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Euro 2024, El Shaarawy azzurro più seguito su Instagram. Ma Cr7 è irraggiungibile

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(Adnkronos) – Tra qualche giorno gli occhi di tutta l’Europa saranno puntati sul campionato Euro 2024, la 17a edizione del più prestigioso torneo continentale.Ma, oltre alle prestazioni in campo, come se la cavano calciatori e squadre nazionali su Instagram?

E quali sono i comportamenti preferiti dai tifosi che invaderanno la Germania quest’estate?Una interessante ricerca realizzata dalla piattaforma Preply fa luce su questi aspetti, per scoprire quindi popolarità e usanze tra i tifosi. La prima parte dello studio si concentra sui 10 calciatori della nazionale Azzurra più popolari su Instagram.

Partendo dal fondo, apre la classifica capitan Di Lorenzo con poco più di 800.000 followers; lo precede il blocco interista con numeri che vanno dagli 893.00 follower di Bastoni agli 1.4 milioni di Nicolò Barella, intervallato da uno juventino che è la vera sorpresa tra i giocatori convocati da Luciano Spalletti.Appena fuori dal podio il metronomo italo-brasiliano Jorginho, che si piazza dietro a Federico Chiesa e al primatista di presenze tra i convocati Gianluigi Donnarumma.

La vera sorpresa riguarda però la prima posizione, dove svetta Stephan El Shaarawy con ben 6.2 milioni di followers: il Faraone, infatti, nonostante un profilo meno giovane e meno ‘social’ rispetto a tanti altri suoi colleghi, si posiziona davanti a tutti. Successivamente è stata stilata una classifica basata sul giocatore più seguito per ogni nazionale.Sono solo 5 i giocatori che si fermano sotto il milione di followers, tra i quali figurano il roccioso Skriniar e il bomber ceco Schick; chiude la classifica il figlio d’arte Hagi con 370.000 followers.

Risalendo la classifica, la top 10 si apre con giocatori del calibro di Ter Stegen, Depay e Morata, capaci di raccogliere più di 15 milioni di followers.Avvicinandosi alla testa della classifica i numeri si alzano in maniera vertiginosa con il Golden Boy inglese Bellingham (31.7 milioni di followers) e Luka Modric (35.7 milioni di followers); questi numeri, tuttavia, sono nulla se confrontati con i primi due della lista, ovvero Kyilian Mbappé (114 milioni) e l’inarrivabile Cristiano Ronaldo.

Il portoghese con i suoi 630 milioni di followers guarda tutti dall’alto di questa speciale classifica; ma non solo, infatti il suo è l’account più seguito al mondo se escludiamo l’account ufficiale di Instagram. L’effetto Cristiano Ronaldo si nota anche nella successiva parte della ricerca, che analizza la popolarità delle squadre partecipanti a Euro 2024.La nazionale portoghese infatti, pur avendo una tradizione calcistica e un palmares ridotti rispetto ad altre selezioni come Germania, Spagna e Olanda, è seguita da ben 17 milioni di account.

Stesso discorso vale per la Polonia che, trainata dalla popolarità dal cannoniere di fama mondiale Robert Lewandowski, entra nella top 10 a discapito di squadre come Belgio, Croazia e Danimarca.Sul fondo della classifica, invece, sono solo tre le nazionali che non superano i 100.000 followers: Georgia, Slovacchia e Slovenia.

La nazionale italiana non si piazza male, visto che entra di diritto tra le prime 5 nazionali più seguite, con ben 5,9 milioni di followers appassionati. Lo studio di Preply ha approfondito inoltre il ruolo del linguaggio calcistico all’interno della cultura di ogni paese.I tifosi, infatti, esprimono il loro amore per il gioco e per la propria squadra attraverso inni e cori unici.

Dall’inglese “England till I die” (Inghilterra fino alla morte) al francese “Allez les bleus”, passando per lo spagnolo “¡Vamos, España!” (Andiamo, Spagna!) e l’italiano “Forza Azzurri”, ogni frase riflette il fervore e la lealtà dei sostenitori verso la propria nazionale.  “Il linguaggio svolge un ruolo unico nell’esprimere la passione, specialmente nello sport, ispirando unità e cameratismo. È la forza che alimenta l’energia, il fervore e l’entusiasmo dei tifosi, unendoli nel loro sostegno e orgoglio condivisi”, commenta Sylvia Johnson, esperta linguistica di Preply. “Attraverso cori comuni, canzoni e frasi specifiche dei sostenitori, il linguaggio diventa un simbolo di identità e forza collettiva, potenziando l’intensità emotiva nel tifare per la propria nazione in eventi sportivi come il Campionato Europeo Uefa”, dice ancora la Johnson.Per condurre questo studio Preply ha analizzato il numero dei followers su Instagram dei giocatori della nazionale italiana, per determinare i più popolari.

Successivamente ha selezionato il giocatore più seguito per ciascuna delle squadre partecipanti al campionato europeo 2024 e infine ha stilato una classifica delle nazionali in base al numero di followers.I dati sono infine stati raccolti in data 1 giugno 2024. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migliorare le Operazioni di E-Commerce – Soluzioni Digitali per un Servizio Clienti Eccellente

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Negli ultimi anni, il settore dell’e-commerce in Italia ha vissuto una crescita esponenziale.Con sempre più persone che scelgono di fare acquisti online, le aspettative dei clienti sono aumentate.

Non si tratta più solo di offrire prodotti di qualità a prezzi competitivi; i consumatori si aspettano anche un servizio clienti impeccabile.Ecco dove entrano in gioco le soluzioni digitali.

Automazione del Servizio Clienti

Uno dei principali vantaggi delle soluzioni digitali è la capacità di automatizzare molte delle operazioni di routine legate al servizio clienti.

Ad esempio, i chatbot alimentati dall’intelligenza artificiale possono rispondere immediatamente alle domande frequenti, riducendo i tempi di attesa e migliorando l’esperienza dell’utente.Inoltre, l’uso di risponditori automatici può liberare gli operatori umani per affrontare problemi più complessi, garantendo un servizio più efficiente e personalizzato.

Gestione Efficiente dei Documenti

Una gestione efficace dei documenti è cruciale per un’operazione di e-commerce senza intoppi.

Qui è dove strumenti come l’editor PDF di Adobe Acrobat possono fare la differenza.Con la capacità di modificare, condividere e archiviare documenti in modo sicuro, le aziende possono garantire che tutte le informazioni siano aggiornate e facilmente accessibili.

Questo non solo migliora l’efficienza interna, ma assicura anche che i clienti ricevano informazioni corrette e tempestive.

Piattaforme di Customer Relationship Management (CRM)

Le piattaforme CRM sono strumenti potenti che aiutano le aziende a gestire le interazioni con i clienti e migliorare le relazioni.Tracciando lo storico degli acquisti, monitorando le comunicazioni e personalizzando le offerte, i CRM aumentano la soddisfazione e la fidelizzazione dei clienti.

Offrono un registro dettagliato degli acquisti e monitorano tutte le comunicazioni, garantendo risposte coerenti e personalizzate.Inoltre, consentono di creare campagne marketing mirate basate sui dati raccolti, migliorando l’esperienza del cliente.

Grazie agli strumenti di analisi, le aziende possono prendere decisioni informate e identificare aree di miglioramento, mentre l’integrazione con altri strumenti digitali facilita la condivisione dei dati e la collaborazione tra reparti.Un CRM ben implementato trasforma i clienti soddisfatti in ambasciatori del marchio e contribuisce alla loro fidelizzazione a lungo termine.

Feedback in Tempo Reale

Un altro aspetto cruciale del servizio clienti è la capacità di ricevere e rispondere al feedback in tempo reale.

Piattaforme come le live chat o i sistemi di recensioni online permettono ai clienti di esprimere le loro opinioni immediatamente dopo un acquisto.Questo feedback può essere utilizzato per apportare miglioramenti rapidi e mirati, dimostrando ai clienti che le loro opinioni sono valorizzate.

Ad esempio, se un cliente segnala un problema con un prodotto o un servizio, l’azienda può intervenire immediatamente per risolvere la questione, migliorando così la soddisfazione e la fiducia del cliente.Inoltre, la possibilità di rispondere prontamente alle recensioni pubbliche può rafforzare la reputazione online dell’azienda, mostrando a tutti i potenziali clienti che l’azienda è attenta e reattiva.

Logistica e Tracciamento delle Spedizioni

La logistica è una parte fondamentale del commercio elettronico.

Soluzioni digitali avanzate permettono di ottimizzare la gestione del magazzino, il processo di evasione degli ordini e il tracciamento delle spedizioni.I clienti possono ricevere aggiornamenti in tempo reale sullo stato dei loro ordini, riducendo l’ansia legata all’attesa e aumentando la trasparenza.

Un sistema ben organizzato di tracciamento delle spedizioni può fare una grande differenza nell’esperienza complessiva del cliente.Ad esempio, sapere esattamente quando arriverà un pacco consente ai clienti di pianificare meglio le loro giornate e di evitare la frustrazione di lunghe attese.

Inoltre, in caso di ritardi o problemi con la consegna, un sistema di tracciamento efficiente permette all’azienda di intervenire prontamente e di tenere informati i clienti, riducendo così l’insoddisfazione e potenziali reclami.

Personalizzazione dell’Esperienza di Acquisto

Con l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale, le piattaforme di e-commerce possono analizzare i dati di navigazione e acquisto dei clienti per offrire un’esperienza altamente personalizzata.Suggerimenti di prodotti basati sugli interessi e le abitudini di acquisto del cliente possono aumentare le probabilità di vendita e migliorare la soddisfazione del cliente.

Un’esperienza di acquisto personalizzata fa sentire il cliente speciale e compreso, migliorando la percezione del marchio.Ad esempio, se un cliente ha acquistato spesso prodotti di una determinata categoria, il sistema può suggerire nuovi articoli correlati o offerte speciali su quegli articoli, rendendo l’esperienza di acquisto più piacevole e rilevante.

Inoltre, la personalizzazione può estendersi anche alle comunicazioni post-vendita, con email mirate che offrono sconti o consigli basati sugli acquisti precedenti, aumentando ulteriormente il coinvolgimento e la fidelizzazione del cliente.

Sicurezza dei Dati

La sicurezza dei dati è una preoccupazione crescente per i consumatori online.Utilizzare soluzioni digitali che garantiscono la protezione delle informazioni personali dei clienti è fondamentale.

La trasparenza e la sicurezza rafforzano la fiducia dei clienti e li fanno sentire al sicuro nel fare acquisti.Ad esempio, l’implementazione di protocolli di crittografia per le transazioni online e la protezione dei dati personali può prevenire accessi non autorizzati e frodi, mentre l’adozione di politiche di privacy chiare e comprensibili assicura ai clienti che le loro informazioni sono trattate con rispetto e cura.

Investire nella sicurezza dei dati non è solo una necessità legale, ma anche un investimento nella fiducia dei clienti e nella reputazione dell’azienda.

Supporto Multicanale

Infine, offrire un supporto multicanale è essenziale per incontrare i clienti dove si sentono più a loro agio.Che si tratti di email, telefono, social media o live chat, essere disponibili su più piattaforme aumenta l’accessibilità e dimostra impegno verso il servizio clienti.

Un sistema ben integrato può garantire che le comunicazioni siano coerenti e che i clienti ricevano risposte rapide e accurate, indipendentemente dal canale utilizzato.Inoltre, un supporto multicanale permette di raccogliere feedback preziosi che possono essere utilizzati per migliorare continuamente i servizi offerti.

Pensieri finali

L’integrazione di soluzioni digitali nelle operazioni di e-commerce è cruciale per offrire un servizio clienti di alta qualità.

