Home Blog Pagina 1088

Professioni, Perrini: “Dalla sicurezza all’IA e all’economia ecco le competenze degli ingegneri”

0

(Adnkronos) – "Prima gli ingegneri erano conosciuti perché erano i protagonisti della realizzazione di edifici, ponti, condotte.Erano i professionisti che si occupavano di tutto quello che serviva per lo sviluppo civile.

Ora invece l'ingegnere è una figura che si occupa della società a 360 gradi, dalla bioingegneria all'intelligenza artificiale, all'economia perché ci sono anche interventi in cui la tecnica ovviamente deve essere compresa negli investimenti, c'è l'ingegneria gestionale per esempio, quindi noi siamo ormai in grado di occuparci di tutte quelle questioni che riguardano la sicurezza dei cittadini".A dirlo, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Angelo Domenico Perrini, a margine del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d’Italia, in corso a Siena. "Proprio per questo – ribadisce – stiamo facendo una battaglia per l'iscrizione obbligatoria dell'albo, perché è giusto che tutti gli ingegneri che svolgono un'attività professionale siano controllati dal proprio ordine e siano capaci di svolgere l'attività con scienza e coscienza; è questo che si aspetta dalla società da noi".   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve, per Bremer lesione legamento crociato e stagione finita

0

(Adnkronos) – Stagione finita per Bremer.Il difensore brasiliano della Juventus ha riportato una lesione al legamento crociato del ginocchio sinistro nel match di Champions League vinto ieri dai bianconeri per 3-2 a Lipsia.

Il difensore sarà operato nei prossimi giorni come rende noto il club.La Juve nei prossimi impegni farà a meno anche di Nico Gonzalez, out per un problema muscolare.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, salgono i casi in Italia: la situazione a Fano

0

(Adnkronos) – Salgono a 572 i casi confermati di Dengue in Italia dall'1 gennaio all'1 ottobre 2024, rispetto ai 500 di una settimana fa.Sempre zero i decessi.

Del totale contagi segnalati al sistema di sorveglianza nazionale, 442 sono importati (associati a viaggi all'estero) e 130 sono casi autoctoni (erano 64 la settimana scorsa).Di questi, 102 si concentrano nelle Marche dove è in corso un focolaio nell'area di Fano.

E' quanto riporta l'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità.  "Al primo ottobre – si legge nell'ultimo aggiornamento, relativamente ai casi autoctoni – sono stati identificati diversi eventi indipendenti di trasmissione locale del virus Dengue (Denv) in Italia.Il focolaio di dimensioni maggiori, con 102 casi confermati di infezione da Denv di tipo 2 e tutti sintomatici, è localizzato in un comune nella regione Marche.

Casi sporadici e focolai più limitati di infezione autoctona da Denv di tipo 1, 2 e 3 sono stati segnalati in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Abruzzo e Toscana". Dei 130 casi autoctoni, oltre ai 102 delle Marche si contano ad oggi 19 contagi in Emilia Romagna, 6 in Lombardia, 1 in Veneto, 1 in Toscana e 1 in Abruzzo sul quale sono ancora in corso indagini in merito all'esatta attribuzione geografica. "Le indagini epidemiologiche in corso, al 1 ottobre 2024 – precisa l'Iss – non hanno mostrato evidenze di collegamenti epidemiologici/microbiologici tra loro o con i casi segnalati dalla Regione Marche".  "Ad oggi a Fano si registrano 105 casi confermati di Dengue e 14 casi probabili.I casi sono tutti autoctoni", riferisce la Regione Marche, dopo un incontro di aggiornamento del Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie, al quale hanno partecipato esperti di vari settori, sia regionali che dell'Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Pesaro Urbino. Durante la riunione, che si è svolta oggi, si è fatto il punto sull'evoluzione del focolaio che "mostra un trend in diminuzione con casi sporadici negli ultimi giorni", sottolinea la Regione. "E la curva di incidenza, che si basa sulla data inizio sintomi, è al momento in fase discendente", aggiunge, ribadendo che "la situazione è monitorata con attenzione".

Inoltre, "è in corso una collaborazione con il ministero della Salute e l'Istituto superiore di sanità per valutare l'andamento del focolaio epidemico".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Benetton: “Ispirato dai miei figli, gli under 30 il futuro della mia Fondazione”

0

(Adnkronos) – Una nuova Fondazione che nascerà nel 2025 dove, nel comitato scientifico, siederanno solo under 30 e che avrà come focus sport e formazione.Lo annuncia in un'intervista a 'Grazia' Alessandro Benetton, Presidente di Edizione, spiegando che la Fondazione "nasce dal desiderio di dare ai giovani certezze, anche economiche.

Non più solo isolati, filantropici, atti generosi, ma azioni strutturali su inclusione sociale, sostenibilità, terzo settore".A ispirare il suo sguardo sempre rivolto al futuro e l’idea della Fondazione sono i tre figli, Agnese, Tobias e Luce: «La mia priorità è che siano felici.

Cerco di lasciare sempre spazio al dialogo alla pari, senza però che questo confonda il mio ruolo».  Benetton spiega che con la Fondazione "si parte nel 2025 con progetti da finanziare, all’inizio in Italia ma poi anche all’estero, nel campo dello sport e della formazione coinvolgendo aziende di Edizione, da Mundys ad Aeroporti di Roma.L’obiettivo è avere più scuole ristrutturate e digitali, promuovere il merito attraverso la collaborazione tra università italiane e straniere, permettendo a ragazzi capaci ma senza risorse di studiare; avviare progetti culturali per concorsi tra giovani artisti, che esibiranno le loro opere nei nostri aeroporti» spiega l’imprenditore, ricordando che già oggi l’aeroporto di Fiumicino ospita l’acceleratore di start up Innovation Hub dove “i ragazzi che ci lavorano hanno ideato nuovi sistemi di telecamere, app per snellire le code, servizi relativi ai bagagli.

Hanno dimostrato che si possono intercettare aree di miglioramento anche nelle realtà più solide».  Quanto al rapporto con i figli Alessandro Benetton osserva come "stando con loro da solo, oltre a rendermi conto della fatica che fanno le donne che lavorano fuori e dentro casa, ho capito quanto i ragazzi siano felici di condividere tempo di qualità.Durante il lockdown abbiamo cucinato, giocato, fatto sport, parlato dei loro problemi e perfino di crisi sentimentali.

Questo mi ha cambiato profondamente.Mi ha reso più paziente".

Secondo l’imprenditore, quando si è l’unica figura genitoriale a casa, «il più efficace sistema di educazione è l’esempio, quello che si trasmette vivendo davanti a loro, lavorando senza trasgredire a certe regole morali.Ho consigliato loro di scegliere sempre il futuro, mantenendo una buona memoria del passato.

Per scoprire il proprio talento, per migliorarsi come persone, bisogna uscire dalla comfort zone perché i privilegi vanno riconquistati ogni volta.Prendersi delle responsabilità, anche di fallire, è un atteggiamento maturo, e sono felice che anche i miei figli vivano con questo modello le loro occasioni» conclude Benetton che, rispetto all’equilibrio dei ragazzi tra USA e Treviso, afferma: «Treviso è una piccola città, un ottimo posto da cui partire e in cui tornare.

Dove sei nato, lì hai l’anima". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Gherardo Guidi, signore della notte con la ‘Capannina’: aveva 84 anni

0

(Adnkronos) – L'imprenditore Gherardo Guidi, patron della Capannina di Forte dei Marmi (Lucca), autentico 'signore della notte', amico delle più grandi star dello spettacolo, è morto per un malore improvviso all'età di 84 anni all'alba di questa mattina nella sua casa nella celebre località balneare.La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos da amici della famiglia.  Dal 1929 la Capannina è il locale cult per antonomasia della Versilia e da allora è il più antico locale notturno tuttora attivo.

