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Attualità Editoriali

Caporal Salvini e #salviscisti contro Chiesa e Papa (VIDEO)

Caporal Salvini e #salviscisti* contro Chiesa e Papa: se li prendano loro, dicono! Ma “loro” li accolgono da millenni.

Da sempre Caporal Salvini ed i suoi #salviscisti* ritengono di poter dire di tutto e di più e, se anche le sparassero grosse e fuori da ogni realtà, fa niente: lo dicono loro e quindi è così, e non si discuta.

Ma così non è ne mai è stato e, di vero, piuttosto, c’è che il loro è il nuovo simil-fascismo.

Un simil-fascismo becero che da nero si è fatto verde (perché avariato?) e che cerca di crescere dal seme avariato di quello del ventennio.

Cerca di’, ma proprio non riesce a crescere veramente, men che meno sano e dritto per cui, alla fine, ne è solo “macchietta”. Una macchietta che resta a volo radente diventando unicamente un #salviscismo* fatto di becere parole, pensiero ed azioni, nonché di meschine pretese ed accuse fatte solleticando la pancia (e la vanità) di persone per lo più ignoranti, spesso anche “ignoranti”, quantomeno del quanto pretendono di poter e dover dire.

Un’ultima stomachevole e irriverente sceneggiata, Caporal Salvini l’ha fatta domenica a Milano, tra gli scontati beotici applausi per lui, e fischi per Papa e Chiesa, da parte dei suoi #salviscisti* che, solo in quel branco, trovano un motivo di autostima visto che, solo nel branco #salviscista*, possono “credere” di essere, finalmente, e per una volta nella loro vita, superiori a qualcuno: superiori al negher!

Ma mi facciano il piacere e, per il loro misero vivere e per il loro essere rimasti poveri ed “ignoranti”, se la prendano con chi ne ha veramente colpa, a partire da chi, tra famiglia e governanti, ha permesso loro di bighellonare, da ragazzi, per strada e sui marciapiedi invece di farli andare a scuola per provare ad imparare qualcosa di serio, magari un mestiere, per poi crescere nella vita e nella società con un qualche lavoro dignitoso che li facesse crescere e vivere, correttamente, in una società fatta di uomini e non di “simil bestie”.

Ma tant’è, così non è stato. Epperò….

Epperò questo non da diritto, ne a loro ne a nessun altro, di provare a rivalersi su derelitti unicamente per autoilludersi di essere e valere qualcosa di più. E non da diritto nemmeno di continuare a permanere in uno stato di “beata ignoranza” senza nemmeno provare a dialogare tanto per, ad esempio, capire ed approfondire, se non altro, di cosa (stra)parlano.

Oddio. Diritto non hanno, è vero, ma Caporal Salvini glielo dà a larghe mani (come il contadino sull’aia sparge il becchime per i suoi polli o, nel suo porcilaio, versa il pastone per i suoi maiali) e per loro è molto più semplice appaudirlo e rilanciare il suo verbo senza sforzarsi di capire e ragionare, non rischiando così nemmeno di guardarsi veramente allo speccchio e rischiare, così, di poter autolavarsi la faccia.

Dicevo domenica.

Ebbene domenica, a Milano, Caporal Salvini, senza alcuna vergogna ne divin timore, brandendo il rosario e autoponendosi sotto la grazia della Madonna e di tanti Santi, ha ripetuto, per l’ennesima volta, il suo stranoto repertorio vs gli altri.

Nel caso specifico versus la Chiesa  e, nelle specifico, Papa Francesco (con pensiero anche al card. Konrad Krajewski, quello che ha fatto ridire: “Fiat lux, e luce fu”, ancora gli brucia, e tanto), con invito farlocco a curarsi degli italiani e poi, soprattutto per quanto riguarda i non ariani, a prendersene cura in prima persona.

E non è, come dicevo, ne una novità ne la prima volta che il Caporal Salvini sparge fesserie (ed eresie) del genere. E questo costituisce un’aggravante che dà nota del fatto che è cosa voluta per cui, se ci fosse mai stato qualcuno che si sia mai chiesto: ma c’è o ci fà?, Caporal Salvini da ennesima chiara e continua conferma di esserci e di farci allo stesso tempo.

Esserci e di Farci allo stesso tempo perchè lui è realmente arrogante, fascistoide e prepotente e, allo stesso tempo, ci fà perché mette a frutto questo suo essere e di esso ne fa forza strumentalizzando “ignoranze” e malevolenze ancor peggio e più basse delle sue.

Ne vogliamo vedere qualche precedente?

Salvini, già leader della Lega, entrò in aperta polemica con il Papa in occasione dell’incontro tra Questi e gli Imam francesi quando, considerando il dialogo tra le religioni una iniziativa controproducente, disse:

“Chiedendo di dialogare con l’islam, il Papa non fa un buon servizio ai cattolici”.

Ovviamente, trattandosi di Caporal Salvini, non può mancare il dare una qualche occhiata a Facebook. Ed allora, tra gli innumerevoli interventi e pronunciamenti anche attraverso questo canale, ecco che, anche qui, lo ritroviamo a rimobrottare, ad esempio e a suo tempo, le parole che il Pontefice ebbe ad esprimere a seguito di un caso avvenuto a Roma nel quale, quando sui bus salivano degli zingari, gli autisti dicevano ai passeggeri “Attenti al portafoglio”.

