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Proteine e dieta mediterranea, 8 cose da sapere

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(Adnkronos) – Perché le nostre scelte a tavola sono centrali per noi e per il mondo in cui viviamo?Perché nella nostra dieta le proteine sono fondamentali, e perché la dieta mediterranea è il modello alimentare ideale per assumerle?

A queste domande risponde la Fondazione Istituto Danone, da sempre impegnata nella divulgazione di temi nutrizionali legati alla salute, con il volume ‘Proteine nella dieta mediterranea’, in 8 punti chiave, a cura di Federico Mereta, edito da Gribaudo e realizzato da un board scientifico di esperti: i professori Lorenzo Morelli, Andrea Ghiselli, Maurizio Muscaritoli e Michele Sculati, la Professoressa Elisabetta Bernardi e l’Ingegnere Assunta Filareto. Il libro, pensato per il benessere, senza rinunciare ai gusti della tradizione e per contribuire a diffondere, nel dibattito sull’alimentazione, messaggi fondati sul rigore della scienza – si legge in una nota – sfata il mito che la dieta mediterranea sia un modello nutrizionale rigido e unico. È infatti un modello alimentare vario ed equilibrato in termini di quantità e densità energetica degli alimenti, sia di origine vegetale sia animale, in una combinazione di diverse consuetudini alimentari storicamente seguite nei Paesi del bacino del Mediterraneo.Si tratta però di modello un po’ abbandonato dagli italiani.

Secondo uno studio del Crea Alimenti e Nutrizione, pubblicato sulla rivista scientifica ‘Frontiers in Nutrition’ e basato su un campione di 2869 persone, in Italia solo il 13%, una percentuale minoritaria della popolazione, segue oggi i principi della dieta mediterranea, con forti spaccature geografiche.  Le proteine sono correlate anche alla longevità per la loro funzione plastica fondamentale: costruiscono, riparano, mantengono il benessere di cellule e tessuti che, anche e proprio grazie a loro, sono costantemente rimpiazzati.Esiste una connessione certa tra il consumo di proteine e la salute, in particolare con la sopravvivenza complessiva: l’aumento dell’assunzione di proteine può essere inversamente associato alla mortalità.

In particolare, negli over 60 grazie ai loro effetti protettivi sulla forza muscolare, sulla fragilità e sulle risposte immunitarie.Analizzando i dati, queste affermazioni non sono generalizzabili a tutte le fonti proteiche.Le proteine, inoltre, contrastano l’invecchiamento del muscolo e la sarcopenia della terza età.

I muscoli impattano per il 40% del nostro peso corporeo (a meno che con l’allenamento la loro massa non aumenti) e ne possediamo più di 600.L’invecchiamento è fisiologicamente associato a una riduzione della massa muscolare: dopo i 40 anni il tasso di perdita è stimato intorno all’8% ogni dieci anni e, dopo i 70 anni è al 15%.  Aldilà dell’ambito fisiologico, vi sono fattori che accelerano la perdita di massa muscolare progressiva e generalizzata, con conseguente riduzione della forza e della prestazione fisica, nonché della qualità di vita: è la sarcopenia.

Un’adeguata distribuzione della quota proteica ai pasti, con un apporto di proteine in almeno due pasti principali e una riabilitazione fisica rappresentano una strategia potenzialmente efficace nel contrastare la sarcopenia nella terza età. Nel libro si chiarisce anche la differenza tra proteine animali e vegetali.Le Linee Guida per una corretta alimentazione in Italia ne raccomandano un consumo equilibrato che, salvo altre indicazioni, è del 45% di animali e del 55% di vegetali.

Tra le fonti di proteine animali, l’apporto maggiore dovrebbe arrivare dai prodotti lattiero-caseari, per il loro fondamentale apporto di calcio, e dai prodotti della pesca, mentre le carni dovrebbero far parte per il 10% della nostra alimentazione.Le proteine di origine animale hanno un elevato valore biologico (più facilmente digeribili e assorbibili dall’organismo) e un’importante quantità di aminoacidi essenziali (costituenti che l’essere umano può trarre solo alimentandosi).

Le proteine vegetali sono collegate a una minore mortalità̀ complessiva, in particolare cardiovascolare, e a una migliore sensibilità̀ insulinica (ovvero l’organismo risponde meglio alla regolazione insulinica della glicemia).Va comunque tenuto presente che non si può isolare il nutriente – la proteina – dalla fonte che lo apporta – l’alimento.

Noi mangiamo alimenti e non nutrienti.Quindi è più corretto parlare di fonti proteiche. Il testo spiega anche il perché le proteine ci rendano sazi, in 5 mosse.

La prima è perché la quantità di proteine presenti in un alimento aumenta il tempo di permanenza nello stomaco, e questo diventa un potenziale condizionamento per la lavorazione orale (dal primo morso alla deglutizione), con conseguente maggiore stimolo saziante.Inoltre, un pasto ricco di proteine, combinato con una giusta quantità di carboidrati, stimola il rilascio dell’ormone Glp-1 che rallenta lo svuotamento dello stomaco, aumenta il senso di sazietà e riduzione dell’appetito.

L’entità dell’energia dispersa in calore è maggiore dopo aver assunto proteine. È stata avanzata l’ipotesi che la sazietà possa essere indotta con efficacia dagli aminoacidi ramificati (leucina, isoleucina e valina) presenti nelle proteine di elevata qualità.Infine, per spiegare l’effetto saziante delle proteine si parla anche del loro ruolo nell’induzione della gluconeogenesi (produzione di glucosio) postprandiale. Le proteine hanno anche un ruolo nel micobiota intestinale (miliardi di microrganismi i appartenenti a migliaia di specie differenti) che molti studi dimostrano avere un ruolo essenziale per la salute dell’intero organismo.

Le proteine vegetali sono importanti per il microbiota, perché lo modulano attraverso effetti prebiotici e sostengono la crescita di lactobacilli e bifidobatteri, diminuendo la proliferazione dei batterioidi.Le proteine animali modulano il microbiota grazie a un rapporto più ‘corretto’ tra gli aminoacidi essenziali e la facilità di digestione. Infine, anche nello sport le proteine hanno un ruolo centrale.Il loro fabbisogno infatti aumenta nello sportivo, in una percentuale che va dal 20% fino al 100% negli atleti a livello agonistico, in particolari situazioni di allenamento.

Per chi fa sport, l’aumento del dispendio energetico – e quindi delle calorie consumate ogni giorno – porta a un aumento sistematico della quota proteica.Ma questo – conclude la nota – deve avvenire in una dieta varia e bilanciata, con una corretta proporzione tra carboidrati, proteine, grassi, fibre e altri nutrienti chiave che si raggiunge solo attraverso la varietà e non focalizzandosi solo su un nutriente. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Autonomia, martedì opposizioni unite in piazza a Roma: “Difendiamo l’unità nazionale”

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(Adnkronos) – Le opposizioni scendono in piazza unite martedì 18 giugno a Roma. “Dopo le aggressioni fisiche della maggioranza in Parlamento non possiamo accettare che anche il Paese sia ostaggio di questo clima di intimidazioni continue.Il Governo Meloni sta forzando la mano e prova a minare le basi democratiche della nostra Costituzione, procedendo a colpi di maggioranza verso l’approvazione dello Spacca-Italia e del premierato”. È l’appello che lanciano in una nota congiunta Pd, M5s, Avs e Più Europa.  “Non permetteremo che vengano compromesse l’unità e la coesione nazionale.

Per questo invitiamo la cittadinanza, le forze politiche e sociali, quelle civiche e democratiche di questo Paese ad unirsi alla nostra mobilitazione.Ci vediamo a Roma alle ore 17:30 di martedì 18 giugno, in piazza SS.

Apostoli”.  “Ieri è stata una delle pagine più brutte della storia del Parlamento.Avete visto le immagini.

Era in discussione a Montecitorio il progetto dell’autonomia differenziata, questa secessione dei ricchi, questo Spacca Italia voluto da Salvini, Meloni, Tajani.Contro cui ci stiamo battendo con tutte le nostre forze perché è un progetto che romperà l’unità nazionale e non avvantaggerà nessuno”, afferma Giuseppe Conte in un video sui social. “Il nostro deputato Leonardo Donno voleva semplicemente consegnare, pensate che gesto rivoluzionario, il Tricolore al ministro Calderoli che è l’artefice di questo progetto.

Ne è nata una reazione assolutamente inaccettabile, lo hanno aggredito in tanti delle forze di maggioranza, con minacce, calci, spintoni e cazzotti.Con un cazzotto lo hanno colpito all’addome, gli hanno tolto il respiro e hanno colpito anche un commesso che è dovuto essere anche lui soccorso.