Dalla gestione efficiente dei documenti all’automazione del servizio clienti, passando per la personalizzazione dell’esperienza di acquisto e la sicurezza dei dati, ogni aspetto può essere migliorato con gli strumenti giusti.Le aziende che abbracciano queste tecnologie non solo migliorano l’efficienza operativa, ma creano anche esperienze cliente eccezionali che possono portare a una maggiore fidelizzazione e crescita.

Europei Nuoto, Pozzobon argento e Gabbrielleschi bronzo nella 10 km donne

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(Adnkronos) –
Doppietta azzurra nella 10 chilometri femminile agli Europei di nuoto in acque libere a Belgrado.Un argento e un bronzo, perché la medaglia d’oro sfugge allo sprint.

Vince la tedesca Leonie Beck di stanza al Centro Federale Polo Acquatico Frecciarossa di Ostia, terza al Golfo Aranci e prima a Soma Bay, in 2h00’54″8; Barbara Pozzobon, terza in Coppa L a Piombino 2023 e vice campionessa d’Europa dei 25 chilometri a Roma 2022, è seconda con un decimo di ritardo (2 ore 00’54″9) e Giulia Gabbrielleschi, terza a Golfo Aranci 2023 e settima a Roma 2022, è terza in 2 ore 00’58″5.  L’altra azzurra Veronica Santoni, è sedicesima con 2h01’58″8.Gara tattica e ritmi più bassi rispetto ai Mondiali, dove con australiane e statunitensi a fare selezione il ritmo si alza.

La percezione della temperatura in acqua è di 27 gradi.Il tempo peggiora e l’arrivo, premiazioni comprese, è sotto la pioggia.

Alle 12:00 start alla diecimila uomini. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bioplastiche compostabili, verso un marchio di riconoscibilità

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(Adnkronos) – Un marchio di riconoscibilità (già finalizzato) per aiutare cittadini e operatori a riconoscere e riciclare correttamente gli imballaggi in bioplastica compostabile.Questo uno degli obiettivi per il prossimo futuro indicato dal presidente di Biorepack, Marco Versari, nel suo intervento al 1° Forum italiano delle bioplastiche compostabili, questa mattina a Roma. “Ecco cosa abbiamo in mente per il futuro: essere più presenti dove lo siamo meno e vogliamo aumentare il numero dei consorziati.

Vogliamo adottare un marchio di riconoscibilità: abbiamo registrato un pittogramma e lo abbiamo condiviso con la catena del valore.Io conto che dal gennaio del prossimo anno questo pittogramma possa fare parte delle nostre attività di comunicazione.

Vogliamo che non ci siano dubbi sulla riconoscibilità”.  E ancora: “Vogliamo contribuire alla riduzione della presenza di materiali non compostabili nella raccolta dell’umido per facilitare il riciclo dei materiali compostabili.Vogliamo supportare l’evoluzione della capacità di trattamento in termini qualitativi, favorendo studi e approfondimenti in modo che l’approccio ai materiali compostabili sia scientifico”.  Infine: “Vogliamo intensificare la lotta ai fenomeni illegali: un materiale che non è quello che dice di essere è un problema per la filiera industriale e per il cittadino”.

Non solo: questi materiali “disturbano la filiera di riciclo della materia organica che riporta fertilità nel terreno – conclude – Non ci possiamo permettere di perdere questa opportunità, se il suolo non è ricco di frazione organica è un suolo che non ci darà da mangiare”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Imprese, Santonato (EY Italia): “Risk management permette consapevolezza su IA”

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(Adnkronos) – “L’intelligenza artificiale ci permette di prendere tutte le informazioni, che rappresentano la parte razionale, e di trasformarle in qualcosa che è estremamente contenutistico.L’Ai non tiene conto, però, delle emozioni che sono dentro questi contenuti.

La parte di risk management ci permette di entrare dentro l’emozione all’interno del contenuto e di prendere piena consapevolezza di come l’intelligenza artificiale sta producendo quei risultati e sta utilizzando l’informazione”.  E’ la visione di Giuseppe Santonato, Partner EY Italia Technology Consulting, AI & Data, che ha curato la sessione ‘L’intelligenza artificiale: automatizzare la gestione del rischio e gestire il rischio della tecnologia.Una dicotomia trasformativa’, tenutosi nell’ambito della prima edizione italiana degli EY Risk Transformation Awards, il riconoscimento EY dedicato alle imprese che si sono distinte nella gestione del rischio legato alle incalzanti trasformazioni odierne negli ambiti corporate compliance, sostenibilità e digital transformation.

Gli EY risk transformation awards si sono svolti presso Allianz MiCo di Milano, in occasione del Global Risk Forum. “L’intelligenza artificiale ha spiegato – non è solo IT, è infatti pervasiva su tutta l’azienda e, perchè ciò avvenga, bisogna avere un approccio orientato alla gestione del comportamento umano.Il risk management opera in questa modalità per l’intelligenza artificiale e sarà l’acceleratore che permetterà di rendere l’intelligenza artificiale e tutte le sue applicazioni sempre più diffuse all’interno di qualsiasi organizzazione, dalla nostra scuola alla nostra università.

Gli enti regolatori avranno gli elementi per valutare e misurare come l’intelligenza artificiale opera ma soprattutto per rendere tutte le persone sicure e consapevoli di quello che produce l’intelligenza artificiale”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Imprese, Costantini: “EY transformation awards celebrano approcci distintivi a gestione rischio”

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(Adnkronos) – “Gli EY risk transformation awards, alla loro prima edizione italiana, vogliono essere un momento di confronto all’interno della business community sui temi di governance, risk e compliance.Sono inoltre l’occasione per celebrare realtà italiane che hanno dimostrato approcci distintivi alla gestione del rischio, ai temi di compliance e di sostenibilità.

Questo premio vuole ribadire la centralità delle funzioni di controllo interno nell’ambito della governance aziendale”.Sono le parole di Alessandro Costantini, Partner Risk Consulting di EY Italia, in merito alla prima edizione italiana degli EY Risk Transformation Awards, il riconoscimento EY dedicato alle imprese che si sono distinte per l’approccio innovativo alla gestione del rischio legato alle più significative trasformazioni odierne negli ambiti corporate compliance, sostenibilità e digital transformation.  Un premio che celebra le aziende italiane che, attraverso approcci innovativi, collaborativi ed interfunzionali alla gestione del rischio, assumono un ruolo sempre più determinante e strategico nel raggiungimento degli obiettivi corporate.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Milano presso Allianz MiCo, nell’ambito del Global Risk Forum.  “Ogni anno – prosegue Costantini – come EY conduciamo la survey ‘Global Board Risk Survey’, che ha l’obiettivo di rilevare il percepito dei board di realtà italiane, europee ed internazionali su quello che è il framework di gestione dei rischi.Dalla survey emerge che circa il 60% dei board delle aziende intervistate ritiene che i rischi emergenti non siano sufficientemente identificati nel risk management framework.

Di conseguenza, è fondamentale che le funzioni di controllo interno e di gestione dei rischi siano sempre più integrate nella governance aziendale e abbiano un ruolo sempre più strategico a supporto del raggiungimento degli obiettivi aziendali”.  “Le funzioni di controllo interno – aggiunge il Partner Risk Consulting di EY Italia – chiamate ad evolvere stanno vivendo un momento di profondo cambiamento, dettato anche dall’innovazione tecnologica e dal trend normativo in continua evoluzione Sono funzioni che devono quindi evolvere le proprie metodologie, innovare i propri approcci operativi e ampliare lo skillset di competenze tecniche necessarie per il loro lavoro”. “Nel prossimo futuro – sottolinea – le funzioni di controllo interno saranno chiamate sempre di più a supportare il board nel raggiungimento degli obiettivi della board agenda e rappresentano inevitabilmente un pilastro fondamentale per poter garantire una gestione del business sostenibile, trasparente ed etica.Infine, queste funzioni hanno il fondamentale ruolo di garanzia e di mantenimento della fiducia degli stakeholder elemento che deve essere necessariamente preservato in quello che è un contesto aziendale, etico e sostenibile”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Barilla: con xFarm Technologies digitalizza l’intera filiera del basilico

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(Adnkronos) – La tech company xFarm Technologies e Barilla, azienda simbolo dei prodotti alimentari Made in Italy in Italia e nel mondo, annunciano la completa digitalizzazione della filiera del basilico Barilla.Calcolo delle emissioni, completa tracciabilità ed efficienza lungo la filiera, questi i principali obiettivi dell’operazione.

Non solo, grazie alla tecnologia blockchain, Barilla potrà garantire la massima trasparenza nei confronti del consumatore finale. Il progetto, che ha preso avvio già nel 2023 con una prima fase pilota, è ora attivo a pieno ritmo.La digitalizzazione coinvolge tutte le 25 aziende e cooperative conferenti il basilico, ingrediente fondamentale per la produzione della celebre linea di Pesto Barilla, commercializzata in tutta Europa.

Ben 310 gli ettari di terreno toccati dall’attività.  Ma i vantaggi non sono solo per chi gestisce la filiera: una grossa fetta del lavoro fatto è stata volta a semplificare la vita degli agricoltori conferenti.Infatti, la piattaforma Barilla Farming è stata integrata con il DSS creato appositamente per Barilla dal CNR, e ha inglobato anche altri sistemi, precedentemente usati all’interno della filiera, in un unico posto dove l’agricoltore può inserire tutti i dati.  Grazie alla nuova infrastruttura tecnologica sviluppata da xFarm Technologies, le aziende agricole conferenti tracciano tutte le informazioni primarie dei terreni, dagli appezzamenti coltivati, alle singole attività svolte, archiviando ogni dato all’interno della piattaforma Barilla Farming, sviluppata da xFarm Technologies con il CNR e già in uso anche all’interno della filiera del grano tenero della Carta del Mulino.  Questo rende possibile un calcolo effettivo dell’impatto di ogni singola azienda: numerosi parametri ambientali, come l’impronta carbonica, impronta idrica, acidificazione ed eutrofizzazione, vengono infatti calcolati sulla base delle attività agronomiche svolte e visualizzati direttamente dall’app Barilla Farming.  Una più ampia visuale sulle operazioni svolte lungo la filiera garantisce una maggiore efficienza di processo, includendo le fasi dalla trasformazione al confezionamento in fabbrica, grazie alla tecnologia Connecting Food, il totale rispetto del disciplinare da parte dei conferenti e l’individuazione delle pratiche più virtuose, a tutto vantaggio della freschezza e genuinità del prodotto finito, e della sostenibilità. L’obiettivo finale dell’attività di digitalizzazione sarà quello di mettere a disposizione del consumatore una vera carta d’identità del basilico.

Grazie alla collaborazione con Connecting Food, Il percorso del basilico dal campo, attraverso la sua trasformazione e il confezionamento in vasetti, diventa trasparente per il consumatore grazie alla scannerizzazione di un QR Code, presente sulla confezione di Pesto Barilla alla Genovese e la sua variante senz’aglio, sarà possibile conoscere il luogo di coltivazione del basilico, incluse informazioni testuali e fotografiche sull’azienda agricola produttrice, raccogliendo dati sulle tappe dal campo alla inscatolamento.La tecnologia blockchain garantirà l’autenticità di ogni informazione, dando così la possibilità al consumatore di aver certezza della provenienza, del percorso, e della freschezza del basilico Barilla.  “Il sodalizio con Barilla è di lungo corso, è iniziato già nel 2020 con lo sviluppo della piattaforma Barilla Farming e la digitalizzazione della filiera del grano tenero.

Siamo quindi orgogliosi di poter allargare il perimetro della digitalizzazione anche a un’ulteriore filiera chiave come quella del pesto, uno dei prodotti di punta dell’azienda e simbolo dell’agroalimentare italiano”, spiega Matteo Vanotti, ceo di xFarm Technologies.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Come nasce il pesto Barilla, basilico 100% da agricoltura sostenibile ingredienti di qualità e il Metodo Delicato

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(Adnkronos) – Il pesto si conferma tra le dieci ricette italiane più apprezzate nel mondo.Lo rivelano i risultati di Google Trends 2023, secondo cui il pesto alla genovese è al decimo posto tra le ricerche italiane online nella classifica stilata annualmente dal motore di ricerca globale.

