Home Blog Pagina 2268

Antartide, l’Italia torna fra i grandi ghiacci

0

(Adnkronos) – L’Italia ritorna fra i grandi ghiacci intorno al Polo Sud. È iniziata la 39a spedizione scientifica italiana in Antartide con l’apertura della base “Mario Zucchelli” sul promontorio di Baia Terra Nova.La campagna estiva durerà oltre 4 mesi e vedrà il coinvolgimento di circa 130 tra ricercatori e tecnici impegnati in 31 progetti di ricerca su scienze dell’atmosfera, geologia, paleoclima, biologia, oceanografia e astronomia.

Le missioni italiane in Antartide, finanziate dal Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra), sono gestite dal Cnr per il coordinamento scientifico, dall’Enea per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle attività presso le basi antartiche e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) per la gestione tecnica e scientifica della nave rompighiaccio Laura Bassi. Le Forze Armate partecipano alla spedizione con 16 esperti militari di Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri che affiancheranno sul campo i ricercatori durante tutto il corso della spedizione.Gli specialisti della Difesa, nell’ambito delle specifiche competenze della forza armata d’appartenenza, daranno supporto alle seguenti attività del PNRA: campagne esterne, attività navali e subacquee, operatività di elicotteri e aeromobili, previsioni meteorologiche e completamento della pista d’atterraggio su terra.

Inoltre, l’Aeronautica Militare assicurerà con circa 36 unità e un velivolo C-130J della 46ª Brigata Aerea i collegamenti tra Christchurch (Nuova Zelanda) e la stazione italiana “Zucchelli”, ovvero quella statunitense di McMurdo, provvedendo al trasporto di materiali, mezzi e personale. Oltre che presso la base “Zucchelli”, le attività di ricerca si svolgeranno anche presso la stazione italo-francese di Concordia e a bordo della nave Laura Bassi.La rompighiaccio arriverà in Nuova Zelanda il 2 gennaio per poi iniziare il suo viaggio verso l’Antartide il 5 gennaio con a bordo 36 fra ricercatori e tecnologi e un equipaggio navigante di 21 membri.

Per la prima volta la missione sarà condivisa con il progetto antartico neozelandese a cui afferiscono 12 dei 36 ricercatori.La nave circumnavigherà l’intero mare di Ross e concluderà la sua missione antartica dopo 60 giorni a marzo 2024. La nuova stagione di ricerca estiva nella base Concordia, sul plateau antartico a oltre 3mila metri di altezza e a 1.200 chilometri dalla costa, partirà ai primi di novembre coinvolgendo 52 partecipanti tra tecnici e ricercatori.

A partire da febbraio 2024, chiusa la campagna estiva 2023-2024, le attività saranno gestite dal nuovo team degli invernanti (winter over), composto da 13 membri – 5 italiani, 7 francesi e 1 svizzero – che rimarranno in completo isolamento fino a novembre 2024 a causa delle temperature estreme che rendono la base inaccessibile.  Il 15 novembre sarà aperto il campo di Little Dome C, a 35 chilometri da Concordia, dove proseguiranno le attività legate al progetto internazionale “Beyond Epica Oldest Ice”, finanziato dalla Commissione europea e coordinato dall’Istituto di scienze polari del Cnr (Cnr-Isp) a cui partecipano per l’Italia anche Enea e Università Ca’ Foscari Venezia.Presso il campo si svolgeranno le attività di carotaggio del ghiaccio attraverso cui il team di ricerca ricaverà dati sull’evoluzione delle temperature e sulla composizione dell’atmosfera, tornando indietro nel tempo di 1 milione e mezzo di anni. (di Andreana d’Aquino)
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Perugia, abusi su una bimba di 6 anni: arrestato animatore

0

(Adnkronos) –  
Avrebbe abusato di una bambina di 6 anni mentre lavorava come animatore in una struttura ricettiva in provincia di Perugia.Si tratta di un 33enne di origini marchigiane, finito agli arresti domiciliari.

A eseguire la misura cautelare sono stati i carabinieri della stazione di Magione: l’uomo è accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di minore e detenzione di materiale pedopornografico. Lo scorso agosto, il 33enne, mentre lavorava come animatore in una struttura ricettiva di Magione, approfittando di una pausa lavorativa, avrebbe compiuto atti sessuali nei confronti di una bimba di sei anni.La bambina, che si trovava in vacanza con la propria famiglia, avrebbe riferito al padre quanto accaduto il quale – dopo aver allertato immediatamente i carabinieri – ha sporto denuncia.

Al termine degli accertamenti e dopo le cure prestate alla bimba dai sanitari dell’ospedale di Perugia, i carabinieri avevano denunciato l’uomo sottoponendo a sequestro il suo telefono cellulare e altro materiale.Nel telefonino del 33enne sono state trovate un numero rilevante di immagini pedopornografiche. Alla luce degli elementi e condividendo il quadro indiziario prospettato dalla Procura di Perugia, il gip ‘’ritenendo elevatissimo, attuale e concreto il pericolo di specifica reiterazione criminosa, avuto riguardo alla specifica modalità e circostanza dei fatti connotati da inquietante spregiudicatezza e totale assenza di freni inibitori nel sottoporre ad atti sessuali minori in tenerissima età – ed alla negativa personalità dell’indagato, gravato da precedente specifico e da uno stato mentale patologico che lo rende del tutto arrendevole alla devianza sessuale pedofilia di cui è portatore’ ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giambruno, la verità di Ricci sui fuorionda: “Rovinafamiglie? Non esiste”

0

(Adnkronos) – “Non esiste il rovinafamiglie, le famiglie si rovinano da sole e poi si dà la colpa all’evidenziatore che non rovina niente”.Così Antonio Ricci torna sul caso Andrea Giambruno, ospite di ‘Un Giorno da Pecora’ su Radio1.  I fuorionda hanno provocato la crisi o sono diventati un pretesto? “E’ una questione interessante, sapere se” Striscia “è stata l’occasione per cui io ho preteso il ringraziamento della Meloni, o se la sceneggiatura di famiglia era destinata a continuare.

Non ho un’idea chiara, sto aspettando che le acque si calmino”.Giorgia Meloni le ha telefonato? “No, per ora no.

Mi deve ringraziare perché, secondo me, le ho fatto una bella alzata per poter uscire da una situazione.Una cosa del genere non l’avevo mai vista…”, dice riferendosi al contenuto dei filmati mandati in onda.  I fuorionda documentano il comportamento di Giambruno nello studio di Diario del giorno: “Io non avevo mai visto una cosa del genere.

Intuivo, sapevo che nelle redazioni, me lo avevano raccontato delle giornaliste, succedessero cose del genere.Per noi a Striscia, dove il rispetto per le veline è santo, una cosa del genere sarebbe un orrore da vedere”. “Sono convinto che certe posizioni si siano rafforzate, tipo quella di Giambruno.

Se parla il Giambruno, muoia Sansone con tutti i filistei…Con il taglio del ciuffo ha mandato un segnale biblico: dopo l’età dei sepolcri imbiancati, arriva Sansone che nonostante il ciuffo tagliato ha la potenza per morire lui con tutti i filistei.

Se parla Giambruno è un casino.Lui esce comunque rafforzato da questa vicenda.

Chiunque ha dei fan e dei follower, lui ne avrà senz’altro molti.Lo prenderei a Striscia?

No, direi no.A lui e alla Meloni farei fare ‘casa Meloni’….

Pensate la povera vita di Giambruno, lei lo portava a vedere gli spettacoli di Pino Insegno o di Pio e Amedeo: chiunque si sarebbe ribellato”. La presidente del Consiglio ha annunciato la rottura con Giambruno con un post: “La situazione è ancora confusa, in fieri.Ci sono punti fissi, il messaggio è omissivo: non venivano ricordate le ragazze che avevano assistito a quell’esuberanza”. Si parla della tempistica dell’operazione’: “I fuorionda sono stati presi a giugno, in corrispondenza dell’incidente a Casalpalocco.

