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Morbillo, allarme nel Lazio: casi in 30enni, qual è la situazione

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(Adnkronos) –  Nel Lazio “c’è un allarme negli adulti, rivediamo casi nei giovani, 30enni non vaccinati, e personalmente è una situazione a cui noi medici di famiglia non assistevamo da decenni.Il morbillo è una malattia che non va sottovalutata perché è un virus ‘cattivo’ che porta febbre alta e l’enatema, un rush cutaneo nelle mucose nella faringe, poi arriva l’esantema con le bolle.

Quello che consigliamo ai nostri assistiti è di verificare se si è fatta la vaccinazione anti-morbillo e nel caso negativo di farla”.Così all’Adnkronos Salute Pierluigi Bartoletti, segretario Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) Roma e provincia, interviene sull’alert per l’aumento dei casi di morbillo negli adulti (19-42 anni) rilanciato da una circolare del Servizio regionale di sorveglianza (Seresmi) del Lazio.   Perché nel Lazio c’è questa recrudescenza di morbillo negli adulti? “Queste malattie, appena spegni la ‘luce’, riemergono, ma non vanno davvero sottovalutate anche se si pensa di essere giovani e in buona salute”.  “Per il morbillo non c’è cura”, avvertono i medici di famiglia ricordando che “può dare in alcuni casi anche complicanze, dalla polmonite all’encefalite”.  Ma cosa deve fare chi ha un sospetto di morbillo? “Ci si rivolge al proprio medico, se ci sono in atto già complicanze serie, che possono purtroppo arrivare in certi soggetti, sarà però necessario valutare anche il ricovero in ospedale”.

Bartoletti precisa però che “ora la cosa necessaria è che tutti controllino se hanno o meno fatto la vaccinazione.Se non si è fatta occorre contattare l’Asl, perché noi non abbiamo i vaccini e purtroppo nel Lazio non abbiamo accesso all’anagrafe vaccinale, e prendere appuntamento per l’immunizzazione”.  “Un aumento dei casi di morbillo in Italia c’è già stato nel 2017, dopo una riduzione delle vaccinazioni e allora ci furono anche 5 morti.

Dopo l’alert sugli adulti positivi nel Lazio, ci sono casi decritti in diverse regioni.Non è una malattia che va sottovalutata, ha una mortalità di 1 su 1.000 ma è estremamente contagiosa per la sua diffusione per via aerea, un caso ne genera 16 molto più del primo Sars-CoV-2.

L’unica arma è il vaccino perché non ci sono farmaci efficaci”, sottolinea Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, la Società italiana di Malattie infettive e tropicali.  Una volta contratta l’infezione possono essere trattati solo i sintomi ma – ricorda il ministero della Salute sul proprio sito – circa il 30% di tutti i casi di morbillo presenta delle complicanze: l’otite, la diarrea severa con disidratazione, la polmonite e altre infezioni respiratorie, l’encefalite, e sequele come la cecità o anche la morte. “Il vaccino si fa al 13esimo mese di vita e poi il richiamo a 5-6 anni”, ricorda Andreoni. “Ora chi sa di non averlo mai fatto, può farlo nella propria Asl e chi non ha avuto il richiamo può comunque farlo”, conclude.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Al Bano: “Io in prima fila con trattore? Solo se viene anche Fiorello”

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(Adnkronos) – Al Bano Carrisi non scenderà in piazza a Sanremo 2024 insieme agli agricoltori per evitare che la sua partecipazione venga strumentalizzata.E’ quanto chiarisce lo stesso Al Bano all’Adnkronos dopo che Amadeus, in conferenza stampa, rispondendo all’appello rivoltogli dagli agricoltori per poter portare le ragioni della protesta sul palco di Sanremo ha affermato che ”se vengono i trattori, li faccio salire sul palco”.

E alla battuta di Fiorello che ha aggiunto: “Lo sai sì, chi sarà il primo della fila?Al Bano”, il cantante risponde ironicamente: ”Facciamo cosi, se ci viene lui ci vengo anche io”. ”Come già avevo detto mentalmente e spiritualmente sono al cento per cento con gli agricoltori – sottolinea – ma non voglio approfittare della mia notorietà, non voglio che una manifestazione così importante passi in secondo piano.

E’ un fatto troppo importante che condivido in pieno, non farò l’errore di scendere in piazza con il trattore anche se amo il mio trattore – racconta Al Bano – Da ragazzino lo amavo più delle automobili.Sono dalla parte degli agricoltori e conosco perfettamente le loro ragioni, non ci vado proprio per dare vigore a questa sacrosanta manifestazione”, conclude.  (di Alisa Toaff) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il rossetto più antico del mondo è ‘made in Iran’ e ha 4mila anni

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(Adnkronos) – Il rossetto più antico del mondo ha circa 4mila anni ed è ‘made in Iran’.Colore: rosso scuro.

Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’università di Padova specializzati in archeologia, chimica e mineralogia, in collaborazione con colleghi della Facoltà di Archeologia dell’università di Teheran.Lo studio, intitolato ‘A Bronze Age lip-paint from southeastern Iran’, è pubblicato su ‘Scientific Reports’ (gruppo Nature). Il team – informano da UniPd – ha analizzato e identificato il contenuto di un flacone in clorite, finemente scolpito, datato mediante radiocarbonio tra il 1900 e il 1700 a.C.

Secondo le indagini degli scienziati si tratta di una preparazione cosmetica di colore rosso cupo, a base di ematite, manganite e braunite mescolati a cere e oli vegetali, probabilmente usata per colorare le labbra considerando la composizione molto simile a quella di un moderno rossetto. “Questa scoperta – afferma Massimo Vidale del Dipartimento Beni culturali dell’università di Padova, corresponding author dell’articolo – si aggiunge ai risultati di una linea di ricerca che rivela come gli artigiani dell’antico Iran già 5-4mila anni fa avessero elaborato conoscenze molto avanzate sui composti metallici, naturali, ma anche sintetici, che permettevano la produzione non solo di kohl (la nostra matita nera per gli occhi), ma anche di fondotinta a base di carbonato di piombo (biacca) e ombretti che, grazie all’aggiunta di clorocarbonati di rame e piombo, e forse di urea, viravano la colorazione chiara di base verso sfumature di azzurro e verde”.  “Il fatto che il ‘rossetto’ appena scoperto, presumibilmente da applicare sulle labbra, contenga solo tracce minime di minerali di piombo – sottolinea il docente – fa supporre che le ‘comunità di pratica’ di questa tecnologia fossero consapevoli dei pericoli della diretta ingestione di questo metallo.Suggerisce anche la possibilità che il trucco femminile, in contesti sociali formali e cerimoniali, fosse un’importante componente della manifestazione pubblica del ruolo dominante di uno strato elitario della popolazione”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mar Rosso, Houthi e lo spettro della minaccia a cavi tlc: un messaggio fa scattare l’allarme

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(Adnkronos) – Gli Houthi pianificano forse il sabotaggio dei cavi delle telecomunicazioni occidentali posati nel Mar Rosso, a 100 metri di profondità, denunciano aziende della tlc yemenite ancora associate al governo riconosciuto dall’Onu.  L’allarme è scattato dopo che un canale Telegram considerato vicino agli Houthi ha pubblicato una mappa delle infrastrutture digitali sui fondali del Mar Rosso e il messaggio: “Ecco le mappe dei cavi internazionali che connettono tutte le regioni del mondo dal mare.Sembra che lo Yemen si trovi in una posizione strategica, dato che le linee Internet che connettono interi continenti, non solo Paesi, passano vicino al Paese”. Nel Mar Rosso corre il 17 per cento del traffico internet su fibra ottica del mondo.

