Home Blog Pagina 2267

Cucchi, Cassazione: reati prescritti per carabinieri Mandolini e Tedesco

0

(Adnkronos) – La Corte di Cassazione con la sentenza pronunciata questa sera ha dichiarato prescritto il reato di falso contestato al maresciallo Roberto Mandolini e al carabiniere Francesco Tedesco nell’ambito del caso di Stefano Cucchi.
 I giudici della prima sezione penale hanno annullato senza rinvio, perchè il reato è estinto per prescrizione, la sentenza di Appello bis che aveva condannato a tre anni e sei mesi Mandolini, all’epoca dei fatti comandante della stazione Appia, e a due anni e quattro mesi Tedesco, il militare che con le sue dichiarazioni ha fatto riaprire le indagini sulla morte di Cucchi.Il sostituto procuratore generale della Cassazione Antonietta Picardi aveva chiesto invece di dichiarare l’inammissibilità dei ricorsi. “Roberto Mandolini è colpevole ma è stato salvato dalla prescrizione.

Provo tanta pena per lui”, dice all’Adnkronos Ilaria Cucchi. “E’ una sentenza pilatesca, come al solito la Cassazione non ha avuto coraggio, avrebbe dovuto annullare senza rinvio la sentenza per insussistenza del fatto.Così invece è un colpo al cerchio e uno alla botte, la Cassazione non sorprende mai”, dice all’Adnkronos l’avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore del carabiniere Roberto Mandolini.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spagna, principessa Leonor diventa maggiorenne: è l’erede al trono

0

(Adnkronos) – La Principessa della Asturie è ufficialmente l’erede al trono di Spagna.Seguendo i dettami della Magna Charta, nel giorno del suo diciottesimo compleanno la giovane Leonor ha prestato giuramento davanti alla Costituzione. Sulla stessa copia della Costituzione utilizzata dal padre nel 1986, davanti agli occhi attenti dei genitori, il Re Felipe VI e la Regina Letizia, e della sorella, l’Infanta Sofía, Leonor ha giurato di “adempiere fedelmente ai miei doveri, di sostenere la Costituzione e le leggi, di rispettare i diritti dei cittadini e delle comunità autonome e di essere fedele al Re”.

Dopo queste parole, la Presidente del Congresso Francina Armengol ha certificato il giuramento, celebrandolo al grido di “viva la Costituzione, viva la Spagna e viva il Re”. Il giuramento è stato accolto da un applauso da parte del pubblico, che comprendeva il Primo Ministro in carica, Pedro Sánchez, e la maggior parte dei suoi ministri, ad eccezione dei due ministri di Podemos, Ione Belarra e Irene Montero, e del ministro di Izquierda Unida, Alberto Garzón.Tra i presidenti regionali, oltre alle assenze per motivi ideologici del lehendakari, Íñigo Urkullu, e del presidente della Generalitat, Pere Aragonès, era assente anche il presidente della Cantabria, María José Saénz de Buruaga. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pil e inflazione, l’economia si ferma: cosa dicono veramente i dati

0

(Adnkronos) – I dati si prestano sempre a letture diverse.Quelli che arrivano oggi dall’Istat su Pil e inflazione hanno però un verso simile, se interpretati nella loro somma: l’economia si è fermata.

La spinta alla crescita e quella all’aumento dei prezzi si alimentano a vicenda per loro natura, riproponendo il dilemma che guida anche la politica monetaria della Bce: per controllare l’inflazione si riduce la spinta espansiva che aiuta il Pil a crescere.Quello che sta accadendo in questa fase, con l’inflazione che scende anche in maniera consistente e l’economia che ristagna, segnala il rischio concreto che vadano rivisti anche gli obiettivi fissati per l’intero anno e che si possa innescare una nuova spirale recessiva nel caso in cui il contesto internazionale dovesse ulteriormente peggiorare.   Il calo dell’inflazione, di per sé una notizia positiva, può essere per definizione determinato anche da una minore attività economica.

Visto da un’altra angolazione il problema si capovolge.La frenata della crescita può essere determinata da un calo della domanda per consumi, condizionata dalla perdita di potere d’acquisto a sua volta determinata dalle elevate dinamiche inflazionistiche dei mesi scorsi.

Come è possibile?L’andamento dei prezzi produce in genere effetti ritardati sulla crescita, determinando uno scivolamento in avanti.

Al contrario, gli effetti del calo dell’attività economica sui prezzi hanno dei tempi di trasmissione più rapidi.In estrema sintesi, vediamo oggi gli effetti sulla crescita dei prezzi alti degli scorsi mesi, mentre il calo dell’inflazione di oggi sembra andare di pari passo con il calo del pil.   Un’economia stagnante ha conseguenze dirette anche sui conti pubblici e sui margini di manovra che restano per la politica economica.

In particolare, vista la crescita zero del terzo trimestre, si allontana l’obiettivo di una crescita dello 0,8% nell’anno in corso ipotizzata dalla Nadef: per centrare l’obiettivo servirebbe una crescita del Pil almeno dello 0,4% nell’ultimo trimestre dell’anno.Se la crescita a fine anno fosse più bassa del previsto, crescerebbero ovviamente sia il deficit sia il debito in rapporto al Pil.  Il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, festeggia il calo dell’inflazione a ottobre, evidente soprattutto nel confronto tra l’1,8% registrato su base annua rispetto al 5,3% di settembre. “Una frenata senza precedenti, frutto anche delle efficaci misure messe in campo nel settore dei carburanti e della corale iniziativa del carrello tricolore”.

Il ministro fa bene però a guardare avanti. “Ora abbiamo l’obiettivo di consolidare il dato raggiunto, rilanciando così i consumi e la produzione in vista delle festività natalizie e di fine anno”.I dati dei prossimi due mesi, insieme alla stima del Pil, saranno infatti significativi e contribuiranno a dare un’indicazione più attendibile rispetto al reale stato di salute dell’economia. (Di Fabio Insenga) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ultima generazione, la proposta della Lega: arresto in flagranza per chi blocca il traffico

0

(Adnkronos) –
Arresto in flagranza per chi blocca il traffico.Lo prevede la proposta di legge della Lega per contrastare in particolare le iniziative degli attivisti, in primis di Ultima generazione, che da mesi con le loro iniziative fermano il traffico nelle principali città italiane.  “La Lega, grazie anche al buon lavoro del sottosegretario Ostellari e del ministro Salvini, ha depositato una Pdl per inasprire le pene per chi blocca la libera circolazione sulle strade.

Abbiamo già assistito a tristi scene di sedicenti gruppi attivisti ambientalisti ed ecologisti che impediscono, spesso con il proprio corpo, la mobilità, soprattutto nelle ore di punta, provocando un grande disagio fra gli automobilisti.Introduzione del reato penale, arresto in flagranza e possibilità di daspo urbano.

Una soluzione di buon senso a tutela di chi la mattina si alza per andare a lavoro”, dice il deputato della Lega Gianangelo Bof, primo firmatario della Pdl. “La proposta della Lega per contrastare i fanatici green che bloccano le strade va nella direzione giusta.Annunciata da Matteo Salvini e presentata alla Camera a prima firma del deputato Gianangelo Bof, estende la fattispecie di illecito penale, già individuata dal codice, anche a chi ostacola i trasporti senza l’uso di strumenti, ma semplicemente con il proprio corpo”, afferma il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, il senatore Andrea Ostellari. “Esattamente come fanno alcuni prepotenti, che credono di cambiare il mondo, impedendo alle persone di raggiungere scuole, luoghi di lavori e ospedali.

Bene anche l’introduzione dell’arresto in flagranza e del Daspo, che potrà essere emesso direttamente dal Questore.L’ambiente e la salute si difendono con buonsenso e responsabilità, non bloccando il Paese”, aggiunge.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Daspo, emessi 4 provvedimenti dal Questore di Napoli

0

Daspo, il Questore di Napoli ha emesso 4 provvedimenti della durata di un anno che riguardano la gara di campionato Napoli-Fiorentina dell’8 ottobre 2023.

Due provvedimenti di Daspo riguardano lo scavalcamento da un settore all’altro dell’impianto sportivo dello stadio “Diego Armando Maradona” di Napoli. 

