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Allegri, parole ‘pesanti’ all’arbitro Massa: multato

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(Adnkronos) –
Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha perso la calma con l’arbitro Davide Massa dopo il match con il Genoa.Il tecnico bianconero è stato sanzionato con una multa di 10mila euro dal giudice sportivo.

Secondo il referto, “al termine della gara, nello spogliatoio degli ufficiali di gara” Allegri ha “contestato, all’inizio con tono pacato, l’operato arbitrale e, successivamente, in modo irrispettoso, anche riguardo all’operato del Var, tant’è che il direttore di gara lo invitava ad uscire dallo spogliatoio”.La partita, finita 1-1, è stata caratterizzata da un paio di episodi.

Un netto fallo di mani compiuto da Bani in area del Genoa non è stato sanzionato con il rigore né evidenziato dal Var.Nel finale, un fallaccio di Malinovsky sul giovane bianconero Yildiz è stato punito con un’ammonizione quando sarebbe stata sacrosanta l’espulsione.

Evidentemente, questi episodi hanno innescato il comportamento di Allegri- Il giudice, in merito alle partite della 16/a giornata, ha squalificato per due giornate il terzino della Lazio Manuel Lazzari, multato anche di 5000 euro, “per avere, al 42° del secondo tempo, contestando l’operato arbitrale, rivolto platealmente un’espressione irriguardosa al direttore di gara; successivamente mentre usciva dal terreno di giuoco indirizzava un ironico applauso agli ufficiali di gara”. Un turno di stop invece per Martin Payero (Udinese), Raoul Bellanova (Torino), Giulio Maggiore (Salernitana) e Caleb Okoli (Frosinone).Per quello che riguarda i club, ammende a Frosinone (5mila euro), Lecce (4mila euro), Roma (3mila euro), Bologna e Napoli (1500 euro).

Tra gli allenatori, una giornata di squalifica per Roberto D’Aversa (Lecce). —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Saman Abbas, il difensore del cugino: “Assoluzione? Ci speravo” – Video

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(Adnkronos) – “Speravo nell’assoluzione.Ikram si è sempre dichiarato innocente sin dal primo momento, abbiamo cercato in tutti i modi di dimostrarlo.

Ovviamente mi aspetto che la Procura faccia appello, ma ci difenderemo anche lì, non molliamo perché io credo alla sua innocenza”. È il commento all’Adnkronos dell’avvocato Mariagrazia Petrelli, difensore del cugino di Saman, Ikram Ijaz, assolto per l’omicidio della 18enne commesso a Novellara la notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, corde vocali paralizzate per virus: il caso di una 15enne

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(Adnkronos) – (EMBARGO ALLE 18.01) – Corde vocali paralizzate dal Covid.E’ successo negli Usa a una ragazza di 15 anni che a causa di questa grave complicanza, fallita la logopedia, ha trascorso 15 mesi con un buco nella gola: l’unico modo per riuscire a respirare.

Più di un anno per recuperare la funzionalità perduta, in tempo per permettere alla giovane di diplomarsi e partecipare al ballo di fine anno. “Diceva che non ci sarebbe mai andata con una tracheotomia in vista”, racconta Christopher Hartnick dell’ospedale Mass Eye and Ear di Boston, autore senior dello studio che sulla rivista ‘Pediatrics’ descrive quello ritenuto dai medici “il primo caso pediatrico di paralisi bilaterale delle corde vocali dopo infezione da virus Sars-CoV-2.Un caso unico nel suo genere”.  La ragazza, senza problemi di salute pregressi, è arrivata al Pronto soccorso del Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School, con sintomi di difficoltà respiratoria 9 giorni dopo la diagnosi di positività a Covid-19.

L’esame endoscopico ha rilevato una paralisi bilaterale delle corde vocali che dopo un’analisi approfondita, escluse altre cause, i ricercatori hanno ricondotto al Covid. “La paralisi delle corde vocali – scrivono – potrebbe essere una complicanza del virus correlata al sistema nervoso (neuropatica), che si aggiunge alle complicazioni neurologiche già note nei bambini e negli adulti”.Se “la neuropatia post-virale è una causa nota di paralisi delle corde vocali, e negli adulti sono stati segnalati diversi casi di paralisi di una o entrambe le corde vocali come complicazione dell’infezione da Sars-CoV-2, questo è il primo riscontro della complicanza in un adolescente”.

Un elemento importante, sottolineano gli autori, visto che “sono oltre 15 milioni i casi segnalati di Covid in età pediatrica” e “simili complicazioni solitamente non sono attese in pazienti giovani e sani”. In ospedale, i medici del Mass General Brigham hanno sottoposto la 15enne a un’ampia serie di accertamenti diagnostici approfonditi tra cui esami del sangue, imaging, analisi del liquido cerebrospinale e consultazioni con specialisti in otorinolaringoiatria, neurologia, psichiatria, disturbi del linguaggio e neurochirurgia.Niente funzionava e così, per alleviare i problemi respiratori, non è rimasta che la tracheotomia.

La giovane è stata dipendente dal foro in gola per più di 13 mesi, a indicare che “questo tipo di complicanza nervosa potrebbe non essere temporanea”.E’ stato possibile rimuovere la tracheotomia solo un anno e 3 mesi dopo averla praticata, giusto in tempo per il diploma di scuola superiore e il ballo.  “Considerata la diffusione del virus Sars-CoV-2 in età pediatrica, questa possibile complicanza dovrebbe essere presa in considerazione in ogni bambino che presenta disturbi respiratori, del linguaggio o della deglutizione dopo una recente diagnosi di Covid-19”, è l’invito di Danielle Reny Larrow del Mass Eye and Ear, prima autrice dell’articolo. “Ciò è particolarmente importante – ammonisce – perché tali disturbi potrebbero essere facilmente attribuiti a diagnosi più comuni come l’asma”. “Vedere un liceale giovane, sano e vivace che all’improvviso perde uno dei suoi nervi cranici chiave arrivando a non poter più respirare è molto insolito e ha richiesto un po’ di indagini”, evidenzia Hartnick. “Il fatto che i bambini possano subire effetti neurotrofici a lungo termine a causa del Covid-19 è qualcosa di cui è importante che la comunità pediatrica sia consapevole – rimarca – per poter trattare bene i nostri pazienti”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, numeri record: migliore difesa in Italia e in Europa!

Juve Stabia, i numeri della 18esima giornata: migliore difesa in assoluto sia in Italia che in Europa.

La Juve Stabia dopo la 18esima giornata si conferma ancora una volta la migliore difesa non solo in Italia con 6 gol subiti nelle prime 18 giornate ma anche la migliore in assoluto in campo europeo.

I numeri stratosferici della difesa della Juve Stabia.

Il Nizza che nella Ligue One fino alla scorsa giornata teneva il passo della Juve Stabia ha perso 3-1 col Le Havre e fa registrare dopo 16 giornate di campionato 9 gol subiti in 16 gare (non 18 gare come la Juve Stabia). L’unica che tiene il passo è il PSV che in Eredivisie in Olanda ha 6 gol subiti ma in 16 gare con due gare giocate in meno rispetto alla Juve Stabia.

Classifica generale migliori squadre per gol subiti in tutta Europa.

