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Russia, Putin e l’ultimo decreto: Mosca rivuole l’Alaska?

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(Adnkronos) –
La Russia di Vladimir Putin rivuole l’Alaska?Il presidente russo ha firmato un decreto che stanzia fondi per la ricerca, la registrazione e la protezione delle proprietà di Mosca all’estero.

Nell’elenco sono inclusi anche i territori ceduti dall’impero russo e dall’Unione Sovietica.La ista quindi comprenderebbe anche l’Alaska, venduta agli Stati Uniti nel 1867, territori nell’Europa Centrale e Orientale, aree della Scandinavia, settori dell’Asia. Come evidenzia il magazine statunitense Newsweek, il decreto è stato firmato dal presidente lo scorso 17 gennaio.

Il provvedimento non ha contorni ben definiti.L’Institute for the Study of War (Isw) evidenzia che “i parametri precisi di ciò che costituisca proprietà russa attuale o storica non sono chiari.

Il Cremlino potrebbe utilizzare la ‘protezione’ dei territori delle sue proprietà rivendicate in paesi al di là dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale per promuovere meccanismi di soft power negli stati post-sovietici e nei paesi vicini, per perseguire in ultima analisi una destabilizzazione interna”. Il decreto, nella Russia che va verso le elezioni presidenziali di marzo, piace in particolare agli ultranazionalisti.I blogger pro-guerra, categoria in auge negli ultimi 2 anni dall’inizio del conflitto con l’Ucraina, vedono nel documento un passo avanti verso nuovi conflitti con i ‘vicini’, compresi gli Usa. “Suggeriamo di cominciare con l’Alaska”, è l’input che arriva da un canale Telegram con oltre 530mila iscritti.

Nel mirino finiscono territori di ogni latitudine: l’Ucraina non è una novità, ma entrano in gioco la Bessarabia, il Granducato di Finlandia, l’Armenia, l’Azerbaigian, gran parte dei paesi baltici e una quota significativa della Polonia. Colpiscono, ovviamente, i riferimenti all’Alaska, che nel 1867 è stata ceduta agli Stati Uniti.In passato, Putin ha depennato l’argomento dalla lista dei temi meritevoli di attenzione, sebbene le sollecitazioni per riaprire la questione nei termini di una disputa territoriale non siano mai mancate.

Secondo l’Isw, ogni rivendicazione sarebbe priva di qualsiasi fondamento.La reazione degli ambienti ultranazionalisti alla firma del decreto, però, è un segnale evidente sulla presenza radicata di un orientamento revanchista che, inevitabilmente, va considerato come un fattore rilevante per un paese in guerra.

Alimentare il mito di una riconquista, anche solo con un pezzo di carta, potrebbe rendere più agevole l’avvio di una nuova mobilitazione dopo le elezioni presidenziali che confermeranno Putin alla guida del paese. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attacchi nel Mar Rosso, chi sono gli Houthi

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(Adnkronos) – Non si fermano gli attacchi ai mercantili nel Mar Rosso, oggi si definisce la missione europea a Bruxelles per la protezione del traffico marittimo.Il ‘fronte’ del Mar Rosso si è aperto dopo l’avvio delle operazioni israeliane nella Striscia di Gaza, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas, scattate in risposta all’attacco del 7 ottobre in Israele.

Gli Houthi, “nati e cresciuti per la guerra”, secondo gli analisti, hanno usato le loro basi nel nord dello Yemen per lanciare missili e droni contro mercantili e sono diventati protagonisti in Medio Oriente ‘sfoggiando’ armi sempre più sofisticate.Inizialmente attacchi lanciati dalla lontana costa yemenita hanno preso di mira il porto israeliano di Eilat.

Poi sono arrivati gli attacchi a mercantili e la risposta anglo-americana di 11 e 12 gennaio (da quel giorno, secondo Sky News Arabia, si contano almeno 75 morti, anche tra le fila dei Pasdaran iraniani e degli Hezbollah libanesi). “Nessuno aveva previsto seriamente questa minaccia”, ha scritto Le Monde, secondo cui gli Usa (e con loro altre potenze) sono “ormai in prima linea in questa nuova conflagrazione regionale” e “pagano oggi il prezzo del mancato interesse” per il dossier Yemen, un Paese povero in cui gli Houthi si sono rafforzati nel corso degli anni.Oggi, guidati da Abdulmalik al-Houthi, affermano di attaccare navi ‘legate’ a Israele o dirette verso i porti israeliani, considerati obiettivi legittimi, e dicono che non verranno ‘scoraggiati’ dalle operazioni anglo-americane.

Ma per gli osservatori le operazioni contro gli Houthi (il vero nome del movimento è Ansar Allah, ‘Partigiani di Dio’) hanno rafforzato la loro ‘posizione’ nella regione da quando nel 2014 presero il controllo della capitale yemenita Sanàa. E, con il forte sostegno in Medio Oriente per la causa palestinese che ha scatenato l’indignazione nella regione per l’offensiva militare israeliana a Gaza, gli Houthi si sono presentati come difensori dei palestinesi. “Penso sognino un attacco contro di loro da parte di americani o israeliani perché questo li trasformerebbe in una vera forza di ‘resistenza’”, diceva a dicembre l’analista yemenita Mustapha Noman in un briefing di Chatham House, dichiarazioni rilanciate ora dal Washington Post.Ed era sempre a dicembre che il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, annunciava la nuova operazione Prosperity Guardian.

Adesso prende forma Aspides. “Un confronto diretto con gli Usa non spaventa il popolo yemenita – ha detto di recente Abdulmalik al-Houthi – L’attendiamo da tempo”. E se è “antico” l’interesse dell’Iran per il Mar Rosso, via di transito per le ‘forniture’ destinate agli Hezbollah libanesi o ai palestinesi di Hamas e Jihad Islamica, l’attenzione per lo Yemen della Repubblica Islamica si manifesta – secondo l’analisi di Le Monde – solo a partire dal primo intervento militare saudita nel 2009, a sostegno del governo dell’allora presidente Ali Abdullah Saleh, in difficoltà con gli Houthi.Houthi che “nel giro di pochi anni si sono dotati di un arsenale significativamente diversificato di armamenti antinave”, come ha scritto Fabian Hinz, ricercatore dell’International Institute for Strategic Studies.

Un arsenale che “solleva interrogativi sulla strategia più ampia dell’Iran nella regione”.E poiché “gli armamenti sono stati forniti dall’Iran ben prima dello scoppio del conflitto tra Israele e Hamas” si ritiene che Teheran si concentri “sul rafforzamento delle capacità nella lotta antinave degli Houthi” e che potrebbe “tentare di esportare il suo modello di coercizione navale (il blocco di una via di navigazione) dal Golfo Persico e dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso e allo Stretto di Bab el-Mandeb”. Tornando indietro nella storia yemenita, il 2011 è l’anno delle cosiddette Primavere Arabe e Saleh ‘esce di scena’ l’anno seguente dopo 33 anni al potere (verrà poi ucciso nel 2017).

Nel 2014, deposto il governo di Sana’a, gli Houthi costringono il presidente, Abde Rabbo Mansour Hadi, a fuggire in Arabia Saudita.Inizia così una lunga guerra civile – con gli Houthi contro le forze governative sostenute dall’Arabia Saudita e appoggiate da una coalizione composta per lo più da Paesi arabi del Golfo Persico (a cui gli Usa hanno fornito sostegno militare) – costata la vita a decine di migliaia di persone in quello che è il Paese più povero della regione.  Ormai, evidenzia Le Monde, gli Houthi controllano la porzione dello Yemen con le aree più popolose.

E hanno dato prova di resilienza.Mentre l’Amministrazione Biden, come ha scritto ieri il Washington Post, definisce piani per una campagna militare prolungata e l’Arabia Saudita auspica invece la de-escalation.

Da novembre, secondo il giornale, sono stati più di 30 gli attacchi contro mercantili sferrati dagli Houthi con missili e droni.E nel frattempo gli Usa hanno escluso ogni speranza di ritrovare vivi i due Navy Seal dispersi in un blitz contro gli Houthi. Il gruppo prende il nome da Hussein al-Houthi, che promosse lo zayidismo (branca dello sciismo) e venne ucciso nel 2004 dalle forze governative.