E altri due provvedimenti per periodi di 2 e 3 anni, sono stati emessi nei confronti di altrettante persone, di cui una condannata per estorsione in concorso continuata ed aggravata, mentre l’altra per rapina aggravata in concorso e porto di arma comune da sparo.

Il comunicato ufficiale del Questore di Napoli in merito ai 4 provvedimenti di Daspo emessi.

“Emessi 4 provvedimenti DASPO.

Il Questore di Napoli ha adottato due provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO), della durata di un anno, nei confronti di altrettanti tifosi partenopei, di 33 e 43 anni, che, in occasione della partita Napoli-Fiorentina dello scorso 8 ottobre presso lo stadio “Diego Armando Maradona”, erano stati denunciati per scavalcamento da un settore all’altro dell’impianto sportivo.

Ancora, due provvedimenti, per periodi di 2 e 3 anni, sono stati emessi nei confronti di altrettante persone, di cui una condannata per estorsione in concorso continuata ed aggravata, mentre l’altra per rapina aggravata in concorso e porto di arma comune da sparo.

Napoli, 31 ottobre 2023″. 

Pensioni, 2mila medici in fuga per evitare il taglio

0

(Adnkronos) – In arrivo una nuova ‘emorragia’ di medici dal servizio pubblico per evitare il taglio delle pensioni, con 2mila camici bianchi che potrebbero lasciare il Servizio sanitario nazionale entro dicembre 2023.E altri 4mila si aggiungerebbero nel 2024: “Un colpo letale per il Servizio sanitario nazionale”, determinato dalla Manovra 2024 e dal taglio previsto sulle pensioni dei medici. “Chi può uscirà subito per evitare riduzioni”, dice all’Adnkronos Salute Pierino Di Silverio, segretario del sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed che, insieme alla Cimo-Fesmed, ha già proclamato lo stato di agitazione a causa del taglio alle remunerazioni pensionistiche, “ma anche contro l’intero impianto della Manovra priva di sufficienti stanziamenti per il settore”, sottolinea il leader sindacale.  “A causa della legge di Bilancio potrebbero fuoriuscire, aventi diritto, in soli 2 mesi fino a dicembre, 2mila medici: gli basterà fare domanda entro 10 giorni” per evitare di incorrere nel taglio della loro pensione, spiega Di Silverio.

E a questi, precisa, “si aggiungeranno tutti quelli del 2024 che, gradualmente, acquisiscono i termini previsti (67 anni e 42 anni e 10 mesi di contributi): altri 4mila, per un totale di 6mila medici in meno”.  Allo sciopero “ci arriviamo sicuro, a dicembre.Non è più una possibilità, è una realtà: con questa Manovra fatta così, se viene portata avanti senza cambiamenti sicuramente saremo costretti ad incrociare le braccia.

E non per un giorno solo, ma sarà una protesta reiterata, lunga”, aggiunge il leader di Anaao Assomed che, insieme alla Cimo-Fesmed, ha già proclamato lo stato di agitazione a causa del taglio alle pensioni. “Ma questa norma ‘punitiva’ – spiega all’Adnkronos Salute – è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché nella Manovra mancano in generale le risorse necessarie per la sanità”. L’unica strada che resta, dunque, è “scioperare.E noi, come abbiamo scritto – ribadisce il leader sindacale – scioperiamo contro una Manovra insipiente e inefficace dal punto di vista economico e normativo per il sistema sanitario.

Noi prima stavamo aspettando la Manovra ufficiale, ma a questo punto non aspettiamo neanche la Manovra ufficiale – precisa Di Silverio – anche perché oggi è stata bollinata e reagiamo.Dopodiché deciderà il Governo quello che vuole fare: se ascoltarci, se investire sui professionisti, oppure se decretare la fine del sistema di cure pubblico”.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mezavilla: la Juve Stabia ha acceso con i risultati la piazza

Adriano Mezavilla, ex centrocampista della Juve Stabia ed eroe delle due ultime promozioni in Serie B, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”. 

Le dichiarazioni di Adriano Mezavilla, ex centrocampista della Juve Stabia, sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Che bel ricordo entrare in campo a Lentini e segnare un gol decisivo per la nostra ultima promozione in Serie B! La Juve Stabia è riuscita ad accendere con i risultati una piazza come Castellammare. Al contrario nostro che nel 2011 siamo partiti male per poi finire a vincere i playoff. 

Ho salutato il mio ex compagno Tarantino allo stadio che sicuramente anche da allenatore farà le stesse cose che faceva da calciatore. Quando facevamo il torello Tarantino faceva arrabbiare tutti. Prendeva in giro tutti ed era una delle persone che faceva veramente gruppo. Sono sicuro che come secondo di Pagliuca si sta esprimendo al meglio. Mi ricordo di quel rigore a Benevento, la palla pesava tantissimo in quel momento. 

Siamo all’inizio del campionato ma non dobbiamo mollare perchè sarà difficile da qui alla fine. Quando sei in testa tutti ti vorranno battere e la voglia di fare bene va triplicata. 

Castellammare mi dato tantissimo, momenti belli e brutti e li ricordo perchè mi hanno fatto crescere tanto. 

Il momento più emozionante è stato al mio primo allenamento quando sono ritornato per la seconda volta nel 2018-2019. Forse era come se già mi sentissi che sarebbe accaduto qualcosa di importante quell’anno culminato con la promozione in Serie B. 

Volendo fare un parallelismo con la Juve Stabia dell’ultima promozione del 2018-2019, direi che la cosa che c’è in comune tra le due squadre è l’ottima fase difensiva. Anche quella attuale, come noi nel 2018, è una squadra che con il suo mister lavora molto e prepara molto bene la fase difensiva subendo pochissimi gol”. 

 

 

 

Valle: Pagliuca è l’allenatore più adatto alla Juve Stabia

Alessio Valle, collaboratore della pagina Stabiesi al 100% e tifoso della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Il Pungiglione Stabiese”.

Le dichiarazioni di Alessio Cristian Valle sul momento della Juve Stabia sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Fino al 75° il Latina non si è visto con la Juve Stabia. Nessun pericolo, solo qualcosa ha creato negli ultimi minuti quando Pagliuca ha inserito Folino e ha giocato in difesa. Ma c’è stata una sola parata di Thiam e null’altro. 

Questa col Latina era la partita più difficile. Dopo la sconfitta di Caserta e 9 partite precedenti senza mai perdere, per le Vespe era difficile rialzare subito la testa. E questo è stato un altro grande merito del tecnico Pagliuca per come l’ha impostata e per come ha saputo stimolare i suoi ragazzi. 

Contro la Turris se il primo tempo finiva 3-0 non c’era nulla da dire. Hanno ripreso coraggio sul 2-1 ma poi ci ha pensato Thiam a parare quel rigore. La vittoria con la Turris in esterna ha dato ancora più consapevolezza di saper lottare anche in campi difficili. 

Pagliuca è l’allenatore più adatto alla piazza di Castellammare. Alla prima giornata col Monterosi ha preso un’espulsione per aver rimproverato Baldi, un suo calciatore. E’ di sicuro l’allenatore più adeguato per una piazza calda come Castellammare. Vive molto anche la città. Spesso lo troviamo sul lungomare di Castellammare a passeggiare. Trasmette la voglia di sostenerti, è sempre sul pezzo. 

Se a gennaio saremo ancora nelle posizioni di vertice, sognare non costerà nulla e spero che la società intervenga alzando un pò l’asticella. Da due anni seguo Erradi perchè in allenamento è sempre stato uno dei più propositivi. Si è sempre allenato con costanza e Pagliuca lo ha premiato giustamente. 

Petrazzuolo ha ricordato a Thiam le sue presenze in Serie A, gli ha dato sicurezza. Ad inizio stagione aveva paura nelle uscite, ora le prende tutte nella sua area. Tarantino ha fatto la storia della Juve Stabia, conosce l’ambiente e sa come gestire i momenti delicati. 

Castellammare è una piazza che se vede che la squadra da il sangue in campo, ti trascina tantissimo e ti da tantissimo. Vedo giovani che danno il massimo e lottano fino all’ultimo minuto. In Serie C è fondamentale ciò”. 

