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Rebellin, condannato a 4 anni il camionista tedesco che investì il ciclista

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(Adnkronos) –
È stato condannato a 4 anni in primo grado, oggi in tribunale a Vicenza, Wolfgang Rieke, il camionista tedesco che il 30 novembre 2022 investì mortalmente l’ex campione di ciclismo Davide Rebellin, all’epoca 51 anni, nei pressi di uno svincolo a Montebello Vicentino (Vicenza).Il camionista, dopo l’investimento, si fermò ma non prestò soccorso a Rebellin e proseguì il suo viaggio verso la Germania, dove fu arrestato qualche tempo dopo a Münster, sulla scorta di un mandato di cattura europeo spiccato dalla Procura di Vicenza.  Il pm, per omicidio stradale aggravato dalla fuga, aveva chiesto per il 64enne tedesco una condanna a cinque anni, ma gli sono state riconosciute dal giudice le attenuanti generiche, avendo risarcito con 825mila euro la famiglia del ciclista.

Il camionista non era presente in aula, anche in conseguenza del grave ictus che l’ha colpito lo scorso maggio che aveva comportato anche la revoca degli arresti domiciliari.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allerta per partita Nazionale a Udine contro Israele, corteo comitato per Palestina

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(Adnkronos) – Allerta massima per la partita di Nations League Italia-Israele in programma questa sera allo stadio Friuli di Udine.Il comitato locale per la Palestina ha organizzato un corteo che partirà alle 17 da piazza della Repubblica per arrivare alle 19.30 in piazza XX settembre. "E' in corso un genocidio.

Non sarà una partita a farcelo dimenticare – si legge nella locandina che promuove l'iniziativa – Ottantanove realtà per un unico obiettivo: boicottare Israele". "Da undici mesi, almeno 40mila persone palestinesi sono state uccise.L'esercito israeliano ha distrutto scuole e ospedali, ha colpito centinaia di giornalisti, operatori sanitari e delle Nazioni Unite; ha impedito l'accesso a Gaza di cibo, medicinali e carburante, imponendo alla popolazione condizioni di vita disastrose e producendo una immane catastrofe umanitaria.

Continua e si intensifica – sottolineano i promotori – la violenta occupazione israeliana della Cisgiordania, con repressione di ogni forma di protesta e utilizzo di omicidi mirati extragiudiziali, bombardamenti, arresti di massa e stragi". "La presenza di Israele in questa e altre competizioni sportive, nonostante le costanti, evidenti e documentate violazioni dei diritti umani, evidenzia la volontà politica di legittimare a livello internazionale lo stato di Israele e il suo operato.Riteniamo che tutte le atrocità commesse dallo stato di Israele non debbano restare impunite e che sia urgente attivare delle sanzioni internazionali che comprendano anche la messa al bando di Israele dalla Fifa e dagli altri organismi internazionali e l'esclusione da tutte le manifestazioni sportive.

Per questo – concludono – indiciamo una manifestazione per il giorno della partita: fuori Israele dalla Fifa, fuori Israele da Udine". (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Mongardi (Image Line): “Tema condiviso a partire da scuola e campo”

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(Adnkronos) – "Oggi condividere i temi della Csr e della sostenibilità con un pubblico sempre più ampio, per noi, parte dalla scuola e dal campo".Così all'Adnkronos Gabriele Mongardi, Education and Csr Specialist di Image Line, in occasione del Salone della Csr e dell'innovazione sociale, a Milano.   "Dalla scuola, perché attraverso il progetto 'Cap4AgroInnovation – AgriFood Edition' condividiamo con le nuove generazioni il valore della sostenibilità e l'impegno per la valorizzazione delle produzioni ortofrutticole che le misure della Politica Agricola Comune supportano – spiega – Lo facciamo attraverso momenti di formazione, workshop e master class.

Dal campo, perché attraverso la community dell'agricoltura digitale di Image Line, che oggi conta di 300mila persone, mettiamo in comune conoscenze e soluzioni digitali per supportare percorsi di trasformazione ecologica dell'agricoltura.Un esempio di queste iniziative è il progetto Life VitiCaSe dedicato al Carbon Farming in viticoltura, di cui Image Line è capofila". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Anisa, con Confsal tavolo su livelli minimi in scioperi servizi sorveglianza antincendio

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(Adnkronos) –
Anisa (Associazione Nazionale Imprese Sorveglianza Antincendio) – aderente a Confindustria, nata nel 2009 dall’esigenza di tutelare il comparto della sorveglianza antincendio e dei servizi ad essa correlati e che riunisce le imprese di settore con migliaia di addetti operanti sull’intero territorio nazionale – e Confsal, Confederazione generali dei sindacati autonomi dei lavoratori, e Confsal-Vigili del fuoco Sindacato autonomo vigili del fuoco, evidenziano in una nota come, "anche grazie ai doverosi rilievi della Commissione di Garanzia, gli scioperi di Filt Cgil dello scorso 16 settembre e del 7 ottobre siano stati proclamati in modo indiscriminato senza tenere conto delle condizioni di sicurezza delle infrastrutture pubbliche e, soprattutto, degli utenti, per di più in assoluto spregio delle regole della rappresentatività sindacale; e ciò nonostante il vigente ccnl sottoscritto dalle suddette organizzazioni preveda agli artt. 10 e 11 la forma dello sciopero virtuale al pari di quanto previsto per i Vigili del Fuoco". "In effetti, l’unico contratto collettivo rappresentativo del comparto è quello della 'Sorveglianza Antincendio', applicato per l’appunto da tutte le imprese aderenti o meno alla citata associazione datoriale e operanti in strade e autostrade, ospedali, elisuperfici, stazione ferroviarie, depositi di idrocarburi, cantieri navali, enti fieristici, centri commerciali, ecc., ed è solo ed esclusivamente quello di cui sono firmatarie Anisa- Confindustria e Confsal e Confsal-Vv,, come più volte ribadito da tutta la giustizia amministrativa nonché dallo stesso ministero del Lavoro attraverso un decreto ministeriale e specifiche circolari", si ricorda. "In questo contesto, Filt Cgil continua a pretendere l’applicazione di un contratto collettivo, quale quello delle 'Guardie ai Fuochi', non attinente e conforme ai predetti ambiti operativi e di rischio, applicabile tra l’altro al solo ambito portuale, come tra l’altro ammesso anche dalla stessa associazione datoriale Angaf firmataria del suddetto ccnl", avverte. "Ad oggi, solo lo sciopero nel settore strade e autostrade – si precisa – ha una sua specifica regolamentazione volta a contemperare l’esercizio del diritto di sciopero con le imprescindibili e incomprimibili esigenze di sicurezza connesse alla natura di pubblica utilità dei servizi antincendio, attivati in forza di normative e/o provvedimenti amministrativi, aventi assoluta cogenza: in questo comparto, il bilanciamento si concretizza nell’individuazione di contingenti minimi preposti alla copertura pressoché integrale del servizio di 'Sorveglianza antincendio'”.  "Il problema sorgerebbe, quindi, quando le astensioni collettive – si spiega – interessano gli altri settori in cui operano i sorveglianti antincendio, ad esempio quello degli ospedali e delle stazioni ferroviarie, infrastrutture nelle quali, nonostante la sorveglianza antincendio continui ad essere vitale e svolta in funzione di cogenti obblighi normativi, ad oggi manca una disciplina ad hoc che obblighi le parti sociali a stabilire analoghi contingenti minimi". "È necessario, anzi è urgente, che in aggiunta a quanto già previsto dagli art. 10 e 11 del vigente ccnl 'Sorveglianza Antincendio', siano definite nuove regole – si rimarca – volte a disciplinare, ulteriormente, come in questi settori l’esercizio del diritto di sciopero garantisca nel contempo la continuità del servizio pubblico essenziale della sorveglianza antincendio nei cantieri diversi dal comparto strade e autostrade; e quindi si ponga, presso gli ospedali, le elisuperfici, le grandi stazioni ferroviarie, etc., rimedio attraverso una specifica e autonoma regolamentazione, e tanto al preciso fine di contemperare l’esercizio del diritto di sciopero con l’esigenza di assicurare a tutti, sempre e comunque, servizi essenziali", prosegue la nota. A tal fine, Anisa Confindustria e Confsal e Confsal Vvf quali firmatarie dell’unico ccnl della sorveglianza antincendio applicabile ai suddetti settori, nel mentre sono in procinto di rinnovare tale ccnl, intavoleranno un dialogo per concertare assieme una regolamentazione generale dello sciopero nella 'Sorveglianza antincendio'.Fermo restando quanto statuito dagli artt. 10 e 11 del ccnl oggi vigente e sottoscritto dalle suddette organizzazioni.

Tanto anche al fine di far cessare il prima possibile le condotte speculative di chi oggi è abituato a brandire lo sciopero come una clava contro le imprese finendo per arrecare danni soltanto ai lavoratori e a chi fruisce dei servizi pubblici essenziali, cioè a tutti noi", conclude. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da ‘Twin Peaks’ a ‘Squid Game’, a Torino prima mostra dedicata alle serie tv

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(Adnkronos) – E’ il Museo nazionale del Cinema di Torino a ospitare da oggi, lunedì 14 ottobre, al 24 febbraio prossimo il primo progetto in Italia di una mostra sulle serie tv che stanno ridefinendo un nuovo modo di guardare i film, affiancandosi ai metodi più tradizionali.  La mostra, intitolata '#Serialmania.Immaginari narrativi da Twin Peaks a Squid Game', curata da Luca Beatrice e Luigi Mascheroni e allestita al piano di accoglienza della Mole Antonelliana, è infatti un percorso espositivo che ripercorre gli strettissimi legami, le influenze, le connessioni, le affinità e le differenze fra il cinema e le serie tv dagli anni ‘90 a oggi, sottolineando come il cinema, nel corso degli anni, abbia dovuto affrontare passaggi di profonda modificazione genetica necessari per un mezzo in continua espansione ed evoluzione.  "Questa mostra ben rappresenta gli obiettivi del Museo nazionale del Cinema: mettere in luce tutte le declinazioni del cinema e ipotizzarne gli sviluppi futuri – sottolinea Enzo Ghigo, presidente del Museo – dopo il Vr e il video game, era tempo che il museo dedicasse una mostra alle serie tv, entrate oramai prepotentemente in tutte le case e Luca Beatrice e Luigi Mascheroni hanno sapientemente mescolato linguaggi, arte visiva e contenuti, provando a raccontare l’immaginario creato dalle serie Tv e il nuovo modo di fruire della narrazione".  "Con uno straordinario sforzo sul piano dell’innovazione, della qualità di scrittura e degli investimenti produttivi, le serie tv hanno dimostrato come, al pari del cinema, la narrazione televisiva sia in grado di influenzare profondamente i costumi e i consumi culturali del pubblico – spiegano Beatrice e Mascheroni – grandi serie non si limitano a raccontare storie, ma dettano mode, introducono nuovi modi di dire, impongono personaggi che restano nell’immaginario collettivo, ridefinendo e dando nuova vita ai generi cinematografici classici". "Tuttavia, – sottolineano – c’è una cosa che la serialità televisiva ha cambiato: il concetto di tempo.