Io li ho visti a fine settembre, quando è ricominciata Striscia.Non li ho mandati subito in onda perché ho pensato ‘questo signore potrebbe dare ancora delle gioie’.

Non lo ha fatto.Nel secondo fuorionda, una persona lo avvisa: ‘Attento a Striscia…’.

Da lì in poi potrebbe aver fatto molta attenzione.Quando ho visto la sua foto sulla copertina di Chi, ho deciso che era il momento.

Mi risulta che i vertici di Mediaset non sapessero nulla di tutta questa cosa”.Molti si chiedono perché nessuno sia intervenuto tra la prima e la seconda trasmissione. “Non mi hanno chiamato dopo la prima trasmissione.

A Striscia c’è un produttore di Mediaset e ci sono io, realizziamo la trasmissione che non deve commettere reati.Chi può venire a contestarmi un reato?

C’è una sentenza del Tribunale europeo dei diritti dell’uomo secondo cui sono una ‘persona deliziosa’…C’è proprio scritto a mano dietro la sentenza…”. I vertici di Mediaset “possono essere informati dal produttore Mediaset.

Si tratta di non far sapere al produttore cosa si sta facendo…”.Lei ha tenuto nascosto questo punto di scaletta? “Esattamente.

Ho un foglietto su cui era scritta un’altra notizia.Un bel servizio di Luca Abete che poteva comunque stare lì…”.

Cosa sarebbe successo se il produttore Mediaset avesse saputo? “Avrebbe provato a intervenire.Nei miei contratti però è prevista libertà totale.

Ma ci sarebbero state scene con gente che si butta per terra…Non voglio arrivare al punto di dire ‘lo faccio per una questione di principio’, una frase orrenda…”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sgarbi, Antitrust avvia istruttoria per caso consulenze

0

(Adnkronos) –
L’Antitrust avvia un’istruttoria nei confronti di Vittorio Sgarbi per il caso collegato alle consulenze del sottosegretario alla Cultura. “L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito di una segnalazione trasmessale dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha avviato un procedimento istruttorio, ai sensi dell’art. 6 della legge 20 luglio 2004, n. 215 e dell’art. 8 del Regolamento sul conflitto di interessi, nei confronti del Sottosegretario di Stato alla Cultura, Vittorio Sgarbi, per possibili condotte illecite in violazione di quanto previsto dalla legge n. 215/2004 in materia di attività incompatibili con la titolarità di una carica di governo”, si legge in una nota. “Sangiuliano?Non l’ho sentito e non intendo sentirlo.

Per il resto attendo sereno il giudizio dell’Antitrust”, ha detto in precedenza Sgarbi all’Adnkronos rispondendo a una domanda su eventuali contatti con il ministro Gennaro Sangiuliano.La vicenda riguarda le polemiche relative a sue attività a pagamento nell’ambito di conferenze e presentazioni di mostre. “L’Antitrust è il mio ‘cda’ -aggiunge Sgarbi- deve valutare il mio diritto d’autore”.

Il sottosegretario sottolinea: “Tutti i diritti teatrali sono garantiti all’interno del diritto d’autore, perché qualunque spettacolo che ho fatto è legato a quello che ho scritto”.Dunque tranquillo? “Assolutamente tranquillo”, ribadisce Sgarbi.   —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, la variante Eris domina in Italia

0

(Adnkronos) – La variante di Eris del Covid (EG.5) domina in Italia.Secondo la flash survey di ottobre pubblicata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) “risulta prevalente e in leggero aumento”.

E’ al 51%, rispetto 44,7% della precedente indagine.L’altra variante Covid sotto i fari, BA.2.86 – battezzata Pirola dagli esperti sui social e sotto la lente per il suo elevato numero di mutazioni – ha una prevalenza che risulta in aumento a quota 1,3%, rispetto allo 0,2% della precedente rilevazione.  Sono in calo invece i valori di prevalenza di Arturo XBB.1.16, che continua il suo declino ed è adesso all’8.6%, contro il 12,8% della precedente indagine, di XBB.1.9 (9,5% contro 13,2% della precedente indagine) e di Acrux XBB.2.3 (6,3% contro 10% della precedente indagine).  Questo il quadro che emerge dalla valutazione dei campioni notificati dal 16 al 22 ottobre 2023, nell’ambito delle indagini periodiche eseguite con la rete di laboratori per stimare la prevalenza delle varianti del virus Sars-CoV-2 circolanti nel Paese. “Si conferma, anche in questa indagine, la predominanza di ceppi virali ricombinanti riconducibili a XBB e una elevata variabilità dei ceppi virali circolanti come suggerito dal numero dei lignaggi identificati”, analizza l’Iss.

Lo scenario tricolore è in linea con quanto viene descritto su scala globale e contestualmente – rileva l’Iss – si continua a osservare la circolazione di discendenti di BA.2.75 Centaurus, e in particolare della variante sotto monitoraggio DV.7 (4,1%), globalmente in crescita. Quanto a Pirola, la sua presenza in Italia cresce, come viene segnalato anche a livello europeo, con una prevalenza nelle regioni/province autonome che si colloca in un range compreso tra lo 0% e il 6,3%.BA.2.86 viene monitorata per la presenza di numerose mutazioni nella proteina Spike che la distinguono dal lignaggio parentale BA.2 (Omicron 2) e dai lignaggi attualmente circolanti, e non sembra attualmente essere associata ad una maggiore gravità della malattia, ricorda l’Iss. Nell’attuale scenario, concludono gli esperti, “è necessario continuare a monitorare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la diffusione delle varianti virali, e in particolare di quelle a maggiore trasmissibilità o con mutazioni correlate a potenziale evasione della risposta immunitaria”.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage bus Mestre, nuovi accertamenti su cuore autista

0

(Adnkronos) – Nuovi accertamenti medici lunedì sul cuore dell’autista del bus, precipitato lo scorso 3 ottobre a Mestre.Nell’incidente dello scorso 3 ottobre morirono, oltre al quarantenne alla guida, altri 20 turisti.

L’integrazione dell’accertamento tecnico irripetibile deciso dalla procura di Venezia verterà, secondo quanto apprende l’Adnkronos, su una verifica “cardiologica”, in sintesi sarà un ulteriore tentativo per sciogliere il nodo sulla causa della morte dell’uomo alla guida.  Le prime risultanze dell’esame autoptico, riportate dalla stampa, avevano escluso la presenza di chiare evidenze di un malore, ma l’assenza di frenata, i segni lungo il guardrail e le immagini dell’incidente lasciano ancora aperta questa ipotesi investigativa.  L’accertamento è fissato per il prossimo lunedì 6 novembre e la notifica dell’atto è arrivato anche ai tre indagati, due dipendenti del Comune di Venezia e l’amministratore delegato della società di trasporti del bus precipitato.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stefano Cucchi, all’udienza Ilaria non c’è: “14 anni di processi, non ce la facevamo più”

0

(Adnkronos) – Non c’è una revoca formale della costituzione di parte civile ma nell’udienza davanti ai giudici della prima sezione penale della Cassazione, che vede imputati il maresciallo Roberto Mandolini e il carabiniere Francesco Tedesco accusati di falso, Ilaria Cucchi e il suo legale, l’avvocato Fabio Anselmo, non sono presenti. “Non ce la facevamo più.Non credo che la giustizia abbia ancora bisogno di noi.

Dovrà fare comunque il suo corso – dice Ilaria Cucchi interpellata dall’Adnkronos -.Ci siamo fatti carico di 14 anni di processi, 16 gradi di giudizio e oltre 160 udienze.

Credo che lo sforzo che ci è stato imposto sia disumano ed ampiamente sufficiente.Ringrazio il sostituto procuratore generale della Cassazione Antonietta Picardi per il suo lavoro che mi fa capire ancora una volta che ha senso credere nella giustizia”.  Oggi la Suprema Corte sarà chiamata a esprimersi sulla condanna a tre anni e sei mesi per Mandollini, all’epoca dei fatti comandante della stazione Appia, e sulla pena di due anni e quattro mesi comminata a Tedesco, il militare che con le sue dichiarazioni ha fatto riaprire le indagini sulla morte di Cucchi.