Dal 1977 ad oggi alla sua guida c'è stato Gherardo Guidi, Grande Ufficiale della Repubblica, la cui storia professionale inizia quando, nel 1960, Guidi si trovò in mano le chiavi di un locale notturno da gestire, la Sirenetta a Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, dove era nato nel 1940.Da lì sono arrivati nuovi locali, sfide, città e pubblico da conquistare: i Tigli e il Regine a Firenze, lo Sporting club a Bologna, il Carillon, ma solo in affitto, a Viareggio e infine la Capannina.  Sotto la direzione di Guidi, storico locale di Forte dei Marmi, ha visto passare centinaia di personaggi famosi: da Peppino di Capri a Gino Paoli, da Grace Jones e Gloria Gaynor, da Mina a Gianni Morandi, passando per Edoardo Vianello, Patty Pravo, Little Tony, Don Backy, fino a Jerry Calà e al cast del film cult 'Sapore di mare' di Carlo Vanzina.

Molti i vip ospiti nelle sue sale in riva al mare: Agnelli, Barilla, Marzotto, Moratti.  L'amore per la Versilia ha portato Guidi nei primi anni '80 all'acquisto della Bussola di Focette.Nei locali di Guidi sono cresciute intere generazioni.

Il patron ha fatto ballare le teste coronate, ha ricevuto i protagonisti del nostro tempo, è stato il primo gestore a coinvolgere Mike Bongiorno come presentatore nei dancing.Non solo: ha ospitato i grandi dello spettacolo, da Ray Charles a Paul Young, ha lanciato le stelle Ivana Spagna, Valeria Marini, Belen, fino ai campioni di domani. È stato lui a volere, insieme a Vittorio Cecchi Gori, gli schermi nazionali per Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello.

Oltre che patron della Capannina, uno dei rari punti di riferimento internazionali per la vita notturna, Guidi ha prodotto trasmissioni televisive per la Rai e film di successo.Nel 2017 ha pubblicato la sua autobiografia dal titolo "Così ho sedotto la notte.

I segreti della Capannina" (Polistampa), curata dal giornalista Gianluca Tenti. La storia di Gherardo Guidi è la storia stessa del divertimento danzante del Bel Paese: una storia che inizia con la capacità, più unica che rara, di portare nella provincia pisana i primi mostri sacri dello spettacolo, da Mike Bongiorno a Gino Paoli.Un percorso che tocca la Versilia del 1970, al Carillon di Marina di Pietrasanta con le gemelle Kessler, che poi approda a Firenze al dancing "I Tigli" dove la provocazione porta i nomi di Renato Zero e Amanda Lear, conquista il pubblico bene del capoluogo toscano con il 'Regine' frequentato dai nobili e campioni dello sport, prima di regalare serate indimenticabili nella Bologna dei cantautori.  Ma è il 1977 l'anno della svolta: proprio nel momento in cui la famiglia Guidi rileva la Capannina, esplode la disco music.

Nel locale che storicamente ha ospitato i nomi più grandi dello spettacolo internazionale, torna Ray Charles.In un rapido crescendo Forte dei Marmi torna ad essere il faro della notte, il tutto mentre Gherardo Guidi si assicura anche un altro mito della Versilia: la Bussola di Focette.

La straordinaria capacità nella gestione dei locali notturni trova eco anche in altre iniziative imprenditoriali.  Guidi diventa infatti nei primi anni '80 consigliere della Fiorentina, produttore cinematografico e organizzatore di festival musicali per la Rai.Nei suoi locali sbocciano i nuovi talenti dello spettacolo italiano, dal cast del film 'Sapore di mare' ai giovani mattatori di 'Aria Fresca'. Una storia che si lega all'affermazione di protagonisti dello spettacolo come Jerry Calà, Carlo Conti, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni.

Sullo sfondo i successi della bellezza italiana che porta i nomi di Luisa Corna, Valeria Marini e Belen Rodriguez.Un gioco di seduzione nel quale Guidi, come racconta nel volume autobiografico, si diletta a definire costantemente le frontiere per i giovani. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sassetti (Cni): “Gruppo di lavoro di ingegneri sulla rigenerazione urbana”

0

(Adnkronos) – "Sulla rigenerazione urbana, come Consiglio nazionale degli ingegneri, abbiamo istituito un gruppo di lavoro per analizzare i testi di legge, ne sono presentati 6 al Senato e 3 alla Camera, che sono oggetto di un testo unificato che adesso va in discussione".A dirlo Irene Sassetti, consigliere e tesoriere del Consiglio nazionale ingegneri, intervenendo alla seconda giornata del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena. "Apprezziamo la necessità – spiega – che ci sia una legge su questa tematica perché è questa la sfida vera dell'urbanistica del presente e del futuro.

Ma il punto fondamentale è che questa legge non è pensata solo per gestire le grandi città, il territorio italiano è caratterizzato da piccoli borghi con un tessuto verde; quindi la vera sfida è anche attenzionare i piccoli Comuni".   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo si esibisce in una danza samoana: i passi imparati prima della visita ufficiale – Video

0

(Adnkronos) –
Re Carlo si esibito in una danza samoana durante un ricevimento del Commonwealth a St James' Palace.Il sovrano ha ricevuto una lezione del ballo tradizionale prima del suo viaggio nella nazione del Pacifico, che avverrà a fine mese e durante il quale visiterà anche l'Australia.

Durante la festa, alla presenza di 300 ospiti illustri, il rugbista Freddy Tuilagi ha insegnato al re alcuni movimenti, che Carlo ha saputo imitare, alzando e muovendo le braccia sul petto, tanto che il suo improvvisato insegnante, commentandone la performance, ha dichiarato che "il re sa muoversi bene". Tuilagi, che è anche console onorario dell'Alto commissariato samoano, ha dichiarato di aver proposto a re di voler ballare per lui, perché, gli ha detto, "quando andrai a Samoa, balleranno così".Fra gli ospiti che hanno preso parte all'evento, oltre alla duchessa di Edimburgo e al duca di Kent, c'erano l'attrice Cate Blanchett, l'iconica cantante Grace Jones, l'acclamata ballerina Motshegetsi Mabuse-Voznyuk, il giocatore di rugby samoano Theodore McFarland, il soprano Isabella Moore e il musicista neozelandese Neil Finn.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambiente, ingegneri: “Piano nazionale di ristrutturazione del costruito entro il 2025”

0

(Adnkronos) – "Nel 2025 l’Italia dovrebbe disporre di un Piano nazionale di ristrutturazione del costruito, ma al momento non sappiamo con esattezza dove si trovano gli edifici più energivori".A dirlo il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, in occasione del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena. "Rendere progressivamente meno impattante dal punto di vista energetico l’ambiente costruito – spiega – ha un costo e richiede una strategia di medio lungo periodo che, al momento, il nostro Paese sembra non volersi dare.

Il dibattito acceso che ha coinvolto l’uso dei cosiddetti Superbonus per l’edilizia e la posizione dell’attuale Governo che ha sempre considerato questa operazione come un costo netto per lo Stato senza alcun beneficio, fa comprendere come il problema sia complesso.La Direttiva europea Epbd per l’efficientamento energetico degli edifici, approvata a marzo 2024, pone tuttavia molti quesiti e problemi al momento irrisolti".  "I Paesi membri – ricorda il Centro studi – dovranno provvedere a ridurre del 16% i consumi energetici degli edifici entro il 2030, considerando come anno di inizio il 2020 e attestarsi ad una riduzione del 20-22% al 2035 intervenendo sia con nuove costruzioni ad impatto zero che, soprattutto attraverso opere di ristrutturazione di edifici esistenti, intervenendo in una prima fase sul 43% di quelli più energivori.

A partire dal 2028 gli edifici pubblici di nuova costruzione e dal 2030, tutte le altre tipologie di nuovi edifici, dovranno essere ad emissione 'zero' di combustibili fossili.Entro il 2025 ciascun Paese dovrà presentare alla Commissione europea un Piano nazionale di ristrutturazioni che individua l’esatto percorso e le metodologie di intervento finalizzate a raggiungere il taglio dei consumi energetici derivanti da fonti fossili". "Sullo sfondo restano tuttavia – osserva – molti punti essenziali da chiarire e soprattutto fondamentali questioni di metodo da definire.