1) Juve Stabia 6 gol in 18 partite; 2) PSV 6 gol subiti in 16 giornate; 3) Inter 7 gol subiti in 16 gare; 4) Nizza 9 gol subiti in 16 gare; 5) Juventus 10 gol subiti in 16 gare; 6) Real Madrid 11 gol subiti in 17 gare.

Classifica generale migliori squadre per gol subiti in Italia nelle serie professionistiche.

1) Juve Stabia 6 gol subiti in 18 gare; 2) Inter 7 gol subiti in 16 gare; 3) Juventus 10 gol subiti in 16 gare; 4) Padova con 11 gol subiti dopo 18 gare; 5) Carrarese, Avellino e Mantova con 12 gol subiti in 18 gare, Bologna 12 gol subiti in 16 gare; 6) Cesena e Torres 13 gol subiti in 18 gare, Cremonese e Perugia 13 gol subiti in 17 gare.

L’imbattibilità interna delle vespe e il record europeo dei clean-sheet.

La Juve Stabia continua ad essere l’unica squadra in Lega Pro a non aver subito gol in casa (9 gare interne senza subire gol, in pratica un girone intero in casa senza subire alcune rete). Thiam quindi imbattuto in casa da ben 810 minuti (recupero escluso) e la Juve Stabia è l’unica in assoluto ad aver subito solo due gol nei primi tempi finora: 18 primi tempi subendo solo il gol con la Casertana e quello con il Crotone.

13 clean-sheet nelle prime 18 di campionato (anche questo record europeo) è ancora record assoluto per le Vespe negli ultimi 20 anni di storia delle Vespe. Il secondo miglior risultato degli ultimi 20 anni per la Juve Stabia risale allo scorso anno con 11 clean-sheet dopo 18 gare ma con 10 punti in meno rispetto al campionato in corso.

39 punti nelle prime 18 giornate (media punti 2,17) sono il secondo miglior risultato per la Juve Stabia negli ultimi 20 anni. Nella stagione 2018-2019 i punti conquistati furono 44 dopo le prime 18 giornate (43 in classifica).

La Juve Stabia dopo il 3-0 di sabato con la Virtus Francavilla diventa il settimo attacco del campionato con 22 gol fatti: 8 arrivano dagli attaccanti (6 Candellone + 2 Piscopo, ben 6 dai centrocampisti e 8 dai difensori (Baldi, Bellich 5, Mignanelli, Folino).

La Casa di Carta, nello spin-off con Pedro Alonso ‘Berlino’ redivivo

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(Adnkronos) – “Manipolatore, bugiardo, contraddittorio, schifoso, impresentabile, indifendibile, assolutamente non raccomandabile, ultratossico: insomma è il peggio del peggio, ha tutti i difetti di questo mondo…però sa creare emozioni anche se non va imitato”.

E’ generoso di aggettivi Pedro Alonso, l’attore spagnolo, nel descrivere il personaggio di ‘Berlino’ che interpreta nello spin-off di ‘La Casa di Carta’, visibile dal 29 dicembre solo su Netflix. “Sicuramente, è uno che non potrebbe scrivere il Catechismo della Chiesa Cattolica o un Trattato di Morale – ironizza Alonso, nella round table organizzata all’hotel Hassler di Roma – Però, in alcune sfaccettature io e ‘lui’ potremmo anche essere simili, come ad esempio sul suo senso della vita intesa come l’essere sempre presente, mentre trovo delizioso il suo umorismo.Ma per fortuna, sono anche molto diverso da lui!”. Racconta Pedro Alonso: “La prima volta che mi hanno proposto di ritornare nei panni del personaggio di ‘Berlino’ per uno spin-off ho espresso parecchi dubbi, anche per evitare una mia eccessiva esposizione mediatica.

Ho chiesto tempo per pensarci, ma in verità dopo un giorno e mezzo ho detto di sì…Per me era una grande opportunità professionale e ho accettato l’offerta.

Il protagonista viene inquadrato da una prospettiva diversa, meno tenebrosa e più luminosa, visto con nuove sfaccettature e sfumature”. Per la prima volta una serie tv spagnola è letteralmente esplosa sui mercati internazionali dell’audiovisivo e Pedro Alonso spiega i ‘furti’ artistici: “Dall’Inghilterra abbiamo rubato il crime, dalla Francia il romanticismo, dall’Italia la melodia musicale e poi c’è il colore mediterraneo”. Entusiasti anche altri due attori coprotagonisti: “Tutti i personaggi della ‘Casa di Carta’ meriterebbero uno spin-of ma ‘Berlino’ è certamente il più affascinante, per la sua psicosi e per il carisma che esprime”, afferma Michelle Jenner che interpreta Keila, genio dell’ingegneria elettronica. Per Tristan Ulloa che veste i panni di Damian, professore filantropo e ascoltato consigliere del protagonista, “questa serie di Netflix è una pietra miliare, segna un prima e un dopo; il successo internazionale della ‘Casa di Carta’ è stato al tempo stesso inatteso e spiazzante.E anche in questo spin-off di ‘Berlino’ tutti i tasselli del puzzle si sono incastrati alla perfezione”. (di Enzo Bonaiuto) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni e le uova, l’azienda: “Nessun sovrapprezzo”

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(Adnkronos) – “Ritengo opportuno evidenziare che l’azienda ha proposto le uova di Pasqua a un prezzo di listino equivalente a quello di uova di pari grammatura, a prescindere da quella che è stata la collaborazione col brand Chiara Ferragni”.Lo dice all’Adnkronos Aldo Tollemeto, reponsabile marketing di Cerealitalia, società proprietaria del marchio Dolci Preziosi che ha prodotto le uova di Pasqua di Chiara Ferragni.  “Quali erano gli accordi tra ‘Cerealitalia-Dolci Preziosi’ e Chiara Ferragni?

Questo è un tema che è già stato affrontato dal nostro amministratore delegato.Non ho sottomano l’articolo, ma ritengo che sia stato chiarito anche il ruolo di Chiara Ferragni all’interno dell’operazione”. “All’interno dell’articolo a firma di Selvaggia Lucarelli, uscito questa mattina su ‘Il Fatto Quotidiano’, viene fatto riferimento a una dichiarazione del signor Franco Antonello, legata a una presunta volontà dell’azienda Cerealitalia, di voler scrivere una correlazione tra il contributo dato all’impresa sociale e la vendita delle uova” aggiunge. “Abbiamo ritenuto opportuno chiarire questo aspetto, perché non rispecchia né la volontà dell’azienda né tantomeno gli accordi ovviamente esistenti tra ‘Cerealitalia’ e l’impresa sociale ‘I bambini delle fate’ stessa”.”Il contributo è stato elargito secondo gli accordi stretti tra ‘Ceralitalia’ e l’impresa sociale ‘I bambini delle fate'”, chiarisce Tellemeto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo Giovani, ecco chi sono i 12 finalisti

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(Adnkronos) – C’è Nausica con le sue trecce rosa, GrenBaud la star di Twitch, I Santi Francesi direttamente da X Factor, Clara regina di ‘Mare Fuori’.Sono dodici, sono molto diversi fra loro ma li accomuna un sogno: calcare il palco dell’Ariston in qualità di ‘Big’ al festival di febbraio.

Stasera, gli otto selezionati dalla commissione del festival e i quattro provenienti da Area Sanremo si sfideranno, in diretta da Sanremo alle 21,30 su Rai1, per agguantare questo obiettivo.Arrivano da una selezione di oltre 1200 candidati, e il loro livello “è eccelso”, ha assicurato stamane Amadeus in conferenza stampa. Ed eccoli dunque.

