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Russia, Peskov: “Useremo armi nucleari se nostra esistenza minacciata”

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(Adnkronos) – ”Se qualcosa minaccia l’esistenza della Russia useremo le armi nucleari”.Il nuovo messaggio da Mosca è firmato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che si esprime intervenendo al Festival mondiale della gioventù.

La Russia e gli Stati Uniti, in quanto proprietari dei più grandi arsenali di armi nucleari, sono obbligati a garantire la stabilità strategica, ha affermato Peskov, sostenendo che ”solo i nostri due Paesi possono farlo”. ”L’Occidente sta giocando con il fuoco”, mentre discute dell’opportunità di inviare truppe della Nato in Ucraina.Ma ”se gli aerei americani sorvoleranno la Russia, l’esercito russo farà in modo che brucino e cadano”. ”E’ un comportamento davvero irresponsabile” quello del presidente francese Emmanuel Macron che ha proposto il possibile invio in territorio ucraino di truppe occidentali.

Peskov ha citato in particolare ”i carri armati americani che guidano fino a un certo punto e poi bruciano perché li distruggiamo”. Il portavoce di Putin ha poi aggiunto che ”russi e americani non sono nemici, e in Russia non c’è un sentimento di antiamericanismo”.Ma ”non ci piacciono quei leader e politici americani che dicono che faranno di tutto per far fallire il nostro Paese”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sporting-Atalanta 1-1, gol di Paulinho e Scamacca in andata ottavi Europa League

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(Adnkronos) – L’Atalanta pareggia 1-1 sul campo dello Sporting Lisbona oggi nel match d’andata degli ottavi di finale di Europa League.Portoghesi in vantaggio con Paulinho al 17′, pareggio bergamasco al 39′ con Scamacca.

Il passaggio del turno si decide nel match di ritorno in programma giovedì 14 marzo.  Lo Sporting preme sin dalle prime battute e all’8′ spaventa la difesa nerazzurra con Edwards.L’Atalanta si fa cogliere impreparata al 17′.

Imbucata per Paulinho che si inserisce e non sbaglia: 1-0.La formazione di Gasperini ha il merito di incassare il colpo e ripartire subito.

Al 24′ Holm sfrutta un rimpallo, diagonale e palo.Passa una manciata di secondi e da fuori prova Scamacca: altro palo e sono 2.

Al 27′ è il turno di Ederson, il gol sembra fatto ma Israel si salva.Il portiere concede il bis al 31′ disinnescando la conclusione di De Roon.

L’1-1, sacrosanto, arriva al 39′: i nerazzurri recuperano palla sull’errore della difesa portoghese, Miranchuk accende Scamacca che ringrazia e segna. I bergamaschi continuano a produrre occasioni anche nella ripres.Al 60′ arriva il terzo palo, stavolta con Lookman: tunnel, dribbling, botta secca e legno.

Lo Sporting batte un colpo al 62′, Coates trova il tempo per il colpo di testa: il palo stavolta salva l’Atalanta.La fatica si fa sentire ma i nerazzurri non rinunciano a spingere.

Al 75′ Kolasinac manca il bersaglio di testa, poi è l’asse De Ketelaere-Scamacca a cercare il jolly: missione fallita, finisce 1-1. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tim, da Cda ok a piano 2024-26

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(Adnkronos) – Il gruppo Tim punta a ricavi di gruppo in crescita del 3% medio annuo nell’arco di piano (Cagr 2023-2026) da 14,4 miliardi di euro pro-forma nel 20233; per Tim Domestic ricavi in crescita del 2% medio annuo nel triennio da 10 miliardi di euro pro-forma nel 20233.Per il 2024 i ricavi di gruppo sono attesi in crescita del 3-4% e del 2-3% per Tim Domestic.

E’ quanto sottolinea il gruppo Tim dopo che il Cda, che si è riunito sotto la presidenza di Salvatore Rossi, ha approvato all’unanimità il piano industriale 2024-26 ‘Free to Run’ che è stato presentato dall’amministratore delegato Pietro Labriola. Il gruppo Tim punta su un ebitda organico after lease di gruppo in crescita dell’8% medio annuo nell’arco di piano (Cagr 2023-2026) da 3,5 miliardi di euro pro-forma del 2023; per Tim domestic su un ebitda organico after Lease in crescita del 9-10% medio annuo nel triennio da 1,9 miliardi di euro pro-forma del 20233.Per il 2024 su un ebitda organico after lease di gruppo in crescita dell’8-9% e del 9-10% per Tim Domestic. Tim punta su un ebitda organico after lease–Capex di gruppo in aumento da 1,3 miliardi di euro pro- forma nel 2023 a circa 2,2 miliardi di euro nel 2026; per Tim Domestic su un ebitda organico After Lease – Capex in crescita a circa 1,1 miliardi di euro da 0,6 miliardi di euro pro- forma nel 20233.

Per il 2024 prevista una crescita del 15-17% a livello di Gruppo e dell’11- 12% per Tim Domestic.Il gruppo stima un Equity Free Cash Flow After Lease positivo sia in Italia sia in Brasile in orizzonte di piano. In seguito alla cessione di Netco il gruppo Tim, si legge in una nota, punta a un debito sostenibile e in ulteriore riduzione.

Il piano industriale 2024-26 che è stato approvato dal Cda, infatti, prevede una riduzione dell’indebitamento di gruppo, con un rapporto debito/ebitda After Lease in calo a 1,6-1,7 volte rispetto a 3,85 volte dei pro-forma al 2023.  “La vendita della rete fissa permetterà a Tim di muoversi sul mercato con minori vincoli finanziari e regolatori e con un focus maggiore sulle componenti industriali” sottolinea il gruppo.Il nuovo Piano, che segue il percorso di trasformazione avviato nel precedente biennio, sottolinea Tim, “individua le linee di sviluppo per Tim nel 2024-2026: nonostante un contesto macroeconomico fortemente incerto, si prevede un significativo miglioramento di tutte le metriche economico finanziarie, mantenendo una solida struttura di capitale”. Il gruppo Tim, rende noto il gruppo, ha chiuso il 2023 con una perdita pari a 1,441 miliardi di euro, in dimezzamento rispetto al rosso di 2,925 miliardi di euro del 2022.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inchiesta Perugia, Gravina indagato a Roma per autoriciclaggio

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(Adnkronos) –
Il presidente della Figc Gabriele Gravina è indagato dalla procura di Roma per l’ipotesi di autoriciclaggio.Il procedimento è stato avviato dopo l’invio nel marzo del 2023 di una segnalazione da parte della Dna relativa a “presunte attività illecite”.

Il presidente della Figc oggi è stato sentito dai pm della capitale su sua richiesta per chiarire la propria posizione.  “In ragione delle intollerabili strumentalizzazioni e delle ricostruzioni distorsive della verità dei fatti che lo hanno chiamato in causa negli ultimi giorni, pur non risultando indagato – avevano chiarito in una nota i legali del presidente della Figc, Leo Mercurio e Fabio Viglione – questa mattina Gabriele Gravina ha chiesto di essere ascoltato per chiarire la sua posizione e le circostanze di cui è stato vittima.L’audizione si è svolta questo pomeriggio presso gli uffici della Procura della Repubblica di Roma.