Da iconico condimento sulla pasta, il suo utilizzo si è via via evoluto, rendendo il pesto adatto anche a tante altre preparazioni, come ingrediente per una pizza gourmet, o in abbinamento a piatti di carne e di pesce, oppure come salsa per un aperitivo.Parola d’ordine cha accomuna tutti gli appassionati del pesto è proprio la creatività, che rende intramontabile una delle ricette più amate della tradizione italiana. Consapevole del valore che il pesto ha per gli italiani e per i consumatori di tutto il mondo, Pesto Barilla è preparato con cura, con ingredienti di qualità e con Basilico da agricoltura sostenibile.

Attenta alla sostenibilità sociale e ambientale, la filiera del Basilico Barilla è italiana, certificata, di qualità e incontra le esigenze degli amanti del pesto di tutto il mondo, sempre più attenti all’impatto su territorio, pianeta e persone.Frutto di una lunga storia di passione, esperienza e saper fare, il segreto della cremosità unica di tutte le ricette di Pesto Barilla è nel loro processo di preparazione, il Metodo Delicato, che preserva la qualità di tutti gli ingredienti. “È un ‘oro verde’ il nostro basilico, il cuore pulsante di quello che facciamo.

Prenderci cura della filiera del basilico significa garantire la qualità dei nostri prodotti e del metodo produttivo” spiega Matteo Gori, Presidente della categoria sughi Barilla. “Ne sono il risultato le ricette di Pesto Barilla, capaci di unire intensità e delicatezza e di far spalancare gli occhi per la felicità ogni volta che vengono portate in tavola, grazie a un gusto che piace davvero a tutti.Ecco allora che alla sostenibilità della filiera e alla delicatezza del sapore si associano la creatività nell’utilizzo di nuovi ingredienti, la sorpresa per il mix di sapori e l’amore per il pesto – e in particolare per il Pesto Barilla – in Italia e in tutto il mondo”. La linea ‘Pesto Barilla’ nasce dalla passione per le ricette italiane più amate di sempre e per gli ingredienti distintivi del Bel Paese: il basilico con il suo profumo inconfondibile, la prelibatezza del Parmigiano Reggiano Dop, il sapore dei pomodori italiani e il gusto dell’Aceto Balsamico Igp.

Caratterizzate da un gusto delicato e unica cremosità unica, le ricette di Pesto Barilla sono l’ideale per portare ogni giorno sulla tavola il piacere di un piatto sfizioso. Realizzata dall’agenzia Marimo brandlife designers, la linea è ben riconoscibile a scaffale grazie al vasetto elegante e funzionale, dotato di un’ampia imboccatura e 100% riciclabile nelle diverse filiere di carta, vetro e metallo, poiché tutti gli elementi sono facilmente separabili.  Il Pesto alla Genovese è l’eroe tra tutte le ricette di Pesto Barilla, quella che da 30 anni rappresenta la perfetta unione tra l’esperienza di Barilla, racchiusa nel Metodo Delicato, e ingredienti italiani di qualità.Un mix accuratamente selezionato di Basilico italiano, unito al Parmigiano Reggiano Dop, in una texture sorprendentemente cremosa. Il pesto alla genovese senz’aglio è nato dall’esigenza di offrire l’esperienza unica del pesto alla genovese, anche a chi non piace l’aglio, senza comprometterne il gusto.

Nel pesto basilico e Limone l’aroma intenso del basilico 100% italiano da agricoltura sostenibile, insieme al tocco fresco delle scorze di limone, regala un gusto inaspettatamente delizioso.Il Pesto Basilico e Pistacchio è un condimento ispirato alla tradizione culinaria siciliana.

L’unione magica tra il basilico e il pistacchio, e la texture cremosa con croccanti pezzetti di frutta secca donano alle ricette un gusto avvolgente e inaspettato. Nel pesto con basilico e rucola protagonisti al palato sono il basilico italiano e una piacevole nota di rucola, una variante che arricchisce la gamma di pesti verdi, per una ricetta ancora più verde, profumata e con una nota leggermente e piacevolmente amara. Pesto Ricotta e Noci: una ricetta semplice, con noci, ricotta e un tocco di basilico, ma dal risultato avvolgente: cremoso e vellutato con pezzetti di noci.Pesto rustico basilico e olive: il basilico italiano incontra il gusto intenso delle olive mediterranee verdi e nere.

Pesto rustico basilico e olive è l’alleato perfetto per un aperitivo. Pesto rustico verdure mediterranee: un’esplosione di verdure: l’emblema della dieta mediterranea.Ideale su una bruschetta per l’aperitivo, altrettanto buono sulla pasta.

La sua consistenza rustica, insieme al mix bilanciato di verdure contribuiscono a creare il perfetto sapore agrodolce.Il pesto rosso combina alcuni ingredienti iconici della tradizione italiana: i pomodori, il basilico ed un tocco di aceto balsamico di Modena Igp. Pesto alla calabrese: dolci peperoni rossi e ricotta formano una ricetta dalla cremosità unica, esaltata dalla nota piccante del peperoncino.

Pesto al basilico vegan: un gusto intenso di basilico, con la stessa consistenza cremosa del pesto alla genovese, anche senza la presenza di formaggio o derivati del latte.Pesto Barilla vegan è la scelta perfetta per gli intolleranti al lattosio o per le persone che scelgono una dieta vegana. Leader mondiale nella categoria pesto, Barilla è il primo brand a portare il Basilico da agricoltura sostenibile a livello globale, certificandone la produzione.

Un impegno importante nel percorso di sostenibilità del marchio, con molteplici risvolti. “Prima ancora che nella filiera del Basilico, l’impegno di Barilla per la sostenibilità risulta evidente nel lungo percorso di responsabilità che, come Gruppo, portiamo avanti da anni.Un impegno delineato nel Codice di Agricoltura Sostenibile Barilla, dai molteplici obiettivi: supportare i nostri fornitori a migliorare l’efficienza e la competitività del sistema agricolo; agire con integrità, applicando il Codice Etico Barilla; ricercare la qualità e la sicurezza alimentare; ridurre l’impatto sull’ambiente; credere nell’ascolto e nella collaborazione per un miglioramento continuo” spiega Silvia Casali, purchaising manager basilico e responsabile Carta del Basilico. “Da questa eredità, in collaborazione con agricoltori e partner storici, abbiamo sviluppato un Disciplinare di produzione del Basilico Barilla in grado di assicurare una filiera del prodotto più sostenibile, sicura e certificata”. Da giugno 2023, il pesto Barilla alla genovese (e la sua variante senza aglio), icona di uno dei condimenti più apprezzati della cucina italiana, ha acquisito un nuovo livello di sicurezza e affidabilità, grazie al progetto in collaborazione con Connecting food, la prima piattaforma per la tracciabilità e la trasparenza alimentare nata in Europa.

Il QR code presente in etichetta consente di ripercorrere il viaggio del basilico dal campo alla tavola, grazie al sistema di tracciabilità con blockchain, raccontando direttamente ai consumatori la filiera italiana del basilico, svelandone l’origine, il valore e la sostenibilità.Un racconto che da luglio 2024 raggiungerà i consumatori anche fuori dai confini italiani, quando il QR code verrà applicato sui vasetti di Pesto alla Genovese e alla sua variante senz’aglio distribuiti in altri 14 mercati Europei.

Da quest’anno (2024) Barilla ha, inoltre, esteso il progetto di tracciabilità anche alla filiera del basilico semilavorato.La tecnologia blockchain garantisce l’autenticità di ogni informazione, comunicando in maniera trasparente la qualità e la provenienza del basilico Barilla. La dicitura ‘Basilico da agricoltura sostenibile’ porta con sé una serie di garanzie e prerequisiti: certificazioni, controlli, accordi di filiera e buone pratiche agricole. In ottica di miglioramento continuo e garanzia degli standard connessi alla sostenibilità, Barilla ha scelto di adottare la certificazione ISCC PLUS (International Sustainability and Carbon Certification), uno standard internazionale ad adesione volontaria che si applica alla gestione sostenibile nel settore alimentare e si basa sullo Standard ISO 9001.

RINA, l’ente certificatore indipendente scelto da Barilla, ogni anno verifica che ciascun attore della filiera rispetti le regole imposte dallo standard di sostenibilità.Barilla ha inoltre sviluppato criteri e pratiche agricole sostenibili in collaborazione con l’Università di Bologna – in particolare il Dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari e con il CeRSAA (Centro di Ricerca e Sperimentazione Agricola di Albenga, Liguria), uno dei principali centri italiani di competenza per la coltivazione del basilico.

Sempre in ottica di Smart Farming, in collaborazione con CNR:IBE di Firenze, inoltre, è stato sviluppato un applicativo, Basilicum, che raccomanda il momento ottimale per la raccolta, avvisa in anticipo gli agricoltori riguardo al sopraggiungere delle malattie, migliora l’uso sostenibile dell’acqua e ottimizza la fertilizzazione. La certificazione ISCC PLUS si fonda sul rispetto di specifici principi di sostenibilità: la protezione della biodiversità e dei suoli con un elevato stock di carbonio, il mantenimento di buone condizioni agronomiche e ambientali, il rispetto dei diritti umani, la limitazione delle emissioni di gas serra.Oltre all’adozione di questa certificazione volontaria, ‘Pesto Barilla’ si è spinto ancora più in là per prendersi cura del proprio basilico, dei campi e delle persone da cui è coltivato: Barilla preserva la salute del suolo garantendo una rotazione continua delle colture nei campi dei propri basilicoltori, i quali sottoscrivono l’impegno ad adottare uno specifico piano di rotazione.

Con l’obiettivo di preservare la struttura del suolo, aumentare la fertilità e ridurre la presenza di parassiti ed erbe infestanti, diverse specie vegetali vengono coltivate in uno stesso terreno in successione ricorrente, secondo una sequenza definita che evita la monocoltura.In questo modo il terreno non è sottoposto a progressivo esaurimento dei nutrienti.

Al contempo, la rotazione colturale può ridurre la necessità di fertilizzanti ed erbicidi sintetici, migliorare la struttura del suolo e la sostanza organica, ridurre l’erosione e aumentare la resilienza del sistema agricolo. A vantaggio di ambiente e natura, tutti i basilicoltori dedicano il 3% dei loro campi della filiera Barilla alla coltivazione di piante e fiori che promuovono la biodiversità, fornendo riparo agli insetti essenziali per l’ecosistema.I fiori non sono solo belli, ma sono anche indispensabili per la natura ed è per questo motivo che tutte le aziende agricole che forniscono basilico a Barilla devono destinare una parte dei propri seminativi alla coltivazione di un mix di piante a fiore composte da varie specie, tra cui la Sulla, la Facelia e le Margherite.

Tutti insieme questi fiori formano ‘Aree di Biodiversità’ che incrementano la biodiversità dell’agroecosistema, favoriscono l’insediamento degli insetti impollinatori e forniscono habitat e nutrimento per insetti impollinatori e farfalle. Barilla ha stretto con i propri basilicoltori legami pluriennali volti, da un lato, a garantire una produzione continuativa e di qualità, dall’altro a sostenere i coltivatori, l’economia e la produzione locale.I contratti a medio termine riducono l’incertezza economica e i rischi lavorativi per i coltivatori di basilico, supportandoli in investimenti e innovazioni con benefici concreti sulla produzione e risvolti sociali e ambientali positivi. Testimoni di questa proficua e vantaggiosa collaborazione sono Debora e Simone Bernardi, che insieme guidano Agricola Bernardi. “Inizialmente l’attività era concentrata esclusivamente su produzioni Florovivaistiche in serra, mentre nel 2000 è iniziata la coltivazione dei campi e anche la produzione dei primi 2 ettari di basilico fresco.