In gara stasera ci sono i Santi Francesi, vincitori di X Factor 2022. “La stiamo affrontando come se non fosse Sanremo -hanno raccontato all’Adnkronos- Abbiamo proposto un po’ di canzoni, siamo in gara con un pezzo in cui crediamo e faremo del nostro meglio per suonarlo”.La canzone si chiama ‘Occhi Tristi’, ed è “nata totalmente per caso, da un loop di batteria un po’ jungle mentre eravamo in studio di registrazione”.

Poi c’è GrenBaud, un metro e novantatré, capelli platino e molta ironia. “Ci sono arrivato con grande impegno e dedizione -ci racconta- lo scorso anno mi ero presentato ma non mi avevano preso e questa volta mi ci sono proprio impegnato e fortunatamente è andata bene”.Il brano che porterà si intitola ‘Mama’ e “parla di un viaggio -ha spiegato- in cui io esco, vado in giro, prendo degli autobus, salgo sui van, i miei genitori non sanno dove sono e poi torno a casa e dico ‘ciao’ come niente fosse”.

Il brano in tre aggettivi: “Fugace, pazzo e ritmico”, ha detto GrenBaud. Lo sguardo pulito da adolescente è quello di Lor3n, 22 anni, al secolo Lorenzo Iavagnilio da Ivrea, arrivato tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani con il brano ‘Fiore d’inverno’, e il sorriso dice tutto sulla sua gioia per avercela fatta.In gara c’è anche Clara Soccini, una delle attrici protagoniste più amate della fiction Rai evento ‘Mare Fuori’ ed ora tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani, dove è arrivata con il brano ‘Boulevard’. “Il brano nasce come tutti i miei brani, al pianoforte -ha raccontato all’Adnkronos- “‘Boulevard’ è una canzone che ho dedicato a mia mamma, che è da sempre e per sempre un punto di riferimento per me.

Descrive il fatto che abbiamo molto bisogno l’uno dell’altro, nessuno è un animale solitario, e nessuno si salva da solo”. Tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani ci sono anche gli Omini, con ‘Mare forza 9oi’.Una band giovanissima, tre ragazzi cresciuti nella provincia di Torino che nel 2015 hanno iniziato a suonare come The Minis aprendo i concerti di artisti come Caparezza, Subsonica, Africa Unite e Baustelle, e poi hanno cambiato il loro sound avvicinandosi a sonorità rock britannico-controcultura anni ’60. “Questo brano nasce con la collaborazione con tre autori”, dicono.

Jacopo Sol, nome d’arte di Jacopo Porporino, cantautore e musicista originario di San Severo in provincia di Foggia, porta il brano ‘Cose che non sai’, “una canzone nata in un periodo particolare per me -spiega- E’ nata in un periodo di sessione universitaria, in cui c’erano parecchi esami e mi sentivo un po’ oppresso, con parecchi pensieri, ero molto confuso, tra università e musica”. C’è Nausica, catanese, che ha delle trecce rasta rosa raccolte dietro e il sorriso di chi ha passato ‘la nuttata’.La cantautrice porta all’Ariston, oltre alla sua arpa Kitty, il suo brano ‘Favole’, “un pezzo nato qualche mese fa dopo la rottura di una relazione che mi ha segnata in modo particolare. “Si dice che il primo amore non si scorda mai e io penso che sia proprio così”, racconta.

Tancredi ha alle spalle una partecipazione ad ‘Amici’ e un duetto nientemeno che con Donatella Rettore.Ora lo ritroviamo tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani, in procinto di salire sul palco dell’Ariston. “Il mio brano l’ho scritto circa un anno fa – racconta all’Adnkronos -Qualche tempo fa ho attraversato un momento buio della mia vita, un momento depressivo che ha influenzato la mia quotidianità e la relazione che stavo vivendo, e parlo di queste due cose”. A Sanremo Giovani c’è anche Fellow, che canterà la sua ‘Alieno’, “una canzone che descrive un po’ gli sfigati della festa”.

Direttamente da Area Sanremo, tra i 12 finalisti che si sfideranno stasera. 23enne alto, riccio e un po’ emozionato. “Area Sanremo è stata un’avventura molto bella, ma un combattimento all’ultimo sangue”, racconta all’Adnkronos.Dipinto racconta invece un’adolescenza a Napoli vissuta ai limiti della legalità, tra amicizie pericolose e “la crudeltà che detta legge”.

Arriva da Area Sanremo, e con il suo ‘Criminali’ è pronto a sfidare gli altri 11 Giovani finalisti. “La canzone parla di un mio disagio vissuto in passato, di come si può cambiare e volgere la propria vita in positivo”, spiega. Tra le band ci sono i bnkr44. “E’ un brano pop, acustico ed elettronico, un mix micidiale, lo sentirete”, raccontano all’Adnkronos.Band toscana frizzantina ed esplosiva che si presenta tra i 12 finalisti con il brano ‘Effetti speciali’. “La canzone racconta di un amore finito con una metafora cinematografica”, spiega la band.

Napoli, la provincia, il disagio dell’emarginazione del luogo da cui si proviene sono i temi che fanno parte nel profondo anche della musica di Vale Lp, nata a Napoli ed ora tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani. “Non potrei fare altrimenti – spiega all’Adnkronos la cantautrice – Rappresentare Napoli e la provincia fa parte di me, come il mio carattere e il mio modo di essere”.  Durante la serata di stasera, verranno scelti i tre finalisti che si aggiudicheranno la presenza tra i 30 big del festival di febbraio.Tutti davanti alla tv, per vivere il sogno insieme a loro. (di Ilaria Floris)     —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni, procura Milano verso apertura fascicolo su pandoro Balocco

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(Adnkronos) – Sul tavolo del procuratore di Milano Marcello Viola è arrivato l’esposto, presentato dal Codacons e da Assourt, che ipotizza il reato di truffa sulla vicenda che vede protagonisti l’influencer Chiara Ferragni e il gruppo Balocco per la vendita di alcuni pandoro Balocco.  Il capo della procura meneghina dovrà valutare la querela presentata dalle associazioni di consumatori e decidere che fascicolo aprire: un modello 45 (senza ipotesi di reato, né indagati), un modello 44 (con ipotesi di reato, ma senza indagati) o un modello 21 (con ipotesi di reato e indagati), per poi disporre anche gli eventuali accertamenti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Saman Abbas, ergastolo per i genitori della 18enne: 14 anni allo zio, assolti i cugini

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(Adnkronos) – Omicidio di Saman Abbas, ergastolo oggi per il padre Shabbar e la madre della 18enne.E’ quanto stato deciso oggi dai giudici della Corte di Assise di Reggio Emilia, dopo quasi cinque ore di camera di consiglio.

La giovane è stata uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021.Lo zio Danish è stato condannato a 14 anni reclusione.

