Home Blog Pagina 2182

Re Carlo cita il K-pop, il ‘Gangnam style’ protagonista a Buckingham Palace

0

(Adnkronos) –
Re Carlo ha omaggiato, con inattesi riferimenti alla cultura popolare sudcoreana, il presidente Yoon Suk Yeol, nel primo giorno della sua visita nel Regno Unito.Il sovrano ha citato le star del K-pop Blackpink e Bts durante lo sfarzoso ricevimento a Buckingham Palace.

Nel suo discorso ha elogiato la “straordinaria capacità della cultura sudcoreana di affascinare l’immaginazione”, anche e se ha ammesso di non avere molto di “quello che potrebbe essere chiamato Gangnam Style”.Da parte sua, il presidente Yoon ha affermato che in gioventù lui e i suoi amici “erano tutti fan dei Beatles, dei Queen e di Elton John”.  Tra sfarzo, politica, ma anche cultura popolare e musicale, l’accoglienza sul tappeto rosso alla delegazione sudcoreana è stata un segno di rispetto verso un alleato e partner commerciale sempre più importante, in una regione dove crescono le tensioni con la Cina.

C’è stata una grande affluenza al banchetto allestito nella sala da ballo di Buckingham Palace, con gli ospiti sudcoreani accolti dal re, dalla regina, dal principe e dalla principessa di Galles e dal primo ministro Rishi Sunak.  Assente il ‘figlio’ più famoso della Corea del Sud, il calciatore degli Spurs Son Heung-min, a Buckingham Palace c’era comunque la band femminile K-pop Blackpink, mentre David Cameron, tornato in politica in prima linea come ministro degli Esteri, era seduto a un paio di posti dalla principessa Anna.Il leader laburista Keir Starmer e il leader Lib Dem Ed Davey erano anche loro tra gli ospiti, di fronte a un’elaborata tavola imbandita con sei diversi bicchieri di vino e una serie di posate in argento dorato. Il menu, scritto in francese, comprendeva uova in camicia, fagiano e una bomba di gelato al mango.

I vini includevano uno Château Mouton-Rothschild del 1989 e un Camel Valley dalla Cornovaglia.Il servizio era del XIX secolo, con più di 4.000 pezzi, mentre i tavoli erano apparecchiati con simmetrica precisione, proprio come la parata militare che ha salutato il presidente Yoon.

Ogni ospite aveva una targhetta personalizzata per il suo posto.Ma su alcune di queste c’erano solo i titoli, come per il primo ministro e per il ministro degli Esteri. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilary Blasi ‘Unica’ nel doc di Netflix: “Totti sposato per amore, non per soldi”

0

(Adnkronos) –
Ilary Blasi scoppia a piangere nel trailer di ‘Unica’, il doc che arriva su Netflix venerdì 24 novembre e in cui la conduttrice racconta per la prima volta la fine della sua storia d’amore con l’ex capitano della Roma Francesco Totti. “Io non potevo credere che l’uomo che è stato accanto a me per vent’anni, metà della mia vita, avesse fatto una cosa del genere”, dice con la voce rotta dalle lacrime Ilary sul finale del trailer.  Che si apre con una dichiarazione ferma: “Io ho sposato Francesco Totti per amore, non per soldi.E l’ho sempre dimostrato mettendoci la faccia”, dice la donna che racconta come nacque il primo incontro con il calciatore: “Mia sorella mi chiama dicendo che aveva conosciuto Francesco.

E mi racconta che voleva conoscermi.Avevo 19 anni.

E lui era già Francesco Totti”.  Poi il racconto si sposta sull’inizio della crisi: “A fine gennaio andiamo a cena.A un certo punto comincio, diciamo, a notare un marito diverso.

E da lì, un disastro”. “A chi credo?Ai giornalisti o a mio marito?”.

Infine le lacrime: “Io non potevo credere che l’uomo che è stato accanto a me per vent’anni, metà della mia vita, avesse fatto una cosa del genere”.  ‘Unica’, scritto da Peppi Nocera e Romina Ronchi e diretto da Tommaso Deboni, propone un ritratto totalmente inedito, intimo e sincero di Ilary, arricchito dalle testimonianze di persone che da sempre le sono state accanto, comprese la mamma e la sorella della conduttrice.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero mezzi lunedì 27 novembre 2023, nuovo stop di 24 ore

0

(Adnkronos) – Nuovo sciopero nazionale dei mezzi, lunedì 27 novembre, con trasporto pubblico a rischio per lo stop di 24 ore proclamato dai sindacati Usb, Orsa, Sgb, Cub, Adl e Cobas. Gli uffici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, riferiscono fonti del Mit, sono impegnati per ridurre al massimo i disagi dei cittadini in vista dello sciopero generale dei trasporti proclamato in tutta Italia per il prossimo lunedì, complicando la ripresa della settimana lavorativa. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Governo, Conte: “A Palazzo Chigi c’è l’avatar della Meloni”

0

(Adnkronos) – “A me dispiace per i cittadini che hanno creduto in Meloni e sono stati raggirati.Abbiamo tutti sottolineato la novità di una donna presidente del Consiglio e abbiamo creduto nell’immagine di una donna forte e coraggiosa.

Invece a Chigi ci ritroviamo con un avatar, la controfigura della Meloni che abbiamo conosciuto in campagna elettorale”.Così il presidente del M5S Giuseppe Conte presentando gli emendamenti del M5S alla manovra economica nell’evento “La manovra giusta.

Sviluppo, equità e futuro”. “Abbiamo lavorato per offrire al governo e al Paese intero un’alternativa a questa manovra lacrime e sangue che schiaccerà il Paese spingendolo verso la recessione.Meloni è arrivata a Chigi forte di un voto popolare che nessuno contesta, anche se non maggioritario, aveva una Ferrari in mano ma le è mancato il coraggio e ora ci sta portando verso il vicolo cieco della crescita zero”, ha dichiarato il presidente del M5S.  “Lanciamo un appello, che è anche un monito, al presidente Meloni: fermi i tagli alla sanità e i tagli alle pensioni di medici, infermieri e insegnanti – ha scandito Conte – Faccia questa ennesima retromarcia, gliela chiediamo noi e ci ringrazierà.

