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I bambini italiani mandano doni di Natale agli orfani di Mariupol

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(Adnkronos) – Nei giorni in cui molti festeggeranno il Natale, tante altre persone, in particolare i bambini, non avranno questa fortuna.Anzi, ancora oggi, soffrono per mancanza di una casa, cibo, medicine e amore. Il 6 dicembre è partita la quarantesima missione dell’Associazione La Memoria Viva, organizzata insieme alla giornalista e attivista per i diritti umani Claudia Conte, che dall’Italia arriverà ancora una volta in Ucraina per consegnare beni di prima necessità, cibo per i bambini dell’orfanotrofio di Mariupol.

Così giochi, abbigliamento pesante, alimenti, medicinali, saranno trasportati con un Tir fino a Kharkiv dove sarà aperto un ufficio postale di Babbo Natale per i piccoli. Questa nuova missione si arricchisce del gesto – significativo – dei bambini italiani che hanno inviato lettere, doni e video ai loro coetanei ucraini.Il progetto scolastico “Natale 2023.

Non lasciamoli soli”, che coinvolge le scuole del Piemonte, unisce dunque bambini provenienti da due paesi diversi e mostra che l’amore e l’empatia non conoscono confini.Un modo potente per ricordare che, nonostante le diversità culturali e geografiche, siamo tutti parte di una grande famiglia umana. Una testimonianza di come il Natale debba essere soprattutto un momento per riflettere, e per condividere con coloro che sono meno fortunati. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Olimpiadi Parigi 2024, atleti Russia e Bielorussia ammessi ai Giochi

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(Adnkronos) –
Gli atleti di Russia e Bielorussia potranno prendere parte alle Olimpiadi di Parigi 2024 a titolo individuale come atleti neutrali.Lo ha deciso il Comitato Olimpico Internazionale.

Il Comitato Esecutivo (EB) del Cio ha deciso che gli Atleti Individuali Neutrali (AIN) che hanno guadagnato il pass attraverso i sistemi di qualificazione previsti dalle varie federazioni internazionali aranno dichiarati idonei a competere ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 secondo precise condizioni. “Gli Atleti Neutrali Individuali sono atleti con passaporto russo o bielorusso, nei loro confronti verranno applicate le rigorose condizioni di ammissibilità basate sulle raccomandazioni emesse dall’’EB del Cio il 28 marzo 2023 per le federazioni internazionali e gli organizzatori di eventi sportivi internazionali”, spiega il Cio. Tutti gli atleti, compresi quelli che partecipano ai Giochi a titolo individuale, “dovranno sottoscrivere le Condizioni di Partecipazione aggiornate applicabili a Parigi 2024.Queste contengono l’impegno a rispettare la Carta Olimpica, compresa ‘la missione di pace del Movimento Olimpico’”, sottolinea il Cio. “Solo un numero molto limitato di atleti si qualificherà attraverso i sistemi di qualificazione esistenti delle IF.

Tra i 4.600 atleti di tutto il mondo che finora si sono qualificati per Parigi 2024, ci sono solo 11 Atleti Neutrali Individuali (otto con passaporto russo più tre con passaporto bielorusso).In confronto, fino ad oggi più di 60 atleti ucraini si sono qualificati per Parigi 2024.

Si prevede che la delegazione ucraina avrà all’incirca le stesse dimensioni di quella dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020″. A Parigi, non verranno prese in considerazione squadre composte da atleti con passaporto russo o bielorusso. “Gli atleti che sostengono attivamente la guerra non potranno partecipare o competere.Il personale di supporto che sostiene attivamente la guerra non sarà inserito.

Gli atleti che hanno un contratto con l’esercito russo o bielorusso o con le agenzie di sicurezza nazionale non potranno essere iscritti o competere.Non sarà ammesso il personale di supporto ingaggiato dall’esercito russo o bielorusso o dalle agenzie di sicurezza nazionale”, precisa il Cio. “Le sanzioni contro i responsabili della guerra, gli Stati e i governi russo e bielorusso, restano in vigore anche per i Giochi Olimpici di Parigi 2024.

Ciò significa, in particolare, che: nessuna bandiera, inno, colore o qualsiasi altra identificazione della Russia o della Bielorussia sarà esposta ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 in qualsiasi sede ufficiale o in qualsiasi funzione ufficiale.Nessun funzionario governativo o statale russo o bielorusso sarà invitato o accreditato per i Giochi Olimpici di Parigi 2024″.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Patto stabilità Ue, Giorgetti: “Passo in giusta direzione”

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(Adnkronos) –
L’accordo che si delinea per la riforma del patto di stabilità è concedere una flessibilità transitoria, legata all’aumento del servizio del debito, ai Paesi Ue sotto procedura per deficit eccessivo limitatamente agli anni 2025-27.Lo conferma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al termine dell’Ecofin a Bruxelles. “In linea di principio è corretto – risponde – naturalmente i dettagli, la definizione giuridica è qualcosa che ancora merita giorni o settimane di lavoro.

E’ un passo nella giusta direzione, cosa che ha ribadito anche Christian Lindner, oltre al sottoscritto anche in sede di Ecofin”, afferma.  “La posizione dell’Italia è sempre la stessa: viviamo circostanze eccezionali e riteniamo che serva un periodo transitorio per tenere conto di queste circostanze eccezionali.E speriamo che non si replichino ancora per molto”, osserva. “Riteniamo che debbano essere tenute in conto – prosegue – quelle necessità strategiche che l’Europa si è data in termini di sicurezza e di transizione digitale ed energetica-ambientale.

Queste grande finalità politiche richiedono regole fiscali coerenti, per poterle finanziare.Altrimenti, rimangono dei nobili principi o auspici, ma senza possibilità concreta di traduzione.