La Direttiva prevede che l’intervento massiccio di ristrutturazione inizi dagli edifici più energivori, ma in realtà, non si sa con esattezza quali essi siano.Sappiamo ad esempio, attraverso la banca dati Enea sulle Attestazioni di prestazione energetica, che gli immobili residenziali nelle classi meno performati, ovvero E, F e G rappresentano il 70,1% del totale dei 12 milioni di immobili presenti in Italia.

Ragionando in termini unità abitative occupate da residenti (escludendo le case vacanza o seconde case), secondo le stime del Cni, quelli più energivori, secondo la classificazione nazionale (classi E, F e G) sarebbero 13,4 milioni.Siamo pronti ad affrontare lavori su così vasta scala, che coinvolgano in pochi anni circa 13 milioni di proprietari di immobili?".  "Per potere progettare nel modo più efficace possibile – suggerisce – senza sprechi di risorse finanziarie, un intervento così massiccio come richiesto dalla Direttiva Epbd necessita di un livello di dettaglio ben più elevato di quello di cui si dispone attualmente.

Da tempo, infatti, il Consiglio nazionale degli ingegneri ha messo in evidenza la carenza di dati di dettaglio sullo stato effettivo del patrimonio edilizio e la mancanza di diagnosi energetiche degli edifici (l’Ape non è una diagnosi energetica) che consentano sia di stabilire una scala di priorità che un insieme di interventi differenziati a seconda delle condizioni dei singoli edifici su cui si intende intervenire".  "Il secondo aspetto – continua – riguarda il reperimento e la predisposizione di un piano finanziario che consenta, attraverso l’imprescindibile compartecipazione tra risorse pubblico e private, di realizzare interventi di ristrutturazione di lungo periodo.Anche sulla scorta dell’esperienza maturata in Italia con i Superbonus, sappiamo che realizzare piani simili a totale carico dello Stato è impossibile, così come è impensabile però immaginare che quote consistenti di un intervento che rientra comunque nell’alveo delle politiche sociali e per la tutela dell’ambiente, possano essere pagate dai singoli proprietari di immobili.

Su questo aspetto il Governo non si è mai pronunciato". "D’altra parte – rimarca il Centro studi del Cni – non possiamo sottacere che le famiglie interessate a spese di ristrutturazione potrebbero essere numerose.Il Centro Studi stima che la prima parte di interventi ritenuti più urgenti, relativa, secondo le indicazioni della Direttiva, al 43% degli edifici più energivori coinvolgerebbe 11,8 milioni di alloggi utilizzati da residenti (sono quindi escluse le seconde case) e quindi altrettante famiglie.

I risvolti sociali di tale operazione non possono essere sottovalutati.Ciò che tuttavia è più preoccupante è che giunti quasi alla fine del 2024 non esiste neanche la parvenza di un Piano di ristrutturazione degli edifici così come la Direttiva Europea Epdb vorrebbe".  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, medicina estetica: al via a Milano il 26esimo congresso internazionale

0

(Adnkronos) – Si apre oggi al MiCo la 26esima edizione del congresso internazionale di medicina estetica organizzato da Agorà.Un evento annuale che resta un punto di riferimento per medici e operatori del settore.

Nel 2023 vi hanno partecipato 437 relatori in 98 sessioni, con oltre 6.500 presenti.Anche l'edizione 2024 promette novità importanti, mantenendo un alto livello scientifico e una visione internazionale.

Da segnalare le prestigiose collaborazioni con The International Association for Prevention of Complications in Aesthetic Medicine (Iapcam) e la società indiana di dermatologia Stalwarts of Dermatology Congress (Sodc). Il tema portante di questa edizione è "The Anatomy Behind Safety", focalizzato sull'importanza della conoscenza anatomica per garantire sicurezza ed efficacia dei trattamenti estetici.Verranno approfonditi i tre terzi del volto, dal superiore all'inferiore, anche con l'ausilio di dissezioni dal vivo.

Un focus specifico sarà dedicato all'utilizzo dell'ecografia nei trattamenti del viso. Nutrito il programma scientifico, 19 gold session coordinate con il supporto di Agorà su prevenzione e gestione delle complicanze, nuove tecnologie come i fili di sospensione, integrazione di laser e medicina rigenerativa.Al dialogo con le aziende del settore sarà dedicata una sessione istituzionale, con la presenza del ministero della Salute, nello specifico la Direzione generale Dispositivi medici e del Servizio farmaceutico, e Confindustria Dispositivi medici. Spazio anche all'impegno sociale della medicina estetica.

Un'attenzione particolare sarà riservata alla medicina estetica restitutiva, coinvolgendo l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), l’Associazione professionale di estetica oncologica (Apeo) e quelle dei pazienti Salute Donna e il Gruppo di lavoro di "Tricologia Oncologica" di Sitri per discutere protocolli operativi e trattamenti personalizzati.Confermata la borsa di ricerca con Fondazione Veronesi sui tumori cutanei e la collaborazione con Fondazione Onda Ets, per evidenziare che la sostenibilità non è solo una questione ecologica, ma è profondamente radicata nel concetto di benessere.  Quest’anno, il quarantennale di Agorà Amiest (Società italiana di medicina ad indirizzo estetico), non è solo un momento di celebrazione, ma un'opportunità per riflettere sulle sfide future: un impegno costante nella promozione della formazione continua, nella ricerca scientifica e nella creazione di standard di qualità. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo, in Italia a rischio alluvione oltre 9 milioni di persone e 2 milioni di edifici

0

(Adnkronos) – Il maltempo porta di nuovo l'attenzione sul rischio idrogeologico nel nostro Paese. "Più di 9 milioni di persone e 2 milioni di edifici, in Italia, sono esposti ad alto rischio alluvione.Bisogna migliorare il coordinamento degli interventi di prevenzione tra Centro e periferia.

Il cambiamento climatico in atto rimette al centro dell’attenzione, sia dei tecnici che della classe politica, il problema del dissesto idrogeologico nel nostro Paese.Ad essersi aggravata non è la fragilità geomorfologica in sé, ma la virulenza con cui determinati agenti agiscono sul territorio determinando fenomeni di dissesto.

In particolare, l’accentuarsi di lunghi periodi siccità a piogge torrenziali mette profondamente sotto stress le aree del Paese a maggior rischio alluvionale e a rischio frana".A dirlo il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, in occasione del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena. "Sebbene molti sforzi in materia di prevenzione e mitigazione del rischio – ammette – siano stati messi in atto nel lungo periodo, di fronte a questo cambio di scenario, intervenuto con maggiore evidenza negli ultimi 5 anni, non siamo sufficientemente preparati, prova ne sono i fenomeni distruttivi che hanno colpito negli ultimi due anni l’Emilia-Romagna". Dati alla mano, il Centro studi Cni ricorda che "6,8 milioni di abitanti risiedono in aree a rischio alluvionale medio e 2,4 milioni vivono in zone alluvionali ad alto rischio, complessivamente il 15% della popolazione.

Gli edifici in zone alluvionali ad alto e medio rischio sono 2,1 milioni, il 15% del totale.Le regioni a maggior rischio alluvionale sono l’Emilia-Romagna, la Toscana, la Campania, il Veneto, la Lombardia e la Liguria.

Più di 3 milioni di famiglie (16% del totale) sono esposte a rischio alto o medio.Ma ben 12,2 milioni di persone vivono in aree dove il rischio è considerato basso, ma sempre di rischio si tratta, 1,3 milioni di abitanti sono esposti ad elevato rischio frane per corrispondenti 1,3 milioni di abitanti e oltre 565.000 edifici. "Il problema oggi – ribadisce – è sottovalutare anche le aree a medio o basso rischio.

L’Emilia-Romagna ad esempio non ricade tra le aree a maggiore rischio ma a rischio medio.Tuttavia, quanto accaduto a metà maggio 2023 mette in evidenza che anche nelle zone non sottoposte a maggiore allerta gli eventi possono ormai essere disastrosi, impensabili, forse, anche secondo i più sofisticati modelli previsionali.