Tale decisione è stata maturata al fine di tutelare la sua immagine e in virtù della piena fiducia che ripone nei magistrati che stanno seguendo il caso.In questa vicenda, il nostro assistito è una persona offesa, per questo auspica si faccia luce quanto prima su quella che si sta profilando come una vera e propria attività di dossieraggio, rispetto alla quale si augura anche l’individuazione dei mandanti”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez, Codacons: “Pm archivia querele rapper contro di noi”

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(Adnkronos) – Nuovo round nella querelle Codacons – Fedez, che stavolta segna una sconfitta per il rapper: il Pm di Roma Caterina Sgrò ha chiesto l’archiviazione di alcune querele, presentate dal rapper contro i rappresentanti del Codacons.Lo fa sapere il Codacons in una nota.

Lo stesso Fedez, aggiunge l’associazione, “il prossimo 6 maggio dovrà invece comparire dinanzi al Tribunale di Roma per rispondere del reato di calunnia ai danni dell’associazione dei consumatori”. “Fedez deve imparare ad accettare le critiche che gli vengono rivolte e rispettare il diritto di critica del Codacons – commenta l’associazione –.Speriamo che la decisione della Procura gli serva da lezione, anche perché non vorremmo perdere tempo con le inutili vendette e ripicche del rapper nei nostri confronti e preferiamo concentrare le nostre attività non su tali personaggi, a nostro avviso sopravvalutati, ma sui problemi reali che quotidianamente assillano i cittadini, dai prezzi alle bollette alle assicurazioni”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inchiesta Perugia, Melillo: Gravità dei fatti estrema, difficile che Striano abbia agito da solo”

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(Adnkronos) – “La gravità dei fatti in accertamento nell’inchiesta, è estrema”.Lo ha detto il procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo ascoltato in audizione in Commissione antimafia sul caso dell’inchiesta di Perugia aggiungendo anche la “complessità estrema della corretta e rigorosa gestione delle banche dati”. “In generale, le condotte attribuite a Striano, impregiudicate le valutazioni possibili solo dopo il contraddittorio processuale, per estensione e sistematicità, mi paiono difficilmente compatibili con la logica della elezione individuale.

E’ una mia personale valutazione – ha sottolineato Melillo – ma ho una discreta esperienza anche come vittima di autentici dossieraggi abusivi”.  “Credo che sia una constatazione obiettiva che esiste una sorta di mercato delle informazioni riservate, si tratta di capire se sia un mercato regolato dalla casualità e da un numero infinito di attori tra loro non collegato, frutto solo della debolezza dei sistemi digitali o se invece esistano logiche più sofisticate, ampie”, ha affermato. “Credo che l’indagine di Perugia, ma non è l’unica indagine, consenta di mettere qualche mattoncino per immaginare una costruzione più ampia – continua – ma è una mia impressione alla quale prego di assegnare il valore proprio fatto da una valutazione di una magistrato con 40 anni di esperienza”. Al procuratore di Perugia Raffaele Cantone “fornirò ogni possibile sostegno, contributo di conoscenza e supporto”, ha aggiunto Melillo sottolineando l'”assoluta necessità di un innalzamento dei sistemi di prevenzione e resilienza dagli attacchi informatici”.  Melillo ha ricordato che lo stesso “accesso abusivo è una minaccia interna” e che “per certi versi c’è un’iniziativa legislativa già in campo” in parlamento della quale serve un “rapido e urgente esame”.Su argomenti come questi “serve coesione, sono temi che non consentono divisioni né misere speculazioni”, ha concluso. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Enna, prete condannato per abusi. La vittima: “Mia storia dia coraggio ad altri”

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(Adnkronos) – “Mi auguro che questa sentenza possa aprire le porte a un cambio di rotta nelle denunce, che possa dare coraggio e speranza a tante altre vittime ancora in silenzio.Io, finalmente, ho ottenuto giustizia, l’ho avuta dopo anni e nonostante diversi tentativi di condizionare l’esito del processo”.

A parlare con l’Adnkronos è Antonio Messina, all’indomani della sentenza di condanna a 4 anni e 6 mesi di don Giuseppe Rugolo, il sacerdote accusato di violenza sessuale aggravata a danno di minori, che lui stesso ha denunciato alla polizia nel 2020, facendo scattare l’arresto, nell’aprile del 2021, e il processo conclusosi ieri in primo grado con la condanna del prete.Una sentenza arrivata dopo otto ore di camera di consiglio.  “Ieri è stata giornata lunghissima – ammette Antonio che oggi ha 30 anni e che all’epoca dei fatti ne aveva appena 16 -.

Ascoltando la lettura del dispositivo ho pensato a tutti quei ragazzi che sono da soli o non hanno la forza di denunciare.So che non è facile affrontare questo percorso”.  Facile non lo è stato neppure per lui che a don Rugolo si era rivolto cercando risposte ai mille dubbi di un adolescente. “Mi affidai a quello che allora era un giovane seminarista – ricorda -, confidando non solo le mie perplessità sul mio possibile orientamento sessuale, ma anche la vocazione che in quegli anni sentivo forte in me”.

Invece di risposte e sostegno, però, arrivò altro. “Mi ritrovai a subire un approccio sessuale da questo seminarista poi diventato sacerdote, che nel tempo ha sempre fatto leva sulla mia condizione di isolamento all’interno della comunità parrocchiale”.Anni vissuti con “un profondo senso di solitudine”. “Gli abusi iniziarono nel 2009 e andarono avanti sino al 2013 – spiega all’Adnkronos Eleanna Parasiliti Molica, avvocato di Antonio Messina -.

All’epoca il mio assistito frequentava la parrocchia di San Giovanni Battista ad Enna.Don Rugolo ha approfittato della condizione di grande fragilità di un adolescente, di uno stato di profondo turbamento veicolando il messaggio che determinati comportamenti fossero corretti”. “Facendo leva sulla mia vocazione – racconta oggi Antonio – giustificò gli approcci dicendo che queste cose avvenivano regolarmente anche dentro i seminari.

Cercò di normalizzare tutto.Godeva di una grande fiducia nella comunità”.

Così anche quando Antonio, nel 2014, decise di chiedere aiuto confidandosi con il proprio parroco non ottenne credito. “Non mi credette”, dice con amarezza.L’ancora di salvezza per lui, però, aveva il volto di un altro prete, don Giuseppe Fausciana. “Mi ha sostenuto in tutti questi anni, non mi ha mai abbandonato”.

Grazie a lui il contatto con il vescovo di Piazza Armerina, monsignor Rosario Gisana, a cui nel 2018 Antonio denuncia i fatti e che avvia un’investigatio previa sul sacerdote.Un’indagine ecclesiastica che si conclude, però, con un nulla di fatto. “L’ultimo atto fu una proposta economica, 25mila euro in contanti in cambio di una clausola di riservatezza – dice Antonio -.

Hanno provato a comprare il mio silenzio.E’ stato allora che ho definitivamente capito che non avrei mai potuto ottenere giustizia dalla Chiesa.

