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Ucraina, nuovi attacchi con droni su Belgorod: un morto e due feriti

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(Adnkronos) – Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite in un attacco con un drone contro la regione russa di Belgorod, al confine con l’Ucraina.Lo denuncia il governatore Vyacheslav Gladkov. “Droni hanno attaccato i distretti di Starooskolsky e quello di Chernyansky – ha reso noto via Telegram – Un civile è stato ucciso e altre due persone sono rimaste ferite nel distretto di Chernyansky”.   Torna intanto alta la minaccia intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia dopo i massicci raid sull’Ucraina condotti dalla Russia nelle scorse ore che non hanno risparmiato neanche la principale diga del Paese sul fiume Dnipro.

E’ stato “l’attacco più grande” all’infrastruttura energetica dell’Ucraina “degli ultimi tempi”, ha commentato il ministro dell’Energia di Kiev, Herman Halushchenko.Blackout sono scattati in diverse città e, secondo la presidenza di Kiev, oltre un milione di persone sono rimaste senza elettricità.

Almeno cinque persone hanno perso la vita.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, altri 300mila soldati per nuovo attacco in Ucraina: il piano

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(Adnkronos) –
La Russia prepara il nuovo attacco in Ucraina.Mentre Mosca è scossa dall’attentato che ha provocato almeno 40 morti alla Crocus City Hall, i vertici militari si preparano a varare una nuova mobilitazione con il reclutamento di altri 300mila soldati che dovrebbe prendere forma già a partire da lunedì 25 marzo. L’obiettivo della Russia è sferrare una nuova offensiva contro Kharkiv, nella regione che Vladimir Putin, dopo il trionfo nelle elezioni presidenziali, ha identificato come probabile ‘zona cuscinetto’ per garantire la sicurezza dei territori controllati dalla Russia. “E’ tutto pronto per la mobilitazione 2.0.

Kharkiv è la prossima.Con l’intenzione però di salvaguardarla, di non trasformarla nella prossima Mariupol”, ha spiegato Una fonte del Cremlino. “Sarà l’occcasione per dimostrare che la Russia sa come combattere in modo civile”, ha aggiunto. 
Nel settembre del 2022 Putin aveva annunciato la mobilitazione parziale di 300mila soldati.

Un mese dopo avere dichiarato che la mobilitazione era stata completata ma non c’era stato un atto formale.Legalmente, la Russia è ancora in stato di mobilitazione.

Non ci sarà quindi ora un annuncio. Il reclutamento avverrà in modo più morbido e sotto traccia, secondo un iter già avviato.Il salto di qualità, però, è innegabile e persino Mosca non può più ricorrere alla riduttiva etichetta che faceva riferimento all”operazione militare speciale’.

Trattasi di guerra, ma non per responsabilità russa, tiene a specificare il Cremlino. 
“Nel momento in cui l’Occidente collettivo è entrato nel conflitto, lo ha trasformato in una guerra per noi.Ma questo non implica cambiamenti giuridici.

Continua a essere una operazione militare speciale, in termini legali”, dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Ma di fatto – riconosce – si è trasformata in una guerra per noi, con l’Occidente collettivo che rafforza sempre di più e sempre più direttamente il suo coinvolgimento nel conflitto”.Peraltro “il termine guerra viene usato in contesti diversi”, afferma ancora. Alcuni territori russi sono attualmente occupati di fatto dal regime di Kiev, si spinge a dire Peskov parlando delle quattro regioni ucraine annesse da Mosca nel settembre del 2022.

Per il portavoce “è necessario proteggere queste nuove regioni e proteggere i residenti che ci vivono” e “la Russia non può consentire l’esistenza di uno Stato che non nasconde la sua intenzione di usare qualsiasi mezzo per riprendere il controllo della Crimea, e anche il Donbass e la Novorossiya”.Da qui, come ha già detto Putin, la necessità di creare una zona cuscinetto identificata con la regione di Kharkiv.  
La fase più recente della guerra è stata caratterizzata da raid e attacchi contro infrastrutture energetiche.

I missili russi nell’area della centrale nucleare di Zaporizhzhia hanno provocato danni e causato un blackout che ha colpito oltre un milione di persone.L’Ucraina, con i droni, nelle ultime settimane ha preso di mira le raffinerie russe, considerate obiettivi militari legittimi come dichiarato la vice premier ucraina Olha Stefanishyna.

L’Ucraina ”sta raggiungendo i suoi obiettivi” e sta ”portando avanti con successo le operazioni” in territorio russo, ha affermato Stefanishyna intervenendo al ‘Forum sulla sicurezza di Kiev’. 
Le raffinerie russe, ha aggiunto, ”secondo alti funzionari sono obiettivi assolutamente legali da un punto di vista militare”.Secondo le fonti del Financial Times, gli Stati Uniti temono che possa aumentare il prezzo del petrolio in seguito agli attacchi alle raffinerie e che Mosca possa mettere in atto pesanti ritorsioni. ”Comprendiamo gli appelli degli alleati americani.

Allo stesso tempo, stiamo lottando con le capacità e con le risorse di cui disponiamo oggi”, ha affermato la vice premier. Kiev in un secondo momento ha definito ‘fittizie’ le informazioni riguardanti presunte pressioni americane sull’Ucraina perché interrompa gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe. “Si tratta di informazioni fittizie, nessuno detterà all’Ucraina le condizioni per portare avanti questa guerra dopo due anni di conflitto su larga scala”, ha dichiarato al canale indipendente russo ‘Dozhd’ il capo dell’ufficio presidenziale dell’Ucraina, Mikhailo Podoliak, ricordando gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche in Ucraina e sottolineando “il diritto assoluto dell’Ucraina a ‘privare di energia” l’esercito russo, cioè a distruggere gli strumenti di guerra”. “L’Ucraina distruggerà tutta l’infrastruttura militare che consente all’esercito russo di continuare a svolgere determinate operazioni sul nostro territorio”, ha affermato.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni-Macron, disgelo a Bruxelles: asse Italia-Francia su difesa europea

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(Adnkronos) – Rivendica i risultati “soddisfacenti” ottenuti sulla migrazione nelle conclusioni del Consiglio europeo, evidenzia il ruolo svolto dall’Italia nel via libera ai negoziati per l’adesione della Bosnia-Erzegovina alla Ue, ribadisce il sostegno al presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel conflitto con la Russia e rinsalda l’asse con il presidente francese Emmanuel Macron sul fronte della difesa comune europea, argomento sul quale resta da sciogliere un nodo non da poco, quello delle risorse.Giorgia Meloni lascia Bruxelles dopo un Consiglio europeo dominato dal tema delle guerre, dall’Ucraina al Medio Oriente.

Tutto questo mentre i missili di Vladimir Putin continuano a cadere sulle infrastrutture energetiche di Kiev costringendo al buio buona parte del paese.  Le dichiarazioni roboanti arrivate dai vertici Ue sull’allarme per una estensione del conflitto lasciano il posto a parole più distensive.E’ la stessa presidente del Consiglio a provare a smorzare i toni, dicendosi stupita dalle ricostruzioni giornalistiche “riguardo a un clima particolarmente teso” all’interno del Consiglio. In merito a una possibile ‘preparazione’ alla guerra secondo Meloni “si è fatta un po’ di confusione: quello che era scritto nelle conclusioni effettivamente era messo in una parte dove poteva essere male interpretato.

Non era un riferimento a ‘prepariamo i cittadini perché siamo in guerra’ ma alle crisi sul piano della protezione civile…C’è un riferimento al termine militare perché in alcune nazioni la protezione civile è militare”, precisa l’inquilina di Palazzo Chigi a proposito di un passaggio presente nelle conclusioni del Consiglio europeo che poi è stato corretto.   Sull’uso degli asset russi congelati la formula concordata dai leader Ue non chiude la porta all’uso degli extraprofitti per aiuti militari all’Ucraina, anzi.

Anche l’Ungheria si mostra disponibile a ragionare sull’ipotesi, nonostante il primo ministro di Budapest Viktor Orban sia stato l’unico capo di governo europeo a congratularsi con Putin per la rielezione al Cremlino. Auguri che “non condivido”, taglia corto Meloni al termine dei lavori davanti ai microfoni.La leader del centrodestra plaude, poi, alle decisioni adottate dal summit in materia di agricoltura: “Per noi la partita importante era che ci fosse nelle conclusioni anche un riferimento alla proroga degli aiuti di Stato in campo agricolo, una delle principali rivendicazioni poste dalle associazioni di categoria.

