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Agricoltura, Trippella (Philip Morris): “Da accordo con Coldiretti interventi per sostenibilità filiera tabacchicola”

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(Adnkronos) – “Il risultato della ricerca illustrata oggi da Nomisma riguardo la transizione energetica in agricoltura conferma quello che abbiamo visto con l’accordo di filiera siglato nel 2011 tra Philip Morris e Coldiretti in cui abbiamo fissato vari punti strategici che vanno nella direzione di un miglioramento della sostenibilità del comparto”.Così Cesare Trippella, head of Leaf Eu Philip Morris Italia, a margine dell’evento ‘La transizione ecologica-energetica nel settore agroalimentare: strumenti, best practices, politiche a supporto’, organizzato a Roma da Nomisma in collaborazione con Philip Morris Italia. Trippella elenca poi gli interventi promossi grazie all’accordo di filiera con Coldiretti: “Abbiamo eliminato i forni diesel e spinto verso la biomassa.

Sostenuto progetti di riduzione dell’uso dell’acqua, dei fertilizzanti e degli agro-farmaci.Abbiamo investito tantissimo per la formazione.

Uno dei progetti più importanti è il digital Farm, con il quale stiamo investendo sui giovani agricoltori, così da facilitare il passaggio generazionale per il futuro”, ha spiegato. “Ci auguriamo che tutti questi progetti non vengano vanificati da indicazioni sbagliate provenienti da contesti internazionali, come la Conferenza delle Parti della Framework convention on tobacco control in programma a Panama nei prossimi giorni, le cui indicazioni sono spesso recepite dai legislatori.E’ importante che le istituzioni, e in particolare il ministero dell’Agricoltura, vigilino molto attentamente affinché i cambiamenti delle regole non facciano fallire tutti questi progetti che sono cruciali per tenere in piedi la filiera”, ha concluso.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Agricoltura, Masiello (Ont): “Da accordi filiera durabilità e certezza per transizione”

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(Adnkronos) – “Gli accordi di filiera, come quello sottoscritto da Philip Morris e Coldiretti per la filiera tabacchicola, sono fondamentali.Questo accordo, in particolare, credo sia stato un elemento fondamentale per evitare la chiusura di questa filiera che nel 2011 era stata messa in discussione dall’eliminazione degli aiuti europei da un momento ad un altro.

Invece questo accordo ha resistito e ha consentito che si strutturasse una filiera in grado di stare al passo con le condizioni del mercato.E lo ha fatto anche prendendo la strada della transizione ecologica ed energetica, perché sicuri della durabilità dell’accordo con Philip Morris si hanno avute le certezze economiche per investire”.

Così Gennarino Masiello, presidente Organizzazione Nazionale del Tabacco (Ont Italia) e vicepresidente Coldiretti nazionale a margine dell’evento ‘La transizione ecologica-energetica nel settore agroalimentare: strumenti, best practices, politiche a supporto’, realizzato a Roma da Nomisma, in collaborazione con Philip Morris Italia.  E, secondo Masiello, la certezza per il comparto deriva non soltanto dagli investimenti ma anche dal quadro normativo: “basta una regolamentazione che ci può chiudere una filiera o un comparto – ha osservato -.Il prossimo mese alla Conferenza delle Parti della Framework convention on tobacco control di Panama, si rischia di dover mettere in campo tutta la forza che ha questo Paese e che ha l’Ue per difendere la tabacchicoltura.

Quindi chiaro che anche il Paese Italia debba mandare una delegazione robusta e importante, che preveda non solo la presenza del ministero dell’Ambiente e della Sanità ma anche quello dell’Agricoltura che possa far valere le ragioni di questa coltivazione”, ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carenze farmaci, situazione peggiora: allarme farmacisti europei

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(Adnkronos) – Dagli antibiotici ai farmaci cardiovascolari e respiratori, continua la carenza di gran parte dei medicinali.Lo certifica il Rapporto annuale dedicato al fenomeno, elaborato dall’Associazione europea delle farmacie e dei farmacisti (Pgeu) che per il 2023 descrive una situazione peggiorata rispetto agli anni precedenti.

Solo nei Paesi Bassi lo scorso anno si sono registrate 2.292 carenze che hanno interessato circa 5 milioni di persone.Altri Paesi come Svezia, Portogallo e Spagna hanno registrato un aumento significativo del numero di carenze. Nel 2023 – emerge dal report – ogni farmacia dell’Ue ha dedicato in media quasi 10 ore settimanali per far fronte alle carenze, tempo prezioso che potrebbe essere dedicato ad altri compiti come fornire consigli ai pazienti sull’uso sicuro ed efficace dei medicinali.

Le farmacie fanno ancora più fatica, poi, perché alle carenze delle forniture si è aggiunta quella di personale sanitario. “Nonostante i farmacisti continuino a impegnarsi per trovare soluzioni – commenta Aris Prins, presidente della Pgeu – le carenze lasciano ancora molti pazienti senza la terapia prescritta.Questa situazione provoca frustrazione e disagio in molti assistiti e mina la loro fiducia nei farmacisti e nel sistema sanitario.