Si è trasformato in insorgenza e oltre i confini dello Yemen ha in passato preso di mira ‘avversari’ con missili e droni (nel 2019 sono stati attaccati siti petroliferi in Arabia Saudita, nel 2020 un missile balistico è ‘arrivato’ a Riad e due anni dopo tre persone sono morte in un attacco con un drone ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti). “Non è esagerato dire che gli Houthi sono nati e cresciuti con la guerra”, osserva Maysaa Shuja Al-Deen, ricercatrice del Center for Strategic Studies a Sana’a citata da Le Monde.Per 20 anni non hanno mai smesso di combattere.

E un processo di pace sarebbe una grande sfida da affrontare mentre le tensioni nel Mar Rosso hanno ripristinato la legittimità degli Houthi in un momento in cui – dopo la tregua del 2022 – la loro autorità veniva mesa in discussione nelle regioni dello Yemen sotto il loro controllo.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Bper Banca plafond da 1 milione di euro per prestiti d’onore a studenti dell’Università Cattolica

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(Adnkronos) –
Bper Banca annuncia il rinnovo della collaborazione, già avviata nel corso del 2022, a beneficio degli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per l’alta formazione internazionale.La Banca ha infatti siglato nei giorni scorsi una convenzione con l’Istituto Giuseppe Toniolo, ente fondatore dell’Ateneo, mettendo a disposizione un milione di euro per ampliare l’iniziativa Prestito d’onore a tutti gli studenti dell’Università Cattolica selezionati nell’ambito di prestigiosi programmi internazionali e double degree.

I giovani meritevoli avranno così la possibilità di specializzarsi o di conseguire una doppia laurea magistrale, un titolo rilasciato dall’Università Cattolica e un secondo riconoscimento accordato da prestigiose università estere, quali ad esempio la London School of Economics e la Fordham University di New York, presso le quali viene svolto un periodo di studi con il superamento dei relativi esami. Il finanziamento viene concesso a un tasso particolarmente agevolato e prevede la restituzione del capitale trascorso un periodo “ponte” (fino a oltre due anni) per consentire allo studente di iniziare il pagamento delle rate solo a studi conclusi e dopo aver trovato un’occupazione.Inoltre, l’accesso al finanziamento viene garantito unicamente in base al merito accademico e senza la richiesta di garanzie economiche da parte dello studente o dei suoi familiari, consentendo così la copertura dei costi connessi all’iscrizione e alla frequenza del corso presso l’Ateneo estero per completare l’iter formativo di eccellenza.Per poter accedere al prestito d’onore, lo studente potrà collegarsi al sito dell’Istituto Toniolo (istitutotoniolo.it/prestitodonore), dove è possibile ottenere le informazioni necessarie e inoltrare la domanda.  “Siamo lieti di rinnovare il sostegno a questa iniziativa dedicata ai giovani selezionati dall’Università Cattolica nell’ambito di prestigiosi programmi internazionali” osserva la Presidente di BPER Banca, Flavia Mazzarella. “Il plafond sarà utilizzato per fornire prestiti d’onore agli studenti, consentendo loro di perseguire i propri sogni accademici, anche a chi non possiede le risorse economiche necessarie per poterli intraprendere.

Crediamo – prosegue – che questo sostegno finanziario non solo faciliti il percorso di studio dei giovani meritevoli, ma contribuisca anche a coltivare una nuova generazione di leader, professionisti e pensatori globali.In questo sforzo comune, la collaborazione con l’Università Cattolica è un segno tangibile del nostro impegno a lavorare insieme per promuovere l’eccellenza e l’innovazione”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, le gare disputate dal settore giovanile nel weekend

Juve Stabia, gli impegni del settore giovanile nel fine settimana: i risultati e l’andamento nelle varie categorie.

Juve Stabia, vincono Under 16 e Under 17, pareggio per la Primavera 3 e per l’Under 16: le gare disputate dal settore giovanile nel fine settimana.

Il tabellino del match di Primavera 3 e la relativa classifica.

Allo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia si è disputata la partita valida per la quindicesima giornata del girone B del campionato di Primavera 3 tra Juve Stabia e Catanzaro che è terminata con il punteggio di 1-1.Così in campo:

Juve Stabia – Lauritano, Cirillo, Ascolese, Fravola, Galietti, Angellotti, Testa, Faccetti (69′ D’ambrosio), Saviano (86′ Perna), Piccolo (54′ Boakye), Aprea.

A disposizione: Puca, Boakye, Vellotti, Pezzella, Aspide, Di Nardo, Gargiulo, D’Ambrosio, Patricelli, Penna, Perna, Schettino, Moanco, Avallone.Allenatore: Giorgio Lucenti.

Catanzaro – Grimaldi, Marciano (46′ Gatto) , Rizzo (73′ Bombaci), Maiolo, Curulla, Belpanno, Simeone (46′ Villari), La Fauci, Viotti, Rafael Gabriel (68′ Violante), Carnà (80′ Tedesco).A disposizione: Raccioppoli, Bombaci, Villari, Puccio, Caporaso, Angotti, Falco, Gatto, Susino, Gualtieri, Tedesco, Violante.

Allenatore: Zito.Marcatori: 20′ rig.

Piccolo (JS), 90’+2 Violante (C)

Ammoniti: Angellotti (JS), Testa (JS), Boakye (JS), Maiolo (C), Curulla (C), Belpanno (C), Simeone (C), Villari (C).Espulsi: -/

Arbitro: sig.

Pierpaolo Picaro della sezione arbitrale della sezione AIA di Nocera Inferiore

Assistenti: sig.Antonio Apuzzo della seziona AIA di Napoli e sig.

Emanuele Tegolo della sezione AIA di Battipaglia.In classifica in testa l’Avellino con 35 punti, seguono la Virtus Francavilla con 28 punti e terza è la Juve Stabia con 25 punti in condominio col Catanzaro con cui ha pareggiato lo scontro diretto del “Romeo Menti”.

Nel prossimo turno il derby con la Turris attende le Vespette fuori casa sabato 27 gennaio alle 13:30.

Il tabellino dell’Under 15 della Juve Stabia.

Allo stadio ”Squitieri” di Sarno si è disputata la seconda giornata di ritorno del campionato Under 15 tra Juve Stabia e Messina terminata con il risultato di 1-1.Cosi in campo:

Juve Stabia – Cappa, Cammarota, Muoio, Cirillo (85′ Silvestri), Picardi, Vanzanella, Filosa, Sapio, Castellano (69′ Tricarico), Mauro, Iuorio (55′ Bottone).

A disp.Valentino, Sparavigna, Raimondo, Luongo, De Vita, Di Maio.

All.Criscuoli

Messina – Scilipoti, Mazzeo (85′ Amanti), Godivin (66′ Barresi), Grasso (85′ Capuana), Bellinvia, Maimone, Tavilla, Sofia, Tutino (55′ Paratore), Errigo, Loria.

A disp.Villari, Barbarino, Ferrara, Jukas.

Gol – 1′ Iuorio (JS), 66′ Errigo (M)

Ammoniti – Vanzanella (JS), Bellinvia (M), Errigo (M)

Espulsi – /.

Il tabellino dell’Under 16 delle Vespette vittorioso a Sorrento nel derby.

Allo stadio “Italia” di Sorrento si è disputato l’incontro valido per la dodicesima giornata del girone C del campionato Under 16 tra Sorrento e Juve Stabia che è terminato con il punteggio di 2-0 in favore delle vespette.Così in campo:

Sorrento – Ruocco, Di Martino, Cirillo, Sellitti, Starace, Perreon, Schisano (62′ De Gregorio), Maietta (71′ Lubrano), Santarpia (62′ Fiorentino), Esposito (46′ Caccaviello), Manco ( 56′ Langella).

A disposizione: De Simone, Caccaviello, Fiorentino, Lubrano, Gargiulo, Alberino, Balzamo, De Gregorio, Langella.Juve Stabia – Ardolino, De Simone, Minucci (52′ Torino), Petrilc, Amelio, Avvisato, Palermo (52′ D’Angelo), Primicerio, Iasevoli, Ponte (63′ Russo), Di Domenico (52′ Calabrese).

A disposizione: De Gennaro, Cepollaro, Torino, Malafronte, D’Angelo, Sedile, Calabrese, Russo, Calizio.Allenatore: Romano.

Marcatori: 36′ Avvisato (JS), 90′ Iasevoli (JS).Ammoniti: Schisano (S), Maietta (S), Santarpia (S), Ponte (JS)

Espulsi: -/

Arbitro: sig.

