative.

Una percentuale sensibilmente inferiore si rileva nella Scuola dell’Infanzia (12%) che però è imputabile al minor numero di insegnanti a questo livello e l’età media più ridotta rispetto alle colleghe dei livelli superiori.Se ne trae il messaggio che nessuna categoria è risparmiata dal fenomeno suicidario, come d’altronde hanno dimostrato studi nazionali, che rilevano la stessa incidenza di patologie psichiatriche in tutti i livelli d’insegnamento.

La responsabilità di queste conseguenze è – lo ribadiamo – dovuta alla professione e non al sistema scolastico o al livello di insegnamento in cui si esercita”.  La scelta della modalità di suicidio “varia sensibilmente tra i due generi.La precipitazione/defenestrazione è la più frequentemente scelta e, quasi esclusivamente, dalle donne (40F vs 2M).

A seguire l’impiccagione/soffocamento dove prevalgono nettamente gli uomini (25M vs 1F).A buona distanza seguono l’annegamento (7F vs 1M); il ricorso a un’arma da fuoco è unicamente maschile (8M); l’avvelenamento da farmaci (6F) risulta a esclusivo appannaggio delle donne.

Chiudono la graduatoria il gettarsi sotto il treno (4F); il ricorso ad arma bianca (3M); il darsi fuoco (2M).Merita una menzione a parte la recente modalità adottata da due insegnanti – nel 2022 e 2023 – che hanno acquistato su internet il “kit per il suicidio”, mettendo in essere l’insano gesto”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa Italia e Supercoppa a Mediaset, 56 milioni alla Lega Serie A

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(Adnkronos) – I diritti tv per la Coppa Italia e la Supercoppa italiana rimarranno a Mediaset per altri tre anni. “L’Assemblea, riunitasi in data 30 ottobre 2023, ha deliberato l’assegnazione dei diritti audiovisivi del Pacchetto Dirette Audiovisive Coppa Italia e Supercoppa Italiana alla società Reti Televisive Italiane S.p.A”, spiega la Lega Serie A.Inoltre, a quanto apprende l’Adnkronos, l’accordo raggiunto con la Lega Serie ammonta a circa 56 milioni di euro, più due di costi fissi che sostiene la tv, per il triennio 2024-27.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, settore giovanile: vittoria in esterna per la Primavera

Juve Stabia, i risultati nel weekend del settore giovanile: vince a Francavilla la Primavera per 1-3. Sconfitta a Monopoli l’Under 15.

Il tabellino del match della Primavera 3 impegnata a Francavilla.

Virtus Francavilla – Ruggiero, De Giorgio, Arnesano, Martina, Fekete, Serio (86′ Violante), Mancarella, Geusa (57′ Magnati), Vapore (86′ Gorgoni), Busso (72′ Spataro), Latagliata. A disp. De Leo, Casucci, Di Pietrangelo, Tamburano, Pinto, Pavone, Panico, Fersini, Lofrese, Abatematteo, Cerfeda. All. D’Ignazio

Juve Stabia – Lauritano, Boakye, Avallone (80′ Gargiulo), Cirillo, Galietti, Ascolese, Patricelli (46′ Borrelli), Testa, Saviano (77′ D’Ambrosio), Faccetti (93′ Pezzella), Aprea (93′ Gallo). A disp. Puca, Schettino, Angellotti, Velotti, D’Auria. All. Lucenti

GOL – 3′ Saviano (JS), 6′ Faccetti (JS), 20′ Serio (VF), 80′ Aprea (JS)

AMMONIZIONI – Serio (VF), Geusa (VF), Busso (VF), Galietti (JS), Patricelli (JS), Testa (JS), Puca (JS)

ESPULSIONI – /

In classifica la Juve Stabia nel Girone B di Primavera 3 è al terzo posto con 11 punti in condominio col Gubbio. In testa l’Avellino con 15 punti, segue la Virtus Francavilla con 12 battuta dalle Vespette e poi Juve Stabia e Gubbio con 11 punti.

Il tabellino del match Monopoli-Juve Stabia per il campionato Under 15.

Allo stadio Tommaso Carrieri di Monopoli si è disputata la sesta giornata del campionato Under 15 nazionali che ha visto i padroni di casa imporsi 3-0 sulle vespette

Cosi in campo:

Monopoli – De Michele, Lieggi, Catacchio, Liuzzi (57′ Dammacco), Sette, Todisco, Bini, Ranieri, Maggiulli, Barbera (70′ Leotta), Damiani (85′ Gora). A disp. Colonia, De Giglio, Cassano, Santacesaria, Savino.

Juve Stabia – Cappa, Sparavigna (65′ Tricarico), Muoio, Sapio, Picardi, Vanzanella, Filosa (73′ Borriello), Iadanza (65′ Capozzoli), Luongo (55′ Iuorio), Mauro, Bottone (73′ Silvestri). A disp. Valentino, Martone, Raimondo. All. Criscuoli

GOL – 65′ Maggiulli (M), 82′ Damiani (M), 91′ Maggiulli (M)

AMMONIZIONI – /

ESPULSI – /

Carlo e Camilla come il conte Dracula e consorte per Halloween

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(Adnkronos) – Pipistrelli, streghe e ragni giganti, ma anche gatti neri, zombie e le onnipresenti zucche dal ghigno satanico.Il dolcetto o scherzetto ad Halloween si compie sempre in una tradizionale e mostruosa scenografia.

Che nell’edizione 2023, però, ha finito per includere anche re Carlo e la regina Camilla, rispettivamente trasformati (e anche declassati) in uno spettrale conte Dracula e consorte.E che ora fanno capolino dalle cassette della Royal Mail, dopo aver preso il posto dei precedenti topper (rivestimenti messi in cima alle buche delle lettere) che li rappresentavano in più rispettose e canoniche vesti reali, per intenderci, entrambi con corona e, poi, con spada ed ermellino, Charles, e collana di perle e borsetta blu, l’elegantissima regnante. Se parlando di Halloween – festività dalle radici anglosassoni, ma che ha preso piede in tutto il mondo, e negli ultimi anni anche in Italia, per il fatto di essere amatissima dai bambini, che possono vivere un momento serale (più che notturno) a metà fra un brivido di paura e la consolazione di una caramella – sappiamo tutti di cosa si tratta, probabilmente i più non conosceranno la meno nota tradizione british dei topper, che da quest’anno si è fusa, proprio grazie a Carlo e a Camilla, con quella della notte del 31 ottobre.

