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Alla scoperta di biodiversità e rinnovabili, al via il Progetto Scuole E.On

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(Adnkronos) – È ripartito il Progetto Scuole E.On che porta nelle scuole italiane i temi della sostenibilità e del legame tra energie rinnovabili e biodiversità, coinvolgendo ragazze e ragazzi in attività educative e ludiche per favorire una conoscenza sempre più approfondita dell’ambiente e l’adozione di comportamenti virtuosi e sostenibili.L’iniziativa, inoltre, sottolinea l’importanza di politiche a sostegno dei docenti nel percorso didattico di formazione delle nuove generazioni su temi d’attualità urgenti, cruciali nel mondo di oggi e di domani.  Il Progetto, che si avvale della collaborazione di Pleiadi e Meteo Expert, si evolve e arricchisce di nuovi contenuti di anno in anno per offrire agli studenti di tutta Italia stimoli sempre più interessanti, innovativi e coinvolgenti a favore della tutela ambientale.

I temi della nuova edizione saranno legati alla sostenibilità ambientale, in particolare alle delicate dinamiche della biodiversità del nostro territorio, di come questa cambia da un’area geografica all’altra e di come, grazie all’uso delle energie rinnovabili può esserci una coesistenza senza arrecare danno alla flora e fauna del nostro Pianeta.   In questo ambito, si inserisce la nuova challenge 'Alla scoperta della biodiversità', lanciata da E.On alle classi iscritte al progetto, che coinvolgerà ragazze e ragazzi in un’esperienza in cui dovranno mettere in gioco la propria creatività e pensiero critico.Alle classi sarà chiesto di recuperare elementi naturali presenti in prossimità della scuola, come foglie, fiori, bastoncini e altri materiali, per realizzare una composizione che rappresenti un insetto, animale o vegetale la cui vita viene agevolata dall’utilizzo dell’energia rinnovabile.

Seguendo il fil rouge del Progetto che prevede una sinergia tra aspetti ludici ed educativi, la sfida invita gli studenti a ragionare sul proprio ruolo nella comprensione e nel contrasto al cambiamento climatico.La classe il cui elaborato sarà giudicato il migliore riceverà, presso la propria scuola, un kit esperimenti per lo studio dell’energia rinnovabile.

Inoltre, tutte le classi che decideranno di aderire al progetto verranno dotate di un calendario della biodiversità.Un vero e proprio calendario all’interno del quale per ogni mese sarà indicata un’azione, suggerimento, curiosità o attività da poter svolgere con la propria classe per sensibilizzare sull’importanza e cura del nostro Pianeta e imparare concetti nuovi sulla biodiversità.

Da novembre a marzo, i docenti riceveranno una newsletter al mese con un contenuto educativo, o un’attività da svolgere per essere i 'supereroi della biodiversità' del territorio, le azioni potranno essere poi appese alla plancia del calendario della biodiversità.   Non solo energia e biodiversità, ma anche esperienze dirette sul territorio sono un aspetto chiave del Progetto Scuole E.On 2024-2025.Durante il corso dell’anno scolastico gli studenti di Scuole Primarie e Secondarie di Primo Grado saranno coinvolti in escursioni nei boschi e nei parchi cittadini con l'obiettivo di esplorare la biodiversità presente e comprendere l'importanza della sua conservazione.

Gli studenti prenderanno parte a laboratori all’aria aperta e verrà consegnato loro un quaderno personalizzato, per annotare ciò che scopriranno nell’avventura.Le attività proposte promuoveranno un approccio pratico alla cura dell'ambiente, sensibilizzando i bambini sulle azioni concrete che possono intraprendere per proteggerlo, dai piccoli gesti quotidiani fino alla riduzione dell'impatto umano grazie all'uso di energie rinnovabili.  Le varie tappe esplorate andranno a costituire un vero e proprio Roadshow della Biodiversità e dell’Energia che si snoderà tra le province di Monza Brianza, Lecco, Imperia e Savona.

Aree in cui E.On sta ampliando ulteriormente la propria presenza con nuove attività e iniziative sul territorio a seguito dell’assegnazione di un lotto di 165mila clienti, nel contesto del Servizio a Tutele Graduali per i clienti residenziali non vulnerabili del mercato elettrico.  “A conferma dell’impatto del progetto è da sottolineare il costante apprezzamento da parte delle persone direttamente coinvolte, docenti e studenti in primis.Infatti, il Progetto Scuole E.On registra una crescita continua su base annua, sia in termini di scuole sia di classi iscritte, e si conferma di particolare gradimento per l’efficacia e l’impatto positivo delle attività proposte” ha commentato Mauro Biraghi, Marketing and Corporate Communications Director di E.On Energia.

Inoltre, proprio grazie alla rilevanza dei temi toccati e all’efficacia del metodo con cui le attività vengono proposte, l’edizione del Progetto Scuole E.On ha ricevuto, lo scorso anno, il patrocinio morale da parte del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase).  “Il Progetto Scuole E.On, cui ho il piacere di contribuire, si conferma uno strumento preziosissimo per avvicinare i più giovani a temi fondamentali, quali il rispetto dell’ambiente e il contrasto al cambiamento climatico.La questione ambientale è infatti una delle grandi sfide del futuro, ed è davvero importante preparare i cittadini di domani ad affrontare nel modo adeguato queste problematiche, soprattutto se si riesce a farlo con un progetto, come quello di E.On che coinvolge e appassiona gli studenti, gli insegnanti e anche noi che contribuiamo alla sua realizzazione”, ha commentato Andrea Giuliacci, professore di Fisica dell'Atmosfera, Università di Milano Bicocca e meteorologo Meteo Expert.  “Per noi il Progetto Scuole E.On è vincente perché permette di far incontrare gli alunni, le scuole, con il mondo di E.On e di conseguenza con la dinamicità e la professionalità che contraddistingue spesso le aziende private; questo crea una sinergia vincente perché gli insegnanti sono incuriositi, motivati e i bambini riescono a catalizzare l’attenzione verso temi importanti come la sostenibilità e l’ambiente, divertendosi”, ha dichiarato Paola Ripamonti, preside della Scuola Primaria Martin Luther King, Cesano Maderno (MB).

Il Progetto Scuole E.On si concluderà con il Campus presso 'Cascina Costa Alta' in provincia di Monza Brianza il 4 e 5 aprile 2025.  Due giorni di attività con ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di II grado e delle Università durante le quali verranno affrontati temi legati all’energia, al futuro sostenibile e all’innovazione tecnologica attraverso dibattiti e attività pratiche.In ogni giornata si approfondirà un tema specifico, grazie al supporto di personaggi di rilievo nell’ambito della sostenibilità e dell’energia.

I momenti della giornata saranno scanditi da sessioni di formazione, attività di team building e interventi di esperti del settore.L’obiettivo è quello di migliorare e approfondire la conoscenza dei partecipanti sulle tematiche affrontate e orientarli verso le scelte del loro prossimo futuro.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Militare disperso durante un addestramento al lago di Bolsena

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(Adnkronos) – Durante un addestramento in corso oggi nell’area del lago di Bolsena, un militare dell’Esercito è risultato disperso.Sono in corso le ricerche.

Lo rende noto l'Esercito.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alimentazione, Grendele (Carrefour Italia): “Con Act For Food equilibrio tra qualità e sostenibilità”

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(Adnkronos) – “In questo importante rilancio di Act For Food abbiamo deciso di spostare il baricentro da produrre meglio a mangiare meglio sul gusto e sul piacere di mangiare.Si tratta di fatto di mettere al centro, ancora una volta, della nostra strategia il cliente, le sue aspettative, le sue abitudini, le necessità e trovare un equilibrio possibile tra qualità, sostenibilità e convenienza”.