Diego Coraggio della sezione AIA di Napoli

Assistenti: sig.Ciro Miraglia della sezione AIA di Frattamaggiore e sig.

Ugo Malone della sezione AIA di Napoli.

Il tabellino dell’Under 17 che ha vinto col Messina 3-0.

Allo stadio “Felice Squitieri” di Sarno si è disputata la gara valida per la quindicesima giornata del girone D del campionato Under 17 tra Juve Stabia e ACR Messina che è terminata con il punteggio di 3-0 in favore delle vespette.Così in campo:

Juve Stabia – Piccolo, Trotta, Malafronte, Esposito S. (90′ Persico9, Avolio, Poerio, Trascente (75′ Di Maiolo), Potenza (75′ Avino), Coppola (75′ Ferraro), Stanco (75′ Vaia), Acosta (90′ Capasso).

A disposizione: Simeoli, Vaia, Avino, Persico, Di Fenzo, Capasso, Valentino, Ferraro, Di Maiolo.Allenatore: Michele Sacco.

ACR Messina – Maniscalco (46′ De Pasquale), Deodato, Caporanello, Campanella (46′ Catalfumo), Ferrino (46′ Pecora), Mameli, Santoro (46′ Buonasera), Trifico (68′ Cecchi), Viola (80′ Capillo), Chiarda (46′ Scafana), Sottile.A disposizione: De Pasquale, Buonasera, Scafana, Capillo, Pecora, Cecchi, Catalfumo, Alioto.

Allenatore: Giuseppe Cosimini.Marcatori: 12′ e 41′ Trotta (JS), 38′ Trascente (JS)

Ammoniti: Malafronte (JS), Deodato (M), Campanello (M), Catalfumo (M)

Espulsi: Catalfumo (M).

Caso Maignan alla Camera, botta e risposta Soumahoro-Kelany

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(Adnkronos) – Trova spazio anche alla Camera la vicenda degli insulti razzisti al portiere del Milan Mike Maignan durante la partita di campionato Udinese-Milan, sospesa sabato sera per qualche minuto.A portare il caso Maignan in aula è stato il deputato del Gruppo Misto Aboubakar Soumahoro: “Non è la prima volta che accade.

Il contesto, il clima politico in cui questo si verifica ci deve portare ad una ulteriore riflessione”.  Soumahoro ha proseguito: “Quale messaggio lancia la politica all’opinione pubblica quando parla di sostituzione etnica, quando si adottano provvedimenti come il decreto Cutro, la deportazione dei migranti in Albania, la legge Bossi-Fini o quando la politica rimane in silenzio di fronte ad un atteggiamento dichiaratamente fascista come quello di Acca Larenzia?”.  Alle condanna degli insulti razzisti “senza se e senza ma” si è poi associato Federico Fornaro, del Pd: “Nei confronti di questi comportamenti ci deve essere tolleranza zero”.Stessa posizione (“mi associo alla condanna di questi atti esecrabili di razzismo”) da parte della deputata di FdI Sara Kelany, che però ha replicato con decisione a Soumahoro: “Mi sento di condannare chi porta in quest’aula questi argomenti per continuare a fare dell’ideologia e a dare a questo governo del fascista, del razzista, dello xenofobo.

Questo non fa del bene alla causa che l’onorevole Soumahoro voleva portare in quest’aula.Per questo, le dichiarazioni dell’onorevole Soumahoro sono assolutamente inaccettabili”. Per il deputato di Fdi Gimmi Cangiano, componente della Commissione Cultura ed Istruzione alla Camera, è stato “uno spettacolo indegno per un Paese civile e dalla storia millenaria come il nostro.

Si alzano dagli spalti cori razzisti ed offensivi contro Mike Maignan, portiere del Milan.L’arbitro dichiara la partita momentaneamente interrotta.

I giocatori del Milan si avviano verso gli spogliatoi e quelli dell’Udinese sotto la Curva Nord per pregare un gruppetto di facinorosi ultrà di riportare tutto ad un livello ‘accettabile’ di tifoseria.Scene viste già tante volte”. “Ricordo con dolore i cori pieni di odio contro Koulibaly quando ancora giocava in Italia.

E poi il solito dibattito che nelle ore successiva infuoca i giornali e le Tv, ma che è destinato a restare chiuso in se stesso se non guardiamo in faccia la realtà.Non è più possibile consentire che gli stadi siano spesso in mano a tifoserie rancorose e pericolose, che hanno tolto alle famiglie il piacere di seguire la propria squadra del cuore.

Non è possibile che un momento di sport e divertimento debba diventare un campo di battaglia”, rimarca il parlamentare, che conclude: “L’episodio di sabato ha fatto il giro del mondo, restituendo una immagine della nostra Italia che non rispecchia la bellezza di ciò che siamo.Bene l’unanime condanna: ma non basta.

Vanno assolutamente prese in considerazione misure molto più drastiche e stringenti.Perché nel momento in cui Maignan abbandona desolato ed umiliato il campo, è lì che abbiamo perso tutti.

Come uomini e come tifosi.Non possiamo più consentire che ciò accada”.    —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sarah Ferguson: “Il melanoma? Uno shock”

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(Adnkronos) – “Un’altra diagnosi di cancro è stata uno shock”.Lo ha scritto su Instagram Sarah Ferguson, ringraziando anche il personale medico per il supporto che ha ricevuto. “Sono comunque di buonumore e grata per i tanti messaggi di amore e sostegno” aggiunge. “Mi sono presa un po’ di tempo per me stessa perché mi è stato diagnosticato un melanoma maligno, una forma di cancro della pelle, la mia seconda diagnosi di cancro a un anno dalla precedente diagnosi”, ha aggiunto la duchessa di York, che la scorsa estate ha subito una mastectomia per cancro al seno e un intervento di chirurgia ricostruttiva.  Dopo re Carlo e la principessa Kate Middleton, la Ferguson è il terzo membro della famiglia reale ad aver annunciato la scorsa settimana di doversi sottoporre a una procedura medica.

Ieri, il suo portavoce aveva riferito che “il suo dermatologo aveva chiesto che diversi nei fossero asportati e analizzati mentre la duchessa si stava sottoponendo a un intervento di chirurgia ricostruttiva dopo la mastectomia e uno di questi è stato identificato come canceroso”.La principessa sarebbe stata sottoposta a ulteriori indagini per accertarsi che il tumore fosse stato scoperto nelle fasi iniziali.  Una seconda diagnosi di cancro dopo sei mesi è chiaramente una grande sfida da affrontare, hanno detto alla Bbc fonti vicino alla principessa, ma lei è una persona resiliente e riceve le cure e il sostegno della sua famiglia.

La duchessa ha dimostrato una notevole capacità di riprendersi dalle avversità.L’anno scorso le è stato diagnosticato un cancro al seno, a seguito di uno screening mammografico di routine.

La duchessa ha reso molto pubblica la sua terapia, esortando le altre donne a sottoporsi a controlli e utilizzando il suo podcast per sensibilizzare l’opinione pubblica sul cancro al seno, volendo che fosse un messaggio positivo per salvare gli altri.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Amadeus è già da record: battuti Pippo Baudo e Mike Bongiorno

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(Adnkronos) –
Con il Sanremo 2024 Amadeus diventerà già il recordman delle conduzioni del festival.Per superare Pippo Baudo e Mike Bongiorno non dovrà attendere un eventuale sesto festival.

Lo rivela Eddy Anselmi nella puntata odierna del podcast Sanremo Express, con cui l’Adnkronos accompagna gli ascoltatori verso la kermesse. Anselmi, esperto del festival ed autore di un enciclopedia su Sanremo, sottolinea infatti che per numero di serate condotte, l’attuale presentatore e direttore artistico del festival batterà già il record quest’anno: “Amadeus celebrerà la quinta edizione condotta consecutivamente come Mike Bongiorno, dal 1963 al 1967, e Pippo Baudo, dal 1992 al 1996.Ma attenzione, Amadeus batte già un record, perché quest’anno celebrerà 25 serate consecutive.

Perché, Pippo Baudo e Mike Bongiorno presentavano consecutivamente festival con meno serate.Pippo Baudo si ferma così a 22 serate consecutive.

E Mike Bongiorno a 15 serate consecutive, come quelle totalizzate da Carlo Conti in soli 3 festival.Amadeus invece è già a 20 con i primi quattro festival, e tra meno di un mese arriverà a 25.