Oggi abbiamo circa 70 ettari coltivati a basilico, uno stabilimento di 5000 mq dedicato alla produzione e allo stoccaggio, compreso di 2 celle refrigerate per mantenere la materia prima fresca e integra prima della consegna che avviene entro 2 ore dalla raccolta e 4 mezzi di proprietà dedicati al trasporto. ‘Seminare oggi per raccogliere domani.Senza fretta ma senza sosta’ è il nostro motto, per dare al nostro basilico tutte quelle attenzioni che lo fanno crescere sano e bello, coltivandolo in maniera responsabile e sostenibile, investendo su attrezzature per l’irrigazione innovative, seguendo la rotazione dei terreni con aree fiorite dedicate per favorire la Bbiodiversità”. Il Metodo Delicato è il processo di produzione di Pesto Barilla sviluppato e perfezionato negli anni dall’azienda per preservare al meglio la qualità originaria degli ingredienti.

Alla base vi è un know-how di lungo corso che garantisce standard elevati e risultati costanti per tutte le ricette della gamma.Il Metodo si fonda su tre pilastri principali: una preparazione delicata, con miscelazione a freddo, che preserva l’integrità degli ingredienti; un trattamento termico veloce e non invasivo che garantisce una conservazione e una qualità sicure al 100% per tutta la durata di conservazione; tempi rapidi di preparazione (due ore circa), per preservare al meglio il gusto e le caratteristiche di alta qualità degli ingredienti.  Il Metodo Delicato è il risultato di un percorso di miglioramento continuo che Barilla ha iniziato nel 2012 con l’apertura dello stabilimento di Rubbiano, il più grande e sostenibile impianto produttivo di sughi e pesti d’Europa, che ha proseguito con il suo ampliamento nel 2017 e che nel 2024 si è dotata di un’ulteriore linea di produzione grazie a un investimento di 30 Milioni di euro. È un processo specifico fatto di diverse tecnologie all’avanguardia e pratiche consolidate, di competenze tecniche e insegnamenti acquisiti negli anni, volti a preservare le caratteristiche organolettiche degli ingredienti e caratterizzare il pesto con un colore più brillante, una consistenza cremosa e un gusto equilibrato. Il gusto equilibrato e inconfondibile di pesto Barilla deve la propria particolarità all’accurata selezione di specifiche varietà di Basilico.

Come da tradizione, Pesto Barilla utilizza solo basilico della tipologia Genovese caratterizzato dall’assoluta assenza di sentore di menta, spesso presente in tante altre varietà.La tipologia Genovese ha un profumo molto intenso e gradevole al tempo stesso e una colorazione verde tenue.

La tipologia Genovese non è una sola, in realtà ne esistono tantissime.Tra quelle selezionate per ‘Pesto Barilla’ troviamo, ad esempio, Prospera ed Eleonora scelte perché dimostrano una maggiore resistenza alle principali fitopatologie fungine che aggrediscono questa pianta. “Avere piante più forti significa ridurre i trattamenti, avendo quindi coltivazioni più sostenibili, anche per questo Barilla le ha scelte” spiega Flavio Bertinaria, agronomo Barilla. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Per i 30 anni del pesto Barilla inaugurato un maxi murale artistico di oltre 800mq

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(Adnkronos) – Il Gruppo Barilla festeggia i 30 anni di pesto Barilla, dal 1994 prodotto a marchio Barilla.Qui, tra i campi di basilico, svetta lo stabilimento dedicato alla produzione di sughi e pesti, il più grande e sostenibile d’Europa.

Ed è qui che vengono trasformate ogni anno oltre 55mila tonnellate di pomodoro e basilico e realizzate 84.000 tonnellate di prodotto.  Per omaggiare il prodotto iconico della tradizione italiana, l’azienda di Parma ha dato vita a un innovativo murale artistico grande oltre 800mq, colorando la facciata dello stabilimento dei toni vivaci del basilico per risvegliare palato e immaginazione.Presso lo stabilimento di Rubbiano Sughi (Parma), quantità fa rima con qualità, portando sulle tavole degli italiani prodotti che raccontano la grande cucina di casa e valorizzando le materie prime nel prodotto finito: in questo luogo, in piena Food Valley, prendono forma 42 ricette diverse – realizzate con 131 ingredienti selezionati – che uniscono la tradizione del pomodoro e del basilico di origine italiana, la profonda esperienza degli agricoltori del territorio e l’alta specializzazione e competenza nelle tecnologie di trasformazione. Una realtà all’avanguardia nata nel 2012 e nella quale sono stati investiti oltre 150milioni di euro negli ultimi dieci anni per la creazione di nuove linee produttive, nuovi prodotti, ma anche per promuovere innovazione, qualità, sostenibilità e digitalizzazione.

Cresciuta nel tempo, oggi dà lavoro a oltre 400 persone di cui il 51% sono donne e negli ultimi 4 anni ha assunto 110 persone a tempo indeterminato.Un polo d’eccellenza anche dal punto di vista dell’innovazione: investiti 28milioni di euro per il lancio nel 2024 della quinta linea di produzione, lunga 138 metri e in grado di produrre fino a 18mila tonnellate di sughi all’anno.

Inoltre, standard elevati di qualità, tecnologia 4.0, sicurezza alimentare, sostenibilità, forte spinta all’internazionalizzazione e valorizzazione delle persone sono il cuore pulsante che spinge Rubbiano Sughi verso il futuro.  A confermarlo Giancarlo Minervini, dal 2021 direttore di stabilimento, richiamando una famosa frase di Pietro Barilla “Rubbiano sughi nasce dall’idea di futuro.Basti pensare che, quando lo stabilimento fu progettato, il tetto fu già pensato per una futura installazione del fotovoltaico.

Opportunità, quest’ultima, colta nel 2023.Questo perché per noi la sostenibilità è un valore in cui credere a 360 gradi grazie a un impegno costante nella riduzione dell’impatto ambientale e nell’utilizzo delle risorse: in dieci anni abbiamo abbattuto le emissioni di CO2 del 28%.

E non solo, la nostra sfida è di trasferire gli aspetti più artigianali della preparazione di sughi e pesti su scala industriale, senza mai rinunciare alla bontà e all’alta qualità dei prodotti, per permettere a tutti di ritrovare nel piatto il sapore unico di casa”.  Un mercato in crescita, quello dei pesti, con Barilla in posizione di leadership: nei primi 6 mesi del 2023 il settore ha segnato +20% rispetto al 2022 e +6% nei volumi.In questo contesto Barilla si conferma leader mondiale della categoria Pesto con il 37,8% di quota a valore globale, continuando a crescere nei suoi mercati principali: Italia, Germania, Francia.

In Italia, Barilla ha segnato, in particolare, un +31% nelle vendite a valore, aumentando la quota di mercato a valore (+2,6%).Trend positivo registrato anche in Francia, dove l’azienda di Parma è leader di categoria e traina la crescita del mercato.

Qui, nel 2023, ha raggiunto il +25% di vendite a valore e una quota di mercato a valore del +0,8% rispetto al primo semestre 2022.Quadro in ripresa anche in Germania dove, dopo una prima fase in discesa nei primi mesi del 2023, si è avuta un’inversione di tendenza con un aumento segnato a giugno 2023 del +31% nelle vendite a valore e di +1,7% come quota di mercato a valore. “Oggi si celebra una bellissima tappa di un lungo viaggio, iniziato 30 anni fa, accelerato a partire dal 2012 con la nascita di questo stabilimento che segna un grande risultato nelle vendite quintuplicate dal 2011 al 2024.

I fattori che stanno dietro questi risultati sono: Il coraggio imprenditoriale, di creare qualcosa che prima non esisteva.Una ricetta di Pesto unica e inimitabile, una filiera 100% italiana del basilico e da agricoltura sostenibile.

Qualità e forte rete di fornitori e clienti”, aggiunge Matteo Gori, Presidente della categoria sughi Barilla. A giugno, camminando per lo stabilimento Sughi Barilla a Rubbiano, si respira il profumo della tradizione italiana e in particolare del basilico fresco.Un ingrediente che Barilla sceglie di celebrare con una maxi-opera artistica in chiave urbana, creata dall’illustratrice, regista e animatrice Marianna Tomaselli e realizzata sulla facciata del proprio stabilimento.

Con una superficie di oltre 800mq, in cui i toni vivaci del verde si mescolano ai colori Barilla per risvegliare palato e immaginazione, il murale è l’omaggio a un prodotto iconico italiano.Presso lo stabilimento di Rubbiano, infatti, le materie prime vengono lavorate appena raccolte per preservarne dolcezza e sapore intenso.  Il pomodoro e il basilico utilizzati da Barilla si contraddistinguono per l’origine italiana, la profonda integrazione con gli agricoltori del territorio (sono 37 i fornitori che collaborano con Barilla nella filiera del basilico) e l’alta specializzazione e competenza nelle tecnologie di trasformazione dello Stabilimento di Rubbiano, dove questi ingredienti vengono lavorati replicando su larga scala i principi di una grande cucina di casa.

Non solo quella di Barilla è una cucina sostenibile: per il basilico è nata la Carta del Basilico, un disciplinare per la coltivazione sostenibile, mentre per i pomodori Barilla si impegna ad acquistare esclusivamente quelli con certificazione di buone praticole agricole e il 100% delle confezioni di sughi e pesti è progettato per il riciclo.  Il basilico, in particolare, viene generalmente tagliato al mattino per mantenerne intatte le caratteristiche organolettiche (quando è alto circa 30cm perché così si può cogliere la parte più ricca di aroma) e, una volta portato nello stabilimento, subisce più di 100 controlli al giorno, venendo lavorato a freddo per mantenerne intatta tutta la freschezza e il profumo.Come da tradizione, i sughi vengono portati a una temperatura compresa tra i 92 e i 95 gradi e versati nei vasetti, che prima di esser riempiti sono sottoposti a trattamento termico.

In questo modo si garantisce un prodotto 100% sicuro, pronto a entrare nelle nostre dispense. Si chiamava ‘moretum’ il primo pesto della storia, un insieme di erbe aromatiche, aglio, pecorino fresco e stagionato e olio pestato nel mortaio, che veniva però spalmato sul pane.Solo dal Cinquecento si cominciano a trovare tracce in ricettari e trattati di salse assimilabili alla ricetta contemporanea e fra la metà del Cinquecento e la fine del Settecento sono numerosi gli autori che parlano di una “salsa di basilico e agli”, utilizzata anche come accompagnamento per carne, pesce e verdure o per insaporire le zuppe.  Eppure, la ricetta arrivata sino ai giorni nostri viene codificata a metà Ottocento, comparendo per la prima volta nel 1851 con il nome di ‘pestu’ nel dizionario Genovese-Italiano di Giovanni Casaccia e nel 1865 nel ricettario ‘La vera cucineria genovese’ di Emanuele Rossi, che lo propone abbinato a ‘taglierini e gnocchi’.

Nel Novecento, la diffusione del pesto si lega allo sviluppo della nostra industria alimentare, la cui storia è custodita anche nell’Archivio Storico Barilla che raccoglie testimonianze, strategie e prodotti del marchio.  A partire dal secondo dopoguerra, infatti, iniziarono a cambiare le abitudini di consumo di molti italiani: gli stili di vita più frenetici favorirono la diffusione di piatti veloci da preparare, senza però rinunciare al gusto delle ricette tradizionali.Per andare incontro a queste esigenze, l’industria alimentare iniziò a produrre e commercializzare a livello nazionale sughi pronti.

Così Barilla, che già produceva pasta, iniziò a realizzarli nel 1969, ma è nel 1994 che iniziò la produzione del Pesto Barilla alla Genovese, per far fronte alla crescita e all’internazionalizzazione della domanda.Oggi il Pesto Barilla alla Genovese è prodotto solo con basilico italiano da agricoltura sostenibile e Parmigiano Reggiano Dop. Il segmento dei sughi rappresenta tra il 4% e il 5% dei volumi di produzione del gruppo Barilla e, dalla fine degli anni ’60, ha conosciuto una crescita progressiva e strutturale.