Si tratta di ‘cappelli’ che i loro creatori infilano in cima alle cassette postali del Regno Unito e sui quali si ergono personaggi che rimandano più o meno all’attualità.Tutti, comunque, realizzati rigorosamente all’uncinetto.

Sono vere e proprie statuette di lana fatte a mano dai ‘crocheter’ (chi lavora all’uncinetto), che nel Warwickshire (Midlands Occidentali) dimostrano abilità creative sorprendenti, sia per fantasia che per la somiglianza con il personaggio che intendono di volta in volta rappresentare. Si erano già visti all’opera, i crocheter, lo scorso anno, con le loro lanose rappresentazioni della regina Elisabetta e dei suoi immancabili e amati Corgi, che erano apparse sulle cassette postali di tutta la Gran Bretagna immediatamente dopo la morte della sovrana, tanto che la Royal Mail aveva lanciato un appello affinché le opere d’arte non ostruissero completamente le buche delle lettere e non fossero di intoppo al loro primario utilizzo postale.Ma per Halloween – denti canini in vista e mantello nero, minigonna dark e borsa piena di ragnatele – quest’anno la fantasia degli uncinetti si è superata, con un dolce scherzetto a Carlo e a Camilla, alias conte Dracula e spaventosa consorte. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Facebook e Instagram, subito a pagamento: quanto costa abbonamento web e smartphone

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(Adnkronos) –
Instagram e Faccebook a pagamento da novembre 2023.Meta, colosso proprietario dei due social network, ha annunciato che offrirà in Europa un abbonamento per l’utilizzo dei social senza pubblicità.

Da novembre, il servizio avrà il prezzo di 9,99 euro al mese per la versione web e il costo di 12,99 euro al mese per le versioni da smartphone iOS e Android.La decisione, rende noto la società, è stata adottata “in conformità con le normative europee” relative alla protezione dei dati e ai mercati digitali. Gli abbonamenti costituiscono un’offerta supplementare che consentirà l’utilizzo e la consultazione dei due social senza inserzioni pubblicitarie.

La modalità con pubblicità, invece, rimarrà disponibile a chi continuerà ad iscriversi normalmente, come accade ora, senza nessun pagamento.In quest’ultimo caso, spiega Meta, nei feed compariranno inserzioni pubblicitarie ritenute “rilevanti” per gli utenti.

Gli abbonamenti a pagamento saranno accessibili a persone di età superiore ai 18 anni nell’Ue, nei paesi dello spazio economico europeo (See) e in Svizzera. Cosa succede a chi possiede più profili?Meta ha chiarito che a partire dal primo marzo 2024 agli account aggiuntivi di ciascun utente verrà applicato un costo aggiuntivo di 6 euro al mese per la versione web e di 8 euro al mese per la versione smartphone. —tecnologiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tinto Brass: “Con Alba Parietti liti in passato, ecco perché”

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(Adnkronos) – “Ringrazio Alba per i momenti di eccitante bellezza”.Tinto Brass risponde così alle parole di Alba Parietti che, durante la trasmissione ‘Belve’ del 24 ottobre scorso è tornata a parlare di un suo litigio con il regista durante la preparazione di un film che non venne mai realizzato. “Un grazie a Francesca Fagnani per la bella foto che ha mandato in onda durante il suo programma, ricordandomi i momenti felici della mia vita” dice.  Verso la seconda metà degli anni Novanta si parlò di un film dal titolo ‘Una coppia senza volto’, che doveva essere prodotto da Medusa – spiega Tinto Brass all’AdnKronos -.

Il progetto veniva direttamente da Alba Parietti, che doveva recitare nel ruolo di Caterina, una madre di famiglia, assoggettata al volere di un uomo.All’epoca le riviste di gossip riferirono che la Parietti si rifiutò di concedermi la visione del suo culo.

In realtà ci furono varie schermaglie culminate in un litigio finale per la sua incapacità di estraniarsi dal suo personaggio televisivo”.Quindi aggiunge: “Il suo culo fu invece malamente celebrato nel film ‘Il macellaio’, diretto da Aurelio Grimaldi, che era stato proposto a me e che doveva uscire con il titolo ‘Lola e il macellaio’.

Ma sebbene avessi già scritto la sceneggiatura con la collaborazione della scrittrice Alda Teodorani, non si raggiunse un accordo con la produzione e riutilizzai alcune scene per il film successivo, ‘Monella’”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo a Roma, albero cade in via della Magliana: ferito motociclista

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(Adnkronos) – Un albero è caduto in via della Magliana, a Roma, e nel crollo un motociclista di passaggio è rimasto ferito.Sul posto è intervenuta la polizia locale del Gruppo Marconi.

L’albero, un platano, è caduto all’altezza del civico 86 di via della Magliana: il motociclista, un uomo di 59 anni, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Camillo.  A quanto si apprende, tuttavia, l’uomo non sarebbe fortunatamente in condizioni gravi ed è stato trasferito in codice rosso per la dinamica dell’incidente.Nel primo pomeriggio sono state diverse le segnalazioni alla polizia locale per alberi e rami caduti a causa del forte vento nella Capitale. Sono intanto una cinquantina le chiamate arrivate alla polizia locale di Roma nel primo pomeriggio, per il forte vento nella Capitale e in particolare nelle zone dell’Eur, Tintoretto e sul litorale.

Tra le segnalazioni arrivate quelle relative ad alberi e rami caduti o pericolanti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Depistaggio Borsellino, al via processo appello

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(Adnkronos) – Al via, domani, davanti alla Corte d’Appello di Caltanissetta, il processo di secondo grado del cosiddetto depistaggio sulle indagini sulla strage di via D’Amelio, in cui furono uccisi, il 19 luglio del 1992, il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.Davanti alla Corte nissena si ritroveranno nuovamente alla sbarra i tre poliziotti accusati di concorso in calunnia aggravata dall’avere agevolato Cosa nostra.