Le regole fiscali sono un mezzo per attuare questi fini, non un fine in se stesse”, sottolinea ancora. Per concludere un accordo sulla riforma del patto di stabilità “è già annunciato un altro Ecofin straordinario tra il 18 e il 21 di dicembre.La data potrebbe essere il 19 dicembre, di sera, a quanto si apprende a Bruxelles, ma non ci sono ancora conferme dalla presidenza, cui spetta convocarlo. “Lei l’ha detto: piuttosto che un cattivo accordo, meglio le regole esistenti” del patto di stabilità, dice rispondendo alla domanda di un cronista. Alla domanda se sia necessario un passaggio nel Consiglio Europeo, per risolvere gli ultimi nodi, il ministro replica dicendo di essere “rispettoso dei ruoli: se i capi di governo decidono che bisogna difendere i valori di libertà dell’Occidente, i ministri delle Finanze devono dare le risorse per poter svolgere questo ruolo”. “Se i capi di governo mi dicono che per la transizione energetica bisogna mettere centinaia di mln di euro, come fanno gli Usa, per raggiungere quelle finalità, io come ministro delle Finanze devo mettere a disposizione quelle risorse”, dice ancora. 
Nella riforma del patto di stabilità “noi accettiamo un pacchetto complessivo: non si può prendere, in questa vicenda, un punto e isolarlo dagli altri.

Bisogna considerare l’approccio complessivo e vedere come escono fuori il braccio preventivo e quello correttivo”. “Perché su un punto o sull’altro – continua Giorgetti – potrei avere soddisfazione, ma non avere soddisfazione con il collega tedesco, francese, spagnolo, finlandese o croato.Diciamo che, dal punto di vista italiano, se l’accordo trovato in una fase transitoria diventasse definitivo, sarebbe logico e coerente con le aspirazioni europee”. “L’Italia – sottolinea – non si lamenta rispetto al fatto che dobbiamo garantire sostenibilità fiscale: abbiamo anche accettato delle salvaguardie, proposte dalla Germania.

Quello che ribadisco è che, se giovedì i governi continueranno a mantenere alti gli standard delle ambizioni europee, le regole fiscali europee devono essere adeguate a questi standard di ambizione”, afferma. “Il governo italiano ha già presentato un disegno di legge (la manovra economica 2024, ndr), che è all’attenzione del Parlamento, e una Nadef, che è coerente esattamente con questi obiettivi”.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cop28, Italia scende nella ‘classifica del clima’: il report

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(Adnkronos) –
L’Italia perde terreno nella classifica delle performance climatiche dei principali paesi del Pianeta, scendendo dal 29esimo al 44esimo posto nella classifica contenuta nel rapporto annuale di Germanwatch, CAN e NewClimate Institute realizzato in collaborazione con Legambiente per l’Italia e presentato alla COP28 in corso a Dubai Il risultato è legato soprattutto al rallentamento della riduzione delle emissioni climalteranti (37° posto della specifica classifica) e per una politica climatica nazionale (58° posto della specifica classifica) ritenuta fortemente inadeguata a fronteggiare l’emergenza.Secondo il report, l’attuale aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) consente un taglio delle emissioni entro il 2030 di appena il 40.3% rispetto al 1990. Nel rapporto si prende in considerazione la performance climatica di 63 Paesi, più l’Unione Europea nel suo complesso, che insieme rappresentano oltre il 90% delle emissioni globali.

La performance è misurata, attraverso il Climate Change Performance Index (CCPI), prendendo come parametro di riferimento gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e gli impegni assunti al 2030.Il CCPI si basa per il 40% sul trend delle emissioni, per il 20% sullo sviluppo sia delle rinnovabili che dell’efficienza energetica e per il restante 20% sulla politica climatica.

Anche quest’anno le prime tre posizioni della classifica non sono state attribuite, in quanto nessuno dei Paesi ha raggiunto la performance necessaria per contribuire a fronteggiare l’emergenza climatica e contenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1.5°C.  “Nonostante il boom delle rinnovabili, infatti, la corsa contro il tempo continua.Entro il 2030 – spiega Mauro Albrizio, responsabile ufficio europeo di Legambiente – le emissioni globali vanno quasi dimezzate, grazie soprattutto alla riduzione dell’uso dei combustibili fossili.

Alla COP28 in corso a Dubai, pertanto, è cruciale raggiungere un accordo ambizioso che preveda di triplicare la capacità installata di energia rinnovabile, raddoppiare l’efficienza energetica ed avviare da subito il phasing-out delle fossili.Solo così sarà possibile una drastica riduzione entro il 2030 dell’utilizzo di carbone, gas e petrolio, mantenendo ancora vivo l’obiettivo di contenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1.5°C”.  Si conferma in testa alla classifica con il quarto posto la Danimarca, grazie soprattutto alla significativa riduzione delle emissioni climalteranti ed allo sviluppo delle rinnovabili.

Seguono Estonia (5°) e Filippine (6°) che rafforzano la loro azione climatica nonostante le difficoltà economiche.In fondo alla classifica troviamo, invece, Paesi esportatori e utilizzatori di combustibili fossili come Emirati Arabi Uniti (65°), Iran (66°) e Arabia Saudita (67°). 
La Cina, maggiore responsabile delle emissioni globali, rimane stabile al 51° posto dello scorso anno.

Nonostante il grande sviluppo delle rinnovabili ed il miglioramento dell’efficienza energetica, le emissioni cinesi continuano a crescere per il forte ricorso al carbone.Invece gli Stati Uniti, secondo emettitore globale, si posizionano al 57°posto.

Un passo indietro di cinque pozioni rispetto allo scorso anno, dovuto all’ancora scarsa attuazione delle misure previste dall’Inflation Reduction Act, che destina un considerevole sostegno finanziario per l’azione climatica.  Solo tre membri del G20, India e Germania (14°) insieme all’Unione Europe (16°), sono nella parte alta della classifica.La maggior parte dei Paesi del G20, invece, si posiziona nella parte bassa.

Mentre Canada (62°), Russia (63°), Sud Corea (64°) ed Arabia Saudita (67°) sono i Paesi del G20 con la peggiore performance climatica.  Riguardo la posizione dell’Italia, il presidente di Legambiente Stefano Ciafani commenta così: “Serve una drastica inversione di rotta.L’Italia può colmare l’attuale ritardo e centrare l’obiettivo climatico del 65%, in coerenza con l’obiettivo di 1.5°C, grazie soprattutto al contributo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili.