Condanne che sono state pronunciate dalla Corte d’Assise di Appello di Roma il 21 luglio 2022, a poche ore dalla prescrizione.Un Appello bis che era stato disposto proprio dalla Suprema Corte nell’ambito dell’udienza con la quale era stata resa definitiva la condanna a 12 anni di carcere per i carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro accusati di omicidio preterintenzionale. Dichiarare inammissibili i ricorsi presentati dalle difese contro le condanne di Appello bis nei confronti del maresciallo Mandolini e del carabiniere Tedesco per falso nell’ambito del caso Cucchi.

Questa la richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione Antonietta Picardi al termine della requisitoria davanti ai giudici della prima sezione penale. “Tutta la requisitoria si basa sul dato che Mandolini era a conoscenza di cosa è avvenuto quella sera”, ha sottolineato in aula il sostituto procuratore generale della Cassazione.Il pg nelle scorse settimane aveva già depositato una requisitoria scritta in vista dell’udienza di oggi in cui aveva evidenziato come ‘’il non aver riportato nel verbale di arresto i nomi dei due carabinieri (Di Bernardo e D’Alessandro, ndr.) non solo è un dato incontestabile, ma sicuramente rappresenta uno degli elementi da cui partire per evidenziare una volontà omissiva della loro presenza’’. ‘’Non si può che concludere per la consapevolezza di Mandolini della partecipazione dei due carabinieri in borghese all’arresto; ovvio l’argomentare conseguenziale: avendo redatto tutti i verbali alla fine della serata è evidente che egli abbia omesso quanto era a sua conoscenza, indifferente alle norme codicistiche in tema di redazione di verbale di arresto e del suo contenuto’’. ”Si può concludere quindi che la condotta contestata non integra un falso innocuo – aveva riportato il pg nella requisitoria scritta – poiché l’infedele attestazione dei nominativi di coloro che hanno partecipato all’arresto è certamente rilevante ai fini del significato dell’atto e ha avuto un considerevole impatto sulla funzione documentale dello stesso, soprattutto perché redatto nella piena consapevolezza che dovesse evitarsi di far conoscere all’autorità giudiziaria la presenza di altre e diverse persone al momento dell’arresto”.  Per la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi degli imputati, entrambi presenti in aula, si sono espresse anche le parti civili, tra cui il Comune di Roma e i legali degli agenti della polizia penitenziaria, finiti sul banco degli imputati nel primo processo e poi assolti in via definitiva per non aver commesso il fatto.

Mentre le difese di Mandolini e Tedesco hanno chiesto alla Corte di annullare senza rinvio la sentenza d’Appello bis.La sentenza è attesa in serata.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Gaza, in Cisgiordania l’altro fronte: c’è chi si prepara al peggio

0

(Adnkronos) – La Cisgiordania.Non la Striscia di Gaza.

Prima del terribile attacco del 7 ottobre di Hamas in Israele gli analisti temevano più la Cisgiordania che Gaza come potenziale scintilla per un’escalation.Durante l’anno si è registrata un’impennata di violenze che ha visto coinvolti palestinesi e coloni israeliani, questi ultimi – scrive il Washington Post -, incoraggiati da un influente gruppo di ministri dell’estrema destra, che occupano posizioni di rilievo nel governo di Benjamin Netanyahu.

Prima del 7 ottobre, che ha scatenato la risposta israeliana con le operazioni nella Striscia di Gaza controllata da Hamas, il 2023 era già stato l’anno più sanguinoso per i palestinesi in Cisgiordania in 20 anni.  I gruppi per i diritti umani hanno registrato un’escalation di attacchi da parte di coloni armati con assalti alle località palestinesi, atti vandalici contro proprietà palestinesi e distruzione di campi coltivati.Secondo l’organizzazione israeliana Yesh Din, dal 7 al 22 ottobre in 100 diverse occasioni e in almeno 62 posti diversi i coloni hanno attaccato i palestinesi in Cisgiordania. “Il governo israeliano sostiene questi attacchi e non fa nulla per fermare questa violenza – come ha denunciato una recente dichiarazione di 30 gruppi israeliani per i diritti umani e organizzazioni della società civile -.

I ministri del governo e altri funzionari sostengono la violenza e in molti casi i militari sono presenti o partecipano alla violenza, anche in occasione di incidenti in cui i coloni hanno ucciso palestinesi”. “La guerra a Gaza ha dato il via libera ai coloni”, come ha detto Tariq Mustafa, fuggito dalla sua casa a Wadi Siq dopo aver ricevuto – ha detto – minacce da coloni armati. “Prima ci urlavano di andare a Ramallah – ha denunciato -.Ora ci dicono di andare fino in Giordania”.

E dal 7 ottobre le forze di sicurezza israeliane hanno arrestato centinaia di palestinesi in Cisgiordania, dove al potere c’è Fatah e la presenza di Hamas viene considerata limitata. “All’ombra della guerra a Gaza”, scrive il Post, i coloni hanno intensificato gli attacchi contro le comunità palestinesi in Cisgiordania, con gruppi di vigilantes di coloni che hanno dato fuoco a case di palestinesi.Lo scorso fine settimana è stato ucciso da un colono un palestinese impegnato nella raccolta delle olive.

Secondo il gruppo israeliano per i diritti umani B’Tselem, almeno sette palestinesi sono stati uccisi dai coloni israeliani dall’inizio del conflitto a Gaza.E, stando alle Nazioni Unite, più di 100 palestinesi in Cisgiordania sono stati uccisi dalle forze israeliane.

Centinaia di palestinesi sono stati costretti ad abbandonare le proprie case dai coloni che, scrive ancora il Post, sembrano agire con un certo livello di impunità. E la situazione già in peggioramento in Cisgiordania ha preso una direzione che il Post considera “allarmante”. “La mancanza di attenzione ha consentito ai coloni e ai loro apparati, ufficiali (esercito e polizia) e semi-ufficiali (agenti di sicurezza degli insediamenti e volontari), di intensificare gli attacchi contro pastori e agricoltori palestinesi con un obiettivo chiaro: espellere il maggior numero possibile di comunità dalla loro terra e dalle loro case”, ha scritto la giornalista di Haaretz Amira Hass. Dopo l’attacco di Hamas alle comunità di confine israeliane, il ministro israeliano della Sicurezza nazionale israeliano, leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit, Itamar Ben Gvir, ha ordinato l’acquisto di 10.000 fucili per armare le squadre di sicurezza civili nelle città vicine al confine e nelle colonie in Cisgiordania.Qui, scrive il Post, vivono circa mezzo milione di coloni, in insediamenti che confinano con terre e case di una popolazione palestinese sei volte più numerosa.

Nei giorni scorsi anche Joe Biden ha ammesso di “essere preoccupato per i coloni estremisti che attaccano i palestinesi in Cisgiordania” e che “stanno attaccando i palestinesi in posti in cui hanno diritto di stare”. “Questo deve essere fermato subito”, ha detto il presidente americano, avvertendo di attacchi che “aggiungono benzina sul fuoco”. “Bisogna evitare un’escalation, non favorire la violenza da entrambe le parti.Questo vale per i coloni in Cisgiordania e per i palestinesi.

Anche i coloni devono essere prudenti.Noi siamo amici di Israele, ma bisogna comprendere quali sono le condizioni.

E’ una situazione al calor bianco, è il momento più difficile per la diplomazia.Quel che possiamo fare è mandare messaggi di pace, chiedere la liberazione dei civili, mandare aiuti, chiedere che la popolazione civile palestinese venga tenuta fuori dalla reazione di Israele”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista a La Stampa.

In Cisgiordania, conclude il Post, molti palestinesi si preparano al peggio. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Come si andrà in pensione nel 2024? Ecco i requisiti

0

(Adnkronos) –
Come si andrà in pensione nel 2024?Quali i requisiti?