Causano inoltre stress al personale delle farmacie e impongono un onere amministrativo aggiuntivo al lavoro quotidiano al banco”. Secondo l’associazione dei farmacisti europei, la riforma della legislazione farmaceutica Ue “rappresenta un’opportunità unica per costruire una catena di approvvigionamento più resiliente e migliorare la prevenzione, il monitoraggio e la gestione delle carenze”, sottolinea Prins. “Tuttavia – esorta – abbiamo bisogno di misure immediate per affrontare questo problema cronico e invertire la tendenza, che i farmacisti denunciano da oltre un decennio.Chiediamo una notifica tempestiva delle carenze, un’informazione più puntuale ai farmacisti e una ridistribuzione più equa dei medicinali tra i Paesi”, afferma il presidente della Pgue. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Agricoltura, De Carlo (Fdi): “Sostenibilità sia anche sociale ed economica”

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(Adnkronos) – “Noi crediamo in un approccio diverso che non è di quelli che abdicano e smettono di produrre per non inquinare ma di coloro che vogliono produrre di più e meglio.Crediamo si debba lavorare usando sempre meno chimica ma dando tempi e modo per arrivare a farlo con una sostenibilità che non può essere solo ambientale ma deve essere necessariamente anche sociale ed economica”.

Così Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, intervenendo al convegno ‘La transizione ecologica-energetica nel settore agroalimentare: strumenti, best practices, politiche a supporto’, realizzato a Roma da Nomisma, in collaborazione con Philip Morris Italia. “Se oggi si protesta in Germania e in Francia è perché qualcuno ha avuto il coraggio di mettere in discussione quelli che sembravano assiomi – ha spiegato De Carlo -.E cioè che l’agricoltura inquina e che quindi bisogna smettere di produrre e approvvigionarsi in luoghi dove costa tutto meno.

Se oggi c’è malessere e disagio è perché per vent’anni si è pensato di poter produrre da altre parti e quindi l’agricoltore è stato incentivato a smettere di produrre o a trasformarsi in qualcosa di alternativo rispetto al produttore”.  “La nostra è anche una questione di comunicazione – ha proseguito – perché dobbiamo imparare a comunicare le questioni agricole altrimenti saremo sempre sulla difensiva rispetto a chi, ideologicamente, per giustificare processi economici, utilizza una narrazione sbagliata.Dobbiamo spiegare che l’agricoltore è il custode del creato e che oggi le imprese agricole non solo non sono inquinatrici ma addirittura svolgono una funzione di cattura di CO2, nella maggior parte dei casi.

Le nostre imprese, quelle che hanno fatto innovazione, hanno giù dimostrato la sensibilità dell’agricoltura su questi temi, e lo hanno fatto perché sapevano che investire sulle rinnovabili significava spendere meno per l’energia”, ha aggiunto.Infine, rispondendo a un intervento che faceva notare l’importanza di una presenza del settore agricolo al tavolo della decima Conferenza delle Parti della Framework convention on tobacco control in programma a Panama a febbraio, De Carlo ha chiosato con una battuta: “Una volta c’era l’uomo all’Havana.

Se volete mandarmi a Panama a difendere gli interessi agricoli sono sempre disponibile”, ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e Meloni, incontro a Palazzo Chigi tra sorrisi e abbracci

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(Adnkronos) – Sorrisi e abbracci, la grande coppa, la foto insieme dietro la bandiera dell’Italia.La presidente del Consiglio Giorgia Meloni posta sui social il video dell’incontro con il trionfatore degli Australian Open, Jannik Sinner, oggi a Palazzo Chigi. “Grandissimo…”, lo accoglie la premier ridendo, “ti volevamo fare rivedere una cosa”, gli dice poi mostrando il video del momento della vittoria, quando Sinner si abbandona al suolo del campo blu di Melbourne. “Perché a quel punto stavamo tutto così, così immobili…”, dice la premier al campione raccontando dell’Italia col fiato sospeso, “è più bello viverlo in quel momento”, racconta Sinner a Meloni, ricordando con lei un momento destinato a rimanere alla storia dello sport italiano. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Ft: Zelensky prepara sostituzione Zaluzhny al vertice dell’esercito

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(Adnkronos) – Si rafforzano le voci che vogliono un cambio al vertice dell’esercito ucraino.Secondo il Financial Times, infatti, il presidente Volodymyr Zelensky sta preparando la sostituzione del comandante in capo delle forze di Kiev, Valerii Zaluzhny, in quello che, se confermato, sarebbe il più grande cambiamento del comando militare ucraino da quando è iniziata l’invasione da parte della Russia due anni fa. Quattro persone al corrente dei colloqui citate dal quotidiano britannico hanno spiegato che ieri Zelensky ha offerto a Zaluzhny un nuovo ruolo come consigliere per la difesa, ma il generale ha rifiutato.

Due fonti hanno precisato che il presidente ha chiarito a Zaluzhny che in ogni caso sarà rimosso come comandante in capo. Lo scorso novembre diversi media hanno parlato delle tensioni tra i due, esplose a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi dell’attesa controffensiva.Zaluzhny disse che la guerra era arrivata a uno “stallo”, termine che causò forte irritazione nell’ufficio di Zelensky. Ieri la presidenza ucraina ha smentito le voci di un imminente uscita di scena di Zaluzhny, circolate su alcuni media.