Alle parole di disappunto del Papa, il Caporale ebbe a rispondere chiedendo, e chiedendosi:

“Chissà come mai….” (gli autisti lo dicono), proseguendo poi con

“Caro Pontefice, con tutto il rispetto che ti è dovuto, io comunque dico… buon lavoro agli autisti!”.

Questi, chiaramente, sono solo due piccoli esempi, e tanti altri sarebbero elencabili, ma soprassiedo per non allungarmi troppo. Mi limito a giungere al cuore del tutto annotando che sempre, e comunque, il finale era, è, e sarà: si occupi degli italiani piuttosto che dei rom e dei migranti e, semmai, allora li accolga a casa sua.

Ebbene, vediamo qualche “piccola” (ma grande per chi è soccorso) azione portata avanti nel silenzio, senza proclami ne dirette FB, Twitter, Instagram etc etc etc, dalla Chiesa e, nello specifico dal card. Konrad Krajewski, l’Elemosiniere pontificio, che intervenne – attirandosi le ire di Caporal Salvini e dei salviscisti a lui sodali – per ridare luce ad un palazzo occupato da 450 persone in Via Santa Croce in Gerusalemme a Roma.

Il card. Konrad Krajewski, Elemosiniere pontificio, non ama apparire in pubblico, men che meno su FB e altri social, ed ancor meno a solo parlare e promettere, magari al calduccio a casa sua, su una terrazza, o in vacanza sulla neve, com’è costume di Caporal Salvini.

La missione del card. Konrad Krajewski, missione affidatagli da Papa Francesco, è quella di servire i poveri, sempre, con qualunque mezzo, e senza mai accendere le luci della ribalta.

Tra le varie attività portate avanti dal card. Konrad Krajewski (ma ricordo che Lui è uno dei tanti sparsi non solo in tutta Italia ma nel mondo, IN CASA LORO, e sempre nelle zone più degradate e bisognose d’aiuto non, ripeto, nel salotto di casa, su piste da sci ecc ecc) ricordo, e riporto, quella portata avanti con il cosiddetto “camper di Papa Francesco” con il quale la Chiesa tutta arriva nelle periferie di Roma fra degrado, povertà, dolore e tante storie drammatiche. E ci arriva, in questo caso, con un uomo mite e un servo umile, da tutti chiamato ‘Penna Bianca’ ma che, all’anagrafe, risulta essere Maurizio Cimino, soccorritore presso la Direzione di Sanità e Igiene del Vaticano.

Cimino è padre di tre bimbi ed ha detto sì al progetto di ‘Medicina Solidale’, realizzato grazie al supporto dell’Elemosineria Apostolica (ad ora quindi card. Konrad Krajewski) e rivolto agli ultimi. Lo scopo è quello di raggiungerli nelle case che non hanno mai avuto o che hanno perso, portando conforto e speranza, ma anche cibo, medicine, vestiti, spazzolini da denti, giocattoli e tutto ciò che aiuta a sentirsi più ‘umani’ e questo da molto prima della conquista del potere da parte di Caporal Salvini e finanche di Di Maio che solo ora dice di voler loro dare pannolini e finanche assorbenti per le donne.

Quello che ormai è identificato da tutti come il “camper di Papa Francesco”, era un centro mobile di rianimazione trasformato in un ambulatorio medico itinerante, con tre posti letto e macchinari sanitari a bordo, con il quale, solo negli ultimi due anni, insieme ad un’equipe di medici e volontari, Cimino ha percorso più di 4 mila chilometri per Roma raggiungendo periferie fisiche ed esistenziali: campi rom, alberghi e fabbriche in disuso, diventati ricoveri per i senzatetto, scantinati, abitazioni occupate e famiglie. Non solo immigrati, ma anche italiani che non arrivano a fine mese e che senza i generi di prima necessità donati dall’Elemosineria non riuscirebbero ad andare avanti.

E questa è raltà d’azione e di vita.

Vita da strada e non da bar, salotti, piste da sci, e nemmeno pro diretta FB o Twuitter o ….. che vi documento con il video che segue con il quale chiudo questo mio pensiero quotidiano invitando anche voi ad esercitare il vostro diritto a pensare e valutare le cose in autonomia e non conto terzi, e a trarne le inevitabili corrette valutazioni uscendo anche dallo sport sempre di moda: ma l’altro.

No carissimi, l’altro non interessa ne conta, questa non è una gara tra chi è più incapace o più delinquente ed il fatto che magari, in passato, c’è stato qualche incapace o delinquente pari o più di voi, non conta nulla ne vi fa vincere una medaglia, ammenoché non ritenete che essere uguali ad altri incapaci o delinquenti è una vittoria per pari merito e, per questo, vi spetti una medaglia.

Oltretutto, ultimo inciso e qui chiudo veramente, se gli altri, i precedenti, avessero ben agito, voi non sareste ora qui per cui …. non parlate più degli altri e di ovvietà, ma di quanto voi concretamente avete fatto e fate (non che farete perché questo ci porta già sull’ipotetico, e l’ipotetico non risolve nulla ne riempie la pancia di chicchessia e, regolarmente, sparisce con il tempo).

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