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Emanuela Orlandi, il Papa: “Inchiesta in Vaticano faccia emergere la verità”

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(Adnkronos) – Il Papa, nell’ autobiografia ‘Life.La mia storia nella Storia’ scritto con il vaticanista Mediaset Fabio Marchese Ragona (edizioni Harper Collins, in uscita il 19 marzo), parlando della sofferenza dei bambini, dà voce anche al suo dolore per la scomparsa di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana di cui si sono perse le tracce dal 22 giugno 1983.

E auspica che l’inchiesta vaticana possa fare arrivare alla verità.  “A proposito di bambini – dice il Pontefice – in Vaticano soffriamo ancora tanto per la scomparsa, avvenuta più di quaranta anni fa, di una nostra cittadina, Emanuela Orlandi, che all’epoca aveva 15 anni.Continuo a pregare per lei e per i suoi familiari, in particolare la mamma.

C’è una inchiesta aperta in Vaticano, così che si possa fare luce su questa storia ed emerga la verità”.  Francesco, parlando del caso Orlandi, vuole che sentano la sua “vicinanza tutte quelle famiglie che piangono la scomparsa di un proprio caro.Sono accanto a loro”. “Quelle del Papa non sono solo parole, pure importanti, di solidarietà e vicinanza.

Sono anche parole chiare sulla necessità che emerga la verità”, commenta all’Adnkronos Pietro Orlandi, fratello di Emanuela.  Orlandi accoglie “in maniera positiva le parole” del Papa che “parla anche dell’inchiesta che lui ha voluto”.Secondo il fratello di Emanuela le sue affermazioni sono “un messaggio diretto al promotore di giustizia Diddi e alla stessa Commissione di inchiesta partita ieri.

E’ un messaggio di spinta per quelle persone che nel tempo mi hanno detto ‘non posso parlare, c’è il segreto pontificio'”.Un messaggio per “chi sa ma non parla”, conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid e studio shock su origine in laboratorio: cosa dicono gli esperti

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(Adnkronos) – Il virus di Covid potrebbe essere nato in laboratorio? “Lo dico dal 2020 e prima o poi la verità verrà fuori”.Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, non ha dubbi sull’ipotesi avanzata in uno studio condotto da ricercatori dell’University of New South Wales, in Australia, pubblicato su ‘Risk Analysis’.  Secondo gli autori, “Covid-19 potrebbe aver avuto origine in un laboratorio”.

Per Sars-CoV-2 è “più probabile un’origine innaturale – scrivono – rispetto a un’origine naturale”.Per Gismondo hanno ragione.  “Nel 2020 – ricorda – poco dopo lo scoppio della pandemia, tra tante reticenze del governo cinese e l’Organizzazione mondiale della sanità che copriva il loro silenzio, già sorgevano dubbi sul fatto che questo virus potesse essere un virus naturale, per tantissime caratteristiche” che presenta il patogeno “e soprattutto perché non si è mai trovato l’ospite intermedio né il serbatoio naturale”.

Non solo.La microbiologa fa riferimento anche a “un lavoro condotto da un gruppo di ricercatori indiani, apparso nel 2020 e ritirato dopo neanche una settimana, che spiegava come la sequenza del virus Sars-CoV-2 fosse del tutto innaturale, sembrando più un puzzle di pezzi di geni di altri virus, con addirittura anche un pezzetto di gene del virus Hiv e di un gene umano.

Dopo il misterioso ritiro, di quello studio non si è più parlato e i ricercatori indiani sono spariti nel nulla”.  “Personalmente – sottolinea Gismondo – io ho continuato più volte a sostenere la teoria del virus ‘scappato’ dal laboratorio, anche perché il laboratorio di Wuhan”, la megalopoli cinese primo epicentro della pandemia di Covid, “struttura che ho anche visitato, è un laboratorio di quarto livello” di biosicurezza, “affidato a tecnici che vi lavorano senza avere una grandissima esperienza”.Un contesto dove “l’incidente biologico è dietro l’angolo.

Alla fine, nel tempo – ripete l’esperta – la verità viene a galla.Anzi sta già emergendo a più riprese, perché anche altri gruppi di ricerca hanno portato prove alla tesi del virus di laboratorio.

Il virus Sars-CoV-2 – è certa Gismondo – sicuramente non è un virus naturale”. “Tanti studi sono stati fatti sull’origine del Sars-CoV-2: al momento darei una percentuale del 50% all’ipotesi dell’evento di laboratorio accidentale e 50% all’ipotesi dello ‘spillover’, il salto di specie naturale.Già in passato è accaduto un contagio dopo incidente con la malattia da virus di Marburg negli anni ’60.

Entrambe le due ipotesi hanno però un denominatore comune: la prevenzione.Nella prima riguardo alla sicurezza dei laboratori che va comunque rafforzata, nella seconda è chiaro che serve avere medici sentinella e una rete di sorveglianza pronta ad attivarsi.

Tutte strategie di prevenzione che dopo 4 anni di pandemia conosciamo e dobbiamo saper mettere in campo”.Così l’epidemiologo Massimo Ciccozzi commenta all’Adnkronos Salute i risultati dello studio shock. Una conclusione, quella del nuovo studio, che non convince invece l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all’università del Salento. “Lo studio in questione non porta alcuna prova, ma utilizza un metodo in base al quale ‘non si può escludere’ l’origine artificiale del virus”, spiega all’Adnkronos Salute. “Se mettiamo insieme tutti gli studi condotti finora sul tema, l’origine naturale del virus resta ancora la più avvalorata”, conclude.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Madame a Pamela Anderson, tutti i vip in pausa dai social

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(Adnkronos) – Alessandro De Santis, il cantante dei Santi Francesi, ha deciso da qualche mese di abbandonare Instagram e Facebook e i motivi non riguardano i complimenti al suo aspetto fisico.La decisione, puntualizza il cantante in un lungo post sulla pagine del gruppo, è legata all’incapacità di “gestire la mole di ‘input’ che deriva dai social”.

Un gesto che lo accomuna a molti altri personaggi famosi che hanno scelto nel tempo di prendersi una pausa dai social media.Tra i vip italiani che hanno fatto lo stesso, c’è Lapo Elkann: l’imprenditore italiano ha abbandonato tutte le piattaforme nel 2017, dichiarando che preferiva vivere nella “vita reale, offline, anziché in quella virtuale”.

E’ tornato su Twitter nel 2019, ma solo per promuovere la sua Fondazione Laps.  Nel 2022 è il turno di Madame.La cantautrice italiana, infatti, ha preso una pausa di tre mesi dai social media dopo il successo a Sanremo, dichiarando: “Ho staccato.

Ho fatto un viaggio in Giordania da sola, ho disinstallato le App dei social network dal telefono”.Molti anche i vip internazionali.