In un flusso continuo di episodi, senza un vero inizio e una vera fine, la struttura narrativa si è dilatata all’infinito.Ogni serie ha sempre più puntate, stagioni, protagonisti, con un unico obiettivo, che il cinema non ha mai avuto: tenerti attaccato allo schermo, trasformando il piacere in fidelizzazione, in una mania".  Il percorso espositivo incrocia la linea cronologica con quella delle tematiche e presenta una selezione di dodici serie: 'I segreti di Twin Peaks', 'Friends', 'Breaking Bad', 'House of Cards', 'E.R.

Medici in prima linea', 'I Simpson', 'Sex and the City', 'The Crown', 'Il Trono di Spade', 'Squid Game', 'Romanzo Criminale' e 'Mare Fuori'.Ciascuno rappresentativo di un genere, spiegano i curatori, sono stati scelti tra gli innumerevoli possibili e tra i più raccontabili, quelli che meglio possono reggere ‘fuori dallo schermo’ per diventare oggetto tridimensionale e accendere nuove connessioni, talora impreviste.  Sparsi tra inquadrature e sequenze si trovano, lungo il percorso della mostra, molti riferimenti all’arte: le fotografie della periferia americana di Gregory Crewdson sembrano addirittura citazioni di Twin Peaks, Mario Schifano è una sorta di antieroe nella Roma degli anni ‘70 protagonista in Romanzo criminale, le immagini dei Car Poolers di Alejandro Cartagena ricordano in modo stringente le disavventure di Breaking Bad.

E non mancano le citazioni esplicite: in Squid Game registi e sceneggiatori hanno individuato in un’opera di Escher degli anni ‘50 una fonte iconografica precisa per esemplificare l’angoscia del futuro distopico. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diabete di tipo 2, insulina addio con semaglutide abbinata a nuova procedura

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(Adnkronos) – Ridurre o addirittura azzerare le iniezioni di insulina nei malati di diabete del tipo 2.E' la nuova promessa della semaglutide, principio attivo dell'Ozempic, il farmaco antidiabetico 'superstar' utilizzato per i suoi effetti dimagranti da volti noti come Elon Musk a Oprah Winfrey.

Abbinato a una procedura endoscopica innovativa chiamata ReCet, l'analogo dell'ormone Glp-1 ha permesso di eliminare la terapia insulinica in quasi 9 pazienti su 10.Lo dimostra una ricerca definita "rivoluzionaria", presentata durante l'edizione 2024 della Ueg (United European Gastroenterology) Week.  Il diabete di tipo 2 colpisce 422 milioni di persone nel mondo e l'obesità è un fattore di rischio significativo.

Mentre nel diabete di tipo 1 l'insulina è alla base del trattamento, cruciale per controllare la glicemia, nel tipo 2 può causare effetti collaterali come l'aumento di peso e complicare ulteriormente la gestione della malattia.C'è quindi la necessità di strategie terapeutiche alternative.  Lo studio illustrato alla Ueg Week 2024, il primo del genere sull'uomo, ha coinvolto 14 pazienti dai 28 ai 75 anni, con indici di massa corporea compresi tra 24 e 40.

Ognuno è stato sottoposto a ReCet (Re-Cellularization via Electroporation Therapy) in sedazione profonda, un trattamento volto a migliorare la sensibilità dell'organismo all'insulina che produce.Successivamente i partecipanti hanno ricevuto per 2 settimane una dieta liquida isocalorica, seguita da una terapia con semaglutide gradualmente titolata fino a 1 mg a settimana.

Sorprendentemente – riportano gli autori – al follow-up di 6 e 12 mesi l'86% dei partecipanti (12 su 14) non ha più avuto bisogno di terapia insulinica.Un traguardo che si è mantenuto fino al follow-up di 24 mesi.

Tutti questi pazienti hanno conservato il controllo glicemico, con livelli di emoglobina glicata (HbA1c) inferiori al 7,5%.La dose massima di semaglutide è stata ben tollerata dal 93% dei partecipanti, mentre uno non ha potuto aumentarla per la nausea.

Tutti i pazienti hanno completato con successo la procedura ReCet e non sono stati segnalati gravi effetti collaterali. "Questi risultati sono molto incoraggianti, suggerendo che ReCet è una procedura sicura e fattibile che, se combinata con semaglutide, può eliminare efficacemente la necessità di terapia insulinica", afferma Celine Busch dell''Amsterdam University Medical Center, autrice principale del lavoro.  "A differenza della terapia farmacologica, che richiede l'aderenza giornaliera al trattamento – sottolinea la ricercatrice – ReCet non richiede compliance e modifica la malattia: migliora la sensibilità del paziente alla propria insulina (endogena), affrontando la causa principale della patologia, al contrario delle terapie farmacologiche attualmente disponibili che al massimo riescono a controllarla". 
Gli autori hanno in programma studi randomizzati controllati più ampi per convalidare questi risultati. "Stiamo attualmente conducendo lo studio Eminent-2 con gli stessi criteri di inclusione ed esclusione e con somministrazione di semaglutide, ma con una procedura placebo o ReCet.Questo trial includerà anche analisi meccanicistiche per valutare il meccanismo di ReCet". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rifiuti Roma, Gualtieri: “Cantiere termovalorizzatore in primo trimestre 2025”

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(Adnkronos) – "L'obiettivo è di aprire il cantiere vero e proprio del termovalorizzatore nel primo trimestre 2025 e per l'estate del 2027 dovremmo avere i primi rifiuti trattati".Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, presentando in Campidoglio il progetto del termovalorizzatore a Santa Palomba.  Il sindaco ha sottolineato che "il ritardo di Roma di dotarsi di un impianto di termovalorizzazione è costato tanto alla città.

L'unico vantaggio è che partendo tardi realizzeremo un progetto tra i più avanzati al mondo".  Il nostro termovalorizzatore, ha affermato Gualtieri, "sarà avanzatissimo, le prestazioni ambientali sono oltre gli ultimi Bat, i parametri europei da rispettare.Gli ultimi Bat prevedono tra i 2-5 milligrammi di polveri al metro cubo, il nostro farà meno di 1". Il sindaco ha inoltre assicurato che "non ci saranno tir sull'Ardeatina" per far arrivare i rifiuti al termovalorizzatore.

Il sito di Santa Palomba è stato "scelto perché è un'area industriale e perché ha snodi ferroviari merci".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italiani popolo di collezionisti, nel 2023 spesa più alta che per le vacanze e in crescita

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(Adnkronos) –
Italiani popolo di collezionisti.Nel 2023, infatti, hanno speso più per il collezionismo che per le vacanze, prevedono di aumentare la spesa del 37% nei prossimi 3-5 anni e più di uno su tre ha iniziato una collezione per poterla lasciare ai posteri.

Il collezionismo, del resto, è un settore che nell'ultimo secolo ha subito cambiamenti radicali, che hanno portato alla nascita sia di nuovi modi di collezionare sia di nuove categorie da tenere d'occhio.Per approfondire il fenomeno, Catawiki, marketplace online leader per gli oggetti speciali, e Hypebeast, piattaforma leader per la moda e la cultura contemporanea, hanno collaborato per la realizzazione di un’esaustiva ricerca dal titolo '21st Century Collecting' al fine di identificare i comportamenti attuali e di anticipare le tendenze che definiranno il futuro del collezionismo.  Per farlo, sono stati utilizzati gli strumenti proprietari di Hypemind, l'autorità di insight all'interno del portafoglio di Hypebeast capace di tradurre l'intelligenza culturale in un processo decisionale strategico.

Dall’analisi, condotta in 5 Paesi europei (Italia, Francia, Germania, Belgio e Olanda), su un campione rappresentativo di più di 4.500 collezionisti e persone che vorrebbero iniziare una collezione tra i 18 e i 65 anni, è emersa una panoramica che lascia presagire una crescita della spesa che aumenterà in modo significativo nei prossimi anni.Infatti, quasi la metà degli adulti in Europa ha una collezione e spende mediamente 1.500 euro, prevedendo di aumentare la spesa di oltre il 30% nei prossimi 3-5 anni. 
Il nostro Paese, con oltre 33 milioni di italiani che oggi si definiscono collezionisti (6 su 10) è il mercato con il più alto numero di persone che hanno una o più collezioni.

Inoltre, il 16% delle persone sta valutando di iniziarne una.La forte passione dell’Italia è guidata soprattutto dagli abitanti della Lombardia, che si posizionano sul gradino più alto del podio dei collezionisti, seguiti da quelli della Campania, mentre a contendersi il terzo posto sono siciliani, laziali e veneti.