Chiusi ogni rapporto con la Diocesi e denunciai tutto all’autorità giudiziaria”.Arrivarono le indagini, l’arresto e il processo.  Antonio, oggi un archeologo, è rimasto a vivere ad Enna. “Mi occupo di attività culturali, cerco di spendermi per la mia città, alla quale sono molto legato.

Anche per questo non sono andato via, ma ammetto che all’inizio, quando l’inchiesta fu resa pubblica, non è stato semplice”.Lui, però, ha deciso di uscire allo scoperto e di metterci la faccia. “Enna è una piccola comunità e volevo fermare voci e indiscrezioni.

Ho pensato che non avrebbe avuto senso nascondersi e che la mia testimonianza potesse dare forza a chi si trovava nella mia stessa condizione”.In tutti questi anni i momenti di scoramento sono stati tanti.

Per le porte chiuse in faccia, per i “tentativi di insabbiare tutto”. “Ho pensato che non avrei ottenuto giustizia, soprattutto quando ho percepito condizionamenti e pressioni ad alti livelli.Oggi per me è importante che anche la Curia di Piazza Armerina sia stata riconosciuta responsabile civilmente.

E’ il segno che c’è stato un sistema di coperture.Che chi sapeva ha protetto”. “La sentenza di ieri ha riguardato altri due ragazzi vittime di questo sacerdote che non hanno avuto il coraggio di costituirsi parte civile nel processo – sottolinea Antonio Messina -.

Ieri ho pensato a loro, mi auguro possano liberarsi di questo passato, di questo peso”.Da quando Antonio ha deciso di raccontare la propria storia ha ricevuto due richieste di aiuto. “Due giovani che hanno poi denunciato all’autorità giudiziaria gli abusi commessi da due sacerdoti.

Se la sentenza di ieri aiuterà altre vittime ad affrontare le proprie paure allora avremo vinto tutti quanti”.  Poi un appello: “Bisogna che tutti prestino attenzione a quegli ambienti in cui agiscono adulti come educatori e occorre che nessun ragazzo sia isolato.Io ho avuto accanto la mia famiglia, ci sono persone che sono da sole e sono tante.

Vivono in contesti familiari in cui è meglio tacere una violenza che infangare il nome di un sacerdote e della chiesa.Vanno aiutati e supportati”.

A don Rugolo Antonio non vuole dire niente. “Con me e con tutte le altre vittime ha sempre usato la chiave dello stato di soggezione.In tutte le udienze ho evitato persino di incrociare il suo sguardo.

Il perdono?In questo momento non c’è spazio per questo sentimento”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

David Rossi, flash mob famiglia a Montecitorio: identificati da carabinieri – Video

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(Adnkronos) – Un flash mob davanti a Montecitorio per ricordare David Rossi.Carolina Orlandi, figlia dell’ex capo della Comunicazione di Mps, morto dopo essere precipitato da una finestra di Palazzo Salimbeni a Siena 11 anni fa in circostanze non ancora chiarite, ha mostrato davanti alla Camera dei deputati le foto del corpo senza vita di suo padre.

Con lei Carmelo Miceli, avvocato della famiglia di David Rossi, e il giornalista Massimo Giletti.Gli organizzatori del sit-in sono stati identificati dai carabinieri di stanza in Piazza Montecitorio, che hanno chiesto la rimozione delle fotografie considerate “lesive”: “Sono lesive per chi ha subito tutto questo”, hanno ribattuto Orlandi e Miceli. “Il controllo non dovrebbe essere fatto su di noi ma su altro – le parole di Giletti -.

La nostra non è una manifestazione, è solo una memoria”. “Queste foto sono all’interno di questo Palazzo.Sono agli atti della Camera dei deputati”, ha rimarcato ancora Miceli.

Orlandi e gli altri si sono poi recati a Piazza Santi Apostoli, dove si tiene la manifestazione organizzata dalla famiglia di Rossi per chiedere chiarezza e giustizia sulla morte dell’ex manager. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, i convocati di Pagliuca per il match col Latina

Juve Stabia, la lista dei convocati di mister Pagliuca per il match di campionato di Latina.

Juve Stabia, diramata la lista integrale dei 28 convocati di mister Guido Pagliuca per il match Latina-Juve Stabia in programma domani sera allo stadio “Domenico Francioni” alle ore 18:30 e valevole per la 30esima giornata del campionato di Lega Pro Girone C. 

Rosa completa a disposizione per mister Guido Pagliuca in una gara in cui le Vespe, in caso di bottino pieno al “Francioni” di Latina, potrebbero dare un ulteriore chiaro segnale al campionato in questo rush finale fatto di nove gare a partire proprio da quella di Latina.Mignanelli è l’unico diffidato tra le fila della Juve Stabia.

L’altro diffidato che alla prossima ammonizione salterà una gara è proprio il tecnico, Guido Pagliuca.

L’elenco completo dei convocati di mister Pagliuca per il match di Latina.

“Il tecnico Guido Pagliuca ha reso nota la lista dei 28 calciatori convocati per il match Latina-Juve Stabia, valevole per la 30^ giornata del campionato Serie C Now, in programma domani, giovedì 7 marzo 2024, con inizio alle ore 18:30 presso lo stadio Domenico Francioni di Latina.

Portieri: Esposito, Signorini, Thiam

Difensori: Andreoni, Bachini, Baldi, Bellich, D’Amore, Folino, La Rosa, Mignanelli, Picardi, Stanga

Centrocampisti: Buglio, Erradi, Gerbo, Guarracino, Leone, Marranzino, Meli, Mosti, Pierobon, Romeo

Attaccanti: Adorante, Candellone, Garau, Piovanello, Piscopo

S.S.Juve Stabia”. 

Elezioni europee, Tajani: “Per Ppe importante dialogo con Ecr, non decidono Socialisti” – Video

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(Adnkronos) – Per il Partito Popolare Europeo “il dialogo con i Conservatori è importante.I Socialisti non possono pensare di essere coloro che decidono che cosa si deve fare in Europa, non essendo il primo partito”.

Lo dice il ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, a margine del congresso del Ppe a Bucarest. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Usa 2024, il ritiro di Haley figlia di indiani che voleva essere prima presidente donna

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(Adnkronos) – “La scorsa settimana, mia madre, immigrata di prima generazione, ha potuto votare per la figlia alla Casa Bianca, solo in America”.In apertura del discorso con cui ha annunciato il suo ritiro dalla corsa presidenziale, Nikki Haley ha voluto fare riferimento all’american dream accarezzato per un anno, quello di diventare, lei figlia di immigrati indiani, la prima presidente donna degli Stati Uniti.

Un sogno che si è infranto di fronte a quella che apparsa sin dalle prime battute come l’inevitabilità della nuova candidatura alla Casa Bianca di Donald Trump.  L’ex governatrice della South Carolina, ed ex ambasciatrice nominata da proprio da Trump all’Onu, si è candidata alla Casa Bianca nel febbraio del 2023, dopo che in precedenza aveva detto che non sarebbe mai scesa in campo contro il suo ex boss.La 52enne repubblicana – figlia di un docente universitario immigrato dall’India insieme alla moglie, laureata in legge, prima in Canada e poi in South Carolina dove è nata Nimrata Nikki Randhawa – ha fatto invece della necessità di una nuova, più giovane leadership, il fulcro della sua campagna, proponendo anche test cognitivi per i politici che hanno più di 75 anni.  Come appunto il 77enne Trump e l’81enne Joe Biden, ormai destinati ad un nuovo duello per la Casa Bianca.