La General Telecommunications Corporation yemenita, rimasta associata al governo riconosciuto dall’Onu, ha condannato la minaccia degli Houthi, precisando che 16 cavi sottomarini, non più spessi dei tubi usati per innaffiare le piante, quindi molto vulnerabili, passano dal Mar Rosso per arrivare in Egitto.Uno dei più strategici è il cavo di 25mila chilometri AE1 che collega Asia, Africa ed Europa, dal sud est dell’Asia all’Europa. Moammar al-Eryani, il ministro dell’Informazione del governo yemenita basato ad Aden, ha a sua volta denunciato che gli Houthi pongono una minaccia grave a “una delle infrastrutture digitali più importanti del mondo”.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden e l’incubo delle ‘guerre eterne’ difficili da chiudere

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(Adnkronos) – “E’ arrivato il momento di mettere fine alla guerra eterna”.Così Joe Biden annunciava nel 2021 la decisione di andare avanti con i piani di ritiro delle forze Usa dall’Afghanistan.

Una decisione rivelatasi poi fatale, come ha dimostrato la disastrosa debacle del ritiro delle truppe americane nell’agosto del 2021 e la caduta di Kabul e l’intero Paese di nuovo nella mani dei talebani, contro i quali l’America del post 11 settembre aveva avviato 20 anni prima il conflitto più lungo della sua storia.  E negli ultimi giorni Biden si è visto costretto a fare di nuovo ingresso in una serie di campi di battaglia dell’era post 11/9 che si confermano essere ‘guerre eterne’ difficili da chiudere.Con le decine di raid venerdì notte contro obiettivi di gruppi filoiraniani in Iraq e Siria – il teatro della guerra tra la coalizione internazionale guidata dagli Usa contro lo Stato Islamico la cui minaccia si sperava annientata a partire dal 2017 – e poi la notte successiva con la nuova, massiccia, ondata di raid contro le basi dei ribelli Houthi nello Yemen dove sembra quindi riproporsi un’altra ‘forever war’.  “Se colpite un americano, noi risponderemo”, è il mantra a cui, ha ribadito Biden dopo i raid di venerdì in risposta all’uccisione dei tre militari americani nella base in Giordania, Washington è costretta ad attenersi.

Anche se gli analisti sono scettici sul fatto che i raid di venerdì potranno ottenere obiettivi strategici considerevoli, considerando che l’amministrazione Biden ha ampiamente preannunciato le sue mosse e deliberatamente scelto di evitare di coinvolgere elementi del regime iraniano, sponsor dei gruppi che dal 7 ottobre, inizio della guerra a Gaza, hanno lanciato oltre 160 attacchi contro le forze Usa nella regione. “E’ apparsa un’azione significativa da parte dell’amministrazione Biden, ma d’altra parte non credo che riuscirà minimamente a scoraggiare questi gruppi – spiega Charles Lister, direttore del programma Siria del Middle East Institute – queste milizie sono impegnate in questa campagna da oltre 20 anni e sono predisposte ad una lotta di lungo termine, di cui fa parte l’attuale campagna d’attrito contro gli Usa”.  Quello che è più probabile è che i raid faranno crescere maggiormente la tensione e la rabbia nella regione, con la spinta a rispondere “all’escalation con l’escalation”, come ha detto gli Houthi.Anche se, sottolineano alti analisti, il dato importante è che al momento né Washington né Teheran vogliono un conflitto vero e proprio. “L’amministrazione Biden ha di fronte a sé le elezioni di novembre, e non ha bisogno di un’altra costosa avventura militare all’estero, problemi per la sua politica con Israele o un aumento del prezzo della benzina – ha scritto Nick Paton Walsh sulla Cnn – l’economia iraniana è ancora instabile, le tensioni interne non sono una memoria così distante e ha l’obiettvo di allargare la sua influenza regionale, traendo vantaggio dalla sua relazione con Mosca e, a quanto appare, continuare la marcia verso il nucleare”.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Povere creature!’ ancora in testa al box office

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(Adnkronos) – ‘Povere creature!’ ancora in testa al box office.Nel weekend 1-4 febbraio, il film di Yorgos Lanthimos con Emma Stone si conferma miglior incasso con 1.845.453 euro, una media di media di 3.209 euro e 4.705.105 euro complessivi.

A tallonarlo la commedia sentimentale ‘Tutti tranne te’ con 1.792.650 euro, un totale di 3.725.569 euro e la più alta media copia di 4.966 euro.Nel fine settimana gli incassi Cinetel sono stati pari a 7.672.293 euro, -21% rispetto al week-end precedente e +41% rispetto all’analogo dell’anno scorso. Sul terzo gradino del podio ‘I soliti idioti 3’ con 768.923 euro per complessivi 3.155.335 euro, la prima new entry della Top10, ‘Argylle – La super spia’, è quarta con 402.588 euro, la seconda, ‘The Warrior – The Iron Claw’, nona con 194.874 euro. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Mirafiori in cig a marzo”, l’annuncio di Stellantis

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(Adnkronos) – Un mese intero di cig a marzo per i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Mirafiori impiegati sulle linee Maserati e 500 Bev.La decisione è stata comunicata oggi, 5 febbraio, dall’azienda alle organizzazioni sindacali.  La cassa integrazione ordinaria dal 4 al 30 marzo interesserà 2260 lavoratori, 1251 della linea 500 Bev e 1009 della linea Maserati, tuttavia l’attività non si fermerà completamente perché si lavorerà su un turno comandato.  “La notizia – commenta il segretario territoriale Fismic Confsal di Torino, Sara Rinaudo – è un segnale della continuazione del periodo di sofferenza per lo stabilimento torinese.