Tra le categorie preferite dagli italiani troviamo: libri (49%), orologi (33%), gioielli (32%), fotografie (32%), banconote e monete (32%). 
Nel 2023, gli italiani hanno speso in media 1.381 euro per le proprie collezioni, una passione talmente importante che supera il costo medio delle vacanze estive (1.130 euro a persona tra giugno e settembre 2023)1.Una spesa che, nei prossimi 3-5 anni, si prevede aumentare in percentuale più degli altri Paesi europei esaminati (+37%), raggiungendo quota 1.892 euro, ma che per la Gen X potrebbe aumentare fino a 2.092 euro.  “La forte passione degli italiani per il collezionismo emerge anche dai dati di Catawiki: l’Italia è il primo mercato in termini di spesa tra i Paesi chiave in cui è presente l’azienda.

Lo scorso anno, sono stati oltre 250.000 gli italiani che hanno fatto un’offerta su Catawiki, in crescita di circa il 18% rispetto al 2022”, ha dichiarato Ravi Vora, Ceo di Catawiki.Queste cifre riflettono la passione dietro questo hobby che il 96% dei collezionisti italiani vive anche tramite attività correlate sia attraverso il web che dal vivo, per rafforzare il loro legame con gli oggetti.

Essendo i collezionisti più attivi d’Europa, la maggior parte ha dichiarato di prendere parte ad eventi e fiere per rimanere in costante aggiornamento, mentre il 22% segue sui social media influencer o esperti relativi alla propria passione e un altro 22% conduce personalmente ricerche approfondite per diventare esperto nell’area di interesse. 
Ma cosa spinge gli italiani ad avere una collezione?Il 36% degli intervistati ha iniziato a collezionare per preservare gli oggetti di valore per le generazioni future.

Il 68% dei collezionisti italiani controlla regolarmente il valore della propria collezione e il 32% prevede di rivenderla per aumentare il proprio reddito (percentuale che sale al 42% per la generazione Z).Il collezionismo è vissuto in maniera diversa a seconda delle età: per la Gen Z rappresenta un nuovo modo di interagire e socializzare; i Millennials sono la generazione che attualmente spende di più per il collezionismo (1.450 euro all’anno); per la Gen X la nostalgia guida il futuro del settore; mentre i Boomer lo vivono più come un ‘affare privato’ e sono meno inclini a rivendere gli oggetti (solo il 15% sarebbe disposto a farlo). 
La tecnologia del recente passato emerge come la principale tendenza che sta plasmando il futuro del collezionismo. 
In Italia, così come in Francia e in Belgio, si prevede che oggetti tecnologici come vecchi telefoni cellulari, smartphone, videogiochi e console – che presto saranno considerati vintage – diventeranno molto ricercati.

La Germania sta invece abbracciando il collezionismo digitale e virtuale, mentre i Paesi Bassi puntano su oggetti tradizionali come gioielli, orologi, moda e arte.Ma non sono solo gli oggetti da collezione a evolversi.

La tecnologia è pronta a rivoluzionare il modo in cui i collezionisti si dedicano alla loro passione.In Italia, il 78% dei collezionisti prevede che la tecnologia avrà un impatto significativo sulle interazioni con le loro collezioni, mentre il 74% ritiene che le piattaforme di streaming trasformeranno il modo in cui gli oggetti vengono acquistati e posseduti, una prospettiva condivisa in tutti i Paesi oggetto dell'indagine. 
Mentre in Germania, Francia e Belgio si prevede che aumenteranno le collezioni di oggetti digitali e virtuali, in Italia e in Olanda ad avere nuova vita saranno oggetti tecnologici degli anni 70/80 come vecchi cellulari, smartphone, videogame e console che presto saranno considerati vintage.

La tecnologia del recente passato è tra le principali tendenze emergenti che stanno plasmando il futuro del collezionismo (soprattutto per il 78% della Gen X).Dall’altra parte, nel mondo analogico, a trainare le collezioni degli italiani saranno ancora le banconote e monete (34%), gli orologi (31%), i dischi in vinile (28%), i libri (27%) e i gioielli (25%), oltre che diamanti (21%), antiquariato (18%), fumetti (18%), francobolli (17%) e memorabilia storici (17%).

Quello su cui tutti i Paesi concordano, però, è che la tecnologia avrà un grande impatto sulle interazioni tra collezionisti (78% – 92% della Gen Z) e che le piattaforme di streaming cambieranno il modo in cui gli oggetti saranno acquistati e posseduti (74%). “L'Italia ha un ricco legame culturale con il collezionismo, vantando il più alto numero di collezionisti in Europa e la più vasta gamma di passioni.Per molti si tratta di preservare il patrimonio, mentre le generazioni più giovani si concentrano sempre più sulla ricerca del valore e sulle opportunità di rivendita.

Il collezionismo non è solo un hobby: è uno stile di vita profondamente integrato nella routine quotidiana degli italiani, che sono i collezionisti più attivi.Mentre la tecnologia rimodella il mondo del collezionismo, gli italiani sono all'avanguardia, fondendo perfettamente tradizione e innovazione in questo spazio dinamico”, ha concluso Vora.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Barometro della costruzione sostenibile, panoramica in Italia e nel mondo

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(Adnkronos) – L'implementazione di una edilizia più sostenibile è una questione importante o prioritaria.Questa una delle evidenze emerse dalla seconda edizione del Barometro della Costruzione Sostenibile, studio condotto dall'istituto di ricerca Csa, per comprendere le evoluzioni e i fattori chiave da attivare per accelerare lo sviluppo dell’edilizia sostenibile in Italia e nel resto del mondo.

A presentarlo l'Osservatorio della Costruzione Sostenibile lanciato nel 2023 dal Gruppo Saint-Gobain. "Il Barometro della Costruzione Sostenibile è concepito per essere uno strumento decisionale per tutti gli attori del settore, in modo da poter comprendere meglio le questioni locali legate all’edilizia sostenibile e passare dalla riflessione all'azione concreta, al fine di costruire un futuro sostenibile per le generazioni future”, spiega Benoit Bazin, amministratore delegato di Saint-Gobain.Per Gaetano Terrasini, Ceo di Saint-Gobain Italia, "i risultati del Barometro della Costruzione Sostenibile ci descrivono chiaramente la situazione specifica del nostro Paese: c’è molto da fare e tutti devono fare la propria parte.

Le istituzioni con gli aiuti ai privati, le aziende con la proposta di materiali, prodotti e soluzioni più sostenibili; i professionisti e l’opinione pubblica per ampliare sempre più la conoscenza della sostenibilità nelle sue diverse accezioni”.  Lanciato lo scorso anno in 10 Paesi, il Barometro della Costruzione Sostenibile 2024 ha coinvolto con un sondaggio quantitativo professionisti, studenti, rappresentanti eletti e membri di associazioni di 22 Paesi, tra cui l’Italia.L’indagine è stata condotta dall'istituto di ricerca Csa tra l'11 dicembre 2023 e il 31 gennaio 2024, su un campione di 1.760 intervistati di età pari o superiore a 18 anni provenienti da: Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, India, Italia, Messico, Polonia, Portogallo, Sudafrica, Spagna, Svizzera, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Stati Uniti, Vietnam.

Il panel degli intervistati includeva rappresentanti eletti, professionisti, studenti e membri di associazioni coinvolti nella costruzione, edilizia, transizione ecologica, abitazioni, energia, ecc.Quattro evidenze chiave emergono del Barometro 2024: percezioni stabili con un punto di vista ambientale invariato, l'aspetto del benessere è ancora scarsamente riconosciuto e valorizzato; un senso di urgenza condiviso, ma con la necessità di una maggiore consapevolezza e cooperazione; stakeholder meglio informati, meglio formati e più impegnati; qualsiasi implementazione dell’edilizia sostenibile sarà efficace solo se si adatta alle realtà locali.  Il 95% dei partecipanti è d'accordo sul fatto che l'implementazione di una edilizia più sostenibile sia una questione importante o prioritaria.

Questo livello di urgenza è chiaramente condiviso da tutti gli attori, indipendentemente dalla regione geografica.Allo stesso tempo, la comprensione dell’edilizia sostenibile sembra parziale, spesso limitata alle questioni ambientali.

La sua definizione è ancora in gran parte associata all’'edilizia green': con una definizione direttamente legata all'efficienza energetica degli edifici (42%) e al raggiungimento della neutralità carbonica nell’edilizia (33%).Le nozioni di resilienza e comfort degli occupanti sono considerate secondarie.

La consapevolezza è alta, ma varia da una categoria di rispondenti all'altra: l'87% degli intervistati su scala globale ha dichiarato di essere familiare con l’edilizia sostenibile, ma il 20% afferma di non averne mai sentito parlare.  Complessivamente, la consapevolezza dell’edilizia sostenibile è alta: l'87% di coloro che sono stati intervistati ha dichiarato di avere familiarità con questo argomento.Una cifra in aumento di +5 punti rispetto al Barometro 2023.

Il 68% dei rispondenti afferma di essere sufficientemente informato.Tuttavia, sono ancora necessari sforzi educativi, in particolare tra i rappresentanti eletti, il 45% dei quali dichiara di non averne mai sentito parlare.

Nonostante ciò, c'è desiderio e impegno: la maggior parte degli stakeholder di tutti i Paesi (87%) concorda sul fatto che dobbiamo fare di più in termini di edilizia sostenibile, anche se l'aspirazione allo status quo sta crescendo (9%, +4 punti rispetto al Barometro 2023).  Tra le azioni prioritarie da intraprendere per accelerare lo sviluppo dell’edilizia sostenibile si considera cruciale sensibilizzare l'opinione pubblica, così come la questione del costo percepito e della competitività dei materiali, e la cooperazione di tutti gli attori.D'altra parte, il ruolo delle iniziative pubbliche (standard, regolamenti, aiuti), sebbene fondamentale, rimane sottovalutato.

Infine, la ristrutturazione energetica sembra essere più una priorità nei Paesi con un parco edilizio ben consolidato, rispetto ai Paesi che danno priorità ai programmi di nuova costruzione per ospitare una popolazione in crescita.Il 92% dei professionisti del settore edile ritiene che l’edilizia sostenibile costituirà tutto o parte del loro business nei prossimi 5 anni.  Gli studi di architettura e le società di ingegneria sono in cima alla lista dei soggetti più spesso citati per promuovere l’edilizia sostenibile.