Ital Uil, patronato della Uil, ha stilato per Adnkronos/Labitalia, sulla base dei testi in bozza ai quali ad oggi si può far riferimento, i requisiti per il pensionamento nel prossimo anno.  – Pensione di vecchiaia: I soggetti con almeno un contributo versato al 31 dicembre 1995 potranno andare in pensione con 67 anni di età e 20 di contributi sia per sia uomini che donne.  – Coloro che hanno contribuzione solo dopo il 31 dicembre 1995, che chiameremo ‘Contributivi puri’, ora potranno accedere alla pensione di vecchiaia al raggiungimento dei requisiti (67 anni di età e 20 di contributi) senza più dover raggiungere l’importo minimo previsto di 1,5 importo minimo ma solamente pari all’assegno sociale.Sempre per i contributivi puri si potrà andare in pensione di vecchiaia al raggiungimento dei 64 anni di età e 20 di contributi a patto che l’importo di pensione sia pari a 3,0 volte, ridotto a 2,8 volte per le donne con un figlio e a 2,6 volte per le donne con due o più figli. – Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne: tutto invariato rispetto al 2023. – Anticipo pensione per lavoratori precoci: potranno andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi i soggetti con almeno un anno di contribuzione (anche non continuativo) maturata prima del compimento dei 19 anni, che rientrano in particolari categorie (in estrema sintesi: caregiver, disoccupati, con ridotta capacità lavorativa di almeno il 74%, lavoratori con mansioni “gravose”).  – Pensione anticipata per lavoratori in attività ‘usuranti’: per i dipendenti impegnati in attività stabilite rigidamente per legge, possono accedere al pensionamento in anticipo con una quota 97,6, che sta a indicare 61 anni e 7 mesi di età anagrafica e 35 di contributi.

I soggetti indicati dalla legge sono, brevemente: quelli indicati nel Decreto ‘Salvi’, dm 19 maggio 1999 (lavoratori in cava, miniera, galleria, palombari, per asportazione amianto, ecc.), lavoratori subordinati notturni (con specifica di numero minimo di notti, che determinano progressivamente la quota di ‘uscita’), lavoratori della linea “catena”, caratterizzati da ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo, conducenti del servizio pubblico.  – Pensione anticipata Quota 103 (corretta): regime sperimentale valido per il 2023, che dovrebbe venire confermato per il 2024, in base alle anticipazioni sulla manovra finanziaria, rivolto ai lavoratori privati e pubblici che potranno andare anticipatamente in pensione a 62 anni di età e 41 di contributi (uomini e donne).Dal 2024 la novità potrebbe essere la modifica delle finestre di uscita, 7 mesi per i dipendenti privati (3 mesi nella precedente manovra), 9 mesi per i dipendenti pubblici (6 mesi nella precedente manovra).

La maggiore novità dalla dovrebbe essere relativa al ridimensionamento dell’assegno: l’importo potrebbe essere calcolato interamente nel sistema contributivo anche per gli anni maturati nel retributivo, ed inoltre l’importo non potrà superare in nessun caso i 2.250 euro mensili fino al compimento dell’età pensionabile.Per coloro che aderiscono a questa è previsto il divieto di cumulo con altri redditi da lavoro oltre la soglia di 5 mila euro.  – Ape sociale: dovrebbe essere prorogata anche la misura ‘sperimentale’ di Anticipo Pensione, con carattere indennitario e non pensionistico che agevola la cessazione dall’attività lavorativa in attesa del trattamento pensionistico effettivo.

Prevista per lavoratori in particolari condizioni disagiate (disoccupati, caregiver, invalidi almeno al 74%, lavoratori che svolgono mansioni “gravose”).Nel 2024 dovrebbe essere possibile accedere ad Ape Sociale con 63 anni e 5 mesi di età (non più a 63 anni come nella precedente manovra), con 36 (o 30) anni di contributi; sono previste 12 mensilità (no tredicesima) e l’importo della rata non potrà essere superiore ai 1.500 euro mensili. – Opzione Donna: viene prorogata di un anno questa misura sperimentale.

Le lavoratrici dipendenti e autonome con almeno 35 anni di contributi, rientranti in alcune categorie (caregiver, disoccupate, invalide almeno al 74%), potranno accedere al trattamento pensionistico a partire da 61 anni di età, con uno ‘sconto’ di un anno in presenza di un figlio e 2 anni in presenza di due o più figli (in sostanza dalle anticipazioni sembra che verrà aumentata di un anno la soglia anagrafica rispetto al 2023: infatti si partiva da 60 anni e non 61 fino ad un minimo di 58 e non 59 come nell’attuale versione).  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Teatri affittati a magnate giapponese, Schifani irritato

0

(Adnkronos) – (di Elvira Terranova) – L’imprenditore miliardario giapponese che per festeggiare il suo compleanno in grande stile ha preso in affitto due teatri pubblici palermitani, fa irritare fortemente il Presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che non risparmia critiche e in una intervista all’Adnkronos, annuncia che chiederà “già oggi i dovuti approfondimenti”.Il Governatore siciliano non nasconde la sua amarezza per avere “saputo solo due giorni fa dalla stampa” che il magnate giapponese ha preso in affitto per venerdì 3 novembre il Teatro Politeama e due giorni dopo, per due spettacoli musicali, il Teatro Massimo.

Entrambi i teatri sono a partecipazione regionale nella loro gestione.Gli alberghi 5 Stelle a Palermo sono per quei giorni buyout.

Il miliardiario Kaoru Nakajima, 73 anni, è socio fondatore del gruppo Amway che produce articoli per la bellezza e la casa, ed è considerato un imprenditore di grande successo che è stato capace di costruire, a partire dal 1987, un impero con un totale di 750 mila linee di produzione.  Ha scelto Palermo per trascorrere il suo compleanno, assistendo ad alcuni spettacoli privati nei teatri Politeama e Massimo e alloggiando nelle lussuose camere di Villa Igiea e dell’Hotel delle Palme.L’industriale asiatico ha “bloccato” gli alberghi per i suoi oltre 1.400 ospiti con le formula del buyout, riservando quindi interamente le strutture per garantire a se stesso e agli altri la massima privacy.

Tre giornate di festa che, secondo indiscrezioni, erano state organizzate per il 2020 prima di essere rinviate a causa della pandemia.Per il resto vige il massimo riserbo sugli spostamenti dell’industriale e sul programma previsto per il magnate e i suoi ospiti.

Attese, quindi, anche personalità da tutto il mondo.Di cui anche Prefettura e Questura hanno appreso dalla stampa.  “Appena due giorni fa ho appreso la notizia che più di 1.400 grandi ospiti di questo magnate arriveranno a Palermo, dando il loro contributo in termini di alloggi nella nostra città, abitando interi alberghi e di questo non posso che essere felice.

come Presidente della Regione – dice Schifani – Ma ciò non esclude che io abbia fatto le mie riflessioni.Da un lato ho appreso pochi giorni fa che il Teatro Politeama Garibaldi è stato dato in monopolio per una intera settimana a questo magnate, spostando addirittura un concerto al Teatro Golden, pur di mantenere intatto l’utilizzo del Teatro Politeama, che è di proprietà comunale ma la cui gestione, della Orchestra Sinfonica, è anche a partecipazione regionale.

E lo stesso dicasi per il Teatro Massimo, se non in maniera più ridotta”.  “Io sono una persona liberale che ha sempre guardato al privato con molto interesse, ma il tema che pongo è un altro – spiega ancora il Presidente Schifani all’Adnkronos -ma a tutto c’è un limite.Perché in questo modo si apre una finestra senza precedenti, in forza della quale anche altri privati potrebbero chiedere analogo trattamento”.