Non ha più ripreso una vita social Selena Gomez: il suo account è stato cancellato nel 2017 dopo che era stato hackerato.Il suo profilo Instagram che conta ben 429 milioni di follower è gestito da un team di esperti, mentre lei si tiene alla larga.

Anche Millie Bobby Brown, l’attrice di ‘Stranger Things’ ha fatto un passo indietro cancellando il suo account Twitter nel 2018 dopo che la sua immagine era stata usata per alcuni meme omofobi.E nel 2022 Millie ha lasciato anche TikTok.  Anche Pamela Anderson nel 2021 ha scelto di ‘disintossicarsi’ dalla vita virtuale a causa dei commenti sgradevoli legati al suo sesto matrimonio, preferendo dedicarsi “alla lettura e alla lettura”.

Tra un film e un altro, stacca la spina anche l’attore britannico, Tom Holland, famoso per essere Spiderman.Su Instagram ha definito i social media sovrastimolanti e soffocanti”, invitando alla necessità di prendersi ogni tanto una pausa dalla modalità online.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Sono il braccio destro di Putin”, badante russa arrestata a Napoli

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(Adnkronos) – “Sono il braccio destro di Putin”, badante russa maltratta anziano invalido e viene arrestata.E’ successo ieri sera a Portici, in provincia di Napoli, dove i carabinieri sono intervenuti d’urgenza dopo la segnalazione di gravi maltrattamenti in famiglia in un appartamento.  A chiamare il 112 è stata la figlia della vittima avvisata dal padre, un 81enne invalido al 100% costretto su una sedia a rotelle vessato dalla badante russa di 48 anni.

L’uomo, dopo l’ennesimo episodio, non ce l’ha fatta più a resistere alle angherie ed è riuscito a contattare la figlia chiedendole aiuto. I carabinieri arrivati sul posto hanno sentito urlare la donna.Piatti rotti e urla nell’appartamento dove i militari hanno trovato la 48enne con la scopa tra le mani che stava raccogliendo dei cocci.

In una piccola stanza sulla destra del corridoio l’uomo invalido a letto alla vista dei militari ha abbozzato un sorriso di sollievo mentre la donna, anche in presenza dei carabinieri, ha continuato a urlare e a rinfacciare all’anziano di essere vivo solo grazie a lei.La 48enne, palesemente ubriaca, prima di essere allontanata, ha lanciato all’uomo una banconota da 20 euro in segno di spregio.  L’anziano ha quindi raccontato ai carabinieri ciò che era appena avvenuto: lei voleva del denaro, come spesso accadeva, ma lui si era rifiutato innescando l’ira della badante.

La 48enne a quel punto avrebbe scagliato dei piatti in faccia alla vittima che per proteggersi si è ferito il polso.Non era la prima volta che l’anziano aveva dovuto subire l’ira di quella donna.

Da metà del 2022 la 48enne si prendeva cura di lui ed era sempre stata violenta per colpa dell’alcol.Dagli atteggiamenti vessatori e violenti era però passata ai fatti e spesso aggrediva l’anziano che per paura non denunciava.

Diverse volte avrebbe rubato denaro impossessandosi della carta bancomat dell’uomo e del numero pin che la vittima aveva scritto su un biglietto per custodirlo.Molti gli episodi raccontati ai carabinieri.  Tra questi anche quella volta in cui lei aveva urinato davanti alla porta della stanza dell’uomo che si era rifiutato di aprire dopo che lo aveva preso a schiaffi e spintoni per del denaro.

Inoltre, la badante aveva intimorito l’uomo dicendogli di essere il braccio destro di Putin.Ovvia bugia ma ascoltata dalle orecchie di un anziano invalido e in difficoltà.

Sul posto è arrivato il 118 che ha curato l’uomo mentre la donna, poco dopo la mezzanotte, è stata trasferita in carcere.Dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Tajani: “Truppe a Kiev? Rischio terza guerra mondiale”

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(Adnkronos) – “I nostri militari fanno bene quello che fanno nel Mar Rosso per proteggere le nostre navi, fanno bene quello che fanno in Libano, in Africa, in Iraq.I nostri militari sono portatori di pace, garanzia e libertà.

Noi non siamo in guerra con la Russia”.A dichiararlo, parlando con Bruno Vespa a LetExpo, è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un nuovo riferimento all’ipotesi ribadita da Emmanuel Macron di inviare truppe in Ucraina. “Io credo che la Nato non debba entrare in Ucraina.

Sarebbe un errore entrare, noi dobbiamo aiutare l’Ucraina a difendersi, ma entrare noi a fare la guerra alla Russia significa rischiare la Terza guerra mondiale”.  “Tutte le persone di buon senso non vorrebbero questo”, ha aggiunto Tajani, che ha poi fatto riferimento alle parole del Papa. “Il Papa cosa ha detto: io voglio la pace.Mettetevi a un tavolo e fate la pace.

Ma il Papa fa il Papa, deve dire questo.Non mi scandalizza né preoccupa”. Capitolo Houthi. “I terroristi dicono bugie perché a loro fa comodo minacciare l’Italia, che in questo momento è alla guida di una missione europea a protezione del traffico commerciale”, dice ancora Tajani sulla situazione nel Mar Rosso, dove non si fermano gli attacchi degli Houthi dello Yemen.  “Fortemente voluta, questa missione dal governo italiano”, ha proseguito, ricordando che “il comando operativo è affidato ad un contrammiraglio della nostra Marina”. “Voglio ricordare soltanto – ha poi sottolineato – che siamo un Paese che ha il 40% del Pil che viene dall’export.

Il 40% dei nostri prodotti che vengono esportati via mare passa attraverso Suez e il Mar Rosso.Lo Stato italiano ha il dovere di proteggere quelle imbarcazioni perché sono parte fondamentale della nostra economia.

Tuteliamo l’interesse nazionale, non solo le imprese.Per questo abbiamo voluto una missione difensiva”.  Quanto alle polemiche sui costi Tajani ha fatto notare che “il drone è stato abbattuto a colpi di cannone e non con missili.

Il comandante è stato bravo e gli artiglieri hanno usato lo strumento meno costoso per proteggere il traffico mercantile in quell’area”.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid “può aver avuto origine in laboratorio”, il nuovo studio shock

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(Adnkronos) – “Covid-19 potrebbe aver avuto origine in un laboratorio”.E’ la suggestione che arriva da un nuovo studio condotto da ricercatori dell’University of New South Wales, in Australia, pubblicato sulla rivista ‘Risk Analysis’.

Gli autori spiegano che i risultati del loro lavoro indicano come “più probabile un’origine innaturale” del virus rispetto a “un’origine naturale”. Il nodo di quale sia stata la ‘scintilla’ della pandemia che ha tenuto sotto scacco il mondo intero negli scorsi anni è molto dibattuto da sempre.Nel tempo si sono susseguite indagini, relazioni di commissioni di esperti, pubblicazioni scientifiche mirate a sciogliere il rebus dell’ospite intermedio che, in caso di un’origine naturale, potrebbe aver portato Sars-CoV-2 fino all’uomo.