A negare la notizia è stato il portavoce del presidente, Serhiy Nikiforov, in una dichiarazione all’emittente Suspilne, mentre ancora più netto è stato il ministero della Difesa sul suo canale Telegram: “Cari giornalisti, rispondiamo a tutti voi subito: no, questo non è vero”.  Il siluramento di Zaluzhny, fa notare il Ft, avrebbe forti ripercussioni non solo all’interno delle forze armate, ma anche sulla popolazione che apprezza molto il generale.Un sondaggio ucraino pubblicato a dicembre ha riferito che l’88% degli ucraini ha dichiarato di fidarsi di Zaluzhny ed il 62% di Zelensky. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, Pancalli: “Solo 6 scuole su 10 con palestra è dato da brividi”

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(Adnkronos) – “Oggi Sport e Salute e Ics hanno fatto squadra e credo che questo lavoro possa chiarire a tutti noi quelli che sono i ruoli degli attori nel rettangolo di gioco.Mancano realtà fondamentali come il mondo della scuola e dell’università.

Il fatto che solo 6 scuole su 10 abbiano palestre è un dato che fa rabbrividire in un paese civile.Ma di quelle 6 scuole solo 3 hanno palestre accessibili, quindi problema sul problema”.

Lo ha detto il presidente del Comitato italiano paralimpico (Cip), Luca Pancalli, durante la presentazione del Rapporto Sport 2023 realizzato dall’Istituto del Credito Sportivo e Sport e Salute. “Sono dati realistici dai quali partire”, prosegue Pancalli. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brescia, Fabio Ferrari trovato morto in Val Trompia. Era scomparso da due giorni

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(Adnkronos) – E’ stato ritrovato senza vita il corpo dell’uomo di 55 anni del quale si erano perse le tracce da due giorni.L’uomo era uscito nella mattinata di domenica per effettuare una escursione tra i sentieri di Bovegno, in Val Trompia, ma non è più tornato a casa ed è scattato l’allarme.  Il 55enne, originario di Provaglio d’Iseo, domenica mattina, dopo aver parcheggiato la sua auto in via Graticelle tra le 10 e le 10.30, ha imboccato i sentieri di montagna del bovegnese per un allenamento di routine ed è infine scomparso nel nulla.

A lanciare l’allarme non vedendolo rincasare domenica sera era stata la moglie.L’ultimo avvistamento, come si legge sul giornaledibrescia.it, era stato nella mattinata di domenica scorsa: più di un escursionista presente in zona aveva affermato di averlo visto percorrere di corsa il sentiero che conduce dalle parti del Monte Muffetto, nel Comune di Bovegno.  Sul profilo Facebook dell’Atletica Franciacorta Oxyburn, a cui era iscritto il 55enne, il post di lunedì con l’appello: “Ragazzi da ieri (domenica, ndr.) Fabio non rientra a casa e non si hanno più sue notizie!

E’ partito per una uscita di corsa da graticella frazione di Bovegno, qualcuno lo ha per caso sentito, incontrato o avuto modo di sapere il suo giro?Ogni informazione è importante! “.

Oggi la tragica scoperta.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner a Sanremo 2024? Binaghi: “Sarei deluso se Jannik andasse”

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(Adnkronos) – Jannik Sinner al Festival di Sanremo 2024?Meglio di no, secondo il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, che oggi ha accompagnato il vincitore degli Australian Open 2024 e gli azzurri campioni in Coppa Davis a Palazzo Chigi, per l’incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Sinner, come è noto, ha ricevuto un invito pubblico da Amadeus. “Se Jannik andasse a Sanremo sarebbe una delusione.Tutti andrebbero, ma lui è diverso e parlo contro i miei interessi perché Sinner a Sanremo sarebbe una grande promozione per noi”, dice Binaghi a margine della presentazione del rapporto Sport 2023 al Foro Italico. “Anche la Meloni gli ha detto che dovrebbe andare ma va protetto da tutti: da dirigenti perché non va strumentalizzato.

Dai giornalisti e anche da Sanremo, mi ci metto io a petto nudo se serve.Se tutti insieme vogliamo una scrivere storia diversa dobbiamo proteggerlo”, aggiunge.

La posizione di Binaghi è in linea con quella che molti appassionati esprimono su X: Sinner, dicono e scrivono in tanti, non deve andare a Sanremo.Lo stesso giocatore, d’altra parte, al Corriere della Sera dopo il trionfo a Melbourne ha espresso la propria opinione chiara: “Sanremo?

Devo giocare a tennis, io”. Intanto, il numero 4 del mondo è reduce dall’incontro a Palazzo Chigi. “Quello con la premier Meloni è stato un bellissimo incontro.C’è stato un lungo confronto tra due persone con grande personalità e intelligenza seppur di generazioni differenti.

Due forti personalità vincenti.Io facevo da arbitro”, prosegue Binaghi: “Arrivo dall’altro capo del mondo, c’è un livello di popolarità raggiunto che non avrei mai immaginato.

Non si può lasciare più Jannik da solo.Lui è un personaggio molto positivo anche al di fuori del tennis e dello sport.