Assolti i cugini per cui è stata ordinata l’immediata liberazione.  “Rimango convinto dell’innocenza del mio cliente relativamente al reato principale, che è quello che è pesato in termini della pena, cioè l’omicidio” ha detto l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore dello zio di Saman, Danish Hasnain. “Quanto all’entità della pena, posso dire che tutte le mie richieste sono state riconosciute”. “La sentenza – ha aggiunto – la impugno perché sono convinto che Danish non sia responsabile del reato principale”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo e Camilla scherzano prima dell’incoronazione: “Posso volare”

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(Adnkronos) – Chi avrebbe mai detto che re Carlo può volare, ma la regina Camilla no?Lo si scopre guardando alcune clip in anteprima di ‘The Coronation Year’, il nuovo documentario sul primo anno di regno che sarà distribuito dalla Bbc il giorno di Santo Stefano e che segue i sovrani durante i preparativi della cerimonia per la loro incoronazione.

Il dietro le quinte della storica giornata mostra un lato inedito dei regnanti con i due che scherzano e si divertono.  Ecco allora, nelle riprese a Buckingham Palace, Carlo che sventola il mantello per la cerimonia, tenendolo per due lembi, e che afferma convintamente “posso volare!”.Camilla invece la si vede dire, riferendosi al peso del proprio abito e con un bel sorriso a favore di telecamera, che “c’è sempre qualcuno che ti fa cadere”.

E, ancora, parlando dei paggi che le sollevano lo strascico del vestito, la si sente osservare in modo del tutto informale: “Eccoci con tutti i ragazzi!Non calpesterete mica il mio abito?!”.

A conferma di quanto sia stata faticosa la cerimonia per la regina, in un’intervista, sempre per ‘The Coronation Year’, Camilla parla del sollievo provato tornando a Buckingham Palace da Westminster Abbey: “Chiedete a qualsiasi attore che esce dal palco dopo aver fatto una performance in cui ha davvero messo molto…”.  Ma la scena più divertente del documentario è sicuramente quella della prova generale a Westminster Abbey, che vede re Carlo al cospetto dell’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, mentre quest’ultimo dimentica le parole di una parte della liturgia.Il re viene mostrato mentre ride e scuote la testa quando l’alto prelato lo benedice, dicendo “…e la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga…”, omettendo, perché non lo ricorda, e ammettendo di averla scordata, la parola conclusiva “sempre”.

Al che si sente Carlo sorridere con benevolenza e dire: “Eppure la deve aver già pronunciata in passato, lo so…”. “Ho una memoria che probabilmente è buona quanto quella del nostro Spaniel.In altre parole, zero”, ha commentato successivamente Welby. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fatturato Ferrero commerciale Italia a oltre 1,7 mld, + 6,7%

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(Adnkronos) –
Via libera delle società del gruppo Ferrero in Italia ai bilanci civilistici chiusi al 31 agosto scorso.In particolare, il fatturato di Ferrero Commerciale Italia attiva nell’ambito della distribuzione e della vendita di prodotti dolciari ed affini sul mercato italiano, nonché della gestione delle attività di marketing, ricerche di mercato ed assistenza clienti, registra una crescita del 6,7% a oltre 1.756,6 mln contro i 1.646,5 mln del 31 agosto 2022.

Nel corso dell’anno e’ stata confermata la centralità dell’Italia in termini di sviluppo industriale: nell’esercizio sono stati investiti 142 milioni di euro, in coerenza con l’esercizio precedente nei 4 poli produttivi di Alba, Pozzuolo Martesana, Sant’Angelo dei Lombardi e Balvano mentre l’organico ha registrato un incremento di 235 unità, +3,5%.
 Ferrero Industriale Italia, attiva nella lavorazione e trasformazione di materie prime in prodotti finiti nonché nella gestione dei rapporti con i terzisti e dei controlli inerenti la qualità attraverso i quattro stabilimenti di Alba, Pozzuolo Martesana, Balvano e Sant’Angelo dei Lombardi ha realizzato un fatturato al 31 agosto 2023 pari a 805,7 milioni di euro (+7,7% contro i 748,3 milioni di euro al 31 agosto 2022) ed un utile di 56,5 milioni di euro (in contrazione rispetto ai 67,3 milioni di euro al 31 agosto 2022).Ferrero Management Services Italia, attiva nell’ambito dei servizi di natura amministrativa, di finanza e controllo, legali e di gestione del personale al 31 agosto 2023 ha realizzato un fatturato pari a 70,2 milioni di euro (+3% sull’esercizio 2022) ed un utile di 1,5 milioni di euro (in contrazione rispetto ai 3,3 milioni di euro al 31 agosto 2022).  Ferrero Technical , attiva nell’ambito dello svolgimento di attività di natura tecnica ed informatica, nella fornitura di servizi di ingegneria, di sviluppo grafico del packaging, di organizzazione e coordinamento dei processi documentali e di sviluppo dei sistemi di produzione al 31 agosto 2023 ha realizzato un fatturato pari a 189,9 milioni di euro ed un utile dell’esercizio di 14,1 milioni di euro, sostanzialmente in linea con lo scorso esercizio (14,2 milioni di euro al 31 agosto 2022).  Infine Ferrero spa holding delle attività italiane, ha generato un utile d’esercizio di 139,6 milioni di euro rispetto ai 160,5 milioni di euro ad agosto 2022.

Tale risultato, si legge in una nota, è determinato da un sensibile incremento dei ricavi netti, pari a 222,2 milioni di euro, in aumento di 23,9 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente (198,3 milioni di euro al 31 agosto 2022), mentre il risultato della gestione finanziaria è stato influenzato negativamente per effetto dell’andamento dei cambi e della crescita dei tassi di interesse.  Ferrero spa ha anche nominato il cda confermando Bartolomeo Salomone presidente.Il consiglio risulta così composto Alessandro d’Este, Gian Mauro Perrone, Bruno Ferroni, Massimo Micieli e Gian Luca Bassi.

Sul fronte del lavoro, in particolare, l’organico medio dell’esercizio 2022-2023, aggregando il dato della Ferrero spa e quello delle quattro società controllate, risulta pari a 6.927 unità, in incremento rispetto all’esercizio precedente di 235 unità.L’organico puntuale al 31 agosto 2023 risulta pari a 7.698 unità.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scoperto un Mantegna nei depositi del Museo Correr di Venezia

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(Adnkronos) – Scoperto nei depositi del museo Correr di Venezia un quadro di Andrea Mantegna (1431-1506).L’annuncio è stato dato oggi, 19 dicembre, dalla Fondazione Musei Civici di Venezia.

Si tratta di un piccolo dipinto su tavola, dal titolo ‘Madonna col Bambino Gesù, San Giovanni Battista fanciullo e sei sante’ che riporta, inconfondibile “l’impronta” del pittore.L’opera, parte della favolosa collezione del 1830 lasciata alla Città di Venezia da Teodoro Correr, era fortemente degradata ed è ora sottoposta a un complesso restauro.  L’opera sarà presto offerta all’analisi e al giudizio degli studiosi che, soprattutto, valuteranno la misura dell'”impronta” lasciata da Mantegna: l’ideazione di composizione e disegno – come ormai evidente – o anche l’esecuzione pittorica ‘di sua mano’?

Durante il 2024 il dipinto sarà oggetto di iniziative espositive, di ricerca e di confronto, programmate tra la Villa Contarini a Piazzola sul Brenta – la città natale del grande pittore – e il Museo Correr di Venezia, la sua futura sede espositiva, oggetto di ampliamento e restyling degli spazi al secondo piano. Il piccolo dipinto su tavola necessitava di un puntuale e importante restauro, dato che il tempo e le successive ridipinture ne impedivano infatti la piena leggibilità e valutazione.Questo finché l’attuale conservatore del Museo Correr non è riuscito a cogliere chiari segni di qualità pittoriche e compositive straordinariamente alte.