Siamo ben consapevoli del piano strategico in corso di Stellantis, che ha sempre affermato di puntare su Mirafiori, ma constatiamo con dispiacere il periodo di difficoltà che sta affrontando il sito in questo momento, in particolare la Carrozzeria”. “Difficoltà che noi cercheremo di gestire al meglio per attutire al massimo le ricadute sui lavoratori e sui loro salari”, prosegue Rinaudo che conclude: “Auspichiamo che l’intervento del Governo, con il nuovo piano incentivi, coadiuvi la ripresa del mercato.Urge accelerare l’azione del Governo, e serve una collaborazione in sinergia con la Regione, per tutelare il territorio”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Usa verso accordo: aiuti a Kiev si possono sbloccare

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(Adnkronos) – Dopo settimane di difficili negoziati tra dem e repubblicani, al Senato è stato raggiunto l’accordo che sbloccherebbe i 60 miliardi di aiuti destinati all’Ucraina.L’intesa prevede misure più severe sul confine con il Messico per cercare di rallentare il flusso di migranti.

Un accordo che il presidente Joe Biden ha lodato, sottolineando che contiene “le riforme più severe e giuste della politica del confine degli ultimi decenni che sostengo con vigore”. Nonostante il testo recepisca misure che i repubblicani chiedono da tempo – regole più severe per la concessione dell’asilo, la fine della pratica di “catch and release” che prevede il rilascio degli irregolari fermati al confine e la possibilità di chiudere i valichi di confine più usati quando si è raggiunto un limite degli ingressi – la leadership della Camera ha già annunciato che non intende mettere ai voti il testo se sarà approvato al Senato.  Lo Speaker Mike Johnson ha criticato il numero eccessivo di ingressi quotidiani, 5mila secondo il repubblicani, punto che i negoziatori affermano non corrispondere al vero, ed altre misure sull’asilo.Ma la realtà è che sulla maggioranza repubblicana alla Camera ha molta più influenza Donald Trump, che non vuole assolutamente che Biden firmi riforme più severe sul confine per continuare a poterlo attaccare sulla questione dell’immigrazione durante la campagna elettorale. Tanto che i repubblicani della Camera hanno annunciato che nei prossimi giorni metteranno ai voti una misura per approvare solo i 14 miliardi destinati ad Israele, senza neanche i fondi per l’Ucraina, altra questione controversa per lo Speaker della Camera.

Mentre invece nell’accordo dei repubblicani vi è l’intero pacchetto, in totale 118 miliardi, con i fondi per Ucraina, Israele, altre priorità di politica estera, e 20 miliardi per il confine.  James Lankford, uno dei senatori repubblicani che hanno negoziato il testo, definisce l’accordo “un’opportunità unica in una generazione di chiudere il nostro confine aperto e dare alle future amministrazioni gli strumenti effettivi di cui hanno bisogno per mettere fine al caos sul confine e proteggere la nostra nazione”.Il leader della maggioranza democratica, Chuck Schumer, ha detto che metterà ai voti la misura già questa settimana.  Un voto che metterà quindi, il leader della minoranza repubblicana, Mitch McConnell, che sostiene l’accordo, di fronte alla sua più difficile e diretta sfida a Trump, con cui non ha mai avuto un rapporto idilliaco.

Perché dovrà convincere un numero sufficiente dei 49 senatori repubblicani a sostenere la legge che l’ex presidente, e ormai quasi candidato in pectore alla Casa Bianca, vuole a tutti i costi affossare.Mentre i senatori filotrumpiani hanno già cominciato a scagliarsi contro la misure “che nessun senatore che si rispetti potrebbe approvare”, come ha dichiarato Mike Lee, si stima che al momento sono tra 12 e 20 i senatori repubblicani disposti a sostenere la misura, che ha bisogno del voto di almeno 60 senatori per poter procedere verso il voto finale, a maggioranza, in aula al Senato.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Amadeus: “Se vengono i trattori li faccio salire sul palco”

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(Adnkronos) –
Se vengono i trattori a Sanremo 2024? “Li faccio salire sul palco”, ha detto Amadeus dalla sala stampa Lucio Dalla durante la conferenza stampa di apertura del festival nel giorno in cui la protesta è arrivata alle porte di Roma. “Lo sai sì, chi sarà il primo della fila?Al Bano”, è intervenuto Fiorello sorridendo.

Amadeus ha poi aggiunto che finora non ci sono stati contatti con gli organizzatori della protesta: “Nessuno dei trattori mi ha contattato e non so assolutamente nulla. È una protesta giusta e sacrosanta, per il diritto al lavoro”, ha detto. “Con i trattori non c’entrano ma credo sia giusto ospitare almeno due rappresentanti della categoria sul palco.Amadeus li accoglierebbe ben volentieri.

Il problema è importante e anche grave e bisogna intervenire”, ha poi detto dal canto suo Fiorello a margine della conferenza stampa. Alla domanda se fosse preoccupato a poche ore dall’inizio della kermesse, Amadeus ha risposto: “Non ho avuto ancora tempo di preoccuparmi, perché sono sveglio dalle cinque di mattina, faccio mille cose, la sera crollo e quindi per il momento tutto tranquillo.L’idea è quella di godersela”.  A chi gli chiedeva poi un commento su chi annuncia Sanremo 2024 come il festival di ‘TeleMeloni’, anche in relazione alle polemiche che accompagnarono il festival dell’anno scorso, il conduttore ha detto: “I miei sono festival che non sono politicamente schierati, né a destra né a sinistra.

L’ho sempre detto.In passato sono stato mandato a casa sia dalla destra che dalla sinistra.

Quindi più libero non si può”.  “Posso smentire qualsiasi intervento dell’azienda.Ho incontrato Roberto Sergio appena è diventato amministratore delegato – ha assicurato – e lui mi ha detto puoi continuare liberamente a fare Sanremo esattamente come hai fatto gli ultimi quattro festival.

Questa è stata l’unica che mi ha detto.Non ha mai fatto una telefonata per chiedermi chi ci sarà e chi non ci sarà, che hai pensato e che non hai pensato.

Quindi assoluta libertà.Anche perché io nei miei festival precedenti non ho mai cercato a tavolino delle cose sensazionali”. Sul collegamento con il programma di Fabio Fazio domenica sera, Amadeus ha spiegato: “Ho ricevuto una telefonata da Fabio, ci conosciamo da tanti anni e lui m’ha detto ‘mi piacerebbe che tu e Rosario foste in trasmissione da me la domenica prima del festival come abbiamo fatto negli altri anni’.

