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Salute, Andreoni: “Con screening Hcv individuati oltre 13mila italiani con virus”

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(Adnkronos) – "I dati emersi dal rapporto del ministero della Salute indicano che lo screening per l’Hcv, pur nelle sue difficoltà, è riuscito a rintracciare più di 13.000 persone in Italia che hanno trovato la positività nello screening e quindi sanno di avere l'epatite C e oggi potranno essere curati.Il 50% di questi pazienti ha già iniziato il trattamento, quindi un successo certamente che ci deve spingere a continuare su questa strada".

Lo ha detto all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali, in occasione del convegno 'Epatite C Obiettivo eliminazione – Il momento è adesso', promosso oggi a Roma da Gilead Sciences.  Tuttavia, l'adesione al programma di screening è sempre molto bassa. "Come ormai abbiamo imparato – conferma Andreoni – quando proponiamo campagne di sanità pubblica in Italia non sono mai di grandissimo successo.Allora, bisogna approfittare più dello screening cosiddetto 'opportunistico', cioè più che invitare le persone a venire a fare lo screening, saper cogliere tutte le occasioni nelle quali i cittadini magari si rivolgono a una struttura sanitaria e in quell'occasione proporre loro di effettuare gli screening.

Lo si è visto in tantissimi studi, anche internazionali, che si tratta di un modo per aumentare di molto l'adesione delle persone ai programmi di prevenzione", conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bonucci, inizia la carriera in panchina: sarà assistente nell’Italia under 20

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(Adnkronos) – Nuova avventura per Leonardo Bonucci.L'ex difensore, dopo essersi ritirato dal calcio giocato inizia la sua carriera in panchina, ma non ancora da allenatore.

Bonucci è infatti entrato a far parte del Club Italia e sarà assistente allenatore della Nazionale Under 20 guidata da Bernardo Corradi, che il prossimo settembre sarà impegnata nel Mondiale di categoria in Cile.  Campione d’Europa nel 2021 e tra gli otto ‘centenari’ della Nazionale maschile, quarto in assoluto per numero di presenze (121) alle spalle di Gigi Buffon (176), Fabio Cannavaro (136) e Paolo Maldini (126), Bonucci è stato uno dei calciatori simbolo degli ultimi vent’anni, protagonista con Andrea Barzagli e Giorgio Chiellini di quella BBC che ha scritto la storia recente della difesa della Juventus e della Nazionale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

X Factor, Jake La Furia: “Per un rapper è difficile essere convincente”

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(Adnkronos) – A un paio di giorni dalle Live di X Factor, Jake La Furia ha parlato dell'assenza di rapper all'interno della sua squadra. "Un percorso convincente per un rapper a X Factor è molto difficile", ha detto in conferenza stampa, rispondendo a una domanda dell'Adnkronos.Il rap, ha spiegato il giudice di X Factor, "ha bisogno di requisiti particolari e adesso ci sono dei talent che fanno esattamente questo in cui tutti combattono ad armi pari".

Inoltre, il rapper non è stato convinto dalle audizioni: "Nessuno mi ha convinto veramente per diversi motivi ma più che altro perché ci vuole un talento veramente versatile per fare un percorso al pari degli altri".  Un rapper a X Factor, secondo La Furia, dovrebbe essere in grado di "affrontare delle cose molto pop e allo stesso tempo scrivere velocemente anche delle cose molto profonde dentro altri pezzi.E' un lavoro veramente complicato e tranne rarissime eccezioni non esistono rapper versatili in entrambe le cose".

Per questo, il giudice ha preferito puntare su altri generi: "Mi sono levato questo sassolino dalla scarpa e preferisco fare un percorso musicale con altri tipi di musicisti.Non perché sia più facile, ma perché mi darà sicuramente maggiori soddisfazioni". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Mancuso (Salute donna): “Cronicizzazione cancro al seno è vita più lunga”

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(Adnkronos) – "Oggi la medicina ha fatto passi da gigante, siamo arrivati alla cronicizzazione della malattia oncologica, soprattutto per le donne per il tumore al seno.Ha dato modo alle donne di avere una vita più lunga, anche con la malattia cronica.

E' molto importante lo scambio tra persone che hanno avuto e hanno la stessa malattia".Lo ha detto Anna Maria Mancuso, presidente Salute Donna Onlus, in un videomessaggio inviato alla presentazione di 'Distances', la docuserie basata su storie vere di donne con il tumore al seno, promossa da Novartis Italia, in collaborazione con Salute Donna, nell'ambito del Festa del Cinema di Roma.  "Condividendo anche le proprie esperienze – prosegue Mancuso – si aiuta ad avere un atteggiamento più positivo e propositivo.

Conosco donne che sono cronicizzate da 20 anni.Sapere che ci sono queste esperienze aiuta ad affrontare la malattia in modo diverso, soprattutto per chi si trova ad approcciare la prima cronicità che oggi vuol dire davvero sopravvivere", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Gnocchi (Novartis):”La voce di 6 donne con cancro seno per migliorare vita di tutte”

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(Adnkronos) – "C'è ancora bisogno di dare testimonianza e voce delle singole esperienze per migliorare la qualità di vita delle donne, nella loro unicità e nel loro specifico percorso.Queste 6 donne coraggiose hanno aperto la loro emotività, le loro emozioni per condividere con altre donne nella stessa situazione il loro percorso: non potevamo non dare loro voce".

Lo ha detto Chiara Gnocchi, Head of Communication & Patient Engagement di Novartis Italia, alla presentazione di 'Distances', la docuserie sulle storie vere di donne con il tumore al seno, promossa da Novartis Italia, in collaborazione con Salute Donna Onlus, nell'ambito del Festa del Cinema di Roma. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Marchetti (Idi): “Terapie innovative cancro seno allungano e migliorano vita”

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(Adnkronos) – "Oggi abbiamo terapie straordinarie che consentono di accompagnare le pazienti per anni.Esistono anche metodologie innovative e percorsi integrati con le pazienti, che sono spesso ancora poco conosciute e utilizzate dagli oncologi, ma che possono essere determinanti per migliorare sensibilmente la qualità della vita delle donne".

