I cinghiali di Roma

I cinghiali di Roma, di Amelia Ciarnella, racconto della maestra in pensione che, con una rubrica fissa, collabora con il nostro giornale.

I cinghiali di Roma

Tanti anni fa quando ancora vivevo a Roma lessi sul giornale che un giovane, mentre attraversava una pineta di periferia, fu inseguito da un cinghiale.

Gli andò bene e si salvò perché aveva una vespa molto nuova e veloce altrimenti il cinghiale, che è pericolosissimo, avrebbe fatto di lui “un ecce homo!”

A quei tempi i cinghiali erano ancora in numero contenuto e rimanevano sempre nel loro territorio perché ancora non c’era stato il “ripopolamento” di questi animali come oggi.

Il cibo lo trovavano a sufficienza nei boschi e riuscivano a sfamarsi là.

Ma ora che sono diventati troppi e non basta più, migrano da ogni parte, invadendo paesi e città di ogni provincia, arrivando perfino a scavare nei cassonetti di alcune piazze di Roma.

E allora, perché non aprire la caccia al cinghiale per chi ne ha voglia, anche per venderseli, visto che molti non riescono ad arrivare a fine mese?

Così “arrotonderebbero” e vivrebbero meglio.

E’ un lavoro come un altro.

In più il cinghiale è un maiale “ruspante”, quindi più buono e salutare del maiale normale, che rimetterebbe in forma perfetta qualunque persona debole e denutrita, perché è un ricostituente naturale speciale.

E se autorizzassero questa caccia, farebbero solo del bene al prossimo, poiché sparirebbero dalle città questi animali pericolosi e si potrebbero fare delle passeggiate a piedi, senza timore di fare brutti incontri.

Proprio ieri parlavano in televisione dei cinghiali.

Il primo signore era d’accordissimo ad aprire la caccia ai cinghiali.

L’altro era contrario perché gli facevano troppa pena!

E di parole pietose ne ha dette così tante che a momenti faceva impietosire anche i diavoli!

Ora dico io, se questo esimio professore è un vegano vero, è scusato e compreso al cento per cento.

Però, se arrivato a casa, trova per cena un capretto al forno e se lo mangia, è solo una persona inaffidabile che pur di dire sempre il contrario dell’altro, non è d’accordo mai su niente.

Soprattutto quando l’altro è di un partito avverso al suo!

Quando c’entra la politica anche se uno di essi dice la sacrosanta verità, l’altro non è, e mai sarà d’accordo.

La disputa è sorta perché un gruppo di cinghiali, pare, sia entrato nel giardino di una scuola, o si era avvicinato troppo nei pressi della stessa.

Le maestre, da persone responsabili, per salvaguardare la salute e la vita dei bambini, hanno chiamato i carabinieri che, in pochissimo tempo, hanno eliminato i cinghiali, con buona pace di tutti.

Ma per il suddetto professore no.

E’ stata una cosa sbagliatissima uccidere i cinghiali perché si dovevano lasciare liberi di scorrazzare felici ovunque volessero.

(Mentre i bambini potevano anche rimanere seduti in classe, dove sarebbero stati certamente più al sicuro!  – Questa frase ovviamente non l’ha detta, perché in quel momento, forse, era un animalista convinto che non ha pensato ai bambini!)

Perciò se non mettono una Legge chiara, ferma e decisa, non si arriverà mai a nulla.

E i cinghiali riempiranno Roma.

Poi hanno parlato anche della legittima difesa.

Una signora seduta là sul palco, ha detto che non si deve mai sparare.

E già da quella frase ho capito che era più dalla parte dei delinquenti, che da quella delle persone oneste, e ho cambiato canale.

In Italia la legittima difesa è rimasta scritta solo sulla carta, ma nessuno può applicarla.

E se ti capita, a ragione, di difenderti dentro casa tua, ti processano e mettono te in galera.

Non il ladro!

Perciò non c’è via di scampo.

Si potrebbero citare infinti casi, anche molto clamorosi come quello Giuliani di molti anni fa, dove la legittima difesa non poteva essere più chiara di così.

Eppure, diedero torto al ventenne carabiniere che aveva fatto solo il suo dovere.

A quei tempi, molti della mia età, avranno visto in televisione il giovane Giuliani, con l’estintore in mano, che correva incontro al furgone dei carabinieri per assaltarlo e distruggerlo, come generalmente usano fare i rivoltosi durante certe manifestazioni.

E dentro quel furgone che il giovane Giuliani voleva attaccare e distruggere, c’era un altro giovane ventenne come lui.

Con la differenza che il Giuliani era lì di sua spontanea volontà e per spirito di ribellione, con l’intenzione di sfasciare tutto, teste comprese e con ogni mezzo, vedi estintore.

Mentre quel poveraccio di carabiniere, era stato spedito in mezzo a quei forsennati e obbligato a rimanerci, per cercare di domare quella massa di indiavolati, che cercava di attaccarlo ad ogni costo e da ogni parte.

Infatti il furgone era stato già preso di mira dai rivoltosi ed era riuscito a cavarsela soltanto perché si era spostato in un’altra zona.

Ma poi, attaccato nuovamente da ogni lato e con quel Giuliani che correva incontro al furgone con l’estintore in mano, il giovane carabiniere, preso forse da paura che in certe situazioni è anche normale avercela, poiché ognuno vorrebbe salvare la propria pelle, si sarà reso conto che quel ragazzo sarebbe certamente riuscito nel suo intento.

E una volta frantumati i vetri, gli altri rivoltosi avrebbero fatto di lui un gateau di patate! Per cui solo allora, il giovane carabiniere si è difeso con la sola cosa che possedeva.

La pistola.

Purtroppo e penso, solo per puro caso, la sfortuna ha voluto che la pallottola andasse a colpire proprio il centro della fronte del giovane Giuliani, uccidendolo all’istante!

E’ stato senz’altro un caso sfortunato e fatale per il giovane Giuliani.

Ma forse anche lui al posto del carabiniere avrebbe fatto la stessa cosa.

Poiché quella, era stata una sacrosanta legittima difesa, che più legittima di così non poteva essere.

Eppure, hanno trovato da ridire contro quel ventenne carabiniere, perché non doveva sparare. (E con che si doveva difendere!)

Perciò, non mi venissero a dire che in Italia esiste la legittima difesa, perché è solo una grossa Balla.

AMELIA Ciarnella

Giovanni Matrone
Nato a Castellammare di Stabia, il 20 marzo 1971. Diploma di perito capotecnico Informatica - laurea triennale in “Scienze della Pubblica Amministrazione” e magistrale in "Studi Strategici e Scienze Diplomatiche". Dipendente della Giunta Regionale della Campania - Direzione Generale Istruzione, Formazione, Lavoro e Politiche Giovanili. Iscritto all'ordine dei giornalisti pubblicisti della Campania.

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