Lo considero un importantissimo passo in avanti”. Il Consiglio europeo, le fa eco il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, “ha richiamato la Commissione Ue e l’Agrifish a lavorare su misure straordinarie, come la semplificazione, il giusto reddito, gli strumenti di sostegno aggiuntivo, come l’estensione del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato e sulla concorrenza leale, basata su regole sia a livello globale sia nel mercato interno”.  A margine del Consiglio e del vertice Euro ha luogo il faccia a faccia tra Meloni e Macron, per ricucire un rapporto che non è mai stato sereno tra i due.Basti pensare all’ultima polemica su un possibile intervento militare diretto sul suolo ucraino, paventato dal presidente francese ma bocciato in maniera netta dalla premier italiana.

Al centro del colloquio, riferiscono fonti italiane, i principali temi dell’agenda internazionale a partire dall’Ucraina alla luce del “drammatico incremento degli attacchi russi contro la popolazione civile”.  A questo proposito viene confermato “il valore fondamentale dell’unità e della determinazione dell’Unione europea, in coordinamento con i partner G7, nel sostegno alla resistenza ucraina” per arrivare a una “pace giusta”. Di “particolare rilievo” secondo le stesse fonti “l’unità ritrovata dal Consiglio europeo – anche grazie all’impulso italiano e francese – sul Medio Oriente, sull’agricoltura e sul tema della Difesa europea”.Ma su questo ultimo punto resta da sciogliere il nodo delle risorse da affiancare al miliardo e mezzo già assicurato nel contesto della revisione del Qfp (Quadro finanziario pluriennale) per il nuovo programma di difesa europea presentato dalla Commissione. “La proposta di allargare il mandato della Banca europea per gli investimenti trova molto consenso – osserva Meloni -, è un passo avanti e secondo me si può fare qualche passo avanti ulteriore”.

Tra Meloni e Macron si registra “particolare convergenza” anche “sulla dimensione esterna dalla migrazione”, sulla necessità di proseguire “sulla strada dei partenariati rafforzati con i Paesi di origine e transito” e del contrasto ai trafficanti di esseri umani.  In vista della voto europeo di giugno è anche il tema delle alleanze a tenere banco.A chi le chiede se la presidente uscente della Commissione Ue Ursula von der Leyen sia ancora una buona candidata per la guida del prossimo governo dell’Unione, Meloni risponde ostentando prudenza: “Questo è un dibattito che appassiona voi e non me.

Io aspetto di vedere come votano gli italiani prima di decidere chi debba fare cosa.Ci sono dei candidati, gli europei voteranno, dopo il voto si vedrà quali sono i pesi e si vedrà cosa si può fare”.

Poi dice di immaginare “un’Europa diversa da quella di oggi, molto meno ideologica” e “capace di difendere i propri confini”.  
Su von der Leyen è gelo da parte di Macron: “Ho sempre espresso dubbi sugli Spitzenkandidaten, perché non abbiamo liste transnazionali” e la figura del candidato di punta “iperpoliticizza il ruolo di presidente della Commissione, che istituzionalmente non è emanazione del Parlamento”, sottolinea il capo dell’Eliseo in conferenza stampa.Meloni, poi, frena anche sull’ipotesi di un ingresso di Orban nei Conservatori e riformisti europei, famiglia politica di Fdi: “Non è un dibattito all’ordine del giorno”. Dopo il Consiglio europeo, la presidente del Consiglio interviene agli Stati generali dell’Italia davanti alla platea dei funzionari impegnati a Bruxelles nelle istituzioni Ue e nella Nato (presente anche il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni).

Vogliamo un’Italia in Europa “sempre più autorevole e credibile, in grado di affrontare le tempeste a testa alta”, esorta la premier. “Quando facciamo sistema e lavoriamo tutti nella stessa direzione non c’è niente che non riusciamo a fare”, aggiunge a proposito del risultato raggiunto sulla direttiva imballaggi.E sul Pnrr si mostra fiera del giudizio positivo della Ue: “La Commissione europea dice che siamo la nazione che lo sta implementando con maggiore velocità”. (dall’inviato Antonio Atte)
 —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meteo, weekend delle Palme soleggiato: poi il colpo di coda invernale

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(Adnkronos) – Dopo un weekend delle Palme abbastanza soleggiato, temporali e venti forti che faranno scendere le temperature anche di 10 gradi si abbatteranno sull’Italia la prossima settimana.Ma per Pasqua le previsioni meteo parlano di sole e clima mite.  Mattia Gussoni, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma che la Settimana di Pasqua inizierà bene e finirà bene: nel mezzo, invece, il Ciclone della Colomba porterà maltempo da martedì fino al Giovedì Santo con tanta pioggia, vento ed inizialmente anche tanta neve sulle Alpi fino a quote relativamente basse per il periodo. Andiamo per gradi: nel weekend delle Palme sono attesi forti temporali sul Triveneto sabato pomeriggio e qualche rovescio verso le regioni adriatiche domenica.

Per il resto si attiveranno venti più forti che faranno scendere le temperature anche di 10 gradi.Un ridimensionamento rispetto a questi primi giorni di Primavera davvero molto gradevoli.

Tutto sommato comunque prevarranno le schiarite e il clima mite. In sintesi, vivremo 4 stagioni in pochi giorni: Primavera tendente all’Autunno in questo weekend delle Palme, un colpo di coda invernale tra martedì e mercoledì ed una Quasi-Estate per Pasqua e Pasquetta Ovviamente si tratta di una previsione a lunga scadenza da confermare; ad essere prudenti, dobbiamo segnalare che, proprio per il periodo prettamente pasquale, una perturbazione spagnola sarà lì pronta a guastare i nostri progetti: al momento sembra che le piogge dalla Spagna, al più, potranno raggiungere la Francia e il nostro arco alpino occidentale. Una leggera avanzata verso Est del fronte spagnolo potrebbe guastare la Pasquetta, un leggero arretramento verso Ovest favorirebbe al contrario ancora più sole e temperature estive.Al momento comunque le probabilità di avere Pasqua e Pasquetta al sole sono oltre il 75%. Quest’anno 2024 contraddirebbe dunque il detto: ‘Palme al Sole, Ova bagnate’.

E’ probabile che avremo molte ore di sole sia durante questo weekend delle Palme sia per la Santa Pasqua.Conferme meteo permettendo.  NEL DETTAGLIO Sabato 23.

Al nord: temporali forti in arrivo sui rilievi del Triveneto, localmente anche su quelli lombardi.Al centro: poco o parzialmente nuvoloso.

Al sud: sereno o poco nuvoloso. Domenica 24.Al nord: soleggiato, contenuto calo termico.

Al centro: rovesci sulle adriatiche, ventoso e più fresco.Al sud: soleggiato ma ventoso e più fresco. Lunedì 25.

Al nord: bel tempo; peggiora in serata.Al centro: bel tempo, peggiora in serata.

Al sud: bel tempo. TENDENZA: da martedì a giovedì dominio del ‘Ciclone della Colomba’ con maltempo diffuso; Pasqua con il sole e temperature quasi estive. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto nel Fiorentino, scossa magnitudo 3.1 a Certaldo

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(Adnkronos) – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia la scorsa notte, all’1,19, in provincia di Firenze, con epicentro a 4 chilometri a nordest di Certaldo e a una profondità di 10 chilometri.Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, sui social segnala che la scossa “è stata avvertita distintamente dalla popolazione”, ma “non si segnalano comunque criticità”. Il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, fa sapere che “la sala operativa di protezione civile ci ha appena confermato l’assenza di segnalazioni.

Gli edifici pubblici prima della riapertura saranno comunque controllati”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, naufragio davanti coste Lampedusa: dispersa bimba di 15 mesi

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(Adnkronos) – Una bambina di 15 mesi risulta dispersa dopo il naufragio avvenuto al largo delle coste di Lampedusa.In 44 migranti, fra cui undici donne e tre minori, sono stati salvati nella notte, in seguito all’affondamento del barchino su cui si trovavano.

La bimba è caduta in acqua mentre si trovava tra le braccia della madre che ora è stata trasferita all’hotspot.La donna è disperata.

Sono in corso le ricerche nell’area.  Sono in tutto tredici gli sbarchi avvenuti nella notte scorsa.Sbarcate complessivamente 620 persone, tra cui decine di minori.

Sono stati soccorsi dalle motovedette della Capitaneria di porto, della Guardia di finanza e da Frontex.Al momento si trovano all’hotspot di contrada Imbriacola oltre 1.000 migranti. Quindici migranti tunisini, tra cui dei minori, sono invece stati recuperati sull’isolotto di Lampione, nei pressi di Lampedusa.

I naufraghi erano a bordo di due gommoni che sono stati sequestrati dalla guardia di finanza.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attentato a Mosca, Fsb: arrestati quattro terroristi coinvolti nella strage

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(Adnkronos) – Sono stati arrestati i quattro terroristi direttamente coinvolti nell’attacco terroristico a Mosca, che ha preso di mira la Crocus City Hall, a Krasnogorsk, nella periferia nord della capitale russa, provocando oltre 90 morti.Lo riferisce l’agenzia russa Ria, secondo cui il presidente russo Vladimir Putin è stato informato dal capo dell’Fsb che dopo la strage sono stati eseguiti 11 arresti e tra le persone fermate vi sarebbero “tutti i terroristi direttamente coinvolti nell’attacco”. Poco prima il deputato Alexander Khinstein, aveva riferito che la Polizia aveva fermato due persone a bordo di un veicolo in fuga nella regione di Bryansk, a circa 340 chilometri a sudovest di Mosca.

