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Stipendi da fame rendono italiani e stranieri sempre più poveri
Editoriali Politica

Stipendi da fame rendono italiani e stranieri sempre più poveri

Checchè ne pensi e dicano Di Maio e Salvini, i lavoratori italiani, per colpa di una ripresa economica caratterizzata da scarsa produttività, hanno visto contrarre il proprio stipendio negli ultimi anni e più di loro, i colpiti, sono i lavoratori stranieri.

Ed è su questi ultimi che le persone come Salvini, ed i partiti che li nutrono, hanno fatto la loro fortuna a casa loro esportando le proprie idiosincrasie anche in questa “povera” Europa che, così, non sa decidere dei migranti e questo da una ulteriore mano ai sovranisti come accaduto anche al vertice di Salisburgo, che si è concluso con un nulla di fatto, ed al quale l’Italia si è presentata con le solite richieste, chiacchiere, di Salvini tanto che c’è da chiedersi se davvero si voglia arrivare a una soluzione o tenere alti i toni dello scontro in vista delle elezioni Ue.

Intanto, anche nell’altra metà della mela gialloverde, continua il chiacchiericchio nell’ambito del loro cavallo di battaglia, e fa niente se mostra sempre più di essere di paglia visto che invece, come su già scritto, si sta assistendo ad una contrazione degli stipendi, a licenziamenti conseguenti a loro leggi mal composte (una situazione per tutte: i licenziamenti dei lavori interinali al termine del contratto …. con successiva immediata assunzione di “altri” da sottopagare e sfruttare). Ma fa niente, intanto si continua con le dirette FB (ed i video) anche dalla Cina magnificando e pontificando sul fatto di aver fatto il viaggio con un “aereo di linea” e in “turistica” come se, del viaggio e della missione, contasse solo questo.

In tutto questo bla bla, anche quella che dovrebbe essere l’opposizione non è che brilla tanto ed anzi, mentre il governo stringe sulla Legge di Bilancio, si lascia irretire e li segue in discussioni su “quisquilie e barzellaccheri” (come direbbe Totò) tipo costo del biglietto aereo di Luigi Di Maio nel suo viaggio per la Cina e dello stipendio del portavoce di Conte, Casalino, dei quali, francamente, non crediamo che agli italiani interessi nulla visto che, nel primo caso, la cosa veramente importante è la missione in se – ed i risultati che si riusciranno a portare a casa e, nel caso dello stipendio di Casilino, tanto più che non si tartta di cosa “strana” (o contro consuetudine) visto che da sempre, esistono asintonie tra stipendi di “tecnici” ministeriali e “politici” e, altrettanto francamente, di un’opposizione così crediamo che gli italiani ne faranno volentieri a meno. 

Stanislao Barretta

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