Ovviamente avendo un contratto di esclusiva con la Rai, devo chiedere una liberatoria.Quindi ho chiamato direttamente Roberto Sergio e Roberto Sergio m’ha detto puoi andare tranquillamente”, ha sottolineato. “Si è interrotto il collegamento…”, ha poi ironizzato Amadeus con un giornalista che gli chiedeva se avesse valutato l’ipotesi di un sesto festival.

Poi, il direttore artistico risponde seriamente: “Sono innamorato del festival, lo siamo tutti noi.Eravamo inviati qui per le radio nei primi anni Novanta – aggiunge il direttore artistico – Ma credo che come tutte le cose a un certo punto debbano terminare.

Sono lusingato dall’affetto della Rai e del pubblico, ma credo che i cinque anni siano sufficienti per chiudere, mi auguro, con una festa bellissima.Rimango innamorato a vita del festival di Sanremo”.  “Cosa vorrei che i miei successori portassero nelle edizioni successive?

Io vorrei portare le due cose che a me piacciono di più portare la musica attuale, che entrano nelle radio, nelle classifiche, perché sono quelle amate dal pubblico,e la spensieratezza e l’allegria”, ha detto ancora Amadeus. “Chiaro io ho avuto la fortuna di avere vicino a me Rosario (Fiorello, ndr), ma portare un po’ di leggerezza è fondamentale – afferma ancora- Rompere gli schemi e far capire che è la manifestazione canora più importante in Italia ma anche una grande festa popolare, godiamocela con allegria”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, Ecdc: “Variante Ba.2.87.1 da monitorare”

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(Adnkronos) – L’ipermutata Ba.2.87.1, la variante isolata in Sudafrica, è già sotto monitoraggio.In un aggiornamento del 2 febbraio, il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) ha classificato la nuova arrivata come variante da monitorare.

Scoperta in Sudafrica, fra metà settembre e metà novembre 2023, dallo stesso gruppo di scienziati che per primi hanno rilevato Omicron e identificata con la sigla Ba.2.87.1, presenta oltre 100 mutazioni di cui più di 30 nella proteina Spike.Secondo gli esperti che hanno cominciato a studiarla, è geneticamente distinta dai lignaggi Omicron attualmente circolanti (in particolare Ba.2.86 e JN.1).

Il grado di trasmissibilità e la patogenicità sono ancora da valutare.  “Si tratta di un nuovo lignaggio di Sars-CoV-2 con più di 100 mutazioni dal Sud Africa” spiega Tulio de Oliveira, direttore del Centro per la risposta alle epidemia e l’innovazione alla Stellenbosch University, che l’ha identificata. “Questo è probabilmente il lignaggio più divergente identificato quest’anno” aggiunge.La variante è stata rilevata fra metà settembre e metà novembre 2023: “È geneticamente distinta dai lignaggi Omicron attualmente circolanti (in particolare BA.2.86 e JN.1) – scrive de Oliveira – e l’analisi iniziale suggerisce che probabilmente è emersa da Ba.2 o dal nodo basale di Omicron”.  Com’è nata? “L’ipotesi più plausibile, come nel caso di Ba.2.86, sarebbe un’infezione cronica seguita dalla trasmissione nella popolazione, in cui ha circolato non rilevata.

Tuttavia, non possiamo escludere anche l’ipotesi di un serbatoio animale”. “Il grado di trasmissibilità e la patogenicità sono ancora sconosciute – prosegue de Oliveira -.Per determinare quanto sia diffuso questo nuovo lignaggio, il Sudafrica ha aumentato la sorveglianza genomica, e al momento ci sono pochissimi segnali che si stia diffondendo ampiamente e possa sostituire l’attuale variante dominante JN.1”.

Ba.2.87.1 per ora non preoccupa.In Sudafrica, dove è stata scoperta e circola ormai da un po’, i contagi restano bassi.

Inoltre, “analisi preliminari indicano che Ba.2.87.1 è meno immunoevasiva rispetto a Jn.1.Deve produrre ulteriori mutazioni per restare competitiva”, rileva Raj Rajnarayanan, ricercatore e professore associato al Nyitcom all’università dell’Arkansas. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, dal tanga di Anna Oxa al ‘Pensati libera’ di Ferragni: i look memorabili

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(Adnkronos) –
Sanremo 2024, al via domani con la 74esima edizione, non è solo il palcoscenico della musica italiana, ma anche la passerella ideale per sfoggiare meravigliosi abiti da red carpet o commettere imperdonabili scivoloni di stile.Alcuni abiti hanno fatto la storia del Festival, entrando di prepotenza negli annali della tv e nella memoria collettiva.

Altri, invece, hanno fatto sollevare più di un sopracciglio, non solo per scollature eccessive, lingerie in vista, piume e spacchi vertiginosi, forse un po’ sopra le righe per il tempio della canzone italiana.Ma perché, chi li indossava, volente o nolente, è riuscito a dettare tendenza, imponendosi in modo spesso discutibile, sicuramente memorabile.  Alcuni oufit, oltre a suscitare l’ironia della rete, continuano ancora oggi a far parlare di sé.

E’ il caso dell’abito bicolor creato da Fausto Puglisi per Belen Rodriguez nel 2012, dotato dello spacco più scandaloso della storia del Festival.Il vestito lascia scoperto il tatuaggio sull’inguine, una maliziosa farfallina che basta a trasformare la soubrette argentina in icona di provocazione.

A far discutere, nel 1999, è anche Anna Oxa, quando dai pantaloni a vita bassa fa capolino un tanga nero.Un look firmato Tom Ford, allora al timone creativo di Gucci, destinato a riscrivere la storia di stile del Festival.  E se è vero che non è Sanremo senza polemiche, lo scettro di regina di look stravaganti va sicuramente a chi della provocazione ha fatto uno stile di vita.

Loredana Bertè, nel 1986, esibendosi sulle note di ‘Re’, sfoggia un minidress di latex nero
(con tanto di borchie e finto pancione) realizzato per lei dal costumista Sabatelli.Come lei nessuna mai.

Ricordava invece un’algida regina delle nevi Patty Pravo, che per Sanremo 1984 sale sul palco avvolta in una tunica bianca che mal si sposa con il suo incarnato pallido e i capelli cotonati.  Il look più sexy?Sicuramente quello di Sabrina Salerno e Jo Squillo che per intonare ‘Siamo donne’ salgono sul palco in calze a rete, bikini di pelle e vestiti inguinali.

Più sobrie, ma non per questo più azzeccate, le giacche oversize da marinaio scelte da Laura Pausini per il debutto del 1993.Non certo un trionfo di stile, è vero, ma quel blazer blu navy con bottoni e revers dorati con cui vince Sanremo Giovani non deve averlo dimenticata neanche la cantante emiliana.