 

 

 

Gaza, “50 morti in campo profughi”. Israele: colpito centro Hamas, ucciso comandante

0

(Adnkronos) –
Un raid di Israele ha colpito il campo profughi di Jabalia, nel Nord della Striscia di Gaza.Secondo fonti palestinesi, i morti sarebbero oltre 50 e i feriti almeno 150.

Le forze di difesa israeliane hanno rivendicato l’uccisione di “un ampio numero di terroristi”, compreso Ibrahim Bihari, uno dei leader dell’attacco che Hamas ha sferrato lo scorso 7 ottobre contro Israele. “Caccia dell’Idf, sulla base di informazioni di intelligence dell’Isa (Israel Security authority) hanno ucciso Ibrahim Bihari, comandante del battaglione di Hamas Jabaliya centrale.Bihari era uno dei leader responsabili per aver inviato terroristi ‘Nukbha’ in Israele per compiere il sanguinoso attacco del 7 ottobre,.

Numerosi terroristi di Hamas sono stati colpiti nel raid”, riferiscono le Idf. I direttore dell’Ospedale indonesiano di Gaza ha fatto riferimento a “centinaia” tra morti e feriti arrivati in ospedale. “Molti sono ancora sotto le macerie”, ha aggiunto.In Israele, l’emittente Channel 12 ha annunciato che si è trattato di un raid su “una struttura di Hamas” e “decine di terroristi, compresi comandanti sul campo, sono stati uccisi”.

Le fonti di Channel 12 hanno affermato che il campo si trattava di “un importante obiettivo terroristico”. Il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, ha parlato di “20 edifici completamente distrutti dal bombardamento israeliano che ha colpito un quartiere di Jabalia”.La Cnn ha sottolineato che le foto del sito mostrano alcuni enormi crateri, circondati da macerie ed edifici danneggiati. “Quello che si vede è una scena che non si può immaginare”, ha dichiarato all’emittente americana un altro dottore dell’ospedale, Mohammad al Rann, spiegando che i feriti sono ovunque “nei letti, sul pavimento, nei corridoi e nell’area della reception” e sottolineando che la maggioranza delle ferite sono provocate da esplosioni. Il campo è stato ”completamente distrutto” dai raid aerei israeliani, secondo il portavoce del ministero degli Esteri di Hamas, Iyad al-Bazum, che ha parlato davanti a un ospedale di Khan Younis. ”Questi edifici ospitavano centinaia di persone – ha detto – Le forze aree dell’occupazione hanno distrutto questo distretto con sei bombe di fabbricazione americana.

E’ l’utlimo massacro compiuto dall’aggressione di Israele nella Striscia di Gaza”. Affermando che ci sono 400 vittime tra morti e feriti, al-Bazum ha chiesto alla ”comunità internazionale di intervenire immediatamente per fermare Israele prima che sia troppo tardi”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Depistaggio Borsellino, Pg: “Apporto decisivo 007”

0

(Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) – Parla di “apporto decisivo dei Servizi segreti” nel depistaggio sulla strage di via D’Amelio, ma anche del ruolo che il Sisde “ha svolto in tutti questi anni”.Arrivando a definire “il personale” dei “Servizi segreti” “il vero convitato di pietra di questo processo”.

Il sostituto procuratore generale di Caltanissetta Gaetano Bono non usa giri di parole nel suo intervento alla prima udienza del processo sul depistaggio sulle indagini sulla strage costata la vita, il 19 luglio del 1992, al giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.Alla sbarra, ancora una volta, i tre poliziotti, Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei.

Tutti accusati di concorso in calunnia aggravata dall’avere favorito Cosa nostra.Nella sentenza di primo grado, emessa il 12 luglio del 2022, era caduta l’aggravante mafiosa per due dei tre poliziotti imputati del processo.

Per Bo e Mattei scattò quindi la prescrizione, mentre Michele Ribaudo era stato assolto.Sono tutti presenti, i poliziotti, seduti uno accanto all’altro sulla panca accanto all’ingresso dell’aula angusta, troppo piccola per contenere tutti i legali e i rappresentanti dell’accusa. “Quindi, anche gli odierni imputati, hanno agito sotto la gestione La Barbera”, l’ex Questore di Palermo nel frattempo deceduto ndr, che guidava il ‘Gruppo Falcone e Borsellino’.  Per il giovane pg “non si può escludere il ruolo che il Sisde ha avuto negli anni”.

E aggiunge: “Dopo 31 anni ci sono ancora zone d’ombra sulla strage di via D’Amelio e questo processo cercherà di dipanare alcune di queste zone d’ombra”.In prima fila, sul banco dell’accusa c’è anche il neo Procuratore generale di Caltanissetta Fabio D’Anna, insieme con il sostituto pg Antonino Patti e il pm Maurizio Bonaccorso, applicato dalla Procura per questo processo, che ha presentato l’accusa in primo grado, dopo l’addio di Stefano Luciani e Gabriele Paci, andati rispettivamente a Roma e Trapani.  In aula anche due delle parti civili del processo di primo grado, Gaetano Murana e Giuseppe La Mattina, ingiustamente condannati all’ergastolo, dopo le accuse false dell’ex pentito Vincenzo Scarantino.

Assenti, invece, i figli del giudice Borsellino, Lucia, Manfredi e Fiammetta.All’inizio dell’udienza la difesa del poliziotto Mario Bo ha depositato presso la Corte nuovi documenti con la richiesta di rinnovamento dell’istruttoria dibattimentale.  “Si tratta, in particolare, di motivi aggiunti depositati il ​​21 settembre, con nota del Ministero dell’Interno, quale prova sopravvenuta e un secondo deposito, avvenuto il 13 ottobre 2023, per l’acquisizione di due note della Dia di Caltanissetta”, spiega il Presidente della Corte d’appello Giovambattista Tona.

Nel corso dell’udienza, il pm Bonaccorso ha chiesto alla Corte la deposizione del Presidente dei gip del Tribunale di Palermo Alfredo Montalto.Dovrebbe essere ascoltato in quanto l’8 settembre del 1992 aveva interrogato Salvatore Candura, dopo l’arresto.

Candura è l’ex pentito che si autoaccusò del furto della 126 utilizzata come autobomba per la strage di via d’Amelio.Dopo essere stato arrestato il 5 settembre del ’92 per violenza sessuale -accusa dalla quale venne poi assolto- assieme a Roberto e a Luciano Valenti, zio e nipote, mentre era in cella con quest’ultimo, si autoaccusò del furto dell’utilitaria.

Alla moglie però avrebbe detto di essere innocente, ”di non aver commesso alcuna violenza sessuale che era solo una scusa e che non sapeva niente della macchina”.In un secondo momento confidò alla donna anche di essere stato costretto ad autoaccusarsi di quel furto.

Bonaccorso ha chiesto anche l’audizione dell’avvocato Giuseppe Gerbino, allora difensore di Candura e dell’ex questore Vincenzo Ricciardi. Nel corso dell’udienza ha preso la parola anche l’avvocato Fabio Trizzino, legale della famiglia Borsellino, nonché marito di Lucia Borsellino, figlia maggiore del giudice. “Questo è un processo che ha un rischio grossissimo di prescrizione.La famiglia Borsellino, che io rappresento, e noi chiediamo che questo processo abbia un percorso il più possibile veloce, perché non accetteremmo il rischio di una prescrizione.

Ecco perché chiediamo alla Corte d’Appello di dare al processo una corsia preferenziale assoluta”.Immediata la replica dell’avvocato Giuseppe Panepinto, legale di Mario Bo: “Gli unici danneggiati dal processo allo stato sono gli imputati, che senza la prescrizione, avrebbero avuto una assoluzione completa”, ha detto. Il pm Maurizio Bonaccorso ha depositato, sempre oggi, una relazione di un sopralluogo effettuata nel mese di giugno del ’94 da Vincenzo Scarantino al quale avrebbe preso parte un agente di polizia, sempre della Squadra mobile, indagato dalla procura di Caltanissetta per false dichiarazioni al tribunale dopo il processo di primo grado.

La relazione è stata trovata durante il trasloco degli uffici della Mobile di Palermo per dei lavori di ristrutturazione.  Al termine di una camera di consiglio, il Presidente Giovambattista Tona ha accolto un termine di difesa richiesto dai legali fissando un rinvio al prossimo 28 novembre.La Corte ha sospeso i termini di prescrizione per una settimana, dal 21 al 28 novembre, perché un difensore è imputato in altro procedimento.

