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Massimelli (Aisla): “Paziente consapevole aiuta assistenza e ricerca”

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(Adnkronos) – “I pazienti ormai sono sempre più consapevoli ed esperti sulla loro malattia.E questo è importante perché riuscendo a estrarre il valore del loro percorso riescono poi a trasferirlo agli operatori sociosanitari, di assistenza e di cura, influenzando e orientando le scelte future.

E’ importante coinvolgere il paziente nel percorso terapeutico perché, proprio in base all’esperienza e alle sensazioni e alle emozioni che il paziente può trasferire, è possibile orientarsi e modificare il percorso di assistenza e di cura ed, eventualmente, anche di ricerca”.Così Fulvia Massimelli, presidente Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, commenta i risultati dello studio ‘What Als Wants’, il registro che raccoglie i dati sul vissuto di pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (Sla) realizzato dall’Istituto Mario Negri in collaborazione con l’Aisla, intervenendo a un talk trasmesso su Adnkronos.com. Sul ruolo dell’associazione e su come si può sostenere, Massimelli ricorda che “si può aiutare Aisla sottoscrivendo il 5 per 1000.

E’ un’azione gratuita perché basta sottoscrivere con la dichiarazione del redditi – spiega – E’ un piccolo gesto che però per Aisla può fare una grandissima differenza”.Inoltre “la seconda domenica di settembre c’è la giornata nazionale di Aisla, poi partecipando ad eventi, manifestazioni in tutta Italia, donando con un piccolo contributo.

Tutto quello che viene raccolto – precisa Massimelli – è destinato ai 4 obiettivi principali di Aisla: formazione, informazione e comunicazione, assistenza e ricerca.Lo scorso anno, solo per l’assistenza – conclude – Aisla ha devoluto direttamente alle famiglie circa 600mila euro e 1 milione per la ricerca”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cresta (Aisla): “Ecco le difficoltà di chi vive con la Sla”

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(Adnkronos) – Il paziente con sclerosi laterale amiotrofica (Sla) vive “con molte difficoltà fisiche, pratiche, burocratiche.Io sono uno dei più fortunati, perché comunque ho una terapia e una speranza.

Chi non ha questo vive con difficoltà, con paura, con la sensazione di non avere via d’uscita”.Lo ha detto Claudio Cresta, consigliere Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica (Aisla) Lazio, in occasione di un talk trasmesso su adnkronos.com nel corso nel quale sono stati presentati i dati dello studio ‘What Als Wants’ sul Registro Sla, un database che raccoglie i dati sulla storia di malattia dei pazienti, per comprendere meglio le necessità dei pazienti e dei caregiver che li accompagnano nella malattia.  Il progetto, promosso da Aisla in collaborazione con l’Istituto Mario Negri e il ministero della Salute con l’obiettivo di migliorare la ricerca e accelerare lo sviluppo di nuovi trattamenti, è “un ausilio, un aiuto, un supporto al malato di Sla – spiega Cresta – per poter uscire dall’isolamento, dalla solitudine”, è “una struttura di supporto e comunque riuscire a tendere a qualcosa che dia una speranza per il futuro, per il presente e per il futuro”. Sull’efficacia delle nuove terapie, Cresta afferma che ci sono “sicuramente” miglioramenti “perché, mentre prima l’impressione era di stare su una china discendente, quindi anche la vita di tutti i giorni era condizionata a quello, ora si vede una strada retta, si vede la possibilità non dico di guarire, perché evidentemente non è possibile, però comunque di vivere e fare dei progetti.

Questo – conclude – è importante”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sla, studio rivela bisogni e priorità di pazienti, caregiver e clinici

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(Adnkronos) – Uno studio tutto italiano, condotto dall’Istituto Mario Negri e finanziato dal ministero della Salute, ha evidenziato i bisogni, le priorità e la soddisfazione dei pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (Sla) e dei loro caregiver, mettendo in relazione, per la prima volta, le necessità e le aspettative di pazienti, caregiver e medici di fronte alla malattia.L’indagine – presentata a Roma, nel corso di un Talk trasmesso da Adnkronos – ha coinvolto 841 pazienti del Registro nazionale di Aisla, l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, con la partecipazione finale di 154 pazienti e 211 caregiver. L’importanza della ricerca è stata sottolineata dal fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, Silvio Garattini, a cui si è unito il messaggio della presidente di Aisla, Fulvia Massimelli, che ha evidenziato il ruolo cruciale dell’esperienza delle associazioni dei pazienti.

Una conoscenza di valore, utile a orientare le scelte decisionali nell’ambito del sistema di cura, assistenza e ricerca.Da oggi questi dati si trasformano in un prezioso alleato non soltanto per monitorare le necessità ma, soprattutto, per migliorare la capacità di risposta clinica e di ricerca.  E’ stata proprio la coordinatrice dello studio e responsabile dell’Unità di Epidemiologia delle malattie neurodegenerative dell’Istituto Mario Negri, Elisabetta Pupillo, a presentare i risultati ottenuti dalla coorte prospettica la cui fotografia vede pazienti prevalentemente uomini (64,9%), con un’età media di 63,5 anni.

La diagnosi arriva a circa a 58,5 anni, con un ritardo diagnostico di 1 anno (12,1 mesi).Tra i pazienti, il bisogno più urgente è stato identificato nella ricerca di una cura (95,5%), seguito dalla scoperta dei fattori di rischio (72,1%).

Ed è proprio l’assenza di risposte terapeutiche che evidenzia come, per più della metà degli intervistati (54,9%), la sicurezza dei farmaci sperimentali sia poco rilevante.A conferma, la maggior parte dei pazienti (75,5%) non ha espresso la necessità di una seconda opinione in caso di disponibilità di un nuovo farmaco.

Secondo Federica Cerri, neurologa del Centro clinico Nemo di Milano e responsabile scientifica del Registro nazionale Sla, l’eterogeneità della malattia pone costanti sfide, sia nella presa in carico clinica che nella ricerca di nuovi trattamenti.Il Registro, infatti, nasce proprio come progetto pilota che vede la partecipazione diretta dei pazienti – patient driven – ed è uno strumento prezioso per la condivisione mirata delle informazioni sui quali declinare meglio gli approcci clinici e scientifici.  I caregiver hanno in gran parte confermato i bisogni espressi dai pazienti, ma sono state identificate alcune differenze nella gestione della malattia.

I familiari che si prendono cura dei pazienti sono prevalentemente donne (75%), con un’età media di quasi 58 anni.Con il progredire della malattia il bisogno di assistenza diventa sempre più complesso, con un pesante impatto sulla qualità della vita sia del paziente che dei suoi cari.

A testimoniarlo è Claudio Cresta, consigliere Aisla Lazio e dirigente sportivo che ha visto la sua vita, e quella della sua famiglia, stravolgersi con l’arrivo della Sla.  Mediamente, più della metà dei caregiver intervistati (55,8%) accusa una forte stanchezza fisica nella gestione del proprio caro.Interessante il fatto che solo una percentuale bassa di caregiver (37,1%) ritiene di aver bisogno di supporto psicologico; eppure, nel 47,4%, il questionario sullo stress familiare ne ha evidenziato un urgente bisogno, con una forte raccomandazione di cercare tale supporto nel 33,7% dei casi.

Complessivamente, il 74,5% dei pazienti ha dichiarato di avere una buona interazione con il medico curante e il 58,1% dei caregiver lo conferma.Dall’altra parte, per la totalità dei medici la priorità è quella di fermare la malattia (100%), a cui segue l’impegno a trovare soluzioni che possano migliorare la qualità della vita dei pazienti (88,9%).  “Dai risultati dell’indagine – commenta il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato – emerge quanto sia importante investire nella ricerca e nel promuovere un modello di cura che metta il paziente al centro, valorizzando la relazione di fiducia tra medico e paziente.

Il ministero della Salute rimane fermamente impegnato a supportare iniziative che rispondano a questi bisogni, migliorando le cure e la qualità della vita delle persone affette da Sla e delle loro famiglie.Impegni e obiettivi che continueremo ad affrontare in sinergia con le associazioni”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Industria Felix, premiate a Napoli le 141 più competitive del Sud Italia

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(Adnkronos) – Sono state premiate ieri a Napoli le 141 imprese più competitive di Basilicata (15), Calabria (12), Campania (83), Molise (18) e Sicilia (13) nell’ambito del 57° evento Industria Felix svolto in una doppia sessione, mattutina e pomeridiana, a Città della Scienza, alla presenza di più di 500 imprenditori e manager provenienti dalle regioni coinvolte.L’evento è stato organizzato da Industria Felix Magazine, trimestrale di economia e finanza diretto da Michele Montemurro, in supplemento con Il Sole 24 Ore, in co-organizzazione con Regione Campania (tramite il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione), in collaborazione con Cerved, Università Luiss Guido Carli, A.C.