Così, ne è iniziato lo studio, anche con sofisticate tecnologie, e il restauro.Grazie al prezioso sostegno della Fondazione G.

E.Ghirardi, che ha scommesso sull’opera finanziando il restauro, sta oggi emergendo quello che potrebbe essere un vero tesoro nascosto.

Il dato subito emerso è che l’opera, di raffinatissima qualità esecutiva – con i finissimi chiaroscuri accentati con oro zecchino, come nelle più preziose miniature – mostra forte e chiara l’impronta stilistica di uno dei massimi pittori italiani del Rinascimento: Andrea Mantegna.Soprattutto, la stessa singolare scena sacra tutta al femminile è pressoché identica a quella di un dipinto oggi conservato nell’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston (Usa), attribuito al grande pittore e già nelle celebri collezioni mantovane dei Gonzaga, eseguito su loro prestigiosa committenza negli anni finali del Quattrocento. I conservatori veneziani hanno già avanzato le prime ipotesi sulla base delle indagini radiografiche e riflettografiche: il disegno rilevabile sotto al colore delinea un tracciato coincidente con il dipinto di Boston, specie in alcuni precisissimi punti.

Entrambi i dipinti sembrano dunque essere stati realizzati a partire dallo stesso cartone, forato per trasferire a spolvero i punti guida del disegno sulle due tavole. È conseguente ritenere che le due opere siano state realizzate dal medesimo atelier, a breve distanza di tempo se non in contemporanea; l’artista avrebbe dunque creato due dipinti quasi del tutto identici, solo con qualche piccola ma significativa variante di dettaglio e colore. Altro dato essenziale emerso da analisi e restauro – ad aumentare ulteriormente mistero e fascino del dipinto riscoperto – è che si tratta di un’opera incompiuta; ossia, dopo un accuratissimo processo creativo, certo lungo e faticoso, per una incognita ragione il pittore ha abbandonato l’opera ad un passo dal termine. Ma i misteri non finiscono qui: le domande aperte sono chi ne fu il committente o, più verosimilmente, “la” committente (forse una illustre dama Gonzaga), per quale contingente motivo avrebbe richiesto due dipinti uguali e per quali destinatari.E ancora: quale viaggio ha fatto giungere in laguna il dipinto ora ritrovato, quali e quanti passaggi per finire nelle mani dell’insaziabile collezionista Teodoro Correr tra Sette e Ottocento. Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, ha dichiarato: “È una grande notizia per Venezia e per la storia dell’arte italiana.

Voglio ringraziare tutto il personale della Fondazione che si è impegnato per questo incredibile ritrovamento, di cui attendiamo con fiducia la conferma.Voglio sottolineare quanto sia prezioso, instancabile e unico il lavoro dei Conservatori di Fondazione Musei Civici che, ogni giorno, si prendono cura dell’immenso patrimonio del Comune di Venezia.

Come Amministrazione, abbiamo l’onore di aver ricevuto, e continuiamo a ricevere, da persone generose che amano la nostra Città e animate da straordinaria passione civica e civile, opere che il Comune continua a far conoscere, valorizzare e arricchire”. Mariacristina Gribaudi, presidente Fondazione Musei Civici di Venezia, ha affermato: “Questa storia incredibile inizia quando un nostro conservatore del museo nel prevedere un intervento di restauro ha colto dalla poco leggibile superficie della tavola dipinta alcuni indizi che potevano celare un’opera dal grande valore artistico.Una storia il cui lieto fine potrebbe restituire alla città un prezioso dipinto.

Sono emozionata e orgogliosa di questa scoperta.Ringrazio la Fondazione Ghirardi che con noi ha accettato la scommessa di restaurare l’opera riportando alla luce uno dei tanti tesori nascosti nei nostri depositi”.  Infine Giorgio Orsoni, presidente Fondazione G.E.

Ghirardi Onlus: “La Fondazione Ghirardi – Villa Contarini di Piazzola sul Brenta è ben lieta di essere stata coinvolta in questa iniziativa, che vede il recupero di un’opera di probabile attribuzione ad Andrea Mantegna, illustre cittadino di Piazzola.Nell’ambito delle attività di promozione culturale, nei vari campi del sapere in particolare dell’arte, della musica e delle scienze mediche, la Fondazione si distingue per l’attenzione che ha sempre dato alla valorizzazione del proprio territorio.

Non si deve dimenticare che Piazzola sul Brenta e Villa Contarini sono centri importanti della vita culturale della Repubblica di Venezia, fin da quando la Villa venne valorizzata dal Doge Contarini ed utilizzata, non solo per la promozione di iniziative musicali, ma anche quale centro importante di incontri a livello diplomatico internazionale.La partecipazione all’iniziativa promossa dai Musei Civici Veneziani è, pertanto, pienamente nella linea della sua tradizione che ci auguriamo possa a lungo proseguire anche per la valorizzazione del suo territorio in sintonia con le Istituzioni veneziane”. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Divorzio, svolta della Cassazione: nel calcolo dell’assegno vale anche la convivenza

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(Adnkronos) –
Il periodo di convivenza prematrimoniale vale nel calcolo dell’assegno per il divorzio.Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Cassazione.

La decisione è riferita a casi in cui “il matrimonio si ricolleghi a una convivenza” della coppia che avesse “i connotati di stabilità e continuità”, e nella quale i conviventi “abbiano elaborato un progetto e un modello di vita in comune, analogo a quello che di regola caratterizza la famiglia fondata sul matrimonio, dal quale inevitabilmente discendono anche reciproche contribuzioni economiche”.La convivenza prematrimoniale, sottolineano i giudici della Cassazione, “è ormai un fenomeno di costume sempre più radicato nei comportamenti della nostra società cui si affianca un accresciuto riconoscimento, nei dati statistici e nella percezione delle persone, dei legami di fatto intesi come formazioni familiari e sociali di tendenziale pari dignità rispetto a quelle patrimoniali”. Pertanto “ai fini dell’attribuzione e della quantificazione dell’assegno divorzile, avente natura, oltre che assistenziale, anche perequativo-compensativa, nei casi peculiari in cui il matrimonio si ricolleghi a una convivenza prematrimoniale della coppia, avente i connotati di stabilità e continuità, in ragione di un progetto di vita comune, dal quale discendano anche reciproche contribuzioni economiche, laddove emerga una relazione di continuità tra la fase ‘di fatto’ di quella medesima unione e la fase ‘giuridica’ del vincolo matrimoniale, va computato anche il periodo della convivenza prematrimoniale”, si legge nella sentenza.  Questo “ai fini della necessaria verifica del contributo fornito dal richiedente l’assegno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno dei coniugi, occorrendo vagliare l’esistenza, durante la convivenza prematrimoniale, di scelte condivise dalla coppia che abbiano conformato la vita all’interno del matrimonio e cui si possano ricollegare, con accertamento del relativo nesso causale, sacrifici o rinunce, in particolare, alla vita lavorativa/professionale del coniuge economicamente più debole, che sia risultato incapace di garantirsi un mantenimento adeguato, successivamente al divorzio”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Herzog: “Israele pronto a nuova pausa umanitaria in cambio rilascio ostaggi”