Lo faccia subito perché questi tagli non possono passare”.  “Non è accettabile, lo dico da presidente del Consiglio che ha affrontato la pandemia – ha rimarcato – che quelli che erano gli eroi della pandemia oggi siano schiaffeggiati”.  Il presidente del M5S ha parlato anche del Ponte di Messina: “Nelle condizioni in cui versa il Paese, è normale e ha senso concentrare le risorse per le infrastrutture in un’unica opera, il Ponte sullo Stretto?Ha senso concentrare su questo oltre 11 miliardi per abbreviare di 10-15 minuti il passaggio sullo stretto, o non converrebbe concentrare quelle risorse sulla sanità?

Presidente Meloni, ma per tenere insieme questa maggioranza bisogna pagare questi prezzi scellerati ai compagni di viaggio?”. Poi il Pnrr. “Chiederemo un chiarimento forte al governo sul Pnrr: presidente Meloni, noi non ci distraiamo, quei soldi che abbiamo portato in Italia ci sono costati dolore e fatica, non permetteremo che vadano persi”, ha detto Conte.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atletica, il Metaverso degli Europei protagonista al Social Football Summit

0

(Adnkronos) – Il Metaverso dei Campionati Europei di Atletica Leggera Roma 2024 protagonista al Social Football Summit, l’evento evento B2B internazionale dedicato all’industria del calcio organizzato allo Stadio Olimpico.I visitatori e i rappresentanti degli stakeholder e dei media hanno esplorato il mondo virtuale sviluppato in vista del grande evento sportivo – in programma il prossimo anno dal 7 al 12 giugno – nello stand allestito dall’exhibitor partner XMetaReal, che ha progettato il Metaverso dedicato agli Europei di Atletica insieme alla Fondazione EuroRoma 2024.

Ospite d’eccezione il presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha testato in prima persona, indossando i visori progettati per la realtà virtuale, le potenzialità della nuova tecnologia applicata al mondo dello sport.  “È davvero incredibile” ha detto Malagò dopo aver vissuto l’esperienza immersiva nel Metaverso di Roma 2024, proprio all’interno dello stadio che ospiterà per sei giorni consecutivi le gare di atletica il prossimo anno.Il Coni è tra i soggetti che partecipano alla Fondazione EuroRoma 2024 insieme a Sport e Salute, la Fidal, il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma Capitale e la Regione Lazio.

Lo stand di XMetaReal sarà aperto ai visitatori anche domani 22 novembre, nella seconda giornata del Social Football Summit allo Stadio Olimpico. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa riceve israeliani e palestinesi: “Questa non è guerra, è terrorismo”

0

(Adnkronos) – “Qui non è guerra.Siamo andati oltre, è terrorismo”.

Il Papa, al termine dell’udienza generale, ha spiegato di avere ricevuto, in due momenti distinti, un gruppo di famigliari di ostaggi israeliani e di prigionieri palestinesi, raccogliendone la profonda sofferenza. “Questa mattina – ha spiegato a braccio – ho ricevuto due delegazioni: una di israeliani, che hanno parenti come ostaggi a Gaza, e un’altra di palestinesi che hanno parenti prigionieri in Israele.Loro soffrono tanto.

Ho sentito come soffrono ambedue”. “Le guerre – ha detto il Pontefice con tono grave – fanno questo: qui siamo andati oltre.Questa non è guerra.

E’ terrorismo.Per favore, andiamo avanti per la pace.

Pregate per la pace.Che il Signore metta mano.

Che il Signore ci aiuti a risolvere i problemi e a non andare avanti con passioni che alla fine uccidono tutti”. Al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro il Papa ha poi ammonito: “Non dimentichiamo di perseverare nella preghiera per quanti soffrono a causa delle guerre in tante parti del mondo, specialmente per le care popolazioni dell’Ucraina, di Israele e della Palestina”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Porti, Monti (Adsp Sicilia occidentale): “Spa per ridurre burocrazia e sviluppare business”

0

(Adnkronos) – Una spa per i porti. È l’idea che, in tema di riforma dei porti, “piace molto” al presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale Pasqualino Monti. “Io sono per creare uno strumento centrale di governo dei processi che semplifichi le procedure amministrative delle singole Autorità – dice parlando coi giornalisti a margine del convegno ‘Noi, il Mediterraneo’ a Palermo – un numero di Autorità magari leggermente più esiguo o magari lo stesso di quelle che già esistono ma con un livello di burocrazia decisamente inferiore e con la possibilità di sviluppare business”.   “I porti – aggiunge – sono un asset industriale che muove quasi il 5% del Pil, non possono essere trattati come carrozzoni pubblici o enti pubblici, devono potersi muovere con facilità e rapidità perché il mercato non ti aspetta.Se pensi di poter conquistare quote di mercato rispetto alla Spagna, alla Francia o alla Grecia, dove i cinesi sono entrati a gamba tesa e sono molto presenti, facendo aspettare per un investimento uno, due, tre anni, è chiaro che perdi volumi.

Oggi ci misureremo su questo e poi speriamo che a breve il governo faccia i suoi passi”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Violenza su donne, Schlein chiama Meloni. In Senato discussione su ddl Roccella

0

(Adnkronos) – Si cerca l’intesa sull’ordine del giorno condiviso sul ddl Roccella recante disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica.Nell’aula del Senato è iniziata la discussione con l’illustrazione del testo da arte della relatrice Susanna Campione di Fdi.