Partita in sordina, la campagna di Haley lo scorso autunno aveva cominciato a catalizzare maggiore interesse ed entusiasmo, anche da parte di finanziatori importanti del partito repubblicano come il miliardario Charles Koch, che da anni, insieme al fratello David ora defunto, influenza con i suoi fondi il movimento conservatore, nella speranza che la moderata Haley potesse attirare sostegno di indipendenti, minoranze e donne e costituire un’alternativa a Trump.  Una scommessa che sulle prima sembra dare alcuni risultati, dal momento che praticamente subito dopo l’inzio delle primarie si ritirano tutti gli altri candidati, compreso il governatore della Florida Ron DeSantis, per tutta l’estate descritto come l’avversario più temibile di Trump, che non riesce a catalizzare consensi presentandosi unicamente come una versione 2.0 del tycoon.  Haley rimane l’unica avversaria in campo, provocando molto interesse, e speranze, nei media e nei settori, ormai minoritari, del partito repubblicano che non si rassegna ad essere completamente trumpiano.Ma al momento del voto, i risultati non arrivano: Haley perde in New Hampshire, dove aveva le maggiori speranza visto l’orientamento moderato ed indipendente del suo elettorato, perde tutte le altre tornate, perde nella sua South Carolina.  E subito dopo arriva il segnale dell’inizio della fine: American for Prosperity, l’organizzazione politica di Koch Petroleum Group, annuncia che non finanzierà più la sua campagna.

Dieci giorni dopo, ieri, viene travolta nel Super Tuesday, sconfitta in 14 dei 15 stati dove hanno votato i repubblicani.Uniche due vittorie, il piccolo Vermont e pochi giorni prima Washington D.C., il distretto della capitale, una vittoria che da’ modo a Trump ed ai suoi di attaccarla come “la regine della palude”, intesa come il centro del potere, e dell’odiato deep state, che si oppone alla rivoluzione populista del Maga.  Quindi si arriva al breve discorso con cui oggi Haley ha gettato la spugna, ha fatto gli auguri a Trump ma non gli ha dato l’endorsement, limitandosi ad esprimere l’auspicio che “sappia conquistarsi chi nel partito e oltre non l’ha sostenuto.

Si chiude così il tentativo di Haley di diventare a prima donna candidata repubblicana alla presidenza – ma è stata la prima a vincere una tornata di primarie – e la prima donna, e prima asiatica, alla Casa Bianca.  Già nel 2010 aveva rotto un piccolo tetto di cristallo, diventando, la prima donna eletta governatrice della South Carolina: nel 2017 si dimise a metà del suo secondo mandato per diventare ambasciatrice dell’Onu di Trump, incarico che lasciò a sorpresa nel 2018.La repubblicana ha frequentato la Clemson University, dove ha incontrato il marito, Michael Haley, che nel 2013 è stato inviato in Afghanistan con la Guardia Nazionale della South Carolina, mentre la moglie era governatrice.

La coppia ha due figli.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Latina-Juve Stabia, la presentazione del match

Latina-Juve Stabia, le probabili formazioni e le ultimissime sulla gara dello stadio “Francioni”.

Latina-Juve Stabia è un match che, a nove giornate dalla fine, può consentire alle Vespe in caso di vittoria di dare un ulteriore segnale al campionato nella lotta al vertice mentre per i pontini una vittoria potrebbe servire a consolidare la zona playoff, vero obiettivo della formazione laziale.

I temi di Latina-Juve Stabia.

Il Latina con Gaetano Fontana (ex centrocampista e allenatore della Juve Stabia) alla guida tecnica ha cambiato completamente pelle.Ora, a differenza della parte iniziale con mister Di Donato in cui si badava più al lancio lungo e alle verticalizzazioni, con Fontana si è creata una importante organizzazione di gioco.

Il Latina di Fontana è un’ottima squadra che basa molto il suo gioco sulla costruzione dal basso.In questo modo si rischia anche qualcosa ma una volta superata la prima linea di pressione degli avversari si riesce a creare superiorità numerica in altre zone del campo più vicine all’area di rigore avversaria.

Fontana ha imposto fin dal primo momento il modulo tattico 3-4-3 alla propria squadra che sta dando ottimi risultati.Basti pensare che nelle ultime 5 giornate ci sono state tre vittorie, un pari e una sola sconfitta peraltro immeritata e a tempo scaduto a Francavilla.

La Juve Stabia.

Le Vespe di mister Pagliuca hanno sfatato il tabù della doppietta interna peraltro con due derby entrambi vinti e hanno confermato nelle ultime gare la solidità della propria difesa che sta collezionando sempre più numeri stratosferici e da record assoluto.

Thiam ad un solo clean-sheet dal record storico di Branduani fatto registrare nella stagione 2018-2019 (20), ma soprattutto seconda migliore difesa in Italia seconda solo all’Inter e terza migliore in Europa.Sono numeri che confermano lo strapotere delle Vespe che cercano di chiudere nel migliore dei modi questa stagione nelle 9 giornate che mancano da qui alla fine.

Probabile che Pagliuca nel suo consueto 4-3-1-2 cambi un paio di elementi a Latina per cercare di far rifiatare qualcuno che ha giocato di più ultimamente.

Il direttore di gara di Latina-Juve Stabia.

Sarà il sig.Gabriele Scatena della sezione AIA di Avezzano a dirigere il match Latina – Juve Stabia valevole per la 11^ giornata di ritorno del Campionato di Serie C girone C 2023 – 2024, in programma giovedì 7 marzo 2024 allo stadio Domenico Francioni di Latina con inizio alle ore 18,30.

Il sig.Scatena sarà coadiuvato dal sig.

Luca Landoni della sezione AIA di Milano e dal sig.Manuel Marchese della sezione AIA di Pavia, il IV° ufficiale sarà il sig.

Dario Acquafredda della sezione AIA di Molfetta.Le probabili formazioni di Latina-Juve Stabia.

LATINA (3-4-3): Guadagno; Cortinovis, Vona, Marino; De Santis, Paganini, Di Livio, Crecco; Del Sole, Fabrizi, Riccardi. 

Allenatore: sig.Gaetano Fontana.

JUVE STABIA (4-3-1-2): Thiam; Andreoni, Bachini, Bellich, Mignanelli; Buglio, Leone, Meli; Piscopo; Candellone, Adorante. 

Allenatore: sig.Guido Pagliuca.

Dopo caso Sangiovanni e Mr Rain, Piotta: “Non fermatevi, usate la musica come cura”

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(Adnkronos) – “Mentre tornavo a casa da scuola con mia nonna chiesi cosa fosse successo, mi risposero che era una cosa da grandi.Il pomeriggio arrivò la Digos a casa, mi ricordo io e mia madre chiusi in camera da letto e mio padre che diceva ‘mettete un mobile dietro e se sentite sparare non aprite per nulla al mondo”.