I dico rivedete quelle immagini e immaginate che non ci fossero i commessi a fare da forza di interdizione, cosa avrebbero fatto in un aula del Parlamento i deputati di maggioranza, come avrebbero ridotto il nostro deputato Donno”.  “E’ una cosa inaccettabile e peraltro per cosa?Per un Tricolore.

E’ la nostra bandiera.Se il vostro problema è il Tricolore e difendere l’unità del Paese, ebbene noi rilanciamo e scenderemo in piazza con i Tricolori.

Martedì prossimo a Roma, piazza Santi Apostoli, ci ritroveremo con le altre forze di opposizioni per ribadire nostro no all’autonomia, al premierato, a questo clima intimidatorio, a queste aggressioni che ormai non sono più solo verbali ma diventano fisiche.Alzeremo il livello della battaglia, serve la spinta di tutti noi, venite in piazza, sventoliamo il nostro Tricolore, diciamo a questo clima e questi tentativi di vile aggressione”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parlamento come un ring, cronache e diari di tumulti e scontri in Aula

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(Adnkronos) – “Così, mai.Non era mai successo prima”.

Ma davvero?Davvero, come esclamavano stupiti diversi deputati, la rissa sull’autonomia al culmine della quale Leonardo Donno (M5s) è finito in ospedale non si era “mai vista” alla Camera?

Più o meno, perché le cronache parlamentari traboccano di racconti di colluttazioni di vario tipo: spintoni, pugni, ceffoni, parolacce, lancio di oggetti, gestacci e persino sputi e morsi. Il video degli scontri alla Camera al momento del voto di Montecitorio è impietoso, ma anche in epoca pre-smartphone, senza testimonianze filmate, i parlamentari si sono dimostrati sempre pronti alla ‘pugna’.La madre di tutte le battaglie in Parlamento (e anche fuori) resta quella sulla legge ‘Truffa’, siamo nel ’53. “Volano anche i cassetti”, titola la Domenica del corriere parlando di “tumulti al Senato”. “Mentre il presidente Ruini proclamava i risultati del voto, volò una tavoletta che lo colpì alla fronte”, dichiara Pietro Ingrao.  Il quale, alla Camera, si presenta con la testa sanguinante per una “secca randellata” presa da un poliziotto negli scontri intanto scoppiati a via del Tritone tra manifestanti e forze dell’ordine.

Al momento del voto “dai banchi volava giù di tutto e il governo abbandonò l’aula”.Unico a resistere, riportano sempre i resoconti, il sottosegretario Giulio Andreotti, in piedi sui banchi del governo con un cestino sulla testa.  Qualche anno prima, siamo nel ’49, sempre il testimone d’eccezione Andreotti scrive di una riunione molto accesa alla Camera sull’adesione dell’Italia alla Nato: “La seduta fu contraddistinta da pugilati, scambi di percosse e persino da un morso alla mano del mite Achille Marazza, azzannato dal comunista Di Mauro, che cercava di aggredire De Gasperi alle spalle”.  Nella prima, primissima Repubblica, spesso si è faticato a tenere a bada i ‘bollori’ dei parlamentari.

Con conseguenze anche terribili. “Io protesto!”, scandisce Giacomo Matteotti nel suo discorso del 30 maggio del 1924 alla Camera, l’ultimo.Lo stenografico riporta bene il clima dell’aula, drammatico: ‘interruzioni’, ‘proteste’, ‘vivi commenti’, ‘urla’ (da ‘viva la milizia’ a ‘vai in Russia’) nei confronti del deputato socialista. Ma senza arrivare al dramma di Matteotti, tra l’altro richiamato più volte nel ‘caso Donno’, le cronache sono fin troppo ricche.

Nel ’94 la Camera esamina il Dl Salva Rai.Clima acceso.

Forse troppo: Francesco Storace e Mauro Paissan arrivano alle mani, dopo essersi detti di tutto: “Tangentari e tangentisti!”, dice il progressista. “Quella checca di Paissan mi ha graffiato con le sue unghie laccate di rosso, ma io non l’ho toccato!”, si difende l’esponente di An.L’anno prima (’93) non sono volati schiaffi e pugni, ma come si fa a non ricordare il cappio sventolato in aula nel ’93 dal leghista Luca Leoni Orsenigo?  E la seconda Repubblica?

Un match di pugilato continuo, a leggere i resoconti.Nel 2004 Davide Caparini (Lega) e Roberto Giachetti (Margherita) vengono alle mani.

I due se la cavano con poco, ma l’altro Dl Renzo Lusetti finisce in infermeria dopo aver preso un pugno.L’allora giovane deputata del Nuovo Psi Chiara Moroni si trova Caparini davanti nell’emiciclo: “Ho pensato, adesso mi ammazza!”, dice.  
Nel 2008, al Senato, il governo Prodi balla su numeri risicatissimi per la fiducia.

Quando l’Udeur Nuccio Cusumano annuncio il suo sì, il collega Tommaso Barbato è una furia: “Pagliaccio, traditore, venduto”, con tanto della gesto della pistola. “E’ arrivato e ha sputato in faccia a Cusumano”, raccontano altri senatori.Cusumano avverte un malore, sviene e viene portato via in barella.

Nel 2002, in aula, Ignazio La Russa e Ciriaco De Mita se le danno (verbalmente) di santa ragione.A De Mita non basta, esce dall’aula e aspetta La Russa.

I commessi evitano il corpo a corpo a fatica: “Fascista eri, fascista rimani!”, urla l’esponente Dc. “Meglio fascista che ladro!”, la lapidaria replica di La Russa.  
Nel 2010 l’aula discute il Ddl della ministra Giorgia Meloni per il sostegno alle comunità giovanili.Il tema, evidentemente, divide e scoppia una rissa.

Franco Barbato (Udeur) riporta un “trauma contusivo della regione zigomatica e all’occhio destro”.A ‘stenderlo’, con un pugno, il Pdl Carlo Nola.

Più di recente il clima non migliora: nel 2018, si discute di manovra, Emanuele Fiano (Pd) scala i banchi del governo e prende il vice ministro Massimo Garavaglia a fascicoli di emendamenti in testa.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, Meloni ‘pigliatutto’ e 6 anatre zoppe: il vertice per Politico

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(Adnkronos) –
“Sei anatre zoppe e Giorgia Meloni”.Così ‘Politico’ in un articolo dedicato al G7 che si svolge da oggi a Borgo Egnazia. “Con la guerra in Ucraina giunta al terzo anno, i partiti di estrema destra che assaltano i centri di potere europei e il Medio Oriente in fiamme, il mondo democratico – sottolinea il quotidiano Usa – ha urgentemente bisogno di una forte leadership da parte del G7 questa settimana.

Un sogno.Il vertice del G7 nella località costiera di Borgo Egnazia, nel sud dell’Italia, presenta probabilmente il più debole raduno di leader che il gruppo abbia raccolto da anni.

La maggior parte dei partecipanti al Summit è distratta da elezioni o crisi interne, disillusa da anni di mandato o aggrappata disperatamente al potere”, scrive ‘Politico’. Il francese Emmanuel Macron e il britannico Rishi Sunak, rileva, “stanno entrambi affrontando delle campagne elettorali che hanno convocato per tentare di invertire le loro sorti.La Germania di Olaf Scholz è stata umiliata dai nazionalisti di estrema destra dell’Afd nelle elezioni del Parlamento europeo dello scorso fine settimana.

Justin Trudeau, primo ministro per nove anni in Canada, ha parlato apertamente di lasciare il suo ‘folle’ lavoro.Il giapponese Fumio Kishida sta sopportando il suo più basso indice di gradimento personale in vista del voto per la leadership che si svolgerà nel corso dell’anno.

E poi c’è Joe Biden.Il figlio dell’ottantunenne presidente degli Stati Uniti, Hunter, è stato condannato martedì scorso, ad appena due settimane dal primo, cruciale dibattito del padre con Donald Trump, in una campagna presidenziale che il democratico rischia seriamente di perdere “. “Con l’eccezione della Meloni, i leader al vertice del G7 sono tutti piuttosto deboli”, afferma Ivo Daalder, che è stato ambasciatore degli Stati Uniti presso la Nato sotto l’ex presidente Barack Obama. “Trudeau probabilmente non vincerà le prossime elezioni.

Biden ha una corsa elettorale difficile.Scholz è indebolito.

Macron è indebolito.Sunak è un ‘uomo morto che cammina’ e Kishida ha seri problemi anche in patria”.

L’italiana Giorgia Meloni, invece, rileva ‘Politico’, “non riesce a smettere di vincere.Due anni dopo essere salita al potere” la “combattiva e popolare fan di Tolkien, proveniente da un quartiere popolare di Roma, ha aumentato la popolarità del suo partito alle elezioni europee di domenica.