Dopo il via libera di ieri in commissione giustizia al testo di rafforzamento delle misure a tutela delle donne, resta il nodo del riferimento alle attività da prevedere nelle scuole, dove le distanze tra partiti di maggioranza e opposizione sono maggiori. Nel frattempo la segretaria del Pd Elly Schlein ha chiamato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in merito alla possibilità di trovare un terreno comune per far fare un passo avanti al Paese sulla prevenzione della violenza di genere.Lo si apprende da fonti Pd.

Nei giorni scorsi, le due leader politiche avevano aderito all’appello dell’attrice e regista Paola Cortellesi, che forte del successo del suo ‘C’è ancora domani’, aveva chiesto di “unire le forze” e spingere “per un progetto, un accordo su temi che le riguardano entrambe, come la prevenzione dei femminicidi, a partire dalla scuola”.   Il governo si impegni “a promuovere, in sinergia con il Parlamento e tutte le forze politiche, l’istituzione di percorsi di educazione all’affettività in tutte le scuole di ogni ordine e grado e, in linea con le migliori pratiche europee, a partire dalle scuole secondarie di primo grado, anche percorsi di educazione sessuale volti a diffondere in maniera strutturale l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere nonché a informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori, a tal fine prevedendo l’istituzione di un apposito fondo”.E’ quanto si legge nell’odg al ddl Roccella che le opposizioni – Pd, M5S, Italia Viva e Avs – hanno presentato questa mattina in Senato, dove il provvedimento con le nuove norme di contrasto alla violenza di genere saranno tra poco discusse.  Nel testo, visionato dall’AdnKronos, inoltre viene ricordato come “occorre restituire ai giovani una corretta prospettiva volta al rispetto del prossimo specificatamente nell’ambito della sessualità e dell’affettività per mezzo della scuola, che attraverso l’insegnamento dell’educazione affettiva e sessuale, può diventare il luogo dove ognuno possa imparare a conoscersi e a conoscere l’altro, diverso da sé, ad avere rispetto di sé e dell’altro, ad avere la capacità di comprendere le proprie emozioni e di saperle gestire” inoltre si sottolinea che “l’educazione sessuale ed affettiva non può essere svolta in maniera disomogenea in base all’iniziativa autonoma dei singoli istituti.

Dovrebbe, piuttosto, essere introdotta come misura strutturale quale corso nel programma formativo ministeriale”.    —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Porti, Todaro (Portitalia): “Con riforma slancio in avanti”

0

(Adnkronos) – “Bisogna avere coraggio e non bisogna temere l’innovazione.Questa riforma potrebbe dare nuova vitalità ai porti perché molte volte la burocrazia e i legacci che ci sono bloccano le cose che si potrebbero fare.

Sono convinto che questa riforma potrebbe dare uno slancio in velocità”.Così Giuseppe Todaro, ad Portitalia, parlando delle riforma dei porti a margine del convegno ‘Noi, il Mediterraneo’ al Marina Convention Center di Palermo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Adnkronos è su WhatsApp, come iscriversi

0

(Adnkronos) – Adnkronos, la prima agenzia di stampa privata in Italia, ha un suo canale ufficiale su WhatsApp.Gli iscritti sono già oltre 8mila.

Ma come si fa a iscriversi? “Siamo felici di offrire ai nostri lettori un nuovo modo per restare informati in tempo reale”, ha dichiarato il direttore dell’Adnkronos Davide Desario. “Il canale WhatsApp di Adnkronos è uno strumento semplice e immediato che permette di ricevere una selezione delle nostre notizie direttamente sullo smartphone, in una forma molto familiare e largamente utilizzata da gran parte degli italiani.Un’innovazione che si aggiunge alle molte messe in campo da un Gruppo che ha nel suo DNA la capacità di tenersi sempre al passo con i tempi e di saper raccontare al meglio quanto accade in Italia e nel mondo”.  Per iscriversi al canale WhatsApp Adnkronos è sufficiente aggiornare la app di WhatsApp e cercare il canale “Adnkronos” tramite la funzione “Trova canali” nella sezione “Aggiornamenti”.

Oppure, molto semplicemente, cliccando su questo link diretto al canale: 
https://adnk.news/WhatsApp
 Una volta iscritti, gli utenti possono attivare le notifiche (basta cliccare sul simbolo della campanella, in alto a destra dello schermo) per essere avvisati ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo. A differenza delle chat private, i canali di WhatsApp sono uno strumento di trasmissione broadcasting, ovvero unidirezionale.Gli utenti non possono rispondere ai messaggi, né condividerli con altri, ma solo aggiungere, in maniera del tutto anonima, una “reazione”.

Seguire un canale non rivelerà il numero di telefono degli utenti agli amministratori dello stesso o agli altri utenti, nel rispetto della privacy —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mieli: “La pace mondiale si basa sulla capacità di comunicare attraverso i mari”

0

(Adnkronos) – “Oggi la ragione politica guarda ai mari e alla possibilità di comunicare attraverso essi perché è su questa capacità che si basa la pace mondiale”.Così Paolo Mieli, editorialista del Corriere della Sera parlando con i giornalisti, a Palermo, a margine del convegno ‘Noi, il Mediterraneo’ organizzato dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale.  “La crisi in Israele è una crisi che cambia tutti gli scenari.

Una crisi aperta che potrebbe allargarsi e quindi intrecciarsi con le altre crisi che abbiamo nel Meditteraneo, come quella dei migranti.Può diventare una crisi complicata la cui conseguenza peggiore sarebbe la chiusura del canale di Suez.

Ma sono abbastanza ottimista perchè quando le situazioni sono così esplosive è più facile arrivare la pace mentre quando sono lente e non osservate dal mondo possono durare anni” —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Anna Kanakis, il dolore del marito: “Con te ho condiviso i momenti più belli della mia vita”

0

(Adnkronos) – “Sei stata per questi venti anni la mia compagna fedele, generosa, intelligente e buona con cui ho condiviso i momenti più belli della mia vita.Complici in tutto e uniti fino in fondo da un amore profondo e unico.