Lo ha detto Alessandra Grendele, direttrice Merchandise Marketing ed e-commerce di Carrefour Italia, in occasione della presentazione del piano di rilancio di Act For Food, programma nato nel 2018 per tradurre in azioni concrete la strategia di Transizione Alimentare per tutti.Il rilancio di Act for Food contempla il rinnovato obiettivo di sostenere i consumatori nel mangiare meglio, rendendo accessibili prodotti buoni, sani e più sostenibili dal punto di vista ambientale, facendo leva sui prodotti private label. “Se da una parte c’è il rinnovo del programma – riprende Grendele – dall'altro c'è un inevitabile rinnovo anche dell'identità visiva dell'Act For Food.

In tutta la nostra grafica, comunicazione e scrittura, troviamo un'identità visiva che enfatizza il gusto e il piacere del mangiare.Sottolinea altresì l'italianità e quindi trova un equilibrio possibile tra il prodotto e, dall'altra parte, il mangiare bene, il mangiare meglio, parte integrante della cultura italiana e non solo". " Anche nel nostro logo troviamo delle importanti novità – continua – La prima è una maggiore trasparenza che trasmette la qualità del prodotto e il gusto, il piacere del mangiare.

Dall'altra parte, l'inserimento del prezzo, dell'accessibilità, nella nostra firma.Quindi il meglio per me anche nel prezzo”.

Con il nuovo Act for Food, Carrefour mira a diventare il marchio biologico più economico del mercato, a offrire la gamma private label con il miglior rapporto qualità-prezzo e a favorire le produzioni di origine locale o nazionale, si legge in una nota diffusa dal Gruppo. “È importante sottolineare l’impegno di tutti i nostri produttori.Uno sforzo quotidiano che troppo spesso viene dato per scontato”, dice la direttrice Merchandise Marketing ed e-commerce di Carrefour Italia, Grendele. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Federico Asta, chi era il ‘pasticcere dei vip’ morto in un incidente stradale

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(Adnkronos) – Federico Asta, noto come 'il pasticcere dei vip', è morto in un incidente stradale in viale Gaetano Salvemini a Casteldebole (Bologna): è finito contro a un suv, mentre era in sella al suo scooter.Tantissimi i messaggi di cordoglio lasciati sui social dai cittadini, amici e semplici follower che nel corso degli anni hanno seguito il suo lavoro e gli incontri con le celebrità che hanno contribuito alla sua fama. Da Francesco Totti a Christian De Sica, da Alessandeo Del Piero a Checco Zalone, e poi Beppe Signori, Lazza, Bobo Vieri, Massimo Boldi, Luciana Littizzetto, Fiorello, Cristina D'Avena: è lunghissimo l'elenco dei grandi nomi dello sport e dello spettacolo che hanno scelto la pasticceria di Federico Asta per i loro dolci.

Basta scorrere i social del pasticcere per vederlo immortalato in decine di foto insieme alle celebrità e ai loro ordini: talmente tante che Federico Asta era noto online proprio come 'il pasticcere dei vip'. Asta era infatti specializzato nella realizzazione di dolci per eventi e si era occupato di concerti di artisti di fama nazionale e internazionale, della torta per la nazionale italiana di calcio e persino di quella per Papa Francesco quando nel 2017 aveva visitato la città di Bologna. Spesso la sua pasticceria aveva regalato dolci e pizze in segno di ringraziamento, tributo o semplicemente come gesto cortese.In piena pandemia addolciva il lavoro di medici e infermieri, ora voleva omaggiare i volontari arrivati in città per l'alluvione. "Voglio regalare un po’ di bomboloni e pizze ai volontari che sono venuti qui a Bologna, come facciamo?", aveva chiesto alla presidente del Quartiere Borgo Panigale – Reno, Elena Gaggioli, come lei stessa racconta. "Oggi ti avrei richiamato per organizzarci", scrive la presidente. "Grazie di tutte le torte Federico, delle merende alle Feste del Quartiere dalla Birra a Santa Viola, dei bomboloni alla Notte Viola e di tutte le volte che ci sei stato sorridente e disponibile". Federico Asta aveva 34 anni e da quando ne aveva compiuti 15 era entrato a lavorare nell'attività di famiglia in via Battindarno. "Questo locale per me è la mia casa – scriveva nel 2021 – è il luogo che più amo al mondo e continuerò ad amarlo per tutta la vita perché è proprio qua dentro che ho dato una svolta alla mia vita.

A tutti quelli che non credevano in me ho dimostrato che il potere dei sogni è davvero infinito". Asta lascia la moglie Giorgia e i figli Nicole e Alessandro, rispettivamente di nove e cinque anni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alimentazione, Grassi (Ricerca Swg): “Gusto driver centrale nelle scelte di acquisto”

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(Adnkronos) – "Abbiamo condotto un'indagine su un campione rappresentativo di cittadini italiani con l'obiettivo di cogliere quali sono le componenti che guidano la scelta degli alimentari, in particolare il ruolo del gusto.I dati sono molto chiari, il gusto è un driver centrale nelle scelte di acquisto degli italiani che si accompagna a due fattori: la ricerca del gusto al giusto prezzo, quindi non al prezzo più basso in assoluto, ma a un prezzo che sia giusto per consentire un prodotto di qualità.

E, dall'altra parte, il tema della sostenibilità”.A dirlo, Riccardo Grassi, direttore di Ricerca SWG, l’istituto che ha condotto l’indagine per Carrefour Italia in occasione del rilancio del piano Act For Food, il programma nato nel 2018 con l’obiettivo di garantire una transizione alimentare accessibile a tutti. I prodotti che rispondono meglio alle esigenze degli italiani emersi dalla ricerca condotta da SWG sono: “I prodotti del territorio, quelli chilometro zero, quindi considerati più vicini, perché sono i più freschi e sono quelli che si ritiene possano garantire meglio tutti gli aspetti al centro della cucina italiana, considerata peraltro la cucina con maggior gusto tra tutte quelle disponibili”, fa sapere Grassi.

A confermare le parole del direttore dell’istituto di ricerca i numeri: dall’indagine emerge infatti che la stagionalità è scelta dal 53% degli italiani, seguita dalla freschezza, 44%, dal km0, 15%, e dall’italianità, 14%.Solo il 13% degli intervistati considera più appaganti altre scelte alimentari rispetto a quelle della cucina italiana, come le proposte etniche, il fast food e il vegetariano o vegano.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Gardini (EpaC): “Per eradicare virus entro 2030 politica faccia di più”

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(Adnkronos) – Le epatiti virali rappresentano uno dei principali problemi di sanità pubblica.Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, circa 80 milioni di persone nel mondo sono affette dal virus dell’epatite C (Hcv), pari all'1,1% della popolazione mondiale, e nel nostro Paese si stima siano circa 200.000 gli individui portatori inconsapevoli del virus. "Per eradicare l’epatite C entro il 2030, come ci chiede l’Oms, è necessario trasformare lo screening per l’Hcv da sperimentale in strutturale.

Dunque, ci chiediamo per quale motivo ogni anno bisogna sudare sette camicie per avere una proroga, esattamente come è successo anche quest’anno".Così Ivan Gardini, presidente Associazione EpaC-Ets, in occasione dell'incontro 'Epatite C: Obiettivo eliminazione, il momento è adesso.