Secondo il Paris Compatible Scenario elaborato da Climate Analytics, il nostro Paese è in grado di ridurre le sue emissioni climalteranti di almeno il 65% grazie al 63% di rinnovabili nel mix energetico ed al 91% nel mix elettrico entro il 2030.E così arrivare nel 2035 al 100% di rinnovabili nel settore elettrico, confermando l’uscita dal carbone entro il 2025 e prevedendo quella dal gas fossile entro il 2035.

In questo modo sarà possibile raggiungere la neutralità climatica già nel 2040″.  Potenzialità confermate da Elettricità Futura che nel suo piano prevede l’84% di rinnovabili nel mix elettrico entro il 2030 con 85 nuovi GW installati, insieme alla realizzazione di 80 GWh di nuova capacità di accumulo di grande taglia, in grado di ridurre le importazioni di gas fossile di ben 20 miliardi di m3.Con benefici davvero importanti per l’economia, la società e l’ambiente.

Si tratta di 320 miliardi di euro di investimenti cumulati al 2030 del settore elettrico e della sua filiera industriale, 360 miliardi di benefici economici cumulati al 2030 in termini di valore aggiunto per filiera e indotto, 540 mila di nuovi posti di lavoro (che si aggiungono agli attuali 120 mila) e una riduzione nel 2030 di almeno il 75% delle emissioni di CO2 del settore elettrico rispetto ai livelli del 1990.  A tutto questo si aggiungerebbe la possibilità di ridurre entro il 2030 di ben 160 miliardi di m3 le importazioni di gas fossile con un risparmio di 110 miliardi di euro.E le imprese sono pronte a fare ancora di più per centrare l’obiettivo del 100% di elettricità rinnovabile entro il 2035, come dimostrano le 5.054 richieste di connessione a Terna per 317,7 GW e gli oltre 1.300 progetti in attesa di valutazione.

A cui si aggiunge il contributo delle Comunità Energetiche Rinnovabili che uno studio Elemens per Legambiente stima in almeno 17 GW entro il 2030.Solo così sarà possibile vincere la sfida della duplice crisi, energetica e climatica, che rischia di mettere in ginocchio l’Italia. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grida “Viva l’Italia antifascista” alla Scala e viene identificato, è bufera

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(Adnkronos) – E’ polemica su quanto accaduto ieri a Marco Vizzardelli, giornalista 65enne, identificato dalla Digos dopo aver urlato “Viva l’Italia antifascista” alla Prima della Scala subito dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli.  Esperto di equitazione e frequentatore assiduo del teatro, Vizzardelli ha raccontato ai media che quando lo hanno fermato, in quattro, lui l’ha “buttata sul ridere”, spiegando che “avrebbero dovuto arrestarlo se avesse detto ‘viva l’Italia fascista’”. “Si sono messi a ridere anche loro, ma mi hanno detto che dovevano fare così.E quindi mi hanno fotografato la carta d’identità”, ha detto il giornalista. In una nota la Questura di Milano spiega che “l’identificazione dei due spettatori presenti in galleria, è stata effettuata quale ordinaria modalità di controllo preventivo per garantire la sicurezza della rappresentazione.

L’iniziativa non è stata assolutamente determinata dal contenuto della frase pronunciata, ma dalle particolari circostanze, considerate le manifestazioni di dissenso poste in essere nel pomeriggio in città e la diretta televisiva dell’evento che avrebbe potuto essere di stimolo per iniziative finalizzate a turbarne il regolare svolgimento.La conoscenza dell’identità delle persone ha consentito, infatti, di poter ritenere con certezza l’assenza di alcun rischio per l’evento”. Social #VivalItaliaAntifascista è diventato virale, sul profilo X del Partito democratico, in segno di solidarietà si legge: “Continueremo a gridarlo, ovunque.

Anche se non piace a Salvini.E adesso identificateci tutte e tutti”.

Diversi esponenti dem, da Debora Serracchiani ad Arturo Scotto, passando per Marco Furfaro, hanno aderito all’iniziativa twittando “Viva l’Italia antifascista” con nome, cognome, luogo e data di nascita. Sull’accaduto è intervenuto il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Mi auguro che il motivo che ha portato agenti della Digos ad identificare chi ha gridato ‘Viva l’Italia Antifascista’ alla Scala ieri sera, sia perché il questore e il prefetto di Milano intendono ringraziare quel cittadino per aver reso omaggio alla Costituzione”, ha scritto su Twitter il parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Draghi presidente commissione Ue? L’ipotesi e le reazioni

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(Adnkronos) – Mario Draghi alla presidenza della Commissione europea, indicato da Emmanuel Macron?Così, almeno secondo le indiscrezioni, de La Repubblica, che citando fonti diplomatiche di Bruxelles e Parigi, sostiene come il capo dell’Eliseo vedrebbe nell’ex premier italiano una figura in grado di porre un argine all’ascesa al potere dei sovranisti in Europa. L’ipotesi piace al leader di Azione Carlo Calenda, secondo il quale “Draghi alla guida dell’Ue, alla Commissione o al Consiglio, rappresenterebbe la migliore possibilità per l’Europa di risollevarsi.

Draghi ha già salvato l’Euro una volta ed è venuto in soccorso dell’Italia in un momento drammatico.Possiede l’auctoritas, la dignitas e l’esperienza per far fare all’Ue il salto di qualità di cui ha bisogno.

Lavoreremo in ogni modo per raggiungere questo obiettivo”. Sulla stessa linea Riccardo Magi e Davide Faraone. “Stati Uniti d’Europa, esercito europeo, elezione diretta del Presiedente della Commissione, Draghi alla guida del consiglio o della commissione: noi ci siamo”, scrive su X il capogruppo di Italia Viva alla Camera.Mentre per il segretario di Più Europa “Mario Draghi ha saputo esprimere più di chiunque altro con chiarezza la tragicità e l’importanza dell’attuale fase storica per l’Europa: ‘l’Europa è in crisi, diventi Stato’.

L’Europa e gli europei rischiano di condannarsi all’irrilevanza se non avranno ben chiaro ciò.Di condannarsi non solo all’incapacità di affrontare le grandi sfide geopolitiche e di sicurezza, climatiche e economiche che il nostro tempo ci pone davanti ma anche di difendere la democrazia rappresentativa”. “Solo nella dimensione di uno stato federale europeo potremo continuare a far vivere la democrazia e la libertà.

