Home Blog Pagina 21

Juve Stabia, sabato è scattata la “settimana di fuoco”: Dopo Padova ci sono le due trasferte Empoli e Monza

0

Il triplice fischio contro il Padova è ormai solo un’eco lontana: il calendario, tiranno e incalzante, non concede sconti alla Juve Stabia. Le Vespe sono chiamate a mettere da parte la stanchezza e a proiettarsi anima e corpo verso quella che si preannuncia come una vera e propria “settimana di fuoco”.

Il programma è di quelli che fanno tremare i polsi: una doppia trasferta ravvicinata che porterà i gialloblù a calcare due dei palcoscenici più prestigiosi e difficili del calcio italiano. Prima la tappa al “Castellani” contro l’Empoli, poi, senza sosta, la sfida all’“U-Power Stadium” contro il Monza.

Due giganti sulla strada della salvezza

Non stiamo parlando di avversari qualsiasi. Si tratta di due club che conoscono a memoria le dinamiche del massimo campionato e che rappresentano ostacoli quasi insormontabili sulla carta:

  • L’Empoli: Un modello di calcio consolidato, una piazza che ha fatto della cultura del lavoro e della qualità tecnica il suo marchio di fabbrica, abituata a frequentare la Serie A con continuità.

  • Il Monza: Una società che ha stravolto le gerarchie del calcio nazionale, scalando le categorie a suon di investimenti massicci e ambizioni d’élite.

Per la Juve Stabia, questo uno-due micidiale rappresenta un esame di maturità ai limiti del proibitivo. Per tornare a casa con punti pesanti e tenere vivo il sogno salvezza, una prestazione ordinaria non basterà. Servirà la versione migliore delle Vespe: quella capace di soffrire, di pungere con cinismo in ripartenza e, soprattutto, di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Mister e squadra sono consapevoli che il margine d’errore è ridotto allo zero. Contro corazzate di questo calibro, ogni distrazione si paga a caro prezzo. Sarà imperativo ritrovare quella compattezza difensiva e quella fame agonistica che hanno scritto le pagine più belle della storia stabiese.

Il dodicesimo uomo: “L’anima sarà con voi”

Se la squadra dovrà lottare su campi ostili, non sarà sola. Il legame tra Castellammare e la sua maglia trascende i confini fisici. I tifosi sono pronti a trasformare la distanza in vicinanza, incollati agli schermi in ogni salotto e in ogni bar, ricreando un piccolo pezzo di curva sud tra le mura domestiche. Non ci saremo fisicamente quelli residenti a Castellammare di Stabia, ma l’anima sarà con la squadra.

Questo è il messaggio che rimbalza sui social e tra i vicoli della città, un mantra che si ripete da settimane. Per uscire indenni da queste sfide, le Vespe dovranno attingere proprio a questa energia: trasformare il rammarico per l’assenza del proprio pubblico sugli spalti in rabbia agonistica. Servirà una Juve Stabia d’altri tempi, capace di compattarsi nell’isolamento per dimostrare che, anche contro i giganti, il cuore gialloblù non smette mai di battere.

L’ex Condemi: “Nel ’90 la spinta dei tifosi fu decisiva. Oggi i procuratori influiscono troppo”

0

Carmelo Condemi, intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese con la passione che lo ha sempre contraddistinto, ha regalato ai tifosi un viaggio emozionante nel tempo, analizzando al contempo le sfide del calcio odierno e il cammino dell’attuale Juve Stabia.

La Leggendaria Promozione e il “Menti” Strabordante
Il ricordo più vivido di Condemi è legato alla storica finale per la promozione in C2 vinta per 2-0 contro il Benevento davanti a oltre 20.000 spettatori. L’ex calciatore ha sottolineato come la spinta del pubblico sia stata determinante: “Senza quella gente non riuscivamo ad ottenere il risultato che abbiamo ottenuto… andavamo a 2000 all’ora”. Ha ricordato con modestia il suo gol in quella finale, affermando che è stata la gente a “spingere la palla dentro”.

Aneddoti di Spogliatoio: Barzellette e Panini
Condemi ha svelato retroscena curiosi sulla gestione del gruppo da parte di Pasquale Santosuosso, suo allenatore dell’epoca e oggi zio di sua moglie. Ha raccontato che, per allentare la tensione prima della finale, Santosuosso raccontava barzellette nello spogliatoio mentre i giocatori sedevano per terra a ridere. Un altro aneddoto ha riguardato una trasferta a Manfredonia dove, a causa del cibo scadente in hotel, la squadra decise di mangiare un panino sul lungomare prima di scendere in campo e vincere la partita.

La Metamorfosi del Calcio: “Oggi sono tutti ovattati”
L’analisi di Condemi si è fatta amara parlando dell’evoluzione del calcio. Da allenatore (attualmente impegnato in Eccellenza), nota una profonda differenza generazionale:
• Mancanza di spirito di gruppo: I giovani di oggi sono descritti come “ovattati”, distratti da computer, tablet e scommesse, privi della concentrazione che caratterizzava i calciatori del passato.
• L’ingerenza dei procuratori: Condemi critica il fatto che oggi anche ragazzi di 17 anni si presentino con due o tre procuratori, perdendo l’umiltà necessaria per crescere.
• Il ruolo dell’allenatore: Definisce il mestiere del tecnico molto più stressante di quello del calciatore, paragonandolo a un “uomo morto” per la tensione del giorno della gara e la gestione di quasi 30 teste diverse.

La Juve Stabia di Oggi e il “Bello del Calcio”
Condemi ha espresso grande stima per l’attuale Juve Stabia, lodando la capacità della società di lanciare giovani e di lavorare con serietà anno dopo anno. Commentando il rocambolesco 3-3 contro il Padova, ha parlato di una “botta” psicologica difficile da digerire, ma ha anche ricordato che la gestione degli ultimi minuti fa parte del “bello del calcio”, dove tutto può succedere fino al fischio finale.

Un Carattere Ribelle ma Sincero
Infine, Condemi ha riflettuto sulla sua carriera, ammettendo che il suo carattere ribelle e la sua abitudine di parlare sempre in faccia gli hanno forse impedito di raggiungere stabilmente la Serie A. Tuttavia, rivendica con orgoglio la sua integrità: “Sono uno che parla in faccia, non sono uno che ti parla dietro. E tutto ciò oggi… la verità non piace a nessuno”.
Il suo legame con Castellammare resta indissolubile, definendo la città come un luogo dove è sempre stato trattato “con i guanti bianchi” e dove ancora oggi sente l’eco del coro dei tifosi: “Condemi vola, sotto la curva vola”.

Empoli – Juve Stabia: Un Incrocio col Destino tra Imprese Storiche e Amari Rimpianti

0

Empoli contro Juve Stabia non è una semplice partita di calendario: è un incrocio di destini che ha segnato momenti cruciali della storia delle Vespe, unendo il sapore dolce delle grandi imprese ai rimpianti di pomeriggi sfortunati. Ripercorriamo le tappe più significative di una sfida che, per un motivo o per l’altro, non è mai stata banale.

1995: Il Blitz di Bertuccelli

Per trovare una delle gioie più pure vissute in terra toscana, bisogna riavvolgere il nastro fino al marzo del 1995. Era la 26ª giornata e la gara sembrava incanalata verso un tattico e scialbo 0-0. Ma il calcio è fatto di attimi. Nel finale, arriva il guizzo che non ti aspetti: Bertuccelli legge prima di tutti una clamorosa distrazione della difesa empolese e castiga i padroni di casa. Quello 0-1 è rimasto scolpito nel cuore dei tifosi stabiesi come un vero e proprio “colpo d’autore”, una rapina perfetta in casa di una grande che regalò una domenica di pura estasi.

2011: L’Orgoglio del Ritorno in B

Il 27 agosto 2011 rappresenta una data spartiacque nella storia recente: il ritorno ufficiale delle Vespe in Serie B dopo decenni di attesa. L’atmosfera al Castellani era elettrica. La Juve Stabia di Piero Braglia, neopromossa terribile, uscì dal campo sconfitta per 2-1, ma lo fece a testa altissima. Quel match è ricordato non per il risultato, ma per l’atteggiamento e per la firma storica di Tomas Danilevičius, autore del primo gol nel campionato cadetto della nuova era. Una prestazione coraggiosa che, per quanto visto sul rettangolo verde, avrebbe meritato una fortuna ben diversa, ma che fece capire a tutti che le Vespe erano tornate per restare.

2013-2014: La Legge dei Grandi Numeri (e dei Grandi Bomber)

Il calcio, però, sa essere crudele. Il 16 aprile 2013 resta una serata da dimenticare. Un Empoli spietato, guidato dal “trio delle meraviglie” Saponara-Tavano-Maccarone, travolse i gialloblù con un netto 5-0. Una sconfitta senza appello che mise a nudo la forza d’urto di quella corazzata toscana contro una Juve Stabia in serata no.