Ma sono stati diversi anche i lavori di scienziati che hanno sollevato dubbi e ipotizzato manipolazioni dell’uomo sul virus e fuga dal laboratorio.Mentre la maggior parte degli studi si è concentrata su un’origine zoonotica – spiegano gli esperti – questa ricerca ha esaminato l’altra faccia della medaglia, un prologo alternativo: la probabilità di un’origine innaturale, cioè da un laboratorio.  Gli scienziati hanno utilizzato quello che definiscono “uno strumento consolidato di analisi del rischio” per differenziare le epidemie naturali da quelle innaturali.

Questo strumento di valutazione si chiama Grunow-Finke modificato (mGft) e gli autori lo hanno usato per studiare l’origine di Covid.Ma ancora prima, in un lavoro precedente, avevano fatto ricorso a questo sistema per valutare l’origine di un altro coronavirus: Mers-CoV in Arabia Saudita (primo autore Xin Chen, uno dei ricercatori che si è occupato anche di questo lavoro scientifico su Covid).

Anche nel caso della Mers l’esito dell’analisi era stato “alta probabilità di origine innaturale”.Tornando allo studio su Sars-CoV-2, “questa valutazione del rischio – puntualizzano gli autori – non può dimostrare l’origine specifica del Covid-19, ma mostra che la possibilità di un’origine di laboratorio non può essere facilmente scartata”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma Tre contro le mafie, 12 aule dell’ateneo intitolate alle vittime

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(Adnkronos) – A pochi giorni dalla “XXIX Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, organizzata anche quest’anno da don Luigi Ciotti e dall’associazione “Libera”, l’Università degli Studi Roma Tre ha deciso di intitolare 12 aule dell’ateneo ad altrettante vittime innocenti delle mafie: un gesto simbolico, una memoria incancellabile e un impegno tangibile per ricordare e onorare coloro che hanno perso la vita a causa di un crimine vile e spietato. L’iniziativa sarà illustrata lunedì 18 marzo, alle ore 15 con un evento che si terrà presso l’aula magna del rettorato dell’ateneo, in via Ostiense 133, dal titolo “Roma Tre contro le mafie”.  Dopo i saluti istituzionali affidati al rettore, prof.Massimiliano Fiorucci, e al direttore generale, arch.

Alberto Attanasio, e l’introduzione della professoressa Anna Lisa Tota, prorettrice Vicaria, interverranno don Luigi Ciotti, presidente Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Vincenza Rando, senatrice della Repubblica italiana e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, Nando Dalla Chiesa, presidente della Società scientifica italiana di studi su mafie e antimafia (Sisma) e presidente onorario di Libera, Paolo Borrometi, condirettore dell’Agenzia giornalistica italiana, e la studentessa di Roma Tre, Vittoria Podo.Coordina l’incontro il prof.

Marco Catarci, prorettore alla Terza Missione. Presentando l’evento il rettore Fiorucci commenta: “L’università oltre che luogo di ricerca e formazione è anche uno spazio di educazione alla democrazia, alla cittadinanza e alla libertà.Ma non vi è libertà senza legalità.

Inoltre, è il luogo per coltivare la memoria e renderla operante.Per queste ragioni abbiamo scelto di intitolare le aule dei nostri Dipartimenti alle vittime innocenti delle mafie affinché tutta la comunità accademica possa quotidianamente impegnarsi per una società più giusta e più equa.

Voglio ringraziare l’associazione Libera per questa occasione di condivisione e per lo straordinario impegno che porta avanti”. Dal canto suo il direttore generale dell’ateneo, Attanasio, aggiunge: “Il ricordo delle vittime sarà un elemento centrale negli spazi delle nostre sedi: tutti i Dipartimenti hanno scelto di intitolare le principali aule delle proprie strutture.Alle studentesse e agli studenti che frequenteranno quelle aule saranno evidenti la forza e la convinzione con cui Roma Tre vuole tenere vivo questo ricordo e combattere contro tutte le mafie”.

Con questo spirito, Roma Tre aderisce, dando il proprio patrocinio, alla “XXIX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, l’iniziativa organizzata a Roma il 21 marzo 2024 da “Libera.Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. Don Ciotti che interverrà lunedì pomeriggio all’evento di Roma Tre sostiene che “le aule dell’università intitolate alle vittime innocenti sono un segnale importante perché attraverso questi nomi si raccoglie e si custodisce la loro memoria, per trasformarla in responsabilità ed impegno collettivo”.  L’importanza di questo messaggio concerne in primo luogo la commemorazione delle vittime e l’espressione di una profonda e condivisa solidarietà per i loro famigliari.

Inoltre, rispondendo pienamente al suo mandato istituzionale, con questa iniziativa Roma Tre, oltre a promuovere le culture della legalità e della solidarietà, intende contribuire al consolidarsi delle memorie pubbliche in relazione ai crimini delle mafie e vuole educare le giovani generazioni, presenti e future, affinché imparino ad opporsi con fermezza a tutte le forme di criminalità organizzata e a lavorare congiuntamente per costruire una società più giusta. Le mafie rappresentano una minaccia per la democrazia e per la convivenza civile.Combatterle è un dovere morale e civile che l’Università Roma Tre fa proprio ponendosi al fianco di coloro che lottano ogni giorno per contrastare questo fenomeno. “Roma Tre contro le mafie” è un progetto che va oltre i confini dell’Università e della propria comunità accademica: è un invito rivolto a tutte e tutti, affinché ci si possa unire nella lotta contro le mafie e nella costruzione di un futuro migliore.

Insieme possiamo fare davvero la differenza e Roma Tre intende dare il proprio contributo iniziando dalle proprie aule. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

As Roma, dipendente licenziata per video hard rubato: indaga la Procura Figc

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(Adnkronos) – La Procura della Figc apre un procedimento in merito ai comportamenti di alcuni tesserati della Roma che hanno portato al licenziamento di una donna e un uomo uniti da una relazione, a cui un calciatore della squadra Primavera aveva rubato un video hard, poi condiviso con compagni e staff del club giallorosso.Già in corso gli interrogatori e le acquisizioni degli atti.  “I chiarimenti chiesti alla As Roma non sono arrivati, per cui questa mattina ho depositato un’interrogazione parlamentare alla ministra Calderone e al ministro Abodi perché, se la ricostruzione giornalistica del video sottratto e diffuso dal cellulare di una dipendente, che ha causato paradossalmente il licenziamento della vittima e nessuna conseguenza per l’autore di quel gesto, fosse confermata, questo non sarebbe ‘uno scandalo a luci rosse’, ma una vera e propria violenza”, dice il responsabile Sport e deputato del Pd Mauro Berruto. “Un giovane calciatore della primavera della Roma chiede in prestito a una dipendente della As Roma il cellulare per fare una telefonata.