Strategie e modelli organizzativi per riscrivere la storia delle epatiti virali', promosso oggi a Roma da Gilead Sciences.  "Lo screening scade il 31 dicembre 2024 e il Governo ha appena rifiutato di approvare un emendamento a costo zero, firmato in larga parte da esponenti della maggioranza, sull'ampliamento della popolazione e delle fasce di età più a rischio – lamenta Gardini – Dunque, che intenzioni ha il Governo?Questa è la domanda che ci poniamo, quando dall'altra parte si chiedono ai gruppi di lavoro di fare una strategia nazionale con Hcv, Hiv e malattie sessualmente trasmesse".

Tra le azioni da mettere in campo, secondo Gardini "sicuramente convincere i parlamentari a continuare a presentare degli emendamenti.Qui ci vuole la volontà politica di inserire l'epatite C come priorità nazionale.

Questa è la vera prevenzione".  Il presidente dell’Associazione dei pazienti con Epatite C alle Regioni chiede di fare la loro parte: "Che fine faranno i soldi che hanno in cassa?Chi verifica che quei test acquistati non siano nel frattempo scaduti?

Sono tante le domande alle quali la politica deve rispondere".Quindi sulle infezioni scoperte, "siamo fermi a 13.000 ma probabilmente ce ne sono molte di più, soprattutto nella fascia di età sopra i 60 anni.

Il vero problema è il sommerso, difficile da stimare – evidenzia Gardini – perché parliamo anche di persone detenute in carcere, di persone che si rivolgono ai Serd per dipendenze.Ma secondo me si può pensare di identificare altre 100.000 infezioni".

Tra le Regioni 'più virtuose' in fatto di screening per l’Hcv "sicuramente troviamo Emilia Romagna, la Lombardia e il Veneto", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

In Italia il maltempo più intenso di ultimi 40 anni, le prove in uno studio

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(Adnkronos) – Ondata di maltempo sull'Italia, con il cambiamento climatico che ha alimentato la tempesta che ha portato a devastanti inondazioni nel Paese. È quanto emerge da uno studio condotto dal gruppo ClimaMeter, un progetto di ricerca finanziato dall'Unione Europea e dal Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica (Cnrs).Secondo l’analisi, tempeste come quelle che si sono abbattute sulla Penisola “portano oggi fino a 10 mm di pioggia in più al giorno” segnando così “un aumento del 25%” e producono “venti di intensità fino a 6 km/h in più, un aumento del 10%”, rispetto all’arco temporale che va dal 1980 al 2000.

Un fenomeno molto intenso dunque “sia per forza che per intensità, rispetto alle osservazioni storiche degli ultimi 40 anni”. Ci sono inoltre indizi che “cicli naturali come l'Oscillazione Decadale del Pacifico e l'Oscillazione Multidecadale Atlantica possano aver influenzato la tempesta, ma non possono spiegare da soli l'entità dei cambiamenti osservati”.Questa tesi, peraltro, sottolinea il team di ricercatori “è coerente con le prove ben consolidate che dimostrano che un'atmosfera più calda può trattenere una maggiore quantità di umidità, portando ad acquazzoni più pesanti. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Detransitioner Luka Hein a Firenze con Pro Vita: “Migliaia minori spinti a cambiare sesso”

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(Adnkronos) – Si è svolta questa mattina nella Sana Macconi di Palazzo Vecchio a Firenze la conferenza stampa organizzata da Pro Vita & Famiglia Onlus in collaborazione col gruppo consiliare di Fratelli d’Italia per presentare il tour “Ingannata, perché nessuno è nato nel corpo sbagliato”, con cui l’associazione sta toccando diverse città italiane (Roma, Catania, Palermo, Brescia, Firenze, Rimini e Assisi) per portare la testimonianza di Luka Hein, detransitioner americana oggi 22enne che all’età di 14 anni, in preda a un forte disagio identitario scatenato dalla separazione dei genitori e dall’esperienza di adescamenti online, fu convinta dalla propaganda Lgbtq di essere “nata nel corpo sbagliato” e spinta da medici e psicologi a iniziare un percorso di transizione per “cambiare sesso” culminato in una mastectomia totale a soli 16 anni. Dopo 4 anni di bombardamenti farmacologici a base di testosterone Luka capisce di essere stata totalmente ingannata sul suo reale stato di salute, e che quella che venne immediatamente diagnosticata come una disforia di genere era in realtà il sintomo di sofferenze psicologiche e disturbi comportamentali mai indagati dai clinici.Tornata in sé, oggi Luka Hein si è unita alla sempre più nutrita schiera dei “de-transitioner”, giovani spinti a cambiare sesso che tentano ora, per quanto possibile, di “tornare indietro” e denunciano il cosiddetto “approccio affermativo”: il sistema di menzogne che tramite i social, le scuole e operatori sanitari politicizzati sta spingendo migliaia di minori a disagio con se stessi a credersi “nati nel corpo sbagliato” senza indagare le reali cause delle loro sofferenze. "Abbiamo deciso di portare in Italia la testimonianza di Luka Hein – afferma Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia – per far giungere un messaggio di verità a migliaia di adolescenti italiani che stanno cadendo nell’inganno di essere “nati nel corpo sbagliato” e ai loro genitori: nessuno nasce “sbagliato”, noi siamo il nostro corpo e provare a cambiarne la forma estetica con una dolorosa medicalizzazione a vita non ne cambierà la natura ma lascia solo più insoddisfatti di prima.

Alla politica chiediamo di tutelare la salute dei minori impedendo che possano essere sottoposti a trattamenti medici per alterare il loro normale sviluppo puberale in una fase della vita in cui non hanno piena consapevolezza di ciò che sono e saranno e alla luce dei dati scientifici secondo cui, col naturale procedere dello sviluppo, la quasi totalità delle presunte disforie di genere in minori si riassorbe in una sana e serena identificazione nel proprio sesso biologico".  Oggetto della conferenza stampa anche la recente polemica che ha investito l’Ospedale Careggi di Firenze, dove gli ispettori del Ministero della Salute hanno riscontrato gravi irregolarità nel trattamento della presunta disforia di genere in bambini e adolescenti, i quali non venivano sottoposti ai dovuti accertamenti diagnostici di natura psicologica e psichiatrica per indagare le reali cause del loro disagio identitario prima di somministrare il farmaco ormonale Triptorelina, come imposto da una determina dell’AIFA del 2019.La stessa AIFA, dopo il caso Careggi, ha annunciato la revisione delle linee guida sulla somministrazione della Triptorelina. Alla conferenza stampa, introdotta dai saluti istituzionali del Vice-Presidente Vicario del Consiglio Comunale di Firenze Alessandro Draghi (Fratelli d’Italia), hanno preso parte anche il Consigliere regionale Diego Petrucci (Fratelli d’Italia), l’opinionista e scrittore Fabio Dragoni e, in collegamento dal Senato, il capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri, autore dell’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute Orazio Schillaci che portò all’ispezione presso l’Ospedale Careggi. Durante la conferenza stampa si è svolta una contro-manifestazione in Piazza della Signoria organizzata da Pd, AVS e collettivi Lgbtq e trans-femministi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medico che salvò la vita a Sinwar: “Non si è suicidato, con la sua morte Hamas è finita”

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(Adnkronos) –
"Non si è suicidato" Yahya Sinwar, il leader di Hamas morto il 16 ottobre a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. "E' stato ucciso da un soldato israeliano, è chiaro.Soldati semplici, che erano da un anno nell'esercito".