All’interno del mezzo – riporta l’agenzia russa Tass – sono stati trovati una pistola, un caricatore per fucili d’assalto e passaporti del Tagikistan. “Le autorità del Tagikistan sono in stretto contatto con i colleghi russi sul presunto coinvolgimento di cittadini del Paese nell’attacco terroristico del 22 marzo” a Mosca, ha detto all’agenzia russa Tass un portavoce del ministero degli Esteri del Tagikistan. 
Sale intanto a 93 il bilancio ufficiale delle vittime della strage.Ad aggiornare il bilancio è stata la Commissione investigativa russa.

Tra le vittime ci sono anche tre bambini.S

ono invece 121 le persone ricoverate in ospedale, compresi tre minori.

Le autorità russe attribuiscono le morti alle ferite d’arma da fuoco e all’asfissia a causa dell’incendio scoppiato durante l’attacco.Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio.

Nel frattempo le forze di sicurezza lavorano all’ “ispezione” del luogo dell’attentato, procedono con il “sequestro delle prove materiali” e con l’esame delle registrazioni delle telecamere a circuito chiuso.  Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco venerdì sera, in un post su Telegram in cui il gruppo affermava che i suoi uomini armati erano riusciti a fuggire in seguito.Un funzionario statunitense ha affermato che Washington dispone di servizi segreti che confermano le affermazioni dello Stato islamico.  Sono poco passate le 19 ora italiana del 22 marzo 2024 quando arrivano un commando composto da almeno 5 uomini, con armi automatiche e granate, apre il fuoco sui civili all’interno della Crocus City Hall, a Krasnogorsk.

Nella serata di Mosca, la sala concerti è affollata da 6200 persone, secondo i dati relativi ai biglietti.In programma, in particolare, un concerto del gruppo Pic Nic.

Il lancio di almeno una granata contribuisce a provocare un incendio che verrà domato solo nella notte di Mosca: il tetto del complesso viene divorato dalle fiamme. Le foto hanno mostrato il municipio di Crocus avvolto dalle fiamme mentre sono emersi video che mostravano almeno quattro uomini armati che aprivano il fuoco con armi automatiche mentre i russi in preda al panico fuggivano per salvarsi la vita.In una clip, tre uomini in tuta mimetica armati di fucili sparavano a bruciapelo contro corpi sparsi nell’atrio della sala da concerto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kate Middleton ha il cancro, dalle voci all’annuncio choc: cosa sappiamo

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(Adnkronos) – L’incubo del cancro si abbatte sulla Royal Family.Kate Middleton, principessa del Galles, ha rivelato che le è stato diagnosticato un tumore e che è nelle “fasi iniziali” di un trattamento con chemioterapia. In un videomessaggio diffuso venerdì, la moglie del principe William ha detto che la diagnosi è arrivata dopo aver subito l’intervento chirurgico addominale a cui si è sottoposta a gennaio.

Inizialmente si pensava che la sua condizione non fosse cancerosa, ma i test successivi “hanno scoperto che il cancro era presente”, ha detto. Kate, 42 anni, era stata per lo più assente dagli impegni pubblici dopo l’intervento chirurgico di gennaio, provocando varie speculazioni sulle sue condizioni di salute.La diagnosi shock arriva dopo che anche al re Carlo III è stato diagnosticato un cancro a seguito di un intervento per un ingrossamento della prostata.

Ecco cosa sappiamo.  Kate ha pubblicato un video venerdì pomeriggio per fornire un aggiornamento sulla sua salute, due mesi dopo essersi allontanata temporaneamente dalla vita pubblica in seguito all’operazione addominale. “A gennaio ho subito un importante intervento chirurgico addominale a Londra e all’epoca si pensava che la mia condizione non fosse cancerosa”, ha detto Kate. “L’intervento ha avuto successo.Tuttavia, i test effettuati dopo l’operazione hanno rilevato che era presente un cancro.

Il mio team medico mi ha quindi consigliato di sottopormi a un ciclo di chemioterapia preventiva e ora sono nelle fasi iniziali del trattamento”. Ha detto che la sua diagnosi è stata un “enorme shock” e che “William e io abbiamo fatto tutto il possibile per elaborare e gestire questa situazione in privato per il bene della nostra giovane famiglia”. Una fonte reale ha detto alla Cnn che Kate ha iniziato la chemioterapia alla fine di febbraio e che lei e William hanno aspettato fino ad ora per rivelare la sua condizione perché venerdì è stato il giorno in cui i loro figli hanno iniziato le vacanze scolastiche di Pasqua. “Mi ci è voluto del tempo per riprendermi da un intervento chirurgico importante e iniziare il trattamento.Ma, cosa più importante, ci è voluto del tempo per spiegare tutto a George, Charlotte e Louis in un modo che fosse appropriato per loro e per rassicurarli che starò bene”, ha detto nel videomessaggio. 
Kate non ha detto che tipo di cancro le era stato diagnosticato.

La chemioterapia preventiva viene spesso utilizzata dopo l’intervento chirurgico come terapia “adiuvante”, per ridurre le possibilità di recidiva del cancro, ha detto alla Cnn la dottoressa Karen Knudsen, amministratore delegato dell’American Cancer Society.  Si prevedeva che lei tornasse alle funzioni ufficiali dopo Pasqua, ma ora rimanderà fino a quando non verrà autorizzata a farlo dal suo team medico, ha detto la fonte.  
Re Carlo ha detto di essere “così orgoglioso” di Catherine, sua nuora, per “il suo coraggio” nel condividere la sua diagnosi di cancro, ha detto venerdì sera un portavoce di Buckingham Palace.Charles ha detto che “è rimasto in stretto contatto” con Kate da quando hanno ricevuto cure nello stesso ospedale di Londra, e che lui e la regina Camilla “continueranno a offrire il loro amore e sostegno a tutta la famiglia in questo momento difficile”. Il primo ministro britannico Rishi Sunak ha affermato che la dichiarazione di Kate mostra “un enorme coraggio” e ha aggiunto che è stata “trattata ingiustamente” durante settimane di “intenso controllo” da parte della stampa e dei social media. La Casa Bianca ha affermato che l’amministrazione Biden è stata “incredibilmente triste nel sentire la notizia” e le ha augurato una completa guarigione. Il principe Harry e Meghan, duchessa del Sussex, hanno dichiarato: “Auguriamo salute e guarigione a Kate e alla famiglia, e speriamo che possano farlo in privato e in pace”.  Kensington Palace ha annunciato il 17 gennaio che la principessa avrebbe trascorso due settimane di convalescenza in ospedale dopo essere stata sottoposta con successo ad un intervento chirurgico addominale programmato.

Non è chiaro a cosa sia servito l’intervento, ma il palazzo aveva annunciato che difficilmente Kate sarebbe tornata alle funzioni pubbliche prima di Pasqua, che quest’anno cade il 31 marzo. Kate è stata dimessa dalla London Clinic – un ospedale privato vicino a Regent’s Park, nel centro della capitale britannica – il 29 gennaio. È tornata a casa a Windsor, a ovest di Londra, per continuare la sua convalescenza. Charles è stato dimesso dallo stesso ospedale privato lo stesso giorno di Kate, dopo aver ricevuto cure per un ingrossamento della prostata.Buckingham Palace ha annunciato il 6 febbraio che gli era stato diagnosticato un cancro.  La salute di Kate e il luogo in cui si trovava dopo l’intervento sono diventati oggetto di frenetiche speculazioni, nonostante il palazzo reale abbia ribadito di aver “chiarito a gennaio le tempistiche della guarigione della principessa”. Kate è stata vista per la prima volta in pubblico all’inizio di questo mese dopo essere stata avvistata a Windsor con indosso occhiali da sole scuri e seduta sul sedile del passeggero anteriore di un’auto guidata da sua madre, Carole Middleton.

La maggior parte dei media britannici ha deciso di non pubblicare lo scatto dei paparazzi, poiché la stampa ha soppesato l’interesse del pubblico per la salute di Kate con la necessità di rispettare le leggi sulla privacy.   In quello che sembrava essere un tentativo di mettere fine alle voci sulla sua salute, Kate ha pubblicato una fotografia ufficiale di lei e dei suoi tre figli – George, Charlotte e Louis – nel giorno della festa della mamma, che nel Regno Unito è stata celebrata il 10 marzo.Ma invece di porre fine alle speculazioni, le hanno invece alimentate, dopo che sono state notate diverse irregolarità nell’immagine.