Il copione si ripeté, seppur con un punteggio più equilibrato, il 29 marzo 2014. In un’annata maledetta per i campani, il Castellani si confermò tabù. Finì 2-1: le firme, manco a dirlo, furono ancora quelle di Maccarone e Tavano. A nulla valse il gol di Zampano, che aveva illuso i tifosi. Quella gara confermò lo stadio empolese come una fortezza quasi inespugnabile per le Vespe.

2019: Corsi e Ricorsi Storici

La storia ama ripetersi. Nella stagione 2019-2020, sempre alla prima giornata, il ritorno delle Vespe in B guidate da Fabio Caserta sembrò un déjà-vu della gara del 2011. Stesso avversario, stesso stadio, stesso risultato: 2-1 per l’Empoli. Anche in quell’occasione la Juve Stabia si prese gli applausi per il gioco espresso, raccogliendo però zero punti in classifica. Purtroppo, a differenza dell’era Braglia, il finale di quel campionato fu decisamente diverso e più amaro.

L’Essenza della Sfida

Dalla gioia improvvisa di Bertuccelli al cuore indomito di Danilevičius, fino alle serate amare contro i “big” del calcio toscano come Tavano e Maccarone. Empoli-Juve Stabia resta una sfida che racconta perfettamente l’essenza del calcio e del DNA gialloblù: sofferenza, orgoglio e quella voglia incessante di pungere, tipica delle Vespe, a prescindere dall’avversario che si ha di fronte.

Juve Stabia, tra pazzia e magia serve la cura di Abate per ritrovare la retta via

0

Nel dizionario del calcio italiano, alla voce “squadra pazza”, troviamo quasi sempre l’Inter. È storia nota: vittorie epiche alternate a tonfi clamorosi, rimonte impossibili e contro-rimonte da incubo. Ma se spostiamo la lente d’ingrandimento più a sud, in quel di Castellammare di Stabia, scopriamo che anche la Juve Stabia ha deciso di iscriversi a questo club esclusivo di follia sportiva.

Le Vespe di Ignazio Abate, ultimamente, sembrano aver fatto proprio il motto “pazza idea”. Il calcio espresso è spesso bello, a tratti spumeggiante, ma terribilmente imprevedibile. E se per lo spettatore neutrale è puro spettacolo, per i cuori gialloblù è un test di resistenza coronarica continuo.

Indizi, prove e recidive

Non è una novità, ma un vizio che si ripete. Se la gara contro il Padova è stato un indizio pesante, lasciando scorie mentali evidenti, quella con il Monterosi (nel recente passato) è stata la prova inconfutabile. E come se non bastasse, la rimonta subita al “Romeo Menti” contro la Reggina qualche anno fa risuona ancora come l’ennesima conferma: le Vespe sanno pungere, ma sanno anche farsi male da sole.

La storia recente ci racconta di una squadra che fatica a gestire i momenti chiave. A Reggio Emilia la rimonta subita ha portato a un pareggio che, a conti fatti, poteva starci. Ma il vero dolore è arrivato contro il Pescara: dopo la fatica immensa per ribaltare i “Delfini”, subire gol in pieno recupero è stato un colpo basso al morale. È lì, quando si accende la “spia rossa” del pericolo e la pressione sale, che alla Juve Stabia manca quel pizzico di cinismo e lucidità in più.

La classifica sorride, ma l’allarme suona

Paradossalmente, in questo ottovolante di emozioni, la classifica non è stata compromessa. Anzi, continuando a giocare con questo “discorso matto”, l’obiettivo salvezza si è addirittura avvicinato, con un margine rassicurante di circa tredici punti sulla zona play out. Ma cullarsi sugli allori sarebbe l’errore più grave.

Il momento non è felicissimo. La squadra appare fragile mentalmente, incapace di blindare il risultato quando conta. E ora il calendario non ammette distrazioni. La lista degli avversari fa tremare i polsi: Empoli, Monza, Modena, Avellino e Sampdoria. Un ciclo terribile dove ogni errore, ogni marcatura leggera, ogni lettura sbagliata in fase difensiva rischia di essere fatale.

La diagnosi di Abate: “Qualche decimo di febbre”

Ignazio Abate non si nasconde. Nel post-gara l’allenatore ha lanciato un messaggio chiaro: serve ritrovare brillantezza, ma soprattutto un diverso atteggiamento in fase di non possesso. Le marcature sono state troppo leggere, l’attenzione ondivaga. Il tecnico ha promesso di lavorare sulla testa dei suoi per ritrovare quella solidità che sembra essersi smarrita nelle ultime quattro partite.

La prossima sfida contro l’Empoli sarà molto più di una semplice partita. Sarà il termometro definitivo per capire lo stato di salute delle Vespe. La Juve Stabia non è una malata terminale, la classifica lo dimostra, ma ha indubbiamente qualche decimo di febbre. Sta ad Abate somministrare la tachipirina giusta prima che la temperatura salga troppo, trasformando la “follia” da caratteristica simpatica a problema serio.

Juve Stabia – Padova: Gabrielloni scaccia i fantasmi e si riprende finalmente la scena

0

C’è un’immagine che, più di ogni altra, resterà scolpita nella memoria dei tifosi gialloblù dopo il pirotecnico pareggio contro il Padova: è il boato del “Romeo Menti” al minuto 27. In quell’istante preciso, quando il pallone ha gonfiato la rete, non si è celebrato un semplice vantaggio momentaneo. Quello che ha fatto tremare gli spalti è stato il grido di liberazione di Alessandro Gabrielloni, l’uomo che ha saputo sconfiggere l’ombra di un lungo infortunio per tornare a essere il sovrano indiscusso dell’area di rigore.

Oltre il buio: la rivincita del bomber

Per capire il peso specifico di quel pallone in rete, bisogna riavvolgere il nastro. Bisogna pensare ai mesi di sofferenza, alle terapie infinite e a quel “lavoro oscuro” svolto lontano dai riflettori, quando la domenica calcistica sembrava un miraggio lontano. Il ritorno di Gabrielloni non è stato una semplice passerella, ma una dichiarazione di intenti.

Il bomber è tornato con una prestazione totale, da leader vero, dimostrando a chiunque avesse dubbi che il suo ruolo nello scacchiere tattico di Ignazio Abate va ben oltre il semplice tabellino dei marcatori. È il polmone, la testa e il cuore della manovra offensiva.

Freddezza glaciale

La partita di Gabrielloni è stata un manuale dell’attaccante moderno. Tutto inizia al 27’, quando entra nell’azione del rigore con un movimento d’astuzia, leggendo lo spazio prima dei difensori veneti e servendo il compagno Mosti che viene atterrato. Poi, il momento della verità. Si presenta dagli undici metri con lo sguardo fisso e una rincorsa sicura. Il tiro è una sentenza: palla in rete, portiere spiazzato e una scarica di adrenalina pura che cancella mesi di attesa. È il primo gol post-infortunio, quello più difficile, quello che sblocca non solo la partita, ma la mente.

L’arte della “Torre”

Ma Gabrielloni non è solo un finalizzatore; è un catalizzatore di gioco. La riprova arriva in apertura di ripresa, al 49’. Su un pallone alto, dove molti avrebbero cercato solo di spizzare, lui svetta più in alto di tutti con imperiosa autorità. Non cerca la porta, ma il compagno: la sua sponda aerea è una “torre” perfetta, un invito a nozze per l’inserimento di Zeroli. È l’assist che permette alla Juve Stabia di volare sul momentaneo 2-0, confermando che il numero 9 sa giocare per la squadra, esaltando le caratteristiche di chi gli sta accanto.

Futuro e Leadership

La prova di Gabrielloni è stata la risposta definitiva a chi dubitava della sua tenuta fisica. Ha lottato come un leone su ogni rinvio sporco, ha fatto salire la squadra nei momenti di difficoltà e ha guidato il pressing con l’intensità di un ragazzino. Quando ha lasciato il posto a Okoro, gli applausi scroscianti del pubblico sono stati il giusto tributo a una prestazione monumentale.

Il 3-3 finale lascia forse un pizzico di amaro in bocca per il risultato, ma regala una dolce certezza: l’intesa tra gli esperti del gruppo e i giovani promette scintille. La connessione con il nuovo arrivato Zeroli e con il talento cristallino di Burnete suggerisce che, con questo Gabrielloni a fare da chioccia e da ariete, la città può e deve sognare in grande.

Il Re è tornato nel suo castello. E non ha intenzione di abdicare.

Progetto “Digitali e umani”: IC Cecchi Stabiae, LS Severi e IS Vitruvio dicono No a bullismo e cyberbullismo

0

Si è concluso sabato scorso presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Marco Pollione Vitruvio di Castellammare di Stabia il progetto in rete “Digitali e umani” che ha coinvolto tre importanti istituti della città per promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione digitale.