Ora è pronta a svolgere un ruolo critico nel definire la direzione futura della politica dell’Ue a Bruxelles”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università, Unicamillus: bene dati Almalaurea su profilo e condizione occupazionale laureati

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(Adnkronos) – “Grande soddisfazione in UniCamillus per i dati emersi dal Rapporto AlmaLaurea 2024 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati.Le percentuali relative alle performance formative, ai tassi di soddisfazione degli studenti e a quelli di occupazione dei neolaureati emergono spesso in modo rilevante rispetto alla media nazionale.

Il Rapporto di AlmaLaurea ha intervistato un campione di circa 300mila laureati di 78 università differenti nel 2023.Ne è emerso che il 97,2% dei laureati in UniCamillus si è dichiarato soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.

Dato avvalorato dal fatto che, dopo la laurea, il 97,3% degli occupati considera il titolo conseguito “molto efficace” per il lavoro, elemento affiancato dall’apprezzamento da parte del 94,4% dei laureati del rapporto positivo instaurato con i propri docenti, tanto che l’82,2% degli intervistati si iscriverebbe nuovamente in UniCamillus, allo stesso Corso di Laurea”.E’ quanto si legge in una nota.  “Anche l’ambiente universitario ha fatto la sua parte: l’88,7% ha trovato di buon livello le aule, i laboratori, le infrastrutture e gli strumenti messi a disposizione dall’Università.

Questi elementi, insieme alla particolare attenzione nel seguire il percorso formativo dello studente, hanno favorito il completamento nei tempi previsti del percorso di laurea: il 92,8% dei laureati ha concluso gli studi in corso (l’84,2% per i corsi triennali e il 100% nei corsi magistrali biennali).La media generale dei voti di laurea è in linea con queste premesse: 107,1 su 110 (104,2 le lauree triennali e 109,5 le lauree magistrali)”, si legge ancora nella nota.  “Ha trovato un riscontro significativo anche la vocazione internazionale di UniCamillus con il 19,1% dei laureati proveniente dall’estero, contro una media nazionale del 4,7%.

Focalizzando l’attenzione sulle lauree triennali, il dato lievita fino al 41,8% dei laureati con cittadinanza diversa da quella italiana.Infine sono i dati sull’occupazione entro un anno dalla laurea a completare una rilevazione straordinariamente positiva dell’attività dell’Ateneo e la solidità del progetto didattico di un’Università giovane e in crescita”, spiega la nota. “A un anno dal conseguimento del titolo, il 94,9% degli ex studenti di UniCamillus è impegnato in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione.

Per fare un confronto, il tasso medio nazionale di occupazione a un anno dalla laurea è del 74,1%.Tra gli occupati, il 5,4% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, mentre il 10,8% ha cambiato ambito.

L’83,8% inizia invece a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo: il 35,1% come dipendente a tempo indeterminato, il 10,8% a tempo determinato, il 5,4% con un part-time e il 48,6% come libero professionista.Ultimo dettaglio significativo, la retribuzione media di chi si laurea in UniCamillus è di 1.654 euro mensili già dal “primo stipendio”, contro una media nazionale di 1384 euro”, ha concluso la nota. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, in bozza manca riferimento ad aborto “ma dossier è ancora aperto”

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(Adnkronos) – Continua a tenere banco anche nella prima giornata del G7 il dibattito sull’aborto.Nella bozza delle conclusioni finali del summit, spiegano fonti diplomatiche, al momento manca il riferimento all’interruzione volontaria di gravidanza, presente invece nella dichiarazione finale del G7 di Hiroshima.

La questione però non è ancora chiusa, riferiscono le stesse fonti, invitando ad attendere le conclusioni definitive a cui approderanno i leader presenti a Borgo Egnazia.  Il caso era scoppiato alla vigilia del summit.Mentre gli sherpa lavoravano alle conclusioni, rimbalzavano indiscrezioni circa l’elimazione, nella bozza, di un passaggio volto a rimarcare l’importanza di garantire “un accesso effettivo e sicuro all’aborto”, tra i punti inseriti nel vertice di Hiroshima.

Alcuni Stati, tra i quali la Francia, avrebbero chiesto di ‘rafforzare’ il concetto, rendendolo più incisivo.Una richiesta che avrebbe generato un impasse, tanto da spingere la presidenza del G7 a guida italiana a precisare che “nessuno Stato ha chiesto di eliminare il riferimento alle questioni relative all’aborto dalla bozza delle conclusioni del vertice G7, così come riportato da alcuni organi di stampa in una fase in cui le dinamiche negoziali sono ancora in corso.

Tutto quello che entrerà nel documento conclusivo – si puntualizzava – sarà un punto di caduta finale frutto di un negoziato fra i membri G7″.Vale a dire che la questione è ancora aperta, la quadra da trovare.  “Il presidente Biden parla sempre di diritti umani, lo fa con tutti gli interlocutori e non mi aspetto che sia diverso nei prossimi due giorni.

Non so dire nello specifico di questo argomento riguardo alle discussioni sul comunicato finale, ma il presidente non cambia il suo messaggio in base all’interlocutore e niente di tutto questo cambierà oggi”, ha detto intanto il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, in un briefing con i giornalisti al seguito, parlando della possibilità che il diritto all’aborto non sia inserito nella dichiarazione finale e che il presidente Usa ne parli nel bilaterale con Giorgia Meloni previsto per domani. “Non so se a un G7 a cui partecipa anche il Papa fosse opportuno” inserire nella bozza finale il tema dell’accesso effettivo e sicuro all’aborto, “se hanno scelto di non metterlo ci sarà un perché e una ragione più che condivisibile”, ha detto intanto il ministro dell’Agricoltura e sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida.  “Non sta a me commentare – ha sottolineato – se i presidenti delle grandi nazioni, capi di Stato e governo hanno scelto di non inserirlo nel documento, ci saranno buone ragioni per non farlo”.  Secondo Lollobrigida, “c’è libertà di esprimersi, di avere posizioni chiare e di fare scelte che siano condivise da tutti, le cose su cui si lavora a un G7 anche in confronto con altri stati sono quelle su cui si è d’accordo”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Antonella Clerici operata per cisti ovariche, come funziona l’intervento

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(Adnkronos) – L’intervento chirurgico a cui è stata sottoposta Antonella Clerici e di cui ha dato lei stessa notizia sui social “è semplice, mininvasivo perché si fa per via laparoscopica (con piccolissime incisioni), di una durata abbastanza breve e senza nessuna problematica di tipo estetico né funzionale in menopausa.L’asportazione delle due ovaie, in presenza di una cisti che presenta anomalie, è l’indicazione giusta secondo le linee guida.

Ma la diagnosi definitiva può essere data solo dall’esame istologico”.A dirlo all’Adnkronos Salute è Vito Trojano, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) che spiega, “a partire dalle informazioni che Antonella Clerici ha pubblicato”, il tipo di operazione a cui la conduttrice è stata sottoposta.  Le cisti ovariche sono un problema abbastanza comune, anche in post menopausa e, spiega ancora Trojano, “possono essere di varia natura: benigne; essere l’inizio di una problematica di tipo oncologico o borderline tra una patologia benigna e una maligna”.

Se una cisti, già nota – come sembra nel caso della conduttrice – “presenta delle variazioni anomale si rimuove e, nel caso di una paziente in menopausa, la prevenzione vuole che si asportino entrambe le ovaie perché non ha significato lasciare un ovaio che è ‘fermo’ e che può solo, nel tempo, produrre una problematica successiva e dovrebbe essere, per questo, controllato periodicamente”.  E se, come sembra, sono state asportate solo le ovaie “molto probabilmente si tratta di una patologia benigna che, essendo in evoluzione, è stata giustamente asportata chirurgicamente.Il carattere d’urgenza, riferito dalla conduttrice, potrebbe essere legato ad un fatto infiammatorio o a variazioni interne alla cisti di tipo proliferativo”, ha concluso Trojano facendo gli auguri di rapida ripresa ad Antonella Clerici.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cardiologia strutturale, in Italia il tour formativo ‘Your Heart Matters’

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(Adnkronos) – È arrivato anche in Italia il roadshow ‘Your Heart Matters’, iniziativa europea di Medtronic rivolta ai professionisti sanitari nel campo della cardiologia strutturale, che prevede alcune tappe anche nel nostro Paese per promuovere la formazione continua sulle tecniche interventistiche più recenti e più innovative come la procedura dell’impianto di valvola aortica transcatetere (Tavi) per la cura della stenosi valvolare aortica.Il tour, realizzato in collaborazione con alcune strutture ospedaliere e universitarie di eccellenza, è partito il 4 giugno da Pisa, il tour nazionale, dopo a ver toccato Bologna e Torino, si concluderà il 20 a Lecce. “Your Heart Matters – spiega Stefano Lusian, responsabile divisione di Cardiologia Strutturale di Medtronic Italia – è un progetto che punta alla formazione degli operatori sanitari in cardiologia strutturale mettendo i pazienti al centro, al fine di migliorare la qualità dell’assistenza a loro rivolta.