Ti abbraccio amore mio grande, sarai per sempre nel mio cuore ora distrutto”.Così Marco Merati Foscarini ricorda, in un necrologio, la moglie Anna Maria Kanakis, l’attrice, scrittrice e Miss Italia 1977 scomparsa domenica sera all’ospedale Umberto I di Roma, all’età di 61 anni, in seguito ad un tumore che le era stato diagnosticato circa sette mesi fa.  Il marito Marco e la madre della Kanakis, Cettina, hanno diffuso oggi l’annuncio funebre con cui “affranti dall’enorme dolore annunciano la scomparsa della adorata indimenticabile moglie e figlia Anna Maria Kanakis Merati Foscarini che ha affrontato con coraggio estremo questa lunga sofferenza.

Sarai sempre vicino a noi, nei nostri cuori colpiti dall’indicibile dolore”.  Nel necrologio, i suoi familiari ringraziano in particolare il professor Maurizio Martelli e il professor Claudio Cartoni, due illustri ematologi romani, che “l’hanno assistita con tanto amore e grande umanità.Un grazie particolare alle infermiere Vasilica, Irina e Luciana che l’hanno amata e protetta in questo periodo”.

I funerali si terranno domani, giovedì 23 novembre, alle ore 15, nella chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma.  Anche la sorella Elena “si unisce al dolore per la scomparsa” di Anna, con un suo necrologio. “Annuccia, mia adorata, la tua mamma, affranta dal dolore rimane su questa terra.Ti raggiungerà per vivere insieme la vita eterna”, ha scritto la madre Cettina. Dopo essere stata a soli 15 anni, nel settembre 1977, la più giovane Miss Italia nella storia del concorso di bellezza, Anna Kanakis debuttò 18enne nel cinema, con piccoli ruoli nella commedia brillante, per poi interpretare una trentina tra film e fiction per la tv.

Nel 1998 ebbe anche una breve carriera politica: diventò responsabile nazionale Cultura e Spettacolo dell’Unione Democratica per la Repubblica (Udr), il partito fondato da Francesco Cossiga.Nel 2010, con il romanzo ‘Sei così mia quando dormi.

L’ultimo scandaloso amore di George Sand’ (Marsilio Editori), fece il suo esordio come scrittrice, a cui sono seguiti i romanzi ‘L’amante di Goebbels’ (Marsilio Editori, 2011) e ‘Non giudicarmi’ (Baldini e Castoldi, 2022). Anna Kanakis ha avuto due matrimoni.Nel 1981 sposò il musicista Claudio Simonetti, fondatore dei Goblin (il gruppo celebre per le colonne sonore dei film di Dario Argento “Profondo rosso” e “Suspiria”) da cui divorziò pochi anni dopo, nel 1984.

Quando si conobbero, lei aveva 19 anni e lui dieci anni in più.In un’intervista Kanakis raccontò: “Cercavamo entrambi la stessa cosa, io un padre, lui una madre”.  Nel 2004 l’attrice convolò a nozze con il banchiere Marco Merati Foscarini, discendente di Marco Foscarini, uno degli ultimi dogi di Venezia.

Nato a Milano il 18 agosto 1949, Marco Merati Foscarini è stato fino al 2012 presidente della Banca Svizzera Italiana, guidando successivamente la rete private banking di Banca Leonardo.Banchiere di lungo corso, Merati Foscarini è stato amministratore delegato di Banca Svizzera Italia dal 1990 al ’98, per poi diventarne presidente, ed ha avviato anche le attività in Italia del gruppo Indosuez.  Pochi anni fa Anna Kanakis disse in un’intervista: “Quando ci siamo sposati io avevo 42 anni e Marco 55.

Ci abbiamo provato ad avere figli, ma non è capitato.Comunque per me la mancata maternità non rappresenta un rimpianto.

Sinceramente non ho mai avuto la grande vocazione di diventare mamma.Tra me e Marco le cose vanno benissimo così, anche perché a volte mi sento io la sua bimba, mentre altre è lui a essere il mio bimbo”.  Per Anna Kanakis quello con il marito Marco è stato il vero amore, l’uomo che è stato al suo fianco fino alla fine: “Mi ha fatto riacquistare la stima nel genere maschile.

Mi ha avvicinata a una cena parlando non di quello che possedeva, ma di quello che sentiva dentro. È il primo che legge ogni mio capitolo – disse l’attrice e scrittrice in un’intervista un anno fa – Ho la fortuna di vivere da 18 anni con un uomo meraviglioso, noi siamo molto complici, ci amiamo tanto e grazie a lui sono guarita dalle mie ansie infantili”. (di Paolo Martini) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vi ricordate il medico che festeggiò la pensione e distrusse il telefono? Ha cambiato idea

0

(Adnkronos) – Dopo 35 anni di professione da medico di famiglia e la drammatica esperienza del Covid era stato il telefono, con le oltre 50 chiamate al giorno da parte dei pazienti unite agli elevati carichi burocratici, a fare dire addio alla professione, con 4 anni in anticipo, a Ugo Gaiani, dottore di Guastalla (Reggio Emilia) che per ‘festeggiare’ la pensione, nel luglio, scorso aveva distrutto l’apparecchio telefonico in piazza con il sottofondo della canzone di Mina ‘Se telefonando’, un atto che aveva poi fatto il giro dei media.  “E’ stato un gesto nato un po’ per scherzo, prima di un brindisi con gli amici, fatto per me, non certo perché diventasse mediatico come poi è diventato.Ma di sicuro nasceva dall’esasperazione per il modo in cui si era trasformato il lavoro con gli assistiti.

Oggi lavoro in un hospice, senza telefono e senza burocrazia, in una situazione in cui il rapporto con il paziente è al centro.E le cure che offro hanno un riscontro evidente.

