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Cracco: “L’economia si regge anche sulla produzione dei salumi, bisogna raccontarlo”

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(Adnkronos) – “È davvero difficile raccontare e soprattutto far capire quanta storia, quanta tradizione, quanto lavoro e soprattutto quanta unicità ci siano dietro ai prodotti agroalimentari italiani”.Così, lo chef Carlo Cracco, in occasione della cerimonia di premiazione della diciassettesima edizione di Reporter del Gusto, il premio giornalistico ideato e promosso dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (Ivsi) dal 2005, svoltosi al Ristorante Cracco di Milano e presentato da Francesca Romana Barberini, conduttrice, foodwriter e autrice di programmi enogastronomici di radio e tv, madrina storica del premio e profonda conoscitrice del settore agroalimentare made in Italy. “I salumi in generale, ma ognuno, poi, ha il proprio perché, ogni Paese ha la propria unicità, ogni collina o valle ha la sua specialità e questo è quello che rende unico il salume in Italia.

Quello che dobbiamo fare è cercare di non generalizzare, ma di entrare più nello specifico, raccontando come l’economia si regge anche su questa produzione e mantiene la tradizione.Ne consegue che vi è da un lato la conservazione del territorio, dall’altro la valorizzazione di un prodotto e soprattutto cerchiamo di creare questa economia circolare che va a chiudere il cerchio, quindi uno dei nostri capisaldi della gastronomia”. Radici salde, quelle della tradizione, orientate al futuro: “Il futuro non è composto solo di sostenibilità, ma di entrambe le cose – sottolinea lo chef – quindi la sostenibilità non sfrutta troppo il territorio, ma lo rende partecipe e integrato con tutta l’economia”.  Ad accompagnare la premiazione della diciassettesima edizione di Reporter del Gusto un menù curato direttamente dallo chef stellato Carlo Cracco, che lo racconta così: “All’interno dei piatti preparati abbiamo cercato di aggiungere il salume come elemento più interessante: il secondo piatto, a base di filetto, è fatto con lo speck nella sua forma cruda, però tagliato sottilissimo.

Nel risotto, invece, abbiamo usato il guanciale, per cui dal Nord siamo passati al Centro, un po’ tagliato grosso e rosolato bene, ma croccante al palato e infine il prosciutto, che è forse il più iconico, che abbiamo fatto essiccare, molto particolare, leggermente marezzato, quindi che si prestava bene all’essiccazione e che rimane però molto friabile, una nuvola di sapore”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, solo 41,8% docenti elementari e medie non ha mai riscontrato abbandono scolastico

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(Adnkronos) – Solo il 41,8% dei docenti non ha mai riscontrato casi di abbandono scolastico nell’Istituto nel quale insegna.La dispersione scolastica è più diffusa fra i ragazzi delle scuole medie dove solo il 28,6% dei docenti non ha mai riscontrato casi di abbandono (46,4% nelle scuole primarie).

E’ quanto emerge dal 2° Rapporto Nazionale sulla scuola e l’università dell’Eurispes.  In particolare, nelle regioni insulari meno di un insegnante su cinque dichiara di non aver mai riscontrato casi di abbandono scolastico (19,2%) e, fra chi ha avuto esperienza di questo fenomeno, prevalgono quanti affermano di averlo potuto osservare “qualche volta” (41,5%), superando quanti rispondono “raramente” (30,4%).La maggior parte del campione si dichiara convinto che la motivazione principale della dispersione risieda nella povertà culturale dell’ambiente di origine degli alunni (59,5%).

Il 18,5% imputa alla scuola di non saper coinvolgere e motivare gli studenti; per il 6,5% la causa principale risiede nello scarso interesse degli alunni e per il 6,4% nell’indigenza delle famiglie.  Per far fronte alla dispersione scolastica, secondo gli insegnanti è necessario seguire con maggior attenzione l’apprendimento e l’integrazione degli alunni con difficoltà (41,1%) e, in secondo luogo, coinvolgere maggiormente le famiglie di origine nel percorso scolastico degli alunni (33,3%); il 13,4% reputa urgente rafforzare il collegamento tra insegnamento e mercato del lavoro e solo il 4,7% vorrebbe un sostegno economico per le famiglie indigenti.Il 7,5% proporrebbe altri tipi di provvedimenti. I docenti si dicono a favore dell’introduzione della figura del docente a sostegno dei ragazzi con difficoltà o poco coinvolti e come mezzo di contrasto alla dispersione scolastica: il 19,6% è favorevole e il 33,6% pensa che sia una buona proposta seppur difficilmente realizzabile (in totale 53,2%).

D’altra parte, il 37,5% dei docenti si è dichiarato contrario e il 9,3% la reputa una proposta irrealizzabile senza esprimersi sulla sua possibile validità.  E ancora, sempre secondo il rapporto, circa un quarto degli insegnanti attualmente in cattedra è un supplente.La presenza eccessiva di docenti non di ruolo che si avvicendano nelle supplenze, sembra costituire un importante ostacolo alla continuità didattica e al processo educativo e di apprendimento degli studenti secondo il 58,5% dei docenti intervistati. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, 72,1% docenti elementari e medie favorevole a più spazio materie Stem

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(Adnkronos) – I docenti sono molto favorevoli a dedicare più spazio nei programmi di insegnamento alle discipline Stem (72,1%), anche se questo orientamento raccoglie maggiore consenso tra i docenti di scuola primaria (76,5%) rispetto a quelli della secondaria di primo grado (59,8%).E’ quanto emerge dal 2° Rapporto Nazionale sulla scuola e l’università dell’Eurispes che evidenzia come allo stesso modo, l’ipotesi di introdurre l’insegnamento della fisica e della matematica già dalla scuola materna è accolta con favore soprattutto dai docenti della primaria (56,9%), mentre quelli di secondaria sono in maggioranza non favorevoli (56,4%). In merito all’utilizzo delle tecnologie di supporto all’insegnamento, quali il registro elettronico, la Lim (Lavagna Interattiva Multimediale), pc e tablet in dotazione, secondo il rapporto, la maggioranza dei docenti (78,2%) dichiara di avere poca o nessuna difficoltà.