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(Adnkronos) –
Israele è pronto a una nuova pausa nei combattimenti in cambio di rilascio di più ostaggi.Ad affermarlo il presidente israeliano Isaac Herzog parlando a un gruppo di ambasciatori di 80 Paesi, secondo quanto riporta Times of Israel.  Ieri le Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas, hanno diffuso un video rilanciato da al-Jazeera di tre ostaggi israeliani anziani e malati.  “Posso ribadire il fatto che Israele è pronto a un’altra pausa umanitaria e ad altri aiuti umanitari per permettere il rilascio degli ostaggi”, ha detto il presidente israeliano agli ambasciatori, sottolineando che “la responsabilità è solo nelle mani di Sinwar e la leadership di Hamas”.  Herzog ha anche messo l’enfasi sugli sforzi umanitari di Israele, esortando le organizzazioni internazionali a fare di più per la consegna degli aiuti a Gaza. “La quantità di aiuti umanitari può essere triplicata istantaneamente”, ha detto, sostenendo che gli israeliani hanno ispezionato centinaia di camion al giorno al valico di Nitzana, ma l’Onu e gli altri gruppi non hanno mantenuto il ritmo degli invii, portando all’ingresso solo di 100-125 camion al giorno.  “Si può facilmente triplicare la quantità di camion se ci fosse uno sforzo da parte dell’Onu e dei suoi partner, il mondo deve sapere che avremmo potuto avere decine di migliaia di tonnellate di aiuti in più a Gaza”, ha detto ancora Herzog. L’Onu ha contestato queste affermazioni, dicendo che i bombardamenti israeliani hanno reso molto difficile la consegna sicura degli aiuti.

Anche gli Stati Uniti hanno spiegato che il rallentamento dell’ingresso degli aiuti era dovuto al rifiuto di Israele di riaprire il valico di Kerem Shalom.Cosa che gli americani hanno convinto gli israeliani a fare, in modo che domenica sono entrati, per la prima volta dall’inizio della tregua, 200 camion di aiuti a Gaza. Il comunicato della presidenza israeliana, che ha riferito dell’incontro tra Herzog e gli ambasciatori, conclude affermando che il “presidente ha sottolineato che Israele non è in guerra con il popolo palestinese, ma sta combattendo i suoi nemici, l’organizzazione terroristica Hamas”. Nel video prende la parola uno dei tre ostaggi, che si presenta come il 79enne Halem Bery, del kibbutz di Nir Oz. “Sono qui con un gruppo di altri anziani, hanno tutti malattie croniche e vivono in condizioni molto dure”, dichiara Bery, aggiungendo subito dopo che “noi siamo la generazione che ha costruito le fondamenta per la creazione di Israele e siamo quelli che hanno dato il via alle Idf”, le Forze di difesa israeliane. “Non capiamo perché siamo stati abbandonati qui.

Dovete liberarci, non importa il costo”, prosegue l’anziano, sottolineando che “non vogliamo essere uccisi come effetto diretto di un attacco aereo delle Idf”.Ribadendo la richiesta di essere liberati “senza condizioni”, Bery conclude con un appello: “Non fateci invecchiare qui”. Di “terrorismo atroce”ha parlato il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), Daniel Hagari. “Mostra la crudeltà di Hamas contro i civili anziani, innocenti e che necessitano di cure mediche.

Il mondo deve lavorare per consentire l’assistenza medica e verificare le loro condizioni”, ha affermato nel corso di una conferenza stampa. “Haim, Yoram e Amiram – ha aggiunto il portavoce rivolgendosi per nome ai tre ostaggi del video – spero possiate sentirmi stasera.Sappiate che stiamo facendo di tutto per riportarvi a casa sani e salvi.

Non ci fermeremo finché non tornerete”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, anche il Congresso teme Trump: approvata legge che vieta il ritiro dalla Nato

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(Adnkronos) – Il sempre più probabile ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca crea preoccupazioni bipartisan al Congresso riguardo alla possibilità che il tycoon, tornato alla presidenza rafforzato e più preparato, tenti l’assurdo, cioè ritirare gli Stati Uniti dalla Nato.E così nella legge annuale per la spesa militare approvata la scorsa settimana, è stata inserita, senza grandi clamori, una misura con cui viene esplicitamente vietata la possibilità che un presidente decida l’uscita dall’Alleanza Atlantica senza l’approvazione dei due terzi del Senato o un atto del Congresso.  Si tratta di un’iniziativa bipartisan, sponsorizzata dal senatore democratico Tim Kain e da quello repubblicano Marco Rubio, in cui si ribadisce, soprattutto alla luce della sua rivitalizzata importanza dopo l’aggressione della Russia all’Ucraina, l’impegno del Congresso a sostegno della Nato, senza fare ovviamente nessun riferimento diretto a Trump che durante il suo primo mandato ha più volte attaccato l’Alleanza Atlantica. “La Nato ha avuto una forte risposta alla guerra di Putin in Ucraina e la crescita delle sfide nel mondo”, ha dichiarato il senatore Kaine, sottolineando la necessità di riaffermare “il sostegno Usa a questa alleanza cruciale”. “Dobbiamo garantire che stiamo proteggendo i nostri interessi nazionali e proteggendo la sicurezza dei nostri alleati democratici”, gli ha fatto eco il repubblicano Rubio, parlando della misura approvata al Senato con 87 voti favorevoli e 13 contrari, ed alla Camera con 310 favorevoli e 118 contrari. Per tutti i quattro anni del suo primo mandato, Trump ha fatto critiche pubbliche alla Nato, accusando soprattutto gli alleati di non rispettare gli impegni di spesa di difesa per appoggiarsi a quelle degli Stati Uniti.

Ed a porte chiuse, hanno riferito suoi ex collaboratori, il tycoon ha più volte esplicitamente parlato dell’uscita dalla Nato.John Bolton, che è stato suo consigliere per la Sicurezza Nazionale, ha recentemente espresso la convinzione che “in un secondo mandato, Trump sicuramente vorrà uscire dalla Nato”.  Intanto, sul sito della campagna elettorale dell’ex presidente si afferma che “abbiamo finito il processo iniziato sotto la mia amministrazione di rivalutare fondamentalmente l’obiettivo e la missione della Nato”.

C’è poi chi ricorda che, ben prima della sua discesa in politica, nel 2000 Trump invocava l’uscita dalla Nato, affermando che questo “avrebbe fatto risparmiare milioni di dollari ogni anno al nostro Paese.Il costo del mantenimento delle truppe Nato in Europa è enorme e chiaramente questi fondi potrebbero essere usati in modo migliore”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Civico Palermo, intitolata a Restelli Cardiochirurgia pediatrica

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(Adnkronos) – Il nuovo reparto di Cardiochirurgia pediatrica dell’Arnas Civico di Palermo é stato intitolato stamani al cardiochirurgo Giancarlo Rastelli.Fautore dell’iniziativa, accolta dai vertici aziendali e dall’équipe di reparto, é stato Fabrizio Artale presidente del Movimento per la Salute dei giovani.