Col progetto “Digitali e umani”, il Liceo Scientifico F. Severi (scuola capofila) insieme con l’I.C. Cecchi-Stabiae e con l’Istituto Superiore M.P. Vitruvio di Castellammare si sono uniti per dire “No” a bullismo e cyberbullismo e per massimizzare l’impatto educativo sul territorio.

Il progetto ha coinvolto centinaia di studenti dei tre istituti, e sabato 7 febbraio, in occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, si è concluso con una bella manifestazione nella palestra dell’I.I.S. M.P. Vitruvio di Castellammare.

Ha presentato l’evento il prof. Arch. Antonio Altruda, docente del Vitruvio con spiccate doti comunicative e relazionali e ha fatto gli onori di casa la Dirigente scolastica del Vitruvio, prof.ssa Angela Cioffi, coadiuvata dalle referenti del progetto proff. Giusy Agozzino e Virginia Longobardi.

Hanno presenziato alla manifestazione la Dirigente scolastica dell’I.C. Cecchi-Stabiae, prof.ssa Angela Antonelli, con la referente del progetto prof.ssa Teresa Scudiero e le Coordinatrici delle Classi Terze e la Dirigente Scolastica del Liceo Sc. F. Severi, prof.ssa Elena Cavaliere, con le referenti del progetto proff. Camilla Franzese e Vincenza Vanacore, e la coordinatrice prof. Cinzia Filosa.

Tra i presenti anche il Presidente del Rotary, dott. Luigi Baron, il Presidente del Comitato Terme di Stabia e Vicepresidente di Archeoclub aps Stabiae, Ing. Catello Lamberti, la Presidente dell’Associazione culturale “Achille Basile – Le ali della lettura”, prof.ssa Carmen Matarazzo, la Vicepresidente dell’associazione “Matacultura”, prof.ssa Tommasina La Rocca e C e lo scrittore Cristian Centomani, e la prof.ssa Simona Scalora docente del Team antibullismo dell’I.C. Fucini-Ungaretti di Gragnano.

Durante la manifestazione i ragazzi dei tre storici istituti stabiesi hanno utilizzato vari linguaggi espressivi come poesia, canto, danza, video, cartelloni, fumetti (realizzati con l’aiuto dei propri insegnanti) per lanciare messaggi di amicizia e solidarietà, per dire a gran voce: “No al bullismo”.

Le classi coinvolte e i singoli partecipanti sono stati lungamente applauditi dal pubblico di docenti e alunni che gremiva le gradinate della palestra. Nel corso dell’Evento sono state ricordate anche alcune vittime di bullismo, le cui storie commoventi hanno colpito molto la platea dei giovani presenti.

Una mattinata dal forte impatto emotivo, perché ha focalizzato l’attenzione su un problema che è una vera e propria piaga sociale, un fenomeno che oggi colpisce oltre un milione di adolescenti in Italia e per affrontarlo è fondamentale una strategia che combini informazione tempestiva e sensibilizzazione continua.

Nel corso della mattinata è stato presentata anche la raccolta di poesie elaborate dagli alunni nell’ambito del concorso promosso dall’Istituto Vitruvio, “un esempio vivido di un ambiente educativo che valorizza la crescita umana in un luogo dove le persone si incontrano e si prendono cura l’una dell’altra”.

Secondo i dati ISTAT, nel corso del 2025 sono stati gestiti 181 casi di bullismo e 24 casi di cyberbullismo con attacchi legati prevalentemente alle caratteristiche fisiche, che rappresentano il 72,5% dei casi di bullismo e il 9% di quelli di cyberbullismo.

Il progetto “Digitali e umani” ha spinto i ragazzi, attraverso Workshop guidati dalla psicologa e psicoterapeuta dott.ssa Angela Gaeta e incontri formativi con la psicologa dott.ssa Monica Mollo dell’Università degli Studi di Salerno, a riconoscere i segnali di disagio e a rompere il silenzio.

“Durante gli incontri con i ragazzi per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo – ha affermato la dott.ssa Angela Gaeta – abbiamo parlato un po’ in generale dell’accettazione delle diversità, partendo dalla nostra crescita personale, su come gestire le nostre emozioni e su come accettare il nostro io.”

“Il lavoro fatto con le prime e seconde classi del Severi, con tutte le terze della Stabiae, e con le classi del Vitruvio è stato quello di creare un vocabolario comune sulle nostre emozioni principali: la rabbia, la paura, il dolore, la tristezza.”

“In certe classi abbiamo affrontato anche temi molto forti, in quanto tutto è personalizzato. Abbiamo poi affrontato il tema dell’empatia, come aver rispetto delle opinioni altrui, e siamo riusciti ad arrivare al concetto preventivo su come siamo per arrivare a rispettare l’altro.”

Il cuore del progetto risiede dunque nella prevenzione, coinvolgendo l’intero sistema educativo (studenti, docenti, genitori) attraverso metodologie partecipative e proiezioni di cortometraggi, che permettono ai ragazzi di immedesimarsi nelle vittime e comprendere le conseguenze dei propri gesti.

“Il mio intervento – ha affermato la dott.sa Monica Mollo – è quello di spostare il focus dal bullismo e cyberbullismo come comportamento alla sua dinamica relazionale. Molto spesso, quando parliamo di bullismo e cyberbullismo, dimentichiamo l’aspetto fondamentale che la psicologia ci dice: un evento assume significato nella relazione e nel gruppo.”

“Il bullismo e il cyberbullismo fanno male agli adolescenti perché voi ragazzi siete in una fase molto delicata della vostra vita, in cui vi state costruendo, state cercando di capire qual è il vostro posto nel mondo, qual è il vostro futuro e la vostra identità, che si costruisce nelle storie. Il cyberbullismo colpisce perché racconta una storia sbagliata di voi stessi.”

“Noi siamo la storia che raccontano di noi e con il cyberbullismo viene condivisa una storia che non risponde al vero. il bullismo diviene uno strumento in cui il bullo diventa visibile intervenendo sull’altro, il bullismo è posizionamento sociale, fa assumere uno status.”

Ciò sposta l’attenzione dal singolo al gruppo e sottolinea l’importanza dell’educazione socioaffettiva e della presenza degli adulti che devono mediare per trasformare la consapevolezza in azione concreta. Occorre un intervento sistemico, un’indispensabile opera di sensibilizzazione ed informazione continua, anche attraverso iniziative come questa.

“Digitale e umani” è una proposta concreta per formare una nuova generazione consapevole sia delle potenzialità che dei rischi del web, sottolineando quanto il tema della prevenzione sia fondamentale, così come la collaborazione con le famiglie e con tutte le Istituzioni del territorio.

Un plauso a questa importante iniziativa che ha unito l’I.C. Cecchi-Stabiae, il Liceo Scientifico F. Severi e l’Istituto Superiore M.P. Vitruvio di Castellammare per dire “No” a bullismo e cyberbullismo e formare una generazione consapevole dei rischi del Web.

Juve Stabia – Padova, stangata del Giudice Sportivo: La finalità della Lega è quella di educare o fare cassa?

0

Non c’è pace per la Juve Stabia. Dopo un lunedì trascorso a rimuginare su una vittoria che sembrava già scritta e che è sfumata in modo incredibile negli ultimi dieci minuti di gioco, arriva oggi la “doccia fredda” dai palazzi della Lega.

Il pareggio per 3-3 contro il Padova, nella giornata n.23 del campionato di Serie BKT 2025-2026, aveva già lasciato ferite aperte: vedere gli avversari rimontare due reti nel finale, gelando il Romeo Menti, è stato un colpo duro per la classifica e per il morale. Tuttavia, al danno sportivo, oggi si aggiunge la beffa economica.

La Decisione del Giudice Sportivo

Nella riunione odierna (9 febbraio 2026), il Giudice Sportivo Avv. Emilio Battaglia ha infatti sanzionato entrambe le società. Il motivo? Scambi di “cori” non proprio civili tra le due tifoserie. Il risultato è un’ammenda identica per entrambi i club: 5.000 euro.

Nello specifico, le motivazioni fanno riferimento a cori definiti “beceri”:

  • I tifosi della Juve Stabia sono stati puniti per un coro intonato al 46° del primo tempo (in pieno recupero).

  • I tifosi del Padova per un coro intonato al 36° della ripresa, proprio nei minuti caldi della rimonta.

Educazione o “Cassa”? Il dubbio

Questa decisione ha sollevato un’ondata di indignazione tra i sostenitori gialloblè. Al di là della condanna verso ogni forma di maleducazione, che resta doverosa, la sensazione diffusa è quella di un provvedimento “pilatesco” e puramente punitivo dal punto di vista economico.