Ora mi risento davvero medico”, spiega all’Adnkronos Salute Gaiani, commentando l’indagine secondo la quale un medico perde oggi fino a 3 ore al giorno al telefono. “Un quadro che non mi meraviglia, anzi”, aggiunge.  “Il mio modo di lavorare è stato sempre diverso – continua Gaiani – ho sempre usato nelle comunicazioni con i pazienti il telefono fisso con segreteria telefonica, quello che poi ho distrutto, mai il cellulare.I pazienti mi lasciavano messaggi, in media 40/50 al giorno, li ascoltavo e li chiamavo uno per uno.

Con circa 6 minuti di conversazione per ciascuno.Trecento minuti al giorno, 5 ore di telefonate e un’ora per le mail.

E questo capitava 5 giorni a settimana.Fortunatamente non ero abituato a usare Whatsapp”.

Una situazione che, alla lunga, è diventata fortemente stressante.  “Si parla di burnout quando un lavoratore è sottoposto a tanto stress per troppo tempo.E quel troppo tempo, per quanto mi riguarda, si riferisce soprattutto al post pandemia – racconta Gaiani – Durante le prime fasi pandemiche, infatti, io e i miei colleghi ricevevamo anche più telefonate ma era una situazione ‘normale’ in emergenza.

Ci dicevamo ‘passerà’.Questo non è successo, anzi: i pazienti hanno cominciato a trovare normale chiamare alle 20 o anche più tardi.

E’ passata l’emergenza, ma non è calato il numero delle telefonate.Questo è stato davvero molto stressante”. La professione negli ultimi anni, prosegue, “è stata molto più dura per me.

In alcuni momenti della giornata non facevo in tempo a mettere giù la cornetta che il telefono suonava: ho passato intere giornate in cui sentivo squillare in maniera continua il maledetto telefono.E’ stato pesantissimo, anche se vedevo molti colleghi più giovani gestire con molta più tranquillità il rapporto col telefono.

E’ nata così la decisione del ‘gesto liberatorio’ l’ultimo giorno di lavoro, quando ho deciso di anticipare la pensione a malincuore perché contavo di andarci magari a 69 anni, invece sono andato a 66 perché letteralmente non ce la facevo più”.  Oggi comunque, “non ho smesso di fare il medico.Mi occupo di cure palliative in un hospice, ma lavoro con i miei tempi, senza il telefono che suona in continuazione”, dice ancora Gaiani che già da medico di famiglia, per 15 anni si era occupato di questo tipo di assistenza. “Sul nostro territorio queste cure si svolgono al domicilio del paziente e in hospice dove lavora un’équipe di medici di famiglia.

Quando iniziai questa attività riscoprii cosa voleva dire per me essere un medico.Perché in quest’ambito il professionista fa cose che sono efficaci nel giro di poco e tiene relazioni con i pazienti e con le famiglie che danno un ritorno professionale e umano enorme.

Mi sento davvero più medico”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

OpenAI ci ripensa, Sam Altman torna alla guida dopo il siluramento

0

(Adnkronos) –
Sam Altman torna alla guida di OpenAI.Dopo giorni di caos, seguiti all’improvviso e sorprendente annuncio della sua estromissione dalla posizione di CEO della società che ha creato ChatGPT e all’annuncio della sua assunzione in Microsoft, il board è tornato sui suoi passi e ha riaffidato ad Altman il ruolo di l’amministratore delegato in un cda totalmente rivoluzionato. “Abbiamo raggiunto un accordo di principio per il ritorno di Sam Altman in OpenAI come CEO con un nuovo consiglio iniziale composto da Bret Taylor (presidente), Larry Summers e Adam D’Angelo.

Stiamo collaborando per capire i dettagli.Grazie mille per la vostra pazienza in tutto questo”, ha scritto su X la società. La decisione di OpenAI è stata dettata anche dalla minaccia di una fuga di massa dei dipendenti, pronti a seguire Altman dopo che Microsoft (che possiede il 49% di OpenAI) lo ha assunto per guidare un apposito team sullo sviluppo dell’AI.

In una lettera 550 dipendenti su 700 ammonivano il consiglio di amministrazione a reintegrare Altman e l’ex presidente Greg Brockman.Peraltro i due sono stati imitati nelle ultime ore da altri tre ricercatori di grande esperienza, una emorragia di talenti che ha spinto lo staff di OpenAI a prendere apertamente posizione contro il board, prima con una serie di retweet di messaggi di Altman e poi con la lettera al cda che viene accusato di aver “messo a repentaglio tutto il lavoro fatto” e di “non essere chiaramente in grado di gestire OpenAI”. Il padre di ChatGpt ha dichiarato di aver ricevuto il via libera della big tech per ritornare nel suo vecchio ruolo.

La startup riabbraccia anche il co-fondatore Greg Brockman. “Adoro OpenAI e tutto ciò che ho fatto negli ultimi giorni è stato al servizio di questo team e della sua missione.Quando ho deciso di unirmi a MSFT domenica sera, era chiaro che era la strada migliore per me e per il team.

Con il nuovo consiglio di amministrazione e il supporto di Satya (Nadella), non vedo l’ora di tornare in OpenAI e di consolidare la nostra forte partnership con MSFT”, ha scritto Altman. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brasile-Argentina 0-1, caos al Maracanà: scontri e polizia in campo

0

(Adnkronos) –
L’Argentina batte il Brasile per 1-0 al Maracanà di Rio de Janeiro nel match delle qualificazioni ai Mondiali 2026 tra disordini, violenze e cariche della polizia.L’incontro è iniziato con quasi mezz’ora di ritardo rispetto all’orario previsto (1.30 della notte in Italia) a causa degli incidenti tra i tifosi argentini (3 mila circa) e la polizia brasiliana scoppiati al momento degli inni nazionali.

Le due tifoserie non erano isolate, come solitamente accade, e l’intervento delle forze dell’ordine locali è stato estremamente violento, a colpi di manganellate e cariche. Gli stessi giocatori della nazionale campione del mondo sono andati sotto il settore ospite per provare a calmare la situazione, invitando ripetutamente la polizia brasiliana alla calma.Dibu Martinez ha provato addirittura a strappare il manganello a un poliziotto.