Lo ha dichiarato nel corso di un'intervista all'Adnkronos il medico israeliano Yuval Bitton, che nel 2004, quando Yahya Sinwar era detenuto nel carcere di Nafha, gli salvò la vita grazie a una diagnosi tempestiva di tumore al cervello. 
Chi dice il contrario "ne vuole fare un eroe, un martire", ha aggiunto Bitton, che alle 18.30 parteciperà alla presentazione del libro di Sharon Nizza '7 Ottobre 2023.Israele, il giorno più lungo' edito da 'La Repubblica', presso lo Spazio Mastai dell'Adnkronos al Palazzo dell’Informazione e stasera sarà ospite di 'Porta a Porta'. 
In base all'autopsia condotta sul corpo di Sinwar, la causa della morte è stata individuata in un colpo di pistola alla nuca.

Accanto al corpo è stata poi trovata un'arma appartenente a un colonnello dell'Idf morto a Gaza nel novembre del 2018. "Hamas è stata sconfitta, è finita nel giorno stesso in cui è stato eliminato Sinwar", ha dichiarato Bitton. ''Sinwar ha cambiato la struttura di Hamas ed era l'unico a decidere'', ha proseguito Bitton.Sinwar rappresentava ''l'ala militare di Hamas'' e ''ha sacrificato migliaia di palestinesi per i suoi scopi''. (di Melissa Bertolotti) —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rabatel (Carrefour Italia): “Gusto e prezzo al centro di Act for food”

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(Adnkronos) – “Oggi parliamo dell’atto due del nostro piano ‘Act for food', lanciato nel 2018.Il rilancio di ‘Act for food’ vede una differenza rispetto al passato: rimettiamo il gusto al centro di tutto, con un’attenzione particolare al prezzo.

Una ricerca di SWG ha mostrato infatti che il gusto è il primo driver delle scelte delle famiglie italiane quando fanno la spesa, ma anche il prezzo rimane un elemento cruciale della scelta dei nostri clienti e dei consumatori italiani.Mettiamo gusto e prezzo al centro, è questa la ragione per la quale abbiamo sviluppato il nuovo logo, dove parliamo di ‘meglio per te’ sotto entrambi i punti di vista”.

Così Christophe Rabatel, amministratore delegato di Carrefour Italia, a margine della presentazione del piano di rilancio di ‘Act For Food’, con l’obiettivo di promuovere l’accesso a un’alimentazione di qualità e rispettosa dell’ambiente, attraverso percorsi concreti.  Durante l’evento è stata presentata anche una ricerca SWG che indaga il legame tra gusto, sostenibilità e accessibilità nelle scelte d’acquisto dei consumatori italiani, come ha sottolineato Rabatel: “Nella prima fase di ‘Act for food’ avevamo lavorato molto su una produzione di qualità, su come trasformare il nostro settore e come collaborare meglio con i nostri fornitori, anche locali, per dare un cibo di qualità sempre migliore ad un prezzo accessibile.Anche in questa seconda fase del progetto rimane fondamentale la sostenibilità dei prodotti.

Siamo infatti un’azienda molto responsabile – spiega l’ad di Carrefour Italia – Siamo diventati il primo player della Gdo a livello nazionale a diventare società benefit a giugno 2023 e quest’anno abbiamo emesso la relazione di impatto per mostrare tutti gli impegni presi, le azioni concrete messe in campo e i risultati raggiunti”.  “Il rilancio di ‘Act for food’ va ad aiutarci a spingere di più questa strategia vincente, nel cuore della quale troviamo la nostra gamma biologica ‘Carrefour Bio’, con prodotti di qualità per la nostra salute, quella delle nostre famiglie e la salute del pianeta.A livello Gruppo – conclude Rabatel – abbiamo l’ambizione di portare le vendite a 8 miliardi di euro di prodotti certificati entro fine 2026 e il pilastro principale sono i prodotti biologici”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“GLOVES OF GLORY” una notte di pugni a San Bonifacio ( VR ) con il titolo IBF del Mediterraneo

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Sabato 26 ottobre, il PalaFerroli di San Bonifacio si trasforma in un ring infuocato, un vero e proprio Colosseo moderno.Sotto i riflettori, pugili di talento si daranno battaglia in una serie di incontri che promettono di lasciare il pubblico senza fiato.La serata soprannominata “Gloves of Glory”, sarà un’occasione unica per gli appassionati di pugilato che potranno assistere a sfide all’ultimo sangue.Tra i match più attesi, quello tra Luca Chiancone e Fernando Jaquero per il titolo IBF del Mediterraneo.

Due guerrieri del Ring pronti a tutto pur di conquistare la vittoria.Luca Chiancone, il ‘Triestino volante’, è pronto a sfidare la potenza di Fernando Jaquero in un match che si preannuncia esplosivo per il titolo IBF del mediterraneo , sarà il match clou della serata.Chiancone, noto per la sua potenza e la sua determinazione, cercherà di difendere i colori italiani e di consolidare la sua posizione nella classifica mondiale.Jaquero, dal canto suo, è un avversario agguerrito e ambizioso, pronto a tutto pur di conquistare la cintura e portarsela a casa.Si preannuncia una battaglia all’ultimo sangue, con colpi potenti e combinazioni tecniche che lasceranno il pubblico senza fiato.

Luca Chiancone è un ragazzo di 27 anni , ha un’altezza di 1,78 m e uno Score di 9-1-2(4 ko ) ha scalato velocemente le classifiche grazie a una serie di impressionanti vittorie per k.o.e’ nato a Trieste ed è un vero e proprio martello pneumatico sul ring, con una forza d’impatto che lascia senza fiato gli avversari .La sua carriera e’ iniziata nel lontano 2015 passando al professionismo nel 2020 ha conquistato il titolo italiano dei pesi medi (stessa categoria del nostro olimpionico e campione del mondo Nino Benvenuti ) mettendo al tappeto al primo round il campione Giovanni Rossetti.Il suo avversario Fernando Jaquero è un pugile spagnolo, categoria pesi medi ,al peso 72,5 kg è noto per il suo stile aggressivo e il suo desiderio di raggiungere i massimi livelli nel pugilato.

Uno degli incontri più significativi di Jaquero è stato contro John Jader Obregón per il titolo nazionale spagnolo dei pesi medi contro il quale ha perso nel 2022.Anche il record di Fernando non è di meno a quello del nostro Chiancone con nove vittorie una sconfitta e un pareggio .Si preannuncia uno scontro epico , dove ogni colpo potrebbe fare la differenza .Chi uscirà vittorioso da questa battaglia ?

Solo il ring potrà dirlo.Seguirà un altro match di spessore :  “Andrea Gomiero e Silvia Bortot daranno vita a un derby tutto veneto che farà vibrare il palazzetto di San Bonifacio”, in palio il Titolo Italiano  dei pesi welter sulla distanza delle 10 riprese da due minuti .Andrea Gomiero età 38 anni altezza 1,75m un record di 6 vittorie su 6 incontri disputati. È una pugile imbattuta ex campionessa italiana dilettante, ha iniziato la sua carriera da Professionista nel 2023 è considerata una pugile di sicuro interesse.Silvia Bortot stessa età di Andrea Gomiero con un’ altezza di 1,70 m e all’attivo 12 incontri vinti e quattro persi già campionessa europea Ebu ,sarà un derby  molto sentito e atteso da entrambe le tifoserie un incontro targato Veneto che sicuramente non deluderà le aspettative .

Da sottolineare che Silvia Bortot è stata la prima donna italiana a vincere per due volte il titolo europeo di boxe professionistica nella categoria super leggeri.Anche il sotto clou è molto ricco di pugili importanti che saranno sicuramente match al cardiopalma.