Con questa iniziativa Medtronic si conferma partner d’eccellenza nell’innovazione tecnologica e nei programmi di Training ed Education”.  All’interno dell’unità mobile ‘Your Heart Matters’, cardiologi e infermieri specializzati possono approfondire le loro conoscenze sulla terapia Tavi ed esercitarsi con simulatori e workshop pratici che replicano le fasi principali del percorso di diagnosi e cura che affronta un paziente affetto da stenosi aortica (Sa) severa.La stenosi valvolare aortica – spiega una nota – è la malattia delle valvole cardiache più comune negli adulti, con una prevalenza che aumenta con l’età.

La Tavi è nata come alternativa, in casi limitati, all’intervento di sostituzione valvolare aortica per via tradizionale cardiochirurgica.I risultati positivi e la minore invasività della procedura hanno significativamente ampliato il numero di pazienti idonei: attualmente, l’indicazione si estende ai pazienti con più di 75 anni e a quelli con elevate comorbidità. È probabile che questo bacino si allargherà ulteriormente e che il numero di interventi Tavi raggiungerà e supererà a breve quelli tradizionali.Questa prospettiva sottolinea l’attualità e l’esigenza di estendere la formazione, permettendo ai centri specializzati di rispondere alla crescente domanda e di ridurre le liste di attesa.

Attualmente, infatti, la metà dei pazienti che potrebbe trarre vantaggio dalla procedura Tavi non vi ha accesso e sono significative le disparità territoriali e la frammentazione a livello regionale del Servizio sanitario nazionale. La campagna ‘Your Heart Matters’ non promuove soltanto la crescita della tecnologia e delle competenze ma si rivolge anche a tutti gli stakeholder, contribuendo allo sviluppo delle relazioni all’interno della rete sanitaria. “È indispensabile – osserva Luciano – favorire un dialogo costante tra centri hub e spoke, tra personale medico e infermieristico, e i produttori delle tecnologie più avanzate per migliorare la qualità delle cure e garantire che i pazienti possano beneficiare delle innovazioni oggi disponibili”. La prima tappa si è svolta il 4 giugno a Pisa, presso la Scuola Superiore S.Anna, dove l’unità mobile attrezzata è giunta nell’area del Cnr.

La giornata in compagnia del truck è stata dedicata alla simulazione delle varie fasi del percorso del paziente.Realizzato insieme a Sergio Berti, Coordinatore scientifico del Master e Direttore della Cardiologia Diagnostica e Interventistica di Monasterio, l’evento ha affrontato diverse tematiche rilevanti.

Si è discusso dell’importanza della collaborazione con aziende del settore nella formazione continua sulla terapia Tavi e dell’approccio integrato al percorso di cura del paziente.Inoltre, è stato sottolineato come il concetto di innovazione tecnologica comprenda oggi anche il tema della sostenibilità e fruibilità della stessa.

Infine, sono stati esplorati gli obiettivi per garantire un equo accesso alle cure e la sostenibilità dei percorsi. “La stenosi valvolare aortica – illustra Berti – sta emergendo come una patologia significativa, principalmente a causa della sua natura degenerativa e dell’invecchiamento della popolazione.Attualmente, la sua prevalenza è leggermente superiore al 3%.

Non tutti i pazienti necessitano di un intervento; le indicazioni riguardano quelli con stenosi valvolare aortica severa sintomatica.Secondo l’Haute Autorité de Santé francese, la necessità di terapia è di circa 400 interventi per milione di abitanti. È fondamentale che il sistema sanitario nazionale sia organizzato per erogare questi interventi in modo efficiente, garantendo a tutti i pazienti il miglior trattamento possibile.

Tuttavia, non tutte le regioni dispongono delle risorse economiche e degli operatori necessari per eseguire questa procedura”.  La seconda tappa ha raggiunto il 5 giugno Bologna, in occasione del congresso mondiale di cardiochirurgia delle patologie cardiache congenite e del congresso Sicp ha previsto il workshop pratico in Interventional Cardiology con il Professor Massimo Chessa, rivolto a giovani cardiologi interventisti e cardiochirurghi.La terza tappa, l’11 e 12 giugno presso l’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino, ha offerto sessioni educative con simulatori Tavi a ecocardiografisti e cardiologi interventisti.

Tra i professionisti presenti ci sono stati anche i cardiologi Innocenzo Scrocca, Tiziana Aranzulla, Gianmarco Annibali e Giorgio Quadri.  “Nonostante gli incrementi nazionali e regionali di interventi con protesi Tavi – ribadisce Giuseppe Musumeci, direttore di Cardiologia presso l’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino – il numero di pazienti trattati risulta purtroppo basso rispetto al fabbisogno di salute. È importante aumentare il bacino di medici e centri esperti così da poter rispondere alla crescente domanda dell’intervento “.L’unità mobile attrezzata di Your Heart Matters proseguirà poi il suo viaggio in Italia ed infine, l’ultima tappa del roadshow avrà luogo il 20 giugno all’Ospedale Vito Fazzi di Lecce e sarà organizzata con il contributo del Giuseppe Colonna, direttore del reparto di Cardiologia interventistica ed emodinamica. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, guerra accelera crisi climatica globale: l’allarme

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(Adnkronos) – Oltre a due anni di morti e distruzione, la guerra in corso in Ucraina, a seguito dell’invasione russa, sta accelerando la crisi climatica globale, con una emissione di gas serra pari a quella provocata da 175 Paesi.E’ questo l’allarme lanciato da un rapporto della Initiative on Greenhouse Gas Accounting of War, un collettivo di ricerca parzialmente finanziato dai governi tedesco e svedese e dalla Fondazione europea per il clima.  “La Russia sta recando danni all’Ucraina ma anche al nostro clima, le emissioni da conflitto sono significative e verranno avvertite a livello globale.

La Russia deve essere costretta a pagare per questo, un debito che ha verso l’Ucraina e i Paesi del sud globale che soffriranno maggiormente per i danni climatici”, afferma Lennard de Klerk, principale autore del rapporto che stima che Mosca abbia accumulato finora riparazioni di guerra sul fronte climatico per oltre 30 miliardi di dollari, e suggerisce che si usino gli asset russi congelati per pagare il costo del “conflict carbon”.  L’invasione della Russia ha generato almeno 175 milioni di tonnellate di diossido di carbonio equivalente (tCo2e), provocate dall’aumento di emissioni belliche, gli incendi, i voli deviati, le migrazioni forzate e le perdite provocate da attacchi militari alle infrastrutture dei carbon fossili, compresi i costi futuri di emissioni per la ricostruzione. I 175 milioni di tonnellate comprendono diossido di carbonio, ossido nitroso e esafluoruro di zolfo, il più potente dei gas serra.Questo è l’equivalente di far andare a motore acceso per un anno intero 90 milioni di macchine. Storicamente l’impatto dei costi climatici dei conflitti, e in generale dell’industria bellica, è stato poco calcolato, dal momento che dati ufficiali sono scarsi o inesistenti a causa del segreto militare e viene quindi dato poco accesso ai ricercatori.

Ancora più difficile quindi fare la stima del costo economico dei gas serra, che hanno conseguenze globali.Ma secondo il nuovo rapporto la Russia nei primi 24 mesi di conflitto ha accumulato danni di guerra per 32 miliardi di dollari sul fronte climatico.  L’Assemblea Generale dell’Onu ha stabilito che la Russia dovrà pagare le riparazioni belliche all’Ucraina, e il Consiglio d’Europa ha istituito un registro dei danni, che comprende quelli climatici.

E gli asset congelati russi potrebbero essere usati per pagare questi danni.  Il rapporto dettaglia maggiormente la provenienza di questo “conflict carbon”: un terzo delle emissioni – circa 35 milioni di diossido di carbonio – viene dalle attività militari, in particolare dai miliardi di litri di carburante usato dai veicoli russi.Un altro terzo viene dall’enorme quantità di acciaio e cemento armato che saranno necessari per la ricostruzione, una parte della quale è già avvenuta, in alcuni casi seguita da nuove distruzioni.  Infine, un altro terzo viene da una serie di fonti diverse, come l’aver dovuto cambiare le rotte di aerei commerciali per evitare le zone di conflitto, cosa che ha provocato un maggior uso di carburante.