Sta a tutti noi lavorare con coraggio perché questa visione diventi un obiettivo politico concreto.La sua guida – conclude Magi – sarebbe la migliore garanzia per imboccare questa strada necessaria al rilancio dell’Europa”. Più cauto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “I trattati prevedono che il presidente della Commissione venga individuato tenendo conto dei risultati dell’elezione del nuovo Parlamento europeo.

Noi popolari europei terremo il nostro Congresso in marzo a Bucarest e credo proprio che confermeremo la candidatura di Ursula Von Der Leyen”. “Bisognerà attendere il responso del voto popolare e decidere sulla base di quello che indicheranno i cittadini europei”, ha aggiunto Tajani, in visita alla Comunità papa Giovanni XXIII di don Aldo Buonaiuto, per partecipare da padrino al battesimo di una bimba nigeriana riunita alla madre, ospite della comunità. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, di trucco in trucco in arrivo il quinto mandato di Putin

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(Adnkronos) –
Vladimir Putin arriva al Cremlino il 31 dicembre del 1999 e ci rimarrà, da oggi è certo, fino al 2030, e se lo vorrà, anche fino al 2036.A chiamare l’allora Premier ad assumere la carica di Presidente facente funzione era stato, a sorpresa, Boris Eltsin che aveva contemporaneamente rassegnato le sue dimissioni.

Quello stesso giorno a Putin erano state consegnate la valigia con i codici nucleari, una copia della Costituzione russa – che modificherà più volte per consolidare ed estendere il suo potere – e l’emblema del Presidente.  
La prima prova delle urne per l’ex agente del Kgb a Dresda arriva pochi mesi dopo, il 26 marzo del 2000.Vince le elezioni con il 53 per cento dei voti.

Ma la sua popolarità andrà genuinamente crescendo negli anni, complice l’aumento dei prezzi di petrolio e gas che consentono una spesa crescente per finanziare pensioni, stipendi dei dipendenti pubblici e progetti.  
Nel 2008, esauriti i due mandati da Presidente previsti dalla Costituzione, l’ex direttore dell’Fsb annuncia il primo cambio di poltrone con il Premier Dmitry Medvedev.Che pochi mesi dopo l’approdo al Cremlino ripaga il favore introducendo una legge che precisa come i due mandati limite debbano considerarsi come consecutivi ed estende il mandato del Presidente da quattro a sei anni.

Un passo che consentirà il secondo cambio di poltrone fra Madvedev e Putin che, nel 2012, si ripresenta per il suo terzo mandato al Cremlino, in un clima nuovo e più scuro.  Le proteste di piazza a Mosca e San Pietroburgo a cavallo fra il 2011 e il 2012 contro i brogli alle ultime elezioni legislative, il balletto fra Putin e Medvedev, le ruberie di Russia unita, definito in quei mesi il partito dei ladri e dei truffatori da Aleksei Navalny, portano all’inizio di repressioni politiche con l’introduzione di nuove leggi, come quella sulle ong agente straniere.  
Nel 2018 Putin affronta le urne per la quarta volta.Viene rieletto con oltre il 76% dei voti in elezioni che l’Osce giudica “prive di reale competizione” e in cui rileva “pressioni sugli elettori” ma che per il Cremlino rappresentano una celebrazione della maggioranza che si è creata nel paese dopo l’annessione della Crimea, il cui quarto anniversario, non a caso, coincide con il giorno di apertura delle urne.  
All’inizio del 2020 Putin presenta un nuovo emendamento della Costituzione, che sarà poi ratificato in un referendum, che consente agli ex Presidenti in vita, quindi a lui e a Medvedev, di vedere azzerati i loro mandati.

Quindi che gli consente di ripresentarsi nel 2024.Ma anche nel 2030.

Quella che fino a oggi era solo una possibilità, è stata confermata.Putin di guerra di ripresenterà al voto che si terrà fra il 15 e il 17 marzo, tre giorni per aumentare l’affluenza alle urne.

Unica incognita anche di questo voto.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crotone, Gianfranco Turino: Contro la Juve Stabia può succedere di tutto!

Gianfranco Turino, collega de Il Rossoblu di Crotone, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 21:00 sui canali social ViViCentro.

Le dichiarazioni di Gianfranco Turino sul Crotone e sulla gara con la Juve Stabia rilasciate durante la tredicesima puntata del nostro talk show sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

“ Dal punto di vista tattico, il Crotone è passato da un 4-2-3-1- al 3-5-2. Il primo modulo era stato costruito per sfruttare al pieno le qualità di D’Errico come trequartista e rinforzare l’unica punta giocando con tre uomini intorno. Poi con l’infortunio di D’Errico, non avendo in squadra qualcuno che abbia le stesse caratteristiche, ha costretto il Crotone a ridisegnarsi. Con questa rivoluzione tattica abbiamo un pò in difficoltà.

Nelle ultime partite, causa infortuni, causa squalifiche, il Mister è stato costretto a costringere qualche laterale difensivo ad interpretare qualche ruolo non proprio suo.

Non so quale sia l’abito migliore. So che con la difesa a tre ed il centrocampo a 5 c’è più possibilità e metterli nella possibilità di fare squadra, ed è un’arma in più che poche squadre hanno.

Sabato a Crotone non arriva solo la capolista ma una Juve Stabia che ha una difesa bunker, la migliore d’Europa, che è una squadra tenace e difficile da affrontare.

Il Crotone ha iniziato questo percorso di crescita e deve continuare a crederci. Contro la Juve Stabia è importante fare una bella prestazione con il Crotone che dimostri di essere allo stesso livello e fare meglio delle prime in classifica.

La gara può terminare con qualsiasi risultato ma è importante come arriverà lo stesso.

Oggettivamente a tre partite dalla fine del girone di andata, non so quale sia la cosa migliore per il Crotone.

Domani è nelle corde di questa squadra vincere il match. Sabato può succedere di tutto!”

Turino prosegue

“Sui gol subiti voglio dare una lettura diversa dai miei colleghi. E’ vero che il Crotone ha preso tanti goal, ma il punto non deve essere questo. Molti dei goal presi non sono frutto di uno schieramento squilibrato, ma nascono da indecisioni personali o errori. Sono frutto del caso.