E sarà ufficialmente il conduttore che ha condotto più serata del festival di Sanremo nella storia”, conclude Anselmi.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cori razzisti a Maignan, Malagò: “Sia ultimo caso, giustizia agisca in modo autorevole e forte”

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(Adnkronos) – I cori razzisti contro “Maignan?Direi che non è il primo episodio di questo genere e sarebbe finalmente indispensabile che potesse essere l’ultimo”.

Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sul caso del portiere del Milan preso di mira durante la partita con l’Udinese. “Qui senza sé e senza ma – ha aggiunto Malagò – ovviamente il Comitato Olimpico condanna questa forma di ignoranza sportiva, culturale, nello specifico calcistico (dico nello specifico perché parliamo a nome di tutto il sistema sportivo), più che mai in un contesto oggi mondiale che sappiamo benissimo quanto sia indispensabile che non ci sia una differenziazione a nessun livello, a cominciare dal colore della pelle, razze, religioni.Lo sforzo anche che il Cio sta facendo per tenere unito questo mondo è sotto gli occhi di tutti”.  “Ci auguriamo – è l’auspicio di Malagò – che chi di competenza, organi di giustizia sportiva e ordinaria facciano il loro corso in un modo assolutamente autorevole e, consentitemi di dire, forte per evitare che ci possano essere ancora dei soggetti che si sentano, tra virgolette, non dico autorizzati, ma tutto sommato con una pena lieve, con una sanzione spesso molto modesta di ricominciare a dare questo cattivo esempio”. “L’ultima considerazione – ha aggiunto – è che facendo così si svilisce sicuramente il prodotto del calcio, in questo caso della Lega di Serie A, ma in assoluto poi anche dello sport italiano perché in qualche modo di rimbalzo c’è un tema di immagine, di prestigio che noi assolutamente condanniamo e che non ci meritiamo”.

Quanto all’ipotesi di sconfitta a tavolino, ha precisato: “In tutti questi anni che ho ricoperto il ruolo del Presidente del Comitato Olimpico non ho mai fatto una considerazione, un commento su una sentenza o su un’ipotesi di una sentenza, sia ovviamente che riguarda la giustizia sportiva, tanto più quella ordinaria, ma ancora maggiormente su quella che dovrebbe essere una sentenza.Ci sono gli organi preposti e non è corretto che io in nessun modo interferisca, influisca o strumentalizzi questa situazione”.  “Che cosa possiamo fare dal punto di vista culturale?

Educare, sensibilizzare e isolare.Io peraltro – ha affermato Malagò – devo essere sincero, sono vicino alla società Udinese, perché è vittima palese di questa vicenda.

Ho visto il contesto, i numeri, sono una minoranza molto esigua.Anche questo non lo trovo giusto, però purtroppo è assolutamente indispensabile che se uno non trova il sistema, e non vale certo solo per l’Udinese, questo discorso si dovrebbe ampliare ad altre società, che le conseguenze sono inevitabili”.  Malagò ha poi commentato le voci che lo vogliono come frontman di un eventuale fondo arabo interessato all’acquisizione dell’As Roma. “L’unico commento da fare è che io sono presidente di un ente pubblico, peraltro eletto con scadenza 30 maggio del 2025, e a tempo stesso ho l’onere e anche ovviamente l’onore di presiedere il comitato organizzatore delle Olimpiadi prossime invernali che ci saranno in Italia a Milano-Cortina, per cui credo che non debba aggiungere altro a tutto questo”, ha concluso. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Editoriale Juve Stabia – Giugliano: il calcio è fatto di casi, ma più casi non fanno il calcio.

Editoriale Juve Stabia – Giugliano: pareggio con i tigrotti. Vespe che restano al primo posto e salgono a quota 45 con un +4 sull’Avellino.  Gli irpini in questo turno rosicchiano due punti e salgono a 41.Il Crotone si attesta a 39. 

Vi proponiamo il nostro pensiero sulla Juve Stabia, espresso nel nostro editoriale post derby con il Giugliano terminato 0-0 con qualche errore grave commesso dalla quaterna arbitrale.

Al fischio di inizio, le due compagini si studiano e, nonostante Bertotto ed il Direttore Sportivo Antonio Amodio avessero pubblicamente dichiarato di volersi venirsi a giocare la partita, per il Giugliano è stata una gara tutta difesa tranne qualche tentativo di contropiede.Al 14’ iniziano le vespe a creare, a costruire, così come al 19’, al 27’, al 29’ , al 42’ e al 44’.

Non sono solo numeri, sono le volte in cui tra ripartenze ed attacchi la Juve Stabia ci prova, c’è e si vede.Al fischio del secondo tempo, ci sono più occasioni da sfruttare per i gialloblù di Mister Pagliuca che spingono, irrefrenabili, l’acceleratore ma senza trovar la retta via della porta avversaria.

Il derby del Menti non si sblocca, la gara termina con un il classico pareggio ad occhiali.Eppure se per caso l’arbitro fosse stato un tantino più onesto nel segnalare una serie di falli da “ gioco pericoloso”, di certo sarebbe stata un’altra partita.

Metti caso che il direttore di gara avesse dato due rigori che appaiono netti a favore delle vespe, sarebbe stata un’altra partita.Eppure, metti caso, Mister Pagliuca e Leone fossero stati presenti sul rettangolo verde, anche lì di sicuro sarebbe stata un’altra partita.

Juve Stabia – Giugliano: quando il giudizio incide

Il termine “arbitro” deriva dal latino arbitratus “giudizio”, e in senso generico indica una figura preposta alla risoluzione imparziale di una controversia tra due parti.

In senso generico, appunto, perché nel derby Juve Stabia – Giugliano ha invece condizionato risultato e classifica.Come dichiarato da Cucchi, giornalista ed ex telecronista, : ” C’è qualcosa che accomuna arbitri e radiocronisti.

Entrambi usano i loro occhi e la loro esperienza per fare il loro lavoro: decidere da una parte e raccontare una partita dall’altra.Dentro lo stadio ma in campo gli uni e in tribuna gli altri.

Non sul divano di casa o in uno studio TV con 24 telecamere e decine di replay.Decidono e raccontano in tempo reale, cercando di capire e rischiando di sbagliare.”

Ma c’è una enorme differenza tra le parti: il giornalista può correggere se sbaglia, l’arbitro no, resta nella sua convinzione.

Perfetta appare, dunque, la canzone di De Gregori “ La leva calcistica della classe ‘68” che recita:

Nino capì fin dal primo momento

L’allenatore sembrava contento

E allora mise il cuore dentro le scarpe

E corse più veloce del vento

Prese un pallone che sembrava stregato

Accanto al piede rimaneva incollato

Entrò nell’area tirò senza guardare

Ed il portiere lo fece passare

Ma Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore

Non è mica da questi particolari

Che si giudica un giocatore

Un giocatore lo vedi dal coraggio

Dall’altruismo e dalla fantasia.

Amplificando il senso della delusione cocente di una partita, quei ragazzi nel derby gialloblù hanno creato occasioni a dispetto di un Giugliano stretto a catenaccio, e pertanto vanno applauditi ad uno ad uno.Ci sarà il tempo, molto breve, in cui insieme agli applausi si ritornerà a cantare e a gioire per una meritata vittoria!

Marito e moglie trovati morti in casa ad Agropoli, ipotesi femminicidio-suicidio

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(Adnkronos) – Tragedia familiare ad Agropoli, in provincia di Salerno dove marito e moglie, un pizzaiolo di 51 anni e una dipendente di banca di 43 anni, sono stati trovati morti oggi 22 gennaio nel loro appartamento di via Donizetti.La prima ipotesi porta a ipotizzare un femminicidio con conseguente suicidio dell’uomo.  Secondo una prima ricostruzione, ancora tutta da verificare, di primo mattino si sarebbe verificata una lite tra i due coniugi e le urla avrebbero spinto i vicini a chiedere l’intervento dei carabinieri.

Secondo quanto si apprende, lui avrebbe ucciso la donna e si sarebbe tolto la vita.  In casa, al momento dei fatti, era presente la figlia della coppia, minorenne, tuttora sotto choc.  Sul posto sono intervenuti i carabinieri e sono attesi il pm di turno alla Procura di Salerno e il medico legale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’autore tv Peppi Nocera: “Io in una shit storm per un equivoco su un coming out”

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(Adnkronos) – Il noto autore televisivo Peppi Nocera è finito in una shit storm di insulti social per un equivoco su un coming out.Nocera è una delle firme più note tra gli addetti ai lavori, il suo nome è legato a moltissimi successi del piccolo schermo, da ‘Non è la Rai’ ad ‘Amici’, da ‘X Factor’ a ‘L’Isola dei Famosi’, da ‘The Ferragnez’ al doc ‘Unica’ con Ilary Blasi.