Qualche anno fa, ospite a Sanremo, è infatti tornata a indossarlo per ricordare il suo debutto.Come dire ‘di Sanremo non si butta via niente’. Tra gli abiti indimenticabili una menzione speciale va alla modella Eva Herzigova, che con Irene Pivetti e Pippo Baudo sale sul palco di Sanremo nel 1998 fasciata in un abito total gold firmato Versace.

Ed è Gianni Versace in persona a vestire con un abito dalla gonna a scacchi, nel 1995, Claudia Koll, che presentava il Festival insieme ad Anna Falchi, (per lei abiti di Lancetti) e a Pippo Baudo.Tra i passi falsi invece spiccano gli abiti meringa di Antonella Clerici per Sanremo 2005, nuvole di tulle XL che hanno sollevato più di una critica.

Mozzafiato, invece, gli outfit di Achille Lauro che con Alessandro Michele, allora direttore creativo di Gucci, sfodera mise iconiche vestendo i panni di David Bowie, San Francesco, la marchesa Luisa Casati Stampa e la regina Elisabetta I.Quattro personaggi che lo hanno incoronato vincitore di stile dell’edizione 2020. Che dire poi della carrellata di abiti couture sfoggiati da Chiara Ferragni l’anno scorso?

Per il guardaroba del suo debutto in diretta tv, l’influencer sceglie di sfoggiare quattro look ‘parlanti’ per diffondere messaggi forti contro l’odio, la violenza e il sessismo.Memorabile quel ‘Pensati libera’, ricamato sulla stola bianca dell’abito Dior firmato Maria Grazia Chiuri, che si è trasformato in poco tempo nel bersaglio preferito dell’ironia della rete, tra meme sarcastici e parodie pungenti.  Campioni (anche di stile) all’Ariston nel 2022 sono invece Mahmood e Blanco, che sul palco esibiscono dei look da ‘Brividi’ come il titolo della canzone che li incorona vincitori.

Uno su tutti?Quello della finale, durante la quale entrambi sfoggiano un look genderless, coposto da camicia trasparente e total white per Blanco di Valentino, camicia bianca, cravatta in pelle e gonna lunga per Mahmood. Tra le più eleganti di sempre anche Laetitia Casta, tornata al fianco di Fabio Fazio nel 2014 con un abito color ghiaccio creato da Riccardo Tisci per Givenchy Haute Couture, completo di frange, catene, paillettes e guanti lunghi.

Super chic anche la cantante Noemi in Dolce&Gabbana nell’edizione 2021, che si esibisce con un abito da sera in tulle ricamato a mano e ricoperto di Swarovski.A brillare all’Ariston quell’anno è anche Elodie, fasciata in abiti scultura firmati Atelier Versace, Giambattista Valli e Oscar de la Renta, come il minidress nude con frange silver incrociate.  Tra le regine di stile non va dimenticata la modella Vittoria Ceretti, che nel 2021 sceglie delle creazioni di Valentino Couture, Armani Privé e Atelier Versace.

Last but not least i Maneskin, vincitori dell’edizione 2021, che ogni sera hanno sfoderato una carrellata di look realizzati da Etro.Il più iconico?

Sicuramente la tutina effetto nude con ricami sfoggiato in finale, che ha lasciato ‘Zitti e buoni’ anche i critici più indefessi. (di Federica Mochi)    —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Protesta agricoltori arriva a Roma, primi trattori su Nomentana

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(Adnkronos) – La protesta dei trattori è arrivata alle porte di Roma, come annunciato nei giorni scorsi.Intanto, un primo contingente, da questa mattina, con una decina di mezzi si è posizionato sulla via Nomentana, appena fuori dal Grande Raccordo Anulare.

Entro oggi dovrebbero arrivare altri 300-400 trattori dalla Val di Chiana ed entro giovedì pomeriggio dovrebbero confluire 1.500 trattori da varie parti d’Italia.  “Stiamo andando in Questura, intanto siamo arrivati con una decina di trattori e ci siamo posizionati in un campo sulla via Nomentana fuori dal Raccordo anulare ma entro stasera dovrebbero arrivare altre 300, 400 persone a bordo dei loro mezzi.Entro giovedì pomeriggio prevediamo l’arrivo di 1.500 trattori da varie regioni: Toscana, Lazio, Umbria, Molise e anche dal nord” afferma all’Adnkronos l’imprenditore agricolo Andrea Papa del movimento Riscatto Agricolo.  Sono diversi i presidi di trattori in corso alle porte di Roma.

Da Maccarese a Formello fino a Valmontone.Al momento non si registrano criticità.

Si tratta di presidi che erano previsti, spiega all’Adnkronos Danilo Calvani, leader del Cra. ”Si sposteranno quando daremo l’ok”, aggiunge ma al momento ”non è previsto nessun corteo nella Capitale”. ”Non sono mai entrati i trattori a Roma – dice – e spero che non serva ma comunque al momento non è previsto” al massimo manifesteremo a piedi.Quanto ai trattori che dovrebbero raggiungere Roma dalla Valdichiana aggiunge: ”Stanno facendo un altro tipo di protesta.

Noi non vogliamo la politica nelle nostre rivendicazioni, crea solo spaccature”.  A Valmontone al momento è in corso il corteo di circa 100 persone con 50 trattori che da via della Pace raggiungeranno il parco acquatico Magic Splash.Dalle 14 alle 15.30 è previsto invece un corteo dall’area verde della statale Aurelia al km 29,7 all’incrocio con via dei Tre Denari: in strada 20 persone con otto trattori che faranno un corteo di 5 km su via Aurelia per arrivare a via del Fontanile di Mezzaluna e ritorno.

Un altro corteo è previsto per lo stesso orario sulla via Formellese. Domani mattina le associazioni Liberi Agricoltori di Puglia e Basilicata organizzano una mobilitazione interregionale che si svolgerà tra Matera e Altamura (Bari), con una marcia di trattori verso Bari.Si attendono partecipanti anche da altre regioni.

Si protesta per i provvedimenti dell’Unione europea sulla politica agraria comune e anche contro il Governo italiano che ha ripristinato la tassazione sulla categoria agricola. ”La mobilitazione nazionale – spiegano Mimmo Viscanti (comitato di presidenza nazionale di Liberi Agricoltori e presidente dell’associazione in Puglia) ed Emilio Vesia (presidente Liberi Agricoltori in Basilicata) – è stata preceduta da molte iniziative sul territorio e da numerosi incontri con i rappresentanti delle istituzioni a livello territoriale”.  A Matera si raduneranno gli agricoltori delle province di Matera, Bari, Barletta Andria Trani e Taranto.Il corteo partirà alle ore 9 dal borgo Venusio, a Matera, muoverà verso Altamura e poi verso Bari, interessando le strade statali 99 e 96.