L’equiparazione perfetta delle multe (5.000 euro a testa) per la stessa motivazione addebitata alle due tifoserie può essere letta non come un tentativo di educare le piazze al fair play, ma come una volontà della Lega di Serie B di “mettere le mani nel portafoglio” delle società alla prima occasione utile. Punire tutti per non scontentare nessuno, incassando però da ambo le parti, può essere letta solo in questo modo.

Per i tifosi stabiesi, già scottati dal risultato del campo, questa sanzione appare come un’ingiustizia formale che non tiene conto delle reali dinamiche sugli spalti, riducendo tutto a un tariffario freddo e burocratico.

Il Testo del Comunicato Ufficiale

Di seguito riportiamo il testo integrale del provvedimento emesso dalla Lega Serie B:

“Si pubblicano i provvedimenti adottati del Giudice Sportivo avv. Emilio Battaglia, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Moreno Frigerio, nel corso della riunione del 9 febbraio 2026. In base alle risultanze degli atti ufficiali si deliberano i provvedimenti disciplinari che seguono:

  • Ammenda di € 5.000,00: alla Soc. JUVE STABIA per avere suoi sostenitori, al 46° del primo tempo, intonato un coro becero nei confronti dei tifosi della squadra avversaria.

  • Ammenda di € 5.000,00: alla Soc. PADOVA per avere suoi sostenitori, al 36° del secondo tempo, intonato un coro becero nei confronti dei tifosi della squadra avversaria.”

La Juve Stabia ora dovrà voltare pagina due volte: dimenticare i minuti finali di sabato e digerire un’ammenda che, in un momento delicato della stagione, pesa non poco sulle casse e sull’umore dell’ambiente.

Empoli – Juve Stabia sarà diretta da Valerio Crezzini della Sezione di Siena. La scheda del direttore di gara

0

Valerio CREZZINI della sezione di Siena è l’arbitro designato per la direzione di gara tra Empoli e Juve Stabia valevole per la giornata n.24 del campionato di serie BKT 2025 – 2026 C che si disputerà allo Stadio Castellani di Empoli mercoledì 11 febbraio 2026 dalle ore 20:00.

Al suo secondo anno alla CAN

La lista dei direttori di gara selezionati per il salto di categoria nel campionato 2024-2025 vide brillare il nome di Valerio Crezzini. Questo avanzamento di carriera segnò un momento storico per la sezione della città del Palio, che grazie a lui è tornata ad avere un proprio rappresentante nel calcio che conta dopo un lungo digiuno. Bisogna infatti riavvolgere il nastro fino al decennio 2000-2010, epoca in cui calcava i campi Matteo Trefoloni, per trovare un rappresentante senese.

L’ingresso nei ranghi della massima serie rappresentò il giusto riconoscimento per il promettente ufficiale di gara toscano, capace di convincere i vertici AIA grazie a un rendimento di alto livello maturato in Serie C.

Sotto il profilo tecnico, Crezzini è noto per non avere timore nell’indicare il dischetto degli undici metri, una caratteristica che lo accompagna. Tuttavia, la sua maturazione professionale è apparsa innegabile e costante, legittimando pienamente la fiducia accordatagli.

La scheda completa dell’arbitro

Il Sig. Valerio Crezzini, classe 1983 è iscritto alla sezione AIA di Siena. Al suo secondo anno alla CAN.

In carriera ha diretto 175 gare con 44 espulsioni e 57 rigori

In questa stagione ha diretto 12 gare tra (4 in Serie A, 7 in serie B e 1 in Coppa Italia) con questo score: 8 vittorie interne, 1 pareggio e 3 vittorie esterne, con 1 espulsione e 4 rigori

Conta 1 precedente con l’Empoli ed è una vittoria esterna contro il Sudtirol con il risultato finale di 1-2.

Con la Juve Stabia i precedenti sono 6: 4 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte

Serie C 2020-2021 17/03/2021   Viterbese – Juve Stabia  0-1  (Marotta)

Coppa Italia 2021-2022 21/08/2021  Juve Stabia – Messina  2-3 (Simonetti, Fantoni (aut. Messina), Panico, Adorante, Damian)

Serie C 2022-2023 19/02/2023   Foggia – Juve Stabia  3-0

Serie C 2023-2024 21/10/2023    Turris – Juve Stabia  1-2 (Erradi, Mignanelli, Pugliese)

Serie C 2023-2024 27/01/2024    Potenza – Juve Stabia  1-3 (Adorante (2), Erradi, Volpe)

Serie B 2024-2025 29/12/2024   Juve Stabia – Frosinone  1-1  (Adorante, Partipilo)

GLI ASSISTENTI

Sig. Mattia Regattieri della sezione di Finale Emilia

Sig. Carlo  Rinaldi della sezione di Bassano del Grappa

IV° uomo Sig. Francesco Burlando della sezione di Genova

VAR  Sig. Luigi Nasca della sezione di Bari

AVAR Sig. Antonio Giua della sezione di Olbia

 

Juve Stabia – Padova finisce 3-3 con tanto rammarico. Abate si aggrappa alle notizie positive della giornata

0

Non è stata una partita per cuori deboli. Quello andato in scena al “Romeo Menti” tra Juve Stabia e Padova è stato un autentico spot per il calcio, una giostra di emozioni terminata con un pirotecnico 3-3 che, paradossalmente, profuma tremendamente di futuro per i padroni di casa.

Se il tabellone luminoso, al triplice fischio, lascia inevitabilmente l’amaro in bocca per una vittoria accarezzata a lungo e sfumata proprio sul traguardo, la vera notizia di giornata va oltre il singolo punto in classifica. È la domenica della consacrazione della “Meglio Gioventù” gialloblù: Kevin Zeroli e Rares Burnete hanno realizzato i primi gol pesanti della stagione, proponendosi come valide soluzioni per la corsa salvezza.

L’impatto devastante di Zeroli

Arrivato nel mercato di riparazione di gennaio con l’etichetta del giovane talento “da svezzare”, Kevin Zeroli ci ha messo pochissimo a stracciare quella definizione e a trasformare le aspettative in solida realtà. Altro che semplice alternativa: il centrocampista ha dimostrato di essere un possibile titolare aggiunto nello scacchiere tattico di Ignazio Abate.

La sua partita è iniziata al 45’, quando il tecnico ha deciso di gettarlo nella mischia al posto di Maistro. Una mossa che ha cambiato l’inerzia della gara come un interruttore. Non è un caso che le Vespe abbiano trovato la via della rete appena quattro minuti dopo il suo ingresso. Al 49’, Zeroli ha aperto il suo bagaglio tecnico mostrando tutto il repertorio: inserimento, tempi giusti e freddezza. Un gol che non vale solo per le statistiche, ma che funge da investitura ufficiale per il prosieguo del campionato.

Il graffio di Burnete: la fine di un incantesimo

Discorso diverso, ma epilogo altrettanto felice, per Rares Burnete. L’attaccante rumeno scuola Lecce ha realizzato un gol di pregevole fattura, una perla che sembrava dover chiudere i conti del match prima della beffa finale. Ma per il bomber, questa rete vale doppio.

È il primo vero “graffio” dopo un periodo di appannamento e prestazioni non esaltanti, dove però la dea bendata ci aveva messo del suo. I minuti finali a Reggio Emilia avevano già mostrato un Burnete in versione cecchino, ma tra Venezia, La Spezia e la stessa trasferta emiliana, all’attaccante era mancato quel pizzico di fortuna necessario per sbloccarsi. Le statistiche finora non lo avevano premiato, ma l’impegno non è mai venuto meno. Questo gol può rappresentare il classico spartiacque: l’inizio di qualcosa di importante per un ragazzo che ha bisogno di fiducia per esplodere definitivamente.

Abate si coccola i suoi ragazzi

Il pareggio fa male per come è maturato, ma Ignazio Abate può guardare il bicchiere mezzo pieno. Oltre ai giovani, c’è il ritorno al gol di una certezza come Gabrielloni, a completare un quadro offensivo che ora fa meno paura. Per chiudere il discorso salvezza, la Juve Stabia aveva bisogno di ritrovare i suoi senatori, ma soprattutto aveva un disperato bisogno degli acuti dei suoi nuovi talenti.

Al “Menti” il risultato dice pareggio, ma il progetto tecnico ha fatto un passo avanti: Zeroli e Burnete non sono più scommesse, ma certezze su cui costruire il finale di stagione.

Savoia 1908, vittoria sofferta in casa per 2-1 con il Sambiase grazie a Guida. Fotogallery

0

Al “Giraud” di Torre Annunziata, il Savoia vince nel finale grazie a Michele Guida.

Primo tempo, in superiorità numerica e a segno con l’ex Umbaca, all’11, il Savoia si fa raggiungere da Ortolini, su rigore, al 39’. Solo nel finale decide Michele Guida con un grande destro da fuori area.

La partita.

Tiro dopo 8 minuti di Munoz deviato in corner dal portiere Giuliani e poco dopo ancora un cross dello spagnolo che si stampa sulla traversa.