Alla premier Meloni ho detto che è uno straordinario strumento per trasmettere concetti positivi alle nuove generazioni soprattutto. È un italiano diverso dallo stereotipo al quale siamo abituati”, dice ancora.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

BellaMa’, la figlia di Mino Reitano canta brano inedito del padre – Video

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(Adnkronos) – Giuseppina e Grazia Reitano, ospiti oggi a ‘BellaMa’ (su Rai2 dal lunedì al venerdì, dalle 15.27 alle 17), hanno presentato un brano inedito del padre Mino, scomparso nel 2009.La figlia più piccola Grazia, infatti, per la prima volta ha cantato la canzone ‘Il volo delle rondini’, che Reitano aveva scritto insieme ad Alterisio Paoletti e Bruno Lauzi e inciso nel 2005, ma che non fece in tempo a pubblicare. Durante la trasmissione, condotta da Pierluigi Diaco, le figlie di Mino Reitano hanno cantato i grandi classici del cantautore calabrese insieme ai 25 componenti della Generazione Z (18-25 anni) e i 25 boomer (over 55 anni).

La puntata completa di BellaMa’ di oggi è disponibile su RaiPlay. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaiolo delle scimmie, undici casi a Firenze: cosa sappiamo

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(Adnkronos) –
Undici i casi di vaiolo delle scimmie a Firenze.I servizi di igiene pubblica toscani hanno svolto le indagini epidemiologiche per individuare eventuali contatti e hanno proceduto, nei giorni scorsi, a notificare i casi al Ministero della salute.

Il contagio risalirebbe al periodo delle festività natalizie.Sono state messe in atto, inoltre, tutte le misure individuate nella circolare ministeriale che prevedono l’autoisolamenteo e informazione sulle misure igieniche i comportamenti da attuare per prevenire la diffusione ad altre persone della malattia.

La Regione, con i settori competenti, è in stretto contatto con le Asl per un monitoraggio costante della situazione, che si presenta come stabile e sotto controllo.  Il vaiolo delle scimmie è una malattia virale infettiva rara, riscontrata per lo più in Paesi tropicali dell’Africa centrale e occidentale, anche se nel 2022 ci sono stati focolai in diverse nazioni e pure in Italia.La trasmissione può avvenire attraverso il contatto fisico stretto, compresa l’attività sessuale, con una persona infetta, con i suoi fluidi corporei o le sue lesioni cutanee.   Si manifesta con sintomi simili a quello del vaiolo, ma in forma meno grave.

La malattia insorge dopo una dozzina di giorni dall’esposizione e dura da due a quattro settimane: febbre, cefalea, dolori muscolari, linfoadenopatia ed eruzioni cutanee dopo i primi giorni sono i sintomi.Il vaiolo delle scimmie si può presentare clinicamente in modo differente: alcune persone presentano sintomi lievi, raramente asintomatiche, altre possono sviluppare sintomi più gravi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mezzaroma: “57 impianti incompiuti in Italia, servono 500 mln per terminarli”

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(Adnkronos) – “Attualmente gli impianti incompiuti sul territorio nazionale sono 57, tra cui la famosa Vela di Calatrava che è quella di maggior peso.La maggior parte, nota dolente, sono al Sud e in particolare in Sicilia.

Fatto un calcolo, ci vorrebbero 500 milioni” compresa la Vela di Calatrava a Roma, “per terminare queste opere”.Lo ha detto il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, parando dei dati contenuti nel Rapporto Sport 2023 realizzato dall’Istituto del Credito Sportivo e Sport e Salute. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sport, Abodi: “Renderlo accessibile a tutti deve essere nostra ossessione”

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(Adnkronos) – “Le emozioni sono tutto, sognavo giornate come queste.Qui è rappresentato un sistema che sa rappresentare tutte le facce dello sport celebrando le vittorie e mettendo a disposizione di tutti la pratica sportiva.

Per noi deve essere un’ossessione rendere lo sport accessibile a tutti, dando opportunità a ogni genere, condizioni economiche e geografia”.Lo ha detto Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, durante la conferenza di presentazione del rapporto Ics e Sport e Salute 2023.  Il ministro, poi, ha chiarito come “ci sarà la necessità di lasciare a qualcun altro, l’importante è far crescere il movimento a tutti i livelli.

Dobbiamo essere locomotiva del paese; nelle vittorie è facile essere tutti tennisti, difficile è farlo nelle sconfitte.Deve esserci volontà comune di lavorare, dobbiamo avere motivazione feroce per andare avanti.

Lo sport è socialità, se volgiamo rafforzare difesa immunitarie sociali è questo a cui dobbiamo fare riferimento”, aggiunge Abodi, sottolineando che “bisogna saper anche valorizzare le piccole cose che facciamo insieme”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Houthi contro Usa e Gran Bretagna: “Pronti a scontro a lungo termine”

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(Adnkronos) – Gli Houthi dello Yemen sono pronti per uno “scontro a lungo termine” con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.Lo ha affermato in una nota il comandante dei ribelli, Mohamed al-Atifi. “Siamo pronti per uno scontro a lungo termine con le forze della tirannia.

Gli americani, gli inglesi e coloro che si sono coordinati con loro devono rendersi conto della forza della decisione sovrana yemenita e che non vi è alcun dibattito o disputa su di essa”, ha precisato. Intanto il ministro degli Esteri britannico, David Cameron, ha iniziato oggi la sua quarta missione in Medio Oriente con una tappa in Oman, dove discuterà con il suo omologo degli attacchi dei ribelli yemeniti contro le imbarcazioni nel Mar Rosso, nonché di una ‘pausa immediata nel conflitto’ nella Striscia di Gaza. “Gli Houthi continuano ad attaccare le navi nel Mar Rosso, mettendo a rischio vite umane, ritardando gli aiuti al popolo yemenita e interrompendo il commercio globale.E non possiamo ignorare il rischio che il conflitto a Gaza si estenda oltre i confini, negli altri paesi della regione.