Infatti, in soli 11 anni, ha più che raddoppiato la produzione da poco più di 36mila tonnellate di prodotto annuo a 84milla tonnellate nel 2024.Ma la novità principale in termini di innovazione e produzione è il completamento della quinta linea produttiva lunga ben 138 metri, in grado di produrre fino a 18mila tonnellate di sughi all’anno, nata dall’investimento di 28milioni di euro che fanno parte dei complessivi 152 milioni spesi in 12 anni.  La tecnologia 4.0 è di casa presso lo stabilimento di Rubbiano, un impianto produttivo complesso all’interno del quale vengono gestiti oltre 109 item-code necessari per la tracciabilità dei prodotti e dove una ricetta in produzione richiede la presenza di un team di lavoro di 23 persone per ogni turno.

Non solo: grazie alla recente partnership con xFarm Technologies e Connecting Food, ha annunciato la completa digitalizzazione della filiera del basilico fresco Barilla utilizzato per il pesto alla genovese, per una totale tracciabilità ed efficienza.Il basilico (fresco e semilavorato) per il pesto alla Genovese è il primo al mondo a essere tracciato tramite tecnologia blockchain, con l’obiettivo finale di mettere a disposizione del consumatore una vera carta d’identità del basilico.  Attraverso la scannerizzazione di un QR Code, presente sulla confezione di Pesto Barilla alla Genovese (e della sua variante senz’aglio), sarà possibile infatti conoscere il luogo di coltivazione del basilico e tutte le informazioni testuali e fotografiche relative all’azienda produttrice.

Inoltre, la trasparenza di Pesto Barilla raggiunge i consumatori anche fuori dai confini italiani.A partire dalla seconda metà del 2024 (luglio in poi), il QR code verrà applicato sui vasetti di Pesto alla Genovese e alla sua variante senz’aglio distribuiti non solo in Italia, ma anche in altri 14 mercati Europei.

Grazie alla tecnologia blockchain verrà garantita l’autenticità di ogni informazione, dando così la possibilità al consumatore di aver certezza della qualità e della provenienza del basilico Barilla.  Sono 400 le persone impiegate presso lo Stabilimento: qui l’impegno per promuovere le Persone e l’equilibrio di genere è continuo ed è un valore da sostenere.Nel solo triennio 2020-2023 sono state inoltre ben 110 le persone confermate a tempo indeterminato: professionalità variegate, che spaziano dagli operatori per i reparti produttivi, ai tecnici per i laboratori, ma anche a tecnici elettrici e meccanici qualificati e giovani laureati per le funzioni di staff dello stabilimento.

Questo perché l’automazione e la digitalizzazione dello stabilimento si intrecciano con l’unicità dell’apporto umano e con la manualità delle cucine di preparazione dei sughi.  La sostenibilità è un pilastro della strategia di crescita dello Stabilimento di Rubbiano, che parte dal percorso di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (-28% di CO2 in 10 anni) per arrivare al riciclo del 93% di tutti i rifiuti prodotti che vanno ad alimentare la produzione di biogas o di concimi.Anche il vetro, i metalli, la carta, il cartone e infine la plastica, dopo un processo di rigenerazione, vengono riutilizzati nella filiera.

Un’attenzione profonda all’ambiente che si conferma con l’inaugurazione nel 2024 del nuovo impianto fotovoltaico, per un investimento di 1.5milioni di euro.  Con una superficie totale di circa 10mila metri quadrati e una potenza di 1,5MWp, è entrato in funzione nel mese di febbraio 2024 e garantisce circa il 10% del fabbisogno energetico del plant per un risparmio di emissioni in atmosfera di quasi 800 tonnellate di anidride carbonica.Una quantità equivalente a quella assorbita in un anno da più di 8000 alberi di acero campestre. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Celine Dion rivela: “Ho rischiato di morire a causa di dosi massicce di Valium”

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(Adnkronos) –
Céline Dion ha rivelato di aver assunto livelli quasi letali di Valium mentre lottava contro la sua malattia, la sindrome della persona rigida, che le è stata diagnosticata nel dicembre 2022, i cui sintomi si erano manifestati già da un po’ di tempo.La 56enne cantante canadese ha raccontato a Nbc News, in un’intervista esclusiva, che, prima della diagnosi, gli spasmi muscolari di cui soffriva erano così forti che iniziò ad assumere quantità di farmaci da prescrizione potenzialmente letali. Un anno dopo aver annullato il suo tour a causa della malattia, Dion ha raccontato che, durante i dieci anni di test necessari ai medici per arrivare alla diagnosi corretta, era diventata dipendente dal sollievo fornito da dosi sempre più elevate dell’ansiolitico sedativo a base di diazepam. “Non sapevo, onestamente, che potesse uccidermi.

Prendevo, ad esempio, prima di uno spettacolo, 20 milligrammi di Valium, e poi, solo camminando dal mio camerino al backstage, non c’era più”, ha detto Dion, descrivendo la rapidità con cui il sollievo dal dolore svaniva. “A un certo punto, il fatto è che il mio corpo si è abituato a 20, 30 e 40 gocce.Rilassava tutto il mio corpo.

Per due settimane, per un mese, lo spettacolo continuava, ma poi ci si abitua e non funziona più”. A un certo punto la cantante ha assunto 90 milligrammi di farmaco al giorno, ha raccontato sempre alla Nbc News, per alleviare gli spasmi muscolari dovuti al disturbo, che possono essere così intensi da rompere una costola mentre si diffondono nel corpo.Dion ha raccontato i momenti in cui il disturbo è diventato evidente per lei e per le persone del suo team durante il Taking Chances Would Tour del 2008, prima di un concerto in Germania. “Ho detto ai miei assistenti e ai miei collaboratori: ‘Non so se posso fare lo spettacolo.

Non so cosa stia succedendo”, ha ricordato nell’intervista. “Ero molto, molto, molto spaventata.E poi si va nel panico, e più si va nel panico, più si hanno spasmi.

Sono salita sul palco…naturalmente.E ho iniziato a cantare in modo più nasale”.

Si decise che questo difetto vocale sarebbe stato “compensato” “abbassando un po’ le canzoni con le chiavi e proiettando più nasalità – e speranza”.  
Céline Dion, che non calca il palcoscenico dal marzo 2020, da quando il Covid la costrinse a interrompere i concerti: il lato positivo della pandemia è stato che la cantante ha avuto il tempo di riprendere il controllo della sua salute e di ridurre la pericolosa dipendenza dai farmaci. “È stata un’opportunità per me di prendermi una pausa”, ha detto nell’intervista. “E di essere intelligente.Ho interrotto tutto con l’aiuto dei medici.

Stavo smettendo di prendere tutti i farmaci, soprattutto quelli cattivi.Ho smesso tutto perché non funzionava più”.  Tuttavia, la Dion e il suo team di medici hanno continuato a lottare per scoprire cosa stesse accadendo esattamente al suo corpo.

E anche se non saliva più sul palco, i sintomi persistevano.Poi nell’inverno del 2022 la diagnosi definitiva: sindrome della persona rigida.

Dion ha lavorato con il suo staff di medici e ha dichiarato di essere determinata a tornare a cantare. “Tornerò sul palco, anche se dovrò strisciare, lo farò”, ha assicurato. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nausea e vomito per il 66% delle donne in gravidanza, studio italiano indaga l’impatto

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(Adnkronos) – La nausea e il vomito colpiscono in totale il 66% delle donne durante la gravidanza in Italia, un dato che evidenzia la rilevanza numerica di questo disturbo; solo il 25% delle donne con nausea e vomito ha ricevuto un trattamento per contrastare i sintomi.Sono i dati che emergono dallo studio PURITY che rappresenta, a oggi, il primo e unico studio multicentrico che ha indagato in modo approfondito la prevalenza della nausea e del vomito in gravidanza (NVP) nelle donne italiane e il suo impatto sulla qualità di vita, sull’attività lavorativa e sulla vita personale, in un campione ampio e rappresentativo delle gestanti italiane.

Questi disturbi – riporta una nota – sono sempre stati vissuti, nell’immaginario collettivo, come tipici delle prime fasi della gravidanza e in quanto tali, destinati a scomparire con l’evolvere dell’epoca gestazionale.Gli studi più recenti su questa tematica hanno invece dimostrato che non è così.  “Nella maggior parte dei casi la NVP si manifesta in maniera moderata, anche se la durata dei sintomi può superare il primo trimestre di gravidanza.

Sebbene il disturbo più frequente sia la nausea, vi è un’alta percentuale, circa il 37% dei casi, in cui alla nausea si associa anche il vomito – commenta Romolo Di Iorio, professore associato di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Roma Sapienza – In una casistica più rara, circa il 4%, ritroviamo inoltre donne in stato interessante in cui la NVP può peggiorare e diventare iperemesi gravidica, una condizione patologica che può portare anche al ricovero e che nei casi più gravi comporta rischi significativi sia per la donna che per il bambino”.  Nel nostro Paese la NVP è stata spesso sottovalutata e sottotrattata – si legge – PURITY è nato proprio per colmare tale vuoto conoscitivo ed ha coinvolto un campione omogeneo di 528 pazienti gravide afferenti a tre strutture ospedaliere italiane: l’Ospedale dei Bambini ‘Vittore Buzzi’ di Milano, il Presidio Ospedaliero SS.Annunziata di Chieti e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli.

Alle donne intervistate è stato somministrato un questionario in due fasi: nella prima, tra la diciottesima e la ventiduesima settimana di gravidanza, si valutava la prevalenza e la gravità della NVP, l’insorgenza e la durata dei sintomi, il loro trattamento e l’impatto sulla qualità della vita; la seconda fase, entro 14 giorni dopo il parto, ha esaminato invece la correlazione tra i sintomi della NVP in gravidanza e gli esiti neonatali, nonché lo stato di salute post-parto delle donne.  “Ci siamo posti come obiettivo non solo quello di esaminare la gravità del disturbo e le possibili terapie, ma anche gli aspetti legati alla qualità di vita della gestante.Ed è proprio per questo motivo che abbiamo inserito domande specifiche che hanno evidenziato come le donne richiedano una maggiore attenzione al problema, che in quanto tale deve essere riconosciuto e curato – spiega Irene Cetin, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Milano e Direttore dell’Ostetricia del Policlinico di Milano – In questo senso il professionista sanitario svolge un ruolo fondamentale per dare sollievo e fornire un aiuto concreto alla donna. È nostro compito, infatti, rendere consapevole la donna che è possibile vivere questa fase della vita in tutti i suoi aspetti senza sacrificare il rapporto di coppia, né dover rinunciare alla propria vita sociale o lavorativa.

In situazioni difficili o invalidanti si può infatti ricorrere ad una terapia efficace e sicura che permetta di vivere a pieno i nove mesi della gravidanza, senza più limitazioni”.   Lo studio ha evidenziato che, in alcuni casi, la NVP può portare le donne a star male al punto da obbligarle a smettere di lavorare o, in casi estremi, a pensare di interrompere la gravidanza; questo porta il fenomeno a essere considerato di grande impatto anche nell’opinione pubblica, che invece lo ha sempre sottovalutato e associato a una condizione quasi normale della gravidanza.Inoltre, sulla base di una scala, utilizzata a livello internazionale, che ha valutato la gravità del disturbo (PUQE – Pregnancy-Unique Quantification of Emesis and Nausea), è emerso che 348 donne su 528 hanno sofferto di nausea e vomito in gravidanza nelle prime 22 settimane.

Nello specifico, i sintomi si sono presentati in forma lieve in 118 donne, pari al 34% dei casi, moderata in 217 donne (62%) e grave in 13 pari al 4%.L’indagine evidenzia che solo il 25% delle donne coinvolte ha ricevuto un trattamento (farmacologico o non farmacologico) per contrastare i sintomi.

