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Italia, abbiamo un problema nel Parlamento, ormai è diventato Il Paese dei Campanelli (foto free da compagnia operette)
Attualità Editoriali

ITALIA: abbiamo un problema di realismo. Desideri spacciati per realtà

Suona un campanello: è la sveglia! Tocca affrontare una nuova giornata. Un caffè, un’occhiata a Giornali e Agenzie, e ti viene da dire: abbiamo un problema.

ITALIA: abbiamo un problema di realismo. Desideri spacciati per realtà

Italia, abbiamo un problema nel Parlamento, ormai è diventato Il Paese dei Campanelli.

Un campanello che suona: è la sveglia! Tocca alzarsi e affrontare una nuova giornata. Un caffè, un’occhiata a Giornali e Agenzie, e ti cascano le braccia tanto che ti viene da gridare: ITALIA, abbiamo un problema di realismo. Ormai i desideri sono spacciati per realtà e questo paese sta diventando sempre più un qualcosa che mi ricorda una famosa operetta: “Il paese dei campanelli” mentre certi personaggi (ogni riferimento è puramente voluto) mi riportano alla memoria mio nonno, un arzillo anziano che alla soglia dei cent’anni ancora trotterellava sul lungomare con il suo bastoncino e l’immancabile sigaro in bocca. Sigaro che era il classico “toscanello”, ovvero il mezzo toscano, e lasciava che bruciasse – sonsumandosi – e diffondesse in giro il suo odore ad alcuni gradito, a tanti no. Ma il nonno era fatto così, ed era un piacere vederlo trotterellare finchè, un triste giorno, non ebbe a scivolare. Frattura del bacino, e quello fu il suo addio a questo mondo.

Qualcuno magari si, e mi, chiederà: perché “Il paese dei campanelli” ed il ricordo del nonno? Ebbene, ditemi voi cos’altro può appalesarsi alla mente nel dare un’occhiata a tutti i giornali ed agenzie odierne dove il “problema” più grande, finanche impellente, appare essere l’annuncio di Renzi che esce dal PD. Fatto tanto grave, importante ed urgente – ovviamente per l’opposizione – da dover e poter chiedere, addirittura, che il nuovo governo vada in Parlamento a spiegarne la fuoriuscita.

Ma che frega a loro e al paese tutto cosa fa, o farà Renzi? Saranno pure affaracci suoi e, parimenti, affaracci del Pd che, secondo me (e questo potete annoverarlo anche tra i tantissimi italici campanelli) potrebbe anche tirare un sospiro di sollievo come se una scheggia fosse stata finalmente tolta dal suo fianco?

NO! Per l’opposizione la cosa non può essere lasciata passare in silenzio e non si può non provare a “far suonare i campanelli” tanto per dar segno di esssere in vita e poi, chissà, hai visto mai che ci possa essere una scivolata fatale come quella di mio nonno che, ricordo ancora, fumava “i toscani” anzi, “i toscanelli” ovvero, “i mezzi toscani” e qui credo proprio che non occorra aggiugere altro visto che il tema scatenante, oggi, è il toscano Matteo Renzi che lascia il Pd, ma mica il Governo al quale conferma “Pieno sostegno all’esecutivo” con i “suoi” due ministri, Bellanova e Bonetti, ed i due sottosegretari, Ascani e Scalfarotto.

Ed è questo il punto che ha scatenato i campanellari che mi hanno riportato alla memoria “Il paese dei Campanelli” che, ricordo a chi non conoscesse la famosa operetta di Carlo Lombardo, si sviluppava in un paese dove, ad ogni porta, c’era un campanello che suonava ogni qualvolta una donna stava per tradire il marito. Orbene, traslando e riportando il paese nel nostro Parlamento, vien facile parafrasare il tutto annotando che anche qui, su ogni banco, c’è un “campanello” e tanti parlamentari che spesso, troppo spesso, si ritengono “prime donne” per cui si adombrano sempre quando qualcun’altra/o, secondo loro e loro desiderata ed interessi, sta anche solo per tradire le loro aspettative.

Questa volta l’aspettativa era, e resta, la caduta di questo Governo e, la fuoriuscita di Renzi, il toscano a Roma, aveva acceso qualche speranza subito smorzata dal fatto che il ragazzo è brioso, friccicariello come si dice dalle mie parti, ma mica fesso, per cui lui esce, ma lascia il cappello sulla poltrona (il Governo) e quindi non ritira anche i suoi impoltronati dicendo: hic optime manebimus. E questo lascia in vita il Governo per cui la cosa è indigesta ai destrorsi che scambiano, e provano a vendere, i loro sogni e desideri, come cose reali e comiciano a spacciare crolli vari (vedi titoli dei più rappresentativi quotidiani destroidi)

Prime pagine destroide del 170919

Il Giornale
Renzi: «Sì, lascio il Pd». Sinistra e governo a pezzi
La Verità
Tre nuove tasse: noi paghiamo, incassa l’UE
Libero
Adesso il Papa prega per salvare il governo

Occorre aggiungere o dire altro? Penso proprio di no! Soprattutto lo ritengo inutile e magari anche tedioso visto che sarebbe una nenia che si ripete da tanto, troppo tempo, per cui chiudo qui con il solito:

e questo è!

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Stanislao Barretta

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