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Maltempo in Veneto, allagamenti e frane: attesa la piena del Livenza

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(Adnkronos) – Dopo la forte ondata di maltempo, miglioramenti in Veneto e allerta rientrata anche a Vicenza, dove il Bacchiglione, dopo aver toccato ieri i 5 metri, stamane alle 9 era già sceso poco sopra i due e non è stato quindi necessario attivare le idrovore installate in via precauzionale nella zona dello stadio Menti, una delle zone più basse della città.Peggio è andata invece in provincia, dove ancora una volta intensi nubifragi hanno colpito ampie zone dell’Alto vicentino provocando allagamenti e smottamenti a Malo e a Isola Vicentina.

Danni anche nella zona ovest della provincia, come a Valdagno e nella Valle del Chiampo, dove sono stati necessari alcuni interventi per allagamenti e frane.  In queste ore si sta verificando la propagazione della onda di piena verso valle di tutti i principali corsi d’acqua, in particolare l’Adige sta transitando per Verona con livelli prossimi alla seconda soglia e in provincia di Rovigo sono segnalate evidenti infiltrazioni negli argini e nelle campagne ma senza particolari danni.Circa il Livenza, i livelli in crescita nelle sezioni friulane sono attesi in territorio veneto nel corso delle prossime ore, informa il centro della Protezione civile regionale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Finale Champions League, oggi Borussia Dortmund-Real Madrid: orario, dove vederla

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(Adnkronos) – Si disputa oggi 1 giugno la finale di Champions Leage tra Borussia Dortmund e Real Madrid.Calcio d’inizio alle 21.00 sul campo di Wembley.  La quadra di Edin Terzic sogna il trofeo che manca dal 1997 e l’amara sconfitta del 2013 contro il Bayern Monaco.

Mentre i favoriti Merengues di Carlo Ancelotti vanno a caccia della quindicesima vittoria.  In tv sarà possibile vedere la partita in diretta su Canale 5, Sky Sport Uno, Sky Sport 4K e Sky Sport, oltre che in streaming sull’App Mediaset Infinity, Sky Go e Now.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tra ombrelloni e spiagge mancano i bagnini, scoperto almeno il 10% delle posizioni: la denuncia

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(Adnkronos) – Da Jesolo a Tropea, da Rimini a Porto Cesareo, passando per Maccarese e Fregene, secondo i sindacati manca almeno il 10% dei bagnini che sarebbero necessari sulle spiagge italiane.Eppure le risposte dei gestori degli stabilimenti contattati da Adnkronos/Labitalia, con un cronista che si è proposto come assistente bagnanti, mostrano una realtà che sembra parzialmente diversa: “No, siamo a posto, grazie” o “Hai il brevetto?

Manda il cv, questa è la mail”.O ancora “il posto lo avrei, ma è meglio vederci di persona, quando puoi passa dal lido”.

Dietro questo scollamento c’è una realtà denunciata da diversi sindacati: per gli assistenti bagnanti è previsto per legge il contratto nazionale di lavoro del turismo, con 40 ore settimanali di lavoro su 6 giorni e stipendio netto che parte dai 1.200 euro per poi salire a seconda dell’inquadramento.Ma i gestori non sempre vogliono pagare queste cifre.

E i giovani non si accontentano più di paghe non adeguate.Lo dice bene Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari: “I tempi sono cambiati: noi da ragazzi facevamo la fila per fare i bagnini e avere qualche soldo in più in tasca d’estate, oggi è difficile che un giovane si avvicini a questo lavoro”, spiega ad Adnkronos/Labitalia.  Sul litorale pontino, tra Terracina e Sperlonga, “da tempo denunciamo paghe orarie al ribasso, istituti contrattuali non rispettati e tante altre anomalie contrattuali”, spiega ad Adnkronos/Labitalia il segretario generale della Uiltucs Latina, Gianfranco Cartisano, che assiste diversi lavoratori che hanno denunciato irregolarità in stipendi, orari e mansioni. “Nei giorni scorsi siamo stati anche convocati dall’Inps – aggiunge – e abbiamo la necessità di intervenire a sostegno di questi lavoratori.

Abbiamo da giorni inviato a tutti i Comuni costieri richieste d’incontro finalizzate a limitare il danno che inevitabilmente ricadrà sui bagnini del territorio: i bandi di gara e gli affidamenti devono tenere conto del costo orario previsto dal contratto nazionale.Con alcuni Comuni il confronto è già in fase avanzata”. Per il sindacato, la situazione sul territorio è chiara. “A Terracina – avverte Cartisano – riscontriamo le maggiori anomalie: i soggetti che contrattualizzano i lavoratori con gli stabilimenti balneari sono sempre gli stessi, da anni cambiano ragione sociale e denominazione aziendale, boicottando e raggirando i bagnini, i quali a fine stagione devono inseguire pezzi di salario mancante, mancata contribuzione e soprattutto dignità e mancato rispetto del lavoro svolto sulle spiagge”.  Dal Tirreno all’Adriatico, dal litorale pontino a quello abruzzese, le criticità denunciate sono spesso analoghe.

Anche se l’azione del sindacato e le proteste dei lavoratori già l’anno scorso hanno portato a qualche risultato come spiega ad Adnkronos/Labitalia Davide Frigelli, segretario generale della Fisascat Cisl Abruzzo-Molise. “Sul litorale abruzzese -racconta- abbiamo una particolarità: c’è un’agenzia, una srl, che si occupa di rifornire di bagnini l’80% degli stabilimenti balneari abruzzesi.Si occupa di far loro prendere il brevetto di salvataggio durante l’inverno e poi li colloca nelle varie spiagge, con una busta paga però intestata alla srl.

Lo stabilimento così non si deve preoccupare di trovare il bagnino già col brevetto, pensano a tutto loro, gestiscono tutto loro.Senonché l’estate scorsa abbiamo ricevuto diverse denunce da parte di bagnini che denunciavano di essere pagati 4,50 euro all’ora, al di sotto di quanto previsto dal contratto nazionale.

Mentre la società incassava dallo stabilimento balneare 17-18 euro l’ora per ogni bagnino”, sottolinea il sindacalista. Raccolte le denunce il sindacato si è mosso con le vertenze e qualcosa è cambiato. “Se andiamo a vedere l’identikit di questi lavoratori -racconta- sono tutti ragazzi, studenti o giovani che da poco hanno finito l’università.Grazie alla nostra azione la srl ha cambiato registro, alzando la paga.

E in più adesso gli assistenti bagnanti riescono ad accedere alla disoccupazione speciale del settore turismo, mentre prima non era possibile perché la srl attraverso diverse voci in busta paga faceva in modo che non raggiungessero le 51 ore stagionali previste per averne diritto”, sottolinea Frigelli.E il sindacato oggi continua a vigilare. “Scottata dalle vertenze, la società già l’anno scorso ha rivisto le buste paga.

Non è che ci entusiasmino ma di sicuro c’è una differenza tra la notte e il giorno rispetto alle precedenti.E adesso vedremo quest’anno se continueranno sulla strada che hanno intrapreso, o torneranno ai vecchi ‘fasti’, per loro naturalmente”, conclude.  Quella della provincia di Latina e dell’Abruzzo non è una situazione diffusa a livello nazionale, invece, secondo Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti, che, con Adnkronos/Labitalia, rivendica la correttezza degli esercenti degli stabilimenti, riconoscendo che tra gli assistenti bagnanti oggi manca circa il 10% della forza lavoro. “Oggi in Italia, comunque, c’è carenza assolutamente di questa mansione e ovviamente gli organici si fanno, ma con grandi difficoltà, con dei numeri che sono troppo limitati.

Il sistema di assistenza ai bagnanti sarà operativo, però siamo arrivati a questa operatività con difficoltà e mancano ancora persone, un 10%, ed è comunque un tema che riguarda un po’ tutto il territorio nazionale”, sottolinea ancora.  Assistenti che servono “per avere appunto la tranquillità della rotazione, nel caso di malattie, infortuni, e altro”. “Questi ragazzi hanno tutti, tutti i contratti nazionali che vengono applicati.Denunce di sfruttamento e diritti non rispettati?

Io ritengo che si possano perimetrare a situazioni singole, sicuramente non generalizzate.Poi è chiaro che nulla si esclude, ma è una tipologia di figura che è fondamentale e importante, visto che lo stabilimento balneare può aprire solo se ha il servizio di salvataggio in forma singola o collettiva, questo è quello che dice l’ordinanza”, spiega. Rustignoli cita il caso della Romagna come buona pratica. “Ci sono le cooperative del servizio di salvataggio che operano in tutti i Comuni, ogni Comune ha la sua e quindi, ovviamente, qui viene rispettato al 100% il contratto nazionale, sotto tutti gli aspetti, come è giusto che sia, ne ho la massima certezza, e lo stesso avviene in Toscana, in Liguria, Veneto.