Perché il polsino della manica di Charlotte era sfocato?E perché la sua gonna aveva una strana angolazione?

Perché la cerniera di Kate era disallineata?Dov’era il suo anello?

E perché i bambini incrociavano le dita? 
La foto di Kate avrebbe dovuto sedare le voci.La modifica ha fatto esattamente il contrario.

Diverse agenzie di stampa globali hanno ritirato l’immagine dalla circolazione poche ore dopo, citando preoccupazioni di manipolazione.  Dopo una giornata di indagini ‘amatoriali’, Kate ha ammesso di aver modificato la fotografia e si è scusata. “Come molti fotografi amatoriali, occasionalmente sperimento con il editing.Volevo esprimere le mie scuse per l’eventuale confusione causata dalla foto di famiglia che abbiamo condiviso ieri”, ha scritto Kate su X, il giorno successivo.

Successivamente è stata fotografata insieme a suo marito in un’auto in partenza dal Castello di Windsor.  Ma un altro giallo ruota intorno alla salute di Kate.L’autorità di vigilanza dei dati del Regno Unito ha dichiarato all’inizio di questa settimana che sta “valutando” le segnalazioni secondo cui un membro dello staff della London Clinic avrebbe tentato di accedere alle cartelle cliniche private della principessa. Il tabloid Daily Mirror ha riferito che l’ospedale ha avviato un’indagine sulle accuse secondo cui sarebbe stata violata la privacy di Kate.

In una dichiarazione, l’Information Commissioner’s Office (ICO), che è l’ente indipendente di regolamentazione dei dati del Regno Unito, ha confermato di aver “ricevuto una segnalazione di violazione e sta valutando le informazioni fornite”.Mercoledì la London Clinic ha dichiarato che “saranno adottate tutte le misure investigative, normative e disciplinari appropriate”. Non è la prima volta che la privacy medica di Kate viene violata.

Mentre la principessa era incinta del suo primo figlio nel 2012, una stazione radio australiana ha chiamato per scherzo l’ospedale dove era ricoverata e ha ingannato un’infermiera facendole rivelare informazioni mediche private, che sono state poi trasmesse. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Che tempo che fa, gli ospiti di Fabio Fazio domenica 24 marzo

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(Adnkronos) – Nuovo appuntamento sul Nove domenica 24 marzo con ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio.Tra gli ospiti della puntata ci sarà Gianna Nannini, che presenterà il suo nuovo album in uscita, ed Enrico Mentana.

Non mancheranno l’intervento di Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, il consueto racconto dell’attualità di ‘Che Tempo Che Fa’, la letterina di Luciana Littizzetto, gli aneddoti di Ornella Vanoni e l’appuntamento con ‘Che Tempo Che Fa – Il Tavolo’.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Castellammare di Stabia: Sopralluogo per Mare Balneabile

Il consigliere regionale Mario Casillo valuta lo stato del progetto per il mare balneabile a Castellammare di Stabia, affrontando ostacoli ma guardando al futuro.

Mare balneabile a Castellammare: ispezione del consigliere regionale Mario Casillo

Il raggiungimento del traguardo della balneabilità di fronte alla passeggiata della villa comunale di Castellammare di Stabia sembra sempre più prossimo.Tuttavia, alcuni condomini continuano a scaricare liquami nel rivolo che si riversa nel cuore della spiaggia, vicino al corso Garibaldi.

Per valutare lo stato dell’opera, il dirigente e capogruppo del PD, Mario Casillo, ha effettuato, giovedì, un sopralluogo sul litorale stabiese, nei pressi dell’ex casa del fascio, insieme ad altri individui.Il politico ha discusso della situazione con tecnici e potenziali investitori interessati al completamento dell’intervento.

La comunità di Stabia attende da oltre 40 anni che il tratto di mare, che si estende dai cantieri navali della Fincantieri fino al rivolo San Marco, diventi nuovamente balneabile.Nonostante il divieto, molti stabiesi si immergono durante l’estate, con la speranza che la prossima stagione segni una svolta definitiva.

Verissimo, chi sono gli ospiti di Silvia Toffanin sabato 23 marzo

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(Adnkronos) – Sabato 23 marzo, alle 16.30 su Canale 5, nuovo appuntamento con ‘Verissimo’, condotto da Silvia Toffanin.In studio Gabriel Garko, tornato alla recitazione dopo una lunga pausa, e Anna Safroncik, protagonisti della nuova serie di Canale 5 ‘Se potessi dirti addio’.

Intervista a Francesco Arca, in libreria con il suo primo romanzo autobiografico dedicato al padre, dal titolo ‘Basta che torni’.Inoltre, saranno ospiti Giusy Buscemi e Giorgio Marchesi, dal 27 marzo su Canale 5 con la serie ‘Vanina – Un vicequestore a Catania’. In studio anche Neslihan Atagül, l’attrice che interpreta Nihan, la protagonista della nuova serie di Canale 5 ‘Endless Love’.

Infine spazio ad Alfa, giovane rivelazione dell’ultimo Sanremo con il brano ‘Vai!’ e a Eleonora Giorgi, insieme ai due figli Paolo e Andrea, con un aggiornamento sul suo stato di salute. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rapina da film nel centro di Roma, sgominata ‘banda del buco’ che mise a segno colpo da 800mila euro

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(Adnkronos) –
Sgominata a Roma la banda del buco che, nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2023, mise a segno un colpo da 800mila euro in una gioielleria in via Bocca di Leone.Sono otto le misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Roma ed eseguite questa mattina nel corso del blitz dei carabinieri della stazione di Roma San Lorenzo in Lucina scattato all’alba insieme al sequestro preventivo di beni per 120mila euro.

Gli indagati sono otto, cinque uomini e tre donne, con diversi ruoli nella banda.  Tre uomini sono gravemente indiziati di furto aggravato in concorso nella gioielleria, e sono finiti in manette, una donna per ricettazione della refurtiva e riciclaggio e gli altri quattro, due uomini e due donne, per ricettazione della refurtiva.L’indagine dei carabinieri, durata circa tre mesi, è partita dopo il furto da film commesso grazie a un buco aperto nel muro, attiguo al negozio.

Una volta dentro i banditi hanno aperto la cassaforte contenente gioielli per un valore complessivo di circa 800.000 euro.Le indagini sono state svolte grazie a servizi dinamici e attività tecniche di geolocalizzazione e intercettazione telefonica.   
Circa 400 i pezzi, tra gioielli, pietre preziose, brillanti, orologi di valore, recuperati.

In parte sono stati riconosciuti dal proprietario della gioielleria mentre per gli altri proseguono gli accertamenti dei Carabinieri per risalire ai proprietari ai quali poterli restituire.I gioielli sono stati rinvenuti nel corso delle 13 perquisizioni disposte dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, che ha diretto l’indagine e coordinato il gruppo specializzo della procura di Roma che si occupa di reati gravi contro il patrimonio.

Nella stessa circostanza sono stati rinvenuti una ingente e sofisticata strumentazione tecnica di alto livello, chiavi rudimentali autocostruite e diverse centinaia di chiavi da duplicare (grezze), attrezzatura idonea alla fedele riproduzione di qualsiasi tipo di chiave cilindro europeo incluso, fiamme ossidriche, piedi di porco, endoscopio auricolare wifi (telecamera di piccole dimensioni utilizzata per ispezionare l’interno delle serrature), 15.000,00 euro in contanti, ventose di grosse dimensioni idonee a trasportare pesanti lastre di cristallo e parte dell’abbigliamento indossato durante i sopralluoghi e il furto nella gioielleria di via Bocca di Leone.   Dei tre uomini arrestati, autori materiali del colpo, due si occuparono di entrare nel negozio praticando un buco nella parete confinante con un piccone e di aprire la cassaforte con la fiamma ossidrica mentre uno, finito ai domiciliari, faceva da palo.Gli investigatori hanno ricostruito minuziosamente non solo il percorso di avvicinamento fatto dagli stessi il giorno del furto attraverso l’analisi integrata di ogni telecamera utile presente nell’area ma anche i sopralluoghi eseguiti nei giorni precedenti.  
Tra gli arrestati ci sono un 65enne romano, già coinvolto in indagini per furti in appartamenti e gioiellerie portati a termine con la ‘tecnica del buco’ e con l’utilizzo di fiamma ossidrica nel 2004 in una villa a Porto Cervo, nel 2006 in una gioielleria di Terni, nel 2016 e 2020 in appartamenti a Roma, e due fratelli romani, di 57 e 55 anni, il primo esperto nel settore delle serrature e già noto perché coinvolto in analoghe indagini e il secondo incensurato, insospettabile.  I carabinieri hanno inoltre raccolto indizi su una donna, finita in carcere, perché gravemente indiziata di ricettazione e riciclaggio: in particolare sostituiva i gioielli provenienti dal furto in gioielleria a cui non aveva partecipato con denaro contante, in maniera da impedire che si riuscisse a identificarne la provenienza.