Il 21,9% dichiara, al contrario, di aver incontrato difficoltà nel loro utilizzo.I docenti con età compresa tra i 25 e i 34 anni sono quelli che in assoluto hanno avuto meno difficoltà (79,2%).

Dal lato degli alunni, gli insegnanti indicano che nel complesso circa un discente su tre (31,2%) ha dimostrato un certo grado di disagio con l’impiego della tecnologia nell’insegnamento. Dedicare più spazio alle discipline Stem nei programmi scolastici trova il favore del 55,9% dei docenti della secondaria di secondo grado.Minori consensi (50,2%) riscuote l’ipotesi di introdurre l’insegnamento della matematica e della fisica già dalla scuola materna; un’opzione che trova larghissimo consenso tra docenti più giovani: la totalità dei 18-24enni e il 60,3% dei 25-34enni.  L’ampliamento delle opportunità di aderire ad un progetto Erasmus durante le scuole superiori, in particolare per gli studenti economicamente svantaggiati, sarebbe, secondo il 62,6% dei docenti, importante, ma non indispensabile; mentre per il 29,9% si tratta di una priorità assoluta.

Da alcuni anni è in corso nel nostro Paese una sperimentazione che prevede il completamento del ciclo di studi superiore con il conseguimento del diploma in 4 anni anziché in 5, con l’obiettivo di anticipare l’ingresso dei ragazzi nel mondo del lavoro e di adeguare il nostro sistema scolastico a quello diffuso in altri paesi.  I docenti però non sembrano particolarmente favorevoli ad un cambio di rotta di questo genere (69,4%).E ancora, secondo il rapporto quasi 4 insegnati su 10 ritengono che vi sia oggi un minor investimento da parte delle nuove generazioni sulla formazione liceale rispetto a quella tecnico-professionale.In misura ancora maggiore il 77,4% degli insegnanti si dice convinto che permanga una cultura che tende a considerare gli Istituti tecnici e professionali come percorsi formativi “di serie B”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, docenti elementari e medie lamentano mancanza mediatori interculturali e psicologi

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(Adnkronos) – La presenza del personale amministrativo è considerata adeguata dal 56,4% dei docenti così come quella degli insegnanti di sostegno (59,7%).In maniera ancora più diffusa è ritenuta adeguata la presenza del personale docente nelle strutture scolastiche (74,9%).

E’ quanto emerge dal 2° Rapporto Nazionale sulla scuola e l’università dell’Eurispes che evidenzia come siano molto basse, invece, le percentuali relative alle altre figure del corpo scolastico: la presenza dei mediatori interculturali è ritenuta inadeguata nell’83,1% dei casi, così come è insufficiente il giudizio sul numero degli psicologi (79,7%). Sono in particolare le regioni del Sud (75,6%) e delle Isole (74,8%) ad indicare una presenza adeguata di insegnanti di sostegno e, invece, una situazione difficile è lamentata dai docenti del Nord-Est che esprimono un livello di soddisfazione più basso (40,9%).Una marcata carenza dei mediatori interculturali emerge dalle opinioni dei docenti delle Isole (91,1%) e del Sud (88,9%), così come per gli psicologi (87,4% nelle Isole e 85,3% al Sud). Il 65% dei docenti, in maniera trasversale nella scuola primaria e secondaria di primo grado, afferma di aver riscontrato problemi di eccessiva numerosità delle classi nel corso della propria attività di docente.

Ciò accade in maniera più marcata nel Nord-Est (72,3%),nel Nord-Ovest (68,8%) e al Centro (68%) rispetto al Sud (49,2%) e alle Isole (60,7%).I docenti concordano, nel 91% dei casi, sull’opportunità di fissare un limite massimo di alunni per classe pari a 15. Per l’86,3% dei docenti esiste un problema di governance negli Istituti.

Si parla spesso del delicato ruolo rivestito dai dirigenti d’Istituto, investiti di notevoli responsabilità ma, secondo alcuni, non di altrettanta autonomia e riconoscimento ed alle prese con compiti non sempre chiaramente definiti. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, per 87% docenti elementari e medie spesa istruzione scarsa o insufficiente

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(Adnkronos) – La maggioranza dei docenti della scuola primaria e secondaria di primo grado (62,4%) ritiene che nel nostro Paese le risorse destinate alla scuola siano diminuite rispetto al passato, il 22,1% le ritiene invariate, mentre il 15,5% sostiene siano aumentate.Sono soprattutto i più giovani (33,3%) ad indicare un aumento delle risorse per l’istruzione.

E’ quanto emerge dal 2° Rapporto Nazionale sulla scuola e l’università dell’Eurispes.  La spesa pubblica destinata all’Istruzione nel nostro Paese viene giudicata scarsa o del tutto insufficiente complessivamente dall’86,8% dei docenti.L’investimento in Istruzione pubblica è giudicato negativamente in maniera praticamente eguale sia dai docenti di scuola primaria sia di scuola secondaria di primo grado, mentre, sul territorio, le opinioni peggiori arrivano dalle Isole, con il 92,6% di docenti che ritiene le risorse insufficienti o scarse, seguite dal Nord-Est (89,4%) e dal Nord-Ovest (88,7%). La qualità delle aule e degli ambienti scolastici è inadeguata nell’opinione del 62,3% dei docenti delle Isole e del 51,7% di quelli del Sud; nel complesso, però, le altre aree del Paese esprimono un giudizio positivo, in particolare quelle del Nord-Est (57,7%).

Sempre le aree del Mezzogiorno sono quelle nelle quali vengono segnalate con maggiore frequenza l’inadeguatezza per quanto riguarda la sicurezza e l’abbattimento delle barriere architettoniche (74,8% nelle Isole e 50,5% al Sud).La dotazione informatica non è adeguata per il 58,5% dei docenti delle Isole; risulta invece adeguata per i docenti di Centro, Nord-Est e Nord-Ovest, che esprimono percentuali di gradimento al di sopra dei 60 punti percentuali.  Qualità ed efficienza del servizio mensa trovano una generalizzata soddisfazione presso i docenti di tutte le regioni con un gradimento che va ben oltre il 50% delle indicazioni ad esclusione delle Isole (41,1%).