Poi, chiaramente, qualche situazione probabilmente non in regola c’è ma va perimetrata alle casistiche che emergono”, conclude. Buste paga e contratti all’apparenza regolari, ma nella realtà compensi dimezzati e turni di lavoro prolungati.Dal Tirreno all’Adriatico per i bagnini l’estate è spesso torrida non solo per le temperature ma anche per il trattamento ricevuto dai datori di lavoro, che, c’è da dire, non sempre sono direttamente i titolari degli stabilimenti balneari.

Spesso a fornire il personale alle spiagge sono società e cooperative che, stando alle testimonianze dei lavoratori raccolte da Adnkronos/Labitalia e alle denunce e alle vertenze avviate dai sindacati, non brillano per trasparenza nella gestione dei rapporti di lavoro.E così spesso il bagnino, una figura fondamentale per lo stabilimento balneare, non deve solo controllare ed eventualmente salvare i bagnanti, ma anche lottare per vedere salvaguardati i propri diritti di lavoratore.  Come è capitato ad Andrea, nome di fantasia, che per anni ha svolto questa professione nel tratto di costa pontino che va da Terracina a Sperlonga. “Oggi ho 60 anni -racconta ad Adnkronos/Labitalia- ed è da 21 che, da giugno a settembre, faccio l’assistente bagnanti nella provincia di Latina, sempre alle stesse condizioni, sempre sfruttato, sempre con queste paghe al ribasso e il tfr che non c’è mai.

E a gestire tutto sono tutti gli anni gli stessi soggetti che cambiano nome alle società.Adesso mi sono stancato e ho deciso di denunciare, vediamo se porta a qualcosa…”, spiega il lavoratore, assistito nella sua battaglia dal sindacato Uiltucs.  La sua è una storia in cui di regolare c’è davvero ben poco. “Il contratto?

Vabbè -sottolinea- non lo vediamo mai, c’è un accordo sulla paga ma non corrisponde mai al mio livello come qualifica.Non viene mai rispettato, insomma, le buste paga vengono ‘aggiustate’ per far uscire quello che è stato pattuito.

E quindi 850 euro al mese per 5 ore di lavoro al giorno, ogni giorno.Mentre la busta paga di un assistente bagnante si dovrebbe aggirare intorno ai 1.150-1.200 euro”, sottolinea. Un trattamento che alla fine ha sfiancato Andrea. “Mi sono stancato.

Elemosinare 50, 100 euro non mi va più, ho detto basta e vediamo come va a finire.Il rammarico è che la cooperativa gestisce circa 80-100 assistenti bagnanti che fornisce agli stabilimenti balneari tra Terracina e Sperlonga.

Tutti si lamentano, ma nessuno fa niente”, conclude amaro. Dal Tirreno all’Adriatico i chilometri sono tanti ma le storie corrono parallele, almeno ascoltando la storia di Giuseppe, studente universitario abruzzese che per un periodo d’estate ha svolto l’attività di assistente bagnanti nella provincia di Pescara. “Ho preso il brevetto d’inverno – racconta ad Adnkronos/Labitalia- presso la società che rifornisce di assistenti bagnanti tutti gli stabilimenti balneari della costa.Dopo l’esame mi è stato chiesto di firmare con la loro società.

Ho portato con me mia madre che è nel mondo del lavoro sicuramente più di quanto lo sia io e lei mi ha detto che era comunque un ottimo contratto di sesto livello, con una retribuzione minima di 8 euro all’ora”, sottolinea.  E così inizia l’avventura di Giuseppe sulle torrette delle spiagge abruzzesi, esattamente nel giugno di 2 anni fa. “Nel primo mese lavorativo -racconta- io non mancai un giorno al lavoro, mi feci tutti e 30 i giorni lavorativi e non mi presi un sabato né una domenica.Arrivata la busta paga l’amara sorpresa: 600 euro.

Portai subito la busta paga a mia madre e lei subito si accorse che qualcosa non tornava, e chiese al commercialista della società che però ha fatto muro.Così attraverso un conoscenze ci siamo rivolti al sindacato, alla Fisascat Cisl”, sottolinea.  Giuseppe ha scoperto di non essere il solo a ritrovarsi una busta paga così magra rispetto al lavoro svolto. “Io mi ero sentito -ammette- un po’ come dire fregato, noi a Pescara tra i ragazzi ci conosciamo grosso modo tutti quanti e sono andato da conoscenti che svolgevano il lavoro del bagnino da più tempo di me e ho chiesto quanto percepissero.

C’è da dire che la maggior parte dei bagnini erano ragazzi, che ogni giorno ‘coprivano’ uno stabilimento diverso, a volte anche uno la mattina uno al pomeriggio.E nel caso ci sia un’organizzazione serale si può anche fare il turno in piscina in uno stabilimento che è aperto la sera”, sottolinea Giuseppe.  Turni decisi dall’agenzia che al momento del pagamento dello stipendio non mostrava quella disponibilità che chiedeva ai dipendenti. “Sono andato da un ragazzo – racconta ancora Giuseppe – che faceva questo mestiere da 4 anni, aveva iniziato a 16 anni e per lui era normale ricevere 600 euro lavorando tutti i giorni.

Quindi abbiamo deciso insieme di andare avanti e man mano che questa cosa prendeva voce si sono aggiunti altri giovani, sono spuntati come funghi”, sottolinea.  E per la società sono arrivate una serie di vertenze. “Alcuni di noi sono stati risarciti, altri non lo so perché poi io mi sono tirato fuori dalla vicenda nel momento in cui sono stato risarcito, anche il sindacato mi ha consigliato di non avere più contatti”, aggiunge.E Adnkronos/Labitalia ha interpellato Cristian Di Santo, rappresentante del Consorzio ‘Compagnia del mare’ che inserisce al lavoro assistenti bagnanti in gran parte degli stabilimenti della costa abruzzese, che ha risposto sull’organizzazione attuale. “Per quanto riguarda quest’anno -spiega- posso dire che i ragazzi faranno più ore di lavoro e di conseguenza gli stipendi saranno più alti rispetto agli anni precedenti, con l’applicazione regolare del contratto.

Per noi il problema principale è reperire personale maggiorenne perchè essendo un lavoro stagionale è più legato all’alternanza con il periodo scolastico.Noi ci auguriamo una bella stagione all’insegna del divertimento e della sicurezza”, conclude. .  Ma non sono solo gli assistenti bagnanti a chiedere più diritti in questa estate 2024 che sta per iniziare negli stabilimenti balneari italiani.

C’è anche chi, come Gianluca, 39 anni, è stufo di lavorare 14-15 giorni, 7 giorni su 7, con 40 gradi all’ombra nelle cucine di stabilimenti e villaggi turistici. “E’ sempre la stessa storia: è da 11 anni che ‘faccio la stagione’ sia sul litorale pontino che in altre zone -si sfoga con Adnkronos/Labitalia- e posso dire che tra Nord, Centro e Sud non cambia niente: si è sempre e solo sfruttati.Già al colloquio di lavoro ti dicono quello che non ti daranno: tfr, straordinario, ecc.”.  “Ma credo che il gioco sia finito: il personale non si trova -sottolinea- perché le nuove generazioni non sono come noi che ci facciamo sfruttare, magari per bisogno, e non replichiamo.

Io ho accettato anche contratti di due ore come se non fosse chiaro che in due ore in cucina non ci fai nulla…I giovani oggi per questi stipendi da fame non rinunciano a famiglia, salute e tempo libero”, spiega amaro.  Gianluca racconta che in tanti anni “solo una volta forse ho ricevuto tutto quello che mi spettava in modo regolare.

In tutti gli altri casi le buste paga sono state sgonfiate con diverse voci e io mi sono sempre ritrovato uno stipendio da fame in mano”, spiega.Ma la speranza è l’ultima a morire e per Gianluca, che la passione per la cucina non riesce a togliersela dalla testa nonostante i magri guadagni. “Forse quest’anno ho trovato un’azienda seria che mi fa un contratto regolare.