“Angelo ‘El Terrible ‘Morejon, il peso massimo cubano, è una furia inarrestabile che punta dritto alla vetta mondiale”.Tra i pesi massimi un incontro sicuramente molto interessante tra Angelo soprannominato “EL TERRIBLE” Morejon di 28 anni al peso 102 kg con un’altezza di 1,96 m con un record di cinque incontri cinque vittorie per k.o. è un peso massimo cubano imbattuto ,oltre 200 match da dilettante avendo affrontato leggende come Julio Cesar la Cruz e Lennard Perez, punta sicuramente a scalare la vetta mondiale, il suo avversario Miguel Galvan anch’esso imbattuto peso massimo spagnolo vanta un record uguale al suo avversario con cinque incontri cinque vittorie di cui quattro per k.o. è il numero uno in Spagna ed è allenato da Giorgio Campanella ex pugile italiano che ha combattuto ai massimi livelli mondiali affrontando anche campioni come Oscar de La Hoya.Seguiranno i pesi Superwelter Mohammed Graich verso Venhar Haziri .

Graich ( record 9-3-0)ha iniziato la sua carriera professionale con la asd boxe veronese nel 2019 , l’obiettivo è una nuova chance titolata dopo la sconfitta contro Federico Schina una sconfitta che Graich non ha digerito e per la quale attendeva subito una rivincita .L’avversario Haziri di anni 28 con uno record di sei vittoria sette sconfitte e tre pari. È un pugile professionista di origine kosovaro e ha iniziato la sua carriera professionale nel 2019 è un combattente competitivo e motivato.

“GLOVES OF GLORY” una notte di pugni a San Bonifacio ( VR ) con il titolo IBF del MediterraneoIl programma molto folto continua con Stefano Capone soprannominato “the Shark “che affronterà Armin Kozlica nei pesi massimi .Stefano Capone 34 anni di età con un’altezza di 1,83 m risulta tra i più forti pesi massimi d’Italia vanta un possente fisico di oltre 100 kg con una potenza nei colpi non indifferente, caratteristica che mette in evidenza in ogni incontro , è un vero combattente.Nel  suo ultimo match ha battuto il forte pugile di casa Alfonso Damiani per k.o.

al quinto round.Tra i pesi welter si affronteranno Gianni Doria Yao soprannominato “Baby Kong “ e Marco Delmestro e tra i pesi leggeri femminili avremo Sara Bellotti che incrocerà i guantoni con Stefany Sara Sale .Saranno tutti incontri entusiasmanti che ci faranno emozionare e ci alzeranno l’adrenalina .La serata si aprirà alle 18:30 con quattro incontri IBA.

G7, Poggi (Deloitte): “Sviluppo sostenibile in economie in via sviluppo beneficio per economia”

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(Adnkronos) – “Gli eventi geopolitici, dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente, hanno intensificato l'instabilità economica globale, aggravando inflazione e pressioni sul debito.Allo stesso tempo, i Paesi del G7 stanno registrando un crescente divario di produttività rispetto a quelli del Nord America, dal 18% del 2021 al 35% del 2023, oltre a una crescita annua prevista dal 2023 al 2025 inferiore rispetto ai restanti paesi del G20 (2,2% contro 4,4%), aumentando la complessità per i G7 nel guidare un progresso globale sostenibile.

Per invertire questi trend negativi e preservare la leadership nello sviluppo globale, i G7 devono focalizzarsi su iniziative strategiche che assicurino competitività e sicurezza economica tramite cooperazione, continuando quindi a sviluppare principi democratici ed etici di mercato".Lo afferma Andrea Poggi, Innovation leader Deloitte Italia e capo delegazione, per Deloitte, del G7 Industry Stakeholders Conference che si è svolta oggi a Pescara e dal titolo "Leaving no one behind: industry for development".  "È più che mai essenziale – rimarca Poggi – promuovere uno sviluppo sostenibile nelle economie in via di sviluppo a beneficio di tutta l’economia e la società globale, concentrandosi su tre priorità chiave: transizioni digitali e green, sicurezza alimentare e innovazione dei sistemi sanitari.

In questo contesto si inseriscono le iniziative G7 rivolte ai Paesi africani, come l’Energy for Growth in Africa, l'Apulia Food Systems Initiative e il Pandemic Fund.Sebbene tali impegni riflettano la dedizione dei G7 verso una crescita globale inclusiva, il successo dipenderà da investimenti costanti, azioni coordinate e una visione a lungo termine che affronti le cause del sottosviluppo.

L'efficacia delle strategie di sviluppo richiede anche riforme dei sistemi educativi, supportando l'accesso alle materie Stem, soprattutto per donne e giovani, promuovendo l'iscrizione scolastica superiore, considerando che solo il 9% della popolazione africana è impegnata in percorsi universitari.Una collaborazione inclusiva, sia tra i Paesi del G7 che con quelli in via di sviluppo, ispirata all'innovazione, focalizzata su ambiti specifici e basata su eterogeneità e multidisciplinarità, rappresenta la condizione imprescindibile per rafforzare la competitività dei G7 e promuovere una crescita etica e sostenibile a livello globale, partendo dai Paesi in via di sviluppo".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Tempo compie 80 anni, alla Gnam Cerno intervista Meloni

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(Adnkronos) – Il Tempo compie 80 anni.Ottanta anni di storia, analisi, cronaca e vicinanza ai grandi fatti del mondo e della città.

Per celebrare l’anniversario parte un fitto calendario di eventi e manifestazioni dedicate.Si comincia il 23 ottobre, alla Galleria Nazionale di Arte Moderna, con un appuntamento aperto a tutti gli amici della testata.

Interverranno con i loro auguri e ricordi il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e l’ex storico direttore Gianni Letta.Nel corso dell’happening il direttore Tommaso Cerno intervisterà la premier Giorgia Meloni. "E sarà solo l’inizio.

Entro la fine dell’anno un secondo evento si terrà nella sede storica del giornale, a Palazzo Wedekind – si legge in una nota – per ripercorrere con ospiti illustri le tappe salienti dell’avventura del giornale nella Capitale.Nel corso di tutto il 2025 sono in programma eventi tematici nelle province del Lazio e dell’Abruzzo, zone storiche nelle quali il giornale ha rappresentato un partner dello sviluppo sociale ed economico delle comunità.

Ottanta anni di vita.Il tempo scorre ma Il Tempo resta". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Luka Hein: “Io ingannata, a 14 anni medici e psicologi mi convinsero a cambiare sesso”

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(Adnkronos) – "È stato un intero movimento di ingannarmi perché mi hanno fatto credere di essere nata nel corpo sbagliato, non è possibile essere nati nel corpo sbagliato, noi siamo il nostro corpo e quindi dire che questo era sbagliato in me è stato il più grande tradimento che ha condizionato tutta la mia vita".Sono le parole di Luka Hein la 22enne detransitioner americana alla conferenza stampa a Palazzo Vecchio a Firenze organizzata da Pro Vita & Famiglia Onlus in collaborazione col gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, per presentare il tour “Ingannata, perché nessuno è nato nel corpo sbagliato”, che all’età di 14 anni, in preda a un forte disagio identitario, secondo la sua testimonianza fu convinta da medici e psicologi a iniziare un percorso di transizione per cambiare sesso.

Un percorso che culminò in una mastectomia a 16 anni.Una storia che vuole essere un messaggio per tutte le coetanee e i coetanei che possono vivere un momento di turbamenti interiori durante l'adolescenza.  "Le cose andranno meglio, in particolare per i ragazzi giovani.