A rappresentare l’accusa sarà il neo Procuratore generale Fabio D’Anna con i sostituti procuratori generali Antonino Patti e Gaetano Bono.Sarà applicato dalla Procura anche il pm Maurizio Bonaccorso, che ha rappresentato l’accusa in primo grado, dopo l’addio di Stefano Luciani e Gabriele Paci, andati rispettivamente a Roma e Trapani.

Nella sentenza di primo grado, emessa il 12 luglio del 2022, era caduta l’aggravante mafiosa per due dei tre poliziotti imputati del processo depistaggio Borsellino: prescritti i reati per Mario Bo e Fabrizio Mattei, mentre Michele Ribaudo era stato assolto.Il poliziotto Ribaudo era stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”.

Erano tutti accusati di concorso in calunnia aggravata dall’aver favorito Cosa nostra.E, in particolare, per aver contribuito a “vestire il pupo”, ovvero a “costruire” il falso pentito Vincenzo Scarantino. Per Bo il procuratore Salvatore De Luca e i sostituti Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso avevano chiesto 11 anni e 10 mesi di carcere, per gli altri due imputati 9 anni e mezzo.

L’ennesimo processo per tentare di fare luce su quanto accadde alle 16.58 di 31 anni fa ma soprattutto nelle ore a seguire.Cinque processi in trentuno anni, che diventano quattordici se si contano anche gli appelli e le decisioni della Corte di Cassazione.

Oltre trenta giudici si sono espressi su quanto avvenuto in via D’Amelio.Sono state emesse condanne, anche all’ergastolo, assoluzioni, e c’è stata una revisione per delle condanne a vita inflitte ad innocenti che nulla c’entravano con la strage in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. A cambiare le sorti dei processo sulla strage di via D’Amelio è stato il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, che ha iniziato a raccontare particolari sull’attentato e a dire, con forza, che Vincenzo Scarantino aveva raccontato ai magistrati solo fandonie.

Perché “non poteva sapere nulla di quella strage”.Sono state passate così al setaccio le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza.

Che ha raccontato tanti dettagli, negli anni tutti ritenuti veritieri dai giudici.I magistrati e gli investigatori della Dia di Caltanissetta iniziarono così a conoscere i retroscena della strage Borsellino, organizzata dal clan mafioso di Brancaccio, diretto dai fratelli Graviano.

Ma con un mistero: chi era l’uomo che il giorno prima della strage avrebbe partecipato alle operazioni di caricamento dell’esplosivo sulla 126, in un garage di via Villasevaglios, a Palermo?Spatuzza ha sempre detto di non conoscerlo.

Forse appartiene, pensano i magistrati, ai servizi segreti.A confermare le parole di Spatuzza sugli esecutori della strage di via D’Amelio è la confessione di chi si era accreditato come collaboratore di giustizia attendibile, depistando le indagini sull’eccidio del 19 luglio 1992.  Soltanto nel 2017, con l’esito del processo Borsellino quater primo grado e quello del processo di revisione, si è conseguita la certezza della “inattendibilità inconfutabile ed irreversibile” di Scarantino, di Andriotta e degli altri collaboratori a loro legati.

Dunque l’incontestabile falsità delle rispettive propalazioni.La Corte di Cassazione nel processo Borsellino quater scriveva: “La strage di via d’Amelio rappresenta indubbiamente un tragico delitto di mafia, dovuto a una ben precisa strategia del terrore adottata da Cosa Nostra, in quanto stretta dalla paura e da fondati timori per la sua sopravvivenza a causa della risposta giudiziaria data dallo Stato attraverso il ‘maxiprocesso’, potendo le emergenze probatorie relative a quelle ‘zone d’ombra’ indurre, al più, a ritenere che possano esservi stati anche altri soggetti, o gruppi di potere, interessati alla eliminazione del magistrato e degli uomini della sua scorta”.

La Cassazione ha così confermato le condanne all’ergastolo per i boss palermitani Salvatore Madonia e Vittorio Tutino, condannando per calunnia i falsi collaboratori di giustizia Calogero Pulci e Francesco Andriotta (per quest’ultimo con un lieve sconto di pena di 4 mesi) confermando la sentenza emessa dalla Corte d’assise d’appello di Caltanissetta nel novembre 2019.Nel luglio 2022 è arrivato il quattordicesimo giudizio.

Sul “più grande depistaggio della storia giudiziaria italiana”.  Nelle motivazioni, i giudici di primo grado hanno ribadito che “non è stata Cosa nostra a fare sparire, dopo la strage di via D’Amelio, l’agenda rossa di Paolo Borsellino”.Mentre la Procura di Caltanissetta, guidata da Salvatore De Luca, nei motivi di appello, firmati con il pm Maurizio Bonaccorso, ha sottolineato che “Il movente della sottrazione di un reperto così importante” come l’agenda rossa di Paolo Borsellino “da parte di soggetti che per funzioni svolte erano legittimati ad intervenire e operare sul luogo della strage e quindi esterni alla consorteria mafiosa, non può essere altro che quello di sviare le indagini, nel senso di impedire che le investigazioni potessero fuoriuscire dal perimetro delimitato dalla matrice esclusivamente mafiosa dell’attentato di via D’Amelio”. “I comportamenti tenuti dal dirigente della Squadra mobile” Arnaldo La Barbera “risultano eccessivamente sospetti e inducono ragionevolmente a ipotizzare un ruolo del dottor La Barbera per la sottrazione dell’agenda rossa.