Lei glielo presta.Lui non fa solo una telefonata, ma spulcia foto e video e ne diffonde uno con lei e il fidanzato in atteggiamenti intimi.

La società che fa?Licenzia la dipendente.

Ma non vi pare il mondo al contrario questo.Lo trovo un fatto gravissimo che lede ancora una volta la libertà e i diritti ad una donna”, le parole del deputato democratico Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera. “Assurdo che a farlo sia una società guidata da una donna, ma in ogni caso una società prestigiosa come la Roma.

Attendiamo chiarimenti e auspichiamo un sano ripensamento e diamo tutto il nostro sostegno alla dipendente, emblema oggi più che mai che l’8 marzo ha ancora senso e un senso di lotta perché queste assurdità non si verifichino mai più”, conclude.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meghan torna su Instagram e lancia un brand: boom di follower

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(Adnkronos) –
Meghan Markle ha lanciato un nuovo marchio di lifestyle su Instagram, segnando il ritorno sul social della duchessa di Sussex da cui mancava dal 2020.I primi 9 post, che insieme compongono semplicemente il nome della nuova attività commerciale, hanno contato in poche ore oltre 200mila follower, anche se non si sa ancora bene cosa American Riviera Orchard venderà.

Probabilmente si tratterà di oggettistica legata al mondo della cucina, dai libri di ricette agli accessori.Per ora si vedono soltanto lo stemma e il logo dorati del marchio, che secondo gli osservatori reali rispecchierebbero la calligrafia della moglie di Harry. Nella domanda di registrazione del marchio – scrive il Guardian – l’ambito di attività si estende a libri di cucina, stoviglie, biancheria, una gamma di creme spalmabili e conserve tra cui gelatine, marmellate e burro di arachidi, oltre a segnaposto da tavolo specificati come “non di metalli preziosi”.

Una seconda domanda di registrazione internazionale comprende articoli di cancelleria, tessuti, borse a tracolla, attrezzatura per lo yoga e una gamma di articoli per animali domestici come guinzagli, collari, tappetini per l’alimentazione e becchime per uccelli.Oltre all’account Instagram, il marchio ha anche lanciato un sito web composto dal logo dell’azienda e da un link per iscriversi a una lista d’attesa.

Si è ipotizzato che Meghan voglia lanciarsi in un tipo di attività stile Martha Stewart o Gwyneth Paltrow.   Da quando lei e Harry si sono dimessi da ‘membri senior’ della casa reale nel 2020, la coppia ha avviato una serie di iniziative mediatiche di alto profilo, tra cui un accordo quinquennale con Netflix del valore di 100 milioni di dollari, un contratto Spotify da 20 milioni di dollari terminato a metà del 2023 e il libro di memorie di Harry del 2023, ‘Spare’.Ma American Riviera Orchard sarebbe la prima attività commerciale con la quale Meghan venderebbe beni fisici.  Meghan e Harry si impegnano anche in opere di beneficenza attraverso la Archewell Foundation, che si occupa di sicurezza digitale.

Un marchio di lifestyle rappresenterebbe un ritorno al passato per Meghan, che in precedenza intervistava amici famosi, condivideva ricette e scriveva di viaggi, bellezza e cibo su The Tig, un sito web di lifestyle che aveva chiuso prima di sposare Harry.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, Vaia: “Nessun allarme, test in aeroporto per chi arriva da Paesi a rischio” – Video

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(Adnkronos) – “Non c’è assolutamente nessun allarme in Italia sulla Dengue.Mettiamo in campo la prevenzione per evitare che la zanzara vettore della Dengue attecchisca in Italia.

Stiamo lavorando per sperimentare test anti-Dengue ai viaggiatori in arrivo in aeroporti italiani da Paesi a rischio, su base volontaria e gratuita”.Lo ha affermato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Francesco Vaia, a margine della presentazione a Roma della Giornata del Fiocchetto lilla, tornando sulla seconda circolare Dengue firmata ieri. “Stiamo anche pensando a messaggi video da poter lanciare con l’aiuto delle compagnie aeree direttamente sui voli”, ha aggiunto.  “Dobbiamo far sì che la prevenzione, il buon senso, la precauzione siano messe al primo posto rispetto alla Dengue – ha aggiunto Vaia – Noi dobbiamo fare in modo che il virus responsabile della malattia, trasmesso attraverso la zanzara Aedes aegypti – che non c’è in Italia – non attecchisca nel nostro Paese.

Quindi, dopo la prima circolare che alzava l’allerta, abbiamo fatto una seconda circolare che è dispositiva.Ovvero i nostri operatori degli Usmaf-Sans – che sono i nostri terminali in porti e aeroporti – verifichino all’interno delle navi e degli aerei che provengono dai Paesi dove la Dengue è presente che sia stata fatta la profilassi necessaria, e se non fossero state predisposte tutte le misure le disporranno i nostri operatori delle Usmaf-Sans”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Talpa procura di Roma, De Vivo condannato a 5 anni per corruzione in atti giudiziari

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(Adnkronos) – Il gup di Roma ha condannato a 5 anni, in rito abbreviato, Jacopo De Vivo, arrestato nel febbraio 2023 insieme alla compagna, la praticante avvocato Camilla Marianera, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari.De Vivo e Marianera, il cui processo è in corso con rito ordinario, sono accusati di avere venduto in cambio di ‘mazzette’, notizie coperte dal segreto istruttorio.  De Vivo, in carcere da oltre un anno, sconterà il resto della condanna ai domiciliari con il braccialetto elettronico, dopo il parere favorevole espresso dalla procura.

Per lui la pm titolare dell’inchiesta Giulia Guccione aveva chiesto una condanna a 6 anni.Il giudice ha inoltre stabilito risarcimenti da stabilire in sede civile, a favore della Presidenza del Consiglio e del ministero della Giustizia che sono costituiti parti civili.  Secondo l’atto d’accusa dei pm, dal 2021 al dicembre scorso, i due ”erogavano utilità economiche a un pubblico ufficiale allo stato ignoto, appartenente agli uffici giudiziari di Roma e addetto all’ufficio intercettazioni, perché ponesse in essere atti contrari ai doveri del suo ufficio, consistenti nel rilevare l’esistenza di procedimenti penali coperti dal segreto, l’esistenza di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, atti remunerati mediamente nella misura di 300 euro a richiesta’’. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europa League, sorteggi quarti di finale: derby Milan-Roma e Liverpool-Atalanta

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(Adnkronos) – Milan-Roma nei quarti di finale di Europa League.Lo ha stabilito il sorteggio effettuato a Nyon.

Le gare di andata si giocano l’11 aprile, il ritorno il 18 aprile.L’Atalanta affronterà il Liverpool, con l’andata a Anfield.