Sono le parole di Paolo Marchetti, direttore scientifico Idi-Irccs di Roma, alla presentazione di 'Distances', la docuserie che racconta le storie vere di 6 donne con il tumore al seno, promossa da Novartis Italia, in collaborazione con Salute Donna Onlus, nell'ambito del Festa del Cinema di Roma. "Già solo modificare e ridurre la permanenza nelle strutture ospedaliere delle pazienti, attraverso la tecnologia – conclude – può aumentare di 6 mesi la sopravvivenza, secondo le ultime statistiche".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un barbecue per Carlo e Camilla ‘firmato’ MasterChef, così finisce il tour dei reali in Australia

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(Adnkronos) – Re Carlo III e la regina Camilla hanno concluso oggi a Sidney il loro tour australiano, il primo del monarca all'estero dopo l'annuncio della sua malattia.All'inizio della giornata Charles ha partecipato ad un barbecue nella periferia orientale della città di Parramatta, un'area multiculturale che ospita grandi comunità cinesi e indiane che tradizionalmente sostengono scarsamente la monarchia.

L'evento è stato supervisionato dal vincitore del programma di cucina MasterChef Australia.Nel pomeriggio migliaia di persone con ombrelli per proteggersi dal sole si sono radunate davanti all'iconico Teatro dell'Opera di Sidney nella speranza di incontrare il monarca. Decorato come ammiraglio onorario della Marina australiana questo fine settimana, Charles ha ispezionato una flotta di cacciatorpedinieri lanciamissili e cacciamine costieri.

Le bande militari hanno suonato l'inno britannico, "God save the King", prima del sorvolo di elicotteri e aerei da combattimento sul porto.Nel pomeriggio il re ha visitato il capezzale dei malati di cancro, dove ha incontrato due famosi oncologi in un ospedale e laboratorio di ricerca di Sydney, l'Australian Melanoma Institute, specializzato nel cancro della pelle.  Nel corso della giornata, Carlo ha visitato il National Indigenous Centre of Excellence, un'organizzazione che si occupa del miglioramento delle condizioni di vita degli aborigeni, dove il re è stato accolto con una cerimonia tradizionale.

Dopo le proteste di ieri a Canberra della senatrice aborigena Lidia Thorpe, il sovrano è stato fotografato mentre abbracciava un membro della "generazione rubata" australiana, lo zio James Michael 'Widdy' Welsh. "Gli abbracci sono una cosa buona", ha affermato Carlo mentre abbracciava il 72enne Welsh, che all'età di otto anni fu strappato dalla sua famiglia nel tentativo di sradicare la sua generazione dalla cultura indigena. Ieri, il monarca era stato interpellato da un funzionario eletto australiano sull'eredità della colonizzazione britannica nel Paese, dopo aver invocato la mobilitazione contro il cambiamento climatico davanti al Parlamento di Canberra.L’Australia è stata una colonia britannica per più di un secolo, durante il quale migliaia di aborigeni australiani furono uccisi e intere comunità furono sfollate.

Ha respinto con referendum nel 1999 una modifica della Costituzione per diventare una Repubblica.Nessuna riforma in questo senso è oggi all’ordine del giorno e il re Carlo resta capo di Stato. Secondo un recente sondaggio, circa un terzo degli australiani sarebbe favorevole all’abolizione della monarchia, un terzo sarebbe favorevole al suo mantenimento e un terzo non ha alcuna opinione.

Dopo il tour australiano, la coppia reale partirà domani per una visita di cinque giorni alle Isole Samoa.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Fabi (Gemelli): “Qualità vita sessuale parte importante in terapia cancro seno”

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(Adnkronos) – "Finalmente oggi si comincia a parlare di sessualità anche legata alle pazienti con il tumore al seno.E' un tema importante e molto impattante, rispetto alla qualità di vita delle donne.

Oggi, infatti, spesso le pazienti vengono in coppia, proprio per affrontare insieme al proprio partner le difficoltà e le possibili soluzioni legate alla vita sessuale".Così Alessandra Fabi, responsabile Uosd di Medicina di precisione in Senologia del Policlinico Universitario A.

Gemelli Irccs di Roma, alla presentazione di 'Distances', la docuserie basata su storie vere di 6 donne con il tumore al seno, promossa da Novartis Italia, in collaborazione con Salute Donna Onlus, nell'ambito del Festa del Cinema di Roma. "Ogni giorno dobbiamo imparare ad entrare nell'unicità delle esperienze delle singole donne – aggiunge Fabi – Tutto si gioca nel primo approccio con le donne che cominciano il percorso terapeutico.Nessuno ci insegna a comunicare con le pazienti, ma è importantissimo farlo in maniera corretta.

Le donne devono sentirsi complici e partecipi di questo grande progetto che è la terapia e la cura.Bisogna avere la capacità di non far sentire le donne delle pazienti.

Avendo a che fare con queste donne – conclude – s'impara a conoscere le reali risorse che le persone riescono ad avere in momenti così delicati". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro al seno, la docuserie ‘Distances’ alla Festa del cinema di Roma

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(Adnkronos) – E' stata presentata in anteprima alla Festa del cinema di Roma la serie 'Distances.La vita va avanti, più lontano', parte della campagna 'E' tempo di vita' nata per fornire supporto emotivo, informativo e pratico alle pazienti con cancro al seno per migliorare il loro benessere complessivo.