Eppure questo non l’ha salvato dall’incappare nell’ennesimo caso mediatico legato ai social e ai leoni da tastiera.  Nocera, infatti, negli anni si è dedicato (“come slow side project”, dice lui) anche alla musica, suo primo amore poi abbandonato per la tv (“ho smesso di cantare a 23 anni”), continuando però saltuariamente a scrivere per altri (da Ambra a Raffaella Carrà, a Grazia Di Michele ad alcuni cantanti di ‘X Factor’) e poi tornando sulla scena da 7 anni con il nome d’arte La Badante, con cui ha pubblicato diversi dischi ed ep electro pop, riuscendo a mantenere l’anonimato anche se qualche addetto ai lavori sapeva. “Lo sapevano molti amici, qualche discografico e anche Fiorello che si divertiva a passare qualche mio pezzo in radio”.Pochi giorni fa, però, in occasione della pubblicazione dell’ultimo ep ‘Tipi trasparenti’ – che contiene il singolo omonimo, con un testo sofisticato che parla del fenomeno del ‘ghosting’ nelle chat di incontri, e tre remix dello stesso brano affidati a The Italo Connection – Nocera ha deciso di rivelare chi si celasse dietro il nome d’arte La Badante.

E da lì è accaduto l’impensabile. “Dopo 7 anni – racconta all’Adnkronos – ho pensato chi se ne frega, non è che puntassi ad una carriera discografica, al main stream.Quindi ho pensato che era il momento di rivelare che dietro La Badante c’ero io e ho dato un’intervista a Gay.it, questo era il coming out, non il fatto che fossi gay, su cui io peraltro non mai fatto alcun mistero.

Facevo coming out dicendo: La Badante sono io.Da quell’articolo però ne sono rimbalzati in rete molti altri, tutti con titoli tipo: l’autore televisivo Peppi Nocera fa coming out e una mia dichiarazione mai data in quell’intervista: ‘io sono gay’.

Tanto è bastato per leggere sotto questi articoli dei commenti feroci e degli insulti che fanno francamente rabbrividire”, sottolinea Nocera.  “Il fatto che fossi gay – afferma – era implicito e mai nascosto.E poi non è che fossi il Papa, cioè la notizia della mia omosessualità è una non notizia.

La cosa mi avrebbe semplicemente fatto molto ridere, se non fosse per la valanga di commenti orrendi che ha scatenato.Questo è abbastanza inquietante.

Come è inquietante che la scelta del titolo è probabilmente legata al ‘clickbait’, alla morbosità di cliccare sul coming out di qualcuno che nemmeno si conosce e di insultarlo.Ma questo fa riflettere anche rispetto a quello che è successo nelle ultime settimane, dalla Ferragni alla Lucarelli.

Io chiaramente me ne frego, perché figurati sono corazzatissimo, lavoro nel mondo dei media da troppi anni per non avere le spalle larghe su queste cose.Ma comunque l’impatto di una shit storm è notevole e se travolge qualcuno che le spalle ce le ha meno larghe può anche provocare tragedie”.  A questo proposito, sui casi mediatici delle ultime settimane legati al mondo delle star del web, Nocera aggiunge: “L’accoppiata caso Ferragni caso Lucarelli ha messo in risalto questo fenomeno e secondo me anche stampa e tv ne stanno approfittando per riappropriarsi di un terreno che i social gli aveva un po’ sfilato da sotto i piedi”, fa notare.  “Ma io vorrei tornare a parlare di musica: quando i leoni da tastiera si saranno placati magari qualcuno si interesserà all’ep più che alle mie scelte sessuale”, sorride.

E parlando proprio di musica, la produzione de La Badante contiene diverse chicche molto sofisticate: il brano di debutto, nel 2017, ‘Parole d’amore’ vantava l’incipit affidato a Mara Maionchi e l’interpretazione nel video in lip sync di Aldo Busi; nel 2018 era uscito l’album ‘L’amore è un algoritmo borghese’; nel 2020 poi, Nocera aveva reinterpretato riarrangiandole le canzoni dei Fangoria, una band spagnola paladina del mondo LGTB e parte della factory creativa del regista Pedro Almodovar; nel 2021 aveva fatto notizia il brano ‘Odi il Reggaeton’.Ora ‘Tipi Trasparenti’ è accompagnato da un video, realizzato montando materiale di repertorio della scena omosessuale americana tra il 1978 e il 1988: “il clubbing, le saune, la cultura del ballroom, il passato glorioso dell’inizio della rivoluzione omosessuale mondiale”.

Ma la notizia del suo lancio è finita offuscata dalla finta dichiarazione ‘Io sono gay’ e da commenti del tenore: “E basta!”, “ormai è una moda” e altri irripetibili.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, ‘Terra amara’ vince il prime time. Fazio terzo con il 9,6% di share

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(Adnkronos) –
Canale 5 ha vinto il prime time di ieri sera con ‘Terra Amara’ che ha ottenuto 2.882.000 telespettatori e uno share del 15,66%.Secondo gradino del podio per Rai1 che ha proposto la replica della puntata ‘Il campo del vasaio’ del ‘Il Commissario Montalbano’ vista da 2.628.000 telespettatori pari a uno share del 14,73%.

Terzo posto per ‘Che Tempo che fa’ che sul Nove ha totalizzato 1.922.000 telespettatori e uno share del 9,58%. 
Fuori dal podio su Rai3 ‘Report’ ha interessato 1.703.000 telespettatori (share del 9%) mentre su Italia1 il film ‘Wonder Woman 1984’ ha realizzato 1.202.000 telespettatori e uno share del 7,19%.Su Rai2 il programma ‘9-1-1’ è stato seguito da 768.000 telespettatori (3,78%) mentre ‘9-1-1 Lone Star’ ne ha avuti 805.000 (4,24% di share).

Su Retequattro ‘Zona Bianca’ è stata seguita da 593.000 telespettatori (share del 4,21%) mentre su Tv8 ‘Petra’ ha registrato 498.000 telespettatori e uno share del 2,7%.Chiude gli ascolti del prime time La7 con il film ‘Il momento di uccidere’ che ha ottenuto 431.000 telespettatori e uno share del 2,69%. Nell’access prime time sulla rete ammiraglia di viale Mazzini ‘Affari Tuoi’ ha conquistato 5.068.000 e uno share del 24,8% mentre su Canale 5 ‘Paperissima Sprint’ è stata seguita da 2.975.000 telespettatori (share del 14,51%).

Nella fascia preserale, invece, ‘L’Eredità’ in onda su Rai1 ha interessato 4.499.000 telespettatori arrivando a uno share del 25,1% mentre su Canale5 ‘Avanti un altro!Weekend’ ha interessato 3.552.000 telespettatori (share del 20,41%).  Nel complesso, la comparazione delle reti generaliste Rai più RaiNews24 nei confronti di Mediaset più TgCom24 ha visto nell’intera giornata, la Rai al 29,4% di share con 2.793.000 telespettatori contro il 25,5% di share e i 2.429.000 telespettatori di Mediaset e , in prima serata, la Rai al 30,5% di share con 6.082.000 telespettatori contro il 24,3% di share e i 4.839.000 telespettatori di Mediaset.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Russia contro Kiev: “Attacco Donetsk mostruoso atto terroristico”

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(Adnkronos) – L’attacco delle Forze Armate dell’Ucraina contro il mercato di Donetsk è un atto terroristico.Lo ha dichiarato il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov in una conferenza stampa. “L’attacco avvenuto ieri a Donetsk è un mostruoso atto di terrorismo.

Perché vengono utilizzate armi indiscriminate, provocando la morte di tante persone”, ha detto Peskov. “Il regime di Kiev – ha aggiunto il portavoce del Cremlino – continua a mostrare il suo volto bestiale: colpisce le infrastrutture civili, le persone e la popolazione civile.Il Ministero della Difesa della Federazione Russa, i sistemi di difesa aerea e altri dipartimenti competenti stanno adottando le misure necessarie per proteggerci da questo tipo di attacchi terroristici”.   Sul fronte della cronaca di oggi, 22 gennaio 2024, le forze aeree di Kiev hanno riferito di aver abbattuto otto droni Shahed, di fabbricazione iraniana, lanciati nella notte dalla Russia.

