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Foto Meloni a testa in giù, bufera su presidente Museo di Ostuni

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(Adnkronos) – “Il presidente del museo di Ostuni, quindi un nominato dal centrosinistra locale perché persona di ‘cultura’, nelle sue storie di Instagram posta la foto in testa in giù del presidente del Consiglio”.Lo dichiarano i componenti del gruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Puglia (il capogruppo Francesco Ventola e i consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro.  “Nessuno del Pd si scandalizza, nessuno pretende scuse, nessuno che chiede di abbassare i toni.

La conferma del doppiopesismo morale di questo centrosinistra pugliese – affermano – Quello compiuto da Luca Dell’Atti è un gesto vergognoso di una gravità inaudita e chiediamo che il sindaco di Ostuni provveda immediatamente a revocare l’incarico, non sappiamo se conferito più per meriti culturali o per impegno elettorale profuso nella lista della coalizione”. “Sta di fatto chi decide di ricoprire un ruolo lo deve fare in maniera equilibrata, serena e nel rispetto delle Istituzioni e quindi Dell’Atti deve essere immediatamente rimosso.Alla presidente Meloni – concludono i consiglieri – tutta la nostra solidarietà”. “Questa volta la sinistra romperà il muro del silenzio? – dichiara in una nota Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia e sottosegretario alla Giustizia – Chiederanno le dimissioni di una persona il cui profilo è evidentemente più adatto a frequentare il centro sociale Askatasuna che a dirigere un museo comunale?

O a Brindisi, come a Torino, la sinistra santificherà chi propone la violenza come metodo di lotta politica?”. “Per l’ipotesi che ancora una volta calerà il silenzio, provo a fare una modesta proposta: il Sindaco di Torino potrebbe caricarsi questo scienziato per dirigere Askatasuna, suo nuovo fiore all’occhiello”, chiosa l’esponente di Fdi. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo, Amazon rimuove libri scritti da Ia sul cancro

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(Adnkronos) – Un libro su Re Carlo scritto dall’intelligenza artificiale è stato rimosso da Amazon che lo aveva messo in vendita, dopo che Buckingham Palace ha dichiarato che contiene false affermazioni sulla diagnosi di cancro del monarca.Lo ha riferito il Mail on Sunday, aggiungendo che si tratta di uno dei sette libri della piattaforma, tolti dal commercio, che affermano di contenere ‘rivelazioni’ sul re e che il Palazzo ha definito “invasivo” e “insensibile”. Il libro scritto con l’intelligenza artificiale descrive il momento in cui Charles ha scoperto di avere il cancro, provando “paura, rabbia e disperazione”.

Afferma inoltre che ha subito un’operazione per rimuovere un tumore e poi si è sentito affaticato dopo aver attraversato cicli di chemioterapia e radioterapia.Il libro afferma inoltre che il re ha un cancro alla pelle e alla prostata ed è stato ricoverato in ospedale per un “incidente inspiegabile”.  Buckingham Palace non ha confermato che tipo di cancro abbia il re e ha fatto sapere che i suoi avvocati stanno esaminando il caso.

I prezzi dei libri vanno dagli 8,20 euro per le versioni e-book ai circa 18 euro per le edizioni tascabili stampate e distribuite da Amazon.Un portavoce reale ha dichiarato al Mail on Sunday che “qualsiasi titolo che specula sulla diagnosi e sul trattamento di Sua Maestà è invadente, insensibile e pieno di imprecisioni.

Il nostro team legale esaminerà attentamente la questione”.  Inoltre, uno dei libri, ‘La battaglia del re: Carlo III e la sua lotta contro il cancro’, scritti con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, è stato pubblicato su Amazon il 5 febbraio, lo stesso giorno in cui è stato annunciato il cancro del re.I software di testo generativo come ChatGPT possono eseguire la scansione di Internet alla ricerca di informazioni e quindi scrivere libri in pochi minuti.

Sebbene Kindle Direct Publishing di Amazon chieda agli editori se i libri sono stati scritti utilizzando l’intelligenza artificiale, le risposte fornite non sembrano essere verificate.Un portavoce di Amazon ha detto al Mail che l’azienda ha investito molto tempo e risorse per assicurarsi che i libri pubblicati sul sito web seguissero le sue linee guida sui contenuti e che quelli generati dall’intelligenza artificiale che ne violassero le linee guida non fossero consentiti. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, i discografici: “Modello Amadeus vincente, indietro non si torna”

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(Adnkronos) – Promosso dal pubblico, dai numeri e anche dai discografici.Il quinto festival di Amadeus mette tutti d’accordo e già si prevedono grandi successi in classifica ma resta il nodo di chi l’anno prossimo erediterà lo scettro del direttore artistico anche perché “indietro non si torna”.

Le parole sono quelle di Enzo Mazza, il Ceo di Fimi, la Federazione dell’industria musicale italiana, che all’Adnkronos traccia un bilancio dell’ultimo festival di Sanremo: “Molto positivo” e il risultato delle scelte di Amadeus “lo stiamo vedendo anche nel successo delle canzoni”.  “Dal nostro punto di vista, dunque – spiega Mazza – questo festival è sicuramente un’ulteriore conferma della linea che Amadeus ha portato avanti negli anni: artisti giovani, che stanno in classifica, artisti che sono particolarmente vicini al mercato e che, quindi, hanno un immediato impatto anche nel rapporto con i fan e i consumatori”.Adesso, però, sottolinea il Ceo di Fimi, “si pone il problema della continuità” anche perché “da questo modello di Festival non si può tornare indietro.

La stessa Rai lo vede nei numeri che riguardano anche il calo dell’età degli spettatori e il grande fenomeno che ruota intorno alla televisione.Parlo quindi del successo che il Festival sta avendo su tutti i canali anche digitali”.  Un risultato legato “al fatto che le case discografiche abbiano portato al Festival artisti che hanno un rapporto con il pubblico, vivono sui social media, vivono di streaming e di un contatto molto importante con la loro fanbase”.

Questo ha mosso tantissimo un pubblico nuovo su cui la Rai deve fare i suoi calcoli in vista anche della scelta futura”.Il numero uno della Fimi, però, non fa nomi su un possibile candidato alla direzione artistica per il prossimo anno ma spiega: “penso si debba valutare e ragionare bene su tutto quello che è stato il modello del Festival di Amadeus e garantire una continuità.

Appena possibile, quindi, bisogna affrontare il rapporto con l’industria per le nuove scelte artistiche e cercare ovviamente di costruire un evento che mantenga questa centralità della musica e degli artisti che sono protagonisti nel mercato musicale.E’ stata questa la grande innovazione di Amadeus”. Il pubblico del festival, dunque, è cambiato: è più giovane, più social e vota.

Ed è forse questo che ha creato il cortocircuito nella modalità di voto che ha visto poi Geolier arrivare al secondo posto nonostante il 60% al televoto.Sarà necessario rivedere il sistema? “Non c’è stato festival che non abbia avuto discussioni sul voto ma noi, come industria, guardiamo al successo che questi artisti hanno dopo”. “Anche se non si vince il festival si può diventare il disco più venduto dell’anno o l’artista con il maggiore successo sulle piattaforme ed è quello conta.

Gli artisti lo sanno ed è per questo che, sempre di più, scelgono di andare in gara” afferma Mazza ricordando che “in passato gli artisti che avevano successo e vendevano i dischi, non partecipavano al Festival perché temevano il flop oppure non condividevano la linea dei direttori artistici che era più prettamente legata a un prodotto televisivo”.  Negli anni questa cosa è cambiata, solo nelle ultime tre edizioni del festival “uno degli artisti in gara è sempre stato l’artista che ha venduto di più, primo in top ten della Fimi: due anni fa c’era Rkomi, l’anno scorso Lazza e quest’anno Geolier.E questo è incredibile”, commenta Mazza sottolineando che “la top ten di venerdì scorso delle vendite era fatta tutta degli artisti del festival e, alla fine, è questo il risultato che conta: tutti sono vincitori poi sul mercato”.  E infatti i numeri da record dei dischi di platino legati ai pezzi che passano al festival parlano chiaro: 16 platini nel 2020, 28 nel 2021, 40 nel 2022 e 37 nel 2023.

Un trend positivo che si riconfermerà anche quest’anno?Mazza non ha dubbi: “Le premesse ci sono.