Una particolare sofferenza del Mezzogiorno si ritrova anche nel giudizio negativo sugli spazi dedicati allo sport e alle palestre (74,8% nelle Isole e 61,5% al Sud).La qualità delle aule e degli ambienti scolastici è adeguata per il 59,6% dei docenti che insegnano in Comuni con meno di 10mila abitanti, così come la sicurezza e l’abbattimento delle barriere architettoniche, ritenute molto o abbastanza adeguate dai docenti di piccoli Comuni (61,4%), percentuale che diminuisce nei Comuni di medie (51,4%) e di grandi dimensioni (43,2%). —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, crolla controsoffitto ingresso Corte d’Appello – Video

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(Adnkronos) – L’edificio della Corte d’Appello penale di Roma è stato evacuato dopo il parziale crollo del controsoffitto nell’androne dell’entrata in via Romeo Romei a causa di una perdita d’acqua.Non ci sono stati feriti.

Per precauzione sono state fatte uscire le persone all’interno dal palazzo e le udienze sono al momento sospese. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alla 17esima edizione Reporter del Gusto premiati i racconti della salumeria italiana

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(Adnkronos) – Si è svolta ieri – 7 febbraio – al Ristorante Cracco di Milano la cerimonia di premiazione della diciassettesima edizione di Reporter del Gusto, il premio giornalistico ideato e promosso dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani (Ivsi) dal 2005.L’incontro è stato presentato da Francesca Romana Barberini, conduttrice, foodwriter e autrice di programmi enogastronomici di radio e tv.  Quella di ieri è stata la terza edizione abbinata al progetto europeo ‘Let’s Eat – European Authentic Taste’, il programma promosso da Ivsi, insieme ad Asiac – l’Associazione delle cooperative agricole di Imathia in Grecia, che mira a migliorare il livello di conoscenza dei pregi dei prodotti agroalimentari dell’Unione e ad aumentarne la competitività e il consumo, all’interno di tre paesi target: Italia, Francia e Belgio.

Fra i quattro ambassador del progetto europeo che coniuga gusto, storia, qualità e rapporto col territorio di salumi e frutta, oltre a Matteo Eydallin (campione di scialpinismo), Tanya Gervasi (lifestyle influencer) e Paola Fraschini (campionessa di pattinaggio), anche lo chef Carlo Cracco.  Sono stati premiati dieci giornalisti, che attraverso il loro lavoro hanno raccontato e divulgato il patrimonio della salumeria italiana e il ruolo che questa riveste all’interno del panorama agroalimentare globale.Inoltre – proprio in virtù del coinvolgimento di Francia e Belgio nel progetto europeo.

Anche in questa edizione si è confermato il respiro internazionale del premio: oltre ai sette giornalisti della stampa italiana anche tre giornalisti della stampa estera, provenienti rispettivamente da Francia e Belgio, che hanno scritto dei salumi italiani a seguito della partecipazione ad alcune delle iniziative di valorizzazione realizzate nei loro Paesi di appartenenza. Hanno ricevuto il titolo di Reporter del Gusto 2024 della stampa italiana: Sebastiano Barisoni (Radio24); Daniele Colombo (Mark Up); Augusto Ficele (Il Quotidiano del Sud); Alessandro Perozzi (Agorà – Raitre); la Redazione di Unomattina (Raiuno); Emiliano Sgambato (Il Sole 24 Ore); Dario Vanacore (RTL 102.5).Per la stampa estera Michela Secci (la Voce degli italiani in Francia), Valérie Labonne e Cosimo Franze (Radio-Télévision Belge de la Communauté Française).

Un premio speciale come ‘Personaggio di Gusto’ è stato consegnato anche a Francesca Romana Barberini, madrina storica del premio e profonda conoscitrice del settore agroalimentare made in Italy. “Il premio, arrivato alla diciassettesima edizione, è nato dall’esigenza dell’istituto di voler riconoscere il fondamentale ruolo dei media nel raccontare le nostre eccellenze, per promuovere una informazione corretta e completa sui nostri prodotti.Negli anni, hanno ricevuto il premio oltre 130 firme, fra giornalisti italiani e stranieri, a testimonianza di quanto sia interessante raccontare un mondo come quello alimentare che ha al suo interno la storia, le tradizioni, il gusto e il saper fare italiano”, ha dichiarato Francesco Pizzagalli, presidente Ivsi. Da qualche anno il premio dedica molta attenzione anche agli articoli che si occupano di sostenibilità: “Stiamo spingendo le nostre aziende a impegnarsi sempre di più nell’ambito della sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e sociale.

Un percorso iniziato nel 2019 e che sta dando molti frutti”, ha concluso il presidente.  Ad accompagnare la premiazione un menu curato direttamente dallo chef stellato Carlo Cracco: ‘Uovo soffice con variazione di broccoli e prosciutto crudo croccante’, ‘Risotto alla zucca con crema al prezzemolo e guanciale croccante’ e ‘Filetto di manzo arrosto con purea di sedano rapa, sugo di carne e speck’.Un’esperienza gustativa in cui non sono mancate sfumature e rivisitazioni dell’eccellenza culinaria italiana. La targa ‘Protagonisti del futuro’ che è stata consegnata ai Reporter del Gusto è dell’artista Gianluigi Bassanello. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stellantis, nuovo sciopero dei lavoratori Mirafiori