Poi c’è stato il danneggiamento nei bombardamenti mirati russi delle infrastrutture energetiche, che ha provocato imponenti perdite di gas inquinanti.  E un 13% del totale delle emissioni di gas inquinanti è dovuto agli incendi che si sono verificati su entrambi i lati del fronte, circa 27mila che hanno bruciato quasi un milione di ettari di terra.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Confindustria Lombardia Giovani, 26 giugno il ‘Main regional summit 2024’

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(Adnkronos) – Giovedì 26 giugno i Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia organizzano la terza edizione del ‘Main Regional Summit 2024’, rinnovando l’appuntamento annuale di confronto con istituzioni, aziende e protagonisti del territorio lombardo.Al centro del Summit 2024, che quest’anno si terrà nella splendida cornice del Palazzo Ducale di Mantova, il rapporto tra le nuove generazioni e il mondo imprenditoriale: tema attorno al quale si svilupperà la relazione del Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia, Jacopo Moschini, in apertura del convegno, e che sarà il filo conduttore dei dibattiti. In particolare, nel corso delle tavole rotonde, moderate dalla giornalista e conduttrice di Mediaset Stefania Scordio, si parlerà di come la politica può supportare la crescita dei giovani, come comunicare con le nuove generazioni, degli strumenti a disposizione per fare innovazione e di come attrarre e trattenere in azienda i talenti con un particolare focus sul ruolo dell’associazionismo. Per approfondire le opportunità e i cambiamenti che le sfide contemporanee impongono anche a Confindustria, è previsto un confronto tra il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia, Jacopo Moschini, e la collega e Vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Maria Anghileri, moderati dal conduttore di Radio Deejay Gianluca Gazzoli. Nel corso del Summit sarà inoltre presentato il progetto di UniversityBox ‘Meet your future’ nato per avvicinare e agevolare partnership tra imprese e i giovani talenti lombardi, e nel corso dell’evento sarà effettuata una survey tra i partecipanti con l’obiettivo tastare il polso sulla percezione e la conoscenza che hanno i giovani del mondo imprenditoriale e del mercato del lavoro. Intervengono al Summit: Mattia Palazzi, Sindaco di Mantova, Gurkan Yildirim, Presidente Yes for Europe, Simona Tironi, Assessore Istruzione Formazione Lavoro Regione Lombardia, Bianca Arrighini, ceo & co-founder Factanza Media, Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia, Marco Maillaro, Manager Area Nord e Sardegna Telematica Italia Srl, Giovanni Schiaffino, head of team Imprenditori Banca Investis S.p.A., Rachele Grassini, Presidente Politics Hub, Vittorio Marenghi, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Mantova, Federico Chiarini, Presidente Giovani Imprenditori Assolombarda, Emiliano Novelli, ceo Universitybox, Giangiacomo Corno, Managing Director Triboo, Matteo Lucchi, ceo Eumetra e Barbara Cimmino, Vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti Confindustria, L’evento si terrà presso Atrio degli Arcieri, Palazzo Ducale di Mantova, Piazza Lega Lombarda 2, a partire dalle ore 14:30. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Belgio, esplode edificio ad Anversa: 1 morto e 5 feriti

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(Adnkronos) – Una persona è rimasta uccisa, altre 5 ferite nell’esplosione che ha colpito un edificio nella città belga di Anversa.A riferirne è l’agenzia Belga, precisano che le squadre di soccorso stanno cercando altre possibili vittime.

Non si conoscono le cause della deflagrazione che ha causato il crollo di due piani dell’edificio.La vittima era un uomo di 44 anni, residente nello stabile.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ronzulli: “Dieta mediterranea patrimonio da difendere da attacchi Ue”

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(Adnkronos) – “Numerose ricerche scientifiche confermano benefici della dieta mediterranea nel prevedere malattie cardiovascolari, obesità e patologie croniche.Seguire questo tipo di dieta può ridurre il rischio di infarto, di ictus, migliorare la gestione del peso corporeo, avere effetti positivi sulla salute mentale e migliorare le difese immunitarie.

Inoltre, ha rilevanti implicazioni economiche e sociali: può contribuire a ridurre i costi sanitari generati dalle malattie croniche e sostenere le economie locali, attraverso la valorizzazione dei prodotti chimici della filiera agroalimentare.In un’epoca di crescente attenzione verso la sostenibilità, la dieta mediterranea emerge come modello alimentare eco-compatibile.

Le pratiche agricole che rispettano la biodiversità utilizzano tecniche di coltivazione che minimizzano l’impatto ambientale”.Lo ha detto la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli nel suo intervento durante la presentazione del libro ‘Proteine nella dieta mediterranea’, iniziativa promossa – oggi nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera – da Fondazione Istituto Danone.  “Il consumo di prodotti stagionali e locali riduce le emissioni di CO2 legati proprio al trasporto e promuove un’agricoltura più sostenibile – ha sottolineato Ronzulli – È doveroso menzionare come negli ultimi anni l’Europa abbia tentato, per fortuna senza successo, di mettere in discussione alcuni dei nostri alimenti non solo buonissimi ma anche dall’enorme apporto nutritivo.

Ad esempio, hanno tentato di introdurre il Nutriscore, sistema di etichettatura a semaforo che avrebbe potuto penalizzare ingiustamente molti prodotti della dieta mediterranea dando invece via libera a un genere di alimento del tutto discutibile”.Inoltre, c’è stato un tentativo “di introdurre il bollino nero sulle etichette dei nostri vini”, un altro “attacco scongiurato grazie all’incessante lavoro di sensibilizzazione e di promozione dei nostri prodotti – ha ricordato la senatrice di FI – La dieta mediterranea è anche cultura del cibo, un modo di vivere che include convivialità, condivisione, rispetto per le stagioni, per i prodotti locali. È fondamentale preservare e tramandare queste tradizioni alle nuove generazioni”. Educare e “sensibilizzare la popolazione sui benefici” della dieta mediterranea è “una delle sfide più importanti – ha poi concluso Ronzulli – Bisogna promuovere uno stile di vita sano fin dall’infanzia verso i programmi educativi nelle scuole, campagne di informazione e iniziative comunitarie.

E dobbiamo instillare nei giovani il rispetto per il cibo, per la nostra eredità culturale.Questo significa creare un circolo virtuoso nel quale necessariamente devono far parte anche i produttori che sono il vero e proprio anello di collegamento con i consumatori.

L’approccio alla dieta mediterranea deve essere globale.Significa tutelare il benessere degli agricoltori, assicurarsi che vengono preservate le tecniche di coltivazione tradizionale, sostenere le piccole imprese familiari e contrastare le pratiche industriali che minacciano la biodiversità.

Le politiche in questo campo devono incentivare pratiche agricole sostenibili, finanziare la ricerca scientifica e promuovere progetti che valorizzino le zone rurali e i prodotti tipici”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morelli (Fondazione Danone): “Le proteine sono i mattoni dell’organismo”

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(Adnkronos) – “Quando parliamo di nutrizione parliamo di grassi, carboidrati ma in realtà le proteine sono i mattoni fondanti della nostra vita, del nostro corpo e della nostra alimentazione.Proteine che però possono essere di origine animale, vegetale o provenire dal latte, tutte presenti nella nostra dieta mediterranea da secoli”.

Così all’Adnkronos Salute il direttore scientifico dell’Istituto Fondazione Danone Lorenzo Morelli in occasione della presentazione – oggi alla Camera (Aula dei Gruppi Parlamentari) – del libro ‘Proteine nella dieta mediterranea’. “Anche se tutti parliamo di dieta mediterranea – spiega Morelli che è anche direttore di Dipartimento Università Cattolica Piacenza Cremona – e come italiani siamo orgogliosi del nostro regime alimentare” più famoso al mondo “in realtà i dati ci smentiscono: sotto il 20%, appena il 13% infatti seguono la dieta mediterranea.Da qui l’idea di fare il punto della situazione con un libro per provare a far riscoprire uno stile alimentare, quello mediterraneo, che ha valori chiari sia per il benessere e la prevenzione di malattie per il singolo che per il pianeta.

Dobbiamo informare meglio gli italiani”. La Fondazione Istituto Danone “ha da oltre 30 anni un preciso obiettivo – sottolinea Morelli – fornire una informazione basata su solide basi scientifiche e dati reali per contrastare le fake news.Per anni abbiamo prodotto volumi per medici ed esperti del settore, oggi vogliamo arrivare anche al grande pubblico.

Inoltre, con questa iniziativa aggiungiamo un ultimo tassello di collaborazione con le istituzioni, proprio per dialogare insieme per una corretta informazione nutrizionale.Dobbiamo tutti insieme rilanciare un modello alimentare virtuoso che l’Unesco ha dichiarato patrimonio immateriale dell’umanità”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella e gli Europei di atletica: “Ho infranto protocollo ma ne valeva la pena”

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(Adnkronos) –
Stregato dagli Europei di atletica leggera.Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha assistito per 2 giorni consecutivi alle gare della rassegna continentale allo stadio Olimpico di Roma.