Nel mio caso, la prima cosa è stata svegliarsi tutti i giorni sapendo di essere una donna. – ha continuato Hein – Come ti vesti, il lavoro che fai, tutto passa e tutto va avanti nessuno è nato nel corpo sbagliato, tu sei il tuo corpo, tu devi far pace con questa realtà per il tuo bene".Luka ha deciso di tornare indietro da quella transizione.

Ma questa esperienza l'ha segnata per tutta la vita, e ha lasciato in lei la voglia di portare la sua testimonianza: "Principalmente il sentimento che mi è rimasto è quello di voler parlare, parlare con le ragazze per aiutarne il più possibile". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“I rom se li porti a Strasburgo”, Salvini replica all’organo anti razzismo del Consiglio Ue

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(Adnkronos) – "Sentirsi dire che forze dell'ordine sono razziste ti girano le scatole, siamo sempre con le divise, se a questi signori piacciono i rom e clandestini se li portino a Strasburgo".Lo ha detto il vicepremier e ministro di infrastrutture e trasporti Matteo Salvini commentando il documento dell'organo anti-razzismo e intolleranza del Consiglio d'Europa, secondo cui in Italia tra le forze dell'ordine è frequente il "racial profiling", la profilazione razziale, cioè controlli e fermi di polizia basati sull'origine etnica, in particolare nei confronti di rom e persone africane. "'Polizia italiana razzista nei confronti della comunità rom e delle persone di origine africana'.

Donne e uomini in divisa attaccati vergognosamente dall’Ecri (Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza), un ente inutile pagato anche con le tasse dei cittadini italiani.Come Lega proporremo di risparmiare questi soldi per destinarli alla Sanità anziché infangare le nostre forze dell’Ordine.

Se a questi signori piacciono tanto Rom e clandestini, se li portino tutti i casa loro a Strasburgo", aveva scritto in precedenza sui social il vicepremier. In Italia tra le forze dell'ordine è frequente il "racial profiling", la profilazione razziale, cioè controlli e fermi di polizia basati sull'origine etnica.Inoltre, le autorità non paiono essere "consapevoli" dell'entità del problema, sottolinea la commissione Ecri, organizzazione internazionale non Ue con sede a Strasburgo, in un rapporto sul nostro Paese pubblicato oggi. La delegazione dell'Ecri, si legge nel rapporto, è venuta a conoscenza di "molte testimonianze sulla profilazione razziale da parte delle forze dell'ordine, in particolare verso la comunità Rom e le persone di origine africana".

Queste testimonianze, che riferiscono di "frequenti fermi e controlli basati sull'origine etnica", sono confermate anche dai rapporti delle organizzazioni della società civile e di altri organismi di monitoraggio internazionali specializzati.Tuttavia, "le autorità non raccolgono dati adeguatamente disaggregati sulle attività di fermo e di controllo della polizia, né sembrano essere consapevoli dell’entità del problema, e non considerano la profilazione razziale come una forma di potenziale razzismo istituzionale".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pro Vita Famiglia, Ruiu: “Qui per denunciare approccio che porta sofferenza”

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(Adnkronos) – "Abbiamo pensato di portare qui a Firenze in conferenza stampa a presentare il tour di Luka Hein perché è importantissimo che i ragazzi e i genitori ascoltino l'altra storia, la storia di questa ragazza che come tante ragazze ha vissuto un disagio, una sofferenza, un dolore e l'unica risposta che le è stata data per superare questo dolore è stato il cambio di sesso".Sono le parole di Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia, intervenuta a Palazzo Vecchio a Firenze alla conferenza stampa organizzata da Pro Vita & Famiglia Onlus in collaborazione col gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, per presentare il tour “Ingannata, perché nessuno è nato nel corpo sbagliato”, con cui l’associazione sta portando la testimonianza di Luka Hein, giovane americana che dopo un percorso di transizione ha scelto di tornare indietro denunciando pressioni dei medici che ne avrebbero influenzato la scelta.  "Noi veniamo qui per denunciare l'approccio affermativo, un approccio che porta sofferenza, che la scienza sta rivedendo e sta trattando come un approccio fallito – continua Ruiu- noi siamo qui a Firenze anche perché l'altro è l'approccio che è stato contestato nel caso dell'ospedale Careggi con un'interrogazione parlamentare di Maurizio Gasparri e ci hanno stupito un po' tutte le polemiche che si sono alzate prima di ascoltare questa storia che aggiunge qualcosa a quello che è il tema molto delicato della sofferenza degli adolescenti, ed è necessario come non mai ascoltare questa storia.

Non capiamo perché non si voglia dare voce a Luka e a tutti i ragazzi e le ragazze che si sentono ingannate dall'approccio affermativo". Secondo Pro Vita e Famiglia la storia di Luka non è un caso isolato, tutt'altro: "Sono tantissime le denunce che ci arrivano dai genitori che raccontano proprio questo, che di fronte alla sofferenza e le difficoltà dei bambini e dei ragazzi di fronte alla loro lecito dubbio di essere nati nel corpo sbagliato, l'unica risposta che hanno è quella di essere sbagliati.Bisogna invece indagare di più su quello che è la radice di questa sofferenza, gli adulti devono mettersi accanto a questi ragazzi e non proporre delle ricette che sono per tutte uguali e devastanti come medicalizzare a vita e menomale un corpo sano", ha concluso Ruiu. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La “Linea segreta” tra Stato e Vaticano nel nuovo libro di Antonio Preziosi

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(Adnkronos) – ‘Linea segreta’: il dietro le quinte tra Stato e Vaticano in oltre settant’anni di storia, attraverso fatti, vicende e curiosità raccontate dal direttore del Tg2 Antonio Preziosi nella sua ultima fatica letteraria edita da San Paolo. Il volume racconta i retroscena del confronto continuo e serrato tra le due sponde del Tevere: dalla Prima Repubblica fino al G7 in Puglia.  Nel libro Preziosi parla anche di un tema di stringente attualità come quello delle politiche migratorie. “Il terreno di confronto tra la Santa Sede e il governo di centrodestra – osserva Preziosi – è soprattutto quello dei migranti.Il tema dell’accoglienza è molto caro a papa Francesco ed è su questo che si misura il termometro delle relazioni tra le due sponde del Tevere”. “Nel febbraio del 2023, si verifica il tragico naufragio al largo delle coste di Cutro, in Calabria con la morte di decine di fuggiaschi in balia degli scafisti.

Giorgia Meloni – ricorda il direttore del Tg2 – ribadisce piena consonanza alle parole di dolore pronunciate dal Papa.Affacciandosi dalla finestra su piazza San Pietro per la recita dell’Angelus, Francesco prega “per le vittime del naufragio, per i loro familiari e per quanti sono sopravvissuti" e manifesta "apprezzamento" e "gratitudine alla popolazione locale e alle istituzioni per la solidarietà e l’accoglienza verso questi nostri fratelli e sorelle", rinnovando l'appello "affinché non si ripetano simili tragedie".  Parole di dolore, di condanna per i trafficanti di esseri umani, di apprezzamento per chi ha manifestato solidarietà e accoglienza, e anche per le istituzioni.

E non manca a stretto giro la replica della premier che affida ai canali social il suo pensiero: “Facciamo nostre le parole del Santo Padre” scrive, e aggiunge che esse ‘rappresentano un grande richiamo per tutte le Istituzioni.Come governo le facciamo nostre, continuando a impiegare tutte le forze necessarie per combattere i trafficanti di esseri umani e fermare le morti in mare’”.  In ‘Linea segreta’, Preziosi racconta anche come reagì Paolo VI alla morte di Aldo Moro.