All’11, il goal dell’1 a 0: colpo di testa vincente di Umbaca, su cross dalla destra di Schiavi.

Il colpo di testa vincente di Umbaca, 1 a 0.

Al 14’ si fa espellere Pantano del Sambiase ma anche in vantaggio di un uomo il Savoia si fa raggiungere al 39’ con un rigore realizzato da Ortolini.

Al 42’ il Sambiase sfiora il vantaggio: punizione di Costanzo per la testa di Colombatti, parata miracolosa di Iuliano.

Nella ripresa subito rigore per il Savoia.

Subito rigore assegnato al Savoia per fallo su Fiasco ma dal dischetto l’estremo difensore del Sambiase para il tiro di Munoz.

Il rigore di Munoz, parato da Giuliani.

Michele Guida, l’eroe!

Al 56’ Guida su punizione la mette alta ma all’82’ arriva il goal vittoria: la difesa respinge corto e sempre Guida da fuori area centra l’incrocio dei pali, per il 2 a 1 finale.

IL TABELLINO

Savoia (3-4-2-1): Iuliano – Forte, Checa, Vaccaro (69’ Meola) – Schiavi, Pisacane (69’ Bitonto), Ledesma, Fiasco (79’ Tiveron) – Umbaca (86’ Cadili), Guida – Munoz (59’ Nussbaumer). Non entrati: De Lorenzo, Frasson V., Maggiore, Boli. All: Catalano.

Sambiase (4-3-3) Giuliano – Frasson, Colombatti, Pantano, Cosmano (84’ Perricci) – Sena (75’ Andronache), Palermo, Neves – Sueva (92’ Leveque), Ortolini (64’ Haberkon), Costanzo (50’ Strumbo). Non entrati: Cullice, De Cicco, Marrello, Furiato. All. Lio.

Reti: 11’ Umbaca (S), 39’ Ortolini (S – rig), 81’ Guida

Espulsi: 13’ Pantano (S)

Ammoniti: Costanzo (S), Ortolini (S)

Angoli: 5-3

Recupero 3’pt e 4’st

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Antonio Toscano)

 

Juve Stabia – Padova (3-3): Le foto dei protagonisiti in campo e del pubblico presente al Menti

0

Guarda le foto di Juve Stabia – Padova realizzate dal nostro fotografo Giovanni Donnarumma che ci raccontano così il pareggio delle Vespe con i veneti allenati da Matteo Andreoletti allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.

IL TABELLINO

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Kassama, Giorgini, Bellich; Carissoni, Mosti (68′ Burnete), Leone, Correia (38′ Pierobon), Cacciamani (68′ Ricciardi); Maistro (45′ Zeroli); Gabrielloni (93′ Okoro).
A disp.: Boer, Signorini, Dalle Mura, Mannini, Torrasi, Ciammaglichella, Dos Santos.
All.: Ignazio Abate.
PADOVA (3-4-2-1): Sorrentino; Faedo (45′ Belli), Sgarbi, Perrotta (75′ Capelli); Di Mariano (62′ Bonaiuto), Fusi, Harder, Barreca; Di Maggio (45′ Lasagna), Silva (62 Varas); Bortolussi.
A disp.: Fortin, Belli, Crisetig, Seghetti, Ghiglione, Favale, Villa, Giunti.
All.: Matteo Andreoletti.

Direttore di gara: Sig. Andrea Zanotti della sezione AIA di Rimini

Primo Assistente: sig. Alessandro Cipressa della sezione AIA di Lecce

Secondo Assistente: sig. Simone Pistarelli della sezione AIA di Fermo

IV° ufficiale: sig. Ciro Aldi della sezione AIA di Lanciano

VAR: sig. Niccolò Baroni della sezione AIA di Firenze

AVAR: sig. Emanuele Prenna della sezione AIA di Molfetta

Marcatori: 28′ Gabrielloni (r) 50′ Zeroli 70′ Sgarbi 80′ Burnete 86′ Capelli 89′ Bortolussi

Angoli: 1 – 4

Ammoniti: 1′ Perrotta 19′ Leone 47′ Fusi 91′ Ricciardi 96′ Capelli

Espulsi: –

Recupero: 3 min pt – 6 min st

Note: Terreno in erba artificiale. Giornata fredda e umida.

LE FOTO DEI PROTAGONISTI IN CAMPO

LE FOTO DEL PUBBLICO PRESENTE AL MENTI

Juve Stabia – Padova (3-3): La beffa per le Vespe arriva ancora una volta nel finale

0

Se il calcio fosse una scienza esatta, oggi al “Romeo Menti” i manuali sarebbero stati bruciati dopo pochi minuti. Juve Stabia e Padova dividono la posta in palio al termine di un 3-3 che somiglia più a una sceneggiatura hollywoodiana che a una partita di Serie B. Un’altalena di emozioni vietata ai deboli di cuore, dove la tattica ha presto lasciato spazio all’agonismo puro e agli episodi, regalando al pubblico una gara pirotecnica ma lasciando l’amaro in bocca alla squadra di casa.

Il Primo Tempo: Egemonia Gialloblù

L’avvio è un monologo della squadra di Ignazio Abate. Le Vespe scendono in campo con il sangue agli occhi e Mosti suona subito la carica: il suo destro da fuori area sibila sopra la traversa, un avvertimento che il Padova fatica a recepire. Il predominio territoriale si concretizza al minuto 27. Un’azione corale da manuale sull’asse Leone-Gabrielloni manda in tilt la retroguardia veneta, costringendo Faedo al fallo disperato in area su Mosti. Rigore solare. Dal dischetto si presenta lo stesso Gabrielloni, che con freddezza glaciale spiazza Sorrentino: 1-0.

Il Padova è alle corde e la sfortuna si accanisce con l’infortunio di Correia (dentro Pierobon). Ma è proprio nel momento di massima difficoltà che i veneti dimostrano di essere vivi.

La Ripresa: Fuochi d’Artificio e Illusioni

Se il primo tempo è stato intenso, il secondo è pura dinamite. Abate legge bene la stanchezza di Maistro e inserisce Zeroli. Mossa profetica: al 49’, su una sponda aerea magistrale di un generosissimo Gabrielloni, il neo-entrato si avventa sulla sfera e firma il 2-0. Il Menti è una bolgia, la partita sembra in discesa.

Ma il Padova di Andreoletti ha sette vite. Il tecnico ridisegna la squadra con Buonaiuto e Varas, e al 69’, dopo una fase confusa risolta da un salvataggio miracoloso del duo Kassama-Confente, gli ospiti accorciano. Corner perfetto, stacco di Sgarbi e partita riaperta: 2-1.

La Juve Stabia, però, non ci sta. Al 80’ il Menti si stropiccia gli occhi: Carissoni pennella un cross dalla fascia, Burnete si coordina in una frazione di secondo e lascia partire una volée meravigliosa che si insacca alle spalle di Sorrentino. È il 3-1, un “eurogol” che sembra mettere il sigillo sui tre punti e sulla prestazione.

La Doccia Fredda

Nel calcio, però, non è finita finché non fischia l’arbitro. Con due gol di vantaggio a dieci minuti dalla fine, le Vespe commettono l’errore di sentirsi al sicuro. Il Padova, mai domo, sfrutta ancora i calci piazzati: è Capelli a trovare la deviazione vincente in mischia, riaccendendo le speranze ospiti sul 3-2.

La pressione biancoscudata diventa asfissiante, la paura attanaglia i padroni di casa e, all’89’, si materializza l’incubo. Bortolussi trova lo spiraglio giusto in una difesa ormai in affanno e sigla il 3-3 definitivo. C’è tempo solo per un ultimo sussulto, una punizione dal limite di Burnete che si infrange sulla barriera, spegnendo le ultime speranze di vittoria.

Al triplice fischio, il verdetto è agrodolce: un punto che muove la classifica, ma che per la Juve Stabia, capace di andare avanti di due reti per due volte, sa terribilmente di occasione persa. Per il Padova, invece, è la conferma di un carattere d’acciaio.

Padova – Juve Stabia (3-3): Il podio e il contropodio gialloblù

0

Ancora una rimonta subita per la Juve Stabia, che lascia per strada punti importanti anche col Padova. In vantaggio di due gol a pochi minuti dalla fine del match, la squadra di Abate si fa rimontare da un Padova mai domo.

PODIO

Medaglia d’oro: ad Alessandro Gabrielloni, nella versione che tutta la Juve Stabia attendeva da tempo di ammirare.

Il 9 ex Como guida il reparto offensivo da centravanti operaio che non dimentica come si fa gol quando ne ha l’occasione. Suo il filtrante che manda in area Mosti per il calcio di rigore, perfettamente insaccato dallo stesso attaccante gialloblu. Sempre Gabrielloni allunga poi la rimessa laterale di Bellich quanto basta per mandarla sui piedi di Zeroli per il raddoppio.