Dopo aver esultato per l’oro di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, ieri Mattarella ha applaudito gli azzurri protagonisti dell’ultima giornata. “Ieri ho commesso un’infrazione alla prassi di Protocollo che vi è al Quirinale, andando una seconda volta al medesimo evento, ma vi assicuro che ne valeva la pena.Per la straordinaria staffetta della 4×100, ma non soltanto per quella: per la 4×400, per i 1.500, per il lungo femminile per tutte le altre, alcuni quarti posti e quinti posti sono stati importanti quanto le medaglie”, ha detto, in occasione della cerimonia al Quirinale per la consegna della Bandiera agli atleti in partenza per le Olimpiadi e le Paralimpiadi.  “A Gianmarco Tamberi vorrei dire -ha aggiunto il Capo dello Stato- che più ci penso alla serata dell’altro ieri più nutro il dubbio che lui abbia voluto, in realtà, volutamente mettere in campo una sorta di thrilling del tipo dei film di Hitchcock, con quei due salti nulli a 2,29 per poi andare con tranquillità a 2,37.

In fondo un po’ quello che ha fatto Larissa Iapichino ieri sera, riservando all’ultimo salto, all’ultimo tentativo la medaglia ad’argento”. “A Tokyo, Olimpiadi e Paralimpiadi avevano offerto una quantità di successi mai registrata.Non faccio previsioni per Parigi: sono certo di una cosa, che impiegherete tutto il vostro impegno nella solidarietà tra di voi, che è evidente ed è un valore di grande importanza per la serenità dell’impegno; nella lealtà sportiva; nel rispetto nei confronti dei competitori, dei cosiddetti avversari, che poi sono competitori che contribuiscono alla volontà di superare i propri limiti, di raggiungere nuovi traguardi.

Farete tutto questo con lealtà, solidarietà, con rispetto degli altri e questa sarà la vostra prima vittoria, anche la nostra prima vittoria”, ha aggiunto. “Poi, certo, mi auguro che si realizzi l’auspicio di Luca Mazzone (Alfiere paralimpico n.d.r), un pullman pieno di medagliati, ma questo -ha ribadito il Capo dello Stato- non dico che sia secondario, non toglie l’importanza che ha il comportamento che terrete, che sarà quello che onorerà l’Italia”.   A Parigi “manderete anche un altro messaggio in questo periodo internazionale: l’Assemblea delle Nazioni unite ha chiesto una tregua olimpica sul modello di quanto avveniva nell’antica Grecia, non so se avverrà, perchè questa richiesta si scontra con l’ottusità di chi scatena guerre, però il messaggio che voi lancerete con i vostri colleghi e colleghe degli altri Paesi è un messaggio di convivenza, di amicizia, di collaborazione, altrettanto importante”, ha proseguito. A Parigi, i portabandiera saranno due, Tamberi e Arianna Errigo, stella della scherma. “Vorrei dire ad Arianna Errigo che desidero farle i complimenti in aggiunta ai tanti che sovente ha ricevuto per i numerosi successi individuali e collettivi che ha conseguito con le sue colleghe di scherma, i complimenti per questa capacità eccellente di far fronte a due impegni diversi: quello di mamma e quello di campionessa, è una dimostrazione straordinaria”, ha detto Mattarella, che si è quindi rivolto agli Alfieri paralimpici. “A Luca Mazzone vorrei dire che tutti lo consideriamo un emblema di come si riescano a mettere insieme aspetti apparentemente distanti nel tempo e nell’oggetto, l’esperienza paralimpica nel nuoto e nel ciclismo, e di partecipare a sei Paralimpiadi, davvero una dimostrazione di costanza e di versatilità”. “Ad Ambra Sabatini vorrei dire che la prima volta che l’ho incontrata ho pensato che fosse possibile definirla come l’atleta dell’entusiasmo: a Tokyo avete fatto un en plein, oro, argento e bronzo, e a Parigi raggiungerete altri risultati, ma resterete sempre nel ricordo -ha concluso Mattarella- le tre di quello straordinario trionfo”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Proteine nella dieta mediterranea’, un libro per favorirne l’adesione

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(Adnkronos) – È avvalorata tra i migliori regimi alimentari perché costituisce una dieta varia, bilanciata, salutare, economica e vicina ai costumi degli italiani e alle tipicità regionali.Tuttavia, in Italia, solo una percentuale minoritaria della popolazione, il 13% (poco più di 1 italiano su 10), segue la dieta mediterranea, con forti spaccature a livello territoriale.

Sono questi alcuni dati emersi durante la presentazione – oggi alla Camera(Aula dei Gruppi Parlamentari) – del libro ‘Proteine nella dieta mediterranea’ edito da Gribaudo.Il volume porta al grande pubblico le principali evidenze scientifiche che rendono questo stile alimentare un modello con un impatto positivo in termini di benessere e longevità, in linea con la missione di Fondazione Istituto Danone che da oltre 30 anni diffonde la cultura dell’alimentazione legata alla salute. La pubblicazione, a cura del giornalista scientifico Federico Mereta, con la supervisione di un team di esperti, quali il professor Lorenzo Morelli, la dottoressa Elisabetta Bernardi, il professor Andrea Ghiselli, recentemente scomparso, il professor Maurizio Muscaritoli, il Dottor Michele Sculati e l’Ingegnere Assunta Filareto, con un linguaggio facilmente fruibile traduce in modo semplice e assimilabile il volume ‘Transizione Proteica’ pubblicato da Fondazione Istituto Danone nella collana Items dedicata agli specialisti presentato a marzo 2023.

Obiettivo dell’iniziativa, promuovere un’alleanza tra mondo scientifico e istituzioni per favorire la diffusione della dieta mediterranea.  ‘Proteine nella dieta mediterranea’ – è stato ribadito durante la presentazione – si concentra sul ruolo delle proteine che giocano un ruolo cruciale per l’organismo: hanno una funzione plastica; intervengono in numerosi e diversi processi, dal trasporto di molecole attraverso il circolo ematico alla trasmissione di segnali nervosi, sono enzimi e ci aiutano a difenderci dalle infezioni (gli anticorpi sono proteine).Solo in casi di necessità hanno funzione energetica.

Quando si parla di proteine si pensa soprattutto a carne, pesce, uova, legumi e prodotti lattiero-caseari.Eppure, questi preziosi macronutrienti sono anche nel grano e persino nelle verdure seppur in quota marginale.

Poco meno del 30% di proteine che assumiamo deriva da cereali e derivati, circa il 27% da carne o pesce, il 21% da prodotti lattiero-caseari. La dieta mediterranea ha inoltre la peculiarità di favorire un corretto equilibrio tra quantità degli alimenti, densità energetica e sazietà, ed è quindi un valido aiuto in strategia dietetiche per prevenire l’obesità. ‘Proteine nella Dieta Mediterranea’ approfondisce sia le maggiori evidenze scientifiche sull’impatto di salute della proteina sia le categorie di popolazione per le quali l’assunzione di questo nutriente merita particolare attenzione (ad esempio nell’anziano e in chi fa sport).  “Proviamo a pensare quanto sia importante ‘mangiare informati’.Il volume si propone proprio questo – spiega Lorenzo Morelli, presidente scientifico Fondazione Istituto Danone e professore ordinario di Microbiologia – offrire, con un linguaggio accessibile a tutti, ma sulla scorta di una ferrea aderenza alle ricerche scientifiche più recenti, le basi della conoscenza per scelte alimentari che siano rispettose del mondo attorno a noi e soprattutto siano utili per mantenerci in salute, riducendo il rischio di carenze e di errori che, se ripetuti, potrebbero influenzare negativamente il metabolismo”.  L’intento di “questa importante iniziativa – aggiunge Morelli che è anche direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari per una Filiera agro-alimentare Sostenibile – è provare a far riscoprire uno stile alimentare, quello mediterraneo, che ha valori chiari sia per il benessere e la prevenzione di malattie per il singolo che per il pianeta.