Alla mobilitazione è annunciata anche la partecipazione di delegazioni di agricoltori provenienti anche da altre regioni (Calabria, Campania, Molise, Abruzzo e Lazio).Sempre per la protesta, ieri si è tenuto un presidio sulla strada statale 106 Jonica a Metaponto di Bernalda (Matera) e nella scorsa settimana si sono tenuti cortei di mezzi agricoli a San Nicola di Melfi e nell’abitato di Matera. “Parlo da ministro ma sono idealmente al loro fianco sul trattore”.

Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, commentando le proteste dei trattori, a margine dell’avvio dei lavori della nuova stazione di Bergamo-Aeroporto di Orio al Serio e raddoppio della linea ferroviaria Ponte S.Pietro–Bergamo.

Gli agricoltori “contestano le politiche anti agricole dell’Ue e hanno tutta la mia solidarietà, perché pagare gli agricoltori per non fare il loro mestiere, per lasciare incolti i lori campi o pagare i pescatori per non andare a pesca è una follia tutta europea e quindi sono al loro fianco”, ha spiegato Salvini, auspicando però “che i disagi per il traffico in Italia siano ridotti al minimo”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Fiorello e il primo show il sala stampa – Video

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(Adnkronos) – Il Festival di Sanremo 2024 si accende e Fiorello regala il primo show in sala stampa nella conferenza di oggi. “E’ bello essere di nuovo qua”, dice prendendo posto accanto a Aamdeus. “Devo dire che già stamattina non era male, è andava molto bene.Ci aspettavamo tre-quattrocento persone, abbiamo detto sicuramente riusciamo a fare qualcosa così.

Invece alle cinque meno venti c’era già gente”, dice dopo l’esordio sanremese del suo ‘Glass’ davanti all’Ariston, stamattina alle sette del mattino. “Ti sei appena svegliato?” chiede Amadeus. “No.Mi devo riabituare ad un nuovo fuso orario”, dice Fiorello.

Lo showman si siede poi tra Amadeus e il sindaco di Sanremo Alberto Bancheri, al suo ultimo mandato dopo dieci anni. “Hanno finito tutti e due -scherza Fiorello- e io sono in mezzo”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dal 28 marzo riapre i battenti Mirabilandia

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(Adnkronos) – Tutto pronto per la nuova stagione di Mirabilandia, a Ravenna, che riapre i cancelli giovedì 28 marzo con orario 10.30 – 18.00.Il Parco divertimenti più grande d’Italia inizierà il 2024 con un appuntamento pasquale da non perdere: un lunghissimo weekend che durerà ben 6 giorni!

Un’occasione davvero speciale per iniziare la stagione alla grande!Anche quest’anno Mirabilandia offrirà show esclusivi, spettacoli emozionanti e appuntamenti con aperture straordinarie.

Nelle prossime settimane sarà svelata la nuova programmazione con grandi novità per tutte le età.Grande attesa per l’annunciato spettacolo “Forever Winx-The Musical” con le mitiche fatine Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha che andrà in scena in esclusiva a Mirabilandia per festeggiare tutti insieme i 20 anni del Winx Club.

Non mancheranno gli appuntamenti meet&greet per incontrare i personaggi Nickelodeon come SpongeBob SquarePants, Patrick Star e Plankton, i PAW Patrol – Chase, Marshall e Skye, le Teenage Mutant Ninja Turtles e Dora l’Esploratrice che regaleranno tanti sorrisi ai visitatori più piccoli. Immancabile l’adrenalina delle attrazioni da Guinness dei primati come iSpeed, Katun e Divertical; le atmosfere cowboy della Far West Valley; il terrore di The Walking Dead, l’horror house ispirata alla nota serie televisiva, unica in Italia; le ambientazioni con i dinosauri di Dinoland; il rombo dei motori di Ducati World; il paradiso dei più piccoli Bimbopoli.Da sabato 15 giugno a domenica 1° settembre torna anche Mirabeach, il parco acquatico più caraibico della Romagna.

La stagione 2024 di Mirabilandia prenderà il via giovedì 28 marzo e si concluderà domenica 3 novembre. Per rendere il divertimento un’esperienza sempre più alla portata di tutti, anche quest’anno sarà possibile utilizzare – grazie alla partnership con Scalapay – i servizi con la formula buy now, pay later (compra ora e paga successivamente) per una dilazione della spesa per gli abbonamenti e i soggiorni con formula Parco+Hotel. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Amadeus: “Se vengono i trattori li faccio salire sul palco” – Video

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(Adnkronos) – “Se vengono i trattori, li faccio salire sul palco”.Così Amadeus ha risposto in conferenza stampa sull’appello rivoltogli dagli agricoltori e sull’ipotesi che la protesta del settore agricolo arrivi sul palco di Sanremo 2024. “Lo sai sì, chi sarà il primo della fila?

Al Bano”, è intervenuto Fiorello sorridendo.Amadeus ha poi aggiunto che finora non ci sono stati contatti con gli organizzatori della protesta: “Nessuno dei trattori mi ha contattato e non so assolutamente nulla. È una protesta giusta e sacrosanta, per il diritto al lavoro”, ha detto. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giacomo Losi, domani i funerali a Roma

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(Adnkronos) – I funerali di Giacomo Losi, storico capitano giallorosso, si svolgeranno domani alle 15 a Roma.Lo ha annunciato il figlio Roberto sui social. “Domani alle ore 15 presso la Parrocchia di Santa Paola Romana in Via Duccio Galimberti 9 a Roma saluteremo il mio papà.

Giacomino, con il suo solito sorriso, vi aspetterà per abbracciarvi tutti.Grazie per l’immensa vicinanza dimostrata a me e alla mia famiglia.

Roberto”, ha spiegato sui social.  “Zio Giacomo stasera è andato in cielo” ha annunciato ieri l’ex direttore Rai, Massimo Liofredi, che a nome della famiglia ha ricordato le gesta dello zio, ‘Er core de Roma’, terzo giocatore con più presenze nella prima squadra dopo Francesco Totti e Daniele De Rossi.Losi aveva 88 anni, lascia la moglie Luciana Renzi, il figlio Roberto e i nipoti. Nato a Soncino (Cremona) il 10 settembre del 1935, Losi debuttò come calciatore a 14 anni con la squadra locale della Soncinese nel ruolo di mezz’ala.

Nel 1951 venne acquistato dalla Cremonese per 500mila lire.A Cremona disputò due stagioni conquistando la serie C e soprattutto mettendosi in evidenza nel ruolo di terzino, tanto che nel 1953 venne acquistato dalla Roma per 8 milioni di lire.