A quel punto Leo Messi ha fatto cenno ai compagni di andare via e l’intera squadra è rientrata negli spogliatoi.Dopo quasi 30 minuti è tornata la calma e il match è potuto iniziare.

A vincere sono stati i campioni del mondo in carica grazie a un gol di Otamendi al 63′.I verdeoro hanno finito il match in 10 uomini per l’espulsione di Joelinton all’81’.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiorello: “Morgan via da X Factor? Si lavora al sostituto, tra Mike Tyson, Hulk e Gengis Khan”

0

(Adnkronos) – “Si fanno già i nomi dei sostituti” di Morgan nella giuria di ‘X Factor’: “Tra questi Mike Tyson, l’incredibile Hulk, addirittura Gengis Khan”.Non poteva mancare il graffio ironico di Fiorello sulla vicenda dell’allontanamento di Morgan dal bancone dei coach di ‘X Factor’.  Fiorello ha approcciato l’argomento in apertura di ‘Viva Rai2’, partendo da un ritaglio di giornale della sua particolarissima rassegna stampa: “Una festa di matrimonio è finita in rissa al ristorante”, ha letto. “Sapete chi faceva il pianobar?

Morgan!”, ha aggiunto tra le risate.Poi ha raccontato quanto accaduto al giudice ad X Factor ed ha aggiunto: “La cosa è grave, vi dico solo che Sgarbi sta facendo da paciere.

E Bugo ride a crepapelle sotto il post di Sky!” “Si sono formate delle fazioni – prosegue Fiorello -.Ma insomma, se chiami Morgan e fa il Morgan poi non te la devi prendere…

io sto da questa parte qui.Se io prendessi Morgan e lui viene qua a fare il ‘Ballo dei Cigni’, gli direi ‘fai qualcosa, insulta Biggio’.

Con Morgan siamo sempre in contrasto ma nonostante questo la mia stima c’è sempre – ha poi concluso lo showman -.Riconosco la sua genialità, va preso così, anche se a volte è un po’ scomodo”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kennedy, 60 anni fa l’assassinio: il 65% degli americani crede al complotto

0

(Adnkronos) – A 60 anni dalla morte di John F.Kennedy, ucciso a Dallas il 22 novembre 1963, un’ampia maggioranza di americani continua a credere che l’assassinio del presidente che traumatizzò e spezzò il cuore all’America fu il frutto di un complotto.

E’ quanto emerge dal sondaggio pubblicato da Gallup, in occasione dell’anniversario, secondo il quale il 65% degli americani crede che Lee Harvey Oswald, che sparò da una finestra al sesto piano del Texas School Book Depository al passaggio dell’auto di Kennedy nella Dealey Plaza della città texana, non agì da solo, ma di concerto con altri.  
Solo il 29% crede che Oswald (che a sua volta fu ucciso in diretta televisiva due giorni dopo, mentre veniva trasferito dal quartier generale della polizia di Dallas, da Jack Ruby, proprietario di un nightclub), è da considerarsi l’unico responsabile dell’assassinio di Jfk, come si afferma nelle controverse conclusioni raggiunte, nel settembre del 1964, dalla commissione Warren, con il sostegno delle indagini della polizia di Dallas, dell’Fbi e del Secret Service. L’autorevole istituto demoscopico sottolinea come lo scetticismo degli americani nei confronti della versione ufficiale dell’assassinio politico più famoso della storia recente non è una novità, ed ha registrato una percentuale anche maggiore negli anni che vanno dal 1976 al 2003.Uno scetticismo che in questi decenni è stato alimentato da un flusso costante di nuovi elementi, filmati, testimonianze che in qualche modo contraddicono la storia ufficiale.  Ultimo dei quali “JFK: What the Doctors Saw”, documentario mandato in onda in questi giorni da Paramount su “quello che videro i dottori” del Parkland Memorial Hospital, dove il presidente fu portato dopo essere stato colpito alla testa mentre, dalla limousine scoperta con la moglie Jackie al fianco, salutava la folla, come mostra il filmato ormai diventato memoria storica collettiva.

Il documentario è stato realizzato da Jacque Leuth che nel 2013 riunì i sette dottori che prestarono i soccorsi al presidente prima di dichiararne la morte, tra i qual Robert McClelland, che allora era assistente professore di chirurgia. “Con tutta probabilità c’e’ stato un complotto, c’era più di uno sparatore”, afferma nel documentario McClelland, che è morto nel 2019. “La domanda in retrospettiva è che se Oswald era al sesto piano del deposito come ha potuto sparare da davanti?Allora c’era più di un aggressore?”, gli fa eco Ronald Jones, anche lui all’epoca nel team del Parkland, citando il fatto che da l’ingresso del proiettile nel cranio del presidente appariva come frontale.”Come può un proiettile sparato da dietro sollevare il cuoio capelluto della fronte?”, è un’altra domanda posta da Joe Goldstrich, che era allora all’ospedale come studente al quarto anno di medicina.  Ma l’elemento più inquietante del documentario è forse il fatto che i medici intervistati esaminando le foto dell’autopsia di Kennedy, concludono che le immagini appaiono differenti da quello che hanno visto al pronto soccorso del Parkland. “Quando ho visto le immagini dell’autopsia, ho pensato che qualcuno avesse manomesso l’intera cosa e la questo mi ha molto insospettito”, ha affermato Kenneth Salyer, allora al primo anno di incarico all’ospedale di Dallas.  La commissione Warren ha concluso che Oswald sparò con un fucile Mannlicher-Carcano, un proiettile mancò il bersaglio e colpì un segnale stradale, il secondo colpì Kennedy vicino alla base posteriore del collo.