La donna stipulava quindi polizze di pegno sui monili, ricevendo denaro contante.Infine è stato ricostruito il ruolo di altre quattro persone, due uomini e due donne, raggiunte dall’obbligo di presentazione in caserma, indiziate di essere ricettatori, perché al fine di profitto acquistavano o comunque ricevevano nella consapevolezza della provenienza delittuosa, monili provenienti dal furto alla gioielleria di via Bocca di Leone.

Nel corso delle indagini è stata quindi ricostruita la monetizzazione della refurtiva conseguita attraverso il suo trasferimento a terzi, al fine di trovarne compratori, oppure mediante la stipula di polizze e consegna in pegno a società specializzate o Compro Oro.  Attraverso la minuziosa attività di indagine, i Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina hanno scoperto che prima del furto la banda aveva fatto almeno cinque sopralluoghi notturni, tutti immortalati dalle telecamere.Il giorno del colpo, 3 ottobre dello scorso anno, tra l’una e le 3.52, i banditi sono entrati nel corridoio dell’androne condominiale della palazzina al civico 43, confinante con l’oreficeria, hanno praticato il grosso foro nel muro e poi, con la fiamma ossidrica e senza accedere nella gioielleria, hanno tagliato l’armadio blindato, situato in corrispondenza della parete forata, e la cassaforte contenuta all’interno. Le indagini sono state avviate subito dopo il colpo: sono state analizzate le immagini di tutte le telecamere per acquisire i filmati di videosorveglianza degli esercizi commerciali.

All’individuazione degli indagati si è giunti attraverso la visione dei filmati e dei relativi fermo immagine che hanno consentito di ricavare elementi importanti e particolari, nonché attraverso la consultazione delle Banca Dati e alla comparazione dei cartellini foto-segnaletici di oltre centocinquanta persone con precedenti, già registrati quali autori di delitti dello stesso tipo.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lega, partito discute su annuncio congresso: “Bene dialogo, ma no alternativa a Salvini”

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(Adnkronos) –
Plaude all’annuncio del congresso nazionale in autunno la Lega.Da nord a sud, eletti e amministratori locali del partito guidato da Matteo Salvini hanno accolto con favore l’idea lanciata dal segretario nel Federale della scorsa notte alla Camera.

Per il vicesegretario del partito, Andrea Crippa, servirà riconfermare Salvini, poi magari qualche aggiustamento si può fare per rafforzare la squadra. “Io mi aspetto una riconferma di Matteo Salvini perché è imprescindibile per la Lega”, dice subito, quasi a premessa di ogni ragionamento. “Non esiste in questo momento nessuna alternativa possibile a Matteo Salvini nella guida della Lega -dice all’AdnKronos- poi magari bisogna cambiare qualcosa a livello organizzativo, bisogna capire come rafforzare la nostra classe dirigente, come intervenire laddove ci sono dei problemi”.  Per Crippa “Salvini non può fare tutto, ma è chiaro che Matteo Salvini la Lega l’ha presa, l’ha salvata, l’ha rifondata, l’ha lanciata l’ha portata al 35% e quindi io non riesco ad immaginarmi una Lega senza Matteo Salvini”.Non pensa che il voto alle Europee (“Vannacci?

Si deciderà in questi giorni”, dice sul generale in arrivo nelle liste del Carroccio) potrà cambiare le carte: “Ci sono momenti in cui la Lega come ogni partito cresce e momenti in cui la Lega, come ogni partito, è meno forte”.Rivali per il segretario? “Io credo che non ci saranno neanche, guidare la Lega ha un costo in termini personali e di rinunce che solo Salvini può sostenere”.  “Ora ciascuno deve dare una mano”, avverte il braccio destro del segretario. “Serve attorno a lui -conclude sibillino- una squadra Che creda nella Lega e si esponga per Matteo Salvini”.

In chiaro la linea pare condivisa: bravo Salvini, giusto il confronto democratico.Certo qualcuno, off the record, si inizia a porre il problema di che congresso possa essere, visto che arriverà dopo una tornata elettorale impegnativa e non senza rischi -leggi possibile ulteriore discesa dei consensi- a partire dalle europee di giugno. 
Ma chi ci mette la faccia si rallegra per la scelta del congresso. “Sarà un momento importante di condivisione, Matteo ha mostrato di voler fare chiarezza, quindi opportuno scegliere di fare il congresso dopo la campagna elettorale e dopo la fine degli ultimi congressi regionali mancati”, dice all’AdnKronos Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e segretario della Lega Liguria per Salvini Premier, rieletto per acclamazione lo scorso settembre.

Converge il deputato e segretario della Lega Giovani Luca Toccalini: “Sarà un momento di dialogo, ma da qui a novembre ci saranno tante cose, vedremo, certo il mio augurio è che Salvini sia riconfermato.Da ieri abbiamo una data, quella dell’autunno, ma si sapeva che sarebbe arrivato il congresso”.  Stesse parole dal siciliano Anastasio Carrà, deputato e primo leghista sindaco in Sicilia, con la fascia da primo cittadino nel comune di Motta Sant’Anastasia: “I congressi ci vogliono, è il sale della democrazia, bene quindi la decisione Salvini”.

Ora però Carrà, responsabile per le europee nell’isola cerca la quadratura per le liste: “Stiamo cercando di valorizzare quanto sta facendo da ministro anche qui da noi -dice di Salvini- .In estate faremo il nostro primo congresso regionale, intanto pensiamo alle liste per farle il più competitive possibili”.

Tra i nomi che circolano qui non c’è certo quello del generale Vannacci, piuttosto rumors danno in arrivo l’eurodeputato di Fdi Raffaele Stancanelli.  Restano senza nome alcuni leghisti che esprimono dubbi anche sul congresso: “Se si arriva sotto al 10% -argomenta uno del Nord- sarà più difficile acclamare Salvini, ma per ora nessuno sembra voglia sfidarlo per la segreteria e quindi potrebbe non cambiare nulla…”.Anche i critici più ostinati, quelli più vicini alle posizioni bossiane, a chi chiede alla Lega di tornare a fare il sindacato del nord non sembrano nutrire troppa fiducia in un cambio di passo: “Neanche un nuovo flop spingerà Salvini a farsi da parte, sarà un congresso farsa”, dice a mezza bocca un ex lumbard della prima ora. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attentato terroristico a Mosca: Fumo e Terrore al Crocus City Hall, Putin sotto Shock

Un attacco terroristico scuote Mosca, con fumo e terrore che avvolgono il Crocus City Hall.L’attentato colpisce Putin, mentre il mondo è sconvolto dalla violenza nella capitale russa.

L’attentato a Mosca scuote il mondo: fumo e terrore al Crocus City Hall

Nella notte più cupa che Mosca abbia visto da decenni, il fumo denso avvolge la cupola del Crocus City Hall, mentre il bilancio delle vittime continua a salire.

Con 80 o forse più morti e dispersi, e persone intrappolate nell’edificio in fiamme, le immagini dei corpi coperti di sangue nella sala concerti segnano una tragedia in corso.L’attacco, perpetrato da tre o forse quattro terroristi in tuta mimetica e armati di fucili mitragliatori e bombe incendiarie, riporta il terrore nel cuore della capitale russa.

Questo avviene poco dopo che Vladimir Putin aveva celebrato una vittoria militare in Ucraina con un massiccio attacco missilistico, ma si ritrova ora di fronte a morte e distruzione a due passi dal Cremlino.La responsabilità dell’attacco è stata rivendicata dai terroristi dell’Isis-K, anche se alcune fonti russe sollevano dubbi sull’autenticità della rivendicazione.

Le riprese angoscianti dall’interno del centro Crokus City richiamano alla memoria i momenti più bui della storia russa recente, come Beslan, Dubrovka e il settembre nero del 1999 a Mosca.Questo attacco, avvenuto pochi giorni dopo la proclamazione di Putin come vincitore delle “elezioni” presidenziali, sottolinea il ritorno del terrorismo nel cuore della Russia.

Mette in discussione l’immagine di controllo totale che il Cremlino ha cercato di proiettare come una delle sue principali conquiste, mentre un complesso commerciale e una sala concerti diventano monumenti di cenere di una Mosca moderna e ricca.Il Crocus City Hall, che in passato ha ospitato eventi di risonanza internazionale come il concorso di Miss Universo patrocinato da Donald Trump, ora è ridotto in rovina.

F1, qualifiche GP Australia: pole di Verstappen, ma Sainz MVP

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E ci risiamo.Ancora lui.