Ma per festeggiare aspetto di entrare, mi è capitato altre volte che mi offrissero mari e monti e poi…”, conclude amaro. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

India, ondata di caldo record: 85 morti in un giorno

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(Adnkronos) – E’ di 85 morti nelle ultime 24 ore il bilancio delle vittime provocate dall’eccezionale ondata di caldo che ha colpito l’India.Secondo quanto riferito dai media locali, con temperature percepite che arrivano fino a 50 gradi, a causa della fortissima umidità, la maggior parte delle vittime sono state registrate nello stato orientale di Odisha, dove si contano 46 morti, mentre gli altri negli stati di Bihar, Jharkhand, Rajastan e Uttar Pradesh. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tax Freedom Day, da lunedì 3 giugno italiani ‘liberi’ dalle tasse

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(Adnkronos) – Ci siamo, il Tax Freedom Day 2024 sta arrivando.Quello in corso, infatti, sarà l’ultimo fine settimana dell’anno in cui gli italiani saranno chiamati a lavorare per il fisco.

Da lunedì 3 giugno scatta quindi – con 24 ore di anticipo – il cosiddetto ‘giorno di liberazione fiscale’: una scadenza che da almeno quattro lustri, grazie all’annuale elaborazione effettuata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, per molti italiani è il raggiungimento di un traguardo importante, anche se puramente simbolico.Siano essi partite Iva, lavoratori dipendenti, pensionati o imprese. In linea meramente teorica, spiega la Cgia di Mestre, da lunedì lavoreremo per soddisfare i nostri bisogni e non più per pagare le tasse, le imposte, i tributi e i contributi sociali previsti nel 2024.

Un gettito che per l’erario dovrebbe garantire 909,7 miliardi di euro.Risorse che sono indispensabili allo Stato per far funzionare le scuole, gli ospedali, i bus, i treni, gli uffici pubblici e per pagare le pensioni, gli stipendi agli statali e ai dipendenti degli enti locali.

In altre parole, sono soldi che le Amministrazioni pubbliche prima incassano, poi investono nei servizi, nel welfare, nelle infrastrutture sociali ed economiche per migliorare la qualità della vita di ognuno di noi. Per non essere fraintesi è bene evidenziarlo con forza: ancorché ‘il giorno di liberazione fiscale’ non costituisca un principio assoluto – spiega ancora la Cgia di Mestre -, questo esercizio dimostra empiricamente quanto sia eccessivo il carico fiscale che continua a gravare sugli italiani.Sebbene quest’anno la pressione fiscale sia destinata a scendere di 0,4 punti percentuali rispetto al 2023.

E grazie a questa contrazione, lunedì 3 giugno gli italiani potranno festeggiare il ‘tax freedom day’; insomma, se dall’ inizio di gennaio sino a domani abbiamo ipoteticamente lavorato per onorare le richieste del fisco, dall’inizio della prossima settimana fino al 31 dicembre, invece, lo faremo per noi stessi e per le nostre famiglie.Da questo caso di scuola elaborato dall’Ufficio studi della Cgia, emerge che per l’anno in corso sono stati necessari ben 154 giorni di lavoro (sabati e domeniche inclusi) per adempiere a tutti i versamenti fiscali previsti quest’anno (Irpef, Imu, Iva, Irap, Ires, addizionali varie, contributi previdenziali/assicurativi, etc.).

Rispetto al 2023, quest’anno ci “liberiamo” dal fisco un giorno prima, anche se da calendario sono due, poiché il 2024 è un anno bisestile. Ma come ha fatto l’Ufficio studi della Cgia a stabilire che il 3 giugno è il tax freedom day del 2024?La stima del Pil nazionale prevista quest’anno è di 2.163 miliardi di euro ed è stata suddivisa per 366 giorni, ottenendo così un dato medio giornaliero pari a 5,9 miliardi di euro.

Di seguito, sono state “recuperate” le previsioni di gettito delle entrate e dei contributi sociali che i percettori di reddito verseranno quest’anno allo Stato che ammonteranno a 909,7 miliardi di euro3.Pertanto, questo ultimo importo è stato rapportato al Pil giornaliero, ottenendo così il giorno di liberazione fiscale del 2024 che scatta dopo 154 giorni dall’inizio dell’anno, ovvero il prossimo 3 giugno.

Come dicevamo è un puro esercizio teorico che, comunque, ci consente di determinare, con una unità di misura non “convenzionale”, il carico fiscale in capo ai contribuenti di un Paese qualsiasi.  Se per coloro che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo il ‘tax freedom day’ è una scadenza idealmente da festeggiare, per chi invece non le paga o lo fa solo sporadicamente è, ovviamente, un giorno come un altro.In questo ultimo caso annoveriamo, ad esempio, i lavoratori completamente o parzialmente irregolari presenti in Italia che, secondo una stima dell’Istat riferita al 20214, ammontano ad almeno 2,8 milioni.

Sono persone completamente sconosciute al fisco o che, sebbene parzialmente in regola, omettono di versare una parte delle imposte e dei contributi previdenziali, violando così le norme fiscali e contributive.  In termini assoluti le regioni che ne contano di più sono quelle maggiormente popolate: la Lombardia con 439.500 unità irregolari, il Lazio con 366.200 e la Campania con 308.200 sono le realtà territoriali dove il ‘nero’ abbonda maggiormente.Se, invece, facciamo riferimento al tasso di irregolarità, le regioni del Mezzogiorno sono quelle più interessate da questa piaga economica/sociale.

La Calabria, ad esempio, presenta una quota del 19,6 per cento, la Campania del 16,5, la Sicilia del 16 e la Puglia del 14,4.La media italiana si attesta sull’11,3 per cento. Secondo quanto riportato nel Documento di Economia e Finanza, la pressione fiscale nel 2024 è stimata al 42,1 per cento del Pil, in diminuzione di 0,4 punti rispetto alla soglia toccata nel 2023.

Questo risultato è ascrivibile al fatto che il Pil nominale è destinato a crescere (+3,7 per cento) più velocemente dell’incremento del gettito fiscale (+2,6 per cento).Pertanto, la pressione fiscale è attesa in diminuzione.

Si ricorda, infatti, che la stessa è data dal rapporto tra il gettito fiscale e il Pil nominale. L’incremento del gettito del 2,6 per cento rispetto al 2023 dipende da una pluralità di fattori: il primo è legato alla crescita economica (+1 per cento circa nel 2024); il secondo alla crescita delle retribuzioni, grazie ai rinnovi contrattuali, alla corresponsione degli arretrati nel pubblico impiego e all’aumento dell’occupazione.Più contenuto, invece, è l’impatto sulle entrate riconducibile agli inasprimenti fiscali previsti per quest’anno, come la maggiore tassazione sui tabacchi, l’incremento dell’Iva su alcuni prodotti per l’infanzia, l’igiene femminile e alle riaperture dei termini per la rivalutazione e il pagamento dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni.

Infine, hanno sicuramente condizionato il risultato finale anche le misure che nel 2024 hanno alleggerito il prelievo fiscale sugli italiani, come la riduzione dell’Irpef, tramite l’eliminazione del secondo scaglione di reddito (minor prelievo pari a circa 4,2 miliardi di euro) e il “bonus mamme”, con l’esonero contributivo per le lavoratrici dipendenti con due figli.  Continuiamo intanto ad avere un livello di pressione fiscale tra i più elevati in Ue.Nel 2023, infatti, solo la Francia, il Belgio, la Danimarca e l’Austria hanno registrato un peso fiscale superiore al nostro.

Se a Parigi la pressione fiscale era al 45,8 per cento del Pil, a Bruxelles si è attestata al 45,3 per cento, a Copenaghen al 44,5 per cento e a Vienna al 42,9 per cento.Da noi, invece, ha toccato la soglia del 42,5 per cento.

Tra i 27 dell’UE, l’Italia si è “piazzata” al 5° posto.La Germania, invece, si è posizionata al 10° con una pressione fiscale del 40,6 per cento e la Spagna al 13° con il 37,8 per cento.

La media dei Paesi europei è stata del 40,3 per cento; 2,2 punti in meno della media italiana, conclude la Cgia. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ancora maltempo, poi arriva l’anticiclone africano: previsioni meteo di oggi

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(Adnkronos) – Piogge, temporali, nubifragi.Maggio termina nel segno del maltempo, giugno inizia con ancora qualche incertezza e instabilità.

Ma dopo un mese di precipitazioni, ecco arrivare la buona notizia: intorno al 5 giugno l’anticiclone africano dovrebbe conquistare gran parte d’Italia.Questo il quadro delineato dagli esperti nelle previsioni meteo per oggi, 1 giugno 2024, e per i giorni a venire. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it avverte intanto che il weekend in corso non trascorrerà ancora all’insegna di uno scenario meteo totalmente stabile e soleggiato.