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(Adnkronos) –
Lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori in sciopero spontaneo anche oggi dopo la protesta scattata ieri pomeriggio al termine delle assemblee. “Quando le lavoratrici e i lavoratori scioperano spontaneamente vuol dire che la situazione è arrivata al limite – sottolinea per la Fiom il segretario provinciale torinese Edi Lazzi – non c’è più tempo da perdere, bisogna agire immediatamente” . “Le soluzioni – prosegue – possono essere trovate partendo dalle proposte su Mirafiori di Fim Fiom e Uilm di Torino, proposte concrete per la città, per l’industria manifatturiera, per l’economia in generale.Proposte che a mio avviso dovrebbero essere ascoltate nel merito e nel metodo, con la costituzione di un think tank cittadino formato dal presidente della Regione, dal sindaco di Torino, dalle organizzazioni dei lavoratori e da quelle delle imprese, dalla curia, dal Politecnico e l’università di Torino, dalle imprese a partecipazione pubblica di energia elettrica, con il compito preciso di pianificare un progetto di investimenti pubblici e privati, da effettuare nel territorio tesi ad accompagnare in positivo la transizione all’elettrico che se sfruttata adeguatamente è in grado di generare nuova e buona occupazione”. “In questo modo avremmo maggiori possibilità di convincere Stellantis (e non solo), che produrre auto nella nostra città è ancora un ottimo business, non solo perché abbiamo più di 120 anni di competenze specifiche, ma anche perché abbiamo un progetto organico sull’auto e sull’elettrificazione”, conclude Lazzi. Dopo la proclamazione dello sciopero spontaneo i lavoratori sono usciti in corteo dalla porta 2 dello stabilimento torinese.

L’agitazione dovrebbe concludersi alle 12 con il rientro in fabbrica.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, niente aiuti e armi da Usa: Senato dice no ma c’è piano B

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(Adnkronos) –
Niente aiuti e armi dagli Usa all’Ucraina, almeno per ora.Il Senato boccia la legge che avrebbe dovuto garantire un maxipacchetto da 61 miliardi a Kiev.

Il no firmato dai repubblicani, con l’ombra di Donald Trump dietro le quinte, non fa calare il sipario sulla vicenda e sulle speranze del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.Esiste un ‘piano B’ per uscire dalle sabbie mobili in cui il pacchetto è stato spinto con 49 voti contrari rispetto ai 50 favorevoli, laddove ne servivano almeno 60. Il leader della maggioranza democratica, Chuck Schumer, ha votato no per ragioni tecniche.

Ciò gli permetterà di presentare una nuova mozione, tentando di far votare una misura che comprenderà solo i fondi per Ucraina, Israele e altre priorità di politica estera, senza legarle misure anti migranti sul confine meridionale, come era stato inizialmente chiesto dai repubblicani. 
A spingere per la bocciatura delle legge in Senato è stato Trump: “Solo un pazzo, un democratico della sinistra radicale, potrebbe votare questa orribile legge”, ha scritto sul suo social Truth. “Non avrei mai pensato di vedere una cosa del genere”, ha commentato il presidente Joe Biden, stizzito per il ‘verdetto’ malgrado nel pacchetto fossero state inserite misure per il controllo del confine con il Messico, come chiesto dal GOP.I repubblicani hanno fatto marcia indietro perché “sono stati minacciati da Donald Trump”, ha detto Biden in un incontro con un gruppo di donatori a Manhattan, riferisce la Cnn. Schumer, nonostante l’esito negativo intuibile prima della votazione, ha deciso di andare avanti con il voto procedurale pur sapendo di non avere i voti necessari ad arrivare alla maggioranza qualificata per procedere la legge.

In questo modo i democratici potranno, in campagna elettorale, accusare i repubblicani di essersi opposti all’approvazione di misure efficaci per la sicurezza del confine, per fare gli interessi di Trump che vuole poter continuare ad attaccare Biden come responsabile di “un’invasione” di migranti. Intanto, Schumer può lavorare per attivare il piano B: il leader ha spiegato ai dem e alla Casa Bianca che “ha preparato un piano per ripresentare la mozione e costringere i repubblicani a votare i fondi all’Ucraina e Israele senza le misure di confine”, hanno spiegato a The Hill fonti dei democratici al Senato.Secondo Schumer vi sarebbero abbastanza voti repubblicani per arrivare alla soglia di 60 e quindi poi portare in aula i 61 miliardi di dollari per l’Ucraina per il voto finale. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, caso scarpe di John Travolta: da Codacons esposto a Agcom e Antitrust

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(Adnkronos) – Le scarpe di John Travolta indossate per la seconda serata di Sanremo 2024 diventano un caso.E il Codacons presenta oggi un esposto ad Agcom e Antitrust affinché aprano una formale indagine sulle calzature dell’attore.

Lo annuncia la stessa associazione all’Adnkronos.  “In fatto di pubblicità occulta e cachet esorbitanti, la Rai perde il ‘pelo ma non il vizio’ -dice il Codacons- e dopo la multa inflitta dall’Agcom e confermata dal Tar per l’edizione del 2023 durante la quale venne sponsorizzata illecitamente l’azienda Instagram, anche quest’anno nel corso delle prime due serate del Festival si sarebbero verificati casi di presunta pubblicità occulta a danno dei telespettatori”.  “Il primo caso a finire al vaglio delle autorità è quello sulle scarpe di John Travolta – spiega l’associazione – L’attore risulterebbe infatti essere legato da rapporti commerciali all’azienda di calzature U-Power, e proprio ieri, nel corso del suo intervento al Festival, avrebbe indossato un modello di scarpe del marchio di cui è testimonial, scarpe più volte riprese in primo piano dalle telecamere Rai”.  “Secondo quanto riportato dal Corriere della sera, inoltre, l’attore avrebbe ricevuto un compenso da 1 milione di euro dalla U-Power per salire sul palco dell’Ariston -prosegue il Codacons-.Denaro che si aggiunge all’esorbitante cachet da 200mila euro che la Rai, stando a quanto pubblicato da Adnkronos, avrebbe riconosciuto a John Travolta, peraltro per un siparietto ridicolo e di dubbio gusto, bocciato da pubblico e critica”.  E quello relativo al compenso pagato dalla Rai all’attore è un aspetto “su cui ora dovrà pronunciarsi la Corte dei Conti: il Codacons ha deciso infatti di chiedere chiarimenti alla magistratura contabile per capire se, alla luce della pessima performance dell’artista, il cachet da 200mila euro sia proporzionato e congruo, o se al contrario non rappresenti uno spreco di risorse pubbliche, essendo la Rai finanziata con i soldi dei cittadini che pagano il canone”, annuncia il Codacons. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid Italia, ricoveri ai minimi da ottobre

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(Adnkronos) – Ricoveri Covid in discesa del 26% nell’ultima settimana.La rilevazione della rete sentinella della Fiaso segna una curva in picchiata negli ultimi due mesi.