Faremo tutto il possibile affinché ciò non accada: l’escalation e l’instabilità non giovano a nessuno”, ha dichiarato. Cameron, che nei giorni scorsi ha incontrato le autorità israeliane, palestinesi, del Qatar e turche, ha indicato che la visita sarà “un’opportunità” per promuovere la creazione di un gruppo di contatto con Stati Uniti, Unione Europea, paesi arabi, paesi del Golfo e la Turchia per uno slancio in direzione di una soluzione duratura”. “A Gaza c’è l’urgente bisogno di una pausa immediata per consentire l’arrivo degli aiuti e il rilascio degli ostaggi.Siamo determinati a fare tutto il possibile per spingere per un cessate il fuoco sostenibile e stiamo intensificando il nostro impegno con i paesi della regione per assicurarci che succeda”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dal suo ufficio.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mostro di Firenze, colpo di scena in aula: sparite le foto delle vittime francesi

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(Adnkronos) – E’ fallita la caccia alle foto delle ultime vittime del ‘mostro di Firenze’: nei plichi aperti stamani dalla Corte d’Assise del capoluogo toscano c’erano soltanto dei vestiti, appartenuti probabilmente a Nadine Mauriot, uccisa con il fidanzato Jean Michel Kraveichvili, a Scopeti nel settembre del 1985.Lo scrive sulla ‘Nazione’ Stefano Brogioni, il giornalista investigativo che da anni con costanza segue le vicende dei delitti attribuiti al cosiddetto ‘mostro di Firenze’.  Delusione nei legali dei familiari che avevano chiesto la ricerca di questi reperti, nell’ottica di restituire ai parenti un ricordo affettivo.

Ma anche con la speranza di poter aggiungere elementi nuovi in ordine alle indagini sugli otto duplici omicidi avvenuti nelle campagne intorno a Firenze tra il 1968 e il 1985. “Ma andremo avanti”, assicurano gli avvocati Vieri Adriani e Gaetano Pacchi.In un’altra delle scatole aperte c’era invece la copertura interna della tenda canadese in cui si trovava la coppia francese quando venne sorpresa dal killer armato della calibro 22. “La cosa interessante è che non presenta tagli”, hanno sottolineato gli avvocati Antonio Mazzeo e Valter Biscotti, quest’ultimi impegnati anche nella raccolta di elementi utili alla richiesta di revisione della condanna del postino Mario Vanni.

Il riferimento è alla testimonianza di Giancarlo Lotti, che accusò Vanni di aver squarciato con un coltello la tenda.Adesso, la Corte d’Assise, presieduta dal giudice Silvia Cipriani, si è presa trenta giorni di tempo per decidere sulla restituzione dei reperti rinvenuti nei plichi. L’avvocato Adriani ha spiegato: “Le foto cercate non ci sono e per la Procura non si sa neppure dove siano, a causa della molteplicità dei procedimenti aperti negli anni.

I plichi attualmente in disponibilità della Corte contengono solo tre indumenti femminili e il catino della tenda senza la copertura.Aspettiamo di verificare se, come accennato dal pubblico ministero, dei reperti sono confluiti nel procedimento già iscritto nei confronti di Giampiero Vigilanti.

In ogni caso anche in questa occasione la giustizia non esce vincitrice”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Fabio De Lillo è il nuovo Vice Presidente

Juve Stabia, De Lillo nuovo Vice Presidente delle Vespe insieme all’ing.Vincenzo D’Elia.

Juve Stabia, nuovo ingresso in società di grande rilievo: Fabio De Lillo, già Consigliere del Comune di Roma e Consigliere della Regione Lazio e Amministratore Unico della Reggina, è il nuovo Vice Presidente della società stabiese.

Va ad affiancare nel ruolo l’ing.Vincenzo D’Elia, già Vice Presidente della Juve Stabia dalla stagione 2019-2020 che coincise con l’ultimo anno di permanenza in Serie B delle Vespe.

Il comunicato ufficiale della Juve Stabia sulla nomina a Vice Presidente del dott.

Fabio De Lillo.

“La S.S.Juve Stabia 1907, prima in classifica nel girone C della Serie C, pensa al futuro, ampliando il proprio organico con dirigenti e persone di grande spessore.

Si comunica che, accanto al Vice Presidente Vincenzo D’Elia, si aggiunge anche la figura di Vice Presidente di Fabio De Lillo, personaggio di spicco del mondo politico e imprenditoriale romano, stimatissimo imprenditore, nonché già General Manager con responsabilità nei rapporti presso le istituzioni sportive: Coni, Federcalcio, Covisoc, Lega C e Lega B, oltre ad aver rappresentato la Reggina 1914 in tutte le Assemblea di Lega ed essere stato Amministratore Unico della stessa società sportiva.

Un grande benvenuto alla nuova, prestigiosa, figura dirigenziale che ci darà una grande mano per il presente e per il futuro.

S.S.

Juve Stabia”. 