Se realmente la spinta psicologica del dottor La Barbera nell’azione illecita che ha portato alla creazione di tre falsi collaboratori di giustizia – hanno spiegato i pm – fosse stata soltanto quella di ‘potere mantenere e accrescere la propria posizione all’interno della Polizia di Stato’, come ritiene il Tribunale, allora si sarebbe dovuto assistere a iniziative e comportamenti totalmente diversi, con sforzi investigativi orientati a cercare di fare luce anche sul mistero dell’agenda rossa”.  Per la Procura di Caltanissetta “la chiave di lettura alle incomprensibili condotte e reazioni del dottor La Barbera su questa specifica vicenda allora non può essere altra che quella del mantenimento delle indagini all’interno del ‘perimetro’ mafioso della strage”.Nei motivi di appello del processo depistaggio Borsellino De Luca e il pm Maurizio Bonaccorso hanno poi scritto: “Singolari anomalie in occasione di alcune telefonate effettuate dal falso pentito Vincenzo Scarantino mentre era a San Bartolomeo al Mare dopo avere collaborato con la giustizia”.

E ancora: “A fronte di circa 280 eventi telefonici verso utenze in uso ai familiari e al difensore di Scarantino non vi sono state anomalie nel funzionamento del registratore”, invece “in occasione di due chiamate verso il numero 091-210101” cioè il telefono fisso della Questura di Palermo “si sono verificate due anomalie”.Così come anomalie si sarebbero riscontrate nella chiamate verso la pm Annamaria Palma.

I pm hanno parlato di “imbarazzante comportamento processuale” degli “appartenenti del gruppo Falcone e Borsellino” in aula. “Le risultanze probatorie del processo depistaggio Borsellino, hanno scritto nei motivi di appello, “hanno consentito di acclarare con assoluta certezza episodi di indottrinamento posti in essere da Arnaldo La Barbera e da Mario Bo.In occasione di ciascuno dei due interrogatori del 16 settembre e del 28 ottobre 1994 – hanno detto ancora i pm – risultano documentati accessi del dottor Bo nel carcere di Palliano, dove era detenuto il collaboratore Andriotta”.

E hanno ribadito “il numero elevato di colloqui investigativi con Scarantino” che “evidenziano un costante modus operandi del dottor La Barbera e dei suoi fedelissimi funzionari caratterizzati dall’uso dei colloqui investigativi e degli accessi in strutture carcerarie per istruire i falsi collaboratori”. Per i giudici di primo grado “a meno di non ipotizzare scenari inverosimili di appartenenti a Cosa nostra che si aggirano in mezzo a decine di appartenenti alle forze dell’ordine, può ritenersi certo che la sparizione dell’agenda rossa non è riconducibile a una attività materiale di Cosa nostra”.E hanno aggiunto: “Ne discendono due ulteriori logiche conseguenze.

In primo luogo, l’appartenenza istituzionale di chi ebbe a sottrarre materialmente l’agenda.Gli elementi in capo non consentono l’esatta individuazione della persona fisica che procedette all’asportazione dell’agenda senza cadere nella pletora delle alternative logicamente possibili ma è indubbio che può essersi trattato solo di chi, per funzioni ricoperte, poteva intervenire indisturbato in quel determinato contesto spazio-temporale e per conoscenze pregresse sapeva cosa era necessario e opportuno sottrarre”.  “In secondo luogo – hanno scritto ancora i giudici del processo depistaggio – un intervento così invasivo, tempestivo e purtroppo efficace nell’eliminazione di un elemento probatorio così importante per ricostruire – non oggi ma nel 1992 – il movente dell’eccidio di via D’Amelio certifica la necessità per soggetti esterni a Cosa nostra di intervenire per ‘alterare’ il quadro delle investigazioni evitando che si potesse indagare efficacemente sulle matrici non mafiose della strage e, in ultima analisi, disvelare il loro coinvolgimento nella strage di via d’Amelio”.

Per i giudici di Caltanissetta, “movente della strage e finalità criminale di tutte le iniziative volte allo sviamento delle indagini su via D’Amelio sono intimamente connesse”.Nelle quasi 1.500 pagine delle motivazioni, i giudici hanno anche parlato poi “della presenza di altri soggetti o gruppi di potere co-interessati all’eliminazione di Paolo Borsellino con un ruolo nella ideazione, preparazione ed esecuzione della strage di via D’Amelio”. E, nel frattempo, Lucia Borsellino e il marito, l’avvocato Fabio Trizzino, legale della famiglia del giudice nei processi, sono stati auditi dalla Commissione nazionale antimafia sul depistaggio.

Parole dure, quelle della figlia maggiore del magistrato.Ha parlato di “buio istituzionale”, dei “silenzi” e dei “non ricordo” che “non ci hanno consentito di risalire alla verità, ai veri responsabili del depistaggio, ai mandanti occulti e ai responsabili morali della strage” di via D’Amelio, e non ha mancato di fare riferimento alla sparizione dell’agenda rossa di suo padre, il giudice Paolo Borsellino, esprimendo anche delle perplessità sul fatto che non sia stato compiuto “nell’immediatezza dell’attentato l’esame del dna sulla borsa di mio padre”.

Per Lucia Borsellino, quella che è stata consegnata alla sua famiglia, dopo inchieste e processi, diventa così solo “la verità della menzogna”. “Qualunque ricostruzione dei fatti non può prescindere da riscontri documentali e testimonianze raccolti con assoluto rigore metodologico: è passato troppo tempo – ha affermato Lucia Borsellino- da quella strage, per cui non siamo più disposti ad accettare verità che non rispondano a questo rigore.Una ricostruzione anche solo sul piano storico delle vicende che hanno caratterizzato prima e dopo la strage di via D’Amelio sconta degli ostacoli che, a nostro avviso, per il tempo trascorso sono divenuti ormai insormontabili, ma – ha aggiunto – spero di essere smentita”.  Mentre per l’avvocato Trizzino “Occorre andare a cercare dentro l’ufficio della Procura di Palermo per vedere se allora si posero in atto condotte che in qualche modo favorirono quel processo di isolamento, delegittimazione, indicazione come target e obiettivo di Paolo Borsellino, che sono quelle condizioni essenziali che hanno sempre proceduto gli omicidi eccellenti a Palermo”.