La docuserie Novartis, realizzata in collaborazione con Salute donna onlus, racconta la storia di Claudia, Marina, Chiara, Clara, Anna e Maria, che hanno età diverse, vite e voci diverse, ma hanno in comune la diagnosi di tumore al seno e l'essere rappresentanti dell'associazione Salute donna onlus, che celebra la capacità di affrontare la malattia senza perdere la propria identità e la propria forza, dimostrando che oggi, grazie a nuove terapie, le pazienti possono beneficiare di una prospettiva di vita più lunga e di una qualità di vita migliore.Il tumore al seno non definisce queste 6 donne, ma rappresenta solo una parte della loro storia che, da oggi, possiamo ascoltare direttamente dalle loro voci.  Offrendo uno sguardo autentico sulle sfide quotidiane e la forza necessaria per vivere pienamente nonostante la diagnosi, 'Distances' non si limita alla dimensione clinica della malattia, ma esplora i suoi effetti su ogni aspetto della vita – fisico, emotivo e relazionale – mostrando come, con coraggio e resilienza, le 6 protagoniste riescano a trasformare le difficoltà in momenti di crescita personale, spiega una nota.

Con il 30% delle diagnosi oncologiche femminili e circa 55.900 nuovi casi stimati nel 2023, la malattia è una priorità per il sistema sanitario nazionale.Grazie però ai progressi della ricerca scientifica e all'innovazione nel campo farmaceutico, le donne possono ora contare su una prospettiva di vita più lunga e su una qualità della vita sensibilmente migliore.

Per garantire la qualità di vita alle pazienti, è essenziale considerare non solo l'efficacia dei trattamenti clinici, ma anche il loro benessere complessivo con un approccio olistico.Questo significa affrontare gli aspetti emotivi e psicologici della malattia, aiutando le donne a mantenere un equilibrio mentale e relazionale che permetta loro di affrontare con maggiore forza e serenità le sfide quotidiane del percorso terapeutico. "Ogni donna che affronta il tumore al seno – afferma Alessandra Fabi, responsabile Uosd di Medicina di precisione in senologia, Policlinico Gemelli di Roma – ha una storia diversa, perché la malattia si manifesta in modo unico per ciascuna paziente.

Il nostro compito è personalizzare i trattamenti, tenendo conto delle specificità di ogni donna, per offrire non solo terapie efficaci, ma anche un sostegno che abbracci ogni aspetto del loro benessere.La qualità della vita non riguarda solo la gestione della malattia, ma anche la capacità di preservare le relazioni, l'intimità e l'equilibrio emotivo, elementi fondamentali per affrontare con forza il percorso terapeutico.

Questo è esattamente ciò che racconta Distances, mostrando come le protagoniste riescano a ritrovare equilibrio e speranza lungo il loro percorso di vita". Oggi in Italia oltre 830mila donne convivono con una diagnosi di tumore al seno, una condizione che comporta sfide terapeutiche spesso complesse.Nonostante la gravità di questi numeri, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi ha raggiunto l'88% grazie anche ai progressi della ricerca scientifica.

La diagnosi in fase precoce non solo migliora le probabilità di guarigione, ma riduce anche la necessità di trattamenti invasivi e il rischio di recidive. "L'approccio personalizzato ci consente di adattare i trattamenti alle specifiche esigenze cliniche di ogni donna – sottolinea Paolo Marchetti, direttore scientifico Idi-Irccs, Roma – Nei casi di tumore in fase precoce, l'efficacia delle terapie è significativamente migliorata, permettendo alle pazienti di affrontare il percorso di cura con un impatto ridotto sulla qualità della vita.E' essenziale aumentare la consapevolezza del rischio di recidiva anche nelle prime fasi e continuare a investire in una ricerca che guardi alla persona nella sua interezza". Con questa serie, Novartis rinnova il suo impegno nel sostenere le donne non solo come pazienti, ma come persone, accompagnandole lungo tutto il loro percorso contro il tumore al seno.

Un sostegno che si manifesta non solo attraverso trattamenti innovativi, ma anche con un approccio olistico al loro benessere, che include iniziative di sensibilizzazione e servizi di supporto. "Al centro dell'approccio di Novartis c'è l'ascolto attivo e costante dei pazienti lungo tutto il patient journey", evidenzia Chiara Gnocchi, Country Communications & Patient Engagement Head di Novartis Italia.Il 54% delle donne con tumore al seno dichiara di aver incontrato delle difficoltà nella ripresa del lavoro e il 70% di aver avuto un impatto sulla sfera sessuale. "La serie 'Distances' – continua Gnocchi – vuole rompere il silenzio e i tabù legati alla malattia, promuovendo un dialogo sincero e profondo.

Attraverso storie autentiche di donne che affrontano la malattia, ogni episodio diventa uno strumento di supporto ed empowerment.Celebriamo la forza, la resilienza e la speranza che emergono lungo il loro percorso, offrendo non solo sostegno, ma anche l'opportunità di ispirare altre persone con le loro storie". 'Distances.

La vita va avanti, più lontano' è disponibile da oggi sul sito etempodivita.it/distances e sui social media di campagna (facebook.com/tempodivita/; instagram.com/etempodivita/). —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Steve Bannon scarcerato martedì prossimo: il guru di Trump sarà libero prima delle elezioni

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(Adnkronos) – Steve Bannon, il guru dell'estrema destra Usa trumpiana, sarà scarcerato il prossimo martedì, quando avrà scontato i 120 giorni di prigione per essersi rifiutato di testimoniare di fronte al Congresso sulll'assalto a Capitol Hill.  L'ex stratega di Donald Trump, sarà quindi libero di riprendere il suo incendiario podcast "War Room", che durante la sua detenzione ha continuato ad andare in onda senza di lui, negli ultimi giorni della campagna elettorale prima del voto del 5 novembre.  I suoi avvocati avevano chiesto che a Bannon fosse concesso di scontare gli ultimi giorni della sua pena ai domiciliari, ma il Bureau of Prison ha inviato loro una lettera in cui si conferma la data originaria, il 29 ottobre, della scarcerazione, affermando che non vengono concessi i domiciliari per periodi inferiori ai 30 giorni.Durante i suoi tre mesi nel penitenziario federale di Danbury, Bannon ha lavorato nella biblioteca della prigione.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Con dieta low-carb stop ai farmaci anti-diabete, speranze da uno studio

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(Adnkronos) –
Stop agli antidiabetici grazie alla dieta low-carb.Chi soffre di diabete di tipo 2 potrebbe arrivare a interrompere i farmaci adottando un regime alimentare povero di carboidrati.