Il Presidente della Corte d’Appello Giovambattista Tona ha, infine, reso noto il calendario delle successive udienze.Che si terranno il 5 dicembre, il 12 dicembre e il 19 dicembre. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La politica e i suoi miti a fumetti: da Tex a Dylan Dog (con Topolino bipartisan)

0

(Adnkronos) – Lucca Comics superstar.La rassegna internazionale, anche con le polemiche innescate dalla scelta di Zerocalcare di non partecipare per la presenza di Israele fra i partner, fa discutere il mondo della politica, oltre che della cultura.

Ma nei palazzi istituzionali qual è il ‘sentiment’ verso il mondo dei fumetti?La verità è che in tutti gli schieramenti ognuno ha il suo eroe o antieroe preferito.

E allora, c’è chi ricorda i capricci che faceva con i genitori per convincerli a restare sveglio fino alle nove di sera per vedere ‘SuperGulp!’.Ma il più gettonato resta ‘Dylan Dog’, seguito a ruota, da un classico come ‘Topolino’.

Non poteva mancare ‘Tex Willer’, così come i supereroi della Marvel, dal dio del tuono Thor ai ‘Fantastici quattro’, creati dal genio di Stan Lee.La passione per il fumetto continua a contagiare deputati e senatori.

In Transatlantico, a Montecitorio, nessun parlamentare si sottrae alla domanda dell’Adnkronos: ‘qual è il tuo ‘comics’ preferito?’.  Tutti sorridono, ci pensano su e ricordano il supereroe che li ha fatti sognare da piccoli.Appassionato dei ‘Fantastic Four’ è Tommaso Foti, capogruppo di Fdi alla Camera, che per carattere e non solo per ‘stazza’ (il presidente dei deputati meloniani sembra un ‘corazziere’) dice di sentirsi vicino a ‘La Cosa’, l’uomo spacca-tutto, una sorta di roccia vivente, con la forza di Hulk. ”Da giovane leggevo i ‘Fantastici Quattro’, mi piaceva questa idea che avevano.

Dei quattro super eroi preferivo quello un pò più grosso e forte, ‘La Cosa’, ma adoravo anche Thor…”.L’indagatore dell’incubo’, personaggio ideato da Tiziano Sclavi ed edito da Sergio Bonelli, fa ancora impazzire molti onorevoli. ”Dico Dylan Dog su tutti, perché ‘trattava temi tra la fantascienza e l’esoterismo e aveva un carattere ironico”, spiega Federico Mollicone, responsabile cultura di Fdi.

Altro amante dell’investigatore in giacca camicia rossa, jeans e Clark, il leghista Enzo Amich: ”Sicuramente preferisco su tutti Dylan Dog: mi affascinava il personaggio, il mistero, la ricerca delle soluzioni con un’ottica fantasy…”.  Maurizio Lupi, capo politico di Noi Moderati, letteralmente ‘divorava’ le strisce di ‘Zagor’, altra icona del mondo bonelliano, che con il suo terribile ‘Ayak’ spaventava i cattivi: ”Lo confesso, su tutti, mi piaceva Zagor…”.Più old style il fumetto scelto come best seller da Riccardo De Corato, una vita dedicata alla destra politica, esponente di spicco di An Pdl e poi Fdi: ”Io leggevo Tex, perchè mi sembrava una persona adatta a quei tempi”. “Oggi, dalle giovani generazioni, sarebbe considerato un po’ retrò, ma allora era perfetto, almeno per me…”, confida lo storico vicesindaco di Milano nell’era pre-Pisapia.  In Parlamento ‘Mickey Mouse’ va per la maggiore.

Il comics disneyano piace all’azzurro Alessandro Cattaneo, responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia: ”Avevo l’abbonamento di ‘Topolino’.Era molto divertente, lo portavo anche in classe per scambiarlo con i compagni…”.

Paolo Barelli, capogruppo di Fi a Montecitorio, preferisce, invece, lo ‘sfortunato’ Paperino al mitico topo, che gli ricorda più di qualche ‘avversario’ politico: ”Il mio fumetto preferito era e resta Paperino, anche perché mi ricorda una buona parte della politica italiana…”.  Mario Mantovani, ex plenipotenziario di Fi in Lombardia ai tempi d’oro del berlusconismo, ora con Fdi, cita il ‘Signor Bonaventura’, uno dei protagonisti della grande rivoluzione fumettistica’ operata dal ‘Corriere dei piccoli’: lungo lungo e un po’ maldestro, incappa sempre in qualche disavventura e si ritrova con un milione in mano. ”Mi piaceva il ‘Signor Bonaventura’, quando scopriva di avere un milione…”, ricorda l’ex vicepresidente del Pirellone.  Nella hit parade personale del forzista Giorgio Mulè, c’è “sicuramente” ‘Topolino’ ma soprattutto per il vicepresidente della Camera il fumetto del cuore era ‘Alan Ford e il Gruppo Tnt’, uno dei protagonisti di ‘SuperGulp!’, ovvero ‘I fumetti in tv’, trasmissione cult che andò in onda dal 1977 al 1981, sul secondo canale della Rai.Un programma destinato a doppiare, nientepopodimeno che il grande Mike Buongiorno con il suo Rischiatutto!. ”Mi piaceva tantissimo ‘Alan Ford’, chiedevo ai miei genitori di restare sveglio per vedere in tv ‘Supergulp”’, racconta Mulè. “Andrea Pazienza.

Tutto!”.Filippo Sensi non ci pensa un attimo, rispondendo a chi gli chiede delle sue preferenze nel mondo dei fumetti.

Il senatore del Pd, tra le altre cose, maneggia anche la matita: è autore di ‘pupazzetti’, ritratti a matita di satira politica. “Zanardi, per fare un titolo”, specifica Sensi indicando il personaggio più noto creato nei primi anni ’80 da Pazienza, il celebre studente ripetente del ‘Fermi’ di Bologna considerato l’alter ego dello stesso Paz.Ma perchè Pazienza? “Perché è l’unica vera rockstar che abbiamo avuto in Italia nel mondo dei comics”, spiega il senatore del Pd.  Il mio personaggio dei fumetti preferito?

Ryoga di Ranma.Perché è quello che mi somiglia di più.

Io non ho senso dell’orientamento e Ryoga è un personaggio che non ha minimamente senso dell’orientamento e si perde da lì a 10 meri.Mi hanno sempre chiamato Ryoga e ovviamente mi ci riconosco.

Non politicamente, però, politicamente sono il contrario.Se però devo pensare al supereroe che ho più visto da bambino, allora devo dire Ken Shiro”, dice all’AdnKronos Francesco Silvestri, capogruppo del M5S alla Camera.

E’ Nathan Never il personaggio dei fumetti preferito da Nicola Fratoianni.Con le sue atmosfere cyberpunk e l’ambientazione distopica, il detective dell’Agenzia Alfa è nel cuore del segretario generale di Sinistra Italiana e deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra “perché sono appassionato di fantascienza – dice all’AdnKronos – e il personaggio e le ambientazioni mi ricordano Blade Runner, che è il mio film preferito”. A parlare con lui di fumetti si sfonda una porta aperta, perché Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra, non è solo un appassionato ma anche collezionista.

Di Topolino, prima di tutto, di cui conserva gelosamente “antichi fogli e libretti, dagli anni Trenta in poi”, tanto che quando una volta subì un furto in casa la sua prima preoccupazione fu proprio per loro.E poi Phantomas, Flash Gordon e i grandi classici che hanno fatto la storia del genere.