Come andò realmente la fine dell’unità politica dei cattolici in Italia.Un viaggio, insomma, ricco di sorprese e colpi di scena. “Ogni volta che il parlamento italiano affronta tematiche sensibili a proposito dell’etica personale, familiare, sociale e a proposito della cultura nel nostro Paese, – la riflessione contenuta nel volume – il dialogo con la Chiesa cattolica è inevitabile e indispensabile.

Ma l’Italia, da questo punto di vista, è un caso davvero unico perché ospita, nel cuore della capitale, un piccolo Stato di enorme importanza internazionale: la Città del Vaticano e il Pontefice, che è il punto di riferimento per milioni di cattolici".  L’autore racconta anche le svolte, in certi momenti drammatiche, dell’impegnativo rapporto della politica e delle istituzioni.Il rispetto, il dialogo, l’aperta collaborazione per il bene comune non sono venuti mai meno, la tesi portata avanti in ‘Linea segreta’, ma non tutti i Governi, non tutti i Parlamenti e non tutti gli inquilini del Quirinale hanno avuto sempre lo stesso tipo di confronto.

E alcune stagioni sono state particolarmente difficili.Preziosi ripercorre così i referendum sul divorzio e sull’aborto, gli anni del terrorismo, il dibattito sulla famiglia, sull’immigrazione, sulle grandi scelte morali. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Epatite C, Sos esperti: “Screening solo per 11% italiani tra 35 e 55 anni”

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(Adnkronos) – Prorogare l'attuale programma di screening gratuito per l'epatite C a tutto il 2025, promuovendolo con maggior efficacia, ed estenderlo anche ai nati tra il 1948 ed il 1968 (oltre all'attuale coorte di nascita 1969-1989, oggi considerata).Secondo gli esperti riuniti questo pomeriggio a Roma per l'incontro 'Epatite C: Obiettivo eliminazione, il momento è adesso.

Strategie e modelli organizzativi per riscrivere la storia delle epatiti virali', si tratta di due azioni indispensabili e prioritarie per raggiungere l'obiettivo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di eliminare questa infezione entro il 2030.E per metterle in pratica – sulla base dei dati presentati nel corso dell'incontro – non sono necessari fondi aggiuntivi rispetto ai 71,5 milioni di euro già stanziati attraverso il Decreto Milleproroghe, per la maggior parte ancora non utilizzati, anche a causa della bassa adesione.

Emerge, infatti, come la copertura dello screening abbia raggiunto solo l'11% della popolazione generale tra i 35 e i 55 anni.  Il dibattito, promosso da Gilead Sciences, ha visto coinvolti decisori pubblici nazionali, regionali e territoriali, rappresentanti delle istituzioni, delle società scientifiche e dei pazienti, esperti e professionisti sanitari e sociosanitari, che si sono confrontati sui risultati ottenuti finora dal programma di screening e sulle possibili soluzioni per contrastare nel modo più efficace l'epatite C in Italia.Il confronto si è concluso con la presentazione e la firma del 'Patto per l'eliminazione dell'epatite C', un impegno concreto tra tutti gli attori del sistema salute affinché vengano realizzate le azioni individuate come necessarie.  "L'epatite C è una malattia infiammatoria del fegato causata dal virus Hcv – spiega Vincenza Calvaruso, presidente Aisf (Associazione italiana studio del fegato) – Nella maggior parte dei casi l'infezione evolve in epatite cronica, fibrosi, cirrosi e carcinoma epatico.

Questo processo dura molti anni, durante i quali l'infezione resta silente.E' quindi molto difficile stimare il cosiddetto sommerso e pertanto, per raggiungere l'obiettivo dell'eradicazione dell'epatite C, è essenziale in primo luogo non fermare il programma di screening, ma continuare ad assicurarlo e implementarlo ovunque non sia ancora partito per tutte le popolazioni target". Il programma di screening per l'epatite C – è emerso dal'incontro – è stato lanciato nel nostro Paese nel 2020, con l'intento di individuare le infezioni sommerse e trattarle precocemente, per ridurre la trasmissione del virus e l'incidenza delle gravi complicanze correlate.

Il programma è destinato a tre popolazioni target: i nati tra il 1969 e il 1989, le persone seguite dai Servizi per le dipendenze (Ser.D.) e le persone detenute.Grazie allo stanziamento di 71,5 milioni di euro, dal 2020 al 2024 l'Italia ha continuato a implementare e rafforzare lo screening per l'Hcv con aggiornamenti legislativi e iniziative sanitarie.  "Lo screening ha permesso di identificare ad oggi oltre 10.000 persone che non sapevano di avere l'infezione da Hcv e che in molti casi abbiamo potuto avviare al trattamento.

Questi risultati sono stati ottenuti nonostante il programma abbia subito ritardi e in molte Regioni non sia stato completamente implementato.Risultati che danno un importante segnale sulle potenzialità dello screening – sottolinea Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) – E' fondamentale che venga prorogato, ampliato a fasce di popolazione più ampie, attivato in tutte le Regioni e anche promosso con campagne di sensibilizzazione e comunicazione efficaci.

Stiamo finalmente assistendo a una riduzione delle complicanze da epatite C, ma se lo screening dovesse venire interrotto, queste torneranno certamente ad aumentare, con un impatto inevitabile sul sistema sanitario nazionale".  Secondo i dati del report 'Eliminazione dell'epatite C in Italia – Stato dell'arte e possibili nuove strategie regionali', realizzato da Isheo per Gilead Sciences, al 31 dicembre 2023 erano state testate oltre 1 milione di persone ed erano stati identificati oltre 10.000 casi di infezione da Hcv attiva.Un risultato senza dubbio importante, ma di certo non sufficiente, anche considerando che il termine del programma di screening è previsto per la fine di quest’anno.

Il documento contiene un'analisi dell'implementazione del programma di screening a livello nazionale e regionale, le stime del budget utilizzato e di quello rimanente, della numerosità della coorte 1948-1968, dei costi dell'eventuale ampliamento dello screening a questa popolazione, e dei risparmi per il sistema sanitario.  E ancora: soltanto l'11% della popolazione generale della coorte 1969-89 è stata sottoposta a screening e la stima del budget rimanente rispetto al fondo stanziato è stata calcolata pari a 61.644.920 euro; il numero di pazienti eleggibili allo screening con l'estensione alla popolazione 1948-68 è risultato pari a 31.539.490, e la copertura economica necessaria è stata stimata in 58.380.040 euro: una spesa quindi sostenibile, perché inferiore alla rimanenza dei fondi già stanziati.  "Per quanto riguarda lo screening nazionale finalizzato al raggiungimento degli obiettivi Oms, è necessario fornire alle Regioni una certezza di stabilità sul lungo periodo, almeno fino al 2030, rendendo lo screening strutturale e non sperimentale come è attualmente, apportando tutte le modifiche normative del caso, concertate con Regioni, società scientifiche e associazioni pazienti – commenta Ivan Gardini, presidente EpaC Ets – E' assolutamente auspicabile una strategia sanitaria globale sulla prevenzione delle infezioni trasmissibili, ma che possa trovare concrete possibilità di attuazione attraverso una solida base normativa ed economica, almeno per l'epatite C".  "Da oltre 20 anni Gilead Sciences è in prima linea nella lotta alle epatiti virali – conclude Frederico da Silva, VP e General Manager di Gilead Sciences Italia – con lo sviluppo di soluzioni che hanno migliorato radicalmente la vita dei pazienti e rivoluzionato la storia delle epatiti, in particolare dell'epatite C.Abbiamo dato un contributo significativo e vogliamo continuare a farlo, al fianco delle istituzioni nazionali, locali e di tutti i partner del sistema salute, andando oltre le terapie.