Il problema del Crotone è che realizza poco in relazione alle occasioni che produce. Al Crotone mancano una decina di goal. Le occasioni ci sono state a Messina, con la Turris, a Caserta, a Latina e il dato della difesa sarebbe passato in secondo piano.

Il problema per me non è nella difesa.

La squadra ha cambiato atteggiamento dopo l’esonero di Zauli. Non so a cosa è dovuto, è una cosa interna allo spogliatoio. Quando un Presidente è costretto a cambiare allenatore, si ricorre al cambio per cambiare l’atmosfera. Ecco è stata una scossa che è servita alla squadra per avere una marcia in più. Ed anche la squadra che si è stretta intorno al Mister a riccio, è stata una reazione insolita, che sa anche di romantico, di antico. La squadra ha ritrovato la voglia di essere protagonista in questo Campionato. La formazione dipenderà dai recuperi. “

Papa all’Angelus annuncia: “25 e 26 maggio prima Giornata dei bambini”

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(Adnkronos) – “Ho la gioia di annunciare che il 25 e il 26 maggio celebreremo a Roma la prima Giornata mondiale dei bambini”.Lo ha annunciato il Papa al termine dell’Angelus in piazza San Pietro. “L’iniziativa, patrocinata dal dicastero per la Cultura e l’educazione, risponde alla domanda ‘che tipo di mondo desideriamo trasmettere ai bambini che stanno crescendo?’.

Vogliamo mettere i bambini al centro di prenderci cura di loro”. “La prima Giornata Mondiale dei Bambini è un evento senza precedenti.Nasce dal desiderio di papa Francesco di porre al centro dell’attenzione il futuro dei più piccoli, chiedendo a tutti di prendersi cura di loro, di guidarli verso una crescita buona e di ascoltarli”, sottolineano padre Enzo Fortunato, Marco Impagliazzo e Angelo Chiorazzo, coordinatori del Comitato Organizzatore della Prima Giornata Mondiale dei Bambini.  ”Il 25 e 26 maggio prossimi desideriamo immaginare con i bambini e le bambine – a partire dai loro sogni e desideri – un mondo diverso, dove ci sia pace, cura dell’ambiente e scelta per la fraternità.

Questa giornata è anche un messaggio al mondo degli adulti perché si fermino ad ascoltare le domande semplici e dirette dei piccoli che chiedono pace e rispetto”, sottolinea il Comitato organizzatore della due giorni dedicata ai bambini.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

1000 miglia Experience, sul podio Abu Dhabi Rifai-Mozzi, Galloni-Galloni e Wetz-Drazdik

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(Adnkronos) – Luci rutilanti nella tentacolare Dubai, dune e rocce dal fascino silenzioso alle porte del deserto e rombo dei motori che risuona nel Circuito di Yas Marina: panorami e sensazioni forti hanno accompagnato per quattro intense giornate il viaggio intrapreso dagli equipaggi iscritti alla seconda edizione di 1000 Miglia Experience UAE.Sono stati contesti territoriali, climatici e ambientali particolarmente suggestivi e poco usuali per le gare di regolarità tipicamente italiane ed europee ad accogliere gli oltre 100 equipaggi che, attratti dal fascino che la Freccia Rossa esercita ormai anche fuori dai nostri confini, hanno affrontato gli oltre 1.600 km del percorso.  Dopo la giornata di training sulle regole e l’utilizzo degli strumenti, le prove di regolarità distribuite lungo il percorso hanno premiato equipaggi veterani della specialità, esempio e termine di paragone per i neofiti di cronometri e pressostati che si sono via via appassionati alla parte sportiva e competitiva della manifestazione.

Ad aggiudicarsi la vittoria è stato l’equipaggio italiano Rifai-Mozzi (Porsche 356 Speedster del 1955) davanti al sammarinese Umberto Galloni con Alice (Alfa Romeo 6C 1750 Gran Turismo del 1930) e Wetz-Drazdik (Lancia Aurelia B20 GT del 1957) da Lussemburgo.A seguire, l’alternanza di concorrenti che, provenienti da oltre 15 diversi paesi tra cui Stati Uniti, Inghilterra, Arabia Saudita, Canada, Germania, Olanda, Francia, Turchia, Oman e Libano, hanno avuto modo di cimentarsi per la prima volta o perfezionare le proprie performance nella disciplina sportiva.  “Manifestazioni come 1000 Miglia Experience, un evento in licenza che vuole portare lo spirito della Freccia Rossa al di fuori del territorio italiano- ha dichiarato in chiusura Alberto Piantoni, Amministratore Delegato di 1000 Miglia srl – ci offrono la possibilità di raccontare la nostra storia e la nostra corsa a chi non ha ancora avuto la possibilità di farne parte, sia perché non ne è mai entrato in contatto sia perché non ne conosce, o vuole approfondire, le regole e la complessità. È fuori discussione che la 1000 Miglia è sempre stata e sempre rimarrà solo in Italia: il progetto di internazionalizzazione e consolidamento del nostro marchio è volto proprio a rafforzarne l’identità e a far conoscere i valori, la storia e l’unicità della corsa più bella del mondo”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Spezia, donna trovata morta in albergo: si cerca uomo che era con lei

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(Adnkronos) – Una donna di 53 anni è stata trovata morta in una camera d’albergo in località Mattarana, nel comune di Carrodano in provincia di La Spezia.Sul caso stanno indagando i Carabinieri di La Spezia che al momento non escludono alcuna pista, anche quella dell’omicidio.