In termini assoluti si tocca il livello più basso di pazienti ricoverati da ottobre, mentre il picco è stato raggiunto a metà dicembre, ricorda la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere. Si riduce del 29% la percentuale dei ricoverati ‘per Covid’, ovvero coloro che occupano posti letto nelle malattie infettive o nelle medicine con sindromi respiratorie e polmonari da riferire all’infezione da Sars CoV-2.L’età media dei pazienti presenti in ospedale è di 76 anni e tutti presentano anche altre patologie.

I pazienti ‘con Covid’, ricoverati in ospedale per altre cause ma risultati positivi al coronavirus, registrano un calo del 24% e rappresentano il 60% dei pazienti Covid in ospedale. 
Nessun paziente Covid, infine – evidenzia Fiaso – registrato nelle terapie intensive e negli ospedali pediatrici o reparti di pediatria delle strutture sentinella monitorate dalla Federazione. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

John Travolta e il ‘caso scarpe’: uno spot anticipava lo show di Sanremo

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(Adnkronos) – Le scarpe di John Travolta sotto i riflettori dopo la performance dell’attore nella seconda serata del Festival di Sanremo 2024.Oltre all’ormai celeberrima gag con l’improbabile ‘ballo del qua qua’ inscenato con Fiorello e Amadeus, la presenza di Travolta sul palco dell’Ariston è stata caratterizzata da una lunga sessione di ballo. La star di Hollywood, in abito scuro e sneakers bianche, ha proposto i passi resi celebri da film cult: dalla Febbre del sabato sera fino a Pulp Fiction passando per Grease.

Il ‘feeling’ tra l’attore e le scarpe prodotte da un’azienda italiana, d’altra parte, non è un mistero se si controlla il profilo Instagram di Travolta.E’ ancora disponibile lo spot che Travolta ha interpretato con Gerard Butler: i due attori, su un set, indossano le scarpe del brand portato ieri a Sanremo. “Mi muovo bene con queste scarpe.

Troppo comode”, dice Travolta accennando passi di ballo che anticipano di settimane la coreografia offerta a Sanremo.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, delegazione Hamas al Cairo: obiettivo cessate il fuoco

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(Adnkronos) – Una delegazione di Hamas, guidata da Khalil Al-Hayya, è arrivata al Cairo per colloqui su Gaza.Lo conferma Hamas, come riporta la Cnn.

Secondo il gruppo l’obiettivo è “completare i colloqui relativi al cessate il fuoco”.Khalil al-Hayya è un esponente dell’ufficio politico del gruppo. “Lo Stato di Israele non concederà benefici fiscali agli aiutanti del terrorismo”.

Lo ha scritto il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich su X, dichiarando la propria intenzione di firmare tre ordinanze in cui si stabilisce che verranno cancellati i benefici fiscali che l’Unrwa riceve grazie al suo status di agenzia dell’Onu. Attacchi a Rafah peggiorerebbero quello che è già un incubo umanitario nella zona dove più della metà della popolazione di Gaza ha cercato rifugio dalle bombe israeliane.Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, esprimendo estrema preoccupazione per il potenziale attacco militare di Israele nella città nel sud di Gaza. L’Idf ha intanto reso noto di aver catturato decine di sospetti terroristi nella parte occidentale di Khan Younis, tra cui due terroristi che hanno partecipato all’assalto del 7 ottobre e un altro membro della forza d’élite Nukhba di Hamas.

Durante le operazioni a Khan Younis, il commando israeliano Maglan ha ucciso due uomini armati da distanza ravvicinata e poi ha individuato e ucciso un terzo combattente sul tetto di una scuola. Sempre a Khan Younis – riferisce l’Idf – i paracadutisti e le brigate Givati hanno ucciso più di 20 agenti di Hamas durante un’offensiva contro le sedi del gruppo terroristico.Nel frattempo, nel nord di Gaza, la 401a Brigata corazzata ha ucciso almeno dieci uomini armati nel corso di diversi scontri.

Le truppe hanno anche ordinato un attacco aereo contro una cellula di Hamas che ha lanciato missili contro un carro armato. Sempre nel nord di Gaza, l’Idf afferma di aver individuato e colpito con un drone una cellula che cercava di fornire “sistemi tecnologici” a Hamas.Nel centro di Gaza, la Brigata Nahal ha ucciso molti altri agenti di Hamas e ne ha a distrutto diverse infrastrutture. Tre soldati israeliani sono rimasti feriti in un attacco degli Hezbollah libanesi.

Fra i tre militari, uno risulta gravemente ferito dopo il lancio di un missile anticarro contro la zona di Kiryat Shmona.Lo riferisce il Times of Israel. Le forze israeliane hanno quindi confermato raid contro un edificio e altre “infrastrutture” usate da Hezbollah nell’area di Khiyam, nel sud del Libano.

I militari israeliani denunciano anche attacchi in direzione della base di Biranit e del Monte Hermon.Nella risposta è intervenuta l’artiglieria israeliana. Un giornalista palestinese è stato ucciso assieme al figlio in un raid dell’Idf a Gaza.

Nafez Abdel Jawad, che lavorava per la televisione palestinese, è morto ieri sera quando l’esercito israeliano ha colpito un edificio residenziale nel quartiere di al-Salam a Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza.Anche il suo unico figlio è morto nell’attacco aereo e sono stati segnalati altri feriti. Più di 122 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi a Gaza dallo scoppio della guerra in ottobre.

Le Nazioni Unite hanno condannato gli attacchi mortali contro giornalisti e operatori dei media a Gaza. Un uomo armato palestinese che ha aperto il fuoco contro le truppe israeliane vicino alla città di Dayr Sharaf, in Cisgiordania, è stato ucciso dall’Idf.Lo riferisce Rescuers Without Borders. L’Idf afferma che i riservisti del 7037° battaglione di riserva, che operavano in una postazione militare vicino alla città, hanno risposto al fuoco contro l’uomo armato. Secondo il servizio d’emergenza, nello scontro a fuoco altri due palestinesi sono rimasti feriti, mentre nessun soldato è stato ferito.