Per il Governatore Schifani “il tema che si pone è fino a che punto gioielli della cultura di questa città, adibiti sino ad oggi a tali finalità come il teatro, o con finalità pubbliche e istituzionali di alto livello possano essere convertite a certi tipi di attività che possono essere tranquillamente realizzate in altri siti della città, siti altrettanti autorevoli”.  “Il problema che pongo non è da poco”, dice ancora Schifani che annuncia: “Chiederò approfondimenti nelle varie sedi”.Ma ciò che lo preoccupa “ancora di più”, spiega: “è l’avere appreso che il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica non si è mai riunito per la gestione e la prevenzione della sicurezza dell’evento in quanto mai informato da chi di dovere di questo grande appuntamento”.   “L’entità di tale evento doveva necessariamente essere sottoposta all’attenzione delle nostre autorità di sicurezza, che hanno sempre brillato in occasione di appuntamenti o eventi di grandissima delicatezza e sensibilità, quali la recente Conferenza Onu, l’incontro sulla Criminalità organizzata e altri incontri di rilievo”, dice Schifani.

In quelle occasioni, spiega il Governatore, c’è stato “un apporto di elevatissimo e professionale garanzia di sicurezza per la città e per i partecipanti”. Il Presidente della Regione siciliana, Renato Schifani ricorda ancora che “Ci troviamo sostanzialmente davanti all’arrivo di oltre 1.500 persone all’interno del quale nessuno mi vieta di pensare che vi possano essere figure di rilievo che dovrebbero essere oggetto di misure di sicurezza nel loro paese, quindi soggetti su cui sarebbe stato opportuno avere notizie del loro arrivo per, eventualmente predisporre una pur minima misura di tutela a garanzia sia della persona e quindi dei cittadini”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Casa, summit annuale su comunicazione dell’abitare

0

(Adnkronos) – Casa Radio si fa promotrice con la media-partnership di REquadro, Sinergie Edizioni, Edizioni Morelli, Money.it, Adnkronos e Casa Oggi e Domani, testate giornalistiche specializzate nell’ambito dell’abitare e dell’economia, del “Summit annuale sulla comunicazione dell’abitare”.L’evento si tiene oggi presso Binario F in Via Marsala 29H, zona Stazione Termini.

L’obiettivo primario di questa iniziativa, è quello di creare un solido network e promuovere la collaborazione tra i protagonisti e i professionisti del settore immobiliare, al fine di migliorare la qualità e la diffusione della comunicazione sull’abitare.Il Summit rappresenta un punto di incontro unico che vedrà la partecipazione di esponenti autorevoli di importanti realtà del settore, come ad esempio: Confedilizia con la presenza del presidente, Giorgio Spaziani Testa, Ance con la presenza del presidente FVG, Marco Bertuzzo, Assoposa con la presenza del Presidente, Luca Berardo, Confassociazioni con la presenza del Presidente, Angelo Deiana, Fiaip, con la presenza del presidente, Gian Battista Baccarini, tutte impegnate nella generazione di contenuti fondamentali per l’informazione e la divulgazione mediatica.  “L’obiettivo di questo summit – dice Paolo Leccese, editore di Casa Radio – è quello di creare un dialogo proficuo tra coloro che generano contenuti e informazioni sul mondo dell’abitare e coloro che ne sono i protagonisti: i proprietari di immobili, i costruttori, gli esperti del real estate e gli enti associativi che rappresentano questo settore cruciale dell’economia.

Riteniamo che solo attraverso la comprensione reciproca e una comunicazione efficace possiamo affrontare le sfide e le opportunità che il settore dell’abitare ci presenta.”  Durante il Summit interverranno anche Dimitri Stagnitto – Fondatore di Money.it, , Federica Tordi – Head of PR and Communications immobiliare.it, Gerardo Paterna – Direttore Operativo di SINERGIE EDIZIONI, Vittorio Zirnstein – Direttore di RE2 – requadro.com, Maria Chiara Voci – Giornalista, Spazi Inclusi, Home Health and Hi-Tech, IlSole24ore , Giovanni Morelli – Direttore di Morelli Edizioni , Bruno Vettore – Direttore di Immobili &Co.e Giorgia Marini – Responsabile della Comunicazione di Rome Future Week.

L’evento sarà moderato dal Giornalista Giovanni Lacagnina, Direttore di Casa Radio.L’evento offrirà una piattaforma di discussione, condivisione di conoscenze ed esperienze, volta a favorire una comunicazione più efficace e informata sull’abitare e sulle tematiche ad esso collegate.  Saranno affrontate tematiche cruciali quali ad esempio: l’evoluzione della comunicazione attraverso il web, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale tra rischi e opportunità, i nuovi modelli di comunicazione ed il marketing della comunicazione dell’abitare tra greenwashing e fake news. “Complici la tecnologia, le esigenze di sostenibilità e le nuove necessità abitative l’immobiliare sta cambiando, e assieme a esso deve cambiare anche il modo di comunicare l’immobiliare. – afferma Vittorio Zirnstein, Fondatore e Direttore di Re2 – requadro.com – La fame di informazione è enormemente cresciuta negli ultimi anni, grazie alla facilità di accesso e al proliferare di strumenti con i quali può essere distribuita.

L’errore che non dobbiamo ripetere come professionisti dell’informazione, perché in realtà l’abbiamo già commesso nei primi anni di espansione dell’Internet, è di innamorarci della tecnologia più della notizia, del media più del contenuto.Tutti gli strumenti che aiutino ad aumentare la diffusione e la qualità delle notizie sono i benvenuti, ma restano, appunto, strumenti.

Il fine rimane quello di comunicare e informare.Nel nostro caso l’evoluzione dell’immobiliare e della casa”.  L’evento sarà anche l’occasione per divulgare i dati, raccolti nel mese di agosto e settembre, ed elaborati in questi giorni, di un sondaggio organizzato da Casa Radio, dal quale è emerso che per il 45,2% degli oltre 250 intervistati ritengono la comunicazione dell’abitare molto importante perchè influenza le decisioni delle persone; le riviste o le pubblicazioni cartacee sono preferite per il 31,6% rispetto ai social media che invece sono graditi per il 25,2% e i programmi radio-televisivi per il 21,8%.

Gli intervistati hanno espresso maggior gradimento per contenuti che riguardano consigli pratici per organizzare e migliorare gli spazi abitativi per il 39,4% invece idee, ispirazioni per l’arredamento e design degli interni per il 31%.Ma sono emersi anche interessanti dati rispetto alla consapevolezza di voler vivere in una casa salubre, infatti per il 41,5% è molto importante valutare la qualità dell’immobile che si acquista e addirittura per il 65,1% occorrerebbe una certificazione di salubrità che, a parità di metratura e di posizione, dovrebbe incidere sul prezzo di vendita.  Il “SUMMIT ANNUALE SULLA COMUNICAZIONE DELL’ABITARE” rappresenta un’opportunità imperdibile per giornalisti, professionisti del settore, appassionati e gli stakeholder dell’abitare di approfondire la comprensione sull’abitare contemporaneo e contribuire a un dibattito informato e costruttivo. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incendio al terminal traghetti di Genova: 3 intossicati in camera iperbarica. Evacuato centro commerciale

0

(Adnkronos) – Incendio oggi al terminal traghetti di Genova.Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno salvato tre persone rimaste intossicate.

Per il fumo che aveva invaso la struttura, è stato evacuato il centro commerciale e i vigili del fuoco hanno messo in salvo i tre che erano rimasti bloccati all’interno.Sono in corso le operazioni per spegnere le fiamme.  I tre uomini, rimasti intossicati nell’incendio divampato al terminal traghetti di Genova, sono stati sottoposti a una seduta di camera iperbarica.

Come fa sapere l’ospedale Policlinico San Martino, due dei tre uomini hanno, rispettivamente, 39 e 41 anni.Resta ancora sconosciuta l’identità del terzo paziente.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia in numeri: continuano i record della fase difensiva

Juve Stabia, i numeri della fase difensiva continuano ad essere da record e legittimano il primato in solitaria delle Vespe nel Girone C di Lega Pro.