Sulla distanza cala vistosamente palesando probabilmente la necessità di un cambio che non arriva (da non dimenticare il cambio obbligo speso dalla Juve Stabia nel primo tempo per lo stop di Correia).

Medaglia d’argento: a Christian Pierobon, onnipresente dopo il suo ingresso in campo. La sfortuna dell’infortunio occorso a Correia diventa una variabile positiva grazie alla verve del 10 stabiese, per la prima volta in stagione visto sui livelli dello scorso campionato. Pierobon pressa all’impazzata, fa da elastico tra fase difensiva ed offensiva e offre il contributo che solo lui, per peculiarità, può garantire nell’intera rosa dei centrocampisti delle vespe. Se la condizione fisica glielo consentirà, sarà determinante nella seconda parte di stagione.

Medaglia di bronzo: a Rares Burnete, finalmente affamato e feroce ma non confusionario. Il giovane attaccante scuola Lecce entra in campo dopo aver spostato il proprio interruttore personale sulla versione bomber anziché quella da punta spaesata troppo spesso vista nei mesi scorsi.

Il gol è da centravanti vero, potente e con ottima tecnica individuale: controllo di destro e staffilata di sinistro. Nella sua prima volta ci può essere la svolta anche della stagione offensiva della Juve Stabia, ancora in attesa di un animale d’area capace di graffiare con continuità.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Sheriff Kassama, che butta via nel finale una prova che lo aveva visto protagonista in positivo. Anticipi, coraggio e sortite offensive nei primi sessanta minuti dell’ex Bari che, tuttavia, spegne i radar in fase di marcatura proprio nel finale. Prima si perde Sgarbi su calcio d’angolo e poi, al fotofinish, si fa anticipare da Bortolussi, che approfitta della pigrizia del suo avversario. Pare ancora acerbo per essere già elemento su cui puntare stabilmente.

Medaglia d’argento: ad Alessandro Confente, spaesato ed insicuro dopo l’errore di Reggio Emilia. A distanza di una settimana le scorie della frittata su Gondo non sono ancora state smaltire e la conferma arriva dalla prestazione del numero 1, incerto sia con i piedi che nelle uscite da “un po’ dentro e un po’ fuori”.

Tempismo e riflessi da ritrovare in fretta per l’ex Vicenza, la cui titolarità non può essere messa in discussione per 180 minuti non impeccabili, ma che deve ritornare quello freddo e gagliardo che ben conosciamo.

Medaglia di bronzo: a Fabio Maistro, che non si accende nei 45 minuti che gli concede Abate. Parte iniziale di gara in controluce per il 37 delle vespe, che non riesce a ritagliarsi la giusta posizione per fare male al Padova.

Poco dopo il vantaggio di Gabrielloni, gli stendono il tappeto rosso verso la porta del Padova ma mastica la conclusione di destro mandandola a lato. La ripresa di Zeroli dà ragione alla scelta di Abate di preservarlo in vista della gara di mercoledì.

L’AZZURRO PENSIERO. Napoli epico e folle. Vince a Marassi 3-2 in inferiorità numerica

0

In una serata che profuma di calcio d’altri tempi, il Napoli di Antonio Conte strappa tre punti d’oro dal prato di Genova, vincendo 3-2 una partita che sembrava stregata. Non è stata solo una gara tattica, ma una prova di nervi, resistenza e carattere, dove gli azzurri hanno saputo risorgere più volte dalle proprie ceneri.

Botta e risposta: Hojlund e McTominay ribaltano Malinovskyi

Il match inizia in salita per i partenopei. Pronti, via, e il Genoa passa: un fallo ingenuo in area concede un rigore ai Grifoni, trasformato con freddezza da Malinovskyi. Sotto il diluvio del Ferraris, il Napoli non si scompone e reagisce con la ferocia chiesta dal suo allenatore.

È Rasmus Hojlund a firmare il pareggio, lesto a sfruttare un’indecisione difensiva, prima che Scott McTominay faccia esplodere il settore ospiti con un marchio di fabbrica: un destro secco dai 20 metri che si insacca alle spalle del portiere ligure. Il sorpasso è servito, ma è solo l’inizio del dramma sportivo.

Inferiorità e brividi: il muro azzurro

Nella ripresa, il Genoa torna in campo con un piglio diverso e trova il pari grazie a un diagonale chirurgico di Colombo. La situazione sembra precipitare a quindici minuti dalla fine, quando Juan Jesus rimedia un cartellino rosso lasciando i suoi in dieci uomini. Con un uomo in meno e la pressione dei padroni di casa, il Napoli sembra destinato a difendere il pareggio.

Il ruggito finale: Vergara si procura il rigore, Hojlund decide

Proprio quando il cronometro segna il tempo di recupero, accade l’impensabile. Il giovane Antonio Vergara, pur in una serata difficile, trova lo spunto giusto e viene steso in area di rigore. Dagli undici metri si presenta ancora lui, Hojlund: conclusione non perfetta, un pizzico di fortuna sulla deviazione, ma la palla gonfia la rete. È il 3-2 definitivo che vale un’intera stagione.


Le Voci dal Campo

Antonio Conte: “Orgoglioso dei miei ragazzi”

Il tecnico azzurro esalta la prova di forza del gruppo:

“Questa è una vittoria di coraggio e di cuore. Abbiamo dimostrato di non essere mai domi, neppure in emergenza e in inferiorità numerica. Sono orgoglioso, la vittoria è meritata.”

Conte ha poi rassicurato sulle condizioni di McTominay, uscito anzitempo: “Scott ha un problema al gluteo che si porta dietro da inizio stagione. Avrebbe voluto continuare, ma non volevo correre rischi: per noi è fondamentale.”

I protagonisti: Hojlund e Vergara

L’uomo del match, Rasmus Hojlund, mantiene i piedi per terra nonostante la doppietta: “Sul rigore sono stato anche fortunato, ma conta il successo. Ringrazio i compagni per l’appoggio.” Gli fa eco Vergara, decisivo nell’episodio finale: “Forse non è stata la mia miglior prestazione, ma il rigore era netto e sono felicissimo per questi tre punti pesanti.”

Spinazzola: “Segnale di carattere”

A chiudere il cerchio è Leonardo Spinazzola, che sottolinea l’importanza psicologica del risultato: “Vincere così fa bene al morale. Abbiamo l’ambizione e la qualità per risalire la classifica.”

IL MORSO DELLA VESPA. Stabia, il pari sa di beffa. Il Padova rimonta due gol nel finale

0

L’ottavo risultato utile consecutivo, paradossalmente, è quello che fa più male. Al termine di una gara pirotecnica, la Juve Stabia impatta 3-3 contro il Padova, lasciandosi alle spalle una scia di rimpianti alta quanto il Vesuvio. I gialloblù restano saldi in zona playoff, ma per come si era messa la partita, i due punti lasciati per strada pesano come macigni.


Il film della partita: dominio e illusione

Il primo tempo è di marca prettamente stabiese. La pressione dei padroni di casa viene premiata quando Mosti si procura con astuzia un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta il redivivo Gabrielloni: freddezza glaciale e palla in rete per l’1-0 che manda le squadre negli spogliatoi.

Nella ripresa, la mossa di inserire Zeroli sembra il colpo del KO. Il giovane centrocampista impiega pochi minuti per timbrare il cartellino: controllo orientato in area su sviluppo di rimessa laterale e fendente che vale il 2-0. Il Menti esplode, convinto di aver ormai archiviato la pratica.

Blackout e controrimonta

Il Padova però non è arrivato a Castellammare per fare la comparsa. Gli ospiti riaprono i giochi con un colpo di testa di Sgarbi, chirurgico nello sfruttare un corner di Buonaiuto. La Juve Stabia sembra però avere sette vite e all’80’ rimette le distanze: cross perfetto di Carissoni e girata d’autore di Burnete per il 3-1.

Sembra finita, ma il finale è un incubo ad occhi aperti per i tifosi gialloblù:

  • 85′: Capelli accorcia nuovamente le distanze sugli sviluppi di un altro calcio d’angolo, approfittando di una disattenzione difensiva.

  • 89′: Il blackout diventa totale quando Bortolussi si inserisce sul secondo palo e, di testa, firma il definitivo 3-3.

Cosa resta della sfida

La Juve Stabia mastica amaro. Se l’attacco ha dimostrato una verve invidiabile, la gestione dei calci piazzati e la tenuta mentale negli ultimi dieci minuti sono campanelli d’allarme che non possono essere ignorati. La striscia positiva continua, è vero, ma questa volta la sensazione è quella di aver buttato via una vittoria già scritta.

Genoa-Napoli 2-3! Gli Azzurri la ribaltano al 95′ con l’uomo in meno

0

Il Napoli va a Marassi contro il Genoa e prova a mantenere il trend positivo iniziato contro la Fiorentina. Conte deve far a meno di capitan Di Lorenzo, ma recupera Rrahmani. Ad indossare la fascia sarà Lobotka, prima volta per lui in campionato.

