La Juve Stabia espugna Marassi grazie alla rimonta firmata nella ripresa da Bellich e Di Nardo che annulla la rete del primo tempo di Tutino. Per le vespe è l’inizio della risalita in classifica.
PODIO
Medaglia d’oro: a Marco Bellich, il baluardo anche della nuova Juve Stabia. Passano gli anni e cambiano le categorie ma non l’attaccamento alla maglia ed il vizio del gol del difensore piemontese, che rimette in carreggiata i gialloblu sbucando di testa in mischia su calcio d’angolo. Una rete dal valore capitale non solo in campo ma anche fuori, dove il numero 6 – insieme a capitan Candellone – è l’elemento trainante del rinnovato gruppo squadra. Gol a parte, almeno due le chiusure determinanti con cui il difensore tiene a galla la Juve Stabia nella prima metà dell ripresa, quando la Sampdoria cerca il forcing per il raddoppio.
Medaglia d’argento: ad Antonio Di Nardo, che non poteva chiedere esordio migliore. Che sia Batman o il Samurai, l’attaccante napoletano diventa letale al primo scampolo di gara con la nuova maglia, mostrando in pochi minuti di essere il calciatore che mancava nella rosa stabiese. Prova subito la conclusione da lontano, quasi a voler testare mira e piede; al secondo tentativo arriva subito il colpo grosso grazie allo stop da intenditore sul lancio di Battistella ed alla fucilata di destro che sorprende l’estremo difensore doriano. Ci sarebbe anche la possibilità di lanciare Saná Fernandes in porta, poco dopo, ma le scorie della rete sono ancora fori e portano Di Nardo a tentare il destro di contro balzo dalla distanza.
Medaglia di bronzo: a Nicola Patanè, che offre una gara di qualità e quantità. Sta ancora adattandosi alla categoria ma l’ex Virtus Verona è l’esterno che farebbe la soddisfazione di ogni allenatore. Il 7, infatti, non si ferma mai e non ha paura di tentare la giocata, alternando l’attacco della profondità al supporto in fase difensiva. Come a Palermo, va vicino alla rete mancina, trovando non il palo ma l’esterno della rete; nel finale il suo sacrificio è encomiabile tanto che nemmeno i crampi riescono a fargli alzare bandiera bianca.
CONTROPODIO
Difficile ed ingeneroso evidenziare le imperfezioni dei singoli, soprattutto dopo un successo arrivato su un campo così prestigioso. Restano da limare alcuni meccanismi sulle fasce, dove Scuderi appare ancora acerbo per la categoria, comprensibilmente, e Ricciardi non pienamente a suo agio nel ruolo di terzino puro. In questo senso, il minutaggio ancora a zero di Maggioni, elemento di consolidata affidabilità nella categoria, sorprende. Infine nel tridente offensivo, da chi non ha i piedi ancora pienamente dentro il progetto e deve conquistare definitivamente un posto nella nuova Juve Stabia, allontanandosi da possibili addii last minute, ci si aspetterebbero prestazioni più grintose e meno leziose.