Industria Felix, col sostegno di Confindustria, con il patrocinio di Confindustria Campania, con le media partnership de Il Sole 24 Ore, Askanews e Adnkronos e con le partnership di Grant Thornton, Elite (Euronext), Leyton Italia, M&L Consulting Group e Dalmine Logistic Solutions.  “Sostenere la competitività delle imprese -sostiene il vice presidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, intervenuto durante l’evento- significa creare un habitat favorevole al consolidamento delle imprese insediate e allo sviluppo dei nuovi investimenti.Le sfide da affrontare esigono che le risorse siano concentrate sui temi dell’innovazione e della formazione, promuovendo percorsi finalizzati alla costruzione di distretti produttivi di filiera.

Le reti di impresa rappresentano una necessità e nel contempo un’opportunità concreta per le piccole e micro imprese che vogliono crescere, consapevoli che solo la collaborazione può garantire la competitività in una fase in cui i processi di transizione richiedono risorse e forti sinergie.In questo contesto, è assolutamente necessario e urgente che la Campania, sottoscriva con il Governo il Patto di Sviluppo e Coesione 2021 -2027 per procedere in tempi brevi all’avvio degli interventi infrastrutturali indispensabili per l’economia regionale e per proseguire i percorsi virtuosi già avviati nella precedente programmazione”, aggiunge.  “La Regione Campania – conclude Bonavitacola – è un territorio di eccellenza, di grandi risultati in tema di ricerca scientifica, di innovazione e di imprese virtuose in grado di coniugare lo sviluppo con la tutela dell’ambiente.

L’augurio è che il piccione viaggiatore campano possa finalmente giungere a Roma, sollevandosi dalle acque del Garigliano che non è ancora riuscito a varcare per portare a Palazzo Chigi una notizia che non hanno: la Campania è la prima regione del Mezzogiorno”.  In una nota a margine dell’evento l’assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Marchiello, ha sottolineato che “prosegue l’impegno della Regione Campania nel sostegno al sistema economico e produttivo campano.In questi anni di grandi mutamenti del contesto economico e geopolitico, le imprese sono chiamate ad affrontare sfide importanti, adeguando le proprie strategie aziendali per restare competitive. È richiesto un sostanziale cambiamento culturale, finalizzato a gestire, nell’ottica della flessibilità e dell’innovazione, l’evoluzione tecnologica e la transizione verso una produzione sempre più eco-sostenibile.

Gli incentivi per il sostegno dei programmi di investimento strategico e l’accompagnamento delle imprese nazionali ed estere, anche in sinergia con la rete nazionale, nel percorso di localizzazione, rappresentano – conclude Marchiello – un’azione concreta per sostenere il processo di trasformazione e per promuovere la Campania come luogo attrattivo per fare business”.  I lavori del convegno sono stati aperti dal presidente di Confindustria Campania Costanzo Jannotti Pecci, che ha sottolineato la necessità di sbloccare i fondi comunitari a favore della Campania.Sono intervenuti per la Direzione generale Sviluppo economico della Regione Campania, in merito agli strumenti di sostegno e attrazione degli investimenti, il direttore generale Raffaella Farina e del dirigente di staff Daniela Michelino, per Cerved i focus sono stati presentati dal sales knowledge manager Napoleone Marano e dall’head of business development Francesco Grande, poi c’è stato un talk con il presidente di ALuiss Vito Grassi, il relationship manager di Elite Antonio Pellè, il senior manager business developer di Leyton Italia Luca Annunziata, il partner e co-founder di M&L Consulting Group Valerio Locatelli e il co-portavoce del Comitato scientifico di Industria Felix Filippo Liverini.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aperte le porte della 3° edizione Pge e la 1°edizione del Cybsec-Expo

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(Adnkronos) – Al via oggi nei padiglioni del Piacenza Expo la 3ª edizione del Pipeline & gas expo (Pge) e la 1ª edizione della Cybsec-expo, i due eventi collegati, organizzati da Mediapoint & exhibitions, in programma fino al 31 Maggio 2024.A tagliare il nastro delle due kermesse, la Sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, il Presidente di Confindustria Piacenza, Francesco Rolleri, il Presidente di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli e Fabio Potestà, Direttore di Mediapoint & exhibitions. Pipeline & gas expo (Pge) è la principale mostra-convegno a livello europeo dedicata ai settori del “Mid-Stream” e delle reti distributive di “Oil&Gas”, del “Power Generation” ma anche di quelle idriche.

La kermesse raccoglie le principali imprese attive nella progettazione, costruzione e manutenzione di gasdotti, oleodotti, metanodotti e acquedotti, reti distributive del gas (sia primarie che secondarie) e idriche, con i relativi fornitori di impianti, macchine, attrezzature, materiali e software a loro necessari.Il Cybsec-expo, invece, è l’innovativo appuntamento interamente dedicato alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati e delle infrastrutture critiche.

Un contenitore nel quale si ritroveranno una accanto all’altra le maggiori società italiane ed estere che si occupano di cyber-sicurezza, i principali esperti di sicurezza informatica nazionali e internazionali e i primari enti certificatori del nostro Paese. “Il Pge è un evento di nicchia, perché sappiamo che in questo settore – l’Oil&Gas – le aziende non sono migliaia, ma sappiamo anche che è un evento con una grandissima importanza a livello nazionale, che porta a Piacenza buyer molto interessati e attrae persone da tutta Europa”, commenta Katia Tarasconi, sindaca di Piacenza, “Anche il tema della cybersecurity sta diventando molto importante per tutti, quindi è un motivo in più per venire ad ascoltare i professionisti del settore, tutti di altissimo livello.Piacenza cerca di fare tutto quello che può per migliorare e per dare anche visibilità alle proprie aziende, molte delle quali sono presenti qui oggi.

E di questo sono molto contenta”, conclude Tarasconi. Due fiere strettamente legate al territorio piacentino, come sottolinea il presidente di Confindustria Piacenza Francesco Rolleri: “Piacenza dal punto di vista dell’Oil&Gas rappresenta sicuramente un’eccellenza a livello nazionale ed internazionale, perciò quale sede migliore per una fiera con una specializzazione così spiccata?La cybersecurity invece riguarda un tema che è trasversale a tutto il mondo economico e riveste un’importanza fondamentale per tutte le nostre aziende: siamo a rischio tutti i giorni, gli attacchi informatici diventano sempre più aggressivi e professionali, perciò essere sempre aggiornati su questo tema è importantissimo”. Due manifestazioni che rinsaldano il rapporto di Mediapont con il polo fieristico, come spiega il presidente di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli: “La collaborazione con Mediapoint si consolida sempre di più.

PGE si rivolge a quelle che sono un po’ le peculiarità del nostro territorio, ovvero le imprese meccaniche.Abbiamo poi la cybersecurity che è altrettanto importante, perché la riservatezza dei dati sarà sempre più una problematica da affrontare in futuro.

Cybsec è una fiera nuova, sulla quale noi e Mediapoint puntiamo molto”, conclude Cavalli. “Questa terza edizione del Pipeline & gas expo è stata abbinata all’edizione inaugurale della Cybsec-expo semplicemente perché il mondo dell’Oil&Gas e del Power generation è stato tra i primi ad essere attaccato dagli hackers”, spiega Fabio Potestà Direttore della Mediapoint & Exhibitions srl e organizzatore dei due eventi “Ma non solo, nel ricchissimo palinsesto di convegni e workshop del Cybsec analizzeremo tutti i principali comparti che sono minacciati dagli attacchi informatici: dal mondo del trasporto a quello su gomma, da quello marittimo-navale a quello aeronautico, fino a quello militare”. “Siamo molto soddisfatti della partecipazione sia delle imprese”, conclude Potestà, “perché quelle presenti al Piacenza Expo sono assolutamente le leader di mercato, sia del numero dei visitatori che si sono pre-registrati.A oggi sono 2380, che per una fiera che ha poco più di 100 espositori, sono tantissimi”, conclude Potestà. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Sindrome da fine scuola’, per bimbi e ragazzi stanchezza e sonno difficile

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(Adnkronos) – Mancano ormai pochi giorni alla fine della scuola, che si chiuderà in quasi tutta la Penisola l’8 giugno.Un conto alla rovescia in cui la maggioranza dei bambini e dei ragazzi sperimenta la ‘sindrome da fine anno scolastico’: stanchezza, sonno più difficile, inappetenza, scarsa concentrazione.