E' la prospettiva – da verificare con altre ricerche – aperta da uno studio americano pubblicato sul 'Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism', rivista dell'Endocrine Society.Il lavoro è co-finanziato dai National Institutes of Health (Nih) e mostra che, negli adulti con diabete 2, una dieta a basso contenuto di carboidrati può aumentare la funzionalità delle cellule beta del pancreas deputate alla produzione di insulina.

In pratica l'alimentazione low-carb riattiva le 'fabbriche' dell'ormone controlla-zuccheri, permettendo ai pazienti di gestire meglio la loro malattia, arrivando eventualmente a interrompere i medicinali. Un traguardo non da poco, considerando i numeri della 'malattia del sangue dolce'.Negli Usa – ricordano gli scienziati – i diabetici sono più di 38 milioni, oltre il 90% dei quali ha il diabete di tipo 2.

La patologia si sviluppa più spesso dopo i 45 anni d'età, ma con la diffusione di stili di vita sbagliati si ammalano sempre più bambini, adolescenti e giovani adulti.In questi pazienti le cellule beta pancreatiche non riescono a rispondere come dovrebbero ai livelli di zucchero nel sangue, e si ritiene che ciò accada almeno in parte per l'assunzione di troppi carboidrati.

Proprio il flop delle cellule beta, oltre alla resistenza all'insulina, è responsabile dello sviluppo e della progressione del diabete 2.  Ora "questo studio dimostra che i diabetici di tipo 2 che seguono una dieta a basso contenuto di carboidrati possono recuperare le loro cellule beta, un risultato che non può essere ottenuto con i farmaci", afferma Barbara Gower dell'università dell'Alabama di Birmingham, autrice principale della ricerca.Quindi "le persone con diabete di tipo 2 lieve che riducono l'assunzione di carboidrati potrebbero essere in grado di interrompere i farmaci", auspica l'esperta.  
Il lavoro ha coinvolto 57 adulti con diabete 2, sia bianchi sia neri, ai quali sono stati forniti i pasti in modo che metà seguisse una dieta low-carb (9% di carboidrati e 65% di grassi) e l'altra metà un'alimentazione high-carb (55% di carboidrati e 20% di grassi).

La funzione delle cellule beta del pancreas e la secrezione di insulina è stata valutata all'inizio dello studio e dopo 12 settimane. Gli autori hanno osservato nel gruppo low-carb, rispetto all'altro, valori doppi per la risposta acuta delle cellule beta e del 22% maggiori per la risposta massima.In particolare, gli adulti neri che seguivano una dieta povera di carboidrati hanno avuto un miglioramento del 110% superiore nella risposta acuta delle beta cellule e gli adulti bianchi un miglioramento del 48% maggiore nella risposta massima.

Risultati che fanno sperare, anche se "sono necessarie ulteriori ricerche – precisa Gower – per determinare se una dieta low-carb può ripristinare la funzione delle cellule beta e portare i pazienti alla remissione".  Lo studio è sostenuto dal National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, dal Nutrition Obesity Research Center dell'università dell'Alabama di Birmingham, dal Diabetes Research Center e dal National Heart, Lung, and Blood Institute.Hanno partecipato anche scienziati della University of North Texas di Denton, dell'università di Washington e del Children's Hospital di Tacoma. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza, Andreoni: “Picco a fine novembre, tenere guardia alta e vaccinarsi ora”

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(Adnkronos) – Nonostante le temperature miti "iniziano a circolare i primi virus influenzali e quindi siamo alle porte ormai dell'avvio dell'epidemia influenzale".Così spiega all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali, e professore ordinario all'università Tor Vergata di Roma, che ha chiarito: "Negli ultimi anni abbiamo visto che l'influenza ha circolato leggermente prima, quindi probabilmente anche quest'anno ci sarà una circolazione che precede il normale picco influenzale che, come sappiamo, è previsto a fine novembre-dicembre". "Quindi – ha continuato Andreoni a margine del convegno 'Epatite C Obiettivo eliminazione – Il momento è adesso' a Roma – dobbiamo in qualche modo allertarci, tenere alta la guardia perché in Australia questa influenza è stata particolarmente severa, con numerose ospedalizzazioni e più di 15 milioni di persone che hanno contratto il virus". "Dobbiamo prepararci – avverte Andreoni – sapendo che il virus ci mette circa due settimane a creare una buona immunità nelle persone.

E' arrivato il momento di vaccinarci perché effettivamente è la misura più valida che possiamo mettere in campo per difenderci dall'influenza".  Alla domanda se dobbiamo preoccuparci più dell'influenza rispetto al Covid, l'infettivologo chiarisce: "Entrambi le patologie stanno circolando insieme.Di Covid dal primo gennaio ad oggi sono morte più di 2.700 persone.

Il Covid non è un'infezione stagionale, l'abbiamo capito, circola tutto l'anno.Però nei periodi invernali e dell'autunno lo fa con maggiore intensità".

Quindi per le due malattie "dobbiamo vaccinarci, oggi lo possiamo fare anche contemporaneamente.La vaccinazione deve essere fortemente indicata da parte dei medici, soprattutto di medicina generale", conclude.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attacco a Netanyahu, Hezbollah rivendica: “Non ti abbiamo raggiunto, ci sono ancora giorni e notti”

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(Adnkronos) –
Hezbollah ha rivendicato la responsabilità dell'attacco condotto con droni contro la residenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Cesarea la scorsa settimana.Lo ha dichiarato il portavoce di Hezbollah Mohammed Afif nel corso di una conferenza stampa.  Hezbollah ''rivendica la sua piena, completa ed esclusiva responsabilità per l'operazione di Cesarea che ha avuto come obiettivo Netanyahu'', ha detto ai giornalisti Afif. “Gli occhi dei combattenti della resistenza vedono e le loro orecchie sentono, quindi se le nostre mani non ti hanno raggiunto questa volta, allora tra noi e te ci sono giorni, notti e il campo di battaglia”, è la minaccia arrivata dal responsabile delle relazioni con i media di Hezbollah, che ha rivendicato la responsabilità della "Resistenza Islamica" per "l'operazione Cesarea e per aver preso di mira l'abitazione del criminale di guerra", il premier Netanyahu. "Quello avviato sotto il fuoco non può essere ripreso attraverso la politica", ha detto ancora Afif, in riferimento ai negoziati avviati ieri a Beirut dall'inviato presidenziale americano Amos Hochstein.

