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Tabellone Senato dopo la votazione del 130819 con il NO alla mozione Salvini e CD (foto da twitter Senato)
La crisi di governo più pazza del mondo. Siamo al: Finché la barca va…
Editoriali Politica

La crisi di governo più pazza del mondo. Siamo al: Finché la barca va…

Salvini prova a uscire dall’angolo, spiazza tutti e rilancia offrendo la sua disponibilità al M5s ad approvare subito la legge sul taglio dei parlamentari

La crisi di governo più pazza del mondo. Siamo al: Finché la barca va…

Dopo la presentazione della mozione di sfiducia a Conte voluta dal Caporale Salvini, che così pensava di poter portare avanti, impunemente ed impudentemente, il suo giochetto, per carità, non certo per alcune poltrone in più, come continua a dire, ma per tutto il cucuzzaro, come dico io,  per cui, di fatto, ha preferito prendere questa strada anzichè presentare, ad esempio, le sue dimissioni e ritirare tutti i suoi ministri. Ma il soggetto è questo ed è fatto così (male: guappetto di quartiere con indole da Caporale)

Alla presentazione della mozione, sono seguiti giorni di dichiarazioni folli fino alla “mossa del cavallo” (come definita da tanti, della disperazione, come più esplicitamente dico io) con la bomba atomica sganciata in Senato con la quale il Caporale spiazza tutti alzando un ennesimo, diverso, polverone utile anche a nascondere l’impietosa (per lui) rappresentazione plastica che si sarebbe avuto di li a poco sul tabellone del senato che, al di là delle chiacchiere, avrebbe mostrato che ormai (ma comunque per ora: siamo e restiamo pur sempre in Italia) tutto è cambiato, e che i pallini rossi si sono spostati in massa su una nuova, diversa, maggioranza.

Tornando ad ieri sera:  Salvini si è alzato per parlare e, dopo qualche impudente battibecco sull’abbronzatura degli avversari il che, detto da lui reduce da un infinito tour estivo sulle spiagge che ancora continua, dà un ennesimo indice del personaggio che continua, imperterrito, a voler fare il fesso per fare fessi gli altri, per cui eccolo lì a dichiarare, tutto tronfio e con gran spreco di bronzo che gli cola dalla faccia:

“Sono arrivate alcune proposte, le raccolgo.
Ho sentito l’amico* e collega Luigi Di Maio più di una volta ribadire in questi giorni ‘Votiamo il taglio di 345 parlamentari parlamentari e poi andiamo subito al voto’. Prendo e rilancio: tagliamo i parlamentari la prossima settimana e poi andiamo subito al voto”.

Che dire. Eravamo tutti lì tesi ed attenti a seguire quello che, in premessa, sembrava dover essere un film alla Dario Argento o Hitchcock, pronti a cogliere l’attimo politico che avrebbe consacrata e definita la fine della legislatura, con o senza qualche elevato pensiero, ed invece ….. ed invece la pellicola trasmessa è una di quelle di Charlot o Ridolini che è ben altro; ed è subito Circo Madama, l’odierno e più fastoso Circo Barnum, che replica ancora lo spettacolo della “Crisi più pazza del mondo” per cui si esce dallo spettacolo con la solita convinzione che, pur essendo l’ammalato grave, questo continua a non voler essere serio e, da qui, le proposte indecenti di cui sopra che lasciano tutti increduli.

Nel frattempo, chiaramente, il Caporale Salvini ancora una volta non si dimette né fa dimettere i suoi ministri, unico metodo sicuro per provocare la crisi di governo che pure tanto dichiara di volere ma che, in realtà, teme visto che perderebbe il giocattolino preferito del Viminale con la dotazione di ruspe, ruspette, poliziotti, Digos, moto d’acqua e quant’altro che tanto lo divertono, e che tanta polvere gli permettono di alzare per nascondere il suo essere del tutto nudo, gretto ed incapace di fare cose concrete e veramente utili per qualcuno, ad esempio per gli italiani, e non solo contro e, cosa ancora più indecente ed indegna, contro i più umili e comunque contro chi non può difendersi in alcun modo; e poi si autoloda come prode combattente.

Comunque sia, almeno in apparenza e sul momento, la mossa sembra che raggiunga lo scopo prefisso tanto che, con quasi evidenza, il Pd accusa il colpo che non s’aspettava tanto arzigolata è la premessa che ne è alla base visto che, il chiedere la crisi di governo per il giorno successivo e la riforma costituzionale per la settimana appresso è davvero un colpo da teatro (comico).

La situazione appare essere ancora più comica, confusa ed incomprensibile quando la Camera dei deputati, un’ora dopo, mette in calendario per il 22 di agosto il voto definitivo sul taglio dei parlamentari.

E questo è!

Cosa succederà ora nessuno sa per cui la primaria domanda resta ancora e sempre quella: cadrà prima il governo Conte il 20 agosto al Senato, o la Camera il 22 agosto approverà prima la più grande riforma del governo cadente?

Boh!

Intanto, al di là delle chiacchiere del Caporale sull’azate le chiappe ecc ecc, resta il fatto che tutti italiani siamo e restiamo per cui: la situazione è grave ma non saria per cui la crisi non è mca cosa urgente, di sicuro non è per questa settimana. E che diamine, è Ferragosto per cui tutti nuovamente al mare a mostrare le chiappe chiare, se qualcuna ancora chiara (pulita) dovesse essere rimasta.

Ed intanto la barca va, senza rotta, senza timoniere, ma va per cui si sa: finchè la barca va …..

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Stanislao Barretta

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