Difficoltà che per i più grandicelli si accompagnano anche agli sforzi per lo ‘sprint finale’ tra interrogazioni, esami, saggi vari. “E’ sicuramente un momento di stress da non sottovalutare”, spiega all’Adnkronos Salute Elena Bozzola, consigliera della Società italiana di pediatria (Sip) e presidente dell’associazione Onlus ‘Il bambino ed il suo pediatra’, che delinea – sul piano psicofisico per alunni e studenti – questa fase dell’anno, suggerendo ai genitori qualche accorgimento.  “I bambini e i ragazzi – continua – cominciano a sentire la stanchezza anche per fattori ambientali: comincia a fare più caldo, aumenta la luce, le giornate si allungano e questo influisce sul sonno.Sia piccoli che più grandi tendono a rimanere svegli, cambia il ciclo sonno-veglia e questo ha ripercussioni sul numero di ore di sonno ‘buono’.

E se un bambino dorme meno o si risveglia più volte durante la notte ne risente tutta la giornata.E’ più irritabile, inappetente.

Una inappetenza che è già fisiologica quando aumentano le temperature, si tende a mangiare un po’ di meno, ma anche a bere di meno”.  Per questo è fondamentale fare attenzione all’alimentazione “che deve essere ricca di acqua, vitamine e sali minerali – raccomanda la pediatra – perché con il sudore si perdono liquidi e nutrienti.Via libera quindi a frutta e verdura, a pasti più leggeri in modo da invogliare i piccoli a mangiare, evitando che la loro curva di crescita non diminuisca e l’idratazione non ne risenta”.  Importante, inoltre, prosegue Bozzola, “cercare di rispettare le abitudini dei piccoli.

Se per esempio il bambino è abituato a fare il sonnellino pomeridiano, meglio non abbandonare la routine e mantenere il ritmo indipendentemente dalle giornate di sole che invogliano a giocare”.Per quanto riguarda i più grandicelli, “siamo vicini allo spauracchio dell’esame di terza media che è la prima vera prova che devono affrontare.

E’una tappa fondamentale perché imparino ad avere le loro piccole responsabilità.E vanno sostenuti nello sforzo finale per organizzare bene la propria giornata di studio, consigliando, per esempio, di ripetere ad alta voce per concentrarsi perché non mollino nell’ultimo sforzo”.  “Non vanno invece bloccati i momenti dedicati allo sport e all’attività fisica.

I ragazzi devono avere momenti di svago con gli amici, ma anche per l’attivià motoria”, sottolinea la pediatra.No invece “alle corse finali sacrificando il sonno.

Otto-9 ore di buon riposo sono necessarie”.I genitori, infine, “non devono accrescere lo stress dei ragazzi con le loro ansie, con paragoni con fratelli e sorelle o con una esagerata attenzione al voto finale”, ammonisce l’esperta.

I figli, conclude, “devono essere aiutati a dare il massimo nella loro prima grande prova che non deve essere ricordata come ansia e paura, ma come un piccolo grande traguardo”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giustizia, Meloni: “Ora più equa ed efficiente, riforma epocale”

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(Adnkronos) – “Oggi il governo italiano ha rispettato un altro impegno preso con gli italiani.Nel programma di centrodestra avevamo scritto che avremmo riformato la giustizia, e oggi il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge costituzionale per avere finalmente una giustizia più equa ed efficiente”.

Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio sui social commenta il ddl giustizia approvato oggi dal Cdm. “In molti hanno detto e scritto in questi mesi che non avremmo mai avuto il coraggio di presentare questa riforma, attesa da decenni: evidentemente ancora non conoscono la nostra determinazione.Quando è giusto fare qualcosa nell’interesse dell’Italia e degli italiani noi semplicemente la facciamo.

Ma certo varare questa riforma, dopo 30 anni che se ne parla, è un risultato epocale”, scandisce la premier. “Cosa prevede il testo” della riforma della giustizia approvata oggi dal Cdm? “Innanzitutto, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri in modo da differenziare finalmente il percorso di chi è chiamato a giudicare i cittadini da quello di chi ha l’incarico di muovere le accuse, e rendere così più equilibrato il rapporto tra difesa e accusa nel corso del processo”, spiega Meloni. “La seconda novità riguarda la modalità di selezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura, cioè dell’organo di autogoverno della giustizia, quello che decide i concorsi, le carriere, i trasferimenti e fino a oggi le condotte disciplinari dei giudici, perché l’attuale meccanismo di composizione del CSM ha purtroppo creato un sistema dominato dalle correnti della magistratura, che ne ha minato la percezione di indipendenza e ha penalizzato quella stragrande maggioranza di magistrati che vogliono solo fare bene il loro lavoro, senza per questo doversi piegare alla logica delle dinamiche politiche o correntizie.Per rompere il meccanismo delle correnti – rimarca dunque la presidente del Consiglio – prevediamo che i componenti del CSM vengano selezionati per sorteggio, con modalità che saranno stabilite dalla legge”. Infine “il terzo e ultimo cambiamento riguarda la costituzione di un nuovo organismo indipendente: l’alta Corte disciplinare, che avrà il compito di esprimersi sugli illeciti dei magistrati, sottraendo questa attività al Csm in modo da superare la criticità registrata finora di un sistema, anche qui, condizionato dal correntismo, e che quindi tende a non sanzionare mai neppure le violazioni più grosse”. Quella della giustizia “è una riforma giusta, necessaria, storica – sottolinea – E si aggiunge alle altre riforme che questo governo ha già varato, come la riforma del fisco e la riforma istituzionale.

Continueremo così, perché in questa Nazione le cose che non funzionano bene vanno cambiate.E più cercheremo di cambiarle più le forze della conservazione si muoveranno contro di noi.

Ma non abbiamo paura, siamo qui per fare quello che va fatto e alla fine di questo lavoro saranno i cittadini a giudicarci”.  Il disegno di legge “passa ora al Parlamento che dovrà esprimersi, per consegnare il prima possibile all’Italia una riforma che vuole ridare piena fiducia agli italiani nella magistratura, assicurando i principi di indipendenza e parità tra accusa e difesa”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tragedia in Valtellina, tre militari Gdf morti durante esercitazione in montagna

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(Adnkronos) – Tragedia in Valtellina oggi, dove tre militari della Guardia di Finanza sono morti durante un’esercitazione in parete nel territorio comunale di Val Masino, in provincia di Sondrio.Illesi altri due finanzieri che prendevano parte all’esercitazione.

L’incidente è avvenuto poco prima delle 13.A quanto si apprende, gli interventi di soccorso sono tuttora in corso.  Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a nome dell’intera giunta, esprime in una nota “cordoglio e vicinanza ai familiari e alla Guardia di finanza per il grave e doloroso incidente accaduto oggi in Val Masino”. “Un evento tragico – dice il governatore – che ci colpisce profondamente e rattrista l’intera comunità della Lombardia”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, da metafore in oncologia e dizionario emozionale un aiuto ai pazienti

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(Adnkronos) – Le metafore della guerra chiamano a raccolta l’energia necessaria a chi riceve la diagnosi di tumore.Le metafore della trasformazione e delle metamorfosi – leonessa, bambola di porcellana – descrivono il cambiamento che coinvolge il paziente e il suo contesto.

Mentre le metafore ispirate al concetto di viaggio aprono uno scenario meno solitario rispetto a quello della guerra, con la presenza di compagni, alleati e soccorritori.E’ un mondo straordinariamente ricco di immagini – e di senso – quello descritto dall’indagine ‘Metafore in oncologia’ condotta da Eikon Strategic Consulting Italia, che ha analizzato le metafore associate alle patologie oncologiche utilizzate in oltre 2.500 storie personali di malattia condivise dai pazienti sui social e in oltre 100mila articoli online. La ricerca – riporta una nota – è stata realizzata nell’ambito de ‘Il senso delle parole’, campagna promossa da Takeda Italia con il sostegno di Ail, AIPaSiM, Fondazione Paola Gonzato-Rete Sarcoma Ets, Salute Donna Odv e Walce, per favorire la creazione di un linguaggio comune in oncologia tra specialisti, pazienti e caregiver.