La crescita delle vendite in questi giorni è imponente.Qui ci sono canzoni che dureranno tutto l’anno”. Infine, le polemiche su Geolier. “Sicuramente – spiega Mazza – il genere ‘urban’, che include rap, trap e hip hop, con il pubblico originario di Rai 1 fa più fatica.

Negli ultimi anni, però, i ragazzi che ascoltano Geolier o Lazza si sono clamorosamente avvicinati al Festival.C’è quindi un ricambio generazionale anche nel pubblico” e bisognerebbe prenderne atto.

I fischi dell’Ariston “sono quelli di un pubblico adulto e molto tradizionale che sicuramente non riesce a comprendere quel tipo di musica”. L’antimeridionalismo, dunque, non c’entra ma, secondo il ceo di Fimi, “c’è un pregiudizio verso il genere musicale, percepito come qualcosa che esalta comportamenti negativi.Sono artisti che rappresentano nelle loro storie e nelle loro canzoni anche dei disagi sociali e temi molto controversi nella società italiana.

C’è, quindi, un po’ di pregiudizio verso questo mondo che poi, alla fine, è quello che meglio rappresenta le nuove generazioni”, conclude. (di Loredana Errico) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, due ostaggi liberati a Rafah: “Importante vittoria ma accordo necessario”

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(Adnkronos) – Un’importante vittoria morale per Israele, oltre che un enorme successo operativo.Ma anche un test per Hamas, che provvederà così ad affinare la sorveglianza sugli ostaggi in modo da evitare che si ripeta.

Tanto che l’unica strada, per riportare a casa gli ostaggi ancora nella Striscia di Gaza, resta quella di un accordo.Così il quotidiano Haaretz descrive l’operazione militare congiunta dello Shin Bet e della polizia che ha portato al salvataggio di due ostaggi con doppia cittadinanza israeliana e argentina rapiti dal Kibbutz Nir Yitzhak e trattenuti nel campo profughi densamente popolato di al-Shabura a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Un risultato notevole, ottenuto dopo lunghi preparativi di intelligence ed eseguita da diverse unità d’élite, con una notevole assunzione di rischi politici e professionali da parte di chi ha approvato l’operazione. ”E’ il tipo di buona notizia che la popolazione israeliana aspettava da tempo”, scrive il quotidiano mentre per le strade di Tel Aviv continuano le proteste delle famiglie degli ostaggi.

Allo stesso tempo, il quotidiano sottolinea che ”sarà difficile ripetere questo successo nonostante la pressione che l’esercito esercita su Hamas, che certamente trarrà insegnamento dall’esperienza individuando i punti deboli del salvataggio che potrà sfruttare”.I miliziani, quindi, chiederanno a chi detiene gli ostaggi israeliani di essere più vigili. E’ la seconda volta, dall’inizio della guerra, che i militari israeliani riescono a liberare ostaggi vivi.

Prima di loro, a fine ottobre, l’esercito aveva tratto in salvo Ori Megidish, una soldatessa prelevata dalla base militare di Nahal Oz.Nelle scorse ore a tornare liberi sono stati Fernando Marman, 61 anni, e Louis Har, 70, trovati in buone condizioni, come ha spiegato il portavoce dell’Idf Daniel Hagari, e hanno potuto riabbracciare i loro cari.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso su ‘X’: ”Non perderemo nessuna occasione per riportare a casa i nostri rapiti”.Quindi ”avanti con la massima pressione militare”, ha aggiunto Netanyahu, ma nella Striscia di Gaza ci sono ancora 134 ostaggi oltre a trenta ritenuti non vivi.

Sono tenuti sotto stretta sorveglianza, per cui sarà difficile liberare gli altri ostaggi, scrive Haaretz.Ci potranno quindi essere ”altri successi occasionali simili a quello di questa settimana”, aggiunge il giornale.

Ma alla fine, se davvero si vogliono liberare gli ostaggi, ”Israele dovrà raggiungere un accordo”. Grande attesa, quindi, per l’arrivo domani al Cairo del direttore della Cia William Burns.Grazie a lui dovrebbero riprendere i negoziati indiretti con Hamas, anche con la collaborazione dei funzionari dell’intelligence dell’Egitto e del Qatar.

Con attenzione al fatto che l’Egitto ha minacciato di sospendere il trattato di pace con Israele se davvero invade Rafah, dove si sono rifugiati milioni di sfollati palestinesi proprio dopo aver seguito gli ordini di evacuazione provenienti da Tel Aviv.La necessità di un accordo sugli ostaggi si rende necessario anche alla luce del fatto che finora le operazioni di salvataggio nella maggior parte dei casi non hanno avuto successo a causa della difficoltà di garantire che la vita degli ostaggi non fosse messa a rischio.

Haaretz spiega che purtroppo ci sono stati diversi casi in cui Hamas ha ucciso i suoi prigionieri per paura che l’Idf fosse vicino a liberarli. Tra i soldati israeliani è comunque sempre più forte, nelle ultime settimane, questo sentimento e impegno per ottenere il rilascio degli ostaggi.Oltre alla necessità di sconfiggere Hamas, le truppe hanno più volte espresso il desiderio di liberare gli ostaggi e la disponibilità a rischiare la propria vita per farlo.

E lo dimostra anche l’ultima operazione di salvataggio.Per liberare i due ostaggi argentini, scrivono i media israeliani, i militari hanno scortato gli ostaggi con i loro corpi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele non fa entrare Francesca Albanese, l’inviata Onu: “Manipolazione pericolosa su attacco 7 ottobre”

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(Adnkronos) –
Israele ha deciso di vietare l’ingresso nel Paese a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per le violazioni dei diritti umani commessi nei Territori palestinesi occupati.In una nota il ministero degli Esteri e il ministero dell’Interno definisce “oltraggiose” le dichiarazioni di Albanese, secondo cui l’attacco del 7 ottobre “sarebbe stata una reazione all’oppressione israeliana”. “Il tempo del silenzio degli ebrei è finito.

Se le Nazioni Unite vogliono tornare ad essere un organismo rilevante, il suo leader Antonio Guterres deve sconfessare pubblicamente le parole antisemite della loro ‘inviata speciale’ Francesca Albanese e rimuoverla immediatamente dal suo posto.Impedirle di entrare in Israele servirà a ricordare le atrocità commesse da Hamas, compreso lo spietato attacco agli innocenti”, ha scritto su X il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz.  “Sono due anni che Israele mi nega di fare il mio lavoro come chiesto dall’Onu non facilitando il mio ingresso nel Territori palestinesi occupati.

E sono 17 anni che lo fa nei confronti di tutti i relatori speciali, anche a 3 dei miei predecessori”, afferma all’Adnkronos la relatrice dell’Onu esperta di diritto internazionale, spiegando che “le affermazioni tra virgolette oltraggiose consistono nel fatto che ho risposto a quello che il presidente francese definiva essere stato il più grande attentato antisemita dalla seconda guerra mondiale”. Rivendicando di aver “condannato fin dal primo momento i crimini di Hamas nei confronti dei civili israeliani”, Albanese sottolinea che contesta “fermamente che l’origine/causa principale dei crimini commessi contro civili israeliani sia l’antisemitismo: questa l’affermazione che Israele ritiene ‘oltraggiosa’”.Si tratta, chiarisce, di “una manipolazione semantica gravissima e pericolosa” di Israele, che “vuole così distogliere l’attenzione” da quello che succede a Gaza, ma così “distoglie anche l’attenzione dalla gravità dei crimini che Hamas ha commesso”. La relatrice ribadisce quindi la richiesta che Israele, “in quanto membro delle Nazioni Unite, si conformi ai valori dell’organizzazione, che rispetti il diritto internazionale e conduca la propria azione di potenza occupante nel rispetto del diritto umanitario”. “La verità è che come ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres il 7 ottobre non è venuto dal nulla – ricorda Albanese – È importante riconoscere che gli attacchi di Hamas non sono avvenuti “in a vacuum”.