I numeri da record della fase difensiva della Juve Stabia.

Riprendono vigore, dopo il passo falso delle Vespe a Caserta di mercoledì scorso, i numeri da record della fase difensiva della Juve Stabia.

La Juve Stabia resta la migliore difesa non solo del Girone C ma insieme alla Torres anche di tutte le 60 squadre di Lega Pro con soli 5 gol subiti nelle prime 11 giornate.

Estendendo la nostra analisi alle migliori fasi difensive delle squadre di tutte le serie professionistiche in Italia, non troviamo alcuna squadra che abbia fatto meglio di Juve Stabia e Torres.

In Serie B il Brescia ha subito 5 reti ma in sole 9 gare (migliore difesa della cadetteria), nella massima serie è l’Inter la migliore difesa con 5 gol subiti in 10 gare e non in 11 come Juve Stabia e Torres.

La Juve Stabia è anche l’unica squadra in Lega Pro a non aver subito gol in casa (5 gare interne senza subire gol) ed è l’unica in assoluto ad aver subito solo un gol nei primi tempi finora: 11 primi tempi subendo solo il gol con la Casertana realizzato da Toscano.

7 clean-sheet nelle prime 11 di campionato è ancora il record assoluto per le Vespe negli ultimi 20 anni di storia delle Vespe. Nel 2018-2019 furono 6 i clean-sheet nelle prime 11 gare.

24 punti nelle prime 11 giornate sono il terzo miglior risultato per la Juve Stabia negli ultimi 20 anni. Nella stagione 2018-2019 i punti conquistati furono 27 dopo le prime 11 giornate (in classifica 26 a causa del punto di penalizzazione inflitto ad inizio stagione). Nel 2016-2017 la Juve Stabia totalizzò 25 punti dopo le prime 11 gare.

Il dato sul reparto offensivo delle Vespe.

L’unico dato parzialmente negativo sul cammino delle Vespe dopo 11 giornate di campionato è quello che riguarda il rendimento offensivo. Juve Stabia attualmente nono attacco del campionato con 14 gol fatti ma solo tre arrivano dagli attaccanti (tutti e tre di Candellone), ben 6 dai centrocampisti (considerando come tali Romeo e Meli) e 5 dai difensori (Baldi, Bellich 3 reti, e Mignanelli).

Lucca Comics, il fumettista di Topolino: “Rispetto Zerocalcare ma per me esserci è necessario”

0

(Adnkronos) – “Io ho grande rispetto per chi, come Zerocalcare, FumettiBrutti e altri, ha dato pubblicamente forfait e non sarà al Lucca Comics.Rispetto la loro decisione e la loro sensibilità, penso che si siano ritrovati costretti da un animus molto forte dentro di loro a prendere questa scelta.

Nello stesso tempo rispetto anche chi, come me, considera il Lucca Comics uno spazio di libertà dove è necessario esserci”.A parlare all’Adnkronos è Tito Faraci, il celebre sceneggiatore e fumettista di Topolino, che parla al telefono proprio dal Lucca Comics dove sta già allestendo il proprio spazio. “Da sessant’anni facciamo questo festival -dice all’Adnkronos Faraci, commentando le polemiche sulla manifestazione dopo la scelta di alcuni notissimi fumettisti come Zerocalcare e altri di non partecipare a causa del patrocinio dell’ambasciata israeliana- Appartiene a noi, è un prezioso terreno culturale, non solo nel mondo del fumetto ma anche per il mondo culturale italiano.

E noi dobbiamo difenderlo anche dall’interno”. Quindi, spiega lo sceneggiatore, “secondo me le scelte non sono contraddittorie: ci si può sentire costretti dal proprio animus personale, a non poterci venire, come nel caso di Zerocalcare, o ci si può sentire costretti a venire e a portare una testimonianza da dentro, come farò io”.Il ‘Lucca Comics’, aggiunge Faraci, “di chi è alla fine?

E’ di chi lo organizza, della città che lo ospita e soprattutto appartiene al fumetto italiano.E il fumetto italiano è uno spazio di libertà.

E io sono qua a portare proprio questa testimonianza”. (di Ilaria Floris) —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pier Silvio Berlusconi: “Vendita Mediaset a Murdoch? Abbiamo detto di no”

0

(Adnkronos) – Furono Marina e Pier Silvio Berlusconi a fare pressioni sul padre perché non vendesse Mediaset a Murdoch.Lo rivela l’amministratore delegato dell’azienda nel libro di Bruno Vespa ‘Il rancore e la speranza’ in uscita l’8 novembre da Mondadori/Rai Libri. “L’occasione vera in cui abbiamo rischiato la vendita è stato il ’98 quando è arrivata un’offerta importante da Rupert Murdoch.

Marina e io facemmo pesare la nostra opinione, ma la decisione è stata ovviamente di nostro padre, non solo per amore nei confronti delle aziende, ma soprattutto nei confronti dei nostri collaboratori.Per me ha pesato molto il rapporto con le persone che lavorano a Mediaset
“.   “A fine settembre 2023 l’Antitrust europeo ha dato l’ok perché la nostra Media for Europe possa eventualmente assumere il controllo della tedesca Prosiebensat.

Questo è un elemento decisivo per il futuro del nostro progetto” dice Pier Silvio Berlusconi. “Siamo orgogliosi che per una volta sia un’azienda italiana a spingere un progetto internazionale e non a essere comprata da aziende straniere”. “Per resistere alle pressioni delle multinazionali –aggiunge l’amministratore delegato di Mediaset- è necessario diventare più grandi, creare massa critica.Noi non siamo interessati a comprare una televisione in Francia e in Germania, ma vogliamo creare un grande broadcast europeo”.

Ma non si dice che la produzione della televisione generalista deve essere nazionale? “Certo –risponde Berlusconi– e infatti noi stiamo aumentando gli investimenti di prodotti nazionali in Italia, Spagna e speriamo presto in Germania.Ma il progetto è costruire una grande piattaforma europea per la distribuzione di contenuti e per la vendita della pubblicità, che abbia dimensioni e tecnologie tali da farci sedere allo stesso tavolo dei giganti del web”.  “Sono molto vicino a Giorgia e sono molto dispiaciuto” dice l’amministratore delegato. “Ma tutte le dietrologie sono ridicole.

Su questo tema non ho altro da aggiungere” sottolinea a proposito della polemica, suscitata dai fuori onda di ‘Striscia la notizia’ su Andrea Giambruno.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giuliano Amato e la nomina al comitato sull’Ai: “Meloni non irritata per la scelta”

0

(Adnkronos) – “A me risulta che non c’è stata alcuna voce contraria e che la presidente del Consiglio era irritata non per la scelta fatta dal sottosegretario competente, ma per il fatto che non gliela avesse tempestivamente comunicata”.Lo afferma, a “Start” su Sky Tg24, Giuliano Amato, presidente emerito della Corte Costituzionale, rispondendo alle polemiche sulla sua nomina alla guida del comitato sull’Intelligenza Artificiale. “Trovo poi singolari le polemiche venute dopo: la Commissione è investita del compito di fare un rapporto sul’impatto dell’intelligenza artificiale sui mezzi di informazione, sui giornali e l’editoria non del compito di costruire un cervello elettronico”, ha continuato osservando che in questo ultimo caso sarebbe stato bene affidarsi a “persone che non hanno neanche trent’anni”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Halloween, dalle origini al dolcetto o scherzetto ‘made in Italy’

0

(Adnkronos) –  Dolcetto o scherzetto, zucche e travestimenti spaventosi.E’ arrivato Halloween, tradizionale festa anglosassone omaggiata anche quest’anno da un divertente doodle di Google animato per l’occasione.

Tra mostri, horror e svago per grandi e piccini, la vigilia di Ognissanti è dedicata alla memoria non solo dei morti, ma anche di santi e martiri e la sua celebrazione risale all’Alto Medioevo, con le prime tracce in Irlanda e Inghilterra.Nel tempo, come ogni tradizione, i festeggiamenti si sono evoluti, ampliando anche la ‘platea’ degli appassionati e raggiungendo così Paesi in cui la festività era prima sconosciuta.