La giornata di sabato vedrà il sole prevalere su gran parte delle regioni, mentre i temporali saranno relegati soprattutto ai rilievi alpini.Qualche pioggia veloce attraverserà invece Campania, Basilicata e Puglia. Per domenica 2 giugno, festa della Repubblica, la pressione tornerà a diminuire.

Se al mattino il bel tempo sarà prevalente, nel pomeriggio si accenderà l’instabilità su molte regioni: arriveranno precipitazioni, spesso temporalesche sulle Alpi e in Emilia e inoltre sulle regioni meridionali peninsulari, localmente sui rilievi di Lazio, Abruzzo e Molise.Continuerà il bel tempo sul resto d’Italia, ma in attesa di un peggioramento serale su Lombardia e Veneto. Con la prossima settimana l’anticiclone africano inizierà gradualmente ad avanzare verso il nostro Paese.

Tra lunedì e martedì avremo ancora dei residui temporali al Nord e su alcune regioni del Centro, mentre da mercoledì 5 l’alta pressione invaderà tutta l’Italia garantendo un tempo ampiamente soleggiato e via via più caldo.Entro il secondo weekend di giugno i valori massimi toccheranno i 30°C su gran parte delle regioni italiane, anche in pianura. Sabato 1.

Al Nord: bel tempo prevalente salvo isolati temporali sulle Alpi.Al Centro: soleggiato.

Al Sud: piovaschi su Cilento, potentino e barese. Domenica 2.Al Nord: nel pomeriggio temporali in Emilia e sulle Alpi.

Al Centro: un po’ instabile tra Lazio e Abruzzo.Al Sud: precipitazioni irregolari nel pomeriggio. Lunedì 3.

Al Nord: rovesci su Alpi e Prealpi.Al Centro: rovesci sulle Adriatiche.

Al Sud: instabile solo in Puglia. Tendenza: ultimi temporali al Nord martedì, poi tutto sole e caldo in aumento. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ragazzi dispersi nel fiume Natisone, riprese le ricerche in Friuli

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(Adnkronos) – Sono riprese le ricerche dei tre ragazzi dispersi da ieri a causa del maltempo nel fiume Natisone in piena, a Premariacco, in provincia di Udine. ”Imponente lo schieramento di mezzi che dalle prime luci dell’alba stanno setacciato la forra di Premariacco in direzione Paderno”, comunica in un post il sindaco Premariacco Michele De Sabata, postando la foto dei mezzi dei Vigili del Fuoco. ”Durante la notte hanno sospeso in un punto le ricerche in attesa di potersi calare o risalire dal fiume.Sono ore decisive”. I tre ragazzi sono dispersi dalle 13.30 di ieri.

Bloccati su uno scoglio, i tre sono stati trascinati dall’onda di piena all’arrivo sul posto delle prime squadre di soccorritori che li stavano per raggiungere.Alle ricerche hanno partecipato anche l’elicottero del servizio sanitario regionale e i tecnici della stazione di Udine del Soccorso Alpino.

Intorno alle 15.30 di ieri due operatori sono stati imbarcati sull’elicottero della Protezione civile per sopralluoghi lungo il fiume dall’alto, mentre alle 16.30 è stata richiesta la disponibilità di altri due tecnici per eventuale imbarco sul secondo elicottero dell’elisoccorso regionale in caso di operazioni di recupero con il verricello. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Zelensky vede Austin: focus su armi Usa contro la Russia

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(Adnkronos) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Singapore per intervenire al Shangri-la dialogue sulla sicurezza, vedrà a margine il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin.Secondo quanto scrive Politico, “in cima all’agenda” ci sarà la questione dell’uso delle armi americane da parte di Kiev contro i russi limitato all’area di Kharkiv, limitazioni che altri Paesi non hanno posto. Le forze ucraine hanno intanto abbattuto nella notte 35 missili da crociera russi e 46 droni di fabbricazione iraniana Shahed.

Lo ha reso noto sul suo canale Telegram il generale Mykola Oleschuk, comandante dell’aeronautica di Kiev, secondo quanto riferisce Ukrinform. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rilancio Porto Castellammare: 40 Milioni per un Futuro Turistico Eccellente

Scopri l’ambizioso piano da 40 milioni di euro per il rilancio del porto di Castellammare, con l’obiettivo di diventare una delle gemme turistiche d’Italia.

Investimento di 40 milioni di euro per il rilancio del porto di Castellammare

Obiettivo: farlo diventare tra i più belli d’Italia

Il porto di Castellammare di Stabia si appresta a vivere una rinascita senza precedenti grazie a un investimento di **40 milioni di euro** destinati al suo rilancio.Questa ambiziosa iniziativa, guidata dal sottosegretario di Stato al Mit Tullio Ferrante, si propone di trasformare il porto di Castellammare in una delle gemme del turismo marittimo italiano.

Valorizzazione della vocazione turistica

Una delle principali ambizioni di questo progetto è quella di **valorizzare la vocazione turistica** del porto di Castellammare.

Attraverso interventi mirati e strategie di sviluppo attento, si prevede di creare un ambiente accogliente e attrattivo per i turisti nazionali e internazionali.L’obiettivo è quello di offrire esperienze indimenticabili, immerse nella bellezza naturale e nella cultura della regione.

Realizzazione del waterfront cittadino

Uno dei punti focali di questo ambizioso piano di rilancio è la **realizzazione del waterfront cittadino**.

Questo spazio, che sarà completamente ripensato e rinnovato, diventerà il cuore pulsante del turismo locale.Con una vista mozzafiato sul mare e una vasta gamma di servizi e attrazioni, il waterfront cittadino promette di diventare una meta imperdibile per chiunque visiti Castellammare di Stabia.

Impatto economico e sociale

L’investimento di **40 milioni di euro** non solo trasformerà il volto del porto di Castellammare, ma avrà anche un impatto significativo sull’economia e sulla società locale.

La creazione di nuove opportunità di lavoro, la stimolazione dell’attività commerciale e l’aumento del flusso turistico porteranno benefici tangibili a tutta la comunità.Inoltre, la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico della regione contribuirà a preservare e promuovere la sua identità unica.

Prospettive future

Con l’annuncio di questo massiccio investimento, il futuro del porto di Castellammare di Stabia si presenta luminoso e promettente.

Grazie alla visione e alla determinazione del sottosegretario di Stato al Mit Tullio Ferrante e di tutti coloro che lavorano a questo progetto, Castellammare si prepara a emergere come una delle destinazioni marine più ambite d’Italia.Con una combinazione di bellezza naturale, ricchezza culturale e servizi di alta qualità, il porto di Castellammare sarà presto un punto di riferimento per il turismo marittimo nel Mediterraneo.

Usa, morta la mamma di Michelle Obama

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(Adnkronos) – E’ morta la mamma di Michelle Obama, Marian Robinson.Lo ha annunciato su X la stessa ex first lady, ricordando la madre 86enne come “la mia roccia, sempre lì per qualsiasi cosa avessi bisogno”. “E’ stata lo stesso sostegno costante per tutta la nostra famiglia”, ha scritto Michelle Obama.

In una nota dell’ex first lady e dell’ex presidente Barack Obama con le sue figlie e del fratello Craig con la moglie e i figli ricordano quello che diceva: ‘Il mondo intero è pieno di piccoli Craig e di piccole Michelle’, “per sottolineare la bellezza e il potenziale di ogni bambino”. “Come sempre, aveva ragione. È anche vero – sebbene lei lo negasse categoricamente – che c’è stata e ci sarà una sola Marian Robinson.Nella nostra tristezza, siamo sollevati dal dono straordinario della sua vita.

E passeremo il resto della nostra vita cercando di essere all’altezza del suo esempio”, conclude la nota.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Biden: “E’ ora che guerra finisca, Hamas accetti piano Israele”

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(Adnkronos) – “E’ ora che questa guerra finisca”.In un discorso alla Casa Bianca, il presidente Usa Joe Biden ha esortato più volte Hamas a “cogliere l’opportunità” dell’ultima proposta sul tavolo su tregua e ostaggi, il piano “in tre fasi” di Israele per porre fine al conflitto a Gaza.

D’altra parte, ha ribadito Biden, “Hamas non è più in grado di compiere un altro 7 ottobre”, mentre gli Usa – garantisce – sono “impegnati per una fine duratura della guerra”. Secondo quanto riferito da Biden, Israele ha presentato una “nuova ampia” offerta di accordo di cessate il fuoco ad Hamas.L’accordo si compone di tre fasi e implica il “rientro a casa di tutti gli ostaggi, garantisce la sicurezza di Israele, crea un futuro migliore a Gaza senza Hamas al potere e pone le basi per una soluzione politica che garantisca un futuro migliore sia agli israeliani che ai palestinesi”, ha dichiarato Biden. “Israele – ha spiegato quindi il leader americano – ha ora offerto una nuova proposta completa. È una tabella di marcia verso un cessate il fuoco duraturo e verso il rilascio di tutti gli ostaggi.