Sempre lui. “Ho problemi di sottosterzo”. “Oggi solo buone notizie, Max”, aveva scherzato il suo ingegnere di pista durante il Q1 delle qualifiche del GP d’Australia.Max Verstappen si riprende la pole position portando a casa la miglior prestazione davanti alla Ferrari di un super, ma davvero incredibile, Carlos Sainz che a una settimana e mezza dall’operazione conclude al secondo posto in classifica.

Terzo, invece, Sergio Perez con l’altra Ferrari di Leclerc che non va oltre la quinta piazza, evidentemente per un errore maturato nell’ultimo tentativo del Q3, nonostante l’ottimo venerdì e l’FP3.

Qualifiche GP Australia: Verstappen
FONTE FOTO: Oracle Red Bull Racing su X

Meravigliosa McLaren.Mercedes: quanti problemi!

Si conferma in gran forma la McLaren in particolare Lando Norris che centra la quarta posizione, mentre Piastri, il grande padrone di casa, si qualifica al sesto posto in classifica.

A separarli c’è la Ferrari di Leclerc.Da dimenticare, invece, il weekend della Mercedes.

Settimo tempo per Russell, mentre Hamilton addirittura undicesimo.Il sette volte campione del mondo non riesce assolutamente a trovare il giusto feeling con la vettura.

A chiudere la top ten, un super Tsunoda ottavo e le due Aston Martin di Stroll e Alonso.https://twitter.com/ScuderiaFerrari/status/1771414041619284076

Ancora non ci siamo

In casa Haas manca l’accesso al Q3, a sorpresa, Nico Hulkenberg.

Difficoltà anche per il suo compagno di squadra Magnussen che riesce a centrare il Q2, piazzandosi, quattordicesimo, solo grazie ai track limits dei quali è punito Ricciardo che si piazza in penultima posizione.A chiudere la griglia la Stake di Zhou, mentre il suo compagno di squadra Bottas non va oltre la tredicesima posizione.

Continua la fase critica anche l’Alpine con la quindicesima piazza di Ocon (particolarmente, e anche giustamente, felice dell’accesso al Q2), mentre Gasly conclude solo diciassettesimo.

Domani la gara

Archiviata così la sessione di qualifica, tempo di concentrarsi sulla gara.La sveglia per l’Italia sarà prestissimo, alle 5 per la precisione, ma lo spettacolo è assolutamente garantito.

Qualifiche GP Australia, la griglia di partenza

1 Max Verstappen

2 Carlos Sainz

3 Sergio Perez

4 Lando Norris

5 Charles Leclerc

6 Oscar Piastri

7 George Russell

8 Yuki Tsunoda

9 Lance Stroll

10 Fernando Alonso

11 Lewis Hamilton

12 Alexander Albon

13 Valtteri Bottas

14 Kevin Magnussen

15 Esteban Ocon

16 Nico Hulkenberg

17 Pierre Gasly

18 Daniel Ricciardo

19 Guanyu Zhou

 

Sciopero treni oggi e domani, possibili ritardi e cancellazioni: orari e fasce di garanzia

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(Adnkronos) –
Sciopero dei treni oggi e domani, 23 e 24 marzo 2024, con rischio di ritardi e cancellazioni sia per i Regionali che per gli InterCity e le Frecce.La protesta nazionale partirà questa sera alle 21 e terminerà alla stessa ora di domani, domenica 24 marzo 2024, come annuncia il gruppo Ferrovie dello Stato sottolineando come potrebbe avere un impatto significativo sulla circolazione. 
Possibili ripercussioni ci potranno essere anche per Italo e Trenord.

A incrociare le braccia alcune sigle sindacali autonome (Cub Trasporti, Sgb e Usb).Gli effetti, in termini di cancellazioni e ritardi, potranno verificarsi anche prima e protrarsi oltre l’orario di termine degli scioperi.  
Trenitalia garantisce alcune corse nazionali: l’elenco completo si trova sul sito dell’azienda.

Salvi anche i treni regionali nelle fasce orarie più battute dai pendolari, quelle tra le 6 e le 9 e tra le 18 e le 21.Trenitalia, tenuto conto delle possibili importanti ripercussioni sul servizio, invita tutti i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione e, ove possibile, a riprogrammare il viaggio.  
Informazioni su collegamenti e servizi attivi sono disponibili attraverso l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità del sito web trenitalia.com, i canali social e web del Gruppo Fs Italiane, il numero verde gratuito 800 89 20 21, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni ferroviarie, le self-service e le agenzie di viaggio convenzionate.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Slovacchia al voto, sfida fra europeista Korcok e filorusso Pellegrini

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(Adnkronos) –
Slovacchia al voto oggi, sabato 23 marzo 2024, per le elezioni presidenziali, in una sfida fra l’europeista Ivan Korcok e il presidente della Camera, Peter Pellegrini, alleato del premier filorusso Robert Fico.Il nuovo presidente succederà alla liberale Zuzana Caputova, europeista e filo ucraina, che ha rinunciato a correre per un secondo mandato.

I sondaggi prevedono una vincita di Pellegrini al ballottaggio del 6 aprile, ma i numeri non sono distanti e una vittoria dell’ex ministro degli Esteri Korcok è ancora possibile. Il voto è cruciale per capire se la Slovacchia si trasformerà in un’altra Ungheria.Fico guida un esecutivo di minoranza, ma la sua posizione è destinata a rafforzarsi se diventerà presidente Pellegrini, leader del partito Hlas-sd, suo alleato nella coalizione di governo.

Pellegrini era sulle prime largamente favorito, ma il 59enne Korcok, ex ministero degli Esteri in corsa per il partito Progressista, è ora in rimonta.  Secondo un sondaggio pubblicato martedì dall’agenzia Ako, Pellegrini sarebbe già in testa al primo turno con il 40% contro il 38,6 di Korcok, vincendo poi al ballottaggio con il 52,9%.Un sondaggio Nms Market Research dello stesso giorno, prevede che Korcak sia in testa al primo turno, ma venga battuto al secondo con il 49,1% contro il 50,9% di Pellegrini.  “Ivan Kocok può vincere.

Le elezioni del 2014 e il 2019 dimostrano che la parte della società slovacca con valori occidentali è sempre forte in Slovacchia”, dice l’analista politico Radoslav Stefancik, intervistato da Euroactiv.Il riferimento è alle ultime due presidenziali, quella del 2014 vinta dal filoccidentale Andrej Kiska e la successiva vinta da Caputova.

Il primo aveva sconfitto Fico, la seconda il candidato del partito Smer di Fico.Ma Stefancik nota anche che Pellegrini è un politico popolare e che le conseguenze della pandemia di Covid hanno cambiato gli umori dell’elettorato.

Per vincere Korcok dovrà convincere gli astensionisti o gli elettori degli altri sette candidati in gara. Ex primo ministro, il 59enne Pellegrini aveva lasciato lo Smer-SSd di Fico per formare un proprio partito.Dopo le elezioni parlamentari del 30 settembre 2023, quando ha scelto di entrare al governo con Fico e la formazione di estrema destra Partito Nazionale Slovacco, Pellegrini era stato visto da alcuni osservatori come un elemento moderatore.

Ma così non è stato.Intanto l’outlet investigativo VSquare ha rivelato che, da primo ministro, nel 2020 Pellegrini aveva chiesto aiuto al collega ungherese Viktor Orban per organizzare un viaggio dell’ultimo minuto al Cremlino in modo da accreditarsi presso i filorussi in vista delle elezioni parlamentari di allora.

Alla fine, Pellegrini ottenne un incontro con l’omologo russo, Mikhail Mishustin.  “L’elezione presidenziale deciderà se la Slovacchia rimarrà nel club occidentale o raggiungerò l’Ungheria, o anche la Bielorussia” – dice al Guardian l’ex primo ministro Eduard Heger – “il nostro nuovo governo ha portato la Slovacchia dalla parte del Cremlino”.Il timore, aggiunge, è che Pellegrini “agisca di concerto con Fico nel dirigere la politica estera, il che potrebbe avere un effetto devastante sulla Slovacchia”.  In gioco non c’è però solo la politica estera.

E’ possibile che l’elezione di Pellegrini, con le sue conseguenti dimissioni da leader dello Hlas-Sd, porti ad una fusione con lo Smer guidato da Fico, dando maggior potere a quest’ultimo.Le due formazioni socialdemocratiche sono state espulse l’anno scorso dal Partito socialista europeo in seguito all’accordo di governo con l’estrema destra.  In Slovacchia i presidenti ratificano i trattati internazionali, nominano i giudici delle alte corti, possono porre i veto sulle leggi e concedere amnistie.

Con l’appoggio di Pellegrini, Fico potrà più facilmente portare avanti un’agenda che comprende l’abolizione dell’ufficio del procuratore speciale (competente per la criminalità organizzata e corruzione ad alto livello) e la liquidazione della televisione pubblica.Su questi temi l’opposizione è già riuscita a mobilitare l’opinione pubblica con ampie manifestazioni.  Michal Simecka, leader del Partito Progressista, arrivato secondo alle elezioni di settembre, accusa Fico di voler mettere sotto controllo il potere giudiziario.