Dobbiamo, e dovremo sempre di più in futuro, ragionare in termini di varietà delle scelte come messaggio centrale per conciliare le esigenze della nostra salute con quelle dell’ambiente in cui viviamo”. “Come Fondazione Istituto Danone abbiamo la missione di diffondere la cultura dell’alimentazione legata alla salute e per questo siamo convinti dell’importanza di rilanciare un modello alimentare virtuoso come quello della dieta mediterranea, attraverso un’alleanza tra il mondo scientifico e le nostre Istituzioni – commenta Fabrizio Gavelli, presidente Fondazione Istituto Danone – Siamo partiti da solide basi scientifiche e le abbiamo rese semplici e fruibili per raggiungere tutte le persone.In questo senso, la moderna visione della dieta mediterranea rappresenta la via maestra da seguire per prenderci cura di noi stessi, e allo stesso tempo fare la differenza per la salute collettiva”.  All’iniziativa, tra gli altri, sono intervenuti la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, il sottosegretario al ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, Andrea Costa (ministero della Salute) e Giacomo Vigna, direzione generale per la politica industriale – Agroindustria.  “La dieta mediterranea non è solo un regime alimentare ma un vero e proprio stile di vita, un lasciapassare per il benessere, la conservazione della salute e la prevenzione per molte malattie – ha detto Ronzulli – Eppure, proprio in Italia, cioè il Paese che può a ben diritto essere considerata il luogo di nascita della dieta Mediterranea, sono sempre meno le persone non solo che ricorrano a questo tipo di alimentazione ma che ne conoscano proprietà e benefici. È quindi necessaria una campagna di sensibilizzazione su larga scala, coinvolgendo tutti gli esperti di settore, le scuole, le istituzioni e per educare gli adulti ed i più giovani, coloro cioè che forse meno di tutti sono portati a seguire un’alimentazione sana e completa.

Iniziative come quella della Fondazione Istituto Danone sono quindi essenziali per portare sulle tavole di quanti più italiani possibile i prodotti che il nostro straordinario Paese ci regala per assicurarci uno stile di vita salutare e di benessere psico-fisico”.  “Come ministero dell’Istruzione e del Merito abbiamo inserito l’educazione alimentare nelle linee guida dell’educazione civica, per promuovere la cultura del cibo e di un’alimentazione sana e sostenibile nel sistema educativo di istruzione e di formazione italiano – ricorda Frassinetti – È prioritario far capire ai giovani come le scelte alimentari che facciamo influiscono sulla crescita, sulla salute e sul nostro futuro”.  Al ministero delle Imprese e del Made in Italy, “nella sua missione di supporto e promozione del Made in Italy, siamo convinti che il sentimento di fierezza che questo comporta è indissolubilmente legato alla forza ed alla qualità della nostra industria agroalimentare – il commento di Vigna – Il lavoro dei centri di ricerca, delle università e delle Fondazioni rappresenta un pilastro tanto per l’Industria quanto per l’azione amministrativa nel perseguire gli obiettivi di salute per i cittadini e per il pianeta mediante l’adozione di stili alimentari sani e sostenibili”. L’educazione alla “corretta alimentazione e all’attività fisica dovrebbe essere insegnata sin dalla prima infanzia, con un’ora dedicata specificamente ai corretti stili di vita nelle scuole elementari – rimarca Andrea Costa, consigliere del ministro della Salute Orazio Schillaci – Il modello della dieta mediterranea, che previene varie malattie, serve anche a salvare il nostro servizio sanitario nazionale, perché si possano vivere più anni in buona salute. È necessario cambiare il paradigma e investire di più in prevenzione, come oggi non accade”.La dieta mediterranea è una “medicina potentissima e consente di vivere meglio e più a lungo, anche, se purtroppo, non è così diffusa in Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità.

Per questo ci dobbiamo impegnare molto e dobbiamo contare anche sulla rete dei medici di famiglia e delle farmacie, in modo tale che i messaggi positivi sulla dieta mediterranea arrivino a tutti.Ci sono dati in crescita anche per l’obesità ed è dunque fondamentale fare formazione” conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry e Meghan, media Gb: “A rischio contratto milionario con Netflix”

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(Adnkronos) – Il principe Harry e Meghan Markle rischiano di perdere il loro contratto da 100 milioni di sterline con Netflix.Un esperto reale ha affermato che si tratterebbe della ripetizione del problema che i Sussex ebbero lo scorso anno con Spotify e che causò loro grande imbarazzo a livello internazionale.

Tom Quinn ha rivelato al Mirror che il secondogenito di re Carlo e la moglie “troverebbero impossibile riprendersi dal colpo derivante dalla perdita del contratto con Netflix “.Ci sono state crescenti speculazioni sul fatto che il loro accordo quinquennale con la piattaforma di streaming, che dovrebbe essere rinnovato l’anno prossimo, sia sul punto di essere tagliato.  Quinn ha ricordato il fiasco di Harry e Meghan su Spotify, quando il loro contratto fu rescisso prima della scadenza a causa della mancanza di contenuti, decisione che lasciò la coppia nell’imbarazzo e decisa a evitare altri flop. “È molto probabile – ha ricordato l’esperto – che si tratti di una ripetizione del problema che la coppia ebbe con il contratto Spotify, interrotto bruscamente nel 2023 dopo che Harry e Meghan non riuscirono, secondo Spotify, a soddisfare i “parametri di produttività”.  Ancora scossa dal caos di Spotify, la duchessa di Sussex è determinata ad avere successo nelle sue iniziative commerciali nonostante gli intoppi, afferma Quinn. “È sempre stato il sogno di Meghan costruire un’impresa commerciale di grande successo e lei è ancora convinta, anche dopo la debacle di Spotify, di avere la spinta e il talento per realizzarlo.

La perdita del contratto con Netflix sarebbe un duro colpo da cui riprendersi.L’ultima cosa che Meghan vorrebbe è l’umiliazione di dover stringere un futuro accordo con un’azienda più piccola”.  Harry e Meghan hanno firmato un mega contratto da 100 milioni di sterline con Netflix nel 2020, poco dopo aver dichiarato la loro intenzione di dimettersi dalla carica di membri della famiglia reale senior.

La coppia si è trasferita negli Stati Uniti e si è stabilita a Montecito, in California, ma ha lasciato i fan delusi con la loro scarsa produzione su Netflix.Hanno recitato in una serie di documentari, che ha offerto uno sguardo sulla loro vita negli Usa dietro le quinte. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Autonomia, ancora caos alla Camera: in Aula scoppia il caso Crippa

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(Adnkronos) – Non si placano le tensioni a Montecitorio.Questa volta sono le dichiarazioni del vicesegretario leghista Andrea Crippa sul gesto della ‘Decima’, mimato ieri in Aula dal suo collega Domenico Furgiuele, a far scoppiare le polemiche.  ”Il comunismo ha fatto migliaia di morti.

Bella Ciao richiama il comunismo e quindi, cantare il comunismo in Aula, richiama un periodo tragico, nero, oscuro della storia.Tra la ‘Decima’ che è un corpo di incursori della Marina Militare e il comunismo che ha fatto un migliaio di morti, io credo che richiamare il comunismo sia un po’ peggio che richiamare degli incursori della Marina…”, ha detto infatti il numero due della Lega, commentando in Transatlantico il ‘Bella Ciao’ intonato dalle opposizioni in Aula.  Parole poi stigmatizzate in Aula dal vicepresidente del M5S Riccardo Ricciardi. “Leggere queste cose è una roba che non sta in cielo né in terra.

E’ una vergogna, dovresti uscire da quest’Aula e vergognarti”, ha urlato Ricciardi facendo scoppiare un nuovo parapiglia in Aula.I deputati di opposizione hanno quindi iniziato a intonare “Bella ciao” per poi scandire in coro “Fuori i fascisti dal Parlamento”.

La seduta, ancora una volta, è stata sospesa. “C’è stata l’ennesima provocazione da parte del deputato della Lega che ieri ha fatto il gesto della Decima e che oggi ha fatto dichiarazioni inaccettabili su Bella Ciao.Non è più consentibile che queste affermazioni vengano sdoganate e mi aspetto che il presidente dei deputati della Lega chieda scusa per le affermazioni del suo deputato”, ha poi detto Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera.  “Per Crippa della Lega cantare ‘Bella ciao’ è più grave che esaltare la X Mas, come hanno fatto ieri.

Parole gravissime, ancora di più nel giorno dell’80° anniversario della strage di Forno in cui quelli che esalta uccisero 68 italiani.Viva l’Italia antifascista, ora e sempre”, scrive sui social Chiara Gribaudo, deputata e vicepresidente del Partito democratico, in un post su X. Ma non c’è solo la minoranza a protestare.

Anche un deputato di Forza Italia, Luca Squeri, ha infatti cantato ‘Bella Ciao’ in Aula insieme alle opposizioni che hanno voluto intonare il simbolo della Resistenza per rispondere alle parole del numero due leghista. ”Ho cantato ‘Bella Ciao’ – dice Squeri all’Adnkronos – perché è la canzone della libertà contro l’oppressore, nero o rosso che sia…E’ un peccato che se ne siano impossessati impropriamente.

Forza Italia non è seconda a nessuna sulla salvaguardia del valore della libertà”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ttg Monitor, experience economy traina estate, al top mare, terme e città d’arte

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(Adnkronos) – Mare, località termali e città d’arte: italiani e stranieri non hanno dubbi, queste saranno le mete preferite per le vacanze 2024.Laghi e montagne, invece, sono molto più apprezzati dagli stranieri.