L’indagine sulle metafore è un nuovo capitolo nell’esplorazione delle parole chiave della relazione di cura avviata con la pubblicazione del dizionario emozionale, che analizza le 13 parole più frequenti utilizzate da oncologi, pazienti e caregiver, curato da Giuseppe Antonelli, professore ordinario di Linguistica italiana, Università degli Studi di Pavia.  “La metafora – afferma Antonelli – è uno strumento di amplificazione delle nostre parole.E’ un modo di evocare cose, persone, concetti attraverso immagini che creano associazioni mentali e dunque amplificano la nostra percezione emotiva.

La meta-fora è, etimologicamente, un trasferire il discorso su un altro piano: una sorta di meta-verso esperienziale creato con le parole.Ma proprio perché la metafora è uno strumento potente, bisogna stare attenti a come la si usa, valorizzando quelle più funzionali a rendere in modo positivo e collaborativo il processo della cura, come la metafora del viaggio a cui, dopo lo sconforto iniziale per le terapie proposte, si associano la fiducia nei medici, la scoperta di una resistenza e di una capacità di sopportazione insperate”.  La ricerca di Eikon ha identificato 640 metafore diverse che raccontano la crisi, ma anche la reazione, il supporto e il percorso di trasformazione generato dalla malattia.

Emerge una prevalenza della metafora bellica, nonostante gli studi scientifici la considerino spesso controproducente.Metafore quali battaglia da vincere, nemici invasori in riferimento alle cellule tumorali, sono una risorsa espressiva di uso immediato per affrontare la malattia, soprattutto subito dopo la diagnosi.

Ma il linguaggio bellico rischia di rafforzare una visione eroica della malattia che non si adatta alla varietà di esperienze e di esigenze espressive che mostrano le storie personali.  Ad alimentare l’immaginario personale e collettivo della malattia contribuiscono anche i media: l’analisi dell’uso delle metafore condotta su 100mila articoli relativi a patologie oncologiche, nelle testate online generaliste e di salute, ha fatto emergere un panorama molto più ristretto con 58 metafore diverse che ruotano prevalentemente intorno alla guerra, con un accento sulla forza, la vittoria e la sconfitta.La ricerca chiama in causa la responsabilità semantica dei giornalisti nella scelta delle metafore con cui raccontare la patologia oncologica, con la consapevolezza che si possono facilmente rafforzare vissuti negativi di sofferenza e fallimento.  “Le metafore hanno un ruolo chiave nell’efficacia simbolica di un percorso di cura: costruiscono le modalità con cui si rendono visibili sintomi, aspettative, risorse che non riuscirebbero ad essere condivise in altro modo e che sfuggono anche ai più sofisticati strumenti diagnostici – afferma Cristina Cenci, Senior Partner, Eikon Strategic Consulting – Le metafore possono essere appropriate o inappropriate a seconda che mobilitino risorse positive o alimentino paure, fantasmi o un senso di incapacità o fallimento.

Per questo è importante fare una riflessione ampia sull’utilizzo della metafora in oncologia, mirata a valorizzare tutte le risorse dell’immaginazione e del linguaggio, per una appropriatezza simbolica e non solo farmacologica della cura”.La grande varietà di metafore rilevate dalla ricerca, molte delle quali specifiche e uniche, sottolinea ancora una volta come i significati e gli impatti della malattia sono diversi per ogni paziente.

L’ascolto attivo della narrazione della persona è fondamentale per la scelta del linguaggio metaforico più adatto.  Ma anche un’esperienza immersiva nell’impatto delle metafore potrà aiutare in futuro chi cura il tumore e chi lo racconta – professionisti sanitari e giornalisti – a sviluppare una consapevolezza maggiore degli effetti cognitivi ed emotivi di questa risorsa linguistica.Per questo, i risultati dell’indagine Eikon sulle metafore in oncologia sono stati trasformati dall’artista Francesca Fini nel ‘Metaverso dei Mondi Metaforici’, che attraverso la realtà virtuale consente di capire l’immaginario dei pazienti con un minore sforzo cognitivo ed un maggiore coinvolgimento emotivo.

Il metaverso si articola in quattro mondi indipendenti – Sala d’Aspetto, Mondo delle Metamorfosi, Mondo della Guerra, Mondo del Viaggio – connessi tra loro concettualmente e virtualmente attraverso portali posizionati alla fine di ogni percorso.I mondi richiamano le fasi narrative emerse nelle storie: crisi, reazione, supporto, trasformazione e l’insieme dei vissuti connessi a queste fasi.

A guidare l’esplorazione sono voci fuori campo che accompagnano l’avatar scelto dagli utenti lungo la scoperta degli oggetti in cui si cristallizzano le metafore. “Con la ricerca sulle metafore aggiungiamo un tassello importante al percorso iniziato nel 2020 con la campagna ‘Il senso delle parole’, nata per dare ascolto ai bisogni psico-sociali delle persone che affrontano un tumore e costruire strumenti concreti a sostegno di medici, pazienti e caregiver – conclude Stefano Sommella, Oncology Country Head di Takeda Italia – Vogliamo e possiamo fare la differenza attraverso un approccio che considera la persona nella sua interezza: non solo la sua malattia, ma anche il contesto socio-assistenziale e organizzativo, il suo vissuto e la sua psiche.La ricerca presentata oggi e l’esperienza immersiva offrono la possibilità di costruire nuovi strumenti a supporto del percorso di cura e Takeda sarà al fianco di quanti vorranno collaborare per la loro realizzazione”. Il sito www.ilsensodelleparole.it ospita tutte le risorse narrative della campagna: il trailer dei mondi metaforici nel metaverso; il podcast in due serie, una dedicata ai significati di 6 delle parole del dizionario emozionale e l’altra che racconta esempi di dialogo tra oncologi, pazienti e caregiver in 6 specifiche patologie oncologiche; il dizionario emozionale, atlante delle 13 parole più utilizzate nella relazione di cura tra medico, paziente e caregiver; 6 libretti, in formato ‘millelire’, con le storie ispirate alle parole contenute nel dizionario. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporto aereo: Enac, Eni e Adr insieme per decarbonizzazione

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(Adnkronos) – “Saf, decarbonizzare assieme il trasporto aereo” è il tema della conferenza promossa da Enac, Eni e Aeroporti di Roma con l’obiettivo di mettere a confronto istituzioni e aziende, enti e associazioni, per definire un percorso per la promozione dell’utilizzo dei Saf (Sustainable Aviation Fuel) e rafforzare il ruolo di advocacy verso le istituzioni italiane ed europee nel percorso di decarbonizzazione del trasporto aereo.L’evento ha inteso proseguire il tracciato dell’iniziativa ‘The Pact for the decarbonisation of air transport: the Italian ecosystem for a roadmap to Net-Zero’ che ha avuto luogo in occasione della COP28 a Dubai e a cui hanno collaborato Eni, Enac e Adr.

La decarbonizzazione del settore aereo ha già una roadmap: il Regolamento (Ue) 2023/2405 “ReFuelEU Aviation” recentemente approvato stabilisce, infatti, che i fornitori di carburante per l’aviazione garantiscano che tutto il carburante messo a disposizione degli operatori aerei negli aeroporti dell’Unione Europea contenga quote minime di carburante sostenibile per l’aviazione (Saf) in quantità crescenti secondo la seguente traiettoria: 2% minimo di Saf dal 1°gennaio 2025 e un incremento della quota ogni cinque anni (6% dal 2030, 20% dal 2035, 34% dal 2040, 42% dal 2045) fino a raggiungere il 70% dal 2050. Alla conferenza, ospitata presso il palazzo Eni a Roma, ha partecipato il Presidente dell’Icao (International Civil Aviation Organization) Salvatore Schiacchitano, il responsabile della Segreteria Tecnica del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Francesco Lucianò, il Capo di Gabinetto della Commissaria Europea per i Trasporti, Filip Alexandru Negreanu, l’Amministratore delegato di Adr Marco Troncone, il Chief Aviation Officer di Adr Ivan Bassato.L’aviazione civile, sottolinea il Presidente Enac Pierluigi Di Palma, “rappresenta un comparto strategico per lo sviluppo dell’economia globalizzata ed è chiamato ad affrontare con serietà il processo di riconciliazione con l’ambiente.