Un’accusa pesante per chi ricorda che Fico fu costretto a dimettersi da premier nel 2018 dopo l’omicidio del giornalista investigativo Jan Kuciak e la sua fidanzata Martina Kusnirova, in una vicenda che svelò i legami fra la n’drangheta e alcuni membri dell’elite slovacca, fra cui esponenti dello Smer. L’attuale presidente Caputova, prima donna a ricoprire l’incarico in Slovacchia, rimane uno dei politici più popolari del paese.Fra i fondatori del partito Progressista, si è schierata chiaramente a fianco dell’Ucraina.

Lo scorso giugno aveva annunciato di non volersi ripresentare per un secondo mandato, per “motivi personali”.In precedenza Caputova aveva rivelato di aver ricevuto molte minacce di morte. “La gente che minaccia di uccidermi usa lo stesso vocabolario di alcuni politici -aveva detto in tv nel dicembre 2022- non riguarda solo me, ma anche i miei cari”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

CPS: 50 Anni di Solidarietà Internazionale e Sviluppo Umanitario

Il 21 marzo 2014, la CPS ha celebrato il suo cinquantesimo anniversario, un traguardo di solidarietà e impegno.Fondata nel 1974 da sacerdoti come Don Gennaro Somma, è diventata un faro di speranza, con progetti globali che promuovono sviluppo e dignità umana

Cinquantenario dell’Associazione CPS, Comunità Promozione e Sviluppo, una
bella realtà sul nostro territorio

Il 21 marzo 2014, presso la sede del CPS in Via San Vincenzo a Castellammare di Stabia, si è festeggiato il cinquantenario della nascita dell’Associazione.

Un momento di condivisione e di festa con un brindisi beneaugurante, ma soprattutto
l’occasione per conoscere una bella realtà di Castellammare fatta di altruismo, sostegno, condivisione.Dopo i saluti, la prof.ssa Amalia Dema, Presidente della CPS, ha presentato i più recenti progetti portati avanti dall’Associazione.

La Cps promuove progetti umanitari in Paesi in via di sviluppo, con un approccio definito “integrato” in quanto coinvolge vari attori.Partner locali, istituzioni pubbliche, privati, organizzazioni italiane ed europee che lavorano in sinergia per ridurre il divario tra questi Paesi e il resto del mondo.

I soci delle CPS sono un gruppo di persone impegnate nella tutela dei diritti umani fondamentali e nel volontariato internazionale, per restituire dignità ai più bisognosi.La CPS, Comunità di Promozione e Sviluppo, associazione di volontariato internazionale, in cinquant’anni ha realizzato significativi progetti volti allo sviluppo culturale, economico e sociale di Paesi del Sud del mondo.

Temi fondamentali l’educazione, la formazione, la tutela dei bambini e delle donne, la formazione dei giovani, l’avviamento al lavoro, l’utilizzo delle energie rinnovabili.Altro progetto quello di accompagnare il rientro dei migranti anziani in patria, ma le iniziative sono tantissime e sarebbe impossibile elencarle tutte.

Le più recenti iniziative della CPS
 Sostegno dei minori orfani o abbandonati presso orfanatrofi e la realizzazione
di scuole in Congo o in Perù.
 Sostegno a distanza in Senegal per l’istruzione dei minori fino al conseguimento di un titolo di studio;
 La realizzazione di un reparto maternità e del centro di cucito “Pere Janvier”, sempre in Senegal, emblema del diritto delle donne all’educazione e all’autonomia.
 La formazione di ostetriche e infermiere specializzate e il sostegno al turismo responsabile con alcune associazioni locali.

La CPS è presente con le sue attività benefiche in Perù, dove alla periferia di Lima il 50% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà.
 Progetti per dare cibo, assistenza scolastica e sanitaria a 150 bambini e alle loro famiglie in Perù, dove alla periferia di Lima il 50% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà.
 Una casa-famiglia che ospita bambine vittime di abusi e la realizzazione di convitti in villaggi della foresta peruviana.
 Iniziative a favore delle persone con handicap in Congo.
 Aiuti economici per promuovere progetti agricoli e/o di pesca, integrati all’utilizzo di fonti di energie rinnovabili, come i pannelli solari, per la conservazione del cibo.Gli aiuti per l’avvio e il sostegno di attività economiche, come ha spiegato la prof.ssa
Amalia Dema, sono elargiti nella prospettiva che tali attività in pochi anni diventino
autonome.

Si investe anche sulla formazione, affinché i lavoratori e le lavoratrici aiutati possano
presto gestire da soli le attività e finalmente “spiccare il volo”.L’impegno continua con tanti progetti di promozione e sviluppo nel Sud e campagne
di sensibilizzazione nel Nord del mondo.

Qui in Italia, tante altre sono le attività in campo, come “la formazione delle nuove
generazioni in un’ottica non violenta” in collaborazione con le scuole del territorio.Altra lodevole iniziativa la Bottega Baobab, con i prodotti del commercio Equo e
Solidale, esposti nel salone della sede CPS in via San Vincenzo 15.

Bellissimi oggetti dell’artigianato provenienti dal Sud del mondo e alimenti di qualità
per sostenere l’economia di questi Paesi, senza fare elemosina.

La storia della CPS

Ritratto di Don Gennarino Somma fondatore della CPS
Ritratto di Don Gennarino Somma fondatore della CPS

La CPS nasceva cinquanta anni fa, il 21 marzo del 1974, per iniziativa di alcuni sacerdoti, tra cui Don Gennaro Somma, professore di religione e prete molto impegnato nel sociale.Don Gennaro Somma, che collaborò alla nascita della Comunità Promozione e Sviluppo con Padre Salvatore Longi, fu l’animatore e uno dei membri più
rappresentativi dell’Associazione.

Si fece promotore, infatti, di importanti progetti e di un’alacre attività di
sensibilizzazione e raccolta fondi, coinvolgendo molte persone sul territorio.La CPS è oggi un’importante associazione riconosciuta ONG, Organizzazione Non
Governativa, dal Ministero Affari Esteri Italiano ed è un’associazione senza scopo di lucro.

Iscritta nel Registro regionale campano degli organismi operanti per la pace e i diritti
umani, membro del COASIC (Coordinamento ONG e Associazioni di Solidarietà
Internazionale Campania).

Oltre che a Castellammare di Stabia, all’estero ha sedi in Senegal, Congo e Perù.La CPS ha cinquant’anni ma non li dimostra, vista l’energia e la determinazione con
cui continua a lottare per chi vive in povertà.

Le sue iniziative, nate all’ombra del Faito, ci rendono orgogliosi di essere cittadini
stabiesi.

Attentato a Mosca, 40 morti: attacco alla sala concerti, cosa sappiamo

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(Adnkronos) –
Almeno 40 morti e 145 feriti, compresi bambini.L’attentato terroristico alla Crocus City Hall, la più grande sala concerti di Mosca, scuote la Russia e alza ulteriormente la tensione in un momento cruciale.

L’attacco compiuto da un commando di uomini armati viene rivendicato dall’Isis secondo il canale Telegram dell’agenzia Amaq, legata all’organizzazione, anche se le certezze non sono assolute. Mosca, subito dopo l’attentato, chiama in causa indirettamente l’Ucraina.Non ci sono elementi per accusare ma dalle alte sfere partono messaggi chiari: se l’Ucraina è responsabile, pagherà.

Kiev respinge tutto e nega categoricamente il coinvolgimento nell’attacco.  Sono da poco passate le 19 ora italiana del 22 marzo 2023 quando arrivano le prime notizie relative ad una sparatoria.Il tenore delle news cambia rapidamente mentre su Telegram si diffondono video registrati all’interno del complesso. 
Un commando composto da almeno 5 uomini, con armi automatiche e granate, apre il fuoco sui civili.

Nella serata di Mosca, la sala concerti è affollata da 6200 persone, secondo i dati relativi ai biglietti.In programma, in particolare, un concerto del gruppo Pic Nic.

Il lancio di almeno una granata contribuisce a provocare un incendio che verrà domato solo nella notte di Mosca: il tetto del complesso viene divorato dalle fiamme. 
Il commando intanto apre il fuoco nell’atrio, sfonda le porte a vetri.I video mostrano il panico anche nella sala concerti, con la platea che si svuota tra grida di panico e colpi di armi automatiche.

Centinaia di persone abbandonano la Crocus City Hall correndo per le strade di Mosca.Sul posto arrivano le forze speciali, polizia e decine di ambulanze.