Primo tempo

L’avvio è subito shock. Buongiorno sbaglia il retro-passaggio per Meret, Vitinha lo anticipa, l’estremo difensore lo tocca e l’attaccante va a terra in area. Massa inizialmente assegna la rimessa dal fondo, ma poi viene richiamato al VAR e corregge la decisione, calcio di rigore per il Genoa dopo 1 minuto.

Dal dischetto va Malinovskyi, che calcia centrale mentre Meret si tuffa alla sua destra, 1-0 Genoa.

Il Napoli reagisce e a salire in cattedra e McTominy che prende per mano la squadra. Al ventesimo, McTominay entra in area e calcia, Bijlow respinge, ma la palla rimane lì e ci si avventa Hojlund, che infila il più facili dei tap-in, 1-1!

Dopo un minuto il Napoli è già in vantaggio, ancora McTominay, dalla lunga distanza, lo scozzese lasciato solo calcia verso la porta e trova l’angolino con un gran gol, 1-2!

Sul finale di primo tempo, McTominay, migliore in campo, accusa un dolore al gluteo destro, stringe i denti fino all’intervallo, ma poi Conte decide di non rischiare e viene sostituito.

Secondo tempo

Il secondo tempo inizia come il primo, Buongiorno sbaglia come ultimo uomo a centrocampo, Colombo gli ruba palla e si invola verso la porta, a tu per tu con Meret non sbaglia e fa 2-2.

Buongiorno viene sostituito subito dopo, al suo posto entra Beukema.

Al sessantatreesimo, Gutierrez va vicino al 2-3. Spinazzola passa sulla sinistra, arriva sul fondo e serve a rimorchio per lo spagnolo, che calcia a porta vuota, con Bijlow per terra, ma colpisce un difensore.

Al settantaseiesimo il Napoli resta in 10, Juan Jesus, già ammonito, trattiene Ekuban in ripartenza, per Massa è doppio giallo e rosso.

Il Napoli si chiude e non concede nulla, ma l’occasione arriva al novantaquattresimo.

Vergara tiene palla in area, si gira e Cornet gli pesta il piede, l’attaccante Azzurro va giù in area e dopo O.F.R. Massa assegna calcio di rigore allo scadere.

Sul dischetto va Hojlund a prendersi la responsabilità di una palla che pesa un macigno. Il danese va e calcia male, Bijlow tocca, ma la palla gli passa sotto al fianco, palla in rete e gol vittoria del Napoli allo scadere. 2-3!

Juve Stabia – Padova (3-3): Le pagelle dei gialloblù

0

Al termine di Juve Stabia – Padova finita con un pirotecnico 3-3 stiliamo le pagelle per i calciatori di casa che si fanno beffare in casa nei minuti finali della gara che a quattro minuti dalla fine conducevano per tre reti a una.

CONFENTE 5,5: Primo tempo quasi inoperoso, nella ripresa non ha colpe su i primi due goal dei bianco scudati, sul terzo indeciso sul cross avversario .

KASSAMA 5: il primo tempo svolge il compito con sufficienza, poco attento sul primo goal, si perde l’avversario sul terzo goal di rimonta dei veneti.

GIORGINI 6: non proprio la sua solita partita, poca tempestività sulle palle dall’alto , sbaglia ingenuamente il rinvio sul secondo goal degli avversari .

BELLICH 6: oggi non è stato il solito muro , sbaglia in alcuni frangenti , non legge bene lo sviluppo delle azioni .

CARISSONI 5,5: quando gioca nella sua posizione di competenza svolge il compito con attenzione, quando è stato dirottato a sinistra il Padova ne ha giovato.

MOSTI 6: il solito lavoro sporco di schermatura , ma anche ottimi inserimenti come quello dell’occasione che ha portato poi al rigore. (Dal 68’ BURNETE 6 : Entra con più voglia e si vede, va subito a contrastare gli avversari. Oggi trova anche la via del goal , di pregevole fattura, da vero centroavanti.)

CORREIA 6: La sua fisicità e i suoi strappi si vedono in mezzo al campo. Complice una botta nei minuti inziali prova a restare in campo, ma poi deve alzare bandiera bianca. (Dal 38′ PIEROBON 6: Entra in campo con il piglio giusto recuperando come al solito alcuni palloni interessanti. Il suo ritorno al 100% sarà fondamentale per la Juve Stabia che non ha usufruito finora appieno del suo dinamismo e grinta complice un problema al ginocchio, ora risolto)

LEONE 6: Oggi ha avuto una marcatura ad personam, è riuscito ad imporre le sue geometrie nonostante mancasse il supporto di Correia (uscito per infortunio). Alla distanza è venuto un po’ meno.

CACCIAMANI 6: sta svolgendo più compiti di copertura, svolti con attenzione . Con la sua uscita gli avversari hanno avuto la superiorità. (Dal 68’ RICCIARDI 5,5 : Bene quando si fa vedere in fase offensiva , poco lucido invece nella fase difensiva che non riesce a portare a termine con sufficienza.)

MAISTRO 6: anche oggi lavoro dì sciabola e di fioretto . Con i suoi spunti cerca di aprire la difesa avversaria per creare spazi per i compagni, utile anche il lavoro di interdizione . (Dal 46’ ZEROLI 6: prende la sufficienza solo per il goal, da lui ci si aspetta di più, soprattutto nel gioco offensivo .

GABRIELLONI 6,5: La condizione sta migliorando, lucido nel vedere l’inserimento di Mosti che ha portato al rigore, freddo nella realizzazione che porta la sua firma. Finisce in affanno, sostituzione tardiva . (Dal 92’ OKORO S.v.)

ABATE 5,5: Anche con la sfida di oggi il 3-5-1-1 che muta in 3-5-2 crea pochi pericoli al Padova, ma nonostante ciò si è sul 2-0. Non ha convinto con alcune sostituzioni effettuate per cambiare assetto di gioco (vedi ingresso RICCIARDI) per contrastare il cambiamento di schema effettuato dal Padova. Tardivo l’ingresso in campo di OKORO.
Come dice lo stesso Abate, la squadra non è pronta per lottare ai vertici, ma forse anche lui.

Juve Stabia – Padova, Capelli: Il mio primo gol in B ha riaperto la gara e ci ha dato la speranza per il pari

0

Ci sono gol che valgono per le statistiche e gol che pesano come macigni sull’inerzia di una stagione. La prima rete in Serie B di Alessandro Capelli appartiene decisamente alla seconda categoria. È stato il suo acuto a riaccendere la luce in un pomeriggio che, dopo la rete del 3-1 di Burnete per la Juve Stabia, sembrava aver condannato il Padova.

Nel post-partita, il centrocampista analizza con lucidità i due volti della gara: un primo tempo di sofferenza e una ripresa di puro cuore.

Due tempi, due storie diverse

Capelli non cerca alibi e rende onore agli avversari per l’approccio iniziale, sottolineando però la reazione mentale dei biancoscudati.

“Sicuramente meglio noi nella ripresa. Devo dire che abbiamo incontrato una squadra veramente forte che personalmente mi ha anche impressionato. Sono stati bravi loro nel primo tempo, però penso che nel secondo abbiamo dato un segnale anche a noi stessi. Avevamo bisogno di una scintilla e portiamo a casa un punto prezioso, fondamentale per noi.”

La gioia personale e la scossa decisiva

Cercata, sfiorata (anche con una traversa in passato), e infine arrivata. La prima marcatura in cadetteria è una “piccola gioia personale” per Capelli, ma il valore collettivo supera quello individuale. È stato quel pallone in rete a cambiare la percezione della gara quando mancavano circa quindici minuti al termine.

“L’ho cercato, ci sono andato vicino tante volte,” racconta il numero 17. “Sono felice perché è stato un gol che ci ha dato speranza in quel momento e il 3-3 finale ha dato ancora più valore a questo. Sul 3-1 ci avevano un po’ tagliato le gambe, ma dopo il mio gol del 3-2 l’episodio ci ha dato qualcosa in più. Dal campo la percezione è cambiata: abbiamo capito che potevamo riprenderla”.

Il segreto dello spogliatoio: questione di “Grinta”

Cosa è scattato nell’intervallo per trasformare una squadra in difficoltà in una macchina da rimonta? Secondo Capelli, la tattica ha avuto il suo peso, ma è stato l’atteggiamento a fare la differenza.

“Abbiamo cambiato qualcosina tecnicamente e tatticamente, ma quello passa in secondo piano. Ci siamo detti di non mollare. Ritrovare il carattere, quell’atteggiamento che ci contraddistingue e che ci ha fatto fare i punti che abbiamo, è la base da cui dobbiamo partire. Prestazioni giuste magari non ti portano il risultato nell’immediato, ma alla lunga pagano”.