Ha esordito in Serie A a Roma contro l’Inter il 20 marzo 1955.A partire dalla stagione 1955-1956 divenne titolare della squadra e lo restò quasi sempre sino a fine carriera.

Giocò nella Roma fino al 1969, collezionando 386 presenze totali, di cui 299 da capitano, senza mai subire nessun provvedimento disciplinare (fu ammonito solamente nell’ultima partita disputata). Nella stagione 1968-1969, con l’arrivo di Helenio Herrera sulla panchina romanista, venne messo in disparte dopo le prime 8 giornate e per questo lasciò la Roma a fine stagione per disputare la sua ultima annata da calciatore nella Tevere Roma, in Serie D.Con la Roma ha vinto due Coppe Italia (nel 1963-1964 e nel 1968-1969), e la Coppa delle Fiere nel 1960-1961.

In campionato il miglior piazzamento è stato il secondo posto nel 1954-1955.Il 20 settembre 2012 è stato tra i primi 11 giocatori a essere inserito nella hall of fame ufficiale romanista.

Losi ha giocato anche in Nazionale (11 le presenze totali), debuttando il 13 marzo del 1960 nell’amichevole persa 3-1 contro la Spagna a Barcellona.Fu quindi schierato in tutte le partite della squadra azzurra sino ai Mondiali del Cile del 1962, indossando anche la fascia di capitano allo Stadio Heysel di Bruxelles, nella partita Belgio-Italia del 13 maggio 1962, nella quale esordì il diciottenne Gianni Rivera. Come allenatore è stato tecnico in Serie D per la Tevere Roma (1970 – 1971).

E’ stato poi allenatore ad Avellino, Turris, Lecce, Salernitana, Alessandria, Bari (con cui ottenne una promozione in Serie B nel 1976-1977), Banco di Roma, Piacenza, Casarano, Nocerina e Juve Stabia.A Roma è stato a lungo responsabile della scuola calcio Nuova Valle Aurelia (nel quartiere di Valle Aurelia) e ha allenato anche la nazionale Attori. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tajani: “Non ci facciamo intimidire da minacce Houthi, se attaccati risponderemo”

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(Adnkronos) – ”Non ci facciamo intimidire dalle minacce degli Houthi” e ”se attaccati risponderemo, questo deve essere chiaro”.Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dei Med Dialogues in corso a Roma, dopo che un leader del gruppo yemenita, Mohamed Ali al-Houti, ha minacciato di colpire l’Italia “se parteciperà all’aggressione contro lo Yemen”. ”Noi difendiamo il traffico mercantile, non attacchiamo nessuno, ma non vogliamo essere attaccati da nessuno”, ha aggiunto Tajani sottolineando che ”c’è una libera circolazione marittima e se ci saranno degli attacchi risponderemo”. ”Gli Houthi sono una organizzazione terroristica”, ha affermato il ministro degli Esteri. In un’intervista a ‘La Repubblica’ Mohamed Ali al-Houti, uno dei leader del movimento Ansar Allah (gli Houti) e cugino dell’attuale leader Abdul-Malik al-Houti, ha avvertito: “L’Italia diventerà un bersaglio se parteciperà all’aggressione contro lo Yemen.

Il suo coinvolgimento sarà considerato un’escalation e una militarizzazione del mare, e non sarà efficace.Il passaggio delle navi italiane e di altri durante le operazioni yemenite a sostegno di Gaza è una prova che l’obiettivo è noto”. “Il nostro consiglio all’Italia è di esercitare pressione su Israele per fermare i massacri quotidiani a Gaza.

Questo è ciò che porterà alla pace.Consigliamo all’Italia di rimanere neutrale, che è il minimo che può fare – ha aggiunto – Non c’è giustificazione per qualsiasi avventura al di fuori dei suoi confini”. “Consigliamo agli europei di aumentare la pressione sui responsabili degli orrori a Gaza.

Le nostre operazioni mirano a fermare l’aggressione e a sollevare l’assedio.Qualsiasi altra giustificazione per l’escalation da parte degli europei è inaccettabile”, ha sottolineato ancora. Secondo Mohamed Ali al-Houti, “non c’è alcun blocco nel Mar Rosso”. “Prendiamo di mira solo le navi associate a Israele, che si dirigono verso porti occupati, di proprietà di israeliani, o entrano nel porto di Eilat – ha insistito – Non abbiamo intenzione di chiudere lo stretto di Bab el Mandeb o il Mar Rosso”.

Ed ha affermato: “Essere classificati come terroristi per sostenere Gaza è un onore per noi”, parlando di una “classificazione politica e scorretta, senza giustificazione”. “Se gli Stati Uniti inviano truppe nello Yemen, dovranno affrontare sfide più difficili di quelle in Afghanistan e Vietnam.Il nostro popolo è resiliente, pronto e ha varie opzioni per sconfiggere strategicamente gli americani nella regione”, ha concluso.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, Amadeus è pronto: “Non ho tempo per preoccuparmi” – Video

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(Adnkronos) – “Preoccupato?Non ho avuto ancora tempo di preoccuparmi, perché sono sveglio dalle cinque di mattina, faccio mille cose, la sera crollo e quindi per il momento tutto tranquillo.

L’idea è quella di godersela”.A dirlo ai giornalisti è Amadeus, in sala stampa al teatro Ariston per la consueta conferenza stampa di presentazione del festival di Sanremo 2024. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dipendenza da videogiochi per più di un minore su dieci, neuropsichiatri: “Servono regole”

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(Adnkronos) – Ore e ore trascorse su internet, sempre con il cellulare in mano.Quando video o giochi diventano ossessione, c’è da preoccuparsi.

Tanto più se riguarda i nostri figli.Secondo i dati di un recente studio, realizzato dal Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità (Iss), emerge che il 12% degli studenti 11-17enni è a rischio di disturbo da uso di videogiochi: più colpiti i maschi (18% negli studenti delle secondarie di primo grado e il 13,8% negli studenti delle superiori) rispetto alle femmine (10,8% nelle scuole medie e il 5,5% nelle scuole superiori).  In occasione della Giornata mondiale per la sicurezza in rete, che si celebra domani 6 febbraio, la Società italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia), sottolinea l’importanza dell’uso consapevole di Internet da parte di bambini e adolescenti e del ruolo attivo e responsabile dei genitori. “E’ importante non demonizzarli – sottolinea Elisa Fazzi, presidente Sinpia, direttore dell’unità di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza Asst Spedali Civili e università di Brescia – poiché i videogiochi possono anche offrire opportunità uniche per l’apprendimento e lo sviluppo dei bambini e degli adolescenti, per favorire le abilità cognitive e sociali, offrendo occasioni di divertimento e la possibilità di creare scenari ricchi di fantasia.