Il popolo palestinese è stato soggetto a 56 anni di oppressione soffocante, i palestinesi hanno visto la loro terra lentamente divorata dagli insediamenti e flagellata dalla violenza, la loro economia soffocata, il loro popolo sfollato e le loro case demolite, le loro speranze per una soluzione politica alla loro situazione sono svanite”. “Ma i reclami del popolo palestinese non possono giustificare gli attacchi atroci di Hamas.E quegli attacchi atroci non possono giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese”, conclude la relatrice, citando ancora Guterres, “con cui concordo pienamente”. Secondo Albenese “è nel contesto dell’oppressione israeliana nei confronti del popolo palestinese, di 56 anni di occupazione illegale ad un regime di violenta apartheid che i crimini commessi da Hamas il 7 ottobre vanno letti e giudicati”. “Il resto – accusa – è un modo per distogliere l’attenzione da quello che succede a Gaza soprattutto dal 7 ottobre: circa 30.000 i morti che in Occidente non fanno notizia (70% donne e bambini), 10mila ancora sotto le macerie, circa 70mila i feriti, 2 milioni di sfollati, massacri quotidiani e incessanti a dispetto delle misure cautelari imposte dalla Corte di Giustizia Internazionale che ha riconosciuto il rischio di genocidio commesso da Israele”.  “Invece di intervenire su questa realtà gravissima, come da obblighi da Convenzione sul Genocidio, stati influenti come l’Italia continuano a sostenere Israele – denuncia Albanese – Questo potrebbe avere ripercussioni legali anche per l’Italia”.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, zanzara tigre anche d’inverno. L’esperto: “Senza freddo c’è tutto l’anno”

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(Adnkronos) – Prepariamoci a convivere tutto l’anno con le zanzare.Nell’epoca del cambiamento climatico, questo rischio sta diventando sempre più concreto in Italia.

A Roma, ad esempio, il Comune prevede di anticipare la campagna di disinfestazione contro le larve. “Una scelta che ha una logica – afferma all’Adnkronos Salute Augusto Scirocchi, esperto in zanzare e specializzato in entomologia medica -.Nella Capitale la zanzara tigre (Aedes albopictus) sta soppiantando la più comune Culex pipiens e sta colonizzando ambienti diversi rispetto a quelli originali.

Un esempio sono i cimiteri, dove i vasi dei fiori diventano pieni di larve e, mentre prima non si veniva punti perché la Culex usciva di sera, oggi invece con la tigre il rischio c’è tutto il giorno.Ma lo stesso discorso vale per i tombini stradali, le caditoie, i vivai e terrazzi, che possono dare origine a piccoli focolai”.

Serve, dunque, una misura precauzione contro il rischio Dengue che nel Lazio ha già fatto registrare diversi focolai.  Scirocchi precisa che le ‘vecchie’ zanzare Culex anche negli anni passati potevano manifestarsi d’inverno. “Ma in alcuni posti – ricorda – ad esempio scantinati allagati, i pozzi degli ascensori o le cantine, dove c’è umidità e la presenza di acqua stagnante.Quando arriva l’inverno questi insetti adulti affrontano la stagione in diapausa, uno stato in cui l’organismo va in una specie di ‘ibernazione’, non si muove e non si nutre.

Poi riprendono l’attività con l’arrivo di temperature miti.La Tigre con l’inverno scompariva del tutto.

Oggi riscontriamo che questa tipologia di zanzara comincia a entrare nelle abitazioni, con un adattamento al contrario, pungendo dentro casa e non più fuori.Anche loro – continua Scirocchi – facevano diapausa.

Ma con l’aumento delle temperature e senza un vero inverno, viene a mancare questa ‘pausa’ e possiamo incontrarle anche in pieno inverno.La Tigre si sta adattando a un clima che non è il suo, che sarebbe quello tropicale, e lo sta facendo velocemente” “Gli insetti non hanno una loro temperatura corporea governata dal loro organismo ma questo processo è dominato dalle condizioni ambientali – precisa l’esperto -.

Magari non si muovono e non pungono, ma il rischio oggi è che ci sia un ‘allevamento’ di zanzare tigre all’interno dell’abitazione sempre nei posti citati prima”.Come ci si difende? “Con la disinfestazione delle larve – conclude Scirocchi – le nuvole di goccioline devono raggiungere le larve delle zanzare uccidendole.

Solo così si eliminano le zanzare adulte che poi infesteranno l’ambiente”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mondo (Bper Banca): “Accordi di liquidità e garanzia a sostegno pmi”

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(Adnkronos) – “Gli accordi che abbiamo sottoscritto oggi con la Banca Europea per gli Investimenti (Bei) sono due, uno di liquidità e uno di garanzia.La platea di riferimento sarà formata dalle imprese di medie dimensioni, ovvero quelle che contano dai 250 fino a 3000 dipendenti, la classe di imprese meno abituata ad avere questo tipo di aiuti.

Andremo quindi a coinvolgere una fetta di mercato che, su questi strumenti, non aveva ancora avuto tali sussidi”.Sono le parole di Adelaide Mondo, responsabile Corporate Lending della direzione imprese di Bper Banca, a margine della conferenza stampa, organizzata da Bper Banca e Bei a Milano, durante la quale sono stati siglati due importanti accordi per facilitare l’accesso al credito alle Pmi e Mid Cap a particolari condizioni di favore, con l’obiettivo di stimolare la coesione economica e la transizione ecologica. I due accordi hanno un valore complessivo di 650 milioni di euro e si stima che attiveranno investimenti nell’economia per oltre 1,7 miliardi di euro, di cui un terzo nelle regioni del Mezzogiorno. “Per la seconda volta il gruppo Bper è banca pilota su uno strumento in garanzia della Banca Europea per gli Investimenti – sottolinea Mondo – Il ‘Private Finance for energy efficiency’, primo strumento in garanzia di Bei, risale al 2016 e anche allora Bper è stata banca pilota.

Il plafond è stato chiuso con successo quest’anno.Da oggi Bper Banca è banca pilota anche di un altro strumento, il ‘Linked Risk Sharing’, il primo accordo firmato in Italia sotto forma di garanzia diretta Bei”.  “Grazie agli accordi le imprese potranno avere un vantaggio in termini economici, e quindi di tasso, sia sul lato funding che sul lato garanzia, e avranno l’opportunità di abbinare questi fondi alle principali agevolazioni del governo italiano – spiega Mondo – Sono infatti strumenti che possono essere facilmente abbinati sia al Pnrr sia alla programmazione economica 2021-2027”. “La nostra strategia per comunicare sul mercato queste possibilità per le imprese è costituita da eventi formativi e informativi sul territorio nazionale – aggiunge Mondo – ma punteremo molto anche sui nostri specialisti sul territorio, costantemente informati su quelli che sono i nuovi prodotti, che supporteranno la nostra rete e i clienti per dare loro tutte le informazioni per poter accedere con facilità a questi strumenti”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurovision, Angelina Mango rappresenterà l’Italia a ESC 2024

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(Adnkronos) – Sarà Angelina Mango, vincitrice del festival di Sanremo 2024 con il brano ‘La noia’, a rappresentare l’Italia al 68° Eurovision Song Contest, ESC 2024, che si svolgerà alla Malmö Arena, in Svezia, dal 7 all’11 maggio.Angelina Mango è la 16esima donna italiana a partecipare all’evento musicale.

Il fatidico “sì” è stato pronunciato in sala stampa a Sanremo, durante la conferenza dei vincitori.  Angelina inizia così il suo percorso di avvicinamento verso la città svedese che ospiterà, di diritto, la prossima edizione in seguito alla vittoria di Loreen in quella precedente.Anche quest’anno Rai seguirà l’evento non sportivo più visto al mondo, con le dirette delle due semifinali, in onda in prima serata su Rai 2, Rai Radio2 e RaiPlay, il 7 e il 9 maggio, e con la diretta su Rai 1 della finalissima dell’11 maggio, giorno in cui scenderà in campo l’Italia in quanto qualificata di diritto come gli altri ‘Big Five’, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito e la Svezia, campione in carica. Per gli amanti delle statistiche è la terza volta che l’Italia si ritrova a concorrere a Malmö.

Nel 1992 fu rappresentata da Mia Martini con ‘Rapsodia’, arrivata quarta, e nel 2013 da Marco Mengoni con ‘L’Essenziale’, piazzatosi settimo. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Protesta dei trattori, che cosa chiedono gli agricoltori

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(Adnkronos) – Un tavolo tecnico permanente a cui partecipare in qualità di ‘uditori’.E’ la priorità che il movimento autonomo Riscatto Agricolo, promotore di una protesta nazionale con i trattori, porta all’attenzione del governo in queste ore con una sua delegazione ricevuta in queste ore al ministero dell’Agricoltura.