Nel suo bollettino, l’aeronautica militare ucraina precisa che è stato respinto completamente il lancio dei cosiddetti droni kamikaze. Secondo Kiev la Russia ha perso 376.860 soldati in Ucraina dall’inizio della guerra, il 24 febbraio 2022.Lo ha riferito lo Stato maggiore delle forze armate ucraine.

Questo numero include 830 vittime subite dalle forze russe nell’ultimo giorno.Secondo il rapporto, la Russia ha perso anche 6.192 carri armati, 11.489 veicoli corazzati da combattimento, 11.891 veicoli e serbatoi di carburante, 8.896 sistemi di artiglieria, 968 sistemi di razzi a lancio multiplo, 657 sistemi di difesa aerea, 331 aerei, 324 elicotteri, 6.961 droni, 23 imbarcazioni e un sottomarino.  Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha annunciato in un messaggio video pubblicato sui social questa mattina l’intenzione di presentare una bozza di proposta legislativa che “introdurrà la cittadinanza multipla”.

Le nuove norme si estenderanno “a tutti gli ucraini di origine e ai loro discendenti in tutto il mondo, fatta eccezione per il paese aggressore”. “Tutti coloro – ha dichiarato – che, durante le varie ondate migratorie, sono stati costretti a lasciare la loro terra d’origine e sono finiti in Europa, negli Stati Uniti, in Canada, nei paesi dell’Asia e dell’America Latina.Tutti quelli che ci aiutano nonostante siano lontani centinaia e migliaia di chilometri dalla loro terra.

Volontari stranieri che hanno imbracciato le armi per difendere l’Ucraina, tutti coloro che combattono per la libertà dell’Ucraina come se fosse la loro patria.E l’Ucraina lo diventerà per loro”, ha dichiarato. “Quando tutti gli ucraini si terranno per mano, non le solleveranno in segno di resa.

Tutti combattiamo.E oggi questo non vale solo per le due sponde del fiume Dnipro.

Oggi l’unità degli ucraini abbraccia entrambi gli emisferi della Terra.Ogni angolo in cui, il 24 febbraio, c’era gente che dichiarava: “Sono ucraino”.

Solo gli ucraini forti possono essere uniti.E solo gli ucraini uniti possono essere forti.

Ucraini in tutto il mondo.Buona Festa dell’Unità!”, ha postato il presidente ucraino su X.    La difesa aerea russa potrebbe non essere equipaggiata per respingere un attacco su Leningrado proveniente dall’Ucraina.

E questo perché i sistemi di difesa russi nell’oblast di Leningrado sono stati attrezzati per contrastare azioni provenienti dalla Nato e non dal sud.Lo scrive l’Isw, l’Istituto per lo studio della guerra, nel suo ultimo rapporto. ”Storicamente la Russia ha schierato la sua difesa aerea nell’area per difendersi da ipotetici attacchi della Nato”, hanno scritto gli analisti.

Anche ora, aggiungono, le forze russe stanno costruendo un ”distretto militare di Leningrado” lungo il confine con la Finlandia per intimidire i membri della Nato ed eventualmente prepararsi per una futura guerra con i Paesi che fanno parte dell’Alleanza.Ma i continui attacchi ucraini contro le risorse militari russe nella regione potrebbero costringere la Russia a cambiare tattica. ”Gli attacchi ucraini nell’oblast di Leningrado potrebbero spingere le forze russe a riposizionare i sistemi di difesa aerea a corto raggio lungo le rotte di volo previste dei droni ucraini per difendere potenziali obiettivi di valore strategico”, ha affermato l’Isw, aggiungendo che se l’Ucraina continua a prendere di mira le retrovie russe potrebbe ”aumentare la pressione sulle difese aeree della Russia in generale”.     —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Movimprese,+42mila imprese 2023 (+0,7%), aumentano del 2,1% chiusure  

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(Adnkronos) – Più imprese edili, consulenti aziendali e bed&breakfast.Meno imprese nel commercio, nell’agricoltura e nella manifattura.

Queste alcune delle evidenze che emergono dai dati Movimprese sull’andamento della demografia delle imprese nel 2023, elaborati da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio. “Poter contare su 42mila imprese in più alla fine di quest’anno, vissuto all’insegna dell’incertezza, mi sembra un buon risultato”, commenta il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “I settori un cui si concentra la crescita maggiore erano in gran parte prevedibili.Soprattutto l’incremento del turismo, in virtù della ripresa post pandemica, e delle attività di consulenza aziendale, e, più in generale, delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, caratterizzate dalla presenza di capitale umano qualificato, capaci di contribuire in misura importante allo sviluppo”. In uno scenario economico caratterizzato da inflazione, tensioni geopolitiche e cambiamenti tecnologici, il saldo 2023 per le imprese italiane resta positivo, ma non per tutti gli ambiti di attività.

Oltre il 70% delle 42mila imprese registrate in più negli ultimi dodici mesi, infatti, opera in soli tre macro-settori: le costruzioni, il turismo e le attività professionali. Il più dinamico, in termini di crescita imprenditoriale, è il comparto delle costruzioni che, nonostante l’incertezza sulle prospettive dei bonus legati al mondo dell’edilizia che ha caratterizzato il 2023, alla fine degli scorsi dodici mesi ha contato 13.541 imprese in più rispetto al 2022 (+1,62%).Bene anche le attività professionali, scientifiche e tecniche che a fine 2023 presentano un aumento significativo di 11mila imprese, trainate da un “boom” della consulenza aziendale e amministrativo-gestionale (saldo positivo di oltre 6.000 attività e una variazione relativa dell’8%).

Anno positivo anche per il comparto della vacanza, in cui si contano 3.380 attività di alloggio aggiuntive (+5,13%) e 3.015 bar e ristoranti in più rispetto al 2022 (+0,77%). Alla crescita hanno contribuito significativamente anche le attività immobiliari, che a fine 2023 contano 5.197 imprese in più dell’anno precedente (+1,72%).A fronte di questi risultati positivi, i settori più tradizionali continuano a segnalare un restringimento della platea delle imprese.Per il commercio, il 2023 si è chiuso con una riduzione complessiva di 8.653 attività (-0,6% su base annua) ma, approfondendo l’analisi dei dati, si rileva come il processo di selezione in questo settore abbia riguardato essenzialmente il commercio al dettaglio che nel 2023 ha perso quasi 7.700 unità.

Nell’agricoltura, il bilancio di fine anno evidenzia una riduzione complessiva di 7.546 imprese (-1,05%) mentre la manifattura presenta una perdita complessiva di 2.962 imprese (-0,56%).  Una performance per quest’ultimo settore che tocca tutti comparti con la sola eccezione delle imprese di riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature (+1.137 unità), accompagnata da una sostanziale stabilità delle industrie di cantieristica navale, aerospaziale e ferro-tramviaria (+56), delle bevande (+37).  Guardando al territorio, i dati indicano in crescita il tessuto imprenditoriale di tutte le quattro aree geografiche.Con le sue 14.948 imprese in più, il Mezzogiorno ha determinato più di un terzo dell’intero saldo annuale, staccando il Nord-Ovest (+11.210) e il Centro (+10.626). Bilancio imprenditoriale attivo per diciassette delle venti regioni italiane.

In termini assoluti, meglio di tutte hanno fatto la Lombardia (10.562 imprese in più), il Lazio (+9.710) e la Campania (+6.351).Il Lazio (+1,59%) registra invece la crescita più sostenuta in termini relativi; seguono la Lombardia (+1,12%) e la Campania (+1,04%). La lettura dei dati dal punto di vista delle forme organizzative delle imprese conferma il rafforzamento strutturale del sistema imprenditoriale, in atto ormai da anni.

L’intero saldo positivo del 2023 è spiegato dalla crescita delle società di capitale: 57.846 in più in termini assoluti, pari al +3,1% in linea con quanto registrato nel 2022.Le imprese individuali, che continuano a rappresentare la metà dello stock di imprese esistenti (il 50,6%), mostrano invece una flessione di quasi 2mila unità, facendo registrare, in termini relativi, un decremento che sfiora lo 0,1% —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Soldini e Maserati, divorzio dopo 11 anni di trionfi in mare

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(Adnkronos) –
Giovanni Soldini e Maserati si separano dopo 11 anni.Il divorzio viene ufficializzato con un annuncio che pone fine alla collaborazione. “È stato un grandissimo onore e anche una grande responsabilità portare il Tridente e i suoi valori in giro per il mondo: un’esperienza entusiasmante, avventurosa e ricca di scoperte, conquiste, innovazioni e voli sull’oceano”, dice Soldini. “Con il prezioso supporto di Maserati è stato possibile sperimentare ad altissimo livello e spingersi oltre con imprese e risultati di cui siamo fieri.