Tra queste, la maggior parte delle intervistate, pari al 67,7%, ha dichiarato di aver utilizzato l’associazione di Doxilamina 10 mg e Piridossina 10 mg. “Oltre a questi dati, uno dei risultati più importanti e statisticamente significativi raccolti nella seconda fase dello studio è stato quello riferito al tempo gestazionale: infatti le donne che presentano nausea e vomito in gravidanza – conclude Cetin – hanno avuto in media un tempo gestazionale più corto; quindi, hanno avuto un parto pretermine, in quanto non sono arrivate alla quarantesima settimana”.  Sposando lo stesso razionale dello Studio PURITY, la SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, ha avviato uno studio prospettico osservazionale multicentrico denominato “PURITY Extended”, con l’obiettivo di determinare la dimensione della NVP su un campione più ampio e la sua evoluzione nel corso dei tre trimestri della gravidanza.Questo studio ha visto il coinvolgimento di 1.300 gestanti afferenti a 100 strutture ospedaliere italiane dislocate su tutto il territorio nazionale.

In questa nuova indagine sono state valutate in particolare l’incidenza e l’evoluzione della NVP durante il primo, il secondo e il terzo trimestre della gravidanza su un campione molto ampio, prendendo in considerazione anche le differenze geografiche e socioeconomiche e l’atteggiamento comunemente assunto dai ginecologi nella gestione di tale disturbo, oltre alle possibili conseguenze della NVP sulla gravidanza (es.diabete gestazionale, ipertensione/preeclampsia) e sul bambino (es.

iposviluppo fetale, modalità del parto e peso alla nascita).  “La SIGO ha ritenuto necessario colmare un vuoto esistente nella letteratura scientifica italiana avviando lo studio PURITY Extended” – commenta Nicola Colacurci, già professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli e Past President di Sigo – Attualmente, infatti, l’impatto di nausea e vomito in gravidanza risulta essere ancora sottostimato, sia perché le donne potrebbero evidenziare la presenza di tale problematica solo quando i disturbi impattano negativamente sulla qualità della loro vita, sia per la modalità di ricerca dei disturbi da parte dei ginecologi.Ad oggi abbiamo intervistato oltre 500 donne gravide e prevediamo di avere i primi dati dello studio nel mese di ottobre”.  A tale proposito, Mario Mangrella, direttore Medico Scientifico e degli Affari Regolatori di Italfarmaco, afferma che l’azienda “ha una missione chiara: migliorare la vita dei pazienti e il loro benessere attraverso prodotti innovativi e ricerche scientifiche di grande valore qualitativo che generano nuove e moderne evidenze.

Il nostro impegno si manifesta concretamente nell’area terapeutica ginecologica – sottolinea – dove l’azienda si dedica allo sviluppo di soluzioni innovative e complete, mirate a migliorare la salute e il benessere delle donne in tutte le fasi della loro vita.Italfarmaco rappresenta oggi una delle principali realtà italiane focalizzate in questa importante area terapeutica.

Lo Studio PURITY – aggiunge Mangrella – promosso da Italfarmaco, è il primo e unico studio clinico in Italia nel suo genere, costituisce un esempio significativo di questo impegno: siamo orgogliosi di averlo promosso e di aver così contribuito a generare nuove e solide evidenze scientifiche.Sostenere le donne durante la gravidanza è essenziale, poiché questo periodo cruciale può influenzare profondamente la vita familiare, sociale e professionale.

Per questo” l’azienda “ritiene fondamentale il ruolo dell’alimentazione materna nei diversi momenti della vita della donna e negli stadi della gravidanza e del puerperio, poiché essa è decisiva per la crescita e lo sviluppo fetale e può influire sul futuro stato di salute del bambino.La nausea e il vomito in gravidanza (NVP) possono compromettere gravemente l’alimentazione materna e l’introito di componenti, quali vitamine e oligoelementi, essenziali per il corretto progresso della gestazione e per la salute e la crescita del bambino.

Anche per questo – conclude – è particolarmente importante identificare precocemente la NVP e saperla gestire con i trattamenti appropriati.Siamo perciò particolarmente orgogliosi di aver introdotto in Italia l’associazione precostituita di Doxilamina 10 mg e Piridossina 10 mg, il primo trattamento farmacologico specificamente sviluppato e autorizzato per curare la nausea e il vomito in gravidanza”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Guido Pagliuca, eroe di Cecina e condottiero della Juve Stabia in Serie B: un incontro emozionante in Comune

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Un incontro carico di emozione e riconoscenza quello che si è tenuto questa mattina tra il Commissario Straordinario del Comune di Cecina, Dott.ssa Vincenza Filippi, e l’allenatore della Juve Stabia, Guido Pagliuca, nativo proprio della cittadina toscana.

Protagonista di un’impresa sportiva eccezionale, Pagliuca ha infatti guidato la Juve Stabia alla promozione in Serie B con ben tre giornate d’anticipo rispetto alla fine del campionato. Un traguardo straordinario che ha acceso i riflettori nazionali su Cecina e riempito di orgoglio i suoi concittadini.

Riconoscimenti e gratitudine per un figlio illustre

La Dott.ssa Filippi ha espresso a Pagliuca i suoi più sentiti complimenti per i risultati ottenuti, sottolineando il suo profondo legame con il territorio e la tenacia del popolo campano: “Conosco quei territori e conosco i campani, un popolo dalle forti tradizioni che si impegna e lavora per raggiungere risultati importanti, così come hanno fatto i giocatori della squadra che lei allena. I cecinesi, suoi compaesani, le sono grati per aver permesso a questa cittadina di salire alle cronache sportive nazionali grazie all’eccellente risultato che ha raggiunto con i suoi giocatori.”

Pagliuca: valori, passione e gioco di squadra alla base del successo

L’allenatore, commosso per l’accoglienza e il riconoscimento, ha rimarcato l’importanza della coesione e dei valori nello sport: “Cerco di trasmettere ai miei ragazzi i valori morali e la voglia di divertirsi. Arrivando a Castellammare di Stabia con la famiglia, proprio un anno fa, siamo stati accolti molto bene e la città è attorno alla squadra, la sostiene e così i miei ragazzi sono motivati e incentivati a fare bene e sempre meglio.”

Un esempio da seguire e un motivo di orgoglio per Cecina

Pagliuca ha dimostrato, ancora una volta, la sua abilità nel guidare e motivare i suoi giocatori, ottenendo risultati che vanno oltre il semplice calcio. La sua storia rappresenta un esempio da seguire per i giovani e un motivo di grande orgoglio per tutta la comunità cecinese.

Al termine dell’incontro, la Dott.ssa Filippi ha consegnato a Pagliuca un attestato e un dono simbolico, a nome di tutta la cittadinanza, come segno di profonda riconoscenza per il suo prezioso contributo al panorama sportivo locale e nazionale.

Nordcorea, Kim Jong Un: “Con Russia compagni d’armi invincibili”

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(Adnkronos) – Russia e Corea del Nord hanno sviluppato una “indistruttibile relazione da compagni d’armi “, ha scritto il leader nordcoreano, Kim Jong Un, in vista della missione di Vladimir Putin a Pyongyang, “forse già la prossima settimana”, come ha precisato l’agenzia sudcoreana Yonhap.  Kim, che fornisce a Mosca armi usate nella guerra contro l’Ucraina, forse anche missili balistici, è stato in Russia, nell’Estremo oriente del Paese, lo scorso anno, per incontrare il Presidente russo.Le relazioni bilaterali sono “significative e si consolideranno in eterno”, ha aggiunto Kim nel suo messaggio a Putin.

Pyongyang si sta preparando alla visita, con una “larga struttura” in fase di costruzione nella Piazza Kim Il Sung, ha scritto Yonhap.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rigeneriamo Insieme, la community per azioni a favore dell’ambiente

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(Adnkronos) – Un futuro sostenibile è possibile, ma per raggiungere risultati concreti è necessario l’impegno di tutti, attraverso comportamenti virtuosi verso la salvaguardia del pianeta e delle sue preziose risorse.Levissima inaugura così la sua prima piattaforma della sostenibilità: ‘Rigeneriamo Insieme’ uno spazio pensato per coinvolgere i cittadini ad essere parte attiva per la tutela del pianeta, a partire dall’ecosistema montano, e di se stessi.  Da sempre impegnata per la sensibilizzazione sulle tematiche di sostenibilità sociale e ambientale, Levissima intende compiere un fondamentale passo avanti, rendendo le persone protagoniste di una vera e propria community, unita nella sfida di creare un futuro più sostenibile, per sé e per il pianeta: con questa missione, l’azienda ha avviato diverse nuove partnership e offre sulla piattaforma strumenti ed opportunità che rendono il contributo individuale semplice e ingaggiante.

Grazie al partner AWorld, l’innovativa piattaforma per l’azione individuale sui cambiamenti climatici utilizzata anche a sostegno della campagna ActNow delle Nazioni Unite, gli utenti hanno la possibilità di scoprire e misurare il proprio impatto ambientale in termini di consumi di CO2 nella loro vita quotidiana, dalle scelte alimentari alle abitudini all’interno delle mura di casa, fino ai viaggi e al tempo libero.Ecco che azioni semplici come optare per una doccia al posto del bagno, prediligere lo shopping a Km Zero, spegnere sempre luci e led quando non servono, spostarsi in bicicletta o con il trasporto pubblico sono misurabili e si traducono in un impatto significativo sull’ambiente, specialmente quando coinvolgono la community intera.  “Con Levissima ci impegniamo da anni al fine di raggiungere obiettivi significativi, ma un cambiamento è possibile solo facendo sistema.

Si tratta di una svolta nel nostro modo di comunicare al consumatore, pur rimanendo fedeli al Dna di Levissima.Attraverso rigeneriamoinsieme.it, infatti, non solo desideriamo raccontare come Levissima opera per ridurre il proprio impatto ambientale affinché sia il più leggero possibile, ma collaboriamo anche con chi condivide la nostra visione per estendere questo impegno alla comunità nel suo insieme.

Il progetto mira proprio a questo: invitare le persone a unirsi al movimento per un futuro più sostenibile, che parta dai più giovani e si estenda a tutti fino alle generazioni a venire”, spiega Giacomo Giacani, Head of Marketing&Innovation Italia del Gruppo Sanpellegrino.  Levissima fa sistema ma s’impegna anche in prima persona per la salvaguardia dell’ambiente, a partire dall’ecosistema montano, origine della sua acqua, e dalle foreste, polmoni verdi del nostro pianeta.Infatti, oltre al progetto già avviato con il Consorzio Forestale Alta Valtellina, il Comune di Valdisotto e l’Università degli Studi di Milano per la riforestazione di un’area della Valtellina colpita dalla tempesta Vaia, Levissima sosterrà una nuova iniziativa di ricostruzione del verde boschivo in collaborazione con il partner della piattaforma Vaia, giovane startup nata con lo scopo di rimettere al centro le comunità e le filiere locali e di restituire al territorio ciò che ha perduto dopo la tempesta del 2018.

In particolare, si tratterà di un intervento di riforestazione di 4 ettari di terreno in Val Di Fiemme, che prevede la riqualificazione di una zona impattata dalla tempesta grazie ad un intervento di piantumazione in parte finanziato da Levissima e che mira ad un totale 6000 alberi nel corso dell’anno, grazie al contributo delle persone.A sostegno dell’iniziativa, è stata realizzata una Limited Edition del Vaia Cube, un amplificatore naturale per smartphone costruito dagli artigiani locali con i legni abbattuti recuperati, personalizzato dall’artista Fabio Orioli che vi ha raffigurato la sua personale visione dell’unione tra foresta e montagna: per ogni Vaia Cube acquistato, sarà piantato un nuovo albero.  Proteggere la natura è il cuore dell’impegno di Levissima.