Al momento infatti l’uomo che si trovava con la vittima risulta irreperibile. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tabacco, Trippella (Philip Morris): “Accordo Coldiretti è futuro”

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(Adnkronos) – “Abbiamo fatto questo accordo di filiera con Coldiretti e il ministero dell’Agricoltura da ormai dodici anni, è un rapporto di lungo e medio termine ed è il futuro”.Così Cesare Trippella, head of Leaf Philip Morris Italia, a margine dell’incontro “Le sfide regolatorie per la filiera del tabacco”, svoltosi nel villaggio Coldiretti in piazza Municipio a Napoli. “La filiera di Philip Morris è innovativa – continua Trippella – la nostra azienda si è integrata verticalmente, cioè acquista direttamente a chilometro zero togliendo tutte le intermediazioni e facendo degli investimenti sulla transizione eco-energetica digitale per portare i giovani coltivatori e il tabacco verso il futuro. La nostra filiera si basa sul fatto che il prodotto italiano è dentro i prodotti di nuova generazione di Philip Morris quindi il prodotto italiano, con questo accordo, è entrato nel futuro dei prodotti di Philip Morris Italia”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tabacco, Masiello ( Coldiretti): “No all’eliminazione della coltivazione in Italia”

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(Adnkronos) – Gli accordi di filiera sono stati straordinari – ha detto Gennarino Masiello vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente Ont Italia a margine dell’ incontro ” Le sfide regolatorie per la filiera del tabacco ” svoltosi nel villaggio Coldiretti, in piazza Municipio a Napoli sino al 9 Dicembre.
 Il mondo della filiera del tabacco era demonizzato e chiaramente con l’ eliminazione degli aiuti e delle risorse a disposizione è stata messo a dura prova l’intera filiera.Anche noi siamo convinti che bisogna lottare contro il tabagismo e fare in modo si possa creare un consumo consapevole e a danno ridotto ma questo – aggiunge Masiello, non può passare per l’eliminazione della coltivazione del tabacco in Italia.

Il rischio sarebbe aumentare l’importazione del tabacco.L’accordo di Philip Morris deve diventare un esempio un modello da replicare anche in altri comparti. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tabacco, De Castro (S&D): ”Italia ha primato di produzione”

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(Adnkronos) – “L’Italia è il principale Paese europeo per la produzione di tabacco”.Esordisce così Paolo De Castro, membro del Parlamento europeo, in occasione dell’incontro “Le sfide regolatorie per la filiera del tabacco” svoltosi nel villaggio Coldiretti, in piazza Municipio a Napoli. “Noi abbiamo questo primato – prosegue De Castro – anche grazie agli accordi di filiera che hanno permesso ai produttori italiani di avere mercato certo, prezzi garantiti e anche una raccolta significativa di prodotto proprio grazie a questi accordi.

Uno tra tutti l’accordo firmato tra Coldiretti e Philip Morris che da solo vale circa il 60 per cento dell’intera produzione di tabacco italiano, quindi è grazie a questo se si sono create le condizioni affinché la tabacchicultura italiana possa continuare ad andare avanti.Va vanti anche grazie agli aiuti europei ma senza una garanzia di sbocco, con prezzi certi, non ci sarebbe stata garanzia di futuro”, conclude De Castro. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sofia Goggia trionfa nel SuperG di St Moritz. Brutto volo per Elena Curtoni

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(Adnkronos) –
Sofia Goggia trionfa nel SuperG di coppa del mondo di St.Moritz.

Splendida Sofia, oggi nettamente superiore a tutte le avversarie nel superG che apre il week-end sulla Corviglia, le prime gare veloci della stagione.Goggia non ha commesso errori ed è stata velocissima per tutto il tracciato, ad eccezione del primo tratto, non decisivo per la gara.

Nessuna delle rivali è riuscita neppure ad avvicinarsi all’azzurra delle Fiamme Gialle, che ha così messo in carniere la 23esima vittoria in Coppa, raggiungendo Federica Brignone in vetta alla classifica delle italiane più vittoriose di sempre, in questo testa a testa che entusiasma tifosi e addetti ai lavori. L’ultimo superG vinto dalla campionessa bergamasca risaliva al dicembre ’21 in Val d’Isère, poi gli infortuni e il recupero pieno arrivato già all’inizio di questa stagione con le ottime prestazioni mostrate in gigante.Una vittoria voluta e meritata.  
Ottima anche la gara di Federica Brignone, che per un lungo tratto è sembrata poter rimanere alle spalle della compagna di squadra, salvo poi lasciare troppo tempo nella parte conclusiva del tracciato.

La carabiniera valdostana chiude in quinta posizione, alle spalle di Cornelia Huetter, a 95 centesimi da Goggia, Lara Gut-Behrami, terza a 1″02, Mikaela Shiffrin quarta a 1″08. 1″21 è lo svantaggio della Brignone.Al settimo posto, ed in continuo progresso si piazza Marta Bassino, che accusa 1″77 di ritardo dalla leader, ma dimostra di proseguire nella sua crescita complessiva. 
Brutto volo per Elena Curtoni, che era in corsa per un ottimo piazzamento.

La lombarda dell’Esercito si è fatta sbalzare da una gobbetta ed è decollata ricadendo sulla neve con la parte bassa della schiena.Per lei qualche dolore, ma l’azzurra è scesa al traguardo sui suoi sci.

Buona gara per Laura Pirovano che aggancia la 16esima posizione a 2″79 dalla Goggia.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, Putin annuncia ricandidatura a presidenza

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(Adnkronos) – Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato la ricandidatura alle elezioni presidenziali del marzo del 2024.Lo scrive la Tass, secondo cui questo è stato riferito dai partecipanti a un incontro con Putin, dopo la cerimonia al Cremlino nel Giorno degli Eroi della Patria. La Commissione elettorale russa ha intanto esteso a tre giorni il periodo in cui si voterà per le elezioni presidenziali il prossimo anno, dal 15 al 17 marzo.

L’annuncio è stato dato dalla presidente della commissione, Elena Pamfilova, in coincidenza con quello della nuova candidatura di Vladimir Putin, fatta trapelare ai media dal Cremlino.Hanno votato in favore dell’estensione dell’apertura delle urne 13 dei 14 membri della commissione. “Votare nell’arco di tre giorni sta già diventando una tradizione”, ha dichiarato Pamfilova, dopo che l’estensione era stata introdotta per la prima volta durante la pandemia, per evitare assembramenti ma in realtà per contenere l’astensionismo.