Ringrazio il team di Maserati e tutti i partner che ci hanno accompagnato in questo viaggio di oltre duecentomila miglia.Infine un ringraziamento speciale a tutte le persone dell’equipaggio che in questi anni hanno contribuito con passione e competenza a raggiungere con me traguardi belli e importanti”, aggiunge. Davide Grasso, chief executive officer di Maserati, evidenzia che “Giovanni ha portato il Tridente per mare per oltre un decennio e per noi è stato un onore abbinare il nome Maserati a uno sportivo e a un essere umano così talentuoso, esemplare e appassionato, oltre che un modello di tenacia, coraggio e dedizione al proprio lavoro e ai nostri valori comuni”. “Nel momento in cui si conclude una partnership importante per il nostro marchio, siamo davvero grati a Giovanni per il suo impegno di lunga data e per essere stato il migliore ambasciatore del brand in tutto il mondo.

Nel corso degli anni abbiamo condiviso emozionanti avventure, momenti gloriosi e record indimenticabili, che rimarranno per sempre nella storia sportiva di Maserati”, prosegue. La partnership si interrompe dopo 11 anni di traguardi raggiunti nella storia della navigazione oceanica e oltre duecentomila miglia percorse.Il sodalizio è nato nel 2012 attorno al progetto del monoscafo Maserati Vor70, e nel 2016, confermato e rafforzato dal passaggio al trimarano Maserati Multi70, che ha portato in oceano la tecnologia foiling, montando per primo un foil sotto la deriva.  
Soldini e il suo team hanno stabilito 9 nuovi record su rotte storiche e partecipato a 27 regate nel mondo.

Una storia costellata di successi che vanno dalle 13.219 miglia nautiche della Rotta dell’Oro da New York a San Francisco via Capo Horn, percorse nel 2013 sul monoscafo Maserati in 47 giorni, 42 minuti e 29 secondi, fino alle vittoria della Cape2Rio (2014) e alla bellissima performance nella Rolex Sydney-Hobart (2016) A bordo del multiscafo Maserati Multi70 è stato stabilito il record della rotta Hong Kong-Londra (2018), conclusa in 36 giorni, 2 ore, 37 minuti e 2 secondi, polverizzando di 5 giorni il precedente primato; il record della Manica e il record sulla rotta originale del Fastnet (23 ore, 51 minuti e 16 secondi) registrati nel 2021, oltre alle numerose vittorie nelle regate RORC Transatlantic Race, RORC Caribbean 600 e Rolex Middle Sea Race. Maserati Multi70 rimane anche l’unico MOD ad aver fatto il giro del mondo quattro volte (uno sul monoscafo e tre su Maserati Multi70): l’ultima impresa, nel 2023, è stata realizzata in piena autonomia energetica grazie all’installazione a bordo di un impianto fotovoltaico e un motore elettrico.Di fatto Maserati Multi70 è diventata così anche la prima barca da corsa oceanica in grado di autoprodurre tutta l’energia necessaria a compiere lunghe navigazioni.

Dal 2022 il trimarano si è messo al servizio del programma di monitoraggio dell’UNESCO, e ha contribuito lungo le sue rotte, alla raccolta di dati come CO2, salinità e temperatura, molto preziosi per la comunità scientifica. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, ancora minacce alla famiglia di Bassetti: “Voglio sgozzare tua moglie”

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(Adnkronos) – Ancora minacce oggi ,22 gennaio, sui social contro la famiglia dell’infettivologo Matteo Bassetti, tra i medici in prima linea durante la pandemia di Covid. “Voglio sgozzare sua moglie con una bottiglia”.E’ il messaggio postato su X da Bassetti per denunciare il caso e l’utente.  “Purtroppo di questi messaggi ne arrivano ogni giorno – commenta all’Adnkronos Salute il direttore di Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova – Continuo ad essere oggetto di minacce e insulti.

E non so neanche bene il perché.Avevo detto che non avrei mai più parlato dell’argomento no-vax, ma nella realtà sono più interessati gli altri ad attaccarmi.

Quando riceverò minacce di questo tipo – avverte Bassetti – pubblicherò sempre i post con i nomi, cognomi e foto.Così, oltre le denunce penali, verranno messi al pubblico ludibrio”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Giugliano (0-0): Le pagelle delle Vespe

Vi proponiamo le pagelle delle Vespe dopo l’ultimo turno di campionato in cui la Juve Stabia è stata bloccata sul pari dal Giugliano venuto a Castellammare con l’unico obiettivo di strappare un punto nella trasferta contro la capolista.

Al termine del derby con il Giugliano, in casa Juve Stabia, i voti per le pagelle non sono tutti sufficienti e non poteva essere diversamente dopo alcune clamorose occasioni sprecate dalle Vespe in fase realizzativa.Normalmente non assegniamo i voti al direttore di gara perchè è un compito che spetta agli osservatori.

La prestazione del Signor Andrea Zanotti non ha convinto.Il nostro giudizio risente non solo per i due possibili penalty non assegnati ai padroni di casa ma anche per una direzione generale che ha permesso agli ospiti di essere liberi di “picchiare” i calciatori della Juve Stabia.

Finisce così a reti inviolate nella morsa del freddo polare il derby tra le vespe e i tigrotti.Ad una netta supremazia e tante buone occasioni per gli uomini di Tarantino ha risposto con una gara accorta e tutta chiusa a riccio quella di mister Bertotto.

Il Giugliano porta a casa un punto d’oro in chiave salvezza.

Di seguito i voti ai calciatori stabiesi:

Thiam 6: Minimo sindacale per l’estremo difensore, chiamato raramente in causa e in quelle poche volte sicuro e determinato.Praticamente non corre nessun rischio.

DIFESA

Andreoni 6: Prova di carattere e spinta per l’esterno che ritrova la titolarità spendendo bene la chance concessa.

Bellich 6: Raramente e solo in ripartenza gli avversari si lanciano dalle sue parti, cerca anche qualche sortita in avanti ma con poca fortuna.

Bachini 6: Chiude anche lui bene sulle poche velleità dei tigrotti svolgendo bene il suo compito.

Mignanelli 6,5: Di sicuro il più in palla della squadra.

Offre garanzia in spinta dalla sinistra dai suoi piedi iniziative e tiri verso la porta avversaria.

CENTROCAMPO

Buglio 6,5: Solito combattente e per questa gara cerca anche piu del solito impostare azioni di ripartenza.Il poco spazio a centrocampo e tra le linee non gli permettono di andare fino in fondo.

Maselli 5,5: La chance da titolare arriva, la prestazione per convincere Pagliuca e i propri tifosi no.

Sente la pressione dell’ importanza della gara e in più di un momento della gara sembra non in sintonia.

Mosti 6: Si muove bene anche se la mancanza di spazio e ancora lo scarso feeling con i compagni lo tradiscono in questa gara nella quale comunque fa vedere di poter dare il suo contributo.

Romeo 5,5: Non è sembrato in serata di grazia, sbaglia più di un pallone e anche qualche occasione sotto porta che poteva essere determinante.

ATTACCO

Piscopo 6: Non è sembrato il solito Kevin.Non ha lesinato corsa e abnegazione portando anche se a fasi alterne pericoli verso la porta avversaria, grida ancora vendetta un rigore non concesso su una sua conclusione.

Candellone 5,5: Non all’ altezza delle sue prestazioni precedenti.

Non è mancata la sua solita grinta e voglia di fare, ma sotto porta è stato fin troppo leggero in una gara che chiedeva più incisività.

I SUBENTRATI

Adorante ( dal 26’s.t.) 5: Apporto che non ha inciso in maniera come si ci aspettava.Non trova da subito il ritmo partita perdendosi in azioni personali e scelte sotto porta abbastanza discutibili.

Baldi dal 40st s.v.

Erradi dal 40st s.v.

Piovanello dal 40st s.v.