L’Idf ha riferito che un proiettile ha colpito l’elmetto di uno dei militari, ma che questi è rimasto illeso.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eutanasia, richiesta cala 10 volte dove si applicano cure palliative: lo studio

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(Adnkronos) – “Dove vengono messe in atto le cure palliative, il ricorso al suicidio assistito o all’eutanasia cala drasticamente.Si ricorre a questa pratica per non soffrire: se si toglie il dolore, la richiesta si riduce di 10 volte.

La popolazione non è tanto favorevole all’eutanasia per esercitare un diritto, quanto piuttosto per porre fine a delle sofferenze.Ed è così in tutto il mondo occidentale”.

Sulla carta, “due terzi si dichiara favorevole a eutanasia o suicidio assistito.Ma quando si chiedono le condizioni, solo una piccola minoranza è favorevole per esercitare il ‘diritto individuale e non condizionato’.

In realtà il motivo è porre fine a sofferenze inestinguibili”.Così Gianpiero Dalla Zuanna, professore di Demografia dell’università di Padova, commenta all’Adnkronos Salute i risultati di uno studio recentemente pubblicato su ‘Population and Development Review’, di cui è autore con Asher Colombo, sociologo dell’università di Bologna. La ricerca, che ha per titolo ‘Data and Trends in Assisted Suicide and Euthanasia, and Some Related Demographic Issues’, nasce per indagare “soprattutto se c’è legame tra legislazione e utilizzo di eutanasia e suicidio assistito – spiega Dalla Zuanna – e, come seconda cosa, se sono utilizzati in modo differente in base a diverse categorie: sesso, età, causa della richiesta, condizione socio-economica.

Il terzo punto riguarda il collegamento tra il ricorso a queste pratiche e le cure palliative”.I risultati relativi a 13 Paesi, di cui 8 in Europa, dove c’è una forma legale di eutanasia, mostrano che “il ricorso a queste pratiche è fortemente dipendente dal tipo di legislazione.

Dove è considerato come esercizio della libertà del singolo (Olanda, Belgio e Svizzera e Canada), che può decidere quel che vuole, il ricorso è molto elevato: tra le morti non improvvise si arriva anche al 5% della popolazione.Dove invece, come peraltro dice anche la sentenza della Corte costituzionale italiana, il ricorso è condizionato, per esempio, alla presenza di dolori inestinguibili, dopo aver utilizzato tutti gli strumenti medici per curare il dolore, il ricorso è 10 volte inferiore”.  Il secondo risultato della review mostra che le motivazioni che stanno dietro alla pratica del suicidio assistito sono totalmente diverse da quelle del ‘non assistito’.

Quello somministrato in ambito sanitario “è richiesto in modo simile nei due sessi, mentre l’altro è 3 volte più alto negli uomini, rispetto alle donne”, riferisce il docente.Nella forma più comune di suicidio, sottolinea, “c’è disperazione, mancanza di senso.

Quello assistito, invece, avviene in un ambito relazionale, non è legato alla perdita di rapporti con le persone”, ma piuttosto al desiderio di non essere ‘un peso per la famiglia, gli amici o i caregiver’, come indicano il 36% dei 10mila canadesi che, rileva lo studio, hanno scelto l’eutanasia nel 2021 e che, nel 17% dei casi, hanno indicato tra le motivazioni ‘l’isolamento o la solitudine’. —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Commercio, dal 2012 spariti 111mila negozi nelle città

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(Adnkronos) – Tra il 2012 e il 2023, in undici anni, in Italia sono spariti oltre 111mila negozi al dettaglio e 24mila attività di commercio ambulante; in crescita invece sono le attività di alloggio e ristorazione (+9.800).Nello stesso periodo, nel commercio, negli alberghi e nei pubblici esercizi si riducono le imprese italiane (-8,4%) e aumentano quelle straniere (+30,1%).

E metà della nuova occupazione straniera nell’intera economia (+242mila occupati) è proprio in questi settori (+120mila).La riduzione di attività commerciali è più accentuata nei centri storici rispetto alle periferie, sia per il Centro-Nord che per il Mezzogiorno.

E’ quanto emerge dalla ricerca ‘Demografia d’impresa nelle città italiane’, realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, presentata oggi. La modificazione e la riduzione dei livelli di servizio nei centri storici rende sempre più preoccupante il fenomeno della desertificazione commerciale delle nostre città: nei 120 comuni al centro dell’analisi, negli ultimi 10 anni, sono sparite oltre 30mila unità locali di commercio al dettaglio e ambulanti (-17%) e la densità commerciale è passata da 12,9 negozi per mille abitanti a 10,9 (-15,3%).Per evitare gli effetti più gravi di questo fenomeno, il commercio di prossimità – spiega l’Ufficio studi di Confcommercio – deve puntare su efficienza e produttività, anche attraverso l’innovazione e la ridefinizione dell’offerta.

E resta fondamentale l’omnicanalità, ovvero l’utilizzo anche di un canale online ben funzionante (negli ultimi cinque anni gli acquisti di beni su Internet sono quasi raddoppiati passando da 17,9 miliardi del 2019 a 35 miliardi del 2023).La crescita dell’e-commerce è la maggiore responsabile della riduzione del numero di negozi ma resta comunque un’opportunità per il commercio ‘fisico’ tradizionale.  Quanto alle attività di alloggio e ristorazione segnano +9.800 unità anche se a questa crescita numerica non corrisponde un’analoga crescita qualitativa dell’offerta.