Mentre i professionisti della progettazione edilizia sono citati nel 29% delle risposte spontanee, i rappresentanti eletti e le istituzioni pubbliche li seguono, rispettivamente con il 21% e il 20%.Una nota positiva risiede nel fatto che i professionisti si sentono fortemente impegnati nell’edilizia sostenibile: l'85% dichiara di svolgere tutto o parte del loro lavoro in questo settore, e il 92% prevede di farlo nei prossimi cinque anni.

La mancanza di impegno verso l’edilizia sostenibile è percepita come un fattore discriminatorio.Molti professionisti (62%, +3 punti rispetto al 2023) considerano l'impegno dei loro fornitori verso l’edilizia sostenibile come un criterio di selezione.

Tra i rappresentanti eletti, la dimensione sostenibile è un criterio decisivo per l'assegnazione dei contratti pubblici.Infine, tra gli studenti che percepiscono l'implementazione di costruzioni più sostenibili come una priorità, il 45% di loro dichiara che non accetterebbe un'offerta di lavoro da parte di un'azienda che non si impegna nell’edilizia sostenibile.  E in Italia?

L’edilizia sostenibile in Italia è prima di tutto una questione 'green' e di efficienza energetica.La quasi totalità degli intervistati in Italia si dichiara familiare con l’edilizia sostenibile (98% vs 90% di media Europea).

Il 42% del campione pensa che l’obiettivo prioritario dell’edilizia sostenibile sia la protezione dell’ambiente mentre solo l’8% ritiene sia la salute degli abitanti e il 2% la resistenza ai rischi climatici.A riprova di questo, ben il 63% dei rispondenti (contro il 42% della media globale e il 40% della media europea) identifica l’edilizia sostenibile con le costruzioni energeticamente efficienti.  Tra i soggetti ritenuti più idonei a sviluppare l'edilizia sostenibile spiccano architetti e studi di ingegneria (con il 77% delle citazioni vs il 55% della media globale e il 51% della media europea).Tra le azioni che dovrebbero essere attuate in via prioritaria per accelerare lo sviluppo dell'edilizia sostenibile in Italia, accanto a 'Sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica sulle sfide dell’edilizia sostenibile' (citata dal 36% del campione vs il 31% della media globale e il 24% della media europea), si segnala 'Aumentare gli aiuti pubblici ai privati' nominata da ben il 35% del campione (vs il 13% della media globale e il 17% della media europea).

Con il 24%, al terzo posto, 'Migliorare la competitività dei materiali, prodotti e soluzioni sostenibili'.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaceutica: Presutti (LEO Pharma), ‘ogni giorno impegnati su cure per malattie pelle’

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(Adnkronos) – “Siamo quotidianamente impegnati nella ricerca di nuove molecole per malattie dermatologiche.Il nostro farmaco biologico, il tralokinumab, già indicato per pazienti adulti affetti da dermatite atopica severa”, ha “recentemente ottenuto da parte dell’Aifa”, l’Agenzia del farmaco italiana, “l’approvazione alla rimborsabilità anche per i pazienti adolescenti, nella fascia di età 12-17 anni.

Si tratta di un’indicazione molto importante che va a colmare un bisogno insoddisfatto in questa categoria di pazienti ed è in linea con la nostra mission aziendale, che è quella di portare sempre cure innovative ai pazienti affetti da patologie dermatologiche In questi pazienti, la patologia può avere impatti significativi non solo dal punto di vista psicofisico, ma anche sociale, con conseguenze su relazioni, sonno e qualità della vita.La dermatite atopica, infatti”, oltre ad essere visibile, “provoca prurito intenso e lesioni ricorrenti, che possono lasciare sequele importanti”.

Così Fabio Presutti, direttore medico LEO Pharma Italia, commenta all’Adnkronos la “nuova indicazione per un farmaco che ha dimostrato fin dall’inizio dati solidi in termini di efficacia e sicurezza, sia a breve che a lungo termine, rispondendo alle esigenze dei medici di avere una terapia con un'efficacia e una sicurezza non solo nel breve ma anche nel medio e lungo periodo Tali risultati sono stati confermati non solo dagli studi clinici registrativi, ma anche dall’esperienza post-marketing, effettuata con tralokinumab. Un’altra novità riguarda la via di somministrazione. “Abbiamo introdotto un nuovo device: una penna pre-riempita – continua Presutti – Questo dispositivo non solo facilita l’autosomministrazione, ma dimezzerà il numero delle somministrazioni”  I pazienti potranno somministrare il farmaco direttamente a casa, “aumentando di conseguenza la compliance al farmaco stesso, migliorando l’aderenza alla terapia, quindi la compliance del paziente”, e il successo terapeutico. Queste due novità – la nuova indicazione per gli adolescenti e la penna pre-riempita – “riflettono la missione della nostra azienda – sottolinea il direttore medico di LEO Pharma – offrire soluzioni innovative con meccanismi d’azione avanzati per rispondere ai bisogni insoddisfatti dei pazienti con patologie dermatologiche”.L’azienda “è presente in Italia da circa 14 anni, ma ha una lunga storia di oltre 100 anni, a livello globale.

E’ un’azienda oggi completamente dedicata alla dermatologia medica, dalle terapie topiche a quelle biologiche in tutte le patologie della pelle, con un focus su psoriasi, dermatie atopica, malattie infettive ed acne Attualmente “le nostre principali aree di sviluppo – precisa Presutti – sono la psoriasi, con trattamenti che spaziano dalle forme lievi alle severe, e la dermatite atopica, per la quale offriamo farmaci sia topici per le forme più lievi, che biologici per le forme più severe.Siamo quotidianamente impegnati nella ricerca di nuove molecole, esplorando anche le patologie dermatologiche rare, che rappresentano una parte importante delle malattie dermatologiche non ancora adeguatamente trattate.

Lavoriamo sia allo sviluppo interno di nuove soluzioni sia in collaborazione con altre aziende, con l’obiettivo di colmare i bisogni insoddisfatti dei pazienti affetti da patologie dermatologiche L’ impegno costante dell’azienda in dermatologia medica si concretizza in “investimenti costanti in ricerche a sviluppo che sono superiori al 20% del fatturato totale.Come responsabile della direzione medica – conclude Presutti – questo mi rende molto fiero e orgoglioso perché poter pensare che un quinto del fatturato della nostra azienda venga impiegato in ricerca e sviluppo credo che sia un segnale molto importante specie in un momento in cui fare ricerca non è facile.

La nostra vicinanza alla classe medica e alle associazioni pazienti rappresenta per noi il momento più importante della nostra attività lavorativa in LEO”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute: Belloni (UniPd) ‘nuove terapie cambiano storia dermatite atopica in adolescenti’

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(Adnkronos) – “La dermatite atopica è una malattia infiammatoria estremamente pesante, soprattutto nelle sue forme moderate e gravi, sia dal punto di vista clinico che psicologico, in particolare nell'adolescente.Il fatto che ci siano a disposizione “delle terapie semplici” con una buona tollerabilità e un buon profilo di sicurezza, che possono essere auto somministrate attraverso una penna, e che, addirittura, modificano la storia della malattia e le possibili conseguenze, è un dato estremamente importante”.

Così Anna Belloni, professore ordinario di Dermatologia dell’università di Padova, responsabile della Dermatologia pediatrica e malattie rare dell’Azienda ospedale università di Padova e direttore della scuola di specializzazione in Dermatologia nello stesso ateneo, spiega all’Adnkronos l’importanza che medici, e soprattutto i pazienti, siano informati per “accedere alle cure adeguate e finalmente stare meglio”.   La dermatite atopica “è una patologia infiammatoria estremamente pruriginosa e frequente, soprattutto nell'età pediatrica – illustra la professoressa – Arriva anche a interessare il 15% dei bambini, mentre nell'adolescente la percentuale si abbassa intorno all'8-10%.Se quindi nel bambino tende a migliorare e guarire, nell'adolescente è più frequente la forma più grave perché, probabilmente, dopo una primissima fase in cui è oggettivamente grave, circa un terzo dei pazienti tende a migliorare, dai 5 ai 12 anni, fino anche alla scomparsa dei sintomi e delle manifestazioni cutanee.

In quelli in cui permane, tende a peggiorare proprio durante la fase adolescenziale tanto che, alcune di queste forme, più o meno un terzo, tendono a mantenersi anche nell'età adulta, accompagnando il soggetto per tutta la vita.Ci sono e poi le forme cosiddette ‘late onset’, che compaiono invece nell'età adulta e anche nell'anziano”.  Questa malattia della pelle “si manifesta nelle zone visibili e, considerando la psicologia dell'adolescente, cioè il suo modo di porsi nell'ambito sociale, degli amici e così via – osserva Belloni – significa avere comunque un problema sociale”.

Le relazioni possono essere compromesse perché, essendo una patologia “estremamente pruriginosa, 24 ore al giorno, tende a creare problemi di stanchezza, poca attenzione per la carenza di sonno e quindi di concentrazione”.A questo si deve aggiungere che, date le localizzazioni tipiche della dermatite atopica”, questi adolescenti non possono fare sport, limitando ulteriormente l’attività sociale.

Sono quindi ragazzini e ragazzine “che si chiudono, escono poco volentieri, fanno poco volentieri attività di gruppo.Questo, naturalmente, riduce di moltissimo la loro qualità della vita” e può “anche modificare, alle volte, il carattere” perché “perdono sicurezza in se stessi.

Anche nelle scelte future”, questi giovanissimi si trovano a dover evitare “carriere sportive” o, ad esempio, il lavoro in “ambienti polverosi” che possono peggiorare la malattia.  Inoltre “il bullismo – sottolinea Belloni – è estremamente frequente nella popolazione adolescenziale con dermatite atopica”.Secondo “una rilevazione è bullizzato il 60% dei soggetti con forme gravi e moderate gravi.

Tale condizione rende ancora più insicuri questi giovanissimi nei comportamenti e nella gestione delle proprie emozioni”.Ma “per fortuna, da poco, sono arrivate delle terapie”.