Dalla creazione di nuovi e più ampi spazi verdi alla tutela di quelli esistenti, per Levissima la salvaguardia delle foreste rappresenta una priorità fondamentale.Per questo, grazie alla partnership che vive attraverso la piattaforma Rigeneriamo Insieme, il brand destinerà fondi e darà visibilità al Fondo Forestale Italiano, nato con l’intento di preservare biodiversità conservando e tutelando boschi su terreni di cui acquisisce la proprietà.

Un progetto di cui Levissima condivide i valori e la missione, e che sostiene con lo scopo di espanderne la rete, oggi già presente su tutto il territorio nazionale.  La rigenerazione riguarda prima di tutto il benessere della persona: Rigenera Te Stesso è infatti un altro importante messaggio che Levissima si propone di trasmettere ai cittadini, riservando agli iscritti l’opportunità di vivere esperienze immersive all’insegna del benessere e di fare shopping sostenibile grazie alle numerose partnership avviate, tra cui Cicero Experience, Gite in Lombardia, Rock Experience e Biorfarm.Tali iniziative mirano a incentivare gli utenti, anche con sconti e opportunità esclusive, a vivere esperienze nella natura e sensibilizzarli a uno stile di vita più eco-friendly.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eni premiata a prima edizione italiana degli ‘EY Risk Transformation Awards’

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(Adnkronos) – Eni si posiziona al primo posto nella categoria “Corporate Compliance” agli “EY Risk Transformation Awards” che premiano le imprese eccellenti nella gestione del rischio. Gli “EY Risk Transformation Awards”, alla loro prima edizione italiana, si sono svolti nell’ambito del Global Risk Forum 2024 e rappresentano il riconoscimento di EY – leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e di consulenza – per le imprese che con un approccio innovativo si sono distinte nella gestione del rischio trasformandolo in un’opportunità strategica.L’iniziativa conferma la centralità delle funzioni di controllo interno e di gestione dei rischi che assumono un ruolo sempre più determinante e strategico nel raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il premio è stato attribuito da una giuria indipendente, composta da rappresentanti del mondo accademico ed istituzionale, che ha valutato l’impegno di Eni nella ricerca e sviluppo di soluzioni innovative ed integrate in ambito Compliance.

In particolare, la giuria ha valorizzato la scelta della Società di costituire nel 2016 una struttura dedicata di compliance integrata, alle dirette dipendenze dell’Amministratore Delegato, dimostrando così un approccio proattivo e avanguardistico in questo ambito. Luca Franceschini, Direttore Compliance Integrata di Eni ha dichiarato: “Da tempo Eni ha scelto di impegnarsi per evidenziare il ruolo fondamentale della compliance e dei temi etici nella gestione del business e ciò è stato reso possibile dall’istituzione di una funzione di compliance integrata, nonché dal contributo delle proprie persone nella diffusione di una cultura di conformità etica e responsabilità all’interno dell’azienda.Il riconoscimento di EY – che si aggiunge all’ottenimento quest’anno della certificazione ISO 37301:2021 a conferma della solidità del modello di compliance adottato dalla Società – ci rendono orgogliosi del lavoro svolto finora e ci sostengono nella continua promozione dei valori di integrità e trasparenza”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nutella diventa gelato in vaschetta, segmento da 435 mln

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(Adnkronos) – È arrivato nei primi punti di vendita all’inizio di giugno 2024 ed è già Nutella Ice Cream mania.Sono migliaia i contenuti generati sui social network dagli affezionati fan di Nutella, che sono già riusciti ad assaggiare il nuovo gelato in vaschetta ideato da Ferrero per offrire l’inconfondibile esperienza Nutella in un morbido e cremoso gelato alla nocciola.

Nutella Ice Cream sarà progressivamente disponibile nei principali supermercati della grande distribuzione in Italia.L’evento di presentazione al grande pubblico di Nutella Ice Cream si svolgerà sabato 15 e domenica 16 giugno in Piazza Municipio a Napoli, dove sarà possibile vivere un’esperienza immersiva targata Nutella e assaggiare la cremosa novità.

Nutella Ice Cream rappresenta non solo l’ingresso del brand Nutella nel mercato dei gelati confezionati, ma anche l’ingresso di Ferrero nel segmento delle vaschette.  Un mercato, quello del gelato confezionato da consumare a casa, che complessivamente in Italia vale 1,45 miliardi di euro, in crescita del 8,4% a valore, di cui le vaschette rappresentano circa il 30%.La novità si colloca quindi all’interno di un segmento che vale circa 435 milioni di euro. “Nel contesto delle celebrazioni del 60esimo compleanno, Nutella per la prima volta nella sua storia, cambia forma e si trasforma in gelato – afferma Federica Roberto, region marketing manager gelati di Ferrero Italia, intervenuta a margine dell’evento di presentazione ufficiale del nuovo Nutella Ice Cream a Milano -.

Non un gelato alla Nutella, ma la Nutella che diventa gelato.Nonostante Ferrero sia tra gli ultimi player ad essere entrato nel mercato dei gelati in Italia, abbiamo grandi ambizioni: crediamo che Nutella Ice Cream possa presto diventare tra i prodotti più amati dai consumatori nel segmento del gelato in vaschetta”. Il nuovo gelato si presenta come un morbido e cremoso gelato alla nocciola, arricchito da gustosi strati di vera Nutella, e nasce proprio per offrire ai consumatori la stessa inconfondibile esperienza sensoriale della crema spalmabile amata da milioni di fan in tutto il mondo.

Un risultato possibile grazie ai sessant’anni di esperienza di Ferrero nella produzione di Nutella, cominciata nel 1964 ad Alba, in Piemonte, unitamente alla conoscenza, alle competenze e alle tecnologie acquisite frutto dall’ ingresso nell’ecosistema Ferrero nel 2019 di Ice Cream Factory Comaker (Icfc), società con stabilimenti in Spagna e in Italia, leader a livello globale, che vanta anch’essa 60 anni di esperienza nello sviluppo e nella produzione di gelati. Nutella Ice Cream sarà prodotta nello stabilimento di Alzira, in Spagna, in provincia di Valencia, grazie all’allestimento di una linea totalmente nuova, caratterizzata da impianti innovativi ed un alto grado di automazione e tecnologia.Alla base dei gelati Ferrero ci sono sempre il gusto e la qualità, che passano attraverso la scelta di ingredienti attentamente selezionati, la cura del dettaglio, il controllo maniacale in ogni fase del processo produttivo e da lunghe sperimentazioni, così da poter garantire sempre al consumatore l’eccellenza e la massima soddisfazione, in stretta coerenza con quello che da sempre è la filosofia aziendale. Nutella Ice Cream, disponibile nel banco freezer dei supermercati, è contenuto in un barattolo da 230g, già destinato a diventare iconico, realizzato con un packaging a base di carta, proveniente da fonti certificate sostenibili, e riciclabile nella raccolta carta.

Per gustarlo al meglio è consigliato attendere circa 10 minuti una volta estratto dal freezer.La novità, che è già o sarà distribuita anche in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo, Belgio e Lussemburgo, si affianca alla gamma di gelati Ferrero, che a partire dal 2021 ha abbracciato tanti brand del Gruppo: i coni Kinder Bueno Classico e Kinder Bueno White, gli stecchi Ferrero Rocher e Raffaello nelle versioni Classic e Triple Experience, Kinder Chocolate Ice Cream, Pocket Coffee e, novità anch’essa datata 2024, Pocket Coffee Mocaccino, che si uniscono ai ghiaccioli Estathé Ice, nei gusti limone e pesca. Nell’anno delle celebrazioni per il 60esimo compleanno di Nutella, grazie allo spirito di innovazione e di imprenditorialità che da sempre caratterizza Ferrero, Nutella avrà la possibilità di scrivere una nuova pagina della propria storia, e continuerà a sorprendere il pubblico anche nei prossimi mesi.

Il brand Nutella, dall’arrivo sul mercato del primo snack on-the-go Nutella &GO!nel 2005, passando per Nutella B-ready, lanciato nel 2015, fino a Nutella Biscuits, l’unico biscotto con un cuore cremoso di Nutella nel 2019, Nutella Muffin nel 2020 e Nutella Croissant nel 2023, con Nutella Ice Cream, avrà la possibilità di ampliare ulteriormente la propria gamma di prodotti, entrando in un nuovo mercato e continuando a investire, ad affermarsi come brand globale e a scrivere nuovi capitoli di un successo destinato a non fermarsi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Barretta (Fimp): “Anti-meningococco B per adolescenti in tutte le regioni”

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(Adnkronos) – Il pediatra è “fondamentale nel raccomandare la vaccinazione per patologie gravi come la meningite invasiva da meningococco B”, ma sarebbe improntate che tale profilassi “fosse offerta in modo attivo e gratuito in tutte le regioni, anche per gli adolescenti, e somministrata direttamente in ambulatorio”.Lo ha detto Martino Barretta, pediatra e responsabile Vaccini e immunizzazioni della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) all’Adnkronos facendo il punto sull’esperienza del nuovo calendario vaccinale in Calabria. Le vaccinazioni raccomandate presenti nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale – spiega Barretta – sono importanti al pari di quelle obbligatorie perché proteggono da malattie molto gravi.

Il pediatra è importante per informare i genitori anche perché è una figura di riferimento e di fiducia” e può chiarire i dubbi dei genitori che riguardano “soprattutto la sicurezza ed eventuali eventi avversi, e poi l’efficacia del vaccino. È improntate che il pediatra spieghi la malattia grave che viene prevenuta” con l’immunizzazione “e anche informi sugli effetti avversi che esistono, ma che sono abbastanza lievi, come la la febbre e il dolore al braccio, mentre i gravi sono rari”. Nel caso della vaccinazione contro il meningococco B, come vaccinazioni pediatriche, “abbiamo nel calendario un’indicazione nazionale sulla vaccinazione nel primo anno di vita – illustra lo specialista – La malattia invasiva (sepsi e meningite) da meningococco B è una malattia rara, ma molto grave che ha due picchi: nei primi mesi di vita e durante l’adolescenza.Attualmente il calendario nazionale prevede la vaccinazione nel primo anno di vita: una somministrazione a 2 e 4 mesi, poi all’anno di età. È fondamentale rispettare queste tempistiche perché la maggior parte delle malattie invasive avviene tra il quarto e l’ottavo mese.

La malattia invasiva da meningococco B – continua Barretta – ha un rischio del 15% di mortalità, ma anche del 30% per complicanze molto gravi che vanno dall’amputazione degli arti alla sordità. È una malattia che va assolutamente prevenuta, anche perché è difficile da intercettare: ha infatti sintomi iniziali ” aspecifici simili ad una comune infezione virale come “la febbre alta e, quando si manifesta, l’evoluzione è rapidissima e può portare a morte entro 24-48 ore.La prevenzione è veramente l’unico modo per evitare questa malattia”.  Sulla meningite “è fondamentale spiegare ai genitori qual è veramente la malattia che noi possiamo prevenire e questo, il più delle volte, viene compreso – osserva Barretta – anche perché, nel vissuto, la meningite è nota come una malattia grave.

Il meningococco B, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità è responsabile di circa il 90% della malattia invasiva da meningococco nel primo anno di vita e di circa l’80% negli adolescenti e giovani adulti.Negli ultimi tempi abbiamo avuto un aumento delle coperture vaccinali con valori medi nazionali dell’80% per il meningococco B nel primo anno di vita La copertura però varia molto a livello nazionale. “Bisogna lavorare molto nelle regioni dove le coperture sono ancora un pochino basse, soprattutto nell’adolescenza che è gravata dal fatto che la vaccinazione non è prevista dal calendario nazionale – rimarca lo specialista – Speriamo che sia inserita.