Questa proposta è stata trasmessa dal Qatar ad Hamas”. “Questa nuova proposta prevede tre fasi: la prima fase durerebbe sei settimane.Includerebbe un cessate il fuoco totale e completo, il ritiro delle forze israeliane da tutte le aree popolate di Gaza, il rilascio di un certo numero di ostaggi, tra cui donne, anziani e feriti, in cambio del rilascio di centinaia di prigionieri palestinesi”, ha dichiarato Biden, sottolineando che gli ostaggi americani saranno tra quelli rilasciati in questa prima fase.

Inoltre, i resti di alcuni ostaggi uccisi saranno restituiti alle loro famiglie, portando in una certa misura un contenimento al terribile dolore”. “I civili palestinesi torneranno nelle loro case in tutte le aree di Gaza, compreso il nord, e gli aiuti umanitari aumenteranno con 600 camion che porteranno aiuti a Gaza ogni giorno.Durante la prima fase, della durata di sei settimane, Israele e Hamas “negozieranno gli accordi necessari per arrivare alla fase due, che è la cessazione permanente delle ostilità”, ha affermato Biden.  Il presidente ha poi riconosciuto che questo ulteriore ciclo di negoziati sarà difficile e spiega che la proposta sul tavolo consentirà di estendere la prima fase oltre le sei settimane a condizione che i negoziati tra Israele e Hamas continuino.

Gli Stati Uniti, l’Egitto e il Qatar si adopereranno per garantire che i colloqui continuino fino al raggiungimento di un accordo, ha dichiarato Biden.Una volta definiti questi termini, potrà iniziare la fase due, che vedrà il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani ancora in vita, compresi i soldati maschi.

Durante questa fase, inoltre, le forze israeliane si ritireranno da Gaza, ha dichiarato Biden. “Se Hamas manterrà i suoi impegni, il cessate il fuoco temporaneo diventerà permanente”, ha continuato Biden, citando il testo dell’accordo. “Infine, nella terza fase, inizierà un grande piano di ricostruzione di Gaza e i resti degli ultimi ostaggi uccisi saranno restituiti alle loro famiglie”, ha dichiarato Biden, concludendo: “Questa è l’offerta che abbiamo sul tavolo”. Hamas “valuta positivamente” i contenuti del discorso di Biden “che chiede un cessate il fuoco permanente e il ritiro dell’occupazione israeliana dalla Striscia di Gaza”, affermano i miliziani palestinesi in una dichiarazione citata da ‘Al Jazeera’.Il gruppo palestinese ribadisce “la sua posizione di disponibilità ad affrontare positivamente e costruttivamente qualsiasi proposta basata su un cessate il fuoco permanente, il ritiro completo dalla Striscia di Gaza, la ricostruzione, il ritorno degli sfollati a tutti i loro luoghi di residenza e il completamento di un serio accordo di scambio di prigionieri se l’occupazione dichiara il suo impegno esplicito in tal senso”. Sul fronte europeo, a commentare il discorso del presidente Usa è la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: “Sono pienamente d’accordo con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden sul fatto che l’ultima proposta rappresenta un’opportunità significativa per porre fine alla guerra e alle sofferenze dei civili a Gaza.

Questo approccio in tre fasi è equilibrato e realistico.Ora ha bisogno del sostegno di tutte le parti”, scrive in un post su ‘X’. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pozzuoli: “Non uscire o ti ammazzo!” Arrestato stalker

Stalking a Pozzuoli: arrestato lo stalker che minacciava una donna.Un caso di cronaca che ha scosso la città.

Stalking a Pozzuoli: arrestato lo stalker minaccioso

La cronaca di un incubo

A Pozzuoli, una città della provincia di Napoli, un grave episodio di stalking ha recentemente sconvolto la comunità locale.

Un uomo è stato arrestato dopo aver minacciato ripetutamente una donna, costringendola a vivere in uno stato di terrore costante.Le parole agghiaccianti “Non uscire o ti ammazzo!” sono state solo la punta dell’iceberg di un comportamento intimidatorio e ossessivo che si protraeva da mesi.

La denuncia e l’intervento delle forze dell’ordine

La vittima, dopo aver subito numerose minacce e atti di violenza psicologica, ha trovato il coraggio di denunciare il suo aguzzino alle autorità.

La denuncia ha permesso alle forze dell’ordine di avviare un’indagine approfondita, che ha portato all’arresto dell’uomo.Gli agenti hanno agito con tempestività per garantire la sicurezza della donna, ponendo fine a una situazione insostenibile.

Il profilo dello stalker

L’uomo arrestato è un 45enne del luogo, con precedenti penali per reati simili.

La sua ossessione per la vittima era diventata incontrollabile, portandolo a compiere atti di stalking sempre più gravi.Il comportamento dello stalker aveva messo a rischio non solo la vita della donna, ma anche la sua serenità e quella della comunità circostante.

Le reazioni della comunità

La notizia dell’arresto ha suscitato un misto di sollievo e indignazione tra i cittadini di Pozzuoli.

Molti hanno espresso solidarietà alla vittima, lodando il suo coraggio nel denunciare il suo persecutore.Allo stesso tempo, c’è una crescente preoccupazione per l’aumento dei casi di stalking e violenza contro le donne, un fenomeno che sembra non conoscere tregua.

Il supporto alle vittime di stalking

Questo episodio ha evidenziato ancora una volta l’importanza di offrire supporto e protezione alle vittime di stalking.

Numerose associazioni e centri antiviolenza operano sul territorio per assistere chi si trova in situazioni simili, fornendo consulenza legale e psicologica.La collaborazione tra istituzioni e organizzazioni no profit è fondamentale per prevenire e contrastare questi crimini.

Le misure legali contro lo stalking

Il Codice Penale italiano prevede pene severe per chi commette atti di stalking, includendo il carcere e misure restrittive come il divieto di avvicinamento alla vittima.

Tuttavia, è essenziale che le vittime denuncino tempestivamente le minacce subite, affinché le autorità possano intervenire in modo efficace.

Conclusioni

L’arresto dello stalker a Pozzuoli rappresenta una vittoria della giustizia e un passo avanti nella lotta contro la violenza sulle donne.Questo caso mette in luce la necessità di una maggiore sensibilizzazione e di interventi preventivi per proteggere le vittime e punire i colpevoli.

La speranza è che eventi come questo possano ridurre l’incidenza di tali crimini, garantendo una società più sicura per tutti.

Meloni contro la Chiesa: accuse su immigrazione e valori tradizionali

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Giorgia Meloni critica apertamente la Chiesa su immigrazione e famiglia tradizionale, suscitando forti reazioni politiche e religiose.

Ora la Meloni attacca anche la chiesa

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e attuale Presidente del Consiglio, ha nuovamente destato scalpore con le sue dichiarazioni contro la Chiesa cattolica.In un contesto politico già teso, le sue parole non hanno tardato a suscitare reazioni forti sia tra i suoi sostenitori che tra i suoi detrattori.

Analizziamo nel dettaglio questa controversia, le motivazioni alla base delle sue dichiarazioni e le possibili implicazioni per il panorama politico e sociale italiano.

Il contesto delle dichiarazioni

Meloni ha criticato apertamente alcune posizioni della Chiesa riguardo a temi come l’immigrazione, la famiglia tradizionale e la laicità dello Stato.Le sue parole sono state pronunciate durante un comizio a Milano, in cui ha sottolineato la necessità di difendere l’identità italiana e i valori cristiani tradizionali.

Tuttavia, ha anche accusato la Chiesa di adottare posizioni troppo liberali e distanti dai bisogni del popolo italiano.

Le reazioni del mondo politico e religioso

Le dichiarazioni di Meloni non sono passate inosservate.Diversi esponenti del mondo politico e religioso hanno espresso la loro disapprovazione. **Monsignor Nunzio Galantino**, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha risposto affermando che la Chiesa ha il dovere di difendere i diritti umani e di accogliere i più deboli, indipendentemente dalla loro provenienza.

Anche alcuni membri della coalizione di governo hanno preso le distanze dalle parole di Meloni, evidenziando la necessità di mantenere un dialogo costruttivo con la Chiesa.

Le motivazioni di Meloni

Dietro le dichiarazioni di Meloni ci sono diverse motivazioni strategiche e ideologiche.Da un lato, c’è la volontà di consolidare il proprio elettorato, che è in gran parte composto da conservatori e nazionalisti.

