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Marcia a gambero di Salvini
Gambero rosso della Louisiana. Una "specie aliena" che sta devastando la fauna e la flora europea ne più ne meno come sta facendo Salvini
Editoriali Politica

Marcia a gambero di Salvini: non cerchiamo poltrone (solo ministeri)

Si riaccende lo scontro, nel governo, sui due temi che più hanno diviso M5s e Lega da inizio legislatura: l’Alta velocità Torino-Lione e l’Autonomia differenziata.

Marcia a gambero di Salvini: non cerchiamo poltrone (solo ministeri)

Il “là” per il polverone alzato ora, Caporal Salvini l’ha mutuato dalla lettera aperta a veneti e lombardi scritta da Conte che non è piaciuta affatto a Zaia e Fontana, quindi men che meno a lui che ne approfitta per ravvivare lo scontro nel governo su autonomia e su TAV per la quale Salvini ha riacceso la miccia commentando gli scontri tra forze dell’ordine e ‘no Tav’ nel cantiere di Chiomonte, affermando:

«Nessuna tolleranza per i criminali, mi aspetto condanne inequivocabili da tutti gli schieramenti politici»

approfittando dell’accaduto anche per ribadire il suo ‘sì’ all’opera contro la quale sono notoriamente schierati i 5 stelle e quindi ribadire:

«Basta ambiguità: ora controlli a tappeto, arresti e accelerazioni dei lavori».

Da questo passa poi all’altro assist offertogli dalla lettera aperta scritta dal Premier Conte e indirizzata, dopo le critiche ricevute nelle scorse ore dai governatori leghisti Attilio Fontana e Luca Zaia, ai cittadini lombardi e veneti.

Nella lettera pubblicata sul sito di Palazzo Chigi, il premier Conte ha lamentato gli «insulti inaccettabili» arrivati dalla coppia Zaia-Fontana, che comunque si è detto disposto a incontrare. E ha chiarito che «l’autonomia non deve essere una bandiera da sventolare» ma una «riforma per tutta l’Italia».

Chiaramente Salvini non ha perso l’occasione per lanciare un nuvo assalto a Conte, quello che non vuol capire che è lì tanto per fargli da controfigura perché, a comandare, è lui e solo lui, e quindi, parlando in uno dei suoi feudi qual’è quello di Adro (Bs), paese spesso in Cronaca per le sue iniziative prettamente leghiste tra le quali ne ricordo solo due:

è andato avanti con il suo procedere a gambero ed ha dichiarato:

“la Lega non è attaccata alle poltrone!”
“Ritengo Di Maio coerente e gran lavoratore. Però devo dire che negli ultimi mesi qualcosa è cambiato. Non mi spaventano le offese alla mia persona ma mi spaventano i continui no”
“O da adesso arrivano tanti sì altrimenti noi non abbiamo tempo da perdere. La Lega non è nata per rimanere attaccata alle poltrone”

poi, però, si è subito rituffato sull’autonomia tanto cara da queste parti, per cui ha aggiunto anche che:

“Io voglio unire questo Paese e per governare bisogna passare dalle autonomie Non accettiamo un no come sta invece succedendo. Governo passa da autonomia”

Per inciso, segnalo che la lettera ha innescato anche la reazione di altri governatori, come il siciliano Nello Musumeci e il toscano Enrico Rossi, che hanno chiesto di essere coinvolti nel confronto.

In conclusione, ultima nota va al tema del contendere intra-governativo insito nella proposta di introduzione di salario minimo, rilanciata nuovamente oggi da Luigi Di Maio, con il sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon che ha subito spiegato che la proposta può incontrare il favore della Lega solo se avviene «a costi perlomeno invariati per le piccole e medie imprese».

E QUESTO È PER OGGI, anzi nò, più realisticamento per questo momento dato che, mente pubblicherò non mi meraviglierei se tutto cambiasse o se ci fosse un nuovo svicolare su altro.

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