In una conferenza stampa, Afif ha ribadito che "non ci sarà una tregua sotto il fuoco israeliano". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, Tajani: “Fondamentale vaccinare i bambini in Africa”

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(Adnkronos) – "E' fondamentale vaccinare i bambini d'Africa.Bisogna, per questo chiamare a raccolta il mondo dell'industria, le nostre imprese".  "Non è possibile che l'aspettativa di vita di un bimbo africano sia di 2-3 anni, solo a pensarci rabbrividisco.

Lavoreremo, quindi, per portare ancora di più i vaccini in Africa: noi vogliamo allungare questa vita e poter dare speranza a un continente che ha una crescita demografica incredibile.Non possiamo permetterci che muoiano così tanti bambini, è ingiusto dal punto di vista umano.

Il nostro dovere e di fare tutto ciò che possiamo fare per aiutarli.Qui c'è il presidente di Gavi, José Barroso.

Gavi è l'organizzazione che vaccina i bambini in Africa anche con l’aiutodell'Italia".Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Pescara, al G7 Industry Stakeholders Conferencedurante l'incontro del B7 "Leaving no one behind: industry for development".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Cremonese (1-2), il peso degli errori! La Juve Stabia paga caro le disattenzioni difensive

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La Cremonese passa allo Stadio Romeo Menti e verrebbe quasi da dire la famosa frase: “Con il minimo sforzo il massimo risultato”.Ancora una volta, come contro il Palermo, per le Vespe di Castellammare Di Stabia è stata fatale la sosta o se preferite la ripresa del campionato.

La squadra di Eugenio Corini si è dimostrata più letale, più fortunata ma forte anche della qualità che aveva in campo.A questo aggiungiamoci che in panchina la rosa della Cremonese aveva bocche di fuoco importanti che sono entrate a partita in corso e qualcuna addirittura è rimasta in panchina (vedi Bonazzoli n.d.a.).

Illustrato in questo modo però sembra che la gara sia stata la classica sfida a senso unico, ma non è stato così.La Juve Stabia ha venduto cara la pelle, è andata sotto ed ha saputo reagire alla grande andando a pareggiare praticamente subito i conti grazie al rigore di Andrea Adorante salito a quota 4 reti in campionato.

Con il parziale rimesso nuovamente in parità la squadra di Pagliuca ritrova idee, morale ed energia “rischiando” di chiudere la prima frazione con un risultato più che positivo.Infatti, grazie ad un Maistro molto ispirato, la musica in mezzo al campo era diventata materia decisamente diversa.

Nella ripresa però qualcosa cambia con la Juve Stabia che inizia lentamente a perdere il classico furore agonistico, e ci sta anche per carità.La Cremonese con i ritmi che si abbassano inizia a leccarsi i baffi e punisce le vespe grazie ad un goal di Franco Damián Vázquez (detto “El Mudo”, tradotto in italiano “Il Muto”).

Il secondo goal della squadra di Eugenio Corini ha il classico sapore della sentenza con i gialloblu che nel finale producono poco e nulla.Una sconfitta che fa male anche perchè con la spia dell’attenzione accesa il risultato finale poteva essere tranquillamente diverso e diciamolo senza girarci intorno il goal è stato una bella frittata offerta in maniera gentile alla comitiva Grigiorossa.

Certo di cose positive ne abbiamo viste come una bella prova del giovane Fortini che si è ripetuto dopo Marassi, oppure la delizia di un Maistro decisamente ispirato.Nel film della partita bisogna anche raccontare dell’ennesimo episodio da calcio piazzato in questo campionato e soprattutto di alcuni singoli che hanno tradito le attese.

Tra questi mettiamo Thiam, che al netto dell’errore aveva comunque fatto due grossi interventi, ma anche Piscopo o Candellone apparsi troppo sterili per fare male al bravo Fulignati.Prendere poi ancora una volta tutti i gol della partita su calcio piazzato (è successo anche a Modena n.d.a.) fa capire a tutti che c’è qualcosa che non va.

Proprio quest’ultimo aspetto è stato confermato da Pagliuca che proverà a correggere questo difetto della propria squadra.La sconfitta non incide sulla classifica ma a Cosenza servirà una Juve Stabia decisamente diversa con più benzina nel motore e con più “morso” da impostare sull’app degli Smartphone.

Un monito deve essere impresso nella mente di tutti: Il campionato di serie B è lungo è difficile, ci saranno accelerate come con Pisa e Sampdoria ma anche passi falsi come Palermo e Modena, è fondamentale dopo ogni partita gestire l’umore, sia positivo sia negativo, durante il percorso.L’altalena delle emozioni non fa bene a nessuno.

La Juve Stabia è una neopromossa, con una rosa molto giovane ed inesperta per cui pensare alla gara con la Cremonese (società da oltre 26 milioni di budget n.d.a.) come ad un’opportunità sprecata di fare punti, allora possiamo comprendere che questi ragazzi stanno facendo qualcosa di eccezionale e meritano il sostegno di tutti aldilà degli errori individuali.

Tumori, nel Lazio oltre 3.100 nuovi casi l’anno di cancro al polmone

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(Adnkronos) – Ogni anno nel Lazio si ammalano di cancro ai polmoni 3.100 persone.A livello nazionale le nuove diagnosi interessano oltre 44mila cittadini e la sopravvivenza netta a 5 anni si attesta al 16% negli uomini e al 23% nelle donne.