Le altre sfide sono Bayer Leverkusen-West Ham e Benfica-Marsiglia. In semifinale, la vincente di Benfica-Marsiglia affronterà la vincente di Liverpool-Atalanta.Chi passa il turno tra Milan e Roma, invece, in semifinale incontrerà una tra Bayer Leverkusen e West Ham.  Milan-Roma Liverpool-Atalanta Bayer Leverkusen-West Ham Benfica-Marsiglia.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Moro, esce libro: “Quel 9 maggio Cossiga e Paolo VI in attesa della liberazione, poi lo choc”

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(Adnkronos) – C’è ancora chi preferisce non esporsi, tornando però a raccontare cose che riaffiorano nel tempo.Ci sono ancora -quel che più conta- tante zone d’ombra, troppe, per quello che è il delitto politico più clamoroso della storia della Repubblica.

E alla fine, a 46 anni dall’omicidio di Aldo Moro, si continua a riflettere, a cercare di capire, a scartare fake news e quindi a scrivere.Come fa nel suo libro la giornalista e scrittrice Stefania Limiti (“Quel che resta del caso Moro”, edizioni Interlinea, pp. 155, in uscita domani, 16 marzo) costruendo la sua narrazione nel dialogo tra chi fu testimone di quei giorni e la realtà geopolitica di fine anni ’70, che vedeva l’Italia come la faglia più pericolosa dell’ecosistema nato dopo Yalta, tra interessi atlantisti e piduisti, e presunti rischi di vittoria politica dei comunisti italiani, troppo lontani anche da Mosca e quindi fuori controllo. Il volume ha il merito di riaccendere i fari, senza ricorrere ad azzardate ipotesi e dietrologie, sulla drammatica vicenda che inizia il 16 marzo del 1978 a Via Fani, con la strage dei 5 uomini della scorta e il rapimento di Moro, e tutto quello che poi implode, per fattori esterni e ancora poco noti, all’interno di una serie di trattative per la liberazione dell’uomo simbolo del compromesso storico, che tutti volevano salvare (e forse potevano in tanti) e nessuno riuscì a far uscire vivo dalla ‘prigione del popolo’.  Se si guarda all’epilogo, al 9 maggio, quella storia, con la ‘S’ maiuscola, che la famiglia Moro evocherà come unico tribunale della verità per far chiarezza “sulla vita e sulla morte di Aldo Moro”, sta per prendere una strada diversa.

Quella che un regista come Marco Bellocchio, nel suo ‘Buongiorno notte’ sceglie di percorrere, con un Moro libero e confuso per le strade di Roma, dopo 55 giorni.Eppure, stando al racconto di Limiti -ecco la testimonianza della fonte coperta “ma di primo piano nella democrazia cristiana del tempo”, come sottolinea la stessa autrice all’AdnKronos- quella possibilità che avrebbe cambiato la Storia -certo del Paese ma anche di quell’uomo- fu a un passo dal divenire realtà, proprio la mattina del 9 maggio.

Moro stava infatti per essere liberato. “9 maggio 1978, ore 7,45: sappiamo che Cossiga entra alla buvette di Montecitorio ed è soddisfatto.Assicura un testimone che era lì: “Andavo sempre verso quell’ora proprio perché si poteva incontrarlo facilmente, erano minuti preziosi per parlarsi – è la testimonianza raccolta dall’autrice- .

Credo che avesse convocato Signorile al Viminale nelle ore successive, come è noto, proprio perché avrebbe dato ai socialisti, al di là del loro effettivo ruolo, la responsabilità dell’esito positivo del sequestro.Sì, Cossiga era davvero contento durante quel caffè, naturalmente non mi disse nulla…”. Ha gioco facile, l’autrice a mettere in fila orari e avvenimenti noti con quanto apprende dalla fonte scudocrociata, che innanzi tutto offre una chiave di lettura nuova dell’incontro tra Cossiga e Signorile, su cui anche ultimamente si è tornati a parlare, per retrodatare clamorosamente la notizia di Moro rivenuto morto a Via Caetani, ben prima della telefonata del brigatista Morucci al professor Franco Tritto.

Ora si aggiunge un tassello non da poco: Cossiga pare dunque voler coinvolgere il vicesegretario socialista per trovare un modo ‘accettabile’ per dare all’opinione pubblica e forse anche ai tanti nemici di Moro dentro e fuori della Dc, la notizia della liberazione del suo vecchio maestro, senza derogare dalla linea della fermezza, apparentemente unica stella polare di democristiani e comunisti.  E’ libero grazie a una trattativa che ha visto al centro i socialisti, poteva essere l’escamotage accettato da tutti.Stesso ottimismo pareva nutrirlo il Vaticano.

Già l’8 maggio “la cerchia dei più stretti assistenti di Paolo VI venne messa in allarme perché avrebbe potuto ricevere una telefonata in cui si annunciava l’accettazione della proposta da parte delle Br e l’avvio delle procedure per la liberazione dell’ostaggio”, scrive ancora Limiti, riportando la testimonianza di don Cesare Curioni, l’uomo della trattativa portata avanti dalla santa Sede. Nel libro si apprende pure come lo stesso Fanfani, dopo la telefonata ultimatum di Mario Moretti del 30 aprile, in cui il capo delle Br chiede un segnale immediato della Dc per evitare l’epilogo sanguinario, fosse ormai pronto a metterci la faccia. “Fanfani -racconta alla Limiti Beppe Pisanu, nel 1978 capo della segreteria politica di Benigno Zaccagnini- non aveva ancora parlato quando arrivò la notizia della morte di Moro”.Qualcuno decise che le parole dell’altro cavallo di razza dello scudocrociato, avrebbero messo nei guai chi invece voleva la fine di Moro.

Ucciderlo dopo il via libera alla trattativa di Fanfani sarebbe stato un colpo mortale per gli avversari di Moro, brigatisti e non, e quindi non si diede il tempo a Fanfani di intervenire. Per arrivare a presentare questo nuovo pezzo della vicenda la ricostruzione della Limiti, già autrice di ‘Doppio livello, come si costruisce la destabilizzazione in Italia’, lascia spazio più volte alle parole di Moro, ma non soltanto a quelle tristemente note del cosiddetto ‘Memoriale’ o quelle scritte nelle decine di lettere indirizzate a amici e politici durante i 55 giorni.Trovano posto infatti nel volume brani significativi degli interventi del Moro politico e non ancora prigioniero dei brigatisti.

Che a ben vedere, sin dagli anni ’60, dalla prima apertura ai socialisti, non sono riflessioni e timori così diversi da quelli che ribadirà poco prima di morire.  “La Dc ha perduto la forza di essere se stessa e di farsi rispettare, non ha nessuna voglia di cambiare strada, non intende imparare niente dai fatti, c’è una congiura della mediocrità e dell’incultura”, dice Moro nel ’71, non nascondendo il suo timore per l’avanzata della Destra alle ultime elezioni.Il leader democristiano non ci gira intorno, chiede al partito “di uscire dal suo cinismo, dalla sua mediocrità, dalla sua paura, dal suo elettoralismo deteriore” e di essere “invece capace di offrire una parola di franchezza e di chiarezza, una prospettiva di più sostanziale libertà”.