Dall’altro, Meloni cerca di posizionarsi come l’unica vera difensore dei valori tradizionali italiani, in contrasto con una Chiesa percepita come troppo progressista.

L’immigrazione come punto di scontro

Uno dei principali punti di scontro tra Meloni e la Chiesa riguarda l’immigrazione.La leader di Fratelli d’Italia sostiene che la Chiesa, con la sua politica di accoglienza indiscriminata, contribuisce all’aumento della criminalità e alla destabilizzazione sociale.

Questo argomento trova riscontro tra molti italiani preoccupati per la sicurezza e l’integrazione degli immigrati.Tuttavia, la Chiesa difende il suo operato, sottolineando l’importanza della solidarietà e dell’aiuto ai bisognosi.

La difesa della famiglia tradizionale

Meloni è una ferma sostenitrice della famiglia tradizionale, composta da un uomo e una donna, e vede nelle aperture della Chiesa verso le famiglie omosessuali e le coppie di fatto un attacco ai valori cristiani.

Questo tema è particolarmente sentito tra i suoi sostenitori, che vedono nelle sue parole una difesa della cultura e delle tradizioni italiane.La Chiesa, tuttavia, cerca di bilanciare la dottrina con una maggiore apertura verso le diverse forme di famiglia presenti nella società contemporanea.

La laicità dello Stato

Un altro punto critico è la visione della laicità dello Stato.

Meloni accusa la Chiesa di interferire troppo nella politica, cercando di influenzare le leggi e le decisioni governative.La leader di Fratelli d’Italia sostiene che lo Stato debba essere laico e indipendente, pur riconoscendo l’importanza della religione nella vita privata dei cittadini.

Questo approccio è in linea con la sua visione di un’Italia forte e sovrana, libera da influenze esterne.

Le possibili conseguenze politiche

Le dichiarazioni di Meloni potrebbero avere diverse conseguenze politiche.Da un lato, potrebbero rafforzare la sua posizione tra i suoi elettori, che vedono in lei una leader coraggiosa e determinata a difendere i valori italiani.

Dall’altro, potrebbero creare frizioni all’interno della coalizione di governo e isolare ulteriormente Fratelli d’Italia dal resto del panorama politico.Inoltre, le critiche alla Chiesa potrebbero alienare una parte dell’elettorato cattolico, che potrebbe vedere in Meloni una figura divisiva e polemica.

Conclusione

La controversia tra Giorgia Meloni e la Chiesa cattolica rappresenta un ulteriore capitolo nella complessa relazione tra politica e religione in Italia.

Le dichiarazioni della leader di Fratelli d’Italia riflettono una strategia volta a consolidare il proprio elettorato, ma rischiano di creare nuove tensioni e divisioni nel paese.Sarà interessante osservare come evolverà questa situazione e quali saranno le ripercussioni a lungo termine per la politica italiana.

In definitiva, il dibattito sollevato da Meloni mette in luce questioni fondamentali riguardo all’identità nazionale, ai valori tradizionali e al ruolo della Chiesa nella società contemporanea.Solo il tempo dirà se questa mossa strategica si rivelerà vincente o se porterà a nuove sfide per la leader di Fratelli d’Italia e per il suo partito.

1 Giugno 2024, Previsioni Meteo Italia e, in dettaglio, per la Campania: Sabato più soleggiato ovunque

Previsioni meteo Italia 28 maggio 2024: bel tempo con cielo poco nuvoloso, qualche temporale sulle Alpi e l’alta Toscana.Temperature in aumento.

Previsioni Meteo Italia 28 maggio 2024: bel tempo e temperature in aumento

Situazione Generale

Pressione in temporaneo aumento su tutto il territorio nazionale.

La giornata sarà caratterizzata da condizioni di bel tempo con cielo poco nuvoloso, eccezion fatta per una maggiore nuvolosità sul Sud peninsulare, sull’alta Toscana e sui settori alpini, dove non si escludono isolati temporali o rovesci pomeridiani.I venti soffieranno prevalentemente dai quadranti meridionali.

Temperature in contenuto aumento.

Nord Italia
Temporaneo aumento della pressione con conseguente bel tempo prevalente.Il cielo sarà sereno o poco nuvoloso, ma nel pomeriggio si potranno verificare annuvolamenti intensi sulle Alpi e sugli Appennini, con possibili veloci rovesci o brevi temporali.

Clima più caldo, con venti da sud.
Temperature
– Valori massimi tra i 21°C di Genova e i 25-26°C di Milano e Bologna.

Centro e Sardegna
La pressione è in aumento, garantendo una giornata di bel tempo con cielo sereno o poco nuvoloso.Maggiore nuvolosità sull’alta Toscana.

Clima più caldo con venti dai quadranti meridionali, variabili attorno alla Sardegna.
Temperature
– Valori massimi tra i 22-23°C di molte città e i 25-26°C di Firenze e Cagliari.

Sud e Sicilia
Pressione stabile con tempo asciutto e soleggiato, sebbene il cielo possa risultare molto nuvoloso al mattino, con possibili rovesci su Cilento e Basilicata settentrionale.Clima caldo, venti dai quadranti meridionali, mari mossi.
Temperature
– Valori massimi tra i 19°C di Potenza e i 26-29°C delle altre città.

Previsioni Meteo Campania Sabato 1 Giugno

Bollettino Meteo Castellammare di Stabia
– Giornata caratterizzata da rovesci piovosi e schiarite.

Diffusa nuvolosità al mattino, pioggia diffusa al pomeriggio, qualche nube sparsa alla sera.

Bollettino Meteo Napoli

  • cielo in gran parte nuvoloso a NapoliNapoli

    18°24°

    – Giornata caratterizzata da pioggia alternata a schiarite, con temperature minime di 18°C e massime di 23°C.Il cielo sarà molto nuvoloso o coperto al mattino, con pioggia diffusa o rovesci al pomeriggio, e nubi sparse alla sera.

– Temperatura massima di 23°C alle ore 10.
– Temperatura minima di 18°C alle ore 5.
– Zero termico a 3470m alle ore 12.
– Quota neve minima a 3320m alle ore 12.
– Venti moderati da Sud al mattino (18-31 km/h), deboli da Sud al pomeriggio (7-20 km/h), e deboli da Est-Nord-Est alla sera (8 km/h).
– Intensità solare massima alle ore 9 con un valore UV di 1.7 (430W/mq).

Meteo delle altre Province della Campania – Oggi 1 Giugno

Alta pressione con bel tempo, cielo irregolarmente nuvoloso o coperto al mattino con locali piogge sul Cilento.

Temperature massime fino a 27°C, valori notturni stazionari.

  • nuvoloso con pioggia leggera a SalernoSalerno

    19°22°
    Allarme pioggia

    Oggi previsto cielo nuvoloso con pioggia leggera, mare mosso, allarme pioggia, con temperature tra 19° e 22°.

  • nuvoloso con pioggia leggera a AvellinoAvellino

    16°21°
    Allarme pioggia

    Oggi previsto cielo nuvoloso con pioggia leggera, allarme pioggia, con temperature tra 16° e 21°.

  • nuvoloso con pioggia leggera a BeneventoBenevento

    16°23°
    Allarme pioggia

    Oggi previsto cielo nuvoloso con pioggia leggera, allarme pioggia, con temperature tra 16° e 23°.

  • cielo in gran parte nuvoloso a CasertaCaserta

    17°24°

    Oggi previsto cielo in gran parte nuvoloso, tempo che caratterizzerà l’intera giornata, con temperature tra 17° e 24°.

Domenica: Pressione in diminuzione ma prevalenza di bel tempo, cielo poco nuvoloso con locali precipitazioni pomeridiane.Temperature massime fino a 26°C, minime stazionarie.

Pezzogna all’acqua pazza: la ricetta

Se sei alla ricerca di un piatto di mare sfizioso ma facile da preparare, la pezzogna all’acqua pazza è una scelta perfetta.Questo piatto tipico della cucina mediterranea, richiede pochi ingredienti e pochi passaggi per essere realizzato, ma il risultato è un piatto irresistibile e saporito.

Pezzogna all’acqua pazza: la ricetta

Grazie alla combinazione di pomodoro, aglio e prezzemolo, la pezzogna all’acqua pazza è ricca di gusto e aromi che ti faranno fare un tuffo nel mare.

Segui la mia ricetta per prepararla facilmente a casa e deliziare il palato dei tuoi ospiti.