Militari Usa uccisi in Giordania, ora per Biden una pericolosa scelta politica: gli scenari

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(Adnkronos) – L’uccisione di tre militari americani nell’attacco di domenica alla base Usa in Giordania da parte di gruppi filoiraniani, mette Joe Biden, che oggi ha di nuovo promesso una risposta, in una pericolosa posizione politica, dovendo trovare un equilibrio tra il rischio, contro il quale gli Usa sono impegnati dal 7 ottobre scorso, di un ulteriore allargamento del conflitto Israele-Hamas.E quello di mostrare la “debolezza” nei confronti di Iran, di cui l’accusano repubblicani e, soprattutto, Donald Trump in vista del loro nuovo, sempre più probabile, duello elettorale a novembre.  “Non non vogliamo un’altra guerra, non vogliamo l’escalation, ma faremo assolutamente quello che è necessario per proteggerci, continuare la missione e rispondere in modo appropriato a questi attacchi”, così, riferendosi anche ai 160 attacchi contro strutture Usa in Siria registrati dallo scorso ottobre, il portavoce del consiglio di Sicurezza della Casa Bianca, John Kirby, ha sintetizzato la difficile posizione in cui si trova Biden.

E lo stesso presidente nelle ultime ore ha ribadito che gli Stati Uniti non hanno bisogno di questo allargamento. Con l’uccisione dei tre militari “è stata sicuramente superata la linea rossa delineata dal presidente”, sottolinea alla Cnn il generale a riposo Mark Hertling, spiegando che ci si attende quindi una risposta più robusta da parte di Washington, che potrebbe non limitarsi ad un solo Paese o ad un solo attacco.Anche se, riferisce ancora l’emittente Usa, alcune fonti ritengono che sia improbabile che Biden ordini di attaccare all’interno del territorio iraniano.  L’amministrazione Biden potrebbe decidere di nuovo attaccare i gruppi militari in Iraq e Siria, o in entrambi i Paese, prendendo le milizie regionali.

Con fonti che spiegano alla Cnn che Washington è molto attenta a non indicare con precisione da dove e quale milizia abbia lanciato il drone di domenica per mantenere l’effetto sorpresa della risposta, limitandosi a dire che si tratta di un gruppo che ha il sostegno dei filoiraniani Kata’ib Hezbollah. “Non escludiamo nulla dal tavolo”, affermano dal Pentagono.  Un’azione del genere, però, forse non sarebbe sufficiente per i repubblicani del Congresso che chiedono, a gran voce, che venga colpito per rappresaglia direttamente l’Iran e non i gruppi filoiraniani.E ricordano, in opposizione alla debolezza del presidente democratico, come Trump ordinò il raid a Baghdad con cui fu assassinato il generale iraniano Qasem Soleimani, comandante della Forza Quds.  “Posso dirvi che all’Iran non importa se facciamo un occhio nero ai gruppi filoiraniani, ma importa se facciamo un occhio nero a loro”, ha dichiarato Don Bacon, membro repubblicano della commissione Difesa della Camera, generale a riposo che ha servito in Iraq, che ha liquidato come “stupidaggini, le parole di Kirby e altri riguardo a non volere l’escalation, ci preoccupano sempre dell’escalation, che è già avvenuta”.  Bacon, comunque, come la maggioranza dei repubblicani, non si spinge fino a chiedere di colpire obiettivi all’interno dell’Iran, ma suggerisce l’idea di colpire sue infrastrutture petrolifere nella regione o la sua marina: “E’ un modo per attirare la sua attenzione senza esporre le nostre forze a rischi non necessari”, ha aggiunto il deputato.

Anche Michael McCaul, presidente della commissione Esteri della Camera, afferma che gli Usa possono facilmente colpire obiettivi dei Guardiani della Rivoluzione islamica, e non dei suoi proxies, in Iraq, Siria e Yemen. “Colpire l’Iran ora, colpire duramente”, è il lapidario commento del senatore Lindsey Graham, grande alleato di Trump.  Dal fronte interno, quello democratico, Biden però si trova a subire pressioni in senso opposto, con appelli alla cautela ed alla prudenza, anche da un ex Marine, che ha servito in Iraq, come il deputato Seth Moulton: “Ai polli-falchi che invocano la guerra con l’Iran, dico che state facendo il gioco del nemico – ha detto il dem rivolto ai repubblicani – vorrei vedervi mandare i vostri figli e figlie a combattere.Dobbiamo avere una risposta strategica ed effettiva, nei nostri termini e tempi.

La deterrenza è difficile, la guerra è peggio”.  Il fatto è che dall’inizio della guerra a Gaza, Biden deve fare i conti con la sinistra democratica sempre più insofferente del sostegno incondizionato di Washington ad Israele, con una pressante richiesta di cessate il fuoco e l’opposizione ad un allargamento del conflitto.Posizioni condivise da gruppi di elettori – gli esponenti della comunità araba americana, e, soprattutto, i giovani – che saranno cruciali per la rielezione a novembre. Fino all’attacco di domenica, si era sottolineato infatti come l’attivismo dell’amministrazione Biden nella regione per evitare l’allargamento del conflitto fosse uno dei suoi principali successi nella risposta alla guerra a Gaza scatenata dopo gli attacchi del 7 ottobre.