A parlare con l’Adnkronos è Tommaso Zanello, in arte Piotta, che ripercorre il clima della Roma degli anni di piombo e racconta quando, il 28 maggio del 1980, fu ucciso il poliziotto Francesco Evangelista detto ‘Serpico’ mentre era in servizio in pattuglia con altri due colleghi davanti al liceo “Giulio Cesare” di Roma, lo stesso frequentato dal fratello Fabio.Il figlio di Serpico, Federico, era compagno di scuola di Tommaso. 
Piotta, il messaggio ai giovani artisti in crisi: “La musica è l’unica salvezza” – Video
 La vicenda dà il nome a ‘Serpico’, una delle 11 tracce del nuovo disco di Tommaso, ‘Na notte infame’, uscito il 1 marzo su etichetta La Grande Onda e distribuito da Altafonte e Artistfirst.

L’album, il decimo in studio per Piotta, ripercorre una generazione attraverso fatti di cronaca, ricordi ed emozioni ed è incentrato sul rapporto dell’artista con il fratello Fabio, scomparso prematuramente e ispiratore di tutto il disco. “L’album nasce da un’esigenza emotiva forte, tentare di elaborare un lutto così drammatico -spiega Piotta- Per me Fabio, di dieci anni più grande, è stata una figura di riferimento, ha fatto da apripista anche culturale”.Dopo la sua morte “mi sono chiuso a casa sua e ho rovistato tra i suoi scritti e i suoi libri, così e nato il disco, tanto che ho voluto firmarli con lui.

E’ come se fosse un dialogo a due tra noi”. E se ‘Serpico’ è un duetto con Federico Zampaglione dei Tiromancino (“Appena l’ho sentita cantare da lui ho fatto un passo indietro, era perfetto”, dice Piotta), tra le 11 tracce colpisce quella di apertura, ‘Lode a Dio’, dove si sentono la voce e i versi di Fabio. “Mi ritengo una persona con un lato spirituale ampiamente presente.Mi piace molto quello che diceva mio fratello: cercare l’unità e non lo scontro fra le religioni.

Lui le studiava per cercare il ponte che potesse arrivare all’idea di fondo, quella che dovrebbe esserci un unico grande Dio”.Tra i brani, dove l’essenza ‘romana’ è molto presente, c’è anche una versione originale di ‘Lella…e poi’, la nota cover di Edoardo De Angelis del 1971 considerata la prima canzone sul femminicidio. “E’ nota ai più in un ritmo piuttosto ballabile e allegro che per me ha sempre stonato rispetto al tema che tratta -dice l’artista all’Adnkronos- L’abbiamo rielaborata in un tono più drammatico”. 
Piotta: “Ero alle elementari quando uccisero ‘Serpico’, lo racconto in una canzone” – Video
 E’ un Piotta molto più maturo, che dal Supercafone’ ha fatto moltissima strada soprattutto interiormente.

E che alla generazione di giovanissimi artisti che sempre più spesso si ferma travolta dal malessere, da Sangiovanni a Mr Rain, dice una cosa molto importante: “Tutti abbiamo dei problemi psicologici, il lutto ne è uno.Io ho sempre provato a curarli con la mia medicina migliore, che non è chimica, è la musica.

Forse loro quando sentono l’istinto di lasciare vogliono abdicare alla discografia, che è una grande mondezza perché mercifica una cosa altissima, la musica, che nasce da prima dell’essere umano, ha un’altezza straordinaria e tende ad armonizzare.Puoi dissociarti dalla discografia, ma se allontani la musica forse allontani la tua ultima forma di salvezza”.  Chi è Tommaso Zanello, il Piotta, oggi? “Il Tommaso di oggi è molto simile al Tommaso adolescente timido di una volta -spiega l’artista romano- Con ‘Supercafone’, ‘Er Piotta’, eccetera, è come se avessi messo una maschera che mi permetteva di andare sul palco senza portare il vero me: crescendo, la mia parte più intima ha bussato forte e in questo disco esplode in tutta la sua potenza.

Le cose possono dirsi sottovoce ma qui ho trovato la forza.E come qualcuno m’ha scritto… ‘m’hai spaccato er core'”.  (di Ilaria Floris)  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Balotelli ci ricasca e lancia petardo in spogliatoio – Video

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(Adnkronos) – Mario Balotelli e i fuochi d’artificio, il feeling resiste.L’attaccante italiano dell’Adana Demirspor, in spogliatoio, prova a movimentare la situazione lanciando un petardo, come mostra il video pubblicato su Instagram.

Non proprio una novità assoluta per il bomber.Nel 2011, quando militava al Manchester City, Supermario fu protagonista di un episodio in casa.

Secondo i tabloid, Fece esplodere un petardo che finì per provocare un incendio.Balotelli chiarì che a combinare il guaio fu un amico.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele: “Violenze sessuali Hamas su donne, bambini e uomini erano premeditate”

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(Adnkronos) – “Togliti i pantaloni” è uno degli ordini scritti in un glossario arabo-ebraico stilato da Hamas e rinvenuto il 2 novembre scorso nel corso delle indagini sui fatti del 7 ottobre.Non c’è solo il rapporto di Pramila Patten, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la violenza sessuale nei conflitti, che due giorni fa ha dichiarato che gli ostaggi tenuti a Gaza da Hamas dal 7 ottobre sono stati probabilmente soggetti a “violenze sessuali, tra cui stupro, torture sessuali, trattamenti crudeli, inumani e degradanti”.  Le prove di questi atti sono “abbondantissime, inequivocabili e, attraverso social media e report della stampa internazionale, alla portata di chiunque”, sottolinea un comunicato del governo israeliano.

Il fatto che i terroristi fossero dotati di un glossario con espressioni in ebraico legate a soprusi sessuali dimostrerebbe la natura premeditata e pianificata degli “efferati crimini sessuali perpetrati e negati da Hamas”, che hanno avuto come vittime donne, bambini e anche uomini. “Molti cadaveri di sesso maschile sono stati trovati con i genitali evirati e con manifesti segni di violenza sessuale”.Elementi contenuti nel rapporto ‘Grido silenzioso’ diffuso da Israele il 21 febbraio scorso.  A testimonianza di quanto affermato, le autorità israeliane citano fotografie e video, analisi mediche, resoconti di testimoni oculari, inchieste giornalistiche e confessioni di terroristi.

Tutti che riguardano sevizie, stupri e mutilazioni a danni di cittadini e residenti israeliani, a partire dal 7 ottobre. 
Israele lamenta “il silenzio assordante” di molti organismi internazionali: Un Women ha emesso dichiarazioni generiche senza condannare esplicitamente Hamas, mentre il Comitato Cedaw (Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination Against Women) ha fatto appelli vaghi alla “dimensione di genere del conflitto”.Solo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha riconosciuto l’orrore delle violenze, definendole possibili crimini di guerra e contro l’umanità.  Gli ostaggi tenuti a Gaza da Hamas sono stati probabilmente soggetti a “violenze sessuali, tra cui stupro, torture sessuali, trattamenti crudeli, inumani e degradanti”, sostiene nel rapporto la rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la violenza sessuale nei conflitti, aggiungendo che il suo ufficio ritiene che tale trattamento potrebbe essere ancora in corso. Presentando lunedì scorso un rapporto sui crimini sessuali commessi da Hamas il 7 ottobre, Patten ha affermato che ci sono “informazioni chiare e convincenti” secondo cui gli ostaggi portati a Gaza sono stati violentati e ci sono “fondati motivi” per credere che gli ostaggi ancora subiscano ancora abusi. Patten dice ancora che ci sono “fondati motivi” per ritenere che “stupri di gruppo” siano avvenuti durante l’assalto di Hamas del 7 ottobre in “almeno tre luoghi”, incluso il sito del festival musicale Supernova, il Kibbutz Re’im e la Route 232.