Le richieste vengono formulate in un documento visionato dall’Adnkronos, articolato in 12 punti, che va dalle questioni più ‘calde’ come l’esenzione dal pagamento dell’ Irpef e dell’Imu per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli e alla determinazione del valore del costo di produzione, alla revisione della Pac al mantenimento delle agevolazioni sui carburanti.  Al secondo punto c’è la salvaguardia del settore attraverso misure che consentano di non far aumentare il costo di produzione e contro la concorrenza sleale.A questo proposito gli agricoltori suggeriscono che ci siano “enti preposti a determinare il valore del costo di produzione e un monitoraggio delle pratiche sleali, esercitate dalla Gdo”.

Inoltre, “controlli stringenti sulle derrate alimentari provenienti da Paesi che non rispettano le nostre stesse normative fitosanitarie” e “dazi doganali atti a compensare la concorrenza sleale di prodotti non Ue”, inoltre, “tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera e nuova regolamentazione in materia di etichettatura che offra maggiore trasparenza al consumatore in particolare circa i prodotti denominati ‘Made in Italy'” con l’auspicio dell’adozione di un disciplinare per un marchio ‘origine prodotto 100% Italiano'”.  A seguire, Riscatto Agricolo chiede una “Riprogrammazione del Green Deal” ovvero una “revisione della Pac che individui obiettivi realizzabili dalle aziende agricole in termini di sostenibilità economica, non penalizzi le produzioni nazionali ed offra una visione imprenditoriale a lungo termine”.Tra le richieste anche il “contenimento della fauna selvatica” attraverso politiche “più incisive” e tra l’altro, chiedo, “lo Stato deve risarcire i danni in tempi brevi e con ristori adeguati. Quanto ai carburanti per alimentare i mezzi agricoli nel documento si chiede il “mantenimento delle agevolazioni attuali sui carburanti agricoli al fine di ridurre i costi di produzione e migliorare la competitività del comparto agricolo nazionale.

E in materia fiscale il “mantenimento dell’esenzione Irpef-Imu per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali”. Tra le altre richieste una “Revisione dei metodi di controllo relativi all’ammissibilità dei terreni a seminativo (flag)”.In materia di accesso al credito si chiede che sia “agevolato per coltivatori diretti e imprenditori agricoli con tassi di interesse agevolati e con tetto massimo garantito dallo Stato anche in caso di tasso variabile per l’acquisto di beni strumentali agricoli.

Accesso a mutui fondiari sempre a tasso agevolato per l’acquisto di terreni agricoli”.  Altro tema ‘caldo’ la “eliminazione dell’obbligo di non coltivare il 4% dei terreni e ogni forma di contributo volta a disincentivare le coltivazioni”, la “reintroduzione dei voucher in agricoltura”, la possibilità di “regolamentare politiche di filiera verticali e orizzontali tra allevatori ed agricoltori” ed infine, il “riconoscimento dell’ovicaprino nell’ecoschema1 livello 2” in ambito Pac.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mazzarella (Bper Banca): “Accordi con Bei ci avvicinano a Pmi”

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(Adnkronos) – “Gli accordi firmati oggi con la Banca Europea per gli Investimenti (Bei) sono importanti per noi e costituiscono un importante riconoscimento da parte della Bei in termini di solidità e stabilità, ma soprattutto di credibilità e di grande attenzione a tutte le tematiche di sostenibilità.Sono due accordi che ci permettono di avvicinarci ancora di più al tessuto delle piccole e medie imprese, che sono i nostri principali clienti”.

Lo ha detto Flavia Mazzarella, presidente di Bper Banca, a margine della conferenza stampa organizzata da Bper Banca e Bei a Milano, in occasione della quale sono stati siglati due importanti accordi per facilitare l’accesso al credito alle Pmi e Mid Cap a particolari condizioni di favore, con l’obiettivo di stimolare la coesione economica e la transizione ecologica.  Uno dei due accordi è il primo firmato in Italia sotto forma di garanzia diretta Bei.I due accordi sono di importi rilevanti e si stima che attiveranno investimenti nell’economia per oltre 1,7 miliardi di euro. “Grazie a questi accordi, offriremo alle imprese prodotti che permetteranno loro di sviluppare tutte le tematiche relative alla sostenibilità e, in particolare, alla transizione energetica.

Inoltre – aggiunge Mazzarella – il Mezzogiorno sarà un ambito di operatività molto importante, che ci permetterà di sviluppare relazioni ancora più durature con i nostri clienti che operano nei territori del Sud Italia”.  “La nostra filosofia è essere vicini alle imprese non solo con i finanziamenti ma anche con attività di partnership e di consulenza – sottolinea la presidente di Bper Banca – per cercare di aiutarle in questi contesti molto complicati, come quello della transizione energetica, che è e sarà un tema sempre più di attualità e di importanza”. “Ci aspettiamo grande interesse da parte del mercato – aggiunge – La nostra rete è pronta ad affiancare le imprese e ad essere a loro vicina. È una rete che è stata istruita e formata, quindi siamo sicuri che questi interventi troveranno interesse da parte delle nostre imprese”.  “I risultati del 2023 sono risultati importanti, che ci hanno permesso di consolidare il nostro ruolo nel panorama bancario italiano.Siamo una banca solida – conclude la presidente di Bper Banca – lo abbiamo dimostrato, come abbiamo dimostrato che siamo in grado di portare a compimento, anche in tempi ravvicinati, gli obiettivi prefissati nel piano industriale”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie A rimane a 20 squadre, la decisione della Lega

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(Adnkronos) –
La Serie A deve rimanere con 20 squadre.E’ la posizione espressa dalla Lega Serie A nell’assemblea di oggi: i club hanno approvato il proprio documento di indirizzo contenente le proposte di riforma del calcio italiano.

Nel corso della stessa riunione, “è stata ribadita la assoluta necessità di mantenere nello statuto federale il diritto di intesa, così come nei principali sistemi calcistici europei.E’ stato, inoltre, confermato l’attuale format a 20 squadre del campionato di Serie A”, rende noto la Lega calcio di Serie A.   “In previsione dell’Assemblea della Lega B di giovedì 15 febbraio, si è riunito in via d’urgenza il Consiglio Direttivo della Lnpb per discutere delle tematiche inerenti gli equilibri tra le competizioni internazionali e nazionali, da valutare anche alla luce dei principi solidaristico e di equa competizione espressi dalla recente sentenza della Corte di Giustizia Europea, delle riforme di sistema e delle proposte approvate alla unanimità dalla Lnpb, fatte pervenire a tutte le componenti federali”.

Lo scrive la Lega di Serie B. “Si è infine discusso dei rapporti con le altre leghe, nell’ottica di riuscire a condividere alcuni principi ispirati a soluzioni che la Lega B ha come obiettivo per il futuro, la valorizzazione e la crescita del calcio italiano”.  “C’è la volontà da parte della Federazione di coinvolgere le leghe in un processo di cambiamento, per questo è stata indetta un’assemblea.Allo stesso tempo viene fatta una riflessione per approfondire i problemi delle strategie future.

Ci sono difficoltà a livello di tenuta per alcune società.La Federazione valuterà se fare questa assemblea l’11 marzo.

Se dovesse prevalere la logica di approfondire problemi come la sostenibilità, ci potrebbero essere dei tempi più lunghi.Inutile avere situazioni di scontro immotivate”.

Così il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, al microfono de ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento. “Quello del numero delle squadre è un falso problema per il calcio italiano. È importante, ma il vero problema è la sostenibilità del sistema.C’è bisogno di una gestione diversa rispetto a quella che c’è stata finora.

Non penso che la riforma del campionato sia la madre di tutte le battaglie”, aggiunge Abete.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Editoriale, Milan – Napoli: Gli azzurri scivolano di nuovo nella San Siro rossonera: finisce 1-0 per i diavoli

Nel nostro editoriale post Milan – Napoli esprimiamo il nostro pensiero sull’andamento della gara tra i partenopei e i padroni di casa.Lo avevamo scritto nelle ultime righe dell’editoriale dopo lo 0-0 di due domeniche fa contro la Lazio: il Napoli, se vuole risultare realmente competitivo nella lotta a un posto Champion’s, deve ricominciare ad essere coraggioso.

Un assunto, peraltro, confermato nell’ultimo quarto di gara di settimana scorsa contro il Verona, quando gli azzurri, una volta passati al 4-2-3-1, riuscirono poi a rimontare la contesa sia per merito di un enorme Kvara sia della freschezza dei subentrati Lindstrom e Ngonge.