Parlando delle dichiarazioni rese al Csm dai magistrati della Procura di Palermo subito dopo la strage e “rimasti nei cassetti per 30 anni”, Trizzino ha sottolineato: “È un dolore incommensurabile avere scoperto che già dal luglio del 1992 esistevano dei verbali e delle audizioni dei magistrati della Procura di Palermo in cui vuoi per la vicinanza rispetto alla strage o vuoi perché in quella Procura vi era un malessere che covava da tempo, i magistrati di allora furono sinceri e privi di qualunque freno inibitorio nel racconto delle dinamiche che, messe in atto dal procuratore Pietro Giammanco, resero di fatto impossibile la vita di un magistrato valoroso come Borsellino”.E da domani, si ricomincia. (di Elvira Terranova) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pellegrini, Corona sul suo sito: denunciato tre volte per stalking a una escort. Il calciatore: “Notizie inventate”

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(Adnkronos) – “Tre denunce per stalking, una a Parma, una ad Avezzano e una a Roma nei confronti del calciatore della Roma e della nazionale italiana Lorenzo Pellegrini, tutte fatte dalla stessa persona, una giovane escort rumena A.G.”.Lo rivela il sito dillingernews.it per cui scrive Fabrizio Corona, secondo cui si tratta di “una storia che dura da mesi”.

Immediata la smentita del calciatore che parla di “notizie inventate” e annuncia di aver dato mandato ai suoi legali per essere tutelato. Il sito spiega inoltre che “a presentarle, in un periodo che va da aprile 2023 ad oggi, è stato uno studio legale della capitale a cui la ragazza si è rivolta per cercare di porre fine a quello che, secondo i denuncianti, sarebbe un comportamento che va ben oltre i limiti della legge.Nelle segnalazioni fatte alla polizia ci sarebbe anche la richiesta di approfondire eventuali altri reati che potrebbero essere riscontrati dagli inquirenti in fase di indagini”, aggiunge il sito.  Le denunce, spiegano i legali della ragazza a dillingernews, “sono state tutte presentate con la richiesta di attivare il cosiddetto codice rosso.

Si tratta del protocollo che consente indagini in casi particolarmente gravi di violenza tra gli altri maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, con l’effetto che saranno adottati più celermente eventuali provvedimenti di protezione delle vittime”. “Ho dovuto sprecare tre minuti della mia giornata per leggere l’articolo pubblicato su un canale instagram riportante notizie inventate sul mio conto.Non voglio invece sprecare più di 3 secondi per smentire delle ovvie sciocchezze.

Ci penseranno i miei legali a cui ho già conferito mandato per tutelare gli interessi e soprattutto i valori miei e della mia famiglia”.Queste le parole con cui il giocatore della Roma e della Nazionale Lorenzo Pellegrini su Instagram smentisce le indiscrezioni apparse sui social e sul sito dillingernews su tre denunce a carico del giocatore. “Ora ho cose più importanti a cui pensare, visto che a breve nascerà il mio terzo figlio.

Mi auguro che le Autorità competenti si attivino prontamente per tutelare le persone per bene”, ha aggiunto Lorenzo Pellegrini.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Uccise i genitori, per Benno Neumair ergastolo confermato in appello

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(Adnkronos) – E’ stato confermato in appello l’ergastolo per Benno Neumair, il 33enne imputato per l’omicidio e l’occultamento dei cadaveri dei genitori Peter Neumair e Laura Perselli.La Corte d’assise d’appello di Bolzano non ha accolto dunque le richieste di non imputabilità per il ragazzo, già condannato in primo grado. Nel marzo del 2021 fu lo stesso Benno a confessare il duplice omicidio dei genitori.

Nei verbali dei due interrogatori, desecretati dalla Procura di Bolzano, l’indagato, alla presenza dei difensori, aveva ammesso le sue responsabilità confessando di averli uccisi il 4 gennaio 2021 e di aver quindi gettato i corpi nel fiume Adige. “Non si sa mai come si entra e come si esce da un’aula di giustizia, però confidavo nel fatto che venisse confermato l’ergastolo.Ho chiamato Madé appena la Corte si è pronunciata.

Fortemente emozionata, si è sciolta in lacrime, sollevata e spero per lei che possa mettersi alle spalle ora questo processo, perché ha diritto di avere una vita nuova”.Così l’avvocato Carlo Bertacchi, che assiste Madé, sorella di Benno Neumair, commenta all’Adnkronos la conferma dell’ergastolo. (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malgioglio furioso con il ‘Cocktail d’amore’ di Mahmood: “Copione! Che caduta di stile!”

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(Adnkronos) – “Sono arrabbiato.Sono venuto a Istanbul a trovare il mio fidanzato e mi hanno avvertito che oggi Mahmood ha annunciato un nuovo brano che si intitola ‘Cocktail d’amore’.

Quello è un titolo iconico legato al brano di grande successo che scrissi io e che fu portata al successo dalla povera Stefania Rotolo”.Cristiano Malgioglio è furioso al telefono dalla capitale turca con l’Adnkronos.  “Sono fuori di me.

Quello non è un titolo banale. È un titolo molto originale per una canzone talmente importante.Come se io scrivessi una canzone e la intitolassi ‘Nel blu dipinto di blu’.

Non si può fare, mi fa infuriare.Se avesse fatto una cover, sarebbe stata una bella cosa.

Ma questo proprio no.Se lui non ha idee, cambiasse immediatamente lavoro.

Perché questo lavoro si fa con le buone idee, non scopiazzando le idee altrui.Di fronte a queste cadute di stile, io divento una bestia”, conclude Malgioglio, che in queste settimane si gode il successo di un altro suo brano senza tempo, portato al successo da Mina, ‘Amore Amore Amore’ e ora remixato da Mark Ronson.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riforme, testo Casellati su premierato incassa via libera maggioranza: venerdì in Cdm

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(Adnkronos) – Incassa il sostanziale via libera della maggioranza il testo di riforma costituzionale sul premierato che il ministro per le riforme Istituzionali Elisabetta Casellati presenterà venerdì in Cdm. “Siamo d’accordo anche sul testo sulle riforme, che verrà rappresentato al prossimo Consiglio dei ministri”, conferma al termine del vertice di maggioranza il vicepremier Antonio Tajani.  “Abbiamo fatto un proficuo lavoro, sia sulla legge di bilancio, che è stata mandata al Senato, con la conferma della compattezza e dell’idea che deve essere approvata il più rapidamente possibile, sia sulle riforme – fa eco il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi – .E’ uno degli obiettivi di questa maggioranza: il premierato, l’elezione diretta del Presidente del Consiglio” oltre “ai contenuti che saranno portati al prossimo Consiglio dei ministri”. “Abbiamo condiviso tutto il contenuto che ci è stato proposto.