Allo stesso tempo è necessario essere consapevoli che un uso eccessivo o inappropriato dei videogiochi può avere un impatto negativo sulla salute mentale e sul benessere dei ragazzi, specialmente dei più piccoli.Per tale motivo, i genitori e gli adulti di riferimento hanno un ruolo cruciale nel garantire che i bambini e gli adolescenti mantengano un equilibrio sano tra gioco e altre attività importanti, come lo studio, l’interazione sociale e l’esercizio fisico”. Le famiglie possono aiutare a identificare giochi appropriati in base all’età e a promuovere un utilizzo mirato per scopi educativi. “In questo scenario – precisa Antonella Costantino, past president Sinpia e direttore Uonpia Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – la costruzione di un accordo condiviso con i figli sul tempo che si può trascorrere con i videogiochi e sugli schermi o l’evitarne l’uso durante i pasti (anche da parte dei genitori stessi) è solo una parte, così come evitare l’uso nell’ora prima di dormire, perché l’esposizione alla luce blu emessa dagli schermi dei dispositivi può influenzare negativamente il riposo notturno, sopprimendo la produzione di melatonina.

Ancora più importante è imparare insieme, adulti e ragazzi, ad ‘addomesticare gli schermi’ per usarli in modo positivo, che vuol dire essere più consapevoli di come funzionano e conoscere meglio gli usi possibili e i loro aspetti positivi, oltre che negativi”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, l’esperto: “Zelensky contro Zaluzhny? E’ braccio di ferro tra gruppi di potere”

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(Adnkronos) –
Un braccio di ferro è in atto in Ucraina a due anni dall’inizio della guerra con la Russia.Ma “non tra il capo di Stato Maggiore della Difesa e il presidente Volodymyr Zelensky”, bensì “tra due gruppi di potere o di pensiero”.

Da una parte c’è “l’entourage presidenziale che insiste sul cambiamento”, ad uso e consumo dell’opinione pubblica interna e degli alleati all’estero, con un “cambiamento” da realizzare, “non tanto però in termini di condotta della guerra”. E dall’altra parte c’è “l’entourage della Difesa che guarda a Valerii Zaluzhny come punto di riferimento importante”, un “uomo straordinario perché è riuscito a fare moltissimo con poco” ed è “riuscito a impiegare in maniera estremamente razionale le truppe sul terreno nonostante le direttive politiche a cui si è dovuto piegare”.Ragiona così con l’Adnkronos Claudio Bertolotti, analista dell’Ispi e direttore di Start InSight, già Capo Sezione Contro Intelligence e Sicurezza della Nato in Afghanistan, dopo le notizie su una possibile destituzione del comandante delle Forze Armate ucraine. Zaluzhny, ricorda, “nel 2014 operava nel Donbass e ha avuto modo di verificare quanto poco efficaci fossero le tecniche di combattimento ucraine basate sulla dottrina russo-sovietico, ha avviato per primo una radicale trasformazione dell’esercito ucraino e ha consentito alle Forze Armate ucraine di resistere all’avanzata russa con una tecnica completamente nuova per l’Ucraina”.

Ha archiviato “la dottrina militare ereditata dall’Urss e ha sposato fin da subito un approccio tipico della Nato, anche rispetto alla struttura di comando e controllo delle Forze Armate ucraine”.  
Intervistato dal direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, Zelensky ha parlato di un “reset”, di “un nuovo inizio necessario”, di un “ricambio di una serie di dirigenti dello Stato, non solo in un singolo settore come quello militare”.Bertolotti ragiona su di quella che a suo avviso sarebbe una “manovra difficile e ingiusta” nei confronti di Zaluzhny. “La scelta razionale sarebbe tenerlo, ma è una questione di opportunità politica l’opzione del cambio al vertice”.

E “non può essere esclusa”, nonostante si parli di un generale “molto apprezzato sia dall’Occidente che da suoi soldati”, mentre dall’altra parte c’è “un presidente che sta iniziando a perdere un po’” e che “potrebbe rivendersi riforme o cambiamenti sul piano della comunicazione strategica presidenziale” sia con le cancellerie occidentali che con l’opinione pubblica ucraina “che vede una guerra senza fine”.Secondo un sondaggio pubblicato a dicembre dal Kyiv Institute of Sociology, l’88% degli ucraini apprezza Zaluzhny e il 62% approva l’operato di Zelensky.

Un sondaggio recente rilanciato anche da Politico evidenzia come più del 70% degli ucraini reagirebbe in modo negativo se Zelenskyy silurasse il generale. Intanto il conflitto sta per entrare nel terzo anno dopo l’avvio, il 24 febbraio del 2022, di quella che il Cremlino presentò come una “operazione militare speciale”.Lo stallo si protrae da mesi.

Sulla tanto annunciata controffensiva dello scorso anno, che ha lasciato ‘delusione’ per i risultati in Occidente, il consigliere della presidenza Mykhailo Podolyak ha ammesso “errori tattici”, ha riconosciuto che c’è una certa “stanchezza” su alcuni fronti. “Non possiamo fermare la guerra – ha detto nei giorni scorsi in un’intervista- Dobbiamo cambiare tattica”. Ma, osserva Bertolotti, “la guerra non può cambiare”. “Ci sono dei confini definiti da trincee e da una trincea all’altra i grandi cambiamenti è difficile vederli in una guerra di logoramento”.E “la Russia ha un retroterra strategico infinito, che invece manca all’Ucraina, e può sostenere questa guerra ancora per molto tempo.

A differenza di Kiev, che “sopravvive solo grazie al sostegno dell’Occidente”. Nell’incertezza sugli esiti del braccio di ferro ai vertici del potere a Kiev, è circolato il nome del 38enne Kyrylo Budanov, come possibile successore di Zaluzhny.Secondo il Washington Post, se il potente capo dell’intelligence militare (Gur) dovesse essere scelto la sua nomina potrebbe segnare un passo verso tattiche ‘asimmetriche’, come attacchi con droni in profondità nel territorio russo.

Bertolotti legge l’opzione guerra asimmetrica come la possibilità di un “aumento delle operazioni di sabotaggio”, che comunque “non influirebbero sul risultato finale del conflitto”. 
L’altro nome che è stato fatto è quello di Oleksandr Syrsky, 58 anni, comandante delle forze di terra.Difficile prevede chi sostituirà Zaluzhny, se verrà sostituito.

Anche perché ora i “veri problemi” dell’Ucraina, alle prese con gli aiuti che rallentano, sono le elezioni presidenziali di novembre negli Stati Uniti e il conflitto in Medio Oriente, che ha distratto l’ ‘attenzione’ da Kiev.E a metà marzo si vota in Russia.

Putin è al potere da oltre 20 anni. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)