La necessità di osare di più

Walter Mazzarri, evidentemente, da quest’orecchio non ci sente, tanto che decide di impostare il suo 11 titolare con un accorto 3-5-1-1 di partenza.Il rammarico si appaleserà in tutta la propria evidenza per quello che la partita di San Siro ci ha detto: contro questo Milan – ordinato ma scolastico e quasi del tutto affidato alle scorribande dei suoi migliori singoli – non sarebbe stato certo un azzardo giocarsela con un piglio più propositivo.

E questo perché il Napoli, al netto del prudente schieramento tattico di partenza, sembra la squadra meglio messa in campo per tutto il primo quarto di gara, con gli azzurri più in palla e alla convincente ricerca della pressione offensiva come arma per imporre la propria forza.E l’aggiunta di una buona palla goal, capitata sui piedi del Cholito Simeone che però non becca i pali di Maignan.

L’episodio che cambia la partita

Poi un episodio, dal nulla, scombussola i piani e decide la partita: smarcamento in profondità senza palla di Theo, con Leao che lo serve lungolinea e la linea difensiva del Napoli che rimedia un’enorme figuraccia; risultato finale è che il francese, a tu per tu con Gollini, non perdona il 95 azzurro e porta i suoi avanti di uno.

Per almeno 10 minuti dopo il vantaggio acquisito, al Milan sembrano sobbalzare iniziativa e faccia tosta, ma il Napoli non capitola e si ripresenta, al contrario, ad inizio ripresa sì sotto di una rete ma decisamente padrone del campo.

Dopo il vantaggio il Milan si accontenta

I rossoneri di Pioli, dal canto loro, accettano ben volentieri di concederlo ai rivali partenopei e di impostare il proprio piano partita tutto su linee difensive compatte e sventagliate ad innescare le ripartenze con i propri velocisti.Insomma, il tema tattico della sfida, è piuttosto trito e ritrito e non cambierà più, di fatto, fino alla fine.

Chi potrebbe cambiare e non lo fa, o meglio decide di farlo ancora una volta per la soluzione meno rischiosa, è Walter Mazzarri, che da inizio ripresa preferisce inserire Politano al posto di Ostigard.Al contempo, però, il Napoli torna all’antico: 4-3-3.

Rammarico – ancora un altro – per aver impostato questo assetto per un tempo solo, perché nel secondo tempo il Napoli sale in cattedra con la forza del suo collettivo e dimostra quanto inconcepibili siano i 17 punti che lo separano dal Milan sempre più terzo.

Secondo tempo quasi solo Napoli

Solo due lampi rossoneri nei primi minuti, più frutto della casualità che di una proposta realmente ben congegnata.Poi è Simeone, ancora, ad intercettare un gran pallone a Benaccer, salvo concludere ancora fuori dallo specchio della porta.

Seguono altre due grosse chances, pochi minuti più tardi, per Kvara e Politano, ma nulla: agli azzurri sembra mancare sempre il famoso centesimo per raggiungere l’euro.Un freschissimo Lindstrom, coinvolto in campo in modo colpevolmente tardivo, porterà all’ultimo grosso grattacapo a Leao and company: tiro-cross, maldestramente deviato da Simic, che termina la propria corsa sul palo a Maignan battuto.

Nei mischioni finali prevale la garra del Milan.

Le conclusioni nel nostro editoriale post Milan – Napoli

Gli azzurri, invece, racimolano un’altra sconfitta, l’ottava in 23 partite giocate.Indubbiamente una delle più immeritate, ma un risultato che non va letto solo nell’ovvia luce di questa constatazione: il tempo dei calcoli è finito da un pezzo.

Ora, è il tempo del coraggio.Nel frattempo l’Atalanta scappa a più 7 ma il Napoli ha ancora nelle corde le potenzialità per una rimonta all’ultima curva.

Servirà – torniamo alle premesse – un calcio di coraggio.Che è nelle possibilità azzurre proporre e che sarebbe un controsenso emblematico continuare a castrare.

Walter, se ci sei batti un colpo.Concludiamo il nostro editoriale sul Napoli dopo la gara con il Milan con un’amara considerazione: con questa Dea – e questo folto gruppone di contendenti – i tuoi ragazzi stanno rischiando drammaticamente di piantarsi nella sabbia.

Riforme, il 27 febbraio costituzionalisti e intellettuali bipartisan per evitare referendum

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(Adnkronos) – Una maratona oratoria per evitare il referendum confermativo sul premierato con l’approvazione a maggioranza di due terzi delle Camere.E’ l’iniziativa di costituzionalisti e intellettuali bipartisan facenti capo a Libertà Eguale, Fondazione Magna Carta e Io Cambio che martedì 27 febbraio alla
Sala Umberto di Roma convocano “personalità libere e indipendenti” per discutere del tema puntando al dialogo invece che allo scontro.

La maratona sarà annunciata durante la presentazione, prevista martedì 19 presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato, dell’iniziativa sul premierato assunta dalle tre associazioni a cui interverranno Gaetano Quagliarello, Giuseppe Calderisi, Stefano Ceccanti, Natale D’Amico, Nicola Drago, Enrico Morando, Antonio Polito. “Esistono oggettivamente le condizioni tecniche per giungere ad un modello (di riforma – ndr) condiviso.Noi intendiamo lavorare per costruirne le condizioni politiche, superando le già incombenti promesse di sfide referendarie, che rischierebbero di essere attratte nella contrapposizione tra Governo e opposizione pro-tempore, rendendo del tutto marginale il contenuto effettivo della riforma e i suoi riflessi sul Paese”, si legge nella convocazione.

Oltre ai rappresentanti di Libertà Eguale, Fondazione Magna Carta e Io Cambio, interessante il parterre dei partecipanti ad oggi previsti: Marco Bentivogli, Salvatore Bonfiglio, Corrado Caruso, Elisabetta Catelani, Stefano Ceccanti, Ludovica Chiussi Curzi, Francesco Clementi, Giovanni Cominelli, Salvatore Curreri, Luca Diotallevi, Nicola Drago, Carlo Fusaro, Pietro Ichino, Claudia Mancina, Alberto Mingardi, Enrico Morando, Andrea Morrone, Magda Negri, Pasquale Pasquino, Claudio Petruccioli, Umberto Ranieri, Michele Salvati, Mario Segni, Serena Sileoni, Alessandro Sterpa, Diletta Tega, Giorgio Tonini, Salvatore Vassallo, Giulio Vigevani. Cinque i punti condivisi dal Gruppo intorno ai quali sarà strutturato il confronto: “La riforma della Seconda Parte della nostra Costituzione è necessaria – si legge al primo punto – Essa mira a risolvere problemi lasciati consapevolmente aperti alla Costituente (a causa della situazione internazionale e della conseguente sfiducia reciproca tra le principali forze politiche) e mai risolti fino ad oggi”.In secondo luogo, “la riforma deve essere il frutto della più ampia convergenza possibile sia nel Parlamento sia nella società, puntando all’approvazione a maggioranza di due terzi nelle Camere.

Ciò in quanto sul piano istituzionale è bene che le regole del gioco siano condivise: quando ciò accade sono più forti il Paese e il suo sistema politico; sul piano politico niente giustifica atteggiamenti di delegittimazione reciproca e, sul piano tecnico, se si considerano diversi progetti più o meno recenti, le distanze – per quanto significative – appaiono colmabili”. Quindi il gruppo bipartisan individuando una “ragionevolezza” nel modello premierato, al terzo punto afferma: “Alla luce delle posizioni espresse dalle forze politiche nel corso dei precedenti tentativi di riforma, noi – superando le preferenze di ciascuno per specifici e differenti modelli -, riteniamo ragionevole ed opportuno che si prenda a base la proposta del cosiddetto “premierato” (o forma di governo neo-parlamentare).Essa ha il vantaggio, se ben costruita, di assecondare dinamiche già in atto, a partire dal ritorno a Governi a legittimazione elettorale, cambiando senza sovvertire l’equilibrio degli organi costituzionali”.  Riflettori sui limiti del modello di riforma proposto dal Governo al punto 4: “Il principale limite del testo del Governo è quello di partire dall’elezione diretta del Primo ministro, anziché dalla definizione dei suoi poteri. È un limite speculare a quello che si rinviene nella posizione assunta dai principali gruppi d’opposizione, che a loro volta si concentrano sul no all’elezione diretta, ancor prima di considerare le prerogative del Primo ministro.