O quasi, perchè tradizioni simili al moderno Halloween sono state rintracciate anche in Spagna, Polonia, Ungheria e in Italia, che tra le ‘varianti’ nostrane comprende anche il ‘su mortu mortu’ sardo.  All’entusiasmo anglosassone e mondiale per la ricorrenza così come oggi la conosciamo, si è aggiunto anche negli anni quello italiano con Halloween diventato sempre più ‘made in Italy’.La ricorrenza, popolare soprattutto nei paesi anglosassoni e in Nord America, si è ormai affermata anche nel nostro Paese e a celebrarla, quest’anno, saranno circa 6 famiglie italiane su 10, con una spesa media di 66,7 euro per nucleo familiare.

A festeggiare la notte delle streghe e delle zucche sono soprattutto le famiglie con figli sotto i 18 anni (77%) e i giovani tra 18 e 34 anni (68%). È quanto emerge da un sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti su un campione di consumatori italiani.Tradizioni e ricorrenze popolari per Ognissanti o per i Defunti non sono sconosciute in Italia.

Nel Giorno dei Morti, in Emilia-Romagna, i poveri andavano di casa in casa per chiedere cibo, che proprio i defunti avrebbero preservato per loro: una tradizione che ha più di qualche analogia con la richiesta di dolci tipica di Halloween.Anche in Sicilia, la tradizione vuole che nella notte tra l’1 e il 2 novembre i defunti portino giocattoli, pupi di zucchero e altre leccornie in dono ai bambini.

E il tema dei ‘dolci dei morti’ è presente nella gastronomia di tutto il Paese, in Sicilia, in Sardegna, così come Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche e Umbria. La nuova Halloween, sul calco della versione nordamericana, è stabilmente in Italia a partire dagli anni 2000, e ha fatto presa soprattutto nel Centro-Italia (dove festeggia il 67%) mentre è leggermente meno seguita nel Mezzogiorno e nelle Isole (59%).Stando all’indagine di Ipsos per Confesercenti, gli italiani celebrano Halloween soprattutto tra le mura di casa, con feste organizzate presso la propria abitazione o quella di amici (62% di chi festeggia).

Ma c’è anche un 39%, quota corrispondente a oltre 8 milioni di italiani, e un 21% che la trascorrerà all’aperto – ma è il 40% delle famiglie con figli – accompagnando i bambini, con le classiche maschere di ispirazione ‘horror’ di Halloween, a chiedere dolcetti bussando di porta a porta scandendo la tradizionale richiesta di ‘dolcetto o scherzetto’?.Una richiesta che non andrà delusa, visto il 59% di chi celebra in qualche modo la notte delle streghe che adempierà all’obbligo di comprare caramelle e dolci da donare ai bambini: la tradizione di Halloween più rispettata in assoluto dagli italiani.  C’è anche un 46% che addobberà a tema la propria abitazione, un 31% che farà mascherare i bambini, un 29% che si maschererà personalmente, e un ulteriore 25% che indosserà solo qualche accessorio a tema.

Nonostante la frenata dei consumi registrata negli ultimi mesi, gli italiani quest’anno allocheranno per Halloween un budget più generoso: quasi uno su tre (il 32%) dichiara di spendere di più dello scorso anno, contro il 22% che invece ridurrà il budget.Tra le feste fuori, dolci, decorazioni e maschere, gli italiani investiranno in media per Halloween 66,7 euro a persona, con una spesa leggermente più alta nel Nord Ovest (73,7 euro) e più bassa nelle Isole (62 euro) e un giro d’affari complessivo superiore ai 200 milioni di euro.

Gli italiani faranno i propri acquisti soprattutto al supermercato (65%) e al centro commerciale (47%), ma uno su tre si rivolge anche alle attività di vicinato, che siano negozi (16%) o mercatini ed altre attività di commercio su aree pubbliche (17%).Il 26% farà i suoi acquisti di Halloween online, mentre il 2% farà tutto da solo, in casa, conclude l’indagine di Confesercenti.  Un’idea per una giornata ‘da paura’ per celebrare Halloween?

E’ bene sapere che in Italia esistono posti che con il tempo si sono trasformati in vere e proprie ghost town: si tratta dei cosiddetti ‘borghi fantasma’, piccoli centri abitati, spesso di origine antica, che a causa di fenomeni naturali o socioeconomici hanno subito un progressivo spopolamento.L’Istat, infatti, conta almeno 1.000 città abbandonate in tutto il territorio nazionale.

Borghi in alcuni casi spettrali ma che mantengono il loro fascino e che, perché no, potrebbero destare l’interesse di qualche acquirente amante della solitudine.E’ un’analisi di Immobiliare.it a rivelare quanto dovrebbe spendere chi fosse interessato ad acquistare casa nelle immediate vicinanze (o, quando possibile, proprio nel centro cittadino) dei dieci più celebri borghi fantasma italiani. La frazione di Savogno, in Lombardia, è raggiungibile solo salendo i 2.800 gradini che portano da Piuro al piccolo borgo arroccato tra i monti della Val Bregaglia, completamente abbandonato ormai da quasi sessant’anni.

Il prezzo medio al metro quadro è di 1.580 euro/mq per vivere a una passeggiata di distanza da questo villaggio di montagna dal fascino antico. La Liguria ne conta ben due: Bussana Vecchia, sede per anni di una comune di artisti, e Balestrino, anche set di film hollywoodiani.Per vivere nei pressi della prima città fantasma, frazione di Sanremo, sorta sulle rovine di un borgo medioevale, servono ben 2.500 euro/mq; sono sufficienti invece poco meno di 1.000 euro/mq per la seconda, che si trova nella provincia di Savona, in una zona ad elevato rischio sismico. Spostandosi in Emilia-Romagna si trova Castel d’Alfero, una frazione del comune di Sarsina dove per comprare casa servono circa 1.100 euro/mq.

Posto di recente sotto vincolo monumentale dal Ministero dei beni e delle attività culturali, questo piccolissimo borgo rappresenta un vero e proprio esempio di ‘fossile urbano’, di cui si hanno notizie fin dai primi anni del 1200. Anche il Lazio ospita due tra i più famosi borghi fantasma d’Italia: la celeberrima Civita di Bagnoregio, nota anche come ‘La città che muore’ da un libro dello scrittore Bonaventura Tecchi, e Monterano, famoso per aver ospitato diversi set cinematografici storici.Per una casa vista rocca di Civita ci vogliono di media 750 euro/mq, mentre per vivere immersi nelle atmosfere di film come Ben Hur servono poco meno di 1.100 euro/mq. Nel cuore dell’Irpinia si trova invece Apice Vecchia, un paese fantasma sospeso nel tempo e per questo noto anche come la ‘Pompei del Novecento’.

Abbandonato dopo un forte terremoto che colpì i dintorni nell’agosto del 1962, per una casa nel nuovo paese sorto nelle immediate vicinanze servono circa 780 euro al metro quadro. Il borgo di Craco in Basilicata è ancora parzialmente abitato: infatti nella parte ricostruita risiedono circa 700 abitanti.Chi volesse trasferirsi in questa Ghost Town a 400 metri d’altezza, scelta tra l’altro come scenario per il film di Mel Gibson ‘La passione di Cristo’, deve mettere a budget poco più di 1.100 euro al metro quadro. Da Melito di Porto Salvo in Calabria è possibile raggiungere la rocca, ormai disabitata, di Pentadattilo, che deve il suo curioso nome ai cinque costoni rocciosi che si protendono dal monte Calvario.