L’Enac, in sinergia con le altre istituzioni e player di settore, è impegnato nel dare attuazione al tema della sostenibilità del trasporto aereo, portando importanti ed apprezzati contributi di visione in ambito nazionale e nei consessi internazionali di settore, Ecac e Icao”.  In linea con l’obiettivo Net Zero al 2050, aggiunge, “siamo convinti che sia opportuno investire su soluzioni innovative che coniughino la tutela dell’ambiente con la fattibilità economica, individuando nei Saf derivati da biomasse un modello chiave e di immediata applicazione per dare vita a questa necessaria ed ineludibile transizione.Per rendere concreto il nostro obiettivo, dobbiamo condividere questo impegno, in particolare, con i Paesi della Regione Africana interessati.

L’evento di oggi, stimolando il processo regolamentare e rafforzando il confronto con Eni, che potrà diventare il primo produttore di biojet, rende concreto l’orizzonte della decarbonizzazione”. “Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del settore dell’aviazione – sottolinea Giuseppe Ricci, Direttore Generale Energy Evolution di Eni – è indispensabile adottare soluzioni globali concertate con tutti i soggetti coinvolti, dalle compagnie aeree ai produttori di carburanti, i motoristi, fino ai gestori aeroportuali e alle istituzioni, I Saf rappresentano una soluzione ideale, perché non richiedono la sostituzione dei velivoli e possono essere integrati nelle attuali reti di distribuzione e utilizzo dei carburanti.Per garantire maggiore disponibilità di Saf, la nostra strategia è quella di aumentare la produzione rispondendo alla domanda crescente.

Questo obiettivo sarà perseguito attraverso l’utilizzo delle nostre bioraffinerie in Italia e il lancio di progetti globali come quelli in America, Malesia e Corea”. “Per la decarbonizzazione del settore aereo abbiamo davanti a noi un percorso lungo, ma ormai già avviato, con infrastrutture aeroportuali NetZero nel giro di pochi anni e con il concreto avvio dell’adozione dei carburanti sostenibili: il Saf rappresenta la più matura tra le risposte attuabili in tempi rapidi, oltre ad essere una soluzione che promette di traguardare la sostenibilità di medio-lungo periodo dell’intero comparto.Il sistema Italia, con il ruolo centrale di Eni e la guida di Enac, si sta muovendo in modo coordinato ed efficace per assicurare le disponibilità necessarie nel rispetto dei mandati Ue.

Affinché alla sostenibilità ambientale si accompagni necessariamente anche sostenibilità economica e sociale, garantendo un equo e ampio accesso alla mobilità aerea con costi sopportabili dalle compagnie aeree, dagli aeroporti e dai passeggeri, auspichiamo ora l’avvio di una solida politica di sostegno da parte del decisore pubblico all’interno di un quadro europeo di riferimento”, aggiunge Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Biden valuta ok per armi Usa contro Russia

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(Adnkronos) –
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden sta valutando la revoca delle limitazioni poste a Kiev all’utilizzo delle armi a breve raggio americane da usare contro la Russia nella guerra in corso da oltre 2 anni.Washington non esclude poi la punizione della Cina per la fornitura di tecnologia chiave a Mosca. Lo rivela il ‘Washington Post’, secondo cui queste due misure rappresenterebbero un’escalation significativa rispetto alla politica cauta fin qui perseguita dal presidente degli Stati Uniti per evitare uno scontro diretto con Vladimir Putin e con Xi Jinping. E il fatto che Biden le stia valutando conferma la preoccupazione crescente dell’amministrazione per l’andamento del conflitto in Ucraina, dove i russi stanno continuando a guadagnare terreno.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, da giorni esorta i paesi occidentali ad eliminare le restrizioni sull’uso delle armi da loro fornite in modo che Kiev possa attaccare le strutture russe da cui, in particolare, negli ultimi 20 giorni sono stati lanciati missili contro la regione di Khrakiv, al confine tra Ucraina e Polonia. Il quotidiano americano ricorda che il segretario di Stato Antony Blinken aveva segnalato un cambio di atteggiamento sulle armi all’Ucraina e sul ruolo della Cina dopo le visite da lui compiute a Pechino e Kiev.E nella capitale cinese aveva detto alla Bbc che il gigante asiatico “sta aiutando ad alimentare la più grande minaccia all’Europa” dal crollo dell’Unione Sovietica, ventilando l’ipotesi di nuove sanzioni contro le società e le istituzioni finanziarie cinesi che sosterrebbero Mosca. Poi, dopo la visita a Kiev, dove aveva avuto i resoconti di prima mano sull’andamento dell’offensiva russa a Kharkiv e nell’est del Paese, aveva esortato l’amministrazione a riesaminare il divieto all’Ucraina di usare l’artiglieria e i missili a corto raggio forniti dagli Stati Uniti per colpire la Russia, sottolinea il Washington Post.  Tra l’altro la minaccia di nuove sanzioni contro Pechino è particolarmente delicata in questa fase in cui le due potenze stanno cercando di stabilizzare i loro rapporti, ma le fonti americane citate dal giornale fanno stato della loro irritazione con la Cina, che tecnicamente rispetta il suo impegno di non fornire armi a Mosca, ma difatti è diventata il maggior sostenitore del settore della difesa russa.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Campagna ‘Pronto Diabete’ per prevenire complicanze a cuore e reni

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(Adnkronos) – Parte ‘Pronto Diabete’, la nuova campagna nazionale che, dal 10 al 28 giugno, mette a disposizione dei pazienti con diabete mellito di tipo 2 consulenze specialistiche gratuite con un diabetologo presso circa 50 centri in tutta Italia, prenotabili al numero verde 800042747 e al sito www.prontodiabete.it.L’iniziativa, patrocinata dalla Società italiana di diabetologia (Sid) e dall’Associazione medici diabetologi (Amd), con l’adesione di Diabete Italia e Sistema Farmacia Italia e in partnership con AstraZeneca, intende sensibilizzare i circa 4 milioni di pazienti con diabete di tipo 2 in Italia sull’importanza di tenere sotto controllo la propria patologia nell’ottica di migliorare la sua gestione, promuovere una corretta informazione ed educazione del paziente e prevenire l’insorgenza delle complicanze renali e cardiovascolari incentivandone una diagnosi precoce.

In questo contesto – spiega una nota – l’iniziativa nel mese di giugno fornirà la possibilità ai pazienti con diabete di tipo 2 di recarsi presso le farmacie di comunità che su base volontaria hanno deciso di aderire all’iniziativa, dove potranno ricevere screening diagnostici per la prevenzione e valutazione del rischio renale. “Il diabete di tipo 2 è tra le patologie a più elevato impatto economico e sociale: in Italia si stima siano quasi 4 milioni i pazienti diagnosticati (il 6,6% della popolazione), cui si aggiunge un sommerso di oltre 1 milione di persone che non sanno di averlo e altri 4 milioni che rischiano di svilupparlo – sottolinea Riccardo Candido, presidente Amd – Il diabete di tipo 2, in particolare, la forma più diffusa che riguarda oltre il 90% dei casi, è una patologia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia), e con un’elevata prevalenza di malattia cardiorenale, scompenso cardiaco nel 6-27%” dei casi “e malattia renale cronica nel 30-40%.Scompenso cardiaco e malattia renale cronica sono condizioni gravi che, separatamente e in combinazione, sono associate a un elevato rischio cardiovascolare e di mortalità e a un incremento dei costi sanitari, in particolare nelle persone con diabete, determinando un importante impatto anche sul sistema sanitario nazionale”. “Secondo gli Annali Amd 2023, che fanno una fotografia dell’assistenza specialistica alle persone con diabete in Italia – evidenzia Candido – sta rapidamente crescendo (+6,8% rispetto all’anno precedente) il numero di soggetti trattati con farmaci come gli Sglt2 inibitori che hanno dimostrato di essere particolarmente efficaci nel prevenire scompenso cardiaco e malattia renale cronica”. Particolare attenzione – prosegue la nota – va dedicata alle complicanze cardiovascolari e renali del diabete mellito di tipo 2, tra cui lo scompenso cardiaco e la malattia renale cronica, patologie strettamente interconnesse tra di loro e fortemente impattanti sulla qualità di vita dei pazienti.