Per la meningite, infatti, il secondo picco di incidenza, dopo quello sotto l’anno di vita, è nell’adolescenza.  Al momento solo “9 regioni prevedono per l’anti-meningococco B la somministrazione gratuita e attiva – sottolinea il pediatra – Bisogna superare queste disparità e quindi fare in modo che il calendario nazionale preveda la raccomandazione per tutti gli adolescenti.A tale proposito, sarebbe improntate che il pediatra di famiglia avesse la possibilità di procedere direttamente nel proprio studio alla somministrazione . “Quando facciamo la raccomandazione del vaccino, per esempio durante un bilancio di salute – illustra Barretta – se il genitore deve rivolgersi al distretto, è più probabile che alla fine la vaccinazione salti” non per cattiva volontà, ma per una questione organizzativa.

Questo è ancora più probabile nel caso di un adolescente che, come è noto, è particolarmente “restio a rivolgersi ad altri ambulatori.Se il pediatra è messo nelle condizioni di somministrare direttamente il vaccino, quando per esempio l’adolescente arriva per un bilancio di salute – chiarisce lo specialista – per il rapporto di fiducia instaurato negli anni, se il pediatra spiega l’importanza della vaccinazione e può somministrarlo, si ottiene con più probabilità l’adesione alla vaccinazione ed un aumento della copertura”.

Si tratta di “accorciare la filiera – conclude – il pediatra spiega la gravità della malattia che si può prevenire, il genitore acconsente, quindi apre il frigo e somministra il vaccino all’adolescente: si ottiene la copertura con maggiore soddisfazione di tutti”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esperti: “In Calabria cosomministrazione vaccini risparmia 3 sedute pediatriche”

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(Adnkronos) – “La co-somministrazione di quattro vaccini contemporaneamente (Esavalente, anti pneumococco, antimeningite B, anti rotavirus) ci ha consentito di risparmiare tre sedute vaccinali sotto i due anni: in Calabria le sedute sono infatti quattro anziché sette determinando anche una maggiore adesione e il tempestivo completamento dei cicli vaccinali, senza alcun aumento di reazioni avverse.Obiettivamente”, le 4 sedute vaccinali anziché 7 migliorano la compliance, “producendo una maggiore copertura vaccinale, soprattutto per quelle vaccinazioni cosiddette raccomandate e non obbligatorie.

E, naturalmente, consentono un risparmio di tempo e di risorse umane, ma anche minore discomfort dei genitori che devono presentarsi soltanto quattro volte nei primi due anni, anziché sette”.Così Sandro Giuffrida, direttore del dipartimento di Prevenzione e Uoc Igiene e Sanità Pubblica Asp Reggio Calabria, all’Adnkronos, commenta i risultati dei due anni di esperienza di calendario vaccinale in Calabria, in occasione dell’incontro Ecm dedicato al tema e organizzato recentemente a Vibo Valentia. “La co-somministrazione – continua Giuffrida – esperienza di ‘best practice’, che in Calabria estendiamo, da parecchio tempo, anche alla popolazione adulta/ anziana è uno strumento straordinario che consente di fare più vaccinazioni nello stesso soggetto riducendo il rischio che qualche vaccinazione venga saltata e che, quindi, il bambino non venga adeguatamente immunizzato.

La co-somministrazione è uno strumento straordinario perché consente di somministrare più vaccini contemporaneamente e conseguire maggiori risultati sia in termini di adesione alle vaccinazioni che di risparmio di risorse”. Ricordare ai genitori anche le vaccinazioni raccomandate e non solo le obbligatorie “è importantissimo – osserva Giuffrida – perché le vaccinazioni sono tutte importanti e non dovrebbe esserci alcuna distinzione tra obbligatorie e raccomandate.Purtroppo la distinzione ancora esistente induce alcuni genitori a rinunciare a quelle raccomandate, soprattutto se le programmi in giorni diversi dalle obbligatorie.

La co-somministrazione di tutti i vaccini disponibili, in questi casi, ci permette invece di prevenire anche delle malattie estremamente pericolose, come le meningiti che sono molto frequenti soprattutto tra i 4 e gli 8 mesi di vita.Infatti co-somministrando si raggiunge la protezione del neonato entro questi ristretti limiti temporali.

Se si rimandasse l’inoculazione, il bambino potrebbe contrarre la malattia quando non è ancora protetto. È inoltre importantissimo, al di là della co-somministrazione, promuovere tutte le vaccinazioni non obbligatorie nel neonato perché proteggono da malattie di cui adesso non sentiamo più parlare, proprio perché negli anni si è vaccinato talmente bene che sono quasi scomparse, ma pronte a ricomparire – aggiunge – nel momento in cui si abbassa la guardia e si riduce la copertura vaccinale.Per esempio in questo momento si stanno manifestando focolai di pertosse e morbillo. Infine, “la co-somministrazione non fa paura ai genitori – sottolinea Giuffrida – Se l’operatore sanitario è adeguatamente formato, è assertivo e magari accompagnato dalle raccomandazioni da parte del pediatra di libera scelta, come succede in Calabria, non c’è alcun dubbio sull’adesione dei genitori”.

A conferma “c’è il dato che a Reggio Calabria si è raggiunta una adesione del 95% alla co-somministrazione.Quando viene adeguatamente presentata, i genitori aderiscono serenamente, anche considerando proprio il fatto che gli eventuali eventi avversi – conclude – si riducono perché un bambino che viene vaccinato soltanto quattro volte, rischia di avere la febbre, ove si manifestasse, soltanto quattro volte e non sette”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

EY risk transformation awards in Italia, premiate imprese con approcci innovativi della gestione rischio

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(Adnkronos) – Proclamati i vincitori della prima edizione italiana degli EY risk transformation awards, il riconoscimento conferito da EY in tutto il mondo e da quest’anno anche alle aziende italiane che si sono distinte per le capacità di innovazione e di gestione dei rischi, trasformando elementi di incertezza e complessità in occasioni di crescita.Questi riconoscimenti confermano la centralità delle funzioni di controllo interno e di gestione dei rischi che, anche per via dei significativi impatti che l’evoluzione tecnologica sta avendo sul business, assumono un ruolo sempre più determinante e strategico nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

La capacità di governare adeguatamente i rischi si conferma, infatti, una tematica cruciale nell’agenda dei board italiani che identificano i rischi connessi alla disruption tecnologica e digitale tra quelli che potrebbero impattare maggiormente in futuro le performance aziendali. Alberto Girardi, partner e risk consulting leader, EY Italia, commenta: “Siamo orgogliosi di celebrare queste realtà che sono state in grado di implementare approcci innovativi, strutturali e interfunzionali alla gestione del rischio, contribuendo significativamente allo sviluppo economico, sociale e ambientale del Paese.In un panorama geopolitico ed economico in continua evoluzione e incerto, risulta sempre più importante per le aziende essere pronte al cambiamento per rafforzare la propria competitività sul mercato, consolidare la crescita e trasformare le sfide in opportunità strategiche”. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri a Milano presso Allianz MiCo, nell’ambito del Global risk forum, l’evento dedicato ai professionisti del risk management, tenutosi all’interno del Business leaders summit, organizzato da Business international, la knowledge unit di Fiera Milano, quale occasione di dialogo e di confronto tra professionisti del settore. Alessandro Costantini, partner risk consulting EY Italia, aggiunge: “Le funzioni di controllo interno assumono un ruolo sempre più strategico nell’attuale contesto socio-tecnologico, caratterizzato da un’innovazione non lineare e da crescenti complessità.

Rappresentano un pilastro fondamentale nella più ampia governance aziendale per una gestione responsabile e sostenibile, supportando il board nel raggiungimento degli obiettivi strategici e nel mantenimento della fiducia degli stakeholder”. Per l’occasione, EY ha organizzato un momento di approfondimento dedicato in particolare al tema dell’IA (Intelligenza Artificiale) per esaminare l’impatto che tale innovazione sta avendo su tutto il Sistema Paese con una riflessione specifica sulle misure di governance e di controllo necessarie per gestire i rischi e garantire la conformità normativa.Si tratta di una risorsa, l’IA, che richiede a sua volta una gestione consapevole, etica e trasparente non solo in termini tecnologici, ma anche di processi e tra le persone.

Questa pluralità di interventi si riflette anche nelle diverse categorie che sono state premiate in occasione degli EY risk transformation awards: corporate compliance, sustainability e digital transformation.  I vincitori sono stati selezionati da una giuria indipendente di esperti e rappresentanti accademici e istituzionali composta da Massimo Michaud, presidente Cineas (Consorzio universitario ingegneria delle assicurazioni fondato dal Politecnico di Milano nel 1987), Patrizia Misciattelli delle Ripe, Presidente, Aifo (Associazione italiana family officer) e Antonio Sorrentino, professore Sistemi informativi a supporto delle decisioni aziendali – Facoltà di Economica Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il premio relativo alla categoria corporate compliance è stato assegnato ad Eni a cui “si riconosce un impegno costante verso la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative ed integrate in ambito Compliance, supportato dalla scelta avanguardistica di aver costituito fin dalla fine del 2016, alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato, una struttura dedicata di compliance integrata.La capacità di affrontare la complessità derivante da un contesto normativo in continua evoluzione e da cambiamenti strutturali dimostrano una visione lungimirante e un approccio proattivo verso una gestione della compliance dal respiro internazionale”. Nella categoria sustainability è stata premiata Poste Italiane.

Secondo la giuria “Poste Italiane si distingue da anni per il suo impegno verso lo sviluppo sostenibile.La strategia di sostenibilità così come definita dalla funzione sviluppo sostenibile, risk & compliance di gruppo, non solo si integra perfettamente nel piano industriale, ma diventa un fattore critico di successo per il raggiungimento degli obiettivi strategici del piano stesso.

La complessità del Gruppo e la sua dislocazione territoriale rendono ancor più notevole il lavoro di definizione strategica compiuto.La sofisticazione del modello adottato e l’approccio olistico alla sostenibilità rappresentano una best practice per il mercato, fornendo un esempio concreto di come un’organizzazione influenzando positivamente l’ambiente e la società, riesce a mantenere in maniera ancora più stabile un alto livello di performance aziendale”. Edison si aggiudica il premio nella categoria Digital Transformation: “la vittoria è il risultato di un impegno costante verso l’innovazione e l’efficienza, come dimostrato dal percorso di digitalizzazione delle funzioni di controllo interno e dallo studio dell’applicazione dell’intelligenza artificiale alle attività del Gruppo.

In particolare, l’utilizzo di tecniche avanzate di process mining nelle attività di Internal Auditing ha permesso di elevare il livello di controllo e di trasparenza all’interno dell’intera organizzazione ed ha convinto la Giuria della leadership del Gruppo Edison nel campo della Digital Transformation”.Sono stati inoltre assegnati due premi, rispettivamente il premio speciale EY a Nexi e il premio speciale della giuria ad Amplifon.

Riconoscimenti che mirano a valorizzare realtà che si sono distinte per la loro capacità di reagire e trasformare il proprio framework di controllo interno e la gestione dei rischi a fronte di una repentina evoluzione del contesto di riferimento e un approccio capillare multi-Paese. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, anziani rapinati in casa: rubati gioielli e soldi per 300mila euro

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(Adnkronos) – Una coppia di coniugi, 82 anni lui e 79 lei, è stata rapinata nella loro abitazione in via Antonio Gallonio, nel quartiere Nomentano.Intorno alle 21.45 di ieri, tre uomini, dall’accento sudamericano, sono entrati dalla finestra dello studio con il volto coperto e armati di cacciavite. 
Dopo aver minacciato i due anziani, in quel momento in sala da pranzo, li hanno obbligati a farsi portare alla cassaforte che era nella camera da letto e ad aprirla.

Lì, dove era anche il figlio 56enne della coppia, hanno rubato gioielli e soldi per un totale di 300mila euro.Nessuno è rimasto ferito, mentre i ladri sono fuggiti: sulle loro tracce gli agenti di Porta Pia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)