Le prove, afferma, indicano che la maggior parte delle vittime in questione sono state “prima sottoposte a stupro e poi uccise”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Post su Balzerani, fonti Mur: parole Di Cesare pericolose e inconciliabili con insegnamento

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(Adnkronos) – Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, in merito alle dichiarazioni della professoressa Donatella Di Cesare sulla scomparsa dell’ex Br Barbara Balzerani, ha avuto più contatti telefonici con la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni.Il ministro, riferiscono fonti del Mur, ha condiviso lo sconcerto espresso dalla rettrice anche alla luce della storia dell’Ateneo romano che ha pagato un prezzo molto alto durante la tristissima stagione del terrorismo e ha giudicato pericolose le parole della professoressa Di Cesare e inconciliabili con la responsabilità dell’insegnamento.  ”Ho appena finito la lezione, non ho visto nulla.

Le leggerò ma quello che avevo da dire l’ho detto e non ho più nulla da aggiungere”.Il commento all’Adnkronos della docente di filosofia teoretica Donatella Di Cesare, finita nella bufera per il post sulla scomparsa della Br Barbara Balzerani. “Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro Bernini per chiedere se il ruolo della professoressa Di Cesare sia compatibile con l’insegnamento alla luce della pubblicazione di un suo post, vigliaccamente cancellato, in cui esprimeva cordoglio per la morte della brigatista, mai pentita, Barbara Balzerani”.

Lo ha annunciato il vicepresidente vicario del gruppo al Senato di Fratelli d’Italia, Raffaele Speranzon. “Rabbrividisco nel pensare che oggi possa essere in Aula a La Sapienza di Roma, a porsi come educatrice di giovani, proprio lei che rivolgendosi alla Balzerani ha scritto ‘la tua rivoluzione è anche la mia’, e accommiatandosi con un malinconico addio.Una vicenda resa ancora più grave dalla protervia che la Di Cesare ha dimostrato dopo le polemiche nate a margine del suo post, come confermano le interviste, scritte e televisive, in cui ha parlato di ‘sconcerto’ e di ‘stupore’ per le reazioni suscitate.

Gioverebbe ricordare che per molto meno colleghi della Di Cesare sono stati sospesi o addirittura hanno perso la cattedra”, ha rimarcato Speranzon, aggiungendo: “Mi attendo, quindi, che La Sapienza che ha annoverato tra le sue fila professori come Aldo Moro, Ezio Tarantelli e Vittorio Bachelet che hanno pagato con la morte il prezzo di quella folle rivoluzione, che la Di Cesare ha scritto di essere anche la sua, intervenga in maniera esemplare”.  “Ieri, la rettrice Polimeni ha espresso ‘sconcerto’ ricordando ‘l’altissimo tributo di sangue pagato dall’Università Sapienza nella stagione del terrorismo’ e condannando ‘ogni forma di violenza’ e prendendo le ‘distanze da qualsiasi dichiarazione di condivisione o vicinanza’.Bene, ma non basta.

L’Università La Sapienza non può archiviare così quanto accaduto, ma servono decisioni inequivocabili che diano il segno che non ci può essere alcun cedimento o benevolenza verso chi si fa portatore di idee o valori che non rispettano i principi democratici espressi dalla Costituzione e che tanti lutti e sofferenze hanno prodotto”, ha concluso l’esponente di Fdi.  In un post pubblicato su X la docente commemorando la brigatista morta aveva scritto: “La tua rivoluzione è stata anche la mia.Le vie diverse non cancellano le idee.

Con malinconia un addio alla compagna Luna” “Ho pubblicato questo post subito dopo aver saputo della morte della Balzerani, questa bufera che si è sollevata mi ha sconcertato”, ha affermato all’Adnkronos Donatella Di Cesare. “Non ho mai condiviso i metodi violenti, tutto quello che ho fatto o scritto, e il mio stesso insegnamento, dimostrano la mia più assoluta lontananza.Ritengo sia importante, sempre, il confronto aperto, democratico: nulla si risolve con la violenza”. Nel post “ho ricordato quella trasformazione radicale che molti di noi volevano negli anni ’70, un mondo diverso senza ingiustizie e senza guerre”.

Del resto, “ho molta difficoltà a stigmatizzare gli anni ’70 come anni di piombo perché c’è stato in Italia molto altro – continua – Ma nulla si risolve con le armi e con la violenza e l’ho detto più volte, anche intervenendo contro la guerra.Ho ricordato quel cambiamento che molti volevano, semplicemente questo.

Se lo ho poi cancellato è perché ho visto che non solo veniva frainteso ma veniva anche utilizzato per scatenare una polemica: mi inquieta se ci sono esponenti politici o di partiti che vanno in cerca di pretesti per colpire alcune persone in particolare o quelli che la pensano diversamente”. A chi contesta la mancata distanza dai metodi usati dalla Balzerani e dagli altri brigatisti in nome di quella agognata trasformazione radicale, Di Cesare risponde: “Ho usato la parola ‘vie’, sinonimo di metodi”, proprio per questo motivo.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

7 e 8 marzo Milano capitale della filantropia internazionale con 120 delegati europei

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(Adnkronos) –
Il 7 e l’8 marzo Milano ospita la conferenza ‘Breaking bad (habits) – How can foundations move from silos to shaping future innovation ecosystems?’ del Research Forum 2024, forum di ricerca a cui aderiscono le più importanti organizzazioni filantropiche europee.La due giorni sarà ospitata negli spazi della Cariplo Factory, in via Bergognone.

A promuoverla è Philea, l’ente con sede a Bruxelles, a cui aderiscono le fondazioni del continente.Tra queste Fondazione Cariplo che è stato partner di Philea in queste settimane nella costruzione e definizione del programma a cui prenderanno parte più di 120 persone, in rappresentanza delle organizzazioni filantropiche europee.  Milano per due giorni diventa quindi ‘capitale’ della filantropia internazionale e luogo di laboratorio, pensiero e confronto su questioni di stretta attualità.

I dati oggi dicono che in Europa ci sono 186mila public benefit foundation che erogano ogni anno 54 miliardi di euro per progetti per la collettività, e possono contare su patrimoni che complessivamente ammontano a 647miliardi di euro.Come fare in modo che questo impegno complessivo sia sempre più organico e coordinato verso i problemi emergenti?

Il dibattito attorno a questo quesito è uno degli obiettivi del Research Forum 2024, di Milano. Poiché le società si evolvono a una velocità sempre maggiore e le sfide che devono affrontare sono sempre più complesse, è diventato imperativo superare le classiche logiche di silos e promuovere connessioni interdisciplinari in modo da supportare lo sviluppo di veri e propri ecosistemi di innovazione.Questi ultimi possono infatti rappresentare dei punti di snodo importanti per le società favorendo cambiamenti equi ed inclusivi in linea con i bisogni più attuali.