L’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, rileva che negli ultimi 20 anni la spesa per interventi sia stata pari a 6,6 miliardi di euro, per un totale di 6.063 interventi ed un valore medio di poco superiore a 300 milioni di euro".  "Riteniamo – commenta – che un certo sforzo sia stato messo in campo, ma anche i fatti dimostrano come sia necessario soddisfare due condizioni: realizzare un numero maggiore di opere, intervenendo in modo più capillare (senza attendere situazioni di emergenza) e concentrare nel tempo tali opere.Si stima, dai diversi dati disponibili, che per innalzare in modo 'efficace' il livello di sicurezza contro i rischi sempre più imminenti, servirebbero ancora 8.000 opere di prevenzione per una spesa intorno a 27 miliardi di euro.

Il Consiglio nazionale degli ingegneri ritiene che il problema vada affrontato su più piani con una stretta collaborazione tra istituzioni centrali, enti locali autorità di bacino e le strutture di rappresentanza dei professionisti tecnici con competenze in materia di contrasto e mitigazione al dissesto idrogeologico.Serve in particolare una razionalizzazione nell’uso delle risorse finanziarie pubbliche ed una chiara rappresentazione degli interventi prioritari su scala nazionale.

I terminali importanti delle operazioni di intervento sui singoli territori sono gli Enti locali, che giocano un ruolo rilevante, ma che molto di frequente, come ha rilevato una indagine della Corte dei Conti, non dispongono di figure tecniche per poter realmente avviare i cantieri di messa in sicurezza".  "Resta critica – precisa il Centro studi Cni – la durata delle diverse fasi che portano alla realizzazione delle opere di mitigazione e di prevenzione.In Italia la durata media totale di realizzazione di opere di contrasto al rischio idrogeologico e di 4,8 anni, di cui mediamente 2,3 anni vengono assorbiti dalla fase di progettazione, 7 mesi vengono impiegati per l’affidamento e 1,8 anni per l’esecuzione effettiva dell’opera.

La fase esecutiva risente pertanto delle fasi precedenti, ma soprattutto i tempi di attraversamento, ovvero i tempi amministrativi e i tempi morti rappresentano il 48,6% del tempo totale per la realizzazione di un’opera in ambito idrogeologico". "Negli anni – osserva – le risorse pubbliche disponibili sono state prevalentemente devolute ad interventi emergenziali, cioè successivi ad eventi catastrofici, mentre minore spazio è stato dedicato alla prevenzione con una prospettiva di medio-lungo periodo.La Corte dei Conti sottolinea come lo stesso Piano ProteggItalia non ha individuato strumenti di pianificazione territoriali efficaci in grado di attuare una politica di prevenzione efficace e non sono mai stati individuati con chiarezza interventi prioritari distinguendoli da quelli urgenti".

Per il Centro studi Cni "il Piano ProteggItalia non ha unificato i criteri e le procedure di spesa di competenze di Ministeri e Dipartimenti diversi e non ha risolto il problema dell’unicità di interventi con sfumature e obiettivi diversi.Non sembra esservi stata negli ultimi anni una accelerazione nell’uso delle risorse finanziarie disponibili il che chiama in causa complessità procedurali a monte, gestite dalle Amministrazioni competenti per i singoli capitoli di spesa, fatta eccezione per il Dipartimento della Protezione Civile che opera in regime di emergenza".  "La Corte dei Conti – ricorda – sottolinea inoltre la ridotta capacità progettuale e di spesa delle Regioni e anche degli stessi commissari straordinari/Presidenti delle Regioni anche a causa della carenza di strutture tecniche dedicate alla programmazione e monitoraggio degli interventi in ambito idrogeologico". "Il consistente numero di strutture di indirizzo e gestionali (strutture di missione, cabine di regia, segreterie tecniche e task force) – precisa – istituite negli anni, secondo la Corte dei Conti non sembrano avere contribuito in modo determinate a realizzare un piano efficace di interventi".

Il Centro studi Cni mette poi in evidenza come "la scarsa capacità di spesa delle amministrazioni pubbliche in termini di interventi di prevenzione dal rischio idrogeologico è il frutto di progetti di scarsa valenza pratica perché basati su ipotesi di massima che poi non vengono approfondite per cambi di orientamento o per lunghezze autorizzative". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, Italia deferita a Corte Ue per contratti insegnanti precari

0

(Adnkronos) – La Commissione europea deferisce l'Italia alla Corte di Giustizia dell'Ue perché non ha posto fine, come richiesto, all'uso "abusivo" di contratti a tempo determinato e a condizioni di lavoro "discriminatorie" nella scuola.Secondo la Commissione, l’Italia "non dispone" delle norme necessarie per vietare la discriminazione relativa alle condizioni di lavoro e l’uso "abusivo" di successivi contratti a tempo determinato.  La Commissione constata che la normativa italiana che determina la retribuzione degli insegnanti a tempo determinato nelle scuole pubbliche non prevede una progressione retributiva incrementale basata sui periodi di servizio precedenti, cosa che "costituisce una discriminazione rispetto ai docenti assunti a tempo indeterminato, che hanno diritto a tale progressione retributiva". Inoltre, contrariamente al diritto comunitario, l’Italia non ha adottato misure efficaci per prevenire l’utilizzo abusivo di successivi contratti di lavoro a tempo determinato del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nelle scuole statali.

Tutto questo, sottolinea l'esecutivo Ue, viola la normativa europea sul lavoro a tempo determinato.La Commissione ritiene che gli sforzi delle autorità siano stati finora insufficienti e deferisce pertanto l'Italia alla Corte di Giustizia.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue Fano, Burioni ancora all’attacco su kit anti-zanzara: “Errore di comunicazione come Chiara Ferragni?”

0

(Adnkronos) – "Sempre più surreale la storia del kit antizanzare per contrastare la Dengue a Fano".Il virologo Roberto Burioni torna all'attacco via social, dopo i post di ieri in cui domandava quale fosse il principio attivo contenuto nel prodotto repellente incluso nel kit in vendita in farmacia, a base di oli essenziali di lavanda e menta.

Oggi un nuovo appunto: "Il prodotto non funziona, ma potete sostituirlo (se venite autonomamente a sapere che non funziona, però)", osserva commentando un articolo di stampa in cui si cita il presidente della società Aset che gestisce le farmacie comunali della località marchigiana.  "Come per Chiara Ferragni, si tratta di un 'errore di comunicazione'", scrive Burioni in merito alle dichiarazioni riportate in cui le farmacie ammettono "un errore di comunicazione perché non abbiamo spiegato alla gente che quello in vendita è un 'kit base', ma che poi il prodotto può essere sostituito, grazie alla consulenza del farmacista, con uno più aggressivo, in base alla caratteristiche della persona, senza spendere un euro in più".E' un errore di comunicazione "che sarebbe opportuno evitare – chiosa lo scienziato – quando sono professionisti sanitari che 'comunicano' ai cittadini come prevenire una infezione molto pericolosa". Il professore di virologia e microbiologia dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano conclude con un "PS: il presidente delle farmacie comunali di Fano, Giacomo Mattioli, rassicura i cittadini affermando che il repellente contenuto nel kit è utile.

Però si dimentica di dirci la cosa più importante, e io ripeto la domanda: qual è il principio attivo contenuto in questo repellente?
", insiste Burioni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Blitz anticamorra a Napoli, nel mirino clan De Micco-De Martino: controllava le case popolari di Ponticelli

0

(Adnkronos) –
Blitz anticamorra oggi al centro di Napoli: 60 gli arresti.Nel mirino il clan De Micco-De Martino che "aveva il controllo assoluto di gran parte della città", ha detto il procuratore Nicola Gratteri sottolineando che "oggi i cittadini di Napoli sono un po' più liberi e possono scegliere da che parte stare". Le persone arrestate sono gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al furto, concorso esterno in associazione mafiosa, tentato omicidio, possesso ingiustificato di armi e ordigni esplosivi, estorsione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, furto e ricettazione.  Secondo l'indagine, condotta tra il 2021 e il 2022, il clan De Micco-De Martino controllava chi poteva risiedere negli alloggi popolari nel rione Ponticelli.