Momenti di commozione al momento della scopertura della targa, che sovrasta la porta d’accesso al reparto, dove in soli cinque mesi sono stati effettuati 37 interventi di cardiochirurgia pediatrica, alcuni dei quali a elevato grado di complessità.Presenti all’’intitolazione Roberto Colletti, direttore generale dell’Arnas Civico di Palermo, Gaetano Buccheri, direttore sanitario dell’azienda ospedaliera e buona parte dell’équipe di Cardiochirurgia che conta al completo quattro cardiochirurghi, undici anestesisti/rianimatori, cinque perfusionisti, due cardiologi, 47 infermieri, 15 operatori socio-sanitari. “Oggi é una giornata importante, dice il direttore generale Colletti, perché fissiamo un punto nei primi cinque mesi di attività, ritenendoci soddisfatti per quanto fatto e riproponendoci ulteriori obiettivi cosicché il reparto, che ad oggi é legato al gruppo San Donato, possa crescere ancora maggiormente e mantenere la promessa di diventare un’eccellenza a livello nazionale e non solo”. “In questi primi cinque mesi, dice il cardiochirurgo Fabrizio De Rita, abbiamo effettuato 37 interventi, in bimbi di tutte le età: dai neonati prematuri di poche ore di vita, agli adolescenti.

Tante le cardiopatie trattate.L’obiettivo é quello di continuare bene così da evitare i viaggi della speranza, così da garantire assistenza immediata ed efficace si bambini cardiopatici dell’isola”. “Abbiamo voluto questa intitolazione, di concerto con i vertici aziendali”, dice Fabrizio Artale, presidente Movimento per la salute dei giovani, “perché il dottore Rastelli, scomparso a soli 37 anni, é stato un pioniere della cardiochirurgia pediatrica.

Rastelli é stato esempio di scienza e anche di umanità ed é per noi volontari un grande modello”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Google pagherà 700 milioni di dollari per archiviare caso Play Store

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(Adnkronos) –
Google ha accettato di pagare 700 milioni di dollari per risolvere una causa intentata da un gruppo di stati americani per problemi di concorrenza legati al suo App Store Android.Il colosso della tecnologia ha inoltre accettato di apportare modifiche al funzionamento del sistema Android e di consentire una maggiore concorrenza nel suo app store Play.

Questo è il risultato di un accordo raggiunto con i procuratori generali dei diversi Stati a settembre scorso, ma i cui dettagli sono stati resi noti da Wilson White, vicepresidente degli affari governativi di Google. Google ha accettato di versare 630 milioni di dollari in un fondo di compensazione da distribuire a beneficio dei consumatori secondo un piano approvato dal tribunale e 70 milioni di dollari in un fondo che sarà utilizzato dagli Stati.La documentazione del tribunale afferma che l’accordo richiede che Google offra a tutti gli sviluppatori, compresi gli sviluppatori di giochi, la possibilità di aggiungere sistemi di fatturazione in-app alternativi per almeno cinque anni. In una dichiarazione, White ha affermato: “Android e Google Play si sono continuamente evoluti per fornire maggiore flessibilità e scelta in risposta al feedback di sviluppatori e regolatori, nonché all’intensa concorrenza di Apple e degli app store nell’ecosistema Android aperto.

Lo abbiamo dimostrato nel recente processo e siamo rimasti delusi dal fatto che il verdetto non abbia riconosciuto la scelta e la concorrenza consentite dalle nostre piattaforme.” La scorsa settimana Google aveva perso una causa antitrust correlata intentata dal produttore di videogiochi Fortnite Epic Games riguardo al suo App Store Android.Una giuria federale in California aveva stabilito che l’app store Android di Google violava le leggi antitrust ed era illegalmente protetto dalla concorrenza nel mercato delle app Android per assicurarsi miliardi di dollari di profitti dal suo Play Store. Milioni di persone in tutto il mondo scaricano e installano app dal Play Store che funzionano sugli smartphone basati sul software Android di Google.

Gli Stati Uniti hanno affermato che i contratti di Google con produttori di smartphone, operatori di rete e sviluppatori di giochi hanno influenzato la concorrenza sul Play Store. Google è stata anche accusata di riscuotere commissioni eccessive sugli acquisti digitali sul suo Play Store impedendo metodi di pagamento alternativi che potrebbero offrire commissioni più basse. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aiuti all’Ucraina, Crosetto: “Da Cdm ok decreto legge proroga fino 31 dicembre 2024”

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(Adnkronos) – Aiuti all’Ucraina, approvato oggi dal Consiglio dei ministri il decreto legge proroga fino al 31 dicembre 2024. “Ancora una volta l’Italia sceglie di essere dalla parte della libertà delle nazioni e del rispetto del diritto internazionale, con l’obiettivo di arrivare, in linea con la posizione assunta dagli alleati Nato e Ue, a una pace giusta e duratura” dice il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Abbiamo scelto – continua Crosetto – come dicastero e come governo di prorogare un atto di indirizzo, deciso ormai già un anno fa, dal governo precedente, lasciando immutato il dettato del decreto e decidendo di ottemperare, appena ve ne saranno le condizioni, a un passaggio parlamentare, e abbiamo scelto di farlo senza utilizzare strumenti secondari come il decreto Milleproroghe o altri provvedimenti non omogenei per materia, come pensavano alcuni – conclude -.Segnalo che, sul sostegno all’Ucraina, non esiste alcun problema politico all’interno della maggioranza di governo che intende, invece, rispettare il ruolo e il vaglio del Parlamento”. Come fa sapere il dicastero della Difesa, il prolungamento del conflitto russo-ucraino, in uno scenario internazionale aggravato dalla crisi mediorientale e dalla guerra tra Israele Hamas, impone al governo Meloni una scelta di coerenza, di sostegno e, dunque, di proroga degli aiuti all’Ucraina, in linea con gli impegni internazionali assunti dall’Italia in sede Ue e Nato.

Il decreto-legge in questione consentirà al governo, per un ulteriore anno e previo obbligatorio mandato del Parlamento, di supportare la popolazione ucraina, impegnata a difendere la libertà e sovranità della sua nazione, mettendo loro a disposizione, come è stato fatto finora, non solo armi, ma anche equipaggiamenti, gruppi elettrogeni e quanto necessario a sostenere le operazioni militari a difesa di civili inermi.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attacchi Houthi nel Mar Rosso, i rischi per l’economia globale

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(Adnkronos) – E’ nello Stretto di Bab el-Mandeb, che congiunge il Mar Rosso, a sud, con il Golfo di Aden e quindi con l’Oceano Indiano, che i mercantili in transito sono diventati bersagli degli Houthi.E’ uno stretto d’acqua di poco più di 32 chilometri, tra Gibuti e lo Yemen, una ‘porta d’ingresso’ al Mar Rosso, e quindi, verso nord, al Canale di Suez, che oltre 150 anni fa rivoluzionò il commercio globale creando una scorciatoia tra gli Stati Uniti ed l’Europa, tra Medio Oriente ed Asia.

Circa il 12% del commercio globale – compreso il 30% del traffico globale di container – passa attraverso il Mar Rosso, dove transitano miliardi di dollari di merci e forniture ogni anno, e dove ogni ritardo produce effetti significativi sugli scambi in tutto il mondo. Gli analisti si sono allarmati della facilità con cui il gruppo sostenuto dall’Iran è riuscito a boicottare la rotta commerciale più significativa del pianeta: nel 2014 gli Houthi sono diventati attore della guerra esplosa in Yemen, combattendo contro le forze del governo sostenute dall’Arabia Saudita, patria del sunnismo.Oggi sono secondo gli analisti, più vicini a livello militare all’Iran, con un’alleanza rafforzata dal 2015.