Questo, a nostro avviso, deve essere dotato di poteri di tipo “europeo “, ispirandosi alle esperienze dei governi parlamentari che si sono dimostrati più efficienti in materia di fiducia, sfiducia, indizione di elezioni anticipate, nomina e revoca dei ministri”.  Ed il discusso richiamo al quinto punto alla scheda elettorale: “Dal momento che il Primo Ministro è chiamato ad esercitare tali importanti prerogative, la sua legittimazione elettorale deve essere molto forte.Il cittadino elettore deve essere arbitro dalla scelta della maggioranza e del Premier.

Quello che in altri sistemi avviene per via di convenzioni e consuetudini – ossia la legittimazione diretta di una maggioranza e di un Premier -, nel nostro contesto deve essere regolato in modo trasparente ed esplicito anche sulla scheda elettorale”. (di Roberta Lanzara) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, i risultati del settore giovanile nel weekend

Juve Stabia, le gare delle Vespette nell’ultimo weekend.

Juve Stabia, i risultati del settore giovanile: sconfitte per la Primavera 3 e l’Under 17, vittoria netta per l’Under 15.

Il tabellino del match della Primavera 3 per il settore giovanile della Juve Stabia.

Allo stadio “Tonino Benelli” di Pesaro si è disputata la partita valida per la diciottesima giornata del campionato Primavera 3 tra Vis Pesaro e Juve Stabia che è terminata con il punteggio di 4-3 in favore dei padroni di casa.Così in campo:

Vis Pesaro – Munari, Malizia, Bardeggia, Lo Bianco, Ascani, Giorgini, Bastianelli, Thirne, Pierluigi [65′ Baddi (83′ Monti)], Hassler (50′ Stabile), Musciani (65′ Podrini) .

A disposizione: Giunti, Innocenti, Fraternale, Podrini, Caputo, Monti, Baddi, Haratau, Stabile.Allenatore: Sandrini

Juve Stabia – Lauritano, Sparavigna (90′ Patriarca), Fravola (46′ Boakye), Cirillo, Testa, Angellotti, D’Ambrosio (73′ Patricelli) , Faccetti, Saviano, Piccolo, Aprea.

A disposizione: D’Auria, Monaco, Aspide, Gargiulo, Schettino, Di Nardo, Patricelli, Patriarca, Boakye, Velotti.Allenatore: Lucenti

Marcatori: 2′ e 19′ Saviano (JS), 28′ Ascani (P), 38′ Pierluigi (P), 42′ Hassler (P), 74′ Patricelli (JS), 87′ Stabile (P)

Ammoniti: Giorgini (P), Thirne (P), Testa (JS), Piccolo (JS)

Espulsi: -/.

In classifica nel Girone B di Primavera 3 in testa l’Avellino con 39 punti, segue la Virtus Francavilla, prossimo avversario al Menti sabato prossimo delle Vespette, con 32 punti, terze a pari punti Juve Stabia e Catanzaro con 29 punti.

La gara dell’Under 15 della Juve Stabia.

Allo stadio “Felice Squitieri” di Sarno si è svolta la gara valida per la diciassettesima giornata del campionato Under 15 tra Juve Stabia e AZ Picerno che è terminata con il punteggio di 3-0 in favore delle vespette.Così in campo:

Juve Stabia – Valentino, Cammarota (77′ Luongo), Muoio (80′ Raimondo), Cirillo, Picardi, Tricarico (77′ Sparavigna), Filosa, Bottone (80′ Tarasco), Castellano (77′ Silvestri), Mauro (77′ Di Maio), Iuorio (64′ Kalynovych).

A disposizione: Cappa, Sparavigna, Raimondo, Tarasco, Luongo, Kalynovych, Di Maio, Silvestri.Allenatore: Francesco Criscuoli

AZ Picerno – Maddalo (69′ Massa), Radesca (46′ Vecchio), Catino (77′ Salvatore Durante), Cordasco, Muselli (69′ Cavallo), Melella, Ardo (46′ Passarella), Opramolla, Iannarella, Curcio (77′ Azzouz), Cordasco (69′ Orlando).

A disposizione: Massa, Cavallo, Sorrentino, Vecchio, Bonavoglia, Passarella, Azzouz, Salvatore Durante, Orlando.Allenatore: Antohi Liviu

Marcatori: 33′ rig.

Picardi (JS), 66′ Bottone (JS), 67′ Castellano (JS)

Ammoniti: Cordasco (P), Criscuoli (All.Juve Stabia9

Espulsi: -/

Arbitro: sig.

Mario Aquino della sezione AIA di Avellino

Assistenti: sig.Tammaro Cirillo e sig.

Francesco Carluccio della sezione AIA di Frattamaggiore

Il match dell’Under 17.

Allo stadio “Felice Squitieri” di Sarno si è svolta la gara valida per la diciassettesima giornata del campionato Under 17 tra Juve Stabia e AZ Picerno che è terminata con il punteggio di 1-0 in favore degli ospiti.Così in campo:

Juve Stabia – Piccolo, Trotta, Malafronte, Esposito S. (56′ Coppola), Avolio (56′ Stanco), Graziano, D’Angelo (77′ Valentino), Primicerio, Ferraro, Palermo, Di Fenzo (46′ Petrlic9.

A disposizione: Simeoli, Parmendola, Coppola, Stanco, Di Maiolo, Capasso, Petrlic, Valentino.Allenatore: Michele Sacco

AZ Picerno – Pecci, Carnesciali, Piccirillo, Ragone, Starace, Ferrentino, De Luce (90′ Delle Foglie), Scalcione, Pedone (72′ Costano), Sanchirico (83′ Riina), Rovazzani.

A disposizione: Pisani, Possidente, Quisisano, Delle Foglie, Capace, Riina, Marcantonio, Costano.Allenatore: Francesco Dettori

Marcatori: 43′ Pedone (P)

Ammoniti: Malafronte (JS), Coppola (JS), Carnesciali (P)

Espulsi: -/

AC/DC, 25 maggio unica data italiana del POWER UP Tour

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(Adnkronos) – Ci siamo.Gli AC/DC, la leggendaria band da milioni di dischi, ha scelto la RCF Arena di Reggio Emilia (ex Campovolo) per l’unica tappa italiana del POWER UP European Tour.

La data da segnare sul calendario è 25 maggio 2024.Sul sito di RCF Arena tutte le info sui biglietti. “I biglietti nominali per l’unica tappa italiana di sabato 25 maggio alla RCF Arena di Reggio Emilia saranno in vendita esclusivamente sul circuito Ticketone (online e punti vendita) dalle 10 di venerdì 16 febbraio per un acquisto massimo di 4 biglietti per account – si legge sul sito – Sarà possibile effettuare un solo cambio di nominativo per biglietto a partire da giovedì 25 aprile.

La produzione (Barley Arts) e la RCF Arena invitano a non affidarsi a circuiti di secondary ticketing”. Gli AC/DC – Angus Young alla chitarra solista, Brian Johnson alla voce, Stevie Young alla chitarra ritmica, Matt Laug alla batteria e un nuovo bassista a proseguire l’opera di Cliff Williams – torneranno a suonare per onorare i loro cinquant’anni di carriera.La band si esibirà in 21 show in giro per l’Europa durante la prossima estate.

POWER UP sarà il primo tour europeo dopo più di otto anni. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, Muccino posta bandiera Israele con inno di Mameli: è polemica

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(Adnkronos) – L’appello di Ghali dal palco di Sanremo per “fermare il genocidio a Gaza” e le scuse della Rai a Israele tengono banco sui social, dove molti personaggi del mondo dello spettacolo prendono le difese del cantante e ne condividono il pensiero.  Su Instragram post muto di Gabriele Muccino: foto della bandiera israeliana con inno di Mameli come sottofondo.Il riferimento è alla polemica sollevata dal comunicato letto ieri in diretta su Rai 1 da Mara Venier e firmato dall’Amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio: un messaggio di vicinanza a Israele contro le parole pronunciate da Ghali dal palco dell’Ariston la sera della finale del festival quando l’artista, al termine della sua esibizione, aveva chiesto lo “stop al genocidio”.