Riteniamo fondamentale promuovere lo screening per far emergere le infezioni sommerse, affinché a tutti i pazienti siano garantite le stesse possibilità di cura e possa essere raggiunto l'obiettivo Oms di eliminazione dell'epatite C entro il 2030". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute: Ai e oftalmologia, immagini retiniche e diagnosi di malattie degenerative

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(Adnkronos) – L'occhio è una sorta di finestra per guardare dentro di noi.Dalle immagini retiniche degli occhi, grazie all'intelligenza artificiale del sistema RetFound, si può fare diagnosi di malattie oculari (retinopatia diabetica e glaucoma), ma anche di patologie sistemiche cardiovascolari e neurodegenerative come infarto, ictus, insufficienza cardiaca e malattia di Parkinson.

Sono le novità tecnologiche al centro del primo episodio, appena pubblicato, della seconda serie di 'Ascolta e vedrai', il podcast de 'L'Oculista Italiano' per promuovere e sostenere il benessere della vista e imparare a conoscere e proteggere i nostri occhi.  L'impiego dell'intelligenza artificiale, algoritmi sempre più complessi e sofisticati, con l'analisi di big data, sta rivoluzionando anche l'oftalmologia aprendo nuove frontiere nella capacità di diagnosticare non solo malattie oculari, ma anche sistemiche.Gli occhi, grazie alle loro complesse reti vascolari e neurali condivise con altri organi, offrono infatti una finestra unica sulla salute generale del corpo per riconoscere, ad esempio, processi degenerativi dovuti all'invecchiamento.

Questa scienza nuovissima si chiama 'Oculomics'.Il termine, coniato nel 2020 da Alastair Denniston dell'Institute of Inflammation and Ageing di Birmingham (Uk), si riferisce alla capacità degli algoritmi di imparare dai dati raccolti con esami poco invasivi dell'occhio per aprire la strada alla diagnosi più approfondita e tempestiva di malattie sistemiche complesse non solo oculari.

Tutto questo, che migliora diagnosi e terapie con riduzioni di costi, è già una realtà. Come spiegano i protagonisti del podcast, rispetto ad altri sistemi di intelligenza artificiale, RetFound – disponibile gratuitamente per l'utilizzo da parte di istituzioni – è particolarmente efficiente.Ha infatti dimostrato di poter svolgere performance nettamente superiori utilizzando appena il 10% delle classificazioni relative ai dati presenti perché il sistema impara a prevedere da solo le porzioni mancanti, velocizzando tempi di indagine e i relativi costi di diagnosi e cura, dato che permette di scoprire patologie anche in fase iniziale, rendendo più semplice e meno costoso intervenire per migliorare la condizione. L'Ai è importante anche nella cura di maculopatie ereditarie.

In queste malattie genetiche, che interessano circa 5 milioni e mezzo di persone nel mondo, c'è uno sviluppo anomalo, una disfunzione o degenerazione dei fotorecettori o dell'epitelio pigmentato retinico.Algoritmi di Ai sono impiegati – come spiega la voce narrante – per lo sviluppo di opzioni terapeutiche basate sulla sostituzione dei geni difettosi, come la terapia genica e gli agenti farmacologici mirati, oppure sulla correzione delle mutazioni.

In particolare, il sistema Crispr-Cas 9 consente di guardare con fiducia al miglioramento delle condizioni di chi soffre di malattie come le maculopatie ereditarie, grazie all'avanzatissimo contributo nell'ambito della terapia genica o della sostituzione di geni difettosi.  Sono in sviluppo anche approcci non genici, basati su neuroprotezione e rigenerazione, quali la terapia con le cellule staminali e gli impianti retinici chirurgici.L'intelligenza artificiale può cambiare anche la chirurgia oculare con un impiego sempre più ampio di macchinari robotizzati.

E' il caso della cataratta robotizzata con sistemi robotizzati in 3D.E' infatti stato messo a punto un prototipo di robot che effettua l'intervento di cataratta utilizzando un braccio robotico guidato da una videocamera 3D, con risultati davvero promettenti sin dai primi studi di fattibilità.  Gli algoritmi di intelligenza artificiale hanno un ruolo anche nello sviluppo di nuovi antibiotici contro le infezioni oculari resistenti.

Con l'Ai si aprono quindi scenari assolutamente inediti come possibilità di screening ed eventuale diagnosi di patologie oculari indipendentemente dall'operatore e con indicazioni per il rischio di malattie anche sistemiche legate all'invecchiamento, in tempi sempre più rapidi, con maggiore precisione, grazie alle tecniche di imaging e alla raccolta di grandi volumi di dati nelle sperimentazioni cliniche.Ma si intravvedono anche nuovi approcci di cura, attraverso robot chirurgici e nuovi antibiotici, in grado di superare il problema delle infezioni antibiotiche resistenti (Mrsa), con risparmio di tempo, di costi e migliori outcome clinici.

Un motivo in più per ascoltare l'ultimo episodio su 'Ai e oftalmologia' appena pubblicato in 'Ascolta e vedrai', il podcast dell'Oculista Italiano presente nelle piattaforme – Apple Podcast, Google Podcasts, Spotify, Spreaker – e su oculistaitaliano.it, dove si possono trovare anche altri approfondimenti e aggiornamenti.Il prossimo episodio sarà dedicato agli stili di vita e malattie oculari degenerative. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Caraglia (ministero Salute): “Dal 2020 sottoposti a screening Hcv 2 milioni di persone”

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(Adnkronos) – “Dal 2020 è stato avviato un programma nazionale di screening per l'infezione da Hcv che è destinato a tre popolazioni target, per le persone nate dal 1969 al 1989, per coloro che accedono ai servizi pubblici per le dipendenze, i Serd, e le persone detenute in carcere.Questo programma, finanziato con 71,5 milioni di euro per il 2020-21 e prolungato per tutto il 2024, è molto importante per la sanità pubblica, in quanto ha permesso di screenare oltre 2 milioni di persone e di identificare circa 13.700 casi di infezione attiva dell'epatite C”.

Lo ha detto all’Adnkronos Salute Anna Caraglia, della direzione generale della Prevenzione del ministero della Salute, in occasione dell’incontro "Epatite C: Obiettivo eliminazione, il momento è adesso.Strategie e modelli organizzativi per riscrivere la storia delle epatiti virali", promosso oggi a Roma da Gilead Sciences.  "Questo vuol dire che 13.700 persone hanno avuto accesso alla terapia, e quindi all’eliminazione dell'infezione – spiega Caraglia – e delle complicanze dovute alla malattia, oltre che alla interruzione della catena di trasmissione del virus. È un programma importante in quanto si adegua alle indicazioni internazionali per l'eliminazione della malattia entro il 2030, come minaccia per la salute pubblica".  "L’incontro di oggi ci dà la possibilità di raccogliere le istanze che vengono dalle Regioni e dalle Province Autonome – spiega Caraglia – enti fondamentali per l'attuazione e l’implementazione di questo programma". "Tuttavia, alcune Regioni non hanno ancora fornito i dati che il ministero della Salute ha richiesto, attraverso il decreto di attuazione dello screening per l'Hcv in Italia, e soprattutto non hanno ancora raggiunto gli obiettivi fissati dagli organismi internazionali, ovvero: evidenziare il sommerso, accedere alle terapie e migliorare la qualità di vita delle persone oltre che l’eliminazione del virus", conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)