Nel mondo il 70% delle morti sono causate da patologie croniche e, in Italia, nel 2021 circa 24 milioni di abitanti avevano almeno una patologia cronica, numero che continuerà ad aumentare nei prossimi anni.Diabete, malattie cardiache e malattia renale cronica rientrano tra le cronicità più diffuse, pertanto è importante identificare, diagnosticare e quindi trattare i pazienti nella maniera più tempestiva ed efficace. “Le complicanze impattano fortemente sulla qualità di vita, basti pensare che lo scompenso cardiaco è la prima causa di ospedalizzazione per le persone con diabete in Italia e che l’insufficienza renale, ovvero nefropatia diabetica, colpisce il 40% dei pazienti – rimarca Angelo Avogaro, presidente di Sid – L’elevata prevalenza di scompenso cardiaco e insufficienza renale cronica e i rischi associati alla loro insorgenza e progressione mostrano un importante bisogno clinico insoddisfatto che dovrebbe essere preso in considerazione quando si scelgono strategie preventive nelle fasi iniziali del trattamento del diabete, tenendo conto delle chiare direzioni che gli algoritmi terapeutici delle linee guida forniscono”.  Infatti, “a supporto di un approccio preventivo e sempre più precoce nel paziente con il diabete di tipo 2 – aggiunge Avogaro – aumentano sempre più le evidenze scientifiche, anche con dati di real world, come lo studio Darwin-Renal, che confermano i benefici dell’uso precoce di terapie innovative per prevenire e ritardare il progredire delle complicanze renali nei pazienti diabetici.

Pertanto, per una corretta gestione della malattia occorre una tempestiva e più efficace presa in carico del paziente attraverso l’adozione di strategie preventive, di controlli periodici e di una stretta collaborazione tra specialisti, medicina territoriale e farmacisti”.  La campagna intende inoltre informare pazienti e opinione pubblica sull’attuale approccio nella gestione del diabete mellito di tipo 2 che, in aggiunta alla cura della malattia conclamata – precisa la nota – mira anche alla prevenzione delle sue complicanze, promuovendo anche l’educazione e l’empowerment di pazienti e caregiver. “Accogliamo con entusiasmo iniziative come Pronto Diabete che, oltre a mantenere alta l’attenzione sul diabete di tipo 2, mirano a fornire un supporto concreto per una patologia fortemente impattante sulla qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti – dichiara Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia – Le persone con diabete di tipo 2 molto spesso tendono a minimizzare la propria patologia, non sottoponendosi a controlli periodici e sottovalutandone le possibili complicanze cardiovascolari e renali.In questo senso, Pronto Diabete rappresenta un’importante occasione per aumentare la consapevolezza sulla malattia, promuovere una corretta informazione e fornire un supporto concreto ai pazienti nell’ottica di prevenire o diagnosticare in maniera tempestiva le complicanze cardiorenali del diabete di tipo 2 e migliorare l’aderenza terapeutica”. “Per essere proattivi e aderenti nella gestione della patologia, i pazienti dovrebbero poter contare su un presidio territoriale a loro vicino – conclude Maurizio Stroppa, amministratore delegato di Sistema Farmacia Italia (network di oltre 1.600 farmacie indipendenti sul territorio attivo in progetti di pharmaceutical care) – Per questa ragione crediamo che le farmacie possano diventare un ulteriore punto di riferimento di prossimità per i pazienti, in linea con quanto si sta delineando a livello legislativo, grazie a una maggiore prossimità territoriale del sistema sanitario.

La campagna Pronto Diabete rappresenta un’occasione per andare in questa direzione e fornire un supporto concreto ai pazienti nella gestione della loro patologia”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Aida: “Dermatologi-influencer al lavoro per linee guida adeguate ai tempi”

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(Adnkronos) – Ai tempi di Instagram e TikTok, il medico non svolge la professione esclusivamente in ambulatorio, ma con le regole attuali è molto limitato nel portare il suo contributo e la sua competenza alla salute.Nei social qualsiasi influencer può diffondere informazioni e consigli, ad esempio, su prodotti per la pelle, in modo più ampio e libero di un medico specialista.

E’ il paradosso della Rete a cui i dermatologi vogliono porre fine proponendo delle linee guida più adeguate ai tempi e, proprio contro le fake news, poter dare il loro contributo competente.Un primo importante confronto tra specialisti-influencer per delineare i contenuti di questo documento – tecnicamente definito consensus – c’è stato al Simposio su ‘Codice deontologico e social media’, nel corso del Congresso nazionale dell’Associazione italiana dermatologi ambulatoriali (Aida), che si è tenuto in questi giorni a Riccione. (VIDEO) “Sempre più dati ci dicono che la stragrande maggioranza della popolazione cerca informazioni mediche attraverso i motori di ricerca e attraverso i social network – spiega Federica Osti, dermatologa e nei social da più di 10 anni come @latuadermatologa – E” importante che le informazioni mediche vengano date da chi ha competenza e autorevolezza, ossia il medico”, che però, “al momento, deve sottostare a tutta una serie di regole, riportate nel Codice deontologico, che valgono sia in ambulatorio che in qualsiasi modalità di comunicazione.

Queste linee guida sono assolutamente importanti e vanno mantenute, ma il nostro essere medici moderni ci impone anche di migliorare, allargare il nostro tipo di comunicazione e, quindi”, spostare “un pochino più in là” alcuni paletti, “sempre mantenendo la correttezza deontologica e il rispetto della privacy” degli utenti. “Abbiamo iniziato così un percorso per creare delle linee guida, insieme ad Aida, per regolamentare questo nuovo modello di comunicazione che fa assolutamente parte della quotidianità di tutti i dermatologi, sia all’interno che al di fuori dall’ambulatorio”. Secondo gli specialisti-influencer presenti al simposio – soprattutto donne under 40 – se le cose non cambiano, le persone finiranno per dare sempre più peso all’estetista e al tricologo, invece che agli specialisti in dermatologia. “Sui social non siamo più solo medici, ma anche divulgatori, influencer o medinfluencer – osserva Laura Colli, specialista nota nei social come @Dermatologirl – In base alle linee guida redatte” dopo il caso Balocco-Ferragni “da Agcom”, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, “siamo degli influencer a tutti gli effetti e non solo in base al numero di follower, ma anche solo se abbiamo un’agenzia che ci segue il profilo”.  Proprio l’essere influencer “medico e dermatologa, puntualizza Valentina Trevisan, sui social @dermaidee – significa fare anche del personal brand, utilizzare le piattaforme per fare informazione, prevenzione, dare consigli generali” e migliorare il “rapporto con i pazienti e gli outcome clinici”.Gli specialisti su Instragram, TikTok o YouTube devono affrontare questioni non secondarie come “il product placement – aggiunge Trevisan – Sui social tutto può essere prodotto di vendita: da quello che si indossa a tutto quello che c’è in video”.

A tale proposito, “il Codice deontologico medici (art. 56) è chiaro – interviene Colli – La pubblicità promozionale e comparativa è vietata e, in base a questa norma, dovremmo far passare praticamente ogni attività all’Ordine dei medici” che però non sempre risponde e, soprattutto, non può essere contattato per ogni post.  In realtà oggi, in materia, “c’è il documento della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici – ricorda Osti – Ma la differenza fondamentale è che un paziente, quando è in ambulatorio, ha un contatto diretto e viene visitato, il prodotto consigliato, quindi non ha la stessa rilevanza di quello che avviene sui social”.Questi però restano un’opportunità di salute perché “accorciano le distanze – chiarisce Maria Teresa Luverà, di @magistudimedici – I nostri pazienti virtuali o, molte volte, reali, sono più portati a chiederci più cose, a entrare più nel vivo dei loro dubbi e questo sicuramente è un fatto positivo”, ma con le regole attuali si fatica a fare loro un buon servizio.  “E’ un sistema paradossale”, esemplifica, collegato da remoto, Fortunato Cassalia, dermatologo @medical.mente e autore di un articolo sull’importanza dei social sulla prevenzione in dermatologia pubblicato su ‘Acta Dermato-Venereologica’.