Il post incassa il ‘mi piace’ dal profilo ufficiale dei Negramaro e Alessandro Da Battista scrive: “Bravissimo”.  
A prendere le difese di Ghali anche Levante che in una storia sottolinea come “in tv è successa una cosa spiacevole, quando davanti a milioni di telespettatori ci si è scusati con un rappresentante di Israele per aver espresso un desiderio di pace e di fermare un genocidio che sta avvenendo tutti i giorni sotto i nostri occhi e di cui si parla troppo poco”.Levante, che pubblica anche due foto con i volti disperati dei bambini di Gaza, sottolinea che “se un Ghali sale sul palco e dice ‘stop al genocidio’, se Danger d’Amico sale sul palco e parla di temi importanti che ci riguardano tutti, sono in due, come me siamo in tre, ma dopo di che?

Fanno tutti finta di niente.C’amu a fari?” chiede in siciliano. Affida le sue riflessioni a X Alessandro Gassman. “Se uno mette bene in chiaro che la strage di Hamas ed il rapimento di civili israeliani inermi del 7 ottobre è stato un atto barbarico e che Israele aveva il diritto di difendersi, si deve poter mettere bene in chiaro che la ritorsione sui civili inermi a Gaza e nel resto della Palestina decisa da Netanyahu è di gran lunga eccessiva e che la morte ad oggi di 28.000 mila palestinesi tra cui quasi 10.000 bambini non può essere giustificata”, si legge n un post dell’attore che poi, in risposta a un commento di una followers che sostiene come “deve esistere lo Stato di Palestina.

I palestinesi hanno diritto a un loro Stato, libero dalle occupazioni israeliane” afferma perentorio: “Concordo”.    —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bei e Bper a sostegno crescita economica e transizione ecologica

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(Adnkronos) – Supportare la crescita economica e la transizione ecologica delle imprese italiane, con particolare attenzione a progetti basati nel Mezzogiorno e alla transizione climatica.Questi sono fra gli obiettivi principali degli accordi per complessivi 650 milioni di euro siglati oggi a Milano da Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Bei, e Flavia Mazzarella, presidente di Bper Banca.

A fronte di questo intervento finanziario della Bei, si stima che verranno attivati investimenti nell’economia per oltre 1,7 miliardi di euro, di cui un terzo nelle regioni del Mezzogiorno. Nel dettaglio, la Bei fornirà un finanziamento diretto al Gruppo Bper Banca (Bper Banca e Banco di Sardegna) fino a 500 milioni di euro nei prossimi tre anni, di cui la prima tranche da 200 milioni firmata oggi, e un contratto di garanzia da 150 milioni di euro.Quest’ultimo rappresenta il primo accordo firmato in Italia sotto forma di garanzia diretta Bei prestito per prestito su nuova finanza concessa a Mid Cap.

La garanzia, denominata Linked Risk Sharing, coprirà fino al 50% del nuovo prestito, ovvero finanziamenti per investimenti e sostegno al capitale circolante di Mid Cap italiane, ossia quelle imprese che impiegano da 250 a 3.000 addetti.Bper creerà un portafoglio di nuovi prestiti per un ammontare totale fino a 300 milioni di euro, aumentando così la propria capacità di prestito e offrendo alle imprese accesso a finanziamenti a condizioni vantaggiose sotto forma di tassi di interesse ridotti, scadenze più lunghe, e minori requisiti di garanzie. E’ la seconda volta, prosegue la nota, che Bei sceglie Bper come banca pilota per l’Italia per i suoi strumenti in garanzia, il Linked Risk sharing arriva dopo il Life 4 energy, prodotto di finanziamento per l’efficienza energetica che Bper ha gestito in esclusiva dal 2017 al 2023.

Il finanziamento da 200 milioni di euro rappresenta invece la prima tranche di un limite di credito più ampio, fino a 500 milioni di euro, che mira a finanziare il fabbisogno di investimenti e capitale circolante delle piccole e medie imprese italiane.Le risorse della Bei verranno veicolate a favore delle imprese attraverso le reti e le filiali di Bper Banca e Banco di Sardegna, e di Sardaleasing, fabbrica prodotto del Gruppo Bper.

L’operazione contribuirà a mobilitare investimenti per oltre 1,4 miliardi di euro nell’economia reale, di cui circa il 30% dedicato a progetti che contribuiscono agli obiettivi ambientali, e circa il 40% dedicato a progetti sviluppati nelle regioni del Mezzogiorno. “Gli accordi siglati oggi contribuiscono a rafforzare ulteriormente la relazione con Bper e dimostrano la vicinanza della Bei alle piccole e medie imprese italiane, che sosteniamo ogni anno in media con circa 3 miliardi di euro”, ha commentato Vigliotti. “La collaborazione con il sistema bancario è fondamentale per raggiungere il maggior numero di imprese sul territorio e promuovere i due grandi obiettivi trasversali della Bei, ovvero l’azione climatica e la coesione economica”, ha concluso. “La firma di questi accordi rappresenta un passo significativo nella nostra partnership di lunga data con la Bei”, ha commentato Mazzarella. “Siamo onorati di essere stati selezionati come intermediario innovativo e attento, incaricato di gestire prodotti esclusivi che mirano a sostenere le imprese durante un periodo cruciale di transizione economica e ambientale.La fiducia accordata dalla Bei a Bper, anche attraverso la firma per la prima volta in Italia di un’intesa sotto forma di garanzia diretta, rafforza ulteriormente il nostro impegno nel sostenere le Pmi e le Mid Cap, giocando un ruolo cruciale nel favorire la competitività e nello stimolare lo sviluppo sostenibile.

Vogliamo infatti – ha proseguito – rafforzare ulteriormente il nostro ruolo chiave nella promozione della coesione economica e di importante partner e consulente delle imprese, impegnandoci a fornire soluzioni finanziarie su misura per le esigenze di quelle aziende che desiderano svilupparsi in un ambiente economico in rapida evoluzione”, ha concluso la presidente di Bper. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Protesta dei trattori, Riscatto Agricolo: “Non andremo al corteo del 15 febbraio”

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(Adnkronos) – “Non andremo assolutamente alla manifestazione di giovedì prossimo, non è nostra”.E’ quanto afferma all’Adnkronos Maurizio Senigagliesi, portavoce del movimento autonomo Riscatto Agricolo in merito alla manifestazione che si dovrebbe tenere il 15 febbraio al Circo Massimo, indetta dal Cra, il Comitato Agricoltori Traditi di Danilo Calvani.  
Una delegazione di Riscatto Agricolo intanto si sta recando al Masaf per una nuova convocazione, dopo quella di venerdì scorso quando gli agricoltori hanno incontrato nel tardo pomeriggio il ministro Francesco Lollobrigida che poi in serata si recò al presidio sulla Nomentana. “Siamo stati convocati al ministero, stiamo aspettando una ufficializzazione di quello che ci siamo detti, degli impegni presi dal ministro, e soprattutto – spiegano all’Adnkronos i portavoce degli agricoltori Salvatore Fais e Maurizio Senigagliesi – l’apertura di un tavolo tecnico”. “C’è una base minima, che è quella dei 10mila euro, se si può ottenere di più meglio, noi stiamo lavorando” dice Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario di Fi, a margine di una conferenza stampa alla Camera. “Avevamo chiesto all’inizio come Forza Italia un’esenzione totale, però il problema riguarda i conti, con il ministro Giorgetti stiamo lavorando perché comunque si parta da una base di 10mila e se si può ottenere di più meglio, però bisogna sempre essere responsabili”. “Già con la quota dei 10 mila euro viene esentato l’80% delle aziende agricole, quindi già è un risultato molto importante.

Ma questo ovviamente non basta, serve fare molto di più, serve una strategia complessiva”, aggiunge Tajani.  Le posizioni della Lega che chiede di più? “Tutte le norme sono state approvate in Consiglio dei ministri da tutti, se si può migliorare la situazione siamo sempre pronti a farlo, servono però proposte che non siano demagogiche ma che possano permettere di risolvere i problemi, siamo contrari a fare false promesse”, replica il ministro. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Altroconsumo lancia gruppo di acquisto Abbassa la Bolletta

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(Adnkronos) – Comincia a prendere forma il futuro di chi, al momento, non è ancora passato al mercato libero dell’energia elettrica.A partire dal prossimo luglio, infatti, il servizio di maggior tutela verrà sostituito dal cosiddetto servizio a tutele graduali.