Ieri il Consiglio della Federazione aveva fissato la data per le presidenziali al 17 marzo.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, la Prima del Scala vista da 1 milione e 411mila spettatori

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(Adnkronos) –
La messa in scena del ‘Don Carlo’ di Giuseppe Verdi che ha inaugurato ieri, giovedì 7 dicembre, la Stagione del Teatro alla Scala di Milano, ha raccolto – dalle 18.01 alle 22.28 – su Rai 1 una platea di 1 milione 411 mila spettatori pari all’8.4% di share.La serata è stata anticipata, alle 17.45, da “Aspettando Don Carlo” con Milly Carlucci e Bruno Vespa che ha raggiunto il 17.2% con 1 milione 813 mila. “Abbiamo scritto un’altra grande pagina di televisione e di cultura, come ci impongono il dovere e la passione di essere Servizio Pubblico”, il commento dell’amministratore delegato Rai Roberto Sergio. “Scala e Rai – prosegue – hanno ribadito con quanto andato in scena sul palcoscenico e sugli schermi della tv – e non solo – di essere due istituzioni fondamentali per la diffusione della Cultura nel nostro Paese.

Il mio sincero ringraziamento va al sovrintendente Meyer, al Maestro Chailly e a tutti gli straordinari interpreti di questa splendida opera verdiana.Un ringraziamento che estendo a Milly Carlucci e Bruno Vespa, a Rai Cultura e a tutti i lavoratori Rai del Centro di Produzione Tv di Milano che con grande professionalità e dedizione hanno portato il Don Carlo in tv”. “La Prima della Scala è sempre una sfida appassionante – aggiunge la direttrice di Rai Cultura, Silvia Calandrelli – che quest’anno abbiamo affrontato alzando ulteriormente il livello della qualità, grazie alla ripresa e alla trasmissione in 4k, offrendo ai telespettatori uno spettacolo mai visto e portando la bellezza del teatro musicale nelle case degli italiani.

Il Don Carlo scaligero è il punto più alto di una programmazione vicina alle grandi istituzioni musicali e teatrali italiane durante tutto il corso dell’anno.Una strada che continueremo a percorrere con sempre maggior convinzione, specie dopo che l’arte del canto lirico italiano è stata proclamata dall’Unesco patrimonio dell’umanità”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Pagliuca: A Crotone dobbiamo continuare il nostro percorso di crescita

Nell’immediata vigilia del match con il Crotone, in conferenza stampa, ha parlato Guido Pagliuca mister della Juve Stabia.

Queste sono state le parole di Guido Pagliuca, allenatore della Juve Stabia, raccolte e sintetizzate dalla nostra redazione prima della gara con il Crotone, gara valida per la diciassettesima giornata del campionato di Serie C girone C e che si disputerà allo stadio Ezio Scida:

“La settimana è andata bene e la squadra ha lavorato con il giusto atteggiamento.

I ragazzi sanno benissimo che la nostra dote più importante deve essere l’umiltà che ci ha portato a fare determinati risultati ma anche grande consapevolezza nei nostri mezzi.

Come nella partita contro il Benevento, che ho rivisto in settimana, in cui abbiamo fatto un match di grande spessore sotto tutti gli aspetti sia nella fase di possesso sia in quella di non possesso, dobbiamo continuare così.

In questo tipo di partite c’è il lavoro di tutti, anche di chi gioca meno e nel gruppo sono importanti.

Abbiamo un gruppo nei quale i valori morali sono devastanti.

Le condizioni della rosa

A Crotone non ci saranno Kevin Piscopo per squalifica e Piovanello che dalla prossima settimana potrà lavorare meglio in gruppo e quindi non lo avremmo domani con noi.

Affrontiamo una squadra che è brava a pressare anche alta e quando si chiude dal basso sa ripartire bene e forte.

Dobbiamo stare molto attenti e le variazioni di pressione saranno decisivi, li bisogna capire quando poter palleggiare e quando fare altro.

Sui complimenti di Rambaudi a Rai 2

Ringrazio Rambaudi per i complimenti, questo momento ci deve portare entusiasmo sempre mantenendo l’umiltà che ci ha portato dove siamo.

Vedo ambizione grossa nel nostro gruppo ma sarà sempre l’umiltà che ci servirà ad andare avanti, il morso non deve mai mancare insieme alla consapevolezza della nostra crescita.

Dobbiamo avere ben chiaro perché siamo lì, tutto dipende dalla mentalità che stiamo mettendo in campo. C’è grande ambizione anche individuale ma poi non deve mai mancare anche l’essere sul pezzo giorno per giorno.

Non dobbiamo pensare alla partita con il Benevento perché a Crotone sarà un’altra partita.

Il piacere di voler giocare a calcio deve essere sempre il nostro ingrediente principale da mettere in sul rettangolo verde.

I ragazzi sanno che lo step del Video 1 sarà fondamentale.

I momenti più importanti dei match sono quelli dove dobbiamo lavorare di più per non perdere terreno rispetto a ciò che abbiamo fatto.

È normale che gli allenatori avversari ci studiano per batterci.

Siamo consapevoli e consci di aver fatto bene e che dobbiamo crescere nel percorso nel quale siamo senza alzare troppo la testa e questo ci porta ad avere un’altra sfida importante allo Scida.

Il pensiero di Pagliuca sul divieto ai propri tifosi in occasione di Crotone – Juve Stabia

Dobbiamo fare per i nostri tifosi ciò che loro fanno per noi, loro ci spingono e ci sono vicini, noi dobbiamo renderli felici e orgogliosi di quello che facciamo.

È oggettivo il fatto che i nostri tifosi siano da applausi per come ci spingono e la correttezza nei confronti anche degli avversari. Siamo dispiaciuti che non possano venire a Crotone per qualcosa che non hanno fatto loro.

Queste privazioni non le meritano. Anche per noi è un danno non avere la loro grande spinta, ma proveremo come sempre a fare qualcosa per loro, anche a distanza”.

Ue, Nadia Calvino eletta presidente Bei. Giorgetti contesta procedura

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(Adnkronos) – La vicepremier spagnola Nadia Calvino sarà la presidente della Bei, la Banca europea per gli investimenti.Lo annuncia via social il ministro delle Finanze belga Vincent van Peteghem, spiegando che i ministri delle Finanze dell’Ue “hanno concordato di sostenere la candidatura di Calvino”, per sostituire il tedesco Werner Hoyer dal primo gennaio 2024. . Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha preso atto della nomina della collega spagnola, ma ha contestato la procedura che ha portato alla decisione.