Ma ora, dopo l’intensificarsi degli attacchi contro obiettivi militari Usa nella regione e i morti ed i feriti di domenica scorsa, la posta in gioco è diventata molto più alta per Biden, con l’escalation che effettivamente sta diventando una realtà.  “E’ veramente un difficile equilibrio da cercare, perché se non rispondi o non rispondi in maniera sufficientemente dure, si vede solo la continuazione di quello che è stato – commenta con il Washington Post la posizione in cui trova Biden, Brian Katulis, vice presidente del Middle East Institute, notando che “ci sono stati così tanti attacchi contro le truppe Usa che mi sorprende che non ci siano stati più morti”.  Infine c’è la questione, non irrilevante, dell’autorizzazione che secondo alcuni Biden dovrebbe chiedere al Congresso per i raid, in particolare quelli che continua a condurre nel Mar Rosso contro i ribelli Houthi.Un gruppo di deputati bipartisan hanno inviato una lettera in questo senso al presidente, ed un’altra, firmata da quattro senatori, due per ogni partito, chiede alla Casa Bianca di illustrare le ragioni strategiche e legali dei raid.

Secondo Kirby, il presidente ha però la necessaria autorità, sulla base dell’articolo II della Costituzione per la difesa delle truppe, di rispondere all’attacco di domenica senza chiedere l’approvazione del Congresso. Parlando oggi con i giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca, Joe Biden afferma intanto di aver deciso come rispondere all’attacco.Il presidente non ha fornito ulteriori specificazioni, sottolineando però che gli Stati Uniti non hanno bisogno di un allargamento del conflitto in Medio Oriente.  Biden considera l’Iran “responsabile” dell’attacco “nel senso che stanno fornendo le armi alla gente che lo ha fatto”.

E a chi gli chiedeva se un collegamento diretto con l’Iran sia stato stabilito, ha replicato: “Discuteremo di questa cosa”.  Quando gli è stato chiesto se comunque ha preso una decisione su come rispondere all’attacco, Biden si è limitato a rispondere “sì”.Ed ai giornalisti che l’incalzavano chiedendo se l’azione di deterrenza sarà diversa questa volta, ha risposto: “Vedremo”. “Non credo che abbiamo bisogno di un conflitto più ampio in Medio Oriente, non è questo che sto cercando”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pensioni 2024, Inps: quota 100 e 102 non sono cumulabili con reddito da lavoro

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(Adnkronos) – Per le pensioni con quota 100, 102 e per quelle anticipate flessibili è prevista, a partire dal primo giorno dalla decorrenza della pensione, e fino a quando non si maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia, la non cumulabilità con i redditi provenienti sia da lavoro dipendente che autonomo.Il chiarimento arriva dall’Inps che ricorda come l’istituto provveda ad informare i propri utenti sul regime di incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro, al momento in cui comunica il provvedimento di liquidazione della pensione, in applicazione del principio di trasparenza dell’azione amministrativa.  I pensionati con quota 100, quota 102 o pensione anticipata flessibile, comunque, prosegue la nota, prima del compimento dell’età prevista per il pensionamento di vecchiaia, sono tenuti a dichiarare all’Inps eventuali redditi da lavoro, sia dipendente che autonomo, che potrebbero influire sull’incumulabilità della pensione.

In caso di mancato rispetto del regime di non cumulabilità, l’Inps, conclude la nota, è tenuta a sospendere la pensione e a recuperare le mensilità pagate indebitamente.  Unica eccezione, quella per i redditi da lavoro autonomo occasionale purché non superino i 5.000 euro di compensi lordi annui.Ma aggiunge, la nota ricordando le circolari n. 11 del 2019 e n. 117 del 2019 ( a cui si rinvia per tutti gli approfondimenti), ai fini del calcolo del limite dei 5.000 euro lordi si considerano tutti i redditi annuali derivanti da lavoro autonomo occasionale, anche quelli riconducibili all’attività svolta nei mesi dell’anno precedente la decorrenza della pensione e/o successivi al compimento dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sgarbi condannato per diffamazione contro l’ex sindaca di Roma Raggi

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(Adnkronos) – Vittorio Sgarbi è stato condannato a una pena pecuniaria di 2.000 euro per l’accusa di diffamazione aggravata nei confronti dell’ex sindaca della Capitale, Virginia Raggi.Il giudice monocratico di Roma ha disposto anche una provvisionale di 20mila euro a favore di Raggi.

I fatti riguardavano alcune frasi pronunciate dall’attuale sottosegretario ai Beni Culturali nella trasmissione tv Matrix il 21 febbraio del 2018, prima delle elezioni politiche, quando Sgarbi attaccò Raggi per il previsto abbattimento di un edificio liberty in Piazza Caprera, nel quartiere Trieste.  “L’annunciata distruzione di ville liberty a Roma, denunciata da me e da Italia Nostra per primi, conferma la più inquietante delle prospettive: la Roma di oggi è come la Palermo di Ciancimino – aveva detto Sgarbi – e il sindaco di Roma, distratto dalla difesa della città, è oggettivamente complice di questa azione criminale.M5S a Roma oggi è come la Democrazia cristiana a Palermo degli anni ‘70”.