La commissione concluse che lo stesso proiettile, che fu chiamato il ‘magic bullet’, poi colpì anche il governatore del Texas, John Connally, che era seduto di fronte al presidente, ferendolo in più parti del corpo.Un terzo proiettile colpì il presidente alla testa. Insomma la domanda è sempre la stessa, chi ha veramente ucciso Jfk, “Who killed Jkf?”, come si intitola il podcast, la cui ultima puntata andrà in onda proprio domani giorno dell’anniversario, con cui Rob Reiner afferma di presentare nuovi elementi per arrivare alla verità. “Avevo 16 anni quando è successo e nessuno dimenticherà mai dov’era nel momento in cui sentì la notizia, è stato un trauma nazionale”, ha detto in una recente intervista alla Cnn il regista di Stand by me.  Reiner ricorda come anche seguì “dal vivo in tv quando fu ucciso il sospetto assassino del presidente” Oswald, e già allora pensò che la cosa fosse “bizzarra”. “In questi 60 anni abbiamo avuto rivelazioni, dopo rivelazioni” che contraddicevano la versione ufficiale, per questo il regista afferma di aver deciso di mettere insieme tutte queste teorie in modo “complessivo” per determinare “quello che veramente successe quel giorno”.

E senza fare “spoiler” del suo postcad Reiner nell’intervista anticipa che la sua ricerca ha portato a determinare ‘nomi e posizioni” che avrebbero avuto gli altri cecchini che avrebbero partecipato all’assassinio di Kennedy. Ma ad aiutare a ricostruire le ultime ore di vita di Jfk ora c’è anche il libro, pubblicato qualche mese fa da Paul Landis, 88enne ex agente del Secret Service che è uno degli ultimi testimoni diretti ancora in vita di quel 22 novembre di 60 anni fa.E che in “The Final Witness” racconta come fu lui a stare al fianco della first lady, con l’abito macchiato dal sangue del marito, mentre padre Oscar Huber amministrava l’estrema unzione al primo presidente cattolico della storia americana, pronunciando parole in latino che apparvero un rito misterioso al 28enne presbiteriano dell’Ohio. Landis era un agente assegnato alla protezione della first lady, e con questo ruolo era andato a Dallas, dove Jackie Kennedy aveva deciso di accompagnare il marito in una tappa elettorale.

Era la prima volta che il giovane agente partecipava a un corteo presidenziale, e pochi momenti prima della sparatoria era intento a controllare la folla entusiasta che salutava il passaggio della limousine del presidente che a un certo punto “fece fermare la limo e iniziò a stringere le mani a bambini e adulti, tutti gli agenti uscirono dalla macchina al seguito mettendosi a protezione della limo”. Arrivati a Dealey Plaza, Landis sente un rumore che riconosce subito: “Sono stato tra le armi tutta la mia vita, per sport e come agente, e riconosco un colpo di fucile, non erano fuochi d’artificio”.E nello stesso istante vede il presidente che si accascia sulla moglie, e poi altri due colpi. “Ho visto un bagliore bianco, mentre la parte destra del presidente scoppiava, e si spargeva sangue, carne e materia cerebrale”, scrive nel suo libro, raccontando che, insieme ad un altro agente, andò sul sedile posteriore, dove sembrava che fosse esplosa una bomba, dirigendosi verso la first lady. “Lasci che l’aiuti, signora Kennedy”, ricorda di aver detto alla first lady che rispose: “no, voglio rimanere con lui”, continuando a stringere il corpo del marito. Landis scrive anche di aver notato due frammenti di proiettile in una pozza di sangue accanto a Jackie e poi un proiettile intatto in cima al sedile posteriore, dietro a dove era seduto il presidente quando i colpi finali lo fecero cadere indietro e sulla sinistra.

Quando la limousine presidenziale arrivò in ospedale e fu lasciata praticamente incontrollata, Landis ricorda di aver preso lui stesso il proiettile e di averlo portato nell’ospedale.  E proprio l’affermazione dell’esistenza di questo proiettile intatto – sottolinea oggi il Washington Post che dedica un lungo articolo al libro di Landis – è destinata a “gettare nuovi dubbi sulla narrativa ufficiale dell’assassinio di Kennedy”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giulia Cecchettin, legale di Turetta: “Perizia psichiatrica può essere utile, valuteremo”

0

(Adnkronos) – “Una perizia psichiatrica può essere utile per verificare cosa sia successo.E’ molto presto per pensarci, però è ovvio che se ce ne sarà bisogno la faremo. È un aspetto che va indagato perché nessuno finora aveva avuto alcun sospetto su Filippo, descritto come un giovane dedito allo studio e allo sport, un ragazzo d’oro che aiutava gli altri”.

Lo afferma Emanuele Compagno, legale di Filippo Turetta arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin.  “Mi sembra impossibile.Ma poi dicono dello scotch, del coltello, non so cosa pensare…forse voleva sequestrarla per non farle dare la tesi e poi la situazione è degenerata.

Secondo noi, gli è scoppiata qualche vena in testa.Non c’è davvero una spiegazione”.

In un’intervista al Corriere della Sera i genitori di Filippo Turetta, papà Nicola e mamma Elisabetta, non si danno pace.  “Parlano di possesso, maschilismo, incapacità di accettare che lei fosse più brava di lui.Non è assolutamente niente di tutto questo.

Io sono convinto che qualcosa nel suo cervello non abbia più funzionato”, aggiunge il papà, l’unico tra i due che riesce davvero a parlare. “Proviamo un immenso dolore per la povera Giulia.Siamo vicini alla sua famiglia, siamo devastati per quello che è accaduto.

Pensiamo in continuazione a lei.Ci fa male vederci additare come genitori inadeguati, come una famiglia simbolo del patriarcato”, aggiunge il padre del 22enne.  Quando è stato fermato “secondo noi era in stato confusionale.

Ha vagato senza una meta, non è tornato perché probabilmente aveva paura.Segno che non aveva un piano”.

In attesa dell’udienza per decidere sulla consegna, “non ci hanno fatto ancora parlare con lui.Ci hanno detto che è molto provato.