Lo indicano fonti del Mef, mentre è in corso l’Ecofin a Bruxelles. “Quando l’arbitro fischia è rigore”, aggiungono, usando una metafora calcistica.L’Italia sosteneva la candidatura di Daniele Franco, ex ministro dell’Economia del governo Draghi.

In corsa c’era anche, tra gli altri, la vicepresidente esecutiva della Commissione Europea Margrethe Vestager.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Pompei emerge il panificio-prigione. Sangiuliano: “Scoperta è prova valore sito”

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(Adnkronos) – Scoperto a Pompei il panificio-prigione, dove persone ridotte in schiavitù e asini erano rinchiusi e sfruttati per macinare il grano necessario a produrre il pane.Era un ambiente angusto e senza affaccio esterno, con piccole finestre con grate in ferro per il passaggio della luce.

E nel pavimento intagli per coordinare il movimento degli animali, costretti a girare per ore con occhi bendati.Il ritrovamento sembra confermare il celebre racconto di Apuleio dal titolo “L’asino d’oro” contenuto nelle “Metamorfosi”.  Per il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, “questa scoperta è un’ulteriore conferma del valore inestimabile dell’intero sito archeologico.

Il Parco di Pompei continua a rivelare nuovi tesori che si aggiungono al patrimonio già ricchissimo della nostra Nazione.Queste nuove scoperte, frutto di scavi e di una ricerca scientifica continua e puntuale, confermano l’unicità di un luogo che tutto il mondo ci invidia”, si legge in una nota.  L’impianto è emerso nella Regio IX, insula 10, dove sono in corso scavi nell’ambito di un più ampio progetto di messa in sicurezza e manutenzione dei fronti che perimetrano l’area ancora non indagata della città antica di Pompei.

L’annuncio è stato dato oggi dal direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel 
Le indagini hanno restituito una casa in corso di ristrutturazione.Un’abitazione suddivisa – come spesso avviene – in un settore residenziale decorato con raffinati affreschi di IV stile, e un quartiere produttivo destinato in questo caso alla panificazione.

In uno degli ambienti del panificio, erano già emerse nei mesi scorsi tre vittime, a conferma che nonostante la ristrutturazione in corso, la dimora fosse tutt’altro che disabitata.  
La scoperta restituisce una ‘fotografia/testimonianza’ del lavoro massacrante a cui erano sottoposti uomini, donne e animali negli antichi mulini-panifici, del cui racconto abbiamo la fortuna di poter disporre di una fonte d’eccezione, lo scrittore Apuleio, vissuto nel II secolo d.C., che nelle Metamorfosi IX 11-13, racconta l’esperienza del protagonista, Lucio, trasformato in asino e venduto a un mugnaio, evidentemente sulla base di una conoscenza diretta di contesti simili.  Le nuove scoperte rendono possibile descrivere meglio anche il funzionamento pratico dell’impianto produttivo che, seppure in disuso al momento dell’eruzione, ci restituisce una conferma puntuale del quadro sconcertante dipinto da Apuleio.  Il settore produttivo messo in luce è privo di porte e comunicazioni con l’esterno; l’unica uscita dà sull’atrio; nemmeno la stalla possiede un accesso stradale come frequente in altri casi. “Si tratta, in altre parole, di uno spazio in cui dobbiamo immaginare la presenza di persone di status servile di cui il proprietario sentiva il bisogno di limitare la libertà di movimento – fa notare Gabriel Zuchtriegel, in un articolo scientifico a più mani pubblicato oggi sull’E-Journal degli scavi di Pompei – È il lato più sconvolgente della schiavitù antica, quello privo di rapporti di fiducia e promesse di manomissione, dove ci si riduceva alla bruta violenza, impressione che è pienamente confermata dalla chiusura delle poche finestre con grate di ferro”. La zona delle macine, ubicate nella parte meridionale dell’ambiente centrale, è adiacente alla stalla, caratterizzata dalla presenza di una lunga mangiatoia.Attorno alle macine si individua una serie di incavi semicircolari nelle lastre di basalto vulcanico.

Data la forte resistenza del materiale, è verosimile che quelle che a prima vista potrebbero sembrare delle “impronte” siano in realtà intagli realizzati appositamente per evitare che gli animali da tiro scivolassero sulla pavimentazione e contemporaneamente tracciare un percorso, formando in tal modo un “solco circolare” (curva canalis) come lo descrive anche Apuleio.  “Le fonti iconografiche e letterarie, in particolare i rilievi della tomba di Eurysaces a Roma, suggeriscono che di norma una macina fosse movimentata da una coppia composta da un asino e uno schiavo.Quest’ultimo, oltre a spingere la mola, aveva il compito di incitare l’animale e monitorare il processo di macinatura, aggiungere del grano e prelevare la farina”, spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. L’usura dei vari intagli può essere ascritta agli infinti giri, sempre uguali, svolti secondo lo schema predisposto nella pavimentazione.

Più che a un solco viene pertanto da pensare all’ingranaggio di un meccanismo di orologeria, concepito per sincronizzare il movimento intorno alle quattro macine concentrate in questa zona.  L’ambiente riaffiorato, con la sua testimonianza di dura vita quotidiana, integra il quadro raccontato nella mostra “L’altra Pompei: vite comuni all’ombra del Vesuvio” – che inaugurerà il 15 dicembre alla Palestra grande di Pompei – dedicata a quella miriade di individui spesso dimenticati dalle cronache storiche, come appunto gli schiavi, che costituivano la maggioranza della popolazione e il cui lavoro contribuiva in maniera importante all’economia, ma anche alla cultura e al tessuto sociale della civiltà romana.  “In ultima analisi – aggiunge il direttore Gabriel Zuchtriegel – sono spazi come questo che ci aiutano anche a capire perché c’era chi riteneva necessario cambiare quel mondo e perché negli stessi anni un membro di un piccolo gruppo religioso di nome Paolo, poi santificato, scrive che è meglio essere tutti servi, douloi che vuol dire schiavi, ma non di un padrone terrestre, bensì di uno celeste”. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)