Fino ad oggi, le cure per questi pazienti erano in un “buio medievale perché potevano essere efficaci nel breve e brevissimo periodo e, tra l'altro – ricorda la specialista – non potevano essere utilizzati a lungo perché avevano degli effetti collaterali troppo importanti.Le nuove terapie, che inizialmente erano disponibili solo per l’adulto, da poco sono indicate anche per gli adolescenti.

Effettivamente questo ha completamente modificato la qualità di vita di questi ragazzini”.In particolare tra le nuove terapie ci sono “degli anticorpi monoclonali anti interleuchina 13 che vanno a bloccare sostanzialmente il meccanismo dell'infiammazione tipo Th2 – descrive – Come dermatologo, e come professionista che segue questa patologia nell'adolescente, sono più a mio agio perché posso dare una terapia efficace per loro.

Quello che poi è molto interessante di queste nuove terapie – precisa la professoressa – è che, come dimostrano gli ultimi studi, riducono le sequele, cioè le possibili altre patologie allergiche che si associano alla patologia.E, nel lungo periodo, la terapia sembra essere, non solo efficace, ma anche protettiva e questo, dal mio punto di vista è ancora più importante perché non sto dando qualcosa che blocca solo la malattia, che è già un risultato, ma somministro anche un farmaco che, in qualche modo, mi preserva dalle conseguenze.

Questa è una cosa estremamente importante per noi specialisti”.   C’è poi un altro aspetto innovativo di questo trattamento, tralokinumab, che riguarda la via di somministrazione. “È ora disponibile un nuovo device – descrive Belloni – che è appunto una penna, che dimezza le somministrazioni.Mentre prima venivano fatte 4 sottocutanee per l'induzione e poi 2 per il mantenimento, adesso se ne fanno 2 per l'induzione e una mensile per il mantenimento.

Il ragazzino, o la ragazzina, con questa penna, si fa sostanzialmente questa iniezione una volta al mese per controllare la sua malattia, superando anche il problema dell’agofobia, la paura degli aghi, che non interessa solo gli adulti”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci: in Italia disponibile un nuovo monoclonale per adolescenti con dermatite atopica

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(Adnkronos) – È stata approvata da Aifa, l’Agenzia del farmaco, la nuova indicazione terapeutica e la rimborsabilità di tralokinumab, anticorpo monoclonale, per il trattamento degli adolescenti, di età compresa tra 12 e 17 anni, affetti da dermatite atopica da moderata a grave che richiede una terapia sistemica.Nella stessa occasione – si legge in una nota diffusa da LEO Pharma – è stato reso disponibile il nuovo dispositivo – la penna pre-riempita (auto-iniettore) da 300 mg – per la somministrazione della terapia, in modo semplice e pratico consentendo di dimezzare il numero di iniezioni.

La dermatite atopica (DA) è una delle più comuni malattie infiammatorie croniche della pelle, eterogenea e recidivante, caratterizzata da un prurito intenso e da lesioni eczematose ricorrenti che colpiscono comunemente le superfici flessorie del corpo.Riguarda circa 1 persona su 20 nei Paesi sviluppati ed è più comune negli adolescenti rispetto agli adulti.

In Italia si stima che ne soffra il 9% dei ragazzi dai 12 ai 17 anni, pari a 310.360.Di questi, circa 89.073 potrebbero essere affetti da DA moderata o severa.  La DA è particolarmente impegnativa nell'adolescenza in quanto impatta fortemente sull’aspetto fisico, per via delle lesioni cutanee, sul sonno, per il prurito intenso presente anche di notte e, di conseguenza, anche sulla componente psicologica del paziente. Il sonno è un fattore particolarmente importante per gli adolescenti, poiché svolge un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo durante questi anni formativi.

I pazienti con carenza di sonno hanno maggiori probabilità di avere un controllo non ottimale della malattia, una mancanza di concentrazione e una riduzione del rendimento scolastico.La mancanza di un sonno adeguato e le manifestazioni cutanee si possono associare a un notevole carico psicologico negli adolescenti che si traduce in una maggiore vulnerabilità, rabbia, insicurezza a causa proprio della loro condizione.

Le conseguenze sociali possono sfociare in storie di bullismo e livelli più elevati di ansia, depressione e ideazione suicidaria, rispetto ai loro coetanei senza la patologia. Nonostante le terapie disponibili, ancora un numero consistente di pazienti adolescenti presenta una dermatite atopica non controllata.L'attuale gestione della malattia si concentra sulla prevenzione e sul controllo dei sintomi.

La prescrizione terapeutica dipende dalla gravità della malattia: il trattamento di prima linea delle lesioni cutanee visibili si basa principalmente su terapie topiche come i corticosteroidi topici e gli inibitori topici della calcineurina, mentre in pazienti la cui DA non può essere controllata con tali terapie topiche può essere indicata la fototerapia.Se il paziente non risponde ai trattamenti, deve essere utilizzata la terapia immunosoppressiva sistemica.

Di più recente introduzione sono i trattamenti biologici come tralokinumab, che possono essere utilizzati a lungo termine per via del loro buon profilo di sicurezza.  “Tralokinumab è un anticorpo monoclonale sviluppato specificatamente per bloccare l’interleuchina 13, una citochina di tipo 2 che ha un ruolo chiave nella patogenesi della dermatite atopica – afferma Anna Belloni Fortina, responsabile del Centro regionale di Dermatologia pediatrica e malattie rare cutanee, Università degli Studi di Padova – È un trattamento in grado di ridurre notevolmente l’infiammazione che spesso riguarda zone visibili come viso e mani, e, di conseguenza, i sintomi e i pesanti fastidi, primo tra tutti il prurito che attanaglia costantemente i pazienti.Si tratta di un farmaco efficace di cui oggi possono beneficiare anche gli adolescenti, usualmente recalcitranti rispetto alle cure, che possono migliorare il loro stato di salute e benessere.

La somministrazione è semplice e prevede l’iniezione sottocutanea 1 volta ogni due settimane, e in alcuni casi 1 volta al mese, che oggi si può effettuare con la nuova penna pre-riempita appena lanciata anche in Italia”. Oggi, infatti, è disponibile un nuovo device, semplice e pratico che permette di dimezzare il numero di iniezioni necessarie per il trattamento con tralokinumab, e grazie al suo ago non visibile, può essere utilizzato anche da quei pazienti agofobici.La nuova penna pre-riempita da 300 mg consente di ridurre il numero di iniezioni necessarie a 1 iniezione per la dose da 300 mg (2 iniezioni da 150 mg in precedenza) e a 2 iniezioni per la dose iniziale di 600 mg (4 iniezioni da 150 mg in precedenza).  “L’impegno di LEO Pharma per aiutare le persone ad avere una pelle sana grazie allo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche in campo dermatologico è incessante – commenta Paolo Pozzolini, VP and General Manager LEO Pharma Italia – La nostra azienda guarda ai pazienti oltre il farmaco, cercando di creare soluzioni che possano migliorare la loro qualità di vita durante il periodo di cura.

In particolare, per ciò che riguarda la dermatite atopica siamo molto orgogliosi di poter offrire oggi un trattamento a beneficio anche degli adolescenti che sono particolarmente colpiti da questa patologia con un forte impatto sia a livello fisico che psicologico”.L’efficacia e la sicurezza a lungo termine di tralokinumab per la gestione delle forme moderate e gravi negli adolescenti (12-17 anni) è stata dimostrata dai risultati degli studi Ecztra 6, che ha dimostrato la superiorità di tralokinumab 300 mg ogni 2 settimane come iniezione sottocutanea rispetto al placebo, e lo studio di estensione Ecztend ha mostrato, a 72 settimane, una tollerabilità paragonabile a quella osservata negli adulti, gli effetti avversi registrati sono stati generalmente di intensità da lieve a moderata. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Taiwan, nuovi giochi di guerra cinesi: tra moniti e rischio escalation

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(Adnkronos) – Nuove manovre militari cinesi intorno a Taiwan.Jet e navi da guerra attorno all'isola.

E' la seconda volta in meno di cinque mesi. 'Joint Sword-2024B' è il nome in codice delle esercitazioni avviate nelle ultime ore dalla Repubblica Popolare e "concluse con successo".Sono apparse come una risposta al discorso di giovedì del presidente di Taiwan in occasione della Festa Nazionale.

E sono arrivate dopo i giochi di guerra 'Joint Sword-2024A', di maggio, seguiti all'insediamento di Lai Ching-te (William Lai) alla presidenza di Taiwan.  Pechino lo considera un "pericoloso separatista" e le truppe del gigante asiatico sono "pronte a sventare qualsiasi tentativo separatista".Nell'atteso intervento del 10 ottobre il presidente di Taiwan ha affermato che Pechino e l'isola "non sono subordinate l'una all'altra" e che la Repubblica Popolare "non ha diritto di rappresentare Taiwan" e i suoi 23 milioni di abitanti.

Ha indicato come sua "missione" quella di "resistere all'annessione", insistendo sulla difesa della "sovranità" dell'isola di fatto indipendente, ma che Pechino considera una "provincia ribelle" e per la quale vuole la "riunificazione".Lai ha anche assicurato impegno per "pace e stabilità" nello Stretto di Taiwan e promesso di voler lavorare con la Cina sulle sfide globali.

Parole subito criticate dalla diplomazia cinese con l'accusa di alimentare le tensioni. 
Sul 'campo' è tutto iniziato ieri con la segnalazione dell'ingresso della portaerei cinese Liaoning nelle acque nell'area del canale di Bashi, canale strategico a sud di Taiwan che separa l'isola dalle Filippine.Poi oggi sono stati dispiegati navi da guerra e jet per accerchiare Taiwan nell'ambito di manovre – in nove aree intorno all'isola – con la mobilitazione di Esercito, Marina, Aeronautica e altre forze.

Da Taipei hanno affermato di aver rilevato la presenza di 125 velivoli cinesi, "un record per una sola giornata". Per la prima volta, sottolinea il Wall Street Journal, la Cina ha annunciato il dispiegamento della sua Guardia Costiera intorno a Taiwan.I militari hanno parlato di "un forte deterrente contro le attività separatiste delle forze dell'''indipendenza di Taiwan" e di una mossa "legittima e necessaria per difendere la sovranità nazionale e mantenere l'unità nazionale".