In particolare è stata documenta l’esistenza e l’operatività del gruppo camorristico, operante nell’area orientale del capoluogo e in alcuni comuni della provincia, facente capo alle famiglie De Micco (Bodo) e De Martino (XX), espressione, sui predetti territori, del più noto clan Mazzarella.  Tra i dettagli emersi nel corso delle indagini, c'è la gestione degli alloggi popolari, con tanto di prezziario, all'interno delle cosiddette nel rione Fiat del quartiere Ponticelli.Le indagini hanno dimostrato come il coan gestisse, in modalità monopolistica, il racket degli alloggi popolari, grazie alla capacità di affidare le abitazioni a persone compiacenti e dietro il pagamento dai 2500 ai 5mila euro.

Il clan controllava anche i servizi di pulizia dei comprensori popolari di Ponticelli, affidati a soggetti affiliati ai quali gli inquilini erano costretti a rivolgersi. Sugli alloggi popolari occupati illegalmente, "i clan creano condizioni affinché non entrino altre persone estranee all'organizzazione" ha spiegato Gratteri.  Circa 350 gli operatori della Polizia di Stato che questa mattina hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P.del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati oltre 200 chilogrammi tra cocaina, eroina, marijuana e droghe sintetiche.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turismo, al via Ttg Travel Experience e Inout: alla Fiera di Rimini 2.700 espositori e 200 talk

0

(Adnkronos) –
Ttg Travel Experience e InOut|The Contract Community, le manifestazioni italiane di riferimento per la promozione del turismo mondiale e l’accoglienza turistica, organizzate da Italian Exhibition Group, scaldano i motori.Dal 9 all’11 ottobre, alla Fiera di Rimini, ci saranno oltre 2.700 espositori, più di 1.000 buyer provenienti da 75 Paesi, 55 start-up con le migliori innovazioni di settore e più di 250 speaker che interverranno negli oltre 200 talk sui palchi delle 9 Arene dedicate a confronti e dibattiti.

Un ricco programma con ospiti di fama internazionale in cui si parlerà dello stato attuale del turismo, partendo dai dati più recenti: la stagione estiva 2024 infatti restituisce un bilancio positivo per l’Italia, con oltre 215 milioni di presenze, secondo i dati Fipe-Confcommercio, e una crescita dell’1,6% rispetto all’estate 2023.  Diversi i talk di riferimento: si parte mercoledì 9 alle ore 12 con la opening ceremony (Main Arena, hall Sud) alla quale prenderanno parte importanti figure istituzionali per proseguire alle 14,30 con Turismo territoriale e portali: la verità dietro i numeri in programma alla Village Arena (padiglione A2).Mentre, analizzando gli scenari dei prossimi anni, occorre segnalare sempre mercoledì 9 alle 16,30 Travel&Hospitality Vision +25 by Ttg (Main Arena), con la rilevazione dei segnali che orienteranno le scelte del mercato turistico nei prossimi 3 anni.  Ancora, giovedì 10 è da non perdere 'In dato Veritas': i 5 trend di consumo del mercato turistico (Main Arena, 11-13) in un’analisi realizzata dall’Osservatorio Travel del Politecnico di Milano.

Infine, 'Turismo obiettivo 2035: momento della verità e nuove sfide' con Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia (Main Arena, mercoledì 10 alle 15,30). Spazio anche a prestigiosi riconoscimenti, come il concorso Nona edizione Oscar degli stabilimenti balneari ‘Best Beach’ (Beach Arena, Padiglione B7-D7, dalle 16,20 alle 17,30) promosso dal portale online di riferimento Best Beach, o il 'Ttg Star 2024 Personaggio dell’anno' selezionati dalla redazione e dal direttore di Ttg Italia e InOut Review, Remo Vangelista.Infine, da segnalare anche importanti dibattiti come 'Tourism Dream Gap: la verità sulla leadership femminile nelle imprese del turismo' (giovedì 10 ottobre, 14,20-15,20 alla Main Arena) o 'La verità sui Millenials e Gen Z: come trovare un’intesa tra chi offre e cerca lavoro' (venerdì 11 ottobre dalle 12,10 alle 13,10 alla Village Arena, padiglione A2). In contemporanea con Ttg Travel Experience, alla Fiera di Rimini ci sarà anche InOut|The Contract Community, il format ideato sempre da Italian Exhibition Group e dedicato all’intera community dell’indoor e dell’outdoor per l’accoglienza turistica.

D’altronde, in Italia il turismo en plein air è in crescita.In base ai dati Faita la stagione estiva appena trascorsa ha totalizzato 11,4 milioni di arrivi complessivi tra italiani e internazionali, pari al 3,5% in più rispetto alla stagione estiva 2023, mentre le presenze ammontano quasi a 71 milioni, con un incremento del 1,3%.  Non mancheranno quindi talk di riferimento sull’accoglienza turistica outdoor e indoor.

Mercoledì 9 alle 14 (Main Arena) ecco 'Turismo agricolo come strumento identitario e rigenerativo', mentre un focus specifico sarà dedicato al turismo nautico – settore che 2023 ha visto le prenotazioni salire del 130% rispetto al 2022 con un +53% di spesa media degli italiani nel comparto – attraverso 'La promozione del turismo nautico in Italia come occasione di sviluppo turistico ed economico' (BeActive Arena, padiglione B4) alle 13,20. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arriva guida ‘Pianeta=Casa’, II edizione dedicata all’economia circolare

0

(Adnkronos) – Raccontare i cicli della natura e l’importanza dell’economia circolare nella nostra vita quotidiana.Viene pubblicata oggi la seconda edizione di 'Pianeta=Casa', la guida gratuita dedicata al tema dell’economia circolare.

Frutto della collaborazione di Procter&Gamble Italia, Altroconsumo, Corepla, Eiis e Wwf Italia: realtà diverse, ma che condividono l’impegno per la sostenibilità, nonché l’obiettivo di aiutare a comprendere l’importanza della salvaguardia dell’ambiente e di uno stile di vita meno gravoso per il Pianeta, informando e sensibilizzando le persone di ogni età rispetto ai comportamenti quotidiani che possono fare la differenza.  A partire dal concetto di 'economia circolare' e delle '4 R' (ridurre, riciclare, riparare, riusare), passando dall’eco-design, fino alle buone pratiche sostenibili come il risparmio dell’acqua e la raccolta differenziata, per salvaguardare le risorse del Pianeta e di tutti gli esseri che lo abitano.Come l’edizione 2023, la guida 'Pianeta=Casa.

Impariamo l’economia circolare' è un grande viaggio sostenibile in due tappe.La prima parte è un’esplorazione dei cicli naturali a cui l’economia circolare si ispira: dal ciclo della vita a quello dell’aria, dal ciclo dell’acqua a quello del suolo, la guida mostra come la natura funziona a cicli chiusi e non conosce rifiuti.

Sono i comportamenti umani a provocare la rottura dei cicli naturali, che da chiusi diventano aperti, con conseguenze evidenti: cambiamenti climatici, minore fertilità dei suoli, diffusione di sostanze tossiche, minore biodiversità. La seconda parte della guida, ripercorrendo i cicli naturali, spiega come mettere in pratica un approccio circolare nelle nostre case per risparmiare e non gravare troppo sul Pianeta: nel 'Ciclo dell’aria in casa' suggerisce strategie efficaci ed economiche per una buona qualità dell’aria nelle nostre abitazioni, nel 'Ciclo dell’acqua in casa' fornisce consigli per limitare gli sprechi di acqua, nel 'Ciclo dei rifiuti' spiega come una corretta raccolta differenziata permetta di rimettere in circolo materiali preziosi, e nel 'Ciclo dei rifiuti organici' come ridurre lo spreco alimentare e conferire correttamente i rifiuti organici che rappresentano l’inizio dell’economia circolare, per la rigenerazione del suolo.In tutti i casi, quelli suggeriti da 'Pianeta=Casa.

