Polli non galli
Editoriali Politica

Europa e Wall Street preoccupate per i nostri “polli” che si credono “galli”

Polli, non Galli.

Sul “contratto” che la Lega e M5S starebbero stilando, e contrattando, sono già piovute critiche da ogni dove ed il fatto che, come poi affermato dal Duo, quello “trapelato” (per noi “fatto trapelare” tanto per annusare l’aria) sia, o non sia, solo una bozza suscettibile di modifiche, a questo punto è già diventata cosa di secondaria importanza se si considera che, comunque, l’aria l’hanno annusata anche altri, e sono “altri” che contano e non sembra abbiano gradito.

Infatti, il contratto alla tedesca che stanno discutendo gli sherpa leghisti e pentastellati, pubblicato ieri integralmente dall’«Huffington Post», ha “il merito” di svelare qualcosa sul tipo di Paese che il Duo ha in mente, come anche verso quali orizzonti non solo politici e programmatici, ma anche (e soprattutto) «culturali» intendono veleggiare, e questo è già bastato a spaventare l’UE che subito bacchetta l’Italia su migranti e debito. A “spaventarsi” è stata anche Wall Street che, preoccupata dalla vulnerabilità di chi si appresta a governare, fa sapere, come scrive Stefano Stefanini nel suo editoriale, che “Il credito è finito, ed ora l’Europa chiede ai populisti di meritarsi la fiducia”.

L’esternazione di queste preoccupazioni e pensieri, sono un preciso monito che arriva nei giorni della trattativa per la formazione del nuovo governo, e non va sottovalutato ed invece…..

Invece ecco che M5S e Lega si ricompattano e replicano: “Gli eurocrati ci temono” (ndr: SIC!) il che è come dire che dei genitori che si spaventano per dei passi avventati e pericolosi di uno dei loro figli, li temono, ne hanno paura (SIC!), senza comprendere che, in realtà, hanno paura PER i ragazzini, tanto più se questi fraintendono il timore e, stupidamente, si sentano addirittura ringalluzziti sentendosi dei veri galli laddove, invece, sono unicamente dei polli, magari DOP (Di Origine Politica), ma pur sempre Polli.

Che si fa adesso? Niente. Noi possiamo solo aspettare e dire: io speriamo che me la cavo!

Stanislao Barretta

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