A seguito di un terremoto avvenuto alla fine del 1700, l’abitato si è progressivamente svuotato ma per vivere alle sue pendici servono di media 765 euro/mq. Anche nelle Isole si trovano delle città fantasma, è il caso di Gairo Vecchio, un borgo sardo abbandonato negli anni Sessanta dopo una grave alluvione.Per vivere nella cittadina ricostruita nelle immediate vicinanze sono necessari poco più di 740 euro/mq. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Saman, il fratello in aula: “Voglio dire tutta la verità”

0

(Adnkronos) – Al via oggi l’udienza del processo per l’omicidio di Saman Abbas in Corte di Assise di Reggio Emilia.In aula Ali Heider, fratello della ragazza, ha detto di voler “parlare e dire tutta la verità”.

La presidente della Corte Cristina Beretti gli ha ricordato la possibilità di non rispondere alle domande.  Secondo quanto riferito dalla procura dei minorenni di Bologna il giovane non risulta allo stato iscritto nel registro degli indagati.L’avvocato Valeria Miari, che ad oggi lo ha assistito, ha rinunciato al mandato come legale di parte civile per lui e per l’Unione dei comuni della bassa reggiana. La 18enne di origini pachistane è sparita da Novellara (Reggio Emilia) nel maggio 2021 e trovata senza vita nel novembre 2022.

Per la sua morte sono imputati il padre, la madre, uno zio e due cugini. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Calcio, per Human Rights Watch “inconcepibili i Mondiali in Arabia Saudita, è peggio del Qatar”

0

(Adnkronos) – Un’eventuale Coppa del mondo di calcio del 2034 in Arabia Saudita sarebbe “peggiore” del torneo dello scorso anno in Qatar dal punto di vista dei diritti umani, ha affermato il direttore di Human Rights Watch Germania Wenzel Michalski, subito dopo l’annuncio del ritiro dell’Australia dalla candidatura. “La Fifa si è data un’agenda sui diritti umani in cui si afferma che i paesi ospitanti della Coppa del Mondo devono aderire ai diritti umani.E come sappiamo questo non è il caso dell’Arabia Saudita”, ha detto Michalski all’agenzia tedesca Dpa.

Michalski ricorda che a Fifa ha l’obbligo di garantire che i diritti umani non vengano violati nei paesi che ospitano la Coppa del Mondo, cosa che “non è assolutamente concepibile in Arabia Saudita”.  “Prendiamo solo la libertà di stampa, che secondo lo statuto della Fifa deve essere garantita -ha detto Michalski-.E lì non esiste.

O la parità di diritti.O nessuna discriminazione contro le persone Lgbt, per esempio.

O semplicemente il diritto alla libertà di espressione”.  Dopo il ritiro australiano l’Arabia Saudita è, al netto di sorprese dell’ultima ora (il termine per le candidature scade il 30 novembre) l’unica candidata rimasta in campo.L’Australia, finora, non ha dato spiegazioni di dettaglio sui motivi della rinuncia: la locale Federcalcio ha rilasciato una dichiarazione affermando di aver “esplorato l’opportunità di un’offerta ma di aver deciso di non portarla avanti. “Dopo aver preso in considerazione tutti i fattori, siamo giunti alla conclusione di non farlo per la competizione del 2034 -si legge nella nota-.

Football Australia ambisce a portare sempre più tornei importanti sulle nostre coste.Crediamo di essere in una posizione forte per ospitare la Coppa d’Asia femminile nel 2026 e poi accogliere le più grandi squadre del calcio mondiale per la Coppa del mondo per club Fifa 2029″. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iran presiede il Forum sui diritti umani: dagli attivisti alla politica, esplode la protesta

0

(Adnkronos) – Giovedì toccherà all’Iran presiedere il Forum sociale 2023 del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (Unhrc) che si svolge a Ginevra fino al 3 novembre.La scelta di nominare Ali Bahreini, ambasciatore della Repubblica islamica e rappresentante permanente presso le Nazioni Unite, non è passata inosservata e ha scatenato una campagna di protesta internazionale da parte degli attivisti per i diritti umani ma anche da parte del mondo politico.

Il contesto internazionale in seguito all’attacco del 7 ottobre di Hamas a Israele aggiunge benzina sul fuoco. Rispondendo a un’interrogazione dell’Europarlamentare della Lega e del gruppo Identità e Democrazia, Gianna Gancia che parlava “di uno schiaffo in faccia” data la situazione dei diritti umani della maggior parte degli iraniani, in particolare delle donne, “e le ripetute esecuzioni a seguito delle proteste in corso nel paese”, l’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell si era difeso sottolineando a fine luglio che la nomina di Bahreini era legata ad una questione di rotazione regionale “in linea con le procedure stabilite delle Nazioni Unite” e ribadendo che l’Ue ha intrapreso “azioni diplomatiche per condannare fermamente le violazioni dei diritti umani da parte delle autorità iraniane e la repressione dei manifestanti da parte delle autorità iraniane all’indomani della morte di Mahsa Amini in custodia della polizia”. L’Ong Un Watch, l”organizzazione non governativa con sede a Ginevra la cui missione dichiarata è ‘monitorare le prestazioni delle Nazioni Unite sulla base della propria Carta’, contesta la linea di Borrell spiegando che “il gruppo asiatico, a cui appartiene l’Iran, ha ricoperto la posizione quattro volte negli ultimi sei anni, negando rotazioni a diversi altri gruppi regionali”.La nomina dell’Iran, sostiene il direttore esecutivo dell’Ong, Hillel Neuer, “può essere annullata da una riunione speciale del Consiglio prima di giovedì”.

La campagna di protesta di Un Watch è accompagnata da una petizione globale che è stata firmata da oltre 90 mila persone che chiedono all’Onu di recovare la presidenza iraniana del forum sociale.  “Chiediamo al signor Borrell di agire. È tempo che tutte le democrazie alle Nazioni Unite smettano di legittimare regimi assassini, in violazione dei principi fondanti dell’organismo mondiale, e inizino invece a chiamare i responsabili a risponderne”, spiega ancora Neuer. “Il regime omicida di Teheran è responsabile di un’impennata delle esecuzioni, applicate in modo sproporzionato alle minoranze, e dell’oppressione di donne e ragazze.La recente morte della sedicenne Armita Geravand, dopo essere stata aggredita in metropolitana dalla polizia morale iraniana per non aver indossato l’hijab obbligatorio, ci ricorda che si tratta di un regime crudele che non appartiene a nessun organismo delle Nazioni Unite per i diritti umani, figuriamoci come presidente”. Per Neuer “è inimmaginabile che giovedì al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, il rappresentante dell’ayatollah Khamenei terrà il martelletto, al fianco dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volcker Turk”. “Questa scelta invia il messaggio sbagliato al momento sbagliato, consentendo alla Repubblica islamica dell’Iran – che sponsorizza le atrocità di Hamas – di pavoneggiarsi sulla scena internazionale come un attore rispettato e influente”. Il Centro per i Diritti Umani in Iran (Chri) a maggio aveva accolta la nomina di Bahreini considerandola un “oltraggio” e chiedendo l’immediato ritiro. “La nomina di un funzionario iraniano a presiedere un organo dell’Unhrc, mentre il Consiglio sta indagando sul massacro di centinaia di manifestanti pacifici da parte della Repubblica islamica, riflette una scioccante cecità etica”, aveva affermato Hadi Ghaemi, direttore del Chri. Il Social Forum 2023 dell’Unhrc si concentrerà sul contributo della scienza, della tecnologia e dell’innovazione alla promozione dei diritti umani, anche nel contesto della ripresa post-pandemia. “Date le gravi violazioni dei diritti umani della Repubblica islamica e la sua gestione catastrofica e politicizzata della pandemia di Covid-19, in cui il suo rifiuto di importare vaccini occidentali è costato centinaia di migliaia di vite, è inspiegabile che il presidente di turno dell’Unhrc, l’ambasciatore ceco Vaclav Balek scelga l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite”, aveva sottolineato il Chri. Anche l’europarlamente Gancia aveva evidenziato “la gestione catastrofica e politicizzata della pandemia di Covid-19” da parte dell’Iran, “quando il suo rifiuto di importare vaccini occidentali è costato centinaia di migliaia di vite”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)