Tuttavia negli ultimi anni si sono registrati dei progressi sia a livello di diagnosi che di terapia.In particolare gli specialisti riescono ad avere importanti e maggiori informazioni sulle caratteristiche molecolari del singolo carcinoma.

Sono così identificati molteplici bersagli molecolari e da questi sono state sviluppate terapie in grado di agire in modo mirato (target therapy).Vi è poi l'immunoterapia, un trattamento basato sull'attivazione del sistema immunitario verso le cellule tumorali.

Le prospettive aperte da questi approcci terapeutici sono al centro del convegno 'Excellence in lung cancer', che si apre oggi a Roma e che vede la partecipazione di oltre 60 tra i massimi esperti nazionali di una malattia oncologica tra le più temute. La patologia, ricorda una nota, si divide in due sottogruppi: il carcinoma a piccole cellule o microcitoma – che si caratterizza per cellule a chicco d'avena – che rappresenta da solo il 15% dei casi, in cui, salvo casi diagnosticati in fase molto precoce, la chirurgia non ha alcuna indicazione.Il carcinoma non a piccole cellule (Nsclc) invece rappresenta circa l'85% dei casi di tumore polmonare.  "Tra questi vi è una quota sempre più crescente di tumori caratterizzati da un'alterazione molecolare, che possono essere trattati con terapie mirate – afferma Emilio Bria, coordinatore della Ricerca clinica sui tumori del polmone del Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, direttore Uoc Oncologia medica Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma – Un esempio è rappresentato da alectinib per la malattia Alk traslocata in stadio avanzato, terapia consolidata da anni in pratica clinica, che conferma i dati di efficacia e il buon profilo di tollerabilità e maneggevolezza emersi negli studi clinici.

Attualmente – sottolinea lo specialista – la Regione Lazio ha costituito un piano per riorganizzare le reti oncologiche in modo più funzionale e nel rispetto delle esigenze territoriali, inclusa quella del tumore del polmone.Ha promosso e avviato specifici tavoli di lavoro proprio per aggiornare e definire un nuovo Pdta", un percorso "a valenza regionale, con criteri di accesso e di percorso che possano rappresentare un riferimento per tutte le aziende sanitarie che si propongono nel trattare la neoplasia".

Quello ospitato a Roma è il secondo di 3 appuntamenti nazionali di 'Excellence in lung cancer'.  "Sul fronte del microcitoma in stadio esteso, l'introduzione dell'immunoterapia ha rappresentato una novità rilevante – spiega Federico Cappuzzo, direttore di Oncologia medica 2 presso l'Int Regina Elena di Roma – Finalmente abbiamo ottenuto un miglioramento e soprattutto un aumento della percentuale dei pazienti lungosopravviventi, come osservato all'interno dello studio di estensione IMbrella A che include i pazienti dello studio IMpower 133.I dati emersi confermano i benefici ottenuti nella frazione di pazienti analizzati sul controllo a lungo termine della malattia (12% di pazienti vivi a 5 anni).

E' perciò possibile incidere sulla sopravvivenza della neoplasia".  Oggi l'immunoterapia come trattamento singolo o in associazione alla chemioterapia è diventata il nuovo standard di cura per il tumore al polmone, con l'opportunità di scegliere la modalità di somministrazione.Infatti, recentemente la terapia con atezolizumab è stata resa disponibile dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema) anche nella formulazione sottocutanea, garantendo vantaggi ai clinici ai pazienti e alle strutture sanitarie.

Importanti traguardi sono stati raggiunti grazie a queste terapie a bersaglio molecolare, target therapy, in particolare con alectinib, un farmaco inibitore di Alk che agisce bloccando l'attività di questo recettore, riducendo così la crescita e la proliferazione del tumore. "Lo studio Alina ha definito per primo il ruolo di inibitori specifici per i pazienti con riarrangiamento di Alk in fase precoce di malattia, dopo resezione chirurgica – evidenzia Bria – Lo studio si è confrontato direttamente con la chemioterapia adiuvante, che per gli oncologi ha rappresentato per anni un trattamento 'scomodo', offrendo un beneficio per i pazienti, ma a fronte di un rischio di tossicità rilevante.Sarà quindi ora possibile sostituire la chemioterapia con una terapia ben tollerata e che aumenta le probabilità di guarigione.

Il farmaco rappresenta perciò un elemento cruciale nell'evoluzione dei trattamenti e delle prospettive dei pazienti". "Il mondo della medicina di precisione e delle target therapy per il tumore polmonare è destinato a crescere – commenta Silvia Novello, Università di Torino Aou San Luigi Gonzaga, Orbassano – La sfida maggiore, per questa tipologia di trattamenti, continuerà ad essere lo studio dei meccanismi di resistenza per poter offrire migliori opportunità ai pazienti.Per quanto riguarda l'immunoterapia, la vera rivoluzione è stata la sua adozione nelle fasi precoci di malattia, sia nel setting perioperatorio, ovvero prima e dopo l'intervento chirurgico, sia nel setting adiuvante, ovvero dopo l'intervento chirurgico.

Questa tipologia di trattamento è inserita in uno schema nuovo, che vede la combinazione e l'integrazione delle due tipologie di cure.Gli eventi di aggiornamento come questo che si apre oggi a Roma – conclude – sono di fondamentale importanza perché le novità scientifiche sono tante ed incalzanti e il confronto costruttivo tra i diversi specialisti è ormai imprescindibile". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Baby Gang assolto in Appello: “Rapina non è impresa da ricco rapper disturbato”

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(Adnkronos) –
Baby Gang assolto in Appello perché "le modalità della rapina appaiono assai più simili ad analoghi episodi verificatisi nell'ambito del piccolo spaccio che non ad una stravagante impresa di un ricco rapper disturbato".E' con queste motivazioni che i giudici della corte d'appello di Milano, terza sezione, annullando la sentenza di primo grado, hanno assolto "per non aver commesso il fatto" il trapper Zaccaria Mouhib, in arte Baby Gang, imputato con un amico (pure lui assolto), per una presunta rapina nel 2021 nei confronti di due ragazzi a Vignate, in provincia di Milano.  Per la corte "non può dirsi che il quadro probatorio a carico dei due imputati sia completo e coerente".