Perché per lui fumetto fa rima con infanzia. “E’ una cosa molto legata alla mia infanzia e alla mia adolescenza – racconta all’AdnKronos – una passione nata con i primi numeri del Comandante Mark che mi regalò mio padre quando ero bambino”.Una passione che, da allora, non lo ha più abbandonato. (di Vittorio Amato, Giuseppe Greco, Stefania Marignetti)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Kiev pressa Mosca sul Dnipro: l’analisi degli 007

0

(Adnkronos) – La nomina del colonnello generale Mikhail Teplinsky a comandante delle Forze russe del Dnipro “è una indicazione della crescente pressione sulle forze russe” che si difendono dagli assalti ucraini attraverso il fiume Dnipro e nell’oblast di Kherson.Lo scrive il bollettino giornaliero dell’intelligence militare britannica. Vice comandante delle forze russe in Ucraina, Teplinsky ha probabilmente “preso personalmente il comando” della forza russa responsabile per le aree occupate dell’oblast di Kherson, compresa la riva sinistra del fiume Dnipro, sostituendo il colonnello generale Oleg Makaevich, nota il bollettino. “In quest’area – si legge -i combattimenti si sono intensificati nelle ultime settimane mentre le forze ucraine hanno contestato il controllo russo della riva sinistra.

Teplinsky è tenuto in alta considerazione presso lo stato maggiore russo e ha esperienza di comando nell’area: è stato l’ufficiale sul terreno incaricato del relativo del ritiro dalla riva occidentale del Dnipro nel novembre 202, avvenuto con relativo successo”. “E’ praticamente certo – conclude il bollettino – che respingere gli attacchi ucraini attraverso il fiume Dnipro e mantenere il territorio occupato nell’oblast di Kherson rimanga un obiettivo di alta priorità per le forze russe in Ucarina.La nomina di Teplinsky è probabilmente un’indicazione della crescente pressione sulle forze russe che difendono l’area”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Santarpia e Pappalardo: Quando la Pizza diventa un’opportunità e la strada da seguire.

E’ così che chi come Santarpia e Pappalardo insegue l’arte bianca (pizza n.d.a.) subisce un cambio di vita che te la stravolge, facendoti vedere un mondo da un’angolazione diversa, ti dà quell’opportunità e quel futuro che probabilmente, nata come una passione, diventa la tua ragione di vita.

Potrebbe iniziare cosi il racconto di vita vissuta di Giovanni Santarpia e Antonio Pappalardo, due stabiesi Doc che nel pieno della loro maturazione inseguono un sogno che seppur li porta lontano dalla loro terra natia, si spingono oltre la loro immaginazione, oltre il sognare, oltre il loro essere fieri di una terra come quella di Stabia e conquistano a suon di sacrifici e lavoro il meritato successo portando in alto il nome di Castellammare di Stabia.

Li abbiamo voluti sentire in una intervista doppia, e capire dalla loro viva voce la storia della loro passione e di quello che ad oggi è la loro vita lavorativa, fatta di tanta passione e dedizione per questa nobile arte bianca, la pizza.

Come e quando è nata la passione per l’arte bianca?

Santarpia PizzaSantarpia: Inizialmente era solamente per un’esigenza lavorativa, avendo lasciato scuola a soli 14 anni per via anche di una dislessia che mi portava ad una fatica nello studiare e seppur mi impegnavo i risultati non erano mai dei  migliori. E per questo motivo mi sono avvicinato poi ad una mia passione che era la pizza, fin da piccolo sono stato attratto da quest’arte tanto da iniziare dalla pizzeria sotto casa e per dare una risposta a mio padre che ovviamente lasciando la scuola si aspettava da me di imparare un mestiere. Tante anche le esperienze sul campo per approfondire sempre di più la conoscenza, ricordo di aver lavorato a Capri, in Calabria, Pescara, Bologna, fin poi in Toscana dove mi sono radicato.

Pappalardo PizzaPappalardo: Non ho un periodo esatto dell’inizio della mia passione per l’arte bianca, diciamo che è maturata man mano perché avevamo di famiglia un’attività di ristorazione-pizzeria. A diciotto anni appena diplomato iniziai a dedicarmi  totalmente all’attività di famiglia era il 2007, da quel momento entrai in sintonia con quello che poi in seguito diventerà il mio lavoro attuale che in ogni caso è diversissimo da quello che facevo prima nell’attività di famiglia.

Quando hai aperto il tuo primo locale?

Santarpia: L’apertura , nel 2006, e la scelta del mio primo locale è stata anche grazie all’interessamento di un mio fraterno amico, cha a San Donato in Poggio aveva individuato, e a me consigliato, un locale in affitto presso un antico palazzo della zona. E in quel posto è nato il mio primo locale, Palazzo Pretorio, locato in zona strategica verso Firenze e di conseguenza riuscii ad avere un buon movimento di clienti.

Pappalardo: La Cascina dei Sapori, era il 2007 quando nasce questo mio locale e in pratica dove io abitavo e abito tutt’ora a Rezzato in provincia di Brescia, e per questo che ho sempre definito abitazione luogo di lavoro. Dando un po’ la continuità alla tradizione di famiglia che anche all’epoca abitazione e luogo di lavoro in partica era la stessa cosa.

Se non avresti fatto il pizzaiolo cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?

Santarpia: Ma di sicuro tutt’altro, pensa che avevo tentato anche nella Polizia di Stato, per un senso sempre di stare in mezzo alla gente e per strada. Insomma questa mia voglia di vivere a contatto con la gente ha sempre caratterizzato la mia indole fin da piccolo.

Pappalardo: Ah in realtà non saprei risponderti, non so, sono sempre stato attratto dalla ristorazione perché lavorandoci da piccolo ne sono stato invaso psicologicamente. Anche se a dirla tutta, avrei voluto inizialmente fare il pasticciere, infatti anche in quel campo ho qualche esperienza.

Santarpia e Pappalardo ci descrivete che sensazioni vi dona la pizza?

Santarpia: Sicuramente una sensazione di amore verso questo prodotto, ed è un crescendo in tal senso dalla scelta della farina, all’impasto vero e proprio, fino ad arrivare alla cottura e la degustazione e leggere negli occhi dei clienti la soddisfazione di mangiare un prodotto buono. Ovviamente tutto questo arriva anche ad un lavoro di gruppo e io fortunatamente sono circondato da ottimi collaboratori.

Pappalardo: Io ti dico sensazione di gioia, dal punto di vista estetico, perché una bella pizza ti viene voglia di mangiarla già con gli occhi e soprattutto sensazioni di golosità, unitamente a sensazioni di convivialità che solo la pizza può dare e può unire tante esigenze. Insomma la pizza crea aggregazione e spesso usata anche come scusa per ripianare e discutere situazioni. Per la serie….parliamone davanti ad una buona pizza.

Ci descrivete il menù che offri ai tuoi clienti?

Santarpia Pizza (2)Santarpia: Il mio lo definisco un menù semplice, allegro e colorato. Non è di certo di quattro o cinque pagine, io sono per l’essenziale perché poi tutto diventa veloce e istantaneo da preparare velocemente cambiando pure tranquillamente il piatto del giorno. Ovviamente poi non possono mancare tutto quello che è a contorno della pizza e mi riferisco a mozzarella in carrozza, crocchettoni ecc, quello che in ogni caso mi piace in assoluto creare in cucina anche con abbinamenti di prodotti sia Campani che Toscani, abbinando tradizione e sapori.

Pappalardo: Un menù dinamico quello che proponiamo, che cambia stagionalmente e che dà molta importanza all’aspetto del vegetale. Quindi tante verdure fresche di stagione, abbinati a prodotti bufalini che arrivano direttamente dalla Campania, olii extravergine e tutto quello che è di fresco e di prima qualità.

Vi sedete per ordinare una pizza, quale scelgono Santarpia e Pappalardo?

Santarpia: Sceglierei ad occhi chiusi quella con salsiccia e friarielli, non oso immaginare diversamente è obbligatoria la scelta. Forse perché è una pizza che mi ricorda l’infanzia ma in ogni caso la reputo la prima scelta, anche se ti dico che probabilmente nel giudicare la qualità del prodotto in una pizzeria prenderei la classica margherita, è da questo tipo di pizza che a volte scopri che qualità di prodotto usano.

Pappalardo: In assoluto senza temi di smentita ti dico Margherita,  sarà ai più forse una risposta scontata, ma la reputo la più gustosa con fior di latte, basilico e olio extravergine.

Riconoscimenti e premi per la vostra pizza: a quale Santarpia e Pappalardo sono più legati e orgogliosi di aver vinto?