Il Consiglio dei ministri penso che questa settimana approverà il disegno di legge che poi inizierà il suo iter”, ha proseguito Lupi sul tema delle riforme istituzionali.  Via libera anche alla norma ‘anti-ribaltone’ nell’intesa stretta a Palazzo Chigi sulla riforma del premierato, attesa venerdì in Consiglio dei ministri.La norma in questione, una delle più delicate dell’intera riforma, prevedrebbe, in caso di ‘caduta’ del premier eletto dal popolo, la possibilità di riprovare a ricostruire la maggioranza o con lo stesso premier o comunque con un altro esponente della stessa maggioranza scelta dai cittadini con il voto.

Solo in caso di tentativi falliti, dunque, il ritorno alle urne. A quanto si apprende, nel testo sul premierato che arriverà venerdì in Cdm ci sarebbe anche lo stop alla nomina di nuovi senatori a vita, fatta eccezione per i Presidenti della Repubblica uscenti.La misura è un vecchio cavallo di battaglia di Fdi, che pare abbia trovato spazio nel testo.

Per Fdi lo stop ai senatori a vita è una misura tra l’altro inattaccabile. “E’ sempre stata una cosa che abbiamo pensato – si ragiona in via della Scrofa – e sarebbe anche istituzionalmente inattaccabile perché adesso, se dovessimo procedere a nomina, sarebbero chiaramente per riequilibrare con nomine a noi più vicine rispetto a quelle del passato.Rinunciando c’è un chiaro segnale che non è battaglia politica, ma una questione meramente istituzionale”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Acea, Palermo: “Costante impegno per soluzioni all’avanguardia”

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(Adnkronos) – “Acea è costantemente impegnata nella ricerca di soluzioni all’avanguardia nei settori in cui opera”.E’ quanto scrive l’amministratore delegato e direttore generale di Acea, Fabrizio Palermo, in un suo intervento nella 33esima edizione del Libro dei Fatti, edito dall’Adnkronos. “Primo operatore dei servizi idrici in Italia, investirà 1,2 miliardi per il raddoppio e la messa in sicurezza dello storico acquedotto del Peschiera.

Un progetto che costituisce il più importante investimento in un’infrastruttura idrica a livello nazionale.L’acqua è un eccezionale volano di sviluppo per il Paese e una gestione industriale della risorsa idrica garantisce un servizio efficace, efficiente ed economico”. “L’uso di tecnologie avanzate come Waidy System e dell’intelligenza artificiale applicate alle reti idriche consente di abbattere guasti e monitorare i flussi.

Intorno alla Capitale – specifica Palermo – verrà realizzato un modello di rete integrata che è auspicabile replicare su scala nazionale”.  “Tra i principali player italiani nella distribuzione di energia, Acea gestisce le infrastrutture energetiche con la consapevolezza del ruolo che ha nel processo di transizione energetica.Un cambiamento – dice ancora l’ad di Acea – che richiede interventi mirati che rendano la rete di distribuzione flessibile e resiliente.

La digitalizzazione è una leva fondamentale in questa fase: telecontrollo, sistemi di IoT, smart meter di seconda generazione sono alcune delle iniziative adottate.Acea è stata pilota del progetto europeo PlatOne, un nuovo approccio di gestione della rete per ottimizzarne il funzionamento e renderla maggiormente stabile e resiliente anche in presenza di grandi produzioni di energia da fonti rinnovabili”. “In linea con la visione europea dell’Economia Circolare – ricorda poi l’ad – Acea gestisce il ciclo dei rifiuti recuperando, riciclando e riutilizzando al meglio i rifiuti stessi e recuperando energia quando possibile.

Il Gruppo è il primo player nel centro Italia, dove gestisce diversi siti industriali tra cui due impianti di termovalorizzazione.La partecipazione alla gara per la costruzione del termovalorizzatore di Roma, grazie alle migliori tecnologie al mondo in termini di emissioni, conferma l’impegno costante a supporto della Capitale in un settore cruciale come la valorizzazione dei rifiuti”. “La realizzazione delle infrastrutture – dice infine Palermo – richiede di rafforzare il monitoraggio sulla legalità: Acea ha siglato il Protocollo Quadro Nazionale con il Ministero dell’Interno per scoraggiare qualunque tentativo di infiltrazione criminale.

Acea mette al centro di ogni attività aziendale la persona: è da qui che parte ogni progetto in tutti i settori strategici.Per questo è stata siglata con i sindacati la Carta della Persona che punta anche a valorizzare e promuovere le giovani risorse interne e attribuire ruoli di rilievo alle donne in tutti i settori aziendali.

Il Gruppo si è posizionato primo tra le aziende italiane di servizio pubblico nella classifica Europe’s Diversity Leaders 2023 del Financial Times e Statista ottenendo la Certificazione Top Employers Italia 2023″. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele attacca Gaza tra operazioni segrete e incubo ‘Fallujah’: cosa sappiamo

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(Adnkronos) – E’ iniziata quella che per Israele è la seconda fase delle sue operazioni contro Hamas, che controlla la Striscia di Gaza.E’ l’inizio, senza l’assalto in stile ‘D-Day’ ma con l’incubo ‘Fallujah’, di quella che i leader israeliani hanno affermato potrebbe essere una guerra lunga e difficile, che vedrebbe salvati gli ostaggi in mano a Hamas e distrutto il gruppo, con l’insediamento di una nuova entità a governare l’enclave palestinese.