Accuse che ripeterà anche quando sarà nelle mani dei suoi carcerieri, non risparmiando critiche ai vari Andreotti e Zaccagnini. (di Francesco Saita)  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Basilicata, fonti: “Voci ritiro Lacerenza prive di fondamento”

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(Adnkronos) – Le voci sul ritiro di Domenico Lacerenza come candidato civico del campo largo di centrosinistra alle elezioni in Basilicata sono “prive di fondamento”.E’ quanto affermano fonti Pd, aggiungendo che “in merito all’articolo di Repubblica dal titolo ‘Domenico Lacerenza verso il ritiro’ si apprende che lo stesso primario del dipartimento di oculistica di Potenza considera prive di fondamento le voci di un suo ritiro”.  
Anche dal fronte M5S viene escluso un passo indietro di Lacerenza.

Chi ha parlato con il leader Giuseppe Conte racconta che -di fronte ai rumors di un possibile ritiro dalla corsa- l’ex premier ha escluso la possibilità: “assolutamente no”, avrebbe rassicurato i suoi.  Subito dopo la sua designazione, Lacerenza si era attivato per avviare “il confronto con le forze politiche lucane moderate e progressiste con l’obiettivo prioritario di trasformare la piattaforma di idee e posizioni su cui c’è stata da subito convergenza in un programma compiuto”. “È un passaggio importante per rendere concreto l’impegno per i lucani e per il quale è indispensabile che ci sia la massima coesione delle forze politiche anche a livello locale”, ha affermato in una nota. Ma nel corso della giornata è salita la tensione con Carlo Calenda, secondo il quale un veto dei 5 Stelle avrebbe tagliato fuori Azione della coalizione di centrosinistra. “I 5 Stelle hanno escluso Azione.Ne abbiamo preso atto, fine.

Non c’è nessun problema”, ha affermato.Al di là della ricostruzione di Calenda, l’esito è che comunque al momento Azione non solo è fuori, ma potrebbe addirittura convergere sul presidente uscente del centrodestra, Vito Bardi.

Un esito che allarma parte del Pd lucano.  Sulla questione è intervenuto oggi Stefano Bonaccini. “Escludere a priori qualcuna delle opposizioni che ha dato disponibilità sarebbe un errore”.Ma, aggiunge il presidente dell’Emilia Romagna e presidente del Pd a ‘L’aria che tira’, “sarebbe un errore anche che una forza politica come Azione, che si sta lamentando per non essere coinvolta, non escluda di stare con la destra…

Dire sono disposto a stare con il centrosinistra e contemporaneamente con il centrodestra…”.  Bonaccini chiede dunque uno “sforzo di unità”. “Prima di individuare i responsabili si devono usare le prossime ore per chiedere uno sforzo di unità. “Non è detto che si debbano mettere per forza insieme tutti, ma in una stagione in cui la destra ha il vento a favore sarebbe bene che chi è alternativo alla destra in Parlamento e spesso nei territori” stia insieme, ha spiegato il presidente del Pd. “Chiedo a tutti uno sforzo di responsabilità per cercare di ripartire e trovare le ragioni di restare uniti”, ha aggiunto.   Il messaggio del Pd nazionale attraverso la coppia Davide Baruffi e Igor Taruffi, incaricati da Elly Schlein di gestire la partita candidature, è stato chiaro: proviamo ad allargare la coalizione ma non si può rimettere in discussione il candidato.Ossia Domenico Lacerenza.

Questa la cornice, si riferisce all’Adnkronos, dentro cui stamattina si è svolta una riunione da remoto del Pd lucano con i due responsabili della segreteria Schlein.Tanti gli interventi, compreso quello di Roberto Speranza, racconta chi ha partecipato.  “In molti -si riferisce- abbiamo evidenziato le problematicità della candidatura di Lacerenza ma la linea del nazionale è chiara e nessuno vuole passare per quello che ha fatto saltare anche questo nome… “.

Insomma, perplessità ma ci si adegua all’indicazione del Pd nazionale su Lacerenza.  
Quanto alla volontà di allargare, recuperando Azione e Marcello Pittella, le possibilità sono remote.Anzi, “stanno a zero”, dicono dal territorio.

L’unico modo per riaprire la partita sarebbe quello di superare la candidatura Lacerenza. “Se Pittella va a destra, non lo segue nessuno.Se invece fa un’operazione terza, allora in qualche singolo potrebbe nascere la tentazione”.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Melanoma e controlli saltati, in Europa 100mila anni di vita persi tra 2020 e 2021

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(Adnkronos) – Un neo sospetto e la tentazione di ‘non pensarci’.La cosa peggiore per la prevenzione del melanoma.

Uno studio internazionale, a cui hanno preso parte per l’Italia i ricercatori dell’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli, ha rivelato che tra il 2020 e il 2021, nel pieno dell’emergenza pandemica e delle restrizioni Covid, i controlli ‘saltati’ e i conseguenti ritardi diagnostici e di cura hanno causato la perdita di ben 111.464 anni di vita in 31 Paesi in Europa.Con un costo di 7,1 miliardi di euro.

Nello stesso periodo, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Jama Network Open, solo in Italia sono andati persi 15mila anni di vita. Per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce la Fondazione Melanoma e l’Istituto tumori Pascale di Napoli hanno lanciato il nuovo cortometraggio dal titolo ‘Su noi due’, con protagoniste due volti noti della soap ‘Un posto al Sole’, Lara Sansone e Miriam Candurro, e con co-protagonisti altri due beniamini della Tv, Gigi & Ross.Le comparse sono tutti infermieri veri e lo stesso corto – che dura 10 minuti – è stato realizzato negli ambulatori dell’Istituto dei tumori di Napoli e nel presidio ospedaliero Ascalesi, da 4 anni accorpato al polo oncologico.

Presentato questa mattina all’hotel Mediterraneo di Napoli, è in lizza per i vari festival del Cinema, primo fra tutti quello di Venezia, e per questo non può ancora essere mandato in onda in Tv e nelle sale cinematografiche.  Prodotto da Bronx Film e con il supporto non condizionante di Bristol Myers Squibb, il cortometraggio racconta la storia di due amiche con un approccio ben diverso alla prevenzione del melanoma: Anna, interpretata da Miriam Candurro, più scrupolosa, che scopre di avere un melanoma nelle prime fasi della malattia; e Teresa, interpretata da Lara Sansone, meno attenta alla prevenzione, che scopre di avere la stessa malattia della sua amica quando ormai il cancro ha già iniziato a diffondersi.Nel cortometraggio, quando Anna manifesta i suoi timori per un neo sulla sua coscia, la sua amica le consiglia sorridendo di “non pensarci”.