Ingredienti:

– 4 filetti di pezzogna

– 2 spicchi di aglio

– 1 peperoncino fresco

– 1 rametto di prezzemolo

– 500 ml di pomodoro pelato

– 250 ml di acqua

– Sale q.b.

– Olio extravergine di oliva q.b.

Preparazione:

  1. Mondare, lavare e tritare grossolanamente il prezzemolo.
  2. In una padella antiaderente, fare soffriggere l’aglio precedentemente sbucciato, schiacciato e tagliato a pezzetti con olio extravergine di oliva.
  3. Aggiungere il peperoncino fresco privato dei semi, tagliato a pezzetti, e farlo insaporire per un paio di minuti.
  4. Aggiungere i filetti di pezzogna precedentemente lavati e asciugati e farli rosolare da ambe i lati.
  5. Aggiungere il pomodoro pelato tagliato a pezzetti ed una presa di sale e far cuocere per 5 minuti.
  6. Aggiungere l’acqua ed il prezzemolo tritato e far cuocere per altri 10-15 minuti fin quando la salsa avrà raggiunto la consistenza desiderata.

Una volta cotto, il piatto sarà pronto per essere servito. Buon appetito!

Tyson-Paul, match rinviato: Iron Mike non sta bene

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(Adnkronos) – Il match tra Mike Tyson e Jake Paul, in programma il 20 luglio, viene rinviato.Le condizioni di salute del 57enne ex campione del mondo dei pesi massimi rendono inevitabile il posticipo, come rendono noto gli organizzatori dell’evento che sarebbe stato trasmesso su Netflix.

Tyson, che pochi giorni fa ha accusato un malore in aere durante un volo, “a causa del recente riacutizzarsi di un’ulcera non sarà in grado di allenarsi a pieno regime nelle prossime settimane.Il match sarà riprogrammato in una data nella parte finale dell’anno dopo che Mike avrà potuto riprendere gli allenamenti senza limitazioni e dopo che entrambi i pugili avranno avuto a disposizione lo stesso periodo per prepararsi”, l’annuncio.

La decisione di rinviare l’incontro è condivisa da entrambi i pugili.La nuova data dovrebbe essere ufficializzata entro il 7 giugno. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meteo weekend, oggi sole e domani torna pioggia: previsioni

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(Adnkronos) – La pioggia concede una tregua oggi, sabato 1 giugno, ma gli effetti del maltempo si fanno sentire in attesa di un nuovo peggioramento della situazione.  Al quadro meteo variabile, con nuove precipitazioni attese in particolare per domenica 2 giugno, si abbina l’allerta arancione per rischio idraulico relativo ad una parte del Veneto: Veneto: Basso Brenta-Bacchiglione e Fratta Gorzone, Adige-Garda e monti Lessini, Po, Fissero-Tartaro-Canalbianco e Basso Adige.Allerta gialla invece per Livenza, Lemene e Tagliamento, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone.

In Trentino, in particolare nella provincia di Bolzano, allerta gialla per rischio idrogeologico.  La giornata di oggi dovrebbe regalare un parziale antipasto di estate prima del nuovo peggioramento previsto per domani.La pioggia, dopo la tregua, torna protagonista sulle Alpi, sulla Liguria, sull’Emilia Romagna e anche al Centro: il maltempo non risparmierà il sud del Lazio, l’Abruzzo, il Molise e la Puglia. Sabato 1 giugno “dovrebbe essere soleggiato su buona parte delle regioni e gli unici disturbi temporaleschi li avremo in particolare sulle zone montuose alpine”, spiega all’Adnkronos il meteorologo Mattia Gussoni. “Domenica avremo più temporali in particolare sulle regioni del Nord e Nord Est, quindi, dovremo fare i conti ancora con un po’ di instabilità anche all’inizio della prossima settimana: tra lunedì 3 e martedì 4 giugno avremo un passaggio di correnti instabili provenienti dal nord Europa che porteranno ancora un po’ di temporali, e a maggior rischio le regioni del centro nord”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, armi Nato contro Russia: Usa e Germania accelerano, Italia cauta

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(Adnkronos) –
Usa e Germania imprimono un’ulteriore accelerazione nel loro sostegno a Kiev ed escono allo scoperto, seguendo la linea già tracciata da Gran Bretagna, Francia e Canada.Semaforo verde per l’Ucraina che nella guerra in corso da oltre 2 anni potrà colpire il territorio della Russia cono le armi che i governi di Washington e Berlino hanno inviato per rintuzzare l’offensiva delle forze di Vladimir Putin, sempre più incalzante nell’area di Kharkiv. Un salto di qualità nel contrasto all’esercito erede dell’Armata Rossa, quello ufficializzato da Berlino e Washington, che arriva mentre a Praga i ministri degli Esteri della Nato ribadiscono il loro appoggio incondizionato e a lungo termine a Kiev e da Mosca l’ex presidente Dmitry Medvedev torna a evocare l’incubo della guerra nucleare.

Ma è proprio sull’utilizzo delle armi contro la Russia che la compattezza e l’unità di intenti rivendicata dagli alleati ha ceduto il passo a posizioni diverse.  L’Italia “non invierà alcun militare a combattere contro i russi in territorio ucraino, né potranno essere utilizzate armi italiane per colpire in territorio russo: lo impedisce la nostra Costituzione.Non siamo in guerra con la Russia, noi difendiamo il diritto alla libertà e all’autodeterminazione dell’Ucraina”, ha riaffermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, chiarendo tuttavia come la posizione prudente del governo Meloni non significhi in alcun modo mettere in dubbio il sostegno italiano a Kiev.  Anzi l’Italia, che il prossimo anno guiderà il gruppo internazionale di ricostruzione dell’Ucraina, farà di tutto per consentire a Kiev di respingere l’offensiva russa, ha assicurato il titolare della Farnesina, secondo cui l’obiettivo ultimo deve essere quello di raggiungere lo stallo militare sul campo di battaglia così da costringere Putin a sedersi al tavolo dei negoziati.

Per questo ci vogliono le armi, a partire dai sistemi Samp/T, fiore all’occhiello della nostra difesa aerea che l’Italia ha già inviato a Kiev e che, secondo Tajani, potrebbe inviare ancora.  
L’impiego delle armi italiane contro il territorio russo è una vera e propria linea rossa, ha evidenziato il ministro degli Esteri – e lo stesso ha fatto il ministro della Difesa Guido Crosetto – spiegando che da parte ucraina c’è un impegno ad evitare che le armi italiane finiscano per colpire oltreconfine. E rivolgendosi al segretario generale Jens Stoltenberg, che a Praga si è detto “lieto che gli alleati stiano allentando le restrizioni sull’uso delle armi” e ha rimarcato come il diritto all’autodifesa includa anche il diritto di colpire “obiettivi militari legittimi” in Russia, Tajani ha fatto appello alla cautela: “Ho parlato a lungo con Stoltenberg, gli ho ribadito la nostra posizione e l’ha capita perfettamente.Non è la Nato a decidere come si usano in Ucraina le armi italiane o di altri Paesi.

Ogni Paese è libero di confrontarsi con Kiev e di decidere come vengono usate le sue armi”. Proprio Stoltenberg, che al termine della riunione nella capitale ceca ha fissato il target degli aiuti militari annui a Kiev ad “almeno 40 miliardi di euro”, ha confermato come il percorso dell’Ucraina sia inevitabilmente diretto verso l’adesione alla Nato e che gli alleati sono “determinati a fare progressi” a riguardo.Un segnale di attenzione alle istanze del presidente Volodymyr Zelensky che è stato accolto anche dal segretario di Stato americano, Antony Blinken, secondo cui “il nostro obiettivo ora è quello di gettare un ponte per avvicinare l’Ucraina alla Nato”.

E in vista dell’atteso vertice di luglio a Washington ha affermato che da quel summit “emergerà un solido pacchetto di sostegno per l’Ucraina”.  Lo stesso segretario di Stato ha poi confermato la notizia che era iniziata a circolare con insistenza sulla stampa americana ovvero che dall’Amministrazione del presidente Joe Biden fosse arrivato l’ok all’utilizzo delle armi americane in Russia. “Nelle ultime settimane, l’Ucraina ci ha chiesto l’autorizzazione a usare le armi che stiamo fornendo per difendersi da questa aggressione, anche contro le forze russe che si stanno ammassando sul lato russo del confine e che da lì stanno attaccando l’Ucraina.Questa richiesta è andata dritta al presidente Biden che ha approvato l’uso delle nostre armi per quello scopo”.