Alla scorsa udienza il pm aveva sollecitato nei confronti di Sgarbi una condanna a 4 mesi di carcere.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neuralink, chip nel cervello follia o futuro? Il parere dell’esperto

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(Adnkronos) – “E’ un annuncio che fa ovviamente grande rumore per via del tweet di Elon Musk, ma in realtà”, dietro al primo impianto in un essere umano di un chip di Neuralink, la compagnia del magnate che si occupa di interfacce cervello-computer, oltre al rumore c’è di più, spiega all’Adnkronos Salute Silvestro Micera, professore di Bioelettronica e Ingegneria neurale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e al Politecnico (Epfl) di Losanna, scienziato noto per il suo lavoro su braccia robotiche e protesi sempre più ‘umane’. “Questa tecnologia – assicura, parlando dei chip di Neuralink – è molto interessante e molto robusta.Mi è stato chiesto: non è una fuga in avanti, una follia?

Conosco il gruppo di bioingegneri che ci sta lavorando, alcuni di loro molto bene, e sono bravi, seri.E quello che vogliono fare e che stanno facendo è tecnologicamente interessante perché ha alcuni vantaggi molto importanti rispetto ai precedenti sistemi”. “Utilizzare interfacce impiantabili nel cervello per leggere il pensiero, leggere informazioni dai neuroni e controllare dispositivi è una cosa che già hanno fatto vari gruppi nel passato.

L’idea non è nuova – osserva – quello che è nuovo è la tecnologia.Il primo vantaggio è che ha un sistema per impiantare basato su un robot, che permette di impiantare degli elettrodi meno invasivi, dei fili, dei ‘capelli’ molto piccoli, in maniera veramente precisa.

E, in aggiunta, il numero di elettrodi passa da un centinaio a molte migliaia e questo è molto interessante perché maggiore è il numero, maggiore è il campionamento del cervello e maggiori sono le informazioni che riusciamo a estrarre, maggiore è” teoricamente “la possibilità per il paziente di controllare più cose e meglio.Questo però si dovrà vedere, è una delle scommesse che bisognerà poi vedere se effettivamente si riesce a vincere”.

Nel dettaglio, come spiega l’azienda online, l’impianto creato da Neuralink registra l’attività neurale attraverso 1.024 elettrodi distribuiti su 64 fili altamente flessibili e ultrasottili.  “Ci sono degli aspetti differenti – ragiona Micera – Nei prossimi mesi vedremo se almeno inizialmente sembra essere vinta la scommessa Neuralink.Ma in generale ci sono molte tecnologie, è un momento molto fertile per le neurotecnologie e la neuroingegneria.

Quindi è possibile che, non domani ma nei prossimi 5 o 10 anni, cominceranno a esserci sempre più sistemi commerciali in giro”.Insomma, è una fase “di grande speranza, per i pazienti e anche per noi che ci occupiamo di queste attività.

Bisognerà capire quante di queste speranze, speriamo molte, diventeranno realtà”. C’è poi un altro elemento da considerare, per Micera: “L’arrivo di Neuralink ha dato una scossa molto forte e ulteriore al mercato.In qualche maniera l’arrivo di uno degli uomini più ricchi del mondo inevitabilmente da un lato catalizza attenzione per il settore e rende più facile magari acquisire fondi.

Dall’altro lato, anche i competitor si sono svegliati ancora di più e hanno deciso di andare ancor più veloce.Almeno dall’esterno, la mia impressione è che si sia velocizzato ulteriormente lo sviluppo” in questo campo.

Chi sono i principali competitor di Neuralink? “Ne citerei due in particolare – elenca – Uno sembra essere Blackrock Neurotech, la prima azienda a fare impianti in pazienti dal 2006, azienda storica che sembra aver avuto anche di recente un’accelerazione, e poi c’è un’altra realtà molto interessante, è australiana e si chiama Synchron, che ha un metodo innovativo di fare impianti nel cervello passando dal sistema vascolare, sicuramente meno invasivo poiché non ha bisogno di aprire il cervello”.   Quello delle interfacce cervello-computer è un campo che, riflette l’esperto, “anche a noi interesserà sempre di più.Con Pietro Mortini”, primario dell’Unità di Neurochirurgia e Radiochirurgia stereotassica all’Irccs ospedale San Raffaele di Milano, “abbiamo creato un laboratorio qualche mese fa proprio per potenziare tutta questa serie di attività, unendo l’aspetto ingegneristico del Sant’Anna alle potenzialità cliniche neurochirurgiche del San Raffaele.

Abbiamo pazienti impiantati con elettrodi nel midollo spinale”.E’ finita per esempio alla ribalta delle cronache la storia di una 32enne con lesione midollare causata da un incidente sportivo, tornata a camminare con l’impianto del neurostimolatore midollare. “E l’obiettivo che ci siamo posti – prosegue il bioingegnere – è di ampliare la tipologia di pazienti e anche la tipologia di impianti.

Immaginare dunque in futuro una collaborazione” con realtà come Neuralink e le altre citate “per fare impianti nel cervello di pazienti.Dal nostro punto di vista questo è molto interessante e il laboratorio col San Raffaele è stato proprio pensato per aiutarci a cogliere queste opportunità.

Obiettivo: aiutare i pazienti”.Quali potrebbero beneficiare in generale dei chip cerebrali di cui si parla in questi giorni?

I primi per cui Neuralink è stata autorizzata sono persone con Sla o quadriplegie causate da lesioni del midollo spinale. “Sono pazienti con gravissime problematiche a livello di riduzione dei comandi volontari, quindi loro sono sicuramente i primi candidati.E in futuro – conclude Micera – quando la tecnologia sarà un po’ più pronta, è possibile immaginare magari anche un’applicazione per l’ictus”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)