Alle ore 20 di ieri è calato definitivamente il sipario sulla sessione estiva del calciomercato 2026. Per la Juve Stabia termina così un lungo periodo fatto di trattative, cessioni, rinnovi, prestiti e nuovi acquisti, con la società chiamata a costruire la rosa che affronterà il campionato di Serie BKT 2026/2027.
Adesso non ci sono più dubbi: la rosa è definita e mister Pietro De Giorgio ha a disposizione un gruppo profondamente rinnovato in alcuni reparti, ma anche caratterizzato da importanti conferme.
Il nostro giudizio sul lavoro svolto dalla società è decisamente positivo: 8,5.
Un voto importante, che nasce soprattutto da un aspetto che spesso viene sottovalutato quando si analizza un mercato: la gestione delle uscite.
Il vero capolavoro? Gli esuberi
La Juve Stabia aveva davanti a sé un lavoro tutt’altro che semplice. Con il nuovo progetto tecnico di De Giorgio, infatti, diversi calciatori non rientravano nei piani dell’allenatore e bisognava trovare una soluzione per evitare di arrivare alla chiusura del mercato con una rosa sovradimensionata e situazioni ancora da risolvere.
La società è riuscita invece a sistemare praticamente tutti.
Sono state numerose le operazioni in uscita
Correia, Leone, Confente e Giorgini sono passati al Pisa, Mosti al Catanzaro, Carissoni al Padova, mentre Varnier, dopo la conclusione del rapporto con la Juve Stabia, ha trovato sistemazione al Südtirol.
E ancora: Demirovic all’Arka Gdynia, Duca al Ravenna, Dalle Mura al Benevento, Torrasi al Catania, Andreoni al Crotone, D’Amore alla Cavese e Meli all’Audace Cerignola.
Non sono mancate le operazioni in prestito secco: Dos Santos al Potenza e Ferretti alla Varesina. Altri sono stati prestiti con opzioni di acquisto: Petrovic al Cosenza, Morachioli al Livorno e Piovanello alla Casertana.
Particolare il caso di Barranco, acquistato dalla Juve Stabia e lasciato in prestito secco alla Vis Pesaro, mentre Louati ha risolto consensualmente il proprio rapporto con il club.
Un elenco lungo, che racconta bene la complessità del lavoro portato avanti durante l’estate.
Gli acquisti
A fronte di queste cessioni la società non ha lasciato buchi aperti. Tutti i vuoti sono stati colmati. La promessa era stata chiara: per ogni partenza sarebbe stata individuata una soluzione sul mercato. A conti fatti, è stato così.
Tra i pali sono rimasti Boer e Signorini, entrambi protagonisti di un rinnovo, mentre sono arrivati Vukovic, in prestito dal Pisa, e Vismara, acquistato a titolo definitivo dall’Atalanta.
In difesa sono rimasti Ricciardi, Baldi e Bellich, con quest’ultimo rinnovato, mentre il reparto è stato completato da Maggioni, acquistato dal Mantova, Beidi Gallea in prestito secco dal Cagliari, Scuderi dalla Fiorentina con la particolare formula del prestito con riscatto e controriscatto, Terrence Douglas dall’Eindhoven, Bettella dal Pescara e Pietrangeli dal Südtirol.
Numeri che raccontano una difesa profondamente rinnovata e soprattutto ricca di alternative.
A centrocampo la Juve Stabia è più completa. Se c’è un reparto nel quale, a nostro giudizio, la Juve Stabia ha compiuto un passo in avanti particolarmente evidente è il centrocampo.
Sono rimasti Battistella, Pierobon, Buglio e Perin, ai quali si è aggiunto Maistro, confermato successivamente dal club.
Il mercato ha poi portato a Castellammare Kumi, in prestito secco dal Sassuolo, Karic dalla Virtus Entella e Artioli dal Mantova.
Una batteria di centrocampisti che offre a De Giorgio diverse possibilità di scelta e, soprattutto, una profondità che durante una stagione lunga e dispendiosa può rivelarsi determinante.
Il concetto è semplice: quasi due giocatori per ogni ruolo, in alcuni casi anche di più.
E questo permette all’allenatore di gestire meglio infortuni, squalifiche, turnover e momenti di forma dei singoli.
L’attacco cambia volto.
Il reparto offensivo riparte dalle conferme di Candellone e Piscopo, mentre il mercato ha portato diverse novità.
Sono arrivati Caccavo, in prestito dal Bologna con riscatto e controriscatto, Patanè dall’Hellas Verona, Sandrucci in prestito secco dal Torino, Sana Fernandes in prestito dalla Lazio, Antonio Di Nardo dal Pescara, Giuseppe Sibilli dal Bari, Sorace dal Martina Franca e Lonardo dall’Atalanta.
È un attacco che cambia pelle, con caratteristiche differenti e una maggiore varietà di soluzioni.
L’acquisto di Di Nardo, peraltro, ha già avuto un impatto immediato: il nuovo attaccante gialloblù ha bagnato il proprio esordio con il gol decisivo nella vittoria di Marassi contro la Sampdoria.
Sibilli porta esperienza e qualità, mentre gli altri nuovi arrivati garantiscono alternative e prospettiva.
Ed eccoci alla domanda inevitabile.
La Juve Stabia è più forte rispetto alla squadra della passata stagione?
La nostra risposta, senza troppi giri di parole, è sì.
Naturalmente è una valutazione fatta sulla carta e non può essere considerata una sentenza. Nel calcio, infatti, le squadre devono essere costruite anche sul campo, devono trovare automatismi, equilibrio e identità.
Ma osservando la rosa definitiva, la sensazione è quella di una Juve Stabia più completa e più profonda.
Non si tratta semplicemente di sostituire chi è partito con un altro calciatore.
La società ha saputo fare mercato senza perdere di vista gli equilibri economici. Ha gestito numerose cessioni, ha trovato una sistemazione praticamente a tutti i calciatori che non rientravano nel progetto tecnico e, contemporaneamente, ha mantenuto le promesse sul fronte degli acquisti.
Non era scontato.
Non era semplice.
E soprattutto non era facile riuscire a farlo senza arrivare all’ultima giornata con una rosa ancora da completare.
Ora invece il quadro è definito.
Questa la rosa dopo il calciomercato che conta ben 31 elementi:
Portieri
1.Boer
2.Signorini
3.Vukovic
4.Vismara
Difensori
5.Ricciardi
6.Baldi
7.Maggioni
8.Beidi Gallea
9.Bellich
10.Scuderi
11.Terrence Douglas
12.Bettella
13.Pietrangeli
Centrocampisti
14.Battistella
15.Pierobon
16.Buglio
17.Kumi
18.Perin
19.Karic
20.Artioli
21.Maistro
Attaccanti
22.Candellone
23.Caccavo
24.Patanè
25.Sandrucci
26.Piscopo
27.Sana Fernandes
28.Di Nardo
29.Sibilli
30.Sorace
31.Lonardo
Il mercato è finito e non ci sono più trattative a cui aggrapparsi, né nomi da inseguire. Adesso arriva il momento più importante. Parla il campo.
Sarà il rettangolo verde a stabilire se la Juve Stabia sarà davvero più forte dell’anno scorso. Sarà De Giorgio a dover assemblare tutti questi pezzi e trasformare una rosa completa in una squadra vera.
La società ha fatto il suo. Adesso tocca ai tifosi sostenere i calciatori in questo difficile campionato rappresentato dalla serie B.