Secondo lo specialista, paragonare un medico che si occupa di divulgazione a un influencer è riduttivo, soprattutto se si considera il servizio di informazione e di divulgazione che viene offerto gratuitamente alla collettività. “Si dovrebbe considerare il valore aggiunto di portare informazione proprio attraverso i social e soprattutto ai più giovani – ribadisce Cassalia – Sembra che ci si debba difendere da qualcosa che invece è utile per la salute della collettività”.In Rete, infatti, la cosa bizzarra è che “ci sono skin care specialist e trichology expert che – rimarca Colli – proprio perché non sono dermatologi, possono parlare liberamente di prodotto, mentre noi, come professionisti, non possiamo nemmeno consigliarli in direct.

Formuliamo i prodotti e quando il nostro interlocutore ci chiede cosa usare possiamo solo elencare i componenti”, non facendo però il bene dell’utente, che si trova ancora più confuso.  All’estero però un dermatologo può dare consigli e parlare di prodotti senza paura di incorrere in provvedimenti disciplinari.Così, mentre altrove si può almeno arginare il fenomeno delle fake news, in Italia le persone che cercano informazioni su YouTube, Instagram o TikTok sono in balia di influencer meno competenti e preparati per rispondere a quesiti sulla salute, per il semplice fatto che lo specialista, per ruolo, non ne può parlare al di fuori dell’ambulatorio. “Anche su cose che per noi sono banali – ribadisce Colli – come il consiglio sui filtri solari, è del tutto evidente che citando solo i principi attivi non si fa un buon servizio al paziente, ma dobbiamo sempre fermarci al ‘si rivolga al medico, al farmacista’, mentre molte volte, in un contesto normativo più attuale, si potrebbe già dare il consiglio direttamente”.  Concretamente, puntualizza il dermatologo Luciano Galotta, “non possiamo mai dire qual è il nome commerciale di un prodotto che utilizziamo.

L’utente tipo dei social va quindi a cercare altre figure che danno questi consigli e così ci troviamo a essere messi allo stesso piano, se non al di sotto, di persone che, sotto retribuzione, parlano di prodotti con meno cognizione di causa”. Ai dermatologi-influencer il camice sta un po’ stretto perché, alla fine, sono costretti a indossarlo anche nel profilo personale, ma gli specialisti del 2024 ci tengono a sottolineare che non sono solo medici. “Il problema è che linee guida di comportamento” obsolete “o una mancata informazione su come comunicare all’esterno – riassume Giovanni Menchini, presidente Aida – comportano poi delle informazioni non corrette e una vicinanza al paziente non giusta”.Con conseguenze negative “non solo per il paziente, ma anche per la propria figura professionale”.

Per questo gli specialisti sono al lavoro per mettere a punto un contesto regolatorio adeguato perché i social siano un’opportunità di salute in più. “Quante volte – conclude Colli – i nostri follower ci ringraziano di cuore per aver potuto fare una prevenzione precoce”, ma si potrebbe fare di più.A questo stanno lavorando i dermatologi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità: Ecm, da Consulcesi guida su ultime novità e delibera ‘sposta-crediti’

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(Adnkronos) – Ecm: ci sono due novità sulla scadenza dello spostamento crediti e sul bonus per i corsi a tema vaccini, fondamentali per assolvere all’obbligo formativo ed evitare di incorrere in sanzioni alla conclusione del triennio, come evidenziano le delibere 5/24 e 6/24 emanate dalla Commissione nazionale per la formazione continua in medicina.A spiegare cosa cambia e come tutelarsi ci pensa la nuova guida gratuita di Conducessi Club rilasciata a margine del webinar ‘Obbligo formativo Ecm e assicurazioni: le ultime novità.

A cosa fare attenzione nel triennio’, in cui esperti del settore hanno commentato le nuove modalità ed è stato proposto un video tutorial per completare il procedimento di spostamento su CoGeAPS. Questo evento – si legge in una nota – ha sottolineato l’importanza della formazione continua e dell’educazione in medicina, essenziali per mantenere alti standard professionali e garantire qualità nelle cure ai pazienti. “La formazione continua in medicina è cruciale per garantire che i professionisti della salute possano aggiornarsi costantemente, migliorare le loro competenze e affrontare le nuove sfide del settore sanitario – ha commentato Simona Gori, responsabile di Consulcesi Club – In un settore come la sanità, che cambia velocemente, la necessità di mantenere un livello di preparazione elevato non solo risponde alle esigenze dei pazienti, ma assicura anche che i professionisti possano operare con la massima efficienza e sicurezza”.  Nel dettaglio, la delibera 6/24 modifica quella dell’8 dicembre 2023, ricorda Sandro Di Sabatino, esperto del sistema Ecm.La prima novità riguarda l’estensione della scadenza dei corsi utili per lo spostamento dei crediti, che include adesso anche quelli effettuati entro il 31 dicembre 2023, ma con ‘data di fine evento’ fissata nel 2024.

Inoltre, cambia anche il termine per lo spostamento dei crediti, esteso fino al 31 dicembre 2025, il che fornisce ai professionisti un periodo più lungo per completare questa procedura tramite il sito del CoGeAPS.Per agevolare i professionisti sanitari, oltre alla guida gratuita disponibile sul sito, Consulcesi mette a disposizione il servizio di ‘Assistente personale dedicato’, un consulente che accompagna l’utente in ogni fase del processo, dal login al sito CoGeAPS alla procedura di spostamento crediti, e si assicura in tempo reale che tutto vada a buon fine.

E’ inoltre possibile consultare, in ogni momento, anche un video tutorial accompagnato da infografiche che spiegano passo dopo passo le corrette procedure.Registrandosi gratuitamente a Consulcesi Club, si potrà accedere a tutti gli approfondimenti dedicati alla formazione dei professionisti sanitari e scoprire gli altri vantaggi della soluzione digitale, da contenuti con formati innovativi al nuovo network ‘Elenco professionisti’.  La delibera 5/24 – ricorda la nota – stabilisce di “attribuire ai professionisti sanitari che acquisiscano crediti in materia di vaccini e strategie vaccinali un bonus per il triennio 2026-2028, pari al numero di crediti effettivamente conseguiti nel triennio 2023-2025 su tale tematica, fino a un massimo di 10 crediti”.

La Commissione Ecm conferma, dunque, l’interesse verso i vaccini come strumento imprescindibile per la salute e che necessita di professionisti formati.  Sul fronte assicurativo, con l’entrata in vigore dei decreti attuativi della Legge 24/17 (cosiddetta Gelli-Bianco) sulla responsabilità professionale degli esercenti la professione sanitaria, diventa operativo l’articolo 38 bis del decreto 152 del 2021, che subordina l’efficacia delle polizze assicurative al completamento del 70% degli obblighi formativi nel triennio.In pratica – spiega Consulcesi – i professionisti che non raggiungeranno questa percentuale entro il 31 dicembre 2025 non potranno beneficiare della copertura assicurativa, trovandosi quindi scoperti in caso di contenziosi.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, lo ha ribadito con molta chiarezza in una recente intervista.Sull’importanza di essere in regola con l’obbligo Ecm per non trovarsi scoperti con la propria polizza assicurativa in caso di dispute legali, Di Sabatino osserva: “La formazione continua è un dovere deontologico per i medici e tutti gli operatori sanitari.

Essere adeguatamente formati e aggiornati è essenziale per rispondere al diritto del paziente di essere curato da un professionista preparato e al passo con l’evoluzione della ricerca scientifica”.  Oltre alla nuova guida, il servizio di Assistenza personale e il video tutorial, Consulcesi mette a disposizione “l’innovativa piattaforma digitale – ha concluso Gori – che offre contenuti esclusivi, formazione Ecm, servizi legali e assicurativi, convenzioni e un network per ampliare visibilità e contatti professionali”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E-commerce, Zanelotti (Amazon): “Sosteniamo crescita filiera del digital retail”

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(Adnkronos) – “Il 61% dei prodotti venduti su Amazon proviene da partner di vendita a terzi e Amazon ha preso un impegno con le aziende italiane e le piccole e medie imprese per raggiungere 4 miliardi di vendite all’estero entro il 2025.Il grado di digitalizzazione delle imprese italiane è ancora insufficiente.