Se non lo riporteranno in Italia nei prossimi giorni, ci organizzeremo per andare noi in Germania.Resta nostro figlio.

Cosa dobbiamo fare?Pagherà per quello che ha fatto.

Noi siamo pur sempre i suoi genitori”.Ad aspettarli a casa c’è un altro figlio. “Non è facile, soffre molto.

Ieri sera era a tavola e ha sentito al telegiornale che ‘il killer’ era stato fermato in Germania. È dura sentir parlare così di un fratello.Filippo in casa non è mai stato un ragazzo violento.

Siamo tutti sgomenti”, conclude Nicola Turetta.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stop caldo anomalo, arriva il freddo vero: previsioni meteo oggi e prossimi giorni

0

(Adnkronos) – Stop al caldo anomalo, sull’Italia arriverà dal weekend la prima sciabolata artica di Attila, con freddo e neve e un tracollo delle temperature. Il 2023 potrebbe essere l’anno più caldo della storia a livello globale, spiegano i meteorologi del sito www.iLMeteo.it, gli ultimi 5 mesi sono stati da record assoluto per la calura italiana, le temperature di metà novembre hanno segnato dati estremi: ad esempio, ricordiamo i 30 gradi al Sud per il nostro Paese e l’anomalia di +2,07°C a livello globale il 17 novembre, giorno più caldo dall’era pre-industriale in poi per il nostro Pianeta. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma questo andamento di caldo estremo con un Global Warming imperante, ma intravede anche l’eccezione che conferma la regola: spunta una previsione straordinaria per i prossimi giorni. Dopo mesi e stagioni di caldo anomalo, arriverà dal weekend la prima sciabolata artica di Attila dell’inverno, il primo lungo periodo di freddo e di temperature sottomedia: in altre parole farà freddo con il termometro che rimarrà sotto la media stagionale per almeno 10 giorni, evento mai accaduto quest’anno su gran parte dell’Italia. La prima irruzione artica della stagione colpirà tutto lo Stivale da sabato 25 novembre e porterà un tracollo delle temperature: ci vestiremo con berretti e sciarpe almeno fino alla festività dell’Immacolata.  Nel dettaglio, nelle prossime ore dovremo prestare la massima attenzione anche al Ciclone in spostamento verso il meridione: sono previste piogge a tratti intense su Medio Adriatico e Sud, e tra Abruzzo e Molise vedremo anche la neve in alta collina, fino ai 1000 metri; infine, le piogge si intensificheranno sulle regioni ioniche gradualmente e nella prossima notte sono previsti nubifragi tra Calabria e Sicilia. Ma la previsione straordinaria, oltre alle piogge importanti e forti attese nelle prossime 24 ore, riguarda sabato 25 e i giorni successivi: inizieremo a battere i denti ed il cambio dell’armadio sarà definitivo.  Almeno fino alla prima settimana di dicembre i termometri saranno sottomedia e il meteo parlerà chiaro: a Milano sono previste minime intorno a -1°C e massime di 5/6°C per almeno 10 giorni con valori ovviamente sottomedia, a Bologna e Firenze idem sottomedia con -1/7°C e pure a Roma con 0°/9°.Inoltre, non si escludono fiocchi svolazzanti tra Bologna e Firenze ed è molto probabile che la neve cadrà fin quasi in pianura o addirittura lungo le coste adriatiche nel corso della prossima settimana: in sintesi, prepariamoci al meteo straordinario, dopo mesi di gran caldo torniamo a vivere il freddo e non siamo più abituati. NEL DETTAGLIO Mercoledì 22.

Al nord: sole prevalente, venti sostenuti da nordest.Al centro: maltempo su Adriatiche con neve a 1000 metri.

Venti forti da nordest.Al sud: fortemente instabile con nubifragi serali.

Ventoso. Giovedì 23.Al nord: sole prevalente.

Al centro: qualche fenomeno sulle Adriatiche, ventoso altrove.Al sud: maltempo estremo su Calabria e Sicilia, rischio alluvioni.

Venti forti. Venerdì 24.Al nord: tempo stabile e soleggiato.

Al centro: tempo stabile e soleggiato.Al sud: deciso miglioramento. Tendenza: sabato piogge al Sud e crollo termico diffuso, domenica asciutta e fredda.

Gelate in pianura al Centro-Nord dal weekend in poi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Michele Santoro elogia la sorella di Giulia Cecchettin

0

(Adnkronos) – “In ogni tragedia emergono personaggi straordinari: Elena, la sorella, è un personaggio straordinario.Non ha voluto privatizzare il suo dolore, ma ci ha posto nella condizione di riflettere su una situazione che potrebbe riguardare ciascuno di noi, potrebbe riguardare ogni famiglia”.

A DiMartedì, su La7, Michele Santoro elogia la sorella di Giulia Cecchettin.Per l’omicidio di Giulia è stato arrestato l’ex fidanzato Filippo Turetta. Elena “ha detto questo, non è un caso mostruoso che voi potete confinare nella categoria della mostruosità, questa è una cosa che attiene alla vita di ciascuno di noi”, ha aggiunto Santoro.  La sorella di Giulia nei giorni scorsi aveva detto che “Filippo Turetta viene spesso definito come un mostro, ma non lo è.

E’ un figlio della società del patriarcato, gli uomini facciano mea culpa”. “Noi viviamo in un sistema che ha fortissime tracce di patriarcato”, ha affermato Santoro. “Io però devo dire una cosa – ha sottolineato – se tu mi dici ma tu personalmente ti senti colpevole di quest’omicidio io devo rispondere che no non mi sento colpevole perché l’omicidio non è semplicemente una forma derivata dall’assetto culturale, di potere della società, ogni omicidio è qualcosa che sì ci deve interrogare tutti ma anche per capire esattamente cosa è successo, come è successo, perché non è che tutti i maschilisti sono omicidi”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)