Impariamo l’economia circolare' sono accorgimenti che è possibile adottare senza difficoltà nel quotidiano.Coinvolgendo anche i più piccoli, a cui la guida dedica curiosità, semplici laboratori o brevi quiz per aiutarli a comprendere il valore della sostenibilità.  Per Paolo Grue, presidente e ad di Procter&Gamble Italia, "attraverso il programma di cittadinanza d'impresa 'P&G per l’Italia' stiamo sostenendo azioni concrete di sostenibilità ambientale e sociale in tutto il Paese, e la guida 'Pianeta=Casa' ne è un meraviglioso esempio.

Si tratta di un'iniziativa di educazione ambientale che contribuisce a informare e sensibilizzare le persone, a partire dai più piccoli e nella concretezza della loro quotidianità, su come funziona la natura e su come le loro azioni la influenzino.A livello globale, ci siamo posti obiettivi di sostenibilità ambiziosi e abbiamo avviato diverse iniziative per tutelare l'ambiente.

I nostri marchi continuano a innovare per offrire prodotti sempre meno impattanti, ma non basta: gli studi Lca dimostrano che la maggior parte delle emissioni legate ai nostri prodotti si genera in fase di utilizzo, ovvero a casa.Ecco perché è indispensabile che ognuno di noi adotti comportamenti più sostenibili, a partire da piccoli accorgimenti che, senza stravolgere la nostra quotidianità, possono fare un'enorme differenza per il Pianeta che chiamiamo casa".  "Con la collaborazione alla guida 'Pianeta=Casa.

Impariamo l’economia circolare', rinnoviamo il nostro impegno per promuovere una cultura del consumo consapevole – dice Federico Cavallo, responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo – Come Altroconsumo, siamo da sempre impegnati nel sensibilizzare sull’importanza di adottare stili di vita sostenibili e nel supportare le buone pratiche quotidiane legate all’economia circolare.Ogni gesto individuale può davvero fare la differenza per il nostro pianeta, contribuendo a un cambiamento collettivo.

Come ribadiamo anche con la nostra piattaforma-manifesto 'Impegnati a cambiare', ogni scelta individuale e consapevole può diventare il tassello fondamentale di un cambiamento collettivo e il motore di un futuro più sostenibile".  "La cultura della sostenibilità si fonda sulla conoscenza delle buone pratiche da adottare e, soprattutto, sulla consapevolezza di poter dare un contributo attraverso dei semplici gesti quotidiani, come fare correttamente la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica – rimarca Andrea Campelli, direttore della Comunicazione e delle Relazioni Esterne di Corepla – Attraverso questa guida, e grazie a dei partner di valore, abbiamo voluto dar vita a un progetto di responsabilità condivisa, il risultato di un nuovo approccio dove aziende e associazioni collaborano per promuovere il bene comune con l'obiettivo di tracciare insieme un nuovo percorso all'insegna della sostenibilità".  "La sostenibilità è un gioco di squadra, dove il raggiungimento dell’obiettivo finale non dipende dalla 'somma', ma dal 'prodotto' dei diversi contributi apportati dai singoli attori coinvolti.In pratica, quindi, basta che uno solo dei soggetti che compongono la filiera non faccia la sua parte per azzerare lo sforzo fatto da tutti gli altri.

Ecco perché l’impegno nell’educare i cittadini a uno stile di vita più sostenibile è fondamentale per l’intero mercato dei beni di consumo", sottolinea Carlo Alberto Pratesi, presidente di Eiis – European Institute of Innovation for Sustainability. Per Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del Wwf Italia, "non passa settimana senza che la scienza mandi allarmi sulla gravità della crisi ambientale.La specie umana da tempo ha cambiato le regole del gioco, modificando l’ambiente, per adattarlo a sé mentre in passato si adattava ad esso.

La questione centrale diventa la sostenibilità (o insostenibilità) delle attività umane per la biosfera, che non ha bisogno di noi, ma da cui invece noi strettamente dipendiamo.Ripensare il rapporto tra le nostre società, l'economia e la natura è fondamentale per recuperare il debito nei confronti degli ecosistemi e sanare la frattura che nel tempo si è creata, agendo sulle cause e non sugli effetti.

La guida 'Pianeta=Casa' ci racconta come l'osservazione della natura stessa debba essere fonte di ispirazione, ma anche strumento di innovazione". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alvaro Morata contro il sindaco di Corbetta: “Ha violato la mia privacy”

0

(Adnkronos) –
Alvaro Morata costretto a cambiar casa in tutta fretta e in polemica pubblica con il sindaco di Corbetta, Marco Ballarini.Il calciatore spagnolo ha attaccato il primo cittadino del comune dell'hinterland milanese con una storia Instagram: "Egregio signor sindaco, la ringrazio per aver violato la mia privacy.

Fortunatamente non posseggo alcun bene di valore, l'unico tesoro sono i miei figli la cui incolumità è stata da lei turbata". Ballarini, infatti, aveva condiviso un post il giorno prima annunciando il trasferimento del nuovo attaccante del Milan. "No, non è un pesce d'aprile in anticipo.Il campione Alvaro Morata – scriveva su Instagram – è il nostro nuovo concittadino di Corbetta!

Il bomber spagnolo, neo acquisto del Milan, sta ultimando le pratiche per il trasferimento ufficiale nella sua nuova (meravigliosa) casa nella nostra città".Parole che hanno svelato pubblicamente la nuova residenza del calciatore, che con questa scelta cercava maggior privacy possibile, come da lui stesso ammesso: generalmente infatti i giocatori del Milan scelgono di risiedere in zone centrali, oppure in aree limitrofe a San Siro o Milanello. "Pensavo che il comune di Corbetta potesse garantirmi una certa privacy invece – ha continuato Morata nella storia Instagram – mi trovo a dover cambiare casa nell'immediato grazie alla sua incapacità di utilizzare i social e proteggere i suoi cittadini". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto, Castelli: “4,2 miliardi per la ricostruzione pubblica, 20mila i cantieri già completati”

0

(Adnkronos) – "In questi 18 mesi da commissario del governo abbiamo lavorato senza sosta con i presidenti delle Regioni Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio, per la ricostruzione e la rinascita dei territori dell'Appennino centrale colpiti dal sisma del 2016.C'è stato un decisivo lavoro di squadra".

Così Giulio Castelli, commissario straordinario Sisma Centro Italia 2016, ha ripercorso il lavoro fatto durante il terremoto, intervenendo alla seconda giornata del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena.,  "C'erano tre grandi crisi – sottolinea – sismica climatica e demografica.Sono circa 20mila i cantieri autorizzati e 11mila quelli già completati.

Stiamo lavorando per riportare i cittadini nelle loro case.Le richieste di contributo presentate per la ricostruzione privata sono 31mila, per quasi 14 miliardi di euro di valore complessivo.

Per la ricostruzione pubblica sono stati stanziati 4 miliardi e 200 milioni di euro per oltre 3.500 interventi.Complessivamente è stato avviato il 95% delle opere programmate.

Si lavora per Città e Paesi sicuri, sostenibili e connessi".  "Grazie al NextAppennino (programma per il rilancio economico e sociale delle regioni del Centro Italia colpite dai terremoti del 2009 e del 2016) – spiega – sono stati stanziati 1 miliardo e 80 milioni di euro per oltre 870 interventi.Sono state assegnate risorse per 700 milioni per il rilancio economico e sociale.

Ad oggi a sostegno delle imprese sono state garantite concessioni per quasi 500 milioni di euro, per 1400 progetti.E' stato stanziato 1 miliardo e mezzo per oltre 450 interventi di edilizia scolastica, 62 milioni per la ricerca universitaria.

Con 71 milioni sono stati finanziati 22 comunità energetiche rinnovabili.La rinascita, inoltre, passa anche per le strade con 300 milioni di euro per la struttura viaria".  "La professionalità degli ingegneri fa parte delle soluzioni al problema della prevenzione.

La prevenzione deve essere infatti oggetto di formazione, di specializzazione, ma anche di sensibilizzazione culturale.L'ingegnere è un portatore sano di questo messaggio.