Le truppe israeliane sono dentro la Striscia, un conflitto che il premier israeliano Benjamin Netanyahu considera la “seconda guerra di indipendenza”.Scattata dopo il terribile attacco di Hamas in Israele dello scorso 7 ottobre. 
Gli israeliani non hanno voluto chiarire se l’ampliamento delle operazioni rappresenti l’inizio dell’attesa vasta incursione di terra.

I primi movimenti, anche gli obiettivi a breve termine, dell’operazione di terra dei militari israeliani sono rimasti – evidenzia il Washington Post – avvolti dal segreto.E’ risuonato il termine “graduale”.

Per le Nazioni Unite alle operazioni di terra vanno ora sommati i “più intensi raid aerei e bombardamenti di artiglieria israeliani” dall’inizio del conflitto più di tre settimane fa.E inizia a emergere un quadro generale, mentre da Gaza denunciano un bilancio di oltre ottomila morti in meno di un mese.  
Le Idf hanno diffuso immagini in bianco e nero che mostrano tank, mezzi corazzati e truppe a Gaza.

Nessuna rivelazione su quanti soldati siano entrati nella Striscia, né su quanto siano penetrati all’interno o sulle posizioni in cui si trovino.Non sono le incursioni “mirate” che le Idf hanno confermato di aver effettuato la scorsa settimana. E, invece dell’assalto massiccio, secondo analisti militari in Israele sembra che le Idf si muovano lentamente, con cautela, alla ricerca di trappole esplosive di Hamas da distruggere, di tunnel intorno al perimetro della Striscia, un piccolo lembo di terra, e in preparazione di ‘corridoi’ per il dispiegamento rapido di tank e truppe alla periferia di Gaza City. Al momento – afferma Michael Milshtein, a capo del Forum per gli studi palestinesi dell’Università di Tel Aviv University e con un passato nell’intelligence israeliana – le truppe israeliane operano principalmente ai margini di questo fazzoletto di terra, nei campi e nelle località sgomberate dagli abitanti, intorno al valico di Erez nel nord di Gaza.  E per quando le forze israeliane entreranno a Gaza City e nei campi profughi che la circondano, diversi analisti – Milshtein compreso – temono combattimenti intensi e sanguinosi in contesto urbano e parlano di “Fallujah”.

La mente torna al 2004, alla guerra in Iraq, all’assalto che finì con almeno 95 caduti tra i soldati americani e più di mille iracheni morti. Yoel Guzansky, un passato al Consiglio di Sicurezza nazionale israeliano e ora all’Istituto per gli studi di sicurezza nazionale, ha spiegato che le truppe inviate da Israele – probabilmente unità di fanteria d’élite e del genio militare (il cui numero non si conosce) sono schierate nelle aree di confine, ai margini nord e est.E, secondo Guzansky, gli obiettivi tattici sono due: identificare e bonificare trappole esplosive, Ied e altri ostacoli (naturali o artificiali) all’ingresso di un numero più consistente di truppe e comprendere il “nemico”, il “nuovo Hamas” con le sue capacità e armi. Per Kobi Michel, ricercatore all’Istituto israeliano per gli Studi sulla sicurezza nazionale, l’offensiva sta iniziando a creare un ‘percorso sicuro’ per le operazioni nella Striscia con “raid ogni notte sempre più in profondità” mentre “vengono ripulite tutte le strade dal confine a Gaza City”.

La “massiccia incursione di terra” è la “terza fase dell’operazione”, afferma, parlando della “gradualità” di questo conflitto. “Non combatteremo nei tunnel, a 30-40 metri sottoterra – ha detto – Abbiamo, presumo, mezzi e metodi creativi che ci consentiranno di distruggere questi tunnel sulle teste dei terroristi di Hamas che si nascondono al loro interno”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiorello ‘minaccia’ Mentana: “Se Fagnani passa da Rai al Nove gli buco le ruote all’auto”

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(Adnkronos) – “Se è vero che la Fagnani con ‘Belve’ andrà sul Nove?Alla Rai dico di non farseli scappare.

E alla Fagnani dirò che se lo fa io vado sotto casa e buco le ruote all’auto di Mentana…!”.  E’ la ‘minaccia’ di Fiorello, nel corso della conferenza-show dagli studi di Rai Radio in via Asiago a Roma per presentare la nuova edizione di ‘Viva Rai 2!’ che partirà dalle 7 del mattino del 6 novembre su Rai2 dalla nuova location del Foro Italico. Fiorello torna anche sul caso Giambruno. “Satira con i fuorionda?Ma ‘Striscia la Notizia’ lo fa da 40 anni!

Se io fossi di Mediaset lo saprei che c’è il fuorionda e che appostato c’è Antonio Ricci…anche Giambruno lo sa.

E’ la cifra di ‘Striscia’ e io mi comporterei di conseguenza.Anche in Rai c’è il fuorionda?

No, non c’è, almeno da noi: perché noi le cose che non si possono dire, le diciamo in onda…”, afferma divertito.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Blocco linee Napoli-Roma e Nettuno-Roma, cosa è successo

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(Adnkronos) – La circolazione resta rallentata sulle linee ferroviarie Napoli-Roma via Formia e Nettuno-Roma per consentire gli accertamenti dell’autorità giudiziaria dopo l’investimento di una persona a Campoleone in provincia di Latina.Come si apprende dalle informazioni sull’andamento della circolazione ferroviaria, i treni Intercity e Regionali possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 60 minuti e subire cancellazioni o limitazioni di percorso. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pnrr, Bonomi: “Abbiamo spostato oltre 18 mld investimenti, quest’anno valeva un punto di Pil”

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(Adnkronos) – “Rispetto al Pnrr abbiamo realizzato 24,2 miliardi su 24,5, cioè il 99% degli investimenti, ma abbiamo spostato oltre 18 miliardi di investimenti al triennio successivo, che quest’anno valeva un punto di Pil”.Lo ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi intervenendo all’assemblea di Federchimica, in corso a Milano.   “Il Pnrr -afferma Bonomi- è una grandissima opportunità, non possiamo permetterci di fallire perché uno dei problemi di questo Paese è il crollo degli investimenti.