Santarpia: Di sicuro alle prime recensioni o articoli più che altro, più precisamente  quelle di Sabino Berardino e Elena Farinelli, che diedero il via al successo dopo le loro recensioni e per questo sono molto legato. Poi via via altri riconoscimenti, ai 50 Top Pizza, i Tre spicchi Gambero Rosso, le dimostrazioni in tv, concorsi vinti fino alle affermazioni più importanti concorrendo con autorevoli colleghi di fama internazionale.

Pappalardo: In realtà non ne ho uno in particolare , ma di sicuro sono molto legato a chi ha scritto di me in tempi non sospetti, perché in un certo modo ha creduto in quello che facevo, di conseguenza non posso altro che ricordare quelli come riconoscimenti più importanti.

Se vi dico Castellammare di Stabia, cosa rispondete?

Santarpia: Beh, Castellammare di Stabia è la mia vita, mi ricorda l’infanzia, la famiglia, i miei divertimenti e i miei sbagli e ovviamente il mio inizio della vita lavorativa. E’ un pezzo della mia vita cresciuto in quella via Paride del Pozzo, in una città bella è unica per il mare e le montagne. Il mio sogno è rivederla come merita e cioè come una città turistica.

Pappalardo: Il primo ricordo alla zona di Villa Gabola dove abitava mia nonna e al Lungomare Garibaldi dove ho mia zia, vicino al mare praticamente in Villa Comunale, i ricordi più belli nel vedere il mare e sentire quel vento che ti avvolgeva. Un’altra cosa che mi  lega al ricordo della mia città è quando andavo a consumare la spiga cotta a vapore che compravo lato Acqua della Madonna e le pizzette di pasta cresciuta, una bontà.

Come immaginate il prossimo futuro e cosa avete in programma?

Santarpia: Io spero sempre in un futuro ricco di semplicità e allegro, l’importanza di circondarsi di belle persone e amici, come i miei collaboratori Simone, Emanuele, Riccardo un po’ tutti. Ho trovato i loro una seconda famiglia e perché no il sogno è quello di andare sempre migliorando semmai anche con nuove aperture.

Pappalardo: Ma un futuro di sicuramente in continua evoluzione, tieni presente che in questo campo quello che facciamo oggi probabilmente tra due o tre anni non è quello che facciamo oggi. Nel senso che la costante evoluzione dei prodotti da proporre saranno sempre figli del tempo e noi dobbiamo farci trovare pronti per soddisfare tutte le esigenze dei nostri clienti, ovviamente con l’aiuto di tutti i miei indispensabili collaboratori.

Santarpia e Pappalardo quale consiglio dareste ad un giovane che culla il sogno di fare della pizza il proprio mestiere?

Santarpia: La risposta è semplice, fallo con passione e impara bene il tuo mestiere. Devi capire bene quello che stai offrendo ai tuoi clienti, trasmettendo anche passione e amore per i prodotti che realizzi. Ovviamente bisogna essere determinati, impegnarsi in un progetto di crescita professionale con il chiaro obiettivo di cogliere nel tuo cliente quella soddisfazione nel sentirlo dire seduto ad un tuo tavolo, caspita che pizza ….complimenti.

PappalardoPappalardo: Il consiglio che mi sento di dare è quello di fare con cura il tuo mestiere, la figura del pizzaiolo negli anni è cambiata tantissimo, prima era un semplice stendere un impasto ed infornare, oggi c’è bisogno di conoscenza, approfondimento di tecniche e preparazione.

Fondamentale è anche e soprattutto, l’organizzazione di un servizio, tutte cose che comunque si basano sull’essere disponibili e predisposti a voler imparare.

Poi alla fine potrà anche non essere il lavoro definitivo, ma in ogni caso rimane una bella esperienza.

Ringraziamo Giovanni e Antonio per il tempo a noi dedicato e di averci raccontato le loro storie intrise di passione e stabiesità.

Auguriamo loro di avere sempre più successi nella vita e noi saremo sempre pronti a raccontarne le loro gesta fieri di avere due concittadini che portano in alto il nome di Castellammare di Stabia nel Mondo.

Natalità, Rivolta (Prenatal): “Preoccupano per i dati Istat, bene nostro progetto Generazione G”

0

(Adnkronos) – “Abbiamo preso visione dei nuovi dati rilasciati da Istat per l’anno 2022 e il primo semestre 2023, un report che purtroppo riporta uno scenario sulle nascite ancora in decrescita rispetto al numero già fortemente negativo del 2021.Come Prénatal siamo particolarmente preoccupati di questa tendenza negativa che proprio quest’anno, in occasione dei nostri 60 anni, ci ha portato a prendere una posizione forte e rinnovare la nostra responsabilità verso le famiglie italiane”.

Lo dichiara il ceo di Prenatal, Alberto Rivolta. “Abbiamo infatti presentato a settembre il progetto Generazione G con cui – sottolinea – vogliamo contribuire a invertire questo scenario, offrendo supporto concreto e promuovendo una campagna di sensibilizzazione corale sul tema natalità.Generazione G vuole infatti generare un impatto immediato e benefici tangibili sulle famiglie in difficoltà su tutto il territorio italiano, con un approccio di welfare di prossimità, e fare sistema unendo istituzioni, associazioni e imprese in un’alleanza virtuosa”. “Proprio in questi giorni abbiamo iniziato a fare un primo bilancio sull’andamento della raccolta fondi a supporto del progetto e – riferisce Rivolta – a solo un mese dal lancio sono stati raccolti attraverso i diversi canali oltre 300.000 euro che corrispondono a 73.000 giorni di tempo, esperienza e presenza che i genitori esperti della rete di Generazione G in collaborazione con il Moige metteranno a disposizione nel 2024 per i neogenitori in difficoltà sul territorio.

Siamo fiduciosi che il nostro impegno e quello di chi si è unito al progetto potrà essere un valido alleato per il futuro del nostro Paese”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ladri in casa del calciatore giallorosso Chris Smalling a Roma

0

(Adnkronos) – Sono entrati i ladri oggi, 31 ottobre, nella casa del calciatore della Roma Chris Smalling.Da una prima ricostruzione, qualcuno si è introdotto nella casa del giocatore, in zona Tor Carbone, entrando da una finestra.

Non è ancora chiaro cosa sia stato rubato e il valore della refurtiva.Sul posto è intervenuta la polizia e sono in corso le indagini della squadra mobile, oltre che della polizia scientifica. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gatti, niente prova tv dopo Juve-Verona: ecco perché

0

(Adnkronos) – La procura della Figc chiede la prova tv per Federico Gatti, difensore della Juventus, dopo un contatto con l’attaccante Milan Djuric nel match di sabato con il Verona.Il giudice sportivo, però, dice no e chiude il caso.

Cis’è successo in campo?Al 26′ del primo tempo, il difensore della Juventus e l’attaccante veneto duellano per un pallone alto a centrocampo.

Djuric cade e le immagini, dalle riprese alle spalle dei calciatori, fanno pensare ad un colpo rifilato da Gatti.Su X partono le accuse al bianconero per un ‘pugno’ all’avversario.

L’arbitro, che osserva la scena, non adotta provvedimenti.In un secondo momento, ecco l’inquadratura laterale che offre un’altra prospettiva: niente pugno, tra una maglia strattonata e una spinta nel duello robusto.  Il giudice sportivo ha acquisito e valutato le immagini televisive e ha interpellato l’arbitro che “con e-mail inviata alle ore 1.57 del 31 ottobre 2023, dichiarava ‘Con la presente dichiaro che lo scontro tra Gatti (Juventus) e Djuric (Verona) avvenuto a gioco in svolgimento, è stato da me valutato in campo e sanzionato come fallo di gioco con un calcio di punizione diretto'”.

Quindi, caso chiuso in campo e niente prova tv. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Senatori a vita, da Toscanini a Pertini: polemiche, rifiuti e scontri politici

0

(Adnkronos) – “Dare ai sommi, ai geni tutelari della patria una tribuna che essi non hanno”.Antonio Alberti, avvocato, antifascista cattolico, poi vice presidente del Senato, sintetizzava così in Assemblea costituente il senso dell’istituto del senatore a vita.

Da allora, la norma poi inserita nell’articolo 59 della Costituzione non ha mai smesso di far discutere.Adesso, la riforma costituzionale del governo Meloni ha detto stop: niente più senatori a vita.  E’ difficile non trovare polemiche, dibattiti, botta e risposta anche accesi sull’articolo 59.