Ringrazio – sottolinea – per l'apporto che quotidianamente viene dato dagli ingegneri a questa complessa opera di ricostruzione dopo il sisma del 2016, che ha visto 70.000 edifici lesionati, 1.200 edifici di culto, 5.000 beni culturali.E' stata una devastazione che però ha consentito anche di introdurre metodiche sperimentali e di innovazione che fanno di questa ricostruzione, spero di poter dire, un grande contributo all'ingegneria sismica italiana".  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salerno, finisce in carcere per corruzione il presidente della Provincia Alfieri

0

(Adnkronos) – Finisce in carcere per corruzione il presidente della provincia di Salerno, Franco Alfieri arrestato oggi, 3 ottobre, in un blitz della Guardia di Finanza di Salerno.I finanzieri hanno dato esecuzione a un'ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali nei confronti di 6 indagati a cui risultano contestati a vario titolo i reati di turbata libertà degli incanti e corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, procedendo contestualmente al sequestro, nella forma diretta e per equivalente, di un ammontare superiore ai 543.000 euro.  In particolare – si legge in una nota a firma del procuratore Giuseppe Borrelli – è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di Franco Alfieri, attuale sindaco di Capaccio Paestum e presidente della Provincia di Salerno, nonché la custodia domiciliare nei confronti di Vittorio De Rosa ed Alfonso D'Auria rispettivamente legale rappresentante e procuratore speciale della Dervit spa, Elvira Alfieri, legale rappresentante della Alfieri Impianti S.rl nonché sorella del sindaco, Andrea Campanile, dipendente del comune di Capaccio facente parte dello staff del sindaco, e Carmine Greco responsabile tecnico del comune di Capaccio nonché Rup dei procedimenti di cui alle contestazioni.  Le indagini, condotte congiuntamente dal Gruppo della Guardia di Finanza di Eboli e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno, hanno riguardato alcune procedure di affidamento di lavori e, in particolare, quella relativa all'intervento di adeguamento, ampliamento e efficientamento energetico dell'impianto di pubblica illuminazione comunale e quella relativa ai lavori di adeguamento e riqualificazione energetica della pubblica illuminazione stradale del Comune, con corpi illuminanti a Led e sistemi automatici di regolazione – telecontrollo e telegestione del fusso luminoso, entrambe bandite dal Comune di Capaccio Paestum ed aggiudicate dalla Dervit Spa.  Alfieri, secondo le accuse, da sindaco di Capaccio Paestum, avrebbe affidato un appalto alla sorella. È una delle accuse principali mosse a Franco Alfieri, fedelissimo del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca.  Secondo la ricostruzione degli inquirenti, fondata su intercettazioni e sugli esiti dell'esame della documentazione, anche informatica, acquisita nel corso di perquisizioni svoltesi il 30 gennaio, molto tempo prima dell'ufficiale indizione delle gare finite nel mirino degli investigatori, Campanile e D'Auria, operando il primo in nome e per conto di Francesco Alfieri e il secondo in nome e per conto di Vittorio De Rosa, legale rappresentante della Dervit, avrebbero concordato le strade da inserire nel progetto esecutivo concernente le future gare, i tempi e i costi dei singoli interventi, nonché ogni altro dettaglio tecnico dei futuri lavori, dando per certo che sarebbe stata la Dervit spa ad aggiudicarsi gli appalti.  Proprio la ditta della sorella di Alfieri, dopo il perfezionamento degli accordi sopra descritti, avrebbe provveduto – attraverso sue propaggini organizzative – alla materiale redazione degli atti delle due procedure.

Contestualmente, Carmine Greco, operando sempre su mandato del sindaco Alfieri, aveva conferito un incarico in una delle procedure a un professionista esterno affinché questi firmasse gli atti materialmente redatti dalla Dervit spa, prevedendo peraltro il pagamento della somma di circa 70mila euro, poi materialmente non corrisposta.In un'altra procedura – scrive in una nota il procuratore di Salerno, Giuseppe Borrelli – lo stesso Greco si sarebbe personalmente assunto la paternità degli atti predisposti dalla società che si sarebbe aggiudicata l'appalto.

Infine, sempre Greco si sarebbe adoperato per invitare a partecipare alle procedure negoziate ditte compiacenti o non aventi i requisiti per aggiudicarsi le gare, in modo tale da rendere blindata l'aggiudicazione alla Dervit.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pellicer (Ivi): “Sono cambiate le priorità per le coppie, serve il welfare per sostenere la natalità”

0

(Adnkronos) – “Sono cambiate le priorità.In generale si è creato un contesto meno favorevole alla natalità.

In Italia, come in Spagna, le coppie tendono a posticipare la genitorialità a causa di molteplici fattori socioeconomici.La donna ha fatto passi avanti in termini di empowerment, assumendosi responsabilità in ambito professionale che prima erano prerogativa maschile.

La maternità non è più vista come una tappa obbligatoria, ma come una scelta consapevole.Ma questo, per la mancanza di un sostegno concreto da parte delle istituzioni, rende più difficile, per chi desidera avere figli, farlo in un’età biologicamente ottimale”.

Così Antonio Pellicer, presidente e fondatore del Gruppo IVI e uno dei massimi esperti in Pma d’Europa, analizza con l’Adnkronos i fattori che incidono sull’attuale trend demografico. Sono i numeri della procreazione medicalmente assistita a mostrare quanto sia cambiato il contesto.Dal 2010 a oggi, l’età media al parto delle donne italiane è salita da 31 a oltre 33 anni.

In vent’anni è quasi raddoppiata la richiesta di trattamenti per la procreazione medicalmente assistita (pma) che ha fatto nascere più di 200mila bambini nel nostro Paese.Ma il Registro nazionale della pma mostra anche un dato preoccupante.

L’età media delle donne che si sottopongono a cicli di pma è aumentata considerevolmente, passando dai 34 anni nel 2005 ai 37 anni nel 2022.Questo cambiamento si riflette anche nella crescente percentuale di donne sopra i 40 anni che accedono a tali trattamenti, che è passato, in due decenni, dal 20,7% al 34% nel 2022.

Questo spostamento verso un’età più avanzata non è solo un dato statistico, ma lo specchio di un mutamento sociale più ampio. “È avvenuto un cambiamento significativo nel modo in cui le nuove generazioni percepiscono la genitorialità – sottolinea il professor Pellicer – in passato, avere figli era spesso visto come un obbligo sociale, una tappa inevitabile della vita adulta.Oggi, invece, le giovani generazioni non sentono più questo peso e non desiderano essere forzate a fare questa scelta.

La genitorialità è diventata una decisione consapevole e ponderata, che si colloca in un contesto di valori e condizioni di vita molto diverse rispetto al passato.Per favorire la genitorialità – suggerisce Pellicer – la società dovrebbe creare un contesto favorevole in cui la scelta di avere figli possa essere libera e supportata da politiche che garantiscano benessere e sicurezza per le famiglie.

Le coppie che desiderano avere dei figli, nonostante tutto, sono tante, ma questa scelta è strettamente legata alla volontà di poter garantire ai propri figli un ambiente in cui possano crescere in condizioni di benessere.In questo contesto, il percorso di carriera e la realizzazione personale giocano un ruolo fondamentale. “Infatti, al crescere dell’importanza della carriera e del valore della realizzazione personale non è corrisposto un adeguato sviluppo del welfare, di strumenti di supporto e di aiuto.

Al termine degli studi universitari – spiega – le donne sono nel picco della fertilità, ma entrambi i partner sono all’inizio del percorso per raggiungere l’indipendenza e la stabilità economica, comprare casa è più difficile, e così passano gli anni.Il risultato è che le coppie spesso scelgono di avere figli in un momento che per loro sembra ideale, ma che biologicamente potrebbe risultare tardivo”.

Nella nostra società il desiderio di un figlio si affaccia a più di trent’anni, ma “c’è un orologio biologico che nessuno può fermare – sottolinea Pellicer – In questo contesto, la medicina della riproduzione, pur non essendo sempre la soluzione, potrebbe aiutare a invertire la rotta.Le coppie, però, dovrebbero essere aiutate maggiormente nel loro percorso di cura dell’infertilità con migliore informazione”. È importante, ad esempio sapere che “dopo i 36-37 anni, la qualità degli ovuli tende a peggiorare, rendendo più difficile il concepimento.