Il grazie ai 250 irriducibili

Nonostante il momento complesso delle ultime quattro giornate, il popolo padovano ha risposto presente anche in Campania. Capelli chiude con un ringraziamento sentito ai 250 tifosi giunti al “Menti”:

“Il loro supporto è fondamentale. Da quando sono qua, soprattutto fuori casa, i nostri non sono mai mancati. Questa cosa di non vederli mollare mai ci dà qualcosa in più. Oggi la partita era quasi andata, era difficilissima, ma grazie anche a loro siamo riusciti a riprenderla”.

Nessuna dedica pubblica specifica per il gol (“Lei sa”, si limita a dire con un sorriso riferendosi a una persona speciale), ma una certezza: questo Padova ha sette vite, e Capelli ha finalmente messo la sua firma indelebile in Serie B.

Juve Stabia – Padova, Andreoletti “La reazione di oggi vale quanto una vittoria in termini di consapevolezza”

0

È una Serie B che non smette di stupire e il 3-3 andato in scena al “Romeo Menti” per la giornata n.23 ne è la prova lampante. Un Padova indomito riesce a risalire l’abisso del 3-1, strappando un pareggio preziosissimo contro la Juve Stabia di Ignazio Abate. Nel post-partita, mister Matteo Andreoletti non nasconde l’emozione per una gara che lui stesso definisce “pazza”, analizzando con lucidità una prestazione dai due volti: sofferenza tattica e cuore immenso.

La reazione contro la “migliore della classe”

Il tecnico del Padova parte rendendo l’onore delle armi agli avversari, riconoscendo la superiorità tecnica delle “Vespe” per ampi tratti del match. “Una risposta bellissima in una partita molto particolare,” esordisce Andreoletti. “Sapevamo di affrontare quella che, secondo me, è la squadra che gioca il miglior calcio della Serie B. Sono ben organizzati, ben allenati e con individualità importanti”.

Il punto di svolta, secondo l’allenatore, risiede nella tenuta mentale del gruppo: “Trovarsi sotto 3-1 contro una squadra di questo livello e avere la forza di rimontare vuol dire che i ragazzi ci hanno messo tanto cuore e tanto spirito. Queste sono le basi su cui costruire la nostra salvezza. Tecnicamente possiamo e dobbiamo fare meglio, ma l’atteggiamento è quello giusto”.

L’assetto ibrido e la chiave tattica

Stuzzicato dai cronisti sull’assetto tattico – un 4-3-2-1 fluido che spesso cambiava pelle – Andreoletti spiega le difficoltà incontrate nel arginare il palleggio gialloblù. “La Juve Stabia ti obbliga a modificare qualcosa,” ammette il mister. “Se non porti parità numerica forte in costruzione, la loro qualità di gioco ti mette in mezzo. Abbiamo strutturato un assetto ibrido per togliere loro il fraseggio. Nel primo tempo, pur difendendo basso, non abbiamo concesso troppe occasioni nitide, mentre paradossalmente abbiamo rischiato di più sulle ripartenze nella ripresa”.

Decisivi, per la rimonta, sono stati i cambi, con gli ingressi di Varas e Bortolussi che hanno alzato il baricentro e la qualità tecnica: “In questa categoria bisogna stare attaccati alle partite. Oggi abbiamo vinto con il cuore e con i cambi, chi è subentrato ha alzato il livello”.

L’obiettivo Salvezza e il “Tabù Menti”

Nonostante l’entusiasmo per la rimonta, Andreoletti mantiene i piedi ben piantati a terra riguardo agli obiettivi stagionali, distanziandosi dal percorso “sorpresa” fatto proprio dalla Juve Stabia nella stagione precedente. “Noi siamo una neopromossa molto umile, ancorata al nostro obiettivo che è la salvezza. Dobbiamo costruirla su prestazioni del genere: umiltà e capacità di soffrire”.

Tuttavia, il valore specifico di questo punto è altissimo, considerando il ruolino di marcia delle big al Menti. “Mi piacerebbe dire che vale come una vittoria, ma purtroppo in classifica è solo un punto,” sorride amaramente il tecnico, per poi sottolineare: “Però è un punto ‘da Padova’, di una squadra che non molla mai da un anno e mezzo. Qui sono passati squadroni come Venezia e Monza e nessuno ha vinto. Uscire indenni da questo campo vale tantissimo in termini di consapevolezza”.

Nessun alibi sul sintetico

In chiusura, una battuta sulle condizioni del campo e sulla pioggia che ha reso viscido il sintetico di Castellammare. Andreoletti rifiuta ogni scusa: “Non mi piace cercare alibi. I sintetici sono tutti diversi e abbiamo avuto qualche problema di stabilità, scivolando parecchio. Ma la Juve Stabia è forte per la qualità del suo gioco, non per il campo. Se qui non si vince è perché sono una grande squadra, il che rende ancora più merito alla nostra impresa”.

Juve Stabia – Padova, Gabrielloni: “Il mio gol è stata una liberazione peccato per i due punti persi”

0

È stata una partita da “montagne russe” quella andata in scena al Romeo Menti per la giornata n.23 del campionato di Serie BKT 2025-2026. Il 3-3 finale tra la Juve Stabia e il Padova di mister Andreoletti lascia in eredità spettacolo e emozioni, ma un pizzico di amaro in bocca per i padroni di casa. Protagonista indiscusso della giornata è stato Alessandro Gabrielloni, freddo dal dischetto per sbloccare il match e autore di una prestazione di grande sacrificio, che nel post-partita ha analizzato con lucidità luci e ombre della prestazione delle Vespe.

La fine di un incubo personale

Per Gabrielloni, il rigore trasformato non è stato solo un numero sul tabellino, ma un vero e proprio sfogo emotivo. L’attaccante non ha nascosto le difficoltà attraversate nell’ultimo periodo:

“Il gol è stata una liberazione perché vengo da mesi difficili. Sono arrivato con tante aspettative e mi sono dovuto fermare nel mio momento migliore, ma non voglio più pensare ai problemi passati. Voglio ripagare la fiducia che tutto il club ha ed ha avuto in me, quindi voglio continuare così.”

Il rammarico per i punti persi

Se dal punto di vista personale c’è il sorriso, l’analisi del risultato collettivo è severa. La Juve Stabia, avanti nel punteggio e capace di reagire al momentaneo ritorno del Padova siglando la terza rete, ha pagato dazio su alcune disattenzioni difensive.

“Oggi abbiamo perso due punti, come a Reggio Emilia, e non deve succedere ancora,” ha ammonito Gabrielloni, sottolineando la necessità di alzare l’asticella. “Non è mancato qualcosa nel chiuderla perché dopo aver subito il 2-1 abbiamo segnato la terza rete. Forse abbiamo concesso un calcio d’angolo un po’ stupido che ha portato il 3-2 e lì la partita si è riaperta. È un po’ quello che è successo con l’Entella, ma lì ci è andata bene. Dobbiamo migliorare nella gestione della partita e della palla.”

La forza del gruppo e l’abbondanza in attacco

Nonostante il pareggio, l’attaccante ha voluto ribadire qual è il vero motore di questa squadra: il collettivo. “Il segreto della Juve Stabia è il gruppo, posso dirlo con certezza,” ha affermato, elogiando anche la spinta del pubblico del Menti.

Un tasto importante toccato dal numero 9 riguarda il reparto avanzato, ora al completo e ricco di alternative con caratteristiche diverse: “Abbiamo tutti caratteristiche diverse e il mister le mescola bene,” ha spiegato Gabrielloni. “Saremo tutti importanti in una fase in cui si giocherà tantissimo. Mi trovo bene con tutti e cerco di adattarmi alle caratteristiche di chi ho a fianco.”

Obiettivi e Futuro

Guardando alla classifica, la Juve Stabia resta in una posizione interessante. Sebbene la salvezza rimanga il dogma, l’ambizione non manca: “Se dovessimo continuare a stare in queste posizioni di classifica ovviamente verrà la voglia di capire dove potremo arrivare. C’è tanto equilibrio, tante squadre forti e noi vogliamo dire la nostra.”

Per farlo, servirà mantenere alta l’intensità, vero marchio di fabbrica della squadra, soprattutto nelle prossime due trasferte consecutive. E sul futuro personale? Gabrielloni, il cui cartellino non è di proprietà delle Vespe, sceglie la via del pragmatismo e dell’affetto per la piazza:

“Non so cosa succederà in futuro… ma nemmeno ci sto pensando. Voglio fare il massimo in questi mesi e poi vedremo. Qui mi trovo bene, abito a 500 metri dallo stadio, ho legato con tutti, ma è presto per pensare al futuro.”

La Juve Stabia si tiene stretta il punto e, soprattutto, un Gabrielloni ritrovato, pronto a guidare l’attacco verso un finale di stagione che promette scintille.