Come la filantropia può supportare questo tipo di innovazione e contribuire cosi a rispondere al meglio ai bisogni più urgenti delle nostre società? Dato il loro ruolo unico nella società civile, le fondazioni e la filantropia in generale possono rappresentare un soggetto importante nella promozione di ecosistemi di innovazione aperti e inclusivi in grado di comprendere e contribuire a rispondere ai principali bisogni emergenti.Il mondo che ci circonda è in continua evoluzione e lo stesso vale per le pratiche filantropiche.

Questo cambiamento apre percorsi per esplorare nuove modalità di sostegno all’ innovazione, con particolare attenzione all’innovazione sociale e alla creatività.La conferenza includerà anche una serie di visite in loco caratterizzate da un percorso legato al genio di Leonardo: dal Cenacolo fino al codice conservato al Castello Sforzesco. 
Dal 2012 il Forum della Ricerca organizza con cadenza annuale/biennale conferenze europee per le fondazioni.

Fino al 2024, gli argomenti erano fortemente legati alle questioni relative al finanziamento della ricerca. È la prima volta che l’argomento si concentra principalmente sul lato innovativo dello spettro di ricerca e sviluppo. I 120 delegati si confronteranno, ponendo interrogativi del tipo: Quali sono le ‘cattive abitudini’ che dobbiamo abbandonare?Quali sono le caratteristiche chiave per una filantropia in grado di supportare l’innovazione?

Cosa si sta già facendo oggi, dalla ricerca e sviluppo al mercato, in tutto lo spettro dei capitali, nonché in termini di partnership?Domande a cui verranno date risposte a partire da una panoramica con dati aggiornati nel campo della filantropia in Europa (cifre chiave, spesa annuale, campi di investimento) nonché alcuni approfondimenti su come le fondazioni sostengono l’innovazione in Europa; ma si porranno anche il quesito di come estendere il lavoro delle fondazioni oltre un quadro puramente eurocentrico cogliendo esperienze e spunti da quei paesi a basso reddito e che in realtà sono estremamente innovativi. 
Sfide globali, soluzioni locali e investimenti basati sul territorio.

L’innovazione ha bisogno di essere diffusa, e conosciamo gli ostacoli sia alla filantropia transfrontaliera che al mercato unico europeo: come possono le fondazioni superare la tensione tra investimenti locali e la necessità di scalare l’innovazione?.Sarà uno dei temi cardine a cui richiama anche il presidente di Fondazione Cariplo e, recentemente – di Acri, l’associazione che in Italia raggruppa le 86 fondazioni di origine bancaria: “Momenti come questi -spiega Giovanni Azzone- sono importantissimi, perché mettono a confronto le esperienze delle fondazioni filantropiche con uno sguardo che allarga i confini, una delle linee del mandato appena inaugurato da Fondazione Cariplo.

Abbiamo di fronte sfide globali.Se pensiamo ai cambiamenti climatici, i trend demografici, l’immigrazione”.  “Per non parlare delle crisi umanitarie, le guerre che hanno conseguenze planetarie -aggiunge-.

Le fondazioni non possono e non devono limitarsi quindi ad uno sguardo locale, ma porsi all’interno di un ecosistema che punti a collaborazioni internazionali.Abbiamo gli stessi problemi, per quali qualcuno ha già sperimentato soluzioni o fallimenti.

Dobbiamo partire da essi e attivare nuove collaborazioni.Alla base di tutto c’è lo studio dei fenomeni suffragato da dati.

Solo conoscendo i rpobelmi si possono prendere decisioni”.  “Quello proposto dal Research Forum 2024 -avverte Delphine Moralis, Ceo di Philea- è un tema interessante, portato nel momento opportuno: stiamo esaminando alcuni dei risultati del cambiamento dell’Ue nella politica dell’innovazione e un cambiamento nel ruolo della filantropia: con le fondazioni che assumono nuovi ruoli (non solo le tradizionali erogazioni di sovvenzioni) e configurano nuove partnership.La pandemia è stata la madre dell’innovazione.

Abbiamo bisogno di condividere dati ed esperienze.Noi di Philea crediamo nei dati e raccogliamo dati sulla filantropia europea e vorremmo evidenziare la necessità di colmare questa lacuna di conoscenze.

Molte questioni stanno emergendo nel campo della filantropia e illustrano il ruolo chiave che la filantropia può avere nel portare avanti l’innovazione orientata allo scopo: avere un occhio per l’impatto sociale; e ancora assunzione di rischi e investimenti di capitale paziente.La filantropia può davvero giocare un ruolo importante in futuro”. Obiettivo al termine della due giorni: fornire al settore raccomandazioni su come superare le attuali lacune nel sostegno all’innovazione, rafforzare il sostegno filantropico all’innovazione, promuovere potenziali incentivi per migliorare la collaborazione tra fondazioni e con altre parti interessate. Il programma dell’iniziativa è consultabile all’indirizzo: https://philea.eu/events/research-forum-breaking-bad-habits-how-can-foundations-move-from-siloes-to-shaping-future-innovation-ecosystems/
 —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europee, Ue spacca in due l’Italia: Nord a favore e Sud contro, l’analisi

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(Adnkronos) – Un’Italia divisa in due, metà a favore dell’Europa, metà contro. È questa l’immagine che emerge dall’analisi realizzata da Vis Factor in vista delle elezioni europee attraverso lo Human Index, il nuovo super indicatore che fa convergere i dati raccolti tramite i sondaggi quantitativi e quelli tramite web e social listening.  Il nuovo indicatore, che non si limita a fotografare il contesto, ma che restituisce anche un’analisi di scenario molto accurata, ha evidenziato come il sentiment nei confronti dell’Unione Europea spacchi letteralmente in due l’Italia.Da un lato le regioni settentrionali, che esprimono un giudizio molto positivo, con un dato al 59% nelle regioni del Nord Est e al 54% in quelle del Nord Ovest.

Dall’altro le regioni meridionali, dove il sentiment negativo arriva al 62% nel Sud e al 57% nelle Isole.Prevalentemente positivo (52%), infine, il sentiment nelle regioni del Centro Italia.  Secondo l’analisi, solo il 52% degli italiani è propenso ad andare a votare alle prossime europee.

Se il dato venisse confermato i prossimi 8 e 9 giugno, rappresenterebbe il minimo storico per il nostro Paese, dove alle elezioni del 2019 l’affluenza era stata del 56%. Secondo quanto rilevato dal nuovo indicatore, che ha calcolato il dato prendendo in considerazione la rilevazione effettuata da Emg sulla volontà degli italiani di recarsi alle urne e l’analisi semantica effettuata da Human attraverso le conversazioni sui social network, le persone propense al voto alle prossime europee sono solo il 52%.  “L’Italia negli ultimi vent’anni è stato il Paese europeo in cui si è registrato il calo più forte della partecipazione al voto”, spiega Tiberio Brunetti, fondatore di Vis Factor. “Se il dato che emerge dall’analisi di Human Index venisse confermato, rappresenterebbe la riprova del fatto che è arrivato il momento che l’Italia si doti di un nuovo sistema di voto al passo con i tempi”. “Per noi il risultato minimo alle prossime elezioni europee è rappresentato dai voti che abbiamo preso alle ultime politiche (26%)”, commenta Giovanni Donzelli, deputato e responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, nel corso della presentazione dello Human Index. “Se stando al Governo, con tutto quello che viene scritto e viene detto contro di noi, riuscissimo a confermare i voti che abbiamo preso alle ultime politiche, per noi sarebbe un successo”, ha spiegato Donzelli. “Se gli italiani ci dovessero dare la stessa fiducia vorrebbe dire che stiamo governando molto bene.Se, invece, dovessimo perdere anche solo lo 0,1% dei voti, vorrà dire che dovremo lavorare per recuperarli”. “In politica ho imparato che il risultato ideale è quello di giocare sempre per vincere.