Subito, il dubbio nasce sul numero di senatori a vita che si potevano nominare complessivamente.Luigi Einaudi, per esempio, ne indica 8 compresi Toscanini, Trilussa e Sturzo.

Oscar Luigi Scalfaro, testimone del dibattito in Assemblea costituente, non ne nomina nessuno: “La norma costituzionale indica nel numero massimo di cinque”, spiega.Giovanni Gronchi è invece il primo a ‘allargare’ il senso della Costituzione oltre il “campo sociale, scientifico, artistico e letterario” e sceglie un politico, l’ex presidente del Senato Giuseppe Paratore. Quando tocca a Sandro Pertini, come spesso accadde per il presidente con la pipa, il Quirinale non vuole imposizioni: Pertini chiede un parere al Senato, allora guidato da Francesco Cossiga, e indica comunque 5 nomi (Valiani, De Filippo, Ravera, Bobbio, Bo).

E dopo di lui, una volta al Colle, Cossiga fa lo stesso: altre 5 nomine (Spadolini, Agnelli, Andreotti, De Martino e Taviani).  Ma sono di natura politica, più che giuridica, le polemiche più accese che scoppiano attorno alla figura dei senatori a vita.L’esempio più famoso è quello che vede protagonista, ancora una volta, Cossiga.

Nel 2006 il governo Prodi ottiene la fiducia anche grazie ai senatori a vita.In aula, al Senato, scoppia l’inferno: fischi, epiteti e commenti molto decisi dai banchi del centrodestra volano verso le ‘personalità’ al momento del voto.  Cossiga prende carta e penna e scrive a Silvio Berlusconi e denuncia una “indegna gazzarra inscenata dai gruppi parlamentari della Casa delle Libertà”.

Poi affonda: “Il governo Berlusconi ottenne la fiducia per un solo voto, a garantirla tre senatori a vita: Giovanni Agnelli, Francesco Cossiga e Giovanni Leone.Nessuna accusa di immoralità ci fu rivolta né dalla sinistra né…

da te!”.  Comunque sia, da allora nel centrodestra si diffonde una diffidenza verso l’istituto dell’articolo 59 della Costituzione, anche nei dibattiti parlamentari, pur se nel corso degli anni non sono mancate iniziative per nominare senatore a vita Silvio Berlusconi o Umberto Bossi.Il ‘peso’ del voto dei “cittadini illustri” ha comunque sempre fatto discutere nelle Camera, dal sì alla fiducia di Agnelli a quello, più recente, di Liliana Segre a favore del governo giallo-rosso guidato da Giuseppe Conte: “Mi accingo a esprimere la fiducia a questo governo”.  Comunque, forse intuendo che oltre all’onore ci sarebbero stati di mezzo troppi oneri, c’è stato anche chi allo scranno ‘a vita’ a palazzo Madama ha rinunciato. “Schivo da ogni accaparramento di onorificenze, titoli accademici e decorazioni, desidererei finire la mia esistenza nella stessa semplicità in cui l’ho sempre percorsa”, scrive Arturo Toscanini a Einaudi nel ’49.

Secondo le cronache, due erano già stati i rifiuti del direttore d’orchestra alle proposte del presidente.  L’altro ‘no, grazie’ arriva da Nilde Iotti: “Scrisse a Cossiga una frase sola, due righe appena: ‘Qui sono stata chiamata ripetutamente dai colleghi, e qui resto per rispettarne la volontà’”, come ha ricordato il portavoce e poi biografo della presidente della Camera, Giorgio Frasca Polara.E poi Montanelli, che si rivolge via lettera sempre a Cossiga, che voleva nominarlo: “Ti prego di rinunziare a questo proposito per non mettere me nella spiacevole condizione di un rifiuto…”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Le tolgono un neo a 19 anni e muore dopo 11 per melanoma: famiglia fa causa da 1 milione

0

(Adnkronos) –
Le tolsero un neo a 19 anni e dopo 11 anni è morta per un melanoma.Sul caso di Jessica Foscarin, deceduta nel luglio dello scorso anno, la procura di Venezia ha aperto un’inchiesta penale mentre a marzo, davanti al tribunale civile, ci sarà la prima udienza della causa aperta dalla famiglia della ragazza, assistita dagli avvocati Anna Paola Klinger e Massimo Dragone, contro l’Ulss 3.

A riportare la notizia alcuni quotidiani locali, come ‘il Corriere del Veneto’ e ‘il Gazzettino’. La causa da più di un milione di euro, secondo quanto riferiscono i quotidiani, pone le proprie fondamenta sulla diagnosi successiva all’asportazione del neo.Secondo i parenti, la 31enne è morta a causa della omessa diagnosi di un melanoma che, per errore, anni prima nel referto istologico fu confuso con un neo benigno.

E una volta emerso il male, era troppo tardi per curarlo. “L’esito dell’accertamento tecnico preventivo del tribunale non certifica responsabilità evidenti degli ospedali coinvolti in merito ad analisi e cure effettuate, mettendo invece in luce la particolare difficoltà di diagnosi rispetto al caso clinico – recita una nota dell’Ulss 3 riportata dal ‘Gazzettino’ -.Motivo per cui i legali della famiglia decidono in questi giorni di citare in giudizio l’Azienda sanitaria.

Inoltre la somma risarcitoria richiesta dai legali della famiglia, particolarmente ingente, induce l’azienda sanitaria a svolgere con i propri legali e con la compagnia assicurativa ogni ulteriore e opportuna valutazione”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hamas-Israele, ci sono prove di crimini di guerra?

0

(Adnkronos) – Sia i miliziani di Hamas, sia l’esercito israeliano avrebbero commesso
crimini di guerra dal 7 ottobre, ossia da quando Hamas ha lanciato l’attacco senza precedenti contro Israele e le Forze della difesa israeliana hanno risposto bombardando la Striscia di Gaza.Ne sono convinti gli esperti delle Nazioni Unite secondo quanto riferisce il ‘Guardian’, secondo i quali ”ci sono già prove evidenti che crimini di guerra potrebbero essere stati commessi” da entrambe le parti.

Ed è per questo che stanno raccogliendo prove utili ad avviare poi potenziali procedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili.  A partire dall’uccisione indiscriminata, da parte di Hamas, di oltre 1.400 non combattenti, compresi bambini, e dal rapimento di oltre 200 civili, portati nella Striscia di Gaza come ostaggi e scudi umani.Su questo l’Onu non ha dubbi, si tratta di un crimine ai sensi del diritto umanitario internazionale. ”Prendere ostaggi civili e usare i civili come scudi umani sono crimini di guerra”, ha detto l’Onu, aggiungendo che ”non possono essere tollerate” le uccisioni di centinaia di civili disarmati da parte dei gruppi armati provenienti da Gaza.

Inoltre esperti legali ritengono che anche le migliaia di razzi lanciati da Gaza verso Israele da parte di Hamas e della Jihad Islamica potrebbero rappresentare crimini di guerra. 
Ma anche Israele potrebbe commettere il crimine di guerra di ”punizione collettiva” attraverso l’assedio della popolazione della Striscia di Gaza, prosegue l’Onu, trovando d’accordo in questo il Comitato Internazionale della Croce Rossa. ”Le istruzioni impartite dalle autorità israeliane alla popolazione di Gaza City di lasciare immediatamente le proprie case, insieme all’assedio totale” che comporta la ”negazione esplicita di cibo, acqua ed elettricità, non sono compatibili con il diritto umanitario internazionale”, hanno affermato le Nazioni Unite. Anche perché, ricorda l’Onu, tutte le parti coinvolte nel conflitto devono rispettare un insieme di convenzioni, trattati e sentenze emesse dai Tribunali per crimini di guerra noto come ”diritto umanitario internazionale” o ”legge dei conflitti armati”.Anche la guerra, quindi, ha le sue leggi e, in particolate, sono due gli elementi chiave da rispettare.

La protezione dei non combattenti, che siano essi civili o soldati che si sono arresi, e i limiti sui cosiddetti ”mezzi e metodi di guerra”, cioè le armi e le procedure per il loro impiego.Regole che hanno radici lontane, risalenti al XIX secolo, anche se la legge attuale si basa fondamentalmente sulle convenzioni di Ginevra firmate nel 1949 dopo i crimini contro l’umanità commessi durante la Seconda Guerra Mondiale.