Gli stessi giudici hanno depositato anche le motivazioni della sentenza con cui hanno ridotto in appello le pene per i trapper Baby Gang e Simba La Rue, a processo insieme ad altri sei imputati per la sparatoria avvenuta all'alba del 3 luglio 2022 nella zona della movida di corso Como a Milano, in cui rimasero feriti due senegalesi.Un dimezzamento della pena perché per alcuni imputati è venuta meno l'accusa di rapina.  Nelle motivazioni si ribadisce "l'efferatezza della violenza sprigionata" dagli imputati, avvalendosi anche dell'ausilio di un'arma impropria (la stampella), "la totale noncuranza di un eventuale presenza di telecamere nonché della gente che stazionava nei pressi di un luogo alquanto noto per la movida milanese, la radicale assenza di consapevolezza del disvalore della condotta tenuta in capo agli imputati – desumibile anche dalle intercettazioni in atti – che destano significativo allarme sociale".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, studio: risultati positivi per anticorpo monolocale anti-Rsv in neonati

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(Adnkronos) – Nei neonati, l’anticorpo monoclonale preventivo sperimentale contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv), clesrovimab (MK-1654) di Msd, ha ridotto significativamente l'incidenza della malattia da Rsv e l'ospedalizzazione nei neonati sani prematuri e a termine.Sono i risultati diffusi dalla farmaceutica relativi allo studio clinico di fase 2b/3 (MK-1654-004) che valuta l'anticorpo monoclonale profilattico sperimentale progettato per proteggere i neonati dalla malattia virale durante la loro prima stagione di Rsv.

I risultati, insieme ai risultati intermedi dello studio di fase 3 in corso (MK-1654-007) di clesrovimab, sono stati presentati durante il congresso internazionale Id Week 2024, che si è recentemente concluso a Los Angeles, in California.Nel dettaglio, i risultati dello studio – si legge in una nota – ha valutato una singola dose di clesrovimab somministrata a neonati sani pretermine e a termine (dalla nascita a un anno di età) hanno soddisfatto tutti gli endpoint predefiniti, con risultati coerenti sia a 5 mesi, sia a 6 mesi.

L'incidenza di eventi avversi (Ae) e di eventi avversi gravi è stata paragonabile tra i gruppi clesrovimab e placebo e non ci sono stati decessi correlati al trattamento o all'Rsv durante lo studio. “Dopo decenni senza una terapia adeguata, clesrovimab rappresenta un ulteriore strumento avanzato, per proteggere, sia i bambini con comorbidità sia quelli sani, da un'insidiosa malattia che può essere mortale – afferma Alberto Villani, coordinatore Area pediatria universitaria ospedaliera dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma – Più dell'80% dei casi di ricovero in terapia intensiva per patologie correlate a Rsv coinvolge bambini privi di precedenti clinici rilevanti.Solo nella scorsa stagione epidemica (2023-2024), presso l'Ospedale Bambino Gesù, si sono verificati 750 ricoveri e 3 decessi a causa della bronchiolite provocata dal Rsv, generando un enorme impatto sociale ed economico che, grazie alle innovazioni, potrebbe oggi essere evitato.

La protezione fornita dagli anticorpi monoclonali giocherà un ruolo clinico significativo anche nel medio e lungo termine, considerando che il virus è responsabile dello sviluppo di patologie quali l’asma, già in età evolutiva, e la Bpco (broncopneumopatia cronica ostruttiva) nell’adulto e nell’anziano.Proteggere i bambini dalla bronchiolite rappresenta inoltre un importante contributo per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”. L'endpoint primario di efficacia dello studio – la riduzione dell'incidenza delle infezioni delle basse vie respiratorie che hanno richiesto assistenza medica (Malri) associate all'Rsv che richiedono ≥ 1 indicatore di infezione delle vie respiratorie inferiori (Lri) o gravità rispetto al placebo fino al giorno 150 (5 mesi) post-dose – è stato del 60.4%.

Clesrovimab ha anche ridotto i ricoveri associati a Rsv (endpoint secondario) e i ricoveri Lri associati a Rsv (endpoint terziario) fino al giorno 150 (5 mesi) rispetto al placebo dell'84,2% e del 90,9%, rispettivamente.Clesrovimab ha ridotto anche l'incidenza di Malri grave (endpoint terziario) del 91.7%. "I dati presentati – osserva Annamaria Staiano, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) – risultano particolarmente interessanti considerando il panorama epidemiologico di Rsv, un'infezione stagionale altamente diffusa che può colpire sia i neonati sani sia quelli a rischio ed è la principale causa di ospedalizzazione per i neonati.

Clesrovimab costituirà una ulteriore importante opzione per la prevenzione delle patologie Rsv correlate alleviando il relativo carico di accesso al Pronto soccorso e di ricoveri”.In un'analisi post hoc, la riduzione dell'incidenza di Malri che richiede ≥ 2 indicatori di Lri e gravità (un endpoint di Malri più grave rispetto all'endpoint primario di Malri), è stata dell'88.0% fino al giorno 150 (5 mesi). “I risultati presentati – commenta Antonio D’Avino, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) – sono molto interessanti e incoraggianti rispetto alle necessità cliniche e di sanità pubblica che ci troviamo ad affrontare con Rsv.