Partendo dal totale Italia, il commercio in sede fissa perde in 11 anni oltre 111mila unità (-20,2%) cioè un’impresa attiva su cinque è morta e non è stata sostituita, 31mila se ne sono andate forse per sempre nel periodo delle recenti crisi. “In sintesi, è vero che c’è una riduzione importante della numerosità se si guarda ai ‘sopravvissuti’ il commercio è ancora vitale e reattivo: – prosegue Confcommercio – avremmo potuto essere sterminati durante la pandemia invece abbiamo perso solo il 6,7% nel complesso della sede fissa e i sopravvissuti sono, comunque, 440mila”. Dall’approfondimento sui centri storici rispetto al resto del comune emerge che il depauperamento dei primi è un po’ più grave di quello che interessa le periferie, sia per il Centro-Nord sia per il Mezzogiorno.Emerge, ancora che se i servizi di alloggio crescono molto al Nord, al Sud fanno segnare tassi di variazione davvero eclatanti: si tratta di alloggi per durate brevi, non di aperture di alberghi tradizionali.

In molti casi, ciò è indice di una reazione contro la riduzione strutturale di potere d’acquisto e di benessere.Il numero di ristoranti cresce, anche grazie al turismo straniero, ma c’è il travaso dai bar che con la somministrazione cambiano codice di attività per approdare alla ristorazione.  A fronte della desertificazione commerciale delle città italiane cambia anche il tessuto all’interno dei centri storici con sempre meno attività tradizionali (carburanti -40,7%, libri e giocattoli -35,8%, mobili e ferramenta -33,9%, abbigliamento -25,5%) e sempre più servizi e tecnologia (farmacie +12,4%, computer e telefonia +11,8%), attività di alloggio (+42%) e ristorazione (+2,3%), è la fotografia scattata dall’indagine. “Prosegue la desertificazione commerciale delle nostre città, un fenomeno che riguarda soprattutto i centri storici dove la riduzione dei livelli di servizio è acuita anche dalla perdita di commercio ambulante.

Il commercio rimane comunque vitale e reattivo e soprattutto mantiene il suo valore sociale”, afferma il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli commentando l’analisi dell’Ufficio Studi della Confederazione. “Rimane, in ogni caso, prioritario contrastare la desertificazione commerciale con progetti di riqualificazione urbana per mantenere servizi, vivibilità, sicurezza e attrattività delle nostre città.In questa direzione – sottolinea – vanno il progetto Cities di Confcommercio e la rinnovata collaborazione con l’Anci a conferma del nostro impegno per favorire uno sviluppo urbano sostenibile e valorizzare il ruolo sociale ed economico delle attività di prossimità nelle città”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bce: Italia e Germania al top big Ue per imprese vulnerabili

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(Adnkronos) – Tra i quattro grandi paesi dell’area dell’euro, l’Italia e la Germania registrano la quota più alta di imprese vulnerabili (oltre il 9 per cento).Lo afferma la Bce nel Bollettino mensile.

In entrambi i paesi si è altresì osservato di recente un aumento notevole di tale quota, che riflette quella, relativamente elevata, delle imprese industriali.Rispetto alla precedente edizione dell’indagine, la quota di imprese vulnerabili è aumentata in misura maggiore tra le grandi imprese rispetto alle pmi, anche se storicamente le pmi tendono a essere più fragili dal punto di vista finanziario.

Inoltre, di recente, la quota di imprese vulnerabili è cresciuta più tra le imprese giovani rispetto alle più vecchie. “I rischi per la crescita economica restano orientati verso il basso”, si legge nel Bollettino mensile. “L’espansione economica potrebbe risultare inferiore se gli effetti della politica monetaria si rivelassero più forti delle attese.Anche un indebolimento dell’economia mondiale o un ulteriore rallentamento del commercio internazionale graverebbero sulla crescita dell’area dell’euro.

La guerra ingiustificata della Russia contro l’Ucraina e il tragico conflitto in Medio Oriente sono significative fonti di rischio geopolitico”, rileva la Bce. “Ciò potrebbe indurre, nelle imprese e nelle famiglie, una perdita di fiducia riguardo al futuro e interruzioni negli scambi internazionali.La crescita potrebbe essere più elevata se l’incremento dei redditi reali comportasse aumenti della spesa maggiori del previsto o se l’espansione dell’economia mondiale fosse più forte delle attese”, aggiunge. È probabile che l’economia dell’area dell’euro abbia ristagnato nell’ultimo trimestre del 2023.

I dati più recenti continuano a segnalare una dinamica debole nel breve periodo.Alcuni indicatori prospettici basati sulle indagini, tuttavia, suggeriscono un rafforzamento della crescita su un orizzonte più lungo, afferma la Bce nel Bollettino mensile. Per la Bce sebbene la crescita del pil dell’area dell’euro si confermi debole, ci si aspetta che mostri dei miglioramenti all’inizio del 2024.

I dati degli indici PMI di gennaio mostrano una perdurante debolezza all’inizio dell’anno, a seguito del crescente impatto del debole interscambio mondiale e del vigore della trasmissione della politica monetaria.Tuttavia, il PMI composito relativo al prodotto è lievemente migliorato, riflettendo ulteriormente un forte incremento del prodotto nel settore manifatturiero, unitamente a un lieve calo dell’attività nel settore dei servizi.  Tra dicembre 2023 e gennaio 2024 i nuovi ordinativi hanno continuato ad aumentare sia nel settore manifatturiero sia in quello dei servizi, segnalando un lieve miglioramento nel primo trimestre di quest’anno.

Anche le principali evidenze emerse dai recenti contatti della BCE con le società non finanziarie suggeriscono che la crescita si rafforzerà gradualmente.Nella stessa ottica, i risultati desunti dalla più recente Survey of Professional Forecasters della BCE, condotta a gennaio,”indicano che l’attività economica inizierà un lento recupero nel primo trimestre del 2024″. “Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché sarà necessario”, si legge nel Bollettino mensile.