E che, in particolare, concentrato l’attenzione sulla protezione dei civili in guerra.Successivamente, nel corso degli anni, sono stati aggiunti protocolli riguardanti l’uso di alcuni tipi di armi. 
A questo si aggiunge la giurisprudenza di vari tribunali internazionali, come il Tribunale penale internazionale che ha processato gli autori del genocidio di 800mila tutsi in Ruanda nel 1994 e che è stato il primo a stabilire che lo stupro era stato usato come un’arma di guerra e genocidio. In questo contesto, però, va notato che Israele non ha ratificato alcuni protocolli delle convenzioni che riguardano ad esempio le punizioni collettive.

Ed è proprio di ”punizione collettiva” della popolazione della Striscia di Gaza che Israele viene accusato, ad esempio, dal direttore generale dell’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, Philippe Lazzarini.E poi gli Stati Uniti, così come altri paesi, considerano i protocolli aggiunti alle Convenzioni di Ginevra come entrate nel diritto internazionale consuetudinario e quindi vincolanti per tutti gli stati. 
A un’accusa formale di violazione dei diritti umani seguirebbe un processo dei responsabili.

Ma chi interverrebbe, in questo caso?La Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aja, il tribunale permanente con giurisdizione sui crimini di guerra e altri crimini contro l’umanità come il genocidio, interviene quando le giurisdizioni locali non riescono a perseguire i cittadini.

Riconosciuta dalla Cpi come membro nel 2015, la Palestina, già un anno fa, si era rivolta all’Aja per chiedere di indagare sull’assedio israeliano di Gaza e sulla continua costruzione di insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme est.Sono circa 750mila i coloni e, secondo i palestinesi, questi numeri violano la Convenzione di Ginevra quando afferma che ”la potenza occupante non deve deportare o trasferire parti della propria popolazione civile nel territorio che occupa”. Gruppi legali e per i diritti umani israeliani hanno anche affermato che Israele sta commettendo il ”crimine di apartheid” nei territori palestinesi occupati in violazione delle leggi internazionali che vietano espressamente tale pratica.

Ma Israele ha detto di non essere soggetto all’autorità della Corte penale internazionale perché non ha firmato lo statuto di Roma che ha istituito la Cpi ed è entrato in vigore nel 2002.Gli Stati Uniti danno ragione a Israele e ”si oppongono fermamente” a qualsiasi indagine in merito perché ”Israele non è parte della Corte penale internazionale” e ”i palestinesi non si qualificano come uno stato sovrano”. L’allora procuratore generale della Cpi, Fatou Bensouda, ha chiesto alla Camera dei giudici di pronunciarsi in merito e la risposta è stata che la Cpi ha giurisdizione in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est occupata.

Ma da quando Bensouda ha lasciato l’incarico nel giugno 2021, la Cpi ha taciuto su quelle indagini. Però la Cpi sta ora indagando su quanto accaduto dopo il 7 ottobre.L’attuale procuratore Karim Khan domenica si è recato al valico di Rafah tra l’Egitto e la Striscia di Gaza e ha annunciato “indagini in corso in relazione ai crimini presumibilmente commessi in Israele il 7 ottobre e anche in relazione a Gaza”.

L’avvocato britannico ha evocato l’immagine delle ”terribili camere a gas e dell’Olocausto, della distruzione delle città” per chiedere ai governi di sostenere l’architettura giuridica internazionale ”costruita sulle macerie della seconda guerra mondiale”.In particolare, Khan ha detto che ”non dovrebbe esserci alcun ostacolo alla fornitura di aiuti umanitari ai civili, ai bambini, alle donne e agli uomini”.

Perché ”questi diritti fanno parte delle Convenzioni di Ginevra e danno origine anche a responsabilità penale quando vengono limitati dallo Statuto di Roma”, ha aggiunto. Khan ha quindi promesso che la Corte penale internazionale porterà avanti le sue indagini con ”determinazione” anche di fronte al rifiuto di Israele di cooperare con la Cpi e al suo rifiuto di consentire l’ingresso nel Paese ai suoi investigatori.Khan ha aggiunto che la Cpi indagherà anche su quello che sta accadendo ”in Cisgiordania”, dicendosi ”molto preoccupato anche per l’aumento del numero di attacchi segnalati da parte di coloni contro i civili palestinesi”. 
Finora solo tre paesi hanno chiesto formalmente il coinvolgimento della Corte penale internazionale per indagare sul conflitto tra Hamas e Israele, ovvero Sudafrica, Svizzera e Liechtenstein.

A loro si aggiunge Micheal Martin, vice primo ministro e ministro degli Esteri irlandese, che in un’intervista ha detto che spetta alla Corte penale internazionale determinare se vengono commessi crimini di guerra.Israele sembrerebbe preoccupato da un intervento della Cpi, come dimostra il fatto che dopo l’imdagine avviata nel 2021 il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele era ”sotto attacco”.

Israele teme anche che i suoi ufficiali militari e politici possano essere detenuti in base a mandati di arresto internazionali se si recano all’estero e affrontano un processo all’Aja. 
Per quanto riguarda i crimini commessi dai miliziani palestinesi, il Guardian riflette sul fatto che ci sono dubbi sullo status giuridico di gruppi non statali come Hamas, che è un’organizzazione terroristica vietata in molti paesi.Dopo l’11 settembre, l’Amministrazione Usa di George W.

Bush affermò che al-Qaeda e i Talebani erano ”combattenti illegali” e quindi non protetti dalle convenzioni di Ginevra, aprendo la strada alle torture dei prigionieri da parte della Cia e dell’esercito statunitense.La Corte Suprema degli Stati Uniti ha ribaltato tale interpretazione del diritto internazionale nel 2006 e ha affermato che le Convenzioni di Ginevra si applicavano. Alcuni giuristi internazionali hanno affermato che, poiché Hamas è di fatto l’autorità che governa la Striscia di Gaza, e la Palestina ha ratificato le convenzioni di Ginevra, è vincolata dalle loro esigenze, ma anche protetta da esse.

La Cisgiordania è in parte governata dall’Autorità nazionale palestinese.Il suo ministro degli Esteri, Riyad al-Maliki, ha incontrato Khan all’Aja la scorsa settimana e ha di fatto appoggiato qualsiasi indagine della Corte penale internazionale. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra 2024, Iva su pannolini sale dal 5% al 10%

0

(Adnkronos) –
Nel 2024 l’Iva sui pannolini salirà al 10%.La decisione finale, scritta nero su bianco nella manovra 2024, fissa una via di mezzo tra la vecchia imposta del 22% e la nuova, al 5%, salendo di 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno, ma comunque rimanendo 12 punti al di sotto del tributo dovuto fino al 2022.

In una versione precedente del provvedimento si era profilato un ritorno alla tassazione più alta (del 22%), poi scongiurata nel testo definitivo.  Sono diverse le simulazioni delle associazioni per valutare gli effetti della novità, come quella del Codacons, secondo cui il taglio della tassa avrebbe fatto risparmiare alle famiglie 96 euro lo scorso anno.Il calcolo viene effettuato stimando che, a seconda della marca e della tipologia di acquisto (on line, supermercato, farmacia e negozi specializzati), il costo medio è compreso tra i 18 e 45 centesimi di euro e considerando un utilizzo medio di 6 pannolini al giorno da parte di una famiglia con un bambino.

Il ritorno al 22% avrebbe quindi comportato un rincaro di 96 euro, mentre l’aumento di 5 punti percentuali (dal 5% al 10%), dovrebbe aumentare la spesa delle famiglie di circa 28 euro l’anno per figlio.  Per l’Adoc per l’acquisto dei pannolini le famiglie spendono mediamente in un anno 726 euro l’anno a figlio.Mentre per Federconsumatori disporre una revisione generale delle aliquote Iva porterebbe a un risparmio di 531,57 euro annui a famiglia. ”Contestualmente, per far sì che tali benefici non vengano vanificati dalle speculazioni, come avvenuto per l’Iva su pannolini”, secondo l’associazione ”è necessario disporre opportuni controlli e verifiche mirate”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)