E per un Paese che vuole crescere, questo è un dato allarmante”.  E dunque “nel prossimo triennio dobbiamo scaricare presto e bene quei finanziamenti, ma che siano finalizzati alla crescita del Pil”.Anche perché “due rotonde e un chilometro di pista ciclabile non fanno crescere il Pil del Paese. —pnrrwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Simona Izzo: “Non si dica che danneggio mio marito a ‘Ballando'”

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(Adnkronos) – “Io non voglio alimentare nessuna polemica, perché non vivo pascolando sul web come qualcun altro.Sono a Ballando per lavorare esattamente come lei.

Ma non voglio essere sottoposta a giudizi gratuiti e personali da parte della giuria, perché non ballo.Quindi se parlano di me intervengo”.

Simona Izzo, interpellata dall’Adnkronos sullo scontro di sabato sera a ‘Ballando con le stesse’ con la giurata Selvaggia Lucarelli che ha infiammato il web, ci tiene a chiarire alcuni punti.  “Io sono stata chiamata a lavorare nello show, perché evidentemente Milly ha ritenuto divertente raccontare, oltre all’amore romantico tra Simona Ventura e Giovanni Terzi, quello consolidato e ironico tra me e Ricky che dura da 37 anni.E io mi sto divertendo da morire, a prescindere da questi episodi polemici.

Poi se questo non piace a qualcuno mi dispiace.Ma questo non è il ballo non devono giudicare”.  Dello scontro in diretta con Selvaggia Lucarelli aggiunge: “Ci sono persone che fanno di tutto per provocare, c’è chi non reagisce e c’è chi reagisce.

Io alle provocazioni rispondo.Questa signora – dice Simona Izzo che non fa mai il nome della Lucarelli – probabilmente non ci sopporta, non è abituata alle relazioni stabili.

Lei ha sostenuto il compagno che l’anno scorso era in gara (Lorenzo Biagiarelli, ndr.), non vedo perché non possa farlo io che non sono in giuria”.Izzo ce l’ha in particolari con alcune affermazione della giurata di ‘Ballando’: “Dire a un marito ‘tua moglie ti danneggia’ non è carino.

Così come criticare un uomo perché porta i fiori in diretta alla moglie.Di questi tempi, questi gesti andrebbero valorizzati, altro che”, aggiunge Simona Izzo.  “Io sono un’ospite pagata del programma – prosegue – ma è chiaro a tutti che non sono la moglie che viene a ‘Ballando con le stelle’ a fare le pulci al marito.

Forse è questo che non piace: ormai di coppie storiche dello spettacolo siamo rimasti quasi solo noi a resistere così a lungo.Siamo un’istigazione all’amore.

Il segreto?Come diceva la moglie dell’ex presidente Ciampi, non andiamo mai a dormire senza aver fatto pace.

Anche se abbiamo discusso tutto il giorno”.  L’attrice regista è preoccupata anche tornare sullo scontro possa fare il gioco di chi la critica: “Non è nel mio stile alimentare queste polemiche, anche perché non ho un rapporto con la rete che vada al di là dei miei ‘miseri’ 100.000 follower che si divertono a vedere lo poche cose che posto, spesso dedicate alla mia famiglia.Non ho hater.

Non mi interessa entrare in quel meccanismo.Non ne ho neanche il tempo, io faccio la regista, la sceneggiatrice, l’attrice”, sottolinea Simona Izzo, attualmente al lavoro sulla scrittura del suo nuovo film da regista incentrato sulla figura di Francesca Morvillo, la moglie del giudice Giovanni Falcone: “Ecco – dice – il fine ultimo del film è affermare la figura di Francesca Morvillo, senza dover specificare che è stata la moglie di Falcone.

Il titolo è molto poetico ”Francesca e Giovanni, abbiamo fatto tutto, anche essere felici’.Questo è il mio lavoro, non l’alimentare polemiche sul web”, conclude.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare Fuori 4, i primi due episodi: trama e spoiler

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(Adnkronos) –  Svelata trama e spoiler deI primi due episodi della quarta stagione di Mare fuori alla Festa del Cinema di Roma.L’uscita della serie dei record, coprodotta da Rai e Picomedia, è prevista per febbraio 2024.

Rosa, Carmine, Mimmo, Kubra, Dobermann, Cucciolo e Micciarella vivono tutti la consapevolezza di non essere più attaccati all’àncora salvifica della famiglia e si trovano metaforicamente a navigare in mare aperto.Sono soli, spinti dalla corrente verso il largo.

Devono vincere ora ogni giorno le loro più intime paure per affrontare la vita.Al loro fianco non c’è più l’amore incondizionato della famiglia, ma quello degli amici con cui scelgono di navigare.

A contrastare questo racconto ci sono Pino, Edoardo, Cardiotrap, Giulia e Silvia che, nel bene e nel male, vivono ancora il peso dei legami familiari capaci di condizionare la loro vita. È il momento di crescere e questo significa capire chi si vuole diventare e cosa si desidera essere.Ormai la maggior parte dei detenuti è maggiorenne.  Il cambiamento è inevitabile, ma la crescita personale è una scelta che richiede coraggio.

Bisogna decidere in che modo e verso dove orientare la propria vita, il proprio viaggio.Chi non lo fa permette ad altri di farlo per lui.

La libertà non è solo fuori dal carcere, è anche una conquista interiore dettata dal coraggio di scegliere.La durezza della nuova direttrice forza i ragazzi a una scelta necessaria: ribellarsi per la propria autodeterminazione.

Lo scontro fra il mondo degli adulti e quello dei ragazzi è inevitabile per capire chi si è, chi si vuole diventare e trovare la voce per dirlo.La quarta stagione di ‘Mare Fuori’, con la regia di Ivan Silvestrini, è una coproduzione Rai Fiction – Picomedia, prodotto da Roberto Sessa da un’idea originale di Cristiana Farina, scritta con Maurizio Careddu. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)