IL MISTER

Nazzareno Tarantino 6: La sua squadra ha dato tutto tenendo per tutta la partita il pallino del gioco in mano ma non concretizzando tutta la mole di gioco e le occasioni che sono state create.

La strada è sempre quella giusta ma d’ora in avanti ci vorrà più cinismo.Si abbandona per questa gara una parte del minutaggio per affidarsi a gente più esperta ma anche questo non è bastato per avere la meglio contro un avversario venuto a chiudersi a riccio e concedendo poco spazio, a tutto questo però non si è risposto in maniera adeguata sotto porta.

Ci sarà da lavorare in tal senso e lo sa bene, come lo stesso Pagliuca.Le gare d’ora in poi avranno questo andamento fino alla fine specialmente quelle in casa dove l’avversario non ti permetterà di giocare.

Box office, Pieraccioni con ‘Pare parecchio Parigi’ subito in vetta

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(Adnkronos) – Box office, Leonardo Pieraccioni in vetta.Pare parecchio Parigi, l’ultima prova del regista e attore toscano, conquista all’esordio il pubblico italiano: 1.335.227 euro, e la migliore media copia (2.878 euro), nel weekend 18-21 gennaio 2024. Altre due le new entry nella Top10 Cinetel degli incassi, The Holdovers – Lezioni di vita di Alexander Payne, terzo con 577.841 euro, e Il fantasma di Canterville, decimo con 280.762 euro. Sul secondo gradino del podio Perfect Days di Wim Wenders, che con 963.655 euro parziali sfiora i tre milioni (2.981.337 euro), da sottolineare i sei milioni (6.275.160 euro) superati da Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki al quinto posto, i quattordici (14.283.155 euro) varcati da Wonka al sesto. Importanti i 331.410 euro incassati nel fine settimana da Succede anche nelle migliori famiglie di Alessandro Siani, che con complessivi 5.494.273 euro diventa il maggior incasso italiano delle Feste a scapito di Santocielo con Ficarra e Picone (5.456.263 euro), come sottolinea il sito specializzato Cinematografo.it. Fuori dalla Top 10 gli altri esordi, The Piper, Il punto di rugiada, La petite e Yannick – La rivincita dello spettatore, l’incasso del weekend segna un + 1,4% sull’analogo (19 – 22 gennaio) del 2023: 7.544.252 euro contro 7.444.438 euro. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Senza fissa dimora trovato morto in un bosco nel torinese, ucciso a colpi di pistola

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(Adnkronos) – Sono stati 5 colpi di pistola a uccidere il 43enne di origine polacca, senza fissa dimora, ritrovato cadavere nel tardo pomeriggio di venerdì scorso, 19 gennaio, a Venaria Reale, in un’area boschiva che costeggia la linea ferroviaria Torino Ceres, dove si era costruito un rifugio di fortuna.  Secondo i primi accertamenti sul luogo del ritrovamento era sembrato che a causare il decesso fossero stati 7 fendenti inferti – in particolare tre al petto, due alla schiena e uno al polpaccio – da un oggetto acuminato ma l’autopsia ha stabilito che l’uomo è stato ucciso da colpi di pistola.  La salma è stata portata al cimitero di Venaria Reale a disposizione dell’autorità giudiziaria.Sulla vicenda indagano i carabinieri.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Oltre 563mila domande per assegno inclusione, in arrivo primi pagamenti

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(Adnkronos) – Sono state oltre 563mila domande per l’assegno di inclusione.Ma quando arrivano i primi pagamenti?

Chi ha presentato domanda con il Patto di attivazione digitale (Pad) sottoscritto entro il 7 gennaio riceverà – qualora vengano superati i controlli – il primo pagamento dal 26 gennaio, il secondo pagamento dal 27 febbraio, i successivi il 27 del mese di competenza.Chi presenterà domanda e Pad entro il 31 gennaio, avrà il primo pagamento dal 15 febbraio, i successivi dal 27.

A regime il primo pagamento arriverà dal 15 del mese successivo alla sottoscrizione del Pad, e poi si allinea tutto al 27 del mese di competenza”, spiega ancora. Secondo l’identikit delle nuove misure di sostegno al reddito e di politica attiva messe in campo dal governo Meloni, anticipate al ‘Sole 24 ore’ dall’Inps, delle domande ricevute, l’88% arriva da ex percettori del Reddito di cittadinanza.Quasi la metà dei nuclei proviene da due regioni: Campania (26,7%) e Sicilia (21,8%), in linea con l’ex sussidio grillino.

Il 9,6% delle domande proviene dalla Puglia, l’8,1% dal Lazio, il 7,7% dalla Calabria e il 6,2% dalla Lombardia.Per quanto riguarda l’altra misura partita il 1° settembre, il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) sono state presentate quasi 165mila domande, e ne sono state accolte 68.415, il beneficio erogato (350 euro al mese per 12 mesi) è andato a più di 27mila persone.

Su 162mila domande di Sfl inoltrate, 55.297 arrivano da ex percettori del Rdc.L’età media dei richiedenti è di 43,4 anni. Per l’Assegno di inclusione la platea potenziale è di 737mila nuclei familiari, pari a 1,757 milioni di persone, l’importo medio che sarà riconosciuto secondo le stime del ministero del Lavoro sarà di 635 euro (contro i 526 euro medi del reddito di cittadinanza).

L’indennità erogata con la Carta di inclusione ha un importo massimo di 500 euro al mese, aumentabile in base alla composizione del nucleo familiare e alle necessità abitative fino ad altri 280 al mese per 18 mesi di durata, rinnovabili per 12 mesi dopo un mese di pausa.  Quanto al Supporto per la formazione e il lavoro, i giovani sono percentualmente pochi: il 37% dei richiedenti ha oltre 50anni, segue la fascia da 41 a 50 anni (25%), da 31 a 40 anni (19%), quella da 21 a 30 anni (17%) e fino a 20 (2%).I posti di lavoro caricati nella piattaforma Siisl (sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) sono 177.799, i corsi di formazione offerti 513.687, i progetti utili alla collettività 106.972.

Finora dagli iscritti alla piattaforma è stato manifestato interesse per 2.932 offerte di lavoro, per 4.390 offerte formative e 1.727 Puc.  Nel primo report della scorsa settimana le assunzioni risultavano 11 mila.Tra le figure maggiormente richieste c’è la baby sitter, l’impiegato amministrativo, l’addetto alla logistica di magazzino, l’addetto alle pulizie di interni, colf, operaio specializzato, magazziniere.

Analizzando i 120.533 curriculum inviati, tra le esperienze pregresse prevalgono badanti, impiegati amministrativi, pulitori di locali, barista, bracciante agricolo, segretaria, commesso di negozio, aiuto cuoco, colf e operaio addetto ai servizi di igiene.Tra le donne il 47,1% ha la licenzia media, il 38% un diploma di istruzione secondaria superiore e il 7,6% la licenza elementare.

Tra gli uomini il 50,9% la licenza media, il 36,2% il diploma di istruzione secondaria superiore e il 7,1% la licenza elementare. “Per avere un quadro complessivo dell’impatto delle nuove misure rispetto al reddito di cittadinanza e alle proiezioni fatte in sede di predisposizione del decreto-legge n.48/2023, è necessario, però, attendere i numeri dell’Assegno di inclusione sia in termini di domande presentate che di accesso effettivo alla misura”, spiega il dg di Inps al ‘Sole 24 ore’, Vincenzo Caridi.  “La lettura dei dati e dei fenomeni legati alle nuove misure presuppone la consapevolezza del fatto che Sfl e Adi operano in un contesto anche economico assolutamente differente rispetto al reddito di cittadinanza ed è necessario iniziare anche a valutare i numeri in maniera assoluta evitando di continuare a fare confronti con i nuclei destinatari delle diverse misure.Paragonare le domande pervenute di Adi nei primi giorni di apertura della misura con il numero complessivo medio annuo del RdC potrebbe avere poco senso”, sottolinea Caridi.

Per Caridi l’obiettivo del nuovo impianto del sistema di inclusione e lavorativo, disegnato dal ministro Calderone (comprensivo dei decreti attuativi della legge n.227 del 2021 in tema di invalidità, approvati a novembre e del Ddl “Anziani”) è quello di “creare un sistema di strumenti concreti che possano accompagnare e supportare un effettivo percorso di inclusione sociale e lavorativa e nei quali il riconoscimento di un’indennità o di un beneficio economico non rappresentano il fine ultimo della misura, ma un sostentamento per accompagnare tale percorso”.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)