Il Comando del Teatro orientale ha assicurato di essere "pronto a combattere in ogni momento".Senza mezzi termini il ministero degli Esteri di Pechino ha ripetuto che "indipendenza di Taiwan e pace nello Stretto di Taiwan sono incompatibili", che Taiwan "non è una questione diplomatica" e che gli Stati Uniti dovrebbero "smettere di armare l'isola" e di inviare "segnali sbagliati". Dal ministero della Difesa di Taipei hanno condannato con forza quella che è stata considerata una "provocazione assurda".

E subito confermato della mobilitazione di "truppe per proteggere libertà, democrazia e sovranità".Dalla presidenza hanno chiesto lo stop alle "provocazioni militari che compromettono pace e stabilità" e la fine delle "minacce alla democrazia e alle libertà di Taiwan". 
A Washington c'è forte preoccupazione perché "la risposta della Repubblica Popolare cinese con provocazioni militari a un consueto discorso annuale è immotivata" e si rischia l'escalation.

Dal Dipartimento di Stato Usa hanno invitato Pechino alla "moderazione" e a "evitare qualsiasi altra azione che possa compromettere pace e stabilità nello Stretto di Taiwan e nella regione". L'isola conta sul sostegno degli Usa in base al Taiwan Relactions Act del 1979.Per Chang Wu-ueh, direttore dell'Istituto di studi cinesi della Tamkang University citato dal New York Times, le manovre sono una "risposta diretta e agguerrita" al discorso di Lai del 10 ottobre.

Ieri in un'editoriale l'agenzia ufficiale cinese Xinhua ha accusato il presidente di Taiwan di cercare di presentare le due sponde dello Stretto di Taiwan come "due Stati", un affronto alla "politica di un'unica Cina" sostenuta da Pechino (e anche dagli Usa).Un'immagine diffusa dalla Guardia Costiera, e rilanciata stamani dal tabloid nazionalista cinese Global Times, ha mostrato una mappa con le unità navali cinesi che accerchiano Taiwan formando una sorta di cuore intorno all'isola. 
Non solo le esercitazioni.

Stamani la Guardia Costiera di Taiwan ha fatto sapere di aver fermato un cittadino cinese accusato di aver tentato di raggiungere con un gommone un'isola controllata da Taipei.Per le autorità di Taiwan, non si può escludere la possibilità che la Cina usi questi episodi nell'ambito delle tattiche della cosiddetta 'zona grigia'.

Intanto le autorità cinesi hanno imposto sanzioni contro due individui e un'entità per sostegno a posizioni "indipendentiste" a Taiwan.Nel mirino sono finiti la Kuma Academy, istituita nel 2021 con l'obiettivo di preparare i civili in caso di invasione cinese dell'isola, il cofondatore Puma Shen (del Partito progressista democratico di Lai) e il suo principale sostenitore, Robert Tsao. Negli ultimi anni le esercitazioni militari cinesi intorno a Taiwan si sono intensificate, con la tendenza a coincidere con 'sviluppi' che suscitano le ire di Pechino.

Nell'agosto del 2022 il gigante asiatico aveva avviato maxi manovre militare in risposta alla visita sull'isola dell'allora speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi.Oggi Lai ha assicurato che "il governo continua a difendere il sistema costituzionale democratico e libero", a tutelare la "sicurezza nazionale" e la democrazia di Taiwan.

Intanto a Pechino è arrivato in visita il ministro russo della Difesa, Andrei Belousov. Eletto a gennaio, al potere da maggio, Lai Ching-te (William Lai) è stato vice presidente di Taiwan dal 2020 prima di prendere il posto di Tsai Ing-wen alla guida dell'isola di fatto indipendente ma che la Cina vuole "riunificare".La sua vittoria al voto di gennaio è stata considerata storica perché ha consegnato al Partito progressista democratico la leadership dell'isola per la terza volta consecutiva.

Sessantacinque anni appena fatti, Lai ha un passato di studi in Medicina perfezionati a Harvard.Premier per due anni dal 2017, era stato in precedenza sindaco di Tainan per sette anni.

Dal gennaio del 2023 è alla guida del Partito progressista democratico.Il Global Times, tabloid nazionalista cinese, lo ha descritto come un "separatista".

Per Pechino è un "provocatore" e un "piantagrane". Nel suo discorso in occasione della Festa Nazionale, giovedì scorso, Lai ha indicato come sua "missione" quella di "resistere all'annessione", insistendo sulla difesa della "sovranità" dell'isola, ma assicurando al contempo di voler lavorare con il gigante asiatico sulle sfide globali.La Cina "non ha diritto a rappresentare Taiwan – ha affermato Lai il 10 ottobre – Cina e Taiwan non sono subordinate l'una all'altra".

Parole che erano state subito critiche da Pechino e che erano arrivate dopo che la portavoce dell'Ufficio (cinese) per gli Affari di Taiwan, Zhu Fenglian, aveva puntato il dito contro Lai, accusato di far salire le tensioni con le dichiarazioni sul gigante asiatico che non può essere la "patria" degli abitanti di Taiwan.Oggi su Facebook Lai ha assicurato che, "di fronte alle minacce esterne", il "governo continuerà a difendere il sistema costituzionale democratico e libero, a proteggere una Taiwan democratica e a salvaguardare la sicurezza nazionale". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Andrea Adorante: “Da Trieste alla Juve Stabia, una scommessa vinta!”

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Andrea Adorante, attaccante della Juve Stabia e protagonista indiscusso della Serie B con 3 reti all’attivo, si è raccontato ai colleghi della Gazzetta dello Sport.

In un’intervista esclusiva, l’attaccante ha ripercorso le tappe della sua carriera, svelando i motivi che lo hanno portato a lasciare Trieste a gennaio e a scegliere la maglia delle Vespe.

“A Trieste ho vissuto un’esperienza bellissima, ma sentivo il bisogno di giocare con continuità. La Juve Stabia è stata una scommessa, un’opportunità che ho colto al volo. Non immaginavo di poter esplodere così rapidamente, ma ero certo di trovarmi in un ambiente stimolante e di poter dare il mio contributo alla squadra.”

Dodici gol in tre mesi e un inizio di stagione da urlo, con tre reti in sei partite, hanno consacrato Adorante come uno dei migliori attaccanti della categoria.

“Il segreto del nostro buon momento? Sicuramente il gruppo. Abbiamo mantenuto l’ossatura della squadra che ha sfiorato i playoff la scorsa stagione e siamo tutti ragazzi affamati e determinati. Ognuno di noi ha un obiettivo ben preciso: centrare la salvezza.”

E gli obiettivi personali?

“Voglio continuare a segnare e aiutare la Juve Stabia a raggiungere traguardi sempre più importanti. Il mio sogno nel cassetto è quello di giocare in Serie A, ma per ora sono concentrato sul presente.”

Un legame speciale quello che si è creato con mister Pagliuca.

“Ho un rapporto bellissimo con lui. È un allenatore preparato, attento ai dettagli e molto empatico. Mi ha insegnato tanto e mi ha dato fiducia. Spero che possa raggiungere tutti i suoi obiettivi.”

Le parole di Adorante sono un inno alla passione, alla determinazione e alla voglia di migliorarsi. Un esempio per tutti i giovani calciatori che sognano di sfondare nel mondo del calcio.

Sostenibilità, dalla filiera etica al pack: Icam presenta i suoi impegni

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(Adnkronos) – Oltre 21mila ore di formazione distribuite tra tutti i dipendenti della sede di Orsenigo; 6.900 agricoltori, nelle tre sedi ugandesi di Bundibugyo, Hoima e Mukono, coinvolti nella formazione sulle pratiche agronomiche sostenibili; 26.068 tonnellate di fave di cacao acquistate nel 2023 per gran parte certificate; Codice Etico di Icam sottoscritto dal 97% dei fornitori di cacao e dal 100% dei fornitori delle altre materie prime; 88% del packaging utilizzato per l’imballaggio primario realizzato in materiale completamente riciclabile; 97% di scarti di materiale organico entrato in processi di economia circolare o inviato a recupero.Sono alcuni dei numeri del sesto bilancio di sostenibilità di Icam Cioccolato, azienda italiana specializzata nella produzione e commercializzazione di cioccolato e semilavorati del cacao.  Partendo dai 4 pilastri su cui si declina l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità, filiera, ambiente, persone e innovazione, il Bilancio di Icam, è redatto in conformità con i Global Reporting Initiative Standards.

Icam oggi commercializza in Italia e in 70 paesi esteri, tracciando l’intera filiera, dalla coltivazione delle fave fino al prodotto finito. "In Icam, oggi più che mai, ci impegniamo a costruire una cultura di sostenibilità condivisa all’interno e all’esterno della società – dichiara Sara Agostoni Chief Sustainability Officer di Icam Cioccolato – Lo facciamo tutti i giorni in azienda attraverso il programma di engagement di tutti i collaboratori sulle sfide della sostenibilità, iniziato nel 2023 per informare, coinvolgere e responsabilizzare; lo facciamo da sempre con i nostri fornitori, invitandoli a condividere i nostri valori attraverso il nostro Codice Etico e con i clienti che supportiamo e coinvolgiamo in progetti a sostegno delle comunità di coltivatori nei Paesi di origine.Un approccio che portiamo avanti attraverso due leve che siamo convinti siano fondamentali per uno sviluppo sostenibile: la cultura come necessità per la condivisione degli stessi valori e la Partnership con la consapevolezza che nessuno può fare da solo".  ATTENZIONE ALLE PERSONE – Con gli oltre 400 dipendenti della sede italiana di Orsenigo e i circa 170 della subsidiary Icam Uganda ltd, Icam si impegna a implementare numerose azioni di welfare che vanno oltre a quanto stabilito dalla legge di entrambi i paesi: un corposo pacchetto di benefit, come contributi economici per l’istruzione dei figli, buoni carburante ecc.., oltre a premi economici legati al raggiungimento degli obiettivi aziendali e alla valutazione delle performance del singolo.