La pma offre una soluzione quando l’età, o altri fattori biologici, riducono le possibilità di concepire naturalmente, ma la chiave è la consapevolezza.Congelare gli ovuli sani quando si hanno trent’anni permette di preservare la fertilità per il futuro.

Mentre infatti la qualità degli ovuli diminuisce con l’età, la capacità dell’utero di portare avanti una gravidanza si mantiene fino ai 45-48 anni.Con la pma, inoltre, è possibile selezionare gli ovuli migliori e gli embrioni sani, per aumentare le possibilità di successo, e ridurre i tempi per ottenere una gravidanza.

Fino ai 38 anni, con le tecniche di fecondazione si ottengono il 50% di embrioni sani, a 42 anni, solo il 30% si può impiantare, il 70% infatti non sono sani, ma a 44 anni la percentuale di embrioni utili si riduce al 10%.Questo è l’orologio biologico”. Nel caso in cui la qualità degli ovuli di una aspirante madre non fossero di buona qualità o fossero falliti ti i tentativi precedenti, è possibile ricorrere alla pma eterologa che prevede l’impiego di ovuli donati da una donna esterna alla coppia. “In questo caso – evidenzia Pellicer – la percentuale di successo diventa superiore al 90% se si utilizzano almeno 3 embrioni, offrendo a molte coppie la possibilità di realizzare il sogno di avere un figlio”.

Un’altra cosa che può fare la pma è accorciare i tempi per il concepimento. “Ogni mese, la probabilità di una coppia, all’apice della fertilità, quindi tra i 23 e 25 anni, di avere un figlio naturalmente, è intorno al 22%, ma intensificandosi rapporti, aumenta la probabilità di avere una gravidanza.Nel caso della Pma, la gravidanza inizia proprio nel momento in cui l’embrione è posto in utero con una probabilità del 65%.

Per arrivare al 90% sono necessari 3 embrioni: se infatti il primo tentativo non va a buon fine, si può provare il mese successivo e, nell’altro.Arriviamo addirittura al 98% con 5 embrioni”. Attenzione, però. “Dobbiamo essere onesti – avverte Pellicer – Nonostante i progressi della medicina riproduttiva, è sempre meglio cercare di avere figli prima dei 37 anni, quando la fertilità è ancora alta.

La Pma non può sostituire l’importanza di incentivare la ricerca di un figlio in età più giovane.Anche nei Paesi più avanzati nel campo della Pma, come Danimarca e Spagna – precisa il professore – solo il 10-11% dei bambini nasce grazie a queste tecniche.

In Italia siamo introno al 4%.In ogni caso, il 90% e oltre dei nuovi nati arrivano da gravidanze naturali.

Questo significa che il supporto alla natalità deve essere integrato da politiche sociali e culturali solide – non bonus una tantum ma servizi e sgravi fiscali – che incoraggino le coppie a diventare genitori quando hanno un’età biologicamente più favorevole”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro al seno, la psiconcologa Dimastromatteo: “Per le donne siamo centrali”

0

(Adnkronos) – Il tumore al seno metastatico riguarda 37mila donne in Italia.Le nuove terapie hanno ampliato l'aspettativa di vita e quindi aperto alla possibilità di ritorno al lavoro per le pazienti.

Ma per una donna che riceve una diagnosi di tumore al seno metastatico "diventa sempre più centrale la figura dello psico-oncologo che svolge un ruolo di accoglienza, di supporto, di affiancamento e orientamento emotivo".Così all’Adnkronos Salute la psiconcologa Pauline Emma Dimastromatteo.  "La donna che riceve una diagnosi di tumore al seno metastatico vive una fase di profondo shock e di profondo disagio – spiega Dimastromatteo – a tal punto che se ne cambia la percezione della propria vita, delle proprie relazioni e di sé, ma anche quella della propria quotidianità, delle proprie abitudini.

La malattia, dunque, rappresenta un momento di profondo distress emotivo.La donna è disorientata perché dalla diagnosi alla fase del trattamento spesso non ha neanche il tempo di elaborare che cosa stia succedendo.

Quindi compito dello psico-oncologo è ascoltare la paziente e i suoi nuovi bisogni ed emozioni, informarla su malattia e terapie e aiutarla ad affrontare sofferenza, fatica, paure, compresa quella di vivere il cambiamento del proprio corpo e di relazionarsi con i figli, partner e famiglia.Quindi lo psiconcologo ha il ruolo di accompagnare la donna in una fase di cambiamento e di adattamento". Il cancro al seno è uno dei tumori "più diffusi tra le donne di tutto il mondo – ricorda l'esperta – Quando però si parla di tumore al seno metastatico, si associa anche da un punto di vista collettivo, di conseguenza anche per la donna che riceve questa diagnosi, l'angoscia dell'incurabilità.

In realtà, l'avanzamento delle terapie ci dice che anche il tumore al seno metastatico è curabile, perché l'aspettativa di vita è aumentata.La sopravvivenza può durare anni e anni e quindi è associabile ad uno stato di malattia cronica, cronicizzabile.

Tuttavia le donne, nonostante questi dati incoraggianti, hanno uno sguardo verso il futuro molto incerto e precario". L'impatto psicologico "è molto forte – sottolinea Dimastromatteo – Il supporto psicologico è un fattore fondamentale e imprescindibile.Non a caso l'Organizzazione mondiale della sanità ci ricorda che la salute è una questione di corpo e di mente in un'ottica olistica.

Quindi, una donna che si prende cura della propria vita, che non si identifica con la malattia, ma che integra diversi aspetti e diverse fasi della sua vita è una donna che migliora anche le proprie risposte immunitarie e, di conseguenza, migliora anche le risposte del suo organismo ai trattamenti contro il tumore".Nel rientrare al lavoro, le problematiche psicologiche che una donna con tumore al seno metastatico deve affrontare sono diverse: si va dall'imbarazzo alla paura di ritorsione.  "Sicuramente il rientro al lavoro è un momento molto delicato perché, se da una parte rappresenta un primo passo di ritorno alle abitudini e a una normalità – precisa l'esperta – è anche un momento stressante.

Mentre la donna si è occupata della propria salute, l'ambiente di lavoro è andato avanti, il team ha proseguito nelle sue dinamiche.Quindi, anche in questo caso la paziente vive una fase di distress che in qualche modo può essere elaborata all'interno di uno spazio psiconcologico".

Il primo passo per affrontare un ritorno al lavoro "è sicuramente la consapevolezza di sé e dei propri limiti – rimarca Dimastromatteo – perché essersi sottoposta a delle cure salvavita significa per una donna aver affaticato il proprio corpo, ma anche i propri processi cognitivi, oltre che aver affaticato tutta la sfera emotiva e psicologica.Per cui riconoscere la fatica, la stanchezza, la difficoltà nel concentrarsi e la fatica nel riadattarsi ad un ambiente di lavoro diventa una presa di cura di un nuovo processo di adattamento". Come per tutti i tumori, anche il cancro al seno metastatico "è una malattia che ha un impatto sull'intero sistema familiare e sulla coppia.

Molte ricerche riconoscono come il ruolo del caregiver/partner/familiare sia imprescindibile nel favorire un buon adattamento alla malattia della persona.E' chiaro che è una diagnosi oncologica è un momento di crollo emotivo per il paziente, ma lo è anche per il familiare, il caregiver o il partner.

Per cui – conclude la psiconcologa – poter avere anche in quest'ottica uno spazio di elaborazione, di ascolto delle fatiche di ascolto delle difficoltà può diventare quell'incentivo di una comunicazione più aperta, più sincera, più genuina tra la paziente e il partner, ad esempio per andare in una direzione che sia più salutare, per il benessere della coppia o dell'intero sistema familiare".Approfondimenti sul tema sono disponibili nel sito 'E' tempo di Vita' (etempodivita.it).  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)