Il braccio operativo di Arera (il garante dell’energia) Acquirente Unico, ha infatti diviso il territorio italiano in 26 aree geografiche e per ognuna di esse ha scelto un operatore che fornirà il nuovo servizio tramite apposite aste tenutesi a gennaio.I provider vincitori subentreranno quindi da luglio agli attuali fornitori del servizio di maggior tutela proponendo ai clienti che non hanno ancora scelto di passare al mercato libero un’offerta uguale in tutta Italia che, stando a una prima analisi sulla quota fissa, potrebbe portare a un risparmio in bolletta rispetto alle tariffe del vecchio mercato tutelato.

Il risparmio sarà poi da valutare in base al profilo di consumo di ciascuno. I provider vincitori sono grandi operatori piuttosto noti, dei quali da anni Altroconsumo valuta tanto i prezzi quanto la qualità nella fornitura di energia elettrica; di ognuno, infatti, l’Organizzazione analizza le condizioni contrattuali ma anche sonda il livello di soddisfazione dei vari clienti nei confronti del proprio fornitore di energia.Dall’indagine emerge che tutti i fornitori che si sono aggiudicati l’asta hanno un giudizio buono sulla qualità (e in un caso anche ottimo).

Questi fornitori, inoltre, in moltissimi casi non hanno vinto nelle località in cui hanno storicamente svolto il servizio del mercato tutelato.Enel energia, per esempio, si è aggiudicata le città di Milano e Roma, da sempre gestite dalle due grandi ex municipalizzate (A2A e Acea).

L’ex monopolista si è aggiudicata 7 dei 21 lotti disponibili (il massimo consentito dal regolamento, per garantire la concorrenza).Oltre al comune di Roma, Enel si è concentrata nella zona Nord del Paese, vincendo in diverse località, dalla Valle d’Aosta al Friuli-Venezia Giulia.

Nelle analisi di qualità di Altroconsumo questo fornitore si aggiudica un giudizio di qualità buono, con una valutazione pari a 67 punti su 100.
 Un altro provider che ha sfruttato al massimo le possibilità concesse dalle aste è stato Heracomm, storico fornitore dell’Emilia-Romagna, che si è proiettato in tutto il Centro Nord, mantenendo i territori di riferimento.In questo caso la valutazione di qualità di Altroconsumo è pari a 66, ancora nel range della qualità buona.

Edison si è aggiudicato invece 4 lotti, prevalentemente nella zona meridionale del Paese.In questo caso la valutazione di qualità di Altroconsumo tende al medio alto, con 74 su 100, a un passo dalla valutazione qualità ottima, che si ottiene da 75 in su.

Anche nel caso di Illumia, che ha vinto in 3 aree tra Nord, Centro e Sud, la valutazione di qualità è pari a 74.Le altre due ex-municipalizzate risultanti tra i vincitori, cioè Iren e A2A, hanno acquisito clienti ancora in tutela nelle zone meridionali del Paese.

La valutazione di qualità per Iren è pari a 66, quindi comunque buona, mentre per A2A si attesta a 70 su 100.E.On energia si è aggiudicata invece 1 solo lotto, nella Liguria Occidentale e nella zona della Lombardia tra la Brianza e Lecco.

Il provider è l’unico tra i vincitori che, con valutazione pari a 75, ha una valutazione di qualità che Altroconsumo reputa ottima. Secondo Altroconsumo le bollette potrebbero davvero essere più convenienti ma il risparmio effettivo dipenderà dal profilo di consumo: i valori pubblicati da Acquirente Unico relativi alla quota fissa di commercializzazione con la quale i provider si sono aggiudicati l’asta, dimostrano comunque che la competizione è stata serrata e che i fornitori hanno profuso energie importanti per accaparrarsi questi lotti di clienti.Di fatto la quota fissa di commercializzazione, che nel mercato libero è quasi sempre superiore a 65 euro, si trasformerà in un bonus a favore del cliente.

Tuttavia, i valori pubblicati oggi non sono quelli che saranno effettivamente applicati in bolletta poiché Arera dovrà definire una quota fissa uguale per tutto il territorio nazionale, data dalla media dei vari parametri vincitori nelle zone e ponderata in base al numero dei clienti.Insomma, un calcolo piuttosto macchinoso e per questo ci vorranno ancora parecchi giorni prima di conoscere quale tariffa verrà applicata realmente in bolletta.

Sicuramente, però, i consumatori avranno risparmi significativi rispetto al vecchio mercato tutelato. Il servizio a tutele graduali per l’elettricità durerà comunque tre anni, e tutti gli anni sarà aggiornata la quota fissa di commercializzazione (mentre il costo del kWh varierà periodicamente come era in maggior tutela).Questo significa che se anche oggi sapessimo quanto si risparmia nei confronti del mercato tutelato, la cifra potrebbe cambiare il prossimo anno e quello dopo ancora e, scaduti i tre anni, gli utenti rimasti nel servizio di tutele graduali dovranno per forza scegliere un’offerta del mercato libero.
 Per l’associazione “è importante dunque attivarsi subito per cercare il risparmio, anche aderendo all’ottava edizione di Abbassa la Bolletta di Altroconsumo”, il gruppo d’acquisto dell’energia elettrica e gas che, attraverso un’asta al ribasso tra i fornitori, propone offerte di libero mercato che mirano ad essere economiche, ma anche consumer friendly, garantendo una verifica delle condizioni contrattuali per affinare la qualità dei fornitori coinvolti nella gara.

La partecipazione dei consumatori è gratuita: si tratta di una registrazione, che consente di essere contattati, una volta avvenuta l’asta, per comunicare gli eventuali risparmi ottenibili passando all’offerta contrattata da Altroconsumo attraverso l’asta al ribasso.Gli aderenti saranno liberi di sottoscrivere le offerte oppure no, in base alle proprie esigenze e ai risparmi ottenibili caso per caso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, ‘Califano’ conquista il prime time

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(Adnkronos) – Vittoria di Rai1 nel prime time di ieri con il film tv interpretato da Leo Gassmann ‘Califano’ visto da 4.174.000 telespettatori pari al 22,8% di share.Secondo gradino del podio per Canale5 con ‘Lo Show dei Record’ che ha invece ottenuto 2.164.000 telespettatori pari a uno share del 14,32%.

Terzo posto per Fabio Fazio con ‘Che Tempo Che Fa’ che sul Nove ha interessato 1.998.000 telespettatori (share del 9,50%). 
Fuori dal podio su Rai3 ‘Report’ ha realizzato 1.604.000 telespettatori (share dell’8,08%) mentre su Italia1 il film ‘La mummia’ è stato visto da 996.000 telespettatori raggiungendo uno share del 5,07%.Su Rai2, invece, l’appuntamento con la serie ‘9-1-1’ ha ottenuto il 3,7% di share con 794.000 telespettatori e, a seguire, ‘9-1-1 – Lone Star’ ha ottenuto il 4% di share con 790mila telespettatori.

Su Retequattro ‘Zona Bianca’ è stato seguito da 567.000 telespettatori (share del 3,8%) mentre su Tv8 ‘Petra’ ha totalizzato 404.000 telespettatori e uno share del 2,1%.Chiude gli ascolti del prime time La7 con il film ‘Il cliente’ seguito da 363.000 telespettatori (share dell’1,88%).  Nell’access prime time sulla rete ammiraglia di viale Mazzini ‘Dietro Festival’ ha ottenuto 5.586.000 telespettatori (share del 26,4%) mentre su Canale5 ‘Paperissima Sprint’ è stata seguita da 3.088.000 telespettatori (share del 14,6%).

Nella fascia preserale l’ultima parte di ‘Domenica in’ è stato vista da 5.619.000 telespettatori pari al 34,9%.Su Canale5 ‘Avanti un Altro!

Story’ ha invece intercettato 2.669.000 telespettatori pari al 14,7% di share. Nel complesso la comparazione delle reti generaliste Rai più RaiNews24 nei confronti delle generaliste Mediaset più TgCom24 ha visto, nell’intera giornata, la Rai a 4.331.000 telespettatori (41,1% di share) e Mediaset a 2.137.000 telespettatori (share del 20,3%).In prima serata la Rai ha totalizzato 7.388.000 telespettatori e il 35,5% mentre Mediaset ha ottenuto 4 milioni 646mila spettatori (22,4% di share).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)