In particolare, il futuro della prevenzione delle malattie Rsv-correlate vedrà sicuramente un ruolo di primo livello degli anticorpi monoclonali e l’arrivo di un nuovo anticorpo monoclonale, come clesrovimab, rappresenta un’ulteriore risorsa nel panorama dell’immunizzazione”. Come illustra Roberta Siliquini, professore ordinario di Igiene generale e applicata presso il dipartimento di Scienze della Sanità pubblica e pediatriche dell'Università di Torino e presidente della Società italiana di igiene (Siti), “in termini di sanità pubblica i dati della sperimentazione risultano eccellenti per efficacia, sicurezza e tollerabilità.Un farmaco preventivo che va ad agire su una patologia estremamente diffusa e grave soprattutto nei neonati è la risposta che serve per gestire al meglio le patologie Rsv-correlate – sottolinea – Speriamo di avere al più presto una nuova freccia all’arco della prevenzione perché ampliare il parco di farmaci disponibili è fondamentale per utilizzare il più appropriato per ogni soggetto”.  Msd ha anche annunciato i dati di un'analisi ad interim pianificata dello studio MK-1654-007, uno studio di fase 3 che valuta la sicurezza e l'efficacia di clesrovimab rispetto a palivizumab nei neonati e nei bambini ad aumentato rischio di grave malattia da Rsv.

L'endpoint primario dello studio è stato la sicurezza e la tollerabilità del farmaco nei neonati che entrano nella loro prima stagione di Rsv.I risultati intermedi hanno mostrato che clesrovimab ha avuto un profilo di sicurezza paragonabile a palivizumab e, fino ad oggi, non sono stati riportati eventi avversi gravi correlati al farmaco.

Anche i tassi di incidenza di Malri associati a Rsv che richiedono ≥ indicatore 1 di Lri o gravità e i ricoveri ospedalieri associati a Rsv (endpoint secondari) sono risultati comparabili tra clesrovimab (3.6% e 1.3%, rispettivamente) e palivizumab (3.0% e 1.5%, rispettivamente) fino al giorno 150 (5 mesi).  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, il paradosso del voto arabo-americano: la possibile carta vincente di Trump

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(Adnkronos) – Per punire l'amministrazione Biden-Harris per il sostegno a Israele nella guerra a Gaza, e ora in Libano, molti arabo americani vogliono votare Donald Trump, che rivendica di essere il presidente più filoisraeliano della storia e che nel primo giorno del suo primo mandato varò il 'muslim ban', il controverso divieto di ingresso negli Usa per i cittadini di una lista di Paesi arabi e musulmani.E' questo il paradosso indicato dai sondaggi, come quello di Arab New/You Gov, che registrano come l'ex presidente sia avanti di due punti rispetto alla candidata democratica, tra gli elettori arabo-americani.  E un sondaggio dell'inizio del mese, dell'Arab American Institute, indicava un vantaggio addirittura di quattro punti, il 46% contro il 42%.

Non solo, secondo il sondaggio più recente, il repubblicano viene considerato significativamente più in grado di mettere fine al conflitto in Medio Oriente, il 39% contro il 33%.Anche se, a conferma del paradosso, Trump viene considerato, con un margine di sei punti, molto più a sostegno dell'attuale governo israeliano di quanto lo sia Harris.  Il dato preoccupante per i dem è quindi che, a due settimane dal voto, Harris ha 18 punti in meno di quelli che aveva Joe Biden nel 2020 tra gli elettori arabo americani, che quindi potrebbero risultare la carta vincente a sorpresa di Trump.

Soprattutto in uno stato chiave come il Michigan dove si trova la principale comunità arabo americana del Paese, oltre 200mila persone.E dove le ultime due elezioni sono state vinte per un pugno di voti: 150mila da Biden nel 2020 e addirittura 11mila da Trump nel 2016.  Non a caso, proprio ieri, Trump ha rivolto un appello agli elettori arabo americani su Truth Social: "Se Kamala ottiene altri quattro anni, il Medio Oriente trascorrerà i prossimi quattro decenni in fiamme, i vostri figli andranno in guerra, forse persino una Terza Guerra Mondiale, una cosa che non succederà mai con il presidente Trump in carica". "Per il bene del vostro Paese e dei vostri figli votate Trump per la pace".  Ma le simpatie verso Trump all'interno della comunità arabo-americana non vanno ricercate solo, o non tanto, tra il 29% degli intervistati che ritiene il conflitto israelo-palestinese come il principale problema, ma anche, e forse soprattutto, tra il 21% che considera la questione più urgente l'economia, su cui, è noto, il tycoon ha un netto vantaggio, tra tutti i gruppi elettorali, su Harris.  Basti pensare che alla fine di settembre Amer Ghalib, il sindaco democratico di Hamtramck, cittadina del Michigan dove tutti i funzionari eletti sono musulmani, ha dato il suo sostegno al repubblicano.". "Il presidente Trump ed io possiamo non essere d'accordo su tutto, ma lui è un uomo di principi", dichiarò allora Ghalib, arrivato come rifugiato dallo Yemen a 17 anni, che guida la cittadina di 28mila persone, spiegando che votare l'ex presidente sia "la scelta giusta in questo momento cruciale La scorsa settimana Trump si è recato a fare campagna elettorale a Hamtramck e per Ghalib è stata l'occasione di spiegare perché ha voltato le spalle al suo partito per sostenere il repubblicano: "E' stata l'unione di due cose, delusione e speranza – ha detto intervistato da Sky News – delusione per il modo in cui l'attuale amministrazione sta gestendo le cose a livello locale e internazionale e speranza che la nuova amministrazione, guidata da Trump, lo faccia in modo diverso".  Ad avvicinare poi la comunità arabo americana a Trump e ai conservatori c'e' poi anche la questione dei valori considerati troppo liberal, in particolare in materia Lgbt, dei democratici ."C'è troppa aggressione e tentativi in imporre certi valori sulla maggioranza di questa comunità nelle scuole, sul suolo pubblico", ha detto il sindaco che nei mesi scorsi ha bloccato il tentativo di issare una bandiera del pride su edifici cittadini.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti in Albania, Viminale ricorre contro sentenza Tribunale di Roma

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(Adnkronos) – A quanto apprende l'Adnkronos, il Viminale ha dato mandato all'avvocatura dello Stato di preparare i ricorsi contro la sentenza del Tribunale di Roma che ha bocciato il trattenimento dei 12 migranti in Albania, trasferiti in Italia sabato scorso dopo la mancata convalida.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)