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Di Maio e Salvini, il Gatto e la Volpe
Editoriali Politica

Di Maio: “Il modello di Salvini per la sicurezza non funziona”; continuano i morti

Dopo la strage sfiorata ieri a Milano, il vice ministro Di Maio, rispondendo ad una domanda de La Stampa in merito alla stessa, punta il faro sul “fallimento” del modello sicurezza portato avanti da Salvini e annota:

“Che se non c’è stata la strage lo dobbiamo solo ai Carabinieri e al loro coraggio. Sulla sicurezza per quanto riguarda i nostri militari e le nostre forze di polizia, l’Italia è un esempio nel mondo. Basti pensare al caso Battisti. Tecnicamente siamo impeccabili, politicamente possiamo migliorarci […] occorre iniziare a muoverci sulla prevenzione”
“Il modello di Salvini per la sicurezza non funziona, serve un coordinamento fra più misteri sul modello Usa […] serve maggior coordinamento tra i ministeri. Sui migranti i toni vanno tenuti bassi”.

Queste le parole ed il pensiero espresso da Di Maio al quale fa subito eco la risposta pratica di Salvini che, dando proprio l’idea di vole confutare – o quantomeno mostrare che lui si muove, e proprio in coordinamento – fa giungere in mattinata, a tutti i Prefetti, una circolare inviata dal capo di gabinetto del ministero dell’interno con la quale viene annunciata una stretta sulla sicurezza con maggiori controlli e raccordo operativo con le motorizzazioni civili. Nel documento si richiama all’applicazione della normativa vigente per il rilascio e il rinnovo delle licenze a coloro che guidano veicoli per il trasporto di persone.

E così il tutto è sistemato. Domani sarà un altro giorno e tutto passerà nel dimenticatoio, comunque di sicuro sarà coperto da qualche altro affanno per cui si andrà avanti continuando a scavalcare un problema dopo l’altro nascondendoli sotto il tappeto del contratto ed offuscati dalla nebbia del nuovo (problema) che di sicuro, ed immancabilmente, avanzerà foss’anche la Cina, il buco, una qualche barchetta, una qualche ennesima denuncia o nuovo arresto.

Intanto però i danni della SUA azione in tema di sicurezza vanno avanti ed ieri, ad esempio, in un rogo sviluppatosi nella nuova tendopoli di S. Ferdinando, è morto un migrante. Per chi non lo ricordasse grazie alla memoria corta (o disinformazione sulle quali conta e vive soprattutto Salvini) degli italiani, la NUOVA tendopoli di San Ferdinando è definita NUOVA solo per successione temporale e non già perché sia una qualcosa di nuovo ed eccelso realizzato dal nostro governo dopo che il Capitano, amante delle compassate con la ruspa fine a se stesse, aveva fatto sgombrare e radere al suolo, il 7 marzo scorso,  la VECCHIA tendopoli distante dalla NUOVA solo poche centinaia di metri.

La vittima, per la cronaca, è un senegalese di 32 anni e, sempre per la cronaca, ricordo che in un anno, si erano registrate tre vittime,  Moussa Ba, di 29 anni, Becky Moses, di 26, e Surawa Jaith nemmeno diciottenne, morti sempre a causa di incendi.

E questo, come sempre, e’.

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