Aumenta inoltre la richiesta di esperienze esclusive e private, per esempio visitare ambienti naturali (parchi e giardini) fuori dagli orari d’apertura, oppure avere la possibilità di entrare nei musei di notte, come vorrebbe il 34% degli stranieri. È questa la nuova tendenza del travel lover per l’estate 2024 secondo Ttg Monitor, l’Osservatorio sul Turismo di Ttg Travel Experience, appuntamento italiano di riferimento per la promozione del turismo mondiale di Italian Exhibition Group, dal 9 all’11 ottobre alla Fiera di Rimini. “In un mondo sempre più iperconnesso e digitale – ricorda Gloria Armiri, a capo della manifestazione fieristica – ad attrarre il turista è una modalità di viaggio coinvolgente e improntata all’interazione con l’identità di un luogo: in altre parole la ricerca dell’autenticità, o della Veritas, filo conduttore della 61ª edizione della nostra Ttg”.  L’Osservatorio di Ttg Monitor racconta poi l’attenzione dei turisti verso la sostenibilità sociale legata al viaggio: il 40% degli italiani e il 47% degli stranieri giudicano favorevolmente proposte ed esperienze a sostegno del lavoro delle comunità locali e delle produzioni artigiane e agroalimentari.In questo scenario si inserisce la necessità di scoprire mete meno battute dal turismo di massa, un tipo di viaggio che è anche un antidoto all’overtourism, fenomeno che preoccupa il 63% degli stranieri, che cercano sempre più il contatto con la terra e il soggiorno in ambienti primordiali e selvaggi come i glamping ricavati dalla roccia.

Cambia così anche l’orientamento della spesa: nel 2024 l’88% degli europei, infatti, sceglierà di acquistare esperienze in luogo di beni materiali.Sul fronte ospitalità aumentano gli stranieri che scelgono l’hotel anche in base alla presenza di frutta e verdura di stagione nei menù e all’attenzione a ridurre lo spreco alimentare. L’estate 2024 promette dunque molto bene.

Il 62% degli hotel – secondo i dati di Area38 per Italy Family Hotels – stima di arrivare a un’occupazione media superiore al 90% con un incremento di fatturato annuo del 5% rispetto al 2023 e del 10% se confrontato con il 2019, l’anno prima del Covid.C’è dunque grande voglia di vacanza, con il 30% delle famiglie che prevede di viaggiare di più dello scorso anno e con il 40% che dichiara la propria ambizione di effettuare tre o più viaggi.  E le mete?

Il mare supera i laghi e la montagna.E le località che alla fine della stagione dovrebbero riuscire a creare una maggiore ricchezza legata direttamente al turismo sono quelle famose per antonomasia: Rimini, Cavallino-Treporti, San Michele al Tagliamento, Jesolo, Caorle, Lignano, Lazise, Cesenatico, Riccione, Cervia e Sorrento (stime Sociometrica su dati Istat 2023 da Il Sole 24 Ore).

Come confermano anche gran parte delle ricerche di settore, quest’anno un italiano su due vorrebbe concedersi esperienze legate ai viaggi, con gli eventi, le competizioni sportive e la visita alle mostre a farla da padrone (fonte: Mastercard). Di pari passo cresce l’attenzione al wellness con le attività maggiormente svolte nella destinazione turistica: ricreazione fisica (sport, +4,7%), soft hiking (escursioni e camminate, +5,1%) e sport acquatici, in aggiunta alle classiche esperienze spa e food (fonte: Mabrian).Ottime performance per l’incoming del turismo delle radici: l’87% dei visitatori di origini italiane consiglia all’estro un viaggio nel Belpaese all’estero. ‘I turisti delle radici’ si rivelano veri e propri ambassador della destinazione Italia e del made in Italy.

Al rientro portano con sé prodotti enogastronomici, artigianali, di moda e libri.Non si fermano alla visita delle terre d’origine (dedicano il 55% del tempo alla visita di altri luoghi italiani) e spendono in media 3.100 euro a persona per la permanenza di 2 settimane (fonte: Confcommercio con Swg, Traa Consulting e Italyrooting Consulting).   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Premierato, bagarre in Senato: Aula sospesa, opposizioni occupano i banchi del governo

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(Adnkronos) – Bagarre e alta tensione oggi, 13 giugno, al Senato dove si discute la riforma del premierato.L’Aula è stata sospesa fino alle 14 dopo che i senatori delle opposizioni hanno sventolato il tricolore dai loro banchi e la maggioranza ha risposto intonando l’Inno di Mameli.

Il tutto tra urla e accuse reciproche tra forze di governo da un lato e Pd, M5S e Avs dall’altra.La protesta ha poi visto i senatori scendere al centro dell’emiciclo, con la senatrice del M5S, Alessandra Maiorino, che ha sventolato il tricolore a due passi dal ministro Luca Ciriani.

A quel punto, la presidente di turno, Licia Ronzulli, ha deciso di sospendere l’Aula. A lavori ancora fermi le senatrici delle opposizioni hanno preso posto sui banchi del governo, dove sedevano i ministri Elisabetta Casellati e Luca Ciriani.Una occupazione, per protesta, dopo le tensioni della mattinata, che registra il tentativo dei commessi di Palazzo Madama di riportare all’ordine. Già dalla mattina il presidente di turno Gian Marco Centinaio era intervenuto cercando di calmare gli animi in Aula con i malumori delle opposizioni che lamentavano il termine del tempo a disposizione per gli interventi. “Non tirate troppo la corda”, dice il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, rivolto ai banchi di Pd, M5s e Avs. “C’è stato un accordo in capigruppo – ricorda il leghista – cerchiamo di rispettarlo, dobbiamo arrivare al voto martedì prossimo e di questo passo non finiamo con gli emendamenti”.  A creare tensione anche i numerosi interventi di Pd e del M5S che hanno più volte ricordato quanto successo ieri alla Camera. “Una aggressione fascista” da parte di chi “dice ‘credere, obbedire e combattere'”, ha attaccato la pentastellata Alessandra Maiorino. “Per ogni voto, ne mancano cento, ci prenderemo il tempo per le dichiarazioni di voto e se non ce lo darete ce lo prenderemo”, avverte il capogruppo M5S, Stefano Patuanelli. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Automobilismo, 1000 Miglia: al via la terza tappa

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(Adnkronos) – La terza tappa della quarantaduesima rievocazione della Corsa più bella del mondo è ripartita stamattina presto, sotto un cielo coperto, dalla Cittadella del Carnevale, centro culturale polivalente interamente dedicato al famoso carnevale viareggino.A meno di un’ora dal via, gli equipaggi avevano già raggiunto le Mura di Lucca, al cospetto delle quali si sono tenute le prime Prove Cronometrate di giornata che, insieme a quelle di ieri a Viareggio, assegneranno il Trofeo Puccini, dedicato al centenario della morte del Maestro.

Scese dalla cinta muraria, le vetture hanno prima raggiunto il centro per un Controllo Timbro e la provincia di Pisa poi, alla volta di Pontedera, patria della Vespa.Dopo le prove di Lucca, la classifica della 1000 Miglia 2024 conferma in testa Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, seguiti dagli equipaggi Fontanella-Covelli e Alviverti-Valente. Guidano la classifica del Ferrari Tribute Frank Binder e Giordano Mozzi su una 296 GTS; alle loro spalle Smussi-Smussi con una F355 GTS del 1996 e Sangiovanni-Sangiovanni con una 812 GTS.

In testa alla 1000 Miglia Green ci sono Mirco Magni e Alessandro Ferruta con Polestar 2, conducono infine la classifica della 1000 Miglia Experience Ghilardelli-Ghilardelli con una Mercedes Amg Gtc del 2017.Proseguendo in direzione sud, le auto hanno percorso la spettacolare Strada del Romito, con tratti sopraelevati a picco sul mare alternati a piccole cale, prima di giungere a Castiglioncello.

Lasciata la frazione costiera, anche il cuore di Rosignano Marittimo ha abbracciato la Freccia Rossa con un Controllo Orario nella Piazza del Mercato. Dopo aver attraversato le terre di Puccini, il convoglio si addentrerà nei luoghi cari a Giosuè Carducci: 10 le Prove Cronometrate del territorio di Bibbona, prima di imboccare il celebre Viale dei Cipressi, un rettilineo di quasi cinque chilometri ombreggiato da entrambe le sponde da una fila di fittissimi cipressi secolari.A Castagneto Carducci gli equipaggi passeranno per un timbro ai pedi della statua del poeta, primo italiano a vedersi assegnato il Premio Nobel per la Letteratura.

La Prova di Media di Monteverdi Marittimo e le Prove Cronometrate di Giuncarico saranno le ultime fatiche sportive di una mattinata impegnativa, al termine della quale gli equipaggi sosteranno per il pranzo a Castiglione della Pescaia. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)