Si è concluso. E possiamo aggiungere anche finalmente: il calciomercato 2026 è arrivato ai titoli di coda.
Il nostro pensiero su questa dinamica resta lo stesso da tempo: non si può iniziare un campionato con il mercato ancora aperto. E lo stesso discorso vale per quella che un tempo veniva definita la finestra di “riparazione”, diventata ormai, per molte squadre, un vero e proprio cantiere aperto. Più che riparare, infatti, spesso si finisce per smantellare i progetti costruiti in estate, modificando radicalmente organici e strategie dopo poche settimane di stagione.
Fatta questa considerazione, però, bisogna riconoscere che la Juve Stabia ha operato bene.
La società del presidente Alfredo Guerri, attraverso il lavoro del direttore sportivo Stefano Stefanelli, è riuscita a coniugare due esigenze che non sempre viaggiano nella stessa direzione: fare cassa attraverso alcune cessioni e, contemporaneamente, investire per costruire una rosa competitiva e completa.
Non solo. Alla dirigenza va riconosciuto anche un altro merito importante: aver trovato, praticamente per tutti i calciatori che non rientravano nei piani di mister Pietro De Giorgio, soluzioni considerate interessanti, spesso in piazze importanti e soprattutto calde. Un aspetto tutt’altro che secondario quando si deve gestire un organico numeroso e accompagnare l’uscita di giocatori che, per diverse ragioni, non avrebbero trovato spazio nel nuovo progetto tecnico.
Sono state settimane intense, movimentate, ricche di colpi di scena, trattative saltate e affari concretizzati all’ultimo momento. Alla fine, però, il verdetto sul mercato della Juve Stabia può essere positivo.
La società è riuscita a consegnare alla piazza una rosa completa, numericamente e qualitativamente attrezzata in tutti i reparti.
E questo spiega anche la soddisfazione dei tifosi, che hanno accompagnato la chiusura del mercato con sensazioni generalmente positive.
Adesso, però, basta con le valutazioni.
La parola passa al campo.
Perché il calciomercato può regalare entusiasmo, alimentare discussioni, generare aspettative e suggerire pronostici, ma alla fine sarà sempre il rettangolo verde a stabilire se le scelte sono state quelle giuste. La Juve Stabia avrà bisogno di tempo per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle, soprattutto considerando i tanti movimenti delle ultime settimane e l’inserimento dei nuovi arrivati.
Un tempo che, peraltro, arriverà quasi immediatamente. La sosta per gli impegni delle Nazionali fermerà infatti i campionati per due settimane.
Ed eccoci a un’altra considerazione che meriterebbe una riflessione.
Che senso ha iniziare la stagione a Ferragosto, disputare la Coppa Italia e dare il via al campionato, per poi fermare tutto dopo appena poche settimane? Non sarebbe stato più logico cominciare direttamente con gli impegni delle Nazionali e poi dare il via ai campionati a settembre, come accadeva qualche anno fa?
Sono tutte situazioni che alimentano discussioni tra gli appassionati e che meriterebbero probabilmente una riflessione più ampia sulla gestione del calendario del calcio italiano.
Ma non è questo il momento. Adesso è tempo di calcio giocato. Adesso è tempo di Juve Stabia.
E dalle parti del Romeo Menti è in arrivo una citofonata nerazzurra che, inutile dirlo, non sembra intenzionata a presentarsi con particolare tenerezza. Una sfida che metterà subito alla prova il lavoro estivo e le scelte compiute sul mercato.
Per regalare un sorriso al pubblico amico servirà una grande Juve Stabia.
Il mercato è finito.
Il cantiere può finalmente chiudere i battenti.
Adesso parla il campo.