E sono necessarie delle politiche mirate al rafforzamento delle competenze digitali e del rafforzamento del mercato unico europeo.Oggi il 99% delle aziende italiane sono piccole e medie imprese, ma riescono a realizzare solo il 54% delle vendite all’estero proprio per la mancanza dell’uniformità e dell’armonizzazione legislativa tra i Paesi dell’Unione Europea.

In questo senso, auspichiamo che una delle priorità del prossimo mandato europeo sia proprio il rafforzamento dell’armonizzazione legislativa e il rafforzamento del mercato unico europeo”.E’ quanto ha spiegato Ilaria Zanelotti, director sellers services di Amazon, durante l’evento di presentazione della ricerca sull’impatto dell’e-commerce in Italia, sottolineando l’importanza della crescita della filiera del digital retail.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Atzeni (Agenzia per la cybersicurezza): “Carenza competenze in tecnologie informatiche”

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(Adnkronos) – “Nel settore delle tecnologie informatiche c’è una carenza delle competenze professionali.Nelle tecnologie dell’informazione sono necessari investimenti e in Italia le medie di laureati ict sono inferiori rispetto alla media Ue.

E’ fondamentale investire nelle aule scientifiche ed informatiche.Infatti per rendere attrattive queste competenze bisogna partire dalla scuola con l’insegnamento dell’informatica.

Serve un’azione strutturale se invece noi continuiamo con iniziative sparse non si va lontano”.A dirlo oggi Paolo Atzeni, direttore per lo Sviluppo di capacità e competenze Agenzia per la cybersicurezza nazionale, in occasione dell’appuntamento con Adnkronos Q&A, ‘Le competenze, un punto fermo’, in corso oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma. “La formazione – sottolinea – è fondamentale ma in molti casi ha necessità di tempo per ottenere risultati e nel frattempo la carenza di personale continua ad esserci”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Trotta (Valore D): “Orientare le ragazze alle materie scientifiche da piccole”

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(Adnkronos) – “Sull’occupazione femminile in Italia siamo assolutamente arretrati rispetto all’Europa.Serve orientare le ragazze alle materie scientifiche quando ‘sono piccole’, perché le bambine già a 6 anni pensano di non essere portate nelle materie scientifiche.

La prima azione è quella di partire dalla famiglia, poi avviare diverse iniziative come le Olimpiadi della matematica nelle scuole.Come Valore D abbiamo realizzato ‘Inspiring girls’, un progetto internazionale di innovazione sociale attivo in 30 Paesi e rivolto alle giovani generazioni”.

A dirlo Paola Trotta, head of communications and public Affairs Valore D, in occasione dell’appuntamento con Adnkronos Q&A, ‘Le competenze, un punto fermo’, in corso oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma. “Grazie a ‘Inspiring girls’ – spiega – Valore D porta nelle scuole medie le testimonianze di donne ‘role model’ che lavorano con passione in diversi settori, dalla scienza allo sport, dal business all’arte, per incoraggiare ragazze e ragazzi a prendere consapevolezza del proprio talento superando gli stereotipi di genere che frenano la loro ambizione, educandoli alla parità tra i generi e ampliando i loro orizzonti”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Aragno (Eikon): “Parlare di sostenibilità significa cambiare cultura organizzativa”

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(Adnkronos) – “Parlare di sostenibilità sociale in azienda significa cambiare la cultura organizzativa.Così nel libro ‘Sostenibilità: un investimento sociale’, edito da FrancoAngeli e promosso da Eikon Strategic Consulting e Adnkronos, abbiamo sintetizzato i risultati dell’indagine nazionale 2023 sul coinvolgimento della popolazione adulta verso alcuni obiettivi-chiave dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Questo per per vedere come si stanno muovendo le aziende”.  A dirlo oggi Paola Aragno, Eikon strategic consulting, in occasione dell’appuntamento con Adnkronos Q&A, ‘Le competenze, un punto fermo’, in corso oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma. “E’ importante – sostiene – che le aziende si confrontino sui temi della sostenibilità e che siano presenti anche i giovani”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, D’Erario (Farmindustria): “Nostro settore basa sua natura su ricerca”

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(Adnkronos) – “Siamo un settore particolare e complesso che basa la sua natura sulla ricerca.I nuovi impatti tecnologici che avremo sul lavoro non ci spaventa, ma di sicuro la ricerca ci consentirà di arrivare primi sulle terapie”.

A dirlo oggi Nicola D’Erario, responsabile area relazioni di lavoro e professionalità Farmindustria, in occasione dell’appuntamento con Adnkronos Q&A, ‘Le competenze, un punto fermo’, in corso oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma. “Sono le innovazioni – precisa – che guidano il futuro il resto va accompagnato e sviluppato.Abbiamo provato a costruire un modello che parte dall’esigenza del profilo professionale che serve a livello produttivo; un modello innovativo unico nel suo genere pensato per il settore farmaceutico e per i suoi fabbisogni formativi”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Altroconsumo: 7 italiani su 10 fanno colazione a casa, tempo medio 15 minuti

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(Adnkronos) – Colazione a casa o al bar?Secondo una indagine condotta da Altroconsumo su più di 1.400 consumatori non ci sono dubbi.

La colazione ‘domestica’ è una routine per il 69% dichiara di fare sempre colazione a casa mentre solo l’1% dichiara di non farla mai (o raramente) a casa.Il bar piace, ma è più spesso riservato ai weekend o ai giorni festivi e ci si va solo occasionalmente (il 28% dichiara di fare colazione lì una volta alla settimana).

Facendo una media, la colazione a casa viene consumata più di sei giorni alla settimana mentre al bar una volta ogni due settimane.Pur essendo il pasto più importante, gli italiani vi dedicano comunque un tempo piuttosto limitato: chi la fa a casa in media – tra preparazione e consumo – impiega 15 minuti.

Chi va al bar, però, non lo fa per risparmiare tempo ma per piacere e dedica in media 20 minuti.Pochi dubbi sulle preferenze fra dolce o salato: l’81% degli intervistati preferisce il dolce a colazione, in particolare gli under 35.

Solo il 3% invece sceglie la colazione salata, mentre il 16% alterna alimenti dolci e salati.La colazione mista è amata soprattutto tra coloro che hanno più di 35 anni.

Quanto alle bevande il caffè in tutte le sue versioni (moka, cialde, capsule, espresso) è naturalmente il re incontrastato della colazione italiana: lo beve sempre o spesso il 72% di chi fa colazione a casa e il 68% di chi fa colazione al bar, dove stacca in modo netto anche il cappuccino, preferito dal 47% degli intervistati. A casa la seconda bevanda è l’acqua (consumata sempre o spesso da 50% dei rispondenti) e a seguire latte, yogurt e tè.Tra chi fa colazione al bar – dopo caffè e cappuccino – troviamo il latte (liscio o macchiato) consumato sempre o spesso dal 12% dei rispondenti.

A seguire succhi di frutta, spremute o centrifugati e tè.I biscotti fanno parte della colazione classica italiana e sono un must sulle nostre tavole.

Gli italiani che fanno colazione a casa li consumano spesso o sempre (51%), ma apprezzano anche le confetture o le creme spalmabili dolci (28% degli intervistati) eventualmente accompagnate dalle fette biscottate (26%) e, a seguire, i cereali o muesli.Al bar naturalmente le preferenze cambiano: sul podio c’è la classica brioche (o cornetto), consumata spesso o sempre dal 68% degli intervistati, seguita a distanza da altri tipi di paste o pasticcini (18%) o torte (10%). Nell’indagine Altroconsumo è stato poi chiesto a chi fa colazione al bar almeno una volta a settimana quanto paga le consumazioni al banco.

Il caffè del bar costa in media 1,17 euro; mentre il cappuccino raggiunge il prezzo medio di 1,64 euro.I cornetti lisci costano in media 1,22 euro; quelli farciti un po’ di più, in media 1,39 euro.

Se caffè e cappuccino sono significativamente più cari (in media) a Nord-Est e più economici al Centro-Sud e nelle Isole (qui anche la brioche è meno cara), ovunque si è registrato un generale aumento.Confrontando i prezzi di oggi con quelli rilevati a maggio 2022 da un’analoga inchiesta di Altroconsumo si rileva come il caffè al banco del bar costi in media il 6% in più rispetto a due anni fa; il cappuccino è aumentato del 7%.

L’incremento più alto però lo hanno avuto le brioches: che siano vuote o farcite costano il 13% in più del 2022. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)