Nel solo 2023 sono oltre 21mila le ore di formazione erogate che hanno permesso ai dipendenti di tutti i reparti di raggiungere specifici obiettivi, integrando la propria retribuzione mensile.Azioni che nel corso di questi ultimi anni sono state parallelamente implementate e adattate anche per l’organico ugandese, composto per lo più da compratori e personale impiegatizio (oltre il 64%) e operai (32%).

A questi Icam riconosce, oltre alle garanzie previste dalla normativa ugandese (versamento dei contributi pensionistici, permessi giornalieri, assistenza sanitaria e congedo parentale), pasti presso la mensa aziendale, l’integrazione di una somma extra destinata a coprire eventuali spese sanitarie non coperte dal welfare statale in ciascuno dei tre siti produttivi.  L’85% dei dipendenti ugandesi ha potuto inoltre accedere a sessioni di formazione relativa al Codice Etico, di condotta e alle pratiche gestionali e sulle tecniche agronomiche, oltre ad attività di gestione dei farmer e delle comunità locali.La cura e attenzione verso le persone si estendono infine anche in Italia, e al territorio in cui l’azienda opera, attraverso collaborazioni e donazioni di prodotto a supporto di Associazioni come il Banco Alimentare o enti locali che si occupano del sociale (nel 2023 le donazioni di prodotto hanno raggiunto un valore di oltre 1 milione di euro).

La presenza dell’azienda sul territorio comasco si contraddistingue inoltre per la partecipazione e il sostegno a iniziative culturali ed educative destinate alle giovani generazioni o attraverso la collaborazione, sempre più stretta, con Noi Genitori Onlus presso la quale l’azienda svolge giornate di volontariato aziendale coinvolgendo i dipendenti a dare il proprio contributo all’integrazione delle persone con disabilità nel tessuto sociale.  GESTIONE RESPONSABILE DELLA FILIERA – Ad oggi il Codice Etico di Icam è stato sottoscritto dal 97% dei produttori di cacao di oltre 20 filiere di approvvigionamento in Africa (68%), Sud America (22%) e in America Centrale (10%) e dal 100% dei fornitori delle altre materie prime principali.Attraverso l’approvvigionamento diretto del cacao, Icam è in grado, inoltre, di gestire in maniera più efficace e responsabile gli aspetti di complessità che caratterizzano questa catena di fornitura.

Quello della tracciabilità del cacao è un aspetto che, oggi più che mai, assume un carattere di urgenza, anche alla luce delle nuove normative comunitarie che impongono alle aziende una conoscenza sempre più approfondita delle proprie catene di approvvigionamento.Proprio in previsione dell’entrata in vigore della European Deforestation-free Products Regulation, dal 2023 Icam ha avviato una collaborazione con tutti i fornitori di cacao diretti per geolocalizzare tutto il cacao acquistato.

Controlli che si aggiungono a quelli imposti dai principali enti di certificazione, Biologico, Rainforest Alliance e Fairtrade in primis, che richiedono ai produttori di sottostare a precise regole finalizzate alla salvaguardia dei diritti umani e dell’ambiente.Nel 2023, il 68% delle oltre 26mila tonnellate di cacao acquistato da Icam ha una o più di queste certificazioni.  L’approccio sostenibile alla filiera ha portato anche all’implementazione del progetto 'Sustainable farming for a Climate Resilient Livelihood of Cocoa Farmers in Uganda'.

Avviato nel 2023 in collaborazione con un cliente internazionale e grazie a dei fondi governativi internazionali, il progetto si pone il fine di trasformare l’attuale sistema produttivo, rendendolo resiliente ai cambiamenti climatici, attraverso differenti tipologie di azioni: trasferire best practices per migliorare la produttività del cacao; promuovere progetti di formazione tecnica, finanziaria e di gender equity, per innescare un processo di miglioramento delle condizioni di vita; incrementare remunerazione, coesione sociale e di conseguenza, la capacita di investire efficacemente nell’attività di coltivazione del cacao.Tra gli obiettivi del progetto per il prossimo biennio sono previste ulteriori azioni finalizzate a implementare politiche per la parità di genere e l’empowerment femminile (aumentandone la partecipazione nei momenti di formazione, migliorando le loro competenze in ambito tecnico e assegnando loro ruoli di leadership per un sempre maggiore coinvolgimento nei processi decisionali).  L’APPROCCIO ALL’INNOVAZIONE – Icam ha istituito negli anni procedure aziendali, periodicamente rinnovate sulla base del processo tecnologico e delle evoluzioni normative, che permettono di prevenire in modo sistematico l’insorgere di non conformità relative a qualità, sicurezza e legalità delle materie prime utilizzate e dei prodotti finiti, per un totale di oltre 20mila test realizzati nel solo 2023.

Portare avanti un approccio innovativo significa anche essere capaci di rispondere alle esigenze sempre mutevoli del mercato.Negli ultimi anni si è assistito a un costante incremento della richiesta di prodotti in grado di supportare uno stile di vita sano e più attento ai temi di sostenibilità.

Tra questi emergono prodotti in cui viene utilizzato lo zucchero di cocco, prodotti vegani con sostituti del latte a base vegetale, prodotti clean label (no soia/no additivi) e Free-from.Tutte referenze che Icam, ha testato e implementato all’interno della propria offerta, ottenendo anche le certificazioni correlate (Biologico, Vegan Quality, Fairtrade, Rainforest Alliance, Gluten-free e Lactose-free) e su cui è impegnata costante-mente a condurre analisi di fattibilità e a destinare investimenti.

Nel corso del 2023 l’azienda ha sviluppato (in fase di test) un cioccolato a ridotto contenuto di zucchero, utilizzando fibre come ad esempio l’inulina e coinvolto fornitori nell’identificazione della tipologia più adeguata di sciroppo d’avena per lo sviluppo di tre ricette di cioccolato con avena in sostituzione del latte in polvere.Nel corso del 2023 sono state realizzate 486 nuove ricette (il 15% in più rispetto al 2022).  LA RESPONSABILITÀ VERSO L’AMBIENTE – L’impegno nella salvaguardia dell’ambiente è per Icam parte integrante del proprio operato.

Consapevole del fatto che la catena di approvvigionamento del cacao (scope 3) rappresenta l’elemento con il più elevato impatto (86%) sulla propria Carbon Footprint, l’azienda nel 2020 ha avviato insieme a Carbonsink il Life Cycle Assessment, uno studio puntuale volto a comprendere le differenze nei fattori emissivi nelle varie aree di approvvigionamento e ridurli.Lo studio è partito dall’Uganda nel 2021 ed è proseguito con il Perù nel 2022: dallo studio della filiera ugandese risulta il beneficio ambientale di una filiera di cacao biologico rispetto a quelle di cacao convenzionale (si va dai 2,9 kgCO2eq/kg del sito di Bundibugyo, dove è coltivato per lo più cacao biologico, ai 4 kgCO2eq/kg dei siti di Hoima e Mukono dove viene coltivato cacao convenzionale).

Lo studio è poi proseguito indagando la filiera del Perù, su un campione di una decina di cooperative fornitrici.Pur in un contesto maggiormente intaccato dall’impatto del Land Use Change, rispetto all’Uganda viene confermato l’approccio virtuoso nell’approvvigionamento Icam.

L’impatto della filiera Icam peruviana risulta infatti pari al 40% dell’impatto definito dalla letteratura per il Paese, e di poco inferiore alla media globale.  In Italia, Icam produce il proprio cioccolato all’interno di uno sito produttivo, quello di Orsenigo, completamente automatizzato, in grado di assicurare funzionalità, tracciabilità e sostenibilità ambientale.La presenza di un impianto di trigenerazione, che genera simultaneamente elettricità, vapore e acqua fredda a partire da una singola fonte energetica, consente di ottenere in modo altamente efficiente gran parte dell’energia necessaria a soddisfare il fabbisogno del processo produttivo dello stabilimento.

Nel 2023, il 74,34% del metano acquistato ha alimentato il trigeneratore, mentre il restante fabbisogno energetico è stato coperto dall’acquisto dalla rete nazionale energia elettrica, che dal 2021 proviene esclusivamente da fonti rinnovabili.Nel corso degli anni l’impianto è stato protagonista di ulteriori investimenti volti a migliorarne sensibilmente le prestazioni energetiche e a implementarne l’efficienza, con l’obiettivo di ridurre costantemente l’impatto ambientale e contribuendo ad abbassare l’indice di intensità energetica, che presenta un trend in costante riduzione (-6,1% nel 2023).

Nel 2023 l’azienda ha generato e smaltito in maniera responsabile un totale di 3.909 tonnellate di scarti organici e non: il 97% dello scarto organico è stato destinato alla zootecnia o al recupero di biomassa, con solo il 3% destinato a discarica; i rifiuti non-organici (imballi monomateriali, carta/cartone, plastica, legno, materiale ferroso) vengono differenziati e recuperati al 100%; gli imballi misti sono destinati a recupero per il 27%, gli imballi in juta vengono invece separati dai materiali misti e inviati a un operatore specializzato, con cui è attiva una collaborazione dal 2020, che li recupera e reimpiega nella produzione di pannelli isolanti e fonoassorbenti utilizzati in bioedilizia, nell’automotive o nella coibentazione termica naturale (nel 2023 sono state recuperati oltre 157.000 kg di juta).Concludendo poi con le eccedenze di prodotto finito che vengono destinate a Banco Alimentare.