Il minimo sindacale per noi è il risultato delle ultime politiche (19%)”.Così Marco Furfaro, deputato del Partito democratico e responsabile delle Iniziative politiche, Contrasto alle diseguaglianze e Welfare, durante la presentazione. “Per un partito che era dato quasi per spacciato e che resta un partito di opposizione, la sfida è quella di diventare il primo partito in Italia”, ha aggiunto Furfaro. “Non so se ce le faremo già alle prossime Europee, ma comunque ci stiamo lavorando”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Con la piattaforma SuperJob le istituzioni, aziende e Terzo settore fanno squadra per l’inclusione

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(Adnkronos) –
Favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità attraverso la tutela del diritto al lavoro quale strumento imprescindibile di autonomia e partecipazione alla vita pubblica. È questa la mission di SuperJob, la piattaforma nata per costruire un ponte tra le persone con disabilità – o meglio con abilità speciali – e il mondo del lavoro, che, con l’istituzione di un proprio comitato scientifico multistakeholder, conferma la volontà di evolversi per essere ancora più incisivo nel promuovere sinergie tra Istituzioni, Aziende e Terzo Settore in favore della costruzione di un ambiente di lavoro accessibile, accogliente e inclusivo.Il neonato comitato scientifico di SuperJob è stato presentato ieri a Roma nel corso dell’incontro ‘Uniti nella diversità: il lavoro come strumento di inclusione’, organizzato dalla rivista Formiche, con il contributo incondizionato di Neopharmed Gentili, fondatore e main partner del progetto, che vede tra i promotori anche la società di recruiting Michael Page.  Ad aprire il confronto Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ha spiegato come “Il nostro Paese sta vivendo un momento di grande cambiamento culturale del mondo del lavoro che apre la strada a nuove opportunità, anche per le persone con disabilità.

Un percorso che non può fare a meno del contributo prezioso del terzo settore, che va sostenuto, e della tecnologia quale strumento per alimentare un mercato del lavoro sempre più attrattivo e inclusivo”. 
Chiara Gribaudo, vicepresidente commissione XI Lavoro e politiche sociali della Camera dei Deputati, ha evidenziato come “Le persone con disabilità sono quelle maggiormente esposte ai cambiamenti economici e alle fragilità sociali”.Tra le priorità sollecitate, “aggiornare la legge n.66 del 1999 per agevolare l’occupazione delle persone con disabilità, formare figure professionali che possano affiancare il percorso di crescita delle persone disabili nel contesto lavorativo e supportare l’inclusione delle donne-mamme con disabilità. È soprattutto attraverso il lavoro che ciascun individuo può raggiungere la propria autonomia”.  L’evento è stato l’occasione per presentare il comitato scientifico di SuperJob composto da professionisti in ambito Diversity Inclusion (D&I), manager di aziende impegnate nella sostenibilità sociale, opinion leader del mondo dell’associazionismo e artisti.

Il comitato scientifico persegue l’obiettivo di scambiare conoscenze ed esperienze per generare valore attraverso progetti di solidarietà condivisi, finalizzati all’inclusione sociale e lavorativa.Obiettivi in linea con i due Decreti legislativi recentemente approvati dal Governo italiano in forza della “Strategia 2021-2030 sui diritti delle persone con disabilità” pubblicata dalla Commissione europea, della Missione 5 del Pnrr “Inclusione e coesione”, e in attuazione della Legge delega in materia di disabilità del 22 Dicembre 2021.  Come ha spiegato Francesca Buttara, membro del comitato scientifico di SuperJob: “SuperJob è una realtà innovativa che riunisce pmi, multinazionali e organizzazioni che operano in diversi settori e con presenza nelle diverse aree del Paese al fine di realizzare un’inclusione lavorativa che sia la più diffusa e capillare possibile.

Ma non solo, SuperJob è anche uno strumento di supporto alla sensibilizzazione e dell’informazione di famiglie e cittadini sui temi della D&I”.  
Valentina Cefalù, membro del Comitato Scientifico di SuperJob ha aggiunto: “Crediamo fermamente che il Terzo Settore rivesta un ruolo di primo piano e strategico per l’Italia.L’obiettivo di SuperJob è fare da ponte tra le persone ‘superAbili’ e il mondo delle aziende che sono alla ricerca di risorse per arricchire il loro organico e portare nuove visioni all’interno delle realtà produttive del nostro Paese”.  Il presidente del comitato scientifico di SuperJob, Ottavia Landi, ha ribadito il valore dell’iniziativa. “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti da SuperJob non solo ai fini dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità ma anche della diffusione di una cultura del diritto al lavoro quale elemento imprescindibile per la realizzazione del proprio progetto di vita e delle proprie ambizioni.

Senza dimenticare l’impegno di SuperJob in favore delle famiglie e dei ragazzi che convivono con una disabilità, per i quali il nostro progetto vuole essere un punto di aggregazione e sostegno per valorizzare la diversità e superare le sfide della vita quotidiana”.  Il comitato scientifico di SuperJob è così composto: Ottavia Landi, presidente; Raffaele Dipierdomenico, Segretario Generale.Membri: Francesca Buttara, founder di Dowell; Francesca Caricchia, senior executive director Page Group; Giovanni Carotenuto, presidente Pro Bono Italia; Valentina Cefalù, head of public affairs Infratel Italia; Gabriele Cirieco, executive director di apco Worldwide; Emanuela Ferrero Ventimiglia, vice president brand communications at Ralph Lauren; Claudia Pallanca, Account pubblicitario e pubblicista; Alessandro Renna, founder e ceo 4cLegal.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grosseto, uccise vicino con la zappa: condannato a 14 anni di carcere

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(Adnkronos) – La Corte di assise di Grosseto ha condannato a 14 anni e 3 mesi di reclusione un 56enne, accusato di violenza privata e omicidio preterintenzionale del 77enne, aggredito a colpi di zappa il 23 luglio 2020 nelle campagne intorno a Grosseto e morto dopo 34 giorni di coma.Il pubblico ministero Salvatore Ferraro aveva chiesto una condanna a 15 anni.

La Corte, presieduta dal giudice Laura Di Girolamo, ha disposto anche una provvisionale da 50mila euro per ciascuna delle parti civile, la moglie e le due figlie della vittima.L’aggressione, secondo quanto è stato ricostruito dall’accusa, nacque in seguito a una lite di vicinato.

L’uomo fu colpito alla testa ripetutamente con una zappa.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)