In ogni caso, si aggiunge, il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti gli strumenti di cui dispone nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione ritorni sul suo obiettivo di medio termine e per preservare l’ordinata trasmissione della politica monetaria. “Il Consiglio direttivo – afferma la Bce – è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine.Sulla base della valutazione corrente, il Consiglio direttivo ritiene che i tassi di interesse di riferimento della Bce si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo”.  L’inflazione, indica la Bce, dovrebbe attenuarsi ancora nel corso del 2024, in un contesto in cui gli shock energetici pregressi, le strozzature dal lato dell’offerta e la riapertura delle attività economiche dopo la pandemia esauriscono i propri effetti e la politica monetaria più restrittiva continua a pesare sulla domanda.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, ascolti seconda serata: 60,1% di share per Amadeus

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(Adnkronos) – La seconda serata di Sanremo 2024 è stata seguita, dalle 21.17 all’1.33, da 10.361.000 di spettatori con il 60,1% di share.L’anno scorso la media della seconda serata, dalle 21.18 all’1.40, era stata di 10.545.000 telespettatori con il 62,3% di share.  
Meglio di ieri sera, in una seconda serata del festival degli ultimi 30 anni, hanno fatto come percentuale media solo Amadeus l’anno scorso e Pippp Baudo nel 1995 (65,42%).

La prima parte dalle 21.17 alle 23.29, è stata seguita da 13.434.000 telespettatori con il 57,6%.La seconda parte, dalle 23.32 all’1.33, da 6.899.000 con il 66,2% di share.  L’anno scorso la prima parte della seconda serata del festival, dalle 21.18 alle 23.37, è stata seguita da 14.087.000 telespettatori con il 61,1% di share.

La seconda parte, dalle 23.40 all’1.40, aveva ottenuto 6.352.000 telespettatori con il 65,6% di share. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuoto, mondiali fondo a Doha: Italia argento in staffetta 4×1500

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(Adnkronos) – Arriva una medaglia d’argento per l’Italia a Mondiali di fondo di Doha nel team event.Nella staffetta 4X1500 gli azzurri Giulia Gabbrielleschi, Arianna Bridi, Gregorio Paltrinieri e Domenico Acerenza conquistano il secondo al photofinish dietro all’Australia, che si prende l’oro, mentre il bronzo va all’Ungheria, staccata di oltre 38 secondi.

L’Italia non riesce così a difendere il titolo conquistato a Fukuoka per appena 20 centesimi.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2024, cachet da 200mila euro per John Travolta

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(Adnkronos) – Duecentomila euro per John Travolta.A tanto ammonterebbe – secondo quanto apprende l’Adnkronos – il cachet pagato all’attore americano per la sua partecipazione alla seconda serata di Sanremo 2024.

Il siparietto con Travolta, coinvolto prima in un tutorial dei suoi balli cinematografici iconici per Amadeus e poi fuori dal teatro Ariston in un ‘Ballo del Qua Qua’ con Fiorello e il direttore artistico del festival che ha scatenato leironie della rete, è durato poco più di una quarto d’ora.E il cachet pagato dalla Rai sarebbe appunto di circa 200.000 euro.

La cifra, secondo fonti consultate dall’Adnkronos, non comprende le spese di trasferta che sarebbero state affrontate in concorso, in quanto l’attore ha raggiunto Nizza con il suo aereo privato ed era in zona per un impegno con uno sponsor.  “Chiederò a John Travolta di fare una cosa che se accetta la sua carriera potrebbe finire in Italia”, aveva promesso Fiorello.E alla fine la star americana, dopo aver fatto ad Amadeus un tutorial dei suoi balli cinematografici più iconici, da ‘Saturday Night Fever’ a ‘Grease’ a ‘Pulp Fiction’, è uscita con il conduttore del Festival dall’Ariston e raggiunto Fiorello davanti al suo Aristonello. “This is devil, this is comunist, ha cantato ‘Bella Ciao'”, dice Fiorello a Travolta in inglese maccheronico riferendosi ad Amadeus. “Listen to me, John.

Tu hai ballato tutto ma noi faremo una cosa speciale: in Italia c’è l’inno nazionale e poi questo ballo, la Qua Qua Dance”, dice mostrandogli le mosse del balletto dei paperi a cui mescola un giro di tarantella.Il finale è per una coreografia a tre sulle note del ‘Ballo del Qua Qua’. “Quest’uomo che ha fatto tutto nella sua vita, avrà la fine della sua carriera qui stasera”, dice lo showman siciliano mentre Travolta (che riceve la traduzione nell’auricolare) ride. Un intervento molto ballato ma quasi muto quello dell’attore americano, fatta eccezione per lo scambio di battute iniziali con Giorgia, alla quale parla del suo legame con ‘La Strada’ di Fellini. “Quando avevo 4 anni ho visto ‘La Strada’ per la prima volta con mamma e papà e mi è piaciuto tantissimo.

Mi sono innamorato di Giulietta Masina.Non capivo perché moriva e mio padre mi disse che era morta perché le avevano spezzato il cuore e da allora ho pensato che non avrei mai spezzato il cuore a nessuno”. “John Travolta mi ha guardato male…”.

Dopo la seconda serata del Festival di Sanremo 2024, Amadeus si accomoda all’Aristonello per qualche minuto in compagnia di Fiorello nella puntata di Viva Raidue – Viva Sanremo.L’argomento top è, ovviamente, la performance offerta dal direttore artistico e dallo showman con l’attore americano. “Io avevo previsto tutto, qui è la fine delle nostre carriere.

Quella di Travolta e le nostre”, dice Fiorello riavvolgendo il nastro. “A Travolta ho detto ‘tu fai sempre cose fiche’…E’ andata così”, dice Fiorello.

Durante la performance, Fiorello ha detto a John Travolta che “Amedeus è comunista”. “Sai che ti ha guardato così…”, dice Fiorello rivolgendosi a Amadeus.E il direttore artistico, tra le risate, conferma: “E’ vero, mi ha guardato male…”.

Ma perché Amadeus ha detto sì al ballo del qua qua per l’ospite? “Mi sembrava divertente…”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, uomo armato sul balcone di casa: zona messa in sicurezza

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(Adnkronos) –
Un uomo armato sul balcone di casa nel quartiere San Giovanni a Teduccio, periferia est di Napoli.Secondo quanto si apprende, un uomo si sarebbe barricato nella sua abitazione.

Sul posto è intervenuta la polizia.Al momento la zona è stata delimitata per motivi di sicurezza.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)