Una gestione della produzione rispettosa per l’ambiente che passa anche dalla scelta degli imballi e del packaging, preferibilmente riciclabile o, dove possibile per un’idonea conservazione del prodotto, realizzato in materiale compostabile e biodegradabile che ha visto nel 2023 un aumento dell’8% del suo impiego nella produzione di tavolette.Allo stesso tempo, l’azione di 'sgrammatura' degli incarti di tavolette ha coinvolto il 78% degli incarti acquistati (+2%), per un risparmio di circa 56 tonnellate di carta rispetto all’anno precedente, e un totale di circa 200 tonnellate in 4 anni. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mic, Giuli nomina Francesco Spano capo di Gabinetto

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(Adnkronos) – Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha nominato oggi Francesco Spano nel ruolo di capo di Gabinetto.La nomina di Spano, comunicata dal ministero della Cultura in una nota, fa seguito alla revoca a Francesco Gilioli, da parte di Giuli, dell'incarico di capo di Gabinetto, avvenuta venerdì scorso, 11 ottobre, per essere "venuto a mancare il rapporto fiduciario".  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treno cancellato, come fare? Ecco l’ABC del risarcimento

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(Adnkronos) – Se il treno è stato cancellato (caso diverso rispetto al treno in ritardo) ecco cosa fare e quali sono i diritti del viaggiatore.A rispondere l'Unione nazionale dei consumatori.

In caso di treno cancellato, puoi scegliere tra: annullare il viaggio e chiedere il rimborso del biglietto (può trattarsi di un rimborso totale o parziale se relativo alla parte del viaggio non effettuata); proseguire il viaggio in condizioni analoghe per raggiungere la destinazione finale non appena possibile, senza costi aggiuntivi.Ciò comprende l’uso di mezzi di trasporto alternativi se il treno è bloccato e il servizio è sospeso. L’impresa ferroviaria può, su richiesta, dare la possibilità di ricercare soluzioni alternative con altri fornitori di servizi di trasporto (ferroviario o meno), per consentirti di raggiungere la destinazione finale in condizioni comparabili.

In questo caso, l’impresa ferroviaria rimborserà i costi sostenuti. Tuttavia, se l’impresa ferroviaria non informa delle opzioni disponibili per un itinerario alternativo entro 100 minuti dalla partenza prevista del treno cancellato, hai il diritto di trovare direttamente soluzioni alternative con altri servizi di trasporto pubblico (treno o autobus) senza l’accordo dell’impresa ferroviaria, la quale dovrà poi rimborsare i costi necessari, adeguati e ragionevoli sostenuti con tali soluzioni alternative.In ogni caso il consumatore ha il diritto l’assistenza sotto forma di pasti e bevande (in base ai tempi di attesa) se il ritardo è superiore a 1 ora e persino una sistemazione se fosse necessario pernottare. 
Se si deve proseguire il viaggio nonostante il treno cancellato, accettando un trasporto alternativo si potrebbe avere diritto a un risarcimento, qualora all’arrivo il ritardo sia di almeno 60 minuti: di importo pari al 25% del prezzo del prezzo del biglietto (se il ritardo è superiore a 1 ora e inferiore a 2 ore) di importo pari al 50% del prezzo del prezzo del biglietto (se il ritardo è superiore a 2 ore). Non si ha diritto a un risarcimento se il consumatore ha optato per il rimborso del biglietto se: il consumatore era stato informato del ritardo del treno prima dell’acquisto del biglietto; la cancellazione è stata causata da circostanze eccezionali. Non si ha diritto al risarcimento se l’impresa ferroviaria è in grado di dimostrare che la cancellazione è causata da eventi le cui conseguenze non era in grado di impedire o evitare, pur adottando tutte le misure ragionevoli del caso, ad esempio: condizioni meteorologiche estreme, gravi catastrofi naturali o pandemie – problematiche non connesse al funzionamento della ferrovia; presenza di persone sui binari, furto di cavi, emergenze a bordo, attività di contrasto, sabotaggio o terrorismo problematiche connesse alla condotta di terzi. In queste situazioni non hai diritto a un risarcimento, anche se continuano ad applicarsi gli altri diritti: il rimborso del biglietto o il trasporto alternativo e l’assistenza.

Gli scioperi del personale ferroviario non sono considerati circostanze eccezionali. Il Regolamento europeo 2021/781 ha allargato il concetto di 'circostanza eccezionale' previsto per il trasporto aereo anche al trasporto ferroviario. Secondo le nuove regole "un’impresa ferroviaria non dovrebbe essere tenuta a corrispondere un indennizzo qualora sia in grado di dimostrare che il ritardo è stato causato da circostanze straordinarie quali condizioni meteorologiche estreme o gravi catastrofi naturali che mettevano a rischio l’esercizio sicuro del servizio". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, la denuncia: “Molte imprese Ue non rispettano le sanzioni verso la Russia”

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(Adnkronos) – Al Consiglio Europeo infatti si discute in questi giorni del rapporto con la Russia a seguito dell'invasione dell'Ucraina.Nella bozza delle conclusioni, datata 10 ottobre, si legge che gli asset della Banca centrale russa congelati nell'Ue dopo l'invasione dell'Ucraina "dovrebbero rimanere immobilizzati finché la Russia non cesserà la sua guerra di aggressione e non l'avrà ricompensata per i danni provocati da questa guerra".La durata del congelamento degli asset è cruciale per assicurare la copertura del programma di aiuti a Kiev da 35 miliardi di euro annunciato recentemente dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, varato nell'ambito degli impegni presi dal G7 l'estate scorsa.

La Casa Bianca ha chiesto all'Ue, che custodisce una parte preponderante degli asset di Mosca, di estendere la durata del congelamento da 6 a 36 mesi, per poter partecipare al programma senza dover passare dal Congresso; l'estensione è stata bloccata dall'Ungheria, che ha posto il veto. Nel frattempo l'intelligence militare ucraina ha fatto sapere che, nella notte tra sabato e domenica, un aereo militare da trasporto russo Tu-134 è stato distrutto dalle forze ucraine sulla pista dell'aeroporto militare Orenburg-2, nella regione russa di Orenburg, a circa mille chilometri dal confine con l'Ucraina.In un video diffuso dall'agenzia, si vedono le fiamme all'interno dell'aereo.  Non è la prima volta che un drone di Kiev penetra tanto in profondità in Russia. "Questi aerei di produzione sovietica sono usati principalmente per trasportare i vertici del ministero della Difesa", si precisa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Sangiuliano, emissari procura al ministero per acquisire documenti

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(Adnkronos) – A quanto apprende l'Adnkronos sono arrivati poco dopo le 11.30 al ministero della Cultura due emissari della procura di Roma.In via del Collegio Romano sono stati ricevuti direttamente dal neo ministro Alessandro Giuli.

I due emissari di Piazzale Clodio hanno fatto richiesta di una cospicua documentazione sul caso che ha coinvolto l'ex ministro Gennaro Sangiuliano e l'imprenditrice campana Maria Rosaria Boccia.Sempre a quanto apprende l'Adnkronos, dal Mic hanno assicurato la massima collaborazione nel fornire tutti gli atti e la documentazione richiesta. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chi sono i ‘cittadini sovrani’, movimento di estrema destra dell’arrestato a comizio Trump

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(Adnkronos) – Vem Miller, l'uomo di Las Vegas arrestato in California mentre si recava ad un comizio di Donald Trump con armi nell'auto, è legato al movimento di estrema destra dei Sovereign Citizens.L'uomo è stato fermato perché il suo Suv aveva una targa falsa che appariva "scritta a mano, con un riferimento ad un gruppo di individui che sostengono essere cittadini sovrani", ha riferito infatti lo sceriffo della contea di Riverside, Chad Bianco, che ha lanciato l'allarme sulla possibilità di aver sventato un terzo tentativo di assassinio dell'ex presidente.  Il movimento dei Sovereign Citizen riunisce migliaia, se non decine di migliaia, di estremisti anti-governativi che ritengono di essere soggetti ad autorità e leggi locali e federali.

Secondo quanto riporta Usa Today, i cittadini sovrani si rifiutano di pagare le tasse, e in diversi casi hanno presentato ricorsi in tribunale, che ovviamente non sono stati accolti.  A differenza di altri gruppi organizzati dell'estrema destra americana, come gli Oath Keepers e i Proud Boys, considerati i principali organizzatori dell'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, i cittadini sovrani sono più un movimento, spiega Mark Pitcavage, ricercatore del centro sull'estremismo della Anti Defamation League. "Sono anti-autorità nel profondo, a loro non piace che qualcuno dica loro quello che devono fare, non sostengono nessuna autorità", aggiunge.  
In passato, esponenti di questo movimento sono stati coinvolti in episodi di violenza anti-governativa: nel 2010 padre e figlio, che si proclamavano cittadini sovrani, hanno ucciso due agenti di polizia aprendo il fuoco durante un controllo stradale in Arkansas.Dopo aver acquistato una certa popolarità alla fine degli '70, il movimento in questi ultimi anni, anche in coincidenza con l'era Trump, ha aumentato la sua diffusione e sostenitori "tra i no-vax, i membri della setta Qanon e i trumpiani del Maga", spiegano ancora dalla Anti-Defamation League.  "Il movimento si è anche sviluppato nelle prigioni, mentre i cittadini sovrani hanno aumentato la loro presenza anche in altri Paesi del mondo", aggiungono sottolineando che esistono "guru" e leader che giustificano le posizioni anti-governative con diverse teorie legali e filosofiche.  Miller – che dopo l'arresto è stato rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 5mila dollari – in un'intervista si è detto 'sotto choc' per essere stato arrestato ed accusato di voler attentare alla vita di Trump, dichiarando di essere un suo sostenitore.

L'uomo – che indossava una maglietta ed un cappello con l'immagine di Trump – ha anche detto di aver ricevuto un invito speciale per il rally del tycoon a Coachella dal capo del partito repubblicano della contea di Clark. La polizia sostiene però che il pass da Vip presentato da Miller fosse falso.Diversa anche la versione riguardo alle armi: Miller afferma di aver lui stesso comunicato agli agenti che aveva delle armi, possedute legalmente, nell'auto.

Mentre invece la polizia parla di possesso illegale di una pistola carica, di un fucile ed un caricatore.  "Queste accuse sono una completa sciocchezza, io sono un artista, sono l'ultima persona che provocherebbe violenza e danni ad un'altra persona", ha detto, intervistato dal Southern California News Group, Miller che ha 49 anni, ha un master all'Ucla, è registrato repubblicano e si è presentato, senza successo, alle elezioni locali in Nevada nel 2022 sostenendo che "questo Paese è diventato una tirannia".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)