Un via libera quindi, ma con alcuni paletti, come ha scritto il Wall Street Journal, secondo cui gli ucraini potranno utilizzare le armi americane per colpire le basi in Russia da cui viene attaccata Kharkiv, ma non potranno utilizzare i missili terra-terra a lungo raggio Atacms.  
Quasi inevitabilmente il cambio di passo occidentale ha causato la reazione di Mosca. “Sappiamo che stanno già provando a effettuare attacchi sul territorio russo con armi di fabbricazione americana”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sostenendo che si tratta di una prova del coinvolgimento americano nel conflitto.Scomposto, come sempre più spesso accade, è stato il commento dell’ex vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Medvedev, secondo cui “la minaccia nucleare russa nei confronti dell’Ucraina non è un bluff o un’intimidazione”.  Da Praga lo sguardo della comunità internazionale è già rivolto ai prossimi impegni che vedranno inevitabilmente tra i temi centrali ancora l’Ucraina.

Dalla riunione del 10 giugno a Berlino sulla ricostruzione del Paese al G7 in Puglia fino alla riunione in Svizzera del 15 e 16 giugno, Kiev si aspetta segnali concreti dall’Occidente, soprattutto ora che le armi al fronte scarseggiano.Ma il summit per la Pace, voluto fortemente da Zelensky, ha perso subito uno dei suoi protagonisti più attesi. 
La Cina, infatti, non ci sarà come ha confermato la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, secondo cui non sono state accolte le richieste di Pechino. “La Cina ha sempre insistito sul fatto che una conferenza di pace internazionale dovrebbe essere approvata sia dalla Russia che dall’Ucraina, con la partecipazione paritaria di tutte le parti, e che tutte le proposte di pace dovrebbero essere discusse in modo equo e paritario.

Altrimenti sarà difficile per la Cina svolgere un ruolo sostanziale nel ripristino della pace”, ha dichiarato la portavoce. “Tutti dovrebbero partecipare a una conferenza di pace, la pace è un bene prezioso che va al di là degli schieramenti Occidente-Oriente e che dobbiamo difendere.Se la Cina non partecipa secondo me commette un errore”, ha commentato Tajani, auspicando un’azione di Pechino per convincere la Federazione Russa a sedersi al tavolo della pace.

Mosca, ha avvertito, non si deve illudere su una divisione dell’Occidente. “Possono stare tranquilli, non ci sono divisioni all’interno della Nato.Non abbiano speranze che non esistono e sono totalmente infondate – ha chiosato il titolare della Farnesina – La Nato è unita, i Paesi della Nato sono uniti e da Washington partirà un altro messaggio di grande unità”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dieta mediterranea riduce rischio mortalità per le donne, lo studio

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(Adnkronos) –
La dieta mediterranea riduce il rischio di mortalità nelle donne.L’ultima ricerca in ordine di tempo ad approfondire le qualità protettive del regime alimentare ‘vecchia conoscenza’ degli italiani e delle popolazioni di questa area del mondo è un lavoro pubblicato su ‘Jama Network Open’, che si concentra sull’universo femminile. La dieta mediterranea ha scandito i pasti di generazioni di centenari, è stata celebrata a livello internazionale come patrimonio dell’umanità e promossa dalla scienza.

Ma il filone di studi che punta a mettere nero su bianco l’impatto benefico della dieta mediterranea sulla salute umana continua ancora oggi.Secondo gli autori dello studio pubblicato su ‘Jama Network Open’, “una maggiore aderenza alla dieta mediterranea si associa a una riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause del 23%” nelle donne.
  Condotto negli Usa, questo studio di coorte si basa su una popolazione di 25.315 partecipanti del Women’s Health Study, donne sane alla partenza dello studio – età media al basale di 54,6 anni – che avevano fornito campioni di sangue, misurazioni di biomarcatori e informazioni sulla dieta. I dati di base includevano dati demografici e un questionario validato sulla frequenza alimentare.

Il periodo di raccolta dei dati è andato da aprile 1993 a gennaio 1996 e l’analisi dei dati ha avuto luogo da giugno 2018 a novembre 2023.Le donne sono state seguite per 25 anni.

Il punteggio della dieta mediterranea è stato calcolato sulla base di 9 componenti dietetiche.L’analisi degli scienziati – esperti di diverse istituzioni, dal Brigham and Women’s Hospital, Harvard Medical School, all’Harvard TH Chan School of Public Health, a Boston, fino alle università di Uppsala in Svezia e l’Eth di Zurigo – si è concentrata su 33 biomarcatori ematici, (come valori di lipidi, infiammazione, resistenza all’insulina e metabolismo, e così via).

La mortalità e le cause della morte sono state determinate dalla documentazione medica e dalla documentazione di morte.  Nel corso del follow-up si sono verificati 3.879 decessi.Rispetto alla bassa aderenza alla dieta mediterranea (punteggio 0-3), sono state osservate riduzioni del rischio di mortalità in chi aveva punteggi più elevati e quindi seguiva maggiormente i principi di questo regime alimentare.

Una volta operati ulteriori aggiustamenti per fattori legati allo stile di vita, queste riduzioni sono rimaste statisticamente significative.I biomarcatori infiammatori erano fra quelli che hanno contribuito maggiormente al minor rischio di mortalità, seguiti dalle lipoproteine ​​ricche in trigliceridi e dall’indice di massa corporea e resistenza all’insulina.

L’associazione inversa tra maggiore aderenza alla dieta e minor rischio di mortalità (rischio che si riduce di un quinto) è stata dunque parzialmente spiegata da molteplici fattori cardiometabolici. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Saman Abbas, il padre cambia versione e accusa i nipoti

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(Adnkronos) – Il padre di Saman Abbas, condannato all’ergastolo per l’omicidio della figlia di 18 anni uccisa a Novellara 3 anni fa, cambia versione.Nel corso della puntata di “Quarto Grado”, in onda questa sera, venerdì 31 maggio, su Retequattro, è stato trasmesso in esclusiva assoluta un video della deposizione, avvenuta nel carcere di Modena lo scorso 19 aprile, fatta dal padre della giovane Shabbar, in presenza del Pm e dei suoi avvocati. Shabbar contesta la sentenza di primo grado, in cui lui e la moglie Nazia Shaheen (appena arrestata dalla autorità pakistane e in attesa di estradizione) sono stati condannati all’ergastolo per l’omicidio della figlia Saman.

L’uomo racconta un’altra, inedita, versione dei fatti consumatisi a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, risalenti al 1 maggio 2021. La sentenza, che ha condannato a 14 anni di reclusione anche lo zio di Saman, Danish, ha assolto i cugini della ragazza, Ikram Ijaz e Nomanulhaq: ed è proprio contro questi ultimi che si scaglia Shabbar, che li accusa di aver commesso il delitto insieme a Danish.Ai magistrati, Abbas racconta che lui aveva solo ordinato una spedizione punitiva nei confronti del fidanzato della figlia, Saqib.

E afferma di essere stato minacciato nel caso avesse raccontato la verità. ”È vero che Saman è morta e che è stata uccisa.Ma è anche vero, che non è stata uccisa da una sola persona: quella sera ce n’era più di una – afferma Shabbar Abbas – Come ha fatto Danish a fare quella buca da solo?

Ha usato due badili?C’era qualcun altro: due o tre persone”.  Shabbar racconta di aver chiesto una spedizione punitiva nei confronti di Saqib. ”Io avevo detto di non picchiarlo forte, in modo da non far arrivare l’ambulanza, ma solo di picchiarlo per fargli paura – dice – Quando ho chiamato Danish lui mi ha detto che sarebbero andati tutti e tre: lui, insieme ai cugini di Saman, Ijaz e Nomanulhaq”. Quindi, Danish dice che sarebbe andato insieme ai cugini a picchiare Saqib ma di essere uscito e non aver sentito niente, ”neanche una voce”. ”Ho capito subito fossero stati tutti e tre”, aggiunge. ”Finora penso di aver salvato mio figlio – spiega – Il papà di Ikram, suo zio, è tutta gente pericolosa.

Sono persone molto pericolose.Mi dicevano: ‘C’è tuo figlio, te n’è rimasto uno, non accusare nostro figlio…”’. Poi aggiunge nel colloquio avvenuto quando la moglie era ancora latitante: ”Nazia non ha ucciso Saman.

Una madre piange sempre per sua figlia.Adesso non viene in Italia, ma basterebbe una mia parola e lei arriverebbe qui”. ”Io voglio solo giustizia, per mia figlia – conclude – Rimango in carcere, non c’è problema, tanto fuori non ho più niente.

Quando sento in televisione che io e mia moglie abbiamo ammazzato nostra figlia, mi fa molto male”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)