Si sono così trasformati da gruppo di guerriglia locale a forza armata più sofisticata.  Ora dalla loro base gli Houthi hanno preso di mira le navi nello stretto di Bab-el-Mandeb dirette verso il Canale di Suez.Se inizialmente venivano bersagliate solo le imbarcazioni dirette in Israele, le minacce sono cresciute nel momento in cui sono state colpite navi battenti bandiere di altri paesi e prive di alcun legame con Israele.  In risposta agli attacchi, le navi della marina militare francese, britannica e americana hanno abbattuto alcuni loro droni e missili e ieri gli Stati Uniti hanno annunciato di aver messo insieme una coalizione di paesi d’accordo per svolgere pattugliamenti nella parte meridionale del Mar Rosso allo scopo di salvaguardare le navi dagli attacchi.

Un annuncio che non è rimasto senza risposta: Mohammed al-Bukhaiti, membro della leadership Houthi, ha detto ad Al Jazeera che il suo gruppo affronterà ogni coalizione formata dagli Stati Uniti che dovesse essere dispiegata nel Mar Rosso. E oggi il portavoce del gruppo Muhammad Abdel Salam, ha rincarato la dose: “il fine delle operazioni navali” nel mar Rosso da parte del gruppo sciita degli Houthi (Ansar Allah) è “sostenere il popolo palestinese nell’affrontare l’aggressione e l’assedio di Gaza, e non fare una dimostrazione di forza o una sfida per nessuno”. “Chiunque cerchi di espandere il conflitto deve assumersi la responsabilità delle conseguenze delle sue azioni”, ha ammonito Abdel Salam, ritenendo che “la coalizione formata dagli Usa con lo scopo di proteggere Israele e militarizzare il mare senza alcuna giustificazione, non impedirà allo Yemen di continuare le sue legittime operazioni a sostegno di Gaza”.  L’effetto più immediato degli attacchi alle navi è stato l’aumento dei costi assicurativi per i mercantili che viaggiano attraverso il Canale di Suez e il Mar Rosso.In genere, le navi devono avvisare i propri assicuratori quando percorrono aree ad alto rischio e quindi devono pagare un premio aggiuntivo.

Questo premio di rischio pagato dalle compagnie di navigazione ammontava solo allo 0,07% del valore di una nave all’inizio di dicembre, ma negli ultimi giorni è salito a circa lo 0,5%-0,7%. (segue) Ieri un gruppo di importanti assicuratori marittimi ha anche ampliato l’area del Mar Rosso che considera ad alto rischio, il che significa che più navi dovranno pagare il premio.Di conseguenza, il costo della spedizione delle merci attraverso il Mar Rosso è aumentato di decine di migliaia di dollari a settimana.

Per la maggior parte dei trader inoltre il rischio resta troppo grande. Nell’ultima settimana, importanti compagnie di navigazione, tra cui Maersk, Hapag Lloyd e MSC hanno deciso di non utilizzare più quella rotta: alcune navi vengono dirottate intorno al Capo di Buona Speranza, sulla punta meridionale dell’Africa, per un totale di due settimane di viaggio.Lunedì, la BP ha fermato tutte le spedizioni di petrolio e gas attraverso il Mar Rosso. I prezzi del petrolio e del gas naturale sono aumentati alla notizia che la BP stava sospendendo le spedizioni.

Se gli attacchi alle navi continueranno e più compagnie petrolifere faranno la stessa scelta, è chiaro che i costi dell’energia aumenteranno ulteriormente. (segue) Nel frattempo, alle compagnie di navigazione resta una doppia scelta: affrontare il rischio di viaggiare attraverso il Mar Rosso ed accettare i costi assicurativi più alti che ne derivano, o dirottare le loro navi su altre rotte.Entrambe le opzioni comporteranno tariffe più elevate e ritardi nella consegna delle merci, i cui costi varieranno lungo l’intera catena di approvvigionamento.

Per gli economisti si rischia un forte vento contrario per l’economia globale, che si sta ancora riprendendo dalla pandemia di Covid-19, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e la significativa stretta monetaria, osservata in molti paesi. Con i banchieri centrali di tutto il mondo sul punto di dichiarare vittoria nella lotta contro l’inflazione, un aumento del petrolio e del gas, insieme all’interruzione della catena di approvvigionamento globale, potrebbe minacciare di ribaltare questi successi.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Governo, Meritocrazia Italia: “Luci su Musk ma Paese dovrebbe crescere su cultura non solo Pil”

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(Adnkronos) – “Intere pagine di stampa e larga parte dei TG sono dedicati alla visita a sorpresa di Elon Musk.L’uomo del momento è uno dei più ricchi e potenti imprenditori statunitensi, che riesce a farsi ricevere dalle Istituzioni con pochissimo preavviso accentrando su di sè ogni tipo di attenzione, anche in merito a suoi slogan sul ‘dovere civico a procreare’.

L”eccezionale’ e ripetuta deroga concessa all’uomo del momento, rispetto al consolidato protocollo istituzionale, evidenzia il modo di fare politica ed anche il piano dei valori ai quali si sceglie di dare attuazione”.Lo dichiara Walter Mauriello, presidente di Meritocrazia Italia. “Non sono in discussione i meriti di Elon Musk e non è in discussione neanche l’utilità di avere interlocuzioni del genere che ampliano la visione dell’era tecnologica nel mondo imprenditoriale e finanziario. È in discussione la capacità di costruire una società in grado di individuare il piano delle priorità, per dare una giusta risposta alle proposte dei cittadini comuni, che quotidianamente immettono nel circuito legislativo una infinità di proposte serie, attuabili e certamente funzionali al nostro sistema sociale”.  “Fa pensare il fatto -prosegue Mauriello- che le Istituzioni si blocchino, nelle loro attività, SOLO per dare udienza e accoglienza a uno dei potenti del mondo, e tanta difficoltà abbiano, invece, ad aprire, ad inserire in agenda, e conservare le interlocuzioni con comuni cittadini che mettono a disposizione, con il proprio tempo e le proprie energie, atti e proposte propedeutiche a reggere l’avanzamento prepotente dello ‘Stato di Finanza’.

Stupisce, per queste ragioni, la prassi consuetudinaria che CONCEDE spazio al MILIARDARIO di turno e quanta minor o inesistente attenzione invece viene CONCESSA a chi vuol fare la propria parte nella ricomposizione delle giuste linee di collaborazione con il Governo e le Istituzioni tutte.Meritocrazia Italia chiede alle Istituzioni quale ruolo vogliano riservare ai Cittadini nella realizzazione della quotidiana azione politica e quale tipo di libertà partecipativa, di rango costituzionale, vogliano favorire se effettivamente si vuole tendere ad una Giustizia Sociale”.  “Le decisioni vengano assunte anche con chi, con garbo e desiderio costruttivo, propone e cerca di dare aiuto e risposta concreta ai problemi reali del Paese ed al disagio.

Certamente è semplice parlare a slogan ma sarebbe finalmente giunto il momento di pensare anche alla costruzione della politica del confronto, di stampo culturale, senza della quale NON ci sarà spazio per tutto il resto.Questa è l’Italia che vorremmo.

Questa è l’Italia che chiediamo.Il Paese cresce sulla Cultura sociale, non sui numeri o sul denaro.

Stop war”, conclude.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)