I feriti vengono trasferiti negli ospedali: secondo il bollettino delle autorità sanitarie, quelli in gravi condizioni sono 9.Ricoverati anche 5 bambini, uno in pericolo di vita.   
L’Isis, su Telegram, rivendica l’attacco e afferma che i responsabili dell’azione sono rientrati in sicurezza alle loro basi. “I combattenti dello Stato islamico hanno attaccato un grande raduno di cristiani nella città di Krasnogorsk, alla periferia della capitale russa, Mosca, uccidendo e ferendo centinaia di persone e causando grandi distruzioni al posto prima di ritirarsi nelle loro basi in sicurezza”, si legge nel messaggio. Unità speciali della Guardia nazionale russa lavorano sulla scena dell’attacco alla ricerca dei responsabili dell’attentato.  La rivendicazione arriva dopo le dichiarazioni rilasciate da figure di primissimo piano in Russia.

Il presidente Vladimir Putin, subito informato, si esprime attraverso le parole del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov: “Il presidente -dice Peskov – viene costantemente informato da tutti i servizi competenti di quanto sta accadendo e delle misure che sono state adottate.Il presidente ha già dato tutte le istruzioni necessarie”. Più esplicite le parole di Dmitri Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza.

La Russia risponderà ”alla morte con la morte”.E ”se verrà accertato che ci sono i terroristi del regime di Kiev” dietro all’attacco al Crocus City Hall di Mosca, ”è impossibile rispondere in modo diverso”, dice puntando il dito contro Kiev. ”I terroristi comprendono solo il terrore come ritorsione”, afferma l’ex presidente russo. Sulla stessa linea, le parole di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri: “Come hanno detto i responsabili dei servizi, tutte le persone coinvolte saranno identificate dai servizi speciali”, scrive su Telegram.

Il riferimento dichiarato è alla posizione espressa dagli Stati Uniti, che non individuano elementi riconducibili alla responsabilità ucraina. “Ci sono reazioni a ciò che è accaduto al Crocus che sollevano più interrogativi.Questo riguarda certamente i commenti di Washington, che ha affermato di non aver visto segni di un coinvolgimento degli ucraini nell’attacco terroristico”, incalza Zakharova. “Cosa spinga i funzionari di Washington a trarre conclusioni nel bel mezzo della tragedia sul mancato coinvolgimento di qualcuno è una bella domanda”, afferma Zakharova. “Se gli Stati Uniti o qualsiasi altro paese hanno prove affidabili a questo proposito, dovrebbero immediatamente condividerle con la parte russa.

Se non ci sono tali prove, allora né la Casa Bianca né nessun altro è in grado di postulare l’innocenza di qualcuno”.  ”L’Ucraina non ha nulla a che vedere con l’attacco terroristico alla Crocus” City Hall a Mosca, dice il Consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak. 
L’intelligence militare ucraina si spinge oltre, affermando che l’attacco sarebbe una provocazione organizzata dal regime di Putin, che la comunità internazionale aveva anticipato. “Questa è una consapevole provocazione dei servizi speciali di Putin per la quale eravamo stati avvertiti dalla comunità internazionale.Il tiranno del Cremlino ha cominciato così la sua carriera e ora vuole concluderla nello stesso modo: commettendo crimini verso i suoi cittadini”, dice Andrii Yusov, rappresentante dell’intelligence militare ucraina, a Ukrainska Pravda.

Yusov si riferisce all’allerta per possibili attentati diramata due settimane fa dall’ambasciata americana a Mosca.      —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Calciatori che hanno superato le rivalità delle tifoserie

Nella storia della Serie A il mercato dei calciatori tende ad operazioni di mercato che si sviluppano all’interno del territorio italiano.La tradizione calcistica italiana, caratterizzata da molti tatticismi e un approccio tendenzialmente difensivista al pallone, per anni è risultata indigesta ai calciatori stranieri, o comunque provenienti dall’estero, e quindi abituati ad un calcio diverso.

Non è un caso, dunque, che spesso anche giocatori molto forti e famosi si siano mossi fra diverse squadre del campionato.Prendiamo ad esempio il derby di Milano che si disputerà tra poco più di un mese: uno dei perni del centrocampo dell’Inter dei record di Simone Inzaghi, Hakan Çalhanoğlu, è un ex giocatore del Milan, che ha lasciato la squadra in favore dell’Inter al termine della stagione 2020/2021.

E non solo: nella stagione immediatamente successiva a quella del trasferimento del turco sull’altra sponda di Milano, la stagione 2021/2022, è stato proprio il Milan a vincere lo scudetto, superando l’Inter arrivata seconda.Quest’anno è invece l’Inter a essere la prima in classifica e la prima partita utile per la vittoria matematica dello scudetto è, ad oggi, proprio il derby di Milano che si svolgerà il 21 aprile! L’attesa si fa sentire sempre di più in vista del derby di Milano, una partita altamente desiderata anche dai bookmakers delle scommesse.

Questo è uno solo dei numerosi esempi di grandi calciatori, protagonisti in alcune delle squadre più importanti d’Italia, che “tradiscono” i loro tifosi, e cercano maggiore successo in una squadra rivale, ma andiamo per gradi.

I passaggi di società più interessanti

Nel campionato italiano esistono sette squadre, denominate sette sorelle, che nel bene e nel male hanno sempre avuto un ruolo di una certa rilevanza nel calcio nostrano.

Di questa cerchia ristretta di club fanno parte le tre strisciate, Milan, Inter, Juventus; le due romane: Roma e Lazio; la più importante squadra del mezzogiorno, il Napoli, e infine la Fiorentina.I trasferimenti da una di queste squadre verso le strisciate, che sono anche le tre più importanti squadre del campionato italiano, sono piuttosto frequenti.

Non è raro che un calciatore, ottenendo risultati incredibili dal punto di vista individuale nell’alta borghesia del calcio italiano, decida poi di trasferirsi in una big, che solitamente avrà i mezzi economici per ambire a trofei nazionali e internazionali con maggiore frequenza.I casi sono molteplici: Vlahovic e Chiesa dalla Fiorentina alla Juventus; Higuain dal Napoli alla Juventus; Pjanic dalla Roma alla Juventus.

Questi sono tutti casi degli ultimi dieci anni circa.E si potrebbero citare anche altri esempi, come il passaggio di Candreva, Hernanes, Keità Balde dalla Lazio all’Inter, o di Alessandro Nesta, al tempo uno dei difensori più forti del mondo, dalla Lazio al Milan nel 2002.

Il caso del calciatore Roberto Baggio: da una “strisciata” all’altra

Più raro, e solitamente più scandaloso, è il passaggio di giocatori tra una strisciata e l’altra.

Il caso più eclatante in questo caso è sicuramente Roberto Baggio. Il Divin Codino si affermò nella massima serie italiana giocando per la Fiorentina, da cui poi venne venduto alla Juventus.Fino a qui tutto normale, come si è detto, anche se i tifosi Viola non presero molto bene la cessione, e presero d’assalto la sede della società all’uscita della notizia.

Ma Baggio, forse il miglior calciatore italiano di tutti i tempi, ha poi giocato anche nel Milan e nell’Inter.E infatti ha finito per non essere particolarmente apprezzato da nessuna delle tre tifoserie, che ne criticano le scelte di carriera.

Altro giocatore famoso che può dire di aver giocato in tutte e tre le big è Andrea Pirlo.Il centrocampista bresciano venne acquistato dall’Inter e in seguito ceduto al Milan.

In rossonero, Pirlo si affermò come titolare e finì per rimanere dieci anni, vincendo fra le altre cose due scudetti e due Champions League.Nel 2011 l’allora allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, decise di lasciarlo andare alla Juventus a parametro zero, e con i bianconeri Pirlo ha vinto quattro scudetti consecutivi.

E, una volta ritiratosi, la carriera di Pirlo ha finito per essere associata di più alla Juventus che al Milan, con gran dispiacere dei tifosi rossoneri.Sullo sfondo l’Inter, che non ha saputo intravedere il valore del giocatore, e che per questo viene criticata, scherzosamente, dai tifosi delle due rivali di sempre.

Conclusione

Le rivali sono dunque rivali anche nel calciomercato: e non potrebbe essere altrimenti.

Passare da una rivale all’altra è un gesto forte per i calciatori, che può rivoluzionarne la carriera, a volte anche a livello mentale.E non ci sarebbe da stupirsi se alcuni professionisti per cercare stimoli ai massimi livelli a volte abbiano bisogno anche di avere qualcosa da dimostrare ai loro vecchi tifosi, magari colpevoli di non averli particolarmente apprezzati durante il periodo in cui hanno giocato nella loro squadra.

Come è oggi nel caso di Çalhanoğlu, per cui lo scudetto che l’Inter si accinge a vincere avrà un sapore particolarmente dolce.Come è successo a tanti calciatori campioni del passato, e come succederà a tanti campioni del futuro con buona pace dei tifosi.