Il peggior consiglio, concordano gli esperti. “Pensarci è invece proprio quello che dobbiamo fare noi tutti”, sottolinea Paolo Ascierto, presidente Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie innovative dell’Istituto Pascale. “Anche per il melanoma, infatti, prevenire è meglio che curare.Perché nonostante questo tumore non ci spaventi più come in passato grazie alla disponibilità di farmaci innovativi, in primis l’immunoterapia che è in grado di guarire il 50% dei pazienti con malattia metastatica, la prevenzione e la diagnosi precoce restano le nostre migliori armi”, rimarca l’oncologo. 
Più tardi si arriva alla diagnosi, più la malattia progredisce e diventa più complicato curarla.

Proprio come è successo – e succede ancora – alle migliaia di pazienti che durante la pandemia, a causa delle restrizioni, della carenza di personale e della paura di ammalarsi di Covid, hanno rimandato lo screening. “Il nostro studio, basato sui dati di 50.072 pazienti europei, stima che in circa il 17% il melanoma sarebbe progredito a uno stadio più alto nel periodo 2020-2021 a causa di soli 2 o 3 mesi di ritardi nella diagnosi o nel trattamento – spiega Ascierto -.Ci deve allarmare il fatto che, per una sola malattia, si siano persi così tanti anni di vita e che migliaia di pazienti abbiano subito un peggioramento della qualità della vita”. Il cortometraggio è dunque un invito a pensare alla prevenzione del melanoma, il terzo tumore più frequente al di sotto dei 50 anni in Italia: nel 2023 sono state stimate circa 12.700 nuove diagnosi, di cui 7mila tra gli uomini e 5.700 tra le donne.

Scoprirlo prima è meglio, come mostra la storia di Anna e Teresa. “Una diagnosi precoce è in grado di influenzare in maniera importante la prognosi – conclude Ascierto -.L’aspettativa di vita per i pazienti con melanoma in stadio iniziale raggiunge il 95% a 10 anni dalla diagnosi.

Per cui ‘pensiamo’ alla prevenzione.E, soprattutto, agiamo”. (dall’inviata dell’Adnkronos Salute Adelisa Maio) —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella: “L’Europa riapra speranza di pace, l’Italia costruisca ponti di dialogo”

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(Adnkronos) – L’Italia ripudia la guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.Sono le poche parole dell’articolo 11 che contiene le ragioni, le premesse del ruolo e delle posizioni del nostro Paese nella comunità internazionale: costruire ponti di dialogo, di collaborazione con le altre nazioni, nel rispetto di ciascun popolo”.

E’ il monito che arriva dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto alla commemorazione dell’80esimo anniversario della distruzione della città di Cassino e del territorio circostante. “Sono mesi, ormai anni, amari quelli che stiamo attraversando.Contavamo che l’Europa, fondata su una promessa di pace, non dovesse più conoscere guerre.

Ai confini d’Europa, invece, anzi dobbiamo dire dentro il suo spazio di vita, guerre terribili stanno spargendo altro sangue e distruggendo ogni remora posta a tutela della dignità degli esseri umani.Bisogna interrompere il ciclo drammatico di terrorismo, di violenza, di sopraffazione, che si autoalimenta e vorrebbe perpetuarsi.

Questo è l’impegno della Repubblica italiana”, il richiamo di Mattarella. “Far memoria di una tragedia, di una battaglia così sanguinosa, come quella di Cassino, che ha inciso nelle carni e nelle coscienze del nostro popolo e di popoli divenuti nostri fratelli, è anche un richiamo -ha aggiunto il Capo dello Stato- a far cessare, ovunque, il fuoco delle armi, a riaprire una speranza di pace, di ripristino del diritto violato, della dignità riconosciuta a ogni comunità”. “Cassino esprime un ricordo doloroso di quanto la guerra possa essere devastante e distruttiva ma è anche un monito a non dimenticare mai le conseguenze dell’odio, del cinismo, della volontà di potenza che si manifesta nel mondo.Cassino città martire.

Cassino città della pace.Questo il messaggio forte, intenso, che oggi viene da qui. È questo -ha affermato Mattarella- il traguardo a cui ambire. È questa la natura dell’Europa, la sua vocazione, la sua identità. È questa la lezione che dobbiamo tenere viva, custodire, trasmettere”. “Vent’anni dopo quei drammatici eventi, Papa Paolo VI, nell’inaugurare la ricostruita Abbazia, volle tributare alla figura di San Benedetto il riconoscimento di essere Patrono dell’Europa. ‘Messaggero di pace, lo definì, realizzatore di unione, maestro di civiltà’.

La nuova Abbazia ha la stessa vocazione ma ambisce anche a essere prova di un’accresciuta consapevolezza degli orrori delle guerre e di come l’Europa – ha concluso Mattarella – debba assumersi un ruolo permanente nella costruzione di una pace fondata sulla dignità e sulla libertà.Ne siamo interpellati”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Champions League, sorteggio quarti di finale: Real Madrid-Manchester City

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(Adnkronos) – Il sorteggio dei quarti di finale di Champions League ha definito gli abbinamenti per la nuova fase della competizione.Spicca la sfida tra Real Madrid e Manchester City, detentore del titolo.

Le squadre allenate da Carlos Ancelotti e Pep Guardiola tornano ad affrontarsi dopo la semifinale dello scorso anno.  Arsenal-Bayern Monaco Atletico Madrid-Borussia Dortmund Real Madrid-Manchester City Psg-Barcellona.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’allarme di Sicindustria: “La mafia ha rialzato la testa”

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(Adnkronos) – “L’analisi della commissione regionale Antimafia mette nero su bianco una situazione di cui già avevamo purtroppo consapevolezza: la mafia negli ultimi anni ha rialzato la testa e stiamo assistendo a una recrudescenza di atti criminali a danno delle imprese”.Lo ha detto, in una intervista all’Adnkronos, il neo Presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo, commentando i dati emersi dalla relazione della Commissione antimafia dell’Assemblea regionale siciliana.

Secondo quanto sottolineato dagli inquirenti all’Antimafia è generale il tentativo della mafia di “infiltrarsi nell’economia legale” attraverso azioni parassitarie, limitando la concorrenza degli altri imprenditori che non possono competere con ingenti flussi di capitale illecito.Ciò accade soprattutto nei territori con una propensione imprenditoriale più spiccata come nelle zone del Trapanese, Catanese, Palermitano, Ragusano e Siracusano.

Pertanto, c’è una mafia che assume caratteristiche imprenditoriali sempre più estese nei diversi settori dell’economia più redditizia: dal settore energetico a quello dei rifiuti, dal turismo a tutte le attività connesse alla gestione del tempo libero.  “La posizione di Sicindustria in tal senso è assolutamente chiara e netta: non bisogna abbassare la guardia e occorre sempre denunciare qualsiasi tentativo di ingerenza criminale all’interno del circuito economico – dice ancora Rizzolo – Posso anche dire che per quanto riguarda il nostro Sistema, l’asticella dell’attenzione è tenuta sempre molto alta e abbiamo tutti gli strumenti per intervenire nei confronti di chi risulta connivente con ambienti mafiosi per interessi personali”.  Dallo spaccato della relazione dell’Antimafia, guidata dal deputato Antonello Cracolici, emerge un’organizzazione criminale meno pressante ma capillare, che agisce all’insegna del “pagare meno ma pagare tutti”.Si registra anche una caduta della tensione antimafia che si è tradotta in un sentimento di pericolosa indifferenza dopo l’onda emotiva successiva alle stragi, un tessuto connettivo caratterizzato da ingenti risorse derivanti dal traffico di stupefacenti. “Io sono alla guida di Sicindustria da poco più di tre mesi, ma il mio impegno è quello di portare avanti una linea fatta da pochi annunci e tanta concretezza”, dice ancora il Presidente Rizzolo.

Nel corso delle audizioni dell’Antimafia sono stati sentiti nove prefetti, 19 procuratori capo, 4 procuratori antimafia, 302 amministratori locali, questori, comandanti provinciali della guardia di finanza e dei carabinieri, nonché i vertici delle direzioni investigative antimafia. Le audizioni con i Comitati dell’ordine e della sicurezza di tutte le province siciliane – iniziate a febbraio 2023 a Castelvetrano e concluse a Catania a settembre – hanno segnalato come ”alla recrudescenza del fenomeno estorsivo sia connessa una minore capacità del sistema imprenditoriale siciliano di reagire, sia in termini di denunce che in termini di reazione, con numerosi casi in cui, al contrario, è l’imprenditore o il commerciante a cercare, di sua sponte, la protezione dei clan per la cosiddetta messa a posto”.Un dato a cui si affianca, sottolinea la Commissione, ”un preoccupante sfilacciamento del tessuto sociale che, invece, sull’onda emotiva successiva alle stragi di mafia, si era schierato contro lo strapotere delle mafie.

Una caduta della tensione che si è tradotta in un sentimento di indifferenza che ha determinato l’assenza di associazioni antiracket in alcune province siciliane o la loro cancellazione per inattività, riducendo la loro funzione, in alcuni casi, alla mera assistenza legale della vittima di estorsione senza che ciò si traduca in una attività di prevenzione e sensibilizzazione contro il racket”.Sono 30, in tutto, le associazioni antiracket registrate nell’Isola, 31 se si considera quella in attesa di iscrizione a Ragusa dove, nel 2021, ben tre associazioni sono state cancellate per inattività. “Un passaggio che mi ha colpito nell’analisi della Commissione è quello relativo alle associazioni antiracket, la cui funzione sul territorio ritengo essere molto importante come testimonia anche una delle ultime intercettazioni che ho letto dove a proposito di un imprenditore veniva detto di non contattarlo perché vicino ad Addiopizzo”, dice ancora Luigi Rizzolo.  “Sull’allarme lanciato dalla Commissione in merito alla cancellazione di alcune associazioni, credo che una possibile ragione, accanto alla caduta di tensione che va assolutamente contrastata, sia anche la proliferazione forse eccessiva registrata in un certo periodo storico.

Ciò che conta è, comunque, avere sempre la consapevolezza che un mercato alterato danneggia tutti.Anche chi è convinto di avere un vantaggio momentaneo”, conclude il Presidente di Sicindustria. (di Elvira Terranova) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, il film su Alda Merini si aggiudica la prima serata

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(Adnkronos) – Il film di Rai1, ‘Folle d’amore – Alda Merini’, si è aggiudicato per numero di telespettatori la prima serata di ieri avendone conquistati 2.948.000 pari al 16,5% di share.Canale 5 con il ‘Grande Fratello’ ne ha ottenuti invece 2.372.000 ma con uno share del 18,4% (più alto per la maggiore durata del programma).

Il terzo gradino del podio è andato a Italia 1 che con ‘Le Iene presentano: Inside’ ha raccolto 1.173.000 telespettatori e l’8,1% di share. La partita di Europa League, Brighton-Roma, trasmessa da Tv8, ha registrato 1.200.000 telespettatori e il 6%, mentre su Retequattro ‘Dritto e Rovescio’ ha raccolto 811.000 telespettatori e il 5,6%.La7 con ‘Piazzapulita’ ha interessato 756.000 telespettatori con il 5,3% e Rai3 con ‘Splendida Cornice’ ha segnato il 4,6% di share con 788.000 telespettatori.

Su Rai2 ‘Io rimango qui’ è stato visto da 689.000 telespettatori (3,6%) ‘Only Fun – Comico Show’ sul Nove ne ha totalizzati 687.000 con il 3,8%. Il preserale vede in testa Rai1 che con ‘Cinque Minuti’ ha registrato 4.427.000 telespettatori e il 21,1% e, a seguire, con ‘Affari Tuoi’, 5.593.000 con il 25,7% di share.Canale 5 con ‘Striscia la notizia’ ha ottenuto invece 3.227.000 telespettatori con il 14,8%.

Anche nel preserale Rai1 è in cima alla classifica con ‘L’Eredità’, seguito da 4.445.000 telespettatori pari al 25,4% di share, mentre ‘Avanti un altro!’ su Canale 5 ha ne raccolti 3.361.000 con il 20,6%.Nel complesso la comparazione delle reti generaliste Rai più l’all news nei confronti di Mediaset a pari perimetro ha visto, nell’intera giornata, le generaliste Rai più RaiNews24 al 30,3% con 2.544.000 telespettatori e le generaliste Mediaset più TgCom24 al 28,5% con 2.397.000 telespettatori; in prima serata le generaliste Rai più RaiNews24 hanno segnato il 30,3% e 6.334.000 telespettatori contro il 25,7% e i 5.381.000 telespettatori delle generaliste Mediaset più TgCom24. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Squid Game, la star condannata per molestie sessuali

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(Adnkronos) – Oh Yeong-su, attore di 79 anni e star della serie Squid Game che ha spopolato su Netflix, è stato condannato a 8 mesi di carcere per molestie sessuali.La pena è stata sospesa, come scrive il Koreal Herald.

L’attore, il primo sudcoreano a vincere un Golden Globe nel 2022 per il ruolo di Oh Il-nam, è stato condannato per aver ‘toccato in maniera inappropriata’ un’attrice nel 2017.  La donna ha avviato un’azione legale nel 2021, accusando il collega di molestie compiute durante un tour teatrale.Oh Yeong-su si è difeso, come ha dichiarato all’emittente JTBC, sostenendo di aver tenuto la mano della donna “per indicarle una direzione” e di essersi anche scusato per il comportamento.

La sentenza emessa dal tribunale, per un reato punibile anche con 10 anni di carcere, prevede che l’attore segua un programma ‘rieducativo’ di 40 ore.  Oh Yeong-su, uno dei personaggi principali di Squid Game, non fa parte della seconda stagione della serie